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ORATORIO PIO XI

INFORMATUTTO

PROGRAMMA DI: «ORATORIO IN FESTA» Sabato 4 maggio (ore 15.45-19 e 20.30-23.45): Musica … in campo 12: concerto musicale di alcuni gruppi giovanili del quartiere e della zona 8 presso l’area dell’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile.

ORATORIO PIO XI

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MILANO

UTT

MAT

INFOR

O

anno ’12-’13

Domenica 5 maggio dalle ore 14.00: Musica … in campo 12: tornei sportivi di calcetto e di pallavolo presso l’area dell’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile. Notiziario quindicinale

Domenica 12 maggio:!ore 10.30! Eucaristia (canta la Corale Cerioli) ! ! ! ! ore 17! salamelle e patatine Domenica 19 maggio:! ore 10.30! Eucaristia ! ! ! ! ore 17! PANZEROTTI e patatine Lunedì 20 maggio (a Roma): inizio del XIX capitolo generale Congregazione Sacra Famiglia (nel 150esimo anniversario della nascita del ramo maschile) Domenica 26 maggio:!ore 10.30! Eucaristia ! ! ! ! ore 16! raduno scuola calcio bambini A.S. ORO ! ! ! ! ore 17! salamelle e patatine Venerdì 31 maggio:! ore 20.30! chiusura decanale mese mariano Domenica 2 giugno:! ore 10.30 Eucaristia NELLA SOLENNITA’ DEL «CORPUS DOMINI» (CAnTa La CORALe PARROCChIALE santa Paola Elisabetta Cerioli). Al termine della Santa Messa, solenne intitolazione della sala parrocchiale alla memoria di padre Angelo Paris e del centro d’ascolto caritas alla memoria di padre Domenico Manenti ! ! ! ! ore 18: SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA DECANALE PER LA SOLENNITA’ DEL «CORPUS DOMINI». L’oratorio chiuderà alle ore 17 per poter partecipare, chi volesse, alla concelebrazione eucaristica decanale. Venerdì 7 giugno:! festa della nostra scuola materna parrocchiale Maria Ausiliatrice ! ! ! ore 19 pizzata con i/le bambini/e e le loro famiglie della nostra scuola materna Sabato 8 giugno:! dalle ore 19 spettacolo preparato dai vari laboratori PARROCCHIALI di: musica, canto, ballo, hip-hop; ! ! ! ore 21.15 Concerto Battistiband.it. ! ! ! DALLE ORE 19 ALLE ORE 22.30: STAND patatine e salamelle Lunedì 10 giugno:!

inizio dell’oratorio estivo

DOMENICA 16 GIUGNO:! ! ! ! ! !

A.S. ORO: OTTAVA EDIZIONE MEMORIAL EDOARDO VERONELLI (PALLAVOLO) E TERZA EDIZIONE TROFEO VITO LORUSSO CALCIO)

Venerdì 12 luglio:! Festa finale dell’oratorio estivo ed estrazione sottoscrizione a premi organizzata dall’Associazione Sportiva ! ! ! ORO (1977). ! ! ! DALLE ORE 19 ALLE ORE 22.30: STAND CON patatine e salamelle Dove trovarci

Via A. Aldini, 33 20157 - Milano tel:! 02 3554418 fax:! 02 39001054 4

web: ! e-Mail:!

http://www.oratoriopioxuno.org oratoriopioxuno@gmail.com

n°5 - 27 aprile 2013

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA NOTA PASTORALE: IL LABORATORIO DEI TALENTI SUL VALORE E LA MISSIONE DEGLI ORATORI

p. Gianmario La Conferenza Episcopale Italiana ha reso pubblica, verso la metà di aprile, una Nota pastorale (la quale reca la data del 2 febbraio u.s.), dal titolo: “IL LABORATORIO DEI TALENTI” sul valore e la missione degli oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo. Abbiamo perciò pensato di dedicare i prossimi due editoriali a tale documento, per darne un’illustrazione sintetica dei contenuti principali, consigliandone anche l’eventuale completa lettura di detto documento. Nell’introduzione il documento afferma: “l’oratorio esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita. I suoi strumenti e il suo linguaggio sono quelli dell’esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco, studio … Si vuole pertanto incentivare e sostenere l’oratorio quale via privilegiata per educare alla vita buona del Vangelo”. Dopo l’introduzione, il documento fa una breve storia dell’istituzione oratoriana che ormai conta oltre 450 anni di vita e di esperienza educativa, a partire da san Filippo Neri (1515-1595), fino alla tradizione lombarda ed ambrosiana già con san Carlo Borromeo (che muore nel 1584) e poi più recentemente con il card. Ferrari ed il card. Montini (futuro papa Paolo VI), senza dimenticare il filone piemontese in cui giganteggia don Bosco (che muore nel 1888). L’oratorio è un luogo nel quale, come disse Benendetto XVI, si ritrovano “le indicazioni per un’educazione che è realmente apertura dell’io al tu, al noi e al Tu di Dio”; al n. 5 del documento viene ripresa un’importante affermazione fatta da Giovanni Paolo II parlando ai giovani di Roma (5 aprile 2001):”Rilanciate gli oratori come ponti tra la Chiesa e la strada, con particolare attenzione a chi è emarginato e attraversa momenti di disagio”. Viene ribadita la centralità dell’oratorio come comunità educativa ed ai nn. 8, 9 e 10 si afferma: 1


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continua da pag.1 “La comunità educativa dell’oratorio è l’espressione della carità pastorale della Chiesa che, in forza della sua natura missionaria, provvede all’accoglienza e all’accompagnamento di tutti i ragazzi e i giovani attraverso il progetto educativo, elaborato secondo le esigenze della realtà ecclesiale di riferimento. Compito, dunque, di tale comunità è l’elaborazione e l’animazione del progetto educativo dell’oratorio, nell’esercizio della corresponsabilità pastorale, attraverso tutte le dinamiche che articolano e favoriscono il protagonismo e la responsabilità dei ragazzi e dei giovani. All’interno della comunità educativa una particolare responsabilità compete alla famiglia che resta la prima e indispensabile comunità

educante. È pertanto necessaria una forte e rinnovata alleanza tra le famiglie e l’oratorio … È compito primario dell’oratorio valorizzare il ruolo delle famiglie e sostenerlo, sviluppando un dialogo aperto e costruttivo ... L’oratorio, infatti, si configura come ambien2

te di condivisione e di aggregazione giovanile, dove i genitori trovano un fecondo supporto per la crescita integrale e il discernimento vocazionale dei propri figli. In una fase storica in cui i cambiamenti culturali e sociali in atto nel nostro paese richiedono una rinnovata alleanza tra la famiglia e le agenzie educative, il rapporto tra oratorio e famiglia si configura come laboratorio quanto mai fecondo per sperimentare anche nuovi percorsi di corresponsabilità educativa. È importante che nell’oratorio si respiri un clima familiare anche per aiutare i tanti ragazzi e giovani alle prese con situazioni familiari problematiche, per i quali spesso l’oratorio diventa una seconda famiglia. La caratteristica fondamentale dell’educazione cristiana è la dimensione vocazionale, che in oratorio si intreccia con l’accompagnamento dei ragazzi e la testimonianza di vita data dagli educatori. Tale dimensione scaturisce dalla visione della vita come dono che porta in sé uno stupendo progetto di Dio La realizzazione di una progettualità vocazionale, capace di rispondere al desiderio di felicità, alla ricerca della verità e al bisogno di comunione fraterna, offre ai ragazzi e ai giovani gli elementi necessari per un cammino di autentico discernimento verso la piena maturità”. In merito alla summenzionata citazione del rapporto tra oratorio e famiglia come LABORATORIO, il n. 13 del documento afferma: “Per questo l’oratorio si configura come un variegato e permanente laboratorio di interazione tra fede e vita”. Per perseguire gli importanti obiettivi di cui sopra, centrale resta IL PRIMATO DELLA RELA-

ZIONE. Così il documento afferma al n. 15: “Il primato della relazione. L’oratorio educa ed evangelizza, in un contesto ecclesiale di cammino comunitario, soprattutto attraverso relazioni personali autentiche e significative. Esse costituiscono la sua vera forza e si attuano sia attraverso percorsi strutturati sia attraverso espressioni informali. L’attuale emergenza educativa è letta da più parti come esito di un impoverimento delle relazioni educative personali. .. Tutte le attività dell’oratorio sono, perciò, improntate a favorire un contesto di dialogo sereno e costruttivo nella consapevolezza che nessuna attività può sostituire il primato della relazione personale … La qualità delle relazioni incide profondamente sul processo educativo. La creatura umana, in quanto di natura spirituale si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio. L’importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale … L’esperienza insegna che spesso l’oratorio finisce per essere di fatto il luogo unificante del vissuto, aiutando chi lo frequenta a superare il rischio, oggi tutt’altro che ipotetico, della frammentazione e della dispersione. La caratteristica forse più significativa delle relazioni che un ragazzo vive in oratorio è quella della gratuità che nasce dalla fede ed è totalmente protesa al bene dell’altro. Tale atteggiamento genera stupore e dischiude orizzonti di fiducia, insieme al desiderio di mettersi in gioco e di imitare chi si spende con generosità per gli altri”.

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CARITAS PARROCCHIALE: per saperne di più Volentieri abbiamo accolto l'invito di p. Gianmario a scrivere un articolo per spiegare la realtà della nostra Caritas parrocchiale. L'attività dei volontari si articola in due momenti: l'ascolto, indispensabile e prioritario rispetto a qualunque successivo intervento, nel quale si porta alla luce il bisogno reale di chi chiede aiuto e la successiva attività di assistenza. Le persone che si presentano al Centro sono portatrici di differenti bisogni: • alcuni vengono per segnalare la loro richiesta di lavoro, della quale prendiamo nota (una sorta di incontro domanda-offerta, un primo contatto che, quando va bene, viene poi sviluppato senza coinvolgimento del Centro); • alcuni vengono per avere informazioni e vengono indirizzati ai Servizi Sociali del territorio o ad altri centri di supporto e assistenza della città (mense gratuite, ricoveri notturni, assistenza medica e farmacologica, distribuzione di cibo...); • alcuni accedono al servizio guardaroba (ecco come impieghiamo gli abiti smessi che ci portate); • alcuni chiedono di essere aiutati con il pacco viveri. Questa richiesta viene corredata da un'approfondita analisi della situazione in cui versano il singolo o la famiglia, anche tramite documentazione (contratti di affitto, peraltro quasi mai regolari, busta-paga, ISEE...) e la decisione di assistere viene assunta collegialmente, in una riunione nella quale è presente anche il Parroco, primo responsabile del Centro. Spiace che, a volte, giungano all'orecchio di noi operatori critiche rispetto ai bisogni di chi viene assistito. Nessuno di noi è giudice, tutti agiamo in buona fede e altrettanto ci aspettiamo da chi si presenta a chiedere aiuto per un bisogno primario come il cibo. Può essere che qualcuno menta, ma la stragrande maggioranza vive in gravi difficoltà, nel nostro quartiere, nella nostra Parrocchia. I viveri che distribuiamo sono forniti dal Banco Alimentare e, in occasione del Natale, vengono integrati con qualche alimento acquistato direttamente da noi, perché ci sia un piccolo segno di festa sulle tavole di chi non se lo può permettere. E vediamo la questione dei finanziamenti: Caritas non ne riceve, tranne donazioni di singoli, alle quali si aggiungono le offerte che noi volontari versiamo mensilmente e ciò che ricaviamo dal Bazar della Solidarietà (che quest'anno si è arricchito dei prodotti del commercio equo e solidale) e dalle offerte per gli ulivi preparati per la domenica delle Palme. Chi usufruisce del servizio di guardaroba è invitato a versare un piccolissimo contributo a fronte degli indumenti ricevuti.

Da ultimo, abbiamo contatti frequenti con gli operatori dei vari settori nei quali si articola la Caritas diocesana per problematiche specifiche di alcuni assistiti. Concludiamo informando che, come gruppo Caritas, animiamo la S. Messa del terzo sabato del mese e proprio dall'Eucaristia ricaviamo una riflessione che ci piace condividere. Nell'editoriale del mensile di Caritas Ambrosiana di aprile, don Roberto Davanzo ci ricorda le parole di Benedetto XVI per la Quaresima: “...la priorità della fede e il primato della carità...” e prosegue don Davanzo: “Già, perché la fede cristiana è vuota se non si traduce in un modo nuovo di vivere le relazioni con i nostri simili, così come la carità – se non può appoggiarsi a una fede autentica – rischia di essere cieca e indeterminata”. I VOLONTARI DELLA CARITAS

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continua da pag.1 “La comunità educativa dell’oratorio è l’espressione della carità pastorale della Chiesa che, in forza della sua natura missionaria, provvede all’accoglienza e all’accompagnamento di tutti i ragazzi e i giovani attraverso il progetto educativo, elaborato secondo le esigenze della realtà ecclesiale di riferimento. Compito, dunque, di tale comunità è l’elaborazione e l’animazione del progetto educativo dell’oratorio, nell’esercizio della corresponsabilità pastorale, attraverso tutte le dinamiche che articolano e favoriscono il protagonismo e la responsabilità dei ragazzi e dei giovani. All’interno della comunità educativa una particolare responsabilità compete alla famiglia che resta la prima e indispensabile comunità

educante. È pertanto necessaria una forte e rinnovata alleanza tra le famiglie e l’oratorio … È compito primario dell’oratorio valorizzare il ruolo delle famiglie e sostenerlo, sviluppando un dialogo aperto e costruttivo ... L’oratorio, infatti, si configura come ambien2

te di condivisione e di aggregazione giovanile, dove i genitori trovano un fecondo supporto per la crescita integrale e il discernimento vocazionale dei propri figli. In una fase storica in cui i cambiamenti culturali e sociali in atto nel nostro paese richiedono una rinnovata alleanza tra la famiglia e le agenzie educative, il rapporto tra oratorio e famiglia si configura come laboratorio quanto mai fecondo per sperimentare anche nuovi percorsi di corresponsabilità educativa. È importante che nell’oratorio si respiri un clima familiare anche per aiutare i tanti ragazzi e giovani alle prese con situazioni familiari problematiche, per i quali spesso l’oratorio diventa una seconda famiglia. La caratteristica fondamentale dell’educazione cristiana è la dimensione vocazionale, che in oratorio si intreccia con l’accompagnamento dei ragazzi e la testimonianza di vita data dagli educatori. Tale dimensione scaturisce dalla visione della vita come dono che porta in sé uno stupendo progetto di Dio La realizzazione di una progettualità vocazionale, capace di rispondere al desiderio di felicità, alla ricerca della verità e al bisogno di comunione fraterna, offre ai ragazzi e ai giovani gli elementi necessari per un cammino di autentico discernimento verso la piena maturità”. In merito alla summenzionata citazione del rapporto tra oratorio e famiglia come LABORATORIO, il n. 13 del documento afferma: “Per questo l’oratorio si configura come un variegato e permanente laboratorio di interazione tra fede e vita”. Per perseguire gli importanti obiettivi di cui sopra, centrale resta IL PRIMATO DELLA RELA-

ZIONE. Così il documento afferma al n. 15: “Il primato della relazione. L’oratorio educa ed evangelizza, in un contesto ecclesiale di cammino comunitario, soprattutto attraverso relazioni personali autentiche e significative. Esse costituiscono la sua vera forza e si attuano sia attraverso percorsi strutturati sia attraverso espressioni informali. L’attuale emergenza educativa è letta da più parti come esito di un impoverimento delle relazioni educative personali. .. Tutte le attività dell’oratorio sono, perciò, improntate a favorire un contesto di dialogo sereno e costruttivo nella consapevolezza che nessuna attività può sostituire il primato della relazione personale … La qualità delle relazioni incide profondamente sul processo educativo. La creatura umana, in quanto di natura spirituale si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio. L’importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale … L’esperienza insegna che spesso l’oratorio finisce per essere di fatto il luogo unificante del vissuto, aiutando chi lo frequenta a superare il rischio, oggi tutt’altro che ipotetico, della frammentazione e della dispersione. La caratteristica forse più significativa delle relazioni che un ragazzo vive in oratorio è quella della gratuità che nasce dalla fede ed è totalmente protesa al bene dell’altro. Tale atteggiamento genera stupore e dischiude orizzonti di fiducia, insieme al desiderio di mettersi in gioco e di imitare chi si spende con generosità per gli altri”.

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CARITAS PARROCCHIALE: per saperne di più Volentieri abbiamo accolto l'invito di p. Gianmario a scrivere un articolo per spiegare la realtà della nostra Caritas parrocchiale. L'attività dei volontari si articola in due momenti: l'ascolto, indispensabile e prioritario rispetto a qualunque successivo intervento, nel quale si porta alla luce il bisogno reale di chi chiede aiuto e la successiva attività di assistenza. Le persone che si presentano al Centro sono portatrici di differenti bisogni: • alcuni vengono per segnalare la loro richiesta di lavoro, della quale prendiamo nota (una sorta di incontro domanda-offerta, un primo contatto che, quando va bene, viene poi sviluppato senza coinvolgimento del Centro); • alcuni vengono per avere informazioni e vengono indirizzati ai Servizi Sociali del territorio o ad altri centri di supporto e assistenza della città (mense gratuite, ricoveri notturni, assistenza medica e farmacologica, distribuzione di cibo...); • alcuni accedono al servizio guardaroba (ecco come impieghiamo gli abiti smessi che ci portate); • alcuni chiedono di essere aiutati con il pacco viveri. Questa richiesta viene corredata da un'approfondita analisi della situazione in cui versano il singolo o la famiglia, anche tramite documentazione (contratti di affitto, peraltro quasi mai regolari, busta-paga, ISEE...) e la decisione di assistere viene assunta collegialmente, in una riunione nella quale è presente anche il Parroco, primo responsabile del Centro. Spiace che, a volte, giungano all'orecchio di noi operatori critiche rispetto ai bisogni di chi viene assistito. Nessuno di noi è giudice, tutti agiamo in buona fede e altrettanto ci aspettiamo da chi si presenta a chiedere aiuto per un bisogno primario come il cibo. Può essere che qualcuno menta, ma la stragrande maggioranza vive in gravi difficoltà, nel nostro quartiere, nella nostra Parrocchia. I viveri che distribuiamo sono forniti dal Banco Alimentare e, in occasione del Natale, vengono integrati con qualche alimento acquistato direttamente da noi, perché ci sia un piccolo segno di festa sulle tavole di chi non se lo può permettere. E vediamo la questione dei finanziamenti: Caritas non ne riceve, tranne donazioni di singoli, alle quali si aggiungono le offerte che noi volontari versiamo mensilmente e ciò che ricaviamo dal Bazar della Solidarietà (che quest'anno si è arricchito dei prodotti del commercio equo e solidale) e dalle offerte per gli ulivi preparati per la domenica delle Palme. Chi usufruisce del servizio di guardaroba è invitato a versare un piccolissimo contributo a fronte degli indumenti ricevuti.

Da ultimo, abbiamo contatti frequenti con gli operatori dei vari settori nei quali si articola la Caritas diocesana per problematiche specifiche di alcuni assistiti. Concludiamo informando che, come gruppo Caritas, animiamo la S. Messa del terzo sabato del mese e proprio dall'Eucaristia ricaviamo una riflessione che ci piace condividere. Nell'editoriale del mensile di Caritas Ambrosiana di aprile, don Roberto Davanzo ci ricorda le parole di Benedetto XVI per la Quaresima: “...la priorità della fede e il primato della carità...” e prosegue don Davanzo: “Già, perché la fede cristiana è vuota se non si traduce in un modo nuovo di vivere le relazioni con i nostri simili, così come la carità – se non può appoggiarsi a una fede autentica – rischia di essere cieca e indeterminata”. I VOLONTARI DELLA CARITAS

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PROGRAMMA DI: «ORATORIO IN FESTA» Sabato 4 maggio (ore 15.45-19 e 20.30-23.45): Musica … in campo 12: concerto musicale di alcuni gruppi giovanili del quartiere e della zona 8 presso l’area dell’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile.

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anno ’12-’13

Domenica 5 maggio dalle ore 14.00: Musica … in campo 12: tornei sportivi di calcetto e di pallavolo presso l’area dell’Associazione Quarto Oggiaro Vivibile. Notiziario quindicinale

Domenica 12 maggio:!ore 10.30! Eucaristia (canta la Corale Cerioli) ! ! ! ! ore 17! salamelle e patatine Domenica 19 maggio:! ore 10.30! Eucaristia ! ! ! ! ore 17! PANZEROTTI e patatine Lunedì 20 maggio (a Roma): inizio del XIX capitolo generale Congregazione Sacra Famiglia (nel 150esimo anniversario della nascita del ramo maschile) Domenica 26 maggio:!ore 10.30! Eucaristia ! ! ! ! ore 16! raduno scuola calcio bambini A.S. ORO ! ! ! ! ore 17! salamelle e patatine Venerdì 31 maggio:! ore 20.30! chiusura decanale mese mariano Domenica 2 giugno:! ore 10.30 Eucaristia NELLA SOLENNITA’ DEL «CORPUS DOMINI» (CAnTa La CORALe PARROCChIALE santa Paola Elisabetta Cerioli). Al termine della Santa Messa, solenne intitolazione della sala parrocchiale alla memoria di padre Angelo Paris e del centro d’ascolto caritas alla memoria di padre Domenico Manenti ! ! ! ! ore 18: SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA DECANALE PER LA SOLENNITA’ DEL «CORPUS DOMINI». L’oratorio chiuderà alle ore 17 per poter partecipare, chi volesse, alla concelebrazione eucaristica decanale. Venerdì 7 giugno:! festa della nostra scuola materna parrocchiale Maria Ausiliatrice ! ! ! ore 19 pizzata con i/le bambini/e e le loro famiglie della nostra scuola materna Sabato 8 giugno:! dalle ore 19 spettacolo preparato dai vari laboratori PARROCCHIALI di: musica, canto, ballo, hip-hop; ! ! ! ore 21.15 Concerto Battistiband.it. ! ! ! DALLE ORE 19 ALLE ORE 22.30: STAND patatine e salamelle Lunedì 10 giugno:!

inizio dell’oratorio estivo

DOMENICA 16 GIUGNO:! ! ! ! ! !

A.S. ORO: OTTAVA EDIZIONE MEMORIAL EDOARDO VERONELLI (PALLAVOLO) E TERZA EDIZIONE TROFEO VITO LORUSSO CALCIO)

Venerdì 12 luglio:! Festa finale dell’oratorio estivo ed estrazione sottoscrizione a premi organizzata dall’Associazione Sportiva ! ! ! ORO (1977). ! ! ! DALLE ORE 19 ALLE ORE 22.30: STAND CON patatine e salamelle Dove trovarci

Via A. Aldini, 33 20157 - Milano tel:! 02 3554418 fax:! 02 39001054 4

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http://www.oratoriopioxuno.org oratoriopioxuno@gmail.com

n°5 - 27 aprile 2013

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA NOTA PASTORALE: IL LABORATORIO DEI TALENTI SUL VALORE E LA MISSIONE DEGLI ORATORI

p. Gianmario La Conferenza Episcopale Italiana ha reso pubblica, verso la metà di aprile, una Nota pastorale (la quale reca la data del 2 febbraio u.s.), dal titolo: “IL LABORATORIO DEI TALENTI” sul valore e la missione degli oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo. Abbiamo perciò pensato di dedicare i prossimi due editoriali a tale documento, per darne un’illustrazione sintetica dei contenuti principali, consigliandone anche l’eventuale completa lettura di detto documento. Nell’introduzione il documento afferma: “l’oratorio esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita. I suoi strumenti e il suo linguaggio sono quelli dell’esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco, studio … Si vuole pertanto incentivare e sostenere l’oratorio quale via privilegiata per educare alla vita buona del Vangelo”. Dopo l’introduzione, il documento fa una breve storia dell’istituzione oratoriana che ormai conta oltre 450 anni di vita e di esperienza educativa, a partire da san Filippo Neri (1515-1595), fino alla tradizione lombarda ed ambrosiana già con san Carlo Borromeo (che muore nel 1584) e poi più recentemente con il card. Ferrari ed il card. Montini (futuro papa Paolo VI), senza dimenticare il filone piemontese in cui giganteggia don Bosco (che muore nel 1888). L’oratorio è un luogo nel quale, come disse Benendetto XVI, si ritrovano “le indicazioni per un’educazione che è realmente apertura dell’io al tu, al noi e al Tu di Dio”; al n. 5 del documento viene ripresa un’importante affermazione fatta da Giovanni Paolo II parlando ai giovani di Roma (5 aprile 2001):”Rilanciate gli oratori come ponti tra la Chiesa e la strada, con particolare attenzione a chi è emarginato e attraversa momenti di disagio”. Viene ribadita la centralità dell’oratorio come comunità educativa ed ai nn. 8, 9 e 10 si afferma: 1

Inromatutto n°5  

Quindicinale di informazione dell'Oratorio Pio XI di Milano

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