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2013/14

XXXIII STAGIONE CONCERTISTICA

PAOLO CARIGNANI direttore

LAURA POLVERELLI mezzosoprano


Direttore generale

Marco Parri

Direttore servizi musicali

Paolo Frassinelli

Direttore comunicazione

FONDAZIONE ORCHESTRA REGIONALE TOSCANA

Riccardo Basile

Ufficio sviluppo e fundraising

Elisa Bonini

Amministrazione

Simone Grifagni Cristina Ottanelli

Ufficio del personale

Patrizia Brogioni Andrea Gianfaldoni Segreteria

Consiglio di Amministrazione Claudio Martini Presidente Daniela Misul Vicepresidente Marco Bertini Marta Blasi Stefanelli Ricciotti Corradini Rita Cucè Alda Giannetti Giancarlo Nutini Giulio Cesare Ricci Adriano Tintori Riccardo Zucconi Collegio dei Revisori dei Conti Roberto Giacinti Presidente Rino Cacciamani Paolo Formichi

Stefania Tombelli | Direzione Generale Tiziana Goretti | Direzione Artistica Ambra Greco | Area Comunicazione Simona Capristo | Play It! Servizi tecnici Orchestra

Francesco Vensi Angelo Del Rosso

OspitalitĂ  e sala Teatro Verdi

Fulvio Palmieri Paolo Malvini

Palcoscenico Teatro Verdi

Alfredo Ridi Walter Sica Carmelo Meli Sandro Russo Alessandro Goretti


XXXIII STAGIONE CONCERTISTICA direttore artistico direttore principale direttore ospite principale

Giorgio Battistelli Daniel Kawka Daniele Rustioni


PAOLO CARIGNANI direttore

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Le creature di Prometeo op.43, ouverture

LAURA POLVERELLI mezzosoprano

LUCIANO BERIO

Folk Songs per mezzosoprano e orchestra 1. Black is the color... 2. I wonder as I wander 3. Loosin yelav 4. Rossignolet du bois 5. A la femminisca 6. La donna ideale 7. Ballo 8. Motettu de tristura 9. Malurous qu’o uno fenno 10. Lo fiolaire 11. Azerbaijan love song ***

FRANZ SCHUBERT

Sinfonia n.4 in do minore D.417 ‘Tragica’

VENERDÌ 4 APRILE 2014

Siena, Teatro dei Rozzi ore 21.00 LUNEDÌ 7 APRILE 2014

Poggibonsi, Teatro Politeama ore 21.00 MARTEDÌ 8 APRILE 2014

Firenze, Teatro Verdi ore 21.15 concerto trasmesso in differita da

Adagio molto – Allegro vivace Andante Menuetto: Allegro vivace. Trio Allegro


PAOLO CARIGNANI

Milanese, si è diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” in composizione, organo e pianoforte e successivamente ha studiato direzione d’orchestra con Alceo Galliera. È stato ospite in molti teatri italiani e in prestigiosi palcoscenici internazionali come Staatsoper di Vienna, di Berlino e di Monaco di Baviera, Deutsche Oper Berlin, War Memorial di San Francisco e alla Met di New York, Gran Teatre de Liceu di Barcellona, Concertgebouw e

Teatro d’Opera di Amsterdam, Covent Garden di Londra, la Bastille di Parigi, nelle città di Oslo, Bruxelles, Anversa, Glyndebourne, Spoleto, al Schleswig Holstein Festival, al Rheingau Festival e al Rossini Opera Festival. Il repertorio sinfonico lo ha portato a lavorare con la Junge Deutsche Philharmonie e la Young Nederlands Symphony Orchestra, i Münchner Philharmoniker, la Detroit Symphony Orchestra, la Yomiuri Nippon Orchestra, la KIOTI Sinfonietta, l’Orchestra delle radio NDR, WDR, ORF, l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino, la Nederlands Radio Symphony Orchestra, la Gotheburg e Detroit Symphony Orchestra e molte altre. Dal 1999 al 2008 è stato ‘generalmusikdirektor’ (direttore principale e responsabile della programmazione) del Teatro d’Opera di Francoforte e direttore stabile della Museumsorchester/Frankfurt. Recentemente ha diretto Le Duc d’Albe ad Anversa, Le convenienze e inconvenienze teatrali a Zurigo, Cavalleria Rusticana e Pagliacci, Nabucco oltre ad un concerto sinfonico alla Nikikai Opera Foundation di Tokyo, Tosca a Parigi, Guillaume Tell ad Amsterdam, Otello, La Bohème, Aida a Monaco di Baviera e La Traviata a Vienna. I prossimi appuntamenti lo vedranno salire sui palcoscenici di Monaco di Baviera (Il Trovatore, Falstaff, Otello, La Traviata, Macbeth, Nabucco, Norma), al Salzburg Festival (Giovanna d’Arco),


a Vienna (Nabucco, Tosca, Cavalleria Rusticana e Pagliacci, Andrea Chénier, La Fanciulla del West), a Zurigo con Otello, a Strasburgo con il Rigoletto, a Barcellona con Tosca, a Bari con Pagliacci, Copenaghen (Les Vepres Siciliennes), Bregenz (Turandot), Toronto (Carmen), Anversa (Simon Boccanegra), a Tokyo con la Yomiuri Nippon Symphony Orchestra (Stabat Mater), e al Metropolitan di New York per nuove importanti produzioni.

Ritorna all’ORT, dopo più di vent’anni, con un programma distante dal suo repertorio prettamente lirico, deliziando il pubblico con un Beethoven teatrale, uno Schubert diciannovenne e con le melodie popolari di Luciano Berio, concepite per la particolarissima voce di Cathy Berberian, qui eseguite dal canto di Laura Polverelli.


LAURA POLVERELLI

Ospite delle più importanti istituzioni musicali italiane quali il Teatro alla Scala, l’Accademia S.Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, la Chigiana di Siena, La Fenice di Venezia, il Regio di Torino, il San Carlo di Napoli, ed estere in Germania, Spagna, Francia, collabora con i più importati direttori d’orchestra tra cui Abbado, Muti, Mehta, Pappano, Tate, Chailly, Davis, Gelmetti, Rousset, Lombard, Noseda e molti altri. Specializzata in ruoli rossiniani

(Cenerentola, Rosina, Isolier, Isabella, Elena) e mozartiani (Sesto, Idamante, Dorabella, Cherubino, Zerlina), è molto apprezzata altresì nelle interpretazioni barocche (Poppea, Messaggera, Sesto nel Giulio Cesare di Händel). Delle stagioni passate si ricordano l’interpretazione di ‘Rodrigo’ nella Pia de’ Tolomei al Teatro La Fenice; ‘Dorabella’ a Santa Cecilia; ‘Dulcinea’ nel Don Quichotte di Massenet a Trieste e ‘Rosina’ nel Barbiere di Siviglia al Maggio Musicale. Ha interpretato con grande successo ‘Felicia’ nel Crociato in Egitto a Venezia nel 2006/07, seguito dal Rinaldo di Händel a Seoul (entrambe per la regia di Pizzi). Nello stesso anno è stata un acclamato ‘Sesto’ ne La Clemenza di Tito a Stresa, mentre grande successo di critica e di pubblico hanno accompagnato due importanti debutti di Donizetti: ‘Giovanna Seymour’ nell’Anna Bolena a Verona e ‘Elisabetta’ nella Maria Stuarda a Macerata. Altre produzioni l’hanno vista nei ruoli di ‘Alceste’ (Ercole sul Termodonte di Vivaldi), ‘Edwige’ (Guglielmo Tell), in Roberto Devereux, ‘Charlotte’ nel Werther di Massenet, ‘Isolier’ da Le Comte Ory al Rossini Opera Festival. Recentemente ha vestito i panni di ‘Idamante’ nell’Idomeneo alla Scala diretta da Myung-Wung Chung, ‘Romeo’ ne I Capuleti e i Montecchi di Bellini; ha interpretato il Flaminio di Pergolesi, Cenerentola al Comunale di Bologna, ‘Dorabella’ nel Così fan tutte di Mozart


e ‘Epidite’ ne L’Oracolo in Messenia di Vivaldi in prima mondiale al Festival Opera Rara di Cracovia diretta da Fabio Biondi. Impegnata anche nel repertorio concertistico, spaziando da Pergolesi a Caldara, da Bach a Berlioz, si è misurata con Lucrezia Borgia, la Sinfonia di Mendelssohn, lo Stabat Mater di Rossini, e il Requiem di Verdi diretta da Gelmetti a Trieste. Nel 2013 ricordiamo ‘Mrs. Meg Page’ nel Falstaff alla Scala (dove replicherà nell’autunno 2015) ed in tournée in Giappone, ‘Elisabetta’ nella

Maria Stuarda al Maggio Musicale ed ‘Mazet’ ne La Colombe di Gounod al Teatro dei Rinnovati di Siena, prima italiana con i recitativi di Poulenc. Incide per FNAC, Auvidis, Teldec, Decca, Virgin, Mondo Musica, Opus 111 e Dynamic. Dopo molte esibizioni con l’Orchestra della Toscana per i più prestigiosi festival, per la prima volta arriva sul palcoscenico del Teatro Verdi misurandosi con le Folk Songs del grande Luciano Berio.


LUDWIG VAN BEETHOVEN

(Bonn 1770 – Vienna 1827)

Le creature di Prometeo op.43, ouverture durata 5 minuti circa

Prometeo è il titano che ruba agli dei il fuoco sacro, simbolo di conoscenza e dunque di civiltà, per donarlo agli uomini. La sua storia nasce dalle nebbie della mitologia greca, e diventa anzitutto materia prima per una tragedia di Eschilo (Prometeo incatenato); ma nel corso dei secoli non manca d’ispirare ripetutamente gli ambiti più diversi della creatività umana, incarnandosi nelle parole di Goethe e Shelley, nelle pennellate cupe di Rubens, nel gesto epico della musica di Liszt (il poema sinfonico Prometheus) come nella timbrica visionaria di quella di Skrjabin (Prométhée ou le poème du feu). Beethoven è il primo a dare una veste musicale significativa alla figura di Prometeo. L’occasione gli venne offerta da Salvatore Viganò, nipote di Boccherini ma soprattutto coreografo celeberrimo nella Vienna dell’Ottocento, che al compositore chiese espressamente di scrivere la musica per un balletto, basato appunto su quel soggetto mitico. Un balletto concepito secondo una formula innovativa elaborata in quegli anni viennesi dallo stesso Viganò, che

sottraeva lo spettacolo alla sue consuete funzioni d’intrattenimento per assegnargli invece un ruolo istruttivo e finalità etiche che lo elevassero alla dignità di tutte le altre arti. E non meraviglia che Beethoven si entusiasmasse innanzi ad una commissione simile, che fra l’altro rimane l’unica nel genere (escludendo la Musica per un balletto cavalleresco WoO 1) di tutta la sua opera: il forte significato etico assegnato da Viganò alla figura di Prometeo, eroe che libera gli uomini dall’ignoranza offrendo loro gli strumenti per la conquista della dignità, trovava piena sintonia nelle idee di Beethoven, figlio del pensiero illuminista di Giuseppe II e dei principi della Rivoluzione Francese, che in Prometeo di sicuro ravvisava il campione salvatore dell’umanità: l’emblema dell’anelito all’emancipazione della civiltà, nonché la proiezione di quella fede morale nell’Uomo che sempre nutrì la sua vena creativa. Composto fra il 1800 ed il 1801, nasceva così il balletto «eroico ed allegorico» Le creature di Prometeo, rappresentato all’Hofburgtheater di


Vienna il 26 Marzo 1801 con notevole successo. Seguendo da vicino il canovaccio coreografico di Viganò, Beethoven ideò una partitura (un’ ouverture, un’introduzione e sedici numeri raccolti in due atti) che ne ravviva la patina neoclassica con il ricorso ad una scrittura assai variegata, e dove la coerenza narrativa si sposa a combinazioni strumentali spesso fuori dal comune. Dell’intero balletto, ad essersi salvata dall’oblio nella prassi concertistica è la sola Ouverture, nella splendente tonalità di do maggiore: aperta da un solenne «Adagio», fin dall’inizio scandito da determinati accordi a piena orchestra (reminescenze dal Flauto Magico di Mozart?) e dalla presenza autorevole dei timpani, scatta poi verso un frenetico «Allegro molto con brio», quasi una sorta di raffigurazione in musica della fiamma vitale con la quale Prometeo anima due statue e le educa alle arti; ed è un continuo intrecciarsi di rapinosi botta e risposta fra fiati ed archi, tutto proteso a costruire lo slancio inarrestabile dell’intera orchestra verso lo sfavillante guizzo finale. Francesco Ermini Polacci

LUCIANO BERIO

(Oneglia 1925 – Roma 2003) Folk Songs per mezzosoprano e orchestra (1973) durata 23 minuti circa

Ho sempre provato un senso di profondo disagio ascoltando canzoni popolari (cioè espressioni popolari spontanee) accompagnate dal pianoforte. È per questo e, soprattutto, per rendere omaggio all’intelligenza vocale di Cathy Berberian che nel 1964 ho scritto Folk Songs per voce e sette esecutori (flauto/ottavino, clarinetto, due percussioni, arpa, viola, violoncello) e, successivamente, per voce e orchestra da camera (1973). Si tratta, in sostanza, di un’antologia di undici canti popolari (o assunti come tali) di varia origine (Stati Uniti, Armenia, Provenza, Sicilia, Sardegna, ecc.), trovati su vecchi dischi, su antologie stampate o raccolti dalla viva voce di amici. Li ho naturalmente interpretati ritmicamente e armonicamente: in un certo senso, quindi, li ho ricomposti. Il discorso strumentale ha una funzione precisa: suggerire e commentare quelle che mi sono parse le radici espressive, cioè culturali, di ogni canzone. Queste radici non hanno a che fare solo con le origini delle canzoni, ma anche con la storia degli usi che ne sono stati fatti, quando non si è voluto


distruggerne o manipolarne il senso. Due di queste canzoni («La donna ideale» e «Ballo») non sono popolari nella sostanza, ma solo nelle intenzioni: le ho composte io stesso nel 1947. La prima sulle parole scherzose di un anonimo genovese, la seconda sul testo di un anonimo siciliano. Luciano Berio

Folk Songs di Luciano Berio  1.Black is the color ... (Stati Uniti) Black black black is the colour of my true love’s hair His lips are something rosy fair The sweetest smile and the kindest hands I love the grass whereon he stands I love my love and well he knows I love the grass whereon he goes If he no more on earth will be ’twill surely be the end of me

2. I wonder as I wander (Stati Uniti) I wonder as I wander out under the sky How Jesus our Saviour did come for to die For poor ordn’ry people like you and like I I wonder as I wander out under the sky When Mary birthed Jesus ’twas in a cow stall With wise men and farmers and shepherds and all But high from the Heavens a star’s light did fall The promise of ages it then did recall If Jesus had wanted of any wee thing


A star in the sky or a bird on the wing Or all of God’s angels in Heav’n for to sing He surely could have had it ’cause he was the king 3. Loosin yelav (Armenia) Loosin yelav en sareetz Saree partzaer gadareetz Shegleeg megleeg yeresov Paervetz kedneen loosnidzov Jan ain loosin Jan ko loosin Jan ko gaelor sheg yereseen Xavarn arten tchaekatzav Oo el kedneen tchaegatzav Loosni loosov halatzvadz Moot amberi metch maenadz Jan ain loosin Jan ko loosin Jan ko gaelor sheg 4. Rossignolet du bois (Francia) Rossignolet du bois Rossignolet sauvage Apprends-moi ton langage Apprends-moi-z à parler Apprends-moi la manìère Comment il faut aimer Comment il faut aimer Je m’en vais vous le dire Faut chanter des aubades Deux heures après minuit Faut lui chanter: la belle C’est pour vous réjouir On m’avait dit la belle Que vous avez des pommes Des pommes de renettes Qui sont dans vot’ jardin Permettez-moi la belle Que j’y mette la main

Non je ne permettrai pas Que vous touchiez mes pommes Prenez d’abord la lune Et le soleil en main Puis vous aurez les pommes Qui sont dans mon jardin  5. A la femminista (Sicilia) E Signuruzzu miù faciti bon tempu Ha iu l’amanti miu ’mmezzu lu mari L’arvuli d’oru e li ntinni d’argentu La Marunnuzza mi l’av’aiutari, Chi pozzanu arrivòri ’nsarvamentu. E comu arriva ’na littra Ma fari ci ha mittiri du duci paroli Comu ti l’ha passatu mari, mari 6. La donna ideale (Italia) L’ómo chi mojer vor piar De quatro cosse de’espiar La primiera è com’èl è na L’altra è de l’è ben accostuma L’altra è como el è forma La quarta è de quanto el è dota Se queste cosse ghe comprendi A lo nome de Dio la prendi 7. Ballo (Italia) Amor fa disciare li più saggi E chi più l’ama meno ha in sé misura Più folle è quello che più s’innamora Amor non cura di fare suoi dannaggi Co li suoi raggi mette tal calura Che non puo raffreddare per freddura


8. Motettu de tristura (Sardegna) Tristu passirillanti Comenti massimbillas Tristu passirillanti E puita mi consillas A prangi po s’amanti Tristu passirillanti Cand’happess interrada Tristu passirillanti Faimi custa cantada Cand’happess interrada 9. Malurous qu’o uno (Auvergne) Malurous qu’o uno fenno, Malurous qué n’o cat! Qué n’o cat n’en bou uno, Qué n’o uno n’en bou pas! Tradèra, ladèri dèrèro Ladèra, ladèri dèra. Urouzo lo fenno Qu’o l’omé qué li cau! Urouz’ inquèro maito O quèlo qué n’o cat! Tradèra, ladèri dèrèro Ladèra, ladèri dèra 10. Lo fiolaire (Auvergne) Ton qu’èrè pitchounèlo, Gordavè loui moutous. Ti lirou lirou… la la diri tou tou la lara! Obio ‘no counoulhèto È n’ai près u postrou. Ti lirou lirou… la la diri tou tou la lara! Per fa l’obiroudèto Mè domound’ un poutou. Ti lirou lirou... la la diri tou tou la lara! È ièu soui pas ingrato, Èn lièt d’un n’in fau dous! Ti lirou lirou... la la diri tou tou la lara!

1 1. Azerbaijan love song (Azerbaijan) Da maesden bil de maenaes Di dilamnanai ai naninai Go shadaemae hey ma naemaes yar Go shadaemae hey ma naemaes Sen ordan chaexman boordan Tcholoxae mae dish ma naemaes yar Tcholoxae mae dish ma naemaes Kaezbe li nintché dirai nintché Lebleri gontchae derai gontchae Kaezbe linini je deri nintché Lebleri gontcha de le gontcha Na plitye korshis sva doi Ax kroo gomshoo nyaka mae shi Ax pastoi xanaem pastoi Jar doo shi ma nie patooshi Go shadaemae hey ma naemaes yar Go shadaemae hey ma naemaes Sen ordan chaexman boordan Tcholoxae mae dish ma naemaes yar Tcholoxae mae dish ma naemaes Kaezbe li nintché dirai nintché Lebleri gontchae derai gontchae Nie didj dom ik diridit Boost ni dietz stayoo zaxadit Ootch to boodit ai palam Syora die limtchésti snova papalam


FRANZ SCHUBERT

(Lichtental 1797 – Vienna 1828) Sinfonia n.4 in do minore D.417 ‘Tragica’ durata 30 minuti circa

La Quarta Sinfonia in do minore D.417 risulta dal manoscritto ultimata il 27 aprile del 1816 e denominata con l’appellativo di “Tragica” dall’autore stesso, allora diciannovenne. Non si hanno notizie di un’esecuzione in vita di questa sinfonia che rappresenta un snodo decisivo nella vicenda sinfonica schubertiana, ma che, al pari dell’Incompiuta e della Grande, avrebbe dovuto attendere decenni per essere finalmente ascoltata. Sono questi anni in cui Schubert, nonostante si sia piegato ai progetti del padre Franz Theodor accettando un posto di maestro della prima classe della scuola elementare posta sotto la direzione paterna, non solo non ha rinunciato alla musica, ma scrive anzi molto. Scrive già con originalità assoluta nell’ambito del Lied, in cui il primo capolavoro in cui il marchio d’autore è inconfondibile, Gretchen am Spinnrade, risale al 1814, Heidenröslein e Erlköenig al 1815, An Schwager Kronos e Der Wanderer al 1816; la maturazione di una concezione originale della forma sinfonica, quella

che avrà i suoi esiti più alti nell’Incompiuta e nella Grande, è più graduale. La Quarta rappresenta comunque un punto di svolta rispetto alle tre sinfonie precedenti, ancora influenzate dal pur sempre prossimo modello haydniano (si tratta di lavori scritti fra il 1813 e il 1815, e si ricordi che Haydn era morto da pochi anni). Questo punto di svolta sta nel volersi confrontare con il grande, anzi ingombrante e certamente scomodo, ma ineludibile riferimento dell’attualità sinfonica più piena, cioè con Beethoven: le marcate tensioni, la dialettica conflittuale del Beethoven “di mezzo”, la sua capacità di ricomporsi comunque in una forma sono ciò che Schubert coglie come novità da Beethoven. L’Incompiuta e la Grande rappresenteranno, poi, una parola sinfonica del tutto nuova, che chiude il capitolo della sinfonia classica e inaugura la nuova stagione romantica. Ma in questo gruppo centrale sinfonico schubertiano costituito da Quarta, Quinta e Sesta il riferimento a Beethoven è marcato soprattutto nella Quarta. Ciò avviene a partire dalla tonalità di do minore, che è quella della Quinta beethoveniana (1808),


la più innovativa sul piano formale delle sinfonie finora composte dal Titano che Schubert potesse allora conoscere (la Nona era ancora di là da venire), anche se è vero che alcuni aspetti della Tragica (la presenza di un Adagio introduttivo, il brio e certi toni comici del finale) fanno pensare anche alla partitura che occupa lo stesso posto nella serie sinfonica beethoveniana. D’altra parte, l’espressione inquieta, talora affannata, talora pugnace, che comunica i suoi fremiti a questa sinfonia, nell’esplorazione di situazioni musicali tipiche del modo minore come pure in certe vibrate e saettanti figurazioni degli archi, può richiamare anche il Mozart più Sturm und Drang, quello di certe sinfonie giovanili in minore, dei concerti pianistici K.466 e K.499, del quintetto K.516. L’appellativo dato a questa sinfonia, come si diceva, dallo stesso Schubert, parrebbe riferirsi soprattutto al primo movimento, in particolare all’introduzione Adagio molto, una scena tragica nel senso di seria, grave e scolpita, dal colore fosco, in cui la definizione e la messa in luce del

materiale sembrano stagliarsi faticosamente su una materia oscura e indistinta. L’ Allegro vivace è costruito in una forma-sonata dalle tensioni beethoveniane, ma con alcune significative particolarità: il secondo tema e relativa modulazione verso la bemolle (anziché il “canonico” mi bemolle, ma è procedimento che ha i suoi precedenti nei classici), l’intenso e concentrato ma sorprendente caleidoscopio di armonie dello sviluppo, la ripresa alla dominante minore sol. Il modello beethoveniano e la reinterpretazione che Schubert ne fornisce sono evidenti nella pervasività, in questo Allegro vivace, del motto delle tre crome in levare, ta-ta-ta-tà come nella Quinta del Titano, ma qui in disposizione ascendente, in espressioni meno rocciose, telluriche, prometeiche, più mobili e inquiete. L’Andante in la bemolle maggiore si apre su un motivo disteso dalle pacate simmetrie tipiche del Lied e di tante melodie, fra Lied e corale, che saranno poi tipiche, ad esempio, di Mendelssohn, una scena nobilmente semplice se non fosse per il brusco punto e a capo del successivo episodio in fa minore, costruito su un tema introdotto


da una piccola e imperiosa cellula di semicrome in levare, che creano una relazione precisa con il tema dell’Allegro vivace del primo movimento. L’ episodio si sviluppa in un ribattere antifonale fra legni e archi di un’invocazione di tre note discendenti (quasi il Principio Implorante caro al sistema di rappresentazioni beethoveniano con cui il giovane Schubert sembra qui volersi confrontare, piegandolo ad un’espressione propria ed originale). I due episodi antagonisti all’insegna della quiete e dell’affanno si alternano ancora fino ad una mormorante coda che preannuncia gli spazi sonori e gli enigmi dell’Incompiuta. Il Menuetto in mi bemolle maggiore (ma la tonalità si definisce del tutto, in pratica, solo alla fine del Trio) è in realtà un solido e robusto Scherzo in cui peraltro il Trio, dall’impostazione rustica e danzereccia di Ländler, percorre un caleidoscopio di armonie. Qui pulsa con insistenza, se pure in figure e schemi diversi e morbidamente legata, la stessa idea delle tre note in levare che si era già evidenziata nell’Allegro vivace e nell’Andante. Il Finale in forma-sonata, di nuovo in do minore, è una grande pagina di scattante e febbrile gaiezza. Si noti, a dispetto dei diciannove anni, la magistrale abilità con cui Schubert introduce un secondo episodio in la bemolle maggiore, in cui violini e legni si palleggiano umoristicamente l’inciso generatore dell’episodio (una terza o una quarta discendente) mentre sotto turbinano indiavolati i secondi violini e le viole; una

reinterpretazione in chiave vivacissima ma un po’ demoniaca dell’umorismo di Haydn e di certo Beethoven (pensiamo proprio al finale della Quarta beethoveniana), ricca di contrasti, di brusche giustapposizioni di zone armoniche, di comici sforzando in cui giocano di prepotenza anche le trombe, i timpani e il quartetto dei corni che per la prima volta Schubert inserisce nel suo organico sinfonico dove finora tutti i fiati, corni compresi, erano a coppie. Un umorismo in crescendo, fino alla vorticosa conclusione in do maggiore, quasi prefigurando la “rossinite” già dilagante in Italia ma che ben presto avrebbe contagiato mezza Europa. Elisabetta Torselli


I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Concerto di Pasqua

DANIEL SMITH direttore CHLOË HANSLIP violino musiche di Beethoven Adams Ives

16 APRILE

Prevendita

Biglietteria del Teatro Verdi via Ghibellina 97 | Firenze tel. 055 212320

mercoledì ore 21.00

8

MAGGIO giovedì ore 21.00

TITO CECCHERINI direttore FLORALEDA SACCHI arpa FABIO FABBRIZZI flauto

musiche di Castelnuovo Tedesco, Mozart, Schubert

16

MAGGIO venerdì ore 21.00

DANIEL KAWKA direttore ISABELLE FAUST violino UMBERTO CODECÀ fagotto

musiche di Malipiero, Bartók, Elgar, Sibelius


VIOLINI PRIMI

Andrea Tacchi * Daniele Giorgi * Paolo Gaiani ** Angela Asioli Gabriella Colombo Marcello D’Angelo Alessandro Giani Susanna Pasquariello Marco Pistelli VIOLINI SECONDI

Chiara Morandi * Francesco Di Cuonzo ** Patrizia Bettotti Stefano Bianchi Marian Elleman Chiara Foletto Carmela Panariello VIOLE

Stefano Zanobini * Pier Paolo Ricci ** Caterina Cioli Alessandro Franconi Agostino Mattioni

CONTRABBASSI

Gianpietro Zampella * Amerigo Bernardi * Luigi Giannoni **

Sebastiano Nidi ARPA

Cinzia Conte *

FLAUTI

Fabio Fabbrizzi * Michele Marasco * OBOI

Flavio Giuliani * Marco Bardi CLARINETTI

Marco Ortolani * Emilio Checchini Giuseppe Gentile FAGOTTI

Paolo Carlini * Stefano Semprini CORNI

Andrea Albori * Paolo Faggi * Francesco Meucci Eolo Pignattini TROMBE

*prime parti **concertino

TIMPANI

ISPETTORE D’ORCHESTRA E ARCHIVISTA

VIOLONCELLI

Luca Provenzani * Andrea Landi ** Augusto Gasbarri ** Stefano Battistini Giovanni Simeone

PERCUSSIONI

Donato De Sena * Guido Guidarelli * Morgan M.Tortelli *

Alfredo Vignoli


Fondata nel 1980, l’ORT ha sede al Teatro Verdi di Firenze e oggi è considerata una tra le migliori orchestre in Italia. È formata da 45 musicisti, tutti professionisti eccellenti che sono stati applauditi nei più importanti teatri italiani come il Teatro alla Scala, l’Auditorium del Lingotto di Torino, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, e nelle più importanti sale europee e d’oltreoceano, dall’Auditorio Nacional de Musica di Madrid alla Carnegie Hall di New York. La sua storia artistica è segnata dalla presenza di musicisti illustri, primo fra tutti Luciano Berio. Collabora con personalità come Salvatore Accardo, Martha Argerich, Rudolf Barshai, Yuri Bashmet, Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Gianluigi Gelmetti, Daniel Harding, Eliahu Inbal, Yo-Yo Ma e Uto Ughi. Interprete duttile di un ampio repertorio, che dalla musica barocca arriva fino ai compositori contemporanei, l’Orchestra ha da sempre riservato ampio spazio alla ricerca musicale al di là delle barriere fra i diversi generi (Haydn,

Mozart, tutto il Beethoven sinfonico, larga parte del barocco strumentale, con una particolare attenzione alla letteratura meno eseguita), sperimentando possibilità inedite di fare musica e verificando le relazioni fra scrittura e improvvisazione. Accanto ai grandi capolavori sinfonico-corali, interpretati con egregi musicisti di fama internazionale, si aggiungono i Lieder di Mahler, le pagine corali di Brahms, parte del sinfonismo dell’Ottocento, con una posizione di privilegio per Rossini, e l’incontro con la musica di Franco Battiato, Stefano Bollani, Richard Galliano, Heiner Goebbels, Butch Morris, Enrico Rava, Ryuichi Sakamoto. Una precisa vocazione per il Novecento storico, insieme a una singolare sensibilità per la musica d’oggi, caratterizzano la formazione toscana nel panorama musicale italiano. Il festival “Play It! La musica fORTe dell’Italia” è il manifesto più eloquente dell’impegno dell’orchestra verso la contemporaneità. Incide per Emi, Ricordi, Agorà e VDM Records.


COMUNICAZIONI PER GLI ABBONATI L’ORT E IL 25 APRILE

Consueto appuntamento con la Festa della Liberazione che, dal 2004, vede la Fondazione ORT collaborare con la Regione Toscana. Quest’anno l’Orchestra della Toscana propone la proiezione di due capolavori del grandissimo Charlie Chaplin: Shoulder Arms (Charlot soldato 1918), nella versione per piccola orchestra di Timothy Brock del 2004, e The Immigrant (L’emigrante 1917), film interpretato, diretto e prodotto dallo stesso Chaplin. Sul podio Timothy Brock, musicista e compositore americano esperto nella musica da film e in particolare nel restauro musicale dei maggiori capolavori di Chaplin. Ingresso libero ad invito fino ad esaurimento disponibilità, ritirabile presso la Biglietteria del Teatro Verdi da lunedì 14 aprile

valore di oltre 150 mila euro. Al Teatro Verdi si esibiranno cinque giovani artisti di fama internazionale, tutti premiati nelle rassegne precedenti, per la direzione artistica del maestro Jorge Chaminé: Etsuko Hirosé piano, Gabriel Le Magadure violino, Gabriele Carcano piano, Eric-Maria Couturier violoncello e Shani Diluka (foto) piano. Musiche

GIOVANI TALENTI AL VERDI

Il prossimo 17 aprile il Teatro Verdi di Firenze ospita un interessante concerto promosso da CIMA l’associazione nata in collaborazione con il Comune di Monte Argentario che organizza ogni anno eventi culturali e musicali sul Promontorio. Un’anteprima della dodicesima edizione del “CIMA Festival”, in programma la prossima estate, che vuole essere l’occasione per un invito ai giovani a dedicarsi alla musica come contributo determinante alla qualità della loro formazione e della loro vita. Dal 2002 a oggi, l’associazione ha assegnato agli artisti più meritevoli borse di studio per un

di Mozart, Liszt, Debussy, Chopin, Rachmaninov, Dvořák e Piazzolla. Il concerto sarà preceduto da un simpatico Apericena con prodotti tipici toscani ed olandesi per il quale si consiglia la prenotazione a events@concertiinmonteargentario.it Info biglietti (promozione abbonati ORT) www.teatroverdionline.it


SEGUITECI ANCHE QUANDO NON SIETE IN TEATRO

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CON L’OCCHIO DI PINTEREST

Qui sono raccolte tutte le informazioni che riguardano l’Orchestra della Toscana. Trovate il calendario, le news con gli aggiornamenti, le anticipazioni, le foto gallery ed i dettagli di tutte le nostre inziative. E’ anche il punto di partenza per i nostri canali social (Facebook, Twitter, You Tube e Pinterest). Si possono scaricare materiali informativi ed inviti ad iniziative speciali: www.orchestradellatoscana.it

Proviamo a raccontare l’ORT - e tutto quello che ci sta intorno - anche attraverso le bacheche di Pinterest. Con questo social network “delle ispirazioni” dedicato alla condivisione di fotografie, descriviamo per immagini il mondo che gira intorno alla nostra attività. Il nostro teatro, il quartiere che ci ospita, i backstage e tutta la nostra grafica. Venite a trovarci, vi piacerà. www.pinterest.com/ortpin

IL PROGRAMMA E’ SU ISSUU

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Tutti i programmi di sala, come questo che state leggendo, vengono pubblicati con qualche giorno di anticipo sul portale Issuu a questo indirizzo: issuu.com/orchestradellatoscana Chi vuole può dunque prepararsi all’ascolto in anticipo e comodamente da casa. Il link è disponibile anche nel nostro sito internet, dove è possibile trovare i programmi di tutti i concerti passati.

Molto spesso documentiamo i nostri appuntamenti e la vita dell’Orchestra con ricche rassegne fotografiche. Trovate le Foto Gallery sia sul sito internet (con un piccolo archivio storico) che nella nostra pagina Facebook (aggiornata questa giorno per giorno).


SOSTENENDO L’ORT SARÀ TUTTA UN’ALTRA MUSICA

Crediamo che la cultura rappresenti un volano di sviluppo del territorio, arricchisca la società e assicuri la crescita consapevole delle nuove generazioni. Siamo convinti che la musica possa nutrire lo spirito e il corpo, che contribuisca a far crescere le nuove generazioni attraverso un ascolto consapevole dell’affascinante mondo musicale in cui viviamo, un mondo in continua trasformazione. La nostra proposta musicale è rivolta a tutti e suggerisce una libertà di ascolto che spazia nel tempo, dal passato al presente. Lavoriamo con impegno e passione perchè siamo convinti che con una musica intelligente e bella si possa vivere meglio. Cerchiamo amici disposti a condividere il nostro lavoro, affiancandoci nel percorso e sostenendoci nella nostra visione di una città più armoniosa. Il tuo contributo potrà arricchire l’attività e i progetti di formazione e di educazione all’ascolto rivolti ai più giovani.

Scegli il tuo sostegno all’ORT! MY ORT

€ 50,00

SOSTENITORE

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Sul sito www.orchestradellatoscana. it è possibile scoprire tutti i vantaggi riservati ai nostri sostenitori. Il proprio contributo può essere comodamente donato con bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT 75 S061 6002 8001 0000 0010 505

E anche per le aziende che vorranno essere partner dell’ORT, saremo lieti di costruire le opportunità migliori. Inoltre destinando il 5 PER MILLE all’Orchestra della Toscana si potrà contribuire ai progetti didattici, alle iniziative scolastiche e provinciali organizzate dall’ORT: basta mettere la propria firma nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi riservato e riportare il codice fiscale della nostra fondazione: 01774620486 Ufficio sviluppo sviluppo@orchestradellatoscana.it


CONTATTI FONDAZIONE ORCHESTRA REGIONALE TOSCANA

Via Verdi, 5 - 50122 Firenze tel.1 (+39) 055 2342722 | 2340710 fax (+39) 055 2008035 www.orchestradellatoscana.it Segreteria info@orchestradellatoscana.it

Direzione Generale direzionegenerale@orchestradellatoscana.it Direzione Artistica direzioneartistica@orchestradellatoscana.it Area Comunicazione ortstampa@orchestradellatoscana.it Ufficio Sviluppo ufficiosviluppo@orchestradellatoscana.it Ufficio del Personale ufficiopersonale@orchestradellatoscana.it Amministrazione direzioneamministrativa@orchestradellatoscana.it Servizi Tecnici ufficiotecnico@orchestradellatoscana.it Segreteria Play It! playit@orchestradellatoscana.it

PROGRAMMA DI SALA A CURA DI

Ufficio Comunicazione ORT PROGETTO GRAFICO

TEATRO VERDI

Via Ghibellina, 99 - 50122 Firenze Biglietteria Via Ghibellina 97 - 50122 Firenze orari dal lun al sab 10-13 e 16-19 festivi chiuso tel. (+39) 055 212320 fax. (+39) 055 288417 www.teatroverdionline.it info@teatroverdionline.it

Kidstudio.it IMPAGINAZIONE

Mattia Vegni FOTO

Marco Borrelli (19, 22) STAMPA

Nuova Grafica Fiorentina (Firenze)


25 APRILE IN CONCERTO Shoulder Arms (1918) di Charlie Chaplin musiche di Chaplin nella versione per piccola orchestra di Timothy Brock (2004)

The Immigrant (1917) di Charlie Chaplin musiche originali di Timothy Brock (2012)

proiezione dei film con musica dal vivo

TIMOTHY BROCK direttore

venerdì 25 aprile 2014 ore 21.00

Ingresso libero ad invito fino ad esaurimento disponibilità Gli inviti sono disponibili da lunedì 14 aprile presso la Biglietteria del Teatro Verdi via Ghibellina 97 Firenze tel. 055 21.23.20 orario da lun a sab : 10,00-13,00 | 16,00-19,00

info Fondazione ORT tel. 055.2340710 info@orchestradellatoscana.it www.orchestradellatoscana.it

Con il contributo delle banche tesoriere della Regione Toscana


Programma Carignani