Issuu on Google+

C IAL E P S LE

SPECIA

E


Editoriale by Don Federico

S. Cresima

testimonianze di ragazzi e catechiste

Professione di fede

testimonianze di ragazzi, genitori ed educatori

Avvento 2010

... attendiamo con gioia il Natale!!

racconti di Domeniche Insieme (genitori e figli) e di ritiri con i ragazzi delle Groane

Tre giorni adolescenti

Ad Assisi ... sulle orme di San Francesco e Santa Chiara

Consiglio di Oratorio

Perchè si è deciso di instituirlo??

Giornata Mondiale della Gioventù Chi? - Dove? - Come? - Quando? - Perchè?

... intervista a ...

Intervista a Don Aldo nel 30 anniversario di sacerdozio

Diamo voce a ...

Educare adolescenti e 18/19enni

...vita di Oratorio

News ... news ... e altre news dagli oratori

Polisportiva S. Luigi

Racconti e testimonianze dello sport in oratorio

Buon Compleanno!!

Grazie a tutti ... ma soprattutto BUON COMPLEANNO ORATORIAMO !!!!!

Il 14 gennaio del 2001, “il mio venerato predecessore don Roberto” dava inizio all’OratoriAmo, prezioso strumento di comunicazione della vita del nostro oratorio. Sono contento oggi di poter rendere disponibile a tutti voi questo numero speciale dell’OratoriAmo: è “stato un parto difficile, ma ce l’abbiamo fatta”! Vorremmo che questa edizione fosse la prima di una lunga serie: ogni domenica infatti ci sarà quella “tradizionale” con gli “avvisi veloci” e gli appuntamenti della settimana. Ma ci piacerebbe, periodicamente riuscire a proporre un’edizione speciale che riporti in modo più “disteso e completo” notizie riguardanti le iniziative e esperienze che l’oratorio – nel corso delle settimane e dei mesi precedenti – ha proposto e offerto ai nostri ragazzi, adolescenti e giovani. Ci sembra questa una cosa di grande importanza: • Innanzitutto per far conoscere in modo approfondito ciò che si fa in oratorio a tutti, dal più piccolo al più grande, fino “ai giovani delle III e IV generazione”; • In secondo luogo vorremmo riempire le pagine dell’OratoriAmo e portare nelle famiglie della nostra comunità notizie buone, in un mondo e in un tempo in cui queste scarseggiano (soprattutto nelle pagine dei quotidiani e alla TV). • In terzo luogo ci piacerebbe – come la prima comunità cristiana – “godere della simpatia di tutto il popolo” (At 2,47), cioè che ci fosse stima e attenzione per l’oratorio e l’opera educativa che vi si svolge. Che altro dirvi se non: buon lettura!!! Don Federico


Era il titolo di uno dei piani pastorali di 20 anni fa quando era Cardinale Carlo Maria Martini: lo prendo in prestito per introdurci all’ultima settimana del mese di gennaio che tradizionalmente viene dedicata - negli oratori della nostra diocesi - all’attenzione educativa, con qualche iniziativa che le da il nome di SETTIMANA DELL’EDUCAZIONE. È importante anche per noi riflettere insieme su questo tema così determinante per l’opera educativa che svolgiamo in oratorio, ma non solo: non va dimenticato che ogni famiglia è luogo primario di educazione alla vita e alla fede e che pertanto questo deve essere motivo di un pensiero serio da parte di tutti. Interessante è anche il fatto che i nostri vescovi italiani abbiano scelto questo decennio 2010-2020, come tempo in cui misurarsi e impegnarsi ulteriormente a riflettere e promuovere percorsi e progetti tesi a riscoprire nell’educare la cifra sintetica dell’evangelizzazione. Vi consiglio a tal proposito di leggere il documento della CEI “Educare alla vita buona del Vangelo” che è anche reperibile nelle librerie o più facilmente “scaricabile” da internet. Ritengo importante che tutti coloro che sono impegnati in compiti o servizi educativi trovino il tempo per “pensarci sopra personalmente” – e magari leggersi qualche testo interessante, come quello che vi ho precedentemente suggerito. Vorrei però offrire anche una possibilità di incontro e ulteriore riflessione non solo alla comunità educante dell’oratorio (catechisti/e, allenatori, animatori, educatori, ecc...), ma invito caldamente anche i genitori e tutti coloro che lo desiderano a venire in Oratorio San Luigi il prossimo mercoledì 2 Febbraio alle 21.00. Sarà presente don Samuele Marelli, direttore della FOM (Fondazione Oratori Milanesi), per aiutarci a riflettere sull’EDUCARE OGGI le giovani generazioni, “dandoci anche qualche dritta” in riferimento al PROGETTO EDUCATIVO DELL’ORATORIO che vorremmo realizzare nei prossimi mesi, coinvolgendo tutti coloro che “abitano l’oratorio”. Dobbiamo essere infatti convinti che non si può educare senza un progetto chiaro che sappia individuare e stabilire, obbiettivi e finalità, mète da raggiungere e momenti formativi essenziali per un’opera educativa qualitativamente alta e soprattutto “aderente al Vangelo”. Inoltre non possiamo pensare di vivere il compito educativo da soli – come liberi battitori –, ma insieme, tessendo una fitta rete di relazioni e alleanze educative. Vi aspetto numerosi: sarà il segno che ci sta a cuore che il nostro oratorio continui ad essere luogo educativo, capace di annunciare il Vangelo alle giovani generazioni, in questo mondo che cambia così rapidamente.


Lo scorso 24 ottobre si è concluso per noi il secondo ciclo di catechismo per l’iniziazione cristiana. Sono stati 4 anni intensi, ricchi d’impegni, gioie, fatiche e a volte delusioni per lo scarso interesse da parte di alcuni ragazzi. Ma siamo fiduciose del fatto che non tutti i semi germogliano nello stesso tempo e che nulla è impossibile a Dio. Il 16 ottobre si è svolto a Triuggio il ritiro per ragazzi e genitori in preparazione al sacramento della Cresima, con diversi momenti di riflessione personale e guidata. Il 24 ottobre, alle ore 15.00, sua Eccellenza Monsignor Mario Delpini ha amministrato il sacramento della Cresima ai nostri 55 ragazzi. E’ stata una celebrazione intensa ed emozionante per tutti … catechiste comprese! Durante l’omelia, il Vescovo Mario, ha invitato i cresimandi ad essere docili al soffio dello Spirito Santo, così da tenere acceso il Suo fuoco, per rendere testimonianza al Signore nella vita quotidiana. Molto toccante è stato il gesto dell’imposizione delle mani e l’invocazione dello Spirito con i suoi 7 doni sui nostri ragazzi. Un discreto numero di loro ha scelto di continuare il cammino di fede e di vita cristiana proposto in oratorio, frequentando gli incontri di catechesi del lunedì sera. Auguriamo a tutti loro un BUON CAMMINO nella speranza che il fuoco dello Spirito non si spenga mai! Le Catechiste

Domenica 24 ottobre 2010 dalle mani di S. E. Mons Mario Delpini, 55 ragazzi della nostra comunità hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo: riportiamo quanto scritto da un gruppo di ragazzi e dalle loro catechiste. Quel giorno, quello della nostra cresima, eravamo molto emozionati. Era domenica 24 ottobre e tutti i nostri parenti erano ansiosi di accorrere a questo grande evento! Le persone più vicine a noi erano i nostri padrini e madrine anch’essi molto emozionati e contenti di accompagnarci e assistere di persona alla nostra cresima. All’inizio della messa sembrava tutto normale ; ma quando è giunto il momento più importante della messa siamo andati nel panico. Mentre ci siamo messi in fila eravamo emozionati ma i nostri padrini ci hanno tranquillizzato. Mentre il vescovo invocava lo spirito santo, noi eravamo un po’ impauriti e quando siamo dovuti andare a ricevere lo spirito eravamo tutti emozionati In quel momento noi eravamo “spaesati” ma alla fine è andato tutto bene. Durante la messa abbiamo ringraziato le nostre catechiste per averci accompagnato fino a questo giorno. Inoltre abbiamo ringraziato don Federico, don Aldo e il vescovo. Fortunatamente tutto è andato bene. Inoltre quando siamo arrivati a casa i nostri parenti ci hanno accolto con molta gioia. Dopo aver parlato, mangiato, bevuto e ridacchiato abbiamo ricevuto dei regali molto belli dai nostri zii, nonni, cugini e fratelli. Per noi quel giorno è stato molto importante perché abbiamo ricevuto uno dei sacramenti più importanti e,infatti, lo spirito santo è sceso su di noi . Ci guiderà nelle scelte della nostra vita ci farà capire quello che è giusto fare in ogni momento. Cercheremo di non dimenticare tutto quello che abbiamo imparato in questi anni di catechesi continuando a frequentare l’oratorio.


Io insieme ad altri 19 miei amici di prima superiore abbiamo seguito un percorso pieno di tappe per prepararci alla professione di Fede, sempre aiutati dai nostri educatori, dai nostri genitori e dal Don. Una tappa molto importante ed emozionante del nostro percorso è stato il pellegrinaggio a Roma dove abbiamo incontrato il papa Benedetto XVI. Il 7 novembre davanti a tutta la comunità, abbiamo professato la nostra Fede al Signore. Per me la professione di Fede non è stato un punto di arrivo ma una tappa di ristoro dove si fa rifornimento per partire più carichi di prima. Quest’esperienza è stata molto positiva e molto bella. A noi ragazzi del 96 è piaciuto molto perchè abbiamo fatto un bel cammino tutti insieme, andando a Roma e a Venegono: due posti bellssimi e molto istruttivi. Per coloro che l’anno prossimo dovranno scegliere se fare o no la professione di fede noi consigliamo loro di farla perchè è davvero interessante e piacevole. Marco e Mattia Il 18 settembre 1996 con l’amministrazione del S. Battesimo , da parte di don Aldo, per nostra figlia inizia un percorso di vita cristiana che la porta all’incontro con Gesù nella Prima S. Comunione il 21 maggio 2006. A seguire il sacramento della Confermazione il 19 ottobre 2008, data che per lei non vuole essere un traguardo ma una tappa che la spinge a continuare il suo percorso di crescita nella fede: facendo tesoro degli insegnamenti e degli esempi di vita cristiana ricevuti dalle catechiste, dagli animatori, dagli educatori e da noi genitori il 7 novembre 2010 liberamente decide di professare il suo Credo insieme ad altri 19 compagni di viaggio. Un percorso segnato da grandi emozioni, da alcune fatiche con momenti di stanchezza e momenti di slancio gioioso ma con la consapevolezza che non siamo mai soli: Dio Padre è sempre con noi! Due genitori E’ iniziato l’anno scorso un percorso con i nostri ragazzi verso la professione di fede, che in verità non è un sacramento, ma non per questo meno importante. Un cammino molto intenso che a mio parere ti porta a capire la tua fede nel profondo ed a metterla alla prova andando anche a Roma, la città della fede. Si è concluso il 7 novembre con una bellissima cerimonia dove i nostri ragazzi hanno recitato il credo davanti a tutta l’ assemblea. Per me che non è la prima volta, è stata una grande emozione accompagnare i ragazzi con Don Federico e gli educatori. Un grande grazie al Don ma soprattutto agli educatori che con tanta pazienza hanno sopportato i nostri ragazzi. Due genitori

Educare un ragazzo che si prepara a professa re davanti a tutta la comunità quello che crede non è una cosa facile. Molto spesso si banalizza questo gesto e lo si ritiene scontato... ma questo non è assolutamente vero se si pensa seriamente alle parole che si sono usate in quella domenica. I ragazzi hanno detto a tutti che loro credono in Dio Padre, nel suo figlio Gesù e nello Spirito Santo, e si sono poi impegnati a testimoniare a tutti che è bello credere, non solo con le parole ma anche con i fatti; hanno per questo posto la loro firma su un foglio che riporta alcuni impegni fondamentali per un cristiano: prendersi cura della propria fede con la preghiera e l’Eucarestia domenicale, la portare la testimonianza di fede ovunque e sempre, rendersi disponibile per la crescita della vita cristian della parrocchia Per prepararsi abbiamo vissuto alcuni momenti significativi. Il pellegrinaggio a Roma è uno di questi: compiere gli stessi passi che hanno fatto gli apostoli, conoscere la Chiesa delle origini è un modo per capire che non siamo i primi a testimoniare la fede e che non siamo soli, in piazza S. Pietro davanti a Benedetto XVI c’erano altri tremila ragazzi felici di essere cristiani. Anche l’incontro conclusivo del percorso di preparazione a Venegono è stato interessante in quanto c’è stato il momento di verifica e ogni ragazzo ha deciso se fare o meno questo grande passo. La catechesi ai ragazzi fa bene anche a noi educatori, è l’occasione per cercare di rispondere ad alcune domande sulla nostra fede che viceversa non ci porremmo neanche. Risposte che però fortificano la nostra fede, pronti a riprendere il cammino con altri ragazzi desiderosi di intraprendere il cammino che li porterà alla Professione di Fede. Gli Educatori


I motivi che hanno spinto alcuni di noi, che hanno preso parte a qualsiasi titolo, alla stesura del regolamento per il consiglio d’oratorio, che don Federico ha presentato la sera di domenica 21 dicembre, sono da ricercarsi nell’esigenza di rendersi parte attiva nella parrocchia, sentimento questo nato nei giorni del corso di formazione di base per i laici, che si è tenuto a Rho il 24-25 aprile 2010, presso i padri oblati, alcuni di noi infatti sono stati onorati dall’invito di Don Aldo e don Giuseppe a parteciparvi, io, Salvatore e Andrea, siamo tre di loro, nella sera del 24 il relatore Don Ivano Valagussa, poneva l’accento sull’esigenza di un maggior impegno dei laici nella chiesa e sull’opportunità di vivere un cristianesimo più consapevole della missione che questo dichiararsi comporta, don Ivano, poi suggeriva anche di provare una dimensione creativa del credere e portava come esempi concreti quello di don Giovanni Bosco e Madre Teresa, un “cristianesimo creativo” appunto. Già nel giorno seguente dopo i lavori di gruppo con il decanato, si era fatta strada nei nostri cuori la voglia di costruire qualcosa insieme, la nostra vocazione verso i ragazzi e i giovani, forse condizionata dalla nostra situazione di giovani genitori, ci portava ad individuare l’oratorio come campo d’azione, non perché gli oratori di Lazzate deficitassero particolarmente in qualche funzione, ma perché nel nostro pensiero la pastorale giovanile è uno dei punti cruciali dove si giocherà il futuro della chiesa e in prospettiva più ampia buona parte del futuro della società civile laica, infatti il Santo Padre già il 4 maggio 2008 incontrando i giovani dell’azione cattolica ha parlato di emergenza educativa, facendo riferimento all’esigenza di una rinnovata opera di educazione. Dopo una prima e positiva esperienza maturata organizzando nel giugno scorso la “tendata” con i giovani dell’oratorio, con gli stessi abbiamo

pensato di alzare il tiro e di provare a dotare gli oratori di un organo in grado di dare regole e strumenti per affrontare un così importante compito, nasceva così la bozza dello “statuto del consiglio del’oratorio”, facendo riferimento alle direttive contenute nel documento “ripensare la pastorale giovanile”, redatto a Venegono il 3 settembre 2008 nel corso dell’incontro con i decani, abbiamo cercato di scrivere uno statuto che ponesse al centro la figura di Gesù in relazione a tutte le attività che vengono svolte in oratorio, comprese le eventuali collaborazioni con le istituzioni del territorio, pensiamo ad esempio alla scuola o alla biblioteca civica per conferenze, spettacoli o proiezioni cinematografiche, si potrebbero avviare collaborazioni, pur garantendo da una parte l’autonomia del pensiero Cristiano e dall’altra il rispetto di sensibilità diverse riguardo le numerose questioni che la vita ci pone davanti tutti i giorni. L’arrivo di don Federico ha portato nuove opzioni, infatti il don viene da un oratorio dove già esiste un consiglio, il quale è basato su di un regolamento, più leggero del nostro statuto, ma che basa la sua parte più articolata su di un piano educativo redatto a parte dal consiglio stesso. insomma due metodi diversi ma una sostanziale unità d’intenti, la conclusione la sappiamo tutti, ora il regolamento è stato presentato e tutti i gruppi hanno espresso un loro rappresentante e presto il consiglio verrà ufficialmente convocato per la sua prima seduta. Ora tocca a tutti noi, tutti noi che viviamo l’oratorio come la nostra seconda casa, tutti noi che qui viviamo la nostra comunione con i nostri fratelli in Cristo, tocca a noi non perdere l’occasione di partecipare al grande progetto di un oratorio aperto alle sfide di domani, per essere sempre più protagonisti del grande disegno divino, che anche qui si rivela nella gioia di stare insieme. Luca V.


3' elementare Domenica 14 Novembre abbiamo partecipato alla “Domenica Insieme” per i bambini di 3a elementare con i loro genitori. Abbiamo accompagnato all’oratorio nostro figlio verso le 9.30 per poi rincontrarlo con i suoi amici, le catechiste,suor Luigia e Don Federico alla S. Messa delle 10.45. Per il pranzo ci siamo ritrovati tutti all’oratorio maschile, dove i super collaudati

Papà Cuochi, ci hanno preparato un buonissimo piatto di pasta fumante, abbiamo continuato con tante altre bontà preparate dalle mamme, il tutto condito da qualche chiacchiera che ci ha permesso anche di conoscere altra gente. Nel pomeriggio i bambini sono andati con i “nuovi adolescenti “che, gentilmente, li hanno fatti giocare. Poi, si sono ritrovati nei propri gruppi di catechismo per

lavorare insieme. Noi genitori, dopo un buon caffè, ci siamo riuniti intorno a Don Federico e dopo aver sentito la lettura di un brano di Vangelo, ci siamo soffermati in modo particolare sull’importanza di essere noi Genitori i primi testimoni della fede. I nostri figli fanno tesoro di ciò che vedono e per farci comprendere meglio questa cosa Don Federico ci ha letto un breve brano tratto da un

Nelle domeniche di Avvento le classi dell’iniziazione cristiana e i preadolescenti si sono trovate per un ritiro in preparazione al Natale. A questi incontri hanno partecipato anche i genitori, che dopo il pranzo comune, si sono ritrovati con Don Federico.

1' media In questi mesi di catechismo, i ragazzi e le ragazze di prima media stanno percorrendo un interessante cammino che li porterà nel prossimo mese di ottobre alla celebrazione del sacramento della confermazione. Con il Battesimo i genitori hanno voluto introdurli nella grande famiglia della Chiesa ma adesso tocca ad ognuno di loro decidere il proprio futuro cristiano. In questo primo periodo ci ha accompagnato San Paolo, lo abbiamo conosciuto attraverso il film della sua vita, dalla persecuzione ai Cristiani alla lapidazione di Stefano, dalla conversione alla predicazione nei suoi innumerevoli viaggi, fino all’arrivo nella città di Roma. I nostri ragazzi sono rimasti colpiti in particolare dall’incontro di Saulo con Dio: dapprima egli è stato accecato ed in seguito, tramite Anania, guarito alla nuova vita. Attraverso queste significative scene abbiamo imparato che l’amore di Dio non ha confini e riesce a cambiare chiunque, anche il persecutore più accanito. Abbiamo conosciuto la nascita della prima Comunità Cristiana, il giorno di Pentecoste, abbiamo visto gli

Apostoli con Maria impauriti, riuniti in gran segreto nel Cenacolo, la discesa dello Spirito Santo su di loro, la predicazione del Vangelo, il Battesimo di migliaia di persone. Nella seconda parte del nostro percorso insieme, attraverso il cammino detto dei “100 giorni”, impareremo come i doni dello Spirito Santo si manifestano quotidianamente nella nostra vita. Ogni anno viene proposto un tema diverso che sviluppa attraverso giochi, preghiere, testimonianze, l’opera del vangelo di Gesù nella nostra Comunità Cristiana. Tale cammino si concluderà con l’incontro del nostro Arcivescovo nella giornata del 2 giugno allo stadio di San Siro, sarebbe bello partecipare tutti con gioia. I nostri ragazzi hanno molto da insegnarci e talvolta restiamo stupiti nel leggere … “il nostro cammino incontro a Gesù non sarà mai finito, adesso la nostra meta è arrivare alla Cresima, ognuno di noi prenderà la sua strada, ma la fede in Dio e in Gesù ci terrà sempre uniti”.


5' elementare

Domenica 28 Novembre, noi genitori dei bambini di quinta elementare ci siamo ritrovati in oratorio per condividere qualche ora insieme. Dopo il conviviale pranzo Don Federico ci ha intrattenuto spiegandoci e valorizzando la preghiera come strumento quotidiano da non farci mancare in questo periodo d’avvento ma anche nella nostra vita, il tutto in modo semplice e leggero ma nello stesso tempo carico della sua importanza. Grazie a tutti per questa bella domenica insieme. Due genitori.

4' elementare

libro di Don Silvano Caccia. Ringraziamo di cuore Don Federico, Suor Luigia, le Catechiste e gli adolescenti per averci permesso di vivere una bella domenica facendoci capire che in questo cammino di fede, che è appena iniziato per i nostri bambini, non siamo soli ma coadiuvati da persone che veramente a loro tengono!!! Due genitori

Eccoci quasi a Natale ..un giorno tanto atteso da tutti per l’atmosfera e il clima di attesa per la nascita di Gesù che ci circonda Questa 2^ domenica di avvento quest’anno è stata riservata per la “domenica insieme” dei bambini di 4^ elementare. Un momento gioioso di condivisione non solo per i bambini ma anche per le loro famiglie. Sono le 9,30 ..i bambini sono arrivati già belli svegli e pimpanti in oratorio maschile dove insieme a Don Federico e alle catechiste hanno visto un filmato, sotto forma di cartone animato, dove si parla dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria, dell’Avvento, della nascita di Gesù e dei Magi che partono alla ricerca del “Salvatore del Mondo”. Insieme poi, sotto una pioggia che non dà tregua da giorni, ci siamo recati in Chiesa Parrocchiale per la celebrazione della S. Messa Qui i bambini di quarta elementare, in attesa di ricevere il prossimo mese di maggio il sacramento dell’Eucarestia, hanno ottenuto una benedizione speciale ed individuale da parte di Don Aldo e Don Federico. Terminata la funzione religiosa, tutti insieme siamo ritornati in oratorio per il pranzo comunitario. Ci attendeva una fumante pasta al ragù offerta dall’oratorio e ogni prelibatezza portata dalle famiglie e condivisa tra tutti i partecipanti, grandi e piccini. E stato un magnifico giorno e i bambini hanno trascorso bei momenti insieme ai propri coetanei, mentre per le famiglie, che hanno pranzano in oratorio, è stato un’occasione per relazionarsi con gli altri genitori ed allacciare o riallacciare rapporti ed amicizie. Il pomeriggio è stato all’insegna dell’incontro dei genitori con Don Federico che ha illustrato loro il significato e l’importanza della Messa, mentre i bambini sono stati intrattenuti da noi catechiste. Abbiamo lavorato e parlato con loro utilizzando delle schede che parlavano dell’Avvento, della famiglia di Gesù e della sua discendenza. Si sono divertiti e sbizzarriti a colorare e a rispondere alle domande legate al brano di Vangelo di Luca che abbiamo letto. Al termine, tutti di nuovo in salone, per una breve preghiera e un canto corale.... e poi ecco la merenda che i bambini, nonostante il ricco pranzo da poco terminato, hanno accolto con gioia … Noi catechiste siamo state contente che quasi tutti i bambini abbiamo aderito a questa iniziativa. E stato bellissimo stare con loro questa domenica e ci auguriamo che anche per i bambini sia stato lo stesso. Bambini se a voi questa domenica è piaciuta, ditelo ai vostri amici che non sono venuti e inviateli, già da ora, a partecipare alla prossima domenica insieme che si terrà la 2^ settimana di Quaresima il prossimo mese di marzo. Le catechiste delle classi IV


Sabato 27 Novembre noi preadolescenti di 2-3° media siamo andati all'oratorio di Cogliate per un incontro con i ragazzi delle parrocchie delle Groane. Abbiamo cenato insieme e poi, siamo andati in santuario per una breve preghiera. Il don ci ha letto la parabola dei talenti, e ci ha chiesto di disegnare su un foglietto un talento che avevamo o che avremmo voluto avere. Nel disegnare abbiamo capito che ognuno di noi ha un talento che deve far fruttare. All' inizio pensavamo che fosse una cosa banale ma ci siamo resi conto che Dio ci ha affidato almeno un talento : alcuni li conosciamo già, altri bisogna scoprirli. Durante il lavoro di gruppo abbiamo preparato alcune scenette riguardanti alcuni Santi, che a fine serata abbiamo mostrato agli altri ragazzi. E' stato molto bello perchè abbiamo avuto modo di conoscere un pò di più la loro vita, e le loro opere buone verso il prossimo. Abbiamo capito che grazie ai nostri talenti possiamo aiutare gli amici, la nostra famiglia e non solo. Questa serata oltre a essere stata educativa e molto divertente, ci ha permesso di conoscere altre persone. E' stato molto bello e ci piacerebbe ripeterlo un altra volta.

“La gente di cuore dà il meglio di sé, non chiede mai niente, non chiede perché. ma tutto si illumina e prende colore se c’è la gente, la gente di cuore..” Dice così la canzone di E.Ruggeri “La gente di cuore” che ha dato titolo al nostro ritiro a Cogliate di domenica 21 novembre. L’argomento centrale del nostro incontro ha sempre riguardato i dieci comandamenti, tematica di quest’anno di catechismo, ma è stata una giornata un po’ speciale: infatti abbiamo trascorso una mattinata insieme agli adolescenti di Cogliate cercando di divertirci e di scavare in profondità nel nostro cuore. Abbiamo letto un brano di Vangelo dove Gesù chiedeva ad un uomo, che affermava di osservare già tutti i comandamenti, di lasciare tutti i suoi beni materiali e di seguirlo, al fin di ereditare la vita eterna e di raggiungere la felicità. A questa proposta, l’uomo si era allontanato triste. Ci siamo quindi interrogati, grazie anche all’aiuto degli educatori e di don Matteo, sulla necessità dell’uomo ed in specifico di noi ragazzi di entrare in dialogo con Dio, allontanandoci da tutto ciò che ci impedisce di farlo. Per tutti noi infatti è spesso difficile prendere una pausa, staccarci da tutto e da tutti, per metterci in ascolto di Dio. Abbiamo inoltre riflettuto sui comandamenti che Dio ci ha dato per vivere bene tra noi: abbiamo immaginato di costruire la nostra città ideale, dove sarebbe stato nostro compito proporre tre regole per il quieto vivere della società, basandoci sui dieci comandamenti. Selezionare solamente alcuni tra questi è stato un compito davvero difficile, in quanto abbiamo capito che sono tutti molto importanti per vivere bene. Proprio per questo ognuno di noi ha evidenziato come priorità punti differenti. Spesso è emerso che le tre leggi scelte riguardassero ambiti diversi: il rapporto tra cittadini, quello con la famiglia, quello con Dio. Confrontandoci tra di noi abbiamo avuto modo di esprimere le nostre opinioni a riguardo e di arricchirci di nuovi pensieri. Dopo aver partecipato con entusiasmo alla Messa, cercando di riflettere ancora su tutto ciò di cui avevamo trattato, abbiamo pranzato tutti insieme con gioia, per poi salutarci e tornare a casa un po’ più felici, un po’ più ricchi, un po’ più grandi. Gli Adolescenti

L’Avvento è per tutti un periodo particolarmente denso di appuntamenti. Per noi giovani la preparazione al Natale, scandita settimanalmente dalla preghiera mattutina delle “sentinelle del mattino” e dagli incontri di scuola della parola insieme ai giovani delle Groane, è culminata con un doppio appuntamento nel weekend del 18 e 19 dicembre. Sabato sera ci siamo stupiti quando ci siamo trovati in più di venti in oratorio (molti reduci da un felice evento calcistico) per recarci a Seveso per vivere la tradizionale veglia di Natale del seminario. Non sempre è facile rinunciare a un sabato sera per accettare una proposta così. Ma questa volta eravamo in tanti. I piacevoli intermezzi recitati da alcuni giovani attori, i canti meditativi e allo stesso tempo coinvolgenti, e la profonda riflessione di mons. Delpini ci hanno guidato in una veglia che ci ha fatto comprendere alcuni aspetti interessanti del Natale. Come ogni anno i seminaristi hanno preparato la veglia con cura e attenzione, rendendola un’esperienza forte e ormai abituale che ci avvicina al Natale. La serata si è conclusa con della musica insieme e dell’ottimo vin brulé. Il giorno seguente nel pomeriggio, muniti di chitarra e voce calda, ci siamo recati a “i gelsi” insieme a don Federico per animare una Messa per gli ospiti della casa. Gli ospiti hanno partecipato cantando con vigore, leggendo la lettura e la preghiera dei fedeli e portando all’altare i doni durante l’offertorio. Alla fine della Messa un sincero scambio di auguri condito da panettone e spumante per tutti. Due piccole esperienze per aiutare noi a vivere un po’ meglio la preparazione al Natale e per renderci utili in un servizio per gli altri.


Sulle orme di S. Franc esc oeS anta Chiara

Un viaggio ha senso solo, senza ritorno se non in volo senza fermate né confini solo orizzonti neanche troppo lontani io mi prenderò il mio posto e tu seduto lì al mio fianco mi dirai “Destinazione Paradiso,paradiso città”.

E’ stato un pò questo il senso del nostro viaggio. Un viaggio in una città paradisiaca, che fa trasparire santità da ogni luogo e da ogni incontro che le appartiene. Sono stati tre giorni molto intensi vissuto ripercorrendo un po’ le orme di S.Francesco e S.Chiara e dai quali abbiamo imparato davvero tanto. Abbiamo visitato numerose chiese, basiliche e cappelle, ognuna diversa dall’altra per lo stile architettonico, alcune più sfarzose, altre meno, ma tutte accomunate dalla presenza di queste due figure sante. Toccanti ed emozionanti i due luoghi simbolo del nostro itinerario: l’Eremo delle Carceri e il Monte della Verna e dove, più che in altri luoghi, il senso di pace e di santità si è potuto respirare più a fondo. Credo che il momento che ci ha colpito maggiormente sia stato l’incontro con frate Fabio,un giovane, come i nostri educatori, che ha deciso di dedicare interamente la sua vita a Dio. E’ stata la sua storia a coinvolgerci molto. Viveva una vita come le nostre, aveva una ragazza, usciva con gli amici, andava a ballare, partecipava attivamente alla vita dell’oratorio etc..ma, a un certo punto, incontra Gesù, lo incontra veramente per la prima volta a 17 anni. Spinto dalla sua ragazza partecipa con lei ad un incontro in cui un frate testimonia la sua fede.

Nei suoi occhi, Fabio, vede la felicità che lui aveva sempre cercato ma che, purtroppo, non era mai riuscito a trovare. Tuttavia, dopo questo magico incontro, gli accadono due tragedie che stravolgono la sua vita e che, per un certo periodo, gli fanno perdere totalmente la fede. Alcuni mesi più tardi decide di avere un altro incontro con un frate, ed è qui che capisce che la sua strada e ciò che desidera di più è stare accanto a Gesù e vivere la sua vita per servirlo. La cosa più sbalorditiva di questa storia è la forza di volontà di Fabio nel non avere paura a lasciare tutto quello che aveva per donarsi a qualcosa di più grande, con la certezza di essere ricompensato 100 volte tanto. Altro momento interessante è stato il gioco notturno a cui abbiamo partecipato, nonostante la faticosa camminata per arrivare all’Eremo delle carceri del pomeriggio e dove abbiamo avuto l’opportunità di celebrare la S. Messa in una piccola cripta sotterranea molto bella ed accogliente. E’ stata davvero un’esperienza molto entusiasmante e che sicuramente non si vive tutti i giorni! Attenderemo con ansia il prossimo anno per rivivere un’altra magnifica “avventura” insieme. Un’adolescente


xxvi GIORNATA MONDIALE della gioventu’

“ RADICATI E FONDATI IN CRISTO, SALDI NELLA FEDE ” - cOL 2,7 -

“È necessario crescere nella fede, andare sempre più in profondità e custodire la vita spirituale per essere quello che sono. Un milione di persone davanti ad un pezzo di pane… il Signore c’è ed è in mezzo a noi.”

“Nel campo di Mariefeld è stato posto un seme e questo porterà frutto in tutti. Ringrazio voi e il Signore per avuto il coraggio di venire a Colonia, per riflettere sul dono della vita in questa comunità e per riscoprire il dono della Chiesa. La Chiesa non è solo il nostro gruppo, il nostro oratorio, la nostra parrocchia, la Chiesa è più grande.”

A

“Non riesco a vivere senza il Signore, devo continuamente ritornare a lui per attingere “acqua” che dia vita alla mia vita. Non siamo andati a Colonia solo per vedere il Papa ma Chi lui rappresenta.”

N E V JO

MU

Abbiamo vouto riportare alcuni pensieri, già pubblicati su Oratoriamo il 28 agosto 2005, riguardanti la giornata mondiale della gioventù a Colonia. queste frasi sono un riassunto di un incontro svolto a Lazzate per raccogliere le impressioni di quei giorni.

L DE L A I D N A

2005 -

“Andate in birreria con il vangelo”, così ci ha detto Mons. Sigalini: la Chiesa non vuole giovani paolotti, è troppo facile essere paolotti; dobbiamo essere cristiani cattolici tra gli altri sempre, anche in birreria.” “La speranza che questi giorni siano tappa di un cammino dove ci si è riforniti per continuare a salire.” “Il pellegrinaggio silenzioso alla Cattedrale: “quanto più un uomo può raccogliere interiormente tanto più potrà donarlo agli altri” (E. Stein). Noi come i Magi siamo i cercatori di Dio.”

05

NI A 2 0

uge Tj

O LO C -

Perché ?

Perché è un’occasione unica da non perdere assolutamente!!! Perché è la storia!!! Perché un grande Papa molto vicino ai giovani ha voluto creare questa Giornata Mondiale della Gioventù per dare l’opportunità a tutti i giovani del mondo di poter riunirsi nel nome di Gesù! Perché questa volta a Madrid scriveremo la storia!!! Perché saremo così tanti che in futuro ci ricorderemo di questa edizione come la più numerosa di tutti i tempi!

WE L

Queste frasi non sono state inserite per “riempire lo spazio” ma per far capire ai ragazzi che sono ancora indecisi, che un esperienza come quella di un incontro con tutti i giovani del mondo cambia il cuore di ogni persona... A sei anni dalla GMG di Colonia (a quella di Sydney hanno partecipato solo due lazzatesi, Mauro e Padre Paolo) queste frasi sono ancora presenti nel cuore dei partecipanti a quell’evento!!

N A D

GMG - COLONIA

n d ta

g


chi ?

AY

8-

00

OUTH DY D RL

W O Io.. tu.. noi!!! Siamo milioni di giovani nel mondo.. e ognuno di noi è chiamato a vivere la propria vita al massimo.. in ogni momento.. aiutati dalla Fede nel Signore! Alla Giornata Mondiale della Gioventù nel 2008 a Sydney.. in Australia.. eravamo 400 mila giovani, arrivati da ogni dove con il desiderio di condividere la propria Fede con tutto il resto del mondo!! La GMG non è solo preghiera.. ma è gioia.. festa.. divertimento.. condivisione: sapere che tutto questo è possibile farlo insieme ad altri giovani come noi.. ti riempie di emozioni e voglia di vivere questi incredibili momenti!! Nel 2005 a Colonia ... nel 2008 siamo stati a Sydney..

- SYDNEY 2

Dove ?

NT U

D -m

a d r id 2

dall’altra parte del mondo.. nella terra “downunder”.. sottosopra. Nel 2011 saremo a Madrid.. a pochi chilometri da qui.. quasi nulla a confronto con quelle 24 ore incredibili di volo per arrivare in Australia! Ogni 2/3 anni viene scelta una città diversa del mondo: dopo Roma nell’anno del giubileo.. Toronto, Colonia, Sydney.. ora tocca proprio alla Spagna.. con la bellissima città di Madrid. Si stanno già tutti organizzando per richiamare in città 2 milioni di giovani. Saranno 5 giorni incredibili!!!

Come ?

01 1 -

In qualunque modo: aereo, nave, auto, moto, bicicletta, a piedi.. sono convinto che quest’anno si assisterà a qualsiasi modo per raggiungere la città spagnola.. e non importa tanto il mezzo che utilizzeremo.. l’importante è esserci!!! Ma soprattutto, noi giovani tutti dobbiamo avere il cuore aperto a vivere questo momento fino in fondo! Saranno dei giorni pieni.. incredibili.. senza sosta.. ma Grazie alla forza dello Spirito Santo.. e alla Fede in Cristo.. Dal 16 al 21 agosto avremo la possibilità di 2011! Sarà estate piena.. vivere un’esperienza e farà caldissimo! A Sydney, unica!!! a luglio, era pieno inverno..

quando?

JO

Perché ce lo chiede il Signore!!! Ci faceva freddo.. ma il calore di chiede di essere SALDI ogni ragazzo ha fatto in modo che NELLA FEDE.. e questa quel freddo meteorologico passasse è un’occasione da non in fretta in secondo piano! A Madrid sarà perdere per dimostrarlo a noi ancora più caloroso il clima: tutti noi giovani stessi; per capire veramente cosa saremo in grado di trasformare una città.. in un può essere la nostra vita e crescere luogo di festa incredibili: Grazie a noi saranno 5 e imparare tantissimo da altre persone giorni pieni di gioia.. emozioni.. felicità.. sorrisi.. come noi!!! abbracci.. e milioni di saluti in tutte le lingue Perché non possiamo mancare: gli spagnoli del mondo!!! ci stanno aspettando.. stanno organizzando le cose in grande stile: dobbiamo avere il desiderio di andare da ognuno di loro e dirgli: GRAZIE!!! Perché torneremo cambiati: torneremo nelle nostre See you realtà con nel cuore un’esperienza che ci ha arricchito in Madrid in ogni piccola parte di noi stessi!!!


erv t n

a ... a t is

Nella festa di Maria Immacolata festeggiamo i quindici anni di ministero nella nostra parrocchia, come parroco. Inoltre quest’anno è un anno importante per Don Aldo il quale festeggia 30 anni di ministero sacerdotale. Nella festa di Maria Immacolata abbiamo festeggiato i quindici anni di ministero nella nostra parrocchia, come parroco. Inoltre quest’anno è un anno importante per Don Aldo il quale festeggia 30 anni di ministero sacerdotale.

I

Abbiamo chiesto a don Aldo, in occasione della festa per il suo XXX di Sacerdozio e XV di ministero come Parroco tra noi a Lazzate, di scriverci “due righe” commentando il motto scelto da lui e i suoi compagni di classe in vista della loro ordinazione sacerdotale nel lontano 1980 e alcuni pensieri sul suo ministero... da seminarista a parroco!!. Riportiamo la risposta alla domanda “Cosa significa il tuo motto?”; le altre risposte sul suo ministero le cui risposte meritano uno “spazio opportuno” per questo nelle prossime edizioni speciali riporteremo alcune riflessioni di don Aldo sul suo ministero a Lazzate!

“PERCHE’ NON SIA VANA LA CROCE DI CRISTO” ( l Cor. l, l 7 ) Nessuno diventa prete per realizzare un suo desiderio: sono invece convinto che Qualcuno mi ha chiamato e mi chiede di andare nel mondo, tra gli uomini del nostro tempo. Il Signore non mi manda a portare me stesso, le mie idee, i miei interessi, ma per dire all’uomo la Parola che salva: non voglio “sapere altro che Gesù Cristo e questi crocifisso” (1 Cor 2,2). Se c’è una cosa che desidero è di non andare incontro all’uomo con una mia sapienza umana, ritenendo l a capace di dare un senso alla vita e questo “perché non sia vana la Croce di Cristo”. Vorrei essere infatti umile messaggero dell’ annuncio che “Cristo morì per noi lasciandoci un esempio”, perché ogni uomo ne segua le orme (IPt 2,21).E’ vero: nelle mie mani è posto un Vangelo esigente, che può suonare duro all’uomo di oggi. Ma sono convinto che, al di là di ogni illusorio ottimismo, solo per chi accoglie la Croce si apre un futuro di speranza. don Aldo


Mercoledì 8 dicembre, nella solennità dell’ Immacolata concezione, abbiamo festeggiato don Aldo, per i suoi 30 anni di Ordinazione Sacerdotale e per i 15 anni di permanenza nella nostra comunità di Lazzate.

Durante la festa dell’Immacolata Concezione, la nostra comunità ha voluto festeggiare una persona speciale, che da molti anni è con noi: il nostro parroco Don Aldo. In quest’occasione ricordiamo il suo anniversario di sacerdozio e i XV anni che ha trascorso a Lazzate. La festa, molto semplice, ha messo al centro il Signore Gesù che “ha chiamato” e ci “ha mandato” Don Aldo. A seguire, in oratorio S. Luigi è stato organizzato un aperitivo con molti stuzzichini e cose molto buone che hanno reso più conviviale l’intera festa: come in una famiglia ci siamo messi

attorno ad un tavolo e tra una parola e l’altra abbiamo ripercorso gli anni trascorsi. Vorremmo ringraziare il Signore per averci donato questa persona speciale! Rendi, o Signore, Don Aldo una guida sicura per la nostra parrocchia, fa che la sua fede non venga mai meno e non si scoraggi nei momenti difficili che si presenteranno nel suo cammino!! La festa si è svolta nella solennità dell’immacolata concezione, tale festa ci permette di affidare il nostro parroco e tutta la nostra comunità dai bambini agli anziani all’amore materno di Maria . Le suore


Abbiamo accolto con gioia la proposta di scrivere una testimonianza che avesse come fulcro le attività del gruppo adolescenti. Perché? …per poter raccontare a tutta la parrocchia che i nostri ragazzi, nonostante le opinioni negative che la società nutre sugli adolescenti, vivono con gioia e interesse gli incontri e le attività proposte dagli educatori. Quest’anno abbiamo proposto ai ragazzi un percorso che ci porterà a ripercorrere i comandamenti; il messaggio principale che vogliamo trasmettere è che il decalogo letto in forma positiva non rappresenta un elenco di proibizioni, ma è una strada che Dio indica a ciascuno per “tirare fuori” il meglio di sé stessi! Così, abbiamo capito che il Signore introducendo il Decalogo con le parole “Io sono il Signore, tuo Dio” si rivolge direttamente al cuore di ogni uomo; grazie al primo comandamento abbiamo avuto la possibilità di scoprire i tanti volti di Dio (si potrebbero paragonare alle facce di un prisma dalle molte sfaccettature), che è Creatore, buon Pastore, Luce del mondo, Pane che si fa cibo per noi, Via, Verità e Vita. Il secondo comandamento ci ha dato modo di riflettere non solo sull’importanza di non nominare il nome di Dio invano, ma anche sul profondo valore dell’invocare il Signore durante la preghiera, che abbiamo definito il dialogo tra Dio e l’uomo. Ci siamo resi conto che spesso durante le nostre giornate lasciamo il dialogo con Dio ai margini della nostra vita, per questo ci siamo rivolti al Signore con una preghiera che vorremmo condividere con tutta la comunità: Signore, Tu ci insegni a pregare con perseveranza, a scegliere la parte migliore, ci insegni a ricordarci di pregare più volte di quanto non respiriamo. Purtroppo spesso, troppo spesso, la preghiera è invece ai margini della nostra vita. Le riserviamo un posto di convenienza, di circostanza. Nelle nostre giornate il tempo che vi dedichiamo è irrisorio. Perdonaci ancora. Tu, o Gesù, eri in continuo dialogo con il Padre. Signore, aiutaci a pregare. Signore, fa’ che la nostra vita diventi preghiera. Fa’ che la nostra preghiera non sia solo preghiera parolaia, ma fatta di fatti. Fa’ al tempo stesso che la nostra vita non sia vuoto attivismo, ma anche orazione. Signore, perdonaci quando ci dimentichiamo dell’essenziale. Insegnaci ad amare la preghiera, ad amare te che ne sei la fonte e l’essenza! Amen. Il tema della preghiera è stato approfondito grazie ad un’adorazione eucaristica, durante la quale abbiamo vissuto una lectio sul vangelo di Luca 18, 9-14 (la parabola del fariseo e del pubblicano). “Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” dice

Gesù e questa parola ci ha colpiti e ha parlato al cuore di ciascuno. Dalla lectio sono scaturite le preghiere che ogni adolescente ha rivolto al Signore e che alla fine dell’adorazione sono state condivise all’interno del gruppo. Vogliamo donare a tutti alcune di queste preghiere. Signore, aiutami a pregare. Dammi una mano a diventare un buon cristiano, a mettere da parte il mio io di fronte a te e a riconoscere i miei peccati, umiliandomi e chiedendo il tuo perdono e la tua misericordia come il pubblicano, che stando in disparte ha saputo riconoscersi peccatore davanti a Dio. Amen Signore ti chiedo perdono per non essere sempre umile ma spesso superficiale. Aiutami a diventare più vero e a pormi davanti a Te nel modo giusto e sincero. Amen Padre, insegnami a pregare. Aiutami a mettere Te al centro della mia preghiera e non solo me stesso. Fa sì che anche io sappia svuotare la preghiera del mio io e riempirla di Te, mostrandomi come sono realmente: con i miei peccati e le mie virtù. Amen Signore grazie, perché anche in questo Vangelo ci hai fatto capire che davanti a Dio nessuno è superiore a qualcuno, tutti sono uguali. Amen Signore, fammi imparare a pregare bene, essendo umile e capace di riconoscere la tua grandezza. Insegnami a guardare sempre prima a me stesso e a non giudicare gli altri. Amen Gesù, quante volte mi sono messo al primo posto e non sono stato capace di ascoltarti. Quante volte non sono stato capace di seguirti e ammettere i miei errori. Ti chiedo perdono e ti ringrazio perché nonostante le mie mancanze sei sempre rimasto la mia guida sicura. Amen Signore, ti prego di non lasciare che ti metta ai margini della mia giornata, ma che il mio dialogo con Te sia onesto, sincero, profondo e non superficiale. Fa che possa ascoltare quello che Tu hai da dirmi. Aiutami a ringraziarti anche per le cose che a volte mi sembrano semplici e scontate. Amen Gesù, insegnami a pregare, aiutami a metterti al primo posto, fa che ogni giorno sia migliore e sia con Te. Amen Signore, aiutami ad essere umile e a non disprezzare gli altri credendomi migliore. Aiutami a riconoscere le mie colpe e a capire che non si può essere perfetti come crede il fariseo, ma che come il pubblicano siamo capaci di ammettere i nostri peccati con umiltà. Amen

Il cammino di quest’anno è ancora lungo…insieme vivremo tante altre esperienze che avranno il merito di farci crescere come uomini, cristiani e amici! Ci faremo sentire ancora per raccontare le attività svolte, gli argomenti sui quali ci siamo confrontati e condividere con voi l’intensa gioia di prestare un servizio educativo grazie al quale il donare si trasforma in ricevere! Davide, Giovanna, Marta, Simone Gli educatori degli adolescenti


Don Giuseppe stava lì, sul sagrato un paio di scalini più alto di noi ci squadrava. reggendosi il mento con la mano destra e fare pensieroso, pochi istanti prima ci aveva chiamati all’uscita dalla messa delle 10,45, “potete fermarvi un momento”, io e Andrea e Ilaria non potevamo immaginare cosa frullasse in testa al don, così quando dopo alcuni secondi di silenzio enigmatico ha detto “quante sere libere avete in settimana?”, personalmente non so gli altri ma io mai avrei immaginato di essere un “catechista”; troppo difficile, troppo impegnativo e poi non sono adatto, ma lui aveva già deciso, noi ancora no ma lui sapeva di dover andare via ,doveva sistemare le cose importanti e la catechesi dei 18/19 enni è decisamente importante. Il giorno del saluto stringendoci le mani, con la voce rotta per l’emozione di un giorno di lacrime sincere, con tono calmo ma risoluto ci ha detto “vi consegno un gruppo di ragazzi fantastici, non voglio perderne nemmeno uno”, “sarà fatto”, abbiamo risposto all’unisono tra il serio e il guascone. Ma che responsabilità enorme per noi, alla prima esperienza ma con tanto entusiasmo, forse era quello che don Giuseppe ha visto in noi, forse non bisogna pensarci troppo, ma bisogna buttarsi e il Cielo farà il resto e l’ ha fatto. La Provvidenza ha voluto che le nostre vite incrociassero quella di don Federico, un prete coadiutore con il fisico di un peso massimo e la faccia che vorresti per il tuo migliore amico, ma sopratutto una carica energetica contagiosa unita ad un’innata verve dialettica, che il don usa per esprimere il suo innato talento comico, che lo rende immediatamente popolare tra i ragazzi dell’oratorio, ma che lo aiuta anche nelle questioni “diplomatiche” che un prete deve sempre affrontare nella vita di tutti i giorni. Così fin dalla prima riunione con lui e suor Luigia, con la quale dividiamo il compito della catechesi,

ci siamo subito trovati bene e abbiamo capito che questa avventura insieme cominciava nel migliore dei modi, cosi dopo avere deciso un programma per l’anno, abbiamo invitato i ragazzi ad un aperitivo per conoscerci; Aveva ragione don Giuseppe, sono davvero dei ragazzi speciali, sono speciali perché non’è facile essere giovani cristiani in un mondo che premia il cinismo, ci vuole coraggio a dire “stasera vado a catechismo” quando i tipi più “cool” pensano che sia da “sfigati” perdere tempo all’oratorio, quando in TV passano modelli di una vita votata alla popolarità fine a se stessa, senza talento senza amore, di una gioventù banalizzata dalla svendita della bellezza al prezzo di un’innocenza perduta. E noi lì davanti a questi ragazzi ci chiediamo se loro si rendono conto della loro fortuna, di come sono. Ci aspetta un anno intenso, per loro, per i loro progetti e i loro sogni che piano si fanno adulti; per noi educatori, che siamo i privilegiati spettatori di questi fantastici progetti di crescita che sono i nostri ragazzi; in ognuno di loro dorme il seme, dono di Dio, di una grandezza; chi si nasconde in loro? lo scienziato? il calciatore? il giudice o l’artista? il poeta o l’artigiano? in ognuno di loro attendono i mille futuri possibili, le piccole scelte che ogni giorno faranno ne escluderanno alcuni fino a rivelare il loro destino ultimo che noi auguriamo loro il più bello che possano sognare. E noi adulti saremo lì, attenti ad accompagnare questa crescita crescendo con loro, rubando un po’ di quella “euforia dello stato nascente” tipica della gioventù, guidando i loro passi ma senza intralciare il cammino con la discrezione dovuta nei confronti di chi non ancora adulto tuttavia non’è più bambino. Di questo privilegio rendiamo grazie a Dio. Gli educatori


e ... notizie, testimonianz e cur iosità ...

Martedì 30 Novembre, dopo la scuola alle 16.30 circa, invece della solita lezione di catechismo in Oratorio, i bambini delle classi quinte hanno vissuto un pomeriggio particolare all’Oasi di David a Civate, dove, grazie a degli affreschi, hanno conosciuto più da vicino la figura di Davide. Dopo questa particolare esperienza, Lisa, Andrea e Sefora ci raccontano: Lisa: “Quest’ anno nel percorso del catechismo, stiamo studiando le radici di Gesù e per questo motivo noi bambini ci siamo sentiti più che pronti ad affrontare un’ esperienza del genere. Non pensavo fosse così bello. Infatti, è stato molto emozionante” Sefora continua: “Siamo andati con il pullman e appena arrivati, siamo entrati in un ampia stanza dove ci siamo seduti attorno ad un tavolo e Don Federico ci ha spiegato cos’ avremmo fatto. Siamo poi entrati nella cappella dell’ Oasi, togliendoci le scarpe in segno di rispetto per il luogo in cui eravamo.” Andrea: “La Cappella dell’Oasi è affrescata con alcuni episodi importanti della vita di Davide, per esempio quando uccide Golia. Don Federico ci ha illustrato molto bene, passo dopo passo, tutte le scene dipinte sugli affreschi” Sefora specifica: “ogni dipinto ha una particolarità diversa, ad esempio, quello che raffigura Davide mentre pascola le pecore è posizionato accanto ad una vera fontanella da cui esce acqua per abbeverarsi, mentre nell’ affresco che rappresenta la lotta contro Golia, Davide ha in mano una fionda vera che è stata attaccata al muro. Inoltre durante il racconto della vita di Davide, Don Federico ci ha anche spiegato come si vestono gli ebrei quando entrano in sinagoga e, per rendere anche questa parte di lezione più “vera”, il Don ha pensato di vestirsi proprio come un ebreo, mimetizzandosi con i personaggi dei dipinti! ” Lisa: “Da piccolo e giovane pastorello, Davide, è diventato un grande e forte re! A me ha

colpito molto che un semplice ragazzino sia riuscito a sconfiggere un avversario forte come il gigante Golia.” Andrea “Dopo, davanti ad una teca contenente un ramoscello che custodiva l’Ostia Consacrata, ci siamo inginocchiati e abbiamo recitato una preghiera.” Conclude Lisa: “Finito il giro siamo saliti sul pullman dove abbiamo riso, scherzato, parlato e ammirato la neve che scendeva .Credevo fosse già Natale! Siamo arrivati alla pizzeria un po’ stanchi ma, una volta che i camerieri ci hanno servito la pizza (buonissima!) sono tornate le forze a tutti! Abbiamo ripreso il viaggio intorno alle ore 21:00, ma purtroppo questa volta per tornare a Lazzate.” Infine, cosa ne pensano di questa esperienza? Andrea: “E’ stata veramente una lezione di catechismo diversa dal solito che ricorderò per molto tempo.” Lisa: “E’ stata una bellissima esperienza e la rifarei ancora mille volte!” Sefora: “Questa esperienza è stata molto piacevole e coinvolgente perchè la cappella è molto allegra e realistica e c’è un’ atmosfera religiosa molto forte, infatti sembra di essere tornati indietro nel tempo e rivivere la vita con Davide! Ringrazio il Don e le catechiste per averci fatto provare queste emozioni e per questa lezione di catechismo speciale che mi rimarrà nel cuore!” E per le catechiste? “Con Davide, ancora una volta, abbiamo scoperto che Dio sceglie sempre POVERI, UMILI, PECCATORI, ma con il grande coraggio di cambiare radicalmente la propria vita, di convertirsi. Le immagini e la storia di questo personaggio rimarranno per sempre impresse nella mente nostra e dei ragazzi, e a qualcuno avranno sicuramente toccato anche il cuore!”


In queste ultime settimane una ventina di ragazzi di quarta e quinta elementare sono entrati a far parte del nostro gruppo parrocchiale dei chierichetti. Con impegno stanno partecipando agli incontri di preparazione per servire con gioia all’altare del Signore e noi cerimonieri siamo felici di poter insegnare loro quello che a nostra volta abbiamo imparato nel corso degli anni. Frequentando questi incontri che si svolgono in chiesa, imparano poco a poco i gesti, i nomi e i significati degli oggetti del servizio liturgico e come utilizzarli, ad esempio come si suona il campanello alla consacrazione oppure che cos’è il turibolo e come si usa ecc. ecc; inoltre imparano lo stile del chierichetto che non è quello di una persona qualunque, ma quello di un ragazzo che manifesta il suo impegno cristiano in famiglia, a scuola e con gli amici. Il servizio che si preparano a svolgere è molto importante, una vera e propria chiamata, da svolgere con amore, devozione, serietà, puntualità e ordine. Per questo motivo e per la serietà del loro servizio ci sarà anche la cerimonia della vestizione di questi nuovi chierichetti che si terrà domenica 19 dicembre durante la celebrazione della Santa Messa delle 10,45 dove sono invitati anche i loro genitori. Servire all’altare con il sacerdote, permette a noi chierichetti di essere particolarmente vicini al Signore e di crescere come suoi veri amici. Chiediamo a Gesù di vivere bene il nostro servizio per imparare a essere suoi discepoli e custodire gelosamente nel nostro cuore l’amicizia con Lui, come San Tarcisio, patrono dei chierichetti, pronto a sacrificare la vita perché Gesù fosse portato a tutti. Dalla preghiera di noi chierichetti: “Donaci la gioia di vedere contenti quelli che ci stanno vicino. Donaci un cuore grande come il tuo che sa dimenticare le offese ricevute” I cerimonieri: Teo e Aga

Quest’anno all’oratorio femminile sono cominciate parecchie fantastiche attività a cui tutti e di tutte le età possono partecipare. Tra queste è partito il quarto anno di corso di chitarra, tenuto da Francesca, che è migliorato tantissimo,e che ha accolto anche dei nuovi arrivati. Le ragazze (e i ragazzi) stanno preparando delle nuove canzoni da portare al saggio di fine anno, ormai conosciuto. Inoltre le nostre animatrici, ogni domenica danno una mano ai bimbi che vengono all’oratorio a fare bellissimi lavoretti, sempre prima di rifornirsi con una buonissima merenda offerta dal bar! Dopo la merenda, viene fatta una brevissima preghiera da Suor Luigia e Suor Battistina,e, quando c’è il sole, una partita a palla spagnola. Silvia

L’oratorio San Luigi e Sant’Agense di Lazzate si è affacciato sulla rete già sette anni fa. Ma il 13 marzo 2005 è nato l’ormai celebre www.oratoriolazzate.org. Sono trascorsi più di 2.000 giorni, per un totale di 9.200 visite e 21.000 pagine viste. Sono cambiate tre o più vesti grafiche, diversi sistemi per gestire i contenuti e molto altro. Questo perché la rete si evolve, cambia continuamente la sua forma, offrendo nuove possibilità. In aprile al convegno “Testimoni Digitali: volti e linguaggi dell’era crossmediale” Benedetto XVI ha spiegato « I media possono diventare fattori di umanizzazione non solo quando, grazie allo sviluppo tecnologico, offrono maggiori possibilità di comunicazione e di informazione, ma soprattutto quando sono organizzati e orientati alla luce di un’immagine della persona e del bene comune che ne rispetti le valenze universali». «Senza timori - continua il papa - vogliamo prendere il largo nel mare digitale, affrontando la navigazione aperta con la stessa passione che da duemila anni governa la barca della Chiesa. Più che per le risorse tecniche, pur necessarie, vogliamo qualificarci abitando anche questo universo con un cuore credente, che contribuisca a dare un’anima all’ininterrotto flusso comunicativo della rete». Continuando a vivere, con un cuore credente e appassionato, l’oratorio, anche il nostro sito prenderà il largo dando un’anima al mare digitale che è la rete. per idee, consigli e suggerimenti: redazione@oratoriolazzate.org


Volley Rispondere a questa domanda dicendo solo che è un gruppo sportivo dell’oratorio sarebbe un po’ riduttivo. Sicuramente possiamo iniziare dicendo che questo gruppo offre la possibilità di giocare in una squadra di calcio,pallavolo o tennis tavolo. In realtà però la polisportiva va molto oltre il solo giocare al nostro sport preferito,perché prima di tutto si pratica sport IN oratorio. Questo vuol dire che è un gruppo che non gioca semplicemente sul campo dell’oratorio ma lo vive in toto, e soprattutto lo vive nei suoi insegnamenti ed è proprio questo che si propone la polisportiva: dare ai ragazzi non solo l’opportunità di giocare, ma soprattutto dare l’opportunità di crescere insieme come persone e come cristiani. Giocare insieme vuol dire cooperare per arrivare a realizzare un obiettivo,aiutarsi l’un l’altro nella difficoltà, e farlo in Oratorio lo rende ancora più forte e più importante perché lo carica di quegli insegnamenti propri della fede cristiana. Giocare in oratorio vuol dire gridare forte che si può vivere da cristiani anche nel divertimento, in un divertimento bello,serio e vero che unisce e fa crescere nell’amicizia,nella dedizione per gli altri e nella fede. Vuol dire che si può testimoniare il vangelo anche su un campo con il nostro atteggiamento,con la nostra felicità, con il nostro giocare sportivo, con la voglia non solo di vincere ma soprattutto di stare insieme, con il nostro sorriso anche quando si perde. Polisportiva non è solo praticare sport, è uno stile.

Tennis Tavolo Con quest’anno sportivo, il settore Tennis Tavolo della Polisportiva, entra nel suo settimo anno di età. Nel settembre del 2004, infatti, l’allora coadiutore don Roberto, lanciò sull’Oratoriamo la proposta di accendere all’interno della polisportiva il settore del tennis tavolo. L’intenzione era quella di offrire un’attività sportiva alternativa allo strapotere del calcio, a quei ragazzi che, per tante ragioni non erano interessati al gioco del pallone. Ci fu subito una risposta da parte di alcuni papà che si dedicarono con entusiasmo a far crescere e dare corpo all’iniziativa, e un buon numero di ragazzi subito si iscrissero. Attraverso il gioco, si sono potute incontrare e conoscere nuove persone, approfondire amicizie, scoprire talenti e sensibilità, sprigionare nuove potenzialità, maturare la capacità di accettare le sconfitte, instaurare relazioni positive con i ragazzi e i loro genitori. Abbiamo potuto incrociare tante realtà e storie diverse, che presentavano a volte anche disagi e difficoltà. Da allora ben 136 atleti grandi e piccoli di Lazzate, ma anche dei paesi vicini, sono stati coinvolti con le loro famiglie, in questa attività provando a cimentandosi sui tavoli da gioco! La disciplina del tennis tavolo, pur già praticata in oratorio, è un po’ particolare, nel senso che è una disciplina altamente tecnica e che ha bisogno, per essere appresa, di persone preparate e competenti. (nel calcio si sa, siamo tutti un po’ tecnici e con un po’ di buona volontà si può insegnare sempre qualcosa ai più piccoli…). Era necessario perciò trovare un allenatore competente che potesse preparare gli adulti affinché potessero a loro volta far crescere i più piccoli. Si contattarono allora due anziani campioni italiani degli anni ’70, D’Andria Cataldo e Bonavita Luciano, che con entusiasmo misero a disposizione le loro conoscenze tecniche alle nuove generazioni. Successivamente alcuni tra i più grandi, hanno partecipato anche a corsi di formazione per allenatori diventando a

Sono ormai sette anni che facciamo parte della squadra di pallavolo della polisportiva S.Luigi Lazzate. Il nostro gruppo si è consolidato con il tempo, diventando sempre più unito senza, però, emarginare le “New entry”. Nei primi anni, nonostante la voglia di imparare fosse molta e gli allenamenti intensi, alle partite, non riuscivamo sempre ad avere i risultati sperati. Tuttavia grazie alla nostra grande forza d’animo, non ci siamo mai date per vinte e, in questo ultimo periodo,otteniamo le soddisfazioni tanto sudate nel corso degli anni. Gran parte di questo merito va anche al nostro allenatore e al dirigente della squadra che, pazientemente, hanno saputo sostenerci, credendo sempre in noi. Durante gli allenamenti, c’è solitamente un clima gioioso e partecipato, perché la voglia di stare insieme, abbatte qualsiasi sconfitta anche se, non mancano mai i rimproveri per il nostro spirito, talvolta troppo frizzante. La squadra di volley

loro volta Tecnici di Base. Ben presto il numero degli iscritti aumentò considerevolmente e già al secondo anno di attività la Polisportiva di Lazzate era la più numerosa società pongistica CSI della Provincia di Milano, e si portava a casa anche il primo titolo di Campione della Provincia. Da allora il titolo Provinciale è sempre stato nelle sue mani. Nel terzo anno di attività, é accaduta poi una cosa, che forse non si ripeterà più: la piccola Polisportiva di Lazzate irrompe nel panorama pongistico lombardo e, sorprendendo tutti, raggiunte il titolo di Campione della Lombardia 2007, mettendo in fila una cinquantina di società ben più quotate e sponsorizzate… Ogni anno, alcuni atleti, partecipano anche ai Campionati Nazionali: in molti ricordano i Nazionali di Ischia del 2007, dove il nostro piccolo Modou conquistò il terzo posto nazionale! Il crescente tasso tecnico ci ha portato, nella stagione successiva, a partecipare oltre alle gare CSI, anche alle competizioni della Federazione Italiana (Fitet); con quasi una promozione ogni anno si è riusciti a portare quest’anno, una squadra in serie C2!, mentre altre tre squadre composte dai perlopiù da ragazzi, militano in serie D2. Da ormai tre anni la Comitato di Milano, affida alla nostra Polisportiva, l’intera organizzazione e la logistica della Coppa Provinciale, portando a Lazzate per 4 domeniche all’anno più di cento atleti provenienti da tre provincie. Attualmente il settore conta 35 tesserati, 20 ragazzi e 15 adulti. Questa significativa realtà per noi è importante perché ci permette, oltre che a svolgere un appassionante gioco, di entrare in contatto con molte persone e condividere con loro la gioia dello stare insieme in un clima di amicizia e di valori cristiani.


Conosciamo da vicino tre squadre del settore calcio. Open a 7 Un calcio a 7... Ci siamo ritrovati con un po’ di incertezza, con la preoccupazione di non riuscire ad essere all’altezza e con la perplessità che forse non avevamo abbastanza da trasmettere a questi ragazzi.Poi, facendoci forza l’un l’altro, grazie alla nostra amicizia e alla consapevolezza di poter contare sull’aiuto reciproco... abbiamo accettato.Ci rendiamo conto che questa esperienza serve a far crescere loro ma soprattutto fa crescere anche noi. Gli allenamenti e le partite non hanno solo una dimensione calcistica, ma anche umana, perché sono soprattutto luogo di rapporti tra persone che appartengono ad un gruppo. Per rendere questo gruppo più bello e più vero possibile, vorremmo imparare, insieme a tutta la squadra, a dare dei calci... non al pallone -quelli siamo già capaci di darli e fino ad ora abbiamo ottenuto buoni risultati- ma dei calci ad alcuni aspetti negativi che ci piacerebbe lasciare fuori dallo spogliatoio, dal campo, dalla squadra e da tutta la Polisportiva. Un calcio a 7 errori! Vorremmo dare un calcio alla superficialità perché solo con l’impegno di tutti, costante e scrupoloso possiamo puntare a qualcosa di grande. Non solo nel calcio ma anche nella vita. La presenza agli allenamenti -anche quando c’è la Champions in tv- le faticose trasferte di sera, la cura del campo prima di ogni partita non bastano per vincere il campionato ma sono necessari per porre le basi di una squadra. Un calcio sicuramente alle rivalità, che creano tensioni e rovinano il clima negli spogliatoi; un calcio alla discriminazione verso gli altri per i loro difetti, un calcio all’invidia verso qualcuno che vediamo essere più bravo di noi e che invece dovrebbe essere stima. E un calcio anche alla superbia che ci fa eleggere a insostituibili perché più bravi e meritevoli, cercando sempre di prevalere e sminuire i compagni. Una squadra è un gruppo di fratelli che devono aiutarsi per raggiungere un obiettivo (per noi tre! campionato, coppa master e coppa fair-play). Se non si riesce a far rimanere questi elementi negativi fuori dallo spogliatoio, si diventerà un gruppo di giocatori, ma mai una squadra!Essendo la squadra più grande della Polisportiva, ci sentiamo la responsabilità di essere di esempio, per i più piccoli e per le persone che vengono a vederci. Vorremmo che in campo ognuno sia un esempio di come si possa giocare a calcio divertendosi, con impegno ed agonismo, ma sempre mantenendo un comportamento corretto e sportivo. Accettare senza protesta le decisioni arbitrali, aiutare un avversario a rialzarsi, chiedere scusa dopo un fallo, sono piccoli gesti che ci aiutano a restituire al calcio il valore educativo che gli spetta, e che troppe volte viene dimenticato anche dai grandi giocatori. Vorremmo dare così un calcio alla disonestà ed evitare tutti gli eccessi negativi, che danneggiano noi e le persone che ci stanno intorno, sapendo che l’umiltà è invece uno dei valori che deve diventare il nostro pane quotidiano! Forse non sempre riusciremo a dare questi calci. Forse qualche “liscio” lo prenderemo, ma l’impegno per riuscirci, nostro e dei ragazzi, di certo non mancherà.Ora siamo 2i in classifica... ma c’è ancora tanta strada da fare... se riusciremo a dare questi 7 calci all’unisono i risultati saranno meno importanti perché saremo arrivati primi... in ogni caso!! Gli allenatori.

Pulcini FRANGI ALBERTO - RADICE ALESSANDRO PIZZI DAVID - RADICE DAVIDE MODENA EDOARDO - GENTILE FRANCESCO GENTILE LORENZO - CECCONI LUCA PARISI LUCA - ZILIOLI MARCO Allenatori:

CECCONI PAOLO - PIZZI ROBERTO - ZILIO RICCARDO “Ciao! Siamo i più piccolini e abbiamo appena iniziato quest’avventura, certo, la nostra teca è ancora vuota ma… abbiamo una gran voglia di stare insieme e speriamo di diventare un gruppo sempre più numeroso ed affiatato!!! “ Ringraziamo tutti coloro che hanno “aderito” all’iniziativa e anche all’Assessore G. Zani per la concessione all’utilizzo della Palestra per il periodo invernale.

Esordienti La squadra Esordienti dalla Pol .S. Luigi Lazzate partecipa al campionato a 9 F.I.G.C zona Como. Abbiamo un girone geograficamente ampio: basta pensare che la squadra più vicina si trova a Guanzate, alcune in zona Como per poi arrivare a Menaggio e udite bene Porlezza. E’ il primo anno che si gioca in un campionato a 9 e quindi non nascondiamo le nostre difficoltà ad ambientarci in una tipologia di schemi poco conosciuti. Con il tempo però i ragazzi sono riusciti ad assimilare tali schemi e confidiamo che i risultati non tarderanno ad arrivare considerata la loro volontà, assidua partecipazione alle sedute di allenamento oltre un grande affiatamento di gruppo. Finora la classifica ci penalizza ma lungi da noi dal demordere anzi….. Il gruppo è costituito da 17 ragazzi nati negli anni 1998/99 (ci sono 3 portieri), 2 allenatori, 1 aiuto allenatori e alcuni genitori/dirigenti. Per poter coinvolgere tutti e farci trovare sempre presenti agli appuntamenti, noi allenatori abbiamo chiesto, condiviso e attuato un turn over ovvero per ogni giornata di campionato vengono fatte le convocazioni per 13 giocatori. La logica delle convocazioni è di far giocare tutti i ragazzi in egual misura ma anche quella di infondere in loro l’idea di reciproco rispetto ovvero nel periodo dedicato agli allenamenti o dello stare insieme nessuno si deve sentire inferiore o superiore e il comportamento deve essere leale, amichevole e rispettoso delle regole e nei confronti del gruppo.

Appuntamento al prossimo numero con le altre squadre...


Grazie a tutto coloro che hanno contribuito alla realizzazione dello Speciale Oratoriamo.

Vi aspettiamo con tante altre testimonianze da raccontarci nel prossimo speciale!

Continuate a seguire il nostro notiziario per essere sempre aggiornato sulle attività del nostro oratorio!!!

Gennaio 2001 - Gennaio 2011 Uscita 1 ottobre 2010 - gennaio 2011 periodico trimestrale degli Oratori S. Luigi e S. Agnese di Lazzate direttore editoriale: Don Federico redazione: Valeria, Giulia, Alessandra, Marta, Erika, Chiara, Monica grafica: Valeria, Alberto Per informazioni: scrivi una e-mail all’indirizzo: redazione@oratoriolazzate.org oppure consulta il sito: www.oratorilazzate.org

Stampato presso Oratorio San Luigi, Lazzate Finito di stampare gennaio 2011

Da Oratoriamo 14 gennaio 2001 “...Oratoriamo nasce come strumento di informazione che si aggiunge alla Buona Parola per diventare la voce degli Oratori. Un modo per comunicare in modo più ampio e dettagliato quanto viene vissuto, proposto, organizzato nei nostri oratori. Il mio desiderio è che questo foglio possa creare maggiore comunione tra coloro che amano il Signore Gesù e vedono nell’oratorio un luogo dove l’esperienza cristiana può essere vissuta con autenticità...”. Così scriveva don Roberto sul Primo Oratoriamo pubblicato nel gennaio 2001. Grazie a lui, a don Giuseppe poi, e ora a don Federico, Oratoriamo entra nelle nostre case da ormai Dieci Anni!!! Tanta strada abbiamo fatto in questi dieci anni e speriamo di farne altrettanta!!!

Auguri Oratoriamo!!!


ORATORIO S. LUIGI via Vittorio Veneto 28 Lazzate tel. 0296320047

ORATORIO S. AGNESE via S. Lorenzo 45 Lazzate tel. 0296720601


OratoriAmo Speciale 1