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“Non importa se vai avanti piano, l’importante è che non ti fermi.” (Confucio)

… perché Prometeo cambia la sua immagine e non solo.

Grazie di cuore a chi ha avuto il coraggio di cominciare. E grazie a chi ha il coraggio di proseguire e di cambiare. Il cambio di immagine di Prometeo rappresenta la tensione crescente fra ciò che avviene e ciò che vorremmo avvenisse… (Laura Gangeri—Presidente Prometeo)


PROMETEOINFORMA Anno 8 - N° 16 - Dicembre 2009 - Periodico d’Informazione e di Cultura – Registrazione del Tribunale di Milano n° 591 del 21 Ottobre 2002 Sede: Via Venezian, 1 - 20133 Milano - Tel. 02 2390.2878 - Fax 02 2390.3257 - e-mail: prometeo@istitutotumori.mi.it - www.onlusprometeo.org

Con Voi … ci allarghiamo ( p rogetto CasaPrometeo si allarga )


Consiglio direttivo

Sommario Giorno per giorno    

Non importa se vai avanti piano... Progetto MU.SA. iI piccolo gesto dal grande significato Milano in Musica Contro il Cancro

La conoscenza  I paladini della ricerca  La firma molecolare ...  La ricerca Yttrio 90

La voce di tutti  Persone che si raccontano

Presidente Vice Presidente Segretario Generale

Laura Gangeri Marco Arnone Francesca Riontino

Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere

Guido Arrigoni Carlo Battiston Mario Chiappuella Giuse Dellavesa Giancarlo Esposti Patrizia Sassoon Aldo Strada Gilberto Vitale Lorenzo Zecca

Comitato scientifico Dott. Vincenzo Mazzaferro Direttore S. C. Chirurgia Generale 1 (Apparato Digerente e Trapianto di Fegato) Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Dott. Pietro Majno Dipartimento di Chirurgia Ospedale Universitario di Ginevra Dott. Marco Pierotti Direttore Scientifico Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di MilanoProf. Massimo Colombo Dipartimento Gastroenterologia ed Endocrinologia Università degli Studi di Milano IRCSS Ospedale Maggiore di Milano Dott. Enrico Regalia Dirigente Medico S. C. Chirurgia Generale 1 (Apparato Digerente e Trapianto di Fegato) Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori Prof. Alessandro Tagger Istituto di Virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano

Redazione”PrometeoInforma” Direttore - Vincenzo Mazzaferro Vice Direttore - Laura Gangeri

Comitato di redazione:

Curiosando    

Un progetto per aiutare i giovani ... Vi insegno io a raccogliere fondi

Laura Gangeri - Eleonora Castro - Chiara Castellini

Studio creativo: Eleonora Castro

Segreteria:

Un libro ti prende in prestito

Chiara Castellini

Il Nastro Bianco

Redazione:

Peccati di Gola  Ricette americane dolci

Via Venezian 1 - 20133 Milano Tel. 02.2390.28.78 - Fax 02.2390.32.57 e-mail prometeo@istitutotumori.mi.it www.onlusprometeo.org


L’editoriale Medici troppo «impacchettati» immagini radiologiche. I protocolli possono quindi essere immaginati come "navigatori satellitari" in grado di guidare il medico nell'intricata mappa che è la vita del proprio paziente, fino all'obiettivo della cura giusta e della guarigione. Protocolli e linee-guida sono stati una grande conquista della medicina, perché hanno contribuito a razionalizzare il lavoro e le risorse, riducendo sprechi ed errori e anche contribuendo a una maggiore trasparenza con i pazienti. Ma se lo "spacchettamento" di diagnosi e cure può essere facile nella forma e utile nella sostanza, come tutte le semplificazioni nasconde qualche rischio. Alcuni di essi fanno capolino tra le pagine delle cartelle cliniche dei nostri ospedali, a partire, ad esempio, dall'irrigidimento dei comportamenti medici. Può capitare, per esempio, che se una cosa è prevista dal protocollo viene comunque fatta anche se può apparire inutile o dannosa in quel particolare ca«SPACCHETTAMENTI» so, oppure, al contrario, esami che sembrerebbero utili non vengono Il procedimento di "spacchettamento" medico, cioè di praticati perché il protocollo non li semplificazione della complessità, prevede. trova la sua espressione più sofisticata nei cosiddetti "protocolli" e INARIDIMENTO nelle "linee-guida", percorsi orgaINTELLETTUALE nizzati di azioni e contro-azioni, di Ancora più forte del rischio esami da fare oppure da scartare, "burocratico" appare il possibile associati alle varie possibili condiinaridimento intellettuale del medizioni del paziente, ad ogni suo co, che non è più spinto allo stusintomo, ai risultati dei test o delle

Un modo per affrontare i problemi complessi è quello di "spacchettarli" in tanti sottoproblemi, così che una serie di passaggi intermedi, uno dopo l'altro, permettano di arrivare alla soluzione. Succede anche in medicina dove ogni problema, anche se semplice nell'apparenza è, in realtà, quasi sempre complesso, perché riguarda un essere vivente unico e irripetibile, il cui stato di salute è il risultato di una serie di condizioni apparentemente infinita. Il mal di testa, il raffreddore o la pesantezza di stomaco, che pure appaiono semplici problemi, potrebbero non esserlo: sintomi banali possono nascondere complessità nascoste da indagare, caso per caso a seconda della persona e della sua storia.

dio, all'aggiornamento e all'indagine su ciò che osserva e su ciò che ascolta dal proprio paziente, ma tende solo alla ripetitiva applicazione di una procedura, perdendo visione dell'interezza e della complessità del tutto. Ciò che il mondo invece ricerca, non solo in medicina, è la capacità di sintesi, l'intuizione, lo spunto vincente, la proposta innovativa che "salta" l'avversario con un'azione che, proprio perché individuale, non può essere descritta in nessun manuale. La perdita di flessibilità e l'abbandono della spinta alla ricerca sono due tarli mentali che rischiano di chiudere nei pacchi la testa dei medici, a svantaggio di tutti coloro che all'investimento sulla salute e la ricerca chiedono ben altro. Tanti cari Auguri di Buon Natale. Vincenzo Mazzaferro


Giorno per Giorno

di Laura Gangeri

“Non importa se vai avanti piano, l’importante è che non ti fermi.” (Confucio)

… perché Prometeo cambia la sua immagine e non solo. A questo tenero uccellino l’Associazione Prometeo deve tantissimo.

Con piacere ed emozione riporto le parole di Francesca Riontino, Segretario Generale e Consigliere dell’Associazione, che ricorda gli inizi di Prometeo e con essi papà Roberto, Socio fondatore. “ Era una giornata di maggio non tanto calda ne soleggiata, quel sabato 20 del 2000 quando molti di voi conobbero per la prima volta mio padre. Era una giornata speciale, nasceva ufficialmente Prometeo, avevamo organizzato una festa con la quale presentare il progetto e le idee a tutti e l'entusia-

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smo era alle stelle. Per mesi si era lavorato dietro le quinte e quando finalmente quella mattina arrivò sembrava che il nostro cammino fosse iniziato già da tantissimo tempo....Papà, come gli altri soci fondatori avrebbe dovuto parlare davanti a tutti voi. Fin da quando era nata l'idea di fondare Prometeo, il suo primo sentimento era stato di attenta analisi e critica: sarebbe stata capace l'associazione di realizzare gli intenti dei fondatori? Sarebbe stata in grado di interpretare esattamente le esigenze dei malati, dei familiari, di chi insomma si trovava a percorrere lo stesso doloroso cammino che lui stava affrontando? Sarebbe stata capace di trasmettere quel messaggio di profonda speranza che scaldava il suo cuore e che lo portava ad essere tanto forte e coraggioso?

Aveva accettato la sfida ed era pronto ad andare

fino in fondo, a mettersi in gioco, e a vivere ogni giorno la consapevolezza della propria malattia, partecipando attivamente a Prometeo anche se questo gli costava un grande sforzo in questo momento della sua esistenza. Insieme ai Dottori Mazzaferro, Regalia e agli altri soci fondatori aveva dato vita a qualcosa in cui tutti loro credevano fortemente e si proponevano scopi ambiziosi e importanti: "favorire lo studio la cura e la prevenzione delle malattie del fegato..." ma soprattutto "portare un concreto aiuto alla condizione umana e psicologica connessa con queste malattie....per migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari." (Statuto, Art.4)

Davanti a me ho la cartella di Prometeo nella quale papà ordinatamente conservava tutto quello che riguardava l'associazione e il suo compito di segretario

generale, e mentre giro le pagine e rileggo i suoi appunti, le note e i verbali delle riunioni ancora una volta mi rendo conto di quanto lui ci tenesse, a questo progetto, a quanta energia avesse dedicato ad esso; lo sento ancora seduto accanto a me durante le riunioni a prendere appunti e ascoltare attento.” Grazie di cuore a chi ha avuto il coraggio di cominciare. E grazie a chi ha il coraggio di proseguire e di cambiare.

Il cambio di immagine di Prometeo rappresenta la tensione crescente


fra ciò che avviene e ciò che vorremmo avvenisse. E’ obiettivo di Prometeo coniugare gli aspetti di affettività (intesa come accoglienza e solidarietà attraverso l’organizzazione di servizi per migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari fuori e dentro l’ospedale) agli aspetti di scientificità (intesa come sostegno alla cultura della salute del fegato e alla ricerca nell’ambito della patologia oncologica). Così come è obiettivo fondamentale di Prometeo rispondere al bisogno di una nuova mentalità progettuale che permetta il passaggio da azioni “spontanee” caratteristiche di un volontariato meno pensato ad azioni più “orientate verso obiettivi verificabili” caratteristiche invece di un volontariato più organizzato e quindi anche più duraturo. In questa nuova ottica organizzativa, il lavoro per progetti (oltre ad essere un mezzo per ottenere dei finanziamenti dalle Istituzioni pubbliche e private) vuole essere visto come una adeguata modalità di lavoro, un impegnativo affinamento di linguaggi e di condivisione degli obiettivi. Acquisire una “mentalità progettuale” per Prometeo significa: - costruire degli strumenti per anticipare, delineare e guidare il cambiamento e la cre-

scita nell’operare quotidiano; - costruire e sviluppare strategie e tecniche di analisi per valutare la reale fattibilità di un’azione, - cercare e trovare nuove persone da coinvolgere nella realizzazione delle iniziative e della attività dell’organizzazione interna; - individuare nuove fonti di sostentamento economico. Cari soci e amici vi chiedo di aiutare Prometeo a promuovere il passaggio dal sogno e desiderio ad altre azioni concrete. Anche Prometeo, insieme ad altre Associazioni moderne è chiamata a costruire una mentalità progettuale che si esprime attraverso: - la disponibilità ad ascoltare gli altri. - la competenza a cogliere le esigenze di cambiamento interne ed esterne all’organizzazione. - la capacità di anticipare l’emergenza con un pensiero organizzato. - la capacità nel trovare soluzioni inedite, elaborare nuove ipotesi o riformulare le vecchie. - il mettersi in discussione considerando il punto di vista altrui. - il mettere in comune le proprie competenze. - la capacità di immaginare scenari (prevedere stati futuri a partire dallo stato iniziale). Cari soci e amici vi chiedo quindi di partecipare al cambiamento di Prometeo sapendo che

ogni vostro contributo di pensiero e azione è benvenuto. La disponibilità a cambiare noi stessi, le nostre idee e modelli mentali, la concezione del nostro ruolo, l'impostazione dei progetti che stiamo conducendo, rappresenta un passo determinante e prioritario per innescare un reale processo di cambiamento. I miei più cari auguri di Natale. Grazie di cuore.

Diventa anche tu Socio o Amico di Prometeo.

Si ringraziano Antonella Gangeri e Stefano Piccardo per la realizzazione della nuova immagine grafica di Prometeo.

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Giorno per Giorno

di Paola E. Rossi

Progetto MU.SA. MUsicologia al servizio della SAlute

Progetto socioculturale per il miglioramento della qualità di degenza dei pazienti della Struttura di Chirurgia EpatoGastro-Pancreatica e Trapianto di Fegato diretta dal dott. Vincenzo Mazzaferro presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Tutto è cominciato lo scorso anno quando in Prometeo abbiamo risposto ad un bando indetto dalla Regione Lombardia. In fretta e furia, con pochi giorni di tempo per rientrare nella data di scadenza indicata dal bando, Chiara ha scaricato da internet e poi compilato le non poche e non semplici pagine del bando.

Ora però, con il contributo della Regione, tutto il progetto diventava più facile.

giustizia al loro positivo entusiasmo. I professori invece hanno voluto solo un grazie. La loro partecipazione è stata del tutto gratuita ed a loro dunque va il nostro grazie di cuore.

Poi, dopo la fatica, l’attesa e la gioia. Abbiamo vinto il Bando e la Regione Lombardia darà un contributo, il 70% delle spese, per il Progetto Mu.Sa. EVVIVA! Tempo prima, attraverso una Socia Prometeo, avevamo saputo che l’Azienda Ospedaliera di Cremona e l’Università di Musicologia di Cremona avevano condiviso un progetto indirizzato agli utenti dell’Ospedale di Cremona con l’intento di esaltare il ruolo dell’arte in ospedale a favore di un’integrazione maggiore fra valori “sanitari” e “civili”. Avevamo preso contatto con la Facoltà, il Prof. Vela e Federica Rovelli, la coordinatrice, che si erano resi

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disponibili per continuare l’esperienza anche all’Istituto dei Tumori di Milano.

Vincere il Bando della Regione Lombardia ci ha dato la copertura delle spese di viaggio ma soprattutto la possibilità di dare un contributo economico agli studenti, a quei nostri ragazzi della generazione “1000 Euro” con tanta buona volontà ed entusiasmo ma anche tanta difficoltà a trovare risorse economiche per sostenere i loro progetti.

Certo, gli studenti sarebbero venuti ugualmente ma un contributo economico, seppur piccolo, rende maggiore

Ma torniamo al progetto. Un progetto che c’era piaciuto molto e che soprattutto ci è sembrato “perfetto” per rispondere ad un importante obiettivo di Prometeo: migliorare la qualità della permanenza in ospedale, offrendo alle persone ospedalizzate ed ai loro parenti e visitatori, una dimensione più umana e distesa in un ambiente sereno e accogliente.

Che di meglio che un’ora di svago, di piacere per la mente e le orecchie; avere un e-


Una collaborazione tra: 

La Facoltà di Musicologia di Cremona, che ha impostato i contenuti del progetto, scegliendo e coordinando i relatori all’interno della Facoltà  Associazione Prometeo, che ha provveduto alla gestione pratica del progetto

Obiettivi:

sperto che ti rivela il dietro le quinte di un capolavoro, che sia esso un dipinto di Tiziano o un’opera lirica come “Le nozze di Figaro” di Mozart. Oppure, con più leggerezza, sentire musica popolare con un giovane studente che con entusiasmo ed una chitarra, ti racconta di Fabrizio De Andrè e della nascita di un suo capolavoro “Carlo Martello”. E poi poter chiedere di sentire “Bocca di rosa” o “La canzone di Marinella”, il tuo De Andrè preferito. E ancora, il venerdì successivo, magari un venerdì grigio e piovoso, farsi due risate con le “Letture leggere” del Prof. Vela e riscoprire l’umorismo semplice e ancora efficace dei racconti brevi di Guareschi o delle barzellette di Achille Campanile. Nel reparto del Prof.

Mazzaferro le degenze non sono lunghe, per fortuna, e ad ogni venerdì ci siamo trovati con un pubblico diverso. Per questo ogni venerdì, verso le 14:30 nel reparto c’era un gran movimento; i presenti in ufficio Prometeo, le volontarie, le infermiere e, sì, anche alcuni Dottori iniziavano le manovre. Spostamenti di sedie da disporre a platea nell’atrio, il proiettore (“c’è bisogno del proiettore?”), lo schermo (“ci siamo dimenticate dello schermo? No questo venerdì non serve”) ed altre piccole ed utili necessità hanno movimentato il quieto scorrere del pomeriggio. Poi l’annuncio; le volontarie di Prometeo che stavano servendo il tè in reparto, anticipavano l’annuncio radio dando l’avviso ad ogni paziente. Mentre i medici e gli

infermieri esortavano quei pazienti che potevano muoversi a partecipare. Insomma, un gran movimento, una migrazione verso l’atrio.

Ed i risultati? I commenti raccolti a voce e attraverso un breve questionario distribuito al termine degli incontri sono stati …. Tutti positivi e propositivi. Si, se c’è una particolarità di noi italiani è che non rinunciamo a non dire la nostra, e ben venga! Abbiamo raccolto tanti suggerimenti che ci saranno utili per la prossima volta, sperando di vincere un altro bando.

1. Migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici durante la permanenza in ospedale 2. Favorire il benessere psicofisico e sociale dei pazienti restituendo loro, dove e quando possibile, una dimensione umana e distesa in un ambiente sereno e accogliente 2. Esaltare il ruolo dell’arte in ospedale a favore di un’integrazione maggiore fra valori “sanitari” e “civili” 3. Promuovere reti di collegamento e forme di scambio/ collaborazione tra le organizzazioni di volontariato le strutture sanitarie e la città, attraverso forme nuove di comunicazione e di coinvolgimento

Descrizione del progetto 16 incontri suddivisi in 2 cicli  giugno/luglio  settembre/novembre Ciascun ciclo formato da 8 incontri a cadenza settimanale, ogni venerdì pomeriggio dalle 15:00 alle 16:00. Ogni incontro è stato gestito da un diverso relatore esperto in una delle 4 aree culturali considerate  letteratura: “Letture leggere”, Prof C. Vela  arte: “Le immagini dell’Amore”, Prof F. Frangi, Dott.ssa S. Buganza  musica 1: ”Guida all’ascolto” di un’opera di Mozart, C. Marturano e A. Fantasia musica 2: “Lezione–concerto”, M. Ferraro, C. Cosi Gli incontri si sono svolti al 7° piano, nell’atrio del reparto Il progetto è stato inaugurato il 12 giugno 2009 Pagina 9


Giorno per Giorno

di Francesca Bonvissuto

Il piccolo gesto dal grande significato Dio ti dà il tuo volto. Sorridere tocca a te”

possiamo certo scordare l’agitazione delle prime volte e la paura di non sapere affrontare le situazioni difficili dei pazienti e dei loro cari. Impossibile da dimenticare è quell’istinto che ti conduce a sorreggere la persona bisognosa di fronte a te con il gesto più infantile che noi tutti conosciamo: il sorriso.

Questo delicato ma incisivo motto irlandese racchiude il fine, non così difficile da raggiungere, che è proprio della attività di volontariato , ovvero trovare un filo di speranza e farla sbocciare in un sorriso, il

Fu proprio così che ci comportammo durante la nostra prima esperienza in Prometeo, cercando di non deludere lo sguardo di nessuno. dono più semplice ma significativo che si possa offrire.

Aspettiamo tutti al tradizionale Mercatino di Natale 15-16-17 dicembre 2009 presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

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E’ da qualche anno che assieme ai miei amici/ colleghi Mara, Paola, Daniela, Lucia, Martina, Carla, Luisa, Rossana, Giacomo, Maria e Tonina, prestiamo il nostro tempo all’Associazione Prometeo, attraverso varie attività che comprendono l’accoglienza dei pazienti, il sostegno in reparto, la pausa tè, e la casa Prometeo. Anche se ormai è divenuta un’abitudine non

Un altro compito fondamentale che abbiamo imparato è l’ascolto. Lo scrittore irlandese George Bernard Shaw affermò: “Il peggior peccato verso i nostri simili non è odiarli, ma essere indifferenti”. E’ proprio per combattere questo male del nostro tempo, “l’apatia verso l’altro”, che è vitale prestare attenzione alle parole, ai pensieri, agli stati d’animo, e alle emozioni che i pazienti e i loro familiari tentano di comunicarci ogni giorno; convivere con loro e condividere le


loro esperienze porta a capire realmente l’anima della persona e ciò che l’affligge. L’importante secondo il nostro vissuto in Prometeo è non trattenersi. Non avere timore dell’altro. Andargli incontro con disponibilità e amore.

Senza poi accorgersene, ci si rende conto che non si dona solamente ma si riceve anche in cambio un tesoro ovvero la gratitudine che si vede dalla gioia dipinta sul volto dell’altro. E’ proprio allora che ci si chiede perché non

si è cominciato prima ad aiutare. Ma l’uomo ammette sempre tardi ciò che il suo cuore sapeva benissimo anche prima... Importante è comunque prima o dopo, aprire il proprio cuore e donarlo all’altro.

Questo è quello che abbiamo imparato nella nostra esperienza di volontariato e che speriamo di poter condividere con altri volontari per costruire insieme l’obiettivo di Prometeo!

Auguro un sincero buon Natale a tutti.

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Giorno per Giorno

Evento “Milano in Musica Contro il Cancro”. Un grande successo di pubblico. Il 4 settembre 2009 tutti al concerto dedicato alla scienza e alla solidarietà

Il 4 di settembre

2009, grande successo per il concerto dedicato alla scienza e alla solidarietà. Molti media hanno accolto il nostro appello di “ divulgare l ’ iniziativa ” al fine di raccogliere fondi per la ricerca . Ecco cosa hanno raccontato … Una voce radiofonica

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sofisticata che culla le notti di milioni di italiani, un'orchestra composta da 20 musicisti eclettici, e un'artista soul-jazz internazionale. Si sono ritrovati insieme su un palco per mettere sotto i riflettori la ricerca milanese d'eccellenza: quella dell'Istituto nazionale dei tumori. Sono gli ingredienti del concerto di beneficenza "Milano in musica contro il cancro", una serata all'insegna della musica d'autore con Nick the Nightfly, il conduttore radiofonico scozzese dalla voce inconfondibile che viaggia di notte sulle frequenze di Radio Montecarlo e l'inseparabile Monte Carlo Night Orchestra diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Con loro, il 4 settembre alle 21 al Conservatorio di Milano, Sarah Jane Morris, cantante e autrice britannica di musica

jazz, rock e r&b. L'evento organizzato dall'associazione Prometeo (Progetto malattie epatiche trapianti ed oncologia) e dal reparto di Chirurgia dell'apparato digerente e trapianto di fegato dell'Istituto nazionale tumori di Milano, unità da record non solo perché nel 2008 ha viaggiato al ritmo di 800 ricoveri l'anno e 3.500 visite ambulatoriali, ma anche per i suoi 400 trapianti di fegato eseguiti da inizio attività (la percentuale di successo è intorno all'80 per cento) e per le sue scoperte che hanno fatto conoscere il nome di Milano nel mondo. Sono targati Int i "criteri di Milano", fattori che permettono di valutare in anticipo il successo di un trapianto. (Vanity Fair Settembre 2009)


Ringraziamo Ringraziamo l’Artista l’Artista “Nick “Nick the the Nightfly” Nightfly” che che ha ha scritto, scritto, per per l’evento, l’evento, un un inedito inedito dedicato dedicato al professor Mazzaferro e a tutti i Medici al professor Mazzaferro e a tutti i Medici Scienziati Scienziati presenti presenti alla alla manifestazione manifestazione … … “Doctor “Doctor Doctor” Doctor”

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Giorno per Giorno

Nick the Nightfly & The Monte Carlo Nights Orchestra con Sarah Jane Morris dedicano una serata esclusiva ai milanesi per sostenere la ricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori. In occasione del Terzo Convegno ILCA – International Liver Cancer Association, che si svolgerà dal 4 al 6 settembre 2009 a Milano e accoglierà oltre 500 medici e ricercatori per il tumore al fegato da tutto il mondo – sarà organizzato al Conservatorio di Milano un concerto di beneficenza con Nick The Nightfly & The Monte Carlo Nights Orchestra, venerdì 4 settembre 2009 alle ore 21.00, e la straordinaria partecipazione di Sarah Jane Morris. Il concerto, organizzato dall’Associazione Prometeo e dal Reparto di Chirurgia dell’Apparato Digerente e Trapianto di Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha l’obiettivo di sostenere la ricerca svolta presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di via Venezian e nei Centri di Barcellona e New York ad esso consorziati. “ Si tratta di un’iniziativa molto innovativa per Milano e per l’Italia – dice spiega il dr. Mazzaferro, che dirige il gruppo di clinici e di ricercatori sulle patologie tumorali che coinvolgono il fegato -. Ci siamo ispirati al modello dei Charity Gala del mondo anglosassone, dove sia ricercatori di fama che gente comune di ogni età si incontrano liberamente per ascoltare artisti di fama, anch’essi coinvolti in iniziative benefiche e di sensibilizzazione sulle nuove scoperte e sui problemi della ricerca e della cura dei tumori. “ Il consorzio di

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Centri di Ricerca che fa capo all’Istituto dei Tumori – continua Mazzaferro – è stato di recente insignito dall’Innovation Award dell’AACR (Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro), focalizzando ancora su Milano e le sue eccellenze l’attenzione del mondo scientifico. E’importante per noi portare alla conoscenza di tutti i milanesi e del resto del Paese quanto di buono e di innovativo viene prodotto nel nostro Istituto e dei nostri laboratori, grazie ad un gruppo di eccellenti giovani che verranno premiati nel corso della serata”. Il concerto del 4 settembre vuole essere il primo di una lunga serie di eventi realizzati dal progetto Milano in Musica contro il Cancro, sostenuto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e organizzato dall’Associazione Prometeo – Onlus. Anche il Comune di Milano, nella persona di Giovanni Terzi, Assessore alle Attività produttive, Politiche del Lavoro e dell’Occupazione del Comune di Milano, ha fin dall’inizio creduto in questa iniziativa, sostenendola attivamente per l’opportunità che rappresenta per la Città. “La musica sostiene la ricerca: due eccellenze della Città di Milano, Radio Monte Carlo e l’Associazione Prometo dell’Istituto dei Tumori – ha commentato l’Assessore Terzi -, si uniscono in una serata di musica per accogliere 500 medici da tutto il mondo. Così ancora una volta Milano diventa Città internazionale avvicinandosi all’Expo 2015”. L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è la più antica Istitu-

zione dedicata allo studio e alla cura dei tumori d’Italia e uno dei principali Centri di cura del cancro del mondo. Ogni anno accedono all’Istutituto oltre 20.000 persone affette da tumore e sono molte le ricerche di laboratorio e gli studi clinici di avanguardia attivi, spesso in collaborazione con i migliori Centri oncologici del resto del mondo. Nessun altro Centro oncologico nazionale, pubblico o privato, produce una qualità di ricerca scientifica pari a quella e prodotta dall’Istituto dei Tumori di Milano. L’Associazione PROMETEO opera all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano promuovendo e organizzando iniziative socio-assistenziali, sanitarie e di ricerca a favore dei malati di tumore del fegato, del pancreas e delle vie biliari. È stata fondata nel 1999 – dalla volontà di alcuni pazienti trapiantati di fegato o curati in Istituto – con l’obiettivo di offrire ai malati di tumore e ai loro familiari assistenza e solidarietà, grazie all’aiuto di psicologi e volontari. Già negli anni scorsi l’Associazione PROMETEO si è impegnata in diversi progetti di sostegno, tra i quali Casa Prometeo, una casa costruita nelle vicinanze dell’Istituto per accogliere pazienti malati di tumore e i loro parenti.

“ M ilano in Musica Contro il Cancro ” vi aspetta al prossimo evento.


Ringraziamo Ringraziamo ilil fotografo fotografo “Carlo “Carlo Scarpato” Scarpato” che che ci ci ha ha regalato regalato la la sua sua professionalità professionalità attraverso attraverso la la realizzazione realizzazione di di questo questo “emozionante” “emozionante” servizio servizio fotografico fotografico dedicato dedicato alla alla serata. serata.

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La Conoscenza

Tratto da “ C orriere della Sera ”

I paladini della ricerca

Dalla provetta al farmaco. Così la lotta contro i tumori dimezzerà i tempi di attesa. “Dopo cinquant’anni passati a pestare la testa contro un muro, a combattere contro un nemico non ben conosciuto, oggi siamo ottimisti”. Maria Ines Colnaghi,

Per quarant’anni è stata in prima linea nella guerra contro il cancro, come ricercatore e poi come capodipartimento della ricerca all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Spiega che a dettare il cambio di marcia in questa battaglia, a ribaltare i ruoli tra vincitori e vinti, «è stato lo sviluppo tecnologico, generale e rapidissimo». La tecnologia ha bruciato i tempi: «Per verificare un’ipotesi, un dubbio, dieci anni fa occorrevano anni, mesi. Oggi gli anni sono giorni e i mesi sono ore. Le piattaforme tecnologiche, che hanno aperto alla genomica e alla proteomica, ci hanno permesso di

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capire in poco tempo più di quello che si era capito in mezzo secolo di ricerca». E oggi, ribadisce, «sai cosa devi combattere, non colpisci alla cieca ma guardi il nemico in faccia e, soprattutto, hai i mezzi». Niente è casuale. Non lo è che Airc sia nata in quell’Istituto milanese, in via Venezian, «che all’inizio degli anni Sessanta era ancora chiamato Lazzaretto, perché i pazienti entravano per morire. Ma i giovani medici dissero "Non dobbiamo solo curare, dobbiamo capire"», racconta la professoressa Colnaghi. I giovani medici di allora erano Umberto Veronesi, Giuseppe Della Porta e Gianni Bonadonna, riportati in Italia da Pietro Bucalossi che aveva capito che il medico lavora ma deve anche fare ricerca. Una grande visione». Dalla scoperta del Dna al Genoma «la tecnologia ci ha dato le ali. E

fiducia. Perché ogni giorno fai passi da gigante, un tempo facevi i passi del gambero o rimanevi fermo. Anche solo per aspettare i tempi di un test». Oggi identificare il tallone d’Achille di ogni tumore «è fattibile, in breve». Rimangono i tempi «per lo sviluppo e la validazione dei farmaci, per la sperimentazione. Tempi che devono esserci, anche se per i nostri pazienti rimangono tempi biblici». Non è casuale che Airc sia nata in un luogo dove «c’era una massa critica di giovani così curiosi. E che da allora abbia continuato ad arruolare sempre nuovi talenti. Dei 450 progetti attivi ogni anno, un nucleo è dedicato a loro, progetti di start up per giovani ricercatori leader rientrati dall’estero che sosteniamo per 5 anni, e progetti come My first Airc grant per giovani rientrati da più tempo

ma con una posizione precaria». Dice Maria Colnaghi che «tutto il secolo scorso è trascorso a pensare il cancro come un’unica malattia caratterizzata da una crescita incontrollata delle cellule, che andavano a spasso per l’organismo producendo danni incompatibili con la vita. Ma non sapevamo a chi davamo la caccia. Era come se un esercito di ricercatori si muovesse contro un nemico non ben conosciuto, che fa il partigiano fra le montagne. Dicevamo: ce la facciamo. Come con il vaiolo, con la poliomelite». La svolta è stata la scoperta del Dna. E poi il Genoma. «Quando cioè abbiamo cominciato a guardare non più il tumore ma la sua vera natura, cioè dove stava il danno che provocava l’anarchia delle cellule». Si è cominciato a capire che «il cancro è una malattia dei geni e che


"cancro" sono centinaia di malattie diverse, il cui comune denominatore è l’incapacità delle cellule di controllarsi». È nata così la vera battaglia contro «i cancri, da capire nella loro diversità, da colpire nel loro tallone d’Achille».E quando c’è stata questa consapevolezza, «siamo rimasti frastornati. Ci chiedevamo come avremmo potuto farcela ad analizzare migliaia e migliaia di geni, quando. Era un’epoca in cui la tecnologia era ancora agli albori». Ma la tecnologia, l’informatica e la bioinformatica hanno corso alla velocità della luce. E Airc sempre presente. Cosa occorre per una ricerca innovativa? «Tecnologia, brain gain, progettualità», le sue parole d’ordine. Dove ha investito Airc? «In piattaforme tecnologiche, cinque in Italia compresa una di bioinformatica, start up e progetti di ricerca», ripete Colnaghi. I criteri di assegnazione dei fondi? «Un solo criterio, la meritocrazia». Non mancano i talenti nel Bel Paese. «Occorre puntare sul ripopolamento dei ricercatori giovani, una specie che rischia l’estinzione», è il suo messaggio. E la ricerca ha bisogno di continuità che è data «dalla certezza che il tuo progetto sarà finanziato fino al

suo termine. Chi l’ha capito bene sono i cittadini. Airc ha 2 milioni di soci e circa 1 milione di loro versa anche il suo 5 per mille. Sono cittadini che hanno una mentalità analoga a quella che c’è nei paesi più avanzati del mondo. Non è un caso che per la ricerca oncologica il nostro sia uno dei primi paesi al mondo».

La «firma molecolare» l' evoluzione della malattia Ha trovato la «firma molecolare» del tumore scritta nelle parti di organo, il fegato, non ancora aggredite dalla malattia, nel tessuto sano. E ha capito che quella firma è in grado di dire quale sarà l' evoluzione della malattia, se ci saranno recidive, se sarà più o meno aggressiva, quali sono i pazienti ad alto o a basso rischio. Non solo. Il gruppo di ricercatori guidati da

Vincenzo Mazzaferro (nella foto), chirurgo e oncologo all' Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, attraverso lo studio internazionale al quale ha partecipato con il sostegno di Airc, è riuscito a semplificare le procedure per arrivare al risultato.

geni, che consentirà a ogni anatomia patologica del più piccolo ospedale del mondo di replicare quanto abbiamo fatto». Paola D' Amico

«Per la prima volta abbiamo fatto uno studio su tessuti conservati in paraffina, anche da quindici anni - spiega il medico -. Abbiamo reso semplice una cosa difficile, consentendo di spostare la ricerca da un laboratorio complesso alla quotidianità. Ora prepareremo un kit speciale per studiare questi

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La Conoscenza

Intervista al dottor Raffaele Romito

La terapia con “YTTRIO 90”.

Una nuova speranza per il trattamento dell’epatocarcinoma avanzato La radioembolizzazione con “Yttrio 90” è una terapia sperimentale che consiste nel curare i tumori primitivi del fegato con delle piccole sfere radioattive iniettate attraverso un catetere direttamente nelle arterie della parte di fegato malata. Di questa terapia ci parla il dottor Raffaele Romito, dirigente medico dell’Unità operativa Chirurgia Apparato Digerente e trapianto di Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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Dottor Romito ci spiega nel dettaglio in cosa consiste questa terapia?

Va ricordata l’elevata complessità della terapia; ogni trattamento richiede infatti:

E’ una terapia molto complessa che utilizza delle sfere di resina o di vetro di dimensioni ridottissime, uguali a quelle di un capillare sanguigno.

- la stretta collaborazione di diversi medici che lavorano in diversi reparti(radiologo, medico nucleare, fisico sanitario e chirurgo).

Queste “microsfere” veicolano una sostanza radioattiva che si chiama Yttrio 90; attraverso un catetere sono iniettate direttamente nelle arterie che irrorano il fegato e per mezzo del flusso sanguigno si distribuiscono attorno al nodulo tumorale da trattare “intrappolandosi a livello dei suoi vasi capillari. L’energia sprigionata dall’Yttrio 90, presente nelle microsfere, ha la capacità di provocare una “bruciatura” del tumore molto selettiva; inoltre il suo effetto si esaurisce attraversando i tessuti, nello spazio di pochi cm (2,5 cm per l’esattezza) garantendo, una maggior sicurezza del paziente e degli operatori sanitari dal punto di vista radioprotezionistico.

- almeno due/tre ricoveri ospedalieri per studiare le caratteristiche cliniche del paziente, per correggere eventuali anomalie dei suoi vasi arteriosi epatici ed infine per iniettare le microsfere. - L’ordinazione del farmaco alla ditta fornitrice, che si trova in Canada, per farlo giungere per il giorno stabilito per la terapia: l’attività dell’Y90 infatti si esaurisce con il tempo e per questo motivo il trattamento deve essere eseguito all’ora ed alla data stabilite (non prima né dopo).

Come viene somministrata questa terapia? La terapia viene effettuata in radiologia e consiste in due distinte fasi: -la prima di simulazione, durante la quale un trac-

ciante chiamato 99TcnMAA viene iniettato al posto dell’Y-90 nell’area di fegato malato da trattare. Questo tracciante diffonderà nel fegato esattamente come l’Yttrio-90 e servirà ad evidenziare potenziali comunicazioni “pericolose” dei vasi del fegato (denominati tecnicamente shunt) con gli organi vicini, vale a dire intestino, polmoni e fegato non malato. -la seconda, eseguita entro 4 settimane dalla precedente simulazione, che consiste nell’effettiva iniezione delle microsfere di Y-90 nella sede epatica precedentemente definita.

Chi può beneficiare di questa terapia? Attualmente questa è una terapia sperimentale. Ciò significa che non può essere effettuata al di fuori di protocolli di studio e quindi di Centri che come il nostro conducono attività di Ricerca. La nostra sperimentazione è iniziata nel febbraio 2007, con l’arruolamento del nostro primo paziente


all’interno del protocollo di studio che è reperibile in internet sul sito “cancertrial.gov” I pazienti candidabili sono pazienti che non possono beneficiare delle terapie convenzionali per l’epatocarcinoma (quindi chirurgia, radiofrequenza, chemoembolizzazione), specialmente se presentano una trombosi associata della vena porta. Per questi pazienti l’unica possibile alternativa terapeutica sarebbe il SORAFENIB.

Quali vantaggi comporta? Se eseguita correttamente questa procedura risulta molto ben tollerata dai pazienti producendo solo vaghi sintomi di stanchezza e di riduzione dei linfociti (senza rischio sostanziale di infezioni). Questa sua bassa tossicità è associata ad un ottimo controllo dell’epatocarcinoma, con distruzione parziale e a volte completa dei noduli neoplastici. Fino ad oggi 5 dei 62 pazienti trattati hanno risposto in maniera completa alla terapia, restando senza più malattia ad una distanza di circa 2 anni.

Quanto costa? La tecnologia purtroppo costa ed il prezzo di un solo flaconcino di “Yttrio 90”, necessario per un

trattamento, è di 12.000 euro . La cifra di per sé è impressionante tuttavia essa deve essere rapportata alla efficacia terapeutica finora dimostrata, alla sua buona tollerabilità e al fatto che, dal punto di vista dei costi, un singolo trattamento con microsfere è equivalente a 3 sedute di chemoembo-

lizzazione, la quale, quando applicabile, produce risultati di gran lunga inferiori.

In conclusione benché l’Yttrio 90 non sia ancora annoverato tra le terapie convenzionali per l’epatocarcinoma, esso rappresenta un trattamento molto prometten-

te. Tuttavia il suo impiego data la complessità della metodica e la sua scarsa maneggevolezza (se non si seguono bene le procedure si possono fare grossi danni) rendono questa terapia “fattibile” solo presso alcuni Centri specializzati.

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La Voce di Tutti

Testimonianze Persone che si raccontano... pieno titolo padrone di casa.

Aspettiamo le

E’ impegno per i volontari di Prometeo addobbare la casa per un Natale più festoso.

Vostre e-mail al seguente indirizzo: prometeo@ istitutotumori.

Un sincero augurio di Buon Natale

Persone che si raccontano...

Paola Cito (volontaria di Prometeo)

mi.it

Grazie a tutti: dottori, infermieri, ausiliari, volontari, conoscenti e tutte le persone di buona volontà.

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Ho scoperto Prometeo grazie alla Radio e alla Voce di Gad Lerner che chiedeva alla gente comune di dedicare un po’ del proprio tempo ad una realtà scomoda: ai malati di cancro.

Entrando in questo piccolo appartamento, crocevia di tante storie di persone diverse ma pur sempre con un denominatore comune, si nota come il concetto di casa riesca a dare una boccata di normalità, a chi è stato catapultato a vario titolo paziente o accompagnatore, in una realtà di malattia che non si vorrebbe mai conoscere.

E’ da un anno che sono volontaria di Prometeo e tra le varie occupazioni mi è stato chiesto di interessarmi di CasaPrometeo, una sorta di “Isola Felice”, per chi riesce ad approdarvi, durante il periodo della malattia.

Cercare di offrire una casa accogliente e normale è stato uno dei primi impegni ed entrando verso l’ora di pranzo, quando senti profumi delle varie tradizioni che si sovrappongono, capisci che ognuno di loro si sente non ospite ma a

Grazie a voi sono rinato. Mi avete dato la possibilità continuare a vivere una nuova vita più sana, con più responsabilità e cura per l’organo che mi è stato donato. Un pensiero di profondo affetto e rispetto al donatore, lo considero un fratello.

Mi ritengo fortunato per essere stato assistito da tutti voi. Un gruppo davvero completo, una squadra di campioni. Grazie alla vostra bravura, gentilezza, pazienza e simpatia.

Francesco Cafarchio


Con Voi ‌ ci allarghiamo ( p rogetto CasaPrometeo si allarga )

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Curiosando

di Eleonora Castro

Un progetto per aiutare i giovani e non solo. Con Èspero e la Regione corsi di qualificazione e specializzazione per i giovani e disoccupati lombardi. Disoccupati, persone in cerca di lavoro e lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS, ai sensi della legge 223/91), con Èspero possono riqualificarsi come professionisti della comunicazione digitale su Mac, grazie alle risorse Dote della Regione Lombardia. Èspero è lo storico Apple e Adobe Authorized Training Center di Milano, cioè il centro più importante e accreditato in Italia per la formazione su piattaforma Mac, il computer preferito dai creativi. Quest’anno È-

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spero presenta nuovi percorsi di formazione, finanziabili attraverso la Dote Formazione e la Dote Lavoro della Regione Lombardia (www.dote.regione.lom bardia.it).

Abbiamo incontrato l’amministratore delegato di Èspero, Luigi Danieli, nella elegante sede di Milano, dotata di aule ampie e luminose, attrezzate al top della tecnologia Mac.

Cosa sono e a chi si rivolgono la Dote Formazione e la Dote Lavoro proposte dalla Regione Lombardia? «La Regione Lombardia rende disponibili un insieme di risorse destinate alla persona per garantire la possibilità di rafforzare le proprie competenze e aumentare le opportunità professionali, partecipando a corsi accreditati sul sistema di Istruzione e Formazione Professio-

nale regionale, di cui Èspero è operatore certificato.

La Dote 2009-2010 si rivolge a chi è stato più colpito dalla crisi economica e occupazionale degli ultimi diciotto mesi. Nello specifico a cittadini residenti o domiciliati in Lombardia, in cerca di occupazione, disoccupati o in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.”

Quali risorse mette a disposizione la Dote? « La Dote – prosegue Danieli - punta a favorire l'occupazione e accompagnare la persona nell'inserimento e nel reinserimento lavorativo o nella riqualificazione professionale. Permette, infatti, alla persona di accedere a servizi di formazione e inserimento lavorativo finalizzati all'ingresso o al rientro nel mercato del lavoro.


Dottor Luigi Danieli Amministratore Delegato dell’azienda Espero

La Dote Lavoro fornisce, inoltre, un sostegno economico a chi ha perso il lavoro per favorire la partecipazione ai percorsi di reinserimento. Quindi oltre a servizi per il lavoro e la formazione per un ammontare massimo di € 3000, la persona che ne abbia i requisiti e che non goda già di altri ammortizzatori sociali, può usufuire anche di una quota equivalente a titolo di indennità.”»

Chi è Èspero Da anni costruiscono i migliori siti in Italia . Èspero è Apple Authorized Training Center dal 1991, Adobe Authorised Training Centre dal 2007 e fa parte della FileMaker Business Alliance dal 2008. E’ inoltre accreditata presso la Regione Lombardia e qualificata in base alla norma UNI EN ISO 9001:2008 per i servizi formativi e di e-Learning (Organizzata con sistema di gestione certificato ISO 9001:2000). Èspero, nella figura del suo amministratore delegato, il dottor Luigi Danieli e di Gabriele Milazzo, Claudio Auteri e Davide Airaghi, aiuta l’Associazione Prometeo a “comunicare” nel mondo esterno attraverso internet.

Quali corsi propone Èspero? « Èspero è il punto di riferimento in Italia per

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Curiosando

“Chi è interessato può chiedere un colloquio orientativo in Èspero compilando il modulo disponibile all’indirizzo www.espero.it/dote, inviando una mail a segreteria@ espero.it oppure telefonando allo 02 365 560 00 in orari d'ufficio”

quanto riguarda le competenze su piattaforma Mac. Per questo motivo proponiamo – prosegue Danieli – corsi incentrati sulle figure professionali creative, innovative ed emergenti. In particolare ci rivolgiamo a chi voglia intraprendere un percorso professionale nell’ambito della comunicazione digitale: - Video maker e specialisti di montaggio, postproduzione video ed effetti speciali - Web designer, Grafico Creativo, fotografi digitali - Specialisti applicazioni iPhone - Specialisti multimediali Una caratteristica esclusiva è rappresentata dal fatto che i docenti e i corsi di Èspero sono accreditati da Apple e Adobe e consentono di

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ottenere le certificazioni ufficiali molto richieste dal mercato. I corsi Dote su Mac sono modulari e prevedono una durata variabile dalle 30 alle 120 ore, suddivisi in giornate piene (dalle ore 9 alle 18) in cui si alternano lezioni del docente a esercitazioni guidate svolte con un Mac di ultima generazione per ogni partecipante . » Quante persone frequentano i corsi Èspero? « L’attività di Èspero è in forte crescita. Circa tre anni fa abbiamo aperto, oltre alla sede storica di Milano, una sede corsi a Roma e di recente nella centrale Piazza Repubblica a Firenze. Circa mille persone ogni anno frequentano i nostri corsi, per un totale di

oltre tremila giornate/ uomo all’anno. Ogni dettaglio è curato con grande attenzione e il livello di soddisfazione dei partecipanti è costantemente monitorato. Le nostre aule sono in linea con l’immagine richiesta da Apple: tecnologicamente avanzate, ampie e luminose. Ogni partecipante ha a disposizione una postazione Mac di ultima generazione e ampio spazio per prendere appunti. I sistemi audio-video garantiscono un’ottima resa didattica. Inoltre sono disponibili spazi confortevoli per i break. In sintesi un ambiente accogliente in cui vogliamo rendere davvero piacevole e proficua per ogni partecipante l’esperienza dell’apprendimento. »


...concludiamo questa breve intervista ringraziando il dottor Luigi Danieli e i suoi collaboratori, Gabriele, Claudio e Davide per aver messo a disposizione competenza, tempo e professionalità al fine di aiutare l’Associazione a realizzare un sito “utile” per i pazienti malati di tumore al fegato, al pancreas e alle vie biliari e per i loro familiari. Èspero oltre a concederci condizioni economiche particolari per la realizzazione del sito, ci ha permesso di partecipare a corsi di formazione, per alcuni volontari , con lo scopo di poter aggiornare autonomamente il Web. Inoltre ha regalato a Prometeo “dello spazio” sul proprio server per accogliere il sito. Ma soprattutto, Èspero, si è reso spesso disponibile alle problematiche che possono verificarsi durante la gestione e gli aggiornamenti del sito attraverso l’assistenza tecnica telefonica. Grazie di cuore.

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Curiosando

di Fulvio Campagnano

Vi insegno io a raccogliere fondi. Parola all’esperto: Valerio Melandri, professore dell’Università di Bologna Curiosando curiosando nella Milano che conta, noi di Prometeo continuiamo a cercare il meglio. Ma, questa volta, siamo stati cercati, e precisamente dalla Società Umanitaria di Milano (che – da tempo – ci stima e sostiene le nostre iniziative) in occasione dell’organizzazione, presso la loro sede, di un corso di Ricerca Sponsor al quale siamo stati cortesemente invitati dal Presidente della Fondazione, dottor Piero Amos Nannini, con la seguente motivazione: “Conosciamo bene le esigenze – a noi comuni – delle nostre Associazioni amiche, che sempre più hanno bisogno di poter attingere a risorse economiche esterne, per poter portare avanti i propri ambiziosi

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progetti. Spesso però non è facile seguire questa via: ecco allora la decisione di organizzare un corso per poter fornire gli strumenti operativi necessari”. L’offerta era imperdibile e la Presidente dell’Associazione Prometeo, dottoressa Laura Gangeri, ha chiesto a chi vi scrive di partecipare al corso e di prestare bene attenzione. E’ stata una “due giorni” intensa e coinvolgente che ha consentito ai partecipanti di apprendere non solo nozioni fondamentali, ma anche particolarità e finezze, vere e proprie tecniche di abbordaggio insospettabili per i neofiti. I fatti risalgono allo scorso mese di maggio, ma subito dopo il corso è parso opportuno trasmettere il meglio di

questa esperienza ai lettori di Prometeo Informa sotto forma di intervista, in termini essenziali ma compendiosi, al docente con il quale sono state affrontate le seguenti tematiche.

Professore, lei ha definito il fundraising (o raccolta fondi che dir si voglia): la gentile arte di insegnare agli altri la gioia di donare. Vuole spiegare questo concetto? Questa definizione è di Henry Rosso, uno dei padri del fundraising moderno. Mi piace utilizzarla per entrare subito nel merito di quello che per me è il fundraising: qualcosa che ha a che fare con le persone e con i rapporti che si creano tra di esse. Parten-


Valerio Melandri è Docente di Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia di Forlì, Università di Bologna. Dirige il Master Universitario in Fundraising per il Nonprofit e gli Enti pubblici (www.masterfundraising.it).

do dalla prospettiva di Rosso, infatti, il fundraising è ciò che un’organizzazione fa per creare rapporti fra chi chiede risorse economiche, materiali e umane e chi è potenzialmente disponibile a donarle.

Lei ha illustrato in aula, con definizioni e grafici, le differenze sostanziali tra donazioni e sponsorizzazioni. Come spiegarle, in questa intervista, ai nostri lettori? La donazione è un atto di elargizione di denaro, beni, servizi o tempo in favore di un’organizzazione noprofit. Non prevede contropartite economiche in cambio perché si basa sul principio di reciprocità: chi dona non si aspetta un ritorno economico, ma un bene legato alla relazione che si in-

staura: il ringraziamento, il coinvolgimento informativo o partecipativo alla mission dell’organizzazione. La sponsorizzazione, invece, è un rapporto economico basato sul principio di scambio di beni, dove a trarre beneficio sono entrambi i contraenti: l’organizzazione noprofit riceve denaro, beni e servizi, l’azienda ha un ritorno in termini di visibilità, immagine o vendite. Sviluppatasi soprattutto in ambito sportivo, la sponsorizzazione in questi anni sta diventando uno strumento molto usato anche in ambito sociale tanto che, a cavallo tra la donazione da parte dell’azienda verso ONP (Organizzazioni non Profit) e la sponsorizzazione, si va affermando una terza via, una sorta di ibrido chiamato sponsorizzazione affettiva o

donorizzazione. Una forma di sostegno alle attività delle organizzazioni no-profit che, pur presentando le caratteristiche contrattuali della sponsorizzazione, non da all’impresa un’adeguata contropartita in termini di benefit rispetto a quanto elargito, uno squilibrio che viene colmato dal valore relazionale del rapporto.

Quali sono i punti di vista delle ONP (Organizzazioni Non Profit) e delle Aziende Sponsor quando si confrontano? L’organizzazione noprofit organizza eventi e progetti speciali per raccogliere fondi, raggiungere nuovi target, per consolidare il rapporto con i suoi pubblici di riferimento, per aumentare la sua visibilità e quella della mission verso cui tende. Queste

Dopo la laurea (1991) ha passato un periodo di due anni presso un’ organizzazione no-profit italiana, e poi si è trasferito per tre anni negli Stati Uniti presso la New York University dove è stato visiting scholar. È direttore scientifico di Philanthropy Centro Studi, con sede presso la Facoltà di Economia di Forlì dell’Università di Bologna www.philanthropycentrostudi.it, di Edizioni Philanthropy, della relativa collana editoriale http://edizioni.phi lanthropy.it Segue./.

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Curiosando

E’ ideatore, insieme a Francesco Santini, e promotore del primo portale italiano del fundraising www.fundraising.it e del primo blog sulla raccolta fondi (www.valeriomela ndri.it). È stato inserito dal mensile Class all’interno dei “200 giovani italiani più influenti del Paese”. È stato membro della Commissione presso il Ministero dell’Economia “Per la riforma del Codice Civile in tema di persone giuridiche e di associazioni non riconosciute” ed è attualmente membro della Commissione Scientifica dell’Agenzia per le Onlus “Per la definizione delle linee guida della raccolta fondi”. Autore o curatore di oltre un centinaio di pubblicazioni, monografie, articoli e presentazioni.

iniziative, in genere, non rientrano nei programmi ordinari ma possono comunque dare un contributo importante alle finalità dell’organizzazione. Un’azienda decide di sponsorizzare un evento o un progetto speciale per una serie di motivi. Anzitutto quello legato alle campagne di comunicazione che l’impresa vuole sviluppare. Oramai da anni, le aziende non si limitano a sviluppare campagne sui media tradizionali, ma utilizzano nuove tecniche e nuovi strumenti per raggiungere target specifici legati ai loro prodotti. Da questo punto di vista, la sponsorizzazione fornisce all’azienda la possibilità di diversificare il proprio marketing mix e di far penetrare in maniera più efficace nella società il proprio messaggio. Quindi spesso la sponsorizzazione sociale può garantire un’opportunità di promozione più economica delle normali campagne pubblicitarie. Ma il marketing mix a-

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ziendale è solo uno dei motivi che spinge le aziende a donare, l’azienda può investire in un evento sociale perché contribuisce al miglioramento della sua immagine all’interno della comunità in cui opera, favorisce un aumento delle vendite, fidelizza i suoi target tradizionali legati all’organizzazione o alla causa cui si lega, consente di accedere ad un target fortemente delimitato geograficamente o per altre caratteristiche legate alle abitudini e ai comportamenti delle persone che lo compongono, garantisce un’esposizione sui media maggiore di quella offerta da una campagna pubblicitaria tradizionale, consolida il rapporto con i dipendenti motivandoli e favorendo un aumento della loro produttività e il rafforzamento del loro senso di appartenenza.

Come deve agire, in termini di operatività una ONP (Organizzazione Non Profit) per definire i propri obiettivi e provare a raggiungere i risultati auspicati?

Partendo dalla sua mission l’organizzazione deve stabilire degli obiettivi. Che tipo di servizi vuole sviluppare, quali risultati vuole raggiungere. A questo punto è possibile individuare il fabbisogno per realizzare i propri scopi e perseguire la mission dell’organizzazione. L’individuazione di quanto ha bisogno l’organizzazione per realizzare i suoi obiettivi permette di capire di quanti soldi ha bisogno e partendo da questo è possibile individuare cosa chiedere e a chi. Naturalmente gli obiettivi di fundraising per essere realizzati devono prevedere un budget. La raccolta fondi costa perché necessita di personale, materiali e servizi.

Quando è meglio abbandonare i tecnicismi più sofisticati per cercare di arrivare direttamente al cuore della gente, una ONP (Organizzazione non Profit) di media o piccola dimensione come deve agire?


Le piccole organizzazioni no-profit in genere hanno alcuni punti di forza molto importanti. Il rapporto diretto con chi usufruisce dei servizi creati per loro, la motivazione dei volontari e del personale retribuito disposti a spendere il loro tempo per il bene dell’associazione. Il rapporto personale con i donatori che spesso sono amici dei membri dell’ONP. Questi legami forti e personali permettono di organizzare attività di raccolta fondi a basso costo ma dal potenziale molto alto.

Quali nozioni essenziali e quali suggerimenti ritiene utile per un’Associazione “di nicchia” come Prometeo, con dieci anni di esperienza ma costantemente in fase di crescita? Partire da quello che c’è già! Mi spiego meglio. Le organizzazioni di nicchia in genere nascono da un gruppo di persone che si riuniscono per far fronte a dei problemi legati a questioni che hanno a cuore e questo è il loro primo punto di forza: le motivazioni che spingono i membri, i

volontari a dare il massimo per realizzare i propri obiettivi. L’energia che le motivazioni generano può essere canalizzata non solo verso la realizzazione dei servizi ma anche verso la raccolta di risorse per rendere l’organizzazione sostenibile dal punto di vista organizzativo ed economico. Le persone vicino all’organizzazione possono donare denaro ma anche tempo, contatti e idee, a volte aspettano soltanto che qualcuno glielo chieda!

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Curiosando

di Chiara Castellini

Rubrica

Libri & Dvd Il progetto in breve: “ U n libro ti prende in prestito ” Dove: Associazione Prometeo Onlus c/o Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori Milano Quando: tutti i giorni Responsabili del progetto: Paola E. Rossi ( d irettore operativo di Prometeo ) Chiara Castellini ( s egreteria e responsabile CasaPrometeo ) Rossana Zampinetti ( v olontaria di Prometeo )

Un libro ti prende in prestito Questo mese vorrei parlarvi di libri in una veste diversa dalla consueta rubrica. Ci sembra importante segnalare ai nostri soci e ai nostri lettori l’ iniziativa che dà il titolo a questo articolo e che consiste nella realizzazione di un nuovo progetto all’interno del reparto (n.d.r. Unità Operativa Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto Fegato presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori). Come saprete uno degli obiettivi primari di Prometeo è da sempre quello di migliorare la qualità del tempo trascorso in reparto durante il periodo di ricovero e cura. Tempo spesso avvertito come vuoto e silenzioso. Da qui l’idea di mettere in evidenza i libri raccolti nell’arco degli anni (chi a casa non ha uno scaffale della libreria da svuotare? O libri già letti e che non desideriamo tenere? Ogni riferimento non è casuale) e di farlo P in un modo un po’ partir colare. o Quello che proponiamo

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non è un semplice prestito bibliotecario: i libri di Prometeo sono “liberi” e come tali potranno circolare. Partendo dall’ormai diffusissima pratica del bookcrossing (vedi box) abbiamo allestito una libreria sempre disponibile ed accessibile a tutti (pazienti, familiari, personale medico ed infermieristico o chiunque si trovi a passare). Una guida all’utilizzo esposta sulla vetrina ci racconta che ogni libro può essere preso, letto e restituito. Ma anche tenuto e portato a casa.

E chi ha preso può lasciare qualcos’altro in cambio. Oppure solamente lasciare perché pensiamo che l’esperienza della lettura di un particolare testo possa essere significativa per altri. I testi sono stati suddivisi in aree tematiche che fungono da piccola guida all’utilizzo e,dulcis in fundo, chi vorrà ascoltare anziché leggere avrà la possibilità di rivolgersi a Rossana Zampinetti (volontaria di Prometeo) per concordare una lettura personalizzata.


Il BookCrossing consiste nella pratica di una serie di iniziative collaborative volontarie, e completamente gratuite, di cui alcune anche organizzate a livello mondiale, che legano la passione per la lettura e per i libri alla passione per la condivisione delle risorse e dei saperi. L'idea di base è di rilasciare libri nell'ambiente naturale compreso quello urbano, o "into the wild", ovvero dovunque una persona preferisca, affinchÊ possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone. L'iniziativa prende il nome dalla giustapposizione dei termini Book e Crossing, che letteralmente vogliono dire "incrociare un libro", ma che in senso piÚ lato sta ad indicare l'intersezione tra le vite di chi legge i libri, che appunto si toccano, seppur solo virtualmente, tramite un volume.

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Curiosando di Anna Riontino

Al cinema e in libreria: da non perdere.

“Il nastro Bianco” “I sei sospetti” Il nastro Bianco

Nel titolo del film c'è la chiave di lettura degli eventi raccontati: il “NASTRO BIANCO” , in passato simbolo di purezza , qui è segnale di peccato , le cose più pure come i bambini possono nascondere dentro di sé i germi del male , soprattutto se costretti a seguire regole di comportamento rigide , repressive ed assolute.

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La voce del maestro elementare del villaggio , ormai vecchio racconta frammenti di strani fatti avvenuti lasciando allo spettatore ampia libertà di giudizio. Siamo in un villaggio della Prussia nell'anno 1913/1914, dove avvengono una serie di strani incidenti: il dottore cade da cavallo tornando a casa perchè qualcuno ha teso un filo tra due alberi, due bambini, il figlio del barone e quello ritardato della levatrice subiscono punizioni ( legati, picchiati, ed il ritardato quasi accecato), il granaio va a fuoco, una invalida muore per incuria .

Finalmente il figlio della morta si ribella alla rigidissima struttura sociale basata sul dominio di classe e su una ferrea ed esasperata perpetuazione dei valori cristiano-borghesi . Si innesca a questo punto una spirale di paura e di sospetto . Spicca tra tutti la figura del temutissimo pastore luterano, implacabile nel ricordare i doveri morali, impartire punizioni ai figli, incrollabile nel suo atteggiamento di supponenza e certezza. Quando il giovane maestro ha il coraggio di esternare i suoi dubbi (per lui i responsabili dei misfatti potrebbero nascondersi tra gli stessi ragazzi del villaggio) la reazione sdegnata ed offesa del pastore lo

intimidisce : è lo scontro tra la mente ideologica che non vuole vedere e la mente limpida ed indagatrice del giovane .

MICHAEL HANEKE regista austriaco conduce lo spettatore con rigore quasi matematico alle radici dell'odio . I bimbi - punitori del “ nastro bianco”- si possono quasi immaginare futuri freddi aguzzini – nazisti Haneke compie una glaciale disanima delle dinamiche tra gli esseri umani , già abilmente sviscerata nei suoi film precedenti , e che qui prende forma nel rapporto malato tra adulti bigotti e repressivi e bambini oppressi e vendicativi capaci di tutto , e ribelli alla ferrea disci-


plina . Il microcosmo descritto dal film è il portavoce di una verità universale : l'odio genera odio ed un'educazione proibizionista diventa la madre di mali peggiori . Il gioco di luci ed ombre e la scelta dei personaggi esprimono una trama che non concede strappi in un crescendo di verità spaventose soffocate da una coltre di calma apparente . Regna un silenzio composto e sovrano ( per lo spettatore ineluttabile angoscia ) ed il finale è solo suggerito.

I sei sospetti

miserie, ricchezze, corruzione . I personaggi sono delineati con maestria e la narrazione, spesso ironica, corre con una costruzione nuova, avvincente, intelligente. SWARUP scrive il suo

romanzo-giallo usando una tecnica particolare e ben impostata per intrecciare le varie storie narrate che sfociano in un finale quasi pirandelliano “ così è ( o può essere ) se vi pare “. Di un bel libro da LEGGERE non si racconta

la trama. A Hollywood , non Bollywood è aperta la caccia per la produzione di un nuovo film.......! Luisa Bellosio .

Festeggia con Prometeo il Natale e fai un regalo con il cuore In occasione della terza edizione di «Milano per Giorgio Gaber» Unico Spettacolo

14 dicembre 2009 ore 20.30 al Teatro Strehler Claudio Bisio Io quella volta lì avevo 25 anni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

IKAS SWARUP l'autore di “ LE DODICI DOMANDE “ da cui è stato tratto il film vincitore di 8 Oscar “The millionaire “, si ripresenta con un secondo romanzo “I SEI SOSPETTI “. Un giallo corposo. Ogni capitolo è un racconto a sé e le trame rispecchiano la complessa vita odierna dell'India tra

L’Associazione Prometeo festeggia come è tradizione l’Evento di Natale. Si potrà contribuire a “CasaPrometeo si allarga” il progetto di ampliamento della Casa d’accoglienza per i malati oncologici e i loro familiari, con l’acquisto del biglietto di balconata in Associazione Prometeo, telefono 02.23.90.28.78. La Fondazione Giorgio Gaber mette a disposizione per un dono di Natale Speciale il Cofanetto CD «Con tutta la rabbia, con tutto l’amore». Parte dei proventi sarà devoluta al progetto «CasaPrometeo si allarga»

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Peccati di Gola

Ricette americane dolci Un breve “viaggio” delle più celebri ricette americane che compaiono in innumerevoli film e deliziano il palato di milioni di persone, in USA e non solo.

Pie "Old America" Per la pasta: farina bianca g 500 - burro g 250 - zucchero semolato g 200 - 4 tuorli - sale farina e burro per lo stampo - un uovo per pennellare. Per il ripieno: - prugne g 800 - zucchero semolato g 400 - fecola g 30 - cannella Preparazione: Preparate la pasta: intridete il burro e la farina strofinandoli tra le mani; otterrete un mucchio di briciolame. Sistematelo a fontana sulla spianatoia; al centro mettete i tuorli, lo zucchero e un pizzico di sale. Impastate rapidamente quindi ponete la pasta a riposare in frigorifero per 30' circa. Intanto avviate il ripieno; lavate e snocciolate le prugne poi

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cuocetele per 20' insieme con lo zucchero e un pizzicone di cannella; a fine cottura quando la frutta sarà diventata una composta, addensatela con la fecola; spegnete e lasciate intiepidire. Tirate la pasta in sfoglia di mm 4 di spessore e, con parte di essa, rivestite uno stampo per crostate a bordi bassi e ondulati, di cm 24 di diametro, ben imburrato e infarinato. Riempitelo con la composta di frutta e chiudetelo con un disco ricavato dalla pasta rimasta. Rimpastate gli avanzi e, dopo averli nuovamente tirati in sfoglia, ritagliateli in petali e mezzelune, usando i tagliapasta adeguati. Pennellate la "pie" con l'uovo battuto, guarnitela con le decorazioni, pennellatela ancora, quindi passatela nel forno a 200° per 35'.

Pancakes with maple syrup Ingredienti : farina g 250 - latte g 250 - burro g 30 più un po' per ungere la padella - 2 uova - lievito in polvere per dolci - sciroppo d'acero - sale Preparazione: In una ciotola battete le uova, con un pizzico di sale, poi unite la farina e un cucchiaino di lievito setacciati, quindi il burro fuso. Mescolate bene e aggiungete il latte fino a ottenere una pastella liscia ma non troppo liquida. Ungete una padella antiaderente dai bordi bassi con poco burro, scaldatela e versatevi un mestolino di pastella così da formare un disco di circa cm 12 di diametro. Cuocete per 2-3' il pancake, giratelo e proseguite nella cottura per altri 2'. Ripetete l'operazione fino a terminare la pastella: dovrete ottenere 10-12 pancake. Servite 2-3 pancake a testa

ben caldi, completando con qualche cucchiaiata di sciroppo d'acero e, a piacere, con una piccola noce di burro. Accompagnate, se volete, con una spremuta d'arancia.

Ciambelle alla cannella persone: farina bianca g 300 più un poco per la spianatoia - latte g 120 - zucchero di canna g 50 lievito di birra g 15 - 2 tuorli - cannella in polvere - zucchero a velo sale - olio per friggere Preparazione: Raccogliete nell'impastatrice g 300 di farina, il lievito, il latte, un pizzico di sale, i tuorli e lo zucchero grezzo; lavorate con la frusta a gancio finché la pasta risulterà omogenea ed elastica; trasferitela sulla spianatoia infarinate e dividetela in palline di circa g 30 cad; lasciatele lievitare poi infilatevi l'indice al centro e, facendole ruotare sul dito, trasformatele in ciambelle; friggetele in abbondante olio caldo e servitele immediatamente, ben spolverizzate di cannella in polvere mescolata con zucchero a velo.


Cheesecake all'ananas persone: ricotta g 350 - ananas g 300 (8 fette) - mascarpone g 200 - succo di ananas g 150 - biscotti secchi g 150 - panna g 100 - zucchero a velo g 100 - burro g 80 - gelatina in fogli g 24 - un baccello di vaniglia - sale Preparazione: Frullate i biscotti ottenendo una farina di grana grossolana. In una ciotola aggiungete il burro e con l'impasto ottenuto foderate, premendo bene, il fondo di uno stampo ad anello (ø cm 20). Lavorate con la frusta il mascarpone, lo zucchero, la ricotta, la panna, montata, e un pizzico di sale ricavando un composto spumoso.

Aggiungetevi g 16 di gelatina in fogli, ammollati in acqua fredda, strizzati e sciolti sul fuoco, e 5 fette d'ananas a dadini. Versate l'impasto nello stampo e mettete in frigo per 3 ore. In un pentolino fate bollire il succo d'ananas con un po' di polpa del baccello di vaniglia e la gelatina rimasta. Togliete il cheesecake dal frigo, decorate con l'ananas avanzato e riccioli di vaniglia, coprite con la gelatina e passate in frigo per un'ora prima di sformare.

Cupcakes alle spezie Ingredienti: burro g 65 - farina g 50 - zucchero a velo g 50 un uovo - sale - cioccolato fondente g 50 - latte - noce moscata in polvere - cannella in polvere - zenzero in polvere - chiodi di garofano in polvere - perline di zucchero - burro e farina per gli stampini Ingredienti: per 8 pezzi Preparazione: Impasto: montate in una spuma soffice lo zucchero con il burro e poco sale per almeno 10', poi unite l'uovo e la fari-

na setacciata. Aggiungete all'impasto un cucchiaio di latte, un pizzico di cannella, uno di zenzero, uno di chiodi di garofano e uno di noce moscata. Distribuite l'impasto in 8 stampini tipo muffin (ø cm 5, altezza cm 2,5) imburrati e infarinati e infornate a 180 °C per 10'. Sfornate e fate raffreddare. Fondete il cioccolato e con questo glassate i cupcakes ormai freddi. Decorateli con perline di zucchero. Serviteli quando il cioccolato si sarà rappreso e conservateli in scatole a chiusura ermetica per 4 giorni.

Muffin alle albicocche persone: farina g 250 - albicocche secche g 200 - latte g 200 - burro g 80 - zucchero g 60 - rum g 50 2 uova - mezza bustina di lievito per dolci scorza di limone - burro e farina per gli stampini e le albicocche. Salsa: vino rosso g 200 - zucchero g 70 - 2 rondelle di arancia - una stecca di cannella.

Preparazione: Portate al bollore il rum, g 100 di acqua e le albicocche tagliuzzate. Lasciate raffreddare, quindi scolate le albicocche e infarinatele generosamente. Salsa: raccogliete in una casseruola il vino con lo zucchero, la cannella e l'arancia e lasciatelo sobbollire fino a quando non si sarà ridotto della metà. Infine filtratelo e lasciatelo intiepidire. Lavorate la farina, lo zucchero e le uova aggiungendo poco latte alla volta, poi unite il burro fuso, il lievito, un po' di scorza di limone grattugiata e le albicocche, mescolando bene. Distribuite il composto in 12 stampini imburrati e infarinati, riempiendoli per 2/3. Infornateli a 180 °C per 17'. Sfornateli, lasciateli intiepidire, sformateli e serviteli subito con la salsa a parte.

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