OnSite Construction n.7 - Ottobre 2022

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BUONA LETTURA

del numero digitale di Ottobre

2022

questa è la replica dell’edizione stampata

La lettura è promossa da

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SOMMARIO OTTOBRE 2022 – N.7

48 Mecalac

Alla guida della sostenibilità di Stefano Vitali

di Ettore Zanatta

Niente compromessi di Stefano Vitali

92 Minitop

56 Epiroc

La trasformazione del cingolo

Nuovi livelli di costruzione

di Silvio Crespi

di Silvio Crespi

SERVIZI

60 CAMS

Il “mito” della frantumazione di Pietro Gabrielli

100 Ergonomia e sicurezza

Soluzioni integrate per il trasporto edile

6 Notizie a cura di Liliana Rebaglia

ATTUALITA’ 34 Macchine e sicurezza

Accesso in quota: miglioramento costante, ma si può fare di più

“Safety First”

di Ettore Zanatta

di Gianni Gennari

ATTREZZATURE 80 Malaguti

ON SITE

Strada spianata per il successo di Stefano Vitali

84 Indeco

Risposte innovative per il mercato globale di Silvio Crespi

di Gianni Gennari

Il “mantra” della formazione

DOSSIER

74 Mercedes-Benz Trucks

di Ettore Zanatta

96 Kubota

di Ettore Zanatta

VEICOLI

4 Editoriale

88 Walvoil

Sostenibilità energetica per le macchine operatrici

52 Volvo

In copertina: VTN EUROPE

COMPONENTI

106 Demolizione e smantellamento di fabbricati industriali a Guastalla La demolizione versatile di Ettore Zanatta

114 Prodotti a cura di Liliana Rebaglia

MACCHINE 38 Doosan

Hands On

L’innovazione in scena di Ettore Zanatta

IL MINIESCAVATORE KUBOTA U27-4

L’”EQUILIBRISTA” DEL CANTIERE

44 JCB

La prova del “campo”

di Ettore Zanatta

di Ettore Zanatta

Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it

Stampa MDM - Forlì

Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it

Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno

Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it

Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl

Hanno collaborato a questo numero: Silvio Crespi, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)

ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017

ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it

C apoverso editrice

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Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e degli articoli pubblicati su “ONSITE CONSTRUCTION”, traduzioni comprese, è riservata e non può avvenire senza autorizzazione scritta della Capoverso Editrice srl. Testi e materiali fotografici forniti in qualsiasi forma alla stessa non saranno restituiti, anche in caso di non avvenuta pubblicazione. La Capoverso Editrice srl non si assume responsabilità relative ai suddetti materiali, anche in caso di esemplari unici, e ad eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati. Il materiale redazionale pervenuto alla Capoverso Editrice srl senza preventivi accordi sono da intendersi gratuiti anche se pubblicati. I nomi e le ditte pubblicati sono citati senza responsabilità, a puro titolo informativo, allo scopo di rendere un servizio al lettore. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N. 2016/679 (General data protection regulation, Gdpr). Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni, può fare richiesta a Capoverso Editrice srl scrivendo a: info@capoversoeditrice.it Periodico associato a UNACEA e A.N.E.P.L.A.


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EDITORIALE

Ettore Zanatta direttore editoriale

Il porto dei naviganti industriali

C

osì l’”edizione del ritorno” della più grande fiera internazionale delle costruzioni si è consumata fino al successo finale, in una raffica di fuochi d’artificio che hanno celebrato la soddisfazione di espositori e visitatori. Da osservatori (fin troppo) indaffarati abbiamo il dovere di confermare, naturalmente, il dato di fatto di un’esposizione che non ha confronti con altre manifestazioni del settore. A provarlo, innanzitutto, la soddisfazione dei costruttori, chiamati a un impegno stressante e senza tregua nei sette giorni della fiera tedesca. Al Bauma hanno concluso contratti reali, avviato relazioni importanti, incontrato svariate aziende e inaugurato nuove opportunità di mercato. Non solo: le imprese italiane, in particolare, hanno potuto rivelare in modo chiaro e incontrovertibile la propria identità di protagoniste della grande manifattura europea, in ogni fase di un evento dove l’immagine conta fino a un certo punto, mentre la sostanza di idee, progetti e realizzazioni effettive pesa molto di più nel confronto tra eccellenze nazionali. Si parla di centinaia di espositori che hanno portato il nostro tricolore tra i 3.200 partecipanti dislocati tra i padiglioni e le aree esterne della fiera. Quasi un quinto del totale, secondi solo ai padroni di casa, probabilmente, e con tutto il merito di chi ha conquistato da tempo le preferenze di clienti specializzati in ogni angolo del mondo e in ogni segmento operativo, dal movimento terra al sollevamento, dalle fondazioni speciali all’impiantistica, fino alle attrezzature e ai componenti di ogni categoria merceologica. Si è molto parlato delle tematiche di partenza del Bauma 2022, con la sostenibilità e la digitalizzazione in primo piano, prima di ogni altro spunto di progresso. Bene, abbiamo potuto constatare che al di là del dibattito teorico è sempre chi lavora a condurre tale progresso. Le macchine “sostenibili” osservate a Monaco non parlano solo di “elettricità nell’aria” (anzi, la cosiddetta “rivoluzione elettrica”, per ora, procede a macchia di leopardo, con ampie zone franche che rimangono inesplorate), ma di controllo dei costi, di miglioramento delle condizioni di lavoro, di praticità e di accessibilità in cantieri che vedono aumentare le criticità degli interventi e le problematiche di sicurezza. E la digitalizzazione funziona sempre da facilitatore operativo, non da fenomeno sofisticato per esperti informatici. Il futuro deve essere alla portata di tutte le categorie, soprattutto di quelle in attività costante e non delle élite appassionate di grandi dibattiti sulla carta. A Monaco la sensazione di una concretezza tecnologica vera l’abbiamo avuta. Certo, il fascino totalizzante di quest’evento è anche il suo limite, quel “troppo pieno” che rischia di sconvolgere ogni piano di lettura e di ogni analisi concentrata su prodotti davvero innovativi e soluzioni realmente efficaci. Ma alla luce di un successo così atteso e tanto benefico non possiamo che considerare il Bauma, ancora una volta, per quello che è e che è sempre stato: un porto di partenza per ogni navigante industriale che voglia salpare, senza paura e con nuove proposte, verso il futuro - il migliore possibile - delle nostre grandi costruzioni.

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ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


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NOTIZIE

a cura di Liliana Rebaglia

UNACEA

Cresce il mercato italiano delle macchine per le costruzioni Nei primi nove mesi del 2022 sono state immesse sul mercato italiano 17.163 macchine per costruzioni, con una crescita del 21% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo dell’anno scorso. Più in dettaglio, sono 16.626 le macchine movimento terra (+22%) e 537 le macchine stradali (-4%) vendute. Tuttavia, da un confronto tra il terzo trimestre del 2022 e quello del 2021, la crescita risulta essere più contenuta nel settore del movimento terra (17%), mentre risulta ancora più marcato il calo nel comparto delle macchine stradali (-24%). D’altra parte, sebbene la crescita a doppia cifra continui ancora a interessare il segmento delle macchine compatte,

Lug-Set 2021 Lug-Set 2022 ESCAVATORI CINGOLATI

1.041

991

-5%

ESCAVATORI GOMMATI

75

81

8%

PALE GOMMATE

430

465

8%

TERNE 4 RUOTE STERZANTI

31

26

-16%

TERNE RIGIDE

1

31

63%

2.616

3.358

28%

MINIPALE COMPATTE

266

271

2%

MINIPALE COMPATTE CINGOLATE

251

296

18%

9

13

44%

4.749

5.542

17%

147

101

-31%

Frese stradali

*

19

*

Vibrofinitrici

55

52

-5%

TOTALE MACCHINE STRADALI

202

153

-24%

4.951

5.695

15%

MINIESCAVATORI

DUMPER ARTICOLATI TOTALE MACCHINE MOVIMENTO TERRA Rulli

TOTALE MACCHINE PER LE COSTRUZIONI

6

Variazione

ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

altre linee di prodotto iniziano a mostrare i primi segni di flessione. “Continua la crescita del mercato italiano anche nel terzo trimestre, sebbene inizino a vedersi le prime contrazioni”, ha dichiarato Michele Vitulano, presidente di Unacea. “Gli effetti espansivi delle azioni intraprese dal governo dopo la fase acuta della pandemia continueranno infatti a influenzare positivamente il mercato almeno fino alla fine dell’anno. D’altra parte, la difficile situazione internazionale, le tensioni sui mercati energetici e le forti spinte inflazionistiche aprono scenari di grande incertezza per i mesi a venire”. Questi i risultati del mercato italiano di settore elaborati da Unacea sulla base delle vendite delle aziende di produzione e di importazione e diffusi in occasione dell’inaugurazione del Bauma, dove Unacea era presente con due spazi espositivi: lo stand istituzionale insieme a Ice-Agenzia (EOE.26), che ha previsto un’area lounge e postazioni di lavoro dedicate agli oltre 500 espositori italiani in fiera, e il Padiglione Unacea, ideato per aiutare le aziende italiane alla prima esperienza a Bauma e che ha ospitato le aziende Kiwitron, Lanatec e Main.


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NOTIZIE ALIANT BATTERY

Batterie al litio: l’esperto risponde

DAVIDE DAL POZZO

PROJECT MANAGER DI ALIANT BATTERY

Talvolta alcune delle prerogative più importanti legate all’utilizzo delle batterie al litio non sono note agli utenti finali, pur essendo un argomento molto attuale per costruttori e utilizzatori. Dedichiamo quindi questo spazio per approfondire alcuni aspetti correlati all’impiego di questi elementi e dei mezzi elettrici su cui essi vengono installati. Lo facciamo grazie al supporto di Davide Dal Pozzo, Project Manager di Aliant Battery. Di seguito alcune delle domande poste più frequentemente.

macchinari su cui essa è installata. Ci sono macchinari per le costruzioni che hanno una vita media di cinquesette anni, data dal tipo di lavorazione che svolgono e dalle condizioni di utilizzo; ci sono invece mezzi che raggiungono una vita media di 30 anni. Ovviamente sta al produttore del mezzo e al produttore del ‘battery pack’ identificare, in virtù dell’applicazione e delle condizioni di lavoro, le condizioni di utilizzo e la soluzione più idonea in termini tecnicocommerciali per questa specifica applicazione”. “È possibile realizzare sistemi di ‘battery swap’ (‘cambio rapido delle batterie’) su dei macchinari da costruzione?”. Certamente è tutto possibile, dipende

“Posso considerare che la batteria al litio abbia una durata equivalente a quella del macchinario da costruzione su cui essa è installata?” Questa è una domanda ricorrente da parte di costruttori e utenti finali. Risponde Dal Pozzo: “La batteria al litio può sicuramente garantire - sia in termini temporali che di numeri di cicli - una vita molto lunga, dipendentemente però dalla tipologia di 8

ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

ancora una volta dal tipo di macchinario da costruzione e dal suo peso, nonché dalla massa della batteria che deve essere installata. Aggiunge Dal Pozzo: “Se parliamo di batterie tra i 13 e i 15 kWh è possibile indentificare dei connettori specifici - o collettori rapidi di disconnessione - che possono consentire un cambio rapido di batteria anche per mezzo di muletti o di attrezzature terze, mentre se consideriamo macchinari da costruzione energivori, quindi sistemi che hanno installato a bordo 100150-200 kWh di batteria, la situazione non è detto che sia così facilmente risolvibile, perché un sistema di cambio rapido di ‘Battery Swap’ può comportare a sua volta un’infrastruttura dedicata, che quindi è di più difficile applicazione”. “Quali sono le principali tematiche legate alla ricarica delle batterie al litio?”; “Perché parlando di macchine

per le costruzioni non sempre è possibile avere accesso, durante il loro utilizzo, a infrastrutture di ricarica potenti o a collegamenti elettrici dotati di grande potenza?” Queste domande insieme a “Quali sono le scelte in termini di ricarica e di sistemi di ricarica ideali per i macchinari da costruzione?” - vengono solitamente poste da chi ha esperienza con i macchinari da cantiere e con il settore dell’edilizia e delle costruzioni e sa che le prese elettriche da cantiere sono spesso limitate in termini di potenza. A tutto ciò risponde Dal Pozzo, evidenziando come “innanzitutto come Aliant Battery, in presenza di macchinari per le costruzioni, prevediamo sempre un caricabatteria monofase a bordo del mezzo, quindi lento in termini di potenza di ricarica ma che consente di garantire un’elevata flessibilità, perché può essere utilizzato con comuni prese a 230 V (o 100 V nel caso degli Stati Uniti), da 10 o 16 A. In secondo luogo la batteria è resa compatibile con sistemi di ricarica di tipo stazionario (‘Fast Charge’) che possono essere realizzati, a seconda delle tensioni di batteria, con caricabatterie industriali o con colonnine pubbliche, sia in corrente alternata che continua”.



NOTIZIE YANMAR CE

Nel cuore della “Yanmar City” Dal Bauma 2019, Yanmar CE ha intrapreso un percorso di trasformazione che ha visto la rinascita della propria attività, dei propri prodotti e del proprio marchio. La “Yanmar City”, l’imponente stand presente al Bauma 2022, ha dimostrato come questa trasformazione abbia condotto l’azienda lontano, velocemente e con successo. “Il nostro obiettivo è essere un leader globale nel settore delle macchine compatte e aiutare i nostri clienti a costruire il loro successo”, ha dichiarato il CEO Giuliano Parodi. “Il concetto alla base della Yanmar City intende dimostrare quanta strada abbiamo fatto nel nostro percorso di trasformazione. Storicamente, siamo sempre stati visti come un produttore giapponese di miniescavatori di successo. Il nostro processo di trasformazione si è basato proprio su questa solida base e ha visto la creazione di un’azienda realmente globale, con un portafoglio prodotti diversificato e una capacità produttiva totale. Grazie alle nostre tre regioni, Giappone/ AOLA, EMEA e Nord America, siamo più vicini che mai ai nostri clienti”. Le acquisizioni di Terex CE in

10 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Germania e di ASV in Nord America hanno contribuito a rafforzare il portafoglio prodotti, che ora comprende miniescavatori, pale gommate, escavatori gommati, “carrier” e pale compatte cingolate. Queste acquisizioni hanno inoltre portato un afflusso di talenti, energie e idee. La visione di Yanmar CE è di produrre e supportare localmente il 70% delle macchine, riducendo i tempi di consegna, i costi logistici e l’impatto ambientale. La trasformazione di Yanmar CE sta dando ottimi risultati, afferma Parodi: “Se si confrontano i nostri ricavi attuali con quelli del 2015 si può notare che abbiamo quasi raddoppiato il nostro business e aumentato la parte di attività generata al di fuori della nostra sede in Giappone dal 50% al 75%. Ciò dimostra che siamo passati dall’essere un forte produttore giapponese all’essere un’azienda globale al servizio di clienti globali”. Le novità al Bauma 2022 Oltre a presentare la tecnologia diesel di Yanmar ad alta efficienza di carburante, nella “Yanmar City” era presente un’area dedicata alle Emissioni Zero, che hanno mostrato

gli ultimi prototipi, i modelli pilota e le innovazioni pre-produzione di Yanmar CE a propulsione elettrica. Dopo i test sul campo e la valutazione dei clienti, l’escavatore elettrico pilota di Yanmar SV17e ha fatto il suo debutto. Il lancio è programmato per il secondo trimestre del 2023, con consegne previste per il quarto trimestre. Anche il prototipo della pala gommata V8e di Yanmar ha fatto il suo esordio: con un peso di 4.500 kg, è ideale per il sollevamento di carichi pesanti negli spazi ristretti. Questo modello V8e beneficia di un carica-batterie a bordo che eroga 11 kW in configurazione standard e 22 kW in modalità di ricarica rapida opzionale. La data di lancio prevista è il primo trimestre del 2024. Nuovo anche il carrello elettrico C08e di pre-produzione: con un peso operativo di 566 kg, ha la potenza e la manovrabilità necessarie per eccellere negli spazi ristretti ed è dotato di un pannello di controllo smart LCD a colori che consente di selezionare facilmente la modalità di lavoro ottimale per aumentare la produttività e risparmiare energia. Il suo lancio è programmato per il primo trimestre del 2023 e le consegne sono previste per il secondo trimestre.



NOTIZIE CIFA

La pompa Carbotech n. 500! CIFA ha celebrato la produzione della pompa Carbotech n. 500. Ne è passato di tempo dalla Carbotech n. 1 esposta a Bauma 2010, dopo i primi prototipi studiati negli anni precedenti, anche grazie all’impulso dell’acquisizione di CIFA da parte del gruppo Zoomlion che diede nuova linfa per realizzare i progetti più ambiziosi e pioneristici, tra i quali l’introduzione della fibra di carbonio per i bracci di distribuzione montati su pompe autocarrate e betonpompe. Per la prima volta in assoluto, quindi, CIFA portava la fibra di carbonio nel settore del calcestruzzo, rivoluzionando un campo notoriamente tradizionale. Da allora i clienti che si sono affidati alla tecnologia Carbotech sono aumentati, scoprendo macchine dalle prestazioni di alto livello e con un’usabilità sempre più pratica e intuitiva. Dai primi modelli di pompe (K45H e K62H) e betonpompe (MK25H), la linea Carbotech si è evoluta fino ad arrivare alle macchine attuali, una gamma di sei modelli da 40 a 80 m.

12 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Ognuna è dotata degli ultimi sistemi tecnologici per semplificare il lavoro in cantiere con il massimo della sicurezza. Ne è l’esempio proprio la Carbotech n. 500: una pompa K47H con 47 m di braccio, le cui ultime due sezioni sono appunto in carbonio. L’utilizzo della fibra di carbonio ha diversi pro ed è utilizzata da anni in molti campi e applicazioni per la sua leggerezza e resistenza, oltre alla possibilità di essere riparata con facilità: essendo una fibra, quindi un tessuto, non richiede saldature e non subisce danni dovuti a usura o corrosione. Una volta indurita con calore e pressione controllati diventa resistente e duratura. Utilizzare il carbonio nella realizzazione di alcune sezioni del braccio di una pompa autocarrata permette di avere la macchina più leggera, più stabile e con meno consumi; in altre parole, più economicamente ed ecologicamente sostenibile. Grazie al risparmio di peso, bracci lunghi 40, 47, 53, 60 m e oltre possono essere montati

su autotelai dove normalmente sono montati bracci di lunghezze inferiori che, oltre a rispettare i limiti di peso, garantiscono anche un payload maggiore a disposizione dell’operatore. Il CEO di CIFA, Davide Cipolla, commenta: “Sicuramente la linea Carbotech è un milestone nella storia di CIFA, è quell’idea ‘out of the box’ che ci ha fatto fare il salto di qualità non solo a livello di prodotto, anche di posizionamento del brand. Grazie a ciò è stato possibile aprire le porte a quei clienti che condividono con CIFA una visione lungimirante del cantiere, anticipando le esigenze che - fino a qualche tempo fa erano procrastinate a un futuro indeterminato e oggi sono il presente. La nostra grande propensione alla creatività e all’innovazione tecnologica, tipicamente italiana, unita alla concretezza del lavoro di chi tutti i giorni è in cantiere, ci ha portato alla produzione della n. 500. E ne siamo orgogliosi”. La linea Carbotech è il top di gamma di CIFA anche per ciò che concerne la durabilità delle macchine e la sicurezza sul lavoro: utilizza infatti i vantaggi della digitalizzazione per dotare i modelli di sistemi elettronici di controllo (Smartronic) e predittivi. Con il monitoraggio da remoto (CIFA Vista) che permette di controllare l’intera filiera del calcestruzzo, dalla produzione alla posa, anche i servizi di post-vendita sono garantiti per tempestività e precisione.


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NOTIZIE KOMATSU

La prima pala gommata elettrica è un prototipo Di recente progettazione e sviluppata in collaborazione con Moog Inc., questa nuova macchina presentata da Komatsu, connessa e predisposta per l’automazione e alimentata a batteria, garantisce zero emissioni ed è pronta per un collaudo congiunto. L’impianto elettrico intelligente di Moog comprende un motore elettrico di trazione, cilindri elettrici di sollevamento, ribaltamento e sterzo, elettronica di potenza,

i motori elettrici forniscono la potenza necessaria al sistema di trazione e di carico. “Per raggiungere i nostri obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 del 50% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030 con i prodotti in uso e arrivare alla ‘carbon neutrality’ (impatto zero del carbonio) entro la fine del 2050 chiediamo ai nostri fornitori tecnologie adeguate per accelerare lo sviluppo delle nostre macchine elettriche”, ha affermato Seiichi Fuchita, Chief Technology Officer (CTO) e presidente della divisione Sviluppo di Komatsu. “La macchina che abbiamo costruito insieme a Moog combina i punti forti delle

due aziende ed è stata realizzata in breve tempo. Siamo certi che il collaudo congiunto sarà l’occasione per mostrare i vantaggi di una macchina completamente elettrica e confermare che la collaborazione è reciprocamente vantaggiosa”. Le due aziende hanno programmato di collaudare insieme la pala elettrica dopo il Bauma per dimostrare che è in grado di stabilire nuovi standard in termini di efficienza, tempi operativi e comfort.

computer per il controllo di sistema, batteria e sistema di gestione della batteria. Il sistema di comando integrato connette e coordina le operazioni in tutto il mezzo, mentre gli attuatori e

VOLVO TRUCKS

Avviata la produzione in serie di veicoli elettrici pesanti Volvo Trucks ha lanciato la produzione in serie delle versioni elettriche della sua gamma di camion più famosa, ovvero i veicoli per impieghi pesanti Volvo FH, Volvo FM e Volvo FMX. Questi tre modelli possono operare con un peso totale di 44 t e rappresentano circa i due terzi delle vendite dell’azienda. Grazie a questi nuovi veicoli, Volvo Trucks raggiunge un totale di sei modelli di camion elettrici prodotti in serie in tutto il mondo. 14 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

“Questa è una pietra miliare e dimostra che stiamo guidando la trasformazione del settore. Sono trascorsi meno di due anni da quando abbiamo presentato per la

prima volta i nostri veicoli elettrici, ora stiamo aumentando i volumi e consegneremo questi fantastici camion a clienti in tutta Europa e, in seguito, anche a clienti in Asia, Australia e America Latina”, ha dichiarato Roger Alm, presidente di Volvo Trucks. La produzione in serie dei veicoli elettrici più pesanti di Volvo prenderà il via nello stabilimento di Tuve, a Göteborg, in Svezia, a cui si aggiungerà il prossimo anno la fabbrica di Gent, in Belgio.


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NOTIZIE FLASH BATTERY

Un poker di successo Flash Battery è entrata nell’”albo d’oro” del premio “Best Managed Companies”. Per la quarta volta consecutiva, infatti, l’azienda emiliana impegnata nella produzione di batterie al litio customizzate per macchine industriali e veicoli elettrici si è aggiudicata il riconoscimento assegnato alle aziende italiane che si sono distinte per strategia, competenze e innovazione, impegno e cultura aziendale, “governance” e performance, internazionalizzazione e sostenibilità. Con questa nuova affermazione, dunque, Flash Battery è entrata nella categoria “Gold” del premio promosso da Deloitte Private con la partecipazione dell’Università Cattolica, Elite e Piccola Industria Confindustria, che ogni anno ha l’ambizioso obiettivo di individuare e premiare le best practice del Made In Italy in termini di sostenibilità e innovazione. “Essere premiati per la quarta volta tra le 78 realtà d’eccellenza del Made in Italy - ha sottolineato Marco Righi, CEO e fondatore di Flash Battery – ci rende orgogliosi del nostro lavoro quotidiano e dell’impegno che mettiamo nell’innovazione tecnologica e in una cultura

MARCO RIGHI

CEO E FONDATORE DI FLASH BATTERY

di impresa sostenibile volta al benessere dei nostri collaboratori. Un anno fa, infatti, abbiamo inaugurato il nuovo stabilimento a Sant’Ilario d’Enza e, soprattutto, stiamo celebrando il decennale di fondazione della nostra azienda, già più volte premiata come miglior impresa giovanile dell’EmiliaRomagna, con un’età media dei dipendenti sotto i 35 anni. Al Bauma abbiamo presentato l’ultima release del ‘Flash Data Center’, il software proprietario di controllo dati automatico e real-time, che sfrutta l’intelligenza artificiale e ‘machine learning’ garantendo una

manutenzione predittiva delle oltre 15.000 batterie attive nel mondo e una pianificazione avanzata degli interventi di manutenzione straordinaria, evitando fermi macchina che si tradurrebbero in sprechi di denaro e di tempo. Il sistema consente anche di pianificare in modo sostenibile la sostituzione di batterie a fine vita per intere flotte, ottimizzando e riducendo i costi di smaltimento e migliorando l’efficienza del processo di riuso delle componenti grazie alla ‘blockchain’ relativa ai componenti. A maggior ragione siamo soddisfatti del riconoscimento ottenuto, che corona un anno impegnativo per le conseguenze che ancora si scontano a causa della pandemia e, soprattutto, in relazione al conflitto in Ucraina. Due criticità che hanno determinato carenze nella catena di approvvigionamento, ma che non hanno arrestato un processo di crescita segnato sia dall’aumento del fatturato che dall’ottenimento della certificazione DNV del sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO14001. Un grande stimolo per continuare a migliorarci e a crescere come azienda e come individui”.

WACKER NEUSON

Incontro con il futuro al Bauma 2022 All’insegna del motto “Meet the future”, Wacker Neuson si è presentata al Bauma 2022 insieme al suo marchio “gemello” Kramer. Il motto ha riflesso il punto chiave dell’aspetto della fiera: l’attenzione è stata rivolta allo scambio personale con i visitatori, ma ha sottolineato altresì che i temi del futuro - come l’elettrificazione e la digitalizzazione - giocano un ruolo importante. Rappresentante di questa strategia è l’escavatore gommato EW100: 16 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

durante il suo sviluppo, infatti, l’attenzione del costruttore si è concentrata sul cantiere 4.0, con

focus sulla gestione intelligente degli attrezzi, su un’interfaccia uomo-macchina ben congegnata e sulla predisposizione per diversi sistemi di assistenza e interfacce. La facilità d’uso e l’efficienza sono stati punti centrali durante lo sviluppo di questo mezzo: grazie alla potente idraulica di guida e all’elevata potenza di lavoro di base, l’EW100 è adatto anche per impegni per i quali altrimenti dovrebbe essere utilizzato un escavatore da 14 t.


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NOTIZIE HYUNDAI

Le tecnologie innovative della “Future Zone” Durante il Bauma, Hyundai CE ha offerto l’opportunità di vivere della “Future Zone”: nota come “Hyundai Connect Experience”, propone una serie di innovative tecnologie avanzate che incrementano tempo di operatività, produttività e sicurezza nei cantieri. L’esposizione interattiva ha combinato tecnologie sviluppate dalla Casa sudcoreana con quelle create insieme a partner di settore. Il sistema Hi SITE, ad esempio, è uno strumento di gestione dei cantieri che utilizza la piattaforma XiteCloud del Gruppo Hyundai per realizzare analisi e visualizzazioni digitali dei progetti. Il sistema riceve gli input da una serie di fonti come indagini aeree con droni, disegni tecnici tradizionali e, riunendo insieme le tecnologie, diventa una risorsa preziosa e facilmente accessibile per il cantiere. Attualmente commercializzato nel mercato sudcoreano, è in fase di valutazione per una potenziale espansione in Europa. La gamma di sistemi di guida e controllo macchina Hi ASSIST, invece, è sviluppata in collaborazione con Trimble Earthworks. Essi possono essere usati per ottenere guida e controllo bidimensionali o per il controllo tridimensionale degli escavatori Hyundai Serie A. HCE ha inoltre sviluppato una serie di soluzioni per il controllo da remoto delle macchine che aumentano sicurezza ed efficienza in condizioni operative pericolose. Attualmente sono in fase di sviluppo tre soluzioni: una app mobile, una consolle di controllo da remoto e una stazione di comando da remoto analogico. Interessante anche il sistema Hi DETECT: fa parte della tecnologia di sicurezza sviluppata da Hyundai per rilevare l’ambiente circostante mentre la macchina è in azione e allerta l’operatore in caso di pericoli. Questa tecnologia è in fase di potenziamento per diventare 18 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

un sistema di sicurezza attiva, che utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere e controllare le operazioni della macchina. Il sistema incorpora la tecnologia RDS (Rear Detection System), che utilizza un radar per rilevare oggetti e allertare automaticamente l’operatore di un potenziale impatto. Il sistema di sorveglianza intelligente (SGS) è invece una tecnologia di rilevamento ostacoli che utilizza sensori particolarmente sensibili intorno alla macchina. L’azienda ha poi ulteriormente sviluppato il sistema AAVM+ (Advanced Around View Monitoring) per le pale gommate, che sarà lanciata nel 2023, combinando sensori radar posteriori, un sensore di angolo di sterzata e il sistema AAVM, migliorando significativamente la sicurezza sulla parte posteriore della macchina. La tecnologia visualizza l’area operativa, evidenziando i pericoli e riducendo i punti ciechi per l’operatore, come il sistema automobilistico di ausilio al parcheggio. Il sistema AAVM+ definisce le zone di avvertimento/ pericolo, contenendo al minimo

i falsi allarmi. Gli E-Bounds sono confini elettronici virtuali che possono essere preimpostati dall’operatore in cantiere o dal manager in ufficio. L’attrezzatura di lavoro della macchina non funziona oltre il confine elettronico, proteggendo personale e beni in cantiere e prevenendo l’utilizzo non autorizzato della macchina. Grazie al sistema telematico Hi MATE, infine, i clienti hanno accesso alla diagnostica in tempo reale, per una manutenzione preventiva. Questa tecnologia può essere sfruttata anche da sistemi di gestione flotta di terze parti mediante protocollo standard API per trasferire i dati a sistemi operativi esterni.


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NOTIZIE DOOSAN

Demolizione “storica” a Lissone L’escavatore DX530DM, “gigante” da demolizione di Doosan, è stato ritenuto il mezzo più idoneo per la demolizione “top down” di una vecchia porzione di fabbrica dello storico stabilimento dell’azienda meccanica Brugola OEB Industriale di Lissone (MB), specializzata nella produzione di viti critiche e componenti di fissaggio per il settore automotive. Un intervento urbanistico, questo, che ridarà vita a un’area di città situata nelle immediate vicinanze del centro storico e che incrementerà il livello di vivibilità dell’intero quartiere. L’intervento è stato commissionato a Seli Manutenzioni Generali di Monza, azienda dall’esperienza di oltre 50 anni in ambito edile, che ha

visto un’importante crescita della più recente Business Unit dedicata a demolizioni e decommisioning. Per un abbattimento di questa entità il mezzo ideale è risultato il DX530DM, il più grande escavatore da demolizione prodotto da Doosan, con braccio da 29 m e un diagramma di lavoro imponente. La peculiarità di questo mezzo sta nella sua

flessibilità e nella possibilità di passare con estrema facilità dal braccio da demolizione a quello da scavo e viceversa, rendendo così possibile eseguire lavori diversi sullo stesso cantiere con la stessa macchina. Altra peculiarità è il sottocarro estendibile, che garantisce un’ottimale stabilità, fondamentale in cantieri di questa portata. La larghezza può essere

ridotta idraulicamente per rendere più agevole il trasporto. Il DX530DM dotato di braccio lungo e pinza demolitrice ha realizzato la bonifica preventiva e l’intera demolizione dall’alto di due stabili industriali costituiti da un corpo di fabbrica a torre, dell’altezza di 20 m, e di due edifici monopiano, che costituivano la vecchia fabbrica OEB, suddivisi in altrettanti macrosettori. Il corpo di fabbrica, costituito per la maggior parte da mattoni pieni, e la tutela sia delle coperture confinanti che dei corpi di fabbrica delimitanti, hanno richiesto l’esecuzione di una destrutturazione a una quota 24 m basta sulla precisione e sulla rapidità d’esecuzione.

ORTECO

Nuova partnership con Mortensen Continua senza sosta lo sviluppo di nuove soluzioni e al tempo stesso la crescita internazionale di Orteco, azienda bolognese specializzata da 50 anni nella progettazione, produzione e distribuzione di macchine battipalo per differenti settori, tra i quali quello delle energie rinnovabili che oggi rappresenta il suo “core business”. Proprio in quest’ambito, l’azienda è stata scelta da Mortenson, una tra le principali realtà statunitensi nel campo dell’edilizia e della fornitura di servizi di ingegneria per il settore energetico, per collaborare allo sviluppo di 20 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

attrezzature robotiche per la realizzazione di impianti a energia solare di ultima generazione. Il risultato è una nuova tecnologia per la posa e la distribuzione automatica dei pali a terra che, grazie a un software molto evoluto

e al sistema Orteco GPS machine control, si muove autonomamente all’interno del parco solare, per posizionarli con estrema precisione durante la realizzazione di nuovi siti per la produzione di energia solare su larga scala. La macchina è in grado di effettuare tutte le operazioni senza la guida diretta di un operatore, che potrà controllare il lavoro da remoto via computer. Inoltre, grazie a una serie di potenti sensori, questa soluzione garantirà non solo la massima precisione di lavoro, ma anche la totale sicurezza per gli operatori eventualmente presenti in campo.


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NOTIZIE BAUER MACCHINE ITALIA

Un ago vibrante per il progetto “Ravenna Port Hub” Il progetto “Ravenna Port Hub” prevede l’escavazione di 5 milioni di metri cubi di sedimenti finalizzati a portare a 12,5 m la profondità dei fondali del porto, il rifacimento delle banchine esistenti e la realizzazione di una nuova banchina della lunghezza di oltre 1.000 m in Penisola Trattaroli a servizio di una nuova area portuale da destinarsi principalmente a Terminal Container. L’intervento è un enorme progetto di ampliamento e di ristrutturazione del porto di Ravenna e avrà una durata complessiva di circa sette anni. All’interno di questa massiccia opera di riqualificazione sono previsti interventi di molteplici tipologie, quali pali trivellati, FDP, CFA, micropali, tiranti. Tra le tante lavorazioni c’è anche la realizzazione di colonne in ghiaia che vengono effettuate utilizzando un ago vibrante Bauer TR17 montato su un escavatore tralicciato. “Bauer - spiega l’Ing. Andrea Ruggero, Sales Manager di Bauer Macchine Italia - produce due tipi di ago vibrante, il TR17 e il TR75, dove a cambiare è essenzialmente la taglia. Il TR17 utilizzato a Ravenna è solitamente impiegato per l’esecuzione di vibroflottazione o di vibrosostituzione per diametri di colonna in ghiaia da 500 a 800 mm, mentre per dimensioni maggiori si passa al TR75. A Ravenna l’impresa incaricata dei lavori, la RCM Costruzioni, sta realizzando colonne in ghiaia da 600 mm di diametro, che arrivano a una profondità massima di 16,5 m e, visto il tipo di terreno, sta usando solo acqua in media pressione per 22 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

aiutarsi sia nella fase di discesa che nella fase di risalita e costipazione. Le colonne in ghiaia sono realizzate con tecnologia di vibroflottazione in modalità top feed. Nel ‘top feed’ la ghiaia che genera la colonna viene alimentata dall’alto. L’ago vibrante presenta apposite condotte interne che sono adibite al passaggio di aria o acqua in pressione. Questi due elementi aiutano il vibratore ad arrivare alla quota prevista. Quando il vibratore

è giunto alla quota definita, la ghiaia viene alimentata dall’alto, solitamente tramite un escavatore. In maniera sequenziale l’ago viene sollevato a step di circa 0,5 m per poi essere rilasciato leggermente, in modo che la ghiaia vada a costipare il terreno. Questo sistema permette di ottenere sia un miglioramento delle condizioni del suolo sia, nei limiti di quanto il terreno accetta la ghiaia, di aumentare il diametro della colonna rispetto al corpo vibrante. Infatti quando si infigge l’ago si ottiene il diametro dato dalla punta con una contenuta maggiorazione data dalla vibrazione. Gli step di risalita consentono il miglioramento del terreno e permettono di ottenere il diametro previsto dal progetto. Incrociando il dato del volume di ghiaia inserito, attraverso un calcolo empirico è possibile determinare il diametro effettivo della colonna. A Ravenna le colonne eseguite svolgeranno la funzione di dreni verticali che agiranno in un terreno limo-sabbioso, con una piccola fascia intermedia di argilla e di argilla mediamente addensata negli ultimi 3 m. In questo ultimo strato l’ago deve lavorare a pressioni operative elevate per riuscire a penetrare e poi a costipare la ghiaia”.



NOTIZIE JCB

Un serbatoio mobile per le macchine a idrogeno JCB sta investendo 100 milioni di sterline in un progetto per la produzione di motori a idrogeno super efficienti e ha già presentato prototipi funzionanti di una terna e di un sollevatore telescopico alimentati a idrogeno. Oggi l’azienda ha annunciato un’altra novità nel settore: un sistema di rifornimento mobile per idrogeno che offre agli utilizzatori un modo semplice e veloce per rifornire le loro macchine direttamente in loco. Circa il 97% delle macchine edili viene rifornito di carburante direttamente durante il lavoro in cantiere. Ciò significa che gli operatori sono già abituati al carburante “trasportabile”, che consente il rifornimento in

pochi minuti. Il presidente di JCB Lord Bamford, che sta guidando in prima persona il progetto JCB sull’idrogeno, ha dichiarato: “Da quando siamo diventati la prima azienda di macchine movimento terra a presentare modelli alimentati a idrogeno molti ci hanno chiesto come poterle rifornire di carburante. Oggi abbiamo una risposta con il

nuovo sistema mobile di rifornimento di idrogeno, che consente di prelevare l’idrogeno dai semirimorchi in loco e distribuirlo alle macchine dal nostro sistema mentre lavorano sul posto di lavoro. Questo modo di operare non è diverso da quanto in uso oggi ad esempio con il diesel trasportato in cantiere per i rifornimenti di carburante alle macchine. I combustibili fossili non sono il futuro, l’idrogeno è la soluzione pratica per alimentare le nostre macchine nei decenni a venire. I nostri ingegneri britannici stanno facendo un lavoro fantastico nello sviluppo di questa tecnologia e già vediamo nel futuro molti altri sviluppi interessanti”.

KOHLER ENGINES

La “Road map” per la sostenibilità Kohler Engines ha annunciato la sua nuova strategia verso un futuro più sostenibile. Con una conferenza tenutasi in occasione del Bauma il costruttore ha rivelato il suo piano a lungo termine per trasformare l’azienda da “produttore” a “fornitore” di energia. La presentazione di questa strategia è giunta in un momento epocale per l’industria dei motori, in cui stanno emergendo cambiamenti radicali nelle tecnologie che avremo disposizione in futuro. Con la spinta verso la progressiva decarbonizzazione e l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, nuove tecnologie si stanno definendo. Alcune di queste giocheranno un ruolo sempre più importante nel futuro dell’industria “off-road” e potrebbero addirittura sostituire la tecnologia ICE in alcune applicazioni. L’impegno costante di 24 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Kohler per la decarbonizzazione non mette da parte tale tecnologia, ma la trasforma, continuando a investire in propulsori a combustione interna in grado di fornire energia pulita e conveniente per i clienti. I cambiamenti tecnologici non avverranno contemporaneamente in tutti i segmenti di clientela e attualmente non esiste ancora una soluzione unica per tutte le esigenze: la scelta di una soluzione

rispetto a un’altra dipenderà dalla macchina, oltre che da fattori quali il ciclo di lavoro, l’ambiente operativo e l’ubicazione, le normative e gli incentivi specifici del mercato. Nascono così i nuovi pilastri della strategia Kohler: i carburanti alternativi, più economici e gestibili dal punto di vista logistico; l’elettrificazione e l’ibridazione, per ridurre le dimensioni del motore o per ottenere emissioni zero durante il funzionamento; l’idrogeno come potenziale combustibile verde. Un primo passo avanti è già stato fatto con l’acquisizione di Curtis, che amplia e diversifica il portafoglio prodotti sfruttando l’esperienza di questa realtà nell’elettrificazione e consolidando l’impegno verso le soluzioni ibride ed elettrificate. La “Road Map” di Kohler verso l’elettrificazione ha come primo obiettivo, in termini di data, il 2025.


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NOTIZIE CASE

Lo stabilimento di Lecce festeggia 50 anni di attività Lo stabilimento CASE di Lecce ha festeggiato 50 anni di attività. Le celebrazioni hanno avuto inizio con la messa a dimora di un ulivo, simbolo del Salento e del radicamento nel territorio dell’azienda. Le istituzioni hanno voluto essere presenti per esprimere il loro sostegno a questa realtà industriale che da mezzo secolo contribuisce all’economia del territorio. Tra loro, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore della regione allo sviluppo economico Alessandro Delli Noci e Loredana Capone, presidente del consiglio regionale. Presente anche Angelo Corallo, professore del dipartimento di Ingegneria dell’innovazione

dell’Università del Salento, ateneo che ha con lo stabilimento una partnership di lunga data. Federico Bullo, responsabile del segmento Construction CNH Industrial per l’Europa, ha ricordato la storia del polo, fatta di sfide, continuità nella tradizione, lavoro di squadra, competenze, dedizione e impegno e ha dichiarato: “CASE ha sempre creduto e crede nello sviluppo

di questo stabilimento; per questo abbiamo incrementato gli investimenti in tecnologia, impianti, formazione, sicurezza sul lavoro e innovazione continua”. Per l’occasione sono state aperte le porte della struttura e dei suoi reparti. Guida d’eccezione, l’associazione degli ex impiegati del plant, che ha mostrato ai partecipanti dove CASE produce quattro linee di macchine in 64 modelli e 3.400 configurazioni.

HYDRECO HYDRAULICS

Il futuro è “sotto controllo” Hydreco Hydraulics era presente al Bauma, dove ha presentato le competenze delle realtà che compongono il gruppo Duplomatic: Duplomatic MS, Continental Hydraulics, Hydreco Hydraulics e Till Hydraulik, unite sotto la leadership di Daikin Industries dallo scorso 1° luglio. Hydreco Hydraulics ha mostrato le proprie soluzioni integrate per il controllo di movimento, che includono la nuova gamma di valvole di controllo direzionali serie MS, la nuova impugnatura ergonomica multifunzione MHC e altri prodotti, come i cilindri oleodinamici customizzati. In mostra anche i più recenti sviluppi delle pompe a ingranaggi esterni, realizzate nel nuovo sito produttivo di Parma, e la nuova serie di valvole a cartuccia. Il gruppo Duplomatic sta rafforzando la propria presenza 26 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

nell’area tedesca grazie anche alla recente acquisizione di Till Hydraulik, specializzata nella produzione di microidraulica e di cilindri oleodinamici per il settore mobile. “Bauma è la fiera di riferimento per noi in Europa per il settore delle costruzioni e del mining. A Monaco abbiamo avuto l’opportunità di presentare le nostre innovazioni, prenderci cura dei clienti, incontrare nuovamente gli operatori del settore e avere un confronto sulle esigenze dei

costruttori e sulle soluzioni che siamo in grado di sviluppare per loro”, ha affermato Simone Bulleri, Mobile Technical Director di Hydreco. “Ho trovato interessanti le nuove tecnologie presentate in fiera, la cui applicazione abbraccia l’intera catena del valore. Questa è stata l’occasione giusta per acquisire prospettive innovative anche sui temi della sostenibilità”. Lo stand Hydreco ha reso evidente l’appartenenza al mondo Daikin. “Hydreco è ora parte di Daikin Industries; questo nuovo percorso è un passaggio significativo nella nostra storia di crescita e rappresenta un’opportunità d’integrazione dei punti di forza e delle competenze di Duplomatic, Continental, Hydreco e Till”, ha detto Katie McColl, CEO di Hydreco Hydraulics e Continental Hydraulics.


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NOTIZIE SOILMEC

Una vera esperienza di cantiere al Bauma “Soilmec Driller World” è l’esperienza che i visitatori del Bauma 2022 hanno potuto vivere all’interno dello stand Soilmec. Una vera esperienza di cantiere organizzata all’interno di una manifestazione fieristica. “Quest’anno abbiamo deciso di presentarci al Bauma 2022 con un nuovo look: uno stand rinnovato e caratterizzato da un concept innovativo, che sottolinea il cambio di paradigma della nostra azienda. Un’area progettata e allestita in modo da far scoprire ai visitatori i vantaggi e le potenzialità delle macchine, delle attrezzature e dei servizi Soilmec attraverso una vera e propria ‘esperienza immersiva’”, hanno dichiarato i rappresentanti dell’azienda presenti in fiera. Lo stand Soilmec era infatti suddiviso in sei aree distinte, organizzate per tematiche dedicate: Infrastrutture, Grandi progetti, Edifici, Sostenibilità, Formazione e Controlli, Relazione con il cliente. “Sei spazi specifici e dedicati ma interconnessi attraverso i nostri tre concetti fondamentali: ‘Persone’, ‘Know-how” e ‘Prodotti’. Una volta entrati nel ‘Driller World’ di Soilmec

28 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

gli ospiti hanno potuto vivere una vera e propria esperienza di cantiere, verificando da vicino la consistenza e la validità di attrezzature, processi, tecnologie e servizi offerti in una specie di diorama in scala 1:1”. Sei aree per sei macchine: ogni zona, infatti, era presidiata da un modello Soilmec specifico. I visitatori hanno quindi potuto ammirare da vicino la perforatrice SM-22, unitamente ai modelli SR-65 Blue Tech Line, SC-135 Tiger c/w SH-35 e alla SR-125 Blue Tech Line. Naturalmente ha attirato particolare attenzione la nuova perforatrice elettrica SM-13e, una macchina a zero emissioni posta

di fronte all’entrata dello stand del costruttore cesenate, dotata di quattro motori elettrici, un pacco batterie al litio LFP (“Lithium Iron Phosphate”) in grado di garantire un’operatività di 4 + 4 ore, con una ricarica (con ECS) di circa 1 ora e 40 minuti, e una batteria ausiliaria che consente di lavorare per circa un’ora. Una macchina, questa, progettata per garantire sostenibilità e allo stesso tempo un’elevata produttività, riduzione dei costi operativi e versatilità. Particolarmente interessante, oltre alle macchine esposte, anche la DME (“Drilling Mate Experience”) che Soilmec ha consentito di vivere ai visitatori dello stand: grazie a uno specifico simulatore messo a disposizione in un apposito container questi hanno potuto usufruire di una sorta di “training center” in 3D, utile ad approcciare in modo più approfondito le tecnologie di perforazione (Kelly e CFA). Il tutto come se si fosse comodamente seduti in una vera cabina, completa di monitor a 12”, joystick, selettori e monitor, controllando le operazioni tramite un video a 70” posto di fronte all’operatore.


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NOTIZIE KOBELCO

Grande ritorno al Bauma! Dopo una lunga pausa nel calendario degli eventi internazionali del settore delle costruzioni, Kobelco Construction Machinery Europe B.V. (KCME) ha confermato la sua imponente presenza al Bauma 2022. La Germania è una regione importante per KCME: il costruttore giapponese, quindi, ha presentato all’evento quasi tutta la sua gamma di escavatori, oltre a incontrare i concessionari e i clienti tedeschi

nuovi e storici. All’interno del suo stand KCME ha esposto un’ampia varietà di macchine, tra cui: i miniescavatori SK10SR-2E, SK17SR3E, SK19, SK25SR-6E, SK28SR6E, SK35SR-6E e SK58SRX-7, gli escavatori di medie dimensioni e a corto raggio SK75SR-7 (“side drain”), SK85MSR-7 (triplice), SK140SRLC-7 (triplice), ED160BR-7 Blade Runner, SK230SRLC-5E, SK270SRNLC-5E e SK380SRLC (triplice), nonché gli escavatori

convenzionali di ultima generazione SK130LC-11, SK180LC-11 (triplice), SK210LC-11, SK260NLC-11 (Long Reach), SK300NLC-11 (triplice), SK350NLC-11 e SK530LC-11, gli escavatori per demolizione e gli escavatori pesanti. Allo stand Kobelco, infatti, è stato possibile ammirare la macchina da demolizione SK400DLC-11, il gigante della demolizione SK1300DLC-10E e la SK850LC-10E, la più grande macchina tradizionale di Kobelco. Una citazione anche per gru, poiché Kobelco ha colto l’occasione del Bauma per esporre il modello CKE900G-3.

GEROTTO

Il “know-how” italiano in Finlandia La Gerotto Federico di Campodarsego è stata selezionata dal comitato scientifico dell’evento No-Dig Iternational, tenutosi a Helsinki a ottobre, per fare conoscere innovative soluzioni che Gerotto ha messo in campo nell’ambito dei cosiddetti scavi non distruttivi. Si tratta di tecniche avanzate e sostenibili che minimizzano l’impatto

30 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

sull’ambiente e sulle comunità grazie all’utilizzo di mezzi speciali e tecnologie robotizzate, ambiti sui quali l’azienda guidata oggi da Alessandro Gerotto, AD dell’azienda e presidente in carica di Ance Padova, ha un know-how di più di 20 anni. Nel 2020 questo sistema di lavoro è stato normato da una prassi UNI, la 97:2020, che ha visto protagoniste molte

aziende italiane - tra queste Gerotto - per scrivere un documento internazionale sul funzionamento di queste macchine, tradotto anche in inglese e cinese. “L’essere scelti da un comitato internazionale per portare la nostra esperienza – ha commentato Gerotto – è un orgoglio come azienda perché testimonia il lavoro svolto negli anni, ma è un orgoglio per tutto il settore perché fa emergere un modo nuovo di fare edilizia. Quelle che usiamo noi sono macchine 4.0 completamente connesse, comandate da remoto e oggi chi sceglie di lavorare nel mondo delle costruzioni e delle manutenzioni è un professionista completo, a proprio agio con il mondo digitale. Ai giovani dico che l’edilizia oggi è un’opportunità e che è molto diversa dall’immaginario collettivo degli anni scorsi”.


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ATTUALITA’ Macchine e sicurezza

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miglioramento costante, ma si può fare di più Quest’anno IPAF - International Powered Access Federation, l’associazione che promuove l’uso efficace e sicuro dei mezzi mobili di accesso aereo in tutto il mondo, nella cantieristica come nell’industria e in molti altri ambiti - è in grado di esaminare i dati relativi alla sicurezza del settore di un intero decennio, avendo iniziato a raccogliere segnalazioni sugli incidenti nel 2012 di Gianni Gennari

I

l “Rapporto globale IPAF sulla sicurezza 2022” consente di avere una visione d’insieme ampia, analizzando dieci anni di numeri ed eventi correlati ai mezzi di accesso aereo, con una vasta serie di statistiche e tendenze. Purtroppo i dati mostrano che nel periodo citato le stesse tre categorie di incidenti sono rimaste in cima alla lista delle cause di lesioni gravi e decessi: si tratta di cadute dalle piattaforme, folgorazioni e stabilità/ribaltamento delle macchine. Sicuramente i numeri degli ultimi tempi

34 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

sono in crescita perché legati all’aumento delle segnalazioni, che arrivano con più frequenza e da un numero maggiore di Paesi rispetto al passato. È comunque preoccupante che le cause di infortunio sul lavoro legate all’uso di macchine di accesso aereo siano invariate nell’ultimo decennio. Un’elevata percentuale di infortuni si è verificata mentre le attrezzature erano in posizione elevata, ma è importante riconoscere anche il numero significativo di incidenti, tra cui alcuni fatali, che accadono durante le operazioni di carico/

scarico e nel corso della manutenzione delle attrezzature stesse. Se consideriamo l’occupazione delle persone coinvolte negli incidenti, infatti, nella maggior parte dei casi sono i dipendenti delle società di noleggio a segnalare gli incidenti, non gli utenti finali. Cadute dalle piattaforme: il punto debole del settore Negli ultimi dieci anni le cadute hanno provocato 236 segnalazioni, provenienti da 20 Paesi, con 130 vittime. I Paesi con il maggior numero di segnalazioni sono


Stati Uniti, Regno Unito, Repubblica di Corea e Germania. I settori industriali in cui è stato registrato il maggior numero di cadute dalle piattaforme sono edilizia, arboricoltura, attività di noleggio e gestione degli impianti. Esaminando i tipi di macchine coinvolte, le autocarrate sono solitamente quelle più impiegate (30,8% degli incidenti), seguite da quelle verticali mobili (28,8%) e a bracci mobili con il 22,8%. La maggior parte delle cadute dalle piattaforme avviene mentre la macchina è in posizione elevata. Tuttavia, si nota anche come

le cadute si verifichino anche durante gli spostamenti in posizione elevata e abbassata, molte delle quali probabilmente causate da espulsioni dalla piattaforma, per via dell’effetto “catapulta”. Le folgorazioni Secondo i dati a disposizione di IPAF relativi agli ultimi 10 anni, fino al 2016 le folgorazioni erano relativamente rare. Da quel momento l’associazione ha iniziato a ricevere informazioni più precise rendendosi conto che probabilmente il dato era stato sottostimato in preceden-

za. I luoghi in cui è più probabile subire un infortunio mortale sono le aree pubbliche o le strade. Anche i locali commerciali registrano un certo numero di folgorazioni, mentre si sono verificati incidenti anche nei cantieri, nelle officine e nei cortili (delle aziende di noleggio). Gran parte delle folgorazioni riguarda il contatto con una linea elettrica aerea, ma sono state segnalate anche folgorazioni nelle officine dotate di gru a ponte e barre per bus sotto tensione. Le autocarrate e i ragni sono le PLE maggiormente coinvolte in questa ti-

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 35


ATTUALITA’ LE 10 CAUSE PRINCIPALI DI INCIDENTI GRAVI E FATALI

SONO TRE LE CAUSE PRINCIPALI IN TERMINI DI TIPOLOGIA DI INCIDENTI PIÙ COMUNI: CADUTE DALLA PIATTAFORMA, FOLGORAZIONI E RIBALTAMENTI. SEGUONO L’INTRAPPOLAMENTO E I PROBLEMI MECCANICI/TECNICI LEGATI ALL’INOPERATIVITÀ DELLA PLE

Tutto il personale coinvolto in questo tipo di lavori deve disporre di una formazione adeguata. È fondamentale anche la scelta della macchina: i disposi-

I ribaltamenti I problemi di stabilità e ribaltamenti sono costantemente tra le prime cinque cause di lesioni gravi e decessi. La stragrande maggioranza degli incidenti mortali e infortuni gravi si è verificato con la macchina in posizione elevata, ma anche durante lo spostamento in posizione elevata e abbassata. Negli ultimi dieci anni i produttori hanno apportato numerosi miglioramenti alla progettazione di queste attrezzature. Oggi è possibile trovare macchine dotate di computer di bordo e apparecchiature diagnostiche integrate o remote che verificano l’impostazione e il funzionamento in sicurezza di qualsiasi ti-

IL SETTORE IN CUI SI È SEGNALATO IL MAGGIOR NUMERO DI INCIDENTI È QUELLO DEL NOLEGGIO DI MEZZI DI ACCESSO AEREO, CON IL 43%, SEGUITO DALL’EDILIZIA CON IL 29% DEGLI INCIDENTI

pologia di eventi: quasi il 50% degli infortuni mortali e gravi riguarda questo tipo di attrezzature. Poco meno di un terzo (30%) degli infortuni mortali si è verificato sulle PLE a braccio mobile. È possibile manovrare queste macchine in posizione sopraelevata, quindi occorre prestare particolare attenzione in presenza della macchina e dell’operatore in prossimità delle linee aeree. IPAF ricorda come occorra pianificare, supervisionare e gestire correttamente l’utilizzo delle PLE in prossimità delle linee elettriche aeree.

tivi aerei isolati (IAD) offrono spesso una maggiore protezione.

DIECI ANNI DI MONITORAGGIO IPAF precisione e dettaglio di ciascuna del-

Le segnalazioni sono migliorate ri-

le oltre 600 segnalazioni raccolte ogni

spetto agli inizi, il che ha consenti-

anno ci consente di fornire analisi più

to un’analisi più dettagliata e appro-

dettagliate rispetto al passato. A par-

fondita dei dati. Si tratta di un pas-

tire da questi numeri, IPAF persona-

so nella giusta direzione, ma biso-

lizza il lavoro che svolge: ad esempio,

gna riconoscere che i principali tipi

aggiornando e modificando i corsi di

di incidenti che causano lesioni gra-

formazione per affrontare un proble-

vi e decessi sono rimasti invariati

ma specifico, preparando messaggi di

negli ultimi dieci anni. Questo po-

sicurezza mirati, come l’attuale cam-

trebbe essere in parte dovuto all’au-

pagna ‘Occhio alle cadute!’ volta a ri-

mento delle segnalazioni nell’ultimo

durre le cadute dalle piattaforme o svi-

decennio, ma non dovremmo chie-

luppando linee guida tecniche utili, co-

derci che cosa possiamo fare di più,

“Nei dieci anni in cui IPAF ha inizia-

me il documento ‘Utilizzo sicuro delle

individualmente e collettivamente,

to a raccogliere dati sugli incidenti

PLE nelle zone pubbliche’, pubblicato

per risolvere le cause alla radice e

le principali cause di lesioni gravi

all’inizio di quest’anno. IPAF ha anche

ridurre davvero questi eventi?

e decessi nell’utilizzo dei mezzi di

lanciato l’app ePAL per operatori e re-

Consultando i numeri e prendendo

accesso aereo sono le cadute dal-

sponsabili nell’accesso aereo, per se-

atto delle tendenze non solo annua-

le piattaforme, le folgorazioni e i ri-

gnalare in modo rapido e semplice gli

li o triennali, ma dell’intero arco dei

baltamenti. Dal 2012 a oggi abbia-

incidenti sul posto, compresi quelli mi-

dieci anni, mi auguro che il settore

mo registrato incidenti in oltre 40

nori e mancati, che spesso vengono

possa comprendere meglio le sfide

Paesi in tutto il mondo. Il livello di

tralasciati.

che dobbiamo ancora affrontare.”

PETER DOUGLAS

DIRETTORE GENERALE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI IPAF

36 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


SEGNALARE GLI INCIDENTI: TUTTI POSSONO CONTRIBUIRE IPAF e i suoi soci analizzano i dati resi anonimi sugli incidenti nel campo dell’accesso aereo per identificare le aree di rischio e predisporre linee guida, formazione e campagne di sicurezza. La segnalazione non è riservata ai membri IPAF: chiunque sia coinvolto nel lavoro in quota, anche in forma anonima, può segnalare un incidente nel portale www. ipafaccidentreporting. org o tramite l’applicazione per dispositivi mobili ePAL. Sono raccolte le segnalazioni anche degli incidenti mancati, cioè che non causano lesioni o danni a macchine o strutture, ma che rappresentano una situazione potenzialmente pericolosa per le persone.

po di PLE. Tuttavia, i sistemi installati dai produttori non sono infallibili e non possono impedire il ribaltamento della macchina in presenza di un terreno sottostante non abbastanza stabile. È importante ricordare i principi dell’accurata valutazione dei rischi, compresa la conoscenza delle condizioni del terreno e l’idoneità della macchina per il compito da svolgere. Di conseguenza, valutare le condizioni del terreno nell’area di lavoro prima di spostare, utilizzare o installare una PLE su qualsiasi superficie è fondamentale. Le prossime sfide: “Occhio alle cadute” La sfida principale, allo stato attuale, è conseguire progressi reali per ridurre gli incidenti più comuni. L’ultima campagna di sicurezza mirata di IPAF, “Occhio alle cadute!” punta esattamente a questo. Le misure per la prevenzione delle cadute dalla piattaforma - vale a dire accurata valutazione del rischio in loco, corretta selezione della macchina, uso di dispositivi di protezione antica-

duta (DPI) individuali nelle piattaforme a braccio, impossibilità di uscire o sganciarsi dal punto di ancoraggio della piattaforma in altezza - vengono indicate nelle linee guida sulle pratiche di sicurezza del settore. Perché continuano a verificarsi infortuni e decessi? IPAF consiglia di far indossare agli occupanti un’imbracatura completa con cordino corto regolabile, con l’esclusione delle circostanze eccezionali in cui una valutazione del rischio ritenga non necessario tale dispositivo o persino in grado di aumentare il rischio, come nel caso dei lavori sull’acqua. Molti incidenti si sono verificati in concomitanza con guasti tecnici alle sovrastrutture dei bracci, che hanno provocato cadute dalla piattaforma. Per ridurre al minimo questo rischio occorre sempre verificare che la PLE venga sottoposta ai necessari controlli periodici, alle ispezioni, alla manutenzione e alle pratiche di guida pre-utilizzo e OEM. Da evitare anche violazioni e incongruenze comportamentali, come arrampicarsi sui guardrail, sporgersi dalla piattaforma, ■ uscire o entrare in quota.

INCIDENTI CON SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA

IL 2021 HA VISTO 603 SEGNALAZIONI PROVENIENTI DA 28 PAESI. LE PERSONE COINVOLTE NEGLI INCIDENTI SONO STATE 628, CON 109 DECESSI, IN CALO RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE (2020), IN CUI SE NE ERANO REGISTRATI 126

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 37


MACCHINE Doosan

L’INNOVAZIONE in scena

Il costruttore coreano si è reso protagonista in questa seconda parte dell’anno per il lancio di una gamma completa di nuove macchine e di tecnologie digitali all’avanguardia, andate in scena in occasione del Bauma 2022 di Ettore Zanatta

D

oosan ha lanciato negli ultimi mesi nuove interessanti macchine, nonché tecnologie digitali all’avanguardia che hanno sostenuto il tema “Powered by Innovation”. Tema che ha incluso gli ultimi aggiornamenti dei sistemi Concept-X, XiteCloud e DoosanCONNECT, insieme ad altri prodotti esclusivi come la prima “benna trasparente”, gli escavatori compatti di nuova generazione DX27Z-7, DX35Z-7,

38 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

DX50Z-7 e DX55R-7e da 2,8 a 5,7 t (già presentati su OnSite la scorsa primavera), l’escavatore cingolato DX1000LC-7 da 100 t, il più grande mai realizzato da Doosan, e il nuovo escavatore cingolato “smart” DX225LC-7X, nonché all’anteprima del primo miniescavatore a emissioni zero DX20Z-E, il cui lancio è previsto per il 2023. Facciamo una panoramica sulle soluzioni più interessanti proposte dal costruttore coreano ed esposte al Bauma 2022.

Le nuove pale gommate DL-7 A seguito della firma di un accordo di fornitura esclusiva con l’olandese Tobroco-Giant, Doosan ha confermato i dettagli delle sue cinque nuove pale gommate compatte nella classe dalle 3,5 alle 5 t. I modelli DL60-7, DL65-7, DL80-7, DL85-7 e DL80TL-7 offrono un pacchetto completo di tecnologie moderne, tra cui: il motore Stage V, la trasmissione idrostatica a trazione integrale, il blocco del differenziale al 100% su


entrambi gli assali, il potente impianto idraulico e la spiccata capacità di sollevamento e stabilità. Le DL60-7 e DL65-7 montano un motore da 48,5 kW a 1.600 giri/min; quello delle DL80-7, DL85-7 e DL80TL-7 eroga 55 kW a 1.500 giri/min. Sono disponibili due velocità di traslazione: 30 km/h per le DL60-7 e DL65-7 e 35 km/h - con l’opzione cambio meccanico a due marce - per le DL80-7, DL85-7 e DL80TL-7. Il pedale del freno include la funzione di avanzamento lento (“in-

ching”). Un selettore manuale opzionale può essere utilizzato per impostare il numero di giri (minimo) del motore. Oltre al sistema di gestione a trazione integrale idrostatica di tipo automotive (Rexroth) sono da citare poi la cabina, disponibile in tre versioni, e il joystick “tutto-in-uno”, che mette tutti i comandi essenziali a portata di mano dell’operatore. La produttività dei modelli DL80-7/ DL85-7/DL80TL-7 può essere rafforzata con l’installazione del sistema brevet-

tato Stabilo, che rende il telaio anteriore solidale a quello posteriore, per una maggiore stabilità nel sollevamento. Le nuove pale Doosan sono configurate con tre tipi di cinematismo: a “Z”, per elevate forze di strappo elevate e altezze di carico (DL60-7 e DL80-7); a “P”, per un incernieramento braccio più basso e una maggiore capacità di sollevamento (DL65-7 e DL85-7); braccio telescopico, per la massima altezza di sollevamento e il massimo sbraccio (DL80TL-7). ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 39


MACCHINE

DOOSAN HA MOSTRATO IN ANTEPRIMA AL BAUMA UNA NUOVA GAMMA DI PALE GOMMATE COMPATTE, CON PESI OPERATIVI DA 3.500 A 5.000 KG

Al Bauma hanno fatto la loro prima apparizione anche le pale gommate DL200-7, DL280-7, DL420CVT-7 e DL580-7, quattro degli undici modelli della gamma “DL-7”. Le benne ridisegnate, che offrono fino al 7% di capacità in più, assicurano loro un carico più facile e veloce, con capacità massime da 2,0 a 6,4 m3. Doosan ha inoltre ampliato la sua offerta di opzioni in modo da fornire accessori da lavoro ancora più corrispondenti alle singole applicazioni, a tutto vantaggio della produttività. Il cinematismo a “Z” assicura forze di strappo e capacità di sollevamento elevate (in particolare per i materiali pesanti) e un angolo di scarico ampio, che agevola la fuoriuscita dei materiali aderenti. La gamma è disponibile anche in versione “HL”, con un braccio opzionale ad alto sbraccio per le applicazioni che richiedono una maggiore altezza di scarico e ancora più versatilità. L’escavatore DX225LC-7X Doosan ha lanciato anche il nuovo DX225LC-7X, il suo primo escavatore cingolato “Smart”, progettato per essere ancora più efficiente e veloce. Questo risultato è reso possibile dalle sue nuove caratteristiche di serie, come la tecnologia FEH (Full Electric Hydraulic), la guida 2D integrata, il controllo 2D semiautomatico, il ricevitore laser, il sistema E-Fence e quello di pesatura. La tecnologia FEH, in particolare, 40 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

consiste nel controllo dei movimenti delle spole del distributore tramite una linea elettrica che funge da linea di pilotaggio al posto dei classici servocomandi a pressione idraulica: i comandi vengono inviati al distributore sotto forma di segnali elettrici e sono

elaborati in modo più rapido e preciso, eliminando le tubazioni dei servocomandi tradizionali, con un risparmio di carburante importante e permettendo un’infinità di funzioni automatiche di blocco/ sicurezza e ausili allo scavo impossibili tramite comandi tradizionali. L’impianto idraulico include il sistema VBO (Virtual Bleed Off) D-ECOPOWER, utilizzato dal DX255 LC -7 in su: si tratta di un brevetto che legge continuamente i carichi di pressione che arrivano al distributore per ogni spola e dialoga elettronicamente in tempo reale con le pompe per dare in maniera istantanea solo la quantità di olio necessaria, garantendo risparmio di carburante, simultaneità dei comandi e controllabilità. L’escavatore offre tre funzioni principali di controllo della macchina, attivabili ciascuna premendo il relativo pulsante: Assist (controllo assistito per le operazioni con la benna e di livellamento); Swing Control (controllo assistito della rotazione e per l’impostazione dei limiti di rotazione); Virtual Wall (per imposta-

IL DX225LC-7X È IL PRIMO ESCAVATORE CINGOLATO “SMART” DI DOOSAN, PROGETTATO PER RENDERE PIÙ EFFICIENTE IL LAVORO DEGLI OPERATORI, ANCHE GRAZIE ALL’UTILIZZO DELLA NUOVA TECNOLOGIA FEH (FULL ELECTRIC HYDRAULIC)


tra compattezza e agilità, insieme a produttività e comfort, ed è fornito di serie in configurazione a due ruote sterzanti (ma può essere richiesto con l’opzione con sterzata integrale e a granchio). Oltre all’agilità in spazi ristretti, il DX100W-7 presenta un contrappeso integrato da 1,35 t che assicura stabilità nel sollevamento in combinazione con il braccio articolato e il bilanciere lungo. Insieme, forniscono una curva cinematica di lavoro più ampia rispetto a macchine della stessa classe, nonostante queste montino braccio e bilanciere di analoga lunghezza. Il profilo del contrappeso è ridisegnato, per offrire un migliore accesso per DOOSAN HA PRESENTATO AL BAUMA 2022 ANCHE L’ESCAVATORE GOMMATO DI NUOVA CONCEZIONE DX100W-7 DA 10 T

re i limiti in altezza di scavo/perimetro nella rotazione o nell’interferenza della benna sulla cabina o sui cingoli o sulla lama). Doosan punta ad ampliare le capacità del DX225LC-7X ed è già al lavoro per integrarvi nuove caratteristiche, tra cui: Upgrade a Trimble GPS 3D completo (opzionale); predisposizione di fabbrica per Tilt Rotator Engcon (Plug and Play); benna tiltabile per guida macchina 2D.

L’escavatore gommato DX100W-7 Doosan ha esposto a Monaco il nuvo escavatore gommato DX100W-7 da 10,7 t. Questa classe di peso è una novità per il costruttore e questo modello offre una soluzione performante per i clienti alla ricerca di un mezzo progettato per i lavori in contesti urbani e la manutenzione stradale. Il DX100W-7 offre un compromesso

DOOSAN HA PRESENTATO ANCHE IL DX1000LC-7 DA 100 T, L’ESCAVATORE CINGOLATO PIÙ GRANDE MAI REALIZZATO DAL COSTRUTTORE

TECNOLOGIE DIGITALI ALL’AVANGUARDIA Doosan ha dato dimostrazione delle

struttore. Quest’aggiornamento dell’app

cambi, attraverso una singola piattafor-

capacità della più recente versione di

DoosanCONNECT introduce servizi ag-

ma. Il sistema è progettato per rafforzare

Concept-X, la prima soluzione di con-

giuntivi e ne amplia il complesso delle

la produttività e l’efficienza dei cantieri,

trollo integrato e automatizzato senza

funzionalità, permettendole di gestire

riducendo i tempi e le risorse necessarie

operatore per cantieri edili, cave e mi-

tutti i processi, dall’utilizzo delle macchi-

per gestire le attrezzature, rispetto alle

niere, introdotta in esclusiva mondiale

ne alla manutenzione, all’acquisto dei ri-

soluzioni offline e di altro genere.

nel 2019. XiteCloud rappresenta invece la prima fase della commercializzazione di Concept-X e nasce per massimizzare la produttività integrando in una piattaforma cloud le operazioni di rilevamento topografico 3D e di calcolo dei volumi di materiale da movimentare, permettendone così l’esecuzione in appena uno o due giorni. Particolarmente apprezzato è anche il sistema per la gestione di macchine e flottaTMS DoosanCONNECT, applicazione per dispositivi mobili Apple e Android che ora offre ai clienti Doosan un nuovo sistema di gestione “tutto-in-uno” per le macchine movimento terra del coottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 41


MACCHINE la manutenzione. Il DX100W-7 offre un’altezza di marcia inferiore ai 4 m, così come richiesto dalle normative in alcuni Paesi. Altre caratteristiche di sicurezza si trovano nella cabina ROPS, dotata di sedile Premium di serie e di schermo touch-screen da 8”. Il DX100W-7 è inoltre equipaggiabile con il sistema opzionale di telecamere panoramiche a 360° e con l’associato sensore a ultrasuoni opzionale. Grazie ai 75 kW di potenza a 2.000 giri/min, erogati dal motore Doosan D34 G2 Stage V, il DX100W-7 offre un alto livello in termini di potenza, portata idraulica e forza di trazione e utilizza un nuovo tela-

DOOSAN E GEAX: ACCORDO “WIN-WIN” PER LA PERFORAZIONE È ormai consolidata la partnership tra Doosan e Geax, azienda di Montefano (MC) specializzata nel settore nella progettazione e costruzione di macchine per la perforazione. Nel 2019 la difficoltà di approvvigionamento da parte dei fornitori abituali ha spinto quest’ultima a cercare un nuovo partner che fosse in grado di supportare l’azienda a livello globale. La scelta è ricaduta su Doosan

DOOSAN HA SVELATO IN ANTEPRIMA MONDIALE IL SUO PRIMO ADT 4X4, DENOMINATO DA45-7

io, più durevole e robusto, dotato di un sistema di attacco a perni compatibile con gli accessori per carro sia anteriori che posteriori e con il sistema opzionale per la sterzata integrale a quattro ruote sterzanti.

per la fornitura di escavatori da 6 a 24 t (DX63, DX140, DX180, DX210 e DX225), nelle motorizzazioni Tier III, Stage IV Epa e Stage V, così da poter essere commercializzati nel mercato italiano, americano e asiatico. Gli escavatori vengono forniti da Doosan senza il braccio per poter essere trasformati da Geax in una macchina per pali fino a 30 m di profondità e diametro fino a 1,5 m. Il complesso allestimento da trivellazione, per i mezzi distribuiti in tutto il mondo, viene rigorosamente realizzato ex novo in Italia, nella sede Geax di Montefano. La macchina viene quindi ri-certificata e distribuita dall’azienda marchigiana nel mercato di riferimento. Le prime forniture Doosan sono iniziate nel 2020 e nel già 2021 sono state vendute le prime macchine. A oggi sono stati realizzati oltre 80 mezzi, consegnati in tutto il mondo.

42 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Il nuovo concetto di “ADT” Tra le recenti anteprime mondiali presentate da Doosan c’è anche il dumper articolato DA45-7, versione 4x4 nata per competere con i “fratelli” a telaio rigido della classe 40 t e complemento ideale per l’attuale gamma di ADT 6x6 conformi Stage V composta dai modelli DA30-7 e DA45-7 con carico utile di 28 e 41 t. Nel nuovo ADT 4x4, trattore e cabina sono gli stessi del modello 6x6 originale (le modifiche si concentrano sul rimorchio). Equipaggiato con una trasmissione ZF EP8-420, il DA45-7 è equipaggiato con due assali con ruote posteriori gemellate e sezione del cassone simile a quella degli RDT della classe 40 t. Il nuovo ADT di Doosan è largo meno di 4 m, per non dover richiedere condizioni di trasporto eccezionali, e offre un raggio di sterzata migliore rispetto agli RDT di analoga classe. Il raggio di sterzata inferiore e la configurazione del cassone ribaltabile, più adatto al trasporto di rocce piatte e pesanti, offrono rilevanti vantaggi nella costruzione di tunnel e in ambito mi■ nerario.


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MACCHINE JCB

La prova del

“CAMPO” Un escavatore cingolato 220X in configurazione “LC” (Long Carriage) è stato testato da un’importante impresa piemontese al fine di verificarne la proverbiale solidità e affidabilità in condizioni di lavoro reali. Il risultato? La conferma di peculiarità quali robustezza, versatilità e gestione ottimale di comandi e parametri operativi di Ettore Zanatta

A

breve distanza dal suo debutto l’escavatore cingolato JCB 220X da 20 t, appartenente alla nuova “Serie X” di JCB, riscuote già importanti riscontri sul mercato, che confermano la bontà dell’innovativo “concept” che sta alla base della sua progettazione. Analizzando le richieste dei clienti e raccogliendone le esigenze specifiche il team di progettazione del marchio britannico ha costruito una

44 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

macchina in cui nulla viene lasciato al caso. Qui, infatti, ogni dettaglio è realizzato con la massima cura, utilizzando materiali di qualità “automotive” e componenti collaudati inseriti in un design robusto e raffinato. Testimone d’eccellenza La Escavazioni Bosio Piero & C., impresa di Marene (CN) specializzata nel settore degli scavi e delle demolizioni, è stata uno dei primi acquirenti dell’escavatore JCB

220X. L’azienda piemontese, in particolare, ha acquistato due unità in versione “LC” (Long Carriage), che sono andate ad aggiungersi ad altre macchine JCB nel suo ampio parco mezzi. Raccontano dall’impresa: “Con JCB abbiamo un rapporto consolidato nel tempo, costruito sulla base delle eccellenti prestazioni delle sue macchine e dei continui miglioramenti che ogni nuova serie introduce”. Qualità costruttiva e tecnologie innovative non sono stati gli unici fattori di scelta. Anche l’elevato livello di


servizio e assistenza fornito dalla Arnus, concessionario JCB in Piemonte, rappresenta un valore aggiunto. “Nella nostra decisione di rinnovare ancora una volta la fiducia nel marchio JCB il ruolo di Arnus ha avuto un peso importante. In quest’occasione abbiamo acquistato due esemplari che utilizziamo in svariate tipologie di intervento, tra cui alcune particolarmente impegnative come le opere di demolizione. In questi primi mesi di utilizzo i riscontri sono stati davvero soddisfacenti”.

La carta d’identità La carta d’identità dell’escavatore cingolato JCB 220X evidenzia anche a una prima lettura delle caratteristiche interessanti e innovative, a partire dal propulsore installato, un JCB Dieselmax 448 Stage V da 4,8 l in grado di erogare 129 kW (173 HP) di potenza e una coppia massima di 690 Nm a 1.500 giri/min. Oltre che potente, l’escavatore cingolato JCB 220X è anche molto robusto: per garantirne affidabilità e soli-

dità la macchina è stata sottoposta a test su banco prova vibrante per replicare 15.000 ore di traslazione e di vibrazioni. Porta laterale e vetro anteriore sono stati collaudati per 30.000 cicli di funzionamento, al fine di garantire la qualità dei componenti. Per replicare le condizioni ambientali più difficili, inoltre, sono stati eseguiti test a caldo e freddo sia in fabbrica che sul campo, in diverse località di tutto il mondo. Massima la cura dedicata anche alla selezione della com-

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 45


MACCHINE

LA VOCE DEI PROTAGONISTI “Le impressioni raccolte in questi mesi di utilizzo dell’escavatore cingolato JCB 220X sono positive sotto ogni aspetto”, sottolineano dall’impresa Escavazioni Bosio Piero & C. “Ci è piaciuta in generale l’impostazione innovativa della macchina e la sua evidente solidità, che insieme a un’impronta dei cingoli a terra di oltre 3 m le conferisce un’eccellente stabilità, per noi particolarmente importante in quanto spesso impegnati in opere di demolizione. Le ampie possibilità di personalizzazione

DIVERSI ANNI DI SVILUPPO IN CAMPO IDRAULICO E L’IMPIEGO DI COMPONENTI GIAPPONESI ALTAMENTE AFFIDABILI HANNO CONSENTITO A JCB DI OTTENERE CON L’ESCAVATORE CINGOLATO 220X UN EQUILIBRIO OTTIMALE TRA CONTROLLABILITÀ ED EFFICIENZA

ponentistica, con l’obiettivo di coniugare velocità e controllabilità. Proprio questi ultimi due aspetti sono tra i maggiori punti di forza del nuovo 220X: i comandi proporzionali sono personalizzabili e consentono all’operatore di impostare le proprie preferenze di velocità e di controllo delle attrezzature, mentre i tubi idraulici di ampio diametro e un innovativo sistema di rigenerazione garan-

tiscono tempi di ciclo più rapidi e un ridotto consumo di carburante. A ciò si aggiungono una particolare funzione di galleggiamento del braccio, che consente un livellamento regolare su superfici dure e un miglioramento dell’efficienza del demolitore applicando la giusta quantità di pressione, e un pulsante Power Boost, che aumenta la pressione idraulica fino al 10% per un massimo

dei comandi e le possibili impostazioni dell’accessorio consentono di scegliere il manipolatore con cui lavorare, sinistro o destro, e regolare il flusso idraulico in modo da consentire a ogni operatore di trovare il giusto set-up ‘macchina-attrezzatura’. La potenza idraulica è decisamente elevata ma non va mai a scapito della precisione e della controllabilità, che restano sempre ottimali in ogni situazione operativa, così come la risposta ai comandi. Una nota di merito, infine, va riservata ai consumi di carburante che, anche utilizzando l’escavatore alla massima potenza e nelle applicazioni più impegnative, risultano sempre contenuti”. 46 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

L’IMPRESA ESCAVAZIONI BOSIO PIERO & C. DI MARENE (CN) HA ACQUISTATO DUE ESCAVATORI CINGOLATI JCB 220X IN CONFIGURAZIONE LONG CARRIAGE (LC)


I COMANDI PROPORZIONALI PERSONALIZZABILI CONSENTONO ALL’OPERATORE DI IMPOSTARE LE PROPRIE PREFERENZE DI VELOCITÀ E DI CONTROLLO DELLE ATTREZZATURE. L’ESCAVATORE CINGOLATO 220X È DISPONIBILE CON BRACCIO MONO (VEDI FOTO) O TAB

di nove secondi, per fornire una forza di strappo supplementare. Nulla è lasciato al caso Sul fronte delle emissioni, come tutti gli escavatori di nuova generazione JCB anche il modello 220X è dotato di un nuovo filtro di riduzione catalitica selettiva (SCR-F), che comprende un filtro antiparticolato diesel (DPF) e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) di grande capacità. Non è quindi più richiesto il ricircolo dei gas di scarico (EGR). Il sistema è stato rimosso dal nuovo collettore di aspirazione, ottenendo un motore più pulito. La cabina, come di consueto, è uno dei pezzi forti delle macchine JCB: la nuova versione CommandPlus è più grande del 15% rispetto ai precedenti escavatori della serie JS ed è dotata di sistema HVAC migliorato, specifiche standard più elevate, un livello di rumorosità ridotto e un monitor regolabile da 7”. Doppi ammortizzatori viscosi per l’isolamento riducono la rumorosità e le vibrazioni consentendo una rumorosità interna di 67 dB(A). Per migliorare ulteriormente il comfort sono stati introdotti ulteriori miglioramenti come un sedile a sospensione pneumatica riscaldato Grammer Deluxe, tendine anteriori, posteriori e laterali a destra, una pompa di rifornimento e un “tool-kit” rivisto, tutto di serie. Anche la fase di gestione e manutenzione è stata migliorata: gli escavatori cingolati JCB della “Serie X” richiedono meno controlli giornalieri rispetto

ai modelli precedenti, con intervalli di manutenzione dell’olio idraulico estesi e un accesso da terra a tutte le aree di ispezione. Disponibile con braccio Mono o TAB, l’escavatore cingolato

JCB 220X è dunque una soluzione concretamente potente e affidabile, pensata “su misura” per operatore e pronta per le applicazioni più richieste dalle imprese italiane. ■

IL PULSANTE POWER BOOST AUMENTA LA PRESSIONE FINO AL 10% PER UN MASSIMO DI NOVE SECONDI, PER FORNIRE UNA FORZA DI STRAPPO EXTRA ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 47


MACCHINE Mecalac

ALLA GUIDA

della sostenibilità

Il costruttore francese ha realizzato un importante programma di ricerca e sviluppo che ha portato al lancio di un “ecosistema” completo a emissioni zero per i cantieri urbani di Stefano Vitali

I

l cambiamento climatico e la conseguente necessità di ridurre le emissioni di CO2 sono diventati una delle principali sfide globali del 21° secolo. Negli ultimi anni molti produttori di macchine edili hanno lanciato sul mercato dei pro-

48 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

dotti elettrici per limitare le emissioni; tuttavia, queste alternative talvolta forniscono solo una risposta parziale: l’offerta è limitata a macchine di piccole dimensioni e con autonomia limitata, che per lo più sono di supporto a mezzi più grandi a propulsione diesel. La neces-

sità di macchine di medie dimensioni nei cantieri urbani non è ancora soddisfatta. Osservando tutto ciò, la francese Mecalac ha realizzato un programma di ricerca e sviluppo che ha portato al lancio di un “ecosistema” completo a emissioni zero per i cantieri urbani.


Tre macchine, tre funzioni La nuova gamma “media” di prodotti elettrici Mecalac comprende l’escavatore e12 da 11 t, la pala caricatrice con braccio girevole es1000 da 1.000 l e il dumper ed6 da 6 t. Con questi prodotti complementari tutte le operazioni di movimento terra possono essere eseguite con macchine a emissioni zero. Per realizzare tutto ciò Mecalac ha attuato una svolta tecnologica sul sistema di distribuzione idraulica e sulla gestione energetica dei sistemi ausiliari (ad esempio, riscaldamento e climatizzazione), per ridurre il consumo di energia senza compromettere autonomia e prestazioni. Inoltre, ha configurato l’interfaccia uomo-macchina in modo che reagisca in maniera ottimale per preservare l’autonomia e garantire un comportamento coerente dell’operatore. La nuova gamma di pale compatte La decisione di Mecalac di inserirsi in questo mercato nasce dalla crescente domanda di piccoli caricatori articolati polivalenti nei settori dell’agricoltura, della paesaggistica, del noleggio e dell’edilizia. Queste macchine stanno gradualmente sostituendo altri tipi di macchine grazie alla loro maggiore versatilità, agilità e sicurezza nelle varie applicazioni. La nuova gamma Mecalac MCL comprende sei modelli, da 1,74 a 2,85 t, di cui quattro con braccio lungo (standard), adatti alle esigenze del segmento

agricolo, e due con braccio corto, ideali per il settore edile. Le dimensioni ridotte e la trasmissione con motore a ruota del MCL2 le consentono di muoversi con agilità su tutti i tipi di terreno. È la versione più piccola della gamma MCL, ma grazie alle sue prestazioni ha tutte le caratteristiche di quelle di maggiore dimensione. La sua postazione di guida, protetta da un tettuccio,

è disponibile anche in versione cabina. Il modello MCL4 offre invece un compromesso tra compattezza e prestazioni di sollevamento: con il suo motore da 18,4 kW è ideale per le flotte noleggio che richiedono una macchina resistente e ad alte prestazioni. Il peso di trasporto ridotto consente di trasportarlo su un

LA NUOVA GAMMA DI PRODOTTI ELETTRICI MECALAC COMPRENDE UN ESCAVATORE, UN DUMPER E UNA PALA CARICATRICE GIREVOLE. CON QUESTI PRODOTTI COMPLEMENTARI TUTTE LE OPERAZIONI DI MOVIMENTO TERRA (SCAVO, CARICO E TRASPORTO) POSSONO ORA ESSERE ESEGUITE CON MACCHINE A EMISSIONI ZERO

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 49


MACCHINE di determinare l’intervallo di velocità utilizzabile tramite il pedale a seconda delle esigenze (ad esempio, scegliendo una velocità ridotta è possibile eseguire lavori di precisione); “MyMecalac Connected Services”, grazie a dati ottimizzati e accessibili, offre la massima redditività nell’uso delle macchine, una riduzione dei tempi di fermo e una migliore gestione del parco macchine; il tastierino di avvio, tramite un codice PIN, consente di controllare meglio l’utilizzo della macchina.

IL REVOTRUCK È UN DUMPER PROGETTATO DA MECALAC DOTATO DI UNA CABINA ROTANTE E DI UN’ARCHITETTURA ESCLUSIVA DEL TELAIO CHE COMBINA STABILITÀ E MOBILITÀ

rimorchio stradale. La pala MCL6 è dotata di un motore da 36 kW, che le permette di raggiungere velocità elevate su strada, e si evidenzia per l’elevata portata idraulica e la rapidità di esecuzione. Il modello MCL8, che abbina potenza, elevata altezza di scarico e capacità di sollevamento, è a suo agio in ogni circostanza, che si tratti di caricare, movimentare o azionare attrezzature idrauliche. Le versioni MCL4+ e MCL6+ a braccio corto, infine, sono progettate per soddisfare le esigenze specifiche di diverse applicazioni nel settore edile, offrendo un maggiore carico di ribaltamento. Tutte le macchine sono disponibili in tre versioni: con tettuccio, con tettuccio ripiegabile o con cabina.

50 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Le nuove pale MCL possono essere equipaggiate con le più recenti tecnologie di Mecalac in materia di comfort e assistenza alla guida: “M-Drive” trasforma la macchina in un portattrezzi (è possibile controllarne la velocità con il pedale a un determinato regime del motore; “Speed control” permette

Il dumper Revotruck Molti incidenti di trasporto nei cantieri avvengono sui dumper: ciò è causato principalmente dal carico frontale che ostruisce la visibilità durante la marcia in avanti. Grazie al nuovo dumper Revotruck realizzato da Mecalac gli operatori possono ora ruotare l’intera cabina con la semplice pressione di un pulsante, per mantenere la visione e la concentrazione sul lavoro e sugli ostacoli presenti in cantiere. Il telaio a oscillazione centrale garantisce stabilità e trazione in tutte le condizioni. Questa macchina associa un’estrema facilità d’uso a un’elevata accessibilità, che rendono il trasporto di materiali più intelligente e sicuro. Il Revotruck, dunque, non è un semplice dumper, ma una macchina “iconica” con cabina rotante e un’architettura esclusiva che combina stabilità e mobilità. Le infinite posizioni della cabina garantiscono visibilità in tutte le direzioni, consentendo la massima concentrazione dell’operatore sul lavoro e sugli elementi circostanti. Quest’ultimo, inoltre, mantiene costantemente una postura corretta ed evita problemi alla schiena. Inoltre, la mac-


china adatta automaticamente il suo comportamento alla posizione effettiva della cabina (direzione di marcia, velocità, sterzata). Ispirato ai trattori per terreni in pendenza, il Revotruck offre un’elevata stabilità: il collegamento centrale tra le due parti del telaio offre fino a 18° di oscillazione, garantendo stabilità e trazione permanenti in tutte le condizioni. Questo telaio è completato da quattro ruote di dimensioni uguali con tre modalità di sterzo: ruote anteriori sterzanti, quattro ruote sterzanti e a granchio). ■

UN APPROCCIO RIVOLUZIONARIO PER LA RICARICA DELLE BATTERIE M-Power è una soluzione di alimentazione mobile ad alta potenza: con la sua capacità di accumulo di 300 kWh sostituisce i generatori diesel “tradizionali” fornendo una soluzione di ricarica della batteria disponibile ovunque. L’ecosistema elettrico di Mecalac è un’innovazione che permette di ridurre le emissioni di CO2 nei cantieri. Ad esempio, tre macchine Mecalac a emissioni zero che lavorano insieme nello stesso cantiere urbano risparmiano in media 64 t di CO2. Inoltre, la gamma Mecalac a emissioni zero è anche una risposta all’esigenza di limitazione dell’inquinamento acustico e offre nuove possibilità per lavorare in ambienti interni.

IL COLLEGAMENTO CENTRALE TRA LE DUE PARTI DEL TELAIO OFFRE FINO A 18° DI OSCILLAZIONE, GARANTENDO STABILITÀ E TRAZIONE PERMANENTI IN TUTTE LE CONDIZIONI. QUESTO TELAIO È COMPLETATO DA QUATTRO RUOTE DI EGUALI DIMENSIONI, CON TRE MODALITÀ DI STERZO: RUOTE ANTERIORI STERZANTI, QUATTRO RUOTE STERZANTI E A GRANCHIO

MECALAC HA LANCIATO UNA NUOVA GAMMA DI MACCHINE COMPATTE, AMPLIANDO L’ATTUALE OFFERTA DI PALE CARICATRICI. NELLE FOTO, I MODELLI MCL 2 E MCL 8, CON BRACCIO LUNGO (STANDARD)

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MACCHINE Volvo

NIENTE

compromessi Gli escavatori Volvo ECR145E e ECR235E girosagoma sono dotati di un telaio robusto, di un impianto idraulico avanzato e di un motore efficiente. Elementi che consentono loro di lavorare in modo produttivo, sicuro e agevole anche negli spazi ristretti di Stefano Vitali

52 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


G

li escavatori ECR145E e ECR235E girosagoma sono la dimostrazione che non è sempre necessario fare compromessi, in quanto pur essendo progettati per operare in spazi ristretti essi vantano anche prestazioni di scavo e stabilità paragonabili a quelle offerte dai modelli convenzionali. Entrambi montano propulsori Stage V e un sistema idraulico che consente di ottenere cicli operativi rapidi. Il motore è un diesel Volvo D4J di ultima generazione, dotato di iniettori di precisione ad alta pressione, turbocompressore e intercooler aria-aria, nonché di dispositivi elettronici di comando che ottimizzano le prestazioni della macchina. La tecnologia V-ACT (Volvo Advanced Combustion Technology) consente elevate prestazioni ed efficienza nei consumi. Il filtro aria è a tre stadi con prefiltro; il sistema di ritorno al minimo automatico riduce la velocità del motore al minimo quando leve e pedali non vengono utilizzati, traducendosi in un minor consumo di carburante e bassi livelli di rumorosità in cabina. Telaio e motore Il telaio di questi ECR è dotato di una struttura “stretta” e di un braccio in posizione centrale: è talmente compatto che quando ruota, la parte posteriore sporge appena al di sopra dei cingoli. Gli escavatori possono quindi essere posizionati molto vicino a oggetti e strutture senza rischiare che la parte posteriore della macchina li urti quando si ruota il telaio superiore. Anche quando non si lavora vicino a ostacoli esso consente alla macchina di essere utilizzata in applicazioni - come ad esempio i lavori stradali – dov’è importante che la macchina ruoti senza oltrepassare la larghezza della corsia, in modo da non inficiare il flusso del traffico. Gli escavatori ECR145E e ECR235E sono disponibili con braccio monoblocco o triplice, nonché con varie configurazioni dell’avambraccio e con una lama opzionale. Il telaio del sottocarro a forma di “X”, in tre pezzi, è rinforzato e costruito in acciaio ad alto carico di rottura, per aumentarne la durata e l’affidabilità e per consentire loro di resiste-

IL DESIGN COMPATTO OTTIMIZZATO DEGLI ESCAVATORI CINGOLATI VOLVO ECR145E ED ECR235E OFFRE UN GIROSAGOMA COMPATTO PER L’IMPIEGO IN SPAZI RISTRETTI, SENZA SCENDERE A COMPROMESSI IN TERMINI DI PRESTAZIONI

re agli ambienti di lavoro più difficili e impegnativi. Come accennato, il sistema di regolazione automatica al minimo provvede a ridurre il regime del motore al minimo assoluto quando i comandi non vengono utilizzati per un periodo di tempo da 3 a 20 secondi, che l’operatore può selezionare sul display di comando. Ciò contribuisce a ridurre il consumo di carburante e i costi d’esercizio. Operatore che peraltro può selezionare varie modalità operative in funzione del lavoro da svolgere: ol-

IN QUESTI DUE ESCAVATORI VOLVO HA RAGGRUPPATO I FILTRI E I PUNTI DI INGRASSAGGIO, CHE SONO ACCESSIBILI DAL LIVELLO DEL TERRENO PER UN FACILE ACCESSO ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 53


MACCHINE

PER LA PERFETTA VISIBILITÀ DURANTE LE OPERAZIONI IN CANTIERE I SOTTILI MONTANTI DELLA CABINA E LE AMPIE SUPERFICI VETRATE GARANTISCONO UNA VISIBILITÀ A 360°. IL SISTEMA DI GESTIONE DELLE ATTREZZATURE PRESENTE IN CABINA, PROTETTO DA PASSWORD, CONSENTE DI MEMORIZZARE LE IMPOSTAZIONI RELATIVE AD UN MASSIMO DI 20 DIVERSE ATTREZZATURE. IL SISTEMA CONSENTE ALL’OPERATORE DI PROGRAMMARE PORTATA E PRESSIONE IDRAULICHE ATTRAVERSO IL MONITOR

tre alla modalità “I” (Idle) di regolazione al minimo è disponibile la modalità “F” (Fine), che fornisce un’elevata pressione idraulica e consente un controllo accurato della macchina per manovre di sollevamento precise. Le modalità “H” (Heavy) e “P” (Power) sono invece ideali per applicazioni a uso intensivo o per lavori pesanti di movimento terra e di scavo in profondità o su terreni difficili. La modalità “G” (General) a tre valori è adatta alla normale attività di tutti i giorni (caricamento, scavo, livellamento) e offre una combinazione ottimale di prestazioni ed efficienza dei consumi. La nuova modalità di funzionamento “ECO”, infine, sfrutta la più recente tecnologia per il controllo elettronico delle pompe, che consente di migliorare ulteriormente l’efficienza dei consumi senza influire negativamente sulle prestazioni (nella maggior parte dei casi). La potenza idraulica viene automaticamente regolata in funzione della potenza del motore disponibile qualunque siano le condizioni di lavoro. La velocità di abbassamento del braccio è stata aumentata grazie all’utilizzo di una nuova valvola di comando principale; è stata aumentata anche la velocità delle attrezzature grazie a una portata idraulica superiore. Il nuovo impianto consente di lavorare utilizzando contemporaneamente più funzioni idrauliche, offre un’elevata capacità di sollevamento superiore e potenza di scavo, nonché manovre più precise. È previsto anche un sistema di prio54 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

ritizzazione automatica delle funzioni di rotazione e di movimento del braccio e dell’avambraccio. I punti di controllo e pulizia sono facilmente accessibili e molti di essi sono raggruppati, accessibili attraverso ampi sportelli. Il sistema telematico remoto Volvo CareTrack esegue controlli diagnostici periodici e fornisce una serie di importanti informazioni, tra cui il consumo di carburante e la data del previsto intervento di assistenza o manutenzione. Comfort e produttività La nuova cabina Volvo, con certificazione ROPS, presenta una forma arrotondata progettata per non oltrepassare la sagoma della parte posteriore e per mettere a disposizione dell’operatore un ambiente di lavoro spazioso e confor-

tevole. Lo sportello scorrevole consente di salire e scendere facilmente dalla macchina anche quando essa si trova in prossimità di un ostacolo. Questi nuovi modelli offrono una rilevante visibilità su tutti i lati, grazie ai montanti sottili e a un ampio parabrezza. Il comfort è stato ulteriormente migliorato attraverso la riduzione delle vibrazioni, le numerose regolazioni disponibili per il sedile e il posizionamento ottimale ed ergonomico dei comandi. Sul display a colori di comando (I-ECU) sono visualizzate, tra le altre cose, informazioni di assistenza e manutenzione e opzioni per il controllo dell’impianto idraulico. Al display è possibile collegare una telecamera opzionale multidirezionale per contribuire a migliorare la sicurezza operativa. ■


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MACCHINE Epiroc

NUOVI LIVELLI di costruzione Il costruttore svedese si è impegnato ad aiutare i propri clienti a raggiungere nuovi traguardi lavorando in modo più intelligente, massimizzando l’uso delle tecnologie più recenti e sviluppando nuovi metodi per aumentare l’efficienza, migliorando al contempo la sostenibilità di Silvio Crespi

A

utomazione, digitalizzazione e sviluppo della produttività stanno trasformando l’industria delle costruzioni: dalla perforazione alle infrastrutture, dall’estrazione in cava alla demolizione e alla gestione dei rifiuti. L’obiettivo dichiarato di Epiroc è garantire che i suoi clienti ottengano i massimi vantaggi dalla continua evoluzione tecnologica e digitale, fondamentale per consentire ai clienti di rimanere competitivi e di ridurre l’impatto ambientale durante il loro lavoro. Il carro elettrico SmartROC T35 E Un esempio del pensiero sostenibile di Epiroc è il carro di perforazione elettrico a batteria SmartROC T35 E, esposto al Bauma 2022: questa novità rappresenta un passo importante nel passaggio alla perforazione a emissioni zero nelle miniere di superficie e in cava. Il suo design si basa sul collaudato SmartROC T35 ed è progettato per migliorare gli stan-

56 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

dard ambientali nelle cave e nei grandi progetti infrastrutturali. Oltre alle basse emissioni, lo SmartROC T35 è dotato di una serie di funzioni “intelligenti” che garantiscono massima sicurezza, affidabilità e prestazioni elevate in un ambiente di lavoro più silenzioso. Il carro di perforazione SmartROC T35 E è alimentato sia da una batteria che da un cavo elettrico, il che ne migliora la flessibilità (è possibile scegliere di perfora-

re con la soluzione più adatta al luogo e alle condizioni del cantiere). Inoltre, consente un trasporto rapido all’interno del cantiere e tra i diversi siti di lavoro. Il carro è dotato dello stesso tipo di batterie e sotto-componenti collaudati dei mezzi a batteria Epiroc per lavori in sotterraneo: ciò semplifica la gestione delle parti di ricambio e l’assistenza per coloro che operano in diverse tipologie di cantiere.


IL CARRO DI PERFORAZIONE ELETTRICO A BATTERIA SMARTROC T35 E CHE EPIROC HA ESPOSTO AL BAUMA 2022 RAPPRESENTA UN PASSO IMPORTANTE NEL PASSAGGIO ALLA PERFORAZIONE A EMISSIONI ZERO NELLE MINIERE DI SUPERFICIE E IN CAVA

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MACCHINE

I NUOVI POLVERIZZATORI PER MATERIALE FRANTUMATO EPIROC BP 1650 E BP 4050 RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE EFFICACE PER LA DEMOLIZIONE SECONDARIA DI DETRITI DI DEMOLIZIONE E LA SEPARAZIONE DI CALCESTRUZZO E ARMATURE

Polverizzatori per materiale frantumato I nuovi polverizzatori per materiale frantumato BP 1650 e BP 4050 rappresentano una soluzione efficace per la demolizione secondaria di detriti di demolizione e la separazione di calcestruzzo e armature. Sono anche una scelta redditizia per i centri di riciclaggio e i depositi di rottami. Adatto per macchine

operatrici dal peso di 14-23 t, il nuovo BP 1650 pesa 1.720 kg e ha un’apertura delle ganasce 760 mm; il BP 4050 è adatto invece per mezzi da 40-55 t, ha un peso di 4.550 kg e un’apertura delle ganasce di 1.200 mm. Come per gli altri polverizzatori in gamma, durante lo sviluppo dei nuovi modelli Epiroc si è concentrata su un funzionamento rapido ed efficace, una manutenzione minima e una lunga

IL NUOVO POLVERIZZATORE EPIROC DP 1820 È ADATTO PER MACCHINE DA 15-22 T E SI CONTRADDISTINGUE PER UN DESIGN COMPATTO E ROBUSTO

durata. Entrambi i modelli sono disponibili in due versioni (“standard” e “R” con gruppo di rotazione), possono essere dotati dello strumento di connettività Hatcon di Epiroc e di un sistema di spruzzatura dell’acqua opzionale. Il nuovo DP 1820 Ideale per cantieri di piccole dimensioni, la gamma di polverizzatori Epiroc è

EPIROC OTTIMIZZA LA “MOBILARIS TUNNELING INTELLIGENCE” “Mobilaris Tunneling Intelligence” integra i dati di pianificazione e quelli sull’avanzamento del lavoro, nonché il monitoraggio delle risorse e delle persone in un unico sistema di supporto decisionale per i cantieri in galleria. Grazie all’ultimo aggiornamento ora è più facile ottenere una maggiore precisione di posizionamento senza dover espandere l’infrastruttura di rete. “Mobilaris Tunneling Intelligence” stabilisce un nuovo standard per la perforazione in galleria, integrando i dati provenienti da diverse tecnologie in un unico sistema. Il nuovo tag “Mobilaris Companion” può essere utilizzato per individuare la posizione di persone, veicoli e risorse in movimento. In galleria il posizionamento si basa su Bluetooth (BLE) a basso consumo energetico collegato alle reti 5G, WiFi o LTE e all’esterno tramite GPS. Ogni tag è collegato al sistema per visualizzazione e supporto e, grazie al 5G e alla banda ultra larga, tutto è più rapido e preciso.

58 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


costituita da attrezzature versatili che semplificano sia le attività di demolizione che la frantumazione secondaria di detriti di demolizione. Epiroc ha ora aggiunto un modello più piccolo alla famiglia DP: con un peso di 1.820 kg, il nuovo DP 1820 è adatto per macchine da 15-22 t e si contraddistingue per un design compatto e robusto e non richiede alcuna protezione per l’asta del cilindro. Le prestazioni sono rilevanti, con fino al 20% in più di forza di frantumazione tra la punta della ganascia e la lama. L’usura è ridotta grazie a un design ottimizzato delle parti soggette a usura che, combinato con una nuova valvola di velocità, riduce la necessità di manutenzione. Le lame e i denti da taglio sono facilmente sostituibili in loco.

benna, per cui è più facile da usare e da trasportare e molto meno dispendiosa in termini di energia e tempo. Una soluzione, questa, che consente un risparmio energetico fino al 40%. Inoltre, rispetto a una fresa a catena si risparmia oltre il 40% sui denti e fino al 50% sui tempi di manutenzione. L’investimento è fino al 25% inferiore rispetto a una fresa a catena e il peso inferiore rende possibile l’uso di una macchina portante più piccola.

IL SISTEMA HRD 100 DI EPIROC COMPRENDE UNA PERFORATRICE DA ROCCIA, OLTRE A UNA CENTRALINA IDRAULICA E A UN VASTO ASSORTIMENTO DI SERVO-SOSTEGNI AD ACQUA

L’OBIETTIVO DICHIARATO DI EPIROC È GARANTIRE CHE I SUOI CLIENTI OTTENGANO I MASSIMI VANTAGGI DALLA CONTINUA EVOLUZIONE TECNOLOGICA E DIGITALE

Novità nella gamma di frese Lo scorso aprile Epiroc ha lanciato la sua fresa a “V”, stabilendo un nuovo standard per lo scavo di trincee e l’estrazione in cava. In occasione del Bauma il costruttore svedese ha presentato la versione VC 1200, un modello adatto per macchine da 15-25 t. Quest’attrezzatura rappresenta un modo nuovo di lavorare nella profilatura di pareti e superfici in roccia o calcestruzzo, lo scavo di trincee, lo scavo e la demolizione di rocce tenere e terreno congelato. Una soluzione in attesa di brevetto, già testata in tutte le applicazioni menzionate. Il design a “V” consente un taglio con base piatta, quindi non rimane materiale residuo tra i tamburi. Mentre per scavare una trincea uniforme la normale fresa a tamburo deve muoversi da un lato all’altro (un approccio che causa maggiore usura al braccio di supporto), la fresa a “V” può ottenere lo stesso risultato scavando diritto. Ciò significa che si può scavare una trincea più precisa molto più rapidamente. In pratica funziona come una

La perforatrice HRD 100 Il sistema HRD 100 di Epiroc comprende una perforatrice da roccia, la centralina idraulica e un vasto assortimento di servo-sostegni ad acqua. Insieme, essi forniscono la perforazione idraulica che consente di compiere in sicurezza la quantità di lavoro quotidiana prevista. Grazie al sistema idraulico è possibile mantenere una produttività sostenibile, senza alcuna interruzione dovuta alla scarsa pressione pneumatica a grandi profondità. Inoltre, la perforatrice HRD 100 è progettata per essere sollevata con meno sforzo. ■

LE ALTRE NOVITÀ AL BAUMA Al Bauma, Epiroc ha presentato anche una selezione di utensili “THE” EssentialLine, composta da punte e aste per utilizzo principalmente in applicazioni in superficie, oltre agli utensili di perforazione roccia Powerbit X dotati di punte diamantate. Utilizzando una tecnologia chiamata PCD (diamante policristallino), questi ultimi risultano altamente resistenti e contribuiscono a migliorare la sicurezza sul luogo di lavoro, a ridurre i tempi di fermo e le emissioni di CO2. Riproposta anche la piattaforma digitale My Epiroc, grazie alla quale è possibile i clienti possono gestire le attività quotidiane. La piattaforma consente l’accesso alle informazioni importanti da qualsiasi smartphone attraverso l’app complementare per dispositivi mobili o un qualsiasi browser Web moderno. Con il sistema “Tool on Demand”, poi, è possibile ordinare esattamente ciò di cui si ha bisogno, nelle dimensioni e nel materiale necessari, con una varietà di geometrie di punta utensile. Presentato anche il grasso per lubrificazione Bio con certificazione UE, indicato per la lubrificazione automatica dei demolitori idraulici Epiroc dotati di ContiLubeTM II Micro o ContiLubeTM II o per l’ingrassaggio manuale con un’apposita pistola dei demolitori Epiroc o di qualsiasi altro demolitore. Infine, una citazione per il sistema di miscelazione e iniezione di resina bicomponente con pompa, per l’installazione di bulloni da roccia e cavi.

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MACCHINE CAMS

IL “MITO”

della frantumazione Il costruttore di Castel San Pietro Terme (BO) ha presentato al Bauma il nuovo impianto di frantumazione Centauro XL 150.69 APR, una macchina innovativa che offre una soluzione efficace ed efficiente in ogni contesto operativo di Pietro Gabrielli

I

l marchio CAMS è ormai un punto di riferimento a livello mondiale nel comparto della frantumazione, triturazione e vagliatura. L’azienda di Castel San Pietro Terme (BO), infatti, propone sul mercato un’ampia gamma di impianti, gestendone interamente tutti gli stadi del

60 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


processo di produzione, dalla progettazione esecutiva fino alla loro realizzazione, controllando in modo attento ogni fase operativa e verificando costantemente la qualità di materiali e delle lavorazioni. CAMS offre ai propri clienti un’ampia possibilità di personalizzazione dei suddetti impianti, così che ogni macchina presenti caratteristiche “uniche”. Ciò ha permesso all’azienda bolognese di diventare, come accennato, uno dei leader nel settore sul mercato italiano e un importante player internazionale. Gli impianti di triturazione CAMS vantano peraltro circa 20 brevetti, frutto della continua attività di ricerca e sviluppo volta a migliorare prestazioni e affidabilità dei mezzi, riducendone al contempo costi di gestione e consumi.

Ibridi o elettrici Tutti gli impianti di frantumazione e vagliatura CAMS sono progettati per funzionare con alimentazione ibrida (diesel/elettrica) o totalmente elettrica. Ciò garantisce un’elevata versatilità d’impiego, bassi consumi e la possibilità di usufruire dei contributi previsti per l’acquisto di apparecchiature

alimentate da carburanti alternativi. Inoltre, le continue ricerche effettuate per minimizzare l’impatto ambientale degli impianti hanno portato nel corso degli anni allo sviluppo di una tecnologia capace di ridurre in modo significativo le emissioni acustiche e polverose generate dai trituratori in fase di lavorazione. Esperienza, tecnologia e innovazione si concretizzano in sette linee di prodotto, per un totale di 24 modelli, che vantano numerosi anni di lavoro alle spalle e una cospicua serie di test e analisi effettuati per ottenere miglioramenti tecnologici continui. Il “nuovo” Centauro Gli impianti di frantumazione della Serie Centauro, in particolare, combinano tre elementi (trituratore, vaglio

e deferizzatore magnetico) in un’unica macchina. Potente ed efficiente, questa tipologia di trituratorie è in grado di gestire materiali difficili da trattare o bagnati, mantenendo la produttività anche in condizioni di lavoro non ottimali, con un rendimento costante. Grazie a un’innovativa tecnologia brevettata questa gamma è in grado di frantumare il materiale sfruttando lo sforzo di taglio, riducendo il consumo energetico, i costi di gestione e l’impatto ambientale. Tutti i modelli sono dotati di radiocomando per la totale gestione della macchina da remoto. In occasione del Bauma di Monaco recentemente conclusosi CAMS ha presentato un nuovo impianto mobile denominato XL 150.69 APR, progettato per affrontare in modo estremamente efficace la frantumazione di rifiu-

CAMS HA ESPOSTO AL BAUMA IL NUOVO IMPIANTO MOBILE CENTAURO XL 150.69 APR: PARTICOLARMENTE COMPATTO, È GARANZIA DI ALTA RESISTENZA ALL’USURA E PRODUTTIVITÀ (FINO A 250 T/H)

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 61


MACCHINE

L’IMPIANTO XL 150.69 APR, COME TUTTI I MODELLI CENTAURO DI CAMS, È DOTATO DI RADIOCOMANDO PER LA TOTALE GESTIONE DELLA MACCHINA DA REMOTO

ti industriali, asfalto e altre macerie, anche in condizioni non ottimali, anche in questo caso prestando particolare riguardo alla riduzione dei consumi e dei costi e all’impatto ambientale. Questo modello - particolarmente compatto (13,65 x 3,40 x 2,75 m in fase di trasporto; 15,3 x 4,8 x 6,3 m in

fase operativa) e garanzia di alta resistenza all’usura - è in grado di recuperare il 100% dell’asfalto e si distingue per l’alta produttività (fino a 250 t/h), per la presenza di appositi programmi automatici dedicati alla triturazione di materiali differenti, per la capacità di trattare anche materiali bagnati e per il

LA SCHEDA TECNICA Centauro XL 150.69-APR Produzione max:

250 t/h

Peso operativo:

40 t (senza optional) - 42 t (full optional)

Dimensioni di trasporto (larg. x lungh. x altezza): Trituratore primario:

2,55 x 13,00 x 3,50 m FTR 1500

Apertura bocca trituratore primario:

1,5 x 0,9 m

Larghezza frese trituratore primario:

0,50 m

Motori elettrici trituratore primario:

60 kW (30 kW + 30 kW)

Trituratore secondario:

CTR 1200

Apertura bocca trituratore secondario: Motori elettrici trituratore primario: Capacità tramoggia di carico: Dimensioni tramoggia (lunghezza x larghezza): Modello vaglio:

1,2 x 0,9 m 60 kW (30 kW + 30 kW) 3,0 m3 2,5 x 2,3 m CVV 069 a doppio piano vagliante

Superficie vagliante:

4,3 x 1,3 m

Motori elettrici vaglio:

8 kW (4 kW + 4 kW)

Gruppo elettrogeno:

CAT C9.3 - Stage V - 296 kW a 1.500 giri/min

Alternatore:

Mecc Alte - 400 kVa

NASTRI Medio:

Larghezza 0,6 m

Principale:

Larghezza 1,0 m

Fine:

Larghezza 1,0 m

D’estrazione:

Larghezza 0,6 m

Brandeggiante:

Larghezza 0,6 m

62 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

ALCUNI DETTAGLI INTERNI DELL’IMPIANTO, CHE SI DISTINGUE PER L’ALTA QUALITÀ PRESENTE ANCHE NEL “CUORE” DELLA MACCHINA. NE È UN ESEMPIO LA PROPULSIONE, GARANTITA DA UN MOTORE CAT C9.3 STAGE V

gruppo unico elettrogeno per l’alimentazione di tutti i componenti. Il nuovo impianto Centauro XL 150.69 APR può essere gestito in remoto, consente di essere installato molto rapidamente in cantiere e di distribuire energia elettrica alle strumentazioni in loco. In oltre, presenta una grande distanza tra i piani vaglianti (0,60 mm) per facilitare le operazioni di manutenzione, garantisce basse emissioni rumorose e in atmosfera e un funzionamento elettrico per ottimizzare le prestazioni, assicurando una resa ottimale in qualsiasi condizione ambientale. Il citato deferizzatore magnetico di cui è dotato l’impianto presenta una larghezza del tappeto di 0,65 m, per una lunghezza di 1,66 m (il motoriduttore da 1,5 kW garantisce una potenza di 420 Gauss a 0,20 m). La cingolatura si distingue per la presenza di motoriduttori Trasmital. Su richiesta sono disponibili spintori idraulici caratterizzati da due coltelli e altrettanti denti che consentono il pre-trattamento di materiali con notevoli dimensioni. Optional sono anche sovrasponde idrauliche, con altezza di 0,80 m e lunghezza di 0,75 m, GPS, sistema di pesatura, pompa di carico gasolio e ingrassag■ gio automatico.


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HandsOn

L’“EQUILIBRISTA”

DEL CANTIERE

64 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


IL MINIESCAVATORE KUBOTA U27-4

L’U27-4 È UN MINIESCAVATORE ULTRACOMPATTO, PROGETTATO DAL COSTRUTTORE GIAPPONESE PER ESSERE IN GRADO DI AFFRONTARE I COMPITI PIÙ IMPEGNATIVI IN SPAZI RISTRETTI, CON ESTREMA FACILITÀ E IN MODO DA “EQUILIBRARE” GLI IMPIEGHI PIÙ GRAVOSI IN CANTIERE ETTORE ZANATTA

I

l minescavatore Kubota U27-4 è compatto e robusto abbastanza per affrontare i compiti più impegnativi in spazi ristretti. Grazie anche a una nuova cabina (molto più spaziosa rispetto al passato), garanzia di visibilità e con un ingresso più ampio e in posizione più ribassata, questa macchina offre un comfort particolarmente elevato e “ultra-lusso” che gli consente di rendersi protagonista in ogni situazione operativa in cantiere.

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 65


HandsOn Il miniescavatore Kubota U27-4 è disponibile in versione con tettuccio o con cabina ROPS/FOPS (quest’ultima è la più grande e spaziosa della sua categoria, con ampio campo di visione, apertura del vetro frontale assistita con ammortizzatore a gas, finestratura superiore e su entrambi i lati con sistema di bloccaggio e ingresso ribassato che ne favorisce l’ingresso e l’uscita). Entrambe le versioni sono a loro volta disponibili, oltre che in versione standard, anche in versione “Lusso” o “High Spec” (vedi foto), dotata di due linee ausiliarie anziché una sola e con brandeggio su joystick e non a pedale

IL NUOVO PANNELLO DIGITALE

66 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Il nuovo pannello digitale presente

giri, il livello di carburante e tempera-

sul miniescavatore Kubota U27-4 met-

tura dell’acqua, le varie spie (surriscal-

te tutte le funzionalità della macchi-

damento idraulico, livello della batte-

na a portata di mano dell’operatore.

ria, eccetera).

Questo strumento “user friendly” si

Anche le programmazioni delle chiavi

trova nell’angolo anteriore destro del-

antifurto possono essere eseguite tra-

la consolle presente in cabina, per ga-

mite il pannello, che offre un agevole

rantire una visibilità ottimale.

accesso alle impostazioni, una facile

Le operazioni possono essere svolte

lettura dei vari indicatori e degli av-

tramite un tasto “one-touch” per vi-

visi e la garanzia di essere sempre al

sualizzare sul display LCD, tra le altre

corrente dello stato di funzionamento

cose, l’orologio, il conta-ore, il conta-

della macchina.


IL MINIESCAVATORE KUBOTA U27-4 Comfort totale Il nuovo Kubota U27-4 – protagonista in una gamma di 18 macchine, che vanno dal microescavatore K008-5 al miniescavatore KX060-5 - si caratterizza per la cabina più ampia tra i modelli sul mercato appartenenti alla categoria delle 2,5 t, progettata per garantire agli operatori uno spazio più adeguato e confortevole rispetto alle versioni precedenti proposte dal costruttore giapponese. Lo spazio per i piedi è stato aumentato fino a 370 mm; inoltre, la larghezza della porta è stata ampliata, mentre l’altezza d’ingresso è stata ridotta. Ciò consente un rapido accesso in entrata e uscita dal modulo, consentendo di svolgere più facilmente operazioni che richiedono

La nuova cabina dell’U27-4 offre un’ampia visuale sull’area di lavoro, sia anteriormente che posteriormente. Il sedile ammortizzato in tessuto, reclinabile, con compensazione del peso, si adatta perfettamente all’operatore e gli consente di lavorare più a lungo e comodamente. I poggia-polsi sono regolabili longitudinalmente. Lo spazio per le gambe è stato aumentato rispetto al modello precedente. Il livello sonoro misurato in cabina e comunicato da Kubota è di 77 dB(A), quello esterno di 93 dB(A)

movimentazioni frequenti, come in caso di scavi e/o di posa di tubazioni. Un meccanismo di ammortizzazione a gas, inoltre, permette l’apertura del vetro anteriore praticamente senza sforzo. All’interno dell’abitacolo il sedile ammortizzato si adatta ora meglio all’ingombro dell’operatore e consente di lavorare più a lungo e comodamente, con una sospensione che riduce gli sforzi e minimizza la fatica. Il sedile è inoltre reclinabile, per ac-

La plancia dei comandi, dotata del nuovo panello frontale, è un mix di strumentazione “digitale” e “analogica”. L’interruttore per il comando proporzionale del flusso per AUX 1 e AUX 2 è facilmente azionabile con il pollice; il pulsante rotondo sulla leva di sinistra permette di commutare dall’ausiliario 2 al brandeggio; la manopola di regolazione del flusso d’olio AUX è posta nella parte superiore del pannello strumenti. Un apposito interruttore della terza linea idraulica, posto sulla consolle laterale destra, consente il ritorno diretto al serbatoio dell’olio

comodare la postura individuale, e presenta una compensazione del peso, oltre a stabili e regolabili poggia-polsi e alla cintura di sicurezza auto-avvolgente.

Visibilità sul cantiere Per consentire agli operatori di eseguire i lavori in modo più efficiente e sicuro, la nuova cabina del miniescavatore U27-4 ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 67


HandsOn VERSIONE CABINA O TETTUCCIO CON PROTEZIONE ROPS/FOPS

MOTORE ORIGINALE KUBOTA RAFFREDDATO AD ACQUA

SISTEMA ANTIFURTO ORIGINALE KUBOTA

POMPA A CILINDRATA VARIABILE

CONTRAPPESO “GIROSAGOMA”

NUOVO PANNELLO DIGITALE

CARREGGIATA DI 1.500 MM

RULLI INFERIORI A DOPPIA FLANGIA 68 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

DOPPIA VELOCITÀ DI TRASLAZIONE CON SISTEMA “AUTO-SHIFT” (VERSIONE “LUSSO”)


IL MINIESCAVATORE KUBOTA U27-4 I PUNTI DI FORZA LA NUOVA CABINA L’ELEVATA VISIBILITÀ

CIRCUITO AUSILIARIO CON CONTROLLO PROPORZIONALE DEL FLUSSO

L’AMPIA AREA DI LAVORO LE DIMENSIONI COMPATTE IL RAGGIO DI ROTAZIONE “ULTRA-CORTO”

QUATTRO MOVIMENTI SIMULTANEI

FORZA DI SCAVO AUMENTATA

CINGOLI IN GOMMA CON PASSO CORTO

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 69


HandsOn

Particolare dell’ingombro della portiera in fase di apertura

offre un campo visivo più ampio, che aumenta la consapevolezza dell’ambiente circostante. La notevole visibilità anteriore e posteriore sul terreno consente di farsi carico facilmente di compiti delicati in spazi ristretti e riduce al minimo i rischi in fase di manovra, garantendo la sicurezza di persone o oggetti. Inoltre, tutti i tubi idraulici del braccio sono stati racchiusi all’interno del braccio, al fine di evitare eventuali danni e di concentrare al meglio sul lavoro in atto. Prestazioni superiori Il miniescavatore U27-4 è stato progettato da Kubota per gestire quei lavori impegnativi che sono fuori portata per le macchine operatrici di maggiori dimensioni. La capacità di rotazione senza ingombro posteriore permette di traslare e ruotare la cabina senza problemi in spazi ristretti, con estrema facilità.

Il distributore idraulico è facilmente accessibile semplicemente sollevando il pannello/ pavimento della cabina. Il sistema idraulico a centro aperto è caratterizzato dalla presenza di 3 + 1 pompe, con portate di 28,8 l/min e pressioni di 21,6 Mpa (P 1&2) e 19,2 l/min e 19,2 Mpa (P3)

Altre peculiarità, come la rilevante forza di scavo e il funzionamento simultaneo di quattro movimenti, inoltre, garantiscono prestazioni di alto livello.

La capacità di rotazione senza ingombro posteriore consente al miniescavatore U27-4 di lavorare a filomuro e in aree congestionate, così come all’interno di stabili e costruzioni

70 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

L’U27-4 si distingue inoltre per un’elevata forza di scavo alla benna. Il braccio di cui è dotato, potente e ben equilibrato, così come la benna con cui è equipaggiato, permettono all’operatore di scavare più velocemente e in modo efficiente anche nelle condizioni più difficili. Quand’è richiesto l’impiego simultaneo

L’ingombro del miniescavatore U27-4 rimane sempre all’interno della larghezza della cingolatura, in modo da poter ruotare la torretta a 360° in tranquillità e sicurezza. L’altezza sotto il contrappeso è di 525 mm; il raggio di rotazione di 790 mm


IL MINIESCAVATORE KUBOTA U27-4 La sua struttura girosagoma, inoltre, garantisce un adeguato equilibrio e un’eccellente stabilità, per un funzionamento veloce. Tutto ciò rende questo miniescavatore ideale per svolgere interventi nelle aree urbane congestionate e all’interno di stabili e costruzioni. Con i suoi 2.590 kg di peso operativo (versione cabina) il miniescavatore

Kubota U27-4 permette di essere facilmente caricato su un camion o su un rimorchio da 3,5 t di portata o più grande per raggiungere la sua destinazione di lavoro. Con l’aggiunta di nuove staffe di aggancio, inoltre, il fissaggio dell’U27-4 sul pianale è ora più facile. La carreggiata di 1.500 mm offre tutta la stabilità necessaria per realizzare

della benna, del bilanciere, del braccio e del brandeggio, la pompa idraulica distribuisce la quantità di olio necessaria a ogni utilizzo in funzione della pressione sulla corsa delle leve. Questo ciclo garantisce un rendimento elevato nelle operazioni di scavo e di livellamento, senza alcuna perdita di velocità o di potenza. Con l’ingombro ridotto a zero del contrappeso, poi, perfino gli spazi più stretti si trasformano in posti di lavoro efficienti: la parte posteriore del mezzo rimane sempre all’interno della larghezza della cingolatura, per poterlo ruotare con un raggio di rotazione a 360° in completa tranquillità e sicurezza.

Il miniescavatore U27-4 è alimentato da un propulsore diesel Kubota D1105-E4-BH-2 raffreddato ad acqua E-TVCS, a 3 cilindri, in grado di offrire una potenza di 15,6 kW a 2.400 giri/min. La cilindrata è di 1.123 cc

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 71


HandsOn La lama frontale scatolata ha una larghezza di 1.500 mm, per un’altezza di 300 mm. La distanza dai cingoli è di 270 mm. Il martinetto della lama è completamente protetto; i flessibili sono in due pezzi

Il vano laterale consente di accedere agevolmente ai componenti idraulici

Sotto il cofano laterale è presente il pacco batterie e il relativo stacca-batterie, oltre al serbatoio del carburante (33 l), posto a 1.140 mm dal suolo

Particolare del sistema di brandeggio, realizzato in fusione, con perni e boccole

qualsiasi lavoro di routine ed è abbastanza stretta per consentire agli operatori di lavorare in quei luoghi dove lo spazio è limitato. Il miniescavatore è alimentato da un propulsore Kubota progettato e realizzato perseguendo l’obiettivo di massimizzare le prestazioni di scavo e di sollevamento, oltre che di garantire la riduzione al minimo di rumore e vibrazioni, per soddisfare tutte le attuali

I vani posteriori sono organizzati in modo da consentire l’accesso agevole per la manutenzione ordinaria al motore e ai principali componenti della macchina, compresi il doppio filtro dell’aria, il radiatore dell’acqua e dell’olio motore (il cui livello è visibile anche attraverso un’apposita feritoia esterna) e i relativi sistemi di controllo. L’apertura dei cofani in metallo è particolarmente ampia

72 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

norme sulle emissioni dei motori. Con l’U27-4, infine, è possibile e lavorare senza alcun rischio grazie alla struttura ROPS/FOPS completa di ogni caratteristica di massima sicurezza per

Il sottocarro a “X” presenta tre rulli a doppia flangia per lato e cingoli in gomma Bridgestone a passo corto, lunghi 2.330 mm e larghi 300 mm. Il sistema di cambio automatico consente di modificare la velocità (alta/bassa) a seconda dello sforzo di trazione e della resistenza del terreno


IL MINIESCAVATORE KUBOTA U27-4 l’operatore e di prevenzione degli incidenti, come luci di lavoro e specchi retrovisori esterni. Il vano motore è organizzato ergonomicamente, in modo da garantire un facile accesso al radiatore dell’acqua e dell’olio motore: eseguire gli interventi di manutenzione ordinaria e le ispezioni, in questo modo, è estremamente agevole. ■

Il miniescavatore U27-4 è facilmente trasportabile su un camion o su un rimorchio da 3,5 t di portata o più grande per raggiungere la postazione di lavoro. La sua lunghezza in posizione di trasporto, misurata sull’avambraccio a 1,2 m da suolo, è di 3.750 mm

LA SCHEDA TECNICA Il miniescavatore U27-4 Peso operativo (cabina/tettuccio): Motore: Potenza motore:

Kubota D1105-E4-BH-2, 3 cilindri, Stage V 15,6 kW a 2.400 giri/min

Cilindrata:

1.123 cc

Capacità benna:

0,06 m3

Larghezza benna (con/senza denti laterali): Lunghezza totale: Altezza totale (cabina/tettuccio): Velocità di rotazione: Larghezza cingoli (in gomma): I cilindri sono ben protetti nella parte inferiore del braccio di scavo. Il braccio ha una lunghezza perno/ perno di 2.085 mm; l’avambraccio ha una lunghezza standard di 1.300 mm e presenta, a due terzi della sua lunghezza, le connessioni rapide AUX 1. Sotto il braccio è posizionato un faro alogeno di lavoro (altri due fari di lavoro sono posti sulla cabina)

2.665/2.565 kg

Interasse:

500/450 mm 4.190 mm 2.430/2.420 mm 9,8 giri/min 300 mm 1.560 mm

Dimensioni lama (larghezza x altezza):

1.500 x 300 mm

Forza di penetrazione (braccio/benna):

1.230/2.100 daN

Angolo di brandeggio (sinistro/destro):

75°/55°

Velocità di traslazione (bassa/alta):

2,5/4,5 km/h

Pressione a terra (cabina/tettuccio):

24,7/23,7 kPa

Distanza da terra:

290 mm

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 73


VEICOLI Mercedes-Benz Trucks

SOLUZIONI INTEGRATE

per il trasporto edile

74 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


In occasione del Bauma 2022 il costruttore ha presentato un’ampia gamma di soluzioni integrate pensate su misura per il trasporto nel settore edile e per soddisfare le più diverse esigenze dei clienti di Ettore Zanatta

F

Palfinger. L’eWorX rappresenta il collegamento tra la gestione dell’energia del veicolo e l’allestimento e consente di elettrificare in modo efficiente le prese di forza per l’esercizio di attrezzature di lavoro idrauliche.

Una soluzione “elettrica” Da diversi anni l’Actros con motore diesel convenzionale è un “peso massimo” nel settore dei trasporti per l’edilizia quando si tratta di movimentare materiale sfuso, sia su strada che fuori strada. Il truck Premium è disponibile anche con trazione elettrica a batteria: sviluppato per il trasporto nel servizio di distribuzione pesante, l’eActros può far valere i suoi punti di forza anche in molti altri campi applicativi. MercedesBenz Trucks, ad esempio, ha allestito l’eActros con la soluzione “all-in-one” eWorX sviluppata da ZF, che combina un cassone scarrabile su rulli Meiller e un ribaltabile con cassone smontabile di

Performance sostenibili Per l’eActros, Mercedes Benz Trucks si affida all’ePowertrain, catena cinematica elettrica che consiste in un assale rigido elettrico con due motori elettrici integrati e un cambio a due velocità. Le batterie sono costituite da tre (eActros 300) o quattro pacchi (eActros 400), ognuno dei quali offre una capacità installata di 112 kWh (capacità nominale di una batteria nuova, sulla base di condizioni quadro definite internamente; può variare a seconda del caso applicativo e delle condizioni ambientali) e una capacità utilizzabile di circa 97 kWh (contenuto energetico utilizzabile per il funzionamento normale del truck con batterie nuove; si basa su condizioni quadro definite internamente e può variare a seconda del caso applicativo

ondi accidentati, passi carrai ristretti, spazi di manovra limitati, trasporto di attrezzature e materiali pesanti: la logistica dei cantieri costringe spesso i veicoli industriali a manovre impegnative. In quest’ottica Mercedes Benz Trucks offre molteplici soluzioni pressoché in qualunque segmento.

MERCEDES BENZ TRUCKS HA PRESENTATO IL TRUCK AROCS DOTATO DI UN NUOVO ASSALE ANTERIORE, CON 10 T DI CARICO SULL’ASSE ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 75


VEICOLI

IL SISTEMA MIRRORCAM VIENE MONTATO SULL’ACTROS E SULL’AROCS PER IL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE ED È DI SERIE SULL’EACTROS COME DOTAZIONE A RICHIESTA AL POSTO DEI CONVENZIONALI SPECCHI RETROVISORI ESTERNI PRINCIPALI E GRANDANGOLARI

Il sistema MirrorCam Considerando che i cantieri offrono spesso spazi di manovra angusti, oltre a tutti i sistemi di sicurezza presenti negli autocarri Mercedes Benz Trucks si rivela utile una speciale dotazione: il sistema MirrorCam, montato sull’Actros e sull’Arocs per il servizio di distribuzione e di serie sull’eActros come dotazione a richiesta al posto dei convenzionali

specchi retrovisori esterni principali e grandangolari. Da aprile 2022 viene poi impiegata la seconda generazione del sistema di telecamere retrovisive, che oggi supporta in modo ancora più efficace il conducente in molte situazioni del traffico stradale, ad esempio grazie a bracci delle telecamere più corti di 10 cm per lato e a nuovi parametri delle immagini. Rispetto alla prima generazione del

MERCEDES-BENZ TRUCKS HA PRESENTATO SOLUZIONI INTEGRATE PENSATE SU MISURA PER IL TRASPORTO NEL SETTORE EDILE

MERCEDES-BENZ TRUCKS HA ALLESTITO L’EACTROS CON LA SOLUZIONE “ALL-IN-ONE” EWORX SVILUPPATA DA ZF, CHE COMBINA UN CASSONE SCARRABILE SU RULLI MEILLER E UN RIBALTABILE CON CASSONE SMONTABILE DI PALFINGER 76 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

e delle condizioni ambientali). Forte di quattro pacchetti batteria, in particolare, l’eActros 400 ha un’autonomia che raggiunge i 400 km (l’autonomia è stata determinata internamente, in condizioni ottimali, ad esempio con quattro pacchetti batteria dopo il pre-condizionamento, nel servizio di distribuzione con veicolo parzialmente carico, senza rimorchio e a una temperatura esterna di 20°C). L’eActros LongHaul, che sarà pronto per la produzione in serie nel 2024, avrà un’autonomia di circa 500 km con una sola carica della batteria: ciò lo rende un’alternativa interessante anche nel settore dell’edilizia con impiego prevalente su strada.


IL “NUOVO” MOTORE OM 471 HEAVY DUTY È ORA DISPONIBILE NELLE SERIE ACTROS E AROCS ED È ORIENTATO ALLA RIDUZIONE DEL COSTO TOTALE DI PROPRIETÀ (TCO) SENZA ALCUN COMPROMESSO SUL VERSANTE DELLE PRESTAZIONI, DEL DINAMISMO O DEL COMFORT DI MARCIA

sistema l’accorciamento dei bracci delle telecamere facilita i conducenti, tra l’altro, nell’effettuazione delle retromarce in rettilineo: ciò si deve al fatto che la prospettiva della MirrorCam è ora più simile a quella del consueto specchio di vetro, il che rende più facile familiarizzare con il sistema di telecamere MirrorCam. Inoltre, gli ingegneri di Mercedes Benz Trucks hanno ottimizzato il “tone mapping”: la “mappatura dei toni” è un processo di regolazione di un’immagine che consente di visua-

lizzare un’ampia gamma di tonalità di colore su un supporto; il miglioramento della messa a punto di colore e luminosità del sistema di telecamere fa sì che i display siano in grado di visualizzare in modo preciso l’area rilevante per le relative situazioni di guida, soprattutto in condizioni di luce critiche. La terza generazione dell’OM 471 Oltre all’ampliamento dell’offerta di veicoli a propulsione elettrica a batte-

ria, Mercedes Benz Trucks non smette di stabilire nuovi standard nel segmento Premium degli autocarri diesel tradizionali. Ne è un esempio la terza generazione del propulsore per veicoli industriali pesanti OM 471: il ‘nuovo’ motore Heavy Duty, che sarà disponibile nelle serie Actros e Arocs a partire da ottobre, è orientato alla riduzione del costo totale di proprietà (TCO) senza alcun compromesso sul versante delle prestazioni, del dinamismo o del comfort di marcia. Una delle leve più importanti

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 77


VEICOLI

LA TRAZIONE ANTERIORE ATTIVABILE A COMANDO IDRAULICO HYDRAULIC AUXILIARY DRIVE (HAD) OFFRE UN’ENORME FACILITAZIONE DEL LAVORO SUI TRUCK ACTROS E AROCS CHE VIAGGIANO PREVALENTEMENTE SU STRADA, MA CHE OCCASIONALMENTE DEVONO COMPIERE TRAGITTI FUORISTRADA IMPEGNATIVI

NOVITÀ “LED” PER L’AROCS Mercedes Benz Trucks ha presentato molte altre novità che rendono il lavoro nel settore del trasporto edile ancora più efficiente. Per rendere l’Arocs ancora più idoneo ai lavori pesanti, ad esempio, è stato sviluppato un nuovo assale anteriore con carico sull’asse di 10 t, che consente tra l’altro di installare gru e attrezzi di lavoro più grandi. Particolarmente utile nel lavoro quotidiano si dimostra anche la plancia multimediale: impiegata sulle serie Actros e Arocs e sull’eActros, presenta due display a colori come “cuore” della Human Machine Interface (HMI). Quando l’allestimento o l’applicazione sono in funzione il relativo stato viene visualizzato attraverso le spie di controllo nel display primario; in aggiunta, appaiono delle finestre “pop-up” in grado di allertare il conducente ed è possibile configurare fino a 10 messaggi. Per una comoda integrazione delle funzioni dell’allestimento non rilevanti ai fini della sicurezza, sul secondo display possono essere sistemati fino a otto interruttori virtuali selezionabili individualmente, ad esempio per il cassone intercambiabile. All’Arocs ed all’Actros per il servizio di distribuzione è possibile donare un aspetto ancora più moderno grazie ai nuovi fari principali con firma luminosa a LED. Sono disponibili a richiesta, inoltre, anche fari “full LED”, che possono garantire un valore aggiunto in termini di sicurezza durante il lavoro notturno. A ciò si aggiunge anche un aspetto economico: se paragonati alle lampade alogene convenzionali, i fari a LED offrono vantaggi in termini di manutenzione e risparmio energetico e garantiscono una durata maggiore.

78 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

per aumentare l’efficienza dei consumi nei moderni motori diesel è l’ottimizzazione della sovralimentazione turbo: con la terza generazione dell’OM 471 il costruttore introduce due nuovi turbocompressori: la variante ottimizzata ai fini del basso consumo è concepita per l’impiego nel trasporto sulle lunghe percorrenze e si focalizza sul consumo di carburante minimo possibile; la seconda è concepita per una potenza elevata e per alta forza frenante del motore ed è ideale per l’uso nel segmento dei carichi pesanti e delle costruzioni. Per una dinamica di marcia ancora superiore Mercedes Benz Trucks si è poi focalizzata anche sulla catena cinematica: la nuova gestione del cambio automatizzato PowerShift Advanced, grazie alla selezione precisa delle marce, consente partenze e accelerazioni più rapide e, allo stesso tempo, più fluide in molte situazioni. È stata ottimizzata anche la parametrizzazione del pedale dell’acceleratore: la maggiore sensibilità e dosabilità del tratto inferiore consente di eseguire manovre più delicate; la risposta diretta del tratto superiore offre un vantaggio in termini di dinamica in caso di elevate richieste di carico. Per impieghi gravosi La trazione anteriore attivabile a comando idraulico Hydraulic Auxiliary Drive (HAD) offre un’enorme facilitazione del lavoro sui truck Actros e Arocs che viaggiano prevalentemente su strada, ma che occasionalmente devono compiere tragitti fuoristrada impegnativi, ad esempio in cantieri e cave. L’HAD opera a velocità fino a 30 km/h e genera la capacità di trazione supplementare nella misura necessaria a superare pendenze impegnative anche su tratti sdrucciolevoli. Una dotazione speciale è la frizione con Turbo Retarder (TRK): come combinazione in un solo componente di frizione per lo spunto idraulica e Retarder il sistema consente partenze e manovre dosabili, anche con carichi molto elevati e bassissime velocità; come Retarder primario sviluppa una potenza frenante di 350 kW (476 CV); in abbinamento all’High Performance Engine Brake, con potenza fino a 475 kW (646 CV), la TRK garantisce elevate prestazioni. ■


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ATTREZZATURE Malaguti

STRADA SPIANATA

per il successo

L’azienda bolognese, fondata nel 1969 da Gaetano Malaguti, continua il suo percorso di crescita, apportando continui sviluppi alla propria gamma produttiva, oggi particolarmente ricca di soluzioni di Stefano Vitali

L

a Officine Malaguti nasce nel 1969 per mano di Gaetano Malaguti il quale - dopo 20 anni di esperienza lavorativa in un’industria meccanica e acquisite le necessarie competenze tecniche, operative e di gestione delle risorse umane - decide di fondare una propria azienda a Sant’Agata Bolognese. Il “timone” passa successivamente al figlio Ivan, tuttora titolare della società,

80 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

che nel tempo amplia gli orizzonti del mercato di competenza incrementando la produzione a marchio Malaguti, mantenendo al contempo la qualità e la solidità che hanno reso questa realtà made in Italy protagonista da oltre 50 anni. Impossibile parlare di Malaguti, oggi, senza citare l’attuale CEO, Giorgio Cangini: dopo un proficuo incontro nel 2019 con Ivan Malaguti, il vulcanico imprenditore ha avviato una riorganizzazione inter-

na dell’azienda, affiancandola a un team commerciale competente, includendo un dipartimento marketing e un ufficio tecnico. I risultati di questa strategia sono tangibili: l’azienda ha raddoppiato il suo fatturato ed è in continua crescita. Una filosofia vincente Malaguti persegue una filosofia semplice ma ambiziosa, che ruota attorno ad alcuni punti fermi: ampia gamma, qua-


NEI LAVORI STRADALI, NEI CANTIERI DI DEMOLIZIONE E COSTRUZIONE E NELLE OPERE DI PAVIMENTAZIONE, IL COMPATTATORE A RULLI VIBRANTI MALAGUTI − DISPONIBILE IN QUATTRO LARGHEZZE − SVOLGE IL LAVORO RAPIDAMENTE MA CON RISULTATI DURATURI, GRAZIE ALL’ELEVATA FORZA COMPATTANTE, ALL’ALTA PRECISIONE E ALLA SUA FACILITÀ D’USO

lità e versatilità dei prodotti e dei servizi, attenzione ai dettagli del progetto e alle esigenze dei mercati di riferimento. L’azienda bolognese si propone di anticipare le esigenze del mondo del lavoro e di fornire ai propri clienti la massima soddisfazione possibile. Un piano d’azione concreto che ha portato Malaguti ad affermarsi solidamente sia sul mercato nazionale che internazionale, ben oltre l’Europa. La gamma è stata ottimizzata, le attrezza-

ture prodotte si arricchiscono di nuove opzioni e di versatili funzioni. Recentemente Malaguti ha aperto una filiale anche a Sarsina (FC), dove si sviluppa la produzione esistente unitamente a una nuova gamma di prodotti, mentre a Sant’Agata Bolognese continua la produzione attuale. La nuova struttura vanta un’area produttiva di circa 1.500 m2, ma considerando le aree interne ed esterne l’estensione utile raggiunge i 3.000 m2.

L’obiettivo di Malaguti oggi è essere sempre più presente nel mercato europeo (che rimane il mercato di riferimento) e oltre, dal Nord Africa alla Nuova Zelanda, dal Canada agli Stati Uniti. Attualmente l’azienda sta progettando nuovi prodotti e lavora per migliorare quelli esistenti: produzione e progetti si stanno riorganizzando, per ottimizzare e sviluppare i relativi margini di miglioramento. ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 81


ATTREZZATURE

LA PIASTRA COMPATTATRICE MALAGUTI, COMPLETA DI ATTACCO FISSO ALLA MACCHINA, È UTILE PER LA COMPATTAZIONE DEL MATERIALE DI RIEMPIMENTO DELLO SCAVO A SEGUITO DELL’INTERRAMENTO DI CAVI E TUBAZIONI

ROBUSTA E PERFORMANTE, LA TRIVELLA MALAGUTI PUÒ ESSERE EQUIPAGGIATA CON DIVERSE TIPOLOGIE DI PUNTE E PROLUNGHE CHE CONSENTONO DI EFFETTUARE I LAVORI PIÙ DISPARATI, DALLA PERFORAZIONE DEL TERRENO ALLA FRANTUMAZIONE DI RADICI E CEPPI DI ALBERI IL BATTIPALO È UNO STRUMENTO IDEALE PER PREPARARE UNA SOLIDA BASE PER PAVIMENTAZIONI E MOLTI USI SIMILARI. L’ATTREZZATURA PROPOSTA DA MALUGUTI - COMPLETA DI ATTACCO FISSO ALLA MACCHINA È DISPONIBILE NELLE VERSIONI CON O SENZA PINZA 82 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


LA FRESACEPPI MALAGUTI È PROGETTATA PER ESCAVATORI DA 1,5 A 13 T ED È PROPOSTA IN TRE MODELLI. ANCHE IN QUESTO CASO L’ATTREZZATURA È DOTATA DI ATTACCO FISSO ALLA MACCHINA

PROGETTATA PER COMPATTARE QUALSIASI SUPERFICIE, LA PIASTRA VIBRANTE MALAGUTI È UTILE PER LA COMPATTAZIONE DEL MATERIALE IN PAVIMENTAZIONI E FONDI STRADALI E/O PER LA CREAZIONE DI PISTE CICLABILI E MARCIAPIEDI, ASSICURANDO UN FONDO SOLIDO, OMOGENEO E DURATURO

Una gamma rinnovata Al Bauma di Monaco di Baviera Malaguti sarà presente con una gamma rinnovata. Il bilancio è quindi positivo in quanto sono state gettate le basi per una nuova storia di crescita e successo. Coniugando versatilità e affidabilità dei prodotti con un occhio di riguardo per le nuove tecnologie e le sfide emergenti, Malaguti si presenta come un marchio che ha tutte le carte in regola per “andare ancora oltre”: per questo motivo l’azienda si riserva sempre la possibilità di valutare nuove partnership, diverse tipologie di mercati e opportunità di applicazione tecniche già consolidate all’interno di nuovi settori. Quando si parla di attrezzature specializzate per il settore edile e agricolo Malaguti rappresenta un punto di riferimento, grazie a centinaia di clienti in tutto il mondo che si affidano alla sua professionalità. L’azienda si occupa della progettazione, costruzione, commercializzazione e manutenzione di soluzioni installabili su escavatori e terne, utilizzabili sì nei citati comparti edile e agricolo, ma anche in quelli vitivinicolo, stradale e forestale. Per quanto riguarda il mondo delle costruzioni, in particolare, il core business è rappresentato dalla gamma di piastre compattatrici, rulli vibranti e trivelle frontali. Rispetto alle piastre per uso manuale,

la piastra Malaguti è più veloce ed efficiente e protegge il lavoratore dai rischi causati dalle vibrazioni e dai rumori prodotti dall’utensile. La trivella, d’altra parte, è l’attrezzatura più adatta per la perforazione su terreni difficili, può essere equipaggiata dove necessario con diversi tipi di punte ed estensioni ed è ideale per i lavori più diversi, dalla perforazione del terreno alla spaccatura di radici e ceppi di alberi. In agricoltura e silvicoltura una delle macchine più richieste è invece il battipalo, essenziale

per piantare pali di supporto in vigneti e frutteti. Un’altra utile applicazione del battipalo è la costruzione e la manutenzione di strade, dove i pali piantati sottoterra favoriscono la stabilità e la solidità della banchina. Progettati per essere montati su escavatori e terne, tutti gli accessori Malaguti per escavatori sono utilizzati in vari campi, dal settore edile a quello stradale e agricolo. Gli attacchi frontali sono adatti per minipale e pale. La gamma Malaguti è composta da piastre compattatrici, battipali con o senza pinza, fresaceppi, ruote compattatrici, trivelle, piastre compattatrici frontali, rulli compattatori vibranti, trivelle frontali e fresaceppi frontali. ■

LA RUOTA COMPATTRICE È PROGETTATA PER COMPATTARE IL FONDO E IL MATERIALE DI RINTERRO NELLE OPERAZIONI DI SCAVO. DOTATA DI CUSCINETTI A RULLI CONICI E DI UN DESIGN CHE CONSENTE UN FUNZIONAMENTO REGOLARE, QUEST’ATTREZZATURA MALAGUTI È DISPONIBILE IN QUATTRO VERSIONI ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 83


ATTREZZATURE Indeco

RISPOSTE INNOVATIVE

per il mercato globale Come sempre il Bauma di Monaco ha rappresentato per il costruttore pugliese un’importante vetrina in cui esporre le principali novità in arrivo, presso una platea di operatori qualificati. Innovazioni associate all’applicazione di tecnologie compatibili con gli standard dell’Industria 4.0 di Silvio Crespi

L

e novità presentate da Indeco in occasione del Bauma 2022 sono nate ancora una volta dall’attento ascolto del proprio pubblico di utilizzatori e dall’analisi accurata delle principali tendenze in atto sul mercato. Prima fra tutte quella della trasformazione digitale e dell’introduzione anche nel settore degli “attachment” idraulici di tecnologie compatibili con gli standard dell’Industria 4.0. E, ancora, quella che tende a prediligere l’impiego di macchine operative di ridotte dimensioni e che, di conseguenza, richiede attrezzature sempre più piccole ed efficienti, in grado di assicurare una produttività ottimale e prolungata nel tempo. Un capitolo a parte riguarda, infine, il perfezionamento e il futuro ampliamento della gamma di attrezzature forestali, sulle quali la Indeco North America sta concentrando i propri investimenti tecnologici e di personale dedicato. IL NUOVO SISTEMA DI MONITORAGGIO DA REMOTO ‘INDECONNECT’ SI BASA SUI PRINCIPI DELL’INTERNET OF THINGS

84 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


macchina in acciaio speciale Hardox, consente il taglio di binari fino a 75 kg di massa per metro, con durezze fino a 300 Brinell. Le cesoie IRC 20 e IRC 30 (apertura ganascia di 200 e 220 mm, macchine portanti da 13 e 30 t, classe di forza 700 e 1.000 t) sono progettate per operare sui differenti standard di binari presenti in Europa, USA e Paesi asiatici.

di ciascun attrezzo Indeco, anche attraverso il sistema di alert e messaging automatici che permettono di ordinare i ricambi e ridurre al minimo i tempi di fermo macchina; ottimizzare il noleggio, supervisionando e controllando la gestione delle attrezzature noleggiate.

I frantumatori IRP Gli ottimi risultati ottenuti in termini di allungamento della vita dell’attrezzo attraverso l’inserimento di una piastra antiusura sulla ganascia mobile dei frantumatori IRP hanno spinto Indeco ad adottare lo stesso accorgimento anche sulla ganascia fissa. La piastra intercambiabile preserverà la struttura portante del frantumatore rendendolo capace di sopportare forti pressioni, abrasioni e prolungati impieghi in qualsiasi tipologia di utilizzo.

Cesoie spaccabinari Il passaggio dalle reti ferroviarie tradizionali a quelle ad alta velocità in atto in tutti i paesi più industrializzati del mondo passa inevitabilmente per la dismissione e riciclo di centinaia di migliaia di chilometri di binari. Da qui la necessità di dotarsi di strumenti adeguati a processare acciai trattati termicamente per resistere alle enormi pressioni. Le nuove cesoie spaccabinari IRC sono strumenti idraulici progettati per il taglio di rotaie ferroviarie, tramviarie e della metropolitana. Il design delle ganasce, unito all’efficienza del sistema idraulico e alla robustezza del corpo

La cesoia ISS 8/13 L’ISS 8/13 è un modello top a completamento della gamma di cesoie Indeco ISS: di dimensioni appena superiori alla piccola ISS 5/7, può essere utilizzata su escavatori a partire dalle 6 t. Tra le sue caratteristiche distintive: la struttura corta e robusta, il peso ridotto, il perfetto bilanciamento, il design delle ganasce modificato per ottimizzare la potenza di taglio (classe di forza 300 t, forza in punto 80 t) e aumentare l’apertura massima (apertura ganascia 470 mm), la presenza di quattro coltelli intercambiabili e reversibili e “piercing tip” di ultima generazione.

LE NUOVE CESOIE IDRAULICHE SPACCABINARI IRC (NELLA FOTO IL MODELLO IRC 30) SONO PROGETTATE PER IL TAGLIO DI ROTAIE FERROVIARIE, TRAMVIARIE E DELLA METROPOLITANA

Il sistema “Indeconnect” Primo produttore a lanciare sul mercato il “martello intelligente” nel 1985, oggi Indeco è ancora tra i primi a proporre una gamma di “attachment idraulici” con tecnologia 4.0. Ciò grazie al nuovo sistema di monitoraggio da remoto “Indeconnect”, basato sui principi dell’Internet of Things, con cui prevenire l’obsolescenza delle attrezzature e mantenere elevate le loro performance nel tempo. Il sistema è composto da un device proprietario da montare sulle diverse attrezzature, dotato di tecnologia 4G per l’interconnessione wireless alla rete e da una piattaforma “web cloud based” accessibile da mobile (tramite app) o da PC, con cui consultare i dati trasmessi in tempo reale da ciascun device installato: ore di lavoro effettuate, posizione di lavoro nello spazio, temperatura dell’olio idraulico, temperatura dell’ambiente, posizione GPS e così via. Attraverso l’impiego di Indeconnect è possibile quindi ottenere una serie di vantaggi: monitorare la produttività, assicurandosi che ogni attrezzatura Indeco stia lavorando secondo quanto pianificato; controllare l’operatività, verificando in tempo reale i diversi parametri interni ed esterni all’attrezzatura per assicurarsi che questa sia utilizzata in condizioni ottimali e in modo appropriato; aumentare la sicurezza, controllando da remoto la posizione dell’attrezzatura attraverso la geolocalizzazione GPS; pianificare la manutenzione, monitorando in tempo reale lo stato di salute

L’ISS 8/13 È UN MODELLO TOP A COMPLETAMENTO DELLA GAMMA DELLE CESOIE INDECO ISS ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 85


ATTREZZATURE Le pinze Multi Grab IMG 300 Come già avvenuto per altre gamme di attrezzature Indeco, anche quella delle pinze Multi Grab si è ampliata per fare spazio a un nuovo modello, la IMG 300, compatibile con escavatori di ridotte dimensioni (a partire da 3 t) sempre più richiesti dal mercato. In questo caso la pressione massima al cilindro è 220 bar, la portata olio di 30 l/min, la pressione di rotazione di 100 bar, la forza massima alla lama/denti di 2.100 kg. LA GAMMA DI PINZE MULTI GRAB SI È AMPLIATA CON IL NUOVO MODELLO IMG 300

INGRASSAGGIO AUTOMATICO ANCHE SUI MARTELLI PICCOLI Un’altra grande novità riguarda le attrezzature di ridotte dimensioni: questa volta si tratta dei martelli demolitori della classe dei piccoli che, a partire dall’HP 200, d’ora in avanti saranno dotati di un unico

INDECO HA INSERITO UNA PIASTRA ANTIUSURA ANCHE SULLA GANASCIA FISSA DEI FRANTUMATORI IRP, DOPO AVERLA PREVISTA SU QUELLA MOBILE

punto di ingrassaggio centralizzato cui poter connettere la centralina di ingrassaggio automatico Indeco Lube. Si tratta di un’innovazione richiesta a gran voce dagli utilizzatori e recepita dall’ufficio Ricerca

Trince IMH Di recente sottoposta a un radicale intervento di restyling, la gamma delle trince Indeco è stata ora ulteriormente modificata attraverso una serie di inter-

e Sviluppo Indeco.

LA GAMMA DELLE TRINCE INDECO È STATA ORA MODIFICATA ATTRAVERSO UNA SERIE DI INTERVENTI DI “FINE TUNING” 86 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

venti di “fine tuning” che ne accrescono l’efficienza e l’affidabilità. Piccoli ma significativi miglioramenti sono stati operati sulla trasmissione e nel posizionamento sul tamburo dei denti intercambiabili, ora dotati di un “bite limiter” che impedisce la penetrazione massima nel legno. In tal modo è possibile utilizzare denti di maggiori dimensioni, come i Cobra Indeco, per ottenere una pacciamatura più fine e un’azione di triturazione più fluida che stressa meno la macchina e ne accresce la produttività, sfruttando al meglio il rapporto tra peso dell’attrezzatura e capacità idraulica dell’escavatore. ■


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COMPONENTI Walvoil

Sostenibilità energetica

per le macchine operatrici Il moderno mercato delle macchine mobili richiede un costante aumento di produttività e prestazioni, e, allo stesso tempo, un abbassamento dei costi operativi, una maggiore efficienza e una riduzione delle emissioni a favore della sostenibilità e della responsabilità sociale di Ettore Zanatta

D

iverse ricerche e studi del settore evidenziano che fino al 40% dell’energia fornita al sistema idraulico di una macchina operatrice è dissipato dalla limitata efficienza dei componenti e dalle perdite di carico generate ai fini della regolazione e del controllo dei movimenti. Il problema è tanto più evidente nelle applicazioni

88 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

elettrificate, dove l’efficienza energetica è sinonimo di prolungata autonomia e di riduzione della capacità delle batterie. Walvoil - società di Reggio Emilia e tra i principali produttori mondiali di prodotti oleodinamici, elettronica e sistemi meccatronici completi – ha dimostrato come poter puntare all’aumento di efficienza del sistema idraulico e dei sui componenti con una possibilità di ridu-

zione dei consumi superiore al 20%. In particolare, Walvoil persegue quest’obiettivo agendo in due modi: riducendo i consumi e la dissipazione energetica con i sistemi ALS (Adaptive Load Sensing); recuperando energia, che andrebbe altrimenti dispersa, tramite la tecnologia EPX (Meter out compensation). L’efficienza energetica è ottenuta tramite un approccio di insieme e una


L’EFFICIENZA ENERGETICA È OTTENUTA TRAMITE UN APPROCCIO DI INSIEME E UNA FORTE INTEGRAZIONE ELETTRONICA, CHE MIRANO ALL’INTERCONNESSIONE E AL COORDINAMENTO DI COMPONENTI APPOSITAMENTE IDEATI

forte integrazione elettronica, che mirano all’interconnessione e al coordinamento di componenti appositamente ideati: pompa, distributore, centralina elettronica e interfaccia operatore. La soluzione ALS ALS è un insieme sinergico di componenti per l’efficientamento delle macchine operatrici mobili. Il controllo congiunto del distributore oleodinamico e della pompa permette di abbattere le perdite di carico dovute ai margini di pressione del sistema di regolazione. Allo stesso tempo è disponibile una serie di logiche che migliorano il controllo, la produttività e il comfort di guida della macchina. Walvoil propone diverse soluzioni ALS per offrire una versatilità estrema e per adattarsi alle esigenze di performance e di impiantistica della macchina. Il sistema ALS, infatti, può essere utilizzato come parte integrante del distributore oleodinamico o inserito sulla pompa a cilindrata variabile. ALS – LS Electronic Control Questa soluzione consente la realizzazione di funzioni Pressure Control in abbinamento a distributori Flow Sharing delle serie DPX ed EPX. Il sistema gestisce e condiziona il segnale Load Sensing del circuito al fine di ridurre i consumi e ottimizzare il controllo. Grazie alla possibilità di integrare il sistema ALS direttamente all’interno del distributore, i benefici che ne derivano sono usufruibili anche in abbinamento a pompe a cilindrata fissa. In caso di utilizzo di pompe a cilindrata variabile il sistema ALS amplia ulteriormente le proprie capacità di ri-

sparmio e di controllabilità grazie alla gestione del controllo elettronico della pompa stessa. Il tutto è gestito da una

centralina elettronica e dal software appositamente sviluppato in ambiente PHC Studio.

LA SOLUZIONE ALS – LS ELECTRONIC CONTROL CONSENTE LA REALIZZAZIONE DI FUNZIONI PRESSURE CONTROL IN ABBINAMENTO A DISTRIBUTORI FLOW SHARING DELLE SERIE DPX ED EPX

IN CASO DI UTILIZZO DI POMPE A CILINDRATA VARIABILE IL SISTEMA ALS AMPLIA LE PROPRIE CAPACITÀ DI RISPARMIO E DI CONTROLLABILITÀ GRAZIE ALLA GESTIONE DEL CONTROLLO ELETTRONICO DELLA POMPA STESSA ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 89


COMPONENTI e oscillazioni; dinamiche di attuazione customizzabili per una guida più confortevole. L’ALS è anche fornito di serie di alcune funzioni di base: la funzione Precision riduce il valore del margine di pressione, permettendo di incrementare l’accuratezza e la sensibilità di manovra; la funzione Boost incrementa temporaneamente il valore del margine di pressione per avere maggiori velocità e produttività, senza la necessità di installare pompe di maggiori dimensioni. La tecnologia EPX Le valvole direzionali della Serie EPX sono una nuova gamma di distributori a controllo elettroproporzionale realizzati per permettere la gestione e il recupero dell’energia idraulica nelle macchine

mobili. Il recupero avviene grazie a un compensatore appositamente progettato che agisce in due modi: attuando un recupero di tipo attivo durante gli azionamenti simultanei di più funzioni macchina; fornendo un recupero di tipo passivo dovuto ai carichi trascinanti, ovvero riutilizzando l’energia inerziale che è solitamente dispersa tramite laminazione del fluido verso scarico. Con l’energia recuperata tramite un distributore Serie EPX è possibile caricare un set di batterie attraverso un motore idraulico collegato a un alternatore+inverter, renderla disponibile nell’impianto idraulico per essere riutilizzata dalle funzioni macchina e infine immagazzinarla in accumulatori idraulici. Il distributore EPX è stato oggetto di un paper, dal titolo ‘Viable Energy Recovery Strategies through advanced Directional Control Valve’, presentato alla 13ma International Fluid Power Conference (IFK) di Aachen nel giugno 2022 e l’evoluzione del progetto è stata illustrata nel mese di ottobre in occasione del 2022 IEEE Global Fluid Power Society PhD Symposium, a Napoli.

“ LA PARTICOLARITÀ DELLA CONFIGURAZIONE ALS – FLOW CONTROL È LA COMBINAZIONE DI UN NORMALE DISTRIBUTORE A CENTRO APERTO A COMANDO ELETTROPROPORZIONALE CON LA POMPA A CILINDRATA VARIABILE A CONTROLLO ELETTRONICO E DOTATA DI LOGICA ALS

Caratteristiche e funzioni operative I principali benefici del sistema ALS sono: abbattimento del margine di pressione sia durante il funzionamento che nelle fasi d’inattività della macchina; definizione di curve di controllo e sensibilità facilmente personalizzabili tramite software PHC Studio; definizione di diverse condizioni operative per la massimizzazione del controllo o della produttività; limitazione dinamica di coppia e potenza; maggiore sfruttamento della potenza installata; minore riscaldamento del fluido e minori instabilità 90 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

CON IL MOTTO ‘SAVE, RECOVER, REGENERATE’ WALVOIL INDICA I BENEFICI DELLA COMBINAZIONE DEI SISTEMI ALS ED EPX

ALS – Flow Control La particolarità di questa configurazione è la combinazione di un normale distributore a centro aperto a comando elettroproporzionale con la pompa a cilindrata variabile a controllo elettronico e dotata di logica ALS. La pompa variabile fornisce la portata definita secondo la logica che imposta l’operatore attraverso un software dedicato, tenendo in considerazione azionamenti singoli o simultanei. In questa configurazione la logica di tipo “Flow Control” garantisce una migliore regolazione del carico e una maggiore stabilità del veicolo, in abbinamento a una tangibile riduzione dei consumi. La gestione della parte elettronica è affidata alla centralina con software PHC Studio dedicato.

LE VALVOLE DIREZIONALI DELLA SERIE EPX SONO UNA NUOVA GAMMA DI DISTRIBUTORI A CONTROLLO ELETTROPROPORZIONALE REALIZZATI PER PERMETTERE LA GESTIONE E IL RECUPERO DELL’ENERGIA IDRAULICA NELLE MACCHINE MOBILI


tegrazione elettronica permettono di adeguare le soluzioni alle più svariate configurazioni circuitali. Diversi livelli di complessità e performance possono essere raggiunti grazie alla modularità del software PHC Studio. Gli studi effettuati e l’applicazione di ALS a varie tipologie di veicoli dimostrano un risparmio energetico fino al 5%. Ben più ampie sono le potenzialità del recupero energetico del sistema EPX, capace di abbattere i consumi e di restituire una quota parte di energia, con un risparmio energetico complessivo che, a seconda del tipo di applicazione, può raggiungere il 20%. ■ GLI SCHEMI ESEMPLIFICATIVI MOSTRANO LA DIFFERENZA CIRCUITALE TRA UN SISTEMA LOAD SENSING (PRECOMPENSATO), UNO FLOW SHARING (POST-COMPENSATO) E LA TECNOLOGIA EPX (METER OUT COMPENSATION).

Una combinazione vincente ALS e EPX sono due tecnologie ad alta flessibilità in grado di combinarsi e sommare i rispettivi benefici. La varietà di configurazioni e la forte in-

CON L’ENERGIA RECUPERATA TRAMITE UN DISTRIBUTORE SERIE EPX È POSSIBILE CARICARE UN SET DI BATTERIE ATTRAVERSO UN MOTORE IDRAULICO COLLEGATO A UN ALTERNATORE+ INVERTER, RENDERLA DISPONIBILE NELL’IMPIANTO IDRAULICO PER ESSERE RIUTILIZZATA DALLE FUNZIONI MACCHINA E INFINE IMMAGAZZINARLA IN ACCUMULATORI IDRAULICI

CARATTERIZZAZIONE FUNZIONALE DEL PRODOTTO CON PERFORMANCE MONITORATE IN TEMPO REALE ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 91


COMPONENTI Minitop

LA TRASFORMAZIONE del cingolo Lo specialista piemontese in cingoli in gomma ha presentato al Bauma 2022 il sistema “Tracksformer”, una soluzione innovativa e brevettata che rende le minipale performanti in ogni luogo, in qualsiasi momento di Silvio Crespi

GIAMPIERO GIACOMINO, FONDATORE E CEO DI MINITOP, HA MOSTRATO CON ORGOGLIO IL SISTEMA BREVETTATO ‘TRACKSFORMER’ AL BAUMA 2022

92 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


I

l Gruppo Minitop (Bricherasio - TO) è uno dei maggiori fornitori di cingoli in gomma in Europa. In occasione di un’edizione del Bauma in cui il pubblico aveva particolarmente “fame” di novità e innovazioni l’azienda piemontese ha saputo soddisfare (e superare ampiamente) le aspettative presentando “Tracksformer”, un progetto tutto made in Italy nato dall’ingegno del suo fondatore e CEO, Giampiero Giacomino, con il quale abbiamo riassunto i punti di forza della produzione ed evidenziato le peculiarità di questo nuovo sistema brevettato, che rende le minipale cingolate molto più performanti rispetto al passato, ovunque e comunque. Cingoli di alta qualità Minitop è sinonimo di passione e innovazione fin dal 1985, anno della sua fondazione per mano di Giampiero Giacomino. Oggi, dopo 27 anni, l’azienda piemontese è tra i leader nel mercato europeo dei cingoli in gomma e pneumatici. “La gamma attuale - spiega il CEO di Minitop - comprende oltre 400 diverse misure di cingoli compatibili con la maggior parte dei miniescavatori, escavatori e dumper. Il magazzino dispone di uno stock di diverse migliaia di cingoli in gomma per soddisfare le richieste dei clienti. L’esperienza acquisita in tutti questi anni di attività è garanzia di qualità, componente essenziale nello sviluppo di cingoli intercambiabili con gli OEM. La sinergia tra gli uffici tecnici

MINITOP HA PRESENTATO IL SISTEMA ‘TRACKSFORMER’ IN OCCASIONE DELLA RECENTE EDIZIONE DEL BAUMA DI MONACO, SUSCITANDO UN GRANDE INTERESSE TRA GLI OPERATORI DEL SETTORE

e la particolare attenzione rivolta ai nuovi modelli di veicoli cingolati immessi sul mercato sono elementi che rappresentano per Minitop uno stimolo per integrare nuove soluzioni a vantaggio di cingoli sempre più efficienti, così come componenti di alta qualità e linee di produzione moderne sono la chiave per garantire la produzione di cingoli in gomma rinforzata di alta qualità e affidabilità. Seguiamo lo sviluppo della produzione di cingoli in gomma con l’avanzare della tecnologia, al fine di assicurare forniture di cingoli per miniescavatori sempre all’avanguardia. Il controllo di qualità durante le varie fasi di produzione è un’altra garanzia di un prodotto finito di qualità: ogni cingolo in gomma è identificato da un nu-

IL “TOOL” WORK SITE È GARANZIA DI ADERENZA, FORZA DI AVANZAMENTO, MASSIMA TRAZIONE E STABILITÀ ANCHE SU TERRENI IMPEGNATIVI E AD ALTA PENDENZA. OFFRE UN’ELEVATA RESISTENZA ALL’USURA ANCHE SU TERRENI PARTICOLARMENTE AGGRESSIVI

mero di serie unico del lotto di produzione, per garantirne la tracciabilità in ogni momento, dalla fase di produzione alla commercializzazione. Logistica e spedizione sono altri due elementi molto importanti, per questo motivo ci affidiamo a partner che garantiscono le consegne in Europa entro 24-72 ore dalla spedizione. La qualità dei cingoli in gomma, poi, è costantemente monitorata e il suo monitoraggio è condiviso con lo stabilimento di produzione attraverso il feedback dei rivenditori. Una procedura simile viene applicata a ogni processo operativo all’interno di Minitop, con lo scopo di migliorare il servizio ai concessionari”. Sono tre gli elementi distintivi su cui si basa la produzione Minitop: il cavo d’acciaio continuo, la materia prima di alta qualità e la mescola in gomma. “I cavi d’acciaio continui - precisa Giacomino - sono stati sviluppati per aumentare la forza e la resistenza dei cingoli in gomma. L’uso di questi elementi aumenta la resistenza dei prodotti del 40% e ciò consente di ridurre notevolmente i costi di manutenzione delle macchine. Solo la giusta composizione in percentuale del tipo di gomma, poi, addizionata a particolari componenti chimici e implementata da una corretta vulcanizzazione, può garantire prodotti di qualità”. Il sistema “Tracksformer” Minitop è prima di tutto una storia di persone appassionate di macchine moottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 93


COMPONENTI

IL “TOOL” ASPHALT SI DISTINGUE PER UN MAGGIORE CONTROLLO DELLE ROTAZIONI SUL POSTO E NEI CAMBI DI DIREZIONE/INVERSIONE GRAZIE ALLA MAGGIORE SUPERFICIE DEL BATTISTRADA A CONTATTO CON IL TERRENO, OLTRE A GARANTIRE UNA TRAIETTORIA COSTANTE NELL’AVANZAMENTO

dine del sistema “Tracksformer”: illimitato (la produttività non dipende dalle condizioni metereologiche, è utilizzabile anche su terreni finora ritenuti ostici, con un maggiore controllo del mezzo e una più elevata sicurezza); semplice (i cingoli sono forniti già equipaggiati dei ‘tools’ scelti, che si possono sostituire in autonomia); duraturo (i ‘tools’ rivestono i cingoli proteggendoli dall’usura moltiplicando la loro durata fino a quattro volte, un’idea per ridurre i costi di smaltimento e lasciare un’impronta più leggera sull’ambiente); robusto (ogni ‘tool ‘si accoppia perfettamente al rispettivo elemento metallico affogato nella gomma grazie a uno speciale incastro a coda di rondine che trasmette l’elevata coppia

IL SETTORE DEI CINGOLI SI TRASFORMA GRAZIE ALL’INTRODUZIONE SUL MERCATO DEL SISTEMA BREVETTATO ‘TRACKSFORMER’

vimento terra che si sono specializzate nella distribuzione di cingoli in gomma. La fabbricazione di un prodotto di alta qualità richiede anche la conoscenza dei materiali utilizzati nella produzione, la cognizione delle applicazioni e dell’uso che gli operatori fanno delle macchine. Minitop coniuga l’esperienza maturata negli anni con un costante controllo della qualità dei prodotti, tenendo sempre in considerazione l’uso dei cingoli nelle condizioni più diverse. “In qualità di specialisti nel settore siamo impegnati a migliorare e innovare i nostri cingoli in gomma per stare al passo con i progressi della tecnologia delle macchine”, afferma Giampiero Giacomino. Questo impegno ha portato oggi Minitop a brevettare e presentare ufficialmente agli operatori del settore un prodotto innovativo, denominato “Tracksformer”. Il sistema, con un’applicazione brevettata, prevede la possibilità di intercambiare degli utensili sul nastro liscio. 94 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

Montaggio e smontaggio sono processi semplici che possono essere eseguiti in autonomia. Grazie a quattro tipologie di “tools” - “Snow”, “Work Site”, “Asphalt” e “Underwood” - l’operatore può adattare la propria minipala allo specifico ambiente in cui si trova a operare, rendendola così altamente versatile e performante. Sono quattro le parole d’or-

IL “TOOL” SNOW GARANTISCE IL MASSIMO GRIP GRAZIE AL PARTICOLARE DESIGN DEGLI ARTIGLI E UNA FORTE RIDUZIONE DEL RISCHIO DI SLITTAMENTO SU FONDI INNEVATI

motrice della macchina senza “stressare” i quattro bulloni posti all’estremità, eliminando così il rischio di strappo del cingolo). “Il sistema ‘Tracksformer’ - chiosa Giampiero Giacomino - conferisce ai cingoli una lunga durata e un’estrema versatilità, dunque. È realmente un sistema innovativo che rende le minipale uno strumento performante, in ogni luogo, in qualunque momento”. ■

IL “TOOL” UNDERWOOD È PROGETTATO PER OFFRIRE UN’ELEVATA TENUTA TRASVERSALE E ADERENZA SIA SU TERRENI DI TIPO BOSCHIVO CON PENDENZE PRONUNCIATE CHE SU AREE FORTEMENTE SCONNESSE E CARATTERIZZATE DA SUPERFICI IRREGOLARI. QUESTA SOLUZIONE GARANTISCE UNA RIDUZIONE DEL RISCHIO DI TAGLIO E ROTTURA DEL CINGOLO


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SERVIZI Kubota Europe

IL “MANTRA” della formazione

Si sono svolte durante lo scorso mese di settembre tre giornate “formative” che il costruttore ha voluto riservare alla propria rete di vendita, al fine di condividere (e approfondire) insieme ai concessionari il valore intrinseco delle macchine proposte sul mercato, comparandole in aula e sul campo ai “pari-categoria” della concorrenza di Ettore Zanatta

“M

i piace quest’aria nuova in Kubota”: questo è uno dei messaggi pervenuti ad Andrea Pette, “Italy Manager Construction Machinery Division” di Kubota Europe, al termine dell’ennesima interessante (e costruttiva) iniziativa organizzata negli ultimi tempi dal costruttore giapponese in Italia al fine di sviluppare e ottimizzare la competenza e la competitività della rete italiana 96 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

di vendita. Messaggio che racchiude in sé l’essenza di quello che è un obiettivo primario e dichiarato di Kubota Europe: fornire agli attuali 44 concessionari sia un prodotto di qualità assoluta che gli strumenti necessari per accrescere i valori delle rispettive attività e performance sul territorio, nell’interesse comune di incrementare le quote di mercato già consolidate. Tutto ciò, secondo Kubota, può avvenire solo attraverso la “formazione”, parola che per l’azienda è divenuta un vero e proprio “mantra”.

Formazione sul campo Quello che si è svolto alla fine dello scorso settembre è stato un evento molto importante per Kubota Europe. Gli “onori di casa” li ha fatti Hinowa, azienda che si occupa di realizzare macchinari per lavorazioni in altezza e movimento terra - quali piattaforme aeree, minidumper ed elevatori cingolati - nonché storico e strategico partner produttivo di Kubota Europe. È all’interno (e all’esterno) della sede di Nogara (VR) che si sono svolte le tre giornate formative che hanno con-


sentito ai circa 120 partecipanti di perfezionare la loro conoscenza dei prodotti Kubota e di compararli con quelli dei principali concorrenti. “Quest’evento – spiega Andrea Pette – ci ha permesso di far apprezzare in modo ancora più dettagliato le peculiarità tecniche e prestazionali delle macchine Kubota, nell’occasione potendole provare in un’area esterna appositamente allestita e comparare con alcuni ‘pari-categoria’ della concorrenza. Tutto ciò ci ha consentito peraltro di trasmettere alla forza vendita intervenuta delle valide argomentazioni di vendita che potranno sfruttare nel proseguo della loro attività commerciale”. Questo, quindi, è lo scopo primario dell’iniziativa a cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare. Come conferma Pette, “quest’evento è stato organizzato perché per Kubota Europe è fondamentale fornire alla propria rete distributiva strumenti basilari di informazione e formazione - sia teorica che pratica, attraverso prove statiche e dinamiche – relativamente ai propri prodotti, per farne capire e apprezzare appieno i valori aggiunti e le peculiarità tecniche e operative, nonché per evidenziarne le differenze con le soluzioni proposte sul mercato dalla concorrenza. I nostri concessionari e i loro venditori hanno quindi avuto la possibilità di verificare ‘sul campo’ la fluidità dei movimenti delle macchine, il comfort offerto agli operatori, la posizione ergonomica dei comandi e le performance di scavo, oltre che il mero aspetto estetico dei vari modelli”.

ANDREA PETTE, “ITALY MANAGER CONSTRUCTION MACHINERY DIVISION” DI KUBOTA EUROPE, MENTRE ILLUSTRA AI CONCESSIONARI LE PARTICOLARITÀ DEL MERCATO, I RISULTATI DEL MARCHIO KUBOTA A LIVELLO GLOBALE E LOCALE E LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO IL COSTRUTTORE GIAPPONESE A FONDARE LA PROPRIA ATTIVITÀ SULLA QUALITÀ DEL PRODOTTO E SULLA FORMAZIONE DELLA PROPRIA RETE DI VENDITA

A disposizione degli ospiti, in particolare, è stata messa a disposizione una decina di macchine della concorrenza e cinque modelli rappresentativi della gamma Kubota: il miniescavatore U10-5, per la categoria delle macchine da 1 t; il miniescavatore U17-3α (1~2 t); il miniescavatore U27-4 (2~3 t); il miniescavatore U36-4 (3~4 t); il miniescavatore U56-5 (5~6 t). Oltre a questi, sempre

grazie al prezioso supporto del team Kubota Europe, è stato possibile esaminare e testare la pala compatta gommata elettrica RT220e, il mini dumper elettrico KC70-4 VSLe e i mini dumper cingolati KC110-4 SL, KC300H-5 e KC300HR-5. All’interno dei “circuito”, sempre per offrire un quadro completo della proposta Kubota sul mercato, gli intervenuti hanno avuto la possibilità di approfondire

I CONCESSIONARI INTERVENUTI ALL’EVENTO HANNO AVUTO LA POSSIBILITÀ DI PROVARE SUL CAMPO LA QUALITÀ E LE PERFORMANCE DI ALCUNI MODELLI RAPPRESENTATIVI DI KUBOTA, COME I MINIESCAVATORI U10-5, U17-3α, U27-4 E U36-4 ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 97


SERVIZI

A DISPOSIZIONE NEL CAMPO PROVE ALLESTITO ALL’ESTERNO DELLO STABILIMENTO HINOWA ANCHE IL MINIESCAVATORE U56-5

anche le tematiche complementari al prodotto vero e proprio, tramite isole dedicate ad attività quali la telematica (KTS – Kubota Tracking System), le estensioni di garanzia e la formazione finanziaria (Kubota Finance). Focus sul mercato Per Kubota Europe la “tre giorni” di Nogara ha rappresentato anche un’occasione per condividere con la propria rete vendita i dati più sensibili e le particolarità del mercato attuale. Diversi gli spunti d’interesse: nel 2021 il Gruppo Kubota ha fatturato circa 17,2 miliardi di euro; il comparto Construction Equipment rientra all’interno della “fetta” più significativa, denominata “Farm & Industrial Machinery”, e consiste in circa il 18% del fatturato. In generale, nel 2021 la domanda mondiale di macchine movimento terra (ovviamente parliamo della categoria di macchine in cui è protagonista il costruttore giapponese, cioè nella fascia da 0 a 8 t di peso operativo) è stata di 490.000 unità nel mondo: in questo contesto Kubota detiene circa il 18% di quota di mercato. Focalizzandoci sui miniescavatori, la domanda globale è stata di 344.000: qui Kubota detiene circa il 17%-18% di quota di mercato. Le pale gommate compatte rappresentano invece circa il 10%. Significative anche le vendite relative ai “track loader”, già sul mercato negli Stati Uniti e che quest’anno Kubota introdurrà anche in Europa e in Italia, e alle minipale cingolate. 98 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

“È importante sottolineare – evidenzia Andrea Pette – che delle 88.000 unità prodotte da Kubota negli stabilimenti in Giappone e in Germania buona parte (circa 23.400) sono destinate al mercato europeo. Il ‘peso’ dell’Europa all’interno delle vendite globali di Kubota è significativo, quindi, rappresentandone circa il 35%. Altrettanto importante è rimarcare come Kubota abbia previsto nel 2023 di raddoppiare il suo fatturato rispetto al 2019, un risultato rilevante considerando le difficoltà attraversate negli ultimi anni. In seno a questa considerazione ne emerge un’altra altrettanto rimarchevole: il marchio Kubota

è saldamente al primo posto nelle vendite in Europa (quest’anno l’azienda ha festeggiato i 25 anni consecutivi da primatista, nella categoria di competenza) e il concorrente più rilevante vende meno della metà di Kubota Europe!”. In generale, parlando sempre di mercato, la richiesta di macchine permane alta e il 2023 si presenta similare al 2022. Rimane l’incertezza legata ai forti ritardi nella fornitura dei componenti, che causano conseguenti lungaggini nella consegna dei mezzi, e all’aumento generalizzato dei prezzi. “Gli incentivi proposti in questi ultimi anni - aggiunge Pette - hanno fortemente spinto il mercato e continueranno sulla stessa strada nel 2023, anche se in maniera ridotta (il bonus 110% è stato confermato, anche se ‘rallentato’ nelle erogazioni, così com’è tuttora in vigore il PNRR, stabilito sull’asse temporale 2021-2027). Le prospettive in termini di business sono interessanti, d’altronde la tipologia di macchine di cui Kubota è leader di vendita sarà necessaria anche in futuro per la realizzazione dei numerosi progetti in atto, come le reti Wi-Fi e 5G, la modernizzazione e l’espansione della rete ferroviaria (nonché quella dei siti archeologici e storici) e/o la manutenzione dei fiumi e dei corsi d’acqua”. Un palcoscenico sul quale solo un ‘attore’ adeguatamente formato può recitare un ruolo da protagonista. ■

OLTRE AI MINIESCAVATORI, PUNTO DI FORZA DI KUBOTA, I CONCESSIONARI HANNO AVUTO L’OPPORTUNITÀ DI PRENDERE CONFIDENZA ANCHE CON IL MINIDUMPER ELETTRICO KC70-4 VSLE (IN PRIMO PIANO) E I MINIDUMPER CINGOLATI KC110-4 SL E KC300HR-5. UN ALTRO MINIDUMPER, IL MODELLO ELETTRICO KC300H-5E, ERA ESPOSTO IN FORMA STATICA


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Dossier

“SAFETY FIRST”

di Gianni Gennari

“Sicurezza innanzitutto” è il motto del cantiere moderno, un concetto che si declina in molteplici ambiti, fra cui quello delle macchine operatrici. Dove a sua volta entra in relazione con altre discipline come la progettazione ergonomica e oggi incide in misura importante su tecnologie e soluzioni implementate a bordo dei mezzi d’opera. Che si evolvono per diventare più efficienti e intrinsecamente sicuri 100 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


ERGONOMIA E SICUREZZA Se molto si è fatto per ridurre al minimo le sue variabili - attraverso una maggiore accuratezza sia in fase progettuale che soprattutto esecutiva, attraverso una migliore prevenzione e programmazione l’introduzione di norme e figure professionali dedicate e una continua ottimizzazione dei processi - anche il settore delle macchine operatrici ha compiuto importantissimi passi in avanti per ridurre, da un lato, i livelli di rischio intrinseco al loro utilizzo, dall’altro per renderle più funzionali ed ergonomi-

che in modo da facilitarne l’approccio da parte dell’operatore, migliorarne il comfort e ridurre l’affaticamento durante l’uso. Anche in questo caso con importanti riflessi in termini di sicurezza. Tutti aspetti che hanno trovato una loro formalizzazione a partire dalla Direttiva 2006/42/CE, meglio nota come Direttiva Macchine, che nelle sue varie evoluzioni ha tracciato i principi cardine di uno sviluppo che ha visto i mezzi d’opera diventare via via sempre più funzionali, ergonomici e sicuri.

L’EVOLUZIONE NORMATIVA Ha rappresentato per molti anni il principale riferimento regolatorio in materia, ma i tempi sembrano ormai maturi per il superamento della Direttiva 2006/42/CE, meglio nota come Direttiva Macchine. Già lo scorso anno è stato infatti presentato il testo della proposta per il nuovo regolamento macchine (Regulation of the European Parliament and of the Councilon machinery products), che una volta terminato l’iter di approvazione andrà a sostituirla, segnando il passaggio da un quadro disciplinare costituito da un atto legislativo dell’Unione europea che prevede un recepimento da parte degli Stati membri a un regolamento, ovvero un atto legislativo direttamente applicabile nella normativa nazionale. Oltre al vantaggio di un’attuazione più uniforme, di un recepimento diretto e conseguentemente di una maggiore certezza del diritto, il nuovo regolamento – la cui entrata in vigore con conseguente abrogazione della Direttiva macchine non è ancora stata definita – introduce una serie di mo-

difiche sostanziali. Fra le più importanti si segnalano la distinzione tra macchine, prodotti correlati e quasi – macchine, tutte soggette al regolamento; la modifica della definizione di componente di sicurezza, che ora può essere fisica, digitale o di natura mista; l’introduzione della definizione di “funzione di sicurezza”, ovvero una funzione finalizzata a realizzare una misura di protezione, a eliminare o se non possibile a ridurre i rischi, e la cui mancanza può comportare un aumento degli stessi; il cambiamento della definizione di “modifica sostanziale”, ovvero modifica di un macchinario o di un prodotto correlato, con mezzi fisici o digitali dopo che il macchinario o il prodotto correlato è stato immesso sul mercato o messo in servizio, che modifica la sua applicazione originaria e la destinazione d’uso creando un nuovo pericolo o aumentando un rischio esistente e che richiede quindi misure di protezione supplementari; una serie di nuovi obblighi riguardanti le istruzioni quando fornite in formato digitale.

D

a sempre luogo dell’imprevisto e dell’imprevedibile, il cantiere comporta quotidianamente una continua interazione fra persone, ambiente, materiali, attrezzature e macchine. ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 101


Dossier La riduzione del rischio È uno dei principi guida di questo processo, che in questi anni ha profondamente innovato la progettazione delle macchine da cantiere con l’obiettivo generale di rimuovere i fattori di pericolo o comunque ridurre la possibilità del verificarsi di danni.

Tale principio ha trovato espressione sia in misure integrate nella progettazione – ad esempio la massimizzazione della visibilità dell’area di lavoro, l’aumento della distanza tra parti in movimento, la riduzione di emissioni acustiche e vibrazioni – così come nell’uso di specifiche tecnologie, l’integrazione di protezioni

CANTIERI CIBERNETICI Secondo le statistiche oltre il 70% delle patologie da lavoro denunciate in edilizia sono di tipo muscolo-scheletrico e derivano principalmente da intensi sforzi fisici ed errori posturali, circostanze ricorrenti e fisiologiche in cantiere. Per ovviare a tali problematiche, offrendo agli operatori un supporto nelle fasi di lavoro fisicamente più impegnativi, la ricerca sta puntando su una soluzione derivata dalla ricerca medica come gli esoscheletri, ovvero dispositivi indossabili a sostegno del corpo umano progettati e realizzati per ridurre i carichi biomeccanici e la fatica supportando e potenziando le sequenze di movimento tramite assistenza elettromeccanica. A seconda della loro costruzione e dei loro componenti gli esoscheletri possono essere suddivisi in due gruppi: dispositivi di supporto passivi e attivi. Gli esoscheletri passivi supportano il corpo solo con l’ausilio di componenti meccanici quali molle, guide e pesi, non dispongono di un azionamento controllato attivamente e i carichi vengono assorbiti dalla struttura di supporto e trasformati in ener-

102 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

gia o deviati a terra. Gli esoscheletri attivi, al contrario, oltre agli elementi meccanici sono dotati anche di altri componenti di azionamento attivi ad alimentazione elettrica che forniscono un ulteriore contributo alla riduzione degli sforzi e all’alleggerimento dei carichi. Tipicamente gli esoscheletri utilizzano sensori che informano preventivamente gli attuatori dell’esoscheletro dei movimenti compiuti dall’operatore. Il controllo delle fasi del movimento può avvenire per mezzo delle tensioni muscolari registrate dai sensori o, in alternativa, da un pannello di controllo. Entrambe le soluzioni presentano vantaggi e limiti; in particolare, mentre i modelli passivi non richiedono alcuna alimentazione quelli attivi necessitano di batterie, risultando più pesanti da indossare e con un’autonomia dipendente dalla capacità della batteria stessa. Per contro i modelli attivi offrono un livello di assistenza allo sforzo più elevato e sono quindi in grado di sgravare chi li indossa da un carico maggiore rispetto alle versioni passive.

nei sistemi di comando e guida, nonché il rispetto dei principi ergonomici di base e, più in generale, una serie di accorgimenti finalizzati a migliorare l’interfaccia uomo-macchina ottimizzandone l’interazione. Proprio l’ergonomia è espressamente citata dalla Direttiva Macchine come criterio guida cui i costruttori devono adeguarsi nella progettazione delle macchine. La Direttiva in particolare considera i principi ergonomici tra le misure di progettazione intrinsecamente sicure che, in quanto tali, svolgono un ruolo molto importante nella strategia di riduzione del rischio. La comprensione delle interazioni tra l’uomo e le macchine edili e l’applicazione di adeguati criteri e metodi alla progettazione di tali macchine è indispensabile per ottimizzare il comfort di utilizzo e, in quanto tale, è in grado di incrementare le prestazioni e la produttività. Tra gli elementi da tenere in considerazione vi sono aspetti come alternanza degli operatori, spazio di movimento, ritmo di lavoro, concentrazione, interfaccia uomo/macchina e ulteriori fattori come illuminazione, seduta, posizione di funzionamento e dispositivi di controllo, rumore, vibrazioni, accesso alla posizione di comando e ai punti di manutenzione. Tutti convergono verso l’obiettivo di minimizzare lo stress fisico e psicologico e la fatica. Le evoluzioni: comandi e interfacce Una delle aree che in questi ultimi anni è stata maggiormente influenzata da tali principi è quella della progettazione dei comandi e delle interfacce che in cabina offrono all’operatore una panoramica sui parametri di funzionamento della macchina e gli consentono di regolarne e personalizzarne all’occorrenza le impostazioni. Al di là degli aspetti puramente costruttivi - come ad esempio l’estesa diffusione dei joystick multifunzione, arrivati in alcuni casi a sostituire o affiancare su alcune macchine il tradizionale volante, o l’impiego di schermi LCD e software di gestione sempre più sofisticati che integrano importanti informazioni diagnostiche - gli sforzi dei


ERGONOMIA E SICUREZZA costruttori si sono focalizzati su alcuni principi di progettazione finalizzati a ottimizzarne l’approccio e l’utilizzo da parte dell’operatore. Indipendentemente dalla tipologia di comandi l’interfaccia uomo-macchina è quindi oggi concepita in modo da essere immediata per consentire di riconoscere facilmente i dispositivi di informazione e di comando e capire l’operazione ad essi collegata. Le informazioni riguardanti lo stato del sistema sono disponibili in tempo reale e senza interferire con altre attività in modo da non distrarre l’operatore e sono spesso integrate da informazioni aggiuntive che consentono all’operatore di valutare meglio la si-

JOYSTICK: L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE Da diversi anni le macchine edili sono protagoniste di una costante evoluzione tecnologica che ne coinvolge tutti i componenti, dal telaio al motore, dall’idraulica alla logica di controllo e gestione, che ha portato oggi all’implementazione di soluzioni altamente complesse e sofisticate. Tuttavia uno degli elementi che più simboleggia questa progressiva trasformazione è anche uno di quelli apparentemente più semplici, il manipolatore o joystick, che è via via diventato uno dei protagonisti della cabina di ogni macchina operatrice, sostituendo le tradizionali leve e in alcuni casi affiancando e integrando il classico volante. Nella loro versione più semplice tali dispositivi di comando sono costituiti da una leva di controllo con impugnatura ergonomica, quasi sempre integrata sulle macchine operatrici da una serie di pulsanti che gestiscono specifiche funzioni ausiliarie, una porta di uscita, che trasmette un segnale analogico o digitale a un trasformatore da cui viene interpretato e tradotto in impulsi di comando, e una mascherina che protegge il joystick e i suoi componenti interni da polvere e liquidi che potrebbero comprometterne il funzionamento. Questi componenti, unitamente alla presenza di sistemi di

rilevamento e interruttori potenziometrici di diverse tipologie, traducono tutti i movimenti della leva in un impulso da inviare alla macchina. Sulla base di questa architettura sono state sviluppate nel tempo diverse tipologie di manipolatori, alcune più semplici, altre più complesse e perciò in grado di gestire più funzioni e movimenti, così come di eseguire automaticamente operazioni e cicli di lavoro ripetitivi. Ai tradizionali joystick potenziometrici a più assi si sono così via via affiancate versioni più sofisticate come i joystick proporzio-

nali, oggi largamente utilizzate sulle macchine operatrici. Collegati a una bobina proporzionale questi manipolatori sono in grado di calibrare con la massima precisione i movimenti della macchina tramite un accurato controllo dell’escursione della leva; la comunicazione fra sensori, centraline e attuatori avviene tipicamente tramite protocollo CAN-bus e le funzioni implementate nel manipolatore possono spesso essere programmate e calibrate tramite il software di gestione della macchina.

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 103


Dossier

tuazione. Oltre ad essere concentrati nel campo visivo dell’operatore, pannelli informativi e comandi sono inoltre non di rado ripetuti in diverse postazioni di lavoro per garantire la gestione della macchina in sicurezza. La progettazione del layout di un pannello di comando tiene oggi in considerazione anche gli spazi fra i dispositivi di comando e le rispettive modalità di azionamento, tenendo anche conto delle abitudini maturate nel tempo con i comandi tradizionali che possono esercitare una notevole influenza sul modo in cui un operatore li utilizza. Oltre a garantire un migliore approccio alla macchina tali principi hanno innescato un ulteriore effetto positivo consistente in una relativa standardizzazione delle postazioni di comando e di guida, cosa che consente all’operatore di familiarizzare velocemente con una macchina nuova. Le evoluzioni: sicurezza passiva e attiva Parallelamente all’implementazione di criteri di progettazione ergonomica il tema della sicurezza nell’utilizzo delle macchine operatrici è stato affrontato in questi anni dai costruttori attraverso l’adozione di una serie di criteri e soluzioni volti a tutelare l’incolumità fisica sia dell’operatore che del personale che opera in prossimità dell’area di lavoro della macchina. Ai sistemi di sicurezza 104 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

passiva, che intervengono per limitare i danni quando l’incidente avviene - come le strutture ROPS, FOPS, TOPS e FOGS previste dalla Direttiva Macchine che proteggono la cabina contro il rischio di ribaltamento, caduta di oggetti e materiali dall’alto e urti al frontale - si sono via via affiancate altre soluzioni volte a migliorare la sicurezza attiva delle macchine, ovvero a prevenire il verificarsi di rischi e danni. Uno degli esempi più comuni è rappresentato dal miglioramento dell’accessibilità alle posizioni di funzionamento e ai punti di manutenzione delle macchine, aspetto particolarmente importante se pensiamo che un operatore sale e scende dalla cabina tra le 15 e le 50 volte al giorno, a seconda del tipo di lavorazione svolta, e che le operazioni di manutenzione possono richiedere fino a cento movimenti al giorno intorno alla macchina per lubrificazione, pulizia, rifornimento, sostituzione di filtri. Questi numeri evidenziano l’importanza di adottare soluzioni progettuali che offrano un corretto equilibrio tra caratteristiche della macchina (quali visibilità, facilità di trasporto e trasferimento) e la necessità di minimizzare rischi come scivolamento, sganciamento e caduta, posture scorrette e sforzo eccessivo. Fra tali misure rientra in particolare la progettazione di adeguati sistemi d’accesso che includono aperture di condotti, piattaforme, guardrail, corrimano, maniglie, scale e gradini, in grado di fornire

accesso alla macchina in tutte le diverse condizioni operative e tenendo conto della varietà dei luoghi di lavoro in cui questa opera. Un secondo aspetto di fondamentale importanza su cui i costruttori si sono focalizzati in questi anni è la visibilità. Fornire una visuale adeguata all’operatore sia sull’area di lavoro che intorno alla macchina è da sempre una sfida complessa nella progettazione delle macchine operatrici, in quanto molti dei loro elementi causano inevitabilmente ostacoli alle linee di visione e punti ciechi dalla posizione dell’operatore. Tuttavia, accorgimenti come l’implementazione di cabine dalle superfici vetrate sempre più ampie e caratterizzate dall’utilizzo di montanti a profilo ristretto, oltre a un accurato studio del posizionamento di componenti come braccio e sistemi di scarico e all’adozione di tecnologie di supporto alla visione che analizzeremo più avanti, sta contribuendo in maniera significativa a migliorare la visibilità e minimizzare il rischio non solo per le persone che si muovono nelle vicinanze della macchina, ma anche per lo stesso operatore, che in questo modo non è costretto ad assumere posizioni innaturali o scomode per compensare una scarsa visibilità. La stessa produttività può trarre beneficio da condizioni visive adeguate in quanto gli operatori possono utilizzare l’intera gamma di funzioni e capacità della macchina. Un altro ambito dell’ergonomia che ha compiuto sensibili passi


ERGONOMIA E SICUREZZA in avanti è quello della progettazione dei sistemi di attacco rapido. L’evoluzione ha visto la progressiva sostituzione dei sistemi manuali con soluzioni semiautomatiche e totalmente automatiche, spesso gestibili direttamente dalla cabina con sensibili vantaggi sia in termini di rapidità di sostituzione dell’attrezzatura che di sicurezza. Medesime considerazioni valgono per il controllo di rumore e vibrazioni, altro tema di forte incidenza in termini di sicurezza e comfort, dove ormai da diversi anni sono di utilizzo diffuso soluzioni come l’insonorizzazione di vano motore e cabina e la sospensione di quest’ultima su appositi sistemi basati su giunti viscoelastici atti a impedire la trasmissione delle vibrazioni. Abbiamo già fatto cenno a un tema di importanza essenziale per la sicurezza come la visibilità parlando dell’impostazione costruttiva generale della cabina, ma va osservato a tal proposito che gli avanzamenti più importanti in questo ambito sono oggi costituiti dai numerosi sistemi di rilevamento ostacoli e video ripresa che sempre più spesso entrano a far parte dell’equipaggiamento delle macchine operatrici, in particolare di quelle di taglia importante. Lo sforzo tecnologico e progettuale è più che giustificato, dal momento che dopo le cadute dall’alto il pericolo di urti tra persone e macchine è la più frequente causa di infortuni gravi in cantiere. Questi sistemi si basano su diverse tecnologie e propongono funzionalità di vario tipo. Le prime ad affermarsi sono state quelle basate su ultrasuoni e radar/lidar, che rispettivamente rilevano la presenza e distanza di oggetti misurata con il tempo impiegato a riflettere gli impulsi ultrasonici e informano l’operatore della presenza di oggetti intorno alla macchina rilevati da un’unità laser rotante, eventualmente integrate da rilevatori a infrarossi che distinguo la presenza di persone e oggetti. Ulteriore evoluzione sono i sistemi basati su transponder, che impiegano un dispositivo elettronico o tag indossato dall’operatore e un sistema di rilevazione installato sulla macchina e inviano segnali di pericolo in entrambe le direzioni, ma al momento le tecnologie maggiormente in grado di coniugare

MACCHINE E INFORTUNI: LE STATISTICHE

17,5%

32,5%

5,5% 6,3% 16,8%

6,8% 14,6%

Per la molteplicità, la tipologia e la contemporaneità delle lavorazioni che lo caratterizzano il cantiere edile rimane ancor oggi uno dei luoghi di lavoro caratterizzati dal più elevato rischio di infortuni. Tuttavia, il trend delle statistiche è in costante calo da diversi anni e, fatto per noi significativo, questa tendenza coinvolge anche l’utilizzo di macchine e attrezzature. A dirlo è uno studio curato da Inail, che ha analizzato gli infortuni avvenuti nel settore delle costruzioni a livello di caratteristiche, dinamiche e cause, soffermandosi in particolare sui fattori di rischio connessi agli infortuni in edilizia, rilevando un andamento decrescente sia in assoluto che rispetto agli altri settori industriali. La ricerca ha preso in considerazione la distribuzione dei fattori di rischio secondo le sei macrocategorie definite dal modello di analisi Infor.Mo. In particolare, Attività infortunato (AI) e Attività di terzi (AT) riguardano

visibilità e sicurezza sono quelli basate su sistemi di ripresa video. In questo ambito si spazia dai sistemi di visualizzazione e riconoscimento delle forme, che impiegano telecamere e algoritmi di videoanalisi per rilevare e classificare gli ostacoli in base alla loro forma, a quelli che analizzano le immagini degli oggetti semoventi avvertendo l’operatore e il personale in

  

Caduta dell’alto

ontatto con attrezzature C e mezzi in movimento

vviamento intempestivo A di macchina o attrezzatura

ontatto con organi C in movimento

Altro

Caduta di gravi dall’alto erdita di controllo di mezzi P (ribaltamento, ecc.)

azioni, gesti e movimenti inappropriati compiuti dall’infortunato o da altri colleghi; Utensili macchine impianti (UMI) contemplano le specifiche problematiche dell’attrezzatura; Materiali (MAT) si riferiscono alle criticità del materiale in lavorazione o lavorato; Ambiente (AMB) osserva le carenze strutturali e organizzative dei luoghi di lavoro; DPI e abbigliamento prendono in considerazione le criticità dei dispositivi di protezione individuale e degli abiti indossati. La perdita di controllo dei mezzi e il contatto con attrezzature e mezzi in movimento, pur rimanendo tra le più importanti cause di infortuni data l’intrinseca pericolosità dei mezzi d’opera, mostrano un progressivo calo di incidenza che se da un lato è ascrivibile a una maggiore accuratezza di normative e controlli dall’altro è senza dubbio frutto anche della progressiva implementazione di soluzioni costruttive e dispositivi a bordo macchina in grado di ridurre i fattori di rischio.

sito delle situazioni di potenziale rischio. Ormai di comune diffusione, infine, sono i sistemi basati su telecamere a 360°, in cui le immagini sono ricomposte da un apposito software in una singola visualizzazione a volo d’uccello, in modo da estendere il campo visivo dell’operatore a tutta l’area vicino alla macchina eliminando tutti i punti ciechi. ■ ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 105


ON SITE Demolizione e smantellamento di fabbricati industriali a Guastalla

LA DEMOLIZIONE versatile

Si sono conclusi gli interventi di demolizione e smantellamento degli edifici industriali e degli uffici ex-Sintofarm a Guastalla (RE), che hanno compreso la rimozione e la bonifica dei manti di copertura in fibrocemento contenenti amianto in matrice compatta. Il tutto grazie anche alla versatilità di due attrezzature fornite da VTN Europe di Ettore Zanatta

L

a Sintofarm, azienda che si occupava della commercializzazione di prodotti farmaceutici nella zona industriale di San Giacomo a Guastalla (RE), è un nome ben conosciuto nell’area reggiana. Fondata nel 1974 da Mirco Benatti, ex rappresentante di prodotti farmaceutici nel campo della veterinaria

106 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

e dell’alimentazione per animali, è nota - oltre che per la sua attività di commercio di prodotti e fertilizzanti sia per la zootecnia che per l’agricoltura - anche per le sue sponsorizzazioni sportive avvenute in passato. Per diversi anni, infatti, il nome Sintofarm è apparso sulle maglie dei giocatori della squadra di hockey su pista di Suzzara (MN); inol-

tre, l’azienda ha contribuito alle attività dell’Atletica di Guastalla e di Reggiolo e ha sostenuto la società di scherma “Sintofarm Koala” di Reggio Emilia. Aggiungiamo che la Sintofarm aveva anche centri commerciali e filiali estere: Sintofarm Iberica, fondata nel 1996 con sede a Sabadell, nei pressi di Barcellona; Sintofarm Adriatica, con sede a Orasje,


in Bosnia-Erzegovina; Sintofarm Caribe in Colombia; SintoLab Brasil, con sede a Campinas, nello stato di San Paolo. Un’attività, quella di Sintofarm, terminata recentemente, quando l’azienda ha presentato al Tribunale di Reggio Emilia una richiesta di concordato preventivo. Fatto sta che l’azienda - che occupava circa 25 dipendenti, alcuni dei quali attivi nelle se-

di distaccate di Montecolombo, in provincia di Rimini, e di Vimercate (MonzaBrianza) - è ora solo un ricordo. Così come lo sono i fabbricati di via Caduti dei Lager, che la nuova proprietà (la Padana Tubi & Profilati Acciaio, azienda fondata nel 1970 a Guastalla dalla famiglia Alfieri con l’obiettivo di produrre tubi saldati per carpenteria in acciaio al carbonio e oggi

protagonista a livello europeo anche nella produzione di tubi in acciaio inossidabile, con oltre 800.000 t di prodotti venduti ogni anno) ha demolito e smantellato – al fine di costruire uno stabilimento ex-novo – per mano dell’impresa MOVITERRA di Pomponesco (MN). Attività iniziata lo scorso marzo e terminata durante la scorsa estate. ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 107


ON SITE

L’INTERVENTO NEL CANTIERE DI GUASTALLA HA PREVISTO LO SMONTAGGIO DI STRUTTURE PREFABBRICATE, CON IL RECUPERO DEL MATERIALE FERROSO DERIVANTE DALLA DEMOLIZIONE DELLA TETTOIA, E UNA SERIE DI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE GENERALE

La natura dell’opera “Demolizione e smantellamento di edifici industriali e uffici, previa rimozione e bonifica manti copertura in fibrocemento contenente amianto in matrice compatta”: così è inquadrata e sintetizzata la natura degli interventi in oggetto, che sono stati portati a termine dall’impresa MOVI-TERRA, il cui fondatore e titolare, Sauro Bottesini, abbiamo incontrato nel sito di Guastalla. “La commessa relativa al lotto ‘ex-Sintofarm’ (Fabbricati 1-2-3-4, per un totale di 8.500 m2), così come quella del lotto ‘exFrigieri’ (Fabbricato 5, per un totale di 2.800 m2), ha previsto lo smontaggio delle strutture prefabbricate, con il recupero del materiale ferroso derivante dalla demolizione della tettoia, e una serie di interventi di demolizione generale. Questi ultimi hanno riguardato essenzialmente il capannone ‘ex-Sintofarm’ e hanno pre108 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

visto: la preparazione per la demolizione con rimozione di serramenti, ringhiere e porte; lo sgombero dei rifiuti all’interno dell’edificio con lo smaltimento degli stessi (compreso il carico e il trasporto alle discariche), la demolizione del fabbricato, la cernita di materiali estranei al laterizio e al calcestruzzo con recupero di materiali come legno e ferro, la demolizione dei pavimenti in calcestruzzo in aderenza ai pannelli di tamponamento, la riduzione volumetrica nell’ambito del cantiere (portandolo a una granulometria 0/100) e il carico dei materiali di risulta su camion, con il trasporto degli stessi ai centri di riciclaggio. La demolizione delle pavimentazioni in calcestruzzo, in autobloccanti o conglomerato bituminoso, in particolare, ha coinvolto strutture con spessore medio da 15 a 20 cm, per un totale di circa 25.000 m2. Sono stati invece circa 5.000 i metri cubi


che hanno costituito la demolizione delle fondazioni, dei plinti e dei basamenti dei macchinari qui trovati, attività che ha incluso i relativi scavi, demolizioni, smaltimento ai centri di riciclaggio e reinterro con materiale di risulta. Prodotto che per il 90% è stato recuperato e riutilizzato come materia prima”. L’INNOVATIVO SISTEMA DI AGGANCIO CHE CONTRADDISTINGUE IL MULTIPROCESSOR CK21, QUI IMPEGNATO NELLA FASE DI DEMOLIZIONE PRIMARIA, CONSENTE DI ESEGUIRE TUTTE LE OPERAZIONI DIRETTAMENTE IN CANTIERE, SENZA L’AUSILIO DI SPECIALI ATTREZZI

ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 109


ON SITE

CO-PROTAGONISTA IN CANTIERE È STATO IL FRANTUMATORE GIREVOLE FP20, QUI UTILIZZATO PREVALENTEMENTE PER ESEGUIRE GLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE SECONDARIA

110 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


MOVIMENTO TERRA? MOVI-TERRA! La MOVI-TERRA di Bottesini Sauro,

di 1.200 m2, dove vengono locate le at-

gono parcheggiate provvisoriamente

con sede a Pomponesco (MN), è stata

trezzature e le varie macchine opera-

le macchine operatrici. All’interno del-

costituita nel 1974 e opera da sempre

trici, di varie dimensioni. Antistante la

la struttura coperta sono presenti gli

nel settore edile. In particolare, l’azien-

struttura coperta sorge un piazzale sco-

uffici dove vengono svolte le funzioni

da mantovana esegue lavori di scavo,

perto – anch’esso di 1.200 m2, dove ven-

tecnico-amministrative.

movimento terra, urbanizzazioni, lavori stradali, demolizioni, pavimentazioni speciali e opere di fognatura, principalmente coprendo le province di Reggio Emilia, Cremona, Parma, Modena e Mantova. Inoltre, realizza linee di acquedotti, opere idrauliche, gasdotti e lavori generali di costruzioni edifici. MOVI-TERRA è una ditta individuale ed è composta dal titolare e legale rappresentante, Sauro Bottesini, coadiuvato da 15 dipendenti, cinque impiegati tecnici e diversi collaboratori esterni, principalmente artigiani operanti nel settore edile come muratori specializzati. La sede aziendale si sviluppa su una superficie di 6.000 m2 e conta un deposito di materiali inerti ed edili e un deposito macchine (il parco mezzi consiste in circa 20 unità) con struttura coperta in prefabbricato avente una superficie

AL CENTRO, SAURO BOTTESINI, TITOLARE DI MOVI-TERRA. ALLA SUA DESTRA ANTONIO VACCARO, CEO DI VTN EUROPE; ALLA SUA SINISTRA MICHELE BADIN, AREA MANAGER DI VTN EUROPE ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 111


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PROTAGONISTA ASSOLUTO IN CANTIERE È STATO IL MULTIPROCESSOR CK21: COSTITUITA DA UN CORPO TELAIO PORTANTE AL QUALE POSSONO ESSERE AGGANCIATE IN POCHI MINUTI DIVERSI KIT DI CHELE, QUEST’ATTREZZATURA SI È DIMOSTRATA ESTREMAMENTE VERSATILE ANCHE NEGLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE SECONDARIA

Le attrezzature protagoniste Per la demolizione dei siti industriali in oggetto, MOVI-TERRA ha utilizzato diverse macchine operatrici, dotate di attrezzature specializzate nella demolizione e nella frantumazione. Assolute protagoniste in questo progetto sono state due soluzioni a marchio VTN Europe. MOVI-TERRA, infatti, vanta un parco attrezzature ben collaudato ed è un fedele cliente dell’azienda di Caiano di Pojana Maggiore (VI), realtà made in Italy fondata nel 1973 che da piccola realtà locale è divenuta oggi una protagonista riconosciuta a livello mondiale nei settori del movimento terra e delle demolizioni. Ma quali sono le soluzioni adottate in quest’occasione? Si tratta del frantumatore girevole FP20 e del Multiprocessor CK21, il primo già di proprietà dell’impresa mantovana, montato su escavatore cingolato CASE CX240D, il secondo acquistato appositamente per affrontare quest’intervento e montato su escavatore cingolato Hyundai HX260ANL. IL FRANTUMATORE GIREVOLE FP20 IN AZIONE NEL CANTIERE DI GUASTALLA. QUESTO MODELLO DELLA SERIE FP È CARATTERIZZATO DA UN’ELEVATA COPPIA DI ROTAZIONE (360°) E DA UNA GRANDE FORZA DI SERRAGGIO, CHE GLI PERMETTE DI LAVORARE IN ALTEZZA A QUOTE MEDIE E A TERRA, GARANTENDO ELEVATI LIVELLI DI PRODUZIONE 112 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022

“Il frantumatore girevole FP20 - spiegano Antonio Vaccaro e Michele Badin, rispettivamente CEO e Area Manager di VTN Europe, che ci hanno accompagnato nel cantiere di Guastalla - è progettato per affrontare sia la demolizione primaria che secondaria (nel cantiere in oggetto è stato utilizzato essenzialmente in questa seconda attività): un’unica attrezzatura, quindi, consente di abbattere - e allo stesso tempo di frantumare - strutture in cemento armato. Questo modello della Serie FP è caratterizzato da un’elevata coppia di ro-

tazione (360°) e da una grande forza di serraggio, che gli permette di lavorare in altezza a quote medie e a terra, garantendo elevati livelli di produzione. Tutto ciò anche grazie alla ralla di grande diametro, al cilindro rovesciato e completamente protetto, all’impianto idraulico di facile accessibilità, ai taglienti intercambiabili (così come i puntali) a profilo ondulato e alla Speed Valve di cui è dotato”. “Mentre il frantumatore girevole FP20 era già presente nel nostro parco attrezzature, il Multi Kit CK21 rappresenta una novità per la nostra azienda, una


condaria) direttamente in cantiere, senza l’ausilio di speciali attrezzi, rendendola quindi velocemente adatta e specifica per qualsiasi tipo di intervento. I principali kit chele disponibili sono: demolizione (Demolition), frantumazione (Crusher), combinate ferro/cemento (Combi), cesoia (Shear), Pulverizer (come quella utilizzata in gran parte di questa demolizione), Swiss e chele per il taglio di lamiere e serbatoi (Tank)”. Anche in questo ca-

so, come nel precedente, l’attrezzatura si distingue – oltre che per i vari kit di chele disponibili – per la ralla di grande diametro, l’elevata coppia di rotazione (360°), i puntali e/o denti intercambiabili, per il cilindro rovesciato e completamente protetto, per la presenza della Speed Valve e per l’impianto idraulico facilmente accessibile. “VTN Europe ha sviluppato la propria esperienza - concludono Antonio

LA VERSATILITÀ DELLE ATTREZZATURE VTN EUROPE HA RAPPRESENTATO IL VALORE AGGIUNTO IN OCCASIONE DI UN INTERVENTO DI DEMOLIZIONE E SMANTELLAMENTO DI EDIFICI INDUSTRIALI A GUASTALLA

soluzione richiesta appositamente per affrontare gli interventi di demolizione dei siti ex-Sintofarm”, continua Sauro Bottesini. “La nostra esigenza era quella di affiancare all’FP20 un’attrezzatura potente e versatile: il Multi Kit CK21, nella fattispecie, è costituito da un corpo telaio portante al quale possono essere agganciate in pochi minuti diversi kit di chele e ciò lo rende estremamente poliedrico”. Qui montata su escavatore da 24 t, quest’attrezzatura - appartenente alla gamma Demolition di VTN Europe - permette quindi di eseguire più tipologie di demolizione cambiando semplicemente (e rapidamente) l’utensile in punta. “L’innovativo sistema di aggancio che contraddistingue quest’attrezzatura confermano Vaccaro e Badin - le consente di eseguire queste operazioni di demolizione e frantumazione (primaria e se-

Vaccaro e Michele Badin - lavorando da sempre in settori esigenti, realizzando attrezzature considerando le sfide pratiche e di sicurezza. Le demolizioni richiedono un giusto approccio, in particolare quando il cantiere si trova in aree abitate o in zone protette e sensibili. La nostra gamma di attrezzature e accessori è espressamente progettata e realizzata per affrontare anche le sfide più difficili. Il progetto che ha coinvolto il cantiere di Guastalla, anche grazie alla professionalità dell’impresa MOVI-TERRA, rappresenta un fulgido ■ esempio in tal senso”.

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PRODOTTI

a cura di Liliana Rebaglia

LIEBHERR

L’escavatore cingolato R 9XX H2 con motore a idrogeno Liebherr ha presentato al Bauma 2022 l’escavatore cingolato R 9XX H2 con motore a combustione a idrogeno integrato sviluppato da Liebherr-France SAS a Colmar. Il prototipo del motore H966 è stato costruito da Liebherr Machines Bulle SA in Svizzera. Il motore a idrogeno dell’escavatore R 9XX H2 non necessita di un’alimentazione costante e produce emissioni di CO2 e NOx molto basse. A seconda del metodo di valutazione utilizzato e dal fatto che si prenda o meno in considerazione l’intero ciclo di vita della macchina, il motore a combustione a idrogeno può ridurre le emissioni di CO2 di quasi il 100% con il metodo “Tank to Wheel” (“dal serbatoio alla ruota”) o del 70% con l’approccio “Cradle to Grave” (“dalla culla alla tomba”). Il primo propulsore Liebherr a idrogeno, il modello H966, è il cuore del nuovo escavatore idraulico: si tratta di un motore sviluppato

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per prove dimostrative sul campo, basato sulla tecnologia a iniezione indiretta (chiamata anche PFI). I risultati ottenuti con questa tecnologia mostrano il grande potenziale futuro della propulsione a idrogeno e fanno intendere che tali motori potranno essere impiegati anche per applicazioni fuoristrada. Ora il Gruppo tedesco ha messo in mostra le proprie conoscenze a 360° e il primo risultato di prodotto. Inoltre, il segmento dei componenti sta lavorando ad altre

tecnologie di propulsione basate sull’idrogeno, come l’iniezione diretta di H2, che consente una maggiore densità di potenza rispetto all’iniezione indiretta di H2 ed è quindi particolarmente indicata per applicazioni Heavy-Duty in un ambiente di lavoro complesso come quello del settore minerario e delle costruzioni. Come tutti gli escavatori cingolati sviluppati da Liebherr-France SAS anche l’R 9XX H2 soddisfa i massimi standard qualitativi ed è stato sviluppato sulla base dell’attuale generazione 8 di escavatori cingolati. Con questa gamma l’R 9XX H2 ha in comune l’attenzione verso un’applicazione più confortevole ed efficiente. L’escavatore raggiunge le stesse prestazioni della versione con motore diesel, sia in termini di potenza erogata che di dinamica e risposta del motore. Adatto alle temperature estreme, agli scossoni e all’impiego in ambienti molto polverosi quali i cantieri, l’R 9XX H2, con il suo peso operativo di 50 t, potrà diventare in futuro una soluzione affidabile per i lavori di movimento terra e cave, come già lo sono gli escavatori cingolati Liebherr della stessa classe a propulsione tradizionale. Le uniche differenze stanno nel rifornimento delle macchine: il rifornimento rapido e sicuro è garantito dalla comunicazione a infrarossi tra l’escavatore idraulico e la stazione di rifornimento, grazie alla quale gli utenti usufruiscono del protocollo standardizzato ad alta velocità. Henrik Weitze, capoprogetto di Liebherr-France SAS, ha sottolineato che “i test eseguiti a Colmar si sono rivelati estremamente soddisfacenti. Questa tecnologia ci riserverà molti vantaggi in futuro, soprattutto per le applicazioni più difficili”.



PRODOTTI HYUNDAI

L’escavatore gommato a idrogeno HW155H Il nuovo escavatore gommato Hyundai HW155H integra una cella a combustibile a idrogeno che fornisce l’energia elettrica per azionare la macchina senza emissioni di scarico. Questo però non è il primo passo che Hyundai ha mosso nel campo dell’idrogeno: Hyundai Motors ha lanciato più di quattro anni fa il SUV ix35 e poi il SUV Nexo, entrambi a idrogeno, mentre al momento sono in fase di collaudo operativo in Germania gli autocarri XCIENT della casa coreana. A dimostrazione dell’impegno di Hyundai, al Bauma 2022 l’escavatore gommato a idrogeno è stato affiancato da un SUV Nexo che adotta la comprovata tecnologia “Fuel Cell”. Hyundai CE ha sviluppato una trasmissione alimentata a cella a combustibile a idrogeno dal 2020, quando ha siglato protocolli di intesa con Hyundai Motors e la divisione specializzata Hyundai Mobis presso il Mabuk Research Centre a Yongin-si, Gyeonggi-do. Le tre aziende si sono impegnate a sviluppare nei prossimi anni celle a combustibile a idrogeno per alimentare carrelli elevatori a forche ed escavatori di medio-grandi dimensioni. A differenza degli escavatori convenzionali la versione a idrogeno è dotata di una cella a combustibile nella parte posteriore della sovrastruttura che sfrutta una reazione chimica tra l’idrogeno immagazzinato e l’ossigeno presente nell’aria. La pila a cella a combustibile genera energia

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elettrica mediante questa reazione, con un inverter che converte questa energia in potenza elettrica utilizzabile. L’energia elettrica aziona la pompa idraulica per alimentare la macchina alla maniera convenzionale. Le sole emissioni della pila a cella a combustibile non sono altro che una combinazione di idrogeno e ossigeno, ossia acqua. Quando l’idrogeno è prodotto utilizzando energia rinnovabile, come quella eolica “off-shore”, si crea un propulsore a basse emissioni di carbonio. L’idrogeno è immagazzinato in serbatoi ad alta pressione a destra della cabina dell’escavatore. Questa tecnologia è già in uso nel SUV Nexo Fuel Cell, il quale utilizza una cella a combustibile di seconda generazione Hyundai Motors, che è più piccola, più leggera e più forte di quella vista originariamente nel SUV ix35. Questa cella a combustibile altamente produttiva assicura un’efficienza energetica del 60%, con un consumo di carburante di 0,95 kg di H2 per 100 km percorsi, conferendo al Nexo

un’autonomia di guida fino a 666 km (WLTP), migliore di qualsiasi altra autovettura “Fuel Cell”. Inoltre, il rifornimento può essere completato in pochi minuti, a differenza di un veicolo elettrico che per la ricarica richiede ore. Il fatto di aver trasferito questa tecnologia al settore delle macchine movimento terra consentirà ad HCE (Hyundai Construction Equipment) di offrire escavatori gommati rivoluzionari, in grado di erogare tutta la potenza che serve a un appaltatore, con zero emissioni e la possibilità di fare rifornimento presso una stazione di idrogeno nel giro di pochi minuti, anche nei luoghi più remoti. “Lo sviluppo del primo escavatore alimentato a idrogeno è una cosa sensazionale, che ci permette di guardare a un futuro privo di emissioni di carbonio”, ha dichiarato Gert Peeters, Product Manager alla Hyundai CE Europe. “Nei prossimi mesi HCE continuerà a sviluppare e a perfezionare ulteriormente questa tecnologia perseguendo l’obiettivo Hyundai di guidare la transizione a un futuro a zero emissioni”.


SUNWARD

Il miniescavatore SWE 17F Il costruttore cinese ha ampliato la propria gamma con il miniescavatore SWE 17F da 1,7 t dotato di cabina. Grazie alle sue peculiarità progettuali questo modello è destinato a raccogliere unanimi consensi nel mercato italiano ed europeo. Dopo il lancio dell’escavatore SWE 365F da 36 t e dell’escavatore compatto SWE 90UF-2PB da 9 t con braccio ad angolazione variabile, avvenuto nel corso del 2021, Sunward ha proseguito il cammino verso l’innovazione e ha quindi ampliato la sua gamma lanciando questo modello da 1,7 t dotato di cabina (disponibile anche nella versione con tettuccio), ideale per i lavori di ingegneria civile, la costruzione e il riassetto paesaggistico. Con il lancio dell’SWE 17F Sunward

propone oggi al mercato europeo sette modelli di miniescavatori, da 0,8 a 3,5 t. Per quanto riguarda la motorizzazione, il costruttore ha scelto di nuovo il marchio Yanmar e il propulsore 3TNV80SSU a 3 cilindri della serie TNV, Stage V, che ha già dato prova di sé in Sunward, essendo montato sui modelli SWE 18UF e SWE 20F. Questo motore da 13,4 kW di potenza contribuisce all’affidabilità, al comfort e al rapporto qualità/

prezzo delle operazioni in quanto combina efficienza dei consumi e bassi livelli di rumorosità e vibrazioni. L’SWE 17F ha un peso operativo che va da 1.640 kg (con tettuccio) a 1.780 kg (con cabina). Il miniescavatore SWE 17F offre forze di strappo rilevanti: più di 21 kN alla benna e 12 kN al bilanciere. Il design del cilindro del braccio garantisce uno sbraccio di quasi 4 m (3.883 mm). Il sottocarro ha una larghezza variabile da 990 a 1.360 mm.

DAL 1958, SPECIALISTI NEI RICAMBI D’USURA PER MACCHINE MOVIMENTO TERRA E IMPIANTI, AL SERVIZIO DI CAVE E CANTIERI

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PRODOTTI FPT INDUSTRIAL

Una linea completa di motori per MMT FPT Industrial era presente al Bauma, dove ha esposto i nuovi motori Stage V, l’offerta completa di Power Unit, le soluzioni ibride compatte e i nuovi pacchi batteria. Con potenze da 40 a 670 kW e cilindrate da 2,8 a 20 l, il brand è in grado oggi di soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di macchina movimento terra o applicazione stazionaria. Presentato in anteprima, l’F28 PowerPack è la nuova versione del propulsore vincitore del titolo “Diesel of the Year 2020”: garantendo prestazioni di un tipico 3,4 l in un formato da 2 l, rappresenta una soluzione ideale per tutte quelle applicazioni ad alto rendimento con vincoli di spazio e offre alte prestazioni e un ingombro compatto

(comprensivo anche di tutti i componenti chiave per il post-trattamento). Per una maggiore flessibilità d’installazione, il pacchetto di posttrattamento (ATS) esente da manutenzione è disponibile come soluzione montata sul motore pronta all’uso o come sistema individuale per applicazioni OEM. Gli intervalli di cambio dell’olio a 600 ore garantiscono un’ulteriore riduzione dei costi operativi. FPT Industrial ha aggiunto alla sua gamma di power unit i modelli N45 PowerPack e Cursor 9 PowerPack, con l’obiettivo di offrire una serie di soluzioni “plug-and-play” per un numero ancora maggiore di applicazioni stazionarie e semi-stazionarie per il movimento terra, come

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trivelle, gruppi idraulici, pompe per calcestruzzo e frantumatori. I PowerPack di FPT Industrial sono contraddistinti da un layout unico per Stage V e Tier 4 Final e rappresentano una soluzione ideale per mercati con standard emissivi diversi. Il pacchetto ATS compatto, che include il sistema di iniezione dell’urea, i sensori e i collettori necessari, elimina l’esigenza di un impianto di scarico dedicato. Presentato in anteprima al Conexpo nel 2020, poi, l’F28 Hybrid dimostra l’impegno di FPT Industrial a offrire soluzioni a zero emissioni di CO2 per il settore del movimento terra. Il nuovo sistema di propulsione ibrida è dotato di un motore diesel

accoppiato a un volano elettrico, associando prestazioni elevate a un basso consumo di carburante in un pacchetto facile da installare. Il risultato è una soluzione ideale per le macchine movimento terra compatte e le attrezzature a noleggio. Questo propulsore a 4 cilindri in linea sviluppa una potenza massima di 75 CV, mentre il motore elettrico aggiunge altri 27 CV di potenza continua e 40 CV di potenza massima. La sua architettura ibrida integrata è basata sul software di controllo proprietario di FPT Industrial. Realizzato in collaborazione con Microvast, infine, il pacco batteria FPT eBS 42 rappresenta una soluzione avanzata di accumulo di energia a zero emissioni per il settore del movimento terra. Spiega Fabio Rigon, Vice President EMEA di FPT Industrial: “Con le ultime aggiunte alla nostra gamma offroad per le macchine movimento terra non stiamo solo ampliando il nostro portafoglio prodotti, ma ci stiamo anche mettendo in una posizione ottimale per soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti, offrendo loro soluzioni innovative, sostenibili e facili da installare sia per le applicazioni sui veicoli che per le applicazioni stazionarie”.


CIFA

La nuova pompa autocarrata K50L

CIFA ha presentato al Bauma la pompa autocarrata K50L, un concentrato di soluzioni “intelligenti”. Appena nata, è già destinata a diventare una bestseller della gamma Steeltech, insieme agli altri key-model K36L-5 (36 m), K42L (42 m) e K56L (56 m). Marco Polastri, Sales, Aftersales & Marketing Director di CIFA, ha dichiarato che “l’introduzione in gamma di una 50 m è una scelta che ha come obiettivo la copertura dell’intero segmento 30-59 m, in modo da garantire la disponibilità di una pompa CIFA per ogni tipo di cantiere e necessità, massimizzando la condivisione di parti e componentistica. Questo segmento conta l’80% del totale del mercato globale delle pompe per calcestruzzo, per questo è per noi è strategico inserire un modello chiave di 50 m che ha ‘la giusta dimensione per ogni cantiere’, grazie all’estrema manovrabilità e compattezza, nonostante la lunghezza del braccio che la rende adatta ai grandi cantieri”. La K50L si distingue per compattezza e leggerezza: meno di 38 t su un camion 8x4 è

in grado di rispettare le 20 t al posteriore, con un ingombro ridotto in cantiere (sotto i 12 m), contemporaneamente – avendo un braccio da 50 m - è anche l’ideale per cantieri di grandi dimensioni. Seguendo la filosofia di modularità

intrapresa nella nuova serie Steeltech, la K50L sfrutta robustezza e affidabilità del telaio di base della K53H, nonché la condivisione di molti componenti ottimizzando la gestione di ricambi e assistenza postvendita. Completano

Sei di un’altra categoria Al lavoro come a casa, tu vai oltre e pensi fuori dagli schemi. Con la giusta attrezzatura, anche i clienti più esigenti ti accoglieranno a braccia aperte. AVVISO: SEGUIRE SEMPRE LE AVVERTENZE E LE ISTRUZIONI FORNITE DAL PRODUTTORE. PER MAGGIORI INFORMAZIONI, VISITATE IL SITO WWW.BOBCAT.COM.

la configurazione la stabilizzazione anteriore a “X”, a doppio sfilo telescopico e posteriori a bandiera che permettono l’apertura del braccio da 50 m, a 5 sezioni con configurazione “RZ”, con facilità e sicurezza in ogni situazione.


PRODOTTI MANTOVANIBENNE

La nuova generazione di cesoie Eagle 3 Mantovanibenne ha presentato al pubblico del Bauma 2022, la nuova generazione di cesoie Eagle 3. “Fin dalla prima cesoia SH prodotta in Italia nei primi anni Novanta - ha spiegato Paolo Mantovani, CEO dell’azienda di Mirandola (MO) abbiamo lavorato per produrre strumenti affidabili ed efficienti in ogni condizione operativa. Le nostre cesoie vengono utilizzate su escavatori cingolati e gommati, su attrezzature per la demolizione, nei cantieri di riciclaggio dei rottami, ma anche in ambienti con temperature estreme e anche in applicazioni offshore e sottomarine”. Venti specialisti, 3.000 ore di sviluppo e più di 10.000 ore di test: questi sono i numeri di Eagle 3. Un team di specialisti del settore con decenni di esperienza alle spalle ha lavorato allo sviluppo di un prodotto nuovo, compatto e potente. In più di 10.000 ore di test, infatti, la nuova cesoia è stata utilizzata in qualsiasi applicazione, dalla demolizione primaria di imponenti strutture in acciaio alla demolizione secondaria di veicoli pesanti. La nuova serie Eagle 3 è progettata per massimizzare la durata di utilizzo e può essere manutenuta senza interventi complessi. Il perno centrale della cesoia, costituito da robusti componenti che ne aumentano la durabilità, può essere facilmente rimosso direttamente

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in cantiere, con semplici e rapidi interventi. Le caratteristiche tecniche della gamma Eagle 3? Telaio più corto, rapporto peso-prestazioni di assoluto rilievo e maggiore stabilità. Tutti elementi, questi, che rendono la cesoia SH un prodotto ideale in qualunque situazione, senza scendere a compromessi in fatto di produttività. La linea, infatti, è progettata per aumentare la forza di taglio su tutti i modelli e il nuovo design della bocca consente un’apertura fino al 9% più ampia. I gambi sono tagliati con getto d’acqua ad alta pressione per evitare possibili indebolimenti dovuti ad alte temperature; il gambo mobile, in particolare, è stato completamente ridisegnato per operare con assoluta stabilità e precisione ed è ricavato da un unico elemento senza saldature. È dotato di un nuovo tipo di puntale perforante intercambiabile che offre maggiore protezione e affidabilità, con una manutenzione più semplice, costi e tempi di fermo ridotti. Le sedi delle lame sono fresate da pieno per aumentare la resistenza. Il cilindro, invece, è rovesciato per

proteggere lo stelo all’interno, l’alesaggio allargato sviluppa più potenza accelerando i cicli (velocità di apertura e chiusura). Lo stelo è completamente forgiato da pieno e ciò garantisce una resistenza superiore rispetto a un cilindro convenzionale. Sono installate, inoltre, guarnizioni premium che garantiscono un lavoro no-stop, per 3.000 ore e oltre. Le parti maggiormente utilizzate sono blindate con piastre intercambiabili in acciaio Hardox 500 installate a protezione delle parti più esposte all’usura. L’armatura permette alla cesoia di resistere a qualsiasi impatto senza alterarne la struttura, mantenendo un livello di resistenza all’usura molto elevato. I primi modelli disponibili sono cinque, mentre altri due saranno lanciati a breve. Il modello più piccolo è l’SH250R: con i suoi 2.600 kg è adatto a escavatori da 24 a 29 t; il più grande sarà l’SH2200R, un gigante per le operazioni di demolizione più imponenti. Le altre versioni della gamma sono le SH320R, SH490R, SH600R, SH800R e SH1500R, che vanno a integrare la già ricca gamma della precedente generazione di cesoie MBI.


MB CRUSHER

Un nuovo vaglio stellare MB Crusher ha presentato al Bauma il nuovo vaglio stellare MB-HDS220, adatto per pale e minipale dalle 4,5 alle 11 t. Con 1 t di peso e una capacità di carico di 0,6 m3, questo nuovo prodotto proposto dal costruttore vicentino è un’attrezzatura versatile e affidabile, in grado di garantire praticità, affidabilità e produttività in cantiere. Compatta, versatile e maneggevole, la nuova benna selezionatrice a rotori MB-HDS220 è progettata per facilitare il lavoro, diminuire i tempi di lavorazione, risparmiare sui costi di gestione. La dimensione della sua bocca d’ingresso (2,20 m) agevola le lavorazioni di carico facendo in modo che i cingoli o le ruote della macchina operatrice rimangano puliti. La bocca d’ingresso è progettata per convogliare in modo veloce il materiale sui rotori. L’ingrassaggio è centralizzato e si esegue in cantiere. Il sistema di aggancio, studiato per permettere libertà di movimento alla macchina operatrice, permette di avere un’ottimale visibilità sul materiale da lavorare e sul sito di lavoro. Come per gli altri modelli di HDS, anche la MB-HDS-220 permette la sostituzione dei rotori in modo semplice e direttamente in loco da parte dell’operatore stesso. Pensata e concepita per il settore giardinaggio, paesaggistico e per i

cantieri urbani, il vaglio stellare MB-HDS è una soluzione per tutti i

cantieri che devono unire efficienza a versatilità in un’attrezzatura compatta. Attrezzatura che facilita il lavoro in tutti i siti dove c’è bisogno di areare il terreno impaccato, ad esempio quando si deve sistemare un’area verde o un giardino o un’aiuola.

O quando c’è necessità di bonificare e pulire i terreni dai vari detriti da demolizione, dai sassi o da eventuali radici. O, ancora, per selezionare il materiale per la copertura di tubazioni o trincee e realizzazione del letto di posa.

Comfort Doosan. Avanti anni luce.

Pale gommate DL-7: abbiamo solo cambiato tutto Smart Key Doosan con apertura della porta a distanza e avviamento del motore senza chiave, joystick elettronico integrato e il mondo a portata di mano con lo Smart Touch Doosan: ecco giusto alcuni dei modi in cui stiamo portando il comfort automobilistico sulle macchine pesanti. Davvero tutto un altro mondo. Per saperne di più: www.eu.doosanequipment.com



ALLISON TRANSMISSION

Nuovi assali elettrici per mezzi d’opera Allison Transmission ha presentato a Bauma gli assali elettrici Allison eGen Power per applicazioni edili come autocarri ribaltabili, betoniere e trattori pesanti. Si tratta di una soluzione compatibile con i telai di molti autocarri che aiuta gli OEM ad accelerare i programmi di sviluppo dei loro veicoli. È dotato di motori elettrici integrati, una trasmissione a due velocità, un radiatore dell’olio e una pompa integrati ed è compatibile con i veicoli elettrici a batteria e a celle a combustibile e con le applicazioni ibride. Il bimotore eGen Power 130D è una variante da 13 t con potenza continua di 454 kW e potenza di picco di 652 kW ed è progettato per garantire grandi capacità di

avviamento e di salita, alta velocità ed efficienza. Allison offre inoltre l’eGen Power 100D, una variante da 10 t del 130D, e l’eGen Power 100S, un motore singolo da 10,4 t, con una potenza continua di 227 kW e una potenza di picco di 326 kW, ideale per applicazioni medie e pesanti. La trasmissione TerraTran

è una versione della Allison Serie 4000 per uso stradale, destinata alle esigenze estreme delle costruzioni e delle miniere. TerraTran offre una potenza fino a 800 CV e una capacità di coppia fino a 3.200 Nm. La trasmissione è dotata di sette marce avanti e due “retro” e offre l’affidabilità e durata delle trasmissioni Allison serie 4000, ma con maggiore potenza, coppia e peso lordo del veicolo (GVW), aggiungendo la funzionalità di retromarcia veloce. I partecipanti al Bauma hanno avuto l’opportunità di vedere in esposizione una serie di veicoli equipaggiati con Allison, tra cui un Bell B30E “Narrow” con Allison 3400 xFE Off Road Series (ORS) e un Bell B45E con Allison 4700 ORS.

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PRODOTTI BOBCAT

Il nuovo miniescavatore elettrico E19e Il miniescavatore E19e è la versione elettrica del popolare modello con motore a combustione interna E19 e garantisce zero emissioni, bassa rumorosità e prestazioni di livello comparabile a quello della sua controparte con propulsione diesel. Questa nuova macchina è stata presentata durante un evento presso lo stand Bobcat nella giornata di apertura del Bauma. Scott Park, CEO di Doosan Bobcat, ha commentato: “Con l’introduzione dell’E19e Bobcat ha ampliato la sua linea di macchine elettriche silenziose e a zero emissioni, caratterizzate dalle stesse prestazioni dei modelli convenzionali. Questa versione sfrutterà il successo dell’E10e, il primo miniescavatore elettrico al mondo che abbiamo presentato al Bauma 2016 e lanciato sul mercato durante il Bauma 2019. Pioniere nel campo delle macchine alimentate a batteria, con le sue innovazioni Bobcat ha contribuito al passaggio di un intero settore alle macchine movimento terra elettriche. Continueremo a investire nella ricerca e sviluppo per accelerare quest’importante tendenza”. L’E19e ha lo stesso design, le

dimensioni esterne e le prestazioni del modello E19, di cui sono state vendute oltre 10.000 unità nel mondo. L’E19e vanta la medesima stabilità, la capacità di sollevamento e le forze di strappo della sua controparte convenzionale, mentre la sua curva di coppia costante (una caratteristica dei motori elettrici) garantisce un funzionamento potente e affidabile. Con una larghezza di 98 cm il nuovo modello elettrificato è facile da usare anche negli spazi più ristretti ed è quindi ideale per i lavori di demolizione e le applicazioni in esterni che richiedono un funzionamento silenzioso con zero emissioni. Progettato pensando alle esigenze dell’operatore, con più spazio tra le consolle, il miniescavatore E19e offre un alto livello di comfort. La posizione dei pedali di traslazione e i joystick è ottimizzata, compresi i controlli per le funzioni AUX1 e “boom offset”, con tutti i comandi a portata di mano. Lo spazio per le gambe è più ampio grazie ai pedali di marcia ripiegabili e l’assenza di pedali di spostamento AUX1 e “boom-swing” montati sul pavimento. Oltre a offrire un ambiente di lavoro più sano e

confortevole la bassa rumorosità e l’assenza di emissioni dell’E19e facilitano la comunicazione e la produttività in cantiere. L’E19e è peraltro dotato di una batteria con una autonomia di 3,5 ore che può essere ricaricata rapidamente utilizzando un super caricabatteria. Ciò significa che caricando la batteria durante le pause la macchina può essere utilizzata tutto il giorno nella maggior parte delle applicazioni tipiche del settore. L’E19e è anche molto versatile, grazie alla disponibilità di un’ampia gamma di accessori compatibili. Grazie agli anni di ricerca e sviluppo che hanno condotto alla sua creazione, l’E19e è molto affidabile: testata

con i componenti collaudati del più piccolo E10e, la sua batteria di alta qualità impiega la stessa tecnologia utilizzata dalle più importanti case automobilistiche produttrici di veicoli elettrici. L’E19e è alimentato da una batteria da 17,3 kWh (capacità superiore a quella della batteria da 11,5 kWh dell’E10e), che produce anche livelli di rumore bassi in cantiere, con un LpA (livello sonoro operatore) di 70 dBA, 9 dBA in meno dell’E19 con motorizzazione diesel. I componenti e l’impianto elettrico della macchina sono ottimizzati per lavorare in ambienti gravosi e, grazie all’uso esclusivo di basse tensioni (come sull’E10e), questo mezzo da 2 t è sicuro e facile da manutenere. 124 ONSITECONSTRUCTION - ottobre 2022


BKT

Pneumatici per le costruzioni BKT ha presentato al Bauma le migliori soluzioni che oggi il mercato delle costruzioni e minerario richiede. Uno dei focus è stato dedicato alle mescole, come quelle “cut&chip” e quelle ultraresistenti al calore, in grado di portare grandi carichi e mantenere un ottimale rapporto tra peso trasportato e velocità. In termini di capacità prestazionali, BKT ha scelto di portare in fiera i suoi pneumatici giganti: l’EARTHMAX SR 468, nella misura 40.00 R 57, in assoluto lo pneumatico più grande mai realizzato da BKT con i suoi 3,5 m di altezza, e due misure di EARTHMAX SR 46 - 33.00 R 51 e 27.00 R 49, con oltre 3 e 2,6 m di diametro, scelta dettata dalla crescente domanda di macchinari ad alta potenza e sempre più grandi. Gli pneumatici BKT erano presenti anche in una seconda area esterna: EARTHMAX SR 51, nella misura 35/65 R 33, sviluppato per loader e dozer impegnati nelle attività di carico e spianamento, dove serve una resistenza ai tagli maggiore; EARTHMAX SR 315, nella misura 26.5 R 29, concepito e progettato per caricatrici LHD, in grado di offrire alte prestazioni nelle operazioni di scavo, caricamento e trasporto del carico nelle miniere sotterranee, in ambienti rocciosi impegnativi. Nello stand interno era esposto il “prodotto-novità”, l’EM 933 SUPER, presente in fiera nella misura 290/90-20, progettato per gli escavatori e per le specifiche operazioni di scavo e carico. Qui erano presenti anche EARTHMAX SR 313, nella misura 15.5 R 25, pneumatico radiale “All Steel” dalla mescola resistente al taglio, progettato per dumper articolati e pale che operano in condizioni rocciose difficili, e MAGLIFT, nella misura 10.00-20, progettato per tutte le operazioni con carrelli elevatori nei settori industriali.


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9 ottobre 2022 - ONSITECONSTRUCTION 127


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