Issuu on Google+

CRONACA FIRENZE 17

DOMENICA 22 MAGGIO 2011

••

‘TERRA FUTURA’ «FABBRICHIAMO IL PRESENTE» IERI ALLA FORTEZZA DA BASSO

«La crisi per mettersi in gioco» A confronto quaranta realtà imprenditoriali formate da giovani GARA FRA LICEI Nessun fiorentino fra i vincitori

IL CONCORSO

Sfida fra studenti a colpi di ’classici’ UNA VERSIONE dal greco al latino. Un’impresa certo non da poco. Quindi non stupiamoci che siano stati solo 42 in tutt’Italia i ragazzi che hanno partecipato al trentasettesimo Certamen Classicum Florentinum, organizzato dai licei classici di Firenze e di Empoli. E ieri mattina, nella sala di Luca Giordano della Provincia di Firenze, sono stati premiati i vincitori. Si tratta di Paolo Pezzuolo del liceo Trissino di Valdagno (Vicenza), di Stanislao Zompì del liceo Alighieri di Casarano (Lecce) e di Matteo Colucci del liceo Kant di Roma. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori Giovanni Di Fede e Rosa Maria Di Giorgi, oltre al preside del Michelangelo Massimo Primerano. «Siamo orgogliosi di organizzare una competizione di questo genere che è unica in Italia», le parole del dirigente del Miche. E pazienza se almeno stavolta nessun fiorentino è risultato tra i vincitori.

ALTRO che giovani passivi e senza fiducia nel futuro. Un’iniezione di entusiasmo arriva da ‘Fabbrichiamo il presente’, il ‘workshop dei giovani che intraprendono’ svoltosi ieri alla Fortezza da Basso, nell’ambito di Terra Futura. È lì che si sono incontrate e confrontate 40 realtà imprenditoriali costituite da giovani che non si sono lasciati sopraffare dalla crisi. Ma che hanno creduto fino in fondo nei loro sogni. Fino a diventare imprenditori di se stessi. C’è chi ha riconvertito in agricoltura biologica una terra di vigneti millenari e chi ha deciso di recuperare antichi mestieri. Hanno mediamente meno di trent’anni questi giovani che hanno partecipato all’evento organizzato da Lama-Development and Cooperation Agency e Mediaxion. TRA LORO c’è chi sta lavorando ad un sistema di potabilizzazione dell’acqua che potrebbe risolvere i problemi di milioni di persone. Antonio Scribano e Lorenzo Banchini ci credono: «Tutto è nato da una proposta di tesi da parte di un professore dell’Ateneo di Firenze. E adesso siamo

affiancato un’associazione, la Serendipity con sede nella provincia di Lucca, che si occupa di «promozione del benessere psicologico». «Crisi non come alibi, ma come opportunità per mettersi in gioco», la parola d’ordine di questi giovani, che trasmettono il loro entusiasmo anche ai ragazzi a cui si rivolgono. «Li aiutiamo a far emergere le loro potenzialità», dicono.

MANIFESTAZIONE ‘Terra Futura’: ultimo giorno alla Fortezza. Sopra Antonio Scribano e Lorenzo Banchini

LE STORIE Così hanno inventato un lavoro: aggiungendo ingegno alle potenzialità a buon punto. Abbiamo contatti con istituti di ricerca sparsi nel mondo e stiamo distribuendo i nostri 15 prototipi. Martedì uno andrà in Kenya. E presto un altro sarà in Costa Rica». Antonio e Lorenzo, con la loro OpenMaji, hanno anche già trovato un’azienda del Sudafrica pronta a mettere in produzione

il loro oggetto che, a vederlo, «sembra una sorta di macinapepe», ci scherzano su. «Per ora lavoriamo da casa. Facciamo tutto grazie ad internet. Basta Skype per parlare in tutto il mondo — sorride Antonio —. La consapevolezza di quanto sia difficile trovare un lavoro adeguato al proprio titolo di studio ci ha spinto ad investire su noi stessi». Stessa determinazione per gli psicoterapeuti Valentina Gaburro, Enrico Chelini e Francesco Pagnini, che alla loro attività libero-professionale hanno

ANDREA Santin, tecnico di laboratorio per il restauro, ha invece rilevato un’azienda con altre due socie. «Dopo l’università ho percepito una grande diffidenza da parte del mondo del lavoro — racconta Andrea, fiorentino —. Di qui la decisione di rilevare una quota di un’azienda, la Laborchimica, che si occupa di forniture per i laboratori di restauro e non solo». Così, a soli 28 anni s’è ritrovato «per magia» ad indossare le vesti di imprenditore. «Finalmente ho trovato persone che mi hanno dato fiducia. È vero che le responsabilità sono tante, ma anche le soddisfazioni. Portare avanti i propri progetti è il massimo». Elettra Gullè


OpenMaji Project on La Nazione