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ACLI

VERONESI

N. 1 2014 IL GIORNALE DELLE ACLI DI VERONA - ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI

UN ANNO DI

PAPA FRANCESCO,

pag. 12

DA PAG. 2 LE NOSTRE NOVITA’ PAG. 16 IL TERZO SETTORE NON E’ TERZO A NESSUNO Acli Veronesi n. 1/ 2014 - Poste Italiane s.p.a. - sped. In abb. Postale - D.L. 353/2003 (coinv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB


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dall’art. 7 del Dlsg. 196/2003 in qualsiasi momento l’interessato potrà richiedere la rettifica e la cancellazione dei propri dati scrivendo a: Acli Verona, via Interrato

EDITORIALE

GLI AUGURI PASQUALI DI ITALO SANDRINI

Cari Amici, avrei aver voluto farvi gli auguri personalmente nell’incontro programmato per il 12 aprile, ma il numero esiguo di partecipanti, mi ha impedito questo piacere. Colgo l’occasione per informarvi che, malgrado le pochissime persone presenti, l’incontro è stato gradevole e partecipato, anche perché il circolo ospitante è appena sorto e ho colto da parte loro un grande entusiasmo nel far parte della nostra “casa”. Altro motivo di orgoglio, come aclista, è stato vedere la partecipazione di due dipendenti che hanno fatto 100 km tra andata e ritorno, per essere presenti. Anche questo significa credere nell’associazione che è cosa comune a tanti di voi, ormai l’ho capito, ma credo sia giusto sottolineare per non dimenticare. Questo è lo spirito che fa si che il sottoscritto e altri, malgrado i tanti problemi, continuino a credere in “casa Acli”. Chi come volontario, chi come dipendente, chi come politico etc. lo spirito dovrebbe essere quello, quello di mettere un pezzo nella “casa”, e non per interesse personale, tornaconti, mero stipendio, giochi politici anacronistici, ma solo perché se tutti ci mettono un pezzo la casa rimane in piedi, altrimenti crolla tutto e travolge tutti, come la torre di babele insegna. Per cui il mio augurio più sincero a voi e alle vostre famiglie, di una Pasqua serena e di vera resurrezione, non quella da copertina o dei cristiani da salotto, ma quella in cui ognuno capisce che solo perdendo un pezzo di sé stesso, può dare futuro agli altri e a sé. Buona Pasqua,

dell’Acqua Morta 22,

Italo Sandrini

Presidente Provinciale Acli Verona

37129 Verona

SOMMARIO NEWS ACLI Nuova sede Acli a Borgo Roma, p. 1 Lega Consumatori, p. 2 Ufficio Progetti, p. 4 Unione Sportiva, p. 6 Acli Colf, p. 8

ATTUALITA’ Un anno di Papa Francesco, p. 12 Diventare genitori oggi, p. 14

Il terzo settore non è terzo a nessuno, p. 16 Siria: dopo 3 anni il conflitto continua, p. 18

RUBRICHE Senti chi parla adesso.., p. 20

Parlano i circoli, p. 22 I prossimi appuntamenti, p. 24


NUOVA SEDE ACLI BORGO ROMA Sabato 8 marzo 2014 è stata inaugurata la nuova sede Acli di Borgo Roma che si trova in via Lussino 19. Alla presentazione erano presenti il Presidente delle Acli Provinciali di Verona Italo Sandrini, il Segretario Provinciale Fap Francesco Roncone, il Parroco di San Giacomo Maggiore Don Severino, l’Assessore al Decentramento Antonio Lella, Luigi Ugoli e il Vice segretario della Fap Giuseppe Platino. Presso questa nuova sede gli utenti potranno usufruire di tutti i servizi Acli a loro offerti, tra cui:

NEWS ACLI

ANNO VII NuUMERO 1/2014 www.acliverona.it COPERTINA: Fonte: www.repubblica.it SEDE ACLI VERONA: via Interrato dell’Acqua Morta 22 37129 Verona tel: 0458065512

- servizi fiscali; - servizi di patronato; - servizio successioni; - servizio lavoro domestico; - servizio amministratore di sostegno.

Aut. Trib. di Verona n. 1188 del 12.12.1995

Per informazioni e prenotazioni visionare il sito www.acliverona.it o telefonare al numero 045 8065512 o 045 8065550.

via Scrimiari 24/A 37129 Verona

DIREZIONE E REDAZIONE:

tel: 0459275000 DIRETTORE RESPONSABILE: Don Renzo Beghini CONCEPT AND LAYOUT: Francesca Oppici francesca.oppici@ acliverona.it STAMPA TIPOGRAFICA: Cierre Grafica s.c.a.r.l. - Caselle di Sommacampagna (Vr)


LEGA CONSUMATORI

Firmato nuovo regolamento di conciliazione per il servizio idrico veronese Firmato nuovo regolamento tra Lega consumatori e Acque Veronesi e Azienda Gardesana Servizi Nella sede del Consiglio di Bacino il 13 febbraio scorso è stato firmato il Regolamento per la conciliazione paritetica tra le Società di gestione Acque Veronesi e Azienda Gardesana Servizi e le Associazioni dei consumatori Lega Consumatori, Adiconsum e Movimento Consumatori Verona. L'obiettivo dell'approvazione del regolamento di conciliazione e' stato quindi raggiunto abbondantemente nei termini del programma elaborato dal tavolo tecnico istituito prima di Natale e operativo dal 16 gennaio scorso tra Società di Gestione dell’idrico e Associazioni dei consumatori.

della pratica (come l’attivazione dell’utenza ecc), sospensione per morosità della fornitura, mancata osservanza standard di qualità e obblighi previsti dalla carta dei servizi. COSA CAMBIA. Prima del Regolamento, se per questi casi elencati l’utente, a fronte di un reclamo, non riceveva risposta o se la risposta della Società di gestione non era soddisfacente, si finiva per vie legali, con relativi costi, lungaggini burocratiche e incertezza dell’esito. Ora, le cose cambiano. COME FUNZIONA. Innanzitutto, la prima cosa da fare è sempre inoltrare un reclamo, e questo può essere svolto sia tramite le associazioni aderenti sia autonomamente: in quest’ultimo caso la procedura di conciliazione verrà comunque assegnata (con un criterio turnario) a una delle associazioni firmatarie.

Finalità del regolamento e' quello di risolvere le controversie tra le Società di gestione e i loro clienti in modo pratico, veloce ed economico. Il Regolamento per la conciliazione paritetica, infatti, vuole essere uno strumento di componimento bonario delle controversie attraverso il quale potranno trovare soluzione stragiudiziale le problematiche relative a fatturazione, ricostruzione dei consumi, contestazione della tipologia di uso, lettura errata o ritardo nel trattamento

TEMPISTICHE. La domanda di conciliazione deve essere inviata entro 90 giorni decorrenti dalla data di ricevimento della risposta al reclamo. Una volta presentata la domanda, dopo 30 giorni inizierà il tentativo di conciliazione. Nel corso della procedura sono sospese tutte le azioni esecutive relative alla controversia.

LEGA CONSUMATORI VERONA

La documentazione e le modalità per avviare la procedura sono reperibili sia presso la sede di Lega consumatori di Verona (via Interrato dell'Acqua Morta, 22) sia sui siti di Acque Veronesi (www.acqueveronesi.it) e di AGS (www.ags.vr.it).

Via Interrato dell’Acqua Morta, 22 37129 Verona 045 8065512 verona@legaconsumatoriveneto.it 2

di Emanuele Caobelli Presidente Lega Consumatori Verona


fissa un appuntamento al numero unico:

045 806 55 50


UFFICIO PROGETTI

Recupero Record del Progetto R.E.B.U.S nel 2013! Anche quest’anno l’Ufficio Progetti fa il punto sulle attività svolte nel 2013 e sui risultati ottenuti attraverso le varie progettualità in atto.

specifico il “Symposium on Urban Mining” tenutosi a Bergamo nel maggio 2013, l’ESN – European Social Network organizzato a Dublino nel giugno 2013 e il convegno “Sistemi alimentari sostenibili e disuguaglianze in salute” realizzato a Verona nell’ottobre 2013.

In particolare attraverso il progetto R.e.b.u.s (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente), sono stati recuperati nel corso dello scorso anno 1.148.630,61 chilogrammi di generi alimentari e 35.961 pezzi di cui 28.511 scatole di generi alimentari, 7.371 confezioni di farmaci e 79 scatoloni di vestiario e gadget derivanti da donazioni occasionali per un valore economico complessivo di circa 1.800.000 euro: un recupero record, con un aumento di circa il 50% rispetto al quantitativo recuperato nel 2012.

L’obiettivo che si pone l’Ufficio Progetti per il 2014 è quello di riuscire ad inserire nella rete altri donatori in modo tale da poter ridurre, da un lato gli sprechi attraverso la diffusione di un modello di gestione dei rifiuti con una forte valenza sociale, e dall’altro soddisfare in modo sempre più completo il fabbisogno delle associazioni del territorio che si trovano ad affrontare ogni giorno sempre più richieste di aiuto da parte in particolare di famiglie che con la crisi si trovano in condizioni di maggiore difficoltà.

I beni sono stati raccolti da diversi canali: mense scolastiche e ospedaliere, supermercati, mercati ortofrutticoli, centri cottura, organizzazioni di produttori agricoli, grossisti di ortofrutta e farmacie e sono stati distribuiti ad un centinaio di associazioni presenti nei diversi territori in cui è attivo il progetto (Verona, Vicenza, Mantova, Padova, Brescia e Bergamo). In termini di riduzione degli sprechi, il recupero ha consentito di prevenire nella provincia di Verona un quantitativo di rifiuti organici (rappresentati da generi alimentari freschi e pasti cotti) pari a quasi il 5% della frazione organica dei rifiuti solidi urbani raccolti nel 2002 nel territorio cittadino e si può ipotizzare ragionevolmente che, con il coinvolgimento di tutte le catene distributive, le mense scolastiche del territorio e tutti i posteggianti della società Veronamercato S.p.A., si potrebbe arrivare ad un quantitativo recuperabile di circa 1.700.000 chilogrammi.

Nella foto un nostro volontario mentre recupera da una mensa scolastica.

di Martina Tommasi Referente progetto R.e.b.u.s.

Nell’arco del 2013 il progetto è stato inoltre presentato come buona pratica in alcuni eventi nazionali ed internazionali, nello 4


UFFICIO PROGETTI

Nessuno Escluso arriva anche a Borgo Roma! Nessuno Escluso è un progetto coordinato e gestito dall’Ufficio Progetti delle Acli Provinciali di Verona nato con l’obiettivo di combattere l’evasione scolastica e favorire l’inclusione sociale di bambini e ragazzi a rischio di emarginazione e non (con diverse caratteristiche, origini ed esigenze), grazie alla presenza di operatori e volontari di varie fasce d’età (studenti delle scuole superiori e dell’università, giovani lavoratori, pensionati), ovvero a punti di riferimento differenti per le diverse necessità di ognuno.

Si tratta infatti di un doposcuola gratuito rivolto a bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni; un’occasione per studiare assieme ai propri coetanei, condividendo studio, tempo e difficoltà per rafforzare l’autostima e migliorare il rendimento scolastico; un luogo sicuro ed accogliente dove potersi confrontare con gli operatori anche su tematiche estranee alla scuola, ottenendo, se necessario, un supporto psicologico e mantenendo sempre un contatto con scuola e famiglia. Il progetto è attivo da due anni nel quartiere Borgo Nuovo di Verona, ed è stato attivato dal 18 febbraio 2014 anche a Borgo Roma nei seguenti giorni e orari:

Parrocchia S.Giovanni Battista in Tomba Extra

martedì e giovedì dalle 14.30 alle 16.30 presso le sale del Circolo NOI - Parrocchia San Giovanni Battista in Tomba Extra in via Centro 80, 37135 Verona. “Nessuno Escluso - Borgo Roma” è un servizio gratuito che prevede l’iscrizione al Circolo NOI tramite una tessera associativa comprensiva di assicurazione pari a 8 euro per ogni iscritto.

Servizio di studio assistito ed intrattenimento extra-scolastico nei quartieri di Borgo Nuovo e Borgo Roma, per alunni delle scuole primarie e secondarie.

Per informazioni, contatti ed iscrizioni: Francesca Oppici, francesca.oppici@acliverona.it, 0459275000 – Referente progetto Nessuno Escluso Gatti Giovanni, 3491980916 – Circolo NOI Tomba Extra

L’attività verrà svolta il martedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30, presso: “Circolo NOI - Parrocchia San Giovanni Battista in Tomba Extra” via Centro 80, 37135 Verona.

UFFICIO PROGETTI ACLI VERONA Via Scrimiari, 24/A Per iscrizioni ed informazioni: Ufficio Progetti: 0459275000 francesca.oppici@acliverona.it Circolo Noi Tomba Extra: Gatti Giovanni 3491980916 - via Centro 80, VR

37129 Verona 045 9275000 5

ufficioprogetti@acliverona.it


UNIONE SPORTIVA

domenica 8 giugno 2014: Festa dello Sport e della Salute Sociale Domenica 8 Giugno 2014, presso il Circolo I Maggio di Montorio (Via del Lanificio, 60 – Montorio VR), si terrà la IV Edizione della “FESTA DELLO SPORT e della Salute Sociale”, momento di festa e solidarietà, occasione per incontrare le ACLI tutte al di fuori dei circoli, degli uffici o dei centri di formazione professionale presenti sul territorio.

dicato agli sport di Squadra (Calcio a 5 e Pallavolo) realizzato in collaborazione con le Sedi Veronesi di En.A.I.P. Veneto. Domenica 8 Giugno, invece, si aprirà con la premiazione dei ragazzi che hanno partecipato al trofeo scaligero di karate; a partire dalle 11.30 si terrà un convengo dedicato a ragazzi e famiglie sul tema “CYBERBULLISMO: come difendersi dai pericoli della rete”. Nel pomeriggio, poi, si terranno attività sportive varie; momenti di spettacolo e intrattenimento. Il programma completo sarà visibile a breve sul sito www.acliverona.it

All’interno della manifestazione sarà possibile trovare spazi dedicati all’attività fisica per tutti, nonché proposte di natura culturale e solidale tipiche dell’intera cultura ACLISTA, ma anche di moltissime realtà che promuovono il benessere sociale tramite le loro azioni nel quotidiano. La manifestazione si aprirà già nel mattino del 7 Giugno con un momento de-

Come raggiungere il circolo.

Nel corso della giornata di domenica saranno attivi gli stand eno-gastronomici e, a partire dalle 21.00, é previsto l’intrattenimento musicale.

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UNIONE SPORTIVA

Report: A Ruota Libera 2014 Il 24 e 25 Gennaio 2014, presso il TEATRO FILIPPINI di Verona, si é tenuta la 2a Edizione della manifestazione “A RUOTA LIBERA. Festiva Scaligero delle Abilità Integrate”, promossa dall’Unione Sportiva ACLI di Verona, con il patrocinio del Comune di Verona.

lo spettacolo Rakam, per la serata di gala del Premio Danza & Danza, dello spettacolo I-Ching rappresentato in Marocco, Stati Uniti e a San Pietroburgo. Regista Di numerosi spettacoli di primaria importanza, tiene corsi annuali e stages di Contact Improvisation e teatrodanza in Italia, Europa e Giappone. Si è specializzato nella tecnica della Contact Improvisation, Danceability, Real Time Composition e Authentic Movement. Crea video e coreografie multimediali.

La manifestazione si é concretizzata in una due giorni di esibizioni artistiche (danza e non solo) curate da gruppi di ragazzi e ragazze con diversi gradi di disabilità o da gruppi misti di ragazzi con disabilità in compresenza di normodotati. La manifestazione ha ospitato l’”ASD Il Ponte ONLUS”, proveniente da Roma.

Un ringraziamento particolare a: l’Assessorato allo Sport del Comune di Verona, e ai suoi uffici, per il patrocinio e la preziosa collaborazione che in questi anni non ci ha fatto mancare; L’ASD Diversamente in Danza, che vanta un’esperienza decennale sui temi sviluppati nel corso del festival. Un ringraziamento particolare va alla presidente, coreografa e danzamovimentoterapeuta dell’associazione, Giorgia Panetto, che ha fattivamente collaborato alla programmazione e realizzazione dell’evento; L’ASD Compagnia Giovani Danzatori Chrono Ballet – progetto DanzAbile –, per aver aderito all’iniziativa; L’UNASP ACLI di Verona per la collaborazione offerta; L’ASD Il Ponte ONLUS di Roma che, assieme al Comitato provinciale di Roma e alla Sede Nazionale USacli, hanno raccolto l’invito a partecipare a questa nostra iniziativa; I volontari e le volontarie che in vari modi si sono adoperati per l’accoglienza e la realizzazione della manifestazione; il CAF ACLI per il sostegno offerto alla realizzazione della manifestazione.

La sera del 24 gennaio 2014, é stata dedicata alla danza. Si sono esibite l’ASD Diversamente in Danza con lo spettacolo intitolato Mix Abile; e l’ASD Compagnia Giovani Danzatori Chrono Ballet con il Progetto DanzAbile, che hanno messo in scena la performance intitolata (S)PASSO A DUE DANZABILE. La sera del 25 gennaio 2014, invece, ha visto l’affiancamento di uno spettacolo di danza con uno di teatro. L’ASD Diversamente in Danza, si é esibita con F.L.Y. Finally Love Yuourself; mentre, l’ASD Il Ponte ONLUS, di Roma, si é esibita nello spettacolo teatrale intitolato Nel bel mezzo di un gelido inverno… sogno di una notte di mezza estate. Una nota particolare va dedicata all’ASD Il Ponte ONLUS, i cui ragazzi hanno offerto una bella performance, ricevendo applausi e consensi da parte del pubblico presente. Particolarmente commovente la conclusione della serata, con grande festa finale sul palcoscenico; a testimonianza delle nuove amicizie nate, avendo condiviso un’esperienza che ha entusiasmato tutti i partecipanti. Nel pomeriggio del 25 Gennaio 2014, sempre presso il TEATRO FILIPPINI, si é tenuto uno stage formativo sulla CONTACT IMPROVVISATION, tenuto dal coreografo, regista, danzatore, performer e videomaker Roberto Lun. Quest’ultimo, é stato il coreografo della Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali di Torino 2006, del-

UNIONE SPORTIVA ACLI VERONA Via Scrimiari, 24/A 37129 Verona 045 8038112 7

verona.usacli@acli.it


ACLI COLF

tavola rotonda: L’ ambivalenza del lavoro di cura: questione di donne o nodi sociali irrisolti? Le Acli colf veronesi hanno concluso un percorso di formazione per nuove volontarie, articolato in sei incontri pomeridiani che ha visto una numerosa e attiva partecipazione. Le lavoratrici si sono incontrate presso Casa Mag per riflettere e riscoprire la dimensione associativa del saper “prendersi cura di chi cura” segnata ormai da differenti culture che interrogano e chiedono di assumere nuove responsabilità personali e di gruppo. All’interno di questo itinerario il 6 marzo scorso si è svolta una tavola rotonda sul tema l’”Ambivalenza del lavoro di cura: questione di donne o nodi sociali irrisolti?”. Sono state invitate alcune donne che, per la loro specificità di impegno e di ricerca, hanno aiutato il gruppo a riflettere e a mettersi in gioco su temi che vivono sulla propria pelle e le cui soluzioni sembrano allontanarsi sempre di più. È proprio vero?

Clorinda Turri, Segretaria provinciale Acli colf, dopo aver rivolto un breve saluto e ringraziamento alle relatrici che hanno accolto l’invito a portare il loro contributo alla questione dell’ ambivalenza del lavoro di cura e ai nodi sociali irrisolti, ha ricordato che ognuno di noi ha bisogno di dare e ricevere cura, ma la tradizione ha consegnato alle donne la “cura della vita”. Ciò ha determinato una impropria divisione tra le responsabilità della collettività e quelle tra uomini e donne. Nel mercato della cura, secondo i recenti dati dell’INPS, sono impiegati oltre 993mila lavoratori, l’81,66% è rappresentato da donne, prevalentemente straniere, anche se si registra, soprattutto ultimamente, una crescita di presenza di donne italiane. Data la rilevanza planetaria che sta assumendo la migrazione femminile - e si tratta per lo più di donne impegnate nei


ACLI COLF

lavori domestici e di cura nelle case dei paesi ricchi- l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha adottato una apposita Convenzione (n.189) e la Raccomandazione 201, che mettono l’accento sulla inderogabile necessità di assicurare lavoro dignitoso alle lavoratrici e ai lavoratori domestici. Francesco Roncone, Segretario Provinciale della FAP ha portato il saluto della Presidenza Provinciale Acli ed ha auspicato che la figura dell’assistente familiare trovi un adeguato riconoscimento nello sviluppo dei servizi domiciliari sempre più necessari per rispondere ai crescenti bisogni degli anziani. Claudia Alemani, dell’Università di Milano Bicocca, introducendo la tavola rotonda, ha evidenziato che il lavoro di cura svolto dentro casa è lavoro che crea benessere per le tutte le persone, deboli e non. Numerosi gli aspetti dell’ ambivalenza del lavoro di cura. Si tratta di un lavoro potenzialmente ricco di relazioni umane, ma al tempo stesso è faticoso/ansiogeno e ripetitivo. Anche la ri-

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petitività ha due facce: una di rassicurazione, una di noia. Le ambivalenze riguardano, da un lato, la domanda di lavoro domestico. Se guardiamo al nostro paese, sono storicamente le donne ”povere”, quelle che arrivavano in città dal Polesine, dalle vallate, poi dal meridione prima, poi da Paesi “poveri”, a reggere il peso di queste attività. Tutte nel tempo hanno svolto questo lavoro non riconosciuto, non considerato che le umiliava. Eppure molte di queste donne hanno trovato, grazie a questo lavoro, una propria indipendenza economica. Ma le ambivalenze riguardano, d’altra parte, anche l’offerta di lavoro. Negli anni cinquanta del novecento, le domestiche rappresentavano uno status symbol per le signore della media borghesia, poi le donne sono entrate in massa nel mercato del lavoro con l’illusione di poter disporre di una rete di servizi adeguati. Claudia afferma che non è andata così, anzi col tempo i bisogni di cura sono cambiati e questi attraversano tutte le classi sociali, perché sono aumentati gli anziani da accudire e non si è ampliata la rete di servizi rivolta ad


ACLI COLF altri soggetti. Ma al di là dei cambiamenti sociali il lavoro di cura è rimasto di pertinenza delle donne ed è uno dei nodi irrisolti. Daniela Liberati, coordinatrice dell’area dei servizi sociali per adulti e anziani nel Comune di Verona, ha sottolineato l’aumento della popolazione anziana. Una parte è attiva e sta bene (in genere quella dai 65 ai 79 anni), mentre dagli 80 anni in su c’è maggior fragilità, e quest’area è formata prevalentemente da donne sole. Nel 2001 gli anziani in carico al Comune di Verona erano 2400, nel 2013 sono arrivati a 3130. A questi si aggiungono circa 2000 adulti in situazioni di fragilità. I servizi offerti dal Comune di Verona coprono una parte dei bisogni sociali e sono rivolti solo agli indigenti , restano fuori tutti gli altri, e questo – afferma Liberati- è un nodo irrisolto. Il Comune, attraverso alcune cooperative, garantisce il servizio di assistenza domiciliare e fornisce pasti a domicilio a 647 utenti. Oltre a ciò sono attivi posti sollievo, centri diurni e case famiglia. Ma le risorse per incentivare i servizi sono sempre più ridotte e questo, afferma Liberati, è sicuramente un altro nodo irrisolto. Un modo per far fronte alle vecchie e nuove fragilità è creare nuove sinergie tra i soggetti coinvolti nel campo sociale e sanitario. Wanda Tommasi, dell’Università di Verona e della Comunità filosofica Diotima, ha fatto riferimento al femminismo che, in alcune sue componenti, ha attraversato inizialmente una fase di rifiuto del lavoro di cura per passare poi alla sua rivalutazione vista come dimensione imprescindibile della vita. Niente può aver senso se la cura del vivere non ne ha. Riconoscere la valenza simbolica del lavoro di cura significa anche riconoscere il debito con la natura. Wanda ha sottolineato che la dimensione relazionale della cura non è interamente monetizzabile. Perciò è necessario ribaltare quella gerarchia di valori che colloca il lavoro di cura delle donne al “basso” della scala sociale, mentre colloca i lavori degli uomini in “alto”. Per quanto riguarda il lavoro di cura e il rapporto fra donne che lavorano fuori casa e donne che curano dentro casa si tratta, è vero, di un nodo irrisolto. Ma più che di conflitto, ha ag10


ACLI COLF giunto, si tratta di situazioni di costrizione. La contrattazione e lo scambio fra chi chiede aiuto e chi lo dà mettono in gioco “strategie di libertà” per entrambi. Dunque, donne viste come soggetti e non solo come vittime. Una diversa gerarchia dei valori permetterebbe al lavoro di cura di uscire dall’invisibilità a cui continua ad essere condannato.

ro di cura, in modo che possa essere considerato nei gradini più alti dei valori sociali. Sempre con un ”pizzico di allegria”, promuovono percorsi di apprendimento/formazione, azioni di mutuo aiuto, ecc. Il loro motto è: “ Porque sin nosotras no se muove el mundo” (Perché senza di noi non si muove il mondo). Non a caso il logo è una donna che muove un grande meccanismo.

Francesca Vinello, dell’Università di Padova, ha parlato di un’esperienza vissuta con un collettivo di donne spagnole, formato da immigrate e native che insieme gestiscono la Casa delle donne a Madrid che considerano uno spazio transfrontaliero. La Casa è un luogo di incontro nel quale si discute, si organizza la lotta per i propri diritti, per dare dignità al lavoro di cura. Le donne condividono il loro tempo libero per avanzare proposte di cambiamento (e tra queste particolare importanza ha la richiesta di ratifica, da parte della Spagna, della Convenzione 189). Hanno proposto anche una giornata di sciopero per chiedere tutela e per provare a dare un segnale utile a valorizzare il lavo-

Raffaella Maion, Segretaria Nazionale Acli Colf, ha concluso la tavola rotonda evidenziando come la Convenzione 189, che è stata ratificata dall’Italia, abbia dato visibilità mondiale al lavoro domestico e di cura. Anche se l’Italia è un paese che da 40 anni ha riconosciuto alla categoria dei domestici un contratto di lavoro, restano comunque nodi irrisolti nel campo dei diritti: la tutela della maternità è solo parziale, manca il riconoscimento dell’indennità giornaliera di malattia, il sistema contributivo è penalizzante. Ha sottolineato, inoltre, che è necessario investire di più nelle spese sociali stabilendo modalità diverse di allocare le risorse pubbliche. L’incontro è stato molto partecipato ed è stata toccante l’esperienza portata da una lavoratrice che, per oltre 12 anni, ha accompagnato due anziane signore con cura ed affetto fino alla morte. Ora le sente vicine tant’è che sono diventate i suoi angeli custodi Ha poi recitato una poesia a loro dedicata.

di Clorinda Turri Segretaria Provinciale Acli Colf Foto tratte dall’evento.

ACLI COLF Via Interrato dell’Acqua Morta, 22 37129 Verona 045 2521378 11


Foto tratta da www.repubblica.it

SCO E C N A R A F P A P I D UN ANNO “Come indurisce il cuore la coscienza isolata!”

Papa Francesco

Oltre a ciò Papa Francesco sta intraprendendo quella che è stata ribattezzata “la lotta alla pedofilia” nei confronti del clero, condannando il fenomeno anche a livello sociale. Importante è, anche, l’apertura al dialogo con altre religioni, come ad esempio con la Chiesa ortodossa, quella copta egizia e con i musulmani. Papa Francesco è prima un uomo semplice, poi un religioso, un filosofo ed infine un Educatore. Un Papa che ha scelto di educare la Chiesa e di rieducarla; educare un organo ecclesiale significa anche educare il mondo laico e cristiano. E’ proprio grazie al suo essere uomo ed alla vocazione di Padre spirituale che Papa Francesco riesce ad entrare nel profondo, con parole semplici e che mirano al cuore delle persone ed al proprio essere Uomini nel mondo. Lo strumento che utilizza per raggiungere tali obiettivi è il dialogo con i credenti, ma soprattutto con chi non crede; precursore di questo approccio è stato Mons. Geremia Bonomelli, di cui ricorre il centenario proprio nel 2014, che si era occupato prevalentemente di questioni sociali quali l’immigrazione e l’educazione femminile.

E’ passato un anno da quando Jorge Bergoglio è salito al Soglio Pontificio, diventando Papa Francesco, ossia il papa della speranza, che parla a tutti anche oltre il recinto dei fedeli. Per comprendere quale fosse il pensiero che avrebbe accompagnato tutto il papato del Cardinale Bergoglio è interessante ricordare il dialogo intercorso con il fondatore del quotidiano Repubblica, Eugenio Scalfari, nel quale emerge in modo chiaro l’indirizzo che vuole dare alla Chiesa: “Il proselitismo è una solenne sciochezza, non ha senso. Bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda.A me capita che dopo un incontro ho voglia di farne un altro perchè nascono nuove idee e si scoprono nuovi bisogni. Questo è importante: conoscersi, ascoltarsi, ampliare la cerchia dei pensieri. Il mondo è percorso da strade che riavvicinano e allontanano, ma l’importante è che portino verso il Bene”. Le “sue” 4 riforme principali che fin dall’inizio lo hanno contraddistinto sono: la Riforma della Curia, la Riforma delle opere religiose, la Riforma del Codice Penale Vaticano, la Riforma economica della Santa Sede. 12


12 MESI DI NOVITA’ E CAMBIAMENTI:

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L’anello del pescatore (il simbolo del ministero petrino) scelto da Bergoglio è d’argento dorato e non d’oro.

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Guarda spesso l’orologio di plastica nero e preferisce evitare cerimonie molto lunghe.

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Si presenta al mondo con le“Scarpe nere di sempre”. I mocassini rossi sono un lontano ricordo.

Rinuncia da subito alla lussuosa Scv 001 del parco auto vaticano, presentandosi sempre con un’utilitaria.

Per la prima volta celebra la messa in Coena Domini in prigione e lava i piedi a 12 giovani, tra cui 2 ragazze.

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Non usa il passaporto diplomatico della Santa Sede, vuole viaggiare come semplice cittadino argentino.

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Alza il pollice nel segno di ok quando comunica con la folla, soprattutto con i più giovani.

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Vende all’asta una moto regalatagli dalla Harley Davidson per 300mila euro, destinati ai senzatetto di Roma.

Non si presenta a un concerto in Vaticano per distanziarsi dalla Curia romana, dal Palazzo apostolico, dal potere vaticano.

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Non si cura del protocollo papale, inchinandosi per salutare la Regina Rania di Giordania.

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Il 16 marzo in udienza Francesco accarezza e benedice Asia, il labrador di un giornalista non vedente. 13

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Per la visita a Lampedusa sceglie una croce fatta con il legno dei barconi affondati vicino all’isola. Tratto da www.repubblica.it


DIVENTARE GE NITORI, OGGI . In occasione della festa della mamma e del papà, l’importanza di essere genitori. La mamma è la persona con cui il bambino costruirà il primo legame di attaccamento, ossia di relazione, che sarà di esempio per tutti i rapporti futuri. La mamma risponde infatti, nei primi mesi di vita a tutti i bisogni di cura (nutrimento,affetto, ritmo sonno veglia); è importante però sottolineare che non vi è una regola universale dell’essere madre, ma, come diceva il famoso Psicanalista Winnicot, sarebbe auspicabile essere “Non madri perfette……madri insicure capaci “preoccuparsi” cioè “prendersi cura di”… grazie al lavoro anticipatorio e all’attesa dei nove mesi che le ha rese in grado di “sentire” dentro di sé la possibilità di essere una buona madre per il proprio figlio”. Definire la maternità è semplice perchè vedere o essere una donna con il pancione, o ancora di più, vedere o essere una madre con il suo piccolo in braccio è un qualcosa di speciale e ricco di emozioni.

Diventare genitori è un esperienza meravigliosa della vita di ciascun individuo, ma che allo stesso tempo comporta cambiamenti ed una riorganizzazione personale e di coppia. L’attesa di un figlio rappresenta il periodo in cui iniziare ad entrare in contatto con questa nuova dimensione relazionale, la coppia passa i nove mesi parlando del futuro bambino, immaginandolo, sognandolo, chiedendosi: “come sarà?”, “saremo capaci?”..... E’ In questo momento che avvengono i primi cambiamenti fisici, in particolare, per la mamma, psicologici, sociali e relazionali per entrambi; è proprio attraverso la loro accettazione e la conseguente costruzione di un nuovo equilibrio che i genitori iniziano a costruire il legame primario della triade futura. Si parla di attaccamento prenatale (Carley 1981) ossia dell’Insieme di rappresentazioni, fantasie, atteggiamenti e comportamenti che si sviluppano nella mente dei genitori nei confronti del feto e che implica interazione e coinvolgimento affettivo.

Il papà invece occupa un ruolo indispensabile ed importante, ma è meno visibile all’inzio dell’avventura, poichè conduce una gravidanza mentale; per lui assistere al parto può 14


significare semplicemente vedere nascere il proprio figlio e partorire la propria compagna. Per divenire più consapevole della novità arrivata nella vita, deve iniziare a conoscere il bambino da solo, non più tramite il corpo della mamma, deve toccarlo, abbracciarlo, baciarlo, guardarlo, in questo modo iniziò la lo conoscenza e relazione. L’autore Roth descrive bene questo momento: “Mentre tenevo tra le mie braccia quella cosina minuscola, urlante, brutta e paonazza, sentivo chiaramente quale mutamento stava avvenendo in me. Per piccola, brutta e rossastra che fosse la cosa tra le mie braccia, da essa emanava una forza indicibile. E di più: era come se in questo povero tenero corpicino si fosse accumulata tutta la mia forza, come se tenessi in mano me stesso ed il meglio di me”.

Foto tratta da www.freedigitalphotos.net

ma con modalità e caratteristiche maschili. Affinchè questo processo di possa realizzare è necessario che la coppia madre-padre riorganizzi la propria relazione in luce della nascita, della presenza del figlio e della nuova famiglia.

Il papà ha due ruoli importanti in un primo momento quello di proteggere la diade mamma-bambino e poi favorire nel figlio l’esperienza di una nuova relazione.

Sarebbe utile che ciascun protagonista imparasse a conoscere i propri bisogni, paure e difficoltà così da comunicarle e condividerle con il proprio partner e costituire un clima di collaborazione ed aiuto reciproco. In questo modo potrebbe essere più facile e soddisfacente vivere la genitorialità e trasmettere anche ai figli un modello relazionale equilibrato e basato sull’importanza dei ruoli di ciascun componente.

Nella nostra società inoltre si è passati da un padre escluso (la cura del bambino era “cose da donne”) ad un padre partecipe che svolge un ruolo attivo nella crescita ed educazione dei figli. Si può parlare quindi di “maternage paterno”, ossia del prendersi cura con sensibilità ed empatia,

Diventare mamma per me e papà per mio marito è stato l’evento più sconvolgente ma più importante della nostra vita; poichè grazie alla nascita di nostra figlia abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più noi stessi e la nostra coppia ed insieme iniziare a conoscere la nostra bambina e con lei affrontare il mondo con l’entusiasmo e la curiosità propria dei bambini. Nonostante le difficoltà, le paure, gli errori che ci sono stati e ci saranno non c’è nulla di più bello di sentirci chiamare “Mamma” e “ Papà”.

di Maddalena Marcanti

Psicologa e Psicoterapeuta 15


E R O T T SE O Z R E O N U S IL T S E N A O Z R TE ’ E N O N Nuove sfide per l’impresa sociale. che saranno chiamati ad essere co-produttori delle risposte a loro destinate; - dalla competizione alla conversazione, al dialogo con il proprio ecosistema di riferimento; - dal finanziamento dell’output al finanziamento dell’outcome con la misurazione del valore economico dell’impatto sociale e del risparmio garantito alla PA.

Il termine “impresa sociale” rimbalza da un convegno all’altro come modalità adeguata per affrontare la complessità sociale e la modernità economica. La conoscenza del funzionamento dell’impresa sociale favorisce oggi l’aumento del numero di persone che la percepiscono come metodo per immaginare la produzione di nuovi servizi sociali, per promuovere sviluppo in nuovi settori, per generare nuovi posti di lavoro tra i soggetti vulnerabili, per rigenerre luoghi e nuova socialità, per promuovere imprenditorialità tra i giovani, per ibridare le tecnologie con i servizi di prossimità per attrarre la finanza più paziente.

Il terzo settore perciò, si propone come soggetto in grado di un’elaborazione culturale e capace di incidere su un sistema economico in difficoltà. A livello nazionale i fondi destinati dal Governo Renzi (mezzo miliardo di euro in un fondo per l’impresa sociale e la prospettiva di alcune deleghe al Ministero del lavoro e delle Politiche sociali) hanno indubbiamente destato notevole interesse da parte degli operatori del settore. Non è stato ancora deciso come questo fondo dovrà operare e soprattutto chi finanzierà.

Sono essenzialmente quattro le aree nelle quali sono in atto trasformazioni radicali: - dall’innovazione nel campo dell’offerta all’innovazione nell’aggregare la domanda verso beni ad alto contenuto sociale (buy social); - da stakeholder a assetholder con coinvolgimento dei beneficiari dei servizi sociali

Grazie al lavoro del sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba, già presidente delle ACLI 16


e politico di riferimento per il Terzo settore Italiano verrà presentato un disegno di legge che punta a superare i limiti della normativa italiana della legge 155/2006.

verso un paniere di strumenti: il social lending, l’equity sociale, il social impact bond. Già nel 2011 con la Social Business Initiative, l’Unione Europea ha varato un piano d’azione per lo sviluppo dell’impresa sociale per sostenere occupazione e crescita. Lo scorso giugno è stato costituito un gruppo di lavoro del G8 per favorire la costituzione di un quadro internazionale capace di promuovere il mercato dell’investimento ad alto impatto sociale.

Le modifiche fondamentali mirano a includere oltre alle cooperative sociali e alle imprese con le caratteristiche richieste quelle del commercio equo e solidale, le iniziative di housing sociale, il microcredito e le iniziative per il reinserimento lavorativo. Alle imprese sociali verrà esteso il regime fiscale delle ONLUS e i vantaggi riconosciuti alle “start up”innovative; la possibilità che una quota del patrimonio sia trasferito dallo Stato a comuni, province, città metropolitane e regioni che sia destinato alle imprese sociali. Si è avanzata anche l’ipotesi di un “social supportino factor” affinchè nell’erogazione del credito sia richiesta alle banche un’esposizione patrimoniale inferiore se si tratta di imprese sociali.

Quella che si prospetta perciò è una stagione di grandi cambiamenti attraverso la quale si avrà l’occasione di compiere quel salto di qualità imprenditoriale che si chiede da tempo, deponendo vecchi schemi culturali e residuati ideologici per contribuire a sostenere un modello di sviluppo più adatto alla fase che l’Occidente sta attraversando. genitori nei confronti del feto e che implica interazione e coinvolgimento affettivo.

A livello internazionale il Terzo settore sem bra contraddistinto dalla ricerca di policy in cui si vagliano le pratiche migliori attra-

di Chiara Cantone

Stagista dell’Università di Catania

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Foto tratta da www.frontierenews.it

SIRIA: DOPO TRE ANNI

IL CONFLITTO CONTINUA

“Mai pensare che la guerra, anche se giustificata, non sia un crimine” E. Hemingway ni prima. In quei giorni a Daraa (città a sud del paese, vicino alla Giordania) la situazione era difficile. Oltre alla povertà e alla disoccupazione, la città era piena di profughi provenienti dal nord del paese perché il governo non aveva saputo provvedere alla siccità e, nonostante la censura del governo, arrivavano dal mondo arabo le notizie di folle che erano riuscite a rovesciare il governo tunisino e quello egiziano. Così, il 6 marzo 2011 un gruppo di ragazzi dai 13 ai 16 anni scrisse alcuni graffiti sul muro di una scuola, tra cui “Il popolo vuole rovesciare il regime” e “È il tuo turno, dottore” (messaggio diretto proprio ad Assad, laureato in oftalmologia).

Il 15 marzo 2011 migliaia di persone scesero in piazza ad Aleppo e Damasco, le due città più grandi della Siria, per protestare contro il regime del presidente Bashar al-Assad. Questa fu una delle prime manifestazioni di dissenso di massa della storia recente del “regno del silenzio”, così chiamato perché la Siria, diversamente dai paesi vicini, non sembrava alzare nessuna voce di protesta, nonostante fosse governata da cinquant’anni dalla famiglia Assad tramite un costante stato di emergenza e con l’uso della censura, dello spionaggio e dell’intimidazione del popolo (l’ultima grande protesta risale al 1982 quando le forze dei Fratelli Musulmani siriani occuparono la città di Hama, e l’esercito di Hafez al-Assad, il padre dell’attuale dittatore, bombardò la città per 27 giorni causando la morte di almeno 10 mila persone).

Il giorno dopo la scuola fu invasa da poliziotti e agenti dei servizi di sicurezza, una dozzina di ragazzi vennero arrestati e la polizia andò a prelevarne altri direttamente a casa. I giorni passarono e, anche se gli ufficiali ave-

Le proteste del 15 marzo furono una risposta a un fatto accaduto una decina di gior18


vano promesso che i ragazzi sarebbero stati detenuti soltanto per poche ore, non venivano liberati. I genitori si recarono dalle autorità di Daraa, chiedendo la liberazione dei loro figli, ma vennero scacciati e si sentirono dire di doversi dimenticare dei propri figli.

dopo le prime proteste, un gruppo di ufficiali disertori proclamò la nascita dell’Esercito Libero Siriano (la Free Syrian Army, FSA). Le manifestazioni contro il regime si trasformarono così in una guerra civile che, nonostante l’interesse via via calante da parte dei media internazionali, dura ancora oggi.

Nonostante i tentativi di censura del regime, la notizia dell’arresto si diffuse: si diceva che fossero stati picchiati, torturati, forse uccisi. I ragazzi di Daraa, però, non erano le uniche vittime; in tutta la Siria migliaia di famiglie non sapevano nulla dei loro cari, arrestati e fatti sparire dal regime. Così, spronati dai successi ottenuti dai manifestanti negli altri paesi arabi, alcuni attivisti siriani cominciarono ad organizzarsi e il 15 marzo in molte piazze migliaia di persone manifestarono silenziosamente, camminando tenendo in alto le foto dei parenti scomparsi, o cantando slogan contro il regime.

Tre anni dopo lo scoppio della guerra non si è ancora vicini alla pace. Tre sono le parti in gioco: il regime e i suoi alleati, ovvero l’Iran e il movimento libanese Hezbollah (che ha inviato truppe addestrate e rifornimenti che sono stati molto utili per ottenere vittorie nel sud del paese); la parte più moderata dell’opposizione guidata proprio dall’Esercito Libero Siriano che gode dell’appoggio internazionale e di rifornimenti provenienti da paesi arabi come Arabia Saudita e Qatar; ed infine i gruppi ribelli islamici più estremisti ed in particolare l’ISIS (Stato islamico dell’Iraq e del Levante), una delle formazioni militarmente più forti all’interno dell’opposizione, che sembrano essersi coalizzati momentaneamente col regime per sconfiggere i moderati, nemici di entrambi.

Da allora le manifestazioni si fecero sempre più presenti e il governo di Assad rispose alle proteste con arresti, uccisioni, sparizioni e torture,ma senza riuscire a fermare l’opposizione. In poche settimane le proteste si allargarono a tutta la Siria e con la fine di aprile e l’inizio di maggio la repressione divenne più feroce, Assad fu costretto a schierare l’esercito nelle strade e più di mille persone vennero uccise durante le dimostrazioni.

Gli sforzi della comunità internazionale, come le spedizioni di soccorso e le due conferenze di pace a Ginevra, hanno dato scarsi risultati, così come quelli per distruggere le armi chimiche di Assad, distruzione che dovrebbe avvenire entro la metà del 2014 ma che sicuramente si protrarrà oltre questa scadenza.

Nel nord del paese i manifestanti cominciarono ad assaltare le caserme delle forze di sicurezza e ad impossessarsi delle loro armi. Costretti a sparare sulla folla, iniziarono le prime diserzioni: il 29 luglio, quattro mesi

La guerra sta diventando sempre più violenta e questo è inaccettabile: in un paese di 22 milioni di abitanti, tre anni di guerra sono costati più di 140 mila morti, 3 milioni di profughi nei paesi vicini e almeno altri 5 milioni di profughi interni, cioè persone costrette ad abbandonare le loro case. Tratto da www.ilpost.it

di Francesca Oppici

Ufficio Progetti Acli Verona Foto tratta da www.palestinarossa.it

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Rubrica:

Senti chi parla adesso...

Re.b.u.s. in stage.. ri, distributori, ristoratori e consumatori, e sono necessarie delle azioni che favoriscano misure a livello europeo e nazionale per migliorare l’efficienza, comparto per comparto, dall’approvvigionamento alimentare e contrastare con urgenza lo spreco di cibo.

La sicurezza e la qualità nelle filiere agro-alimentari sono considerate nella loro accezione più ampia come la possibilità di garantire, in modo costante e generalizzato, acqua ed alimenti per soddisfare il fabbisogno energetico di cui l’organismo umano necessita per la sopravvivenza e la vita, in adeguate condizioni igieniche.

L’esperienza dello stage formativo, prevista dal Master, poteva consentire di conoscere “dal vivo” gli interventi e i percorsi in atto per il contrasto dello spreco alimentare. Alla ricerca di qualcuno che concretamente agisse per ridurre gli sprechi alimentari, con il coordinatore del Master, Prof. Biagio Pecorino, ho avuto la fortuna e l’opportunità di conoscere il progetto R.E.B.U.S. promosso dall’Ufficio Progetti delle ACLI Provinciali di Verona.

Le tematiche affrontate durante il Corso di Master Universitario di II livello in “Gestione integrata della sicurezza e della qualità nelle filiere agro-alimentari” avviato il 15 luglio 2013 per la seconda edizione presso l’Università degli Studi di Catania, hanno consentito di sviluppare questi aspetti. Durante lo svolgimento dell’attività di didattica frontale grande attenzione è stata posta al tema della sicurezza e a quello degli sprechi alimentari. I prodotti agro-alimentari sono sprecati lungo tutta la catena - produttori, trasformato-

L’inserimento come stagista presso le ACLI è stata un’esperienza importante dal punto di vista professionale, umano e formativo. Il progetto rappresenta infatti un’azione concreta di responsabilità sociale che consente

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il recupero immediato e diretto delle merci invendute o inutilizzate ma ancora idonee al consumo, a favore di chi ne ha bisogno, attraverso la creazione di una rete che mette in contatto fra loro le Istituzioni, le Aziende for profit e gli enti no- profit (beneficiari).

le) per la risoluzione di problemi (ambientali, economici), creati dall’uomo stesso. La partecipazione delle ACLI ai bandi nazionali e ai bandi europei (Horizon 2020) è il segno di consapevolezza dei reali problemi del territorio e desiderio di miglioramento continuo.

Questa esperienza mi ha consentito di acquisire tante conoscenze e competenze tecniche-economico, gestionali e progettuali connessi alle attività di recupero e valorizzazione di beni invenduti o inutilizzati (cibo, farmaci, ecc.) attraverso la formazione di reti di solidarietà e della creazione di sinergie tra istituzioni, imprese profit e no profit.

Ringrazio davvero tutte le persone dell’Ufficio progetti che mi hanno accolto in questi due mesi, per la loro disponibilità, professionalità e l’accoglienza che ho ricevuto e auguro loro di poter continuare su questa strada con l’impegno e la grinta di sempre! Grazie ACLI!

Le attività svolte durante lo stage e la conoscenza di R.E.B.U.S. mi hanno reso partecipe del fatto che le attività economiche dell’uomo non possono prescindere dagli uomini stessi e che allargare i confini della solidarietà,della pace e dei diritti umani organizzando una diffusa rete di difesa, aiuto e promozione di quanti si trovano in difficoltà è un mezzo (economico, valido e replicabi-

Chiara Cantone

Studentessa dell’Università degli Studi di Catania in stage presso l’Ufficio Progetti delle Acli Provinciali Di Verona dal 24 febbraio 2014 all’11 aprile 2014.

Una bella avventura che mi ha accolto con entusiasmo e grande disponibilità, introducendomi alla propria operatività in maniera graduale ma diretta, dandomi modo di imparare “sul campo”.

La mia esperienza come stagista nell’Ufficio Progetti delle ACLI Provinciali di Verona è iniziata ad ottobre dell’anno scorso. Ho scelto questa azienda per la molteplicità di argomenti, materie e persone che riesce a coinvolgere tramite i propri progetti,a partire dalla lotta all’evasione scolastica di giovani ragazzi in situazioni di disagio (progetto Nessuno Escluso), passando per il recupero di beni in aiuto di persone in difficoltà (progetto Rebus) e il coinvolgimento di alunni fin dalla tenera età in argomenti importanti come lo spreco, l’ambiente, ecc (Rebus InForma), toccando realtà come la disoccupazione di giovani e over 50 (progetto 50/20) e molto altro.

Adesso che la mia avventura è finita mi dispiace abbandonare questo ufficio, ma non mancherò di ricordare con piacere questo team e questa esperienza che mi hanno insegnato tanto e mi hanno accresciuto come persona, dandomi un primo scorcio del mondo del lavoro che mi rende ottimista e fiduciosa.

Angela Virzì Studentessa dell’Università degli Studi di Verona in stage presso l’Ufficio Progetti delle Acli Provinciali di Verona dal 7 ottobre 2013 al 28 febbraio 2014.

Mi sono trovata subito immersa in un gruppo di lavoro molto coeso e intraprendente 21


Rubrica:

Parlano i circoli..

Circolo Cittadino Acli E. Fumagalli Il Circolo Cittadino Acli E. Fumagalli , con la collaborazione dell’Ufficio Progetti delle Acli Provinciali di Verona, ha organizzato una serata di beneficenza a favore del progetto di doposcuola “Nessuno Escluso”, che si terrà sabato 10 maggio 2014 alle ore 21.00 presso il teatro SS. Trinità di Verona. Per l’occasione sarà allestito uno spettacolo teatrale a cura dei Dialettanti Veronesi dal titolo: “Robe de ‘na nòte de meza istà”, una commedia dialettale di Silveria Gonzato Passarrelli. Alla serata sarà possibile acquistare il libro “Le formiche e l’elefante”, i cui ricavati andranno sempre a favore del doposcuola.

Le formiche e l’elefante tività, mostrando così il cuore dell’esperienza e la sua replicabilità in altri quartieri.

Dall’esperienza di doposcuola Nessuno Escluso dell’anno 2012/13, è stato scritto il libro “Le formiche e l’elefante”, una ricerca azione in sussidiarità circolare per la prevenzione della dispersione scolastica, a cura di Sabrina Bonomi con interventi di Sabrina Bonomi, Maddalena Marcanti e Francesca Oppici.

Particolare attenzione è data al tema della dispersione scolastica, originata dalla crisi relazionale e dalle modifiche profonde che vivono famiglia, istituzioni e l’intera società. “Le formiche e l’elefante” è una ricerca - azione per prevenire la dispersione, in sussidiarietà circolare, tipica dell’economia civile, ossia la descrizione di un’integrazione strategica e operativa tra diverse organizzazioni pubbliche (enti locali e scuola), della società civile (associazioni, parrocchie...) e del mondo delle imprese (profit e non) con l’osservazione dei cambiamenti e dei loro effetti sulle organizzazioni coinvolte e sui loro componenti.

Il testo è suddiviso in tre parti: nella prima illustra il contesto socio-economico-culturale attuale generale e nello specifico del quartiere scelto per l’attivazione del progetto (Borgo Nuovo), spiegando così il perchè di questa scelta e riflettendo sullo sviluppo di nuove forme di povertà e bisogni; nella seconda sono descritte le tappe evolutive del bambino dall’infanzia alla pre-adolescenza, soffermandosi sulle problematiche vissute in ogni fascia d’età e proponendo utili consigli e strategie per i genitori; nella terza invece è descritta l’esperienza vissuta, raccontando il percorso che ha portato allo sviluppo del progetto e le singole storie dei ragazzi iscritti, protagonisti dell’at-

La copertina del libro è stata realizzata da Daniel, uno dei ragazzi iscritti al doposcuola, particolarmente bravo nel disegno. I ricavati della vendita del libro andranno a sostegno del progetto Nessuno Escluso. 22


Circolo Acli Giano Artigiani Storici Il Circolo Acli Giano Artigiani Storici organizza il III° Pic-nic di Primavera che si terrà sabato 27 aprile 2014 al Parco di Poiano.

Per informazioni contattare Giampietro al numero 3487953907. Vedi locandina sotto per il programma.

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nte

Importa

Lunedì 28 aprile,

Inaugurazione dell’ufficio del Patronato Acli di Verona presso la Casa Circondariale di Verona

Saranno presenti la Presidente Nazionale del Patronato Paola Vacchina e la Direttrice della Casa Circondariale Dott.ssa Maria Grazia Bregoli. Ore 12.00 conferenza stampa Ore 12,40 inaugurazione e benedizione dell’ufficio Ore 13,15 rinfresco offerto dalla Casa Circondariale La direttrice della casa circondariale

Maria Grazia Bregoli

23/04/14

Fatima, quando il mistero incarna la storia ore 20.30 Auditorium Comunale Isola Rizza

Il direttore del Patronato Acli di Verona

Marco Geminiani

25/04/14

c/o Casa Circondariale di Montorio

via San Michele, 15

Montorio (VR)

“Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” Matteo 25, 35 - 36

27/04/14

Arena di Pace e Disarmo

III° Pic-nic di Primavera

dalle ore 9.00 in Arena, le Acli in primo piano

dalle ore 9.30 al parco di Poiano

via G.Marconi 187

I prossimi appuntamenti 28/04/14

Inaugurazione ufficio del Patronato c/o Casa Circondariale di Verona dalle ore12.00

10/05/14

“Robe de na note de meza istà” spettacolo teatrale a favore del progetto “Nessuno Escluso” ore 21.00

Teatro SS. Trinità, via SS. Trinità 4, (VR)

08/06/14

Festa dello sport e della salute sociale dalle ore 9.00 presso il Circolo 1° Maggio di Montorio via Del Lanificio 60, Montorio (VR)


ACLI VERONESI

Prossimo numero: Agosto 2014

ACLI Veronesi - aprile 2014  

Il giornalino informativo delle Acli Provinciali di Verona

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