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Lecce, 23 luglio 2011

L’Ora del Salento

UN EURO

Spedizione in abbonamento postale comma 27 art.2 L. 549/95 - Filiale Poste Lecce

Nuova serie, Anno XXI, n. 27

Un compito per l’estate di Nicola Paparella Alla fine la manovra finanziaria c’è stata, con l’intesa di tutti i partiti e con un sostanziale disprezzo delle aspettative del Paese. L’Italia chiedeva giustizia sociale, la manovra offre disuguaglianze e sperequazioni. L’Italia chiedeva pulizia e trasparenza; la manovra è un monumento di frasi incomprensibili. L’Italia chiede occupazione, la manovra ignora il problema. Che fosse necessario tagliare, lo avevano capitolo tutti, tranne i creduloni che ancora vivono nella illusione che tutto va bene, che tanto il peggio è passato e che il nostro Paese sta meglio degli altri. Chi ancora crede a queste favole, aspetti da farsi bene i conti e vedrà. Si doveva tagliare. Certamente. Ma si potevano e si dovevano dare dei segnali di equità. E questo non c’è stato. Le spese per gli armamenti nessuno le ha toccate. I costi della politica sono rimasti inalterati, con la promessa che fra due anni ne potremo riparlare. Non c’è stato alcun taglio per le consulenze d’oro, tranne quelli che vengono dai magistrati che scoprono le magagne più inquietanti. Sul piano morale, la politica non mostra alcun tentativo di inversione di marcia e quanto all’occupazione dei giovani sembra che il problema non interessi nessuno. Il panorama è talmente desolato e le inadempienze sono così gravi ed inverosimili da lasciare senza parole. Se in questo clima qualcuno riesce ancora ad andare in vacanza, gli suggeriamo di approfittare di questo periodo estivo per provare a disintossicarsi dalle chiacchiere della televisione, dalle tossine e dai veleni della propaganda, e di esercitarsi al compito di costruire la comunità locale. Nei prossimi mesi sarà decisivo poter disporre di un tessuto sociale nel quale sia possibile fare l’esperienza dell’aiuto reciproco. Sarà utile ritrovare forme nuove di solidarietà, per fronteggiare con l’amicizia l’assenza dello Stato, con il mutuo soccorso la crisi della sanità, con la forza della famiglia la debolezza delle strutture economiche. E le comunità debbono imparare a pretendere trasparenza e pulizia. Se la “casta” non è capace di autolimitare i propri costi, almeno si faccia capace di ridurre la propria voracità, fatta di consulenze fittizie, di palazzi di cui nessuno sa chi sia a pagare il fitto, di benefici che nessuna legge consente, di ipertrofie istituzionali che servono soltanto a sistemare gli amici e gli amici degli amici. Impari, la casta, a controllare i propri costumi sessuali e il proprio stile di vita, evitando, almeno, di sbattere sulla faccia di chi fa i sacrifici, le notti brave (e depravate) nei palazzi custoditi a spese dello Stato o nei locali alla moda delle spiagge di lusso. Se non possiamo sottrarci ai tagli indiscriminati, impariamo almeno a pretendere pulizia, trasparenza e lealtà sociale. Speriamo bene. Buona estate.

SETTIMANALE CATTOLICO

Verso Madrid 2011

Il 9 agosto da Lecce per la Gmg 4 La legge sul fine vita

Il disegno in 8 articoli va al Senato 7

VERSO LA FESTA DEI SANTI PATRONI DELL’ARCIDIOCESI L’invito dell’Arcivescovo Metropolita ai fedeli e ai pellegrini

La città di Dio e la città dell’uomo Pronto anche il programma delle celebrazioni religiose che avranno un respiro ecclesiale più ampio. Oltre la città è tutta la Chiesa locale in festa per i Santi Oronzo, Fortunato e Giusto

MONS. D’AMBROSIO SACERDOTE DA 46 ANNI In Piazza Duomo l’Ordinazione sacerdotale di don Andrea Zonno e l’Ordinazione diaconale di don Mino Arnesano. L’omelia dell’Arcivescovo

Due doni alla Chiesa nel suo anniversario N

el giorno in cui con voi e per voi, sorelle e fratelli, invoco e celebro il grande dono dello Spirito per l’ordinazione presbiterale di Andrea Zonno della Parrocchia SS. Angeli Custodi di S. Pietro Vernotico e per l’ordinazione diacona-

Lecce, 23 luglio 2011

le di Mino Arnesano della Parrocchia Mater Domini di Squinzano, vi invito ad unirvi alla mia domanda di misericordia ‘pro innumerabilibus peccatis meis” e al mio rendimento di grazie per questo giorno nel quale quarantasei anni fa nella mia parrocchia nativa di

Sant’Elia Profeta in Peschici, per l’imposizione delle mani del mio venerato arcivescovo mons. Andrea Cesarano, venivo ordinato presbitero. L’OMELIA CONTINUA A PAGINA 3

La solennità dei Santi Oronzo, Fortunato e Giusto è un momento centrale, altamente significativo e simbiotico nell’annuale calendario della nostra città. È il riaffermare e il riconoscere una dimensione di fede e di sacralità che attraversa la storia di Lecce fin dalle sue origini e vede nella devozione al suo Santo Patrono la garanzia di un intercessore presso Dio che veglia sulle sorti della nostra città. Questo annuale unitario appuntamento e la comune convocazione perdono gran parte della loro scommessa vincente laddove l’unità è di facciata, di semplice salvaguardia di una tradizione che da secoli è entrata nella nostra storia. Siamo chiamati a fare di questa unità, che in questa festa vede da sempre insieme le due Piazze, Piazza Sant’Oronzo e Piazza Duomo, non una semplice giustapposizione della durata di due-tre giorni ma un impegno comune, perché la città di Dio e la città dell’uomo concorrono insieme in un comune impegno per garantire un ascolto attento, un discernimento sicuro, una presenza costante, una risposta efficace alle attese e ai bisogni di una comunità in cammino che promuove e difende la vera dignità dell’uomo, immagine di Dio. Se tra le motivazioni che ci accomunano nei giorni della nostra grande festa viene a mancare questa attenzione all’uomo e alla tutela della sua dignità, la nostra festa è di sicuro fedeltà a una secolare tradizione che risponde alle attese del folklore ma tradisce la sua originaria finalità: riproporre la fedeltà dei nostri Santi a Dio fino al martirio e il loro impegno di vicinanza e di servizio all’uomo. La nostra festa deve aiutarci a sentire Dio meno distante e motivare un rinnovato impegno per non allontanarci dall’amore e dal servizio all’uomo. Sant’Oronzo continui a vegliare e a proteggere la nostra comunità. + Domenico D’Ambrosio arcivescovo


L’Ora del Salento

Lecce, 23 luglio 2011

primopiano

MANOVRA ECONOMICA

Manovra: con il taglio lineare delle agevolazioni fiscali (5% nel 2013 e 20% nel 2014) il governo prevede un gettito di 24 miliardi di euro in 2 anni. Sostiene la Cgil, si otterrebbero 40 miliardi. I calcoli della Cgil sull’effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali della manovra

UNA NOVITÀ E UN’INCOGNITA Si naviga a vista in assenza di provvedimenti continentali

Il ruolo di Napolitano e gli sviluppi da definire in tempi brevi La manovra di riallineamento all’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 è stata approvata dal Parlamento a tempo di record. Con una importante novità ed un’incognita. L’importante novità è stata il ruolo del presidente della Repubblica, promotore di un passaggio parlamentare velocissimo, che ha accelerato questo iter con due inediti interventi pubblici, una dichiarazione scritta che ha accompagnato la promulgazione e una lettera inviata al “Sole 24 Ore” a commento di un documento del giornale stesso sulla crescita. L’incognita è sugli ulteriori sviluppi della strada indicata dalla manovra. Al di là delle decisioni immediatamente operative, che riguardano essenzialmente misure–tampone, per la gran parte a carico dei “soliti noti” del prelievo fiscale italiano, essa prevede nell’arco dei prossimi anni la necessità di scelte invece strutturali. A partire da una

L’Ora del Salento 6(77,0$1$/( &$772/,&2

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DIRETTORE RESPONSABILE Nicola Paparella EDITORIALE Ente opere di culto e religione AMMINISTRAZIONE, REDAZIONE E PUBBLICITÀ Piazza Duomo, 8 - Lecce Tel. 0832308849

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Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

riduzione, che si vuole e non può che essere esemplare, dei “costi della politica”. Questi obiettivi non possono essere ulteriormente dilazionati, a partire da due punti: una lotta significativa all’evasione fiscale, che danneggia due volte la collettività nazionale e i contribuenti e una concreta promozione della famiglia, che ancora e sempre rappresenta la vera forma del welfare nazionale. D’altra parte la necessità di un orizzonte strutturale diventa sempre più stringente, da un lato perché la crisi finanziaria, come dimostrano le vicende del bilancio americano, non è superata, dall’altro per il nuovo quadro di regolazione mondiale, che si tratta, non senza fatica di delineare proprio in questi anni. È un momento complesso, difficile, ma anche importante e creativo. Certo la confusione è evidente: sembrano infatti giocarsi in contemporanea due partite. Accanto a quella tradizionale di questo

quindicennio, tra la coalizione berlusconiana e “gli altri”, che si è dipanata nella successive elezioni politiche, tre vinte e due perse da Silvio Berlusconi come perno del dibattito e dell’offerta politica, se ne sta sviluppando un’altra, più sottile, ma strutturale e decisiva, sui contorni e il quadro della nuova offerta politica. Mentre i riflettori sono ancora puntati sulla prima, comincia la seconda: perciò la vicenda di questi mesi conclusivi della legislatura è importante. E così si affollano diversi attori, interni ed esterni al sistema politico, in uno scoppiettante stillicidio di conflitti e di sorprese. Se la dialettica si fa dunque sempre più aspra, quel che conta è comunque salvaguardare il quadro d’insieme e la coerenza di un percorso di sostenibilità e di sviluppo del sistema-paese. In questo senso è richiesto sempre più un pensare strategico: rispetto al ruolo dell’Italia in Europa e dell’Europa nel quadro

PENSANDOCI BENE...

LE TESI DELLA CGIL

globale, rispetto alla coesione sociale in Italia ed alla necessità di misurarsi con la sua

di Giuseppina Capozzi

Il destino del credente L’attuale cultura secolare tende non solo a negare ogni segno della presenza di Dio, ma a disorientare e offuscare la retta coscienza dell’uomo. Privato del suo riferimento a Dio, l’uomo non riesce più a rispondere alle domande fondamentali sul fine e il senso della sua esistenza. Heidegger parla di dramma dell’uomo contemporaneo, il quale non avverte più la necessità di superare la morte. La “notte del mondo” in cui ci troviamo, ribadisce Heidegger, non è la mancanza di Dio, ma il fatto che l’uomo non soffra per questa mancanza. Oggi assistiamo alle conseguenze nefaste del paganesimo assoluto apparso nel centro dell’Europa del ventesimo secolo, dopo duemila anni di annuncio del Vangelo. L’uomo non può comprendersi, nella sua interiorità ma anche nella sua esteriorità, se non si riconosce aperto alla trascendenza; Benedetto XVI riconosce nella speranza l’unica strada perché l’uomo non si chiuda in un nichilismo paralizzante. E qui si intende la speranza della liberazione al proprio destino, inteso come ritorno alla “patria sempiterna” di cui parlava Leone XIII nel-

l’Enciclica Supremi Apostolatus. Quando le peculiarità dell’uomo sembrano essere la dispersione e l’esilio lontano dalla propria identità, si realizza la più insuperabile delle schiavitù: l’incredulità. Nella Summa Theologiae, san Tommaso dice che è nella natura dell’uomo non opporsi mentalmente alle ispirazioni interne e alla predicazione esterna della verità. Ed è per questo che l’incredulità è contro natura! La non credenza non è una semplice attestazione di rifiuto; è sofferenza, passione, dolore infinito di solitudine e abbandono come solo la morte di Dio può determinare. L’ateo serio, non negligente, è in continua lotta con Dio, alla ricerca della verità. Lo stesso credente porta avanti una instancabile lotta interiore per rinforzare la sua fede e perfezionarla. Come consiglia san Josemaría Escrivá (Cammino 263): “Non ti scoraggiare. La tua sconfitta di oggi è allenamento per la tua vittoria definitiva”. Sondare gli atteggiamenti e le disposizioni interiori, comprendere l’inclinazione che dirige il cuore e quella da cui partono atti, parole e azioni rappresentano l’esercizio interio-

re per raggiungere la grazie e la forza. E sono “la riflessione, il silenzio, lo studio e la meditazione, che favoriscono la crescita della vita interiore e cristiana” (C.C.C., 2186). In particolare è nel silenzio, insopportabile all’uomo “esteriore”, che si svela il Mistero. Non si tratta di una fuga, ma di una scelta volontaria di stile di vita. Allora l’uomo, cercatore di senso, non nasconde più a se stesso la tragicità della morte, caratteristica della modernità, ma la coglie come condizione di pensiero e di vita. Sono il dolore e la morte che costringono l’uomo ad interrogarsi e che gli rivelano la bellezza dell’esistenza e la dignità del suo essere chiamato alla vita. In questo stato di ricerca della propria patria, la più grande tentazione è quella di sentirsi arrivati, di non avvertire più la necessità di comprendere il proprio destino, ritenendo di averne la piena gestione e controllo. Colui che ritiene di dominare l’oggi o il credente convinto di possedere la certezza della fede senza lottare, sono due facce della medesima posizione di esodo senza ritorno. info@giuseppinacapozzi.it

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salvaguardia nei prossimi decenni, ed infine, ma non da ultimo, sui valori ed i principi

di riferimento. È qui che il ruolo dei cattolici deve nuovamente risaltare.

MEDICI SENZA FRONTIERE

Aids, allarme prezzi farmaci “Numerose compagnie farmaceutiche hanno abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi dei farmaci contro l’Hiv nei Paesi a medio reddito”. A denunciarlo è Medici senza frontiere in un rapporto presentato alla sesta conferenza internazionale sull’Aids “Ias 2011” svoltasi a Roma. Il rapporto “Untangling the Web of Arv Price Reductions” analizza i prezzi di 23 antiretrovirali e mostra la costante tendenza alla riduzione dei prezzi per i farmaci non bloccati dai brevetti. “Mentre si assiste a un costante progresso per ridurre i prezzi per i Paesi più poveri, si dimentica che un numero significativo di persone con Hiv/Aids vive in Paesi che adesso sono esclusi dalla riduzione dei prezzi”, dichiara Nathan Ford, coordinatore medico della Campagna di Msf per l’accesso ai farmaci essenziali. Questo atteggiamento esclude Paesi con un gran numero di persone che vivono con Hiv/Aids, che hanno emesso misure per ridurre il prezzo di questi farmaci, “si sono ritrovati vittime di ritorsione da parte delle aziende farmaceutiche e di altri governi”.

BUONE VACANZE L’Ora del Salento, come ogni anno, sospende le pubblicazioni per la pausa di agosto. Il settimanale, che tornerà il 10 settembre, augura a tutti i lettori un’estate serena


L’Ora del Salento

Lecce, 23 luglio 2011

primopiano

DONI E MINISTERI

IL VICARIO GENERALE

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DOVE

Auguri eccellenza, e a voi, Andrea e Mino, NELL’ANNIVERSARIO DELL’ARCIVESCOVO benvenuti nel presbiterio di questa Chiesa

L’omelia di mons. D’Ambrosio per le ordinazioni di don Andrea Zonno e di don Mino Arnesano

Scelti fra gli uomini e per gli uomini

Il Signore questa sera ci ha radunati in questa meravigliosa piazza, cuore della nostra Diocesi, per festeggiare l’anniversario dell’Ordinazione sacerdotale del nostro Arcivescovo; per la terza volta celebriamo insieme questo anniversario, ma quest’anno si arricchisce dell’ordinazione sacerdotale di Andrea Zonno e dell’Ordinazione diaconale di Mino Arnesano. È una meravigliosa circostanza per rendere grazie e dare gloria a Dio: si, a Dio ogni gloria! Ma è anche un’occasione per la nostra diocesi per riflettere sul dono della vocazione: solo Dio può scegliere e chiamare una creatura fragile, com’è l’uomo, fatto di polvere, per ammetterlo all’intimità della sua vita sulla terra, per renderlo strumento della sua grazia: il sacerdozio è ciò che di più grande c’è sulla terra: basta pensare al miracolo di far venire Dio tutti i giorni sugli altari. Nostra madre del cielo - quanto bene le vogliamo!- ha portato sulla terra Dio solo una volta, il sacerdote lo porta ogni giorno. Ma S. Paolo ci ricorda: Che cos’hai tu che non lo hai ricevuto? Oltre a un canto di lode, la giornata di oggi costituisce una grande catechesi. Come sarebbe bello e interessante quantificare gli echi della chiamata del Signore nei 46 anni di sacerdozio del nostro amato pastore! Ma solo Dio conosce i frutti del suo apostolato e l’intimità del suo cuore, dove si è impegnato ogni giorno per migliorare e per essere disponibile alle dolci richieste della grazia. Noi questa sera possiamo solo stupirci e ringraziare il Signore anche per tutti i nostri presbiteri, che oggi ricordano 60 anni: don Antonio Ca-

ricato, don Antonio Montinaro, don Franco Lupo; 50 anni di don Salvatore Carriero, don Arcangelo Giordano; 25 anni di don Antonio Perrone, don Damiano Madaro, don Antonio Podo e don Carlo Santoro e pregare per tutti i sacerdoti e i seminaristi della nostra diocesi. L’esempio di fedeltà e docilità a Dio nella vita sacerdotale dell’Arcivescovo e di questi nostri confratelli è per tutti motivo di speranza: Dio continua a chiamare e a fidarsi di noi poveri uomini; a noi spetta essere fedeli e cogliere in questo evento un motivo per ravvivare il nostro amore profondo al Signore, un impegno apostolico più generoso e costante, un gioioso servizio alla chiesa e ai fratelli. Eccellenza, sono trascorsi velocemente due anni: abbiamo sperimentato la grazia del Signore nel suo ministero episcopale, abbiamo goduto dei suoi insegnamenti, messaggi, ma soprattutto della sua amicizia e paternità spirituale, ci siamo spesso sentiti interpellati dai suoi richiami amabili ma esigenti…Grazie, ma ci perdoni per le nostre lentezze. Nel calore di questa circostanza, mentre il cuore vibra di gioia per le ordinazioni e anniversari sacerdotali, rinnoviamo il nostro impegno di fedeltà e accorriamo a Maria SS.ma chiedendole di essere presente nel nostro ringraziamento e di aiutarci a rispondere sempre con un servizio gioioso, costante e disinteressato a Dio, a lei nostro Pastore, e a tutte le anime alle quali Lei ci invierà. Auguri, Eccellenza, e anche a voi, Andrea e Mino, i nostri più sinceri auguri: benvenuti nel nostro Presbiterio! Fernando Filograna

“Il Sommo Sacerdote viene costituito per le cose che riguardano Dio” (CONTINUA DALLA PRIMA) Il Sommo Sacerdote Cristo Gesù mi ha donato un lungo e immeritato arco di tempo per l’esercizio del ministero presbiterale, aggiungendovi grazie e doni abbondanti, nonostante ritardi, lentezze, inadempienze. Non ha mai ritirato il suo favore e il suo amore anche di fronte alle mie sordità e alle mie non risposte. Si è lasciato obbligare a un lungo esercizio di pazienza, aggiungendo anche il grande dono della pienezza dello Spirito con l’ordinazione episcopale. È l’intreccio tra la richiesta di perdono e il lode e la benedizione a Cristo Signore che parte da questa assemblea santa per il suo pastore. Ma il grande rendimento di grazie si trasforma in gioiosa invocazione, e per Andrea, sul cui capo fra poco, in questa liturgia di festosa condivisione, imporrò le mani perché con il dono dello Spirito partecipi alla missione di Cristo Sacerdote, capo e pastore, e per Mino, che ordinato diacono, dovrà essere sempre pronto e disponibile nel compiere la volontà di Dio e servire con gioia e generosità il Signore e i fratelli. La multiforme ricchezza della liturgia, ma soprattutto la forza della parola che ci è stata annunziata e il pane di vita spezzato e donato a tutti noi, ci aiutano ad affacciarci alla soglia del mistero per contemplare come in uno specchio il Dio tre volte santo, e ritor-

Questo dono grande, il sacerdozio, non è una conquista umana, è un dono che dipende completamente dall’iniziativa di Dio. È lui che chiama, è lui che sceglie

nare al nostro quotidiano con la certezza e la ricchezza della sua grazia. 2. Il brano della lettera agli Ebrei questa sera domina la nostra assemblea e ci porta al cuore del mistero di grazia che stiamo celebrando. “Ogni sommo sacerdote, è scelto fra gli uomini e per gli uomini, viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio” (Eb5,1). Ex hominibus assumptus, pro hominibus constituitur. Non possiamo sottacere questa verità che è fondamentale per il nostro ministero, tanto meno dimenticarla o edulcorarla. Veniamo dagli uomini, siamo per gli uomini. Il peccato ci appartiene, la fatica della fedeltà non può esserci estranea, ma il rispetto e la cura per il dono ricevuto, devono vederci sempre come sentinelle vigili. Il nostro è un ministero di mediazione: c’è un duplice legame di solidarietà, fratelli miei presbiteri, che ci lega agli uomini. Un legame di origine: scelti e presi tra gli uomini, e un legame di finalità: veniamo costituiti per, a favore degli uomini. Qualora nel nostro ministero viene a mancare la solidarietà con gli uomini, il sacerdozio si vanifica nell’illusione, nell’evasione, nella impossibilità di una reale mediazione. L’autore sacro presenta l’altro aspetto della mediazione: la solidarietà con Dio. Il Sommo Sacerdote viene costituito per le cose che riguardano Dio. Quando mettiamo in ombra o viene meno nel nostro ministero la dimensione primaria della solidarietà con Dio, il sacerdozio si dissolve nell’immanenza, nell’inefficacia salvifica, nella sterilità. 3. L’autore sacro ci ricorda con forza l’origine divina del nostro ministero: “Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne”. (Eb5,4). Questo dono grande, il sacerdozio, non è una conquista umana, è un dono che dipende completamente dall’iniziativa di Dio. È lui che chiama, è lui che sceglie. “Il sacerdozio di Cristo non è stato frutto di un’ambizione, non è stato ottenuto con un’autoglorificazione, ma al contrario con una volontaria umiliazione... Cristo è stato proclamato sacerdote da Dio dopo la sua consacrazione sacerdotale, la quale è consistita nella solidarietà più completa con gli uomini fino alla morte, e que-

sta è la grande novità del suo sacerdozio” (A. Vanhoye). Mi preme sottolineare ancora una volta questo connotato essenziale del nostro ministero: la solidarietà con gli uomini. Da qui trae motivazioni forti il nostro stare con il rapporto quasi sponsale che ci lega ai fratelli ai quali annunziamo la parola e per i quali c’è l’offerta della nostra vita, come Cristo: “preghiere e suppliche con forti grida e lacrime” (v. 7). La relazione di Cristo, Sacerdote Sommo, ha acquisito il più alto grado di perfezione in forza della solidarietà con noi spinta fino alla morte da condannato. Così Cristo è stato reso perfetto e consacrato sacerdote. Non diversamente per noi, fratelli miei presbiteri: saremo resi perfetti e il nostro sacerdozio riceverà la sua vera e definitiva consacrazione quando, in forza della mediazione che ci fa solidali con i fratelli, vivremo fino in fondo come Cristo, le parole, le sue, che ogni giorno ripetiamo celebrando il memoriale della sua Pasqua: Prendete, mangiate, è il mio Corpo. Prendete, bevete: è il mio sangue, versato per voi. 4. Ho scelto questa pagina della lettera agli Ebrei, sulla quale ho meditato a lungo in questi giorni di preparazione a questa grande festa, a questo ulteriore dono che il Signore fa a me, chiamandomi ad imporre le mani per la quarantanovesima volta per rendere partecipe dell’unico suo sa-

cerdozio, Andrea, l’ultimogenito, per ora, di questa ormai numerosa famiglia, per la quale domando la preghiera di tutti voi, perché non si arresti la sua fecondità. Ma il dono il Signore lo fa in particolare alla Chiesa, che vede nell’ingresso di un nuovo sacerdote la benedizione e la tenerezza dell’amore di Dio che continua a passare lungo le strade della nostra Chiesa, non stancandosi di chiamare e di invitare alla sequela. Questo brano della grande omelia sul sacerdozio di Cristo, che è la lettera agli Ebrei, ci e mi porta alle radici e al legame con l’unico sacerdozio di Cristo Signore e domanda la nostra lunga, orante e contemplante meditazione. Ci aiuta a capire la consacrazione sacerdotale di Gesù, il suo sacerdozio e la nostra partecipazione a questo sacerdozio. Il sacramento dell’Ordine che abbiamo ricevuto prende tutto il suo valore e la sua efficacia perché ci mette in un intimo e indissolubile legame con l’unico vero Sacerdote comunicandoci il duplice dinamismo caratteristico della consacrazione di Cristo: “dinamismo di obbedienza filiale verso Dio e di solidarietà fraterna con gli uomini” (Vanhoye). Questo intimo e indissolubile legame con Cristo, ci pone in una nuova trama di rapporti con lui: Non più servi, ma amici. Queste parole, proclamate e da me ascoltate nel giorno

dell’ordinazione presbiterale, conservano intatta la loro freschezza ricordandomi un rapporto che mi fa avvertire ogni giorno la presenza dell’amico che si è fidato di me, che si fida di tutti noi, che oggi si fida di te, Andrea carissimo, e ci ripete: “Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv15,16). Quale frutto dobbiamo portare, investiti come siamo del ministero stesso del Cristo che è riconciliazione e redenzione? A noi il mondo chiede verità e autenticità. Concludendo, consegno a tutti voi alcune parole che, lette pochi giorni fa, mi hanno ricordato lo specifico di noi presbiteri: “Non bastano più semplici uomini ordinati sacerdoti: occorrono preti-Cristo, preti-vittime per l’umanità. Cristi autentici, pronti sempre a morire per tutti. (…) Perché senza Cristo, senza preti-Cristo, anche il mondo d’oggi con le magnifiche straordinarie scoperte, non vive. Agonizza. Muore.. Cristo solo è la vita” (Chiara Lubich). Sono parole di una grande testimone del nostro tempo. Siano in particolare per noi presbiteri, il richiamo all’autenticità nel ministero e nella testimonianza di vita. Ricordano a tutti voi, fratelli e sorelle, che nella gioia e nel rendimento di grazie condividete questa Eucaristia, che solo nella riposta e nella fedeltà a una chiamata, è offerta a tutti la possibilità di essere servi e amici di Gesù. 5. Signore Gesù, Sommo sacerdote misericordioso, affido alle tue sante mani e alla tua tenera provvidenza questo giovane presbitero e tutti i presbiteri di questa Chiesa da te amata e prediletta, “ perché nessuno li rapisca dalla tua mano né dalla mano del tuo servo al quale li hai affidati, ma possano perseverare con gioia nel santo proposito, e perseverando ottengano la vita eterna con il tuo aiuto, o dolcissimo nostro Signore, che vivi e regni per tutti i secoli dei secoli”. Amen (Aelredo di R.) + Domenico D’Ambrosio


L’Ora del Salento

Lecce, 23 luglio 2011

ecclesìa IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA

don Angelo Sceppacerca

Il tesoro è nascosto ma si può trovare

Sono le ultime brevi parabole del Regno, che raccontano e spiegano il mistero del Regno di Dio e come esso sia presente in questa storia di male, di contraddizioni e difficoltà, come misericordia. Quattro brevi metafore: il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che pesca ogni tipo di pesce, il padrone che ha un tesoro di cose nuove e antiche. Servono per rispondere all’obiezione: se Dio è misericordia, perché darsi da fare, affannarsi? Le prime due sono sulla necessità della nostra decisione; le altre due sulla responsabilità di mantenere la decisione presa e di trasmetterla, come fa lo scriba divenuto discepolo. Il grande sogno dell’uomo è trovare qualcosa che dia senso alla vita, un vero tesoro, la felicità. Chi la trova, sia che l’abbia cercata o ci si sia imbattuto per caso, è chiamato ad una decisione, dettata dalla gioia di aver trovato, di aver capito il perché della vita. La decisione è quella di investire tutto nella scoperta, nella perla trovata; essere responsabile della misericordia che ci ha raggiunti. Ognuno è fatto per essere felice, ma nessuno sa dove trovare la felicità. Nella Bibbia il tesoro, la felicità è connessa con la sapienza perché è questa che dice come vivere e cosa fare per trovare quella. Sapienza è vedere nelle difficoltà il seme che cresce e saper usare nella miseria e nel male la misericordia. La sapienza, in parole semplici, è quella di Dio, l’amore assoluto che vince ogni male. Il tesoro è nascosto ma lo puoi trovare nel campo che è il mondo intero. Il tesoro è in tutto il mondo, è nel cuore di ogni uomo che è campo di Dio. Il tesoro non è lontano; è nel luogo di vita e di lavoro, abituale, vicino. Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam era solito raccontare la storia di Rabbi Eisik, figlio di Rabbi Jekel di Cracovia. Dopo anni e anni di dura miseria, che però non avevano scosso la sua fiducia in Dio, questi ricevette in sogno l’ordine di andare a Praga per cercare un tesoro sotto il ponte che conduce al palazzo reale. Quando il sogno si ripeté per la terza volta, Eisik si mise in cammino e raggiunse a piedi Praga. Ma il ponte era sorvegliato giorno e notte dalle sentinelle ed egli non ebbe il coraggio di scavare nel luogo indicato. Tuttavia tornava al ponte tutte le mattine, girandovi attorno fino a sera. Alla fine il capitano delle guardie, che aveva notato il suo andirivieni, gli si avvicinò e gli chiese amichevolmente se avesse perso qualcosa o se aspettasse qualcuno. Eisik gli raccontò il sogno che lo aveva spinto fin lì dal suo lontano paese. Il capitano scoppiò a ridere: “E tu, poveraccio, per dar retta a un sogno sei venuto fin qui a piedi? Ah, ah, ah! Stai fresco a fidarti dei sogni! Allora anch’io avrei dovuto mettermi in cammino per obbedire a un sogno e andare fino a Cracovia, in casa di un ebreo, un certo Eisik, figlio di Jekel, per cercare un tesoro sotto la stufa! Eisik, figlio di Jekel, ma scherzi? Mi vedo proprio a entrare e mettere a soqquadro tutte le case in una città in cui metà degli ebrei si chiamano Eisik e l’altra metà Jekel!”. E rise nuovamente. Eisik lo salutò, tornò a casa sua e dissotterrò il tesoro con il quale costruì la sinagoga intitolata “Scuola di Reb Eisik, figlio di Reb Jekel”. “Ricordati bene di questa storia - aggiungeva allora Rabbi Bunam - e cogli il messaggio che ti rivolge: c’è qualcosa che tu non puoi trovare in alcuna parte del mondo, eppure esiste un luogo in cui la puoi trovare”.

L’AGENDA DELL’ARCIVESCOVO

Domenica 24 luglio 2011

Ore 19.30 - Assiste alla prima Santa Messa presieduta dal novello Presbitero don Andrea Zonno Dal 25 al 28 luglio 2011

Partecipa al pellegrinaggio diocesano a Lourdes Venerdì 29 luglio 2011

Ore 18.30 - Presiede la S. Messa a S. Pietro in Lama nel 60° Anniversario di ordinazione di mons. Antonio Caricato Sabato 30 luglio 2011

Ore 19.30 - Presiede la S. Messa a S. Cataldo

GMG 2011

Da Madrid a Lecce un ponte Il diario corre ogni giorno in rete Il 9 agosto, giorno della partenza per la meravigliosa avventura della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, si avvicina a velocissimi passi. L’equipe diocesana di Pastorale Giovanile, nella sua ultima riunione, per coinvolgere in questo evento universale della fede i giovani che non avranno la fortuna di partire ed anche le comunità, i gruppi e le famiglie dei nostri giovani pellegrini, ha deciso di offrire un resoconto quotidiano delle giornate vissute dalla delegazione della nostra diocesi. Ogni giorno, a partire dal 10 agosto, sul nostro sito web www.upglecce.it visitabile anche con un link sul sito istituzionale della diocesi www.diocesilecce.org, verrà pubblicato il diario della missione in terra di Spagna, i racconti dei protagonisti affidati ai ragazzi delle varie parrocchie, le nostre foto e i video dei momenti più importanti. Sarà pubblicata anche la posta che i leccesi vorranno inviare ai loro amici e parenti da Cuenca e Madrid. Insomma il web diventerà un grande ponte che terrà unita la penisola iberica con quella salentina e i cuori di quanti pregano e si uniscono nella fede all’incontro dei giovani di tutto il mondo con il successore dell’Apostolo Pietro. Una nostra delegazione è stata anche invitata a com-

mentare per la web tv gli eventi finali della veglia e della Messa conclusiva del Santo Padre il 20 e 21 agosto. Ma non finiscono qui le sorprese tecnologiche a disposizione dei giovani pellegrini e di quanti rimarranno qui a Lecce: il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile della Cei in collaborazione con la Apple ha creato un’applicazione gratuita per i-phone denominata i-GMG: si tratta di un’applicazione ricca di contenuti audio e video che sarà nostra compagna di viaggio

IN MEMORIA CORDIS

Il libro di don Luciano per ricordare i nostri sacerdoti defunti Dedicandolo all’attuale Arcivescovo di Lecce ed al Presbiterio Diocesano, a ricordo dell’Anno Sacerdotale 20092010, su progetto grafico di Vincenzo Paticchio, il nostro caporedattore del settimanale cattolico diocesano “L’Ora del Salento”, don Luciano Forcignanò ha pubblicato un volume di quasi 400 pagine “In Memoria Cordis” a ricordo dei Ministri Ordinati dell’Arcidiocesi di Lecce e defunti dal 1900 al 2010. Il volume, presentato dall’Arcivescovo mons. D’Ambrosio, cui si aggiunge il saggio introduttivo sulla Chiesa di Lecce nel ‘900 a cura di don Mauro Carlino, riporta il rispettivo medaglione e

alcuni cenni biografici di maggiore rilievo arricchiti, come è uso avvenga in una pubblicazione particolareggiata, sia pur brevemente, da opportune annotazioni inerenti la vita e le opere di numerosi sacerdoti. Il pregevole lavoro archivistico, mosso dallo “scopo di aiutare a ricordare, con la riconoscenza cordiale, chi ci ha amministrato il Santo Battesimo, ci ha dato la Prima Comunione, ci ha amministrato la Santa

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Cresima, soprattutto il vescovo che ci ha conferito il Sacro Ordine del presbiterato e i sacerdoti che nel giorno indimenticabile dell’Ordinazione Sacerdotale ci hanno rivestiti degli abiti sacri”, ha ricompreso i Vescovi, ordinari e nativi, dell’Arcidiocesi corredandosi delle immagini tratte dai ricordini funebri, dalle chiese di appartenenza dei sacerdoti, dall’archivio fotografico de “L’Ora

del Salento” nonché da una foto-ricordo del gruppo del pellegrinaggio sacerdotale a Roma nell’Anno Santo del 1933. Interessanti e degne di nota le due appendici nelle quali l’Autore presenta il ministero ed i servizi pastorali delle figure sacerdotali ed il loro “Dies natalis in Domino - Lyciensis cleri necrologium” per il ricordo quotidiano nella preghiera. Ivan d’Arco

IMPORTANTE

Si comunica a sacerdoti e laici che la Curia Arcivescovile resterà chiusa dall’8 al 18 agosto

in questa fantastica avventura popolata da giovani di tutto il mondo. All’interno di questa applicazione sarà disponibile un diario giornaliero che permetterà di appuntare, giorno per giorno, i luoghi visitati, le esperienze vissute, una piccola riflessione; inoltre sarà possibile aggiungere gli amici conosciuti, scattare foto o registrare dei video e tenerli “inseriti” nella giornata in modo che questi momenti diventino ricordi indelebili di tutta la vita. Per allargare gli orizzonti sarà possibile anche condividere tutto ciò che si scrive sulla propria bacheca di Facebook. Si potrà inoltre conoscere la storia della Giornata Mondiale della Gioventù, rivivere emozioni ascoltando gli inni che hanno fatto la storia di questo straordinario evento, cantare seguendo i testi, leggere il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI, dei vescovi italiani e visionare una galleria composta da foto e video. Un modo sicuro, moderno e comodo per rimanere sempre aggiornati su tutte le news attraverso i Feed RSS che segnaleranno gli appuntamenti importanti a cui non è possibile mancare. Igmg è ovviamente un’ applicazione completamente gratuita che può essere scaricata dal sito www.gmg2011.it o direttamente dal portale multimediale www.itunes.apple.com. La prossima Gmg di Madrid passerà certamente alla storia ne siamo convinti - come la prima Gmg veramente multimediale, moderna e tecnologica. Simone Renna


L’Ora del Salento

Lecce, 23 luglio 2011

catholica

VERSO LA FESTA DI AGOSTO I PATRONI DELL’ARCIDIOCESI DI LECCE LE CELEBRAZIONI RELIGIOSE Solennità dei Santi Patroni della Città e della Diocesi di Lecce

Oronzo, Fortunato e Giusto Solenne Undena di preparazione (Chiesa Cattedrale, 16 -23 agosto, ore 19)

“Il Buon Pastore da la vita per le pecore” 16 agosto: partecipano le Confraternite della Città Presiede mons. Piero Quarta, Assistente Diocesano delle Confraternite: “S. Oronzo: testimone della fede operosa” 17 agosto: partecipano i Catechisti della Diocesi Presiede don Carlo Calvaruso, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano: “S. Oronzo: primo evangelizzatore” 18 agosto: partecipano i Ministri Istituiti della Diocesi Presiede mons. Vincenzo Marinaci, Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Ministeri “S. Oronzo: servo della carità” 19 agosto: partecipano le Famiglie e, in modo particolare, gli operatori della Pastorale familiare Presiede mons. Salvatore Carriero, Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale familiare: “S. Oronzo: esempio nella trasmissione della fede” 22 agosto: partecipano l’Apostolato della Preghiera e Monastero invisibile: Presiede don Giuseppe Spedicato, Assistente diocesano AdP: “S. Oronzo: Mediatore tra Dio e gli uomini” 23 agosto: partecipano le Associazioni e Movimenti laicali Presiede mons. Flavio De Pascali, Responsabile diocesano della Pastorale dei Laici “S. Oronzo: vita donata per la salvezza del mondo” 24 agosto ore 19: Processione per le Vie della Città 25 agosto: Le Parrocchie della città e dei paesi della Arcidiocesi si recano in pellegrinaggio alla Chiesa Cattedrale Ore 19: Rito dell’Offerta dell’olio che alimenterà la lampada votiva perpetua, segno della venerazione di tutta la Chiesa locale verso i suoi Santi Patroni. L’olio verrà offerto, nella persona dei Sindaci, dai Paesi di una Vicaria della Diocesi Ore 19.30: Celebrazione del Vespro nella Solennità dei Santi Patroni 26 agosto ore 11: Solenne Pontificale Presiede da mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo Metropolita di Lecce.

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TEATRO ED EVANGELIZZAZIONE

Se la parrocchia diventa laboratorio di cultura e fede Attività pastorale ed offerta formativa con l’impegno teatrale: un rapporto antico corredato di valori educativi e formativi. Per il miglioramento delle abilità espressive, lo sviluppo delle capacità di coordinamento e di collaborazione, il potenziamento dei rapporti concreti con il ritmo, la luce, il suono, lo spazio. È merito di tante parrocchie aver promosso autentici laboratori di non raro livello elevato per la promozione del territorio, lo sviluppo culturale di attori e spettatori, di promozione spirituale e religiosa, tramite compagnie di ragazzi, di giovani e di adulti, progettando autentici percorsi culturali di valorizzazione della cultura locale, di Nelle parrocchie e nei centri civili, negli istituti scolastici e nelle aggregazioni sociali, nei momenti forti d’impegno civile e nelle lotte per la conquista della libertà, l’esperienza teatrale risulta altamente significativa. Il teatro costituisce una particolare forma di comunicazione che, nello sviluppo delle diverse attitudini, contribuisce a maturare un rapporto interpersonale costituito da proposta, esibizione, valutazione e risposta. Cogliendo nel presente messaggi che magari provengono da tempi lontanissimi e che, con il godimento dell’evento spettacolare, producono riflessione, maturazione sociale. La valorizzazione delle sale della comunità nell’impegno pastorale e le molteplici attività di drammaturgia classica e di nuova sperimentazione nella programmazione dei teatri stabili e nelle proposte estive costituiscono importanti eventi culturali da sostenere con convinzione. Del resto, il teatro rimane sempre un incontro creativo, ricco di coinvolgimento emotivo e di sempre nuova presenza comunitaria, capace di realizzare spettacolo in tempo reale. Un’attività popolare che, superando infauste previsioni sulla sua sopravvivenza nell’epoca della tv e di Internet, continua ad essere capace di riproporre spettacolo con antica arte e con inediti sperimentazioni forme di incontro sociale. Proprio il progetto culturale d’ispirazione cristiana può costituire uno stimolo efficace, per coniugare comunitariamente cultura e comunicazione realizzando valide proposte di drammatizzazione per la pre-evangelizzazione, l’evangelizzazione, la catechesi fino alla preghiera. L’intenso coinvolgimento degli attori, che ogni volta recitano con partecipazione emotiva, si misurano nella loro interpretazione artistica, entrano in scena esprimendo rappresentando i personaggi con concentrazione e tensione è un’interessante pista di dialogo con la comunità, che a sua volta di pone in atteggiamento di ascolto e di confronto, esprimendo la propria valutazione. È, soprattutto, proprio nelle tante situazioni di solitudine dinanzi alla tv e nella navigazione in Rete, un autentico laboratorio di percorso comunitario, per maturare idee sociali, politiche e religiose. Non si tratta di compiere opzioni di teatro militante o di semplice consumo culturale o di semplice produzione ricreativa, ma di fare proposte, con creatività ed all’interno delle varie forme di drammaturgia, capaci di incidere nel cuore e nella mente con il messaggio evangelico, cogliendo l’inquieto anelito dell’uomo per l’Assoluto e valorizzando atteggiamenti e scelte culturali di ricerca, di dialogo e di annuncio. Compagnie teatrali, gruppi giovanili, centri catechistici e oratoriali hanno oggettivamente investito tante risorse aggregative, offrendo spazi umani e culturali per ridefinire e qualificare la comune identità civile e religiosa, nel comune sentire individuale e comunitario. Adolfo Putignano


L’Ora del Salento

Lecce, 23 luglio 2011

welfare

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i tutt e lass in c

di Antonio Silvestri

Il riscatto della laurea: anche in 120 comode rate mensili

È possibile riscattare la laurea. Questo lo sanno quasi tutti, ma non molti conoscono quali siano i vantaggi nel presentare la domanda ai fini pensionistici. E soprattutto molti dubbi sorgono intorno a modalità e procedure: quali sono i tempi per farlo? Quanto costa e chi può fare richiesta? Innanzitutto va sottolineato che è ammesso il riscatto del periodo in cui si è svolto il corso legale di laurea soltanto a condizione che sia stato conseguito il relativo titolo di studio. Il calcolo dell’onere per il riscatto della laurea deriva da un calcolo complesso, con molteplici variabili: è formulato dall’Inps sulla base della retribuzione media pensionabile riferita alla data della domanda, del periodo da riscattare, dell’età e del sesso del richiedente. L’ammontare determinato può essere pagato in unica soluzione o fino a centoventi rate mensili (dieci anni) senza interessi. Se i periodi da riscattare sono anteriori al gennaio 1996, il calcolo del riscatto della laurea è quantificato da particolari tabelle che tengono conto - come già detto - dell’età, del sesso, della posizione assicurativa e retributiva dell’interessato o interessata e - ovviamente - della durata dei periodi da riscattare. Perché ovviamente? Perché è possibile anche riscattare una sola parte - pochi mesi o qualche anno - di tutto il corso legale di studi. È una scelta di chi avanza domanda, sulla base - della valutazione circa la necessità e l’utilità di incrementare la propria posizione assicurativa. Torniamo al metodo di calcolo per quantificare l’onere del riscatto, ov-

La salute prima di tutto di Domenico Maurizio Toraldo

vero il denaro che dovrà pagare la pensione maggiorata dall’operazione in corso. Se si tratta del riscatto di anni di laurea posteriori al gennaio 1996, il calcolo è invece più semplice: viene determinato sulla base dell’aliquota contributiva (per la maggior parte dei lavoratori dipendenti l’aliquota è pari al 33 per cento) applicata alla retribuzione lorda del richiedente, moltiplicata per il numero degli anni di cui si chiede il riscatto. Ovviamente, i due sistemi di calcolo sono applicati congiuntamente se il periodo da riscattare si trova “a cavallo” del gennaio 1996. Sono esclusi dalla possibilità di riscatto i periodi di iscrizione fuori corso, i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto. Si possono riscattare i diplomi universitari (corsi di durata non interiore a due anni e non superiore a tre) ed i diplomi di laurea (corsi con durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni). Ma anche i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni ed i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge. Possono essere riscattati anche altri corsi, come quelli delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori di Musica. Da non dimenticare la possibilità - già citata prima - di riscattare tutto il periodo di studio o singoli periodi, così come - dal 1997 - la facoltà di riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti prima di questa data.

I COLORI DELLA VITA

di Fabio Scrimitore

Bandito il concorso per dirigenti scolastici In un’indimenticabile triade di giorni di mezzo luglio, il Ministro Gelmini ha chiamato a raccolta tutto l’intero mondo della scuola. Il 12 luglio, viale Trastevere ha pubblicato la circolare che consente al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario, che sia già incluso nelle graduatorie e negli elenchi provinciali ad esaurimento, di presentare 30 domande, per ottenere supplenze brevi o annuali dai Dirigenti scolastici. Il 13 luglio la stessa Amministrazione scolastica ha pubblicato il decreto n. 162, tanto atteso dagli aspiranti insegnanti, che hanno interesse a ricevere supplenze brevi o annuali da parte dei Capi di istituto, nel triennio che va dal 1° settembre 2011 al 31 agosto del 2014. Lo stesso giorno del 13 luglio, è stata emanata l’annuale circolare che consentirà ai Dirigenti scolastici ed all’ufficio scolastico regionale di adattare l’organico delle classi, fatto in primavera, ai cambiamenti intervenuti in estate nel numero degli alunni iscritti. Il 15 luglio finalmente è apparso in gazzetta ufficiale il bando di concorso per dirigenti scolastici. Vi sono state messe a concorso ben 2386 presidenze di scuole, alla cui assegnazione potranno concorrere tutti gli insegnanti che abbiano maturato almeno cinque anni di insegnamento a tempo indeterminato, e che posseggano una delle tre specie di laurea oggi in vigore: la magistrale, la specialistica e la laurea quadriennale del vecchio universitario. La domanda di partecipazione al concorso dovrà essere presentata online, entro il termine perentorio di 30 giorni, che decorrerà dal giorno in cui il bando è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale, vale a dire entro il 16 agosto 2011. Forse entro il mese di settembre, gli aspiranti presidi saranno chiamati a sostenere la prova-selettiva, che consisterà nella soluzione di 100 domande a risposta multipla, alle quali i candidati dovranno rispondere nel tempo massimo di 100 minuti. Coloro che risponderanno correttamente ad almeno 80 delle domande proposte, saranno ammessi alle due prove scritte. L’esperienza fa dire che ci vorranno ben più di 12 mesi, per completare tutta la procedura del concorso, sicchè sembra verosimile pensare che molto difficilmente i vincitori del concorso potranno assumere servizio nelle presidenze delle scuole il 1° settembre del 2012. Intanto, gli aspiranti dirigenti scolastici faranno bene a visitare il sito del Ministero (www.miur.it) e quello dell’Ufficio Scolastico Regionale di Puglia (www.pugliausr.it) perché vi sarà pubblicata l’attesissima batteria di oltre 5000 quesiti, dalla quale saranno estrapolate le 100 domande, che verranno sottoposte ai candidati stessi il giorno della prova pre-selettiva. Un solo dubbio accompagna la lettura del bando ed è rappresentato dalla nuova disposizione, contenuta nella nuovissima legge n. 11, del 14 luglio 2011il cui art. 19, al comma 4, dispone che alle scuole che abbiano meno di 500 alunni, non potranno essere assegnati dirigenti scolastici incaricati a tempo indeterminato.

di Vinicio Russo

ILFISCO ED I CITTADINI

Pneumologo

Pesce? Mangiarlo almeno tre volte a settimana Uno studio condotto presso il prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma, ribadisce l’importanza di una dieta sana ed equilibrata per prevenire le malattie cardiovascolari. Mangiare con equilibrio e gusto per allontanare le malattie cardiovascolari: questo è il messaggio lanciato dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma che per quasi 10 anni hanno seguito un ampio gruppo di donne nate fra il 1914 e il 1948. Le donne reclutate per questo studio hanno compilato un questionario molto particoleraggiato, composto di circa 350 domande, volto a comprendere le loro abitudini alimentari e lo stile di vita. Dall’analisi dei questionari i ricercatori sono riusciti a scoprire quante volte a settimana le pazienti consumavano pesce, come lo mangiavano e in che modo questo alimento era stato cucinato e servito. È stato così possibile scoprire che le donne che consumano pesce almeno 3 volte a settima hanno un probabilità del 15% inferiore, rispetto alle donne che consumavano pesce sporadicamente, di essere colpite da ictus. Dallo studio è emerso che ad esplicare l’effetto protettivo sono soprattutto

il consumo di merluzzo, tonno e pesci d’acqua dolce, ma i ricercatori hanno anche sottolineato che a godere del miglior stato di salute sono le donne che non solo consumano pesce 3 volte a settimana, ma che in più consumano abbondanti porzioni di frutta e verdura, bevono alcool con molta moderazione e fumano poco o per niente. Le donne più in salute, dunque, non sono solo quelle che portano regolarmente in tavola il pesce, ma sono quelle che scelgono uno stile di vita salutare; lo studio in questione ha anche ribadito che il pesce va mangiato e non si deve temere di introdurre mercurio con il suo consumo; il mercurio è un inquinante ambientale che può nuocere alla salute. Il pesce per via degli acidi grassi polinsaturi che contiene, come gli omega3, aiuta a contrastare l’ipercolesterolemia e la formazione delle placche ateromatosiche; consumare pesce anche in abbondanza, infine, non aumenta il rischio di insorgenza di emorragie cerebrali. Il pesce però va anche cucinato in maniera salutare: meglio non abusare, dunque, nel consumo di fritture e di pesci conservati in salamoia.

Assisi: riflessione dialogo, preghiera

Riciclaggio e obblighi di adeguata verifica

Il 27 ottobre sarà celebrato il venticinquesimo anniversario della storica “Giornata di preghiera per la pace nel mondo”, voluta, ad Assisi, nel 1986, dal beato Giovanni Paolo II. Tale grande iniziativa non dovrebbe far dimenticare altri due eventi che lo stesso Pontefice promosse nella città di san Francesco: la “Giornata mondiale di preghiera per la pace nei Balcani”, il 23 gennaio 1994, e la “Giornata di preghiera per la pace nel mondo”, il 24 gennaio 2002, in un momento di preoccupante tensione internazionale. Il venticinquesimo anniversario, al quale Benedetto XVI ha voluto dare come tema “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”, verrà celebrato e vissuto nel segno della riflessione, del dialogo e della preghiera. La riflessione, il silenzio, la presa di distanza sono compagni necessari di ogni vero dialogo: se dovessero mancare, questo processo rischierebbe di impoverirsi e di ridursi a uno scambio di idee, con poco o senza spessore spirituale e intellettuale. Ancora una volta ci chiederemo: perché i cristiani si impegnano a dialogare con persone e comunità di altre religioni? Un primo motivo è che siamo tutti creature di Dio e, quindi, fratelli e sorelle. Il fatto, poi, che Dio è all’opera in ogni persona umana, la quale già attraverso l’uso della ragione può presentire l’esistenza del mistero di Dio e riconoscere valori universali, costituisce un secondo motivo. Esiste infine un terzo motivo: individuare nelle diverse tradizioni religiose il patrimonio di valori etici comuni che consente ai credenti di contribuire, come tali, in particolare all’affermazione della giustizia, della pace e dell’armonia nelle società delle quali sono membri a pieno titolo. Tale riflessione richiede tempo, scambio di vedute, onestà intellettuale e umiltà. Non è raro che gli interrogativi che sorgono nei partner del dialogo richiedano un tempo di studio, di riflessione e anche uno scambio all’interno di uno stesso gruppo religioso in dialogo. La Giornata del 27 ottobre prossimo favorirà, senz’altro, tale riflessione, sia a livello personale che collettivo. Il dialogo non è una conversazione tra responsabili religiosi o credenti di varie religioni; non è una trattativa di tipo “diplomatico”; non è terreno di marchandage e, meno ancora, di compromessi; non è motivato da interessi politici o sociali; non cerca né di sottolineare le differenze né di cancellarle; non mira a creare una religione globale, accettata da tutti; non è promosso per sola iniziativa personale; non indulge alla tentazione dell’ambiguità dei concetti e delle parole. Il dialogo vero, invece, è uno spazio per la testimonianza reciproca tra credenti appartenenti a religioni diverse, per conoscere di più e meglio la religione dell’altro e i comportamenti etici che ne scaturiscono. Ciò permette, allo stesso tempo, di correggere immagini errate e superare preconcetti e stereotipi su persone e comunità. Si tratta di conoscere l’altro come è e, quindi, come ha il diritto di essere conosciuto, non come si dice che è e, meno ancora, come si vuole che sia. Siamo tutti chiamati alla preghiera per la Giornata del 27 ottobre.

Gli operatori che svolgono l’attività di gestione di case da gioco procedono all’identificazione e alla verifica dell’identità di ogni cliente che compia operazioni di acquisto e di cambio di “fiches” o di altri mezzi di gioco per importo pari o superiore a 2.000 Euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un’operazione unica o di più operazioni che appaiono collegate. Gli obblighi di adeguata verifica della clientela si considerano comunque assolti se le case da gioco pubbliche procedono alla registrazione, all’identificazione e alla verifica dell’identità dei clienti fin dal momento dell’ingresso o prima di esso, indipendentemente dall’importo dei gettoni da gioco acquistati. A decorrere dal 30 aprile 2010, i citati soggetti adottano le modalità idonee a ricollegare i dati identificativi alle operazioni di acquisto e di cambio dei gettoni che ciascun cliente compie per un importo pari o superiore a 2.000 Euro. Sono acquisite e conservate, secondo le modalità prescritte dal d.lgs. 231/2007 (alternativamente: sistemi informatici, archivio unico informatico, registro della clientela), le informazioni relative: ai dati identificativi; alla data dell’operazione; al valore dell’operazione e ai mezzi di pagamento utilizzati. Gli operatori che svolgono l’attività di gestione di case da gioco on line procedono all’identificazione e alla verifica dell’identità di ogni cliente per importo superiore a 1.000 Euro. A tal fine, gli operatori devono registrare e acquisire le informazioni relative: ai dati identificativi dichiarati dal cliente all’atto dell’apertura dei conti di gioco o della richiesta delle credenziali di accesso ai giochi on line; alla data delle operazioni di apertura e ricarica dei conti di gioco e di riscossione sui medesimi conti; al valore delle operazioni sopra indicate e ai mezzi di pagamento utilizzati; all’indirizzo IP (Internet Protocol), alla data, all’ora e alla durata delle connessioni telematiche nel corso delle quali il cliente, accedendo ai sistemi del gestore della casa da gioco on line, pone in essere le suddette operazioni. I dati sono soggetti a conservazione per un periodo di due anni dalla comunicazione da parte delle case da gioco on line. Gli stessi sono conservati, per dieci anni, dai fornitori di comunicazione elettronica e possono essere richiesti ai medesimi dagli organi di controllo. Le autorità di vigilanza di settore e gli organi incaricati del controllo, compreso il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, nell’ambito delle rispettive competenze, riferiscono al Comitato di sicurezza finanziaria, almeno una volta l’anno, sull’adeguatezza dei sistemi di prevenzione adottati dalle case da gioco. Giangaspare Donato Toma


L’Ora del Salento

Lecce, 23 luglio 2011

obiettivo

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LEGGE FINE VITA IL TESTO APPROVATO Dalla tutela della vita umana al divieto assoluto dell’eutanasia. Spazio alle Dichiarazioni anticipate di trattamento

In otto articoli più forza alla vita Nella seduta del 12 luglio la Camera dei deputati ha approvato, con 278 voti a favore, 205 contrari e 7 astenuti, la proposta di legge recante “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”. Il progetto dovrà ora tornare al Senato in terza lettura. Nel corso dell’esame presso l’Aula di Montecitorio il testo ha subito alcune modifiche strutturali , rispetto a quello proveniente da Palazzo Madama e ulteriormente modificato dalla Commissione di merito di Montecitorio, quali la definizione più dettagliata della platea di pazienti per cui le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) assumono rilievo (casi d’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze “per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale”), l’eliminazione dell’intervento di un collegio di medici in caso di contrasto tra il fiduciario e il medico curante sul rispetto degli orientamenti espressi dal paziente nelle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) e la soppressione dell’articolo che prevedeva il ricorso all’autorizzazione giudiziaria. Di seguito, gli aspetti principali contenuti negli otto articoli che compongono la proposta di legge. Art.1. Tutela della vita umana e divieto dell’eutanasia. Il primo articolo “riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado d’intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge”. L’articolo vieta esplicitamente “ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio, considerando l’attività medica e quella di assistenza alle persone esclusivamente finalizzate alla tutela della vita e della salute nonché all’alleviamento della sofferenza”. Art.2. Consenso informato. Il secondo articolo dispone che “salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito e attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole”. Art.3. Le modalità delle Dat. La disposizione definisce i limiti e le modalità delle Dichiarazioni anticipate di trattamento, nelle quali il dichiarante “esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l’attivazione di trattamenti terapeutici purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge”. Il paziente può dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. In ogni caso il testo ribadisce che alimentazione e idratazione “devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di Dichiarazione anticipata di trattamento”. L’applicazione delle Dat si ha solo per chi è “nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardano”.

Art.4. Durata delle Dat. Le Dat hanno valore per 5 anni e sono rinnovabili. Art.5. Assistenza agli stati vegetativi. Il quinto articolo prevede che entro 2 mesi dal varo della legge vengano istituite dal Ministero della salute “linee guida cui le Regioni si conformano” per “assicurare l’assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare per i soggetti in stato vegetativo”.

Art.6. La figura del fiduciario. Questa disposizione delinea la figura del fiduciario nominato dal dichiarante, “l’unico soggetto legalmente autorizzato a interagire con il medico”. Se un paziente non dovesse nominare un fiduciario (che può essere sostituito in qualsiasi momento e, se nominato, è l’unico legalmente autorizzato a interagire con il medico sulla Dat), i suoi compiti saranno adempiuti dai

familiari nell’ordine previsto dal Codice Civile. Art.7. Ruolo del medico. Il settimo articolo prevede che “gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua Dichiarazione anticipata di trattamento sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di

Dopo un iter di oltre due anni, la Camera ha dato il via libera al disegno di legge sulle Dat,ora dovrà ritornare in Senato per l’approvazione definitiva a seguito delle modifiche apportate a Montecitorio

seguirle o meno”. È stato invece soppresso il comma riguardante l’intervento del “collegio dei medici”, inizialmente previsto per dirimere eventuali controversie tra medico e fiduciario. Art.8. Registro nazionale. L’ultimo articolo istituisce il registro delle Dat “nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nell’archivio è il Ministero della salute”.

Intervengono sul provvedimento Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, e Fabio Macioce, segretario dell’Unione giuristi cattolici italiani e docente di filosofia del diritto alla Lumsa

Questione di libertà e responsabilità Carlo Casini: i valori assoluti trovano sempre condivisione Presidente Casini, qual è il suo giudizio sul testo approvato? ”Si tratta di una legge giuridicamente corretta, che sbarra la strada all’eutanasia, riafferma il principio fondamentale del consenso informato e i diritti costituzionali alla vita e alla cura. Il dibattito in materia è cominciato alla fine degli anni Novanta, contestualmente ai primi ricorsi presentati da Beppino Englaro per essere autorizzato a sospendere l’alimentazione e l’idratazione alla figlia e la presentazione, a cura della Consulta di bioetica, di una proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia. Nella vicenda di Eluana i giudici hanno in certa maniera ‘modificato’ l’ordinamento giuridico ‘vanificando’ le preesistenti norme sulla indisponibilità della vita. In questo quadro di relativismo giuridico, etico e deontologico, con l’approvazione del ddl abbiamo restituito l’ordinamento alla sua integrità”. Tra i punti centrali la non vincolatività delle Dat per il medico… ”Questo è un aspetto determinante, costituisce la chiave di volta di tutta la legge. Anzitutto perché la vincolatività ridurrebbe il medico a mero esecutore di volontà altrui; in secondo luogo perché non è possibile stabilire la vincolatività di una volontà espressa dal paziente in tempi precedenti, in una condizione di benessere lontana e diversa dalla situazione attuale, allora pensata e immaginata in modo astratto, senza viverla realmente. Quando il paziente ha perduto la capacità d’intendere e di volere, la pretesa che venga rispettato quanto da lui stabilito, magari anni prima, finisce per cristallizzare una sorta di disugua-

Fabio Macioce: un forte e doveroso ‘no’ all’eutanasia Professor Macioce, qual è la sua opinione? ”Ritengo si tratti di un testo saggio ed equilibrato, che esprime un forte ‘no’ all’eutanasia, doveroso di fronte a una certa tendenza legislativa e giurisprudenziale europea possibilista sul riconoscimento di pratiche eutanasiche; al tempo stesso rafforza il divieto di procedimenti inquadrabili come accanimento terapeutico. Un ulteriore elemento positivo è la non vincolatività delle Dat, non più intese come ‘volontà’ ma come ‘indicazioni’ che il medico può valutare. Questo radica la pratica medica nell’alleanza medico-paziente. Come quest’ultimo non può essere un mero organismo su cui attuare pratiche sanitarie in modo paternalistico, così il medico non può accettare di farsi condizionare, nel suo agire in scienza e coscienza, dalle scelte del malato”.

glianza tra la sua condizione e quella di chi invece, ancora cosciente, può dialogare con il medico e valutare con lui anche eventuali nuove possibilità terapeutiche nel frattempo sopravvenute”. Lei ha espresso “soddisfazione” anche dal punto di vista politico… ”Sì, perché questo voto ha confermato e ripetuto quella grande trasversalità che già aveva prodotto buoni frutti con la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Sono convinto che i valori cosiddetti non negoziabili, a iniziare dal valore della vita, non siano marginali ma centrali nella politica, e spero il consenso su temi fondamentali come questi possa costituire anche nel futuro la base per nuove alleanze”.

Alcuni sostengono che questa legge limiti l’esercizio della libertà e dell’autodeterminazione… ”Il nostro ordinamento non riconosce un diritto all’autodeterminazione in modo assoluto, tuttavia, come altri sistemi giuridici europei, in questi anni il nostro ordinamento si è mosso, soprattutto ad opera della giurisprudenza, nella direzione di un deciso ampliamento dei confini dell’autodeterminazione soggettiva. Credo peraltro che questa tendenza sia in contrasto con il nostro sistema giuridico che non fa della libertà soggettiva una sorta di oracolo assoluto, ma ritiene che essa vada esercitata entro quei limiti che si radicano in ciò che la coscienza comune ritiene essere il bene dell’uomo. Così come non si ritiene che un soggetto possa alienare la propria libertà rendendosi schia-

vo, allo stesso modo egli non può disporre della propria vita. Oggi, invece, anche la concezione della vita come bene indisponibile non appare più scontata come un tempo”. Quale può essere allora il ruolo della legge? ”La nostra società ha assunto l’individualismo come valore supremo e tende a trasformare i desideri e le aspirazioni dei singoli individui in diritti, ma questo, insieme a un’erronea idea di libertà, va a scapito della realizzazione del bene comune. La legge, che ha anche valore educativo, ha il compito di garantire il diritto all’autodeterminazione nel limite del rispetto della dignità della persona e della vita umana, soprattutto dove essa appare più fragile”.


L’Ora del Salento 11

Lecce, 23 luglio 2011

zoom CASTIGLIONE/Il prossimo 27 luglio presentazione del volume

Non profit la rivista trimestrale del terzo settore

Saggio Istorico della presa d’Otranto Disabili, mai più l’indifferenza “Correva l’anno di nostra salute 1480. Regnava in Napoli Ferdinando I, secondo re della stirpe aragonese, figlio d’Alfonso I. Governava la Chiesa il Pontefice Sisto IV. La domenica seguente, 14 d’agosto, si venne all’esecuzione della sentenza. Quei prodi campioni della santa fede, colla fune al collo e con le mani legate dietro le spalle, furono menati al vicino colle della Minerva…”. Come si può intuire subito stiamo parlando degli 800 Martiri Otrantini che nell’agosto del 1480 difesero col sacrificio della vita i valori sacri della civiltà e affrontarono il massacro inferto dall’invasore turco. Di questo argomento si parlerà il prossimo 27 luglio a Castiglione, frazione di Andrano. Le Edizioni dell’Iride di Tricase, con il patrocinio del Comune di Andrano, presentano infatti mercoledì, 27 luglio 2011, ore 20,30 nella piazza della Libertà in Castiglione Salentino il volume: Saggio Istorico della presa di Otranto di Francesco D’Ambrosio Sacerdote Salentino da Castiglione, ristampa anastatica dell’edizione del 1751, a cura di don Donato Palma, parroco di Castiglione Salentino. Il programma della serata prevede la presenza di Renato Elia, che presiederà e coordinerà i lavori; l’introduzione e l’intermezzo musicale a cura di Lorella Contaldo al pianoforte e Alessandra Contaldo, voce soprano; il saluto dell’avv. Carmine Pantaleo, Sindaco del Comune di Andrano ed a seguire gli interventi del dott. Alessandro Laporta, Direttore della Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce, del dott. Francesco Accogli,

Direttore Editoriale della casa editrice tricasina “Edizioni dell’Iride” e di don Donato Palma, curatore della ristampa anastatica. Il volume, inserito giustamente nella collana “Anastatica”, giunta ormai a ben otto titoli e dedicata alla ristampa dei “classici” della letteratura storica salentina, vede la Presentazione del sindaco Pantaleo che esprime il suo apprezzamento e quello dell’intera Amministrazione Comunale per l’inziativa intrapresa da don Donato Palma di “ripubblicare l’opera che rese famoso ed illustre il nostro conterraneo don Francesco D’Ambrosio originario e parroco di Castiglione, nella seconda metà del XVIII secolo”. Segue una corposa e documentata Prefazione del curatore don Donato Palma, che, oltre a mettere ben in evidenza

RADIO E DINTORNI

gli aspetti biografici e accademici dell’autore Francesco D’Ambrosio, si sofferma con metodicità certosina sulle fonti utilizzate e sulla fortuna del D’Ambrosio, chiudendo il suo contributo con una ben documenta bibliografia sul D’Ambrosio e sul Portico della Stadera, di cui era socio, nonché sull’eccidio di Otranto. Segue naturalmente l’opera del D’Ambrosio (pp.19 - 210), ripubblicata fedelmente e resa agevole e piacevole dal punto di vista grafico, così come voluto dal curatore e dall’editore. Il volume si chiude con la Postfazione di Alessandro Laporta, noto ed apprezzato storico salentino, esperto di storia della stampa e dell’editoria, il quale coinvolge il lettore con delle novità bibliografiche ed editoriali, vere e proprie gemme che integrano e completano l’ottimo lavoro svolto dal curatore Donato Palma. Alessando Laporta chiosa così il suo contributo: “Concludo anch’io dunque con il curatore che l’operazione culturale di riproporre questo libro, certamente fra i meno noti, risulta quanto mai opportuna e tempestiva, nella rinascita degli studi sul martirio degli 800 e - alla luce del decreto di Papa Benedetto XVI del 6 luglio 2007 - ad un passo ormai della proclamazione della loro santità”. Una serata culturale da non perdere! Palma Donato (a cura di), Saggio Istorico della presa di Otranto e stragge de’ Santi Martiri di Francesco D’Ambrosio Sacerdote Salentino da Castiglione, Tricase, Edizioni dell’Iride, giugno 2011, pp.216, Isbn: 978-88-88295-53-4, €12,00. Anna Rita Favale

di Alberto Marangio

Mass media e verità, binomio inseparabile Si è concluso lo scorso 14 luglio l’atteso appuntamento intitolato “Verità e media”, organizzato nel cuore della Spagna presso la prestigiosa Universidad Católica di Ávila. Un evento la cui attenzione è risultata focalizzata sulla figura degli odierni professionisti dell’informazione, ai quali nel corso dell’incontro è stato rivolto un invito in particolare: attenersi alla più assoluta completezza delle notizie riportate, e non porre assolutamente invece queste ultime al servizio di interessi diversi dal bene dell’essere umano e della società. Una responsabilità tenuta a gravare sulle spalle di tutti i protagonisti dei media: da quelli che li dirigono o li finanziano a coloro che vi svolgono le funzioni più semplici, tutti garanti dell’affermazione di una società libera e di una cultura della vita. Lo stesso Giovanni Paolo II, del resto, nel corso del suo pontificato ha avuto modo di ricordare che “la ricerca della verità irrinunciabile richiede uno sforzo costante, impone di situarsi nell’adeguato livello di conoscenza e di selezione critica”. La chiusura dell’appuntamento di Ávila è stata affidata all’intervento del cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Rivolgendosi ai partecipanti provenienti da tutto il mondo, il cardinale si è dimostrato attento anche a ricordare che un giornalista deve necessariamente concentrarsi sulla libertà del linguaggio e delle parole utilizzate, peculiarità a sua volta inseparabile dalla veridicità degli eventi stessi che si è chiamati a divulgare. Un invito, questo, che va ad incasellarsi all’interno dell’attività svolta soprattutto in questi ultimi anni da parte della Chiesa, particolarmente attiva nell’ampliamento dei mezzi di comunicazione a propria disposizione, scrupolosa nel diversificarli tra loro e attenta ad aumentarne il raggio di diffusione. Grazie a tale impegno, oggi le risorse disponibili sono effettivamente ingenti: una strumentazione ideale (stampa, tv, radio, Internet), che non può rappresentare però altro se non il punto di partenza di una missione più ambiziosa: come infatti ricordato dallo stesso cardinale Llovera, “dobbiamo essere comunicatori della buona novella nel migliore dei modi. Dobbiamo capire a chi ci rivolgiamo, come fare questa comunicazione nel nostro tempo, e quale sia l’impatto della comunicazione sociale oggi sulla gioventù, sui modi di pensare, sui valori. In questo modo possiamo anche capire meglio la cultura, la società e le persone a cui noi ci dobbiamo rivolgere”.

Non Profit è una rivista trimestrale specializzata nel Terzo Settore che da quasi vent’anni è il punto di riferimento per chiunque operi in quest’ambito. Ogni numero è dedicato ad un focus specifico che viene trattato secondo un approccio tecnico scientifico trasversale. Il Numero 2 ha come tema monografico quello della disabilità, tema attuale e scottante che, a fronte del fiume di parole da cui viene “inondato,” conosce una realtà lasciata all’improvvisazione se non all’indifferenza. A questa discrasia tra le affermazioni di principio supportate dalla copertura costituzionale, dal riconoscimento legislativo e dalle più recenti tendenze scientifiche da una parte, e l’incoerenza delle realizzazioni dall’altra è dedicato l’editoriale dal titolo “La disabilità tra sanità e assistenza (ovvero fra omissioni della politica e le innovazioni dell’amministrazione sussidiaria)”, a firma di Vincenzo Tondi Della Mura, ordinario di Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento. Titolo quanto mai significativo il cui estensore, in uno stile piano e al tempo stesso tecnico, fa il punto sulla delicata situazione e indica con chiarezza una concreta direzione per affrontarla e risolverla. L’argomentazione è stringente. In primo luogo denuncia l’impercettibile, ma costante e inesorabile inversione dei criteri ispiratori della legislazione: dalla priorità accordata al diritto ad una esistenza dignitosa e libera della persona disabile, all’accento ormai esclusivo alle esigenze di bilancio e della spesa pubblica. Alla base una debolezza progettuale della politica che, pur “mobilitata sui massimi sistemi” è “imprigionata in rigidi schemi burocratico amministrativi”. L’auspicato approccio integrale alla disabilità si è scontrato nella frantumazione delle competenze divise tra Stato, Regioni, Enti locali che ha portato alla scissione tra “sanità” e “assistenza” seguita all’evoluzione dello Stato sociale verso un assetto sussidiario. La criticità della situazione è suggerita dal riferimento al dibattito sul testamento biologico e il turismo eutanatico che potrebbe essere inficiato proprio dalla diffusa consapevolezza della scarsa tutela sociale del disabile, dal momento che la garanzia di dignità viene affiancata indebitamente al peso economico che comporta per le famiglie. Non mancano tuttavia esempi di buone pratiche di tutela sociale della persona disabile nella sua dimensione integrale che nascono dal basso a ricomporre il frastagliato e inefficace

sistema. Esse rivelano la capacità del Terzo settore di programmare percorsi inediti in sinergia con gli enti istituzionali, fondazioni di partecipazioni private, Consulte per i disabili. La costruttiva partecipazione dunque tra pluralismo istituzionale e pluralismo sociale ha portato a nuovi modelli di governance, che attendono riferimenti normativi. Una menzione particolare meritano le community care e altro tipi simili di strutture articolate sul territorio, volte a garantire al disabile un percorso di riabilitazione da protagonista, favorito dal ricorso alle nuove pratiche di Ata (Attività e Terapie Assistite dagli animali) più note come pet Therapy di cui è ormai riconosciuto l’effetto benefico sulla salute fisica e psichica. Il timone della rivista risponde all’impostazione dell’editoriale trattando la tematica nei suoi aspetti teorico-culturali, tra cui un articolo sui benefici dell’ippoterapia, aggiornamenti sugli aspetti legislativi e indicazioni concrete su strutture di cura e tutela. Lucia Buttazzo

APOLOGETICA di Roberto Cavallo*

I nemici della vita

Decenni di bombardamento massmediatico alla fine hanno prevalso sul comune sentire della gente, e adesso ci vuole tutta la forza e l’energia di Benedetto XVI per gridare al mondo che il diritto alla vita è e resta un principio non negoziabile. Tra la gente, infatti, vi è il diffuso sentire che, dinanzi a certi casi pietosi, l’aborto procurato e l’eutanasia siano le scelte tutto sommato più ragionevoli e che comunque vada lasciato alla coscienza di ciascuno il compito di decidere… Ma se la Chiesa non forza mai la coscienza di nessuno - al massimo, sull’insegnamento del suo Maestro, cerca di illuminare quelle coscienze - non può tuttavia esimersi dal mettere in guardia dagli esiti di certe filosofie ed ideologie che, solo apparentemente, si presentano a favore dell’uomo. Così fa il Vescovo di Rimini-Montefeltro mons. Luigi Negri, che, insieme a Riccardo Cascioli, laico da anni impegnato sul fronte dell’apologetica cattolica, ha pubblicato il libro che da qualche settimana stiamo commentando da queste colonne: “Perché la Chiesa ha ragione. Su vita, famiglia, Aids, demografia, sviluppo” (Lindau, Torino, 2010, pagg. 222). In questo libro, la cui lettura è assolutamente consigliabile, vengono proposte le argomentazioni scientifiche - ma anche quelle di semplice buon senso - per cui la Chiesa ha ragione su argomenti scottanti come Vita, Famiglia, Educazione, Aids, Demografia, Sviluppo. Per limitarci alla Vita, proseguendo nell’analisi della scorsa settimana, i nostri Autori ricordano che negli ultimi decenni sono stati com-

piuti nel mondo un miliardo di aborti e, per quel che riguarda l’Italia, l’aborto da legale è diventato “legittimo”, nel senso che ormai è considerato nel comune sentire come “moralmente indifferente”. Mons. Luigi Negri e Riccardo Cascioli dimostrano come dietro a questa massa enorme di bimbi soffocati o strappati dal grembo delle loro mamme, vi siano raffinate filosofie e ideologie che da qualche secolo a questa parte avvelenano il sapere. Nel mondo le campagne internazionali per l’aborto (ONU compresa) spesso non sono disgiunte da quelle favorevoli alla sterilizzazione forzata, in una comune logica di ostilità alla Vita. Dietro un falso concetto di libertà si agita così una cultura della morte che prende il nome di “eugenetica”. A coniare tale termine fu, alla fine dell’800, il britannico Francis Galton, cugino e discepolo di Charles Darwin, del quale sviluppò le teorie sulla selezione naturale applicata alla società umana. Dalle varie società eugenetiche di inizio secolo non proliferarono solo correnti che poi sfociarono apertamente nel nazismo, ma anche altri movimenti, come quello del femminismo radicale: convinta eugenista fu, per esempio, l’americana Margaret Sanger, che negli anni ’10-’20 diede il via al movimento per la liberazione della donna. * www.recensioni-storia.it


L’Ora del Salento 12

Lecce, 23 luglio 2011

le nostre città Pubblicato da Editrice Salentina il libro di mons. Ricciardi

Un romanzo del leccese Francesco Rodolfo Russo

Asili infantili a Otranto

Invito al party con delitto

Giunge nel 2011, anno europeo del volontariato, l’opera di mons. Paolo Ricciardi dedicata alle Opere Pie e asili infantili nell’Arcidiocesi di Otranto, pubblicata da Editrice Salentina. Prima di inoltrarsi nelle singolari pagine di storia salentina, degno di attenzione è il sottotitolo leggibile sul frontespizio del testo: “I frutti della Carità che educa e assiste e le soppressioni del Governo Italiano nel secolo ventesimo”. Ma se nella prima parte del testo si avverte un tono velatamente critico nei confronti delle scelte politiche dello Stato Italiano il più delle volte non favorevole - se non addirittura avverso alle Opere Pie promosse e gestite dalla Chiesa, addentrandosi nell’excursus storico, l’autore non manca di mettere in risalto la svolta ideologica che nel secolo XX ha mirato a riequilibrare la co-presenza di Chiesa e Stato in materia di educazione ed assistenza. Al contempo, quello stesso sottotitolo sembra racchiudere l’invito a riconoscere gratitudine verso coloro i quali si sono adoperati a realizzare un’accoglienza che, seppur spesso celata da prudenza e umiltà in un passato poi non così lontano da noi, ha gettato le basi per le istituzioni pubbliche odierne. Nell’introduzione, infatti, mons. Ricciardi precisa: “Questo libro vuole onorare una schiera di benefattori insigni, sacerdoti e laici, che con spirito di carità cristiana hanno compiuto sacrifici non indifferenti, anche economici, per venire incontro alle esigenze delle popolazioni del loro tempo”. I bambini furono accolti negli asili infantili, gli orfani ospitati negli istituti, gli anziani poveri e abbandonati trovarono rifugio nei Mendicicomi, mentre i malati gravi e gli inabili furono ricoverati nelle Case della Divi-

ARCHEOLOGIA

na Provvidenza. Dopo le indicazioni di carattere generale sulle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza (Ipab) e i dovuti riferimenti alla giurisprudenza del tempo, a catturare la curiosità del lettore è la descrizione di ogni singola opera di assistenza, educazione e istruzione nell’Arcidiocesi di Otranto. Dal pontificio Istituto Maestre Pie Filippini di Otranto alla casa di riposo Ignazio Guarini di Botrugno, dall’istituto Sterra Maris di Castro Marina alle Opere Antoniane di Cutrufiano; e ancora la Casa di Riposo Villa Serena di Galatina, l’Istituto Annesi-Capece di Maglie e l’Asilo Infantile Sacro Cuore di Melpignano, sono tra le quasi cinquanta Opere pie di cui racconta il testo. La concretezza della carità operosa, la necessità di perseverare e l’amore per il prossimo si condensano in un testo che, tra le righe, veste i panni di una guida morale per quanti, su esempio di questi benefattori e operatori di pace, intendano manifestare il proprio zelo non solo nell’impegno a mantenere le strutture tradizionali della parrocchia, ma a cercare di adattarle ai nuovi tempi e soprattutto renderle vive, riempirle di contenuti. L’intento che ha animato la penna di mons. Ricciardi, infatti, non è quello di stilare un semplice elenco di attività, né si vuole limitare questa serie di opere pie ad uno “sterile ricor-

do di un passato glorioso”, ma intende essere “un forte richiamo per guardare avanti con fiducia, confermando la volontà di servire la Chiesa, e sprone a chi oggi dispone di indenti risorse economiche con le quali si potrebbero affrontare e risolvere le nuove povertà presenti nelle popolazioni d’Italia e di tutto il mondo”. In questo modo, si scorge in mons. Ricciardi, la figura di un sacerdote proteso a scavare nel passato per meglio vivere il presente e delineare il futuro. Oltre alla chiarezza di linguaggio e di struttura, la lettura del testo è resa ancor più piacevole dal corposo apparato fotografico relativo alle opere realizzate nell’Arcidiocesi di Otranto e, nella prima parte del testo, qualche riferimento anche alle iniziative portate a termine in Brasile. Serena Carbone

In questa vicenda tutti parlano poco. Nascondono qualcosa, afferma enigmatico un personaggio del romanzo. E allo scrittore Francesco Rodolfo Russo (nato a Lecce ma trapiantato a Torino) pare proprio che stimolare mistero, indagine e avventura piaccia davvero tanto. Ci eravamo lasciati con la sua ultima “ricerca”, un romanzo dal titolo Il nome del padre. Con Il colpevole è Maigret (Giancarlo Zedde editore, Torino 2008, pagg. 247, € 15) facciamo, invece, la conoscenza di un interessante precedente dall’impianto “sperimentale”, poiché scritto a più mani (ben sedici); un progetto narrativo principale cui si sono sommati, di volta in volta, l’immaginazione e i nuovi spunti offerti dai vari collaboratori di Russo, a lungo ignari del finale prospettato dall’Autore, qui nelle vesti aggiunte di “moderatore” col doppio sforzo di “armonizzare le parti” al tutto. Insomma, un romanzo intrigante, dalla trama ben studiata e dalla sapiente costruzione di intrighi che terranno inchiodato il lettore fino all’ultima pagina del testo. La storia, a metà fra il giallo e il poliziesco, racconta di una frenetica caccia al colpevole per risolvere il caso di una professoressa universitaria scomparsa, la cui vicenda richiama alla mente dei personaggi un caso simile avvenuto quindici anni prima in una villa sulla riviera ligure, quando una giovane era scomparsa per davvero nel corso di una festa in cui i partecipanti giocavano ad indagare sulla fittizia sparizione di una persona, ciascuno interpretando un personaggio fa-

moso della letteratura gialla. Il lettore farà quindi la conoscenza del celebre “party con delitto” di Bordighera, che ricorrerà frequentemente e quasi ossess iv amen te durante tutto il romanzo. I protagonisti sono impegnati a sciogliere un enigma foriero di numerose disavventure e indizi depistanti, barcamenandosi fra quesiti lasciati a lungo senza risposta, perplessità da fugare e un misterioso copione teatrale che pare saldare passato e presente insieme. Il lavoro a più mani registra un successo anche a livello stilistico: non bisogna dimenticare, infatti, che i coautori di Russo non sono scrittori di professione e ciascuno interpreta la parte di se stesso, ovvero quella di un personaggio che gli somiglia, quanto meno sul piano professionale. Ecco, ad esempio, le pagine scritte dall’investigatrice della scientifica caricarsi di avvincenti dettagli tecnici, (noti solo a chi è del mestiere) che coinvolgono potentemente il lettore e lo proiettano dentro la scena, quasi fosse realmente lì, davanti all’equipe mentre analizza i reperti sottratti alla scena del crimine. Nella porzione di storia affidata a ciascuno, dunque, ogni autore rivela il proprio

stile e il proprio modo di concepire gli eventi narrati, offrendo una variegata e dinamica partecipazione alla medesima vicenda tramite la presentazione di più punti di vista, diversi stati umorali e diverse sensibilità. Di capitolo in capitolo, di veduta in veduta, la storia avanza fino alle sue battute finali, incalzanti, quasi a mo’ di concitato diverbio teatrale, espediente molto caro allo scrittore salentino, che così perviene all’inesorabile momento in cui ogni personaggio getta via la maschera e fa balzare fuori la verità in un vorticoso valzer di menzogne e loschi propositi. Soccorrendo finalmente il lettore che a lungo si domandato… ma chi è veramente Maigret? Claudia Pitotti

di Lorenzo Battista

Ennio e il poeta romano di Rudiae

A voi! Brontoloni! di Abbate

Della penetrazione della civiltà greca a Roma Ennio resta l’artefice principale. Di personalità poliedrica, Quinto Ennio assimilò gli spiriti e le forme del mondo greco per impiantarli nella nascente civiltà di Roma, di cui intuì la grandezza e l’universalità. Nacque nel 239 a.C. a Rudiae presso Lecce, regione fortemente influenzata dalla vicina città greca di Taranto. Dopo aver combattuto nelle file delle truppe ausiliare romane in Sardegna nel 204 a.C., entrò in contatto e in familiarità con Scipione l’Africano, con Scipione Nasica e i più importanti esponenti dell’aristocrazia. Nel 189 a.C. accompagnò in Etolia Fulvio Nobiliore, celebrando la conquista dell’Ambracia con un’opera dal titolo Ambracia oggi andata perduta. Ennio ottenne la cittadinanza romana dal figlio di Fulvio, Quinto e secondo le testimonianze visse sul colle Aventino in condizioni modeste, dove morì nel 169 a.C. Delle commedie ci rimangono solo due titoli: Caupuncula (La ragazza dell’osteria) e Pancratiastes (L’atleta del pancrazio). Più congeniale la composizione di tragedie. Derivate dal ciclo di Troia: Achilles, Aiax, Alexander, Andromacha aechmalotis (Andromaca prigioniera), Hectoris lutra (Il riscatto di Ettore), Telamo, Iphigenia, Telaphus o da altri cicli Medea exul, Melanippa, Nemea e la sua ultima tragedia il Thyestes. Ci rimangono 400 versi circa, in realtà pochi ma che molto ci dicono sulla raffinatezza e la varietà dei metri usati. L’opera principale sono gli Annales, ampio poema eroico in diciotto libri e di quasi 30.000 versi, doveva comprendere la storia di Roma dalle sue origini fino al II sec. a.C. Ennio voleva collegarsi alla tradizione degli Annales Pontificium; doveva risaltare la grandezza di Roma, il suo eroismo in guerra e la fedeltà agli antenati. Compose anche alcuni libri, forse quattro di Saturae, non la satira polemica ed aggressiva che avremo con altri autori, ma una satira basata sulla varietà di contenuti. Negli Epigrammi e l’intero carme Scipio sono scritti per esaltare la figura di Scipione l’Africano. In Ennio è ricorrente l’intento di celebrare la classe dirigente romana, soprattutto nei confronti delle personalità di eccezione. Di contenuto “leggero” ma di grande utilità erano due operette: il poemetto Hedyphagetica (L’arte di mangiar bene) un manualetto di cucina e il Sota di carattere licenzioso. Delle sue opere minori ci restano solo pochi e problematici frammenti. Ovidio lo definì di “ingenio maximus, arte rudis” ossia di grande ingegno ma rozzo nelle ars. Dal punto di vista linguistico, il grande merito consiste nell’aver distinto il linguaggio poetico dell’epica da quello della tragedia, della commedia e della satira. Dopo la sua morte Ennio restò imitatissimo e non poteva essere altrimenti, per colui che è considerato il padre della letteratura latina.

continua... Il tema principale della marcia sinfonica “A voi! Brontoloni” di Ernesto Paolo Abbate si sposta verso una nuova soluzione timbrica che, rispetto alla presentazione iniziale, reitera parte della melodia. Il compositore compie una scelta di strumentazione molto originale che suscita un interesse immediato da parte dell’ascoltatore; egli, infatti, affida l’incipit della melodia (si considerano i primi tre suoni) al sassofono soprano, alle cornette in sib., al flicorno sopranino, ai flicorni soprani e ai flicorni tenori mentre sul tempo debole (secondo e quarto movimento), intervengono con suoni brevi i clarinetti contralti, i sassofoni contralti, i sassofoni tenori, il sassofono basso (ad esclusione del quarto movimento), i corni, le trombe in mib., le trombe basse, i tromboni tenori, il trombone basso (anch’esso ad esclusione del quarto movimento) e il tamburo attraverso il rullo di semiminima. Da questo intervento nasce un segmento melodico discendente con il ritmo croma - punto - semicroma, già emerso abbondantemente nei numeri precedenti, e sono protagonisti i clarinetti contralti, il sassofono baritono e il secondo e terzo trombone tenore; l’impasto ottenuto conferisce un’intensa profondità ai tre suoni eseguiti precedentemente. Subito dopo, per contrapposizione si evidenzia un intervento dell’oboe, del clarinetto piccolo in mib., dei primi clarinetti soprani divisi in tre parti, dei secondi clarinetti soprani, anch’essi suddivisi in tre parti e dei clarinetti contralti: un’intera sezione è chia-

QUANDO LA BANDA PASSÒ Compositori e marce

di Antonio Martino

mata a sostenere un nuovo colore dal quale si snoderà il già presente segmento melodico discendente affidato ai clarinetti contralti, al sassofono baritono, al sassofono basso, insieme al contrabbasso ad ancia, ai flicorni baritoni e ai flicorni bassi e contrabbassi. Il percorso quasi sinusoidale, ottenuto mediante la scelta esclusiva di gradi congiunti (suoni di volta e suoni di passaggio) realizzato dagli strumenti, su un’indicazione costante del “pianissimo”, porta l’assetto armonico verso il modo minore della composizione, sinora volutamente trascurato. L’esposizione del seconda tema è attribuita a tutto l’organico eccetto il flauto, l’ottavino e l’oboe; il persistere ancora dell’indicazione dinamica del “pianissimo” è il primo segnale del forte dualismo che il compositore intende evidenziare in questa nuova parte del brano. Un elemento che immediatamente affiora dal secondo tema è la ripetitività di una serie di suoni comunemente chiamati ribattuti; si tratta del segno caratteristico di questa nuova melodia che, a sua volta, sorge da un movimento in levare. Le caratteristiche sinora individuate collocano l’idea musicale in netta contrapposizione con la prima, un evidente segnale di programmaticità compositiva in cui l’Abbate dimostra, ancora una volta, di possedere un inesauribile bagaglio di conoscenze sia timbriche sia organizzative all’interno della struttura compositiva. Nel prossimo numero, dopo la pausa estiva, si potrà comprendere meglio la seconda idea tematica.


L’Ora del Salento 13

Lecce, 23 luglio 2011

le nostre città

SAN PIETRO IN LAMA/Tutto pronto per la IV edizione de “La notte della solidarietà” tra pizzica, tradizione e gastronomia

La solidarietà non va in vacanza Nonostante l’estate, non si fermano le splendide iniziative di beneficienza in favore dei bambini del reparto oncologico dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Da anni l’Associazione socio-culturale “Paladini” si adopera per dar vita a “La notte della Solidarietà”, un crocevia di iniziative aventi quale obiettivo comune la raccolta fondi che ogni anno ha un destinatario differente. Nel 2008 l’incasso dell’evento è stato devoluto alle famiglie di Lequile che vivono in situazioni di gravi difficoltà economiche; nel 2009 il progetto ha interessato i diversamente abili e la piccola Giorgia Pagano, affetta da una rara malattia all’intestino e bisognosa di cure speciali. La terza edizione, quella di settembre 2010, è stata a favore dell’Agop (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) e con questo progetto di solidarietà si è contribuito all’acquisto di un ecografo con sonde pediatriche per i bambini dell’oncoematologia pediatrica di Lecce.

Grande soddisfazione viene espressa dai giovani delle due associazioni, che si sono rivelati protagonisti attivi di un evento che negli anni lo ha contraddistinto per l’attivismo dei giovani, capitanati dal Presidente Lorenzo Nicolini che afferma quanto sia difficile, oggi, unire le proprie forze per contribuire insieme a tutta la comunità, a promuovere la cultura della solidarietà per donare un sorriso e una speranza a chi meno fortunato di noi. Oggi, infatti, migliorare le condizioni di vita di questi bambini si può, ma sono necessari fondi: una nuova campagna di sensibilizzazione è, dunque, un’occasione davvero speciale per coniugare sensibilità e momento di riflessione. Dato il successo delle tre precedenti edizioni, questa volta l’associazione “Paladini” di Lequile e l’associazione “Giovani in movimento” di San Pietro in Lama si fondono insieme nella solidarietà. Con il patrocinio dei comuni di Lequile, di San Pie-

tro in Lama e di Monteroni, si organizza la IV edizione de “La notte della solidarietà” tra pizzica, tradizione, cabaret, spettacolo di magia, gastronomia e tanto altro per raccogliere fondi a sostegno,

anche quest’anno, del reparto di oncologia pediatrica di Lecce. Il ricavato, infatti, sarà interamente devoluto all’Agop. Il meritevole progetto, che gode di larga approvazione da

parte della cittadinanza, è sostenuto da diverse aziende, tra cui Telerama. L’evento ha, inoltre, ottenuto il supporto di differenti iniziative, a partire dalla festa patronale di San Vito a Lequile e la festa San

Pietro Apostolo, eventi in cui i giovani del quartiere Paladini e di San Pietro si sono impegnati in una raccolta fondi in favore dei bambini in difficoltà. Come nelle edizioni passate, anche questa volta, in tanti hanno aderito firmando e sostenendo economicamente il progetto che si concluderà il 27 agosto: a partire dalle ore 21 di questa data, infatti, avrà luogo l’ultima giornata di raccolta fondi per questa IV edizione de “La notte della solidarietà” a San Pietro in Lama, presso l’area mercatale. Sarà un modo per offrire a bambini una struttura adeguata, un sostegno concreto e tangibile alle loro famiglie, oltre che garantire un certo sostegno per le loro peculiari necessità oltre l’assistenza ospedaliera. È un tentativo per restituire a quei bambini quel diritto ad una vita serena che in larga parte non hanno. Ma è anche un modo per testimoniare vicinanza, perché la solidarietà è concretezza. Serena Carbone

ARCIDIOCESI DI LECCE - ORARIO ESTIVO DELLE SANTE MESSE A LECCE

NELLE MARINE

L’estate in musica di Casalabate Anche Casalabate si riempie di musica con il concorso “Rockin summer”. Ideato dalla società “B2 musica e spettacolo”, l’evento è rivolto ai gruppi emergenti che avranno modo di farsi conoscere dai salentini e dai nostri vacanzieri. Teatro dello spettacolo, che avrà luogo il 30 luglio, sarà la Lega Navale di Casalabate. Il concorso è una grossa opportunità per tutti quei ragazzi che faticano ad emergere e ad acquisire visibilità in un mondo, come quello musicale, in cui la concorrenza è fin troppo numerosa. Il vincitore della serata avrà la possibilità di vincere una giornata all’interno dei laboratori musicali di Surbo. Un’occasione da non perdere visto che potrà registrare i suoi brani; ebbene sì, il plurale è d’obbligo visto che lo studio di Surbo non ha posto limiti al numero dei brani che, nell’arco della giornata, il vincitore potrà registrare rendendo quindi la sua esperienza ancora più ricca ed emozionante. Per informazioni andare sulla pagina di facebook: B2 musica e spettacolo o telefonare a Michele 320.6008858. Appuntamento quindi alle 21,00 del 30 luglio presso la lega navale di Casalabate. Valentina Polimeno


L’Ora del Salento 14

Lecce, 23 luglio 2011

appunti

Edoardo Nesi. Storia della mia gente Come da pronostici il vincitore del Premio Sterga 2011, giunto alla sua sessantacinquesima edizione, è stato lo scrittore toscano Edoardo Nesi con “Storia della mia gente” edito da Bompiani. Il vincitore è stato decretato nella serata ufficiale nella splendida cornice al Ninfeo di Villa Giulia a Roma. Lo spoglio è stato trasmesso in diretta televisiva su Rai Uno. Con ben 138 voti Nesi si è piazzato al primo posto, regalando la vittoria al gruppo RCS che non riusciva ad ottenere l’ambito premio dal 2006. Lo scarto di voti con gli altri quattro finalisti è stato importante, infatti, al secondo posto si è classificata Maria Pia Veladiano con “La vita accanto” edito da Einaudi che con 74 voti ha superato di po-

chissimo Bruno Arpaia “L’energia del vuoto” edito da Guanda che di preferenze ne ha avute 73. Al quarto posto si è piazzato Marco Desiati con “Ternitti” edito da Mondadori ricevendo 63 voti, ed infine Luciana Castellina con “La scoperta del mondo” edizioni Nottetempo di voti ne ha ricevuti 45. Nesi è stato ‘incoronato’ dalla giuria presieduta da Antonio Pennacchi, vincitore del Premio Strega 2010 con il romanzo “Canale Mussolini”. Tutti i pronostici lo davano favorito. Da subito in testa, lo scrittore ha atteso con prudenza la proclamazione, e prima del verdetto finale ha confessato: “Essere tra i favoriti non vuol dire nulla e soprattutto essere in testa alla cinquina non conta granchè. Anche perché nel 2005 ero il primo ma poi arrivai secondo. Non

bisogna dare troppo valore ai risultati parziali”. Subito dopo la proclamazione a vincitore, Edoardo Nesi ha espresso grande soddisfazione per questa vittoria: “Il mio è un libro di resistenza. Questa vittoria va a tutte le persone che hanno perso il lavoro le cui storie vengono raccontate da nessuno. Il premio va anche alla mia città, Prato, che è meravigliosa”. C’è un dato importante da sottolineare, negli ultimi anni il romanzo di denuncia sociale ha avuto un grande successo e forti consensi che nascono dal fatto che è sempre più energica tra la gente l’esigenza di dare voce alle ingiustizie ed alle fragilità sociali. Quello di Nesi è un racconto autobiografico, imprenditore e scrittore, esponente di una dinastia di industriali tessili, ha voluto denun-

ciare al mondo la sua battaglia, e quella di tanti altri piccoli imprenditori, purtroppo persa, contro quella nuova logica di mercato secondo la quale la piccola imprenditoria è destinata al fallimento. “Storia della mia gente” è un romanzo malinconico e pieno di rabbia dove Nesi racconta di essere stato costretto a vendere l’azienda tessile di famiglia, fondata dal suo bisnonno e dalla zio, Temistocle e Omero, prima che fosse assorbita e distrutta dalla concorrenza cinese. “Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica. Il rumore della tessitura non si ferma mai, ed è il canto più antico della nostra città, e ai bambini pratesi fa da ninna nanna. Questa è la mia gente. La mia gente che in tutta la vita

marialucia andreassi non ha fatto altro che lavorare”. Nesi racconta con malinconia il costante disfacimento di quel mondo come un crudele resoconto fino alla vendita del lanificio. “Quando cedi un’azienda - scrive Nesi - vendi anche la sua storia”. In questo libro troviamo sia la storia di una comunità che la storia personale dell’autore, “Questa è la storia della mia gente - conclude - non solo degli stracciaroli di Prato, ma di una provincia felice e intelligente, sacrificata alla globalizzazione”. Ve lo consiglio.

Edoardo Nesi, Storia della mia gente, Bompiani, € 14.00, pag. 256

c@ttolici in rete argo

IL POLLICE

L’ESPLORATORE Spirito indomito e curioso fino all’eccesso Alberto Angela, figlio d’arte di un altrettanto spirito curioso ed indomito, continua a girare nel mondo e nel tempo, con le sue trasmissioni rigorose e puntuali come non mai, storicamente esatte e scientificamente supportate da riferimenti e testimonianze, perfino. E lo fa anche questa settimana con “Passaggio a Nord Ovest” (Rai Uno, ore 23), pur se, come di consueto, confinato in quell’orario che precede la notte e che le nostre televisioni, travolte e sconvolte da fratelli più o meno grandi e da postini indefessi, dedicano da sempre all’informazione scientifica, alla cultura e agli approfondimenti specifici. Facendo orecchio da mercante a qualificate sollecitazioni. Ecco allora il passare dalla fine del Settecento e dai Borboni alla ricerca del popolo Yacuti, nella lontanissima Siberia rincorrendo tradizioni orali, leggende e quant’altro, e quindi nel Camerun sul fiume Sanaga per pescare le ostriche, e sullo Yukon suggestiva linea d’acqua che separa l’Alaska dal Canada.

lor@delavoro di Samuele Vincenti Si rinnova con un’altra edizione il progetto della Provincia di Lecce Salentallavoro, un bando che di fatto riapre le iscrizioni per i corsi di inserimento al lavoro per giovani, per donne e per disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego della Provincia Salentina. Specifiche Agenzie per il Lavoro, agenzie nazionali autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali allo svolgimento in maniera professionale di attività di incrocio domanda ed offerta di lavoro e supporto alla ricollocazione professionale, saranno impegnate nella realizzazione del servizio e nell’accompagnamento degli utenti nel mercato del lavoro. Un team di esperti si occuperà, inoltre, di contat-

Tommaso Dimitri

Giovanni Costantini

SALENTO

La perfetta letizia: quotidiano on-line

Salento in Festival: dal 13 al 31 luglio

Visitiamo oggi un quotidiano di ispirazione cattolica di rara qualità non solo per la grafica pulita e lineare ma anche per la scelta attenta e appropriata dei contenuti: www.laperfettaletizia.com. La rivista giornalistica “La Perfetta Letizia” nasce nel 2005 come una piccola pubblicazione locale che veniva distribuita negli ambienti diocesani e nei conventi francescani, il nome stesso tradisce la sua origine nello spirito francescano, della città di Pisa. A partire dal febbraio 2007 la rivista migra su internet e diventa un quotidiano online. Il giovanissimo fondatore e direttore editoriale è Fabio Gioffrè: vive a Pisa e lavora presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa in qualità di esperto di comunicazione e computer grafica ed è Responsabile del Servizio di computer grafica dell’Area della Ricerca di Pisa. Fabio è giornalista della Free Lance International Press ed è Fratello professo nell’Ordine Francescano Secolare di Pisa. Il direttore responsabile è Virgilio Violo, giornalista pubblicista, che con una intensa carriera giornalistica alle spalle dà solidità alla struttura. Il caporedattore è Fabio Vitucci e la redazione è attualmente composta da 7 redattori e 5 collaboratori, tutti esperti del mondo della comunicazione, ognuno con proprie peculiarità e campi di interesse. Uno dei redattori, Antonino Crivello, svolge la mansione di webmaster del sito. Tutti i redattori appartengono alla “Free Lance International Press”, un’associazione internazionale di giornalisti free lance la cui sede principale è a Roma. La rivista, oltre alla pubblicazione di propri contenuti, gode di accordi per la ripubblicazione di news con altre importanti testate, tra cui Radio Vaticana, Asianews, PeaceReporter, Libera contro le Mafie, Green Peace, Green Report, Almanacco della Scienza - Cnr. La Redazione segue con attenzione tutte le crisi internazionali attraverso la pubblicazione di ‘breaking news’, approfondimenti ed interviste esclusive (anche in audio) realizzate spesso grazie alla collaborazione di nomi noti del giornalismo italiano ed è presente sui principali social network della rete. Buon lavoro alla redazione e buona navigazione ai nostri lettori.

Dal 13 al 31 luglio, su iniziativa della Provincia di Lecce, Assessorato alla Cultura si svolgerà il Salento in Festival, manifestazione all’interno della quale sono previste mostre di architettura e arte contemporanea, concerti e spettacoli musicali, teatrali e di danza. Le iniziative in programma avranno inizio alle ore 21, alle 19.30 cominceranno invece gli incontri culturali. L’inaugurazione prevista per il giorno 13 luglio vedrà l’esecuzione del compositore Nicola Piovani e dell’Orchestra Sinfonica della Fondazione Ico “T. Schipa” che si esibiranno nel racconto su versi di Eduardo De Filippo “Padre Cicogna”, con voce recitante di Luca De Filippo. A seguire un omaggio al grande Ennio Morricone, con l’esecuzione delle sue musiche più belle ed una mostra di suoi manoscritti e partiture, realizzata in collaborazione con Roma Sinfonietta. In programma anche tre serate dedicate all’ultima produzione dell’Opera dei Pupi di Mimmo Cuticchio che porterà in scena L’Iliade, ossia “il riscatto di Priamo”, con musiche originali di Giacomo Cuticchio. Il 25 ed il 26 luglio la sezione dedicata alla danza. Tra i protagonisti il Balletto del Sud di Fredy Franzutti e L’Orchestra Sinfonica della Fondazione Ico “T. Schipa” con “Giulietta e Romeo”. Ricchissima lo spazio per le mostre che si svolgeranno tra Lecce (Museo Sigismondo Castromediano e San Francesco della Scarpa), e il Palazzo di Gagliano del Capo. Una grande attenzione, come è ormai tradizione, all’architettura contemporanea, grazie ad una collaborazione con il Museo Maxxi di Roma per la mostra di Pier Luigi Nervi che vedrà anche una sezione delle produzioni leccesi curata da Andrea Mantovano, e l’arte contemporanea con Valerio Adami. La terza mostra curata da Ludovico Pratesi si svolgerà a Gagliano del Capo a Palazzo Gargasole. Di alto livello il teatro proposto da Koreja nella splendida cornice dell’Abbazia di Cerrate. A conclusione del Festival, il 31 luglio un appuntamento da non perdere con Gigi Proietti e l’Orchestra Sinfonica di Lecce nel fossato del Castello di Otranto in “Pierino e il Lupo” e un omaggio al grande Petrolini.

Salentoallavoro: al via le iscrizioni per i corsi di inserimento

tare le aziende del territorio provinciale ed extra provinciale per promuovere attivamente il progetto e i profili professionali di coloro che parteciperanno alle attività. Alla luce dei monitoraggi realizzati in merito al fabbisogno territoriale e produttivo della Provincia di Lecce nell’ambito dello svolgimento del Servizio, l’accesso al progetto è rivolto a tutti i soggetti residenti o domiciliati nella Provincia di Lecce, iscritti da almeno 12 mesi ad uno dei Centri per l’Impiego della Provincia di Lecce, e ai lavoratori collocati in mobilità senza indennità (purchè la risoluzione del rapporto di lavoro sia avvenuta non prima di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda). Il re-

quisito che i candidati devono possedere per presentare domanda di partecipazione alle giornate formative è l’esperienza o un titolo di studi (formativo/professionale) in uno dei settori indicati dal Ministero e che riguardano la Metalmeccanica (meccanici, saldatori, periti meccanici, operai generici e specializzati); l’Informatica e Telecomunicazioni (programmatori Java, sistemisti, tecnici informatici, addetti alla vendita di prodotti informatici); l’Agroalimentare (agronomo, operaio avventizio, potatore); il Turismo e Ristorazione (barista, chef, aiuto cuoco, addetto alla reception, cameriere di sala); il Commerciale e il Marketing (agenti di commercio, responsabili commerciali, venditori);

l’Amministrazione e Contabilità (addetti alla contabilità generale, addetti Clienti e Fornitori, addetti Import/Export, segretaria con mansioni di amministrazione); il Trasporto, Distribuzione, Magazzino (responsabile logistica, addetti al magazzino, autisti); e la Grande distribuzione organizzata (capo reparto, addetti alla vendita/repartisti, esperti merceologici, addetti alle casse). Il progetto prevede la partecipazione ad azioni di orientamento individuale e di gruppo, nonché la partecipazione a colloqui di selezione presso le aziende che richiedano profili professionali coerenti al progetto di inserimento professionale dei partecipanti. L’adesione al progetto è volontaria, coloro che vorran-

no partecipare sottoscriveranno un “Patto di servizio” contenente l’impegno a partecipare attivamente e puntualmente alle azioni concordate con gli operatori del servizio. Le domande di partecipazione, corredate da un Curriculum Vitae aggiornato del candidato, dovranno essere presentate utilizzando esclusivamente il modulo allegato al bando (All. A - Domanda di partecipazione), disponibile all’indirizzo internet: www.pugliaimpiego.it Le domande saranno prese in considerazione con modalità “a sportello” (fino ad esaurimento dei posti disponibili) e potranno essere presentate a partire dal 25 luglio e fino al 31 ottobre 2011. Le domande dovranno

pervenire a mezzo fax o per posta elettronica entro i termini indicati a Workopp S.p.A. - filiale di Bari, per fax al numero 080/5508633; per e-mail salentoallavoro@workopp.it. Ulteriori informazioni possono essere richieste a Workopp S.p.A., nella filiale di Bari, in via Carlo Collodi, 35. Il numero di telefono di riferimento è 080.5576311.


L’Ora del Salento 15

Lecce, 23 luglio 2011

lo sport Mentre la squadra è in ritiro a Tarvisio, il ds Osti continua a scandagliare il mercato alla ricerca di colpi utili alla cassa e alla causa tecnica

L’ASSIST di Paolo Lojodice

MONDO

Lecce, ecco Carrozzieri e Strasser

Sport e società. Stessi vizi, identiche virtù

Carrozzieri e Strasser i primi volti nuovi del Lecce pronti per la foto con la maglia giallorossa, come da tradizionale album raccolta; per il resto ancora molto da fare. Intanto gli strascichi polemici relativi alla mancata riconferma di questo o quel calciatore, cruciali lo scorso campionato per il rendimento del Lecce - Munari e Vives sopra tutti - sembrano essere superati dal sopravanzare di nuove ipotesi di mercato, vere o presunte ancora da vedere, insomma “digeriti���, sia pur a con qualche lieve disturbo, sull’onda di nuovi possibili trattative. Nel mezzo diventa un fatto di colore la petizione finalizzata a chiedere, sulla base di diecimila firme della tifoseria, una retromarcia da parte della società in merito alla chiusura del rapporto con Chevanton. Questa, è una iniziativa nuova sulla piazza leccese, cui però non può non corrispondere un certo scetticismo sul valore e sul peso “contrattuale” che potrà assumere: l’attuale dirigenza sta attuando, come molte altre società di A e B una chiara politica di riduzione dell’organico, volta alla riconferma di quei soggetti ritenuti utili nel’immediato o con proiezione piuttosto breve, soprattutto in chiave di tutela degli investimenti effettuati in passato e con ipotesi di ingaggio contenuto. Pertanto, cercare di toccare le corde di una sensibi-

In queste settimane la “manovra economica” ha tenuto banco. Tra emendamenti e modifiche una cosa è chiara: i prossimi saranno anni di sacrifici e di tagli, una manovra “seria e rigorosa” non è rimandabile, se non con il rischio di fare la fine della Grecia. Come ci si è arrivati? Detto in parole semplici, per decenni chi governava il Paese ha speso più di quanto lo Stato incassava: anche se il Pil cresceva e la pressione fiscale aumentava, facendo arrivare nelle casse sempre più soldi, si è alimentato un debito pubblico che oggi fa paura. Come chiamare un atteggiamento così se non con il nome di irresponsabilità? Se uno facesse così a “casa sua”, come lo chiameremmo? Dirlo può sembrare banale. Meno banale è ricordare che lo stesso errore fatto dal Paese lo è andato facendo il mondo del calcio. Stesso andazzo, stessi rischi, stessi pericoli. La serie A due anni fa ha chiuso la stagione con 250 milioni di euro di perdite. Ma l’incredibile arriva da un altro dato: nel 1997 gli incassi per i diritti televisivi erano di 241 milioni di euro, due anni fa erano diventati 999 milioni di euro. In pratica, quadruplicati nel giro di poco più di dieci anni. Come mai, con un aumento così “spaventoso” delle entrate, si chiude un bilancio con 250 milioni di perdita? Semplice: basta vivere al di sopra delle proprie possibilità, basta sperperare in rose da 30 o 40 giocatori, basta essere complessivamente poco responsabili. La conseguenza? Chi può ripiana e chi non può fallisce. Dunque società italiana e calcio hanno sofferto dello stesso vizietto: vivere al di sopra delle proprie possibilità. Ora entrambi devono dimostrare di aver imparato la lezione. Il tempo del rigore finanziario è arrivato di pari passo sia per la spesa pubblica che per quella calcistica. Non solo vizi in comune tra società e sport, ma anche virtù. A fronte di risorse sempre minori, il sistema di protezione sociale, il Welfare, è stato eroso drasticamente. Se le cose continuano a funzionare minimamente in quel campo, i meriti vanno ascritti ad un vasto sistema di associazionismo basato sul volontariato, centinaia di migliaia di italiani che avvertono il dovere di prodigarsi gratis per assistere malati, disabili, anziani, marginali di ogni genere. È così anche nello sport: se il sistema continua a funzionare nonostante tutto, se tanti piccoli impianti negli oratori, nelle periferie, nei paesini più sperduti continuano a pullulare di ragazzi e di giovani, ciò accade per merito del volontariato.

S

L’ALTRO

lità emotiva in amministratori ingaggiati con compiti aziendali ben precisi, distanti per tempi e per storia dalle pagine del calcio giallorosso, lascia il tempo che trova. C’è da chiedersi poi, pur con rispetto e considerazione delle firme, quante di queste poi potranno tramutarsi in abbonamenti ai posti a sedere del Via del Mare; le perfomances della campagna abbonamenti giallorossa non sono mai state il forte della piazza, men che mai tali da far sobbalzare gli amministratori di turno sulla seggiola in caso di paventato dissenso della platea. Difficile, pertanto, catalogare oltre che una nota di colore l’iniziativa pro - Chevanton. Finora, dunque, poche le novità in ingresso, poi un gran parlare, un susseguirsi di attese, di proclami all’insegna, in ultimo, del voler tesserare solo calciatori motivati e , in un certo senso potenzialmente devoti alla maglia del Lecce - ma chi mai vorrebbe mettere sotto contratto gente con la testa altrove?, Cacia docet - insomma poco di più di quello che potrebbe apparire teatro ma che al tempo stesso, svela una antica strategia comune a molte squadre, non solo provinciali. Lo snellimento degli organici porterà a breve sul mercato calciatori più o meno giovani e più o meno talentuosi che potrebbero fare al caso anche delle esigenze del Lecce. Il nome di

Legrottaglie accostato alla società di via Templari, al di là della veridicità dei contenuti, è indicativo di fenomeno che nei prossimi giorni toccherà il suo apice: giocatori svincolati, in scadenza di contratto o giovani da valorizzare, saranno al centro di migrazioni incrociate lungo lo Stivale e tanto più i tempi saranno prossimi alla chiusura del 31 agosto, tanto più gli affari potranno essere vantaggiosi a patto di costituire le premesse fin da ora, auspicabile anche per il Lecce. Palermo e Udinese, ad esempio, sono fra le società di calcio che da sole potrebbero mettere sul mercato oltre 20 elementi in ec-

cedenza per i propri organici, quasi una squadra al completo comprese le riserve, giovani già tesserati in previsione di una valorizzazione oppure elementi più esperti di rientro come appunto Munari, altresì per sponda friulana Obodo, Cuadrado, Muriel e Koulibaly direttamente seguiti dal Lecce e proprio per gli ultimi due il DS Osti ha dichiarato alle pagine di Pianeta Lecce.it “Per quanto riguarda Muriel e Koulibaly posso dirle che valuteremo in futuro con l’Udinese, i ragazzi ci piacciono ma non sono in questo momento una priorità”. Pretattica? Possibile. Coscienziose mire al risparmio? Sicuro.

PORT

NUOTO

È un’estate ancora foriera di successi per gli atleti della Fimco Sport Maglie. Dopo la vittoria ai Regionali Esordienti B la società salentina, ha sfiorato il bis conquistando il secondo posto in classifica, piazzando Gabriele Provenzano nella rosa della rappresentativa pugliese in gara a Rovereto per i Campionati Italiani Esordienti. Nei giorni scorsi, difatti, si sono svolti a Bari nella vasca scoperta olimpionica dello Stadio del Nuoto - i Campionati Regionali Estivi per la categoria Esordienti A, maschile (nati nel 1998/99) e femminile (1999/00), manifestazione che segna la fine dell’attività agonistica a livello regionale e dalla quale scaturisce la rappresentativa che prende parte come di consueto, ai Campionati Nazionali per Regione. A Bari sono scese in acqua venti società in rappresentanza del movimento natatorio pugliese, tra

La Fimco Maglie si conferma ai campionati esordienti queste la Fimco Sport Maglie, decisa a ben figurare anche in questa occasione. La compagine della Fimco si è presentata all’importante manifestazione con una rappresentativa di 23 atleti composta da 12 nuotatori della Piscina Comunale di Maglie, 6 dell’Adriatika Nuoto Galatone e 5 della Meridiana Nuoto di Taranto, in virtù del gemellaggio tecnico che vede gareggiare le tre piscine gareggiare sotto gli stessi colori. Al termine della tre giorni di gare, con la partecipazione di ben 24 squadre in rappresentanza del movimento natatorio pugliese, la Fimco Sport ha conquistato il secondo posto nella classifica generale di società, con 291 punti, a soli cinque punti dalla vittoriosa Icos S.C., dopo un esaltante testa a testa che ha visto le due società contendersi il titolo di Campione Regionale fino all’ultima bracciata, e davanti alla Pentotary Foggia terza con 111 punti. Sul podio

per la Fimco nella gara dei 400 Misti, bronzo per Ilaria Fedele e oro per Pierluigi Petrachi; nei 200 Stile, bronzo per Valeria Fertile e oro per Gabriele Provenzano; nei 100 Rana, argento per Luca Marti; nei 200 Farfalla, argento per Pierluigi Petrachi; nei 400 Stile, bronzo per Valeria Fertile e Pierluigi Petrachi; nei 200 Rana, bronzo per Luca Marti; nei 100 Dorso, oro per Marco Nestola; nei 200 Misti bronzo per Luca Marti; nei 100 Farfalla, bronzo per Pierluigi Petrachi; negli 800 Stile bronzo per Veronique Botrugno; nei 1500 Stile Libero oro per Gabriele Provenzano e bronzo per Pierluigi Petrachi; nei 100 Stile Libero, bronzo per Valeria Fertile; nei 200 Dorso, argento per Marco Nestola. Anche dalle staffette sono arrivate grandi soddisfazioni e precisamente: nella 4X100 Misti, medaglia di bronzo per la squadra femminile con Fedele, Squitieri, Petrachi, Fertile, men-

tre la squadra maschile ha conquistato l’oro con Nestola, Marti, Petrachi, Greco; nella 4X100 Stile sempre bronzo per le ragazze con Fertile, Petrachi, Barone, Paladini, e ancora medaglia d’oro per i ragazzi con Stifani, Marti, Spagna, Provenzano. Una menzione particolare merita Cristian Spagna che, seppur al prima anno di categoria in quanto nato 1999, è stato capace di conquistare ben 5 medaglie d’oro in altrettante gare, 400 Misti, 200 e 400 Stile Libero, 200 Misti e 200 Dorso, piazzandosi sempre davanti ai pari età nella classifica a loro dedicata. Hanno infine gareggiato con merito contribuendo al risultato finale anche Francesco Armentano, Alessia Auletta, Giorgia Castrì, Alessia Folesani, Federica Giglio, Marta Marangio, Francesca Micocci, Valeria Minerba, Marta Settimo, Kizito Schimera.


2711 - L'Ora del Salento