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PERIODICO DI CULTURA E SALUTE

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ANNO XII

AGOSTO 2009

ORGANO DI INFORMAZIONE DEL COLLEGIO IPASVI DELLE PROVINCE DI SASSARI E OLBIA-TEMPIO S p e d i z i o n e i n a b b o n a m e n to p o s t a l e - a r t i c o l o 2 c o m m a 2 0 / C L e g g e n . 6 6 2 / 9 6 - P o s te i t a l i a n e f i l i a l e d i S a s s a r i

PER FAR FRONTE ALLE EMERGENZE SANITARIE

Costituito il nucleo Operativo CIVES di Sassari


Prom overe PERIODICO DI CULTURA E SALUTE

Prom overe 1

ANNO XII

AGOSTO 2009

Sommario

ORGANO DI INFORMAZIONE DEL COLLEGIO IPASVI DELLE PROVINCE DI SASSARI E OLBIA-TEMPIO S p e d i z i o n e i n a b b o n a m e n to p o s t a l e - a r t i c o l o 2 c o m m a 2 0 / C L e g g e n . 6 6 2 / 9 6 - P o s te i t a l i a n e f i l i a l e d i S a s s a r i

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EDITORIALE DI BIAGIO MACALUSO IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO strumento fondamentale per la professione infermieristica

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PRESENTAZIONE DI SANDRO SABATTINO Promuovere rinnova la veste grafica e sarà a cadenza quadrimestrale

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ATTIVITÀ DEL COLLEGIO PER IL TRIENNIO 2009/2011 Rinnovato il Consiglio direttivo e il Collegio dei revisori dei conti

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INIZIATIVE DI SALVATORE MORITTU Anche a Sassari il centro operativo Cives per le emergenze sanitarie

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AVVISI DAL COLLEGIO DI BIAGIO MACALUSO Chiarimenti sull’obbligatorietà di iscrizione all’albo professionale

PER FAR FRONTE ALLE EMERGENZE SANITARIE

Costituito il nucleo Operativo CIVES di Sassari UN OPERATORE SANITARIO IMPEGNATO IN UN SALVATAGGIO DI UNA PERSONA DOPO IL TERREMOTO IN ABRUZZO

Periodico di cultura e salute Organo ufficiale di informazione del Collegio IPASVI delle province di Sassari e Olbia-Tempio Redazione Collegio IPASVI Viale Italia 43 - 07100 Sassari Tel. 079 216 487 Fax 079 211 1476 e-mail: direttorepromuovere@tiscali.it Direttore Sandro Sabattino Redazione Biagio Macaluso, Salvatore Morittu Sergio Frassetto, Piero Bulla Roberto Ceccarelli, Francesca Deledda Giovanni Derosas, Nicola Lezzeri Speranza Loriga, Margherita Marongiu Alessandro Nasone, Giovanna Pensè Palmira Re, Massimo Sotgiu Luca Maggio, Maria Teresa PInna Giuseppina Pisoni Editore Collegio IPASVI Sassari e Olbia-Tempio Viale Italia 43 - 07100 Sassari Autorizzazione del tribunale di Sassari n. 1982 del 25/05/2006 n. 327

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APPROFONDIMENTI DI PIERO BULLA LA SANITÀ CHE CAMBIA Le figure dell’infermiere e dell’operatore socio sanitario

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RUBRICA DI SANDRO SABATTINO Nel presidio di Ozieri è attivo da tempo il servizio per le cure palliative

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ATTUALITÀ

Grafica, impaginazione e stampa Tip. Ramagraf Via Vittorio Veneto 07014 Ozieri (SS) Tel. 079 7851091 - Fax 079 3077950 2

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REDAZIONE Corsi universitari No alla soppressione del settore disciplinare infermieristico med. 45 A CURA DELLA

Spedizione in abbonamento postale articolo 2 comma 20/C Legge n. 662/96 Poste italiane filiale di Sassari

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INFORMAZIONI


EDITORIALE

Il nuovo Codice deontologico

strumento fondamentale per la professione infermieristica di Biagio Macaluso presidente IPASVI di Sassari e Olbia-Tempio

cco finalmente tra le tue mani il primo numero di PROMUOVERE frutto della nuova gestione del Collegio! Avrai sicuramente notato la rinnovata veste grafica e la nuova impostazione della rivista voluta dal direttore Sandro Sabattino e dalla redazione. Con questo segnale visivo abbiamo voluto dare una chiara indicazione di una volontà di svolta e cambiamento tesa a riavvicinare gli iscritti al loro collegio. Per fare ciò si è deciso di rimettere in moto una macchina un po’ arrugginita come quella per l’organizzazione di corsi di aggiornamento, sia professionali che di legislazione sanitaria, indispensabili per una crescita professionale a 360 gradi. Non è più pensabile che l’infermiere professionale, dopo aver conquistato lo status di professionista, continui ad essere il mero esecutore di ordini impartiti dal medico di turno e si nasconda dietro la classica frase: “L’ha detto il medico!”. La legislazione da anni ormai ci riconosce una autonomia professionale ed una responsabilità gestionale nell’assistenza al paziente che non possiamo demandare ad altre figure! Dobbiamo, al di là delle resistenze opposte da chi si sente defraudato di una fetta di potere, acquisire conoscenza e competenza nella professione. Solo così potremo raggiungere il giusto riconoscimento sia nell’immaginario collettivo che a livello economico. È in quest’ottica che si colloca l’appuntamento del 4 settembre “Il Nuovo Codice Deontologico nel panorama legislativo sanitario”: una giornata di studio Il 4 di settembre, il presidente e di aggiornamento su uno strumento, qual è il nuovo Codice Deontologico 2009, fondamentale per la professione infermieristica. della federazione nazionale Il nuovo Codice Deontologico sostituisce, dopo dieci anni, quello del 1999 che ha orientato i colleghi rimasti orfani del famigerato mandei Collegi Ipasvi, A. Silvestro sionario. sarà a Sassari per illustrare In esso è possibile trovare gli strumenti e le risposte per far emergere il profilo del “professionista infermiere” e le norme di comportamento il contenuto del nuovo Codice per il raggiungimento di un alto grado di qualità dell’assistenza. Per poter illustrare al meglio il contenuto di questo prezioso strudeontologico 2009 mento abbiamo chiamato la Presidente della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI, Annalisa Silvestro, quale massima espressione della nostra professione. Sarà presente inoltre l’avv. Barbieri, consulente legale dell’IPASVI di Bologna e della Federazione, che parlerà della collocazione del nuovo Codice Deontologico nel panorama della legislazione sanitaria, con particolare riferimento a quella infermieristica. Un’occasione di aggiornamento da non perdere per tutti i colleghi che hanno a cuore la professione infermieristica. ●

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PRESENTAZIONE

Nuovo impulso al giornale

PROMUOVERE rinnova la veste grafica e sarà a cadenza quadrimestrale di Sandro Sabattino direttore

rima di parlare degli obiettivi che la redazione intende raggiungere per rilanciare questa rivista, è giusto fare una premessa alla luce delle trasformazioni che hanno interessato in questi ultimi anni la professione dell’infermiere, rendendolo il secondo pilastro della sanità italiana. Infatti, dopo l'abrogazione del mansionario e l'approvazione del codice deontologico, si è avuta la consapevolezza di aver acquisito un ruolo chiave, fatto questo che ha permesso alla nostra categoria di confrontarsi e integrarsi con altre figure professionali e dare risposte del proprio ambito lavorativo, con autonomia e responsabilità. Questo ruolo, conquistato con fatica, presuppone un bagaglio di competenze specifiche, e apre le porte ad uno sviluppo autonomo dei modelli organizzativi e operativi, impensabile fino a pochi anni fa. In questo contesto si pone anche la rivista Promuovere che avrà l’arduo compito di accompagnare la crescita della nostra professione, mettendo in risalto la figura dell’infermiere e le sue aspirazioni. Promuovere quindi non sarà solo un semplice bollettino tecnico, ma una palestra dove tutti i colleghi, e chi è chiamato a rappresentare istituzionalPromuovere non vuole mente la professione infermieristica, sono invitati a fare riflessioni, comunicare, confrontarsi ed esprimere con orgoglio di essere inferessere solo un bollettino mieri. numero è il segno tangibile di un progetto voluto dal nuovo tecnico, ma vuole dare la Questo direttivo, rivolto al cambiamento e al riavvicinamento dell’iscritto al possibilità a tutti gli addetti Collegio. Tratterà dunque delle tematiche legate alla nostra professione per cui ci attendiamo, come redazione, commenti, suggeriai lavori di fare riflessioni, menti, proposte e critiche non con la presunzione di insegnare, ma con l’intenzione di condividere le conoscenze e le quotidianità deldi comunicare, l’attività infermieristica. All’interno troverete alcuni suggerimenti per di confrontarsi e di la stesura degli articoli, questo per cercare di uniformare lo stile e salvaguardare il più possibile il vostro articolo. manifestare con orgoglio Come ha scritto il nostro presidente nell’editoriale, che ha paragonato l’organizzazione dei corsi di aggiornamento ad una macchina di essere infermieri arrugginita da rimettere in moto, come direttore, insieme alla redazione e a tutti i componenti del Collegio, mi impegnerò con serietà a oliare questa macchina e con essa quella dell’informazione, in modo da dare più visibilità e credibilità alla nostra professione. Voglio terminare questa presentazione con una frase letta qualche giorno fa su un giornale: “Scrivete, perché scrivere cambia la storia della professione”. ●

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ATTIVITÀ DEL COLLEGIO

Per il triennio 2009 - 2011

Rinnovato il Consiglio direttivo e il Collegio dei revisori dei conti

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seguito delle elezioni avvenute nei giorni 7, 8 e 9 marzo 2009, in ottemperanza alle disposizioni legislative vigenti, nell’assemblea del 18 marzo 2009, alle ore 16, il Consiglio direttivo ha proceduto alla nomina delle cariche istituzionali per il triennio 2009/11 del Collegio provinciale IPASVI delle province di Sassari e Olbia-Tempio. Il nuovo team è così composto:

CONSIGLIO DIRETTIVO Presidente Vice Presidente Segretario Tesoriere

Biagio Macaluso Sandro Sabattino Salvatore Morittu Sergio Frassetto

Consiglieri

Piero Bulla Roberto Ceccarelli Francesca Deledda Giovanni Derosas Nicola Lezzeri Speranza Loriga Margherita Marongiu Alessandro Nasone Giovanna Pensè Palmira Re Massimo Sotgiu

COLLEGIO DEI REVISORI Presidente

Luca Maggio

Membri effettivi

Maria Teresa Pinna Giuseppina Pisoni

IL NUOVO CONSIGLIO DURANTE UNA RIUNIONE

Ciao Roberta Venerdì 1° maggio ci ha lasciato Roberta Fadda, già tesoriere del Collegio e, dopo le ultime elezioni, revisore dei conti dello stesso. Una perdita importante per tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerla ed apprezzarla. Di Roberta è facile ricordare il carattere dolce ma deciso, unito al grande coraggio dimostrato nel cercare di combattere la malattia che l’aveva colpita. Il pensiero di tutto il Consiglio va alla piccola Manuela, prematuramente privata della sua presenza, e ai familiari. Il Collegio

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INIZIATIVE

Gli infermieri in prima linea

Anche a Sassari il nucleo operativo Cives per le emergenze sanitarie di Salvatore Morittu segretario IPASVI

cives INFERMIERI PER L’EMERGENZA

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er volontà della Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri, nel 1998 è stata costituita la struttura operativa di volontariato CIVES (Coordinamento Infermieri Volontari per l’Emergenza Sanitaria), nella forma di associazione ONLUS, al fine di offrire uno strumento organizzativo capace di ottimizzare la disponibilità dei professionisti infermieri in caso di intervento nei settori delle maxiemergenze o di catastrofi in collaborazione con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (DNPC), in Italia e all’estero. FINALITÀ DEL CIVES Dal documento preliminare del CIVES: “Il mondo infermieristico, è da sempre per propria cultura, attento e sensibile al tema della solidarietà e dell’aiuto alle fasce deboli ed alle popolazioni vittime di disastri e calamità. Gli infermieri da sempre sono stati in prima fila in tutti gli scenari di sofferenza e di bisogno, dall’impegno quotidiano negli ospedali e sul territorio alle drammatiche situazioni di calamità e disastri, naturali o militari. L’idea che nasce con CIVES è quella di organizzare lo spirito di solidarietà dei professionisti costruendo un sistema di intervento volontario che sappia esaltare la competenza e le specializzazioni che gli infermieri sono in grado di esprimere. Nell’ottica di valorizzazione di tutte le professionalità infermieristiche, si può parlare ormai di un intervento a tutto campo di professionisti volontari che possono garantire una presenza qualificata in tutti i settori della sanità. CIVES deve infatti raccogliere l’adesione di tutte le componenti infermieristiche italiane, non solamente dei professionisti operanti nell’area critica e dell’emergenza. In caso di calamità, infatti, tutti i settori dell’organizzazione sanitaria dell’area interessata presenterebbero situazioni di grave sofferenza per la quale sembra interessante un intervento di supporto specialistico. Si prevede quindi di poter schierare équipe di operatori infermieristici modulandone la quantità e la specializzazione a seconda delle caratteristiche dell’evento. Ciò porterebbe ad un potenziale coinvolgimento diretto di tutti gli iscritti, ognuno con la propria esperienza, cultura, professionalità, sviluppatesi sia in ambito ospedaliero che territoriale”. ORGANIZZAZIONE DEL CIVES CIVES è una organizzazione nazionale che si articola in nuclei provinciali (attualmente sono attivi 10 Nuclei Provinciali: Bari, Brescia, Catania, Chieti, Cosenza, Firenze, Foggia, Lecce, Livorno e Ragusa per un totale di 284 iscritti dei quali 215 operativi. RISORSE UMANE E PROFESSIONALI Possono iscriversi a CIVES tutti i professionisti inseriti negli albi provinciali IPASVI. Chi lo desiderasse può chiedere di essere accreditato nell’elenco dei soci operativi, disponibili cioè ad essere mobilitati in caso di necessità alle attività di protezione civile

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INIZIATIVE

in Italia e all’estero. Ogni volontario ha la facoltà di dare la propria disponibilità in termini di luogo della missione (missioni provinciali, regionali, nazionali o internazionali), preavviso (partenza immediata oppure preavviso di 6 ore, 1 giorno, 1 settimana), durata della missione (missioni brevi da 1 a 7 giorni, missioni intermedie fino a 15 giorni a un mese, missioni lunghe oltre un mese). In assenza di un nucleo CIVES provinciale attivo, gli iscritti ad un Collegio IPASVI possono comunque associarsi al CIVES facendo riferimento al nucleo CIVES più vicino, oppure alla sede della Direzione Nazionale CIVES che si trova a Firenze. Gli elenchi dei volontari CIVES sono composti inserendo ciascun professionista in una o più aree di intervento nelle quali appare più esperto, stante la formazione e l’esperienza professionale di ognuno. La aree individuate sono le seguenti: 1) Coordinamento attività ospedaliere (direzione) 2) Coordinamento attività territoriali (direzione) 3) Emergenza e terapia intensiva ospedaliera 4) Centro ustioni 5) Emodialisi 6) Unità spinale 7) Emergenza extraospedaliera (mezzi di soccorso 8) Elisoccorso 9) Centrale operativa 118 10) Area pediatrica (emergenza e terapia intensiva) 11) Area pediatrica ospedaliera 12) Area pediatrica territoriale 13) Sanità pubblica ed assistenza territoriale di base 14) Area chirurgica 15) Area chirurgica (sala operatoria) 16) Area medica 17) Ortopedia e traumatologia 18) Area della salute mentale. RISORSE FINANZIARIE È noto che le associazioni di volontariato traggono il loro sostentamento soprattutto dalla disponibilità dei soci e dal sostegno di coloro che, pur senza essere parte dell’associazione, ne condividono gli scopi e gli obiettivi. CIVES è un’associazione giovane, la cui sopravvivenza è garantita oggi dall’autotassazione degli infermieri iscritti. Autotassazione che da sola non è sufficiente ad attuare la formazione specifica, ad acquisire equipaggiamenti adeguati, ed attivare progetti assistenziali rivolti alle fasce deboli della popolazione. Per sostenere tutto questo è possibile per privati, società, altre associazioni, contribuire con erogazioni liberali in denaro o in natura, avvalendosi dei benefici concessi per le erogazioni a favore di O.N.L.U.S. (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) in base all’art.13 del D.L. 4/12/97, n°460. CIVES propone inoltre anche progetti per finanziare le proprie attività agli enti preposti alle attività di protezione civile: DNPC, Regioni, Province e Comuni. Molti nuclei provinciali ricevono aiuto e finanziamenti anche dai Collegi IPASVI di riferimento. (fonte www.cives-onlus.org)

IL NUCLEO CIVES SASSARI La delibera di accettazione della nascita del Nucleo di Sassari da parte del Direttivo Nazionale risale al 1 giugno 2009. Attualmente siamo in fase di acquisizione delle adesioni per il raggiungimento di un numero congruo di iscritti che ci consenta di iniziare in tempi brevi l’attività di formazione. L’attività formativa sarà interamente gestita dal Collegio IPASVI nell’ambito dell’attività generale di formazione e aggiornamento degli iscritti. ►

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INIZIATIVE

Come iscriversi al nucleo operativo del Cives di Sassari Per iscriversi occorre: - essere regolarmente iscritti al Collegio IPASVI delle province di Sassari e Olbia-Tempio; - compilare il modulo da richiedere all'indirizzo cives.ss@gmail.com e consegnarlo alla segreteria del Collegio corredato da due fotografie. L'iscrizione a CIVES comporta l'accettazione dello statuto nazionale e la partecipazione all'attività ordinaria e straordinaria del Nucleo. Gli Infermieri CIVES verranno formati per essere in grado di operare in tutte le situazioni di emergenza, comprese le grandi emergenze e le calamità.

PROGRAMMA FORMATIVO L’obiettivo che ci poniamo come Nucleo CIVES Sassari è quello di costituire un gruppo di professionisti formati ed addestrati per far fronte a qualunque tipo di emergenza sanitaria. Questo gruppo sarà suddiviso in diverse categorie, in base alla disponibilità data dal singolo a svolgere missioni quantificabili in termini sia di tempo che di distanza dalla sede. Vi saranno perciò Soci Operativi in ambito provinciale e regionale, Soci Operativi nell'ambito nazionale e Soci disponibili per eventuali missioni all'estero. Ovviamente tale disponibilità presuppone un’adeguata formazione specifica, per cui, compatibilmente con le disponibilità di bilancio e dei singoli, verrà predisposto un piano formativo che terrà conto ovviamente del debito annuale dei crediti ECM. Un progetto formativo di massima per un Socio Operativo CIVES può essere il seguente: Corsi sanitari specifici Primo Soccorso Sanitario - BLSD - PTC Base e Avanzato - PBLSD - ALS/ILS - Riconoscimento Ritmi - Gestione Avanzata delle vie aeree con LMA - Triage e Maxi-Emergenze - Soccorso in luoghi impervi. Corsi accessori La responsabilità dell'Infermiere in emergenza - Trattamento avanzato del paziente nel trasporto sanitario - Medicina tropicale - Lingua Inglese in ambito sanitario - Informatica (ECDL). ●

Raccolta fondi

Solidarietà infermieristica per i terremotati delle terre d’Abruzzo Lo scorso 19 aprile a Roma, nel giorno del Consiglio nazionale dei collegi IPASVI, uno dei punti dell’ordine del giorno è stato discutere della tragedia che ha colpito il nostro paese nella regione Abruzzo. Il Comitato centrale della Federazione ne ha dato notizia durante il consiglio, che si è già impegnato di fornire il proprio contributo che è di 40.000 euro. In modo unanime si è preso l’impegno, da parte di tutti i presidenti che compongono il Consiglio nazionale, di definire il contributo che ogni collegio intende devolvere a favore della popolazione colpita dal terremoto. Il collegio di Sassari e Olbia-Tempio ha deciso di aderire alla raccolta fondi e in data 14 maggio 2009, il Consiglio Direttivo e il Consiglio dei Revisori dei Conti, ha deliberato la costituzione di un fondo di solidarietà per l’emergenza Abruzzo, di euro 0,35 per iscritto. I proventi, come spiega il collega Loreto Lancia presidente del collegio di L’Aquila, saranno utilizzati principalmente per sostenere la rinascita della formazione infermieristica a

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L’Aquila, e l’iniziativa verrà dedicata alla memoria degli studenti del terzo anno del Corso di laurea in infermieristica che hanno perso la vita in questa immane tragedia. Riportiamo qui in alto la cartolina consegnata durante il Consiglio nazionale dei collegi IPASVI dello scorso 19 aprile, dal presidente del collegio di L’Aquila, Loreto Lancia. Collegio IPASVI Sassari e Olbia-Tempio


AVVISI DAL COLLEGIO

Legge 1/2/2006 n. 43 art. 2 comma 3

Chiarimenti sull’obbligatorietà di iscrizione all’albo professionale di Biagio Macaluso

LA CIRCOLARE SPEDITA ALLA FEDERAZIONE IPASVI DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE

POLITICHE SOCIALI

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a avuto inizio nei mesi scorsi il controllo incrociato per l’identificazione dei colleghi ancora non iscritti. Mi sembra di poter dire che vi è una certa ritrosia, soprattutto da parte dei più anziani (in senso lavorativo), ad accettare l’applicazione della legge n. 43/2006 che sancisce una volta per tutte in maniera inequivocabile l’obbligatorietà dell’iscrizione al collegio di appartenenza. I più obiettano che l’iscrizione sia obbligatoria per i soli libero professionisti; purtroppo per loro il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, chiamato dalla Federazione ad esprimere il proprio parere sull’obbligatorietà dell’iscrizione all’Albo professionale anche da parte dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni, si è così espresso in data 12 gennaio 2009: “Si osserva che, alla luce di quanto previsto dal dettato normativo della legge 1° febbraio 2006, n. 43, l’obbligatorietà di iscrizione all’albo professionale, sancita dall’articolo 2 comma 3, estesa anche ai pubblici dipendenti, è requisito essenziale ed indispensabile per poter svolgere senza condizioni l’attività sanitaria sia come libero professionista, sia nell’ambito del rapporto di servizio in regime di lavoratore dipendente”. In conseguenza di quanto su riportato si configura, per i non iscritti, il reato di abuso di professione, perseguibile penalmente con la reclusione fino a sei mesi e con la multa da Euro 103 a Euro 516. Ora, lungi da noi l’idea di arrivare a tali estremi, riteniamo sia giunto il momento di dare comunque un segnale: alla ripresa dell’attività del Collegio l’elenco dei non iscritti, che prestano servizio presso le ASL delle Province di nostra competenza, verrà inviato agli uffici competenti delle stesse affinché provvedano, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, al fine di evitare di avere, tra i loro dipendenti, degli abusivi. Stessa sorte è prevista per i morosi di vecchia data, con oltre 4 anni di morosità, una volta che, proprio a causa della stessa, saranno cancellati dall’albo professionale. Riteniamo che sia un atto dovuto per tutti i colleghi che regolarmente onorano l’impegno preso con l’iscrizione al collegio. Ci rendiamo conto che questa potrà essere una scelta impopolare tra coloro che fino ad oggi hanno ignorato, o finto di ignorare, quanto previsto dalle leggi in vigore, ma siamo sicuri che troverà il conforto e l’approvazione di quanti, e sono la stragrande maggioranza, vedono l’iscrizione al Collegio, oltre che come un dovere, come un segno di appartenenza alla professione. ●

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APPROFONDIMENTI

La sanità che cambia

Le figure dell’infermiere e dell’operatore socio sanitario dott. Piero Bulla consigliere IPASVI

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opo notevoli difficoltà è arrivata nel panorama Sanitario italiano, con l’accordo Stato Regione del 22 febbraio 2001, la nuova figura di supporto dell’infermiere. Questa figura è l’operatore Socio Sanitario (OSS). L’istituzione, la formazione, ed il conseguente inserimento di questa nuova figura professionale nell’attuale contesto Sanitario, ha determinato un notevole implemento in termini di qualità dell’assistenza alla persona. La sua principale attività è quella di supporto alle persone tesa a soddisfare i bisogni primari, sia in contesti sociali che sanitari. I compiti che svolge questa figura sono principalmente: assistenza e aiuto nelle attività quotidiane (igiene personale, governo della casa, ecc.); supporto nell’organizzazione della vita quotidiana, nelle funzioni semplici di aiuto alle attività infermieristiche e tecnico-sanitarie. Ascolta, osserva e comunica con la persona e la sua famiglia, lavora con il personale sanitario e sociale, contribuendo alla realizzazione del progetto assistenziale rivolto alla persona; inoltre collabora nella rilevazione dei bisogni e delle condizioni che possono danneggiare ulteriormente la persona in difficoltà. Oltre a queste attività rivolte alla persona e al suo ambiente di lavoro, contribuisce ad aiutare i soggetti che vivono in condizioni di disagio come anziani con problemi sanitari e sociali, disabili, persone con problemi psichiatrici. Sia nelle attività che svolge nel settore sanitario che in quello sociale l’OSS collabora in equipe con gli operatori di differente professionalità: medici, infermieri, assistenti sociali, educatori, fisioterapisti, ma la sua collocazione e da definirsi nell’ambito infermieristico dell’assistenza. Per conseguire la qualifica di OSS occorre frequentare un corso formativo della durata complessiva di 1000 ore, tra teoria e stage, organizzate in maniera differente a seconda dell’ente che lo gestisce. Le materie di studio, 560 ore di teoria, sono raggruppabili in quattro aree: 1. Area socio-culturale, istituzionale e legislativa; 2. Ambito professionale specifico e area psicologica e sociale; 3. Cenni di neuropsichiatria e area igienico-sanitaria; 4. Area tecnico-operativa. Per quanto riguarda lo stage (tirocinio guidato) questo ha una durata di 440 ore. Al termine del corso è previsto un esame finale, che comprende una prova pratica e una teorica. Con il superamento dell’esame si ottiene l’attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale. L’operatore Socio Sanitario nasce come evoluzione di altre figure di supporto che si sono succedute nelle strutture ospedaliere. Si parte dalla figura dell’ausiliario (portantino) istituito con il DPR 128/69, figura questa, che è stata storicamente presente negli ospedali e ha sempre svolto mansioni molto semplici e di carattere meramente esecutivo, che consistevano prevalentemente nella pulizia degli ambienti, trasporto materiali, prestazioni manuali. Nel 1979 con il nuovo CCNL venne introdotta la distinzione netta di “addetto esclusivamente alle mansioni di pulizia”, quindi senza compiti di carattere assistenziale, fatta salva l’attività di trasporto di ammalati. Nel successivo accordo nazionale di lavoro del 1980 vennero distinte due figure di ausiliario: l’ausiliario socio sanitario e l’ausiliario socio sanitario specializzato. Nel primo contratto unico della Sanità il DPR


APPROFONDIMENTI

La qualifica di OSS si consegue al termine di un percorso formativo della durata complessiva di 1000 ore, tra teoria e stage, organizzate in maniera differente a seconda dell'Ente che gestisce il corso

Articolo 41 del Codice deontologico 2009 L’infermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori di cui riconosce e valorizza lo specifico apporto all’interno dell’équipe.

348/83 si confermarono i due tipi di ausiliario, e vennero attribuite previo corso di addestramento mansioni superiori all’ausiliario specializzato. Successivamente, nel DPR 384/90, si istituì l’Operatore Addetto all’Assistenza (OTA) come evoluzione dell’ausiliario specializzato. Questa nuova figura nasce con la necessità di avere a disposizione personale di supporto maggiormente qualificato in modo da potergli affidare le mansioni semplici, e poter impiegare in modo più efficace le competenze e professionalità dell’infermiere, che nel frattempo stava subendo una vera e propria metamorfosi professionale e culturale che lo avrebbe portato ad essere un responsabile generale dell’assistenza. La figura dell’OTA era una figura strettamente ospedaliera che lasciava scoperto il settore sociale. Questa carenza venne colmata dalle Regioni creando l’Operatore Socio Assistenziale (OSA). Nel 2001, dalla fusione dell’OTA e dell’OSA nasce l’Operatore Socio Sanitario, un operatore versatile e con mansioni di carattere sociale e sanitario. Se analizziamo velocemente l'evoluzione legislativa e culturale dell'Infermiere, possiamo notare che l’esigenza di una figura preponderante nell’ambito dell’assistenza al paziente è sempre stata prioritaria sia in ambito ospedaliero che nel territorio. Negl’ultimi anni si è vista una crescita culturale e sociale della categoria infermieristica grazie alla Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri, l’ente che unisce i 100 collegi provinciali che rappresentano la professione (IPASVI). La presenza costante della Federazione IPASVI ha fatto sì che a livello legislativo e successivamente a livello pratico l'evoluzione avesse finalmente corso. A livello provinciale avere un organismo che garantisce al pubblico la professionalità dei suoi associati, perché iscritti ad un albo professionale, ha reso la professione di riferimento a livello nazionale unica. Se analizziamo brevemente l’evoluzione dell’infermiere, vediamo che già nel 1991 per accedere al corso per infermiere professionale (oggi infermiere) era richiesto il diploma di scuola media superiore. Ecco che, in una categoria sempre più acculturata, il vecchio “mansionario”, contenuto nel DPR 225/74, inizia a stare stretto, tanto che i collegi lo definiscono con disprezzo “gabbia mansionariale”. Questo racchiudeva un insieme di attribuzioni e mansioni da svolgere sotto tutorial o sorveglianza, che mal si addicevano ad una categoria professionale che sempre più spesso si sostituiva (addirittura!) nientemeno che alla figura medica, sopperendo alle sue carenze, cioè in pratiche assistenziali che non gli competevano e non gli si addicono in nessun modo: la soddisfazione del bisogno di assistenza e la pianificazione della stessa. Questo di fatto era l'infermiere, una figura sanitaria che ricopriva un vuoto di assistenza che andava dall'ausiliario al medico. Voglio tacere sulla figura dell'Infermiere generico, frutto di una visione politica prettamente riduttiva della pratica dell'assistenza, che comunque niente ha a che vedere con l'OSS, tant'è che la sua figura professionale è stata definita dagli ultimi CCNL “ad esaurimento”. Con l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere avvenuto con il D.M. 739/94, attualmente in fase di aggiornamento, l’abrogazione del mansionario che risale alla L. 42/1999, e il passaggio della formazione da diploma regionale di abilitazione a laurea infermieristica, non ultimo il codice deontologico nato nel febbraio 1999 e aggiornato nel 2009, ha visto definirsi in modo chiaro la figura dell’infermiere come professionista sanitario iscritto all’albo professionale, che con proprie responsabilità e autonomia nei confronti dell’assistito è il responsabile dell’assistenza generale infermieristica. Questa crescita ha aperto le porte a una nuova Sanità nella quale dare piena applicazione ai principi cardine dell'assistenza e a tutte le innovazioni culturali, frutto della ricerca e dell'applicazione in campo infermieristico. Possiamo affermare che in questa sanità che cambia, trova ampia ragione di esistere l’integrazione tra infermiere e Operatore Socio Sanitario, non soltanto nell’applicazione di quelle che sono le competenze professionali, ma soprattutto per il decollo di un'assistenza infermieristica con la A maiuscola. ● AGOSTO2009

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RUBRICA

Nel presidio di Ozieri è attivo da tempo il servizio per le cure palliative L’équipe è composta da medici e infermieri specializzati di Sandro Sabattino

LA NUOVA ALA DELL’OSPEDALE “ANTONIO SEGNI” DI OZIERI

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uante volte ho sentito dire in ospedale dai malati in fase terminale “infermiere venga avrei un desiderio da chiedere: vorrei morire nel mio letto, a casa mia, circondato dai miei cari”. Quante volte in ospedale ho sentito frasi di questo genere: “quello è un malato terminale è inguaribile non c’è più niente da fare”. Non è vero. Anche se l’elemento che caratterizza questi malati e l’inguaribilità e anche vero che bisogna prendersi cura di queste persone aiutandole a combattere il dolore fisico, psichico, sociale e spirituale che provoca sofferenza e perdita della dignità umana. In altre parole c’e da migliorare il più possibile la qualità della vita fino all’ultimo istante: bisogna sedare il dolore, controllare i sintomi che provocano sofferenza, fornire assistenza personalizzata, sostegno per combattere la disperazione, la depressione, la solitudine, l’isolamento; c’è da fornire sostegno spirituale per combattere la paura della morte e accompagnarlo alla stessa; c’e da dare sostegno alla famiglia durante la malattia e durante il lutto, precisando che la malattia e la sofferenza sono le fasi più delicate e complesse della vita e non sono mai una questione privata del malato. La risposta sanitaria specifica a questo è data dalle cure palliative, nate circa 30 anni fa in Inghilterra. Le cure palliative si rivolgono, oltre ai pazienti oncologici in fase avanzata, anche a tutta una serie di pazienti con patologie considerate inguaribili. Un aspetto fondamentale delle cure palliative è che tale pratica pone al centro dell'attenzione non più la malattia, ma il malato nella sua globalità. Le cure palliative, quindi, consistono nell'assistenza totale dei pazienti terminali quando la malattia non risponde più alle terapie tese alla guarigione ed il controllo del dolore, dei sintomi, degli aspetti emotivi e spirituali e dei problemi sociali diventa predominante. Le cure palliative sono messe in atto da un gruppo di operatori sanitari che prendono in carico un paziente e provvedono ai bisogni ed esigenze dei pazienti in qualsiasi luogo si trovino o abbiano scelto per essere curati. Stando ai dati del Ministero della Salute, ogni anno i nuovi casi di tumore sono circa 5,9 milioni, di cui ben 4,3 milioni giungono alla morte. Attualmente solo il 40% dei malati tumorali ha accesso al programma di cure palliative e, purtroppo, meno dell’1% di quelli non oncologici. Le cure palliative sono necessarie in Italia per più di 250.000 persone ogni anno. L'Italia è uno dei paesi civilizzati con il più basso utilizzo di analgesici oppioidi per il trattamento farmacologico del dolore. Questo disturbo é il sintomo che più spaventa il malato, il quale è costretto a conviverci ogni giorno. Per questo motivo a mio avviso chiedere di alleviare il dolore è un diritto di tutti i malati che soffrono, e rispondere con i mezzi disponibili è un dovere di tutti. Una delle causa è la mancanza di strutture sanitarie dedicate alle cure palliative, queste strutture sono chiamate Hospice, che rappresentano la possibilità di ricovero temporaneo e di sollievo, quando l’assistenza domiciliare non è più sufficiente. La


RUBRICA

Articolo 35 del Codice deontologico dell’infermiere 2009 L’infermiere presta assistenza qualunque sia la condizione clinica e fino al termine della vita dell’assistito, riconoscendo l’importanza della palliazione e del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale.

Sardegna conta 1.668.128 abitanti e sono presenti tre Hospice: uno a Nuoro (Hospice c/o Ospedale Zonchello L 3 – Nuoro) con dieci posti letto, uno a Cagliari (Hospice Ospedale Oncologico Businco ASL 8 – Cagliari) con diciotto posti letto, uno a Guspini (fondazione “Guspini per la vita” ONLUS) con cinque posti letto. Un’altra causa è l’informazione, pochi sanno cosa sono le cure palliative, e purtroppo sono pochi gli operatori sanitari, medici e infermieri in primis in grado di farle, ma non per questo bisogna fare finta che non esistano. Nel Presidio Ospedaliero di Ozieri da qualche anno è attivo il servizio di cure palliative a domicilio composto da medici e infermieri specializzati. Per accedere al programma di cure palliative è necessaria la richiesta del medico di famiglia o del medico ospedaliero che cura la persona malata. Alla ricezione della richiesta l’equipe palliativista provvede a contattare il paziente e programma la prima visita a domicilio. Il paziente deve dare il proprio assenso a sottoporsi a queste cure. Gli interventi, vengono fatti ponendo al centro di ogni decisione il malato con la famiglia, cioè viene garantita la sua autonomia decisionale compatibile con il suo stato di salute, e ogni scelta viene condivisa tra operatori sanitari/ammalato/famiglia. Questo servizio, insostituibile, viene garantito da un numero di operatori sanitari molto ridotto, per questo motivo si spera che l’Azienda Sanitaria di Sassari in un futuro prossimo, tenendo conto dell’aumento delle malattie tumorali e del progressivo cronicizzarsi delle patologie acute evolutive a esito infausto, possa potenziale il servizio di cure palliative a domicilio per poter far trascorrere ai malati “giudicati inguaribili” il tempo ancora a disposizione con dignità e, se possibile, senza sofferenze fisiche, emotive e psicologiche. ●

Curiosità

San Martino, simbolo delle cure palliative La leggenda di San Martino. Martino era un ufficiale romano che, in una mattina fredda e piovosa, incontrò un vecchio infreddolito e coperto di stracci. Per aiutarlo prese il suo mantello, lo tagliò con la sua spada donandone la metà all’uomo (il Pallium è il mantello dei soldati romani). Dopo questo gesto caritatevole il tempo mutò, si riscaldò l’aria e si schiarì il cielo: da qui l’estate di San Martino. San Martino è il protettore delle Cure Palliative e l’ 11 novembre è la giornata nazionale con la quale si celebrano le Cure Palliative contro la sofferenza inutile della persona giudicata inguaribile. Martino nasce in Pannonia (oggi Ungheria) a Sabaria da pagani. Viene istruito sulla dottrina cristiana ma non viene battezzato. Figlio di un ufficiale dell'esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. Lasciato l'esercito nel 356, già battezzato forse ad Amiens, raggiunge a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordina esorcista (un passo verso il sacerdozio). Dopo alcuni viaggi Martino torna in Gallia, dove viene ordinato prete da Ilario. Nel 361 fonda a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa. Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell'altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Si impegna a fondo per la cristianizzazione delle campagne. Muore a Candes nel 397. ●

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ATTUALITÀ

Corso universitario

NO alla soppressione del settore disciplinare infermieristico med. 45 a cura della redazione

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rande preoccupazione ha destato, in seno alla Federazione Nazionale, il tentativo, nell’ambito del riordino dell’offerta formativa universitaria, di accorpamento di vari corsi universitari di carattere sanitario che andava a colpire quelli specifici per infermieristica con conseguente perdita di identità professionale. Si è rischiato, senza usare mezzi termini, di scomparire dal panorama delle professioni sanitarie e solo l’impegno e la partecipazione dei rappresentanti dei Collegi Provinciali chiamati a far sentire la loro voce in occasione della 3° Conferenza Nazionale delle politiche della Professione Infermieristica tenutasi a metà giugno a Bologna alla presenza dei rappresentanti del C.U.N. (Consiglio Universitario Nazionale) e del Ministero Della Pubblica Istruzione ha portato questi ultimi a garantire il loro impegno affinché non venisse modificato l’impianto dei corsi universitari in infermieristica. Il 2 luglio, in occasione dell’incontro del Ministro Maria Stella Gelmini col Presidente della Federazione Nazionale Collegi IPASVI Annalisa Silvestro, è stato assunto l’impegno, già sottoscritto dal vice ministro della Sanità Ferruccio Fazio al Sanit di Roma, affinché la formazione infermieristica possa proseguire il suo corso in completa autonomia. L’augurio è che gli impegni presi vengano onorati perché altrimenti potremmo essere chiamati a scendere in piazza, come più volte paventato dalla stessa Annalisa Silvestro, per difendere la specificità e la unicità di una professione che conta oltre 370.000 rappresentanti sul territorio nazionale. Riportiamo la notizia pubblicata sul sito della Federazione Nazionale IPASVI riguardante l'incontro tra A. Silvestro e G. Rocco con la ministra Maria Stella Gelmini.

ANNALISA SILVESTRO, PRESIDENTE FEDERAZIONE NAZIONALE COLLEGI IPASVI

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Roma, 3 luglio 2009 Prot. P-3758/III.07 Alle Associazioni Infermieristiche Loro sedi Richiamandosi a quanto annunciato nel Consiglio nazionale del 28 giugno, si comunica che ieri 2 luglio 2009, si è svolto, in un clima di grande cordialità e di reciproca disponibilità, l’incontro con il Ministro dell'Università Maria Stella Gelmini. Il Ministro ha ascoltato con attenzione le buone ragioni degli infermieri per il mantenimento della specificità e autonomia del Settore scientifico-disciplinare Med 45; ha dimostrato interesse e si è impegnata a valutare la questione con il suo staff tecnico. Il Ministro, inoltre, ha manifestato la disponibilità a incontrarci nuovamente a conclusione della valutazione tecnica che verrà attivata in tempi brevi. La presidente Annalisa Silvestro

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INFORMAZIONI

IL COLLEGIO INFORMA ORARIO DI SEGRETERIA Orario dell’ufficio di segreteria dal 1 settembre 2009 Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì: dalle ore 10 alle ore 13. Martedì e giovedì: dalle ore 16 alle ore 18. CAMBIO INDIRIZZO Si invitano tutti gli iscritti che variano indirizzo di informare tempestivamente la segreteria del Collegio. BIBLIOTECA DEL COLLEGIO I testi della Biblioteca del Collegio possono essere consultati dagli iscritti durante l’orario di apertura dell’ufficio di segreteria. COME CONTATTARCI Il Collegio IPASVI si trova a Sassari in Viale Italia 43 Segreteria 079 216 487 Fax 079 211 1476 E-mail: ipasvi@ipasviss.it Sito internet: www.ipasviss.it E-MAIL PROMUOVERE direttorepromuovere@tiscali.it AVVISO AGLI ISCRITTI

QUOTE ASSOCIATIVE ANNO 2009 In ritardo rispetto agli anni precedenti è stato inviato a tutti gli iscritti del collegio IPASVI di Sassari e Olbia-Tempio, nel mese di maggio, l’avviso di pagamento per il versamento della quota associativa annuale all’albo professionale. La quota è di 51,00 euro con scadenza datata 15 giugno 2009. Ricordiamo ai colleghi, che ancora non hanno versato la quota di iscrizione dell’anno in corso per vari motivi (es. mancato recapito del bollettino), che il versamento può essere effettuato sul: C/C postale n. 13508072, intestato a Collegio IPASVI della Provincia di Sassari, Viale Italia 43, 07100 Sassari; Causale: “quota associativa anno 2009”.

Norme editoriali per le pubblicazioni La rivista è aperta alla collaborazione di quanti desiderino intervenire con argomenti riguardanti qualsiasi aspetto della professione infermieristica. Ogni articolo che verrà pubblicato esprime l’idea degli autori i quali si assumono la responsabilità di quanto scritto. Prima della pubblicazione l’articolo verrà esaminato dal direttore responsabile e dal comitato di redazione, i quali si riservano la facoltà di apportare piccole modifiche nel contenuto e nella forma, tali da non stravolgere le intenzioni dell’autore che comunque sarà informato delle eventuali variazioni. Note tecniche - i testi da pubblicare devono essere redatti in lingua italiana, su formato elettronico ed inviati per via email o consegnati alla redazione su supporto informatico; - le pagine devono essere numerate e firmate, e nella prima pagina deve essere presente: - l’autore/i con: nome cognome, qualifica professionale, dove esercita il proprio lavoro; - titolo dell’articolo; - data del completamento dell’articolo; - eventuale fotografia. - recapiti per eventuali contatti (telefono, e-mail). La lunghezza dell’articolo non deve superare le 5.000 battute (inclusi gli spazi). Con l’invio stesso del testo e di eventuali allegati l’autore concede l’autorizzazione piena ad utilizzare l’articolo per la pubblicazione. Il materiale inviato non verrà restituito. Tenuta in considerazione la periodicità quadrimestrale della rivista promuovere, in uscita all’inizio dei mesi di Aprile, Agosto, e fine Dicembre, tutto il materiale dovrà pervenire entro la fine dei mesi di Febbraio, Maggio, Settembre. Gli articoli dovranno pervenire alla sede della redazione: collegio IPASVI di Sassari e Olbia-Tempio Viale Italia 43, 07100 Sassari; oppure attraverso e-mail all’indirizzo di posta elettronica: direttorepromuovere@tiscali.it Ci aspettiamo quindi un contributo da tutti voi colleghi iscritti al collegio, scrivete ed inviate i vostri articoli. ●

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SASSARI VENERDÌ 4 SETTEMBRE 2009 Centro congressi “Il Vialetto” via Predda Niedda 37/L Collegio Sassari e Olbia-Tempio

IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO NEL PANORAMA LEGISLATIVO SANITARIO PROGRAMMA

ore 8,30 ore 9,00 ore 9,15 ore 9,30 ore 11,00 ore 11,15 ore 12,15 ore 13,00

Iscrizioni e registrazioni dei partecipanti Presentazione della giornata a cura del moderatore PIERLUIGI PIREDDA - giornalista “La Nuova Sardegna” Saluto di BIAGIO MACALUSO - presidente provinciale Ipasvi di Sassari e Olbia-Tempio IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO ANNALISA SILVESTRO - presidente nazionale Federazione Ipasvi Coffe break Panorama legislativo della professione infermieristica avv. GIANNANTONIO BARBIERI - legale della Federazione Ipasvi Dibattito dal pubblico con i relatori Conclusioni del presidente nazionale Annalisa Silvestro Ingresso libero


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