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COMUNICARE PER ESSERE CHIESA

U

ltimamente ha fatto scalpore la notizia dell’ingresso di sua Santità Benedetto XVI su Twitter ma a ben vedere la Chiesa da sempre si è preoccupata di essere presente nel mondo inserendosi pienamente nei sistemi comunicativi che quest’ultimo ha man mano presentato nel suo evolversi. Ne abbiamo un esempio nella storia recente: la nascita della radio vaticana. All'indomani dei Patti Lateranensi, nel 1929, Pio XI incaricò Guglielmo Marconi di costruire una stazione radio all'interno del nuovo Stato Vaticano, chiamando a dirigerla il gesuita Giuseppe Gianfranceschi, fisico e matematico. Il 12 febbraio 1931 Pio XI inaugurò l'impianto con un discorso in latino che suscitò vivissima emozione in tutto il mondo. Fra le prime trasmissioni, sperimentali, vi fu lo "Scientiarum Nuncius Radiophonicus", una rassegna dell'attività della Pontificia Accademia delle Scienze. Due anni dopo l'inaugurazione della Stazione Radio a onde ultracorte. Tra l’altro di questa radio se né è servita la libera informazione in un tempo condizionato da diversi sistemi oppressivi quali: fascismo, nazismo e comunismo, addirittura la resistenza francese ne ha utilizzato i messaggi.

di p. Giuseppe de Vincentiis Parroco della Parrocchia Immacolata Concezione di Portici possibile per far giungere l’eco del Vangelo fino agli estremi confini della Terra. Per questo motivo dovremmo accogliere con favore ogni iniziativa per la quale la Chiesa sceglie di essere presente nei social network che sono l’agorà di questo momento storico, e lasciar perdere quelle paure che tante volte sorgono rispetto a ciò che di nuovo ci viene chiesto di vivere a livello mondano, e di conseguenza ecclesiale. Riprendendo le parole del cardinale Sepe: «Anche Gesù, se nascesse oggi, si sarebbe iscritto a Facebook per comunicare» pronunciate ai giovani durante un convegno sull’importanza della comunicazione organizzato dall’Unione cattolica della Campania e dall’arcidiocesi in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell’informazione, credo che possiamo accogliere con ottimismo e favore questo dinamismo che ci consente di avere sempre e comunque voce nel mondo. Ricordandoci che ciò che produce il nostro genio per aiutare il dialogo tra le persone è sempre un bene. Sta alla nostra coscienza saper usare per il bene ciò che il progresso umano ci mette a disposizione.

Senza parlare dell’apporto di Radio Maria, diventata D'altronde gli stessi documenti magisteriali lo vera e propria dama di compagnia per tanti anziani soli. confermano: «Cristo ha comandato agli apostoli e ai loro Inoltre non possiamo dimenticare le diverse televisioni successori di ammaestrare "tutti i popoli" di essere "luce del cattoliche e tra tutte Sat2000. mondo" di proclamare il Vangelo senza confini di tempo e di Andando indietro nel tempo, vediamo che in ogni epoca (Continua a pagina 2) la Chiesa ha utilizzato ogni via di comunicazione

Periodico del Gruppo Esperienza Anno 17 - Febbraio 2013

Parrocchia Santa Teresa del Gesù Bambino Via Eduardo Nicolardi - Napoli


Il Sicomoro - Febbraio 2013

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essi, infatti, mediante il loro dire, la conducono al linguaggio e nel linguaggio la custodiscono. [M. Heidegger, Lettera luogo. Come Cristo stesso, nella sua vita terrena, ci ha dato la sull’umanismo, 1947]. dimostrazione di essere il perfetto "Comunicatore", e come gli Se è vero che nella dimora del linguaggio abita l’uomo, apostoli hanno usato le tecniche di comunicazione che avevano ed in esso si accede alla verità, allora non accogliere la a disposizione, così anche oggi l'azione pastorale richiede che si comunicazione in ogni sua nuova forma significherebbe sappiano utilizzare le possibilità e gli strumenti più restar fuori da una possibilità realizzativa dell’umano; e recenti.» [Communio et progressio, Pontificia se l’umano è immagine e somiglianza del divino allora si commissione per le comunicazioni sociali-Istruzione resterebbe fuori anche dallo stesso linguaggio del Signore Pastorale sugli strumenti della Comunicazione Sociale, che in virtù del suo Essere trinitario è comunicazione. pubblicata per disposizione del Concilio Ecumenico Dunque restiamo tranquilli rispetto ai social network Vaticano II n°126]. perché in buone mani, saranno sempre una risorsa per la Concludo con una affermazione di Martin Heidegger: ”Il comunicazione e nelle nostre mani uno strumento di linguaggio è la casa dell'essere. Nella sua dimora abita l'uomo. evangelizzazione. Padre Giuseppe De Vincentiis (Parroco I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora. Il loro della Parrocchia Immacolata Concezione di Portici) (Continua da pagina 1 - Articolo di Padre Giuseppe De Vincentiis)

vegliare è il portare a compimento la manifestatività dell'essere;

CHIESA E MEZZI DI COMUNICAZIONE Un coltello per sfamare oppure un’arma per ferire….

di Davide Basile Comunità di Napoli

Relativamente al tema del Sicomoro di questo mese, eccezionale comunicatore), “Chiesa e mezzi di comunicazione”, intendo focalizzare la mia attenzione sui “nuovi” mezzi di comunicazione (visto che ci lavoro e li utilizzo ogni giorno).

ma anche da prima, inoltre, la Chiesa quindi ha intrapreso un percorso che ai più è sconosciuto: è del 2004, ad esempio, la pubblicazione del documento “Comunicazione e Missione”, una magna charta delle

La Chiesa ha manifestato da tempo la sua volontà di comunicazioni sociali redatta per sottolineare perseguire la strada dell’apertura ai cosiddetti “nuovi l’impegno della Chiesa italiana a comunicare il Vangelo media” come si evince da documenti e discorsi ufficiali nella cultura mass-mediale attraverso la proposta di [Communio et progressio, 126] e da vari interventi tra nuovi percorsi e iniziative pastorali. Risale addirittura cui quello di Giovanni Paolo II nel Messaggio per la 36° ai primi anni ‘90 l’avvio della European Christian Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il 12 Internet Conference (giunta quest’anno alla sua 17° maggio 2002: «Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo? Si udirà la Sua voce? Perché solo quando si vedrà il Suo Volto e si udirà la

edizione); è del 2011 il primo Vatican Blog Meeting, con cui la Chiesa ha deciso di incontrare i blogger cattolici con l’obiettivo di avviare un dialogo con loro, condividere le esperienze di coloro che sono attivi in questo campo, e per meglio capire le esigenze di tale

Sua voce, il mondo conoscerà la “buona notizia” della nostra r e de nz io ne . Q ue st o è il f ine dell’evangelizzazione e questo farà di Internet uno spazio umano autentico, perché se non c’è spazio per Cristo, non c’è spazio per l’uomo… Esorto tutta la

comunità. Insomma, tutto questo per dire che il Papa non si è svegliato una mattina di novembre 2012 urlando “Datemi un iPad, voglio twittareeeeeee!”

Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per “prendere il largo” nella Rete, cosicché, ora come in passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo “la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo” (2Cor 4,6). Che il Signore benedica tutti coloro che operano a questo fine.» Fin dagli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II (riconosciuto da tutti, laici e cattolici come un

(Continua a pagina 3)


Il Sicomoro - Febbraio 2013 (Continua da pagina 2 - Articolo di Davide Basile)

Per “deformazione professionale” sono convinto che i nuovi media offrano possibilità vastissime anche per chi “cerca Gesù” e si sforza di vivere quotidianamente una vita bella, buona e felice in Cristo. D’altra parte so bene che questi media sono spesso “terra di nessuno” in cui si annidano rischi di strumentalizzazioni e

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Ma io continuo a credere che quel sogno sia possibile. Non per banalizzare, ma nel panorama del web odierno esistono community di "appassionati" di qualsiasi cosa (fotografia, cinema, sport, etc.) i cui membri scrivono ore e ore nei forum, e che partendo dal web arrivano a fare incontri anche reali, raduni. Il tutto perché legati da una passiona unica. E quale passione più grande di quella per Gesù???

derive anti-clericali.

Probabilmente i tempi non erano maturi, Per questo motivo, poiché credo che il web possa probabilmente bisogna cercare la sintesi tra chi, essere un'ottima "estensione" della vita comunitaria quando si parla di certi argomenti, è “contro a reale, qualche anno fa mi dissi "Perchè non creare un prescindere” e chi (come potrei sembrare io) è “pro a luogo online in cui i fratelli possano stare insieme prescindere” facendo un passo gli uni verso gli altri. anche quando non sono in Parrocchia?". Nacque così il Personalmente, quindi, credo sia un bene che la Chiesa sito Grugionline (www.grugionline.com). Quello si “adegui”, anche nel suo modo di comunicare, alle slancio, però, era mio e di pochi altri, e Grugionline novità che il mondo le mette davanti, ma credo si divenne in breve tempo luogo di “pazzielle” ed debba prestare la massima attenzione affinché questo equivoci (anche molto pesanti). Contemporaneamente avvenga nel pieno rispetto dell’esortazione arrivò l’esplosione di Facebook in Italia, e così sul dell’Apostolo Paolo nella Lettera ai Romani: «Non Grugionline (a giorni) verrà scritta la parola FINE. conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma Parliamoci chiaro, fratelli, Facebook è, di per sè, un mezzo che basa il suo successo sulla banalità, sul ridicolo e sull'esasperazione dei concetti. Non è, e non può essere l’estensione online della vita reale della comunità che immaginavo quando misi su il sito

trasformatevi rinnovandovi nella vostra mente, rinnovando il vostro modo di pensare, per discernere la volontà di Dio» [Rm 12,2]. Davide Basile (Comunità di Napoli)

Grugionline.

Durante l'esistenza terrena Cristo si è rivelato il perfetto Comunicatore. […] Egli parlava pienamente inserito nelle reali condizioni del Suo popolo, proclamando a tutti indistintamente l'annuncio divino di salvezza con forza e con perseveranza e adattandosi al loro modo di parlare e alla loro mentalità. Del resto la "comunicazione" si estende molto oltre la semplice manifestazione dei pensieri della mente o espressione dei sentimenti del cuore. La piena comunicazione comporta la vera donazione di se stessi sotto la spinta dell'amore; ora la comunicazione del Cristo è realmente spirito e vita. (COMMUNIO ET PROGRESSIO n.11)


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COMUNICARE IN UN MONDO CHE CAMBIA È COMUNICARE SPERANZA Gli strumenti della comunicazione sociale

N

di Lucia Testa

oi tutti, in quanto battezzati, abbiamo un messaggio da trasmettere. È ora di riscoprire questa affascinante avventura. Non solo fredda dottrina, non etica, non co-

per predicare il Vangelo ai Comunità di Napoli mezzi di comunicazione sociale. (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2002, n. 2).

mandamenti, non solo riti. La nostra è la religione dell'Incarnazione. Un avvenimento ha cambiato la storia dell'umanità: un fatto! Questo fatto si chiama Gesù di Nazareth: un uomo che ha preteso di essere Dio, che è morto e risorto, e grazie al fatto che è risorto è continuamente presente negli uomini che ha chiamato, e che ha messo

Fare spazio nelle nostre vite a Cristo è renderLo vivo e presente nel quotidiano, condividendone con altri senso

insieme, cioè la Chiesa. Se la Chiesa comincia a essere ricompresa e vissuta così, come presenza VIVA e REALE depositaria di un mandato di diffusione del messaggio di VITA e GIOIA eterne, probabilmente si scongela e si decongestiona anche un modo piuttosto rigido di esserlo, attento ai punti e alle virgole come se si trattasse fondamentalmente di trasmettere un messaggio astratto, intellettuale. Gesù è entrato nel tempo e nella storia. E in questo nostro tempo sempre più fondamentale è riscoprire valori e comunità, dialogo ed apertura, senso e spe-

giusto l’incontro con le persone e le cose. Il tempo, l’in-

ranza. Comunicare tra figli di Dio è comunicare ed incarnare a nostra volta SPERANZA! Per diventare fratelli e sorelle è necessario conoscersi. Per far ciò è importante comunicare più estesamente e più “profondamente" .

Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via. Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. (Qoelet 3,2-8)

Giovanni Paolo II per indicare la stampa, il cinema, la radio-televisione e gli altri mezzi di comunicazione dalle stesse caratteristiche ha utilizzato il termine " strumenti della comunicazione sociale". "Sociale" ha un senso specifico in quanto riferito ad "uno degli aspetti che caratterizzano la nostra epoca", cioè la socializzazione, "intesa come progressivo moltiplicarsi di rapporti di convivenza, con varie forme di vita e di attività associata, ed istituzionalizzazione giuridica". È anche vero che i social media possono diffondere disinformazione o informazione fuorviante, promuovere volgarità e banalità. Invece di essere una comunità mondiale, la rete del futuro potrebbe trasformarsi in una rete vasta e frammentata di individui isolati, api umane nelle loro celle, che interagiscono mediante dati invece che direttamente fra loro. Ma il successore di Pietro, il Comunicatore di Cristo per antonomasia che ci ha introdotto in questo nuovo tempo per la Chiesa, ci ha amorevolmente invitato - senza dubbio per mo-

e Presenza reale, utilizzando anche i nuovi strumenti del nostro tempo. Il nostro tempo è piatto, piatto di profeti, non perché non abbiamo delle novità ma perché non sappiamo più incontrare ed incontrarci, gustare in modo contro, non va previsto, calcolato, premeditato, ma scoperto nel suo valore attraverso la gratuità della relazione. Tutto è sempre uguale sotto il sole, non siamo né i primi né gli ultimi: da Qoelet ci viene chiesto di essere veri, relazionali, gratuiti, nuovi … C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.

Qual è il tempo opportuno, il kairos per gli abbracci e quello per i non-abbracci, il kairos per demolire e per costruire? È quello in cui facciamo incontro e relazione, con le cose, con gli altri, con Dio. Questo è il tempo opportuno, il tempo che ha senso, significato, valore. L'incontro nel tempo, la relazione, è kairos, opportunità di fare nuove le cose, di creare, costruire. E ciascuno di noi, coi propri talenti e doni, con le proprie povertà e ricadute, può farsi strumento fra gli strumenti. "Allora, quello

dei mezzi di comunicazione sociale sarà un mondo di autentica comunicazione, un mondo fatto non di ILLUSIONE MA DI VERITA’ E GIOIA!" [G.Paolo II Assemblea

Plenaria dell’ufficio per le Comunicazioni Sociali]. zione dello Spirito! - a utilizzare i mezzi di comunicazione sociale non solo per comunicare Dio al mondo, ma anche Dio non si vede...si riconosce!


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LA CHIESA DEVE VIAGGIARE IN MARI VIRTUALI? Il rapporto tra Chiesa e internet

L

di

Angelo Moriconi Comunità di Roma

’apertura di un account su twitter legato a Benedetto XVI, account che ha da poco raggiunto i due milioni e mezzo di followers (persone che lo seguono e leggono), ha fatto veramente notizia, scatenando una forte discussione sul ruolo della Chiesa e sull’utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione.

motivazioni belle, buone e di alto valore.

debba “abbassare” a tanto per il gusto di apparire moderna, e che la sua presenza in rete non possa aggiungere nulla di significativo ed importante. La sfida che la Chiesa affronta oggi è la sfida di ogni tempo: essere nel mondo ma non essere del mondo.

Da più di un anno seguo su twitter il Card. Ravasi che riporta spesso passi della Parola di Dio. Non vi nascondo che seguendolo ho riscoperto alcune citazioni davvero belle che mi hanno colpito molto e fatto riflettere.

Da chi è frequentato internet? Chi utilizza maggiormente i social network? E perché la Chiesa dovrebbe navigare con la sua barca in mezzo a questo mare virtuale?

Il Papa - attraverso i suoi collaboratori - sta cercando di utilizzare twitter per rispondere a domande sulla fede in maniera breve, semplice e concisa. La semplicità nello scrivere in poche parole concetti alti, immensi, è qualcosa che mi ha sempre stupito. E allora anche i 140 caratteri di un messaggio su twitter possono fare molto, possono scaldare, anche per un momento, il cuore di chi li leggerà.

Ma allora si può davvero evangelizzare su internet? La Chiesa può veramente dire qualcosa?

Non sono io la persona più adatta a rispondere a queste domande, posso dare però una risposta positiva raccontandovi brevemente della mia esperienza Come sappiamo, per averlo vissuto anche nel nostro personale. piccolo, ogni scelta intrapresa non può mai accontentare tutti! E allora c’è chi accusa da molto Nato e cresciuto a pane e computer sono sempre stato tempo la Chiesa di non essere al “passo con i tempi”, appassionato della tecnologia. Non ho un account di non aver saputo sfruttare tutte le potenzialità facebook, ma posseggo un account twitter e sono offerte dai nuovi mezzi di comunicazione, rete presente in altri social network meno conosciuti e compresa. Ma c’è anche chi pensa che la Chiesa non si probabilmente utilizzati in maniera più idonea.

Ho avuto la fortuna di poter crescere in un mondo dove non c’erano ancora cellulari, né smartphone, ed internet era utilizzato solo in ambito universitario e di ricerca. Le mie giornate da adolescente le passavo all’aperto, radunandomi con i più cari amici, giocando a calcio, e sentivo deprimente stare a casa, senza poter parlare o relazionarsi con qualcuno. A distanza di qualche decennio vedo i campetti ed i piccoli parchi del quartiere deserti, e mi immagino i tanti ragazzi adolescenti che passano i loro pomeriggi davanti al PC in perfetta solitudine ed isolamento, accontentandosi di vivere relazioni virtuali.

Penso sia stato scelto uno dei mezzi più giusti, tra i tanti presenti, per poter gettare dei piccoli granellini di senape virtuali che possono portare frutto e crescere nel cuore di chi li saprà accogliere.

Concludo con un messaggio del Papa, tra i tanti scritti finora su twitter, che mi ha colpito molto per la sua praticità e semplicità. Questo messaggio è stato scritto il 12 Dicembre in risposta alla seguente domanda: Spesso non ce ne rendiamo conto, ma i giovani di oggi «Come essere più portati alla preghiera quando siamo passano ben oltre del 50% del loro tempo libero in così occupati con le questioni del lavoro, della rete. Internet rappresenta, per noi che l’abbiamo visto famiglia e del mondo?» nascere, un luogo un po’ freddo, dove sembra si possano vivere solo surrogati di vere relazioni, un posto dove non c’è educazione e dove si può trovare di tutto. Sbagliamo a non capire che i giovani di oggi sono nati e cresciuti con questi mezzi, per loro normalissimi e di uso comune. Facciamo fatica ad accorgerci che questi mezzi hanno davvero un potenziale enorme e che sono ancora troppo poco usati in maniera saggia e con Breve, semplice e conciso, proprio come piace a me!


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L’EVANGELIZZAZIONE DIGITALE La rete, un coltello per sfamare oppure un’arma per ferire…. “Passami

le foto che le taggo”, “Ti copio il link!”, “Sei su vedere il mondo, di di Giuseppe Spinosa FB?”, “Hai visto il video su Youtube?”, “Mi alleghi il file?”. percepire le distanze e Comunità di Napoli le possibilità, enormi, Queste semplici frasi, oggi di uso comune, erano solo che questa visione visionaria può offrire. Monsignor Jean due decenni addietro sconosciute. È oggi anacronistico -Michel di Falco, presidente della C.E.E.M. è stato molto ed inverosimile essere miopi sull’importanza e lo chiaro nei suoi interventi e nelle svariate interviste: “I strapotere di Internet. La rete, nata qualche decennio membri della Chiesa sono chiamati a una reale orsono per scopi bellici, è oggi il motore più oliato, la conversione nel loro approccio a questa nuova cultura. macchina tecnologica con più chilometri e la spinta Quando San Paolo giunse ad Atene, dove andò? Là motivazionale verso un futuro intriso di idee digitali e di dove la gente s’incontrava per parlare, per ascoltare. E allora noi seguiamo lo stesso cammino. Oggi giorno, realtà virtuali. Tutti gli aspetti della nostra società sono ormai coinvolti dov'è che si ritrova la maggior parte delle persone? Di con la rete, ed anche le persone più influenti del nostro fronte agli schermi dei PC, su Internet. E quindi se tempo usano internet per propagandare le loro idee, più vogliamo andare loro incontro per scoprire chi sono e parlare di Cristo, dobbiamo andare su Internet”. Lo o meno sane. Tutti i politici usano i loro blog per esportare le loro stesso Benedetto XVI, come tema della 44° Giornata promesse, che molto spesso restano rinchiuse nel volto Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si è svolta il 1 virtuale del perbenismo e poco frequentemente tradotte 16 maggio 2010 ha scelto “Il sacerdote e la pastorale in realtà. Addirittura il nostro sindaco De Magistris nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della risponde spesso sulla sua pagina FB, anche su Parola”, segno più che evidente di un grandissimo interesse della nostra Chiesa nei confronti della tematiche alquanto problematiche. I blog si moltiplicano come funghi. Anche la medicina ha comunicazione virtuale, direi quasi una Evangelizzazione fatto la sua entrata nella rete, con aiuti e proposte che digitale. L’argomento però non è sconosciuto o embrionale per la nostra Chiesa, che citando la Lettera mirano al benessere collettivo ed individuale, e consigli Enciclica Miranda Prorsus2 di Papa Pio XII del 1957, su uno stile di vita corretto. “L'Istruzione Pastorale sui Mezzi di Comunicazione La nostra madre Chiesa ha visto con interesse lo Sociale Communio et progressio”, pubblicata nel 1971, sviluppo della rete, senza mai però oltrepassare il ha sottolineato questo aspetto: “La Chiesa riconosce in confine… almeno fino a qualche mese fa. questi strumenti dei “doni di Dio” destinati, secondo il Inutile, quanto anacronistico, non ricordare l’entrata di disegno della Provvidenza, a unire gli uomini in vincoli Sua Santità Benedetto XVI su Twitter, vista da qualcuno fraterni, per renderli collaboratori dei Suoi disegni di come un passo verso il baratro, e da altri come una ovvia salvezza”. ed opportuna apertura del nostro Credo verso la Tutti i moderni mezzi di comunicazione sociale sono comunicazione digitale. fattori culturali che svolgono un ruolo fondamentale in La Chiesa però non ha varcato il confine in maniera questa storia, e sono stati spesso visti, soprattutto nella miope, ma con attenzione, preparazione ed istruzione in loro fase nascente, come un prepotente e blasfemo materia, come dimostra la Plenaria dal titolo: “La cultura progetto di autoaffermazione, che però poi si è scoperto di Internet e la comunicazione della Iglesia” tenutasi dal essere non solo sano, ma anche utile. 12 al 15 Novembre 2012 in Vaticano. Erano presenti tutti Dal mio personale punto di vista, Internet non è né da i membri del C.E.E.M. (Commissione episcopale condannare né da benedire: la rete non è altro che un europea per i media) ed anche tutti i maggiori leader di coltello con cui si può tagliare un pezzo di pane per internet come Facebook, Google, Wikipedia e di altre offrirlo ad un fratello oppure un’arma per ferire…tutto aziende, che, per quanto se ne possa dire, danno lavoro dipende dalle mani, dalla mente e dal cuore di colui che a un gran numero di persone. Una Plenaria su un tale lo impugna! tema è solo un faro di luce verso un nuovo modo di 1.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/communications/documents/hf_ben-xvi_mes_20100124_44th-worldcommunications-day_it.html

2.

http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_08091957_miranda-prorsus_it.html


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DIFETTI DI COMUNICAZIONE Una parodia della comunicazione?

La

comunicazione è alla base di qualsiasi In un contesto come

di Luigi Pagliara Comunità di Napoli

relazione.

il nostro, all'interno del quale siamo soffocati dagli appuntamenti, spesso Se non si comunica non si è in siamo anche sopraffatti dall'esigenza della sintesi; e relazione. L'insieme dei gesti, degli sguardi, dei piccoli così, anche nelle comunità ecclesiali, nasce questo contatti, delle parole, del timbro della voce, delle tipico fenomeno, detto “la puntura pause, dei cambi di ritmo, formano quella che a tutti dell'etichettatura”: sono le dure leggi della noi è nota come comunicazione. Ed ogni insieme è comunicazione! Ed al soggetto a cui viene praticata, la originale, con le sue caratteristiche che rendono unica puntura può sottilmente far piacere, se i suoi contenuti ed irripetibile una singola conversazione. Ed ancora più sono positivi. A volte succede esattamente il contrario, unica è perciò ogni singola relazione. e l'etichetta può diventare limite, può prefigurare Spesso, dopo una conversazione, mi pongo una scenari di definitività che diventano le sabbie mobili di domanda: “Chissà se ho comunicato esattamente ciò che avevo nel cuore e nella mente!”. E talvolta mi sorge un analogo dubbio rispetto a chi mi è stato di fronte: “Chissà se ho effettivamente ascoltato e poi recepito ciò che aveva intenzione di comunicarmi!”. E così, le sfumature che diventano fraintendimenti sono all'ordine del giorno: a volte, fra ciò che parte e ciò che arriva nascono dei veri crepacci... La comunicazione così fondamentale.

diventa

Ci sono persone capaci di grande calore, e di essere così accattivanti, così invitanti, così seducenti, che

un’immagine immodificabile. In tanti questa situazione culturale la percepiscono bene, e di conseguenza, forse non solo per prudenza, nasce la figura di colui che è prevalentemente silenzioso per scelta e non per indole. E' la silhouette della persona che non esprime opinioni, o meglio che le esprime in maniera politicamente corretta, senza mai sbilanciarsi, senza mai riflettere ad alta voce, caratterizzando, talvolta, la propria immagine di una irrespirabile retorica ecclesiale.

Tutto

ciò

determina il soffocamento dell'autenticità, il dominio un concetto, un principio, del vero, e si traduce una tesi, riescono a trasferirtela e magari a convincerti completamente. Le nell'inizio di una fine: la fine dei finti uomini liberi, stesse persone, qualche tempo dopo, con il medesimo l’epopea dei prigionieri della comunicazione. calore riescono ad avere la faccia tosta di volerti convincere esattamente della tesi contraria. Queste cose, nel mondo, sono all'ordine del giorno, e la campagna elettorale di questo periodo mi sembra molto evocativa di questa dinamica.

E può capitare che ci siano vittime di questa dinamica, persone etichettate che possono volontariamente defilarsi perché rese invisibili dagli altri due grandi strumenti della comunicazione, conseguenti alla diffusione della puntura: l'indifferenza e/o il silenzio.

Noi, nella comunità ecclesiale, sappiamo che queste dinamiche non dobbiamo importarle. Come ci sottolineano le Scritture, “dobbiamo essere nel mondo ma restare lontani dalle cose del mondo”, e quindi dovremmo anche vigilare su questo tipo di dinamiche

Persone che possono eclissarsi, e nessuno se ne accorge…per difetti di comunicazione.

Allora non resta che rifugiarsi nei nuovi mezzi di comunicazione, benedetti anche da Benedetto XVI. Per la Chiesa cattolica i media, internet, i social network e ambigue. E dovremmo vigilare anche su altre le applicazioni per smart-phone ormai sono una realtà, (Continua a pagina 1) dinamiche, come quella dell'etichettatura dei fratelli.


Il Sicomoro - Febbraio 2013 (Continua da pagina 2 - Articolo di Luigi Pagliara “Difetti di comunicazione”)

sono una prerogativa indispensabile per supportare e soprattutto per informare la comunità di credenti. Ma i pionieri si sono spinti tanto avanti con tale spregiudicatezza che le frontiere dei nuovi mezzi di comunicazione sono state delimitate in un territorio fin troppo equivoco, che io ho chiamato “la Terra senza la puntura dell'altro”. In questo territorio, per chi, per l'appunto, ha paura della puntura dell'altro, si può

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10 sterline. Non ci credete? Ebbene, grazie all'Open Episcopal Church (www.openepiscopalchurch.org) accederò all'“Host by post”, l’innovativo servizio che spedisce ostie per coloro che vogliono restare in casa propria. C’è anche un sito che fa la parodia (www.hostinthepost.co.uk.) ma i solitari non si fanno intimidire. Non vi meravigliate quindi se ho trovato anche il modo per confessarmi da solo….

trovare la ricetta per diventare un cristiano moderno, emancipato e indipendente. Qui le Chiese hanno fatto il loro tempo, da oggi si può restare rintanati in casa e vivere una nuova dimensione di spiritualità. Il perfetto rapporto fusionale e solitario. Niente più relazioni orizzontali. E non c’è Sacramento al quale non si possa accedere. Altro che contrizione e abbraccio del Padre Per confrontarsi con la Parola di Dio c’è l’immancabile Misericordioso. Ma esiste qualcosa di più moderno che messalino, ma anche l’omelia alla radio o alla TV una bella App alla quale si accede con l’iPhone? Si seguendo i tanti canali generalisti o tematici che chiama Confession, ed è una bellissima applicazione trasmettono la Messa o approfondimenti sulla Parola. E della Chiesa Cattolica Romana e negli Stati Uniti costa poi ci sono le newsletter di ogni genere e livello 2 dollari. Che comodità!!! L’esame di coscienza si può fare mentre si chatta su Facebook, ci si confessa i teologico. peccati premendo un pulsantino et voilà. Non ci si La preghiera poi è molto personale e quindi, come ci muove da casa. Così si custodisce anche il creato dice anche il Vangelo, servono spazi privati. Qualcuno perché la propria auto non emetterà polveri sottili. potrebbe sottolineare che manca la preghiera comunitaria? Cari fratelli, voi sottovalutate il potere Che sintesi perfetta: la preghiera zapping, l’eucarestia del 3D: avete mai recitato il Padre nostro durante la celebrazione di San Giovanni Rotondo o di Lourdes? Ebbene, basta avere gli occhialini giusti che sembra di dare la mano ai fratelli che sono lì nella Chiesa.

per pacco celere e la confessione solo se c’è "campo" Qualcuno dopo un mese ha cominciato a essere inquieto. Ma non era meglio il rischio di puntura? Forse c'è bisogno di più ascolto, di maggiore accoglienza, di

Sembra proprio un gruppo in 3D.

non commettere il peccato della dimenticanza, Taluni poi potrebbero avere la certezza che così non si dell’importanza dell'altro? può comunicare, che non si può accedere al Corpo di Eh, sì...senza la comunità non si può stare. Ma c'è Cristo. bisogno di parlare, di dialogare, di ascoltare, di accettare, di essere caritatevoli e decisi, ma nella No, non sottovalutatemi. verità. Non parlo dei Ministri straordinari dell’Eucarestia, lì ci sarebbero contatti con l’altro. Nella ricetta proposta Altrimenti nascono i difetti di comunicazione!!! l’unico contatto sarebbe quello con il postino quando Luigi Pagliara (Comunità di Napoli) porterà la confezione di 500 ostie al modico prezzo di

Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse in avanti e, per poterlo ved ere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo. Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. (Lc 19, 1-6) Il sicomoro è l’albero su cui sale Zaccheo; è ciò che gli permette di vedere oltre il proprio punto di vista e i propri limiti, e di lasciarsi “guardare” e scegliere da Gesù.


Il Sicomoro di Febbraio 2013 Chiesa e Comunicazione