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Notiziario di Artogne Piazze ed Acquebone

Santa Pasqua 2006 n. 62 - APRILE 2006


Sommario 3  Auguri Pasquali 4  Calendario Liturgico 7  Notiziario Parrocchiale 12  Il Dolore 13  Eucaristia: trova il tempo di lasciarti amare 15  Deus Caritas Est 16  Famiglia dove sei? 17  Lettera aperta ai genitori sull’uso della televisione 20  Associazione donne cattoliche 21  Auguri dalla casa di riposo 22  La pagina di Piazze 23  S. Rocco e dintorni 24  Vita dell’Oratorio 29  Rispettare la vita 30  Il Tiglio compie cent’anni 31  Estate 2006 32  Il Catechismo del Futuro 33  Calendario Oratorio 34  Rendiconto 2005 35  Rendiconto finanziario 37  Anagrafe parrochiale

Notiziario di Artogne, Piazze ed Acquebone Parrocchie dei santi Cornelio e Cipriano e di S. Maria della Neve Bollettino Parrocchiale Supplemento a gente camuna n. 62 - Pasqua 2006

In copertina: Cristo Pantocrator Mosaico

Stampato presso: Tipolitografia Quetti - Artogne


LA PAROLA DEL PARROCO

Auguri Pasquali Cristo è risorto!!! Nella nostra vita di cristiani non c’è festa più importante della Pasqua. E giustamente, poiché si è messo fine alla tirannia della morte e alla nostra paura della morte. Scopriamo che Dio non ha voluto per noi il male e la morte. Sappiamo che non dobbiamo aver paura di Lui perché ci ama, perché non ha risparmiato il Suo Figlio per poterci chiamare dalla morte alla vita. Forse nel nostro intimo ci sono le tenebre causate da atti, pensieri, intenzioni, desideri, conflitti. Tuttavia Cristo ci dice: “Non temere! Io sono il Vivente. Ero morto ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi”. Non potevamo desiderare di più. Ma quali sono le chiavi per uscire dalla morte e dagli inferi? “Io sono la Risurrezione e la vita, chiunque vive e crede in me non morirà in eterno”. Sono le chiavi della fede, del perdono e dell’amore. Dobbiamo credere che Cristo è Risorto, per questo è opportuno chiedere a Lui che arricchisca la nostra fede debole e fragile. Il perdono: dalla croce si diffonde la Sua preghiera per coloro che l’hanno condannato a morte: “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno”. Poi Egli, fiducioso, ci mette nelle mani la chiave e ci dà il potere di amare: “Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. Ma, diciamoci la verità. Si ha l’impressione che la Pasqua oggi, per troppi, sia un tempo senza alcun valore divino. Non si accorgono di essere immersi in un mondo fatto di nulla e questo nulla diventa il terribile vuoto del

cuore. Lo vogliamo o no, possiamo fare a meno di tutto ma non dell’amore di Dio. Dio è tutto, il resto è superficialità o pericoloso nulla, se non un inferno inconfessabile. Eppure non si vuol neppure lottare in se stessi e trovare la via di casa come fece il figliol prodigo. Popolo mio che male ti ho fatto, in che cosa ti ho contristato? Sono le lamentazioni del Venerdì Santo. Cristo che ha dato all’uomo la coscienza della sua dignità, che gli è stato maestro di vita, che è stato per il mondo la sorgente della libertà, della pace e dell’amore, dicono, è il nemico. Deve morire. Bisogna sopprimere il Suo ricordo, la Sua dottrina, la Chiesa. Paesi interi fanno di questo furore anticristiano la loro bandiera. Anche nelle nostre famiglie Cristo non esiste più. Non se ne parla, non si prega. Ma scomparso Lui dalla nostra vita, chi rimane che ci assicura la pace, la gioia, la serenità? Deve essere duro anche per Gesù sentirsi rifiutato. Non è venuto tra noi per giudicarci ma per salvarci. Come è facile che noi uomini ci allontaniamo e diciamo Dio è morto. No! Tu sei vivo, Signore. Siamo noi poca cosa che pieni di superbia ti disconosciamo. Aiutaci a riprendere in mano le redini della nostra vita. Auguro a tutti una buona Pasqua e salutiamoci con l’espressione più bella e più incoraggiante: Cristo è Risorto! E rispondiamo: E’ veramente Risorto! In queste parole è compreso tutto il mistero della nostra fede in Cristo, il Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, diventato per amore nostro Fratello e nostro Salvatore. don Italo NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 


CALENDARIO LITURGICO

Calendario Liturgico SANTE QUARANTORE: 7.8.9 APRILE VenerdĂŹ 7 Ore 8,30: S.Messa Ore 9,00-10,00: Esposizione, Adorazione, Reposizione Ore 15,00: Adorazione libera Ore 16,00: Adorazione Elementari Ore 16,30: Adorazione Medie Ore 17,00: Adorazione Associazione Donne cattoliche Ore 18,30: S.Messa con omelia del predicatore Sabato 8 Ore 8,30: S.Messa Ore 9,00-10,00: Esposizione, Adorazione, Reposizione Ore 15,00: Adorazione libera Ore 15,30: Adorazione Elementari Ore 16,00: Adorazione Medie Ore 16,30: Adorazione Scuola di Vita Familiare Ore 17,00: Adorazione Associazione Donne Cattoliche Ore 18,30: S.Messa con omelia del predicatore Domenica 9 Ore 8,00: S.Messa Ore 10,30: Benedizione delle palme in Oratorio, processione e S.Messa Ore 15,00: S.Messa pasquale alla Casa di Riposo Ore 16,00-18,00: Adorazione libera Ore 18,30: S.Messa e benedizione Eucaristica. Piazze Ore 10,45: Benedizione palme e S.Messa.  - NOTIZIARIO DI ARTOGNE


CALENDARIO LITURGICO

SETTIMANA SANTA 11 Aprile - MARTEDI SANTO Ore 20,30: Penitenziale per tutti nella Chiesa Parrocchiale. Presenti più Sacerdoti 12 Aprile - MERCOLEDI SANTO Ore 20,30: Via Crucis per le vie del Paese: partenza Piazza Lorenzetti, arrivo sopra Fucine. 13 Aprile - GIOVEDI SANTO Ore 8,30: Recita delle Lodi Ore 9,30: In Cattedrale a Brescia il Vescovo celebra la S.Messa Crismale Ore 21,00. S.Messa della “Cena del Signore” Piazze Ore 18,30: Confessioni Ore 19,00: S.Messa della “Cena del Signore” 14 Aprile - VENERDI SANTO Ore 8,30:Recita delle Lodi Ore 10,00: Confessione elementari Ore 11,00: Confessione medie e superiori Ore 15,00: Via Crucis nella Parrocchiale Ore 16,00-17,00: Confessioni Ore 21,00: Solenne Veglia Pasquale Piazze Ore 18,30: Confessioni Ore 19,00: Solenne Veglia Pasquale 14 Aprile - SANTA PASQUA Orario festivo Ore 18,00: Vespri cantati 15 Aprile - LUNEDI DELL’ANGELO Ore 8,00: S.Messa in Parrocchia Ore 16,30: S.Messa al Cimitero Piazze Ore 15,30: S.Messa al Cimitero NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 


CALENDARIO LITURGICO

ALTRI APPUNTAMENTI APRILE 7 Venerdì: Crucifixus - Festival di Primavera. Nella Chiesa Parrocchiale di Artogne, Venerdì alle ore 21,00 Paolo Bessegato e Coro Voci dalla Rocca presentano “Simone Chiamato Pietro”. Regia di Fabio Battistini 29 Sabato: Ore 18,30 S. Cresime amministrate da Mons.Bruno Foresti 30 Domenica: Giornata Nazionale dell’Università Cattolica MAGGIO 1 Lunedì: Festa dei lavoratori 7 Domenica: Ore 10,30 Prime Comunioni 14 Domenica: Festa della Mamma. È l’occasione propizia per ringraziare tutte le mamme e incoraggiarle perché la missione della mamma è una missione difficile. Di consolazioni le mamme ne ricevono poche. Ogni giorno fanno un mondo di bene ai loro figli e ai mariti e, spesso, non viene riconosciuto. Siate sempre di esempio nelle vostre case e non abdicate ai vostri doveri. Se in una casa manca l’esempio di una mamma, manca tutto. Le mamme sono l’esercito più importante della società e le mamme cristiane sono l’esercito più pacifico della Chiesa. Se volessero potrebbero cambiare il mondo. Auguri. 21 Domenica: Ore 15,00 Prime Confessioni 28 Domenica: Ore 10,30: Festa degli Anniversari di Matrimonio GIUGNO 18 Domenica: Solennità del “CORPUS DOMINI” Ore 18,30:S.Messa e Processione per le vie del Paese

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NOTIZIARIO pARROCCHIALE

Notiziario Parrocchiale 18 Dicembre Alle Ore 15,00 alla Casa di Riposo viene celebrata la S.Messa per il Natale degli Ospiti. Ben preparata e ben riuscita, come sempre, questa festa che si conclude con un momento di gioiosa convivialità. Ringrazio tutti gli Ospiti e il Personale e le Volontarie che ci fanno pervenire gli auguri accompagnati dai loro lavoretti. Alle ore 18,30 nella chiesa parrocchiale viene celebrata la S.Messa per il Natale dello Sportivo. Organizza il C.S.I di Vallecamonica. La giornata è stata densa di incontri e di giochi. Il tutto si conclude in Oratorio per la festa finale. Parte importante l’ha avuta il nostro Lino Laffranchini che ringraziamo Alle Ore 20,30 nella Chiesa Parrocchiale si tiene il Concerto di Natale con il Coro Luca Marenzio di Darfo. Bravo il Coro e brava la popolazione che vi ha partecipato. La Chiesa era pressoché piena. Ha organizzato il Presidente della Biblioteca Prof. Federico Spandre che ringraziamo. Alle Ore 22,30 si conclude una giornata molto impegnativa e densa di avvenimenti importanti. Diciamo che Artogne è una Comunità attiva e partecipe. Questo è un buon segno.

20 Dicembre Alle 20,30 iniziano i Centri di Ascolto che sono ospitati in sei famiglie dislocate in varie parti del paese, per dare a tutti l’opportunità di parteciparvi. Di solito sono presenti dalle dodici alle venti persone per gruppo. Il gruppo ristretto permette di poter intervenire e di riflettere ad alta voce; di confrontarsi e di pregare insieme. I centri di ascolto non solo non sono superati ma necessitano di essere incentivati e moltiplicati. E’ ovvio che occorre la buona volontà di tutti: di chi guida i Centri di Ascolto, di chi vi partecipa e delle famiglie che ci ospitano. Ringrazio tutti. Un grazie particolare lo rivolgo a queste famiglie per la disponibilità e la benevolenza che ci hanno accordato e che continuano a darci. Il Signore vi benedica e vi protegga. 22 Dicembre Alle ore 20,30 celebriamo la Penitenziale. E’ un momento importante per mettere a posto i rapporti tra noi e Dio. Confessarsi significa prendere atto di aver bisogno del perdono di Dio. Ci vuole umiltà per riconoscerci peccatori. Uno dei motivi per cui molti non si confessano più è proprio questo: sono superbi. Sappiamo che Dio resiste ai superbi. NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 


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Per dare maggiori possibilità e migliori occasioni, noi due sacerdoti, Don Italo e Don Adriano, prima della S.Messa della Domenica mattina e durante la stessa S.Messa diamo la possibilità di confessarsi perché siamo in confessionale. Così anche per la Domenica sera. Mentre un Sacerdote Celebra la S.Messa l’altro è in confessionale. A questo punto è solo questione di buona volontà e di desiderio di essere santi… 23 Dicembre Dalle Ore 10,00 alle Ore 12,00 confessiamo i ragazzi delle Elementari e delle Medie. Devo dire che, in queste occasioni, c’è buona rispondenza. Salvo poche eccezioni, quasi tutti si accostano al sacramento. Il problema nasce dopo, quando si cresce. Come mai non ci si confessa più? Il Signore Gesù è morto e risorto non solo per i bambini e per gli anziani, ma per tutti. Dal medico non ci vanno solo i bambini e gli anziani ma tutte le persone bisognose e desiderose di guarire, siano essi giovani, donne, uomini. Riconosciamoli i nostri limiti. Non siamo Dio, non siamo il Creatore. Siamo creature di passaggio. Non immaginiamoci così importanti. Siamo importanti davanti a Dio ma non davanti agli uomini che  - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

dimenticano presto e pensano ad altro. La Confessione, comunque la si guardi, è un grande gesto d’amore che Dio fa a noi perché ci ama. Nella confessione Dio ci sconcerta sempre perché constatiamo che dove ha abbondato la nostra colpa, sovrabbonda la sua misericordia. Questa certezza dovrebbe indurci a riprendere la strada che conduce al confessionale. 24 Dicembre In mattinata e nel pomeriggio possibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza. Ore 24,00:S.Messa di Mezzanotte. La partecipazione, in questa occasione, è buona. La S.Messa della Notte ha un qualcosa che smuove i cuori. Sarà l’oscurità, sarà l’atmosfera che si respira, vero è che si viene volentieri in Chiesa. Raramente si partecipa da soli. La compagnia, o dei familiari o degli amici, rende il momento sereno e gioioso. Dopo la S.Messa ci sono gli auguri, che non sono di rito ma veri come è vera l’unica vita che stiamo vivendo. Ben venga il Natale, ben venga la Pasqua, ma… Senza Il Signore come possiamo celebrare e gioire? Resta con noi, Signore, anche quando diciamo di non aver bisogno di Te. Signore, da chi andremo. Tu solo hai parole di vita eterna.


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25 Dicembre S.Natale. Partecipazione buona a tutte le S.Messe. La Messa alta è condecorata dal canto. Colgo l’occasione per ringraziare Tiziana, la nostra voce guida per il canto e Alfredo, il nostro organista. Noi sappiamo che la bellezza della liturgia è data dalla preparazione e dalla partecipazione. Ogni cosa ben fatta è appetibile. La S.Messa sia ben preparata, con i lettori che sanno cosa devono leggere e come devono leggere la Parola, perché, se letta bene si ascolta volentieri. Gli strafalcioni non fanno onore alla Parola del Signore. Chi non è capace di leggere in questo modo si astenga dal farlo. Il canto è importantissimo, ma, bisogna saper cantare e non illudersi che il “gorgheggiare” sia cantare. A volte anziché cantare al Signore ci si canta addosso. Tiziana conosce e sa cosa fare. Per questo la ringrazio, come ringrazio coloro che collaborano per creare un coro armonioso. L’organista Alfredo merita il nostro plauso per la grande disponibilità in ogni occasione. E’ presente alla S.Messa delle 10,30 e della sera. Partecipa a tutti i funerali con un impegno encomiabile. E questo avviene da tanti anni. Tutti coloro che si impegnano nella Chiesa lo fanno gra-

tuitamente. Questo fa loro onore. Vi ricompenserà il Signore. Ringrazio le sagriste che sono le “collaboratrici” dei Sacerdoti per quanto riguarda la preparazione all’altare. E’un compito dignitoso e delicato. Arredi sacri, calici, paramenti passano per le loro mani. Sono diventate mani esperte, anche perché all’occorrenza lavano, cuciono, rammendano. Per questo compito sono mani sante. In una Parrocchia queste persone che lavorano in umiltà e nel nascondimento sono molto preziose. I Preti non possono arrivare ovunque. E’ giusta la collaborazione. 31 Dicembre Ringraziamento di fine anno e ricordo dei defunti del 2005. E’ sempre crescente il numero di persone che partecipa a questa S.Messa. Lo giudico un buon segno. Ricordare i nostri morti è un dovere, ma anche ringraziare il Buon Dio è un dovere. Lo abbiamo fatto con il canto del “ Te Deum”. 1 Gennaio 2006 Festa di Maria Madre di Dio e Giornata Mondiale della Pace.

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6 Gennaio Epifania del Signore. Ore 15,00: benedizione dei bambini e arrivo dei magi. Quindi merenda in Oratorio. 26 Gennaio Ore 20,30: Consiglio Pastorale. Programmazione attività e riflessione sull’Iniziazione cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi. 2 Febbraio Presentazione di Gesù al Tempio. E’ la Candelora. Giornata Mondiale per la vita Consacrata. 3 Febbraio S.Biagio: Benedizione della gola. 4.11.18.25 febbraio e 4 Marzo Alla S.Messa del Sabato è presente TeleBoario che registra e trasmette la S.Messa la Domenica mattina alle Ore 8,00 e alle Ore 10,00. E’ un servizio che tutte le Parrocchie, a turno, fanno. 1 Marzo Mercoledì delle ceneri: sia alla S.Messa del mattino, sia Alla S.Messa della sera c’è grande partecipazione. 10 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

Convertiti e credi al Vangelo. Abbiamo bisogno di tutta la vita per capirlo e praticarlo questo invito. 5 Marzo Preparazione Comunitaria dei Battesimi del Mese. 8 Marzo Festa delle Donne. Alle Ore 14,00 in canonica si riunisce il Direttivo delle Donne Cattoliche per i loro bilanci e i loro programmi. La Parrocchia ringrazia perché anche quest’anno, oltre ai vari interventi, hanno offerto € 550,00 per la Lampada Votiva e € 650,00 per il piccolo clero. Hanno programmato l’acquisto di un “Ostensorio” per l’esposizione del Santissimo. Siamo contenti perché è necessario. A tutte il mio grazie. 10.17.24.31 Marzo Redditio Simboli Ore 20,30: Vespri Solenni con testimonianza pubblica della Fede. Chi vi ha partecipato ha potuto notare la genuinità e la credibilità di chi, dopo aver pregato, ha testimoniato. Occorre coraggio e, soprattutto, fiducia nello Spirito che guida i cuori degli umili. Siamo stati edificati e ammirati dalla prima Comunità Neocatecumenale.


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12 Marzo Battesimi Comunitari. 20 Marzo S.Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria. La festa è spostata di un giorno a causa della liturgia domenicale che ha la precedenza. 25.26 Marzo Si è celebrata la 14 Giornata FAI di primavera. Il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ha scelto di inserire, per le visite guidate, anche la nostra Madonnina. Ha destato notevole ammirazione e abbiamo visto la nostra Madonnina anche in diversi servizi televisivi. Siamo orgogliosi. L’importante è non fermarci all’aspetto artistico ma si vada oltre. E’ doveroso approfondire anche l’aspetto etico-religioso. OSTENSORIO OFFERTO DALLE DONNE CATTOLICHE

don Italo e don Adriano augurano a tutti Buona Pasqua NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 11


CATECHESI

Il Dolore Il dolore si esprime in molte forme. Nell’antichità esso faceva parte del male. S.Agostino affermava che tutte le forme di male sono riassunte nella privazione del bene, cioè nella mancanza del bene supremo che è Dio. Nell’Antico Testamento si afferma che le colpe dei padri ricadono sui figli per sette generazioni e, quindi, il dolore è vissuto come una punizione per una trasgressione al volere di Dio. Nell’antica Grecia tutto ciò che è belli è buono, chi è deforme nell’aspetto è malvagio nell’animo. Le malattie sono punizioni. Nel mondo orientale si espia la colpa commessa in una vita precedente. Ciò che conta è l’atteggiamento dell’individuo davanti alle infinite esperienze di dolore. Nella nostra società si assiste continuamente a scene di violenza, di distruzione; in diretta sono trasmesse stragi, esecuzioni capitali; si fanno tavole rotonde sulla depressione e su tante altre malattie. Tutti cercano la terapia, il farmaco per non soffrire. Quando in una famiglia esplode la malattia o quando si assiste alla perdita di una persona cara, non si sa più cosa dire e cosa fare. In una società dove domina il giovanilismo, in cui tutto deve essere efficiente e produttivo non c’è tempo per la sosta, per la sofferenza. 12 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

(a cura di Don Italo)

Le guerre, le stragi passano velocemente sullo schermo, ma è proibito soffermarsi, riflettere. La cosa più importante è produrre sempre. Nella vita contadina della nostra fanciullezza non era così. Morte e vita avvenivano all’interno della casa, come parti integranti. Oggi si soffre soli, negli ospedali spersonalizzati e si muore soli senza domande, senza perché, sotto fleboclisi e anestetici. Nessuno vuole più contattare il dolore. Per un minimo dolore c’è l’analgesico. Per un minimo dispiacere c’è l’antidepressivo. Per lo stress da lavoro è pronto l’ultimo tranquillo sedativo, poi, tanto sappiamo cosa prendere per eccitarci ed essere di nuovo pimpanti. Non dobbiamo perdere tempo, quindi non possiamo stare male, neppure una mezza giornata, neanche un minuto. Questo succede anche nella vita affettiva in cui non ci si può impegnare in un rapporto profondo perché si teme di dover soffrire in caso di eventuali incomprensioni o separazioni. E’ necessario sostare e guardarci dentro per scoprire i nostri disagi. Non possiamo dire di essere felici quando non lo siamo. La nostra società non ci aiuta. Si assiste al predominio dell’avere, del farsi notare, è la società dell’apparire. Ma dentro c’è il vuoto.


Catechesi

Invece del mondo dell’autenticità siamo nel mondo della chiacchiera legato all’esteriorità che porta alla confusione. Erasmo da Rotterdam, nell’Elogio della follia mostra che i veri folli sono quelli che vivono per l’apparenza, per il successo, per l’esteriorità. Il dolore è vissuto come un disagio che non si può approfondire per non perdere la visione della realtà. Eppure il dolore è un momento indispensabile

per la nostra crescita. Si nasce soffrendo, si vive soffrendo e si muore soffrendo. Questa è una verità che non deve essere vissuta come una condanna. La nascita e la morte nel dolore sono parti integranti del nostro vissuto che vanno conosciute se vogliamo avere un’esistenza autentica. In fondo si potrebbe dire che l’autenticità dell’esistenza consiste nella comprensione dell’essere per la morte.

Eucaristia: trova il tempo di lasciarti amare Avrei voluto amarti, Signore e invece nell’Eucaristia ho capito che devo imparare a gustare la gioia di essere amato. In questo mondo malato di protagonismo tu non hai spazio, Signore. Tutti dicono che non hanno tempo di venire a Messa perché sono tutti occupati ad essere protagonisti del loro tempo, delle loro storie; per questo non scoprono la gioia di essere salvati. Siamo troppo indaffarati per occuparci di Uno che ci salva, siamo presi dalle nostre occupazio-

ni, dai nostri ritmi frenetici di vita. Tentiamo di recuperare frequentando i complessi commerciali, con il maggior numero di negozi d’Europa, per avere più tempo. Infatti abbiamo tutto a portata di mano e mentre prima con tutti i disagi dei negozietti di strada avevamo anche tempo per una visita alla nonna o per trascorrere un po’ di ore in famiglia o con gli amici, oggi la caratteristica di tutte le comodità a portata di mano è che….. non abbiamo più tempo. NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 13


CATECHESI

Così non assaporiamo più la vita, non sappiamo più commuoverci od emozionarci per uno sguardo, per una gentilezza; non sappiamo più raccoglierci per una preghiera, anzi, quando il prete a Messa dice due parole ci sembrano sempre lunghe e se per caso lascia qualche momento di silenzio per interiorizzare la ricchezza della Parola di Dio ci sembra che ci faccia perdere tempo. Quel prete è bravo ed è in gamba perché è sbrigativo, la predica è corta, non ci fa perdere tempo… Eppure, se ci pensiamo: 1. è Dio stesso che ci parla e non uno dei soliti chiacchieroni con facili soluzioni sulla vita e sul mondo. Dio si è preso briga di parlare a noi, di usare il nostro linguaggio umano per farci esclamare con Pietro: “Tu solo hai parole di vita eterna…” Ma noi siamo troppo occupati e preferiamo sintonizzarci su altre onde, preferiamo ascoltare altre parole all’apparenza più allettanti ma in fondo vuote. 2. è Dio che rende nuovo l’Amore della nostra vita accogliendo ogni gesto e rivestendolo d’infinito, dandoci la capacità di rendere sempre fresco e giovane l’amore nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle relazioni con gli altri. Ma noi preferiamo non portare queste cose a 14 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

Messa e lasciare che tutto cada nella banalità e nella ripetitività della vita quotidiana. 3. è Dio che chiede che sia Lui a salvare le nostre giornate. Eppure pensiamo che è più importante che noi facciamo, organizziamo, discutiamo. In effetti facciamo anche delle cose buone ma non dobbiamo mai perdere il senso della storia: è Dio che salva il mondo. Ognuno di noi deve fare la sua parte, ma se non si lascia amare non sarà mai capace di amare. E’ questa la forza che l’Eucaristia ci trasmette.Lasciarci amare da Dio per essere in grado di amare gli uomini, che identifichiamo con il marito, la moglie, i figli i compagni di lavoro, tutti… Solo se ti lasci amare sai fare di Dio la ricchezza della tua vita e attraverso la celebrazione dell’Eucaristia capisci quanto è importante che tu, ogni volta, gusti la gioia di essere salvato. C’è Qualcuno che ti ama sempre in modo straordinario perché tu per Lui sei speciale e sarà sempre lì per dire al tuo cuore: “Questo è il mio Corpo per te”! Signore, dammi ogni giorno la gioia di essere salvato dal tuo amore.


Catechesi

Deus Caritas Est Dio è amore. E’ il titolo della prima enciclica di Benedetto XVI, resa nota il 25 Gennaio festa della Conversione dell’Apostolo Paolo. In questa enciclica, dice il Pontefice, vorrei mostrare il concetto di amore nelle sue diverse dimensioni. Oggi, nel linguaggio comune, la parola amore appare spesso molto lontana da quanto pensa un cristiano se parla di carità. Si può davvero amare Dio? E’ questa la prima domanda che il Papa si pone. Si chiede se l’amore possa essere imposto o non sia piuttosto un sentimento che si possiede oppure no. Certo che possiamo amare Dio, risponde, perché Egli stesso è venuto verso di noi, è entrato nella vita degli uomini e noi lo possiamo incontrare attraverso la testimonianza di persone che hanno fatto esperienze profonde, attraverso la Chiesa che con i sacramenti ci rende possibile l’accesso a Lui. Dio è fonte dell’amore e ci ama: questo è il cuore dell’esperienza e del messaggio del cristianesimo per cui all’inizio dell’essere cristiano c’è l’incontro con una persona che dà alla vita un nuovo orizzonte. L’amore divino suscita il nostro amore che non è solo sentimento ma implica intelligenza e volontà. La novità di questo amore ci appare in tutto il suo valore nella rivelazione biblica perché con la sua parola Dio si rivolge alla nostra

intelligenza, alla nostra volontà e al nostro sentimento e così possiamo imparare ad amarlo “con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le nostre forze”. Quanto più cresce la comunione di pensiero e di sentimento tra noi e Dio tanto più il volere di Dio e il nostro volere coincidono. Cresce l’abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia. Si può davvero amare il prossimo, anche gli estranei e gli antipatici? Il culmine dell’amore cristiano ci dice di amare i nostri nemici. Ma come? Restando amici di Cristo avvertiamo sempre più l’amore che Egli ha per noi, anche se spesso ci allontaniamo da Lui. Divenendo sempre più suoi amici impariamo a voler bene a quelli che Gesù ama e che aspettano anche il nostro amore. Il desiderio di Cristo è che i suoi discepoli, cioè noi, diventino amici di quanti Egli ama, e sappiamo che Cristo ama tutti. Ma per poter realizzare quest’ideale di vita cristiana occorre rimanere nell’amore del Signore. Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento. Entrambi però vivono dell’amore che per primo Dio ci ha regalato. L’iniziativa dell’amore è Sua non nostra. Noi possiamo e dobbiamo rispondere a questo grande amore che Egli rivolge in continuazione a noi. NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 15


CATECHESI

Famiglia dove sei?

Il sonno della famiglia Una società sana ha bisogno di una famiglia sana. La Chiesa lo sa e lo insegna. E mette in guardia di fronte a una cultura e a una mentalità che vuole disgregarla. E’ la cultura che esalta l’egoismo del singolo sopra ogni cosa. La cultura del libertinaggio, dell’autorealizzazione a tutti i costi, vanamente mascherata dal buonismo e dalla tolleranza ha generato una famiglia che non è più se non una convivenza a tempo, un contratto economico, una coabitazione. Mettiamo le mani avanti e diciamo che, per fortuna, ci sono ancora molte famiglie “sane”. Ma le giovani generazioni che prima di impegnarsi devono convivere per provarsi vicendevolmente cosa ci dimostrano se non l’insicurezza, la mancanza di fiducia reciproca, la prova per vedere se tutto funziona. In caso contrario tu da una parte e io dall’altra. E’ la prova della fragilità dei singoli e della fragilità delle coppie. La famiglia è diventata così un luogo di egoismi dove le figure di riferimento, il padre e la madre,spesso sono svuotate. Non sanno più che fare. Il permissivismo trionfa. “Non sono più capace di comandare i miei figli”. Non si tratta di comandare ma di amare, dicendo con 16 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

la vita e non con le chiacchiere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Che cosa deve essere allora la famiglia? Giovanni Paolo II° nella Enciclica “Familiaris consortio” implorava: “Famiglia, diventa ciò che sei”. Il progetto cristiano della famiglia è quello che serve alla nostra società per ricostruirla. Per il cristiano la famiglia è “intima comunità di vita e di amore”, è il luogo di affetti, dove si è accettati per quello che si è e non per quello che si fa o per il titolo che si detiene. La famiglia è il luogo dove si impara a crescere e a sviluppare le virtù e non a soddisfare i propri vizi. Dove si impara tutti gli uni dagli altri nella reciproca correzione e nel reciproco amore. Nella famiglia sana, costituita sull’amore, ciò che conta è la felicità dell’altro perché intimamente connessa con la mia felicità, perché la fiducia è così implicita che possiamo aiutarci a migliorare senza paura di offenderci. Dove si insegna che la libertà è un mezzo per giungere al bene e non è un fine per fare “quello che mi piace”. La cultura “moderna” permissivista ha insegnato e insegna che per l’uomo c’è solo il “si”, si a tutto. Per fortuna, oggi, fior di pedagogisti insegnano che il modo migliore per educare è dire


Catechesi

“no”, cioè oppone al libertinismo la responsabilità personale forgiata nell’esercizio della volontà. Il pensiero dominante vuole distruggere la famiglia per impedirle di esercitare questo suo compito perché al permissivismo, per prosperare, servono persone prive di capacità critiche, tutte prese dalle loro passioni, sempre pronte a seguirle, incapaci di collegare gli effetti alle cause. Per ricostruire una società sana c’è bisogno di ricostruire la famiglia perché il sonno della fami-

glia genera sofferenza, incomprensione, divisione. “La grandezza e la responsabilità della famiglia sono nel fatto che essa è la prima comunità di vita e di amore, il primo ambiente in cui l’uomo può imparare a sentirsi amato, non soltanto da altre persone ma anche e innanzitutto da Dio. Per questo a voi genitori cristiani spetta di formare e custodire un focolare in cui germogli e maturi la profonda identità cristiana dei vostri figli”( Giovanni Paolo II).

Lettera aperta ai genitori sull’uso della televisione Cari genitori, questo scritto vuole essere uno stimolo alla riflessione sul tema della “televisione”. Considerato che vostro figlio apprende per imitazione ciò che vede e che sente, è comprensibile quanto sia importante conoscere chi lo educa. Siete voi, la famiglia, la scuola e , talvolta, una scriteriata baby sitter a colori, che è la televisione. Il mezzo televisivo produce effetti positivi perché permette di

conoscere un mondo di cose, ed alcuni programmi sono ben confezionati per divertire, insegnare e giocare. Però non si può non riconoscere che questo mezzo è responsabile di una serie di problemi psicologici, sociali e medici di cui non sempre siamo coscienti fino in fondo. Molti di voi si saranno accorti delle influenze negative che hanno scene particolarmente violente, trasmesse la sera, sull’addormentarsi e sul sonno NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 17


CATECHESI

dei propri figli. Porgiamo, in semplicità, per chi lo desidera, qualche suggerimento…. Proponete ai bambini programmi adatti alla loro età. Non è necessario suggerire soltanto trasmissioni serie e istruttive, ma individuarne alcune adatte alla loro età. Per esempio, fra i cartoni animati è meglio preferire quelli con ritmi lenti, pochi personaggi e vicende semplici che sono più vicini alla psicologia e al linguaggio del bambino. E’ necessario evitare di far vedere film dell’orrore e trasmissioni con scene di violenza.

insegnare l’uso della TV come scelta libera e volontaria. Non usate la TV come Baby Sitter Un utilizzo di questo tipo ( metterli davanti al teleschermo perché tacciano ), anche se comodo ed economico, può in seguito diventare incontrollabile. Non la TV prima di andare a scuola La TV al mattino presto ruba tempo ed attenzione alla prima colazione e alla scuola. Può accadere che i bambini si alzino prima per vedere la TV, o arrivino a scuola già stanchi e poco motivati, per non perdersi il programma TV.

Guardate la TV insieme ai bambini E’ un modo per suggerire ai propri figli una chiave di interpretazione di ciò che appare sul teleschermo: si aiutano così i bambini ad avere un atteggiamento più attivo di fronte all’immagine, alle emozioni e ai messaggi televisivi.

Non la TV fino al momento di andare a dormire A parte alcune eccezioni, quali trasmissioni sono rivolte al pubblico infantile? E’ meglio evitare di stimolare eccessivamente i bambini prima di andare a dormire.

Non utilizzate la TV come castigo o premio Castigare o premiare con la televisione vuol dire attribuirle un valore morale che non ha. Proibire rende i programmi ancora più desiderabili. L’obbiettivo educativo deve essere quello di

TV spenta durante i pasti ed i compiti Colazione, pranzo e cena sono spesso i momenti in cui i genitori possono ritrovarsi di più con i figli: la TV può sottrarre questo spazio al dialogo all’interno della famiglia.

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Catechesi

Non il telecomando al bambino Lo zapping ha un grande difetto: in genere permette di tralasciare descrizioni, dialoghi, ragionamenti, privilegiando quasi esclusivamente l’azione. Saltare da una trasmissione all’altra causa poca comprensione e un’attenzione superficiale. Il bambino, poi, potrebbe trovare programmi non adatti a lui. Non la TV nella camera da letto La TV va controllata dagli adulti: in caso contrario si perde il controllo su ciò che il bambino vede e sul tempo di permanenza davanti al teleschermo. Usare il videoregistratore Ciò consente di valutare i programmi TV prima di proporli al bambino. Si può decidere l’ora e il tempo più opportuni per seguire una trasmissione registrata in precedenza.

Non di sola TV viva il bambino Promuovere la letture, ed in particolare leggere ad alta voce ai bambini, partecipare ad attività sportive o ad incontri con gli amici sono strumenti per allentare il desiderio di televisione. Rinunciare alla TV in vacanza aiuta a prendere coscienza che la TV non è indispensabile. Attenzione alle condizioni della visione e dell’ascolto Evitare che il bambino assuma posture scorrette mentre guarda la TV. Controllare che la sua distanza dall’apparecchio televisivo sia di almeno tre metri. La stanza non sia completamente buia. Il volume del suono non sia troppo intenso.

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Gruppi

Associazione donne cattoliche Carissimi lettori del bollettino, qui è la vostra inviata speciale che vi scrive circa l’attività della nostra associazione. L’8 marzo s’è riunito il consiglio direttivo alla presenza del parroco. A tutt’oggi le iscritte sono 506 circa. Sono stati raccolti 4.834 € di offerte (la cifra è provvisoria, perché c’è sempre qualcuna che si fa avanti durante l’anno per venire incontro alle varie necessità), che con il fondo cassa dell’anno precedente di 1.053 € costituiscono un bel “malloppo”! Che purtroppo non sarà usato per andare in ferie ma viene impiegato per le varie necessità della nostra parrocchia. Uno degli investimenti più richiesti è stato l’acquisto del passamano per la scala laterale che consente l’accesso al sagrato della chiesa e quindi anche un più facile accesso anche alle persone anziane! Qui abbiamo speso 300 € scontati! Per la lampada votiva al SS.mo 550 €. Sono stati rifatti i paramenti viola della chiesa parrocchiale per una spesa di € 270. Per il piccolo clero abbiamo dato al parroco 650 €. Alle persone anziane che sono impossibilitate ad uscire di casa sono state distribuite 58 mimose in occasione

della festa della donna (170 €). Da un anno a questa parte ci prendiamo cura dell’aiuola attorno al tiglio (simbolo del nostro oratorio) e con la primavera abbiamo piantato dei bellissimi fiori e piantine (140 €). Su suggerimento del nostro parroco abbiamo provveduto a sostenere l’acquisto di un nuovo ostensorio (che viene inaugurato durante le Quarantore di quest’anno), abbiamo speso 970 €. Si ringrazia la signora che ha offerto la tela di lino per confezionare la tovaglia e gli accessori necessari per la cappellina del nostro oratorio. Le ragazze e signore della scuola di ricamo sono già all’opera. Fare del bene non ha mai fatto male a nessuno!!! Ricordiamo sempre la necessità di volontarie per la pulizia della chiesa (tutti i giovedì) e dell’oratorio (tutti i mercoledì). Ringraziamo tutti coloro che contribuiscono in vario modo: col proprio tempo, con le proprie offerte e preghiere, e anche facendo prezzi vantaggiosi. Per il momento è tutto! Vi saluto con un abbraccio nel Signore augurandovi una serena Pasqua! Rina Poiatti

Il 13 aprile ricorre l’anniversario della morte di don Gino Poiatti ci rendiamo partecipi a questa commemorazione. 20 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE


gruppi

Auguri dalla casa di riposo Sappiamo che ogni Nuovo Anno la Santa Pasqua è sempre una grande festa perché Gesù Risorge. E’ come un fiore del suo insegnamento che sboccia nelle nostre mani e che va ad arricchire un angolo di terra. Restaci vicino perché le nuvole del mattino messaggere di un sole luminoso, e per ricordarci che la vita vale la pena di essere vissuta sempre, sperando che Gesù che risorge porti tanta pace in tutto il mondo. Gli ospiti della casa di riposo di Artogne augurano una felice Santa Pasqua.

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la pagina di piazze

La pagina di Piazze Osservando il grande libro della natura possiamo cogliere l’invito al nuovo e al bello. La primavera che ritorna dopo l’inverno, la terra che si risveglia dopo la stagione fredda, il sole che allunga le giornate, i prati verdi, i fiori, tutto canta e grida di gioia. Anche la liturgia esplode nell’alleluia per dirci che ciò che succede alla natura può accadere dentro di noi. A volte può sembrare che il buio del male, il gelo della violenza, la tristezza dell’odio, il grigiore dell’egoismo siano i padroni della vita. Non è così, il bene spunta sempre. Ce lo assicura il sepolcro vuoto. Cristo è Risorto per noi, per darci la sua forza e incitarci al bene. A volte chiediamo:”dove sei, Signore”. Quando siamo stanchi, sfiniti, angosciati; quando i nostri giorni sono pesanti e sembra che tutti ci abbiano abbandonato Lui c’è e risponde “sono qui con te, con i tuoi problemi e le tue preoccupazioni. Prosegui il cammino, non fermarti, ti do io la forza di cui hai bisogno”. La nostra adesione deve essere convinta: “resta con noi, Signore, perché si fa sera, la sera della vita”. “Da chi andremo, Signore, Tu solo hai parole di vita eterna”. Gli auguri più belli che possiamo farci sono proprio questi: fidarci del Signore. BUONA PASQUA A TUTTI!!! Don Italo e Don Adriano

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A grandi passi sta arrivando la bella stagione. A tempo opportuno, come negli anni precedenti, riprenderemo a celebrare al Cimitero. E’ un segno della devozione ai nostri cari e anche un modo per ricordare il bene che ci hanno fatto. Tutti dobbiamo essere grati a chi ci ha preceduti. La riconoscenza non manchi mai nella nostra casa. Poiché al Cimitero andiamo in molti, ricordo che se abbiamo un po’ di posto in più per le nostre automobili, il parcheggio sopra la fontana, lo dobbiamo alla Parrocchia che ha “regalato” al Comune il pezzo di terreno per ampliare il parcheggio. L’abbiamo fatto solo e unicamente, per il bene della popolazione di Piazze. A breve, dopo il parere della Curia Vescovile, metteremo in vendita la casa di fronte alla Chiesa, confinante con l’antico fienile. E’ opportuno venderla sia per pagare i debiti che ancora la Parrocchia si porta dietro, sia per non lasciare deperire l’edificio. Chi fosse interessato si faccia sentire. Dobbiamo aggiungere che, sia la Chiesa che la casa, hanno bisogno di interventi. Senza fondi non possiamo procedere. Penso al problema del riscaldamento della Parrocchiale, alla revisione del tetto e a tante altre necessità. I nostri predecessori hanno, con fatica e generosità, costruito la Chiesa e la casa. Noi, moderne generazioni, a stento le teniamo in piedi. Speriamo nella buona volontà di molti e nella generosità di tutti.


la pagina di acquebone

S. Rocco e dintorni Qualcuno comincia a pensare che questo santo non sia mai esistito e che questo sia solo il titolo di una soap opera ma così non è. Qualcuno pensa che fosse un politico che fece tante promesse… Qualcuno è convinto che fosse il nome di una località turistica. Ma S. Rocco era solo un uomo che imitò Cristo nel dono totale di sé! Noi abbiamo l’onore di averlo come patrono nella frazione montana di Acquebone, dove ogni domenica viene celebrata la S. Messa. M’ha sinceramente sorpreso che anche nelle giornate di neve ci sono state persone che si sono fatte quasi un’ora a piedi per partecipare all’eucarestia. Da sempre la parrocchia ha a cuore la casa per ferie e la chiesetta di Acquebone, e la necessità di un intervento sembra oggi inderogabile. I lavori sarebbero già stati portati a termine se non fosse stato che imprevisti voluti (non da noi) ci hanno costretto a sospendere l’intervento per ottenere l’autorizzazione delle belle arti che richiede un iter burocratico di diversi mesi! Solo a fine settembre 2005, e sollevando un bel polverone, la parrocchia ha ricevuto i proventi della festa parrocchiale di S. Rocco del 2002 che

ammontavano a 15.500 €. Uniti a quanto ricavato dalla festa del 2005 (più di 5.600 €) costituiscono i mezzi di partenza per poter finalmente metter mano al tetto della chiesetta. Ora sembra che le nuvole basse possano finalmente lasciare spazio al cielo blu dell’estate, sembra che forse, ma solo forse, possa rinascere la volontà a collaborare con la parrocchia anche da parte di coloro che l’anno scorso ci hanno voltato le spalle per “difficoltà logistiche”. Così anche quest’anno ci prepariamo a vivere la meravigliosa esperienza della festa di S. Rocco che per la nostra comunità diventa occasione di preghiera, di incontro e di svago! Presto ci ritroveremo per gli aspetti organizzativi della festa, per dividerci un po’ i compiti… per iniziare a pensare a come passare 10 giorni da sogno! Vogliamo davvero sperare che la volontà di riconciliazione non rimanga nelle pagine di un giornale ingiallito dal tempo ma diventi volontà operativa.Certo per riconciliarsi occorre saper perdonare… non tutti gli uomini ci riescono… ma quello che sembra impossibile agli uomini non è impossibile a Dio. don Adriano NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 23


vita dell’oratorio

Vita dell’Oratorio Festa S. Giovanni Bosco e Festa della Vita Ormai è una consuetudine il connubio tra queste due feste che riporta direttamente al valore grande della vita unito all’educazione cristiana della stessa. Anni fa si svolgevano esperimenti su bambini cresciuti da animali allo stato brado oggi quasi si vorrebbe rendere la vita un oggetto sul quale svolgere esperimenti: viene messa in grave pericolo se non addirittura distrutta. L’ultima domenica del gennaio scorso s’è svolto il corteo per la

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(a cura di don Adriano)

vita che ci ha portati per il classico lancio dei palloncini fino al sagrato della chiesetta della Madonnina, lì abbiamo poi pregato per la vita e per il nostro oratorio. Poi siamo tornati all’oratorio dove la festa ha raggiunto il suo clou con alcuni giochi organizzati dai ragazzi dell’A.C. e con una dolce merendina. Molti sono stati i bambini e i genitori che hanno aderito all’iniziativa. San Giovanni Bosco continui a vegliare sul nostro oratorio e sulla nostra gioventù.


vita dell’oratorio

“Alegrìa” Il tempo è proprio passato in un lampo dal carnevale siamo arrivati al giovedì grasso passando per la festa del papà. Sono state tutte ottime occasioni per rispolverare la voglia e la gioia di fare festa insieme. Gli eventi anno visto il coinvolgimento di diversi bambini e genitori tutto per un sorriso. Queste tappe anno risollevato anche lo sguardo sul resto del tempo di quaresima che si differenzia per la sua caratteristica austerità.

Ringraziamo tutti coloro che si sono offerti per animare questi momenti. In particolare i ragazzi della scuola di vita familiare che si sono impegnati per il processo della vecchia: l’entusiastica guida di Davide è riuscita a coinvolgerli. Ringraziamo anche Michela che ha coordinato la festa del papà e Luigi che ha offerto strinù e patatine. La scelta di offrire tutto gratuitamente è stata poi per ricordare ciò che diceva Gesù: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”

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vita dell’oratorio

Iniziative quaresimali La Quaresima di quest’anno ha visto i ragazzi impegnarsi per un momento settimanale immediatamente dopo il catechismo. Nei giorni di venerdì e di sabato ci siamo trovati nella chiesetta dell’oratorio per pregare e riflettere su alcuni temi importanti e proposte per alcuni “fioretti” quaresimali. Tutti i venerdì alle 18.30 c’è stato l’appuntamento per gli adolescenti e i giovani. L’intento era quello di introdurre alla preghiera cristiana dei salmi. Purtroppo riuscire a ritagliare del tempo per gli “studenti” è sempre molto difficile ma comunque l’opportunità è stata data! Il martedì è stato dedicato all’iniziativa “Ma che film la vita” che ha visto un crescendo di partecipazione. Si tratta di una proposta di cineforum per aiutare i ragazzi a scoprire temi forti della vita quotidiana insieme alla necessità di scelte radicali. Dato che l’iniziativa ha visto una buona ricezione potrà continuare anche oltre la quaresima magari anche con l’opportunità di sviluppare temi sempre più accattivanti. Sempre sull’orizzonte dell’aggregazione attorno a un film d’animazione è nata l’iniziativa che coinvolge i più 26 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

piccoli un sabato sera ogni quindici giorni. L’idea è partita da alcuni animatori che con il supporto di alcuni genitori volevano rendere un po’ più appetibile l’oratorio anche durante il sabato sera. La risposta è stata così esaltante che andrà avanti. Quindi si tratta di idee che non si fermano con la Quaresima...

Work in progress Finalmente il bar e il salone possono vantare un’acustica degna delle migliori sale da concerto… o quasi! Infatti abbiamo provveduto a controsoffittare gli ambienti: l’idea è partita da quando la banda iniziò a provare nel salone con un rimbombo che metteva a dura prova non solo i timpani di chi stava in oratorio ma anche la pazienza dei vicini. La parte più difficile dell’impresa è stato trovare chi realizzasse l’opera in tempi decenti e ad un prezzo ragionevole. Abbiamo colto l’occasione anche per aggiornare l’impianto audio e video del salone rispondendo a una richiesta diretta dei giovani. Siamo riusciti così a spendere le ultime briciole di quanto raccolto con la


vita dell’oratorio

festa del Tiglio dello scorso anno e finalmente abbiamo potuto usare del contributo che avevamo ricevuto dal comune. Tuttavia sono ancora molti gli interventi di cui abbisogna il nostro oratorio non solo per adeguarlo alle normative ma anche per renderlo sempre più un ambiente vivibile! Prossimamente (speriamo di poterlo fare per l’anno prossimo) daremo inizio ai lavori per il tetto dell’ala vecchia! Stiamo anche pensando all’acquisto di una cucina per la scuola di vita familiare e per le varie feste.

Cos’è per me SVF? Quando m’è stato chiesto di fare SVF sono stata molto incerta e mi sentivo inadeguata a un compito di formazione. Io che non avevo mai fatto niente del genere! Ora dopo questi mesi d’impegno ma anche di grandi soddisfazioni sono contenta di averci provato. Il sorriso delle ragazze quando ci incontrano, mi da fiducia e carica per il compito che sono stata chiamata a svolgere. I ragazzi dei vari gruppi di NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 27


vita dell’oratorio

SVF si incontrano anch eogni martedì sera in oratorio per assistere alla proiezione di vari film adatti alla loro età. Naturalmente la visione dei film è aperta a tutti gli adolescenti interessati che desiderano trascorrere una serata tra di loro e coi vari educatori. Lo scopo è quello di creare un legame di amicizia e continuare a riflettere sul tema che per quest’anno ci ha accom-

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pagnato: “Scegliere è vita!” Perché vivere è scegliere e decidersi. le catechiste

“F” come Fausto C’è un omino che diversi giorni alla settimana li dedica all’oratorio: lo vedete spesso con un tronco sulla spalla… o in pausa sui gradini laterali del sagrato. C’è sempre bisogno di pulire, segare l’erba, differenziare i rifiuti, potare le piante, lui si occupa di tutto questo e anche di più. Come lui anche tutte le signore che si dedicano alle pulizie dell’Oratorio tutti i mercoledì o tutti i volontari che nelle varie occasioni sostengono l’Oratorio. Non dimentichiamo i volontari che offrono il proprio servizio nel Bar dell’oratorio, ma anche tutte quelle persone che nel silenzio mettono a disposizione il proprio tempo… A tutti, ma proprio a tutti, va il nostro grazie!


PER RIFLETTERE

Rispettare la vita Messaggio Giornata per la Vita 2006 Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini” (Gv 1,1.4). La Vita precede il creato e l’uomo: l’uomo – e con lui ogni realtà vivente – è reso partecipe della vita per un gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio. La vita è perciò un bene “indisponibile”; l’uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di Colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva. La vita umana viene prima di tutte le istituzioni: lo Stato, le maggioranze, le strutture sociali e politiche; precede anche la scienza con le sue acquisizioni. La persona realizza se stessa quando riconosce la dignità della vita e le resta fedele, come valore primario rispetto a tutti i beni dell’esistenza, che conserva la sua preziosità anche di fronte ai momenti di dolore e di fatica. Ognuno ha racchiusa nel segreto del suo cuore la propria strada verso la libertà e la felicità. Nessuno potrà conquistare libertà e felicità oltraggiando la vita, sfidandola impunemente, disprezzandola, sopprimendola, scegliendo la via della morte. Questo vale per tutti, ma in modo speciale per i giovani, tra cui non manca chi sembra ricercare la libertà e la felicità con espressioni esasperate o estreme. L’uso pervasivo delle droghe, che in taluni ambienti sono così diffuse da essere considerate cose normali; l’assunzione di stimolanti nella pratica sportiva; le ubriacature e le sfide in auto o in moto e altri comportamenti analoghi non sono semplicemente gesti di sprezzo della morte, un gioco tanto infantile quanto incosciente. No, essi dicono soprattutto indifferenza per la vita e i suoi valori; scarso amore per se stessi e per gli altri. Una società che tollera una simile deriva e non si interroga sulle cause e sui rimedi, o che la considera una malattia passeggera da prendere alla leggera, da cui si “guarisce” crescendo, non si rende conto della reale posta in gioco: chi da giovane non rispetta la vita, pro-

pria e altrui, difficilmente la rispetterà da adulto. È nostro dovere, perciò, aiutare quei giovani che si trovano in particolare disagio e difficoltà a ritrovare la speranza e l’amore alla vita, a guardare con fiducia e serenità a progetti di matrimonio e famiglia, a servire la cultura della vita e non quella della morte. Un fattore importante che incide sulla vitalità e sul futuro della nostra società, ma tuttora trascurato, è sicuramente oggi quello demografico: sono molti i coniugi, infatti, che hanno meno figli di quanti ne vorrebbero. Ma, oltre alla mancanza di politiche organiche a sostegno della natalità, resta grave nel nostro Paese il problema della soppressione diretta di vite innocenti tramite l’aborto, dietro al quale spesso ci sono gravi drammi umani ma a cui, a volte, si ricorre con leggerezza. Vanno valorizzati quegli aspetti della stessa legge 194, che si pongono sul versante della tutela della maternità e dell’aiuto alle donne che si trovano in difficoltà di fronte ad una gravidanza. Davanti alla piaga dell’aborto tutti siamo chiamati a fare ogni sforzo per aiutare le donne ad accogliere la vita. Il rispetto della vita, infatti, comincia dalla tutela della vita di chi è più debole e indifeso. (...) Rispettare la vita significa, ancora, mettere al primo posto la persona. La persona governa la tecnica, e non viceversa; la persona, e non la ricerca o il profitto, è il fine. Chiedere l’abolizione di regole e limitazioni che tutelano la vita fin dal concepimento in nome della libertà e della felicità è un tragico inganno, che produce al contrario la schiavitù e l’infelicità di chi lascia che a costruire il futuro siano da un lato i propri desideri soggettivi, dall’altro una tecnica fine a se stessa e sganciata da ogni riferimento etico. Occorre continuare un capillare e diffuso lavoro di informazione e sensibilizzazione per aiutare tutti a comprendere meglio il valore della vita, le potenzialità e i limiti della scienza, il dovere sociale di difendere ogni vita dal concepimento fino al suo termine naturale. Se nel cuore cerchi la libertà e aspiri alla felicità, rispetta la vita, sempre e a ogni costo. NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 29


oratorio

Il Tiglio compie cent’anni “Nel 1906, venne piantato nell’anno della nascita della figlia del farmacista del tempo” così mi disse Ernesto Andreoli raccontandomi circa la storia del nostro oratorio e l’età di questa pianta secolare. Così quest’anno ci troviamo di fronte al centenario di questo tiglio che simboleggia il nostro Oratorio ciò significa cha la festa di “ 3 serate sotto il tiglio” assume un valore più profondo: trarremo ispirazione e insegnamento dalla nostra storia per progettare il futuro del nostro centro giovanile. Siamo alla ricerca di materiale inerente la storia del Tiglio e del nostro Oratorio, anche di fotografie: l’idea sarebbe di poter offrire una piccola pubblicazione per celebrare il centenario. Come tutti gli anni il capannone degli Alpini verrà montato nel cortile dell’oratorio, l’unica differenza quest’anno sarà data dal fatto che gli Alpini, giustamente, ci chiederanno un piccolo contributo per il noleggio, visto che anche altre realtà usufruiscono e pagano l’usura del capannone. Sicuramente, poi, i nostri alpini troveranno altri modi per “aiutarci”, come sempre hanno fatto al momento del bisogno: non si sono mai tirati indietro! La festa di quest’anno prenderà le mosse il venerdì sera con la “messa al campo” all’insegna della memoria: verran30 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

no invitati tutti i curati di Artogne. La serata proseguirà con le note musicali dell’orchestra VerdeValle. Il sabato sera sarà musicalmente animato dall’orchesta di Silvano da Gianico che sicuramente ci farà ballare e cantare senza risparmiarsi. La domenica sera ci sarà l’estrazione della sottoscrizione a premi, quindi la VerdeValle animerà la conclusione della festa. Ci saranno anche la pesca, la lotteria, momenti di gioco per i più piccoli, e l’ormai immancabile stand gastronomico con specialità e prelibatezze… Naturalmente il comitato organizzatore s’è già ritrovato più volte. L’occasione di questo articolo è per ringraziare tutti coloro che cooperano con entusiasmo per la buona riuscita di questa festa. Dietro le quinte il lavoro è davvero impressionante: ognuno agisce in modo “professionale” nel suo ambito. Non possiamo infine dimenticare che il cuore della festa è proprio il nostro oratorio inteso come forte espressione di una comunità che non smette mai di sperare e di investire sul mondo giovanile. Altro non mi resta che invitarvi a partecipare alla festa, come sempre avete fatto, sostenendoci con la vostra preziosa presenza!


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Estate 2006 “Carissimi ragazzi, carissimi educatori, durante quest’anno pastorale la nostra Chiesa diocesana ha riflettuto su come essere oggi un segno della vicinanza di Dio, cioè come essere una comunità vera... realizzazione della Chiesa più vicina ai luoghi nei quali si svolge la vita quotidiana delle persone” In queste parole del Vescovo Giulio, riportate nelle prime pagine del sussidio, troviamo gli elementi di riferimento di questa proposta per l’estate dei nostri oratori. Il percorso di BananaCoccoBaobab è infatti dedicato ad approfondire gli atteggiamenti che dobbiamo assumere per scoprire e realizzare la comunità, un percorso che parte però dalle cose concrete, dai luoghi, dagli oggetti, dai racconti e dagli eventi che fanno di un aggregato umano una comunità. Un percorso di crescita che vuole aiutare i ragazzi a conoscere la propria comunità e a cominciare a darsi da fare perché la vita insieme diventi sempre più bella. Un percorso per capire come la comunità non sia altro che una forma che lo

stare insieme delle persone può assumere. Non sempre è la forma più spontanea, anzi. Quasi mai è quella più facile da realizzare. È però sicuramente la forma più efficace che abbiamo per valorizzare appieno la nostra umanità. Quindi per regalare ai ragazzi e agli animatori un’altra estate indimenticabile ricordo che tutti coloro che volessero svolgere il prezioso servizio di educatori-animatori sono invitati a farsi vivi al più presto senza aspettare perché educare non è un’offerta “last minute”. Quest’anno le settimane ad Acquebone saranno tematicamente legate allo svolgimento del campo estivo quasi a formare un unico percorso educativo. Il primo appuntamento per gli animatori è per venerdì 21 aprile alle ore 20.31: ci saranno notizie sul corso di formazione e i momenti in cui preparare il campo estivo con la possibilità di sfruttare Acquebone per un “full immersion”.

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oratorio

Il Catechismo del Futuro Come ogni anno abbiamo dato vita all’attività più onerosa per la parrocchia che vede tutti i ragazzi in età scolare ritrovarsi non per approfondire la geometria euclidea ma bensì per scoprire e incontrare Cristo. Da sempre la nostra comunità parrocchiale dedica le energie migliori a questa attività che coinvolge quasi 250 ragazzi se si tiene conto anche dei gruppi di scuola di vita familiare. Sempre la difficoltà maggiore sta nell’individuare i catechisti: persone che in modo totalmente gratuito donano tempo ed energie per aiutare i più piccoli della nostra comunità cristiana a crescere nella fede. Non sempre a queste persone viene riconosciuto lo sforzo enorme che svolgono, talvolta dovendo anche sopportare situazioni di classi difficili da gestire, magari addirittura accompagnate da genitori che avanzano molte pretese e offrono poco! Dall’anno prossimo poi il quadro catechistico subirà una graduale trasformazione non solo per quanto riguarda l’età in cui verranno rice32 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE

vuti i sacramenti ma soprattutto per il coinvolgimento diretto al quale i genitori saranno chiamati. Quindi diventerà sempre più importante per la nostra comunità cristiana riuscire a manifestare una concreta e generosa apertura alla volontà di Dio anche nel rendersi disponibili come catechisti, come animatori o anche semplicemente come “baby sitter”. Viene alla mente l’importanza del “farsi carico” o del “prendersi cura” che sono proprio all’opposto del “lavarsene le mani”. Da diversi mesi i catechisti e i sacerdoti di tutta la nostra zona pastorale si ritrovano per progettare questo nuovo modello di catechesi che per noi prenderà le mosse a partire dal settembre di quest’anno. Intanto colgo l’occasione per ringraziare a nome di tutti i catechisti e gli educatori della nostra parrocchia. “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per coloro che si amano!”


oratorio

Calendario Oratorio APRILE

GIUGNO

Martedì 18 Gita a Mantova con i chierichetti e non solo: siete tutti invitati!

Venerdì 2 Gita di conclusione dell’anno catechistico alla pineta di Cevo: celebreremo la messa all’ombra del crocifisso che accolse Giovanni Paolo II durante la sua ultima visita a Brescia.

Mercoledì 19 Dalle ore 15.00 Ritiro per i cresimandi ad Acquebone Venerdì 21 Alle ore 20.31 primo incontro per gli animatori per l’estate

Dal 9 all’11 Festa del Tiglio: il tiglio compie cent’anni.

Sabato 29 Alla messa delle 18.30 SS. Cresime

Dal 16 al 21 e dal 23 al 28 Settimane ad Acquebone per i ragazzi delle elementari e delle medie.

MAGGIO

LUGLIO e AGOSTO

Domenica 7 Prime comunioni

Dal 30 giugno al 2 luglio Concorso per gruppi musicali giovanili “Find Yourself”

Domenica 14 Prime comunioni ad Acquebone e a Piazze.

Dal 4 al 22 luglio Campo estivo: “bananacoccobaobab”

Domenica 14 Festa della mamma

Dal 13 al 20 agosto Festa Patronale di San Rocco

Domenica 21 Prime confessioni

Dal 25 al 31 agosto Acquebone per giovani e adolescenti

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oratorio

Rendiconto 2005 Una piccola precisazione: il lunedì 19 settembre 2005 abbiamo ricevuto sul conto corrente dell’oratorio il bonifico bancario di 15.500 € relativo alla festa di San Rocco del 2002. La cifra è poi stata versata sul conto corrente della parrocchia il venerdì 23 settembre 2005. Dopo ciò vi rendiamo conto delle entrate e delle spese più significative avvenute nell’anno solare 2005: Entrate: Uscite: Comune per attività estive 2.596 € Fotocopiatrice 1.090 € Comune per insonorizza- 2.500 € Porte nuove 7.250 € zione salone (ad uso della banda) Grest (gite, golden gol) 8.390 € Comune per concorso Rock 800 € Enel 3.819 € Valcamonica servizi 4.676 € Festa del Tiglio 11.161 € SIAE 779 € Iscrizioni Grest 5.800 € Services 800 € Offerte catechismo 1.630 € Tassa rifiuti e acquedotto 214 € Offerte porte 1.400 € Spese di manutenzione 1.765 € Offerte varie (compleanni, 1.616 € materassi…)

Rispetto all’anno 2004 abbiamo avuto un aumento del 22,3% delle spese del gas (incremento pari a 852 €) e del 23% delle spese per l’energia elettrica (incremento pari a 713 €) per un totale di 1.513 € in più rispetto all’anno precedente (Gas 2004 € 3.824 - Enel 2004 € 3.106). L’aumento in parte è dovuto agli incrementi subiti dal costo della fornitura (circa il 5% pari a 78 € complessivi), in parte al fatto che dall’anno scorso ospitiamo gratuitamente la banda musicale di Artogne. Il totale complessivo di tutte le entrate è di € 71.573. Il totale complessivo di tutte le uscite è di € 63.751. A fine 2005 rimane pertanto un attivo di € 7.822.

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situazione economica

Rendiconto finanziario ARTOGNE Entrate da Dicembre a Marzo 2006: € 22.142,26 Provengono da elemosine, funerali, battesimi, matrimoni, fitti, offerte consegnate direttamente al Parroco dalla generosità dei buoni. Un ringraziamento particolare a coloro che hanno offerto € 3.000,00 per il riscaldamento della Chiesa Parrocchiale. Uscite da Dicembre a Marzo 2006: € 27.680,30 Spese per il riscaldamento, Enel, Assicurazioni, paramenti e tutto ciò che serve per la celebrazione. Il riscaldamento ha inciso notevolmente perché l’impianto rimane acceso molte ore. Se vogliamo avere un po’ di caldo bisogna far funzionare la caldaia. Spero che quest’inverno non vi siate lamentati troppo perché, se non c’era caldissimo, l’ambiente era comunque confortevole. Coloro che dicono di andare altrove per la S.Messa, con la scusa che le altre chiese sono calde, questa motivazione non dovrebbe più valere.

PIAZZE Entrate da Dicembre a Marzo 2006: € 657,50 Provengono da elemosine, candeline, fitti e amministrazione dei Sacramenti. Dagli oneri di urbanizzazione secondaria, tramite Comune, sono giunti € 1.921,28 che abbiamo usato per calare il debito della cupola del Campanile. Ringrazio chi, privatamente, mi ha consegnato a mano delle offerte. Non vuole essere nominato: sarà ricompensato dal Signore. Uscite da Dicembre a Marzo 2006: € 721,60 Spese per Assicurazioni, bomboloni, candeline, particole, vino. Alla fine, dopo le somme e le sottrazione, rimane ancora un debito di € 9.513,36 per la cupola. NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 35


situazione economica

ACQUEBONE Dalla festa di S.Rocco, anno 2002, sono rientrati € 15.550,00. Questa cifra, come in più occasioni abbiamo detto e scritto, sarà totalmente utilizzata per la revisione del tetto della Chiesina intitolata a S.Rocco. Spero, nell’occasione di poter mettere anche le canali. I lavori potranno essere avviati solo quando avremo avuto i necessari permessi, sia della Curia Vescovile, sia delle “Belle Arti”. Il lavoro dovrà essere fatto non in base a ciò che piace a noi ma secondo il progetto che ci verrà indicato dalle stesse “Belle Arti”. Ricordo che le Parrocchie di Artogne e di Piazze si impegnano con generosità nelle varie raccolte proposte dalla Diocesi: la Giornata Missionaria Mondiale, la giornata per il Seminario, la Caritas, e rispondono anche a tante altre richieste nazionali, o per l’aiuto di qualche missionario.

36 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE


anagrafe parrocchiale

Anagrafe parrochiale

BETTINESCHI ALESSIO

BATTESIMI ARTOGNE 1- Ramazzini Melissa di Alessandro e Ziliani Katia il 12.03.2006 2- Romele Alessio di Emanuele e Spagnoli Maria il 26.03.2006 3- Petenzi Stefano di Ivano e Benzoni Sara il 26.03.2006 4- Bettineschi Alessio di Ronny e Gelfi Delia il 02.04.2006

MATRIMONI ARTOGNE Scaglia Stefano con Andreoli Barbara il 18.02.2006 NOTIZIARIO DI ARTOGNE - 37


anagrafe parrocchiale

COTTI GIAMBETTINO

SPAGNOLI MARIA

OTTELLI PASINA GIACOMO

LORENZETTI CLEMENTINA

OTTELLI PASINA GUIDO

PELUCHETTI GIOVANNA

DEFUNTI ARTOGNE 1- Cotti Giovanbettino, anni 58. Il 09.01.2006 2- Balsarini Fedele, anni 92. Il 20.01.2006 3- Ravelli Domenica Petronilla, anni 82. Il 22.01. 2006 4- Ottelli Maria, anni 59. Il 29.01.2006 5- Spagnoli Maria, anni 72. Il 30.01.2006 6- Milesi Giacomina, anni 89. Il 28.02.2006 7- Belafatti Caterina, anni 77. Il 09.02.2006 8- Lorenzetti Clementina, anni63. Il 13.03.2006 9- Pagani Carolina, anni 82. Il 17.03.2006 10- Bariselli Maffignoli Battista, anni 78. Il 26.03.2006 38 - NOTIZIARIO DI ARTOGNE


Festa del Tiglio 2005


ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 2005

62 Pasqua 2006