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notiziario di artogne

piazze ed acquebone

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Natale 2009 - dicembre


Sommario 3 4 5 6 12 13 14 15 15 16 17 18 19 20 21 22 24 26 27 28 31 32 33 34 34 35 36 37 38 39 40 47 51 51

Auguri Di Natale Appuntamenti Incontri per Genitori ICFR Cronaca Parrocchiale Lettera Pastorale 2009-10 L’anno Sacerdotale L’esempio Del Santo Curato D’Ars Macché Rinuncia. È Una Scelta L’eternità L’elemosina Andare In Chiesa Aiuta Gli Anziani A Vivere Meglio Convertirsi Subito Per I Giovani Del Sabato Sera E Della Notte Preti: Operai delle Pompe Funebri? A Proposito Di Cremazione Anche Al Più Duro Inverno Segue La Primavera Il Papa a Brescia L’angolo degli Auguri Acquebone La Chiesa di San Rocco Festa di San Rocco 2009 S. Natale - Piazze Servire O Farsi Servire? Parole E Chiacchiere Ringraziamenti La Storia Della Piccola Ed Umile Dimora Museo della Stampa Associazione Donne Cattoliche Segnali Di Fumo Dalla Scuola Materna! Qui Banda Musicale di Artogne Vita dell’Oratorio Anagrafe Parrocchiale Ricordando Don Ilario Vivenzi Rendiconto Finanziario Stampa: Tipolitografia Quetti Mattia - Artogne

In copertina: Il papa a Brescia saluta i pellegrini

Fotocomposizione: thedon

n. 69 - dicembre 2009

Fotografie: Paolo Scarsi


Notiziario - Natale 2009

Auguri Di Natale “Coraggio, non temete, io sono con voi!” arissimi, viviamo tempi inquieti, per tanti versi preoccupanti. Ogni famiglia ha le sue tribolazioni, ogni casa ha il suo dolore, ogni vita di uomo è come un soffio: passa come l’erba del prato che, tagliata al mattino, è già secca la sera e viene gettata nel forno. Anche le gioie non durano che il tempo di una stagione. Solo Dio è per sempre: in Lui solo potremo avere speranza. Ma Dio è distante. E poi, c’è Dio? Sì Dio esiste. Sta a noi incontrarlo. Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito lo ha rivelato. “Dite agli smarriti di cuore: coraggio! Non temete: ecco il vostro Dio … Egli viene a salvarvi”. Carissimi che abitate nella nostra Parrocchia, credenti tradizionali o non credenti, praticanti o non praticanti, uniti in un’unica sorte, quella di essere in cammino con il proprio fardello, sappiate che Gesù è entrato nella nostra storia, ha dato fondamento alle speranze di tutti gli uomini in ricerca della felicità. Cambia completamente la nostra vita se in essa entra Gesù. Ci sono ancora fatiche, ma c’è la certezza di un Amore; scorrono ancora i giorni, ma hanno una meta; muoiono ancora i nostri cari ma sono arrivati alla pace; la storia è ancora confusa nel tempo, ma ha la sua risoluzione nell’eternità. Qualunque cosa stiamo vivendo, qualunque problema dobbiamo affrontare, qualunque decisione dobbiamo prendere, qualunque sofferenza abbiamo nel cuore … ebbene Dio non ci lascia da soli, non rimane indifferente, non è lontano da noi, anzi, decide di cambiare casa per abitare vicino ad ognuno di noi. Dal più piccolo al più anziano siamo amati e preziosi per Dio. Nessuno è dimenticato, soprattutto chi è malato, chi si sente solo o sta soffrendo nel corpo e nello spirito. Mentre condivido con voi le fatiche che tanti mi hanno confidato in questo periodo difficile, vorrei con voi pregare Dio perché ci faccia incontrare Gesù in questo Natale 2009. So che questo è dono, puro dono di fede. Per questo auguro di cuore che si avveri quanto dice l’evangelista Giovanni: “A quanti l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati”. BUON NATALE A TUTTI!

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LA PAROLA DEL PARROCO

don Italo

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Appuntamenti DICEMBRE 3,10 e 17: Centri di Ascolto. 17 Inizia la novena del Natale. 20 Alla Casa di Riposo, ore 15,00: celebrazione natalizia per gli ospiti. 23 Ore 10,30: Confessioni elementari, medie e superiori 24 Messa di mezzanotte. 25 S. Natale 26 S. Stefano 26-30 Campo invernale ad Acquebone 27 S. Famiglia. 30-1 Ultimo ad Acquebone con i giovani 31 Ringraziamento di fine anno e ricordo dei defunti 2009.

GENNAIO

CALENDARIO DELLA COMUNITÀ

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1 Solennità di Maria Madre di Dio. Giornata mondiale della pace. 6 Epifania. Benedizione dei bambini, ore 15,00. Arrivano i Magi. 17-25: Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. 30-31 In oratorio si festeggia San Giovanni Bosco. 31 ore 10.00 partenza dall’Oratorio del Corteo per la Vita

FEBBRAIO 2 Candelora. Presentazione di Gesù al tempio. 3 San Biagio. Benedizione della gola. 17 Mercoledì delle Ceneri. Inizia la Quaresima. Giorno di astinenza e di digiuno. 19 Ore 10,30: Confessioni elementari, medie e superiori.

MARZO 19 S. Giuseppe. 21 Festa dei Papà. 26.27.28. Sante Quarantore. 28 Domenica delle Palme.

APRILE 4 Santa Pasqua. 5 Lunedì dell’Angelo. 6 Gita per i chierichetti e tutti coloro che vorranno farci compagnia.


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Incontri per Genitori ICFR

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’incontro si svolge dalle 15 alle 17. Si tratta di pochissimi incontri durante l’anno che vogliono portare alla riscoperta delle propria fede: è il dono che i genitori vogliono trasmettere ai figli. Dovrebbe essere un dono vivo, non la semplice trasmissione di un ricordo “da bambini”.

1° ANNO

19 dicembre 2009 23 gennaio 2010 20 febbraio 2010 6 marzo 2010 10 aprile 2010

2° ANNO

6 dicembre 2009 24 gennaio 2010 21 marzo 2010

4° ANNO

17 gennaio 2010 7 febbraio 2010 7 marzo 2010 25 aprile 2010

don Italo e don Adriano augurano a tutti Buon Natale e Buon 2010

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ICFR

3° ANNO

12 dicembre 2009 13 febbraio 2010 27 marzo 2010

Sono chiamati a partecipare agli incontri entrambi i genitori, solo in casi estremi (di reale necessità) è ammissibile che almeno uno partecipi. L’alternarsi non consente a nessuno dei due genitori di fare un vero e proprio percorso. Non si sta chiedendo la luna a nessuno ma che si prenda la cosa sul serio sì, oltretutto chi pur con fatica ha camminato in questi anni può raccontare di aver riscoperto una fede che è fonte di gioia! Perché il cammino produca buoni frutti è indispensabile farlo fino in fondo, cioè partecipare a tutti gli incontri, magari anche mettendosi un po’ in gioco! L’assenza di molti bambini durante il periodo estivo, sia alla messa che alla vita della parrocchia, fa pensare che qualche adulto abbia mandato (o lasciato) la fede in qualche cassetto o armadio pensando che si tratti di un abito invernale un po’ troppo pesante per l’estate... L’impegno è notevole da parte di tutti, cerchiamo di viverlo come un tempo di grazia nel quale Dio non farà mancare l’abbondanza dei suoi doni.


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Cronaca Parrocchiale 3.4.5 APRILE SANTE QUARANTORE

CRONACA

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Iniziano con il Ritiro Spirituale, Confessioni, S. Messa e Adorazione del Santissimo. Sempre buona la partecipazione a questo appuntamento. Presiede e tiene le omelie il Vicario Zonale, don Danilo. Anche se una volta costituivano un tempo di vero rinnovamento spirituale e sociale, restano comunque un momento di grazia per la vita cristiana. I tempi sono cambiati ma Cristo è sempre presente. Sostare in adorazione, entrare in rapporto con il Signore significa cogliere il senso della vita e la forza della testimonianza libera e gioiosa di un anticipo di paradiso.

5 APRILE DOMENICA DELLE PALME

Benedizione degli ulivi in Oratorio e processione verso la chiesa. Buona la partecipazione di bambini e di popolo. Nel pomeriggio, alla Casa di Riposo, S. Messa pasquale per gli Ospiti. Presenti parenti e amici.

Alla messa della sera si concludono le Quarantore con la solenne benedizione eucaristica.

9.10.11 APRILE TRIDUO PASQUALE

GIOVEDI: Messa della Cena del Signore. VENERDI: Celebrazione della Passione del Signore. SABATO: Solenne Veglia Pasquale. Tempo adeguato e propizio per le confessioni.

12 APRILE SANTA PASQUA 13 APRILE

Lunedì dell’Angelo. Celebrazione al Cimitero con grande partecipazione.

19 APRILE

Celebriamo la giornata a favore dei terremotati dell’Abruzzo. Si raccolgono € 940,00 ad Artogne e € 340,00 a Piazze. Subito viene inviato a destinazione. Ringrazio tutti per la generosità.

27 APRILE

il ritrovo in oratorio per la benedizione degli ulivi

Alla presenza del cardinal Re, del presidente della Provincia di Brescia Cavalli e delle autorità locali e zonali viene inaugurato il Museo della Stampa. Ideatore e promotore


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24 MAGGIO

Festa dell’Asilo. La S. Messa è animata dai bambini e dalle insegnanti della Scuola Materna. L’occasione è opportuna per salutare chi passa alle elementari e per ringraziare chi si è adoperato per questi Le autorità intervenute alla inaugurazione del museo bambini. A mezzogiorno è Simone Quetti che, mettendo a disposizione parte della sua casa, pranzo ben preparato alla Scuola realizza un progetto da tempo Materna. coltivato. Dobbiamo dire che è un vanto e un onore per tutto il Paese. Il 31 MAGGIO Museo è intitolato al Beato Lodovico Nel pomeriggio 26 bambini ricevono Pavoni. Per questo è presente una la Prima Confessione. folta e qualificata rappresentanza Presenti i genitori. È sempre dell’Istituto Pavoniano. Al Beato l’occasione propizia perché anche gli Pavoni viene anche intitolata la adulti, se lo desiderano, si possano accostare alla penitenza. piazzetta antistante. Al mattino, nella zona industriale di Cividate, partecipiamo alla concelebrazione presieduta dal Vescovo che quest’anno ha interessato proprio la Valcamonica. Nel pomeriggio, in occasione della festa dei lavoratori, viene celebrata una S. Messa nel cortile della sede del Punto d’Incontro.

10 MAGGIO

Sante Cresime. Alla Messa serale Mons. Bruno Foresti amministra la cresima ai nostri ragazzi. Pur con l’età avanzata Mons. Foresti dona a tutti una bella omelia ed un invito a guardare al cielo.

7 GIUGNO

Inaugurazione della Chiesa di S. Rocco in Acquebone, restaurata. S.Messa concelebrata, presieduta dal Vicario Zonale.

12 GIUGNO

Celebrazione S. Messa all’Oratorio, a conclusione dell’anno catechetico dell’I.C.F.R. Tutto finisce con una cena conviviale sotto il tendone.

14 GIUGNO

Solennità del “Corpus Domini”. Alla Messa della sera processione con il Santissimo. Buona partecipazione di popolo. Al mattino vengono ricordati gli

CRONACA

1 MAGGIO

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S. Messa dell’ICFR in Oratorio durante la festa del Tiglio

CRONACA

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Anniversari di Matrimonio. È bello vedere che al nostro invito c’è sempre grande corrispondenza. Ringrazio tutti i partecipanti, le nostre organizzatrici della festa per la loro premura e bravura.

Quest’anno abbiamo proposto di pranzare assieme, a mezzogiorno, in oratorio. L’obiettivo è stato centrato perché in molti hanno aderito. Erano presenti più di trecento persone.


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Gli anniversari di matrimonio

29 GIUGNO

1.2.3 LUGLIO

Vengono cambiate le caldaie per la chiesina e la comunità neocatecumenale. Non patiremo più il freddo.

28 LUGLIO

Nella chiesa di S. Andrea, alle ore 19,30 viene celebrata una Messa in memoria di Lorenzetti Antonio, nato ad Artogne l’11.11.1925 e fucilato a Darfo il 28.07.1944 L’Associazione Fiamme verdi di Vallecamonica nel 65° anniversario del sacrificio ha voluto ricordarlo. Sono pure stati ricordati: Ottelli Venturino, Berardi Giovan Battista e

15 AGOSTO

Assunzione della Beata Vergine Maria.

16 AGOSTO

Festa di S. Rocco ad Acquebone.

31 AGOSTO

S. Messa e festa per i 100 anni di Maddalena Feriti.

2 SETTEMBRE

Ricorre il nono anno della mia

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CRONACA

Inizia il Grest. Termina il 18 Luglio Molto frequentato e ben organizzato.

Ligustri Liborio. Al termine della Messa s’è formato il corteo fino al Monumento ai Caduti per la Libertà, dove c’è stato un discorso. In precedenza, al Cimitero, erano stati deposti dei fiori sulla tomba di “Tone” e al monumento “Perinelli”.


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presenza come Parroco di Artogne e di Piazze.

8 SETTEMBRE

Partecipiamo alla Celebrazione della Madonnina di Gianico. Con il Vescovo Luciano ci sono i sacerdoti della zona. Preghiamo per le nostre parrocchie.

16 SETTEMBRE FESTA PATRONALE

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Solennità dei SS. Cornelio e Cipriano. Molti i Sacerdoti concelebranti e tanta la gente che vi ha partecipato. Ha presieduto la S. Messa don Giuseppe Magnolini che ci ha aiutato ad approfondire il significato del culto ai nostri santi patroni. A conclusione pranzo conviviale all’oratorio.

11 OTTOBRE

Mandato ai catechisti. Ringrazio i catechisti anche a nome di tutti i genitori. La loro opera è molto preziosa.

18 OTTOBRE

Ingresso di due nuovi Parroci nativi di

Benedizione del labaro della Banda

don Giuseppe Maffi e don Ermanno Magnolini

Artogne. Don Giuseppe Maffi nuovo Parroco di Darfo. Don Ermanno Magnolini nuovo Parroco di Vione, Stadolina e Canè. Auguri di ogni bene ad entrambi.

27 OTTOBRE

Penitenziale in preparazione ai Santi e ai morti.

1. 2 NOVEMBRE

Solennità dei santi e commemorazione dei defunti.

8 NOVEMBRE

IL PAPA A BRESCIA. Vi partecipiamo anche noi.

15 NOVEMBRE

Festa del Ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. Ringrazio Achille Peluchetti, la famiglia ScarsiTaccolini e Gianluigi Guerini per la generosità dimostrata. Anche gli Alpini ringraziano il Signore a conclusione di un anno dedicato al lavoro e alla solidarietà. A nome della Parrocchia


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ringrazio gli Alpini per aver contribuito a diminuire i debiti della Chiesa di S. Rocco in Acquebone con € 6.500,00.

22 NOVEMBRE

Benedetto il labaro della banda musicale di Artogne.

22-29 NOVEMBRE

seminario diocesano. Con lui hanno animato i gruppi Suor Marisa e un seminarista. Sempre questa domenica abbiamo celebrato la giornata del pane il cui ricavato è stato dato alla Caritas zonale di Darfo che quest’anno è stato di € 250. Ringrazio Umberto e Mariuccia per aver offerto il pane.

Settimana Vocazionale. Domenica 29 novembre la parrocchia di Artogne ha ospitato i ragazzi di terza media delle parrocchie della nostra zona pastorale. Ha presieduto la celebrazione eucaristica don Giovanni Milesi, vicerettore del

AAA Volenterosi Cercasi!!! Di solito sentiamo parlare di volontari, di volontariato ma qui è proprio il caso di cercare volenterosi, meglio forse volenterose!

Tutti i Mercoledì dalle 14.30 alle 15.30 Pulizie in Oratorio Giovedì (ogni 15 giorni) dalle 13.00 alle 15.00 Pulizie della Chiesa C’è sempre più bisogno di persone che si prendano cura delle pulizie degli ambienti della nostra comunità. L’ho scritto bello in grande così anche chi fa finta di non vedere lo leggerà... e forse si metterà ad aiutare!

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Lettera Pastorale 2009-10

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CHIESA

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a lettera pastorale del Vescovo Luciano ha come tema: “Un solo pane, un unico corpo”. Ovvero, l’Eucaristia nella vita della comunità cristiana. Si compone di tre parti: La prima, liturgia eucaristica, presenta i vari momenti della celebrazione. La seconda, la cura dell’ars celebrandi, offre indicazioni di come bisogna aver cura della celebrazione eucaristica. La terza, eucaristia e vita, collega la celebrazione con la vita quotidiana. E’ sotto gli occhi di tutti che molti cristiani non partecipano più alla Messa domenicale. Il Vescovo però non si sofferma a rammaricarsi per quanti hanno abbandonato, ma, elogia coloro che ogni domenica, al suono delle campane, vestiti a festa, escono dalle loro case e si recano in chiesa per incontrare Cristo risorto. La testimonianza di coloro che in chiesa ci vanno potrebbe far rinascere, in coloro che hanno abbandonato, la nostalgia del ritorno. Al centro dell’Eucaristia, ricorda il Vescovo, sta l’inno di lode e di ringraziamento al Padre per il dono che Egli ci ha fatto di sé nella morte e Risurrezione del suo Figlio. La liturgia della parola ci racconta la storia della benevolenza di Dio che trova il suo compimento nel dono del Figlio Gesù. I riti di comunione esprimono l’accoglienza, da parte nostra, di questo dono. Il momento della comunione è il più intimo e personale di tutta la celebrazione. Il Vescovo però insiste nel dire che la comunione ha una dimensione essenzialmente sociale. Vuol farci capire che la comunione non è una devozione privata, o una relazione intimistica con Gesù, ma bisogna far spazio alla comunione con gli altri, per diventare in Cristo un unico corpo. Non si deve mai dimenticare che il protagonista principale non è il singolo e neppure la comunità, ma è il Signore. E’ doveroso preparare bene tutte le parti della Messa: lettori, preghiere, canti. Ma questo deve essere fatto sobriamente. Il Vescovo sottolinea che la preparazione della celebrazione eucaristica “non serve a mettere in luce gli attori, ma al contrario, a nasconderli, in modo che l’azione liturgica lasci trasparire che il vero protagonista è il Signore.” Nella parte riguardante l’eucaristia e la vita, il Vescovo, in modo originale dice:” non si tratta di chiederci quali comportamenti richiede da noi il fatto che abbiamo celebrato l’Eucaristia. Ma la domanda giusta è: che tipo di uomo viene generato dalla celebrazione eucaristica?” La risposta è: “l’uomo secondo Cristo, cioè l’uomo che si dona, come pane spezzato.” Il valore supremo è quello del donarci e donare, come ha fatto Cristo con noi.


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L’anno Sacerdotale ( 19 Giugno 2009 - 19 Giugno 2010 )

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CHIESA

i è concluso l’anno dedicato a S. Paolo ed è già iniziato un anno che il Papa ha voluto dedicare alla preghiera e alla riflessione sul sacerdozio. La chiesa per svolgere la sua missione ha bisogno di evangelizzatori. S. Paolo nella lettera ai Romani diceva: “ come invocheranno Colui che non conoscono? Come farlo conoscere se mancano gli annunciatori? E come lo annunceranno se non sono stati inviati? Oggi chi sono gli annunciatori della Parola? In primo luogo i successori degli Apostoli, cioè i Vescovi, poi i loro collaboratori che sono i sacerdoti. L’anno sacerdotale che stiamo vivendo e che ha come tema fondamentale “ Fedeltà di Cristo, fedeltà del Sacerdote” ci aiuterà a scoprire la missione del prete e a pregare perché il Signore lo rafforzi nella fedeltà a Cristo e alla missione a cui è stato chiamato che è l’evangelizzazione. La preghiera deve essere fatta perché il sacerdote viva santamente il suo ministero come hanno fatto tanti sacerdoti del passato. Anche qui ad Artogne ci sono state figure esemplari : Don Ernesto Belotti, Don Zoppi, Don Zani, Don Garbellini, Don Martino, Don Emerico Piccinelli e tanti altri. Il Papa ha scelto come patrono di tutti i sacerdoti il Santo Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney. Durante l’anno si svolgeranno varie iniziative quali la pubblicazione di un “Direttorio per i Confessori e i Direttori spirituali”. Ci sarà anche un raduno mondiale dei sacerdoti a Roma che coinciderà con la chiusura dell’anno sacerdotale il 19 Giugno 2010. L’obiettivo di quest’anno, ha detto il Papa, è quello di far percepire sempre più l’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella chiesa e nella società contemporanea. Alla luce delle poche vocazioni che abbiamo e di coloro che abbandonano il sacerdozio tutti siamo invitati a pregare senza stancarci mai.


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L’esempio Del Santo Curato D’Ars SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY

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CHIESA

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l capolavoro di Georges Bernanos, “Diario di un curato di campagna”, pubblicato nel 1936, delinea il ritratto del parroco di Ambricourt, timido,impacciato, ammalato. Accanto a lui, nella notte dell’agonia, c’è un suo confratello dall’anima semplice come quella di un fanciullo e dalla profonda sapienza. Sarà proprio lui, parroco di Torcy, a raccogliere le ultime parole del moribondo: “ Che cosa importa? Tutto è grazia”. Sette anni prima dell’uscita del romanzo di Bernanos, nel 1929, Pio XI aveva proclamato patrono dei parroci un altro modesto curato di campagna: Jean Baptist Marie Vianney, noto come il “Curato d’Ars”. Il 4 Agosto scorso si sono celebrati i 150 anni dalla sua morte e proprio sulla base di questa scadenza Benedetto XVI° ha indetto l’anno sacerdotale. La figura del sacerdote ha trovato sempre molto spazio nella letteratura. Pensiamo al Manzoni che ne “I Promessi Sposi” inserisce i ritratti splendidi di fra Cristoforo e del cardinale Federico Borromeo, o la descrizione ironica di don Abbondio. Più vicino a noi ricordiamo la figura di don Camillo di Guareschi, immortalata nei film dall’eterna benevola lotta con Peppone. Nato nel 1786 il curato d’Ars rimase bracciante fino ai 19 anni. Gli studi teologici furono per lui un vero e proprio calvario. Alla fine viene ordinato prete e destinato ad un dimenticato villaggio di 230 anime, rozze e di scarsa pratica religiosa. Appena arrivato ad Ars scelse la chiesa come sua dimora. Vi entrava prima dell’aurora e non ne usciva che dopo l’Angelus della sera. Chi aveva bisogno di lui sapeva dove trovarlo. Al suo confessionale arrivarono ben presto persone di ogni genere. Non a caso si affermava che Ars era il “grande ospedale delle anime”. Organizzava raccolte di fondi per i poveri e per le terre di missione, aveva fondato un istituto di educatrici per orfani, insegnava ai bambini. Soprattutto riceveva migliaia di persone in confessionale. L’origine della sua santità stava nella smisurata fede in Gesù e nell’Eucaristia. Attraverso la santità, la preghiera, la penitenza il curato aiutò la sua gente a superare uno stile di vita superficiale e insignificante. Sotto la sua guida il villaggio cambiò completamente direzione. Numerosi testimoni hanno parlato della sua assoluta generosità. Oggi quella piccolissima parrocchia, il cui nome è stato associato a quello della diocesi di appartenenza, è meta ininterrotta di pellegrini attirati dal prete semplice, umile, tutto di Dio.


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Macché Rinuncia. È Una Scelta

a cura di don Italo

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el pensiero popolare si è diffusa la convinzione che essere cristiani significhi rinunciare. Sembra che il fedele sia votato a dire no. Nei tempi liturgici forti poi, l’impressione aumenta. Prendiamo la Quaresima, tempo di penitenza, di magro, di digiuno, insomma di tanti no a beni che in fondo non sono cattivi. In realtà non si tratta di rinunce senza scopo ma di ribadire un sì in un tempo di dispersione verso piccoli beni, un sì al Bene in assoluto. Oggi la proposta di piccoli beni è incessante, condizionante. La pubblicità vuole convincerci della necessità di cose inutili e superflue. Se non le abbiamo perdiamo questo piccolo paradiso. Dobbiamo riportare al giusto valore le cose che ci circondano. Non possiamo farci schiavi della pubblicità. Già siamo circondati di cose inutili. I nostri solai o le nostre cantine sono pieni di scatoloni che dovremo buttare. Impariamo a scegliere per un bene maggiore, anzi, per il bene che è Dio. Pensiamo che un giorno ci sarà chiesto conto dei nostri sprechi. Di fronte alle necessità dei tanti, specie bambini, che nel mondo ancora muoiono di fame, noi che facciamo? Quei bambini sono Gesù. 15

F

uggire da un problema non è risolverlo. Va invece affrontato con consapevolezza e responsabilità anche quando si tratta della morte nella sua misteriosa realtà. L’esperienza ci dice con estrema chiarezza che la nostra vita quaggiù ha un limite, come ha avuto un inizio. Per chi non crede nella continuità della nostra esistenza è terribile solo a pensarci. Chi invece ha coltivato il dono della fede che Dio dona a ciascuno, è sorretto dalla speranza nella risurrezione e nell’immortalità. La liturgia dei defunti ci invita a

CATECHESI

L’eternità


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pregare così: “Ai tuoi figli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione in cielo”. Il cielo ci attende ma ci arriveremo solo se l’amore per Dio e per il prossimo, accompagnato dalle opere di misericordia, avrà ritmato la nostra vita con il vangelo della carità. Dovremo tutti lasciare le ricchezze e gli agi di questo mondo: allora è bene aiutare chi ha fame e sete, chi è nudo e senza casa, chi è malato, disoccupato, chi non ce la fa più e ha magari figli piccoli. Quanto dolore c’è intorno a noi e nel mondo. Gesù è venuto a condividere le nostre sofferenze e ci ha detto: “Quando siete stanchi, afflitti, sconsolati, venite a me e io vi ristorerò”. Ogni giorno è adatto per iniziare ad amare, capire, perdonare. Se mettessimo in pratica tutto questo nelle nostre case ci sarebbe più gioia di vivere.

L’elemosina (Racconto di Bruno Ferrero)

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n giorno di molto tempo fa, in Inghilterra, una donnetta infagottata in un vestito lacero percorreva le stradine di un villaggio, bussando alle porte delle case e chiedendo l’elemosina. Molti le rivolgevano parole offensive, altri incitavano il cane a farla scappare. Qualcuno le versò in grembo tozzi di pane ammuffito e patate marce. Solo due vecchietti fecero entrare in casa la povera donna. “Siediti un po’ e scaldati”, disse il vecchietto, mentre la moglie preparava una scodella di latte caldo e una grossa fetta di pane. Mentre la donna mangiava, i due vecchietti le regalarono qualche parola e un po’ di conforto. Il giorno dopo, in quel villaggio, si verificò un evento straordinario. Un messo reale portò in tutte le case un cartoncino che invitava tutte le famiglie al castello del re. L’invito provocò un gran trambusto nel villaggio e nel pomeriggio tutte le famiglie, agghindate con gli abiti della festa, arrivarono al castello. Furono introdotti in una imponente sala da pranzo e ad ognuno fu assegnato un posto. Quando tutti furono seduti, i camerieri cominciarono a servire le portate. Immediatamente si alzarono dei borbottii di disappunto e di collera. I solerti camerieri infatti rovesciavano nei piatti bucce di patata, pietre, pezzi di pane ammuffito. Solo nei piatti dei due vecchietti, seduti in un angolino, venivano deposti con garbo cibi raffinati e pietanze squisite. Improvvisamente entrò nella sala la donnetta dai vestiti stracciati. Tutti ammutolirono. “Oggi – disse la donna – avete trovato esattamente ciò che mi avete offerto ieri”. Si tolse gli abiti malandati. Sotto indossava un vestito dorato. Era la regina. Morale della favola: riceverai quello che hai dato. Oggi non dimenticare il tuo capitale per il Paradiso.


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Andare In Chiesa Aiuta Gli Anziani A Vivere Meglio

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ono alcuni dati emersi nel 51° congresso nazionale della Società italiana di gerontologia svoltasi a Firenze, presentati dal neuropsichiatra Arrigo Bigi. “L’esperienza psicoanalitica ha dimostrato che la persona anziana che ha un atteggiamento positivo verso la religione può ottenere un valido aiuto nel mantenere integro il senso della propria identità”. E tale senso di identità, importante in ogni fase dell’esistenza, diventa ancora più rilevante durante la vecchiaia. A documentare tali affermazioni sono due studi internazionali apparsi sulla letteratura di settore: il primo pubblicato sull’International Journal of Geriatric Psychiatry, descrive come su un campione vastissimo di persone, la religiosità influisce positivamente sugli esiti della depressione degli anziani. Il secondo lavoro, realizzato in Giappone, documenta come il contraccolpo che si subisce alla perdita di una persona cara può essere mitigato dalla pratica religiosa. Chi va in Chiesa vive di più e con una migliore qualità della vita, ribadisce Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento di Scienze gerontologiche, geriatriche e fisiatriche dell’Università Cattolica di Roma. I dati illustrati al Congresso sono una conferma di altri studi. Le motivazioni sono principalmente due: da un lato c’è una funzione sociale che viene mantenuta viva, il soggetto anziano si sente socialmente partecipe. L’altra motivazione è questa: è stato osservato che il rapporto con il soprannaturale dà una sorta di vaccino contro tutti i problemi della vecchiaia, dal dolore della perdita delle persone care, alla mancanza di un ruolo preciso, al sentirsi soli e poco considerati. Insomma un aumento di una sorta di anticorpi contro la difficoltà della vita. Ancora più evidenti sono i risultati di alcuni studi sul potere della preghiera per la guarigione di diverse patologie, tanto da avere dato origine a un filone denominato “Prayer therapy” (terapia della preghiera). Nelle situazioni sperimentali, in alcuni casi è lo stesso malato che si giova della propria meditazione, in altri sarebbe l’intercessione di terzi a procurare miglioramenti. La longevità di chi segue i precetti della religione trova una spiegazione anche nello stile di vita. Si sa che i vizi fanno male alla salute, mentre una vita virtuosa fa molto bene a sé e agli altri.


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Convertirsi Subito

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n uomo chiede ad un eremita: “Cosa devo fare per assicurarmi il paradiso?” L’eremita rispose: “Semplice. Basta che ti converti prima di morire!” “Ma potrei morire anche subito”. Replica l’eremita: “Appunto, convertiti subito, non aspettare oltre”. Appunto, convertiti subito! Non possiamo giocare con il tempo. Mi convertirò domani, intanto devo lavorare, costruire, divertirmi. Stolto, questa notte stessa ti verrà richiesta la vita… Eh sì, qui non si tratta di paura o di intimorire ma di guardare in faccia la realtà. Chi di noi ha la certezza di essere ancora in vita tra un attimo? E se il Signore ci chiamasse tra un Caravaggio, conversione di San Paolo istante, come ci presenteremo al suo cospetto? E’ intimidazione questa? No, è prevenzione pura. A un bambino gli proibiamo di mettere la mano sul fuoco, oppure glielo permettiamo così vede da solo che si scotta? Così fa Dio con noi: continuamente si premura di darci indicazioni perché noi possiamo risparmiarci le scottature, ma ci lascia liberi di poter “assaggiare” il fuoco. La vita cristiana non è una vita di limitazioni ma una vita di indicazioni premurose. “Attento, dietro la curva c’è il burrone!” Questo non è toglierci la libertà e impedirci di fare la curva come vogliamo noi, ma è amore, per impedirci che andiamo incontro alla morte. Troppo buono e paziente è il Signore. Si deve vivere sempre come se ogni momento fosse l’ultimo della vita. “Chi vive e crede in me non morirà in eterno”. Signore, fammi parlare sempre come se fosse l’ultima parola che dico. Fammi agire sempre come se fosse l’ultima azione che faccio. Fammi soffrire sempre come se fosse l’ultima sofferenza che ho da offrire. Fammi pregare sempre come se fosse l’ultima possibilità che ho qui in terra di parlare con Te.


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Per I Giovani Del Sabato Sera E Della Notte

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amma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto un’aranciata. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa anche per aver ascoltato il tuo consiglio che era giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, quello che mi aspettava. Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: “il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”. Mamma, la tua voce sembra così lontana! Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando con tutte le mie forze di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: “Questa ragazza non ce la farà”. Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire. Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno altre vite. Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi e dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare. Forse se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei ancora in vita. La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti e mi sento così disperata. Mi piacerebbe poterti abbracciare, mamma, mentre sono sdraiata qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo… ti voglio bene e….addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all’incidente. La ragazza mentre moriva sussurrava queste parole e il giornalista scriveva. Scioccato ha deciso di lanciare questo messaggio, che è di vita e non di morte. Ricordiamo ai nostri giovani che non c’è solo la loro vita, ma anche quella degli altri.


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Preti: Operai delle Pompe Funebri?

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uona il telefono. Mi viene comunicato che è morto un parrocchiano. Vogliono sapere l’orario della Veglia e del Funerale e, a volte, succede che siano loro a decidere l’orario senza nemmeno il pensiero che in parrocchia ci siano già altri impegni. Sempre più raramente si chiede di venire a dare una benedizione. Normalmente chi chiama è il titolare o un addetto delle Onoranze Funebri, sempre più raramente un familiare del defunto. Noi preti riflettiamo. Molte volte la morte non è improvvisa, ma preceduta da una malattia più o meno lunga. Perché i familiari non ce lo fanno sapere? Talora veniamo a conoscenza da altri, vorremmo fare visita al malato, ma, come saremo accolti? I familiari non vogliono far sapere che è grave. Perché si spaventa, perché se no si lascia andare. E per altre mille motivazioni. Basterebbe preparare il malato e dire: guarda che se lo desideri i preti vanno a trovare i malati. Hai piacere che uno o l’altro venga a farti visita? La visita non è per spaventarlo o per comunicargli che presto morirà. E’ per offrirgli conforto, fargli sapere che siamo vicini anche umanamente oltre che spiritualmente e che preghiamo per lui. Il sacerdote non deve essere visto come lo spauracchio o come l’avamposto delle onoranze funebri. Siamo capaci di fare il nostro “mestiere” che è quello di consolare, di confortare e non di impaurire o di rivelare la gravità della malattia. Oggi c’è pure la “privacy” per cui anche per noi preti non è così semplice entrare come una volta nelle case. Possono tacciarci di essere invadenti o, peggio, di risponderci: “non ti abbiamo chiamato: fatti gli affari tuoi.” Dal punto di vista della salvezza è quasi inutile chiamarci quando la persona è già deceduta. In rapporto alla salvezza dell’anima, se ci crediamo, è bene chiamarci molto prima della morte, a meno che questa non sia improvvisa. Non dimentichiamo che l’Unzione degli Infermi, il sacramento che una volta era denominato l’Estrema Unzione è amministrato per chiedere la guarigione dell’anima, il perdono dei peccati, la guarigione della malattia, se questa è secondo la volontà di Dio, soprattutto per chiedere il conforto e la forza di affrontare il momento difficile della sofferenza. L’Unzione dei Malati non si dà ai morti. Un’altra riflessione riguarda il modo con cui ci sentiamo trattati quando sono i titolari delle imprese funebri a contattarci. Sembra di essere dei dipendenti delle onoranze funebri. Noi non siamo pagati dalle imprese funebri così da dipendere da loro. Abbiamo un nostro ruolo e una nostra missione da svolgere


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all’interno della comunità. Possiamo capire che in un momento particolare come quello della morte ci si affidi a qualcuno per le pratiche burocratiche da svolgere. Ma il funerale cristiano non è una pratica burocratica e noi preti non siamo semplicemente degli impiegati di un ufficio dove si chiedono servizi o degli operai di un’impresa pronti ad eseguire gli ordini dati. Anzi, siamo convinti che il contatto personale con il sacerdote sia importante anche se chi chiede il funerale cristiano per il proprio defunto non è credente. Il contatto con il sacerdote è segno di rispetto. Un’ultima annotazione riguarda la spesa del funerale in chiesa. Il sottoscritto non ha mai stabilito alcun tipo di tariffa, ha sempre detto: “fate l’offerta che volete per la messa e per il rito funebre”. Questo a favore della parrocchia che ha le proprie spese e non certo per i preti che lo fanno gratuitamente. Solo che, sempre più spesso, i parenti si “dimenticano” di pensare alla chiesa. Una volta si diceva: “vado a pagare il funerale”. Noi diciamo: il funerale non si paga. Chi può provveda al sostentamento della chiesa e l’offerta sia in memoria e a beneficio del defunto. Ma oggi chi ci pensa più? Eppure non trovo disdicevole che si provveda a sostenere la chiesa alla quale chiediamo dei servizi. Questo vale anche per il battesimo e il matrimonio, a proposito del quale non possiamo non sottolineare le tante spese che si affrontano, a volte superflue, esagerate o sproporzionate alla situazione. Possibile che rincrescano solo le offerte che si fanno alla Parrocchia?

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el “Notiziario di Artogne” n°63, Dicembre 2006, spiegavo il significato e la possibilità di poter cremare il cadavere del defunto. L’11 Novembre 2009 la Conferenza Episcopale Italiana, riunita ad Assisi, ha approvato il testo del nuovo rito dei funerali, che riconosce la possibilità della cremazione. Il sì era già stato stabilito dal Codice di Diritto Canonico. I Vescovi consigliano però di conservare le ceneri in un luogo consacrato perché le ceneri possano eventualmente essere inumate. Un’altra possibilità per i resti del defunto dopo la cremazione è quello di versare le ceneri stesse in un apposito spazio del cimitero, cioè in terra benedetta, recitando le parole della liturgia adatte alla circostanza, che dicono: “Polvere sei e polvere ritornerai”. I Vescovi poi hanno dibattuto sul tema della “gestione delle ceneri”. Sono arrivati a queste conclusioni: “No alla conservazione delle ceneri in case private e no alla dispersione in luoghi diversi”. Resta inteso, dicono i Vescovi, che questo rito viene concesso solamente se con la cremazione non si intende negare la risurrezione del corpo, che è un dogma della fede cristiana.

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A Proposito Di Cremazione

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Anche Al Più Duro Inverno Segue La Primavera

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ome credenti non possiamo immaginare il dramma di chi ha tagliato il dialogo con Dio, che sempre parla al cuore dell’uomo. Noi, anche se colti o titolati, siamo esposti a perderci nel buio dell’inverno: questa è la sventura di tante persone del nostro tempo che camminano e non sanno dove vanno. Tuttavia, per sfuggire alla sofferenza esistenziale, anche quelli che non credono, a volte, si avvicinano a Gesù e si confrontano con la sua affermazione:” Io sono la via, la verità e la vita. Chi segue me non cammina nelle tenebre”. La Parola di Dio ci ha donato la creazione. Con Gesù si è realizzata la Redenzione. L’uomo contemporaneo sembra avere un grande bisogno di ascoltare la parola di Dio, che è parola di speranza. Nessuno ama la notte e Dio, in Gesù, ci ha portato la luce. A causa delle passioni e dei peccati alcuni vivono nell’oscurità e negano Dio. Dio però non abbandona le sue creature: si è rivelato attraverso i profeti e i grandi del popolo di Israele e, nella pienezza dei tempi, ci ha mandato Gesù. Nelle immancabili prove e difficoltà della vita, come nei momenti di gioia e di entusiasmo, affidiamo le nostre invocazioni al Signore con le stesse parole che furono di Santa Faustina Kowalska, testimone della Divina Misericordia nel secolo ventesimo: “Gesù confido in te”. L’immagine della luce di Cristo illumini i nostri volti affinchè riusciamo a guardare i nostri fratelli con occhi nuovi e tutti scoprano che dopo l’inverno dell’anima segue la primavera dello spirito.


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Marco Andreoli Nicola Antonioli Arianna Belafatti Silvia Bertolazzi Giada Bonetti Camilla Brescianini Paolo Cotti Cottini Valentina Cotti Cottini Anna Cotti Piccinelli Fabio Fanchini

Elena Gardoni Sara Lini Greta Maffi Giovanni Oliva Flavio Parini Nicole Reed Nicola Romele Chiara Spagnoli Silvia Tognella Giuseppe Biganini

CRESIME

CRESIME CON IL VESCOVO BRUNO FORESTI IL 10 MAGGIO 2009


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L’angolo degli Auguri

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l 31 Agosto la signora Maddalena Feriti ha compiuto 100 anni. E’ stata festeggiata dai figli, dai familiari, dagli amici. Davanti allo spiazzo di casa sua è stata allestita una tenda sotto la quale si è celebrata la S. Messa presieduta dal parroco don Italo Colosio e concelebrata da don Francesco Naboni, amico di famiglia. Sono state pronunciate parole di elogio per la vita spesa all’insegna della famiglia e del lavoro. Le congratulazioni sono

AUGURI

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arrivate da più parti, dal Sindaco di Artogne ma anche da tanti altri. Presenti il fratello e la sorella, pure loro con una notevole età. La conclusione è stata un lauto pranzetto in onore della festeggiata. Al prossimo anno! Magnolini Domenica ha compiuto 81 anni e tutti i parenti ne sono felici, soprattutto io, una pronipotina molto fortunata ad avere una pro-zia così speciale, con un passato duro alle spalle. Auguri da tutti i parenti zia Mometta. Miriam Ci uniamo ai parenti e agli amici per questa felice occasione. Ancora molti di questi anni.


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Acquebone

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Ringraziamo di cuore tutti i benefattori e chi si impegna attivamente per la nostra realtà. Rimane ancora un ultimo sforzo per coprire i rimanenti € 23.680,00.

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ACQUEBONE

er quanto riguarda la festa di S.Rocco rimando all’articolo di don Adriano. È mia premura informare sull’aspetto economico dei lavori. Lo faccio volentieri, soprattutto per ringraziare coloro che hanno contribuito a diminuire i debiti che abbiamo assunto. Per la prima parte rimando al “Notiziario” n° 68 dove si trovano entrate e uscite fino a Pasqua 2009. Il debito era di € 50.200,00. Qui di seguito l’elenco dei nuovi offerenti: Ninì e Giacobbe di Acquebone € 1.000,00 Lorenzo Parini € 50,00 Bonicelli Pietro € 100,00 Una famiglia di Acquebone € 500,00 Famiglia Marotta e Marella, Condominio Acquebone € 100,00 Spagnoli Caterina € 1.000,00 Famiglia Fontana-Andreoli Ines € 300,00 Alessi Giovanni € 300,00 N.N. Artogne € 100,00 Offerta in memoria def. Ottelli Battista € 500,00 Sipar € 200,00 Sermark € 100,00 Sterni Raimondo € 100,00 Comunità Montana, tramite Assessore Lena Lorenzetti € 5.000,00 Dalla festa di S.Rocco della parrocchia-oratorio, al netto € 9.400,00 Dagli Alpini di Artogne € 6.500,00 TOTALE ENTRATE € 26.520,00


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Il Papa a Brescia

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IL PAPA A BRESCIA

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edere il papa alla TV è una cosa, ma vederlo dal vivo è un altro paio di maniche! Pioveva molto, ma per i fedeli la pioggia non era niente, pur di poter incontrare il papa. A tutti i partecipanti è stato dato il kit del pellegrino che conteneva una bandierina per il papa, il libretto della messa, una pubblicazione sul papa e il provvidenziale poncho per ripararsi dalla pioggia. Io mi sono divertita molto, con le mie catechiste Loretta e Tiziana, e Sergio. Veramente impressionante vedere una folla che è stata capace di silenzio, preghiera e raccoglimento. D’ora in poi potrò dire: “Quel giorno c’ero anch’io!” Giorgia


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IL PAPA A BRESCIA

«Guardate l’alba che meraviglia...». Sorridiamo. Diluvia, ma non per don Adriano, curato di Artogne, che sveglia con ironia i russatori sul pullman dei giovani che dalla Valle Camonica punta su Brescia. Alle 7 in punto c’è l’ultimo carico di Darfo dopo le fermate di Artogne, Angolo, Gianico e Corna. La carovana degli altri pullman è partita con noi, il treno da Edolo è già in viaggio da due ore. Il Papa chiama e la Valcamonica risponde, ma dovendo scegliere la compagnia di viaggio, abbiamo cercato (e trovato) i... ragazzi della curva di Benedetto XVI capitanati da don Adriano con don Italo. «Difficoltà? Contattare i giovani, che poi rispondono sempre alla grande» nicchia don Adriano guardando noi 50. Scendiamo in piazza Garibaldi: zainetti e sbadigli, panini al Domo Pack, ombrello sgangherato che «guarda che in piazza non te lo fanno portare». Parte lo slalom tra i varchi e i volontari, coi due preti già in trance da celebrazione che filano come centometristi e la ciurma dai 15 ai 30 anni che insegue col fiatone. Il varco 2 si apre all’improvviso e si chiude ancora alle spalle del Duomo. C’è un muro di gente e «bye bye Papa!». «Ve l’avevo detto che non dovevamo fermarci a colazione...», sbotta Silvia. Comunque ci siamo. Il Papa atterra a Ghedi e l’«olè» della piazza dà i brividi. Siamo con Antonio, Cristina, Luca, Giorgio, Giampietro. L’attesa della papamobile strappa un urlo quando il Santo Padre entra in piazza e passa a pochi metri. Qualcuno si commuove, o forse è la pioggia. Nell’imbuto umano che si forma in via Trieste c’è l’ultimo coro e lo canta anche un Carabiniere. Sergio Gabossi (dal Giornale di Brescia del 9/11/2009)


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La Chiesa di San Rocco

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l 7 giugno 2009, dopo una lunga attesa, possiamo finalmente rientrare nella chiesetta di Acquebone. La prima sensazione è di sorpresa, i lavori sono stati eseguiti con gusto e hanno riportato questo gioiellino al suo splendore! Il mattino pare prepararsi un bel temporale ma quando, nel pomeriggio, ci ritroviamo sul sagrato della chiesetta il sole ci dà il benvenuto: San Rocco ci vuole davvero bene! Il Vicario, don Danilo, presiede la concelebrazione eucaristica. Durante l’omelia ci ricorda il valore e la bellezza del ritrovarsi nel nome di Gesù. In semplicità viene così inaugurata la chiesetta dedicata a San Rocco. Molti dei lavori di consolidamento non sono immediatamente visibili: meritano un sincero complimento tutti coloro che vi hanno lavorato ma soprattutto tutti i benefattori che hanno creduto e reso possibile questo intervento. Ringraziamo anche tutti i collaboratori e volontari che in varie occasioni si rendono disponibili sia per pulire la chiesetta che per svolgere opere di semplice manutenzione.


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Le foto parlano da sole, ci raccontano gli splendidi momenti di quella giornata di festa in cui la comunità parrocchiale ri è raccolta a ringraziare il Signore e a chiedere ancora l’intercessione di San Rocco per i mali che ci affliggono. Naturalmente dopo la S. Messa è seguito un gustoso buffet. Qui sotto la foto di rito con il Vicario Zonale don Danilo, don Italo e don Adriano, Suor Dosi e i chierichetti che hanno servito la liturgia.

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Tanta bella gente presente alla riapertura della chiesa di Acquebone


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Festa di San Rocco 2009

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a riapertura della chiesetta di San Rocco e la festa che c’è stata ci hanno ancora più motivato nel darci da fare per la festa che sta nel cuore dell’estate. Come avete già letto altrove al netto delle spese e delle offerte la festa ha potuto coprire una buona fetta del debito, ciò ci ha reso contenti e ci ha ancora più motivato negli sforzi che ogni anno si fanno per mettere in moto l’organizzazione. La processione nel giorno di san Rocco è stata molto partecipata e seguita.

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Poi come al solito non sono mancati i momenti di festa conviviali. Non posso proprio dire che non ci sia mai nessuno a farmi gli auguri di buon compleanno. Anzi c’è sempre una torta meravigliosa da condividere con tutti! Ringrazio tutti, ma proprio tutti, di cuore! Se il signore ci conserva, l’appuntamento è per il prossimo san Rocco. Alla saluuute!!!


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S. Natale - Piazze

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PIAZZE

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on si sfugge al fascino del Natale. Ma è anche facile tradire il senso di questa festa, togliendole la sostanza, riducendola a un guscio, ad un simbolo. Cerchiamo di non cadere nella trappola di un Natale superficiale e frivolo, che non è altro che una festa pagana. Natale, se lo vogliamo, ci permette di fare un’esperienza gratificante: recuperando interesse per gli altri. Andiamo a Messa, facciamo il presepe, ma chi mettiamo al centro? Ci importa veramente che qualcuno venga a salvarci? Guardiamoci attorno. Ci accorgiamo che perfino a Natale non tutti hanno la possibilità di vivere in festa. Ci sono gli ammalati, i poveri, le persone sole, i disoccupati. Se le feste natalizie sono vissute solo tra luci colorate, panettoni e scarpe nuove, tutto svanisce ben presto e lascia il vuoto e la noia. L’uomo ha bisogno di speranza e di pace. Solo Dio può donarcela; da soli non ce la facciamo. Per questo non dobbiamo svalutare il Natale. Molti rifiutano Gesù perché ne ignorano il valore. Così rifiutiamo il vero Natale perché ne ignoriamo il valore. Il Natale così subisce una sorte di inquinamento commerciale che rischia di alterarne l’autentico spirito. Se imparassimo a capire che Gesù ci porta l’amore di Dio tutto sarebbe più bello. Tutti noi, dal più piccolo al più grande siamo preziosi per Dio, nessuno è dimenticato, soprattutto chi è ammalato, chi si sente solo o sta soffrendo nel corpo e nello spirito. In questo Bambino che nasce scopriamo che Dio è diventato uno di noi, ci capisce bene, comprende i nostri problemi. Ma per fare questo Dio chiede che collaboriamo con Lui, prestando il nostro cuore, le nostre mani, il nostro sorriso. Così il Natale diventa una festa straordinaria, sentita e vissuta. Buon Natale a tutti. Don Italo e Don Adriano


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Servire O Farsi Servire?

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PIAZZE

nche tra gli Apostoli c’era la voglia di primeggiare. A tal punto che lo stesso Gesù dovette intervenire:”Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire e dare la vita”. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Servire o farci servire? Qual è la nostra situazione? Purtroppo l’attuale società è diventata sempre più egocentrica. Ne vediamo i frutti nell’arrivismo, nelle sopraffazioni, nella lotta per il potere. Tutto questo non dà gioia e pace, ma nervosismo, chiusura del cuore, cattiveria, insoddisfazione. Gesù ci insegna una via piccola ma sicura, la via del mettersi al servizio degli altri. Analizziamo la nostra vita ed elenchiamo tutte le volte in cui ci facciamo servire e non ci vergogniamo a farci servire, a casa, sul lavoro, nella vita di società. Persino nella chiesa, quando si chiede la collaborazione dei laici sembra sempre che tocchi agli altri, sempre quelli. Quante scuse inventiamo: “Ho da fare, non sono all’altezza, ci sono quelli più bravi di me”. Coloro che si donano agli altri li vedi contenti. Ci sarà un motivo. Il Signore non si smentisce, sa dare la gioia e la vita quando ci si preoccupa della gioia e della vita degli altri. Purtroppo siamo diventati pigri nei confronti degli altri e nei confronti di Dio. Siamo invitati ad essere più attivi, a partecipare di più, ad avere relazioni serene con gli altri, a non vederli tutti nemici o a vivere nel dorato “ognuno si arrangi” che fa male agli altri ma fa ancor più male a noi. Nessuno di noi vive per se stesso. Abbiamo tutti bisogno degli altri. Anche nella chiesa, se ci fossero più persone disponibili per i vari compiti e servizi, tutto sarebbe più semplice. Ma sono solo e sempre quelle poche che si impegnano e si sobbarcano il compito anche per quelli che potrebbero collaborare. Dobbiamo imparare ad essere una comunità che reagisce a tutte le istigazioni, a tutte le tentazioni di chiusura, di diffidenza, di autosufficienza; una comunità di persone che vivono una vita vera fatta di relazioni amichevoli, di comprensione e di impegno, come ci ha insegnato e dimostrato Gesù. Per i veri credenti questo è il progetto da perseguire.


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Parole E Chiacchiere

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n noto proverbio della saggezza popolare recita:”ne uccide più la lingua che la spada”. Se si usassero parole meno incendiarie, meno gocciolanti insofferenza e veleno, quante famiglie non perderebbero serenità e pace. Quante meno tragedie, odio e guerre avrebbe conosciuto l’umanità. Invece le nostre orecchie sono messe a dura prova dal baccano che ci circonda: ammiriamo gli asini che parlano con altisonanti ragli e si capiscono solo tra di loro. Oggi domina la conversazione protratta per passatempo o come sfogo a considerazioni frivole: si chiacchiera troppo, si parla poco. Com’è necessario saper distinguere la parola dalla chiacchiera, così è ancor più importante imparare a distinguere la parola dell’uomo da quella di Dio. Noi abbiamo bisogno di tante parole, Dio ne ha una sola: Gesù Cristo, il Suo figlio unigenito, vero Dio e vero uomo. Dio Padre ha un’unica parola di salvezza e di liberazione: Gesù. Con quest’unica parola gli uomini possono parlare con Dio. E’ vero, tutti hanno bisogno di parole di comprensione e, se nel nostro quotidiano sapremo anche donarle, nei giorni che trascorreremo su questo pianeta saremo sicuri di non aver sbagliato strada.

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Ringraziamenti

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entre sto portando alle stampe le bozze del “Notiziario” ho avuto una gradita sorpresa, la visita di un rappresentante del “Gruppo Amici di Piazze” che mi comunica la decisione del Gruppo di contribuire, ad alcune opere di ordinaria manutenzione della chiesa parrocchiale, offrendo la somma di € 10.000,00 (diecimila). È un grande aiuto. Ringrazio per il bel gesto che denota partecipazione e collaborazione, oltre che fiducia. Nel prossimo numero del “Notiziario” avremo modo di approfondire. Ringrazio chi ha provveduto a mettere un tabernacolo nella stanza della celebrazione invernale. E’ in legno, decorato, molto bello. un momento della processione della Madonna della Neve


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La Storia Della Piccola Ed Umile Dimora

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il tabernacolo della cappellina invernale di Piazze

Giacomina.

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rima di cercare mani esperte per la realizzazione di un piccolo tabernacolo ho dovuto cambiare me stessa da un atteggiamento poco consono ad una testimonianza cristiana. Eccomi nell’umiltà di cercare un confessore esperto nel guidarmi facendomi capire che noi siamo e dobbiamo essere Chiesa, non muri. Infatti ho ben presente quel versetto evangelico che dice: “Quando due o tre sono riuniti nel Mio Nome Io sono in mezzo a loro”. Naturalmente non dice dove….. Ma solo: quando sono riuniti nel Mio Nome. Ciò non è stato semplice, vincere il mio orgoglio e dover ammettere che sbagliavo. Così passo dopo passo nasce in me l’esigenza di non fermarsi sempre alle critiche, ma di poter fare qualcosa di concreto non a parole ma con i fatti, così da dare più decoro. Non ad una stanza ma a quello che in essa si celebra. Ed il risultato di tanto travaglio mi porta a realizzare un piccolo quanto umile Tabernacolo, affidandomi alle mani esperte di mio fratello e delle Suore Clarisse di Bienno per la pittura. Si è offerta così degna dimora per Gesù Eucarestia. Benedetto e consacrato da don Italo domenica 15 novembre 2009.


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Museo della Stampa LODOVICO PAVONI

EVENTI

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L’idea, il progetto, la realizzazione sono esclusivamente frutto della passione del «linotipista» Simone Quetti. La dedica a Lodovico Pavoni è stato un atto doveroso nei confronti di quella scuola che ha reso Simone l’uomo che è oggi dando dignità alla sua famiglia e alla nostra comunità. E oggi Artogne e la Valcamonica dispongono di una struttura museale di tutto rispetto per qualità e quantità dei materiali esposti. L’avventura umana è tale per le scoperte che ne hanno segnato il cammino lungo i Simone Quetti e il Card. Re millenni. Noi siamo abituati a considerare secoli della scienza e della tecnica solo gli ultimi due secoli, nei quali indubbiamente si sono fatti passi da gigante in tutti i campi, dalla fisica alla medicina, dalla macchina all’aereo, lanciando spettacolarmente l’uomo alla Lezioni di linotipìa conquista dello spazio. In realtà, anche se poco vistoso, il processo ha radici molto lontane. Da dove vengono le nuove tecniche, si chiede Guy Bechtel. E risponde: «Molto semplicemente, dalle antiche».

Il taglio del nastro e la gioia di Simone che vede un sogno realizzarsi


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Associazione Donne Cattoliche

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Buon Natale e Felice Anno Nuovo

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DONNE CATTOLICHE

arissime donne cattoliche, un altro anno sta per concludersi, siamo contente e orgogliose di essere riuscite anche quest’anno a realizzare, con le offerte raccolte, delle cose utili per la nostra chiesa. Come d’accordo è stata sostituita la moquette dell’altare maggiore e delle pedane, così pure sono state rimesse a nuovo le poltroncine e le sedie che si usano nelle cerimonie solenni, ringraziamo la persona che ci ha fatto omaggio di questo lavoro. Abbiamo anche sostituito i paramenti bianchi che si usano per coprire i banchi durante i matrimoni, le prime comunioni e le altre occasioni di rito. Abbiamo comprato nove fioriere di ottone, provveduto a far celebrare le SS. Messe durante l’anno, ai manifesti e, per il nuovo anno, a distribuire 150 annualini. Poi abbiamo contribuito con i fiori, le piante, le ciotole, i prodotti per la pulizia della chiesa e le ampolline. Come sempre abbiamo provveduto anche all’organizzazione degli anniversari di matrimonio. Quest’anno le iscritte sono 571 e compreso il fondo cassa del 2008 abbiamo raccolto € 7.001. Le spese complessive di quest’anno (dicembre escluso) sono di € 4.496,00 con un avanzo di € 2.505,00. Possiamo ringraziare tutte le persone che sono state generose e disponibili e in vari modi ci sostengono con il loro aiuto: le donne che puliscono l’oratorio, quelle che mantengono pulite e in ordine le varie chiese, le signore che si occupano della distribuzione dei notiziari, l’abile mano che ha cucito i paramenti. Senza di loro non avremmo la possibilità di realizzare tutto questo. Un grazie va anche al gruppo “Amici di Artogne” e agli alpini, sempre presenti e disponibili per i lavori all’Oratorio. Riguardo gli anniversari di matrimonio ci sembra di poter riproporre il pranzo in Oratorio vista la buona partecipazione: i presenti erano circa 300, non male vero? Per essere la prima volta! Colgo l’occasione per augurare a tutte le famiglie un Buon Natale e un sereno e fruttuoso 2010. Con Affetto e simpatia. Rina


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Segnali Di Fumo Dalla Scuola Materna!

DALL’ASILO

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Cos’è un incendio? Ma no! È la programmazione 2009/2010! Perché c’è un programma anche per i bambini dell’ asilo? Sì, c’è un progetto anche per i bambini della SCUOLA MATERNA! È una programmazione pensata con la testa e con il cuore. Un cammino lungo un anno scolastico, coinvolgente e stimolante, costituito da diverse proposte che riescono a catturare l’attenzione dei bambini. Quest’anno, dedicato all’intercultura, si va alla scoperta dei “Pellerossa” (ecco da dove arrivano i segnali di fumo). I bambini ne ascolteranno le storie e le leggende; ne sentiranno e balleranno le musiche e le danze; ne apprezzeranno l’arte figurativa, ricca di colori! Potranno mettersi alla prova, sperimentare, “fare” e “giocare”. Così, come ogni anno, divertendosi, cresceranno ancora un po’. Svilupperanno nuove abilità e competenze. Ci lasceranno a bocca aperta per le loro capacità di apprendere. Quello che più conta però è che non sarà nutrita solo la loro mente, ma anche e soprattutto il loro cuore! Grazie agli indiani... Scopriranno il diverso da noi: una realtà lontana per usi e costumi, ma portatrice di valori importanti. Anche sotto le tende indiane c’è amore! Ci sono forti sentimenti di appartenenza alla tribù, legami di affetto e rispetto verso gli altri. E ancora un forte attaccamento alla natura dalla quale ricavano il necessario per vivere. Rispetto, senso di gratitudine per i doni che offre. C’è la gioia di stare insieme fare festa cantando e ballando attorno al totem. C’è il rispetto per gli anziani portatori di saggezza. Non sarebbe male se anche noi imparassimo qualcosa da loro. Non dimentichiamo comunque che la grande ricchezza della scuola materna sono i bambini stessi. Loro vengono per imparare a crescere e contemporaneamente insegnano a noi adulti. Ci ricordano la spontaneità e la genuinità, I’ apertura verso il nuovo, la voglia di avventura...è bello tornare un po’ bambini grazie a loro. Grazie Signore! Ogni fanciullo che nasce in terra è una nuova possibilità che offri al genere umano. Donaci la forza e la saggezza per portarla a buon fine! Sara


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Qui Banda Musicale di Artogne

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BANDA MUSICALE

La musica e’ una espressione d’amore che accomuna e rende gli uomini felici e uguali tra di loro. Questo il preludio della festa che ha visto protagonisti la banda musicale di Artogne, la parrocchia e tutta la cittadinanza in occasione della festa di Santa Cecilia domenica 22 novembre. Durante la celebrazione della santa messa delle 10.30, alla presenza dei musicisti, il Parroco Don Italo ha sintetizzato con dolci parole quanto sia importante l’accordo, la sintonia e l’amicizia nell’esprimere le melodie più belle della musica paragonandole al vivere l’amore in un grande bene cristiano e comune. Ha quindi benedetto la nuova bandiera simbolo e orgoglio della banda musicale di Artogne. La festa è poi proseguita nella serata in occasione del concerto in onore e a ringraziamento alla Santa della musica, dedicata agli Artognesi. Emozionante l’inizio quando, alla presenza del sig. Sindaco Maddalena Lorenzetti, del Maestro Guido Poni, del presidente delle bande musicali di Valle Camonica sig. Lascioli Paolo, si è ufficializzata l’inaugurazione della nuova bandiera svelata dalla madrina signora Giusi, dedicata a Quetti Simone quale insigne fondatore della banda musicale, ideatore e fautore anche del “MUSEO DELLA STAMPA” insignito nell’albo dei musei italiani a vanto ed orgoglio del paese di Artogne e della Valcamonica. Ha dato inizio al concerto l’inno di Mameli, poi via via un susseguirsi di brani sempre più coinvolgenti che hanno mandato in visibilio il folto pubblico presente. Al termine il rinfresco a base di delizie offerte dalle mamme e dal fornaio ha creato un magico momento di amicizia e fraternità. Con l’occasione di questo articolo gentilmente ospitato sul giornalino parrocchiale LA BANDA MUSICALE Dl ARTOGNE AUGURA A TUTTI UN FELICE SANTO NATALE E BUON ANNO. Il presidente della Banda Sig. Giovanni Quetti


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Vita dell’Oratorio

ORATORIO

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I

a cura di don Adriano

Il Santuario

nizia qui un sintetico rendiconto delle attività svolte dopo Pasqua. Cercherò di farci stare tutto in poche pagine. Martedì 14 aprile siamo andati in gita alla madonna I Pellegrini della Corona e a Peschiera. Giornata splendida e luoghi che meritano di essere visti. Qui abbiamo anche

I Cresimandi ad Acquebone


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Il reparto cucinieri della Festa del Tiglio

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ORATORIO

seguito la S. Messa. Il 25 e 26 aprile ci siamo dati appuntamento ad Acquebone con i cresimandi per un ritiro spirituale: c’erano quasi tutti. È stata l’occasione per meditare sul valore del sacramento che stavano per ricevere. Un ringraziamento agli animatori che hanno reso possibile questa esperienza. maestre e alunne della scuola di ricamo La festa della mamma era il 3 maggio: dovremmo avere una foto che ritrae un momento di gioco. Dai primi di gennaio fino a maggio abbiamo avuto la scuola di ricamo: ringrazio le mamme e nonne che l’hanno animata, così pure Ernesta che ogni anno ripropone questa esperienza. Naturalmente dopo le feste si riparte, ragazze non mancate! A conclusione delle attività catechistiche e in apertura delle attività più ludiche, dall’11 al 14 giugno, c’è stata la festa del Tiglio. Ringraziamo gli alpini che ci hanno offerto il capannone e ogni anno colgono l’occasione per svolgere alcuni interventi per migliorare l’Oratorio. Quest’anno abbiamo finalmente avuto le risorse


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ORATORIO

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necessarie per sistemare gli infissi dell’appartamento del curato. Un doveroso ringraziamento va al comitato organizzatore e a tutti coloro che in vario modo danno una mano: per i Momento di gioco durante la festa della mamma ravioli, per servire, per cucinare, per pulire, per tenere i contatti... Grazie a Giampietro per le magliette e a Mauro per i grembiuli. I servizi sono molti: c’è spazio anche per te! Quest’anno abbiamo avuto un netto di € 24.885, di questi € 3.120 dalla pesca, € 3.340 dalla vendita di ravioli, € 5.480 dalla lotteria. Dietro ognuna di queste cifre c’è un impegno enorme e una grande generosità. Forse non serve ricordarlo ma l’Oratorio e la parrocchia non vivono di chissà quali contributi ma solo di questa carità e direi che la festa del Tiglio è un buon modo di aiutare la provvidenza! Dal 18 al 22 giugno c’è stato il campo scuola ad Acquebone, purtroppo data la scarsità di adesioni abbiamo deciso di unire i due gruppi. Ci son stati momenti molto divertenti! Cuochi sopraffini, ometti dediti al servizio, giochi bagnati ma fortunati, insomma tutto quello che porta i nostri ragazzi a crescere cercando di accettare gli altri e di farsi accettare. Dal 29 giugno al 18 luglio c’è stato il Grest. Non basterebbe un bollettino a contenere tutte le attività, i corElementari e Medie ad Acquebone si di preparazione, gli


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A due passi dall’Osservatorio Astronomico

incontri per programmare, le riunioni per i giochi, i lavori di gruppo, i canti e i balli. Quest’anno gli iscritti erano 137 e gli animatori 42. Siccome il tema riguardava il cielo e le stelle siamo andati in gita al planetario di Lumezzane, era una gior-

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ORATORIO

Funivia Di Malcesine: foto di gruppo


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Alcuni Animatori del campo estivo 2009

nata piovosa ma nel pomeriggio il sole è apparso consentendoci di raggiungere l’osservatorio. LÏ abbiamo visto Venere, le macchie solari, come funziona una meridiana e abbiamo incontrato astronomi capaci di far appassionare. Abbiamo 44

Grest: momento di animazione


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Gardaland? No Acquebone!

Assieme alle attività invernali legate soprattutto alla catechesi, abbiamo pensato di riproporre l’esperienza del Grest in chiave invernale: il GRINV appunto! La proposta è rivolta a tutti i ragazzi e alle loro famiglie! È un’occasione in più di ritrovarsi per giocare, cantare, fare banz, e stare insieme in allegria! Merita di essere premiato con la vostra presenza l’impegno di tanti giovani animatori!!!

anche scoperto come individuare la stella polare e la differenza del ciclo solare nelle varie stagioni. La seconda gita ci ha visti intrepidi sognatori in quel di Malcesine con quella meravigliosa funivia che attraversa il cielo fino a raggiungere la vetta del monte Baldo. Poi la gita al parco acquatico “le Vele”. Un sentito ringraziamento al Signore che sempre ci accompagna ma anche a tutti gli animatori per il senso di responsabilità e per la voglia di vivere che sanno trasmettere. Visto il successo del Grest ne abbiamo inventata una versione invernale! Per finire in bellezza luglio ha visto anche lo svolgimento del campo scuola per adolescenti. Meta obbligata Acquebone dove anche con loro abbiamo vissuto un’esperienza spettacolare.

Il nostro GRINV ripartirà sabato 30 gennaio alle 20:00.... con tanta allegria e divertimento... vi aspettiamo numerosi anche nelle seguenti date: 13 febbraio; 27 febbraio; 13 marzo; 27 marzo... un inverno in allegria con noi... Gli animatori

Il materiale e gli articoli per il prossimo numero del “Notiziario” dovranno pervenire entro l’1 marzo 2010 anche tramite email all’indirizzo: oratorio.artogne@libero.it Grazie!

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Acquebone - Battesimo di Ghilardi Nicola

MOMENTI

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gruppo del Rosario di via Gianico


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Anagrafe Parrocchiale BATTESIMI ARTOGNE

BATTESIMI PIAZZE

1.Cotti Comettini Silvia di Giulio e Ziliani Arianna – l’8 Dicembre 2009

MATRIMONI ARTOGNE

1. Autuori Fabrizio con Mondinini Luisa il 2 Maggio 2009 2. Tempini Piero con Fontana Daniela il 16 Maggio 2009 3. Ziliani Gianandrea con Canova Chiara il 30 Maggio 2009 4. Cominelli Alessandro con Bendotti Francesca il 31 Maggio 2009 5. Cotti Giandomenico con Romele Patrizia il 18 Luglio 2009 6. Alessi Giacomo con Lorenzetti Doriana il 25 Luglio 2009 7. Spagnoli Gabriele con Gelmi Michela il 22 Agosto 2009 8. Zendra Gabriele con Lini Claudia il 22 Agosto 2009 9. Mondini Cristian con Fettolini Roberta il 29 Agosto 2009 10.Sigorini Athos con Cotti Antonella il 12 Settembre 2009

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ANAGRAFE PARROCCHIALE

6. Ronchi Francesca di Luca e Alessi Maria – il 10 maggio 2009-11-23 7. Gabrieli Federico di Cristian e Giudici Moira – il 10 maggio 2009 8. Arrigoni Pietro di Marco e Richini Natascia – il 10 maggio 2009 9. Ghilardi Nicola di Enrico e Ottelli Sonia – il 7 Giugno 2009 10.Ceresetti Nicolò di Silvano e Ravelli Emanuela – il 14 Giugno 2009 11.Cotti Cristian di Massimo e Spagnoli Mariuccia – il 14 Giugno 2009 12.Canotto Thomas di Fabrizio e Tomasi Annamaria Rita – il 12 Luglio 2009 13.Bonicelli Chiara di Andrea e Spagnoli Romina – il 12 Luglio 2009 14.Mattei Simone di Nicola e Taboni Moira – il 12 Luglio 2009 15.Molinari Giorgia di Giancarlo e Rossati Riniera – il 12 Luglio 2009 16.Vanoli Marco di Gianluca e Alberini Monica – il 18 Luglio 2009 17.Spagnoli Aurora di Gabriele e Gelmi Michela – il 22 Agosto 2009 18.Polonioli Elisa di Fabrizio e Rizzi Sheila – il 13 Settembre 2009 19.Sabatino Ramon di Giuseppe e Baccanelli Cinzia – il 13 Settembre 2009 20.Romanelli Carlotta di Domenico e Lorenzetti Veruska – il 13 Settembre 2009 21.Arrigoni Giulia di Attilio e Mazzoli Monica – il 13 Settembre 2009 22.Cuscito Giorgia di Stefano e Ottelli Marianna - il 13 Settembre 2009 23.Domenighini Marta di Alessandro e Quetti Anita – l’11 Ottobre 2009 24.Quetti Eva di Luciano e Mercanti Silvia - l’11 Ottobre 2009 25.Cotti Lisa di Lino e Yamila Margarita Garcia – 22 Novembre 2009 26.Bonafini Giorgia di Luciano e Alessi Francesca – 6 Dicembre 2009 27.Ottelli Nicole di Claudio e Romele Eleonora – 8 Dicembre 2009 28.Noris Isabel di Alessandro e Carnì Maria – il 13 Dicembre 2009 29.Imberti Giorgia di Alberto e Belafatti Simona – il 13 Dicembre 2009 30.Salvemini Chiara di Mauro e Sterni Federica – il 13 Dicembre 2009 31.Lai Nicola di Stefano e Veraldi Laura – il 27 Dicembre 2009


Cotti Lisa

Quetti Eva

Lai Nicola

Imberti Giorgia

Molinari Giorgia

Cotti Comettini Silvia

Ceresetti Nicolò

Spagnoli Aurora

Cuscito Giorgia

Ghilardi Nicola

Mattei Simone

BATTESIMI

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Polonioli Elisa


Bonicelli Chiara

Ronchi Francesca

Arrigoni Pietro

Cotti Cristian

Domenighini Marta

Ziliani Gianandrea e Canova Chiara

Mondini Cristian e Fettolini Roberta

Cominelli Franco e Bendotti Francesca

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MATRIMONI

Bonafini Giorgia


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DEFUNTI ARTOGNE

11.Tagliaferri Natale, anni 85, il 5 Aprile 2009 12.Alessi Antonio, anni 72, il 7 Aprile 2009 13.Cotti Pietro, anni 67, il 9 Aprile 2009 14.Cotti Cottini Luigi, anni 94, il 10 Aprile 2009 15.Ravelli Maria, anni 93, il 28 Aprile 2009 16.Maggioni Dionisia, anni 96, il 30 Aprile 2009 17.Ziboni Giacomo, anni 75, il 22 Maggio 2009 18.Scarsi Giovanni, anni82, il 22 Giugno 2009 19.Ramus Cristina, anni 46, l’ 1 Luglio 2009 20.Martinelli Giovanni, anni 80, il 16 Agosto 2009 21.Peluchetti Celestino, anni 71, il 3 Settembre 2009 22.Del Lago Pierina, anni 80, il 16 Settembre 2009 23.Peluchetti Dario, anni 51, il 29 Ottobre 2009 24.Santicoli Luigi, anni 77, il 29 Ottobre 2009 25.Sterni Angelo, anni 101, il 3 Dicembre 2009

DEFUNTI PIAZZE

Ottelli Giacomina, anni 80, il 21 Maggio 2009

DEFUNTI

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Marianna Polifrone

Tiziana Pagani

Antonio Alessi

Giovanni Domenico Scarsi

Renzo Ottelli Pasina

Dario Peluchetti


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Ricordando Don Ilario Vivenzi

I

l 7 agosto di quest’anno moriva a Corna di Darfo Don Ilario Vivenzi. Era nato a Paderno Franciacorta il 2 gennaio del 1921. Ordinato sacerdote il 17 marzo del 1945 fu destinato come curato a Ome dove rimase fino al 1951, anno nel quale arrivò ad Artogne. Dedicò la sua attività ai giovani, alla catechesi, alla liturgia, animando e dirigendo l’oratorio. Nel 1963 fu nominato parroco di Montecchio e lì vi rimase per dodici anni, quando venne promosso parroco a Corna di Darfo, dove rimase per 21 anni. Nel 1996 rassegnò le dimissioni per raggiunti limiti di età, pur rimanendo a Corna di Darfo. Quando era ancora in salute non mancava mai alle nostre feste patronali e si intratteneva volentieri con quelli che lui chiamava i miei ragazzi, anche se ormai avevano una certa età. Nel suo testamento spirituale ha chiesto perdono al Signore, a quanti poteva aver offeso e perdonava tutti quelli che l’avevano offeso. Si raccomanda alla preghiera di tutti per poter raggiungere il Paradiso. Lo ricordiamo volentieri.

Rendiconto Finanziario ARTOGNE

Entrate ordinarie da Aprile a Novembre: € 26.184,48 Uscite ordinarie da Aprile a Novembre: € 28.383,04

PIAZZE

Entrate ordinarie da Aprile a Novembre: € 1.348,05 Uscite ordinarie da Aprile a Novembre: € 2.781,32

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69 Natale 2009  
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