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Anno 27 /G.A.A. Camorino

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5 ottobre 2018 /

Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

PF17, una riforma necessaria

02 / Christian Vitta / consigliere di Stato Anche il Ticino è chiamato ad agire sulla propria fiscalità, adattandosi all’evoluzione in atto a livello federale per non perdere concorrenzialità.

Essenziale per la Svizzera

07 / Giovanni Merlini / consigliere nazionale PLR La riforma è legata a misure sociali quale la compensazione dell’AVS: una misura che il PLR ritiene giusta, equilibrata e realista.

Un mix di condizioni chiare

09 / Roland A. Müller / direttore degli Imprenditori Non è una soluzione che rallegra l’economia. Gli imprenditori – a denti stretti – sono però pronti a supportare il progetto fiscale 17.

Editoriale / Karin Valenzano Rossi / vicepresidente PLR

Eccesso di norme e burocrazia dilagante

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alvolta mi sembra di essere nel bel mezzo di un brutto sogno dove un mostro a due teste si accanisce impedendo a chi cerca di creare lavoro e benessere di poter portare a termine la propria missione. Le due teste di questo mostro hanno un nome: eccesso di norme e burocrazia dilagante. Dopo essermi data un pizzicotto mi accorgo di essere sveglia e che le due teste del mostro esistono davvero e dilagano vieppiù in tutti i settori delle attività economiche, invadendo spazio prezioso e sottraendo energie costruttive all’attività di aziende e cittadini. Nel settore finanziario è talmente vero che i dipartimenti amministrativi e di compliance diventano sempre più grandi, talvolta persino a scapito di quelli operativi e produttivi, e non solo per le banche ma anche per le società medio piccole, che operano tipicamente come gestori esterni. Le normative proliferano, diventando sempre più complicate, non fanno eccezione quelle recentemente approvate dal parlamento federale nel tentativo di creare pari condizioni di concorrenza per gli intermediari finanziari e migliorare la protezione dei clienti (LSF e LiFin). Il risultato immediato è un incremento esponenziale dei costi con una netta diminuzione dei margini, tanto da mettere a rischio l’esistenza delle piccole realtà, tradizionalmente molto ben radicate nel contesto ticinese e i relativi posti di lavoro, un tempo appannaggio quasi esclusivamente di cittadini svizzeri o residenti. Non è forse ora di intervenire per arginare questo mostro imperversante?

Mettiamo a fuoco la squadra PLR per il Consiglio di Stato Comitato cantonale

BELLINZONA 13 ottobre 2018

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Teatro Sociale ore 10.3


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Opinione Liberale

Una riforma necessaria I

Lo scorso settembre il parlamento federale, a larga maggioranza, ha adottato la nuova Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS. Per la Svizzera si tratta di un cambiamento importante che, da una parte, sancisce l’abbandono dei privilegi

Christian Vitta consigliere di Stato

fiscali di cui beneficiano le società a statuto speciale e, d’altra parte, conduce a un abbassamento generale del tasso d’imposizione ordinario sull’utile delle aziende a livello cantonale. In questo modo le società a statuto speciale pagheranno più imposte, mentre tutte le altre imprese vedranno ridursi il loro onere fiscale. Ogni Cantone potrà scegliere autonomamente quale tasso d’imposizione applicare. Anche il Ticino, come gli altri Cantoni, è chiamato ad agire sulla propria fiscalità, adattando il proprio quadro legislativo all’evoluzione in atto a livello federale. Alla base delle recenti proposte non vi è dunque alcun ragionamento di tipo ideologico, ma la consapevolezza che l’immobilismo causerebbe un’importante perdita di concorrenzialità fiscale per il nostro Cantone. Non si tratta nemmeno di

Per una politica fiscale equilibrata Q

uando ci si esprime su un argomento lo si dovrebbe fare sostenuti dalle indispensabili conoscenze. Non sono competente in

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli Valli

Scuola,formazione formazione eecultura Scuola, cultura

materia fiscale ed evito dunque di esprimermi su quei dettagli, tecnici e giuridici, che reggono il nostro sistema contributivo. Ciò non mi impedisce tuttavia di avere un’opinione in merito, dettata perlopiù da una visione personale delle cose. Il benessere di un paese delle dimensioni della Svizzera è estremamente inflazionato da decisioni internazionali che difficilmente possiamo influenzare. In questo contesto spetta dunque a noi saper adattare le condizioni quadro affinché la Svizzera e il Ticino mantengano e rafforzino la propria prerogativa di sviluppo. Prerogative sicuramente favorite da una posizione geograficamente strategica, dal buon funzionamento delle istituzioni, dalla qualità di vita, da una rete infrastruttu-

una manovra azzardata: una riduzione graduale dell’imposizione sull’utile delle aziende dal 9% al 6% porterebbe il Ticino a posizionarsi nella seconda metà della relativa classifica intercantonale. Tra le ipotesi all’esame vi è anche una riduzione del moltiplicatore d’imposta cantonale al 95%. Si tratta di un intervento senza conseguenze finanziarie per i Comuni e che permetterebbe di garantire un adeguato equilibrio alla riforma. Potrebbero infatti usufruirne tutte le tipologie di contribuenti, sia persone fisiche che persone giuridiche. Nei prossimi mesi il dibattito attorno al tema della fiscalità sarà sicuramente acceso. Risulta dunque importante affrontarlo con l’obiettivo di mantenere il Ticino un luogo attrattivo per aziende e cittadini, assicurando al contempo all’ente pubblico (Cantone e Comuni) le entrate necessarie per esercitare al meglio i propri compiti.

Moltiplicatore cantonale

95%

tutte le categorie di contribuenti potrebbero beneficiare della misura

rale sviluppata, ma anche da una fiscalità equilibrata. Equilibrio tra i bisogni di uno Stato che deve poter contare su sufficienti risorse per poter promuovere compiti fondamentali per la popolazione ed economia e individui che devono poter disporre di risorse adeguate per poter prosperare. È però chiaro che in questo contesto mutevole occorre essere pronti a modificare, senza stravolgimenti, anche l’assetto fiscale, e questo senza posizioni preconcette o dogmatiche. Il Ticino non può di certo fare astrazione di questa situazione e deve poter promuovere quelle riforme, anche in ambito fiscale, che permettono, con il giusto equilibrio, di mantenere alto il benessere collettivo.

Sebastiano Gaffuri vicepresidente PLR


iltema

Opinione Liberale

ilcommento

Nuove necessità

Il treno della fiscalità passa molto veloce

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rima di tutto occorre inserire il tema della fiscalità nel suo giusto contesto. In Ticino abbiamo oltre 195’000 contribuenti e circa 50’000 persone non pagano un franco d’imposte. Un altro gruppo consistente di 50’000 contribuenti ha un reddito imponibile fra i 40’000 e i 70’000 franchi. Per il resto, circa 18’000 contribuenti hanno un reddito imponibile al di sopra dei 100’000 franchi e pagano oltre il 56% del gettito delle persone fisiche. Già solo queste cifre, riferite alle persone fisiche, dimostrano quanto il Ticino viva da decenni su un piano pericolosamente inclinato e dipendente, più di altri Cantoni, dalla presenza più o meno consistente di buoni contribuenti. Discorso analogo lo si potrebbe fare considerando anche il gettito fiscale generato dalle persone giuridiche. Dopo oltre un decennio nel quale il Ticino fiscalmente ha marciato sul posto la realtà ci presenta il conto. La Svizzera dovrà infatti abbandonare presto i regimi fiscali speciali a livello cantonale, non più accettati nella comunità internazionale. Per questo il Parlamento, dopo la bocciatura popolare della riforma 3, ha varato la scorsa settimana la riforma fiscale 17. Essa dovrà essere applicata dai Cantoni e proprio qui sta il punto. Come ha mostrato uno studio commissionato da AITI al Centro di competenze tributarie della SUSPI e presentato lo scorso mese di maggio, tutti i Cantoni ridurranno l’onere fiscale a carico delle imprese. Il Ticino anche se dovesse procedere a una riduzione dell’aliquota sull’utile delle persone giuridiche fino al 6% (il 9% attualmente), resterà Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

comunque nelle posizioni di coda della classifica della competitività fiscale dei Cantoni. E allora di fronte alla debolezza del substrato fiscale evocata all’inizio e ai pacchetti fiscali competitivi che saranno messi presto in funzione dagli altri Cantoni, il Ticino e la sua popolazione devono fare una scelta di fondo. Se non si fa nulla il destino è segnato: perderemo progressivamente importanti quote di buoni contribuenti. Se facciamo poco il percorso potrebbe essere il medesimo, magari solo un po’ rallentato. Se invece prendiamo tutti coscienza del problema, allora capiamo che gli sgravi fiscali non sono un regalo ai ricchi bensì la prima parte della soluzione. A tutti noi di decidere da che parte stare.

Stefano Modenini direttore AITI

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sono i milioni generati attualmente dal gettito di 1’200 società a statuto speciale presenti in Ticino

25%

dei contribuenti ticinesi non versano un franco

Valli

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L’assemblea federale ha approvato il 28 settembre scorso la Legge concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA), contro cui verosimilmente verrà lanciato un referendum. Si tratta di una nuova versione della Riforma dell’imposizione delle imprese III-bis, accompagnata da misure in favore dell’AVS, che si spera possa avere miglior sorte di quella precedente, bocciata dal popolo il 12 febbraio 2017. Da un profilo fiscale, questa legge andrà in particolare ad abolire gli statuti speciali cantonali previsti per società holding, di domicilio, miste, nonché le prassi concernenti le società principal e le swiss finance branch. Queste società, tassate in forma privilegiata, pagano oggi in Ticino l’8-12% di imposte complessive sull’utile conseguito, contro un tasso del 20% per le società ordinarie. Una volta caduti i privilegi queste società Mercati saranno tassate come tutte le altre, per cui i aperti sono Cantoni, per non perdere il substrato fiscale, essenziali per saranno chiamati innovazione, a ridurre le aliquote applicabili all’utile delle persone giuridiche. La produttività, nuovacompetitività media intercantonale dovrebbe scendere della piazza dall’attuale 17 a poco meno del 14%. Anche il economica Ticinosvizzera. sarà quindi chiamato ad intervenire con una riduzione delle sue aliquote per evitare che queste società decidano di spostarsi, insieme ai loro manager, in Cantoni aventi una fiscalità più interessante della nostra. Samuele Vorpe docente-ricercatore SUPSI

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Un buon progetto per un Ticino attrattivo Roberto D’Auria. Dal suo osservatorio sul mondo finanziario e bancario, perché una riforma fiscale è importante per un cantone come il Ticino? Una buona riforma fiscale è importante quanto la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo. Essa è fondamentale per restare attraenti e competitivi. Anche in questo settore ci troviamo dinnanzi ad un passaggio epocale dove la concorrenza è elevata sia a livello Internazionale che federale. Il risultato auspicabile di una buona riforma fiscale è di trattenere i contribuenti importanti e attrarne di nuovi senza danneggiare il ceto medio. Quanto importante è per le imprese la competitività fiscale quando scelgono dove insediarsi? È senza dubbio una variabile importante unitamente ad altri fattori come i servizi, sicurezza, logistica e qualità di vita in generale. L’assottigliamento dei margini di guadagno comporta un’attenta analisi di tutte le voci di

Roberto D’Auria Domicilio: Lugano Data di nascita: 18 marzo1980 Formazione: economista aziendale SUP Professione: bancario Passioni e hobby: fitness, golf, boxe e fotografia

Sulle strade luganesi a passo di corsa...

... pensando ad un futuro in politica

In buona compagnia con il gatto di casa

Confrontarsi tra Cantoni può solo essere considerato – secondo Roberto D’Auria – come uno stimolo per costruire nuovi modelli fiscali all’avanguardia. costo. La fiscalità del territorio è parte integrante dell’analisi strategia aziendale per scegliere la location. Per le persone comuni, una diminuzione lineare delle imposte sarebbe uno stimolo? In che modo? Si, la ritengo come tale. Poc’anzi ho citato l’importanza dell’attraenza fiscale. Una manovra di questo tipo è senza dubbio interessante sia dal punto di vista estetico per i nuovi contribuenti e sia perché è in grado di iniettare una parte dei risparmi nel sistema come di più denaro da spendere. Come valuta la concorrenza fiscale intercantonale? Sprona a fare meglio o è un ostacolo? In generale sono sempre a favore della concorrenza, leale. Nello specifico non vedo come possa essere un ostacolo. Ritengo che oggi non sia percorribile pensare alla fiscalità del proprio Cantone senza confrontarsi con quella degli

altri Cantoni. Può solo essere considerato come uno stimolo per costruire nuovi modelli fiscali all’avanguardia.

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Opinione Liberale

vocidapalazzo

Fiscalità come politica pubblica Q

uando si parla di scuola, sanità, socialità o di sicurezza ci si riferisce a politiche pubbliche dove il dibattito va a definire delle priorità, e quindi anche un’allocazione di risorse, in base ai bisogni dettati dal contesto e dalle necessità della società. Un caso strano è costituito invece dalla fiscalità che per taluni (normalmente a sinistra) si riduce alla somma delle risorse necessarie per soddisfare gli altri bisogni e quindi non ad una politica con uguale dignità, ma ad un mero calcolo matematico. Evidentemente questo approccio è riduttivo. In effetti con le modifiche fiscali in atto a livello federale sarà necessario intervenire anche sul piano cantonale: in particolare si opererà una riduzione delle aliquote sull’utile delle persone giuridiche al quale si aggiungerà uno sgravio lineare del 5% per tutti i contribuenti. Una proposta semplice da applicare, equa (perché non dimentichiamoci che tutti continueranno a pagare il 95% di quanto pagano oggi con una scala delle aliquote molto sociale) e soprattutto che va ad aiutare proprio quel ceto medio che a fronte un’impossibilità di accedere agli aiuti sociali ha visto negli anni crescere parecchi oneri cui è sottoposto. Un’azione che permette al Ticino di rimanere con un’imposizione intorno alla media Svizzera preservando le condizioni quadro per fare in modo

Un passo avanti per le aziende L

La tassazione non è l’unico elemento di decisione per un’azienda per stabilirsi in una regione, ma sicuramente gioca un ruolo rilevante. Con la fiscalità nazionale ed internazionale in continua evoluzione, volenti o nolenti, dobbiamo adattarci al fine di rimanere attrattivi per le aziende (e persone) ed evitare cospicue partenze dal Ticino. Non si tratta di un mero adeguamento passivo, ma di strutturare la

Giovanni Pagani granconsigliere PLR

fiscalità in modo intelligente affinché si attraggano le aziende di particolare interesse, e, nel contempo, si possano generare sufficienti entrate per l’erario: un compito non certo facile. Le riforme che stiamo portando avanti in Ticino, vertono, da un lato, a limare gli aspetti fiscali dove siamo particolarmente penalizzanti rispetto agli altri Cantoni, nostri primi concorrenti, e dall’altro, a incentivare fiscalmente l’insediamento di aziende con forte carattere innovativo. Il Progetto fiscale 17 si inserisce in questo piano. Con l’abolizione degli statuti fiscali speciali, tutti i Cantoni stanno rivedendo al ribasso la tassazione delle società normali per evitare forti deflussi di aziende. In Ticino, non possiamo che adeguarci: nonostante le proposte del Consiglio di Stato di ridurre l’imposizione cantonale delle aziende dal 9% al 6% scivoleremo fra i Cantoni più cari. Una riduzione maggiore per restare a metà classifica sarebbe auspicabile, ma purtroppo rischia di non essere

5% è il risparmio grazie allo sgravio lineare a beneficio di tutti i contribuenti

che l’economia possa continuare a “girare” fornendo anche allo Stato i mezzi che gli permettano di adempiere tutti quei compiti che tutti noi vogliamo svolga.

Alex Farinelli capogruppo PLR

raggiungibile. Questa perdita di attrattività relativa si compensa parzialmente con il ritocco al ribasso del moltiplicatore cantonale che tocca anche le persone fisiche, in particolare le fasce di reddito medio alto, dove siamo più cari rispetto al resto della Svizzera. Anche questa componente può incentivare gli imprenditori e i responsabili di aziende a basarsi in Ticino. Un ulteriore elemento di interesse riguarda il sostegno all’innovazione: nella riforma vengono introdotti sconti fiscali per chi investe nella ricerca e sviluppo. Altri Paesi hanno implementato da anni questi piani con notevole successo. Una novità sicuramente positiva per le aziende presenti nel Cantone o che intendono stabilirsi. Nonostante le perdite di indotto e fiscali legate alle società che lasceranno il Cantone a seguito dell’abolizione degli statuti speciali, con questa seconda tappa della riforma fiscale stiamo andando nella giusta direzione per il rinnovamento del nostro sistema fiscale per le imprese.

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Riforma giusta e calibrata Il progetto fiscale 17 rappresenta per il PLR un compromesso giusto e importante. Come ci spiega il consigliere nazionale Giovanni Merlini.

Giovanni Merlini. Il progetto fiscale 17 non è solo uno dei temi più importanti dell’attuale legislatura, è un tema essenziale per il futuro della Svizzera. Perché? Per almeno tre motivi. Primo, perché mira a preservare, anche a lungo termine, la competitività fiscale e quindi l’attrattiva economica del nostro Paese, favorendo gli investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro. Secondo, perché si tratta di un progetto di ampio respiro, che è stato concordato con i Cantoni e le Città offrendo ai primi - grazie ad una maggiore partecipazione al gettito dell’imposta federale diretta (IFD) - il margine di azione per ridurre le aliquote fiscali sull’utile delle imprese attive sul loro territorio, e reagire così alle politiche fiscali di diversi Paesi importanti, che negli ultimi anni hanno sgravato gli utili societari. E terzo, perché quello appena approvato dalle Camere è un compromesso tipicamente elvetico, che combina misure fiscali con una compensazione socio-politica a favore dell’AVS, pari a 2 miliardi di franchi. Quanto è importante trovare una soluzione rapida in materia di fiscalità delle imprese? L’urgenza è legata a due aspetti: da una parte al rischio per la Svizzera di finire sulle liste dell’OCSE e dell’UE relative ai Paesi non collaborativi nelle politiche che contrastano l’erosione del substrato fiscale, se entro la fine dell’anno non risultassero abrogate dal legislatore le norme finora applicabili alle società con statuto speciale cantonale. Questi trattamenti fiscali privilegiati, riservati a determinate categorie di imprese attive a livello internazionale, vengono infatti equiparati ad aiuti statali illeciti, che producono

effetti distorsivi sulla concorrenza internazionale e riducono il substrato fiscale. L’iscrizione della Svizzera in queste liste comporterebbe una serie di ritorsioni e svantaggi ai danni delle nostre imprese attive all’estero. D’altra parte si pone pure la necessità di agire rapidamente per limitare il rischio di delocalizzazione di molte di queste imprese finora al beneficio dello statuto speciale cantonale: lo si può fare solo con le misure previste dal P17, introducendo il cosiddetto patent box obbligatorio per tutti i Cantoni e ulteriori deduzioni facoltative per le attività di ricerca e sviluppo.

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i miliardi di misure fiscali con compensazione a favore dell’AVS

i milioni di compensazione finanziaria a favore dei Cantoni

Prima di applicare tali agevolazioni i Cantoni saranno però tenuti a tassare almeno il 30% dell’utile societario imponibile. Parallelamente si tratta di promuovere la creazione e l’insediamento di nuove attività imprenditoriali, il cui utile societario sarà imposto dai Cantoni con aliquote ordinarie più vantaggiose rispetto ad oggi. I Cantoni beneficeranno infatti complessivamente di un aumento dal 17% al 21.2% della loro quota sulle entrate dell’IFD, disponendo così di 990 milioni supplementari ogni anno. Vi è inoltre l’incremento dell’imposizione minima dei dividendi,

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che farà aumentare il gettito fiscale dei Cantoni di ulteriori 355 milioni all’anno e ciò consentirà loro di adottare sgravi fiscali. L’esito consisterà, da una parte, in maggiori imposte per le società che oggi godono dello statuto speciale cantonale e, dall’altra, in minori imposte per le piccole e medie imprese nazionali, nonostante un moderato incremento dell’imposizione dei dividendi (a livello federale e cantonale). La riforma è legata a misure sociali quale la compensazione dell’AVS: una misura che il PLR ritiene realista per quali ragioni? Benché la combinazione di contenuti così disparati nello stesso progetto non abbia sollevato soverchi entusiasmi dal profilo dell’unità della materia, la compensazione a favore dell’AVS - voluta dagli Stati e poi fatta propria anche dal Nazionale - ha trovato comunque il consenso del nostro gruppo parlamentare, per ragioni di realismo e di responsabilità politica. Una riforma di questa portata non può essere imposta senza meccanismi di riequilibrio sociale e senza il consenso anche di una buona parte della sinistra e dei sindacati. Il popolo stesso l’anno scorso ha bocciato la riforma della fiscalità delle imprese, facendo chiaramente intendere di aspettarsi un progetto più equilibrato e comprensivo di interventi sul piano sociale. Il P17 approvato dalle Camere può sperare di superare lo scoglio del referendum (annunciato questa volta dai Verdi) poiché si presenta come un pacchetto tutto sommato ben calibrato: non soddisfa solo le esigenze della competitività fiscale, bensì pure quelle della coesione sociale. Un compromesso che il PLR sostiene nel nome appunto della responsabilità... Direi proprio di sì, tanto più che in questo esercizio il primo partito del Paese per peso elettorale ha ritenuto di disimpegnarsi dalle sue responsabilità di forza di governo, distanziandosi dal suo stesso consigliere federale, responsabile del Dipartimento delle finanze.


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l’intervista

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A fine settembre il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno chiarito i dettagli del legame tra il Progetto fiscale 17 e l’iniezione finanziaria per l’AVS: il risultato si presta per una valutazione da parte del direttore dell’Unione Svizzera degli imprenditori, Roland A. Müller.

Progetto fiscale 17, condizioni chiare Roland Müller. Quanto importante è per le imprese svizzere il cambiamento dell’imposizione inserito nel progetto fiscale 17? Il progetto fiscale 17 non è determinante solo per l’economia, ma per tutta la Svizzera. Le imprese direttamente toccate occupano circa 150’000 lavoratori, sono all’origine del 50% degli investimenti privati in ricerca e sviluppo e contribuiscono con 6 miliardi di franchi a metà dell’imposta sulle persone giuridiche della Confederazione. Inoltre approfittano della presenza e dalla domanda di queste imprese anche numerose PMI e imprese artigianali, quali fornitori di merci o di servizi. Quanto è grande il rischio di una “fuga” delle imprese in caso di immobilismo fiscale della Svizzera? Da anni le regole fiscali svizzere per le imprese internazionali non sono più accettate a livello internazionale: la pressione sulla Svizzera affinché essa modifichi le sue regole cresce di giorno in giorno. Le prospettive per le imprese di operare da un piazza che si trova su una lista nera di “evasori fiscali” non è solo sgradevole ma proprio impensabile. Il rischio è troppo grande

che le imprese si trovino confrontate all’estero con delle sanzioni. E che la Svizzera – nel caso in cui non agisse – si trovasse su una lista nera dell’OCSE e presto anche dell’UE non è probabile, ma sicuro. La scelta di abbinare fiscalità e socialità come le sembra? Non è una soluzione che rallegra particolarmente l’economia. Gli imprenditori sono però pronti - a denti stretti - a supportare questo progetto combinato. In cambio della soluzione al problema fiscale, l’economia contribuisce all’AVS con un apporto supplementare nella forma di contributo salariale. Tuttavia con questa iniezione finanziaria non viene risolto il problema strutturale dell’AVS - basata sul sistema di ripartizione - causato dall’invecchiamento della popolazione. Per questo solo l’aumento dell’età pensionabile permette a lungo termine di mantenere il livello delle rendite del primo pilastro. Anche a livello cantonale è importante agire sulla leva fiscale per aziende e persone fisiche? Perché? I Cantoni devono effettuare delle riforme fiscali,

dal momento che i regimi fiscali non vengono più tollerati a livello internazionale. Con il Progetto fiscale 17 la Confederazione non propone delle misure fiscali proprie. Essa punta sulle condizioni quadro che permettono al Cantone di mettere in campo le riforme necessarie. La riforma mette a disposizione dei Cantoni un sostegno finanziario così come una cassetta degli attrezzi dalla quale può scegliere gli strumenti più indicati. In questo modo ogni Cantone può definire la propria strategia fiscale in modo ottimale e anche le misure di compensazione per i cittadini. L’ultima parola l’ha il popolo a livello cantonale. Il Canton Vaud ha già votato sull’applicazione. L’87% dei cittadini si è pronunciata favorevole alla nuova legge. Questo è il federalismo e questo è in linea con la tradizione svizzera.


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incomune

Un passo concreto una rinnovata fiscalità L

’ipotesi di una riduzione del moltiplicatore cantonale del 5% annunciata durante l’estate dal consigliere di Stato Christian Vitta ha scaldato i motori della politica ticinese dopo che il voto popolare di fine aprile aveva approvato (a strettissima maggioranza) una riduzione dell’aliquota massima dell’imposta sulla sostanza con l’obiettivo di frenare la partenza di importanti contribuenti che risiedono nel nostro Cantone. L’esperienza di un Comune residenziale come Porza dimostra che a pesare sulle scelte di localizzazione dei contribuenti facoltosi è soprattutto l’imposta sulla sostanza, che non esiste in gran parte dei Paesi esteri, mentre

alcuni di essi hanno varato ancora recentemente programmi di attrazione fiscale rivolti proprio a questa categoria di persone. Oggi si torna a parlare della seconda tappa della riforma fiscale cantonale e, non a caso, questo dibattito avviene in concomitanza con la discussione a livello federale della Riforma 2017, necessaria per rispondere alle nuove esigenze internazionali e per eliminare i cosiddetti “privilegi fiscali”. Il mio auspicio quindi è che dopo la votazione di aprile e preso atto di un miglioramento progressivo dei conti pubblici, la riforma fiscale prosegua il suo cammino in Consiglio di Stato e in Gran Consiglio. Con l’adozione della riforma il Ticino potrà compiere un secon-

Porza

do passo concreto verso un rinnovamento della propria fiscalità, migliorando la competitività e la capacità innovativa del nostro Cantone.

Franco Citterio sindaco di Porza

Il rilancio della Sezione PLR L’assemblea costitutiva di giovedì 11 ottobre porterà alla rinascita della Sezione PLR di Maroggia che intende caratterizzare la sua azione politica battendosi a breve termine per preservare l’area verde del Lido come ci spiega in questa intervista il candidato presidente Pietro Ris. Pietro Ris. Cosa vi ha spinto a far rinascere la Sezione PLR di Maroggia? Per molti anni, la Sezione è stata attiva nel nostro Comune e si tratta quindi di un rilancio. Da dove nasce l’esigenza? Beh, diciamo che dei

liberali radicali a Maroggia si sentiva la mancanza… Tanti liberali hanno votato scheda bianca alle ultime elezioni. Ci sono insomma tanti liberali radicali nascosti a Maroggia. Lo dimostra che alla nostra serata informativa sulla ricostituzione della Sezione, lo scorso mese di maggio, c’erano oltre 40 persone. Quali sono i temi caldi che caratterizzeranno la vostra azione politica nei prossimi mesi? Uno su tutti: il terreno del lido. Mentre tutto l’attuale Municipio vuole assolutamente costruire sull’ultimo terreno verde che consente l’accesso al lago, noi ci batteremo per preservare quell’area pregiata. Quello del Municipio è un progetto sbagliato. Noi puntiamo a migliorare le strutture che già ci sono. Più a lungo termine, quali sono gli obiettivi della Sezione? Chiaramente lo sguardo è già rivolto alle elezioni comunali del 2020. A Maroggia da troppo tempo

Maroggia manca un vero dibattito politico. Noi vogliamo essere una forza nuova, che veicola forti valori liberali e legata all’economia. E che rilanci questo dibattito con idee nuove, con volti nuovi, visto che diversi giovani si sono già avvicinati a questo nostro progetto politico. Presenteremo una squadra valida per il Municipio e per il Consiglio comunale.


l’opinione

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Dàgli all’UE U

n recente titolo di stampa “l’UE ci imporrà l’abbandono dell’ora legale?” sembrava scritto apposta per scatenare le reazioni dei nostri sovranisti: “non ci faremo mica imporre…”. Vero è che nell’UE si sta pensando se abolire lo spostamento estivo di un’ora. Vi è obbligo per la Svizzera di fare la stessa cosa? Formalmente no, praticamente forse sì. Decidemmo decenni fa di adeguarci in questo ai Paesi vicini (l’UE non esisteva ancora). Dopo un primo voto popolare contrario, le conseguenze pratiche indussero poi a non lanciare referendum contro la successiva decisione federale di introdurre l’ora legale. Ci sono molte regolamentazioni simili.

Mauro Dell’Ambrogio

Circolare a destra, misurare in litri: tutte cose che ciascun Stato può sovranamente decidere - in taluni si circola a sinistra e si misura in galloni - ma che è vantaggioso non avere diverso dagli altri, almeno dai vicini: per il commercio, il turismo, eccetera. Certo che certi protezionisti nostri reintrodurrebbero il piede o il braccio ticinese come unità di misura per svantaggiare i concorrenti nell’edilizia. Come ci si mette d’accordo tra Paesi sovrani, quando c’è un interesse a soluzioni comuni? Un tempo si facevano conferenze internazionali. Oggi in Europa si utilizzano i meccanismi di decisione collettiva dell’UE. Ai quali, per scelta nostra, noi Svizzeri non partecipiamo. Alle cui risultanze però ci può tornare comodo adeguarci, sempre per scelta nostra. Ben più che per comodità, in molti casi per salvaguardare il nostro benessere, visto che un franco su due di reddito sono generati in Svizzera da scambi di merci e servizi con Paesi europei. Cosa importa che un nostro

modo di classificare o autorizzare prodotti sia migliore di quello europeo, se mantenerlo diverso ci impoverisce? Sia come consumatori, per i costi d’adattamento di quel che importiamo (e il monopolio di chi fa questi adattamenti), sia per la scomparsa di posti di lavoro se incompatibilità tecniche ci impediscono di esportare. Nell’attuale clima politico però incolpare di tutto l’Unione europea è un modo sicuro per vincere le elezioni nei suoi Paesi membri. Immaginiamoci da noi: basta accennare a una possibile dipendenza dell’UE per scatenare le folle, anche quando è evidente che - come per la circolazione a destra, i litri o la grammatica - si tratta di dipendenza libera e inevitabile nel contempo. L’UDC va alla grande da un pezzo con la solfa che non siamo una colonia dell’UE, come la Lega con la solfa dei balivi di Berna. Chi ha figli adolescenti sa che, per ottenere da loro qualcosa, bisogna spesso far finta di voler imporre loro il contrario. Riflessi adolescenziali emergono quando si vota, così come quando ci si esprime anonimi sui media sociali. Il modo più efficace per sabotare politicamente qualcosa nella nostra fiera democrazia diretta - è lasciar credere che ce lo voglia imporre qualcuno. Come fu il caso quando respingemmo l’ora legale, salvo

ricrederci poi. (Chissà che non succeda anche ai Britannici con la Brexit…). Ed è anche il modo più efficace per suscitare risentimento contro chi vorrebbe imporcelo: la prepotente, antipatica e cattiva UE. Giornalisti che usano a sproposito il termine imporre, come nel titolo citato all’inizio, o sono ignoranti o sono furbi sostenitori di Salvini & Co.

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Valori e non paure V

iviamo in un’epoca in cui prevalgono le paure sugli ideali a scapito dei valori. Certamente molte caratteristiche della società odierna ci inducono ad avere timori sia per la nostra incolumità, sia per le difficoltà di ordine sociale ed economico, che gettano alcune ombre sul futuro. Certe paure hanno quindi un fondamento, ma non ci dobbiamo rassegnare di fronte alle difficoltà e soprattutto non dobbiamo coltivare la Cultura della Paura (il maiuscolo si giustifica), quale molla per inscenare isterismi e per orientare ostinatamente l’impegno politico sulla difesa di ciò che abbiamo, erigendo muri psicologici (in alcuni casi anche reali) contro qualsivoglia idea di apertura e di progettualità. Il liberalismo ha abbattuto i muri e le grandi costruzioni totalitarie del nazifascismo e del comunismo.

Gerardo Rigozzi

L’idea liberale ha dimostrato una straordinaria capacità di influenzare i sistemi politici e le società occidentali con i suoi principi di base: la libertà di pensiero, la libertà di associazione, la concezione laica della realtà, la separazione dei poteri, la libera iniziativa, l’imprenditorialità, la responsabilità e la tolleranza. Altrettanti valori che si sono confrontati nella civiltà occidentale con i valori della tradizione democristiana: la moralità, la solidarietà; con quelli della tradizione socialista: l’uguaglianza e la ridistribuzione dei redditi; con quelli della tradizione di destra: l’ordine e l’identità nazionale; e con quelli dei movimenti ecologisti fondati sull’idea di sviluppo sostenibile. Attraverso i valori è in gioco il contrapporsi di visioni concernenti la crescita della nostra società. C’è chi concepisce la realtà economica essenzialmente come occasione di ridistribuzione dei redditi; e c’è chi, giustamente, concepisce l’imprenditorialità come fattore di crescita e non come un male da sopportare o, peggio ancora, da sfruttare; come libera e responsabile crescita qualitativa e sostenibile, e come sviluppo delle capacità di ognuno, senza cadere nell’ugualitarismo, nell’assistenzialismo e nell’enfasi dello Stato.

Opinione Liberale

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l’evento PLR

Congresso cantonale a Locarno Il Comitato cantonale del 14 giugno 2018 ha deciso di convocare il Congresso cantonale

domenica 18 novembre 2018 ore 09.30 PalExpo Locarno All’ordine del giorno figura la discussione del programma di partito per la legislatura 2019–2023; l’ordine del giorno dettagliato dell’assemblea sarà pubblicato nei prossimi giorni. Salva la data in agenda: la partecipazione al Congresso cantonale non è riservata ai soli delegati ma è estesa a tutte le persone che si identificano nei valori liberali radicali e che vogliono essere parte attiva contribuendo a costruire il futuro del PLR.

Manuel Valls al posto di… Johann Schneider-Ammann?

L

’ex capo del governo francese Manuel Valls, tenta dunque di mettere a profitto il suo doppio passaporto franco-spagnolo per concorrere alla carica di sindaco di Barcellona. Finora, un’operazione del genere (far carriera politica in due paesi diversi) era riuscita solo al bi-nazionale franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, leader del “maggio parigino” di cinquant’anni fa. Ma CohnBendit, a dispetto della notorietà mediatica di cui beneficia da decenni, è sempre stato, sia in Francia che in Germania, “solo” un parlamentare di opposizione. Valls vorrebbe invece fare un passo più in là. Se il suo progetto andrà in porto, sarà la prima volta che un capo di governo lascia il paese che ha rappresentato ai massimi livelli (seppure non sempre con successo) per cercare altrove di un “rilancio” di immagine. In effetti, in Francia la sua immagine stava oscurandosi. Dopo aver combattuto a lungo l’allora ministro dell’economia Emmanuel Macron, si era poi visto superare da quest’ultimo nella corsa all’Eliseo. In seguito – dopo aver lasciato il Partito socialista che gli aveva consentito una carriera quasi trentennale – si era messo nella scia del suo ex subordinato. Il quale aveva accolto la sua conversione, invero, con scarso entusiasmo. Ora, non essendo riuscito ad emergere fra i seguaci di Macron, eccolo riscoprire le sue origini catalane, naturalmente sul fronte dei contrari all’indipendenza del paese. Con questa scelta egli va insomma a rinverdire il detto, un tempo

considerato la quintessenza del qualunquismo: “O Franza o Spagna, pur che se magna”... E siccome, per parte di madre, Valls è anche mezzo ticinese, chissà che non ambisca anche al posto di Schneider-Ammann (sempre che la Svizzera non sia troppo piccola per lui...).

Franco Celio granconsigliere PLR


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Opinione Liberale

inbreve

Il PLR sul Campo Tencia Domenica, di buon mattino, il nutrito drappello di liberali radicali amanti della montagna si sono ritrovati a Dalpe accolti da un cielo particolarmente “azzurro” e soprattutto limpido. Le amiche (apprezzata la loro numerosa presenza) e gli amici liberali hanno quindi iniziato l’ascesa verso la capanna del Campo Tencia, raggiunta in poco più di due ore malgrado il ragguardevole dislivello di quasi mille metri, segno di una invidiabile preparazione fisica. Ancora una volta la stupenda cornice delle nostre montagne e la stupenda giornata di sole hanno reso indimenticabile la gita. I più allenati si sono poi inerpicati fino agli oltre 2300 metri del lago Morchirolo in uno scenario da favola. Il pranzo in capanna è stato poi il giusto coronamento della giornata. Il modo con cui l’amico Marco De Marchi ha preparato e presentato le portate è degno del riconoscimento “Michelin” (complimenti). Nel tardo pomeriggio poi discesa a Dalpe con la certezza di aver trascorso ore indimenticabili in questa magnifica Alta Leventina. Gli instancabili organizzatori Luigi e Giorgio hanno dato appuntamento a febbraio per la tradizionale racchettata.

In ricordo di Gianpaolo De Neri, già sindaco

Caro Paolo, è un momento molto difficile, molto mesto, in cui ci vuole forza, in cui dobbiamo affrontare profonde emozioni, e noi, sopraffatti dai nostri sentimenti, vogliamo ricordarti con queste parole che ci vengono dettate dal cuore. Il primo pensiero alla tua persona: onestà, autenticità, schiettezza, integrità, e un gran cuore. È vero, in alcuni momenti potevi apparire un po’ burbero, ostinato, ma se ci si fermava a riflettere un attimo, se si andava oltre alla prima sensazione, si capiva che stavi pensando al bene di qualcuno, di qualcosa, che stavi cercando una soluzione, una strada da percorrere che fosse la migliore e la più efficace. Per il bene della tua famiglia, per il bene del Comune che hai fatto tuo – tu Locarnese –, per i nostri cittadini, per tutti questi importanti valori, ti sei sempre adoperato, sempre misurato, confrontandoti in maniera determinata e aperta, per offrire loro il meglio. E allora i nostri pensieri vanno a te e alla tua, nostra, Sezione del Partito liberale radicale di Torricella-Taverne. Abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di averti come municipale, per ben 21 anni di cui 8 come vicesindaco e 8 come sindaco. Anni impegnativi, ma affrontati sempre con determinazione ed entusiasmo: le problematiche venivano discusse, sviscerate, affrontate nel nostro gremio, dove ci indicavi le strade per le possibili soluzioni, non sempre facili, ma sempre eque e fidate. E con la tua grande disponibilità per la Sezione, abbiamo trovato un amico, un punto di riferimento, un esempio a cui rifarci. Grazie Paolo! Ma un ultimo pensiero va a te e alla tua famiglia, che hai sempre avuto e tenuto vicino. Per Simona, Giorgio, Valentina e Lorenzo, per i quali sei stato affetto, sostegno ed esempio. Ti hanno accompagnato e sostenuto, tanto che a loro volta si sono impegnati per dare il loro contributo alla nostra comunità, in particolare verso i bambini, così come era nell’inclinazione di Simona e dei ragazzi. Molti sono i bambini che hanno sicuramente dei bei ricordi della colonia! Caro Paolo, non ci resta che fermarci un attimo, raccoglierci nel silenzio intimo di ognuno di noi che ti ha apprezzato e che ti ha voluto bene, così da fissare nella nostra memoria i piu bei ricordi, i più profondi sentimenti, per essere pronti a salutarti. Un forte abbraccio a te e alla tua famiglia, la tua Sezione PLR Torricella-Taverne


ipsedixit

Il Legolas del Ceresio e la scuola

Opinione Liberale

l’agenda

Al PLR ticinese il progetto Scuola che verrà non è mai piaciuto. Abbiamo proposto un modello diverso e alternativo, l’offerta differenziata nel secondo ciclo di scuola media, accolto dal Gran Consiglio come variante nella sperimentazione. Il PLR era d’accordo alla sperimentazione, non alla Scuola che verrà. I Leghisti dov’erano? Cosa hanno proposto finora per migliorare la nostra scuola? Nessuno l’ha capito. Ma ci viene un dubbio; vuoi vedere che preferiscano sostenere le scuole private targate CL? Forse che i soldatini debbano seguire alcuni colonnelli?

L’eleganza della vicesindaco di Chiasso

A sa po mia... Uella!

Possiamo capire che la foga di volersi profilare ogni tanto annebbia la vista ma che la vicesindaco di Chiasso e consigliera nazionale, con il fedele appoggio del Legolas del Ceresio (mister 200’000 franchi), si scagli contro il parroco coinvolgendo i due chierichetti di colore, figli adottivi di una famiglia di Chiasso, è davvero inaccettabile da parte di chi dovrebbe rappresentare le nostre istituzioni. L’eleganza dello scontro tra don Camillo e Peppone era di ben altro livello.

A sa po mia... Uella ma allora ogni tanto anche l’etereo municipale di Lugano, il Legolas del Ceresio (200’000 di entrate pubbliche all’anno grazie all’odiata Berna federale e alla cadrega Luganese), deve ammettere che ci sono delle regole da rispettare. Addirittura le sfrutta per giustificare il perché i servizi che dirige, malgrado sapessero della situazione di grave disagio in un appartamento luganese, non siano potuti intervenire. Complimenti per la chiara assunzione di responsabilità!

Mercoledì 10 ottobre INCONTRI LIBERALI Serata “L’alchimia fra giustizia e libertà dei media” ore 20.00 Sala E Palazzo dei congressi, Lugano

Giovedì 11 ottobre PLR MAROGGIA Assemblea costitutiva ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Maroggia PLR CIRCOLO CERESIO Assemblea ore 20.45 Sala Consiglio comunale, Maroggia

Sabato 13 ottobre PLR TICINESE Comitato cantonale: designazione lista PLR al Consiglio di Stato ore 10.30 Teatro sociale, Bellinzona

Domenica 14 ottobre SOCIETÀ OPERAI LIBERALI Maccheronata e castagnata ore 11.45 Capannone delle feste, Pregassona

#MerciHannes

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Agenda completa su www.plrt.ch.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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CARTA SVIZZERA

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ilbilancioPLR

I nostri risultati 2015-2019 1. Elaborato un progetto di riforma fiscale a favore dei cittadini (riduzione del moltiplicatore d’imposta cantonale) e delle imprese (riduzione dell’imposizione sull’utile e il capitale).

2. Favorito il reinserimento professionale e avvicinato URC e aziende con risultati concreti: +30% dei posti di lavoro annunciati dalle aziende e +40% dei collocamenti.

3. Rafforzato i controlli del mercato del lavoro (30% dei datori di lavoro controllati) e promosso nuovi contratti collettivi di lavoro con l’introduzione di salari minimi nei settori maggiormente sotto pressione.

Lavoro

Sicurezza

4. Rafforzato il contatto e il confronto con il tessuto economico attraverso incontri regolari con le aziende.

Città e centri urbani

Valli

Scuola, formazione e cultura

5. Sviluppato strumenti a sostegno dell’innovazione e dell’imprenditorialità: riforma fiscale a favore delle nuove aziende innovative e sociale per favorire la conciliabilità lavoro e famiglia; supporto a chi vuole sviluppare o fondare un’impresa, nuovo portale dell’innovazione e adesione alla Greater Zürich Area.

Incontro con Andreas Meyer mercoledì 17 ottobre 2018 alle ore 18.00 all’Hotel & Spa Internazionale, Bellinzona In una conversazione con il giornalista Giancarlo Dillena e con il coordinatore Adriano Cavadini, Andreas Meyer ci parlerà del futuro del trasporto pubblico e del traffico merci in Svizzera e nell’UE. Così come del progetto di nuove officine in Ticino e del completamento di AlpTransit.

Riusciremo a spostare il traffico merci dalla strada alla ferrovia? A seguire aperitivo e cena all’Hotel & Spa Internazionale di Bellinzona aperti a tutti gli amici liberali radicali. Sarà disponibile un bus navetta tra il parcheggio Ex Stallone e l’Hotel & Spa Internazionale. Per questioni logistiche è obbligatorio confermare la propria partecipazione entro il 5 ottobre 2018.

Informazioni e iscrizioni: Segreteria cantonale PLR Telefono 091 821 41 81 | Fax 091 821 41 88 | E-mail info@plrt.ch

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Nr. 30 - Opinione Liberale - 05 ottobre 2018  
Nr. 30 - Opinione Liberale - 05 ottobre 2018