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Import


Heres Import Borgogna

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Chablis

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Istruzioni per l’uso

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Chablis ___________________________________________________________________________________7 Domaine Billaud – Simon 7

Côte de Nuits

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Marsannay _______________________________________________________________________________ 13 Domaine Bart 13 Gevrey–Chambertin _______________________________________________________________________ 15 Domaine Rossignol-Trapet 15 Domaine Fourrier 17 Domaine Ponsot (comune di Morey-Saint-Denis) 19 Morey-Saint-Denis ________________________________________________________________________ 21 Domaine des Lambrays 21 Domaine Ponsot 22 Domaine Fourrier (comune di Gevrey-Chambertin) 23 Chambolle–Musigny _______________________________________________________________________25 Domaine Ponsot (comune di Morey-Saint-denis) 25 Sylvain Cathiard (comune di Vosne–Romanée) 25 Domaine Fourrier (comune di Gevrey-Chambertin) 25 Vougeot _________________________________________________________________________________27 Château de la Tour 27 Domaine d’Eugénie (comune di Vosne–Romanée) 29 Domaine Mugneret-Gibourg (comune di Vosne–Romanée) 29 Vosne–Romanée __________________________________________________________________________ 31 Domaine d’Eugénie 31 Domaine Georges Mugneret-Gibourg 33 Domaine Sylvain Cathiard 35 Flagey–Echézeaux _________________________________________________________________________37 Domaine Georges Mugneret-Gibourg (comune di Vosne-Romanée) 37 Domaine d’Eugénie (comune di Vosne-Romanée) 37 Nuits–Saint–Georges ______________________________________________________________________39 Domaine Georges Mugneret-Gibourg (comune di Vosne–Romanée) 39 Domaine Sylvain Cathiard (comune di Vosne–Romanée) 39

Côte de Beaune

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Corton e Corton–Charlemagne ______________________________________________________________43 Chandon de Briailles (comune di Savigny-les-Beaune) 43 Domaine Ponsot (comune di Morey-Saint-Denis) 43 Beaune _________________________________________________________________________________45 Domaine Rossignol–Trapet (comune di Gevrey–Chambertin) 45 Pommard ________________________________________________________________________________47 Joseph Voillot (comune di Volnay) 47 Volnay __________________________________________________________________________________49 Joseph Voillot 49 Saint–Romain ____________________________________________________________________________53 Domaine Alain Gras 53 Auxey–Duresses __________________________________________________________________________55 Domaine Alain Gras (comune di Saint-Romain) 55 Puligny–Montrachet _______________________________________________________________________57 Domaine des Lambrays (comune di Morey-Saint-Denis) 57 Meursault _______________________________________________________________________________59 Domaine Antoine Jobard 59

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Borgogna Istruzioni per l’uso Con questo piccolo libretto sulla nostra selezione di Borgogna, vorrei riuscire a darvi una guida minima, essenziale, agile, chiaramente non completa né esaustiva, a supporto della vostra curiosità e degli incontri di approfondimento che potremmo organizzare. Trovate dunque in primo luogo una descrizione delle aziende, collocate sotto il comune dove hanno sede; trovate di seguito, invece, l’elenco delle Appéllation prodotte da ciascuno di essi, indipendentemente dalla sede. La descrizione generale delle caratteristiche dei vini di un certo comune, è, capite bene, generale, appunto: non generica, ma intesa a dare solo una immagine larga, indicativa, non onnicomprensiva; per questo, faccio riferimento a Clive Coates, MW, un autore che certamente è un’autorità riconosciuta dagli appassionati di Borgogna. Una succinta descrizione dell’azienda e dei suoi metodi produttivi, per una prima presa di contatto; i vini prodotti, ed una descrizione (ed un punteggio), relativa ad un’annata, da me selezionata non sulla base della bontà o del voto, quanto piuttosto sulla base della descrizione delle caratteristiche di quel vino e, in un certo senso, di quel cru, che potessero essere utili a fi ni didattici, per così dire. La traduzione, mia, si riferisce alle note di Allen Meadows, critico americano, autore di Burghound, la più completa rassegna sulla Borgogna, pubblicata solo in Pdf e a cui si accede per abbonamento. I punteggi sono i suoi, talvolta peraltro disponibili solo per assaggi da botte; mi interessa riportarli non per uno scopo celebrativo, quanto per restituire una collocazione su una scala ipotetica e di pratico utilizzo di un determinato vino, rispetto alla categoria in cui si confronta. Ecco perché non trovate la “lista” di tutti i punteggi, di tutte le annate e via discorrendo: non mi serve una graduatoria, ma un supporto.

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Chablis

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Legenda

Riferimento 1. Bougros 2. Les Preuses 3. VaudĂŠsir 4. Grenouilles 5. Valmur 6. Les Clos 7. Blanchot


Chablis • • • •

Petit – Chablis : ha 713 Chablis : ha 3.163 Chablis 1er cru : ha 775 Chablis Grand Cru : ha 103.91

« Lo Chablis, al suo meglio, è un vino magnifico, e, quel che conta, piuttosto unico. Il colore dovrebbe essere un verde –oro pieno, intendendo pieno nel senso di abbastanza viscoso. I profumi dovrebbero combinare la mineralità quasi d’acciaio e la ricchezza, la polvere da sparo, le noci grigliate, ed una tostatura croccante. Il sapore dovrebbe essere lungo, caratteristico e complesso. Prima di tutto, dovrebbe esser totalmente secco, ma senza toni acerbi. Il retrogusto, ricco, piuttosto che leggero; ampio, e non duro; generoso, e non privo di anima.” Clive Coates, The wines of Burgundy, UCP.

Domaine Billaud – Simon Il Domaine Billaud - Simon ha sede a Chablis. I 20 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appéllation Petit – Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru. Il Domaine, da sempre gestito a livello familiare, è diretto da Bernard Billaud – Simon, che vanta un passato di pubblicitario di altissimo profi lo e che guida l’azienda dalla morte prematura del fratello. Le fi losofi e di gestione del vigneto prevedono in particolare una pratica assai rischiosa per la zona, sempre sotto minaccia di gelate primaverili, che è la selezione e riduzione del numero delle gemme, per evitare ogni vendemmia verde, considerata una “sconfi tta” rispetto ad una buona pratica di impostazione della vigna. I vini, vinifi cati in acciaio ed elevati su fecce fi ni, sempre in contenitori inox – salvo alcune cuvée speciali – cercano strenuamente “la precisione del dettato di ogni parcella”, “la purezza di aromi e freschezza di frutto”, che attraverso la carica iodata dei terreni, restituiscano la peculiare mineralità salina, senza infi ngimenti.

Vinificazione e affinamento: • Fermentazione: circa 15 gg., in cuves di acciaio per le cuvée Haute Tradition, 20% in tonneaux per le cuvée Prestige • Temperatura controllata • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Affi namento in acciaio, salvo per le Cuvée Prestige • In genere nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • 45+ anni Vini importati: • Petit - Chablis • Chablis • Chablis Tête d’or Cuvée de Prestige • Chablis 1er cru « Les Vaillons »; « Mont de Milieu » ; « Montée de Tonnerre » ; • Chablis Grand Cru « Vaudésir »; « Les Preuses », « Les Clos »

“I miei vini devono essere d’oro e di luce”, dice Bernard; “se non riesco a rendere questa differenza rispetto al carattere degli Chardonnay dei cugini di Borgogna, avrò chiaramente mancato alla mia missione”.

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Note di degustazione Petit Chablis: Chablis Village: 87-89 Chablis Tête d’or: 89 le ultime 3 annate Chablis 1er Cru Vaillons : 91 il 2007, 90 lo 08 e 09 Annata 2007: Qui il naso è un passo in avanti, in eleganza e raffinatezza, con un profilo aromatico puro, di agrumi e floreale, che trasuda carattere da Chablis, prima di introdurre graziosamente ad una bocca minerale, ricca, dettagliata, dal finale di bella precisione e intensità, ed equilibrio praticamente perfetto. Vino sommesso, armonioso, sprizzante energia. Chablis 1er cru Mont de Milieu: da 90 a 91 (07-08) Annata 2010: Come sempre, questo vino ha un leggero esotismo, sotto forma di note di buccia d’arancia essiccata, mandarino, insieme sfumature di brezza marina e guscio d’ostrica. C’è un’eccellente ricchezza nella bocca potente, di corpo pieno, dalla buona concentrazione a metà palato, ed abbondanza di estratto nel finale salino, lungo e piuttosto serio. Questo vino, in breve, sembra avere un potenziale fantastico. Chablis 1er cru Montee de Tonnerre: 92 ultime tre annate Annata 2010: Un naso da Chablis classico, ultra-fresco, puro, elegante, con le caratteristiche note floreali e di pietra di un fine Montée de Tonnerre, che fanno da buon complemento alla bocca ricca, densa, dal dettaglio impressionante, che culmina in un finale di tono minerale, molto dinamico. Vino di equilibrio ed armonia, che dovrebbe invecchiare bene. Chablis Grand Cru Vaudésir: 93 per 07,08.09 Annata 2008: Un naso leggermente più maturo, ma molto chiuso, di iodio, sale, e profumi intensi di riva di mare, fanno da perfetto complemento alla bocca ricca, piena, potente, davvero un significativo passo in avanti in peso e potenza, tanto che il palato ne è saturato nel finale muscolare, dalle spalle ampie. Non è un vino di finezza, ma per come stanno le cose a Chablis, è un colosso di superba intensità, che incarna la frase: succo di pietra (Jus de pierre).

Chablis Grand cru Preuses: 93 (08 - 07-06) e 94 (09) Annata 2008: In relazione al Vaudésir, il naso del Preuses è, come ci si aspetta, più fine e più elegante, restando altrettanto classico: la nota marina è forse anche più intensa e netta, insieme al frutto verde ed alle note floreali. La bocca ricca, piena, generosa, ha una precisione incredibile, ed un volume eccellente, sebbene non la potenza bruta del Vaudésir, insieme ad un finale immensamente lungo, di cristallina purezza. Un vino impressionante, che dovrebbe invecchiare bene. Chablis Grand cru Les Clos: da 94 (09-08) a 96 Annata 2009: Il vino più elegante della serie, con un insieme seducente di legni speziati, fiori bianchi, agrumi, preludio alla bocca importante, potente e dinamica, ma raffinata e purissima, al contempo complessa, ben muscolata e persistente. Un vino completo, che ha l’estratto necessario per avvolgere la serrata vena acida di un classico Les Clos.


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C么te de Nuits

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Legenda


Marsannay • • •

Ha disponibili: ca. 515, per le tre tipologie (rosso, bianco, rosé) Attualmente in produzione: 228, di cui 67% rosso, 15% bianco, 18% rosé. In corso di approvazione un dossier che eleverà 12 vigne al rango di Marsannay 1er cru.

“Qui i vini dovrebbero avere un corpo medio, e il frutto, pescando dal paniere dei frutti rossi per arrivare a quelli neri, dovrebbe esser lasciato libero di cantare. Un Marsannay non è un Borgogna serio: è la versione di un Chorey-lès-beaune fatta in Côte de Nuits. Ma non c’è davvero alcuna ragione per cui non possa essere un vino molto gradevole, ricco di frutto, di stile, per una beva piuttosto giovane.” Clive Coates, Côte d’Or, UCP.

Domaine Bart Il Domaine Bart ha sede a Marsannay, all’estrema propaggine della Côte de Nuits. I 19 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appéllation Marsannay, Fixin, ma anche due appezzamenti in Grand Cru quali Bonnes - Mares e Clos-de-Bèze. Il domaine nasce dalla divisione dei vigneti del domaine Claire – Daü tra Bruno Clair e, appunto, la famiglia Bart, nei primi anni ottanta. Martin Bart, gioviale e simpatico, aperto e schietto, produce vini di godibilissimo approccio, e cura con maniacale attenzione la vinifi cazione dei singoli “lieux – dits” in una Appéllation come Marsannay che resta poco frequentata dagli stessi appassionati. Sotto una apparente immediatezza, traspare da tutti i suoi vini una delicata tensione interna che, con l’invecchiamento, ci consegna vini di cristallina integrità, che nei primi anni di vita restano a fatica tranquilli in cantina, tanta è la tentazione che inducono. I suoi Marsannay sono un chiaro invito alla gioia di immergersi in Pinot Noir brillanti e puri, mentre i Grand Cru manifestano una apertura e una comunicatività che si mantengono in magico equilibrio per lunghissimo tempo.

Vinificazione e affinamento: • Lieviti rigorosamente indigeni • Fermentazione: da 12 a 14 gg., in acciaio • Raspi: diraspatura totale • Temperatura controllata sino a 30° • Legni nuovi: fi no al 25% • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: da 12 a 14 mesi • Due travasi • In genere nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • 45 anni Vini importati: • Marsannay “Longeroies” Village • Marsannay “Les Grand – Vignes” Village • Marsannay “Finottes” Village • Marsannay “Les Champ-Salomon” Village • Bonnes – Mares Grand Cru • Chambertin Clos- de – Bèze Grand Cru

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Legenda

Riferimento 1. Plantigone ou Issart 2. Clos du ChapĂŽtre 3. En Motrot


Gevrey–Chambertin • • •

315 ha di Village Gevrey – Chambertin 84 ha di Gevrey – Chambertin 1er cru 55 ha di Grand Cru

“Il Gevrey – Chambertin è un vino pieno e quadrato; ricco e mascolino, tuttavia con un tocco di carnosità e di esotico. Sensuale e vigoroso, è più flamboyant dei Vosne – Romanée e più solido degli Chambolle – Musigny. Forse il Musigny può essere considerato la regina, l’epitome di delicatezza e finezza, ma lo Chambertin è re: semplicemente, il Borgogna completo.” Clive Coates, Côte d’Or, UCP.

Domaine Rossignol-Trapet Il Domaine Rossignol-Trapet nasce nel 1990, quando Jacques Rossignol, marito della signora Mado Trapet, interrompe la società con Jean Trapet, iniziando con i fi gli Nicolas e David un’avventura nuova. Situato a Gevrey-Chambertin, il Domaine possiede appezzamenti nei comuni Beaune, Savigny-Les-Beaune, e Gevrey-Chambertin, naturalmente. Le parcelle sono tra le più prestigiose: tre Grand Cru (Chapelle-Chambertin, Latricières-Chambertin e il mitico Chambertin), premier cru quali Petite-Chapelle e Clos Prieur a Gevrey-Chambertin, Teurons a Beaune. Il Domaine ha da sempre adottato un approccio biologico e poi, con i due fratelli, biodinamico: i risultati si rifl ettono in una progressiva riscoperta di caratteristiche nascoste dei terroir e perciò dei vini, rispetto alle gestione tecnica degli inizi. Da circa due anni è stato poi messo a dimora un vigneto a piede franco, senza portainnesto, e le fallanze vengono rimpiazzate su tutti i vigneti con piante a piede franco. Dal 2004, la scelta biodinamica è attestata dalla certifi cazione Demeter. Di impronta tradizionale, questi vini non si abbandonano a entusiasmi o trionfi di frutto, ma narrano storie di essenziale aderenza al terroir, stratifi cando però materia per evoluzioni lente ma lunghe. Niente è lasciato allo spettacolo, tutto alla sostanza, rispettando con didascalica minuzia le scale di valore, dai vini Village sino ai Grand Cru, con la schiva sicurezza derivata da una grande umiltà.

Vinificazione e affinamento: • Doppia selezione dell’uva, in vigna e con table de trie in cantina • Macerazione a freddo (10°-12°) per 6 gg.; dal 7° si sale a 16/17° • Lieviti rigorosamente indigeni • Raspi: utilizzati in parte a seconda delle annate (niente per i 2004, 25% per i 2005) • Pochissime follature (da 2/3 a 1 al giorno) • Fermentazione: da due a tre settimane • Pressatura e sosta di circa 2/3 gg. sulle fecce • Utilizzo di una macchina che sfrutta il sottovuoto per travasare, senza pompe • Temperatura controllata sino a 32° • Legni nuovi: dal 25 al 50% in ragione dell’annata e dei Cru • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: circa 14 mesi • Travasi: solo se necessari per riduzioni • Nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • la più vecchia risale al 1919; età media: 45 anni Vini importati: • Gevrey – Chambertin Village • Beaune 1er cru «Teurons» • Gevrey – Chambertin 1er cru “Clos Prieur” “Cherbaudes”; “Combottes” • Chapelle – Chambertin • Latricières – Chambertin • Chambertin

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Note di degustazione Alcune valutazioni sui vini, tratte da Burghound, la pubblicazione di riferimento, per me ma non solo, sui vini di Borgogna. I punteggi sono puramente un’indicazione di valutazione, un supporto alla descrizione, e per questo evito di riportarli con certosina precisione. Gevrey – Chambertin village: da 87 a 89 Annata 2009: Naso piuttosto intenso, su toni da frutto rosso di Pinot, apre su una bocca ricca, concentrata, piuttosto seria, di medio peso, delineate da tannini solidi ma non aggressivi, e buona lunghezza. Gevrey 1er cru Combottes: da 87 a 89 Annata 2009: Un naso rimarchevolmente elegante, di bacche rosse, aereo, fresco, e puro, scivola con grazia in una bocca fresca, vibrante, di media struttura, con chiari toni minerali ; finale di razza, lineare, forse appena contenuto nella profondità. Gevrey 1er cru Cherbaudes: 87 a 89 Annata 2009: Naso molto più maturo, pieno di ciliegia e lampone, riccamente innervato di terra e di una nota selvaggia che precede una bocca ricca, generosa, con lievi cenni minerali, che culmina in un finale intenso, fresco, di razza, che, al pari del Combottes, pecca appena in complessità, al momento. Gevrey 1er cru Clos Prieur: da 89 a 91 (05) - 90 (08) Vigneto piantato nel 1985.

Annata 2009: Naso molto intenso, di fragola, ciliegia, seguito da una bocca rotonda, soffice, generosa, con una struttura di medio peso ma discretamente raffinata, quasi tenera; finale trasudante mineralità, di ottima presa, equilibrato e persistente. Un 1er cru di finezza. Chapelle – Chambertin: da 91 a 92(08), 93 (05) – 91-93 (09) Due parcelle, situate in Les Gemeaux e En La Chapelle.

Annata 2009: Naso piuttosto intrigante, profumato, fresco, aereo, con un frutto di Pinot molto intenso e speziato, che mette in evidenza toni minerali e terrosi sottostanti, che si ritrovano nella bocca intensa, minuziosa, appena chiusa, di medio corpo, che culmina in un finale potente, nettissimo, e moderatamente austero, dalla persistenza impressionante. Latricières-Chambertin: da 91 a 92(08), 93 (05) – 91-93 (09) Vigne piantate nel 1955.

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Annata 2009: Naso riservato, piuttosto floreale, di buona intensità, racconta di pietra bagnata, anice, insieme ad profumi rossi purissimi di Pinot, perfetto complemento alla bocca di impronta minerale, che offre un finale seducente nella trama ed energico, connotato da un equilibrio “da fotografia” e un’eccellente lunghezza. Non è un vino grosso, e sebbene non sia severo, non è nemmeno particolarmente generoso, al momento. Tuttavia, un Latricières che si rispetti spesso mette su peso e carne con l’invecchiamento, ed ho l’impressione che sarà così, in questo caso. Chambertin: nelle varie annate, da 92 a 94 (05)

Da due parcelle di circa 40 anni ed una piantata nel 1919. Situate circa in mezzo al cru, vanno dal fondo sin quasi alla cima del vigneto.

Annata 2009: Naso talmente fresco da esser quasi freddo: registro aereo molto pronunciato, di bacche rosse, pietra frantumata, pepe appena macinato, che si prolunga e caratterizza la bocca, dai toni intensi, ricchi di dettaglio, floreali e di frutti rossi, molto ampi; bocca di una sua quadrata muscolarità nel finale lineare, dinamico, e meravigliosamente lungo. Non è proprio uno Chambertin di quelli imponenti, ma è potente e serio.


Domaine Fourrier Jean-Marie Fourrier conduce il Domaine dal 1994, ultimo di quattro generazioni di viticoltori. Con signifi cative esperienze a fi anco di Henry Jayer, in Oregon con Drouhin, e una visione chiara dello stile del Pinot Nero, il suo avvento ha riportato il Domaine a grandi risultati e rinnovata fama. Le proprietà abbracciano una vasta serie di Appéllation, da GevreyChambertin a Chambolle-Musigny: appezzamenti prestigiosi come il Grand Cru Griottes-Chambertin, e 1er cru quali Clos- St. - Jacques, Combe-aux-Moines, Goulots. Utilizzando per i propri vini solo le uve da parcelle con età media tra i 50 e i 70 anni, e vendendo quelle da vigne di meno di 30 ai négociants, Jean-Marie privilegia l’uso della carbonica, il contatto con le fecce e la temperatura all’uso della solforosa per mantenere i vini durante l’affi namento. Uno stile in cui il legno nuovo non partecipa più del 20%. Vini molto puri e cristallini, dove le note dei terroir risuonano nette su una base di frutto elegante e sinuoso.

Vinificazione e affinamento: • Accuratissima selezione dell’uva, in vigna e con table de trie in cantina • Macerazione prefermentativa non controllata, in genere due o tre giorni • Lieviti rigorosamente indigeni • Raspi: non utilizzati • Pochissime follature (da 2 a 4 al giorno) • Fermentazione: da due a tre settimane • Raffreddamento del mosto a fi ne fermentazione, per evitare malottica • Legni nuovi: intorno al 20% • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: circa 18 mesi • Nessun travaso nei 18 mesi per mantenere un’altissima percentuale di CO2, per evitare o limitare al minimo l’uso della solforosa; Il vino non è travasato all’aria nemmeno per l’imbottigliamento • Nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • età media: 50/80 anni Vini importati: • Bourgogne Rouge • Chambolle – Musigny Village • Gevrey – Chambertin Village VV • Gevrey – Chambertin Village « Aux Echezeaux » • Morey – Saint – Denis « Clos Solon » Village • Gevrey – Chambertin 1er cru “Les Goulots”; « Cherbaudes »; “Combe – aux - Moines”; • Gevrey – Chambertin 1er cru “Clos St - Jacques” • Grand Cru Griotte – Chambertin

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Note di degustazione Gevrey VV: da 87 a 91 punti (05-09)

Gevrey 1er Clos St-Jacques: (da 92 a 94)

Da Champs Perrières, a Brochon. Età media di 80 anni

Parcella di ha 0.89 , piantata nel 1910.

Annata 2009: Un naso terroso, molto “Gevrey”, con aroma di bacche scure, cacciagione, che completano bene una bocca robusta, carnosa, complessa, di corpo medio abbondante, con una bella densità sul medio palato, avvolto in un finale intenso e dinamico. Davvero un bel Village, merita tutta la vostra attenzione.

Annata 2005: Un naso decisamente fenomenale, fresco, con viole, frutti rossi e blu, sfumati da tocchi di anice, pietra, terra tiepida ed erbe pestate, prosegue nella bocca di classe, raffinata, purissima, che dà un fantastico senso di precisione, e dettaglio, anche nel finale tannico, quasi Zen, uno studio di grazia e armonia. Veramente eccezionale, non posso che caldeggiarlo. In altre parole, non ve lo fate sfuggire!

Gevrey Aux Echézeaux: (identico) Parcella di ha 0.47, piantata nel 1930

Griotte – Chambertin: (da 92 a 95) Parcella di ha 0.26, piantata nel 1928.

Annata 2009: Naso molto fresco, algido, e brillante, parla di frutti a bacca rossa, terra calda, sottobosco ed un tocco di animale, che conducono ad una bocca agile, ma del tutto seria, di corpo medio, con un finale di eccellente precisione, netto, focalizzato e persistente. Gevrey 1er Cherbaudes: (88 – 92) (92 per il 2008 ed il 2009 Parcella di ha 0.67, piantata nel 1940. Annata 2008: Naso elegante, complesso e di una certa raffinatezza, pieno di frutti rossi e blu, prugna, e con note terrose molto stile Gevrey, che si ritrovano nella bocca, ricca, ma di bel dettaglio, dal tatto piacevolissimo, prima del finale deciso, sostenuto da tannini densi ma fini. Un 1er cru sofisticato. Gevrey 1er Les Goulots: (88 – 92 per le ultime 3 annate) Parcella di ha 034, piantata nel 1966.

Annata 2005: Questo 1er cru, relativamente poco conosciuto, mostra sempre un naso dal registro alto ed elegante, dominato da sentori freschi di frutti rossi, ed una mineralità evidentissima, che apre alla bocca fresca, purissima, di corpo medio, con un finale articolato, riservato e intenso, in cui il carattere minerale è tanto netto da esser quasi pungente. Bellissimo vino, una perfetta definizione di finezza. Gevrey 1er Combe aux Moines: (90 – 93 per le ultime 3 annate) Parcella di ha 0.87, piantata nel 1928.

Annata 2007: Naso puro, elegante, e piuttosto intense, di frutti a bacca rossa rivela cenni di terra, e un tocco di animale, che ritroviamo nella bocca importante, potente, ricca e robusta, che ha dimensioni e peso reali, soprattutto nel contesto dell’annata 2007, che dà grinta al finale succoso e ammirevolmente lungo. Un vino che ha un passo superiore, ed una persistenza eccezionale. In una parola, fantastico.

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Annata 2005: Questo è altrettanto elegante del CSJ, ma anche più profondo ed ampio,la bocca offre copia di bacche rosse, lampone e ciliegie, incredibilmente complesse e raffinatissime, e persino fresche in paragone alla maturità del naso. La bocca equilibrata, fine, e avvolgente ha una vitalità superba, una vera profondità, con in più una trasparenza ed un’armonia espressiva notevolissime. Compratelo, se riuscite a trovarlo.


Domaine Ponsot (comune di Morey-Saint-Denis) Gevrey – Chambertin Cuvée de l’Abeille: 88-91 Da 0.51 ha dell’Appéllation.

Annata 2009: Naso molto fresco, molto Gevrey, con profumi freddi, e acutamente terrosi, di bacche scure venate di mineralità, con una bocca ricca, rotonda, flessuosa, di media struttura, di ottima pienezza a metà palato ed piacevole complessità, nel finale appena appena rustico ma lungo. Un bel Village, che vale la pena avere. Chapelle – Chambertin Grand Cru: da 92 a 94 Da una parcella di 0.60 ha, divisa tra En La Chapelle e Gémeaux, in parti uguali.

Annata 2008: Un naso cupo e recalcitrante, fatto di un nucleo chiuso di frutto rosso di pinot, con note di pietra, bacche essiccate, carne secca e tanta terra umida: profumi che si ritrovano nella bocca, di media struttura, ma di impressionante precisione, con tracce sottili di mineralità nel finale esplosivo e tesissimo, ma equilibrato, lungo e apertamente austero in questa fase. Questo vino avrà bisogno di tempo, è molto indietro, e non mi sorprenderebbe se avesse bisogno di più tempo di quanto io pensi per maturare. Armatevi di pazienza, insomma.. Griotte–Chambertin Annata 2005: Naso dalla speziatura esuberante, maturo, di ciliegie rosse e nere, sfumata da pennellate di fumo, anice, ed erbe pestate, si unisce fluidamente in una bocca di classe, seducente, dalla trama opulenta, quasi spessa, vista la quantità di estratto e succo che si ritrova nel finale dolce e di magnifica avvolgenza. Un Griotte “grande”, ma equilibrato, preciso, delineato e dalla persistenza veramente sbalorditiva. Un vino da rimanere a bocca aperta.

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Legenda

Legenda

Riferimento 1. Bougros 2. Les Preuses 3. VaudĂŠsir 4. Grenouilles 5. Valmur 6. Les Clos 7. Blanchot

Riferimento 1. Le Village 2. Les Gruenchers 3. Les Froichots


Morey-Saint-Denis • • •

64 ha di Morey- St-Denis Village 33 ha di Morey- St-Denis 1er cru 40 ha di Grand Cru

“Il vino rosso di Morey è descritto come un incrocio tra Gevrey e Chambolle, più strutturato ma con meno fragranza del secondo, più agile e meno squadrato del primo. Affermazione semplice, e vera. C’è una fruttuosità aperta, ricca, in un Morey, che lo rende molto attraente. La logica vorrebbe che i vini a nord fossero più simili ai Gevrey, e quelli a sud agli Chambolle. Su questo però sono meno d’accordo. Pensate solo che i vigneti a sud giacciono sotto Bonnes – Mares, che è certo un Grand Cru più pieno e fermo del Clos – St. Denis o del Clos de la Roche. In questo village, le generalizzazioni non sono facilissime.”

Domaine des Lambrays Clos des Lambrays, citato fi n dal 1365 nei documenti dell’abbazia di Cîteaux fu diviso tra 74 proprietari dopo la rivoluzione francese e solo nel 1866 la famiglia Rodier lo riporterà ad unità. Dopo un intermezzo poco glorioso, in cui la proprietà Cosson aveva investito poche risorse nella vigna ed in cantina, a partire dal 1979, inizia un nuovo corso con Thierry Brouin come enologo e direttore del Domaine. Un vasto programma di reimpianti e di investimenti in cantina ha riportato oggi il Domaine a traguardi importanti. Il Domaine è il maggior proprietario del Clos des Lambrays: nel 1981 la storia e la qualità di Clos des Lambrays vengono defi nitivamente sancite dalla classifi cazione in Grand Cru, che non era stata sancita nel 1936. Clos des Lambrays racchiude 8,70 ha di vigna, che costituiscono l’Appéllation Gran Cru Clos des Lambrays, e i tre microclimi che lo compongono lo rendono particolare: Meix Rentier dove la terra è più argillosa, Les Larrets in pendenza ed esposto a est e Les Bouchots ben ventilato in alto dalla Combe de Morey e protetto in basso dai venti del nord. La combinazione tra i suoli marnosi della parte alta e quelli argillo-calcarei di quella più bassa crea un insieme dove fi nezza e struttura si armonizzano. Il Clos des Lambrays è da sempre un vino in cui la grande essenzialità stilistica nasconde un enorme potenziale di invecchiamento: vino di dettaglio e di stratifi cazione, più che di potenza. L’azienda ha acquisito nel 1990 due piccole parcelle di Puligny – Montracher 1er cru, due vere gemme nel portafoglio.

Vinificazione e affinamento: • Doppia selezione dell’uva, in vigna e con table de trie in cantina • Lieviti rigorosamente indigeni • Raspi: utilizzati al 100%, salvo in annate inadatte • Follature in funzione dell’annata • Fermentazione: da 15 a 18 gg, con 5/8 cuvée diverse • Temperatura controllata fi no ai 32° • Legni nuovi: un massimo del 50% per il Clos des Lambrays; • Fermentazione malolattica: in legno, spontanea e mai indotta; • Permanenza in legno: circa 18 mesi • Due travasi prima dell’imbottigliamento • Nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • età media: 40 anni Vini importati: • Puligny – Montrachet 1er cru “Les Folatières” e “Clos du Caillerets” • Morey – Saint – Denis Village • Clos des Lambrays

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Domaine Ponsot Il Domaine Ponsot ha sede a Morey-St.-Denis. I circa 12 ettari di proprietà comprendono vigneti di Appéllation primarie della Côte de Nuits, in particolare il più grande nucleo originario del Grand Cru Clos de la Roche; grazie poi ad accordi di métayage, il numero delle Appéllation vinifi cato è veramente importante… e Montrachet si è aggiunto nel 2010!! Il Domaine appartiene alla famiglia Ponsot dal 1872, ed è oggi gestito da Laurent Ponsot, subentrato al padre dal 1981. Da sempre l’azienda, a cui si deve peraltro una selezione clonale da proprie piante madri, che ha fornito materiale di reimpianto a tutta la Borgogna, porta avanti un’idea estremamente personale, controcorrente, relativamente alla gestione della vigna e della cantina. Questo certamente per spirito di contraddizione, ma anche per un’inesausta volontà di ricerca (si pensi solo ai bollini per il controllo della temperatura o all’adozione, dal 2008, dei tappi speciali in sostituzione dei tappi di sughero). I vini delle varie denominazioni hanno tutti un’impronta molto forte dei propri terroir, talvolta declinati in maniera poco assimilabile a quella di altre aziende. Le vinifi cazioni in cuve di legno, aperto, la quasi assenza di controllo di temperatura, l’affi namento in legni talvolta vetusti ma perfettamente mantenuti, il non utilizzo della solforosa, fanno sì che i vini siano poco prevedibili, e che talvolta affrontino lunghissime fasi di silenzio, di perdita di colore, di mutismo, per poi sbocciare in alcuni dei più grandi capolavori enologici mai prodotti in Borgogna.

Vinificazione e affinamento: • Selezione accuratissima in vigna, si vendemmia solo ciò che è perfetto • Lieviti rigorosamente indigeni • Fermentazione e macerazione: durata variabile, da 10 a 20 gg., in cuves troncoconiche di legno; • Raspi: in dipendenza dell’annata,utilizzo totale, parziale, o nullo • Temperatura controllata solo in caso di bisogno; • Legni: l’azienda non utilizza legno nuovo, alcune delle botti hanno 50 anni • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta; • Permanenza in legno: da 18 a 24 mesi • Travasi: all’occorrenza, talvolta non effettuati. • Nessuna aggiunta di solforosa, salvo in caso di malattia del vino • Nessun collaggio né fi ltrazione Età delle vigne: • 45+ anni Vini importati:

Rossi • Gevrey – Chambertin Cuvée de l’Abeille • Chambolle – Musigny Cuvée des Cigales • Morey-St-Denis 1er cru Cuvée des Alouettes • Chambolle – Musigny 1er cru Les Charmes • Corton Cuvée du Bourdon • Chapelle – Chambertin • Griotte Chambertin • Chambertin Clos de Bèze Clos de la Roche Bianchi • Morey-St-Denis 1er cru Clos des Monts Luisants (monopole);

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Note di degustazione Morey St.Denis 1er cru Cuvée des Alouettes: da 91 a 94 Dal 1er cru Monts Luisants.

Annata 2009: Naso molto piacevole con spezie discrete, ribes rosso, e sfumature di terra umida, apre su una bocca di media struttura ma ricca, potente, di impressionante concentrazione, benedetta da un estratto seco abbondante che copre il finale molto sodo, mineralissimo, e meravigliosamente complesso, che sembra non finire mai. Veramente un vino eccezionale, una delle migliori versioni che io abbia assaggiato di questo vino. Morey St.Denis 1er cru Clos des Monts Luisants - blanc (100% Aligoté): da 89 a 91

Clos de la Roche: da 99 (05) a 94 – 94/96 (08), 96/98 (09)

L’insieme delle parcelle ammonta a 3.4 ha, Ponsot è il più grande proprietario di questo Grand Cru.

Annata 2008: Naso ancora ridotto, di difficile lettura. In contrasto, la bocca vibrante e potente, di grande struttura, è meravigliosamente fresca, e culmina in un finale robusto, muscoloso, che evita ogni rusticità grazie all’enorme quantità di estratto, nel finale saturante. Mi piace moltissimo il senso di perfetto equilibrio insieme alla combinazione tattile di perfetta trama e tocco vellutato, giustapposte alla precisione e tensione dei sapori e del finale. In una parola, straordinario (ma dovrete essere molto, molto pazienti…)

Questa parcella è interamente piantata ad Aligoté, dal 1911.

Annata 2007: Naso espressivo, mature, e speziato, dove abbondano fiori di agrumi, buccia di limone, e note vegetali, che si ritrovano precisamente nella bocca di struttura media, flessuosa, ricca, piena e deliziosa, di buona concentrazione a metà palato e abbondanza di estratto nel finale, ammirevolmente intense, lungo ed equilibrato. La 2007 dovrebbe essere una delle migliori annate per questo vino, che invecchia sempre benissimo.

Domaine Fourrier (comune di Gevrey-Chambertin) Morey-St-Denis Clos Solon Annata 2005: Il naso è scuro e riservato, con note lievi di frutti rossi e terra; bocca leggermente rustica, ma schietta, di media struttura, di eccellente profondità, che dovrebbe mutarsi in complessità con alcuni anni di bottiglia. Un Village molto solido, da provare.

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Riferimento 1. Les Plantes 2. Les Carrières 3. Derrière la Grange 4. Le Village 5. Les Barottes 6. Les Combottes

Riferimento 1. Bougros Legenda 2. Les Preuses 3. VaudĂŠsir 4. Grenouilles 5. Valmur 6. Les Clos 7. Blanchot


Chambolle–Musigny “ “Nell’opinione di molti,” - scrive il dottor Lavalle nel 1855 – “ questo comune produce i vini più delicati di tutta la Côte de Nuits.” In parecchi, dopo, gli hanno fatto eco. Ad ogni modo, delicati, sì, certo; ma non deboli. I vini di Chambolle potranno essere più leggeri di struttura di quelli di Vosne o Gevrey, ma possono e anzi devono essere altrettanto intensi. Anzi, essendo meno densi, mostreranno in modo più radioso il profumo del Pinot nero, e anche la sua intrinseca eleganza.” Clive Coates, Côte d’Or, UCP.

Domaine Ponsot (comune di Morey-Saint-denis) Chambolle – Musigny Cuvée des Cigales: 87 a 90 punti

Chambolle – Musigny 1er cru Les Charmes: 90-92

Da una parcella di 0.62 ha.

Da una parcella di 0.58 ha.

Annata 2008: Naso purissimo di viole, e frutto rosso di Pinot, si innesta su una bocca ricamata, raffinata, e di bella precisione, di media struttura, di apprezzabile profondità e lunghezza. Vino dal carattere molto Chambolle, e che dovrebbe invecchiare bene nel medio termine.

Annata 2008: Un ’08 molto maturo, ma meravigliosamente elegante, con un naso espressivo e densamente fruttato di cassis, ciliegia nera, che si apre su una bocca ricca, piena, altrettanto seria, con struttura meno decisa rispetto al Morey 1er cru, ma molto seducente e quasi altrettanto lunga. Un altro bel vino, e sebbene sia molto maturo, non ha perso nulla del suo carattere Chambolle.

Sylvain Cathiard (comune di Vosne–Romanée) Chambolle – Musigny Clos de l’Orme : da 87 a 90 Parcella di ha 0.43, età media delle vigne oltre 50 anni.

Annata 2009: Un sapiente tocco di legno contorna profumi molto belli e molto Chambolle, aerei, delicati, un naso intensamente fruttato di pinot rosso freschissimo, preludio ad una bocca agile ma serrata che chiude con un finale appena severo, ma di ottimo equilibrio. Un vino di finezza, certo, ma non leggero o poco interessante, anzi, la complessità è molto buono, specie per un Village.

Domaine Fourrier (comune di Gevrey-Chambertin) Chambolle – Musigny: (87 a 91 – 88-91 il 2009 ed il 2008) Annata 2009: Naso ultraelegante, aereo, fresco, di frutti a bacca rossa, molto Chambolle, che porta ad una bocca pura, cesellata, e ricca di mineralità, dal finale molto vivo, grintoso e delizioso. Mi piace molto la precisione e la tensione sottostante che anima questo vino.

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Legenda

Legenda


Vougeot • • •

Ha 3.22 di Vougeot Village Ha 11.68 di Vougeot 1er cru Ha 50.96 di Clos de Vougeot Grand Cru

Château de la Tour Le famiglie Labet e Dechelette, presenti negli annali del vino borgognone dal 15° secolo, costruirono il castello nel 1890. Proprietari di 6 ettari, detengono così la più grande percentuale di vigneti dell’Appéllation. Château de la Tour resta oggi l’unico Domaine a raccogliere, vinifi care, affi nare e imbottigliare il Grand Cru all’interno del famoso Clos, come accadeva ai tempi dei Cistercensi. Il patrimonio di parcelle con vigne la cui età media è di oltre 40 anni, con l’aggiunta di vecchie vigne piantate nel 1910, permette al Domaine di vinifi care due Cuvée, la Classique e la Vieilles Vignes. Alla cura maniacale del vigneto, le cui uve sono raccolte ancora in cesti di vimini, per evitare ossidazioni dovute al succo fuoriuscito e fermentato, si unisce un protocollo di vinifi cazione a grappolo intero, di stampo classico.

Vinificazione e affinamento: • Lieviti rigorosamente indigeni • Macerazione pre-fermentativa: 7 gg. • Fermentazione: circa 25 gg., in cemento vetrifi cato • Raspi: 100% dei raspi viene utilizzato • Temperatura controllata sino a 27° • Legni nuovi: fi no al 100%, in ragione della singola annata • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta; • Permanenza in legno: circa 12 mesi • Due travasi a mano, fatti con macchine ad aria compressa • Nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • 45 anni per la Cuvée Classique • 90 per la Cuvée Vieilles Vignes Vini importati: • Grand Cru Clos Vougeot « Cuvée Classique » • Grand Cru Clos Vougeot « Cuvée Vieilles Vignes »

I vini esprimono con razza aristocratica l’essenza del terroir del Clos Vougeot, con le sue espressioni di tartufo, menta, liquirizia e si candidano per invecchiamenti ultradecennali.

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Note di degustazione Clos Vougeot Cuvée Classique: da 93 (08) a 91 Annata 2008: Naso relativamente elegante e raffinato, con note pungenti di terra, e ribes rosso selvatico in infuso di spezie, seguite da una bocca ricca, piena, e serissima, dai muscoli possenti, di ammirevole concentrazione, e con estratto copioso; estratto che riesce, quasi completamente, a coprire la ferma vena tannica nel finale meravigliosamente persistente e avvolgente, dove riemerge un tocco di legno. Appena meno giovanilmente austero del solito, ma avrà comunque bisogno di lungo affinamento in bottiglia. Clos Vougeot Cuvée Vieilles Vignes: da 95 a 92 Vigne di oltre 95 anni di età.

Annata 2008: Un tocco di legno assai discreto ma non invisibile apre un naso piuttosto simile alla Cuvée Classique, che porta alla bocca imponente, di eccellente concentrazione, con estratto secco stupefacente; ne deriva una texture magica, che riverbera nel finale immensamente persistente e classicamente austero. Vino fenomenale, che dovrebbe diventare grandissimo tra 15 o 20 anni.

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Domaine d’Eugénie (comune di Vosne–Romanée) Note di degustazione Clos – Vougeot: 93-95

Parcella di ha 1.36, situata vicino allo Château, da vigne di oltre 60 anni.

Annata 2009: Le note floreali in sottofondo si combinano con note mature, terrose, scure e molto serie, preludio ad una bocca densa, potente, muscolare, irrorata di estratto secco che avvolge I tannini, e conclusa da un finale avvolgente, vellutato, sodo e lineare. Vino sensazionale, ma attenzione, ci vorrà molta pazienza prima che arrivi all’apice.

Domaine Mugneret-Gibourg (comune di Vosne–Romanée) Note di degustazione Clos Vougeot: da 93 a 94/95

Parcella di ha 0.34 situata in cima alla collina, sotto al castello, vicino al settore denominato Le Musigni.

Annata 2008: Un naso molto profondo mostra profumi speziati, attraenti ma discreti, di frutti a bacca rossa, ma anche una bella gamma di note di terra calda, animali, e sottobosco, preludio ad una bocca deliziosa, potente e intensa, di struttura imponente, con estratto secco copioso, ed un finale verticale, concentrato e molto dinamico, un po’ più che classicamente austero come si chiede ad un giovane Clos de Vougeot: potremmo veramente definirlo Cistercense, questo vino. I tannini piuttosto abbondanti sono certo più raffinati della media per l’Appéllation, ma serviranno non meno di 15 anni, come minimo, per trovare il suo massimo potenziale.

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Legenda

Riferimento 1. Village 2. Derrière le Four 3. La Croix Rameau 4. Au dessus des Malconsorts 5. Les Gaudichots

Riferimento 1. Bougros 2. Les Preuses 3. VaudĂŠsir 4. Grenouilles 5. Valmur 6. Les Clos 7. Blanchot


Vosne–Romanée • • •

100 ha di Vosne – Romanée Village 57 ha di Vosne – Romanée 1er cru 75 ha di Grand Cru

“Vosne – Romanée è il comune che ha il più grande Pinot nero sulla faccia della Terra. […] Lo stile di Vosne – Romanée è per vini che siano ricchi, austeri, sensuali, maschili ed aristocratici. L’abate Courtépée, prima della Rivoluzione francese, scriveva: “Qui non ci sono vini ordinari”. Lo stesso si può dire anche oggi.” Clive Coates, MW, Côte d’Or, UCP.

Domaine d’Eugénie Il Domaine d’Eugénie ha sede a Vosne - Romanée. I 6,5 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appéllation Vosne – Romanée, Echézeaux, Grands – Echézeaux e Clos Vougeot. Il Domaine, storicamente appartenente alla famiglia Engel, è stato acquistato da F. Pinault nell’estate del 2006. La nuova proprietà – che annovera anche Château Latour a Bordeaux, inizia un percorso molto ambizioso, che si prefi gge di entrare tra i grandissimi di Borgogna. La gestione è affi data a Frédéric Engerer, direttore a Latour, ed la conduzione tecnica a Michel Mallard, giovane e promettente enologo borgognone. Le fi losofi e di gestione del vigneto e della cantina sono improntate a pratiche il più naturali possibile, senza utilizzo di diserbanti chimici o di prodotti di sintesi. I vini, pur nella necessaria ricerca della propria identità, ricercano profondità e maturità, attraverso vendemmie piuttosto tardive, ma senza inseguire improbabili estrazioni e stravolgimenti aromatici. Dalla prima annata vinifi cata, peraltro in una cantina esterna, che ha dato vita a vini equilibrati, dotati di una materia ricca e stratifi cata, mettendo in evidenza una eccellente trama e forza motrice - in particolare, i vini esibiscono una persistenza ed articolazione interessantissime – si arriva ad una eccellente versione 2009, elaborata nelle nuove cantine di Vosne – Romanée, nell’ex Clos Frantin.

Vinificazione e affinamento: • Doppia selezione dell’uva, in vigna e con table de trie in cantina • Macerazione a freddo (10°-12°) per 7 - 10 gg. • Lieviti rigorosamente indigeni • Raspi: utilizzati in parte a seconda delle cuvée (50% su Clos Vougeot, dal 2009 anche su Echézeaux) • Pochissime follature (da 2/3 a 1 al giorno) in funzione dell’annata • Fermentazione: variabile secondo le annate • Macerazione a caldo post-fermentativa, per una migliore avvolgenza dei tannini • Pressatura e scelta dei vins de presse a secondo del risultato ottenuto • Temperatura controllata • Legni nuovi: dal 50% (Village) all’80% in ragione dell’annata e dei Cru • Fermentazione malolattica: in legno, spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: circa 12 mesi per i Village, 15 per 1er e Grand Cru • Nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • 35+ anni Vini importati: • Vosne – Romanée • Vosne – Romanée « Clos d’Eugénie » • Vosne – Romanée 1er cru « Aux Brûlées » • Echézeaux Grand Cru • Grands - Echézeaux Grand Cru • Clos Vougeot Grand Cru • Chambertin Clos- de – Bèze Grand Cru • Vosne – romanée: 88-91

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Note di degustazione Vosne – romanée: 88-91 Da parcelle in Les Communes e Vigneux, e vino declassato dal 1er cru Les Brulées.

Annata 2009: Un abile tocco di legno contorna profumi meravigliosamente speziati ed eccezionalmente freschi, di Pinot nero e blu, che si aprono su una bocca morbida, di media struttura ma dalla trama molto seducente, con tannini setosi ed eccellente lunghezza. Un piccolo tocco di calore nel finale non pregiudica significativamente il senso complessivo di equilibrio. Vosne – romanée Clos D’eugénie: 89-92 Monopolio, era l’ex Clos Frantin, parcella di ha 0.57, coltivata in biodinamica.

Annata 2009: Il naso è più contenuto e meno riccamente speziato, con frutti maturi a bacca scura e terra; gli aromi convergono con grazia in una bocca tesa, concentrata e solida, di media struttura, sostenuta da tannini appena meno fini; qui tuttavia c’è maggiore complessità e una persistenza, seppur di poco, migliore. Un Village eccellente. Vosne – romanée 1er cru Les Brûlées: 92-94

Parcella di 1.16 ha, di oltre 60 anni; a partire dal 2009, si utilizza solo la parte di Les Brulées.

Annata 2009: Questo vino è molto Vosne nel carattere, con il suo naso sontuosamente speziato, I frutti neri e la prugna, preludio ad una bocca di media struttura, ma meravigliosamente fresca e pura, piuttosto ricca ma elegante, con la nota minerale che innerva il finale davvero lungo. Vino di bello stile e di gran classe.

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Domaine Georges Mugneret-Gibourg Il Domaine Georges Mugneret – Gibourg (nome defi nitivo dal 2009), reso famoso da un personaggio carismatico come il Dottor Mugneret, è oggi condotto dalla moglie e dalla due fi glie, Marie-Andrée e MarieChristine. Un Domaine interamente al femminile, con vigneti appartenenti a 5 differenti Appéllation – Vosne - Romanée, Nuits St - Georges, Clos Vougeot, Chambolle - Musigny e Gevrey-Chambertin. Questo è, realmente e fuori di metafora, un Domaine i cui vini portano chiara l’impronta interpretativa sapientemente femminile. Frutti selezionati in vigna – dove il ricorso al métayage, una sorta di mezzadria alla francese, è abbondante, ma di cui le sorelle mantengono salda la responsabilità direttiva - e di nuovo in cantina, estrazioni precisissime in equilibrio tra fi ne tannicità e splendore di frutto, legni nuovi utilizzati con oculatezza e sapienza. Tutti i vini rimandano con chirurgica nettezza ai terroir, con una comune nota di raffi nata godibilità, dove l’elegante veste non nasconde l’interna saldezza e la nitida gentilezza del tratto. Impressionante la costanza qualitativa, e l’omogeneità dei risultati anche in vendemmie diffi cilissime. Una caratteristica che riscontro nei vini è quella di una decisa chiusura post – imbottigliamento, molto più dell’ordinario: consiglio sempre di attendere almeno 3 anni prima di avvicinarsi ai vini, fosse anche solo al Vosne – Romanée Village.

Vinificazione e affinamento • Doppia selezione dell’uva, in vigna e con table de trie in cantina • Macerazione a freddo (10°-12°) per 2-3 gg. • Lieviti rigorosamente indigeni • Raspi: non utilizzati • Fermentazione: variabile secondo le annate, in genere da 10 a 14 gg. • Temperatura controllata • Legni nuovi: dal 30% (Village), 40-50% premier cru, 80% Grand Cru • Fermentazione malolattica: in legno, spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: circa 18 mesi • Travasi: generalmente non più di due • Nessuna fi ltrazione o chiarifi ca • Età delle vigne • età media: 65 anni Vini importati • Nuits – Saint – Georges 1er cru « Les Vignes Rondes » • Nuits – Saint – Georges 1er cru « Les Chaignots » • Vosne – Romanée Village • Echézeaux • Clos Vougeot (limitatissimo)

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Note di degustazione Vosne – Romanée: da 89 a 91

Parcelle: Les Chalandins ; Le Pré de la Folie, La Colombière, Les Champs Gourdin ; Les Croix Blanches : circa ha 3 in totale.

Annata 2009: Un tocco di legno ancora in evidenza rilancia su un naso altrimenti molto maturo, con un frutto Pinot rosso e blu, adeguato complemento ad una bocca altrettanto matura, di ammirevole concentrazione, e corpo medio, benedetta da un’estratto abbondante che copre bene la spina tannica moderatamente dura. Qualità eccellente. Echézeaux: da 92 a 94

Parcelle: Les Rouges du Bas; Les Quartiers de Nuits. Complessivamente, ha 1.24.

Annata 2008: Un naso eccezionalmente speziato si allea con una vasta gamma di profumi di frutti chiaramente maturi, e note di terra: profumi di Pinot rosso, nero , e blu, ma anche anice, legno di sandalo, e una nota interessante di noce grigliata. La bocca sembra agile, rotonda e deliziosa, quasi piuttosto accessibile, ma si serra rapidamente sul finale seducente, avvolgente e succoso, che mostra eccellente lunghezza e persistenza. Questo vino avrà bisogno di non meno di un decennio per essere al suo meglio, tuttavia. Veramente eccellente.

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Domaine Sylvain Cathiard Il Domaine Sylvain Cathiard ha sede a Vosne - Romanée. I 4 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appéllation Vosne - Romanée, Nuits St.- Georges, Vosne – Romanée 1er Cru e Romanée St.- Vivant. Il Domaine, passato di padre in fi glio, è gestito a tutto tondo da Sylvain, che si è occupato di vigna e di cantina, da sempre, e lavorando anche le vigne di St. - Vivant e Malconsorts per il Domaine Thomas Moillard. In questo piccolo Domaine si producono da sempre alcuni dei migliori vini di una Appéllation che pure annovera dei fuoriclasse assoluti. Il tutto con la massima semplicità e con un atteggiamento silenzioso ma molto cosciente dei propri mezzi e talento. Il Pinot nero qui rifl ette senza ostacoli di sorta, con espressioni aromatiche scintillanti, la sua purezza e, naturalmente, la grande classe dei terroir di provenienza; Suchots, Reignots, Malconsorts, i premier cru di Vosne che fanno luccicare gli occhi degli appassionati. Vini di notevole droiture, dalla schiena eretta, ma che lasciano trasparire anche in gioventù elementi emozionanti in vista della futura complessità.

Vinificazione e affinamento: • Doppia selezione dell’uva, in vigna e con table de trie in cantina • Macerazione a freddo per 4-8 gg. • Lieviti rigorosamente indigeni • Raspi: non utilizzati • Fermentazione: variabile secondo le annate, in genere da 16 a 22 gg. • Temperatura controllata • Legni nuovi: dal 50% (Village), 100% premier e Grand Cru • Permanenza per 18 mesi • In genere nessuna fi ltrazione Età media delle vigne: • 40+ anni Vini importati: • Bourgogne rouge • Vosne - Romanée • Chambolle – Musigny « Les Clos de l’Orme » • Nuits St.-Georges 1er cru Aux Thorey • Nuits St.-Georges 1er cru Aux Murgers • Vosne – Romanée 1er cru En Orveaux • Vosne – Romanée 1er cru Aux Reignots • Vosne – Romanée 1er cru Malconsorts

Note di degustazione Vosne – Romanée: da 87 a 90

Vosne – Romanée 1er cru En Orveaux: 91/93

Parcella di ha 0.80.

Parcella di ha 0.29, età media oltre 45 anni.

Annata 2008: Naso aereo, espressivo, trasparente, di bacche rosse e spezie, con cenni floreali; bocca tra leggera e di media struttura, dal tatto articolato, con un finale verticale e vibrante. Vino lieve sui suoi piedi, ma in nessun modo carente di grinta o di sapore.

Annata 2009: Naso che presenta un mix di spezie da legno e naturali, tra cui anice, cannella, soia, che aggiungono ampiezza ai profumi di cassis e prugna; il tutto si fonde perfettamente nella bocca matura, elegante, vellutata, di media struttura, con un palato magnificamente avvolto dall’estratto secco che rende i tannini affilati quasi invisibili, sebbene il finale si mostri molto dettagliato, nel suo equilibrio e persistenza. Vino davvero piuttosto fine, ma senza che manchi di potenza.

Vosne – Romanée 1er cru Reignots: 89-91

Parcella di ha 0.24, età media delle vigne 13 anni.

Annata 2009: Un naso esuberante di spezie incornicia profumi floreali molto freschi, con ciliegia nera e lampone, che si aprono su una bocca delicata, di medio peso, ma mineralissima e di bellissima definizione; la concentrazione non è enorme, ma l’equilibrio è sopraffino. Vino di eleganza e finezza.

Vosne – Romanée 1er cru Les Malconsorts: 93/95 Parcella di ha 0.74, età media oltre 35 anni.

Annata 2009: Naso profumatissimo, la classica spezia di Vosne, e frutto nero mature; puro, intensissimo; si dissolve senza inciampi nella bocca relativamente robusta, potente, di struttura più che media, con eccellente concentrazione, sul finale strettamente focalizzato e solidamente strutturato, che restituisce una lunghezza esplosiva ed impressionante. Un Malconsorts non può essere molto meglio di così.

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Legenda


Flagey–Echézeaux

Domaine Georges Mugneret-Gibourg (comune di Vosne-Romanée) Note di degustazione Echézeaux: da 92 a 94

Parcelle: Les Rouges du Bas; Les Quartiers de Nuits. Complessivamente, ha 1.24.

Annata 2008: Un naso eccezionalmente speziato si allea con una vasta gamma di profumi di frutti chiaramente maturi, e note di terra: profumi di Pinot rosso, nero , e blu, ma anche anice, legno di sandalo, e una nota interessante di noce grigliata. La bocca sembra agile, rotonda e deliziosa, quasi piuttosto accessibile, ma si serra rapidamente sul finale seducente, avvolgente e succoso, che mostra eccellente lunghezza e persistenza. Questo vino avrà bisogno di non meno di un decennio per essere al suo meglio, tuttavia. Veramente eccellente.

Domaine d’Eugénie (comune di Vosne-Romanée) Note di degustazione Echézeaux: 92-94

Grands-Echézeaux: 93-96

Parcella di ha 0.55, piantata nel 1924 e nel 1979; il climat è En Orveaux.

Parcella di ha 0.50, con vigne che vanno dai 20 ai 60 anni, oltre 25 di media.

Annata 2009: Anche questo vino è eccezionalmente fresco, con un naso molto aromatico, di ciliegie nere, spezie, cassis e terra calda, che fanno da complemento ad una bocca vellutata, ricca e solidamente delineata, che possiede eccellente Potenza, profondità, e persistenza, anche se non ha la finezza e la raffinatezza del Brûlées. Impressionante.

Annata 2009: Un legno presente ma non dominante fa da contorno ad aroma molto mature di prugna speziata, cassis ed un cenno di moka, più spostato sul caffè che sul cioccolato. La bocca, dal corpo imponente e apertamente muscolare, ha un estratto secco abbondantissimo, che conferisce una trama di alta fattura al finale lunghissimo, sostenuto da tannini veramente molto fini e da un equilibrio impeccabile. Semplicemente, un fantastico esemplare di questa Appéllation.

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Legenda

Riferimento 1. Aux Pertius MarĂŠchaux


Nuits–Saint–Georges Domaine Georges Mugneret-Gibourg (comune di Vosne–Romanée) Note di degustazione NSG 1er cru Les Vignes Rondes: da 89 a 91

Vigna di circa 30 anni, di ha 0.27, acquistata nel 1981.

Annata 2008: Qui il naso offre un interessante contrasto tra eleganza e robustezza: I profumi espressivi mescolano note intense di bacche rosse, ciliegie amare, con una nota animale, che viene ripresa da una bocca ricca, piena, di medio corpo, con un’eccellente densità a metà palate, che riesce a coprire quasi perfettamente I tannini appena appena rustici, sul finale leggermente austere, ma equilibrato e dinamico.

NSG 1er cru Les Chaignots: da 90 a 92 Parcella di ha 1.27, acquistata nel 1971.

Annata 2009: Naso leggermente speziato, con note di cassis rosso e viole, intrecciato in note di legno dolce, che precedono una bocca agile, piuttosto ben concentrata ma relativamente fine, di media struttura, che ha eccellente profondità e persistenza, in un insieme molto ben equilibrato. Buon vino con un potenziale eccellente.

Domaine Sylvain Cathiard (comune di Vosne–Romanée) Note di degustazione NSG 1er cru Aux Murgers : da 90 a 94

NSG 1er cru Aux Thorey : da 90 a 93

Parcella di ha 0.48, età media oltre i 60 anni.

Parcella di ha 0.43, piantata nel 1953.

Annata 2009: Naso assai più profondo, con spezie di legno, terra, prugna, che sono, non sorprendentemente, meno eleganti ma più densi, così come la bocca, seria, concentrate, potente, quasi robusta, che beneficia di quantità di estratto apparentemente infinite, sebbene il finale enormemente lungo resti molto serrate. Dovrebbe invecchiare molto bene, ma ci vorrà pazienza.

Annata 2009: Naso leggermente speziato, con note di terra, sottobosco, cacciagione, e profumi di bacche rosse molto mature e prugna; giusta introduzione ad una bocca ricca, potente, seria, di media struttura, di notevole concentrazione, con un finale avvolgente e denso. Vino eccellente, possiede potenza ed eleganza.

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C么te de Beaune

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Legenda

Riferimento 1. Le Meix Lallemand


Corton e Corton–Charlemagne •

Corton: Ha 160.19

Chandon de Briailles (comune di Savigny-les-Beaune) Note di degustazione Corton rouge Les Marechaudes: da 90 a 91 Annata 2006: Questo vino è chiaramente più maturo, e, un po’ a sorpresa, anche più complesso, con un naso stratificato di frutti a bacca rossa e scura, che accenna appena ad un tocco di arrostito, che fluisce in una bocca grande, ricca, e piuttosto robusta, di corpo tra medio e pieno; il ricco estratto lavora bene a coprire i tannini molto serrati. Vino assai serio, molto Corton nel carattere, ma anche ben equilibrato e dal finale di bella lunghezza. Corton rouge Les Bressandes: da 91 a 94 Annata 2009: Vino dal naso molto maturo, ma qui I profumi di cassis, viola, e ci-

liegia nera sono palesemente più freschi. La bocca ricca, intensa, molto larga, ha un carattere spiccatamente minerale, ed una migliore eleganza, nei tannini copiosi ma fini, che scolpiscono il finale immensamente lungo. Questo vino ha il potenziale per essere straordinario, ma gli ci vorranno quasi venti anni per arrivare al suo massimo.

Corton Rouge Clos du Roi: da 91 a 93/95 (09) Annata 2009: Questo vino è particolarmente maturo, quasi fino al punto di sembrare un Porto secco, ma, quasi incongruamente, appare fresco. Ci sono anche note di spezie, animali, e di liquore di cassis, che si ritrovano chiaramente nella bocca ricca, potente e dalla concentrazione impressio-

nante; traboccante di estratto secco, che rende i tannini, particolarmente serrati, praticamente invisibili. Questa apparente amabilità non durerà a lungo, sebbene la classica austerità già si intraveda: poi ci vorranno non meno di 20 anni per realizzare appieno il suo enorme potenziale. Corton Blanc grand cru: da 90 a 92 Annata 2006: Questo è nettamente più elegante del solito, con il suo frutto verde maturo, di bella freschezza, quasi aereo, minerale, con note di pera e pesca, preludio alla bocca ampia, ricca, muscolare, di grande struttura, che restituisce ampiezza e peso reali, il tutto avvolto da un finale delizioso, complesso, intenso, carezzevole e nettamente agrumato. Corton – Charlemagne: da 91 a 93 Annata 2008: Un naso espressivo, stratificato e allettante offre note di finocchio, agrumi, pietra bagnata, che puntualmente si ritrovano nella bocca fresca, purissima, molto strutturata, dal dettaglio mirabile ma anche muscolosa, che termina in un finale ancora più raffinato, lungo ed elegante. Mi piace moltissimo la purezza di espressione, in particolare legata alla sua mineralità quasi pungente. Vale davvero la pena provarlo.

Domaine Ponsot (comune di Morey-Saint-Denis) Note di degustazione Corton – Cuvée du Bourdon (dall’annata 2009) 91/93 Annata 2009: nonostante la presenza di una riduzione piuttosto netta, è chiaro che il frutto sottostante è mature, con note intensamente terrose, concentrate, e chiaramente potenti, in una struttura ampia, con un medio palate denso, ed un finale robusto, equilibrato e di impressionante persistenza. Vino grosso, ma equilibrato.

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Legenda


Beaune Domaine Rossignol–Trapet (comune di Gevrey–Chambertin) Note di degustazione Beaune 1er cru Les Teurons: da 87 a 89 Annata 2009: Questo vino è chiaramente più maturo, naso espressivo di frutti a bacca blu, con note di violette e terra calda, che portano ad un tatto molto rotondo, morbido, con un buon volume ma anche grinta, ed un finale ampio, che abbraccia il palato e dove ritorna un’attraente traccia minerale.

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Legenda

Riferimento 1. Village 2. Derrière Saint-Jean 3. En Moigelot


Pommard • •

211.63 ha di Pommard Village 125.19 ha di Pommard 1er cru

Joseph Voillot (comune di Volnay) Note di degustazione Pommard VV: da 87 a 89

Pommard 1er cru Pézerolles: da 91 a 94

Annata 2008: Qui il naso è più terroso, con profumi freschi, puri e densi di frutti a bacca rossa e scura, sfumati da tocchi di animale e sottobosco, che si ritrovano nella bocca ricca, di corpo, e piuttosto seria, sostenuta da tannini più robusti e buona lunghezza. Non ha certo la raffinatezza del Volnay, come è logico, ma ha la stessa lunghezza e complessità.

Annata 2009: Un sospetto di legno, molto misurato, non interferisce con la trasparenza del frutto rosso maturo di pinot, spezie e terra. La bocca agile, rotonda, di media struttura e di bel dettaglio ha estratto secco in abbondanza, che riveste i tannini decisi, nel finale minerale, di sbalorditiva persistenza. Sarà ottimo con il tempo, ma preparatevi ad aspettare almeno una decina di anni.

Pommard 1er cru Les Rugiens: da 92 a 93/95 (2005)

Pommard Epenots: da 91 a 91/94 Annata 2009: Naso elegante ed espressivo, con profumi rossi di pinot e pietra da manuale, che si fondono in una bocca dettagliata, pura, intense e armonioso, che trasuda fine mineralità nel finale ben equilibrato e dalla persistenza sorprendente. Un Rugiens da manuale, fatto per durare negli anni, ma la succosità intrinseca permetterà anche un consumo da giovane, qualora lo si volesse.

Annata 2008: Naso di pinot, molto tipico, che offre anche note di violette, terra umida, e prugna, più un tocco selvaggio, che si ritrova nella bocca, di bella trama, ricca, naturalmente dolce, piuttosto agile, di media struttura, che culmina in un finale equilibrato, intenso, generoso ma chiaramente molto serrate. Con il tempo, ha tutte le carte per diventare un affascinante Epenots.

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Legenda

Riferimento 1. Le Village


Volnay • •

98.37 ha di Volnay Village 114.90 ha di Volnay 1er cru

Joseph Voillot Il Domaine Joseph Voillot ha sede a Volnay, famoso villaggio in Côte de Beaune. I 10 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appellation Volnay, Pommard, Beaune e Meursault. A Volnay, Voillot annovera i Premier Cru più prestigiosi, come Fremiets e Champans: così come a Pommard, brillano Epenots e il grande Rugiens, tra gli altri. Jean-Pierre Charlot, genero di M. Voillot, ha preso le redini del Domaine nel 1995, e assicura, con la sua allegra ma infl essibile severità, la continuità della tradizione di alto livello. Scrupoloso nella gestione dei vigneti, e poco interventista nella vinifi cazione, Charlot crea vini di affi lata personalità aromatica, tersi, in cui le note territoriali emergono nitidamente. Dei Borgogna affettuosi, e molto umani, esemplari a tavola, perfetto specchio del loro autore. Di impianto molto classico, i vini presentano una intelaiatura tannicoacida decisa appoggiata su una polpa sempre adeguata e piena: vini che parlano con toni rigorosi ma anche gioviali e succosi. Non fatevi ingannare dall’apparente semplicità: questi vini vi premieranno con qualche anno di cantina. Da notare l’impressionante costanza qualitativa, in vendemmia anche complicate, ed una cura di dettaglio che negli anni si è fatta esemplare.

Vinificazione e affinamento: • Lieviti rigorosamente indigeni • Fermentazione: da 12 a 14 gg., in acciaio, a seconda delle Appéllation, 2 follature al giorno • Raspi: diraspatura totale • Temperatura controllata sino a 32° • Legni nuovi: fi no al 25% • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: da 14 a 16 mesi • Due travasi • In genere nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • 50 anni Vini importati: • Bourgogne rouge • Volnay VV Village • Pommard VV Village • Volnay 1er cru “Fremiets” • Volnay 1er cru “Champans” • Pommard 1er cru “Pézerolles” • Pommard 1er cru “Epenots” • Pommard 1er cru “Rugiens”

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Note di degustazione Bourgogne VV: 87 (09) Volnay VV : da 88 a 89 Volnay 1er cru Les Fremiets: da 91 (09) a 91/93 (05) Annata 2005: Come ci si attendeva, questo vino è aromaticamente più elegante, con profumi intensi, aerei di pura essenza di frutto a bacca rossa, con note di prugna e violette sullo sfondo, che si fondono in una bocca deliziosa, soave, ricca di dettaglio e penetrante, sostenuta da una buona grassezza e tanta mineralità nel lungo finale. Davvero un vino grazioso, da tutti i punti di vista, e sebbene sia un po’ meno potente e profondo del Brouillards, è molto più fine. Volnay 1er cru Les Champans: da 92 (07-09) a 93/95 (05) Annata 2009: Un naso scuro, serio e riservato, con una gamma vasta di profumi di frutti a bacca scura, sfumati da note di terra ferrosa e pietra bagnata. La bocca ricca, intensa e piuttosto potente ha ampia verve, e persistenza eccellente, sebbene il finale sia ancora molto chiuso. Un classico Champans . Pommard VV: da 87 a 89 Annata 2008: Qui il naso è più terroso, con profumi freschi, puri e densi di frutti a bacca rossa e scura, sfumati da tocchi di animale e sottobosco, che si ritrovano nella bocca ricca, di corpo, e piuttosto seria, sostenuta da tannini più robusti e buona lunghezza. Non ha certo la raffinatezza del Volnay, come è logico, ma ha la stessa lunghezza e complessità.

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Pommard 1er cru Les Rugiens: da 92 a 93/95 (2005) Annata 2009: Naso elegante ed espressivo, con profumi rossi di pinot e pietra da manuale, che si fondono in una bocca dettagliata, pura, intense e armonioso, che trasuda fine mineralità nel finale ben equilibrato e dalla persistenza sorprendente. Un Rugiens da manuale, fatto per durare negli anni, ma la succosità intrinseca permetterà anche un consumo da giovane, qualora lo si volesse. Pommard 1er cru Pézerolles: da 91 a 94 Annata 2009: Un sospetto di legno, molto misurato, non interferisce con la trasparenza del frutto rosso maturo di pinot, spezie e terra. La bocca agile, rotonda, di media struttura e di bel dettaglio ha estratto secco in abbondanza, che riveste i tannini decisi, nel finale minerale, di sbalorditiva persistenza. Sarà ottimo con il tempo, ma preparatevi ad aspettare almeno una decina di anni. Pommard Epenots: da 91 a 91/94 Annata 2008: Naso di pinot, molto tipico, che offre anche note di violette, terra umida, e prugna, più un tocco selvaggio, che si ritrova nella bocca, di bella trama, ricca, naturalmente dolce, piuttosto agile, di media struttura, che culmina in un finale equilibrato, intenso, generoso ma chiaramente molto serrate. Con il tempo, ha tutte le carte per diventare un affascinante Epenots.


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Riferimento 1. Le Village Haut

Legenda


Saint–Romain • •

Ha 93.3, di cui 55% bianco, 45% rosso Nessun 1er cru al momento

Domaine Alain Gras Il Domaine Alain Gras ha sede a Saint-Romain, un piccolo paese situato in Côte de Beaune. I 12 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appéllation SaintRomain, Auxey-Duresses e Meursault. Il Domaine, di proprietà da 5 generazioni, è gestito da Alain in prima persona dal 1979. Pur situato in una zona poco frequentata dagli appassionati italiani, in questo Domaine si producono vini di vera bontà, vini con quella espressione diretta e franca che ad occhi (e palati) superfi ciali può passare per semplicità tout court. Gli Chardonnay sono invece avvolgenti e sodi, con una mineralità più calda e delicata; il Pinot nero dal canto suo si mostra carnoso di frutto, aperto, ma anch’esso ben saldo e con profondità: vini realmente gioiosi e preziosi, magari provenienti da vigneti ultracentenari, come per l’Auxey – Duresses Vieilles Vignes, piantato nel 1904.

Vinificazione e affinamento: • Diraspatura completa • Fermentazione: da 12 a 15 gg. • Temperatura controllata • Rimontaggi e follature quotidiani • Pressatura con pressa pneumatica • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Regime dei legni: da un minimo del 15% al 20% di legni nuovi • Permanenza per 12 mesi • In genere nessuna fi ltrazione Età delle vigne: • da 35 fi no a 107 (vigna Auxey-Duresses) Vini importati: • Saint – Romain bianco • Saint – Romain rosso • Auxey – Duresses Vieilles Vignes

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Riferimento 1. Auxey-Duresses

Legenda


Auxey–Duresses • •

Ha 107 di Appéllation Village Ha 28.60 di Appéllation 1er cru

Domaine Alain Gras (comune di Saint-Romain) Auxey – Duresses Vieilles Vignes

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Legenda

Riferimento 1. La Jaquelotte ou Champ Canet


Puligny–Montrachet « Il Puligny – Montrachet, quasi tutto bianco, è un vino parecchio diverso sia dal Meursault sia dallo Chassagne. Qui c’è una struttura, una razza, quasi una mascolinità, persino, che manca negli altri due comuni. Sembra esserci maggiore grip, e questo dà ai vini, per quanto possano essere maturi e ricchi, una riservatezza che richiede una maturazione più lunga. Questo dà anche loro una personalità e una razza che raramente si trova a Chassagne, e a Meursault invece, praticamente solo sui 3 1er cru, Les Perrières, Les Charmes e Les Genevrières, che sono appunto al confine con Puligny. Puligny è di certo il luogo dove lo Chardonnay di Borgogna raggiunge il suo massimo.” Clive Coates, Côte d’Or, UCP

Domaine des Lambrays (comune di Morey-Saint-Denis) Note di degustazione Puligny-Montrachet 1er Les Folatières : da 89 a 91

Puligny-Montrachet 1er Clos du Cailleret : 90 (2009) a 93 (08)

Da una parcella di 0.29 ha.

Da una parcella di circa 0.37ha, piantata nel 1947.

Annata 2008: Un tocco discreto di legno lascia trasparire profumi maturi, quasi esotici, di frutti bianchi e gialli, che vanno di pari passo con una bocca altrettanto matura, generosa, di media struttura, con un palato di buona grassezza ed eccellente profondità, nel finale equilibrato, persistente e dai toni minerali molto netti. Questo vino ha stile e classe, e dovrebbe premiarvi se riuscite a concedergli da 4 a 6 anni di cantina.

Annata 2008: Qui l’affinamento in legno è molto più discreto, praticamente invisibile. Naso espressivo di fiori bianchi, agrumi, e finocchio, si apre su una bocca densa, ricca, deliziosa, di media struttura, con estratto secco abbondante, che conferisce un tatto seducente sino al finale lungo e intensamente giocato su toni minerali. Se devo trovare una piccola pecca, il vino è appena meno raffinato del solito, ma compensa con una concentrazione maggiore, senza perdere in equilibrio.

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Riferimento 1. Au Village 2. Le Meix sous le Ch창teau 3. Au Moulin Judas 4. Clos des Mouches

Legenda


Meursault • •

316 ha di Meursault Village 132 ha di Meursault 1er cru

“ “Il Meursault bianco” diceva Camille Rodier nel 1920, “è al contempo secco e ricco, con un profumo di nocciole”. Per Hubrecht Duijker, nei Grandi vini di Borgogna, è profumo di pesche mature appena colte in una giornata calda. Il Meursault, suggerirei, è un vino ampio, talvolta gentile, molto approcciabile, meno solido ma più opulento di un Puligny, e con meno spina dorsale, anche. Talvolta può essere un po’ troppo grasso e pesante, se l’ampiezza non è bilanciata da sufficiente acidità. Insomma, aspettatevi di trovare qualcosa che sia rotondo, maturo, fruttato, con un ricco sentore di burro, da sostenere e non da coprire con il legno nuovo.” Clive Coates, Côte d’Or, UCP.

Domaine Antoine Jobard Il Domaine Antoine Jobard (ex François Jobard) ha sede a Meursault. I circa 5 ettari di proprietà comprendono vigneti delle Appéllation Meursault, e Blagny. Il domaine nasce dalla divisione dei vigneti della famiglia Jobard, come sempre avviene, per motivi di successione, nel 1971. François Jobard è persona riservatissima, dall’aspetto ascetico, di rara parola. Suo fi glio, che lo affi anca da alcuni anni, pur nella sua gioventù promette di camminare le stesse strade care al padre. Dal 2010, la gestione passa nelle mani di Antoine. Altrettanto riservati dei loro creatori, nei primi anni di vita, i vini. Rigorosi, scevri da superfi ciali abbellimenti. Vini lenti ad uscire dal loro involucro, ma splendenti e radiosi a piena maturità. Il loro Bourgogne blanc, che di nascosto si diverte talvolta a sgambettare vini più blasonati, è pieno e carnoso, e invecchia con agio e piacere.

Vinificazione e affinamento: • Lieviti rigorosamente indigeni • Fermentazione: il mosto non sfecciato la effettua in barrique • Legni nuovi: in percentuale moderata, generalmente il 10% • Bâtonnage sporadici, per non disperdere CO2 • Fermentazione malolattica: spontanea e mai indotta • Permanenza in legno: da 18 a 24 mesi • Uno, massimo due travasi Età delle vigne: • 40 anni Vini importati: • Bourgogne Blanc • Meursault “En La Barre” Village • Meursault “Les Tillets” Village • Meursault 1er cru “Poruzots” • Meursault 1er cru “Genevrières”

I Meursault trasmettono un senso quasi fi sico di appartenenza al proprio terroir, una volta ancora dettagliando con chiara voce le caratteristiche dei lieux – dits e dei Premier Crus.

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Note di degustazione Meursault En la Barre: 91 (08) – 90 (07-09) Annata 2009: Un naso leggermente più mature ma ancora ammirevolmente fresco, di nocciole, pera speziata e pesca bianca, introduce una bocca ricca, rotonda, generosa, ma di bel dettaglio e media struttura, dal finale finemente minerale, intenso, pieno e impressionante per lunghezza. Un Village meraviglioso, merita tutta la vostra attenzione. Meursault Les Tillets: da 90 (08) a 92 (09) a 89 Annata 2009: Un naso molto più elegante, con note di buccia di limone, Fiori bianchi, pera, pietra bagnata, che si ritrova perfettamente in bocca, la cui struttura media, ma ricca di dettaglio e attraentemente piena, culmina in un finale delicato e raffinato. Vino energico, di grazia ed armonia, che potrebbe stupirvi dopo 4 -6 anni di cantina, se lo desiderate. Meursault 1er cru Les Poruzots: da 91 (05-06) a 92 (07) a 93 (08) Annata 2007: Naso acuto e densamente fruttato, di terra, agrumi Verdi, pesca Bianca, albicocca, si dissolve in una bocca ricca, piena, dolce, di notevole struttura, dal medio palate fine e di buona grassezza, con l’acidità serrata a sostenere. Un filo meno robusto del solito, ha un finale lungo, verticale, che scolpisce il palato. Nella sua minor robustezza, è coerentemente anche più fine del solito.

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Meursault 1er cru Les Genevrières: da 94 (08) a 93 (07-05) a 92 (06 e altri) Annata 2008: Naso aereo, raffinato, moderatamente esotico, sebbene con grande riservatezza, di mango, pesca bianca, e pera leggermente speziata: anticipa una bocca di superba, intensa mineralità, meravigliosamente definita, grintosa,vibrante, e magnificamente lunga ed avvolgente nel finale. Questo vino ha stile e classe, davvero un Genevrières da manuale.


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Heres ( I )

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