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Saluto di sorella Teresa in occasione del nono anniversario della nascita al Cielo di fratel Ettore, festeggiato a Casa Betania di Seveso il 20 agosto 2013.

Benvenuti a festeggiare insieme la festa del nostro fratello Ettore, nel nono anniversario della sua nascita al Cielo. Sarebbe bello se per tutti noi un giorno si potesse celebrare la nostra dipartita con altrettanta gioia e gratitudine! Auguriamocelo, come soleva ripetere spesso fratel Ettore: “Se questi e quelle hanno potuto farsi santi, perché noi no?”. Allora auguri di santità a tutti! Che fratel Ettore interceda per noi il dono di una fede forte e matura come la sua. Devo confessare che qualche volta, quando sono sola o parlo in confidenza con qualcuno, mi si stringe un pò il cuore per la nostalgia, ma quando mi trovo a celebrarlo con tanti amici come adesso, recupero la dimensione autentica, quella della realtà. Che è quella della gioia e della gratitudine, appunto. Gratitudine per un uomo che ci ha dato speranza in ogni momento della sua vita, che ci ha indicato il Cielo con ogni suo parola ed ogni sua azione. Gratitudine per chi l’ha conosciuto, per chi ha vissuto con lui, per aver riconosciuto in lui un maestro che insegnava non tanto con le parole (che certo non gli mancavano, anzi era un gran parlatore, ne sa qualcosa chi non riusciva a smuoverlo dall’ambone!) ma ha insegnato senz’altro più con i fatti. Con il non mollare mai. E chi gli ha vissuto vicino sa che parliamo di una persona che veniva sempre attaccato, sempre pesantemente criticato, qualsiasi cosa facesse. È stato sbeffeggiato ed umiliato come tutti i santi e non lo dico certo con nessuna punta polemica, no, no, anzi, lo dico per vantarlo! Ci vantiamo delle offese che ha ricevuto, roba da matti! Ma perché tutti i santi sono stati trattati come lui! Fratel Ettore ci ha insegnato cosa vuol dire il “Quando sono debole, è allora sono forte!” di san Paolo. Ci ha insegnato a saper sempre perdonare, a dare misericordia per trovare misericordia. Ad avere fede e confidare in Dio. Ci ha fatto toccare con mano la concretezza della Provvidenza e l’amore che la Madonna ha per tutti i suoi figli. Ci ha insegnato una fede viva e forte, vissuta nel quotidiano, una fede incarnata nella storia di tutti i giorni.


Gratitudine di chi l’ha conosciuto dicevo, ma preghiamo che anche chi non ha fatto in tempo a conoscerlo personalmente, possa provare gratitudine avvicinandosi all’Opera da lui fondata. In questi giorni si sta scrivendo un libro su di fratel Ettore, lo scrive uno scrittore che si chiama Roberto Allegri. Sta facendo un ottimo lavoro, è andato in giro a documentarsi, dal Santuario della Corona a Caprino Veronese, alla comunità camilliana a Venezia dove frtael Ettore è stato 20 anni; poi è andato a Verona. E ha setacciato il nostro archivio qui a Seveso. Ha intervistato quanta più gente poteva a Milano, amici, fedeli, camilliani, soci dell’associazione, ospiti e collaboratori… Già conosceva fratel Ettore, ma conoscendolo al vivo per mezzo di tutte le interviste che ha fatto, alcune anche sfavorevoli, si è andato giorno per giorno rendendo conto di quale grande personalità umana e spirituale aveva avvicinato con il suo lavoro. Il libro esce quest’inverno, nel 2014 e spero sarà il libro più completo e documentato che sia stato scritto fino ad ora su di lui. Nel 2014 festeggeremo il decimo anniversario e per quell’epoca contiamo di ultimare delle iniziative importanti che stiamo preparando fin da adesso. Ora celebriamo l’Eucaristia e per la comunione dei santi sulla terra e là in Cielo, possiamo dire con certezza che fratel Ettore è presente fra noi. Mi raccomando chiedete grazie per sua intercessione. Per la nostra comunità chiedo che lui continui ad aver cura di noi e che quest’Opera possa, attraverso chi la porta avanti oggi e chi la porterà avanti in futuro, continuare a dare la testimonianza di carità del suo fondatore. Chiediamo anche di intercedere per sante vocazioni in quest’Opera, ne abbiamo bisogno e mi auguro che della stessa idea sia il Signore… Spero che anche il Signore pensi che ne abbiamo bisogno o altrimenti, per favore che ci convinca del contrario... Però io sono testona e vorrei che si unissero a noi altre ragazze di preghiera, brave, intelligenti e capaci come sorella Ester e sorella Laura.

Sapete quando fratel Ettore è morto, sembrava proprio che dovessi restare sola, è stato un momento molto forte, ma il Signore mi ha sostenuto con la fede e ce l’ho fatta. Poi ho avuto tutta la difficoltà delle responsabilità e di un ruolo che non conoscevo. Pensate che non avevo mai fatto una testimonianza, fratel Ettore non mi aveva mai fatto esporre in nessun modo per scelta, perché imparassi l’umiltà e forse tanto altro... Inoltre quali azioni avrei mai potuto testimoniare, anche oggi non è che mi senta di portare qualcosa di mio, ma solo posso dire che il Signore mi ha chiamata a stare vicino a quel fratello che tutti conoscete e che desidero insieme a tanti altri


portare avanti quanto il Signore ci permette di fare. Non è stato facile, specie i primi tempi … lo spirito era pronto, ma la carne è debole. Sapete che ho sofferto anche di attacchi di panico? Credo fossero attacchi di panico… quando lo sentivo arrivare dicevo a chi era con me: “Aspetta, aspetta ho un attacco di panico, sento questo questo e questo”. Li ho vinti andando loro contro, diciamo così. Invece dopo una settimana arrivarono Ester e Laura. Oggi è anche la festa di tutti i poveri, gli ospiti, i volontari, i collaboratori, gli amici e i benefattori, quelli che ci hanno preceduto, quelli presenti e quelli che verranno. Perché, primi, ultimi e futuri, tutti facciamo parte del tessuto vivo dell’Opera. Dove saremmo senza chi ci ha preceduto, che facciamo se non possiamo lasciare ad altri i frutti della nostra fatica? Quindi ora ci stringiamo tutti intorno all’altare, con fratel Ettore, per la celebrazione della festa dell’Amore di Dio per tutti noi suoi figli. Che il Signore, lui che può ogni cosa, ci faccia un cuor solo e un’anima sola nella carità.

Sorella Teresa


Saluto sr. teresa nono anniversario