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Anno 27 /G.A.A. Camorino

2 febbraio 2018 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Un “patto sociale”

La via bilaterale a confronto

Tram-Treno, il futuro è adesso

La riforma fiscale e sociale interviene in modo mirato ed equilibrato, è finanziariamente sostenibile e permetterà al Cantone di anticipare i tempi.

Per il consigliere nazionale PLR la via bilaterale è l’unica alternativa all’adesione, mentre per il granconsigliere, l’UE sarà costretta a negoziare.

Al lavoro per garantire alla popolazione ticinese la necessaria libertà di movimento sul territorio cantonale con i mezzi pubblici.

02 / Christian Vitta / consigliere di Stato

03 / Giovanni Merlini e Andrea Giudici

02 / Nicola Pini / granconsigliere PLR

Editoriale / Tiziano Calderari / presidente PLR Mendrisio

Samuele Cavadini, Sindaco! Mendrisio necessita e merita un rinnovamento importante. Il PLR ha solide motivazioni e la persona giusta per rivendicare il sindacato nel borgo.

I

l PLR andrà al ballottaggio per la carica di sindaco della città di Mendrisio. Siamo coscienti che nulla è scontato ma per il nostro partito rappresenta una grande opportunità, da cogliere al volo. Siamo pronti ad assumerci la responsabilità della conduzione di un Comune che necessita e merita un rinnovamento importante. Abbiamo solide motivazioni per rivendicare la poltrona che è stata per decenni di Carlo Croci. Riteniamo che spetti alla popolazione decidere a chi affidare le redini del Municipio. Riflettendo sulla necessità di cambiamento e di rinnovamento della persona e della figura del capo dell’esecutivo, la Sezione ha individuato in Samuele Cavadini il candidato che meglio risponde a queste caratteristiche, premettendo comunque la competenza di entrambi i municipali PLR. All’assemblea, che sarà

Che pasticcio, ministro Gobbi!

Il ministro Norman Gobbi è stato colto con le mani nella marmellata. L’aumento delle imposte di circolazione proposto dal DI è stato ritenuto lesivo del principio di legalità e della buona fede. Si sono concessi sconti volendo incentivare l’acquisto di veicoli

convocata durante la seconda metà di febbraio, sarà pertanto portata, per approvazione, una sola candidatura. Una strategia chiara e di assunzione di responsabilità da parte della mia sezione. Nei confronti del vicesindaco Samuel Maffi, la Sezione rinnova il proprio rispetto e gratitudine per l’integrità e la competenza dimostrata sin dalla sua entrata in Municipio. La decisione, proprio per questo, non è stata facile, ma si è ritenuto essenziale presentare un’unica candidatura. Un grande grazie a Samuel Maffi e a Samuele Cavadini per essersi messi a disposizione del PLR e di tutta la popolazione di Mendrisio.

10’466

Il numero di iscritti al catalogo della città di Mendrisio

più ecologici, salvo poi annullare tali ribassi. Un danno da 4 milioni di franchi per i 130.000 cittadini automobilisti. E ora intende rimediare al pasticcio, riuscendo ancora a “farsi bello”. Ministro Gobbi… bocciato senza appello!


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ladue

Opinione Liberale

Per una fiscalità rivolta al futuro La riforma fiscale e sociale interviene in modo mirato ed equilibrato nell’interesse della società: contribuenti, famiglie, mondo del lavoro. Un “patto sociale” sostenibile finanziariamente che permetterà al Cantone di anticipare i tempi.

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a riuscita del referendum contro la riforma fiscale pone la popolazione ticinese dinnanzi a una scelta importante che riguarda aspetti rilevanti per il futuro del nostro Cantone. Il pacchetto di misure proposto dal Governo e approvato dal parlamento, infatti, non si limita a correggere alcuni aspetti puramente fiscali, ma porta con sé elementi che interessano da vicino il nostro modello di sviluppo economico, oltre che la capacità dello Stato di assicurarsi le risorse finanziarie necessarie per agire. In un’economia in piena trasformazione, sempre più confrontata con i processi di digitalizzazione, è fondamentale che l’ente pubblico sappia promuovere condizioni-quadro favorevoli alla nascita di aziende tecnologicamente

Un altro importante obiettivo è quello di favorire la permanenza in Ticino dei maggiori contribuenti (aziende e persone fisiche) e, di riflesso, consolidare il gettito fiscale generato. Considerato che il Ticino è agli ultimi posti delle classifiche intercantonali relative all’imposizione del capitale e della sostanza, la riforma prevede un avvicinamento dell’onere fiscale cantonale a quello praticato negli altri Cantoni in questi ambiti. Senza correttivi sarebbero a rischio importanti risorse necessarie allo Stato per rispondere ai bisogni della popolazione. Non dimentichiamo, infine, che la riforma fiscale è strettamente legata a un insieme di misure in ambito sociale interamente finanziate dalle aziende. In caso di approvazione del pacchetto fiscale

avanzate, capaci di affrontare i cambiamenti con successo e di offrire impieghi qualificati alle nuove generazioni. Attraverso gli incentivi fiscali per gli investimenti nelle start-up, la riforma punta proprio a favorire l’innovazione e la crescita di posti di lavoro di qualità, in particolare per le giovani generazioni.

sarà pertanto possibile rafforzare, da subito, la conciliabilità tra famiglia e lavoro.

22°

Il rango del Ticino nella classifica intercantonale sulla sostanza

Ricerca integrata per USI e SUPSI

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’USI fu costituita il 3 ottobre 1995 con l’adozione da parte del Gran Consiglio della relativa legge. L’11 marzo 2017 il legislativo cantonale istituì la SUPSI, completando la stessa legge cantonale che divenne quindi la Legge sull’Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli Istituti di ricerca. La legge precisa che l’USI provvede all’insegnamento e alla ricerca nei campi dove può essere conseguita una qualità scientifica di rilevanza internazionale; e per la SUPSI indica che la stessa pone attenzione ai bisogni locali (fra l’altro) nei seguenti settori: la ricerca applicata e lo sviluppo ed il trasferimento tecnologico. La legge prevede anche che L’USI e la SUPSI sono tenute a collaborare

Christian Vitta consigliere di Stato

63%

La percentuale d’imposta sul capitale generata dall’1% delle aziende

57

I milioni d’imposta sulla sostanza versati dall’1% dei contribuenti

universitarie! E questo ci distinse da altri. La volontà politica espressa fu quella di indicare un percorso da costruire insieme, nel rispetto delle specificità proprie ma anche nello sfruttamento delle sinergie Michele Morisoli vicepresidente PLR

secondo il principio della complementarità e dell’efficienza. Chi come me allora, oltre venti anni fa, sedeva in Gran Consiglio ricorda certamente con grande emozione quei momenti che hanno segnato (e stanno segnando) in modo profondo e positivo la realtà della nostra piccola Repubblica. E che hanno permesso di aprire nuove importanti vie di sviluppo per un Cantone che, allora molto più di oggi, fondava la propria economia sulla monocultura del settore bancario e para-bancario. Un aspetto che a prima vista potrebbe sembrare non centrale fu che il Governo e il parlamento vararono una sola legge per entrambe le realtà

possibili. Le realtà universitarie ticinesi sono da poco diventate maggiorenni ed i tempi sono maturi per fare un ulteriore salto di qualità che permetta a chi fa ricerca di muoversi con maggiore peso e maggiore efficacia in una realtà nazionale ed internazionale molto complessa e in cui il concetto di “mettersi in rete” si è sempre più affermato. Per cogliere le grandi opportunità offerte in queste realtà, una collaborazione maggiore, più articolata e basata su un disegno di sviluppo in parte comune e condiviso, darebbe alle nostre Istituzioni universitarie un potenziale certamente maggiore nel campo della ricerca. Sono giunti i tempi in cui, in linea con lo spirito del parlamento di oltre venti anni fa, un avvicinamento delle rispettive realtà di ricerca potrebbe essere pensato, istituendo ad esempio Istituti comuni? Certo, il tema è complesso e necessita di molti approfondimenti. Ma credo proprio ne valga la pena.


iltema

Opinione Liberale

ilcommento L’UE sarà costretta a rinegoziare!

La via bilaterale è l’unica alternativa all’adesione Le conseguenze di un sussulto di sovranità, in tempi di Brexit, porterebbero a inevitabili ritorsioni nei confronti della Svizzera sul mercato europeo.

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’UDC non molla l’osso troppo succulento della cosiddetta “immigrazione di massa”. Incurante del vistoso calo dei flussi da un’UE in ripresa economica, la destra nazionalista spera, con l’iniziativa popolare appena depositata, di poter intonare il “Requiem” per la libera circolazione delle persone. Il non trascurabile dettaglio che con la sua fine risulterebbe incerto il destino dell’intera impalcatura degli accordi bilaterali (non solo i Bilaterali I ma anche Schengen e Dublino) non sembra impensierirla. Quando c’è da vendemmiare col facile consenso, le responsabilità di governo possono attendere. Ma l’iniziativa ha un merito: quello della chiarezza. Se fosse accolta, il Consiglio federale avrà un anno di tempo per denunciare l’ALC. Punto e a capo. Peccato che le conseguenze del decantato sussulto di sovranità nella gestione dell’immigrazione siano incalcolabili. In tempi di Brexit le inevitabili ritorsioni nei confronti del nostro Paese non si farebbero attendere, a cominciare da quelle che fanno più male: revoca dell’accesso agli appalti pubblici nei (28-1) Stati dell’Unione, reintroduzione degli obblighi di conformità tecnica ed omologazione dei prodotti svizzeri in ogni singolo Stato UE, esclusione dall’accordo sui mercati elettrici e reintroduzione dei dazi agricoli. L’associazione della Svizzera ai programmi di ricerca Horizon 2020, con le sue ricadute miliardarie (dirette e indirette), diverrebbe un piacevole ricordo. L’accesso al mercato di mezzo miliardo di consumatori attorno a noi si trasformerebbe nel giro di pochi anni in un farraginoso percorso ad ostacoli. L’incertezza che grava sullo sviluppo delle nostre relazioni con l’UE nuoce agli investimenti nel

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli

Scuola, formazione e cultura

505

milioni di abitanti sparsi in UE

1/2

un franco su due guadagnato proviene dall’esport con l’UE

nostro Paese. L’economia ha bisogno di stabilità e prevedibilità. Mercati aperti sono essenziali per l’innovazione, la produttività e la competitività della nostra piazza economica, il che si traduce in posti di lavoro qualificati, salari interessanti, elevatissimo livello tecnologico, bassa disoccupazione. Nel Ticino, più esposto alla pressione salariale e all’effetto sostitutivo, i rimedi non sono le ricette primanostriste, ma semmai la diffusione del partenariato sociale, le misure già potenziate di accompagnamento alla libera circolazione con i relativi controlli, l’applicazione delle sanzioni inasprite per chi sgarra (distaccati e padroncini) e soprattutto una sempre migliore formazione. La via bilaterale è l’unica che ci evita di scegliere tra adesione all’UE o isolamento.

Giovanni Merlini consigliere nazionale PLR

Il dibattito politico attuale è incentrato sulla richiesta di ritrattare con l’UE l’accordo sulla libera circolazione delle persone, uno dei setti accordi del primo pacchetto approvato il 21 maggio 2002. Si sostiene che se fosse disdetto decadrebbero tutti gli altri accordi (clausola-ghigliottina). Ad eccezione del riconoscimento europeo dei prodotti, che è forse l’unico bilaterale 1 vantaggioso per la Svizzera, gli altri accordi non sono per noi di grande vantaggio. Lo sono invece per l’UE. D’altra parte non si può concepire un accordo bilaterale che presenti solo vantaggi per una parte. L’accordo sul traffico pesante (uno dei setti) con il limite di 40 tonnellate e con un pedaggio irrisorio è favorevole all’EU e non verrà fatto decadere da Germania, Italia, Francia, Austria (è richiesta l’unaMercati nimità degli stati membri). L’accordo sugli aperti sono appalti pubblici è applicato in modo unidiessenziali per rezionale: quali e quante imprese ticinesi innovazione, sono state aggiudicatarie di appalti pubblici produttività, competitività in Italia? È ben vero il contrario (tunnel del della Montepiazza Ceneri). L’accordo sul traffico aereo economica ha un interesse per la Germania perché svizzera. Lufthansa è la maggiore azionista di Swiss, meno per la Svizzera. Ne deriva che il principale argomento negoziale e giuridico di chi si oppone a rinegoziare la libera circolazione è privo di sostanza, a una verifica puntuale dei sette accordi bilaterali. L’UE non applicherà alcuna ghigliottina e sarà costretta a rimettersi al tavolo negoziale.

Andrea Giudici granconsigliere PLR

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iovidicoche

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Amnistia fiscale: anno da record

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empre più contribuenti hanno usufruito dell’amnistia fiscale che consente di dichiarare, una sola volta nel corso della propria vita, redditi e sostanza fino a quel momento non dichiarati, e questo senza incorrere in sanzioni. Quali i motivi che li spingono a scegliere questo strumento? C’è sicuramente lo scambio automatico dei dati raccolti dalla Svizzera a partire dal 1. gennaio 2017 e che scambierà nel 2018. Tutt’altro che secondario è pure l’inasprimento del diritto federale in caso di frode all’aiuto sociale, in particolare per gli stranieri che rischiano l’espulsione. Quindi, una casa all’estero non dichiarata con un conto d’appoggio per pagare le spese potrebbero – giustamente – costare molto cari… Anche se siamo in attesa dei dati finali per il 2017, ci si attende un altro anno record dopo

“E se lo Stato controllasse i profili Instagram o Facebook?”. Gli effetti dell’autodenuncia esente da pena spiegati in questa intervista a Michela Ris, municipale di Ascona e responsabile del dicastero Finanze e Cultura.

I viaggi per ritrovare momenti preziosi

il 2015 e il 2016, dove i casi di denunce spontanee in Ticino sono passati da 684 a 963. Capitali non dichiarati la cui regolarizzazione ha fatto emergere miliardi di franchi... Dalla sua introduzione nel 2010 ad oggi, sono stati ben 4’264 i contribuenti che hanno deciso di regolarizzare la propria posizione con l’autorità fiscale denunciandosi spontaneamente. Ciò ha permesso la riemersione di oltre 6 miliardi di capitali che sono poi assoggettati alle imposte ordinarie, generando così maggiori entrate ricorrenti sul fronte dell’imposta sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche. Insomma, agli strenui difensori della morale fiscale si affianca una concezione realista che conduce al rientro di capitali nel circuito economico ufficiale (arricchendo la ridistribuzione del reddito, tra l’altro).

Michela Ris Domicilio: Ascona Formazione: scienze politiche ed economia Professione: partner studio fiduciario Data di nascita: 18.05.1979 Hobby: golf, viaggi, moda e arte moderna Segni particolari: ironica e perseverante

Le amiche sono la mia seconda famiglia

Le mie passioni: il golf e la politica

A livello nazionale si sta discutendo sulla propsota di un’amnistia fiscale generale: a che punto siamo? Nel dicembre dell’anno scorso il Consiglio degli Stati si è espresso contro un’amnistia fiscale generale a livello nazionale, mentre il Consiglio nazionale deve ancora pronunciarsi. La maggioranza della Camera alta ha voluto respingere un provvedimento che potrebbe spingere coloro che pagano regolarmente i tributi verso azzardi fiscali (e morali), incentivando in qualche modo la sottrazione di imposte. Tuttavia, la Commissione dell’economia e dei tributi aveva portato avanti una mozione per concedere ai Cantoni la possibilità di realizzare un’amnistia fiscale unica, riducendo l’imposta cantonale da recuperare.

Da responsabile del dicastero Finanze di Ascona, qual è l’importanza del provvedimento per i Comuni ticinesi? Questo è il quadro normativo attuale grazie al quale anche molti Comuni hanno potuto contare su un gettito addizionale che ha consentito una boccata di ossigeno, soprattutto in un momento in cui tante risorse sono venute meno. Infine, ricordo che oltre allo scambio automatico di informazioni, l’autorità fiscale ha la facoltà di avviare ricerche mirate su singoli o su categorie di contribuenti. Si tratta di un ulteriore strumento dell’ente pubblico per scovare situazioni patrimoniali non ancora denunciate o prestazioni sociali non dovute. Chissà che i profili Instagram o Facebook non siano – piuttosto intuitivamente – d’aiuto…


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vocidapalazzo

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1014 263 Le firme alla petizione per il nuovo Tram-Treno fino a Taverne

Tram-Treno: il futuro è adesso Il PLR è al lavoro per garantire la necessaria libertà di movimento sul nostro territorio, anche perché AlpTransit non era l’unico treno da non perdere!

Per interessi di ritardo equi

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I milioni a carico della Confederazione sui 400 totali previsti

l Gran Consiglio è chiamato a discutere a tu per tu con il futuro approvando un credito per la realizzazione della tappa prioritaria del progetto Tram-Treno, che prevede un collegamento diretto – con un viadotto di 700 metri e una galleria di 2’300 metri – fra Bioggio e il centro di Lugano (“pensilina

di Cornaredo a Pian Scairolo) alla sua continuazione fino a Lamone o Taverne; dagli espropri (in particolare a Bioggio e Manno) alle interazioni della rete Tram-Treno con le altre infrastrutture di mobilità privata, passando evidentemente dalla realizzazione dei necessari P&R – oltre a quello

Botta”) con una fermata sotterranea collegata alla stazione FFS, come anche la realizzazione di una tratta supplementare tra Bioggio e Manno (prolungando la Ferrovia Lugano-Ponte Tresa). Tappa prioritaria che costerà 400 milioni – di cui 263 a carico della Confederazione – e che dovrà poi essere completata con la realizzazione di altre due tratte, una verso Cornaredo e l’altra verso il Pian Scairolo. Sul principio – ormai in circolazione da anni – vi è condivisione generale. Vi sono però tutta una serie di osservazioni sulle quali dovremo chinarci: dalla priorità di realizzazione delle tappe successive (aste

previsto a Bioggio – anche a Manno e Ponte Tresa. Il tempo stringe: non dobbiamo infatti rischiare di compromettere l’importante contributo della Confederazione, senza il quale l’opera risulterebbe irrealizzabile. Al lavoro quindi per garantire la necessaria libertà di movimento sul nostro territorio, anche perché AlpTransit non era l’unico treno da non perdere!

Alex Farinelli capogruppo PLR

er interessi passivi equi nei confronti dei cittadini: lo chiede la mozione firmata da Alex Farinelli. Secondo il capogruppo PLR “diverse leggi impongono ai cittadini il versamento di contributi, tasse o imposte. Nel caso ciò non avvenga nei termini stabiliti, o che venga effettuato con più rate, è di regola riscosso un interesse di ritardo. Se questa richiesta è di principio comprensibile, ed equa nei confronti di chi versa immediatamente tutto il dovuto, va considerato che a fronte di tassi di interesse di riferimento variabili nel tempo è altrettanto giusto che l’interesse dovuto venga adattato”. È il caso ad esempio della legge tributaria dove ogni anno il governo fissa il tasso di interesse sulla base dell’articolo 243 che dispone Il debitore dell’imposta deve pagare, per gli importi che non ha versato entro il termine stabilito, un interesse di ritardo fissato dal Consiglio di Stato. In altre leggi, come la LALIA, il sistema di calcolo è differente. Infatti l’interesse è fissato nella legge stessa che all’articolo 106 dispone Il contributo è dovuto in dieci rate annuali esigibili dalla data di inizio dei lavori. Esso è definitivamente calcolato sul consuntivo dell’opera. Sull’ammontare del contributo è pure dovuto l’interesse composto sulla base di un saggio del 5% annuo. Un interesse che sull’arco di 10 anni arriva quasi al 20% di quanto dovuto inizialmente, un livello decisamente elevato rispetto alle condizioni di mercato che vedono la possibilità per gli enti pubblici di finanziarsi a 10 anni con tassi inferiori al 2%. A nome del gruppo, Farinelli chiede quindi di valutare e adattare le leggi settoriali per evitare che vi sia la riscossione di tassi di interesse manifestamente eccessivi rispetto ai tassi di riferimento.

Nicola Pini granconsigliere PLR


incomune

Opinione Liberale

Fiducia al Municipio ma con riserve

Chiasso

Lunedì 5 febbraio il Consiglio comunale di Chiasso sarà chiamato a votare il preventivo 2018.

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La Gestione sottopone al legislativo due rapporti: in quello di maggioranza, firmato dal gruppo PLR unitamente a PPD e US-I Verdi, si chiede di approvare i conti così come presentati ma ad alcune condizioni; nel rapporto di minoranza, presentato dalla Lega, si contesta in particolare la proposta del Municipio di fissare al 90% il moltiplicatore d’imposta invece che all’attuale 87%. Nel merito dell’aumento di 3 punti percentuali del moltiplicatore di imposta, il gruppo PLR ritiene di concedere fiducia al Municipio, accettando la richiesta formulata dall’esecutivo. Tuttavia reputa che tale aggravio non possa essere adottato in modo incondizionato, ma che esso venga accompagnato da un serio esercizio di contenimento della spesa. Il Municipio deve essere cosciente che il Consiglio comunale (per lo meno il nostro gruppo) non avvallerà ulteriormente simili situazioni qualora dovessero ripresentarsi ancora in futuro. Non si vuole infatti, che l’unico mezzo per contrastare l’aggravarsi della situazione finanziaria sia la semplice via dell’aumento del moltiplicatore d’imposta.

Sventato il Deraitum

Questa misura, se non accompagnata da risparmi strutturali, appare da sola del tutto insufficiente. Per questo motivo il PLR chiederà al Municipio di adottare delle misure di risparmio puntuali e strutturali, paragonabili come minimo allo sforzo richiesto ai contribuenti mediante l’aumento del moltiplicatore d’imposta. Il gruppo ritiene che sia giunto il momento di prendere delle decisioni importanti, anche se magari impopolari.

Il PLR ritiene che sia il momento di prendere decisioni anche impopolari. Davide Capoferri presidente PLR Chiasso

Bellinzona Fabio Käppeli capogruppo PLR CC Bellinzona

A Bellinzona no ad una legge ad personam per l’azienda acqua potabile.

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opo diverse settimane in cui dalle fila di Lega e UDC si è paragonata la politica Bellinzonese a quella italiana questa settimana si è finalmente capito, nel corso dell’ultima seduta di Consiglio comunale, a cosa si riferissero. O meglio a chi. A loro stessi! Tra gli emendamenti proposti per la seduta di lunedì scorso vi era infatti la chiara volontà di trasformare il nuovo regolamento per l’acqua potabile in una legge ad personam, affinché la sorella di un Consigliere comunale leghista - come da sua stessa ammissione! - non pagasse 2 volte per due allacciamenti. Come appreso dal Municipio si tratta infatti di uno dei 3 casi presenti a Claro, ma pure l’unico che finora non ha pagato come gli altri. Una questione facilmente risolvibile altrimenti, senza che chi direttamente toccato dovesse proporre la modifica a palese – ma senza vergogna! – vantaggio personale. No, non siamo in Italia e le leggi ad personam a Bellinzona non le facciamo. La nostra politica rimane quindi fieramente svizzera senza se e senza ma, checché ne dicano gli stessi che con i fatti sono poi invece primi a fare propri modi e stili della vicina penisola. Pensate se un emendamento di questo tenore l’avesse proposto un esponente del nostro gruppo.

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ilcaso

Opinione Liberale

Chi è responsabile per Argo 1? Il perito incaricato dal Cantone di far luce sulla vicenda dell’agenzia di sicurezza ha smontato le strategie del DSS. Ora vogliamo risposta.

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na bomba. Marco Bertoli – perito incaricato dal Governo nel fare chiarezza attorno alla vicenda Argo1 – ha smontato gran parte delle strategie – costruite a posteriori – dai funzionari del Dipartimento della sanità e della socialità. Dichiarazioni contraddittorie, mezze verità che non sembrano risparmiare nemmeno il capo dipartimento Paolo Beltraminelli. Per il PLRT, il rapporto anticipato ieri dal Corriere del Ticino ha fatto emergere due aspetti importanti.In primo luogo, Marco Bertoli conferma fondamentalmente il lavoro svolto dalla sottocomissione di vigilanza. Per Alex Farinelli, capogruppo PLR e già coordinatore della sottocommissione della vigilanza su Argo “questa è la conferma che il lavoro svolto dalla sottocomissione è stato oggettivo e le conclusioni che emergono ora confermano e rafforzano le tesi già sollevate”. Il secondo aspetto – molto

Programma 2018

più delicato – è che ora il Consiglio di Stato non ha più scuse. Sul tavolo ha un rapporto di un perito esterno da lui incaricato. Il Governo non potrà più sottrarsi dunque a un’assunzione di responsabilità. Scaricare la responsabilità sulla commissione parlamentare d’inchiesta non è un’opzione! Alex Farinelli ha le idee chiare: “Se il Consiglio di Stato ritiene la perizia valida, lo stesso sarà chiamato ad indicare quali conclusioni trae e quali decisioni intende prendere”. Da parte nostra ci limitiamo a chiederci: Se non c’era urgenza, se sulla ditta precedentemente impiegata non sono stati riscontrati punti negativi, se non era una questione di prezzo… che cosa c’è dietro Argo 1? Al Governo il compito di darci risposta… Altrimenti dopo l’anticipazione del Corriere del Ticino, toccherà presto al direttore de LaRegione tornare a porre domande… sin’ora rimaste senza risposta.

23 febbraio 2018

Incontro con il Consigliere Ignazio Cassis, capo DFAE

25 marzo 2018

CineClub dei 1000

9 aprile 2018

Incontro con il Consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann,capo DEFR

Settembre 2018

Incontro con Andreas Meyer, CEO di FFS SA

Novembre 2018

Incontro con i candidati al Consiglio di Stato alle Cantonali del 2019

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l’intervista

Opinione Liberale

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82

“È importante dare un volto alla povertà in Svizzera”

anni di aiuti

da sinistra: Fiorenza Paris Nava, Monika Stampfli, Edo Bobbià, Manuela Nünlist, Paola Eicher e Daniela Barcella

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l Soccorso d’inverno è nato nel 1936 come movimento solidale in aiuto alle vittime della crisi economica in tutta la Svizzera. È un’associazione no profit che si propone di alleviare la povertà e l’isolamento sociale di famiglie e persone sole che vengono a trovarsi in difficoltà economiche temporanee e in situazioni di emergenza. In Ticino l’organizzazione, presieduta da Edo Bobbià, ha aiutato lo scorso anno 241 famiglie con redditi disagiati per un totale di 347’941 franchi. Da settembre a oggi le richieste sono già più di 240 e arrivano da persone di tutte le età: dai giovani agli anziani. In 82 anni il Soccorso d’inverno è stato un’ancora per molti svizzeri e ticinesi, adeguando gli aiuti ai cambiamenti della società come ci spiega la nuova

nostro marchio – la stella – con l’obiettivo di fare conoscere l’organizzazione e di dare un’identità più forte al Soccorso d’inverno. E’ il solo modo per acquisire notorietà sia da parte di chi ha bisogno sia dei donatori. Vogliamo veramente insistere sul fatto che la povertà e la precarietà sono invisibili e dobbiamo dirlo chiaramente alla popolazione. In dieci mesi alla guida dell’organizzazione mi sono resa conto che, malgrado siano attivi in Svizzera enti molto importanti, ci sono persone che sgusciano tra le maglie della rete sociale, o perché guadagnano quel tanto che non permette loro di essere in assistenza, o perché sono troppo fieri per chiedere aiuto. Quindi vogliamo e dobbiamo farci conoscere, dobbiamo dire loro che ci siamo non per giudicarli

direttrice nazionale Monika Stampfli.

ma per aiutarli a sormontare le difficoltà e le situazioni difficili, questo vogliamo comunicare.

Monika Stampfli. A quali sfide siete oggi confrontati? La povertà oggi è molto diversa dagli anni 30 quanto si è dato vita al Soccorso d’inverno, allora si moriva veramente di fame e di freddo. Molto è cambiato ma la precarietà in Svizzera è ancora purtroppo una realtà, anche se sovente invisibile. Se non la si vuole vedere non la si vede, però esiste. Come tutte le persone che si impegnano per il Soccorso svizzero d’inverno, non possiamo non guardare. Abbiamo bisogno di guardare, di venire in aiuto a chi è in difficoltà, e ce ne sono. Il Soccorso d’inverno opera in tutta discrezione: non è un rischio in popolarità? Abbiamo un progetto di riposizionamento del

Vuol dire che lavorerete maggiormente sul territorio? Lavoriamo già molto sul territorio con le nostre 27 organizzazioni cantonali che sono la forza del Soccorso d’inverno assieme ai molti volontari. Vogliamo però essere ancora più presenti. La solidarietà della popolazione svizzera è immensa e noi vorremmo approfittarne un po’ di più per avvicinare e sostenere quelle persone che, come detto, non osano dire che non possono pagare pigioni, conguagli di riscaldamenti, cure dentarie o mediche... O che non possono permettersi di far fare attività sportive o culturali ai loro figli. O ancora di andare in vacanza. Noi offriamo loro azioni e progetti concreti che sono sostenuti da enti e fondazione

come quella di Roger Federer. Il mio desiderio è di poter dare forza alle persone che sono in difficoltà, spesso non per loro volontà. Questo mio desiderio è condiviso dalle molte collaboratrici che danno la loro opera in Ticino. Hanno una grande energia e la motivazione di far sapere che il Soccorso d’inverno in Ticino è forte. Il numero di prestazioni d’assistenza è in crescita, un dato di fatto come il fatto che Comuni e Cantoni sono anch’essi in difficoltà economiche, ragioni per le quali movimenti solidali come il Soccorso d’inverno avranno in futuro sempre più importanza. Se c’è bisogno di aiuto lo si deve chiedere: aiutateci ad aiutare chi è meno fortunato, anche in Ticino.

Soccorso d’inverno Domicilio: Zurigo Organizzazioni cantonali: 27 Volontari attivi: 372 Prestazioni fornite: 18’878 (2016-2017) Ticino: presidente Edo Bobbià Segni particolari: Birnel finanzia una parte delle prestazioni del Soccorso d’inverno


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ilvoto

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Molti vantaggi per i Cantoni

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’imposta federale diretta e l’imposta sul valore aggiunto sono le principali fonti di introiti della Confederazione, visto che assicurano allo Stato 43,5 miliardi l’anno (due terzi delle entrate complessive della Confederazione, il 65% del totale). Il diritto della Confederazione di riscuotere queste imposte decade però alla fine del 2020. Con il nuovo ordinamento finanziario 2021, su cui il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi alle urne il prossimo 4 marzo, questo diritto, come proposto da governo e parlamento, sarebbe prorogato sino alla fine del 2035 senza alcun aggravio per i cittadini. “Il 65% delle entrate fiscali della Confederazione passa dalla riscossione dell’imposta federale diretta e dell’IVA” ha spiegato il consigliere

Il 65% delle entrate fiscali della Confederazione passa dalla riscossione dell’imposta federale diretta e dell’IVA: il nuovo ordinamento finanziario 2021 è una proroga all’attuale sistema.

agli Stati Fabio Abate al comitato cantonale del PLR di Gordola. “Si tratta di una proroga all’attuale sistema, che consente alla Confederazione di continuare a prelevare queste due imposte. Anche le Camere hanno accettato la proposta governativa all’unanimità”. Storicamente, nel periodo prima e durante le guerre, la Confederazione ha prelevato imposte sul reddito soltanto in caso di assoluta necessità. Le imposte federali hanno poi subito numerose variazioni nel tempo, fino ad arrivare alla soluzione attuale, che assicura gran parte del funzionamento operativo della Confederazione. “Il governo ha provato a proporre una soluzione a tempo indeterminato” ha aggiunto Abate. “Ma l’opzione è stata respinta abbastanza nettamente”.

Oggetti in votazione il 4 marzo 2018

No

No Billag A No Ticino

il messaggio forte e chiaro all’iniziativa No-Billag

rticolo 93 II della Costituzione federale recita: “La radio e la televisione contribuiscono all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intrattenimento. Considerano le particolarità del Paese e i bisogni dei Cantoni. Presentano gli avvenimenti in modo corretto e riflettono adeguatamente la pluralità delle opinioni”. L’iniziativa No-Billag domanda, tra le altre cose, di stralciare questo importante capoverso della nostra Costituzione. Se ad un primo colpo d’occhio possa apparire conveniente la possibilità di non dover più pagare il canone radiotelevisivo, bisogna tuttavia tenere ben presente che, l’altra faccia della medaglia di questa votazione comporterebbe la cancellazione di tutti quei principi fondamentali precedentemente citati. Il Canton Ticino - e per estensione

Si

al nuovo ordinamento finanziario 2021 della Confederazione

la Svizzera tutta - non ha alcun bisogno di rinunciare ad un mezzo comodo e sicuro che non solo è utile alla trasmissione della cultura e di tutte quelle diverse particolarità che solo in uno Stato federale come il nostro si possono trovare (e così vanno mantenute e preservate, siccome hanno costituito parte del successo della nostra Nazione), ma offre anche diversi posti di lavoro, che a causa di un voto favorevole, potrebbero essere seriamente messi in pericolo. Pertanto, con lo scopo di preservare tutto ciò, al 4 marzo bisognerà far passare chiaro e forte il messaggio che il Ticino ha bisogno di un NO a No-Billag! Christian Bruccoleri presidente GLR Mendrisiotto


daberna

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Da Pompei all’AlpTransit disincentivata, hanno promosso soprattutto precariato, eterni stagisti e falsi apprendisti. Da qualche decennio i principi di libertà e di consenso intorno al “fare” sono stati progressivamente incanalati da norme ispirate a principi di giustizia: nelle assunzioni, nelle retribuzioni, negli appalti, nella concorrenza, nel rispetto di un qualsivoglia interesse generale ritenuto prevalente. Con conseguenze difficilmente rimediabili poi. In Italia il 95% degli studenti universitari risiede presso i genitori, contro una media europea del 50%. Una conseguenza ancora oggi delle norme sull’equo canone che mezzo secolo fa avevano distrutto il mercato locativo. Al posto di beni concreti abbiamo burocrazia, conflitti, specialisti, consulenze, artifici. Se poi aggiungi un pizzico di scarso senso civico, tendenza al clientelismo, voto di scambio,

Una volta fissata una regola per il lavoro, ci vogliono leggi complesse per distinguere il lavoro stesso, una burocrazia per applicarle, da cui le scappatoie che legittimano chi fa il furbo.

O

gni tanto giunge notizia che a Pompei è crollata una parete, una volta. La città sepolta dal Vesuvio duemila anni fa e riportata lentamente alla luce negli ultimi duecento anni si disgrega. Tutto è destinato a disgregarsi: fra 30.000 anni la Svizzera sarà di nuovo sotto chilometri di ghiaccio. Ma così in fretta non si giustifica una tale perdita per il patrimonio culturale e turistico. Per evitarla basterebbe un’attenta manutenzione, una serie di interventi mirati. Mancanza di finanziamenti per intervenire a Pompei? Non crediamo. Con un po‘ di letture e deduzioni possiamo supporre cosa succede. Ci vuole qualcuno che – letteralmente – metta mano. Ma le persone che lo fanno devono essere qualificate e tutelate nei loro diritti. La scelta delle imprese che

segue quel “lavoro” e va sotto il titolo di acquisizione, progetto, autorizzazione, sicurezza, controllo, qualità, impatto ambientale, ottimizzazione fiscale, assicurazione eccetera. Da una parte è bene, perché ricrea nei servizi i posti di lavoro soppiantati dalle macchine nell’industria. Ma rende ormai le opere costosissime. Da sindaco di un Comune di medie dimensioni avevo dovuto disobbedire ad ordini superiori per evitare che i soldi disponibili per le opere fossero tutti assorbiti da studi pianificatori, dei quali già avevamo pieni gli armadi. Si paragoni la costruzione, con i mezzi di allora, della linea del Gottardo col quasi impossibile prolungamento oggi dell’AlpTransit a sud di Lugano. Per fortuna siamo già molto ben dotati di infrastrutture. Dovessimo costruircele oggi, saremmo condannati

impiegano queste persone va messa a concorso. I lavori devono essere autorizzati, pianificati, sorvegliati. Basta un po’ di sabbia in ciascuno di questi ingranaggi e alla fine, per una persona che mette mano, ce ne sono così tante di mezzo (nel sindacato e negli uffici di collocamento e delle assicurazioni sociali, per i permessi, le analisi ambientali, le consulenze, le procedure, i ricorsi; questo solo per la parte legale, senza contare tangenti e protezioni) che soldi e tempi non bastano mai. Scoperti un paio di extracomunitari che vi lavoravano in nero, un cantiere a Pompei fu interrotto poco prima di un crollo. Aggiungiamo, alla lista abbozzata tra parentesi, risorse e tempi sprecati per indagini e condanne contro chi ha violato le regole. Non siamo a Pompei, ma il costo per ogni colpo di pala o di martello si è moltiplicato negli scorsi decenni anche da noi. Più che per i migliorati salari degli operai, per tutto quanto precede, accompagna e

come altri paesi al sottosviluppo. Non c’è da stupirsi se in modo semplice ed efficiente funziona ormai quasi solo il volontariato: perché essendoci meno soldi c’è meno interesse a creare regole e a dirottare risorse sugli interessi a monte e a valle del fare concreto. Ma rischiamo di ammazzare anche quello, con iniziative del tipo sui salari minimi. Tanto confronto sul quanto, senza preoccuparsi di cosa succede con le mamme diurne, gli studenti durante le vacanze, la pratica dei neolaureati, gli animatori di colonie di vacanza, i figli del vicino di casa che ti tagliano l’erba in giardino, il parroco o il consigliere comunale. Una volta fissata una regola per il lavoro, ci vogliono leggi complesse per distinguere cosa lo è, una burocrazia per applicarle, da cui le scappatoie che legittimano chi fa il furbo. In un vicino Paese le leggi per promuovere l’occupazione, dopo averla per decenni

l’inefficienza è fatale. Forse gioca anche il fatto che cerchiamo tutti un mestiere che non sporca le mani e siamo diventati diffidenti ad importare chi è ancora disponibile a sporcarsele. Possiamo permetterci tante cose perché generazioni prima della nostra hanno sudato di pala e di martello e ce ne hanno lasciato i frutti. Un indubitabile progresso per le condizioni di vita individuali. Ma attenzione a non dimenticare che, diventato fine a se stesso il perfezionismo nelle regole e nelle garanzie a scapito di quel che si produce di sodo, l’involuzione è pesante e irrimediabile. Fino a fare della nostra società una rovinosa Pompei.

Mauro Dell’Ambrogio


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C’è da ravvivare la fiamma delle Olimpiadi invernali rossocrociati quando ripensano ai Giochi di quattro anni fa. Fu quel pianto liberatorio, culmine di una carriera punteggiata da tanta sfortuna e troppi infortuni, a far accendere la scintilla per un’edizione della rassegna a cinque cerchi fino a quel momento “sentita” in modo piuttosto tiepido dagli appassionati. Corsi e ricorsi della storia dello sport, anche gli imminenti Giochi di Pyeongchang, Corea del Sud, si stanno avvicinando un po’ in punta di piedi all’accensione del braciere. Complice la politica inclusiva e – per certi versi – globalizzante, del Comitato Olimpico internazionale, le realtà “esotiche” per gli sport della neve vengono sempre più spesso proiettate al centro del palcoscenico. Sarà il caso anche tra quattro anni, quando i Giochi invernali

L

e lacrime di gioia di Dominique Gisin sul gradino più alto del podio della discesa libera olimpica di Sochi sono l’immagine che, più di altre, è rimasta impressa nella mente dei tifosi

Massimo Schira responsabile comunicazione PLR

Una “base” entusiasta

verranno ospitati da Pechino. Ma il vento olimpico potrebbe presto anche cambiare. Abbandonando, forse, la strada del gigantismo a tutti i costi per imboccare quella di una maggiore sostenibilità. Con la Svizzera che potrebbe tornare protagonista con il progetto di candidatura Sion 2026. Un’idea, quella di riportare le Olimpiadi invernali nella Confederazione, che viene spesso osteggiata attraverso banali cliché – ad esempio quello dei costi –, quando invece ospitare i Giochi sarebbe per il Paese uno straordinario volano. Turistico ed economico. Probabilmente riuscire ad organizzare un’edizione veramente a basso costo rimarrà un’utopia, ma il progetto elvetico rappresenta un approccio pragmatico al tema, senza costruzione di cattedrali nel deserto e molto attento all’impatto ambientale.

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1573View La campagna elettorale 2019 si apre con i presidenti sezionali e distrettuali L’incontro del PLR con i presidenti sezionali e distrettuali ha aperto la campagna elettorale in vista del rinnovo dei poteri cantonali del 2019. E a Rivera l’affluenza è stata massiccia, con un PLR deciso più che mai a proseguire la propria azione con il motto “Noi ci crediamo!”. Una scelta che ha fatto presa anche sui social network, con uno dei post più visti della settimana sulla bacheca del partito.

2811Like Aumentano i… “mi piace” sulla pagina di Facebook del Partito liberale radicale Si avvicina a quota 3’000 il numero dei “like”, ossia dei “mi piace” assegnati alla pagina di Facebook in cui leggere le novità di più stretta attualità del PLR. Una conferma di come l’attività del partito interessi gli elettori, sensibili ai concetti centrali nell’attività del partito, ribaditi anche nel programma elettorale: libertà, coesione e progresso. Cosa aspetti a seguire anche tu la pagina Facebook del PLR?

ffluenza delle grandi occasioni e forte sostegno al programma elettorale del PLR in vista delle “cantonali” 2019 al Centro istruzione della protezione civile di Rivera dove si sono dati appuntamento i presidenti sezionali e distrettuali per il primo incontro verso l’importante appuntamento

con le urne. Voglia, positività e unità d’intenti sono stati i punti cardine su cui si è basato l’incontro, che al motto “Noi ci crediamo!” ha dato il via alla preparazione dei prossimi appuntamenti d’avvcinamento alla campagna elettorale vera e propria. La “base” del PLR, le forze più vicine alla gente sul territorio, hanno così garantito un’importante spinta di entusiasmo all’intenso lavoro dell’intero partito.


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ipsedixit “Il contesto era drammatico”, ma il perito dice che non è vero

Patti Chiari stavolta dimentica di garantire un contraddittorio

È lo scorso 13 marzo 2017. Paolo Beltraminelli, direttore del Dipartimento della sanità e socialità prova a spiegare al Gran Consiglio cosa ha spinto il DSS ad assegnare ad Argo 1 il mandato per la sicurezza nei centri asilanti. E la parola chiave nella spiegazione è “urgenza”: “Il contesto era drammatico”, le parole del ministro. A distanza di meno di un anno, ecco la perizia, firmata dall’ex magistrato Marco Bertoli, che smentisce categoricamente quelle affermazioni. Chissà cosa si inventerà adesso Beltraminelli per spiegare al Paese quella scelta.

Patti Chiari della Rsi è una trasmissione in cui le parti in causa su un tema spesso si scontrano. Anche molto apertamente. Succede, però, che quando si parla di multe e radar, la redazione “dimentica” la necessità di garantire il contraddittorio tra gli ospiti in studio. Di fronte, infatti, ecco il ministro delle Istituzioni, Norman Gobbi e il coordinatore del Fronte automobilisti Ticino, Andrea Censi. Che altri non è se non il “non segretario” della Lega (e consigliere comunale leghista a Lugano). Avrà contraddetto il suo ministro?

“Ridaremo agli automobilisti 8 milioni di tasse di circolazione”

“Argo 1 è un problema del Dss e non del PPD”

Non finisce di sorprendere per creatività “pro domo

Il presidente del PPD, Fiorenzo Dadò, ha tentato

sua” il ministro delle Istituzioni, Norman Gobbi. Stavolta, con un esercizio d’equilibrio davvero notevole, tenta di ribaltare a proprio favore i problemi causati dall’attuale impostazione per il calcolo dell’imposta di circolazione. Come succede attualmente a diverse altre proposte di stampo… leghista, anche il sistema in vigore è stato oggetto di ricorsi, che ne hanno evidenziato l’inapplicabilità. Un pasticcio alla base, insomma. Ma dal ministro responsabile del dossier, nemmeno una piega. Anzi. “Ridaremo agli automobilisti 8 milioni in tasse di circolazione”. Peccato che l’idea - peraltro nemmeno discussa con i colleghi di Governo - sia più che altro una sorta di “boutade” dal sapore di campagna elettorale anticipata. Anche per attuare questa misura - ci risiamo! - secondo gli esperti mancherebbe una base legale. Come dire che le promesse sono una cosa, la realtà dei fatti, invece, è spesso un’ altra. Vale anche per la politica e per l’attività delle istituzioni.

di partire al contrattacco sui problemi emersi in seguito al “caso Argo 1”. E lo ha fatto cercando di spostare l’attenzione esclusivamente sul Dipartimento sanità e socialità (oltre che sul lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta e della Procura). Ricordate? Quello diretto dal “suo” consigliere di Stato, Paolo Beltraminelli. Secondo Dadò, il PPD con quanto successo non c’entra, dimenticando, forse, il ruolo che lui stesso ha giocato in questa spiacevole vicenda. Partecipando in prima persona a riunioni dei vertici del DSS e incontrando dirigenti dello stesso Dipartimento per cercare di risolvere “alla buona” il problema del regalo da 150 euro da parte del responsabile della società di sicurezza al centro dello scandalo, ricevuto da lui stesso e dalla sua compagna durante un fine settimana a Bormio. Dadò ha poi spiegato alla platea del comitato cantonale popolare democratico come “a breve affronteremo all’interno del partito il problema che noi sappiamo”. Un po’ criptico. Di certo un autogol.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara Direttore editoriale Andrea Nava Redazione Massimo Schira Vania Castelli Redazione CP 154, 6528 Camorino T. 091 821 41 85 F. 091 821 41 88 oplib@plrt.ch

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l’agenda Lunedì 5 febbraio PLR QUARTIERE BELLINZONA Assemblea ore 20.15 Aula magna Scuole Nord, Bellinzona

Mercoledì 7 febbraio CIRCOLO CARLO BATTAGLINI Assemblea Ore 18.30 Canvetto Luganese, Lugano Ospite: Raffaella Castagnola Rossini PLR MINUSIO E MURALTO Dibattito inziativa “No Billag” ore 20.00 Centro Elisarion, Minusio Relatori: Fabio Abate, Giovanni Merlini, Milena Foletti; moderatore Fabio Käppeli

Mercoledì 14 febbraio GLR TICINESE Visita alla RSI ore 14.00 Sede RSI, Comano Iscrizioni obbligatoria entro sabato 10 febbraio: segretariato@glrt.ch

Prossimi Eventi www.plrt.ch/eventi

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inbreve

A Bellinzona i Verdi tentano di bloccare il rilascio di nuove licenze edilizie e per il PLR “i nodi vengono al pettine”! Il PLR Bellinzona ha preso conoscenza del comunicato stampa con cui i Verdi chiedono di “bloccare qualsiasi rilascio di nuove licenze edilizie per l’intero territorio della nuova Città” e rimproverano al Municipio – capitanato da colui che è risultato primo sulla lista congiunta rosso-verde alle ultime elezioni comunali – nientemeno che di “vedere qualsiasi zona verde come una grande opportunità per una colata di cemento, con questa o quella visione strategica”. A parte il fatto che – con riguardo al rilascio delle licenze edilizie – fino a prova del contrario in Svizzera e in Ticino vigono lo Stato di diritto, il rispetto della legalità e la garanzia costituzionale della proprietà privata, il rimprovero al Municipio di pensare a superfici libere per visioni strategiche fa subito venire in mente il progetto di nuovo Ospedale sul

terreno della Saleggina, uno dei cavalli di battaglia della medesima lista rosso-verde alle ultime elezioni comunali: forse che l’intesa che ha portato al sindacato il primo di quella lista sia già stata cestinata in barba agli elettori bellinzonesi? Il PLR si impegnerà, anche attraverso lo strumento della nuova pianificazione territoriale, per uno sviluppo armonioso ed equilibrato nel rispetto di tutti gli interessi in gioco, inclusi la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente, ma anche quelli legati alla creazione di posti di lavoro e alle opportunità di crescita economica del nuovo Comune di Bellinzona, che a regime dovrà riuscire a camminare con le proprie gambe, com’era peraltro prefigurato nello studio Aggregativo, accolto dalla maggioranza della popolazione dei 13 ex Comuni che oggi lo compongono.

Lugano: i capricci, le magie e lo shutdown Come tutte le saghe che si rispettino, quella relativa al regolamento sui rifiuti di Lugano e relativo abbassamento del moltiplicatore offre un ulteriore colpo di scena, figlio delle magie di chi fa e disfa su entrambi i fronti per non rischiare di essere mai dalla parte sbagliata. Nell’incapacità di accettare la decisione democraticamente presa dal legislativo, ecco che un ex consigliere comunale leghista corre in soccorso del proprio ministro e inoltra ricorso per asseriti vizi di procedura, peraltro mai evocati prima, nemmeno nell’eloquente argomentazione del ministro durante il dibattito nel famigerato Consiglio comunale. La tattica è finanche troppo evidente: buttare di nuovo tutto in aria, magari speculando sull’allungamento dei tempi ricorsuali che potrebbero determinare l’entrata in vigore automatica provvisoria del vecchio moltiplicatore prima della decisione. L’idea sarebbe anche astuta se non fosse per l’effetto collaterale di blocco dei conti cittadini, di fatto non approvati entro i termini proprio a causa del ricorso. Chissà se l’aiuto auspicato era proprio quello di avere uno shutdown in salsa nostrana?

@PLRTicino

La mobilità è un tema programmatico dei GLR Mendrisiotto L’assemblea dei GLR del Mendrisiotto ha eletto Emanuele Rusconi (consigliere comunale di Stabio) alla carica di viceprsidente e Gabriele Medici (Chiasso) s egretario-cassiere. Marie Claude Tela e Alba Cattaneo sono state ringraziate per il lavoro svolto. Il programma 2018 sarà incentrato sulla mobilità: GLRM cercherà di proporre delle soluzioni utili a migliorare una problematica che tocca tutto il Mendrisiotto.

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Nr. 02 - Opinione Liberale - 02 febbraio 2018  

Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

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