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dal Direttore di Luca Cristaldi, VIS l.cristaldi@volint.it

Andiamo avanti Cari Lettori, ancora una volta mi ritrovo a occupare impropriamente la prima pagina della nostra rivista. State tranquilli, credo sia veramente l’ultima volta. Dal prossimo numero ritorno in fondo all’ultima pagina: “il mio posto”. Sono mesi di cambiamenti questi ultimi. Per l’Italia, per la cooperazione, per il VIS. Mesi di riorganizzazione e ripartenze. Quando la rivista arriverà nelle vostre case, avremo concluso da qualche giorno la nostra assemblea annuale, con il rinnovo di tutte le cariche elettive, dal Presidente ai Consiglieri. La nuova legge di stabilità, che nel momento in cui vi scrivo è ancora nella fase del pettegolezzo o poco più, sarà già stata presentata e forse approvata. Un passo importante per il Paese e, nella fattispecie, per la cooperazione allo sviluppo perché sapremo quante risorse questo Governo avrà allocato per la solidarietà internazionale. Intanto noi andiamo avanti, con i nostri progetti nel Sud del mondo, con le nostre campagne di sensibilizzazione, con le nostre attività educative, per ragazzi e adulti. Andiamo avanti verso Expo 2015, con nuovi strumenti didattici e materiali multimediali che troverete nel nostro sito. E proseguendo l’approfondimento in queste pagine, circa il legame che esiste tra istruzione/educazione ed Expo 2015, grazie a contributi di esperti del settore. Andiamo avanti verso il Natale e il Natale di quest’anno, mai come prima, ci spinge a non dimenticare chi vive in condizioni non più accettabili nel 2013. L’Italia si sta impoverendo e tutti noi viviamo sulla nostra pelle questa maledetta crisi economica. Ma fortunatamente (o sfortunatamente) non abbiamo la minima idea di cosa voglia dire vivere con meno di 2 dollari al giorno e neanche lontanamente riusciamo a cogliere quali difficoltà sociali, di salute, istruzione, di vita possano avere quei milioni di persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno. E allora vi vogliamo presentare, attraverso le parole dei nostri volontari, tutti i principali nostri progetti che poi sono anche i vostri progetti. Vogliamo farvi capire, tramite un racconto, un aneddoto, una esperienza concreta di quotidianità cosa sia per noi la cooperazione e la solidarietà tra popoli e persone. E desideriamo coinvolgervi. Ci auspichiamo che il vostro sostegno non venga mai meno. Non venga meno soprattutto in questi giorni, per poter dare seguito ad una nostra passata campagna che diceva: “Il Natale o è per tutti o non è!” Vi auguro allora un Natale di coraggio e generosità. ■

visti da Loro

by RoBot

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Expo 2015: il ruolo della società civile La prossima Esposizione Universale che si svolgerà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” rappresenta una grande opportunità per affrontare, illustrare, discutere e promuovere i temi relativi alla nutrizione, al cibo e alle sfide globali legate ad essi

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utti i partecipanti, i Paesi, la società civile, le organizzazioni internazionali e le aziende interessate a realizzare un proprio padiglione attraverso la propria presenza forniranno ai 20 milioni di visitatori stimati un’esperienza unica per apprendere, conoscere, ma anche divertirsi. Al momento 138, tra Paesi e organizzazioni internazionali, hanno confermato la propria partecipazione all’Expo. Anche le organizzazioni della società civile svolgeranno un ruolo di primo piano all’interno di Expo Milano 2015. Non è possibile affrontare un tema tanto centrale per il futuro dell’umanità come “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” senza la parteci-


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pazione e il contributo della società civile, che avrà a disposizione all’interno del sito espositivo uno spazio importante a questa dedicato, la Cascina Triulza, che sarà animato da eventi e iniziative sul tema. Inoltre, le organizzazione delle società civile appartenenti a network internazionali potranno firmare con Expo 2015 un Accordo di Partecipa-

zione per realizzare un palinsesto culturale di almeno 30 eventi in linea con il tema. Questa modalità di partecipazione, del tutto nuova nelle Esposizioni Universali, consentirà alle organizzazioni di avere una presenza trasversale nel sito favorendo nuove collaborazioni con gli altri partecipanti. Ad oggi hanno firmato l’accordo 10 network internazionali.

Le organizzazioni firmatarie di questo tipo di accordo avranno così la possibilità di valorizzare la propria esperienza e attività, ponendo in rilievo le best practices sul tema, promuovendo le proprie attività di cooperazione allo sviluppo, di educazione e sensibilizzazione sulle varie tematiche dell’Esposizione Universale. Le organizzazioni della società civile potranno allestire e gestire all’interno della Cascina un proprio spazio - preferibilmente a rotazione - e realizzare attività ed eventi durante i sei mesi dell’Esposizione Universale. La Cascina Triulza, tipica cascina della campagna milanese ora in fase di restauro, verrà gestita, in collaborazione con Expo 2015, dalla Fondazione Triulza, costituita da un raggruppamento di numerose organizzazioni di rilevanza nazionale ed internazionale, selezionato tramite bando di gara. La Cascina sarà quindi il luogo nel quale verranno valorizzate le best practices e l’eccellenza sui temi della cooperazione, dello sviluppo sostenibile, della salute e dell’alimentazione. ■ a cura dell’Ufficio Stampa di Expo 2015

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Obiettivo di Sviluppo n. 2 RAGGIUNGERE L’ISTRUZIONE PRIMARIA UNIVERSALE

Tutti a Scuola di Andrea Iacomini, Portavoce UNICEF in Italia

utti i bambini e le bambine hanno diritto a un’istruzione di qualità. A riaffermarlo sono la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 (art. 28), l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio n. 2 e diversi vertici mondiali organizzati su questo tema negli ultimi decenni. Raggiungere il traguardo dell’istruzione primaria universale è un sogno antico dell’UNICEF e delle Nazioni Unite: eppure, nonostante i conside-

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revoli progressi degli ultimi anni, decine di milioni di bambini nel mondo rimangono fuori dall’aula alla quale avrebbero diritto. Nel settembre 2000 il “Vertice del Millennio” dichiara aperta la guerra a fame, povertà, mortalità infantile, AIDS e ad altri flagelli dei nostri giorni. A sancire questo impegno sono posti 8 traguardi tematici per il 2015: gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (in inglese MDGs).

Gli Obiettivi si propongono di misurare il raggiungimento o il fallimento di alcune sfide globali che la comunità internazionale si è preposta, tra cui l’istruzione primaria universale, che rappresenta uno dei traguardi fondamentali per un futuro sostenibile di tutta l’umanità. Quasi tutti gli Obiettivi sono interdipendenti, ma il raggiungimento di due di essi - istruzione universale (MDG 2) e parità di genere ed empo-


Partendo dagli MDGs, direzione Expo 2015 werment delle donne (MDG 3) - sono vitali per portare a compimento tutti gli altri. L’istruzione di tutti i bambini, e in particolare delle bambine, contribuisce a ridurre la povertà e a dare gli strumenti per combattere la povertà e le malattie. La scuola offre ai bambini anche un ambiente sicuro e la possibilità di socializzare. Nelle comunità più povere i bambini che vanno a scuola possono ricevere vaccini salvavita, acqua potabile e alimenti supplementari. Chi rimane indietro? Nel mondo sono 57 milioni i bambini esclusi dalla scolarizzazione primaria, 31 milioni dei quali femmine, cioè il 54%; le regioni più penalizzate sono l’Africa e l’Asia meridionale. Se si considera che nel 2000, con una popolazione inferiore a quella di oggi, i bambini che non frequentavano la scuola erano circa 102 milioni, emerge con nitidezza l’importante opera di inclusione di cui siamo stati testimoni in questi anni. Nel 2010 l’iscrizione alla scuola primaria nei Paesi in via di sviluppo aveva raggiunto il 90%. Ma il rischio di abbandono scolastico rimane alto. Dei 137 milioni di bambini iscritti in prima elementare nel 2011, 34 milioni rischiano di abbandonare la scuola prima di raggiungere l’ultimo anno, con un tasso di dispersione scolastica del 25 per cento, lo stesso del 2000. Portare in aula gli ultimi richiede dunque un impegno sempre maggiore, perché sono loro i più poveri ed emarginati, spesso “invisibili” anche alle autorità preposte ad assisterli e sono anche i più a rischio di abbandono.

Per avvicinarsi a questo obiettivo, l’UNICEF lavora sul miglioramento delle infrastrutture e sulla formazione degli insegnanti, ma anche sulla riduzione delle tasse di iscrizione scolastica, sulla qualità dell’insegnamento, su forme di istruzione non formale e sugli ostacoli culturali ed economici che impediscono, soprattutto alle bambine, di accedere agli studi. Istruzione universale: una questione di equità Mancano solo due anni al 2015, termine ultimo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e, come per gli altri sette, anche quello dell’istruzione potrà essere raggiunto solo se non verranno esclusi i bambini che vivono ai margini, quelli delle zone remote e impervie, geograficamente svantaggiate, e soprattutto se tanto ai bambini quanto alle bambine verranno date le stesse opportunità. Investire nell’istruzione dei più svan-

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taggiati in tutti i Paesi del mondo non è soltanto una questione di giustizia, ma anche di efficacia. Abolire le tasse scolastiche, sostenere le famiglie povere e garantire acqua, servizi igienici e programmi di educazione sanitaria nelle scuole sono fattori determinanti per promuovere l’iscrizione scolastica e la frequenza, soprattutto delle bambine, fattori che favoriscono al tempo stesso lo sviluppo dell’intera società. La povertà è da sempre la principale causa dell’abbandono scolastico. Andare a scuola è considerato da molte famiglie un mancato guadagno, perché il bambino si sottrae a un’eventuale occupazione precoce. Gli strati più deboli della popolazione possono poi essere tagliati fuori dal diritto all’istruzione di base anche soltanto per il costo dei libri o dell’uniforme scolastica. Per questo la gratuità deve essere reale e possibilmente si devono agevolare i bambini appartenenti alle fasce economiche svantaggiate.


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La scuola in tempo di guerra: i bambini della Siria Solo nell’ultimo anno scolastico quasi due milioni di bambini siriani hanno dovuto abbandonare la scuola, circa il 40 per cento di tutti gli alunni iscritti nelle classi dal primo al nono anno. In Siria migliaia di scuole sono state danneggiate, distrutte o utilizzate per sfollati e l’UNICEF lavora per permettere a tutti i bambini di proseguire gli studi, sia attraverso l’allestimento di nuove classi prefabbricate, sia attraverso la fornitura di materiali didattici.

Infografica a cura di Francesco Loddo, studente Scuola di Giornalismo Fondazione Basso in tirocinio nel settore comunicazione VIS

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Ma c’è anche un milione di bambini rifugiati nei campi profughi e nelle famiglie di accoglienza in Giordania, Libano, Iraq. Anche per loro riprendere le lezioni nei campi profughi e tornare a scuola si sta rivelando molto impegnativo. In una recente dichiarazione, il Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e Nord Africa Maria Calivis ha detto: “Per un Paese che era vicino a raggiungere l’istruzione primaria universale prima che iniziasse il conflitto, i numeri sono impressionanti. Lasciare la propria casa, la violenza, la paura e l’instabilità stanno derubando centinaia di migliaia di bambini della gioia di imparare”. ■

http://www.un.org/millenniumgoals/ http://www.unicef.org/mdg/ http://www.childinfo.org/mdg.html http://www.unicef.it/doc/422/obiettivi-di-sviluppo-del-millennio.htm


SPECIALE

PROGETTI NATALE

Lo speciale Natale vi farà fare il giro del mondo nei nostri progetti alla scoperta dei desideri che sotto l’albero VIS aspettano di essere esauditi. Le lettere che lo compongono sono scritte dai nostri volontari internazionali e raccontano i sogni e le necessità dei bambini, delle bambine, dei giovani, delle donne e degli uomini che incontriamo in ogni realtà nella quale lavoriamo nel mondo. Raccontano anche i diritti che il VIS intende promuovere e proteggere attraverso la sua azione quotidiana a favore delle persone più svantaggiate e vulnerabili. Sono molti (ma non troppi) e sarà possibile realizzarli se lo faremo insieme. Ringraziamo il maestro Fabio Vettori per per aver fatto arrivare anche per questo numero della nostra rivista le “formichine” nel villaggio VIS.

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SPECIALE

ANGOLA •

PROGETTI NATALE

Uno spazio di ascolto per i bambini di strada di Paola, Stefano, Lucas, Erika, Enrico, Volontari VIS in Angola

Natale, anche per i nostri bimbi di strada. Un Natale certamente diverso da come generalmente ci aspettiamo quando pensiamo a questa festa. Una festa che dovrebbe profumare di rinascita, di famiglia, di scambio, di unione fraterna e spirituale, di dono. I bimbi nei nostri centri di accoglienza alle periferie di Luanda sono sempre di più. La settimana scorsa ne abbiamo contati 64 e molti altri si presentano alle nostre porte per chiedere assistenza, per rispondere all’invito che tutti i giovedì sera Padre Roberto lascia loro sulle strade dimenticate in una città come Luanda con più di cinque milioni di abitanti. Sono bambini non abituati a parlare o ad essere ascoltati: vorremmo per un attimo che provaste ad immaginare cosa significhi trascorrere un solo giorno della nostra vita in totale silenzio, da quando vi svegliate a quando andate la sera a dormire. Senza che nessuno vi

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abbia salutato, guardato, ascoltato. Entrare in contatto con questi bambini e lasciare loro la possibilità di parlare, di raccontarsi, di ritrovarsi, è un’esperienza che anche per una psicologa necessita di una grande competenza emotiva. Nel nostro Centro di Sambizanga e di Mota accogliamo i bimbi di strada abbandonati nell’obiettivo di ricostruire in loro una dignità personale perduta, restituire quel poco che loro rimane dell’infanzia, ricordare loro che rinascere si può. Per fare questo abbiamo pensato ad un accompagnamento personalizzato per ogni bambino, perché ogni bimbo è unico e necessita del suo

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

percorso, che rispetti la sua natura, i suoi desideri e i suoi sogni. Non è facile poter realizzare tutto questo quando lo spazio non lo permette; spesso gli educatori dei centri si trovano a dover creare, sistemare, organizzare attività senza poter trovare uno spazio per farlo, a conversare con i bambini nella confusione che altri bimbi a volte creano per attirare l’attenzione. Iniziando il servizio “spazio di ascolto” per i bambini dei centri sono


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di Luanda Causale: Progetto bambini di strada

! Contribuisci anche tu za mai comunicata e mai ascoltata. Il dono per questo Natale? È proprio questo, vorremmo costruire per Paolucho e tutti i nostri bimbi uno spazio di ascolto, dove gli educatori possano seguire il percorso di ognuno in una stanza dedicata, dove si possano conservare i documenti or-

Luanda Per sostenere i bambini di strada di Etica ca Ban so pres ario puoi effettuare un bonifico banc 0000 IBAN IT 70F050180320000000052

in cui gli edu • Costruzione di uno spazio di ascolto di strada. bini percorso di recupero sociale dei bam a di tavolino, sedie e un armagiat Il costo di una stanza 4m x 4m equipag i bambino è di 8.500 euro dio per conservare i documenti di ogn

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stata letteralmente sommersa di richieste da parte di chi non è mai stato ascoltato. Bimbi che si raccontano a fatica, non abituati mai a farlo e che quando iniziano a raccontare il loro dolore di bambino sembra non vogliano più fermarsi. Qui c’è tanto bisogno di ascoltare, di creare uno spazio tutto loro, dove un bimbo possa sentirsi protetto, contenuto e considerato. Paolucho è un bimbo di dieci anni che lotta segretamente contro le sue allucinazioni uditive e visive. Nella sua immaginazione è inseguito costantemente da cinque uomini che gli ordinano di scappare dal centro e di non frequentare la celebrazione della messa. Paolucho è un bambino spaventato, come molti altri, e grazie a questo centro e al servizio dedicato ad ognuno è stato possibile prendere in carico la sua sofferen-

dinati di ogni bimbo, seguire da vicino il loro percorso, dedicare loro un tempo e uno spazio di accoglienza, un momento tutto per loro, ritagliato secondo le loro esigenze. Vogliamo donare a questi bambini la possibilità di recuperare il senso dell’infanzia che nella vita è un momento unico, un ricordo per sempre. Per fare tutto questo avremmo bisogno di circa 8mila 500 euro, il costo di una stanza di metri 4x4 adibita ed equipaggiata di tavolino, sedie e un armadio per conservare i documenti di ogni bambino. Sembra che a gran voce sia questo il dono che si vorrebbe implicitamente ricevere presso i nostri centri in questo Natale 2013 e che speriamo tutti insieme di riuscire un giorno ad ottenere. Cogliamo l’occasione per augurare a tutti voi un Natale felice, che riscopra il vero senso della comunione e della rinascita.

FELIZ NATAL PARA TODOS! 9


SPECIALE

PROGETTI NATALE

BURUNDI

A sostegno degli artigiani di Pascal, Giulio, Margherita, Volontari VIS in Burundi

il Natale arriva anche in Burundi dove dall’aprile 2011 il VIS sta portando avanti un progetto a sostegno degli artigiani che operano nel settore informale, concentrandosi in particolare sulle filiere della meccanica, della falegnameria e della sartoria. Per quanto riguarda quest’ultima attività, a Bujumbura il VIS sta lavorando in collaborazione con il Centro di Formazione Professionale Don Bosco di Buterere e con il Ministero dell’Educazione al fine di rafforzare le competenze di un gruppo di 50 donne che vorrebbero sviluppare una picco-

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la attività imprenditoriale per il sostentamento delle loro famiglie. Per raggiungere questo scopo abbiamo realizzato numerosi corsi di perfezionamento, grazie anche al supporto di esperti nel settore che hanno testato le capacità delle nostre sarte e le hanno coinvolte in un percorso di acquisizione di competenze di alto livello nel campo della sartoria e della serigrafia. L’obiettivo del progetto è di permettere a queste donne di sviluppare una propria filiera produttiva, dal confezionamento dei prodotti alla vendita, in maniera che possano entrare a far

parte di una realtà economica dalla quale spesso vengono escluse. In questo modo, viste le disparità di genere ancora fortemente presenti nel contesto africano, queste donne potranno guadagnare una propria autonomia e rafforzare il loro ruolo all’interno della famiglia e della società. Al fine di supportare le attività del nostro gruppo di sarte, per questo Natale sarebbe bellissimo poter ricevere in dono 10.000 euro, per acquistare almeno 60 macchine da cucire professionali, che potranno aiutarci a conferire sostenibilità al nostro progetto anche dopo la sua conclusione. Sperando nel vostro sostegno, auguriamo a tutti un felice Natale da Bujumbura. ■

IL DONO PER QUESTO NATALE 10.000 euro • 60 macchine da cucire professionali

e Per sostenere il Centro di Formazion Professionale di Buterere so Banca Etica puoi effettuare un bonifico bancario pres 0000 IBAN IT 70F050180320000000052

oppure un versamento sul CCP n. 88182001 le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona

Causale: Progetto Burundi

Contribuisci anche tu! 10

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REP. DEM. del CONGO

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dono la loro merce e tanti bambini. In questa città c’è un posto chiamato Centro Don Bosco Ngangi con tante bambine e tanti bambini che aspettano il Natale. Il Centro Don Bosco Ngangi è un opera gestita dai Salesiani di Don Bosco. I bambini sono tanti e si muovono all’interno di numerosi edifici. La scuola, le case dove vivono alcuni di questi bambini, l’abitazione dei Salesiani e dei volontari internazionali, i tre terreni di calcio, quelli di pallavolo e di pallacanestro e una sala molto grande chiamata

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Guardandolo da lontano, vedrete che salterà agli occhi un puntino rosso sulla mappa. Non è una maglietta rossa, non è un cono gelato alla fragola, ma è il lago Kivu, fatto di lava perenne. Questo lago di lava è vicino al vulcano Nyiragongo e ai piedi di questo vulcano c’è una città, la città di Goma. La città di Goma è un brulicare di persone, macchine, biciclette di legno che si chiamano ciukudu, mamme che portano in testa carichi pesanti, uomini e donne che si incontrano per salutarsi, negozi che ven-

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Natale arriverà anche in un continente lontano chiamato Africa. Arriverà anche in un Paese che si chiama Repubblica Democratica del Congo. Questo Paese è talmente lontano dal nostro mondo che per immaginarlo dobbiamo chiudere gli occhi. Non basta aprire un atlante per vederlo bene, perché per poterlo guardare veramente occorre farlo attraverso la luce del cuore. Solo così possiamo ascoltare e capire questa storia. È una storia bella non perchè divertente, ma perchè sa di buono.

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Il Centro Don Bosco di Goma dove brulica la vita


SPECIALE

“Amani” che significa “pace”, dove celebriamo la messa domenicale e svolgiamo le manifestazioni culturali e gli spettacoli. Ogni giorno il Centro si riempie di 3800 persone tra bambini, ragazzi e adulti e ognuno di loro ha un bisogno. Trovare la risposta a questi bisogni è la cosa che rende speciale il Centro Don Bosco Ngangi. – C’è il bisogno della scuola, materna, elementare e media per i più poveri, per i bambini e le bambine che non potrebbero andare altrove, per i ragazzi e ragazze che vogliono diventare muratori, falegnami, saldatori, elettricisti e sarti. Scuola capace di dare una speranza e un’istruzione come base e fondamento di una vita degna e autentica (la risposta è la scuola materna, elementare e media, le attività di recupero scolastico e la scuola professionale per 3800 bambini e bambine, ragazze e ragazzi); – C’è bisogno di una casa dove un bambino appena nato possa essere accolto, nutrito e curato, dove

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PROGETTI NATALE una bambina o ragazza possa sentirsi al sicuro, essere ascoltata e accudita (la risposta è la Maison Ushindi: 84 bambini piccoli, 45 bambine e ragazze); – C’è bisogno di una casa dove un bambino cacciato di casa, orfano o poverissimo possa avere, anche solo per una parte della sua vita, un luogo dove fermarsi, avere qualcuno che si occupi di lui, avere un sapone e del cibo ogni giorno; oppure dove un ragazzo che non sa leggere e scrivere, che non ha potuto frequentare la scuola superiore, che non ha avuto l’esempio di un papà responsabile, possa imparare un mestiere e diventare un uomo, avere un lavoro, potersi un giorno sposare e mantenere i propri bambini ed essere un papà diverso da quello che ha avuto lui (la risposta è la struttura Kizito e Bakanja: 160 bambini e ragazzi); – C’è bisogno di un centro diurno per i bambini e le bambine malnutrite (la risposta è il centro nutrizionale: 90 bambini e bambine);

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

– C’è bisogno di un luogo dove chi ha una piccola attività e delle idee ma non ha mezzi possa esaudire il suo piccolo sogno (la risposta è il servizio di microcredito, 300 beneficiari ad oggi); – C’è bisogno di un dispensario per chi è malato e non ha soldi per potersi curare o pagare una medicina (la risposta è il dispensario, 30 malati al giorno); – C’è bisogno di una cucina dove ci sia sempre una pentola sul fuoco (la risposta è la cucina, 4000 pasti al giorno); – C’è bisogno di una casa per le ragazze madri che hanno subito violenza (la risposta è la casa mamma Margherita: 34 ragazze e i 13 loro bambini); – C’è bisogno di una casa per i bambini che vogliono lasciare la strada (la risposta è la casa Gahinja: 65 bambini e 9 ragazzine); – C’è bisogno di persone capaci che abbiano energia, voglia di ascoltare le difficoltà, le fatiche, i problemi; persone che non si abituino


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ità quotidiane Per sostenere le molteplici necess e a l’Opera Mbuji Mayi del Centro Don Bosco Ngangi di Gom so Banca Etica puoi effettuare un bonifico bancario pres 0000 IBAN IT 70F050180320000000052 oppure CCP n. 88182001 sul nto ame vers un le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona

go Causale: Progetto Rep. Dem. del Con

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ALE IL DONO PER QUESTO NAT

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Monica, Giovanna, Laura, (Volontarie VIS in R.D. Congo) e tutto il team del Centro Don Bosco Ngangi di Goma

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Grazie e Buon Natale

mese per bambino), acquistare dei palloni da calcio (costano 10 dollari l’uno), acquistare del cibo (2.000 dollari al mese).

se, ma un Natale fatto di amore, di vita, di speranza e di sorrisi. Il regalo che vorremmo scartare qui a Ngangi è fatto di cose semplici: vorremmo del latte per i più piccoli (al mese spendiamo 2000 dollari), vorremmo sostenere le tasse scolastiche per un numero maggiore di bambini (il costo è di 7 dollari al

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nano, un piccolo camion donato da Noi per Loro che ogni giorno trasporta acqua per tutti. Ecco le cose che dovremmo fare urgentemente, noi e voi: 1. Un fondo di 1.000 $ al mese per garantire lo stipendio del personale. 2. Garantire l’acqua e il pane quotidiano a ogni bambino, con 1 $ al giorno. 3. Sostenere i ragazzi che vivono nel centro: 16 ora, ma si potrebbe arrivare a 50/60, con 20 euro al mese per alloggio, cibo, scuola, vestiti, medicine, etc... 4. Sistemare il pollaio in struttura per i bimbi con tutte le attrezzature. Molti bambini sono orfani e alcuni sono accusati di stregoneria e non possono più contare sulla famiglia. 5. Finire l’impianto elettrico dei laboratori e reperire alcuni macchinari e attrezzi affinché i ragazzi possano imparare un mestiere. 6. Installare l’energia solare in comunità, casa Don Bosco e parrocchia e un purificatore per l’acqua. Grazie per la speranza che mi aiutate a trasmettere ai nostri amici e che mi ritorna come esperienza di fede e di giustizia divina Don Mario Perez che ci farà trovare tutti in cielo.

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alla miseria, provino misericordia e non si stanchino di trovare soluzioni; persone che riparino una macchina, un tetto e guidino il camion cisterna per portare l’acqua al Centro; persone che si siedano e decidano cosa fare domani per non smettere di dare una speranza (la risposta è il personale di Ngangi: 210 persone, insegnanti, assistenti sociali, psicologi, educatori, cooperatori, meccanici, autisti, Salesiani e volontari VIS). Avete tenuto gli occhi chiusi? Certo che no! Altrimenti come avreste fatto a leggere questa storia? È una storia che mostra come ci sia un Natale anche al Centro Don Bosco Ngangi, magari diverso, non il classico Natale che viviamo noi, fatto di regali, di atte-

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Lettera di don Mario Perez Carissimi amici, finalmente mi faccio sentire. Natale è alle porte e io sono da un paio di mesi qui nella nuova missione a Mbuji Mayi, città povera ed abbandonata al centro della povera Rep. Dem. del Congo, nel cuore dell’Africa. Sono a Don Bosco Mwetu, opera che esiste da più di 10 anni. Siamo tre Salesiani e abbiamo una parrocchia con più di 200mila persone, una scuola elementare, una scuola media e superiore, un centro di formazione professionale, 3 aule di alfabetizzazione e recupero scolastico e un pollaio adattato a struttura per bimbi. Quando sono arrivato non c’era acqua e le macchine non funzionavano. Lo Stato non paga, sono le famiglie a pagare per lo stipendio dei professori e per il funzionamento delle scuole. Solo il 40% degli allievi può pagare l’iscrizione. I laboratori hanno pochissime macchine senza impianto elettrico né gli attrezzi di cui necessitano i ragazzi per lavorare. Le offerte della parrocchia non arrivano a coprire il vino e le ostie. L’anno scorso si dicevano due messe al giorno, ora una per poter avere vino ed ostie sufficienti per tutta la settimana. La mancanza d’acqua è grave. Mbuji Mayi ha quasi 3 milioni di abitanti, ma meno di 20 mila hanno elettricità ed acqua in casa. A volte le file possono durare anche 2 giorni per comprare 20 lt. d’acqua. È più facile trovare la birra. Adesso le macchine funzio-

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SPECIALE

PROGETTI NATALE

ETIOPIA

Quando un pozzo ti cambia la vita di Chiara, Marco, Lorenzo, Alessandro, Volontari VIS in Etiopia

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Natale in Etiopia sarà diverso da quello in Italia. Niente freddo, niente neve, niente decorazioni scintillanti e niente frenesia per l’acquisto dei doni. Ciò che rimarrà sarà la spiritualità e la magia del Natale, spogliato da tutti i surplus occidentali, ridotto alla sua essenza primitiva. Il suo approssimarsi comporta inoltre il bilancio dell’anno che termina e la formulazione di propositi e desideri per l’anno che viene. Com’è stato il 2013 per il VIS Etiopia? Sicuramente un anno di cambiamenti, un anno intenso di progetti e impegni portati avanti con determinazione grazie a tutti i nostri

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partner locali e grazie alle comunità dove interveniamo. Oltre al settore educativo/formazione professionale, il VIS in Etiopia lavora in quello idrico/sanitario nelle regioni periferiche di Gambella, Somali e Tigray. In quest’ultima regione, particolarmente problematica perché al confine con l’Eritrea e soggetta a periodi ciclici di siccità, abbiamo realizzato oltre 30 pozzi e diversi interventi idrico-sanitari. Ma c’è ancora molto da fare e troppe poche risorse rispetto ai bisogni. Il nostro partner locale in Tigray - Segretariato Cattolico di Adigrat - sta già organizzando le risorse per far fronte nel 2014 all’aumen-

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

to di fabbisogno di beni primari per la popolazione. Questo perché durante l’anno ha piovuto poco e in un breve lasso di tempo: le colture rischiano di essere per la maggior parte non produttive. A questo si associa un elevato numero di comunità ancora senza approvvigionamento idrico. Ciò significa che interi villaggi non hanno acqua: se si visitano questi luoghi, è comune vedere interminabili file di donne e bambine che portano sulle spalle taniche di acqua (spesso non potabile) da 10 litri che probabilmente hanno riempito dopo diversi chilometri di cammino. Le comunità del distretto di Irob hanno


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• Un pozzo di acqua potabile 10.000

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o di Irob Per sostenere la comunità del distrett ca Etica Ban so pres ario banc puoi effettuare un bonifico 0000 IBAN IT 70F050180320000000052

• Conto Corrente Postale intestato a VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo n. 88182001 • Donazione online www.volint.it/vis/donazioni

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Il 13 luglio nel campo sportivo di Preturo, in provincia de L’Aquila, si è giocata la finale del torneo di solidarietà intitolato a Giuseppe Magnifico, un giovane aquilano morto appena ventenne in un incidente stradale nel 2005. Il ricavato del torneo di 3400 euro è stato devoluto a favore di due progetti del VIS in Etiopia: 1500 euro per la costruzione del sesto pozzo del progetto “Un pozzo per Andrea” per promuovere il diritto all’acqua nel villaggio di Buré e 1900 euro per il nuovo progetto “Giuseppe e l’arcobaleno nei suoi sogni”. Questo progetto si propone di realizzare un oratorio per i ragazzi del villaggio di Matar nella regione di Gambella. In particolare verranno donati ai giovani del villaggio e all’intera comunità una sala ricreativa al coperto e un campo da calcio/pallavolo con una piattaforma di cemento. I beneficiari dell’intervento saranno circa 400 bambine e bambini, adolescenti e giovani (dai 7 ai 18 anni) di Matar che avranno accesso a degli spazi per attività ludico-ricreative ed extrascolastiche, aperti alla partecipazione di tutti. La somma necessaria per realizzarlo è di 15.400 euro. Per contribuire al progetto potete fare una donazione indicando nella causale Progetto in Etiopia “Giuseppe e l’arcobaleno nei suoi sogni” e scegliere tra varie modalità di versamento: • Bonifico Bancario intestato a VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo Banca Popolare Etica IBAN IT 70F0501803200000000520000

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Il progetto “Giuseppe e l’arcobaleno nei suoi sogni”

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Ma unendo le nostre forze possiamo contribuire a un cambiamento radicale. La scadenza degli Obiettivi del Millennio si approssima, il 2015 è vicino: abbiamo tutti il dovere di impegnarci affinché entro quella data “la percentuale di persone che non ha accesso all’acqua potabile e agli impianti igienici di base sia dimezzata”. Insieme, per un mondo possibile. ■­­

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oppure CCP n. 88182001 sul nto ame un vers le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona Causale: Progetto Etiopia

vita, acqua pulita significa dimezzare la diffusione di gravi malattie, significa permettere alle bambine di andare a scuola invece di camminare chilometri in cerca di una fonte. Ogni volta che apriamo il rubinetto dell’acqua corrente a casa dobbiamo ricordarci che ancora oggi intere comunità in questa parte del mondo non conoscono questo gesto per noi scontato.

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ESTO NATALE IL DONO PER QU euro

un desiderio per il Natale 2013, un desiderio vitale per la sopravvivenza di oltre mille persone. C’è bisogno di un pozzo di acqua potabile che migliori sensibilmente le condizioni di vita dell’intero villaggio. Il costo di un pozzo è di 10.000 euro circa e comprende lo scavo (fino a circa 60 metri di profondità), l’installazione della pompa meccanica, la recinzione e i training igienico sanitari a favore della comunità beneficiaria che accompagnano sempre questo tipo di intervento. Può sembrare un costo elevato ma un pozzo cambia la vita di una comunità intera e della generazione a venire: l’acqua è fonte di

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SPECIALE

PROGETTI NATALE

ALBANIA

Le donne della valle del Kelmend di Pierpaolo, Volontario VIS in Albania

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amara, novembre 2013: con la venuta dell’inverno anche la neve è arrivata in questo piccolo villaggio tra le montagne nel Nord più estremo dell’Albania. Al freddo del clima ed all’isolamento della valle a causa di una strada impraticabile, fa da contrasto la gioia dei bambini per l’arrivo del Natale. Da ormai quattro anni il VIS è presente nella valle del Kelmend, lavorando per migliorare le condizioni

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di vita dei suoi 6000 abitanti, ristrutturando ponti, contribuendo al trasporto scolastico, organizzando

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

trainings di formazione e campi estivi per i bambini, mettendo a disposizione una linea di credito agevolato e sostenendo le attività che promuovono lo sviluppo del turismo rurale. Le proposte coinvolgono giovani e adulti, cercando di rafforzare la coesione sociale e valorizzando l’ospita-


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lità e vivacità della comunità. Come tutte le donne del Kelmend, anche Zina Vukçaj era abituata ad occuparsi della casa, a prendersi cura dei figli e dei suoceri. Poche le occasioni per uscire, ma tanta la voglia di condividere e valorizzare i propri talenti. Lo staff del VIS ha potuto scoprire le sue doti culinarie durante una delle abituali visite a casa. Con il sostegno del progetto, ne nacque una piccola produzione di marmellate, raki e sciroppi, che il locale consorzio, sorto a conclusione del progetto, sponsorizza partecipando a fiere ed eventi promozionali in Albania ed anche all’estero. Per Zina questa non è solo una piccola fonte di reddito, ma una possibilità preziosa di contatto con gli altri e di valorizzazione delle sue doti e delle sue capacità. Non è abituale infatti per le donne di questa regione disporre di luoghi comuni di incontro. Da tempo il VIS è sollecitato a dotare la comunità di una struttura che possa soddisfare questa esigenza. La creazione di un centro ricreativo in cui i bambini possano incontrarsi e giocare, diventerebbe anche una risposta al bisogno di incontro delle mamme e delle donne in generale, una occasione di condividere espe-

rienze e idee, sentendosi a proprio agio e coltivando piccole passioni, come il ricamo o recuperando attività artigianali della tradizione locale, contribuendo in questo modo anche a migliorare l’offerta turistica. L’isolamento della regione e la tra-

dizione che permette solo all’uomo di uscire e lavorare, sottolineano l’importanza di un centro dedicato a donne e bambini, i quali vivono in modo più accentuato queste difficoltà pur rappresentando la maggioranza della popolazione. ■

IL DONO PER QUESTO NATALE Per realizzare questo progetto è prevista una spesa di circa 14.400 euro. I costi sono sinteticamente così riassunti: DESCRIZIONE

QUANTITÀ

COSTO PER UNITÀ in euro

COSTO TOTALE in euro

Costruzione

40 m2

300/m2

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Dotazione di vari giochi per bambini e di scivolo con altalena

forfait

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Mobili, arredi e sedie

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Per sostenere le iniziative del VIS nel Kelmend puoi effettuare un bonifico bancario presso Banca Etica IBAN IT 70F0501803200000000520000 oppure un versamento sul CCP n. 88182001 intestato a VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo

Causale: Progetto Albania

Contribuisci anche tu! 17


SPECIALE

PROGETTI NATALE

PALESTINA

Il Natale di Betlemme di Marialuisa, Daniele, Luigi, Volontari VIS in Palestina

atale a Betlemme. Sembra strano, nella città in cui è nato Gesù e nella quale sono ambientati tutti i presepi. Eppure, anche per i ragazzi del Centro Artistico Salesiano, che realizzano presepi in legno d’ulivo, ceramica, e madreperla, l’arrivo del Natale è un momento speciale. I ragazzi della Scuola Tecnica Sale-

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siana sono in fermento, cristiani e musulmani, perché tutti sono coinvolti dall’atmosfera e dai preparativi natalizi. L’aria di Natale si respira anche nell’Ufficio Formazione-Lavoro, nato all’interno di un progetto VIS, dove Saliba, il responsabile, ha deciso di condividere con gli studenti l’arrivo del Natale. L’Università di Betlemme, con la

quale il VIS collabora per l’implementazione del Master in Cooperazione e Sviluppo (MICAD), è tutta addobbata, con un grande albero di Natale nel cortile principale. Natale è il periodo che comporta maggior lavoro per tutto lo staff del Centro Artistico. I ragazzi stanno lavorando molto, per spedire in tempo gli ordini ricevuti per Natale.


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Yousef, un ex studente ora divenuto insegnante del laboratorio di traforo del legno d’ulivo, non si ferma un attimo, e così anche Basma, diplomatasi durante il primo anno di apertura del Centro e ora insegnante di ceramica. Basma è una forza della natura: i suoi problemi fisici non l’hanno fermata e grazie alla sua esperienza al Centro Artistico è riuscita a sfidare la società che l’avrebbe costretta a rinchiudersi in casa. Quest’anno però, il numero di studenti è diminuito. La situazione economica a Betlemme sta peggiorando e la comunità salesiana, a sua volta colpita dalla crisi locale e internazionale, non riesce a garantire borse di studio come aveva fatto per gli anni precedenti. Guardando Basma e Yousef, contenti di lavorare in un ambiente familiare, nella scuola che li ha formati, non possiamo rassegnarci all’idea che ad altri ragazzi sia preclusa questa opportunità. Il legame con gli ex studenti del Centro è un legame speciale che non finisce mai: alcuni lavorano da casa agli ordini più grandi, altri sono assunti come assistenti degli insegnanti e altri ancora vengono

accompagnati nel mercato del lavoro. Per far sì che non restino casi isolati, vorremmo aiutare sempre più ragazzi a iscriversi. Per questo Natale, sotto l’albero vorremmo trovare delle borse di studio, per essere in grado di garantire lo stesso futuro a nuovi ragazzi. 800 euro a studente sono sufficienti a coprire i costi di struttura, i materiali didattici e di consumo, come strumenti e materie prime, per un anno scolastico. Con 15 borse di studio potremmo sfruttare al massimo le capacità del Centro, garantendone il sostentamento e la sostenibilità. Aiutare i ragazzi ad iscriversi al Centro Artistico Salesiano è importante sia perché il Centro sostiene i grup-

pi più svantaggiati della società - rifugiati politici, donne vittime di violenza, persone diversamente abili sia perché garantisce la sopravvivenza dell’artigianato tradizionale palestinese. Il Centro, inserito in un nuovo progetto che mira a creare un distretto artigianale a Betlemme per sostenere anche i piccoli produttori, gioca un ruolo fondamentale in questo campo. Sostenere questo progetto, sostenendo il VIS a Betlemme, significa insegnare ai ragazzi un mestiere versatile che gli permetterà di entrare nel mercato del lavoro su più fronti. Con soli 800 euro possiamo garantire ai nostri ragazzi un futuro migliore. ■

ALE IL DONO PER QUESTO NAT ente • 15 borse di studio da 800 euro a stud

siano di Betlemme Per sostenere il Centro Artistico Sale Banca Etica so puoi effettuare un bonifico bancario pres

0000 IBAN IT 70F050180320000000052

oppure un versamento sul CCP n. 88182001 le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona

Causale: Progetto Palestina

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Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio

Cardone Shoot4Change

Attiva un sostegno a distanza con il VIS


Con 0,80 centesimi al giorno, 25 euro al mese, 300 euro l’anno, assicuri alimentazione, scuola, salute, sostegno familiare, opportunità di lavoro a donne, bambini e giovani svantaggiati accolti presso i Centri Salesiani di Don Bosco in tutto il mondo. Il SAD è attivo in Albania, Angola, Bolivia, Burundi, Etiopia, Haiti, Madagascar, Palestina, Pakistan, Rep. Dem. del Congo, Rep. Dominicana, Sudan.

per info: www.volint.it/vis/sad

scrivi a sad@volint.it 91 chiama il n. 06 51 62


SPECIALE

PROGETTI NATALE

BOLIVIA

Oratorio e lavoro di strada: un binomio vincente di Paolo, Anna, Maria, Lorenzo, Andrea, Leonardo, Volontari VIS in Bolivia

ei 10 anni di sostegno del VIS al Progetto Don Bosco a Santa Cruz in Bolivia si sono realizzate molteplici attività. Abbiamo rafforzato la rete di Centri salesiani rivolta all’accoglienza, al recupero e al reinserimento familiare e sociale di bambini e bambine, giovani in situazione di strada ed abbandono. Il VIS affianca i Salesiani di Don Bosco nel miglioramento della selezione, della formazione e dell’accompagnamento in loco degli operatori che lavorano nei Centri, cioè degli educatori e dei volontari, stranieri e boliviani, nel coordinamento dell’area dedicata ai ragazzi in situazione di strada e nell’appoggio all’Ispettoria boliviana con sede a Cochabamba. Esattamente un anno fa, un paio di giorni prima della notte di Natale, uno degli educatori dell’equipe di strada formata grazie al supporto del VIS ha incontrato Carlos, un ragazzo di 13 anni. Era vicino ad un semaforo. Da sei mesi era scappato di casa, fuggendo dall’estrema violenza inflittagli dal suo patrigno. Era finito sulla strada a chiedere l’elemosina e a subire le violen-

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ze sessuali degli adulti con cui condivideva la notte nel canale di scolo. L’operatore lo invitò a passare la notte nel centro di accoglienza Techo Pinardi. La notte di Natale venne a messa ed il mattino seguente partecipò al pranzo che condividemmo con i più di 600 bambini, adolescenti e giovani accolti nelle 7 strutture del Progetto Don Bosco: la Casa di ac-

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

coglienza per bambini in situazione di strada “Patio Don Bosco”, la Casa di accoglienza per adolescenti in situazione di strada “Techo Pinardi”, il Centro di recupero per bambini ed adolescenti in situazione di strada “Hogar Granja Moglia”, il Centro per bambini ed adolescenti in situazione di disagio familiare “Hogar Don Bosco”, la Casa di pronta accoglienza “Mano Amiga”, il Centro per adolescenti e giovani “Barrio Juvenil” ed i ragazzi della tappa di prevenzione “Don Bosco en los Barrios” della zona popolare del Plan 3000. In tutte le strutture lavora una equipe di educatori, psicologi, assistenti sociali, medico ed infermiere con l’obiettivo di accompagnare i bambini ed i giovani a superare le situazioni di violenza, emarginazione, disgregazione familiare o abbandono in cui si trovano. Carlos, nel mese seguente, si fidò delle persone incontrate nei Centri, rivelando il suo dolore e abbracciando l’opportunità di una vita possibile rincorrendo il sogno di imparare a leggere. Dopo aver passato un mese


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in Patio Don Bosco, per allontanarlo dalla tentazione di uscire in strada e fare uso di droga con i più grandi, è stato portato nell’Hogar Granja Moglia, dove oltre a studiare riceve proposte terapeutiche come la pet therapy, l’orto-terapia ed un accompagnamento psicologico personalizzato. La storia di Carlos ci ricorda come l’avventura di Don Bosco ebbe inizio proprio dalla strada. Strade della Torino industriale di metà ’800, che brulicavano di adolescenti lustrascarpe, venditori di zolfanelli, spazzacamini, giovani che vivevano alla giornata, disposti a qualsiasi mezzo

pur di sopravvivere. E Giovanni Bosco divenne “Don Bosco” proprio andando in strada, avvicinando questi giovani, conoscendoli e facendosi conoscere con una alternativa: l’oratorio. Se potessimo desiderare un dono per questo Natale, ci piacerebbe restare sull’onda di questo binomio vincente lavoro di strada/oratorio, che nella realtà di Santa Cruz si concretizzerebbe in due azioni: il potenziamento della già esistente equipe di strada del Progetto Don Bosco e l’avvio di un oratorio nel quartiere della zona sopra citata del Plan 3000.

UESTO NATAi LE IL DONO PERe Q iti un assistente sociale preparat e forn

• Un educatore, uno psicologo di strada del Progetto Don Bosco degli strumenti necessari per l’equipe 10.000 euro rtiere Plan 3000 5.000 euro • Un educatore per l’oratorio nel qua

z Per sostenere i progetti di Santa Cru a Etic so Banca puoi effettuare un bonifico bancario pres 0000 IBAN IT 70F050180320000000052

oppure un versamento sul CCP n. 88182001 le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona

Causale: Progetto Santa Cruz

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Sotto l’albero sarebbe bello trovare le risorse necessarie perché la nostra equipe di strada prosegua nel suo lavoro, con sempre più competenza e professionalità: c’è bisogno di un educatore, uno psicologo e un assistente sociale che siano ben preparati e forniti degli strumenti necessari per la loro fondamentale attività! Una somma di 10.000 euro renderebbe tutto questo possibile. Inoltre, con altri 5.000 euro, il Plan 3000 avrebbe un educatore e ciò che, concretamente, rende un luogo adatto ad essere un “oratorio”: giochi, scaffali e materiali ludico educativi. Ciò che desideriamo per questo Natale è poter regalare a tanti ragazzi che vivono ogni giorno situazioni di pericolo e violenza la speranza di una vita dignitosa e felice, sia avvicinandoli alle strutture del Progetto Don Bosco sia prevenendo quella sofferenza e quel disagio familiare che li porta a precipitare nell’abisso della strada. Si tratta di offrire nuove alternative percorribili e possibilità di realizzare i propri sogni, come per Carlos e il suo desiderio di imparare a leggere. ■ 23


SPECIALE

PROGETTI NATALE •

HAITI

Tornare a scuola e imparare un mestiere di Sara, Armando, Irene, Volontari VIS ad Haiti

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ragazzi ed i bambini di strada che frequentano il Centro di accoglienza “Lakou” (che in creolo significa “cortile”) da alcuni mesi si stanno preparando a questo momento: quest’anno non è solo Natale, quest’anno è anche l’inaugurazione del nuovo Centro. Un gruppo ha creato una danza, un altro gruppo ha composto una canzone, un terzo gruppo ha imparato dei numeri di giocoleria,

altri hanno pensato ai decori. Ognuno in base ai propri talenti ed interessi ha portato il proprio apporto per creare l’atmosfera di festa. Nell’ultimo anno i bambini ed i ragazzi del Centro hanno dovuto adattarsi a vivere in spazi ridotti e minimi perché era in corso il cantiere di rifacimento. Ora i lavori sono terminati ed i bambini avranno finalmente degli spazi dignitosi in cui essere accolti: tre

nuovi dormitori, una bella sala dove mangiare, una nuova cucina, un salone per le diverse attività ed uno spazio esterno attrezzato per giocare a calcio ed a basket. Quello che serve ora è ristrutturare la scuola professionale. Quella attuale è fatiscente, piccola, inadeguata. Quando parlo con loro, con Alex, con Bonhomme ed altri ancora, scopro che il loro desiderio più


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grande è quello di ritornare a scuola per imparare un mestiere. Alex ha 15 anni ed il suo sogno è diventare falegname. Per questo è venuto a Lakou. Ha incontrato diverse volte gli educatori che operano nella strada per creare un contatto con i ragazzi che vi vivono ed ha deciso di venire perché gli hanno spiegato che può imparare un mestiere. Alex è vissuto in strada per 2 anni perché la sua famiglia è troppo povera per poter nutrire e far studiare tutti i suoi fratelli. Non potendo andare a scuola e sentendosi in dovere di aiutare economicamente la famiglia, ha cominciato a stare in strada in cerca di piccoli espedienti e lavoretti per raccogliere un po’ di denaro. Un giorno dopo l’altro, la sua permanenza in strada si è estesa anche alla notte, fino a staccarsi completamente dalla famiglia. Ora comincia ad intravedere un altro modo per aiutare la sua famiglia: vuole diventare qualcuno, vuole diventare un falegname,

non essere più costretto a dormire per strada, non vuole più essere respinto perché ritenuto un delinquente; ogni giorno sta scoprendo che ci sono cose che può imparare e che faranno di lui un uomo utile a se stesso, alla sua famiglia ed alla società. Per il 2014 ci piacerebbe continuare a sostenere Alex e tutti gli altri ragazzi nel realizzare il loro sogno personale. Sarebbe utile poterli accompagnare al loro rientro in società dopo la formazione professionale, poterli aiutare ad avviare il loro lavoro per com-

pletare l’accompagnamento fatto finora. Realizzare questo sogno costa 15 mila euro. Con questa cifra potremmo pagare lo stipendio di un assistente sociale per un anno e provvedere al kit di reinserimento sociale per 30 ragazzi (affitto per un anno di una casa e acquisto degli attrezzi necessari per avviare un mestiere). Sarebbe un fantastico Natale, ricco di speranza per un avvenire concreto e migliore, se riuscissimo a rispondere ai sogni di tutti questi ragazzi. ■

QUESTO NATALE IL DONO PERsten te sociale

• Stipendio annuale di un assi ragazzi 15.000 euro • Kit di reinserimento sociale per 30

za “Lakou” Per sostenere il Centro di accoglien ca Etica so Ban puoi effettuare un bonifico bancario pres 0520000 000 IBAN IT 70F050180320000

oppure un versamento sul CCP n. 88182001 le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona Causale: Progetto Haiti

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SPECIALE

PROGETTI NATALE

PERÚ

Con gli Achuar nella foresta amazzonica di Francesca e Enrico, Volontari VIS in Perù

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alle temperature proprio non si direbbe, ma anche nella foresta amazzonica peruviana si avvicina il Natale. Sono quattro anni che il VIS lavora con le comunità indigene Achuar e in quest’ultimo anno abbiamo finalmente realizzato con loro un grande sogno: la costituzione legale della Cooperativa Agraria Achuar Shakaim, che permette ad oltre 100 famiglie, escluse dal mercato tradizio-

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nale, di commercializzare i propri prodotti ed ottenere un’entrata dal proprio lavoro. Noccioline e sacha inchi (frutto noto come “l’arachide degli Inca”) sono arrivati sui banchi dei mercati della regione; l’olio di ungurahui, estratto dai frutti di una palma amazzonica, è da poco sbarcato in Francia, dove un’azienda cosmetica sta studiando nuovi prodotti con quest’olio dalle elevate proprietà antiossidanti, che le

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

donne indigene usano da sempre per la cura dei capelli. Conciliare metodi tradizionali di produzione e mercato è la nostra sfida. Una sfida ardua data la distanza, non solo geografica, che separa la realtà indigena amazzonica dal resto del mondo. E date le richieste sempre più esigenti del mercato. Questa sfida implica uno sforzo quotidiano per migliorare i prodotti e i processi produttivi, nel rispetto sia delle forme di vi-


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ta tradizionali che delle esigenze del mercato. Tra le ultime osservazioni degli acquirenti c’è quella legata all’olio di ungurahui che, essendo estratto attraverso un processo di cottura tradizionale su fuoco a legna, conserva un tenue odore di fumo che l’industria cosmetica suggerisce di eliminare. Per questo abbiamo inventato e testato una stufa ecologica che concentra il calore ed utilizza un sistema

di combustione che non produce emissioni di fumo. Un grande vantaggio anche per la salute dei nostri amici Achuar e della foresta amazzonica. Con 140 euro abbiamo realizzato la prima stufa. I produttori sono entusiasti e sperano di trovarne qualcun’altra sotto la loro ‘palma’ di Natale. Se ognuno di loro potesse contare su una stufa ecologica per l’anno nuovo, la cooperativa ne trarrebbe un gran vantaggio. Le possibilità di vendita dell’olio aumenterebbero e aumenterebbero le possibilità degli uomini e delle donne Achuar di vincere il loro isolamento economico e la loro esclusione dall’accesso all’educazione e alla salute. I produttori coinvolti nel progetto

dell’olio di ungurahui sono 120, in 10 comunità. L’ideale sarebbe che ognuno di loro avesse una stufa, o per lo meno che ce ne fossero 4 per comunità. Considerando anche il trasporto, calcoliamo 150 euro a stufa (totale per 40 stufe: 6.000 euro). Inoltre, date le modifiche recentemente introdotte nel processo di estrazione dell’olio di ungurahui, abbiamo ipotizzato anche l’acquisto di macchine spolpatrici, che permettono un’estrazione a freddo e un processo molto più controllato, igienicamente parlando. Ogni ‘despulpadora’ costa 370 euro e ne servirebbe una per comunità (totale per 10 spolpatrici: 3.700 euro). Il nostro desiderio-regalo ha un costo totale di 9.700 euro. ■

ALE IL DONO PER oQUESTO NAT

• 40 stufe ecologiche 6.000 eur do 3.700 euro • 10 spolpatrici per estrazione a fred Achuar Shakaim Per sostenere la Cooperativa Agraria so Banca Etica puoi effettuare un bonifico bancario pres

0000 IBAN IT 70F050180320000000052

oppure CCP n. 88182001 sul nto ame un vers le per lo Sviluppo intestato a VIS Volontariato Internaziona Causale: Progetto Perú

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SPECIALE

PROGETTI NATALE •

REP. DOMINICANA

Artigianato di qualità di Tomaso, Volontario VIS in Repubblica Dominicana

Natale è un momento molto speciale nel Centro Canillitas con Don Bosco, situato in un quartiere marginalizzato di Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, e molte attività educative vengono organizzate per i 230 ragazzi destinatari grazie anche al supporto del VIS. Per garantire la sostenibilità a lungo termine di tale attività, dal 2012 il VIS sta promuovendo all’interno del Centro un’iniziativa economica basata sulla produzione e commercializzazione di prodotti artigianali in legno, disegnati ed elaborati dagli stessi ragazzi. L’idea è nata dall’esperienza fatta dal centro Canillitas con il programma educativo “Sviluppo di manualità” che dal 2001 ha permesso la formazione di alcuni professori e ragazzi nell’elaborazione di prodotti artigianali di ottima qualità. L’esibizione di questi modelli in fiere ed eventi na-

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talizi ha fatto sì che varie persone, tra cui alcuni imprenditori nazionali, hanno chiesto di acquistarli all’ingrosso, permettendo al Centro di visualizzare chiaramente un mercato e di definire le caratteristiche dei prodotti con maggiore potenzialità. Pensate che le immagine raffigurate nei prodotti sono disegni realizzati da due pittori ex frequentatori del Centro che hanno mantenuto i contatti nel corso degli anni! Pedro Veras, in particolare, è entrato in Canillitas all’età di 8 anni, ha completato le scuole superiori e l’Università di Belle Arti grazie a borse di studio pagate dal Centro e attualmente è professore universitario di Pittura e Belle Arti presso l’Università Statale di Santo Domingo. Pedro collabora all’iniziativa artigianale donando gratuitamente i suoi disegni. Quello che manca per poter far partire concretamente l’attività produttiva sono le risorse economiche, che abbiamo quantificato in 8.000 euro, per l’equipaggiamento

di un laboratorio di produzione che sia separato dalle normali aule didattiche. Presso il Centro Canillitas esiste uno spazio idoneo ma mancano alcuni macchinari (pantografo, tornio, fustellatrice) e altri semplici equipaggiamenti (tavoli di lavoro, sedie, mobili espositori) che ci permetterebbero di ridurre i tempi e i costi di produzione e poter rispondere agli ordini. Abbiamo bisogno di questo regalo di Natale in quanto crediamo fortemente in questo progetto: abbiamo investito molto tempo e risorse nella formazione dei ragazzi e abbiamo attivato contatti significativi con imprenditori “amici” del Centro che ci appoggerebbero nella commercializzazione. Tutto questo perchè consideriamo che tale attività avrebbe un impatto molto significativo sui ragazzi e il quartiere marginalizzato in cui si trova il Centro Canillitas con Don Bosco. ■

IL DONO PER QUESTO NATALE

• Equipaggiamento di un laboratorio 8.000 euro

di produzione

Per sostenere il Centro Canillitas di Santo Domingo so Banca Etica puoi effettuare un bonifico bancario pres 0000 IBAN IT 70F050180320000000052

oppure CCP n. 88182001 sul un versamento Internazionale per lo Sviluppo iato intestato a VIS Volontar

Causale: Progetto Rep. Dominicana

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VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

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Febbraio 2012. La cerimonia di insediamento di don Munir El Rai, Superiore dell’Ispettoria del Medio Oriente (primo a sinistra) con don Cereda, Consigliere della Formazione e don Spreafico, suo predecessore.

Intervista a don Munir, Ispettore del Medio Oriente Con quale spirito accogliete il Natale in Siria quest’anno? Natale è la festa della pace, della gioia e della speranza; bisogna dare fiducia alla popolazione. I Salesiani in Siria cercano di trasmettere questi valori ai ragazzi e alle loro famiglie tramite una proposta di vita spirituale fatta di preghiere, veglie, celebrazioni. Le feste in Siria ormai mancano da troppo tempo, quindi sarà uno dei pochi momenti di gioia e musica. Per noi cristiani del Medio Oriente la nascita di Gesù è sempre segno di speranza e di pace; e ogni anno speriamo che arrivi la vera pace. C’è un famoso canto, “La Notte di Natale”, che dice: “In questa veglia si cancella l’odio, fiorisce la terra; in questa veglia si seppellisce la guerra; in questa veglia cresce l’amore”. Il nostro augurio è che durante questo Santo Natale veramente sbocci l’amore e i giovani possano uscire da questo periodo di morte. Ci piacerebbe che i nostri Centri diventino oasi di speranza, pace e di gioia: è questa la nostra grande missione in Siria, oltre alla missione educativa e ai tanti aiuti umanitari. Quali sono le attività portate avanti dalle comunità salesiane in questo momento di emergenza? Durante questi tre anni di violenza, di conflitto e d’insicurezza, i Salesiani di Don Bosco della Siria sono rimasti al loro posto, vicini ai giovani, affrontando con loro questa situazione di sofferenza. Nulla è rimasto di quanto c’era prima e la vita è diventata sempre più difficile e, talora, insopportabile. Nonostante questo, i Salesiani durante l’estate hanno ripreso le loro attività estive. Ad Aleppo in collaborazione con la Chiesa

OGGI SI PARLA DI...

Natale in Siria: che sia di vera pace locale, abbiamo organizzato tre grandi incontri ricchi di attività per centinaia di giovani cristiani. Purtroppo nel pomeriggio del 21 agosto un missile ha colpito l’oratorio. Il rumore è stato terrificante; tutte le finestre si sono scardinate e l’intero edificio ha tremato come se ci fosse stato un terremoto. Grazie a Dio nessuno è rimasto ferito. A Damasco il nostro Centro Don Bosco ha potuto accogliere un numero rilevante di ragazzi e ragazze, provenienti da vari quartieri della città. I confratelli, con l’importante aiuto dei volontari, hanno organizzato corsi di lavori manuali, di lingue, di informatica e di pronto soccorso. E poi una giornata in piscina, la più gradita, perché ha colmato di gioia tutti i giovani. A Kafroun, la cui casa salesiana è diventata luogo di rifugio per tanti sfollati, soprattutto cristiani, 300 ragazzi hanno partecipato alle attività estive, tutte incentrate sul tema della pace. La stagione si è conclusa con una grande festa che ha coinvolto circa 1300 persone. Ora i confratelli vorrebbero rilanciare l’inse-

gnamento del catechismo, sospeso l’anno scorso per motivi di sicurezza. Come vivono i bambini e ragazzi la situazione di violenza? La situazione generale della Siria è dura per vari aspetti e permane nella instabilità con dolorosi episodi di violenza e di morte. La gente si sente come se fosse rinchiusa in una grande prigione. Non vi è alcuna possibilità di lavoro, mancano il cibo, le macchine, l’elettricità, le medicine e in qualche zona anche acqua e i combustibili. Le famiglie affrontano la situazione come meglio possono. Molti hanno lasciato la Siria e altri pensano di emigrare appena possibile. Naturalmente, questa dolorosa situazione pesa soprattutto sui giovani, che non vedono possibilità di futuro o di uscita dalla loro situazione, per cui vivono una vita senza scopo. Tuttavia, vi sono anche molti giovani che affrontano la realtà con coraggio e determinazione e si prestano volentieri come volontari. Ancora oggi, la sfida maggiore rimane l’educazione della gioventù. Quali bisogni urgenti e come possiamo darvi una mano (anche facendo una “lista della spesa”)? A causa della guerra sono venute a mancare tante cose e le poche che ci sono hanno dei prezzi proibitivi. Molte famiglie hanno perso il lavoro e la casa e i beni di prima necessità sono venuti a mancare. Per questo ci servirebbero cibo, medicine, carburante, vestiti, libri, cancelleria per la scuola, ma anche materassi, coperte, piccoli fornelli, stufe, ecc. Qualsiasi donazione è la benvenuta. Oltre a tutto questo, vi chiediamo una preghiera, che è molto importante. ■ 29


REPORTAGE

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Haiti - Rep. Dominicana

Nei Caraibi che non ti aspetti

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Gli scatti realizzati da Margherita Mirabella di Shoot4Change per il VIS ci portano nei Caraibi che non ti aspetti. Sarebbe stato banale mostrarvi le spiagge bianche e il mare trasparente. Sarebbe stato altrettanto stereotipato mostrarvi solo la povertà, il turismo sessuale di Santo Domingo e gli effetti del terremoto di Haiti. Preferiamo mostrarvi il volto che co-

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nosciamo noi: quello della speranza, dell’educazione, del riscatto, della ricostruzione, del futuro. Vedrete quelli che vengono chiamati “ultimi” (come i poveri, i bambini di strada, le donne sole) e per noi sono sempre i “primi”. Sono i protagonisti del cambiamento. Sono i bambini della scuola “27 de Febrero”, nell’omonimo e degradato quartiere di Santo Domingo,

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REPORTAGE

Haiti - Rep. Dominicana

dove in una classe sono assiepati oltre 50 bambini che altrimenti non riceverebbero nessuna istruzione. Sono le donne con il banchetto della frutta coinvolte nel programma che a Port au Prince le aiuta ad avviare delle piccole attività generatrici di reddito ed essere autonome. Sono i bambini haitiani che la domenica lasciano il lavoro, la strada e vengono al-

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l’oratorio salesiano e insieme agli educatori vivono delle ore di gioco all’aperto e sono sereni. Sono i ragazzi di Haiti che saltano il fuoco perchè hanno deciso di lasciare la strada e vengono accolti nel Centro Lakay – Lakou dove potranno studiare, imparare un mestiere, dormire in un letto, mangiare, crescere. Sono i bambini seguiti dagli educatori del Centro sa-


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lesiano Canillitas di Santo Domingo che vivono nelle baraccopoli della cittĂ , ma che possono, grazie ai Salesiani e al VIS, studiare e formarsi professionalmente. La ragazza della foto “Piensa en grandeâ€? era uno di loro, ora ha una laurea e lavora. Sono le ragazze madri del Centro Querebebe di Santo Domingo che possono portare avanti serenamente la loro

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gravidanza e poi affrontare la nascita e la crescita dei loro bambini. Sono i ragazzi e le ragazze che imparano il mestiere di sarta, cuoco, amministratore. Sono i nostri volontari internazionali, i missionari salesiani di Don Bosco, gli operatori locali senza i quali tutto questo non sarebbe possibile.

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Favole

La fiera di Tsingy

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gatto e un topo, che non si conoscevano, desideravano molto andare alla fiera di Tsingy, la più bella e grande dell’isola che si teneva ogni anno ai primi di maggio. Ma bisognava attraversare il grande fiume e nessuno dei due riusciva da solo a costruire una barca per andarci; quindi, trovandosi entrambi sulla riva, si guardarono e si capirono al volo e fecero un patto: “Senti – disse il topo – io so come costruire una barca, purtroppo sono piccolo ma con la tua forza riuscirei. Però promettimi che non mi mangerai una volta passati all’altra riva”. “Va bene. Te lo prometto!” – affermò il gatto. Di buona energia così i due soci cominciarono a costruire una barca che, una volta finita, fu messa in acqua con a bordo il gatto e il topo. La traversata fu lunga tre giorni durante i quali ognuno dei due faceva dei pensieri sull’altro compare: “Appena sono di là – pensava il gatto – mi faccio un ben pranzetto con questo rompiscatole e me ne vado in fiera con la pancia piena”. “Questo gatto fa il furbo – pensava il topo – sono tre giorni che

* La fiaba è di Waider Volta per conto di Solidaid Onlus

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non mangiamo e quando mi guarda si lecca i baffi sbadigliando di fame: devo liberarmi di lui altrimenti alla fiera di Tsingy ci arrivo sì, ma dentro la sua pancia!”. E così il topo cominciò di nascosto a rosicchiare il fondo della barca e, rosicchia rosicchia, di colpo si aprì un buco sul fondo della barca che colò a picco. Come sappiamo il topo è un buon nuotatore mentre il gatto quasi per niente; quindi il topo arrivò sulla riva assai bene, mentre il gatto rischiò di annegare ma con gran fortuna si salvò e, seppure mezzo morto e con la pancia piena d’acqua per le grandi bevute d’acqua di fiume, arrivò anch’esso alla riva. “Senti topo – disse il gatto appena ripresosi – adesso io ti mangio per il brutto scherzo che mi hai fatto!”. “Caro gatto – rispose il topo – è vero quel che dici ma vedi

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come sono messo? Sono tre giorni che non mangio e pranzeresti con pelle e ossa e non ti sazieresti. Andiamo alla fiera, fammi saziare di cibo e appena sarò ingrassato allora sì che farai un bel pranzetto con me grasso!”. “È una buona idea – disse il gatto – ma non fare scherzi perché questa volta appena me ne accorgo ti mangio in un solo boccone, subito!”. E i due soci si confusero fra i tanti visitatori della bella fiera con il gatto che pagava da mangiare al topo per ingrassarlo ma non perdendolo mai di vista. Assistettero anche alla gara tra il potente cinghiale e la quieta rana, corsa che dalla mattina era stata annunciata a tutti gli avventori con grande propaganda dal gruppo dei lemuri che, saltando da un al-


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Madagascar La Congregazione Salesiana è radicata in Madagascar da più di trent’anni (dal 1981) e si articola con una vasta presenza sul territorio grazie alle opere presenti in varie parti del Paese. Le 10 case salesiane operano in favore della gioventù malgascia più vulnerabile con interventi sia pastorali che sociali, con una progettualità molto varia ed interessante nella sua molteplicità. Luoghi e metodologie classiche della vita salesiana a fianco dei giovani, come la vasta rete di oratori che attraversa tutta l’isola, centri pulsanti di educazione e formazione giovanile, si combinano alla perfezione con un importante impegno nel settore dell’istruzione primaria (con le decine di scuole di brousse, istituti di educazione elementare costruiti e gestiti dai Salesiani in zone profondamente rurali), secondaria e professionale, della comunicazione sociale – Radio Don Bosco è il centro di una rete di radio estesa su tutta l’isola ed è uno dei media più ascoltati dalla popolazione locale grazie alla qualità educativa dei suoi programmi e all’indipendenza nella presentazione della situazione socio-politica del Paese – e della sanità, grazie ai diversi dispensari gestiti dalle comunità salesiane. Il VIS accompagna e sostiene questa varietà di impegni ed interventi con una coppia di volontari che supportano lo sviluppo dell’Ufficio Progetti dell’Ispettoria del Madagascar ad Ivato – Antananarivo, affinché questa bella realtà posdel VIS Per sostenere le attività sa continuare a prosperare e a svilupparsi in maniera sostenibile in ar in Madagasc favore della gioventù malgascia e con una volontaria ostetrica che ca bancario presso Banca Eti mette la propria professionalità al servizio delle opere di ambito puoi effettuare un bonifico 00000520000 sanitario nel nord dell’isola. IBAN IT 70F05018032000

bero all’altro con frenesia, raccoglievano scommesse su chi sarebbe stato il vincitore. Quando la corsa stava per iniziare, il gatto mise tra le sue zampe la coda del topo, perché non gli venisse l’idea di scappare, tra la ressa generale. Appena la gara ebbe inizio il cinghiale abbassò la testa, drizzò i peli del dorso e partì come una furia, mentre la rana facendo un gran balzo si infilò tra i peli del cinghiale e lì stette aggrappata per tutta la corsa. Alla fine il cinghiale si fermò un momento prima del traguardo e sbuffando con insolenza gridò forte: “Dove sei presuntuosa rana?” “Cra, cra! Son qua!” disse lei compiendo un balzo dalla groppa del cinghiale oltre la linea del traguardo e vincendo la corsa tra gli evviva degli animali più piccoli! Venne sera e il topo era già bello tondo. “Ora ti mangio!” esclamò il gatto. “Ma sei matto – rispose il topo – così grosso ti starò indigesto tutta la notte. Mangiami domattina appena sveglio e sarai sazio per tutta la giornata! Ora per tua sicurezza scavo un buco per ter-

oppure ver un samento sul

CCP n. 88182001 po ra e mi metto lì dentro così Internazionale per lo Svilup intestato a VIS Volontariato VI potrai tenermi d’occhio, anCausale: Progetti S zi ti darò una lanterna così mi vedrai anche al buio”. Il gatto pensando fosse una buona idea acconsentì e il topo cominciò mentre il topo, gran scavatore, se ne uscì a raspare il terreno facendo un bel buco. da un’altra parte salvo e il gatto finì per “Senti gatto, farò il buco un po’ più lar- morire di fame nel buco. go così anche tu potrai entrare e non Ecco perché da quel giorno, appena un passare la notte al freddo e domattina topo vede un gatto, scappa come un fulmi mangerai!”. mine e il gatto lo rincorre per fargliela “Va bene!”, disse il gatto e dopo un po’ pagare! ■ si infilò nello stesso buco con la testa e tenendo nelle zampe la lanterna per vedere il topo. Ma il topo furbo continuò a scavare sempre più giù e, sentendo le proteste del gatto, scavò anche per lui ma sempre più stretto, finché il gatto non riuscì più ad andare né avanti né indietro e restò incastrato nel buco,


In questa rubrica raccogliamo e ripercorriamo le news apparse su volint.it negli ultimi mesi, che ci aiutano a leggere il nostro Paese e il mondo a cura di Alessandra Tarquini

NUVOLOSO CIELO TERSO

NON CI SONO PIÙ LE MEZZE STAGIONI

CIELO

PREVISIONI DEL TEMPO ATTRAVERSO LE NOTIZIE DI WWW.VOLINT.IT

22 ottobre 2013 Nasce la Casa dei Raccontastorie di Shoot4Change, un luogo di aggregazione creativa e di formazione su fotografia, video, giornalismo per chi non ha i mezzi per accedere ai canali educativi tradizionali. 8 settembre 2013 Domenico Quirico, l’inviato del quotidiano La Stampa, è libero. Era stato rapito in Siria agli inizi di aprile. 24 ottobre 2013 La società civile (CINI, AOI, LINK2007) esprime apprezzamento per la Legge di Stabilità 2014 in riferimento agli sforzi profusi per salvaguardare la cooperazione internazionale del nostro Paese. Nel testo unico è prevista la somma di 231 milioni di euro per il 2014. 23 ottobre 2013 Appello per la liberazione di Giovanni e Bernd, cooperanti rapiti in Pakistan 1 anno e 9 mesi fa. 21 ottobre 2013 Il più alto magistrato cinese, Zhou Qiang, ha invitato i tribunali del Paese ad avere il coraggio di seguire la verità. Il Presidente della Corte Suprema del Popolo ha anche esortato i tribunali ad emettere un minor numero di condanne a morte.

PIOGGIA

2 novembre 2013 Ennesima tragedia nel Mali: due giornalisti francesi di Radio France Internationale sono stati rapiti e assassinati nella città di Kidal, nel Nord del Paese. 16 ottobre 2013 La malnutrizione cronica colpisce 870 milioni di persone. La FAO rilancia un appello per migliorare e rendere sostenibili i sistemi agricoli e alimentari. 3 ottobre 2013 Nuova tragedia del mare a Lampedusa. Un barcone carico di migranti è naufragato, rovesciandosi e prendendo fuoco. Perdono la vita 366 persone. 110 i superstiti.

5 agosto 2013 Tragico incidente avvenuto in India, 23 bambini hanno perso la vita dopo aver mangiato un pasto contaminato con il monocrontophos. La FAO chiede che i pesticidi altamente pericolosi vengano ritirati dai mercati dei Paesi in via di sviluppo.

25 luglio 2013 Più di 125 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali. Una su cinque vive in Egitto. Più di 30 milioni rischiano di subire mutilazioni nel prossimo decennio. Tutto nel rapporto UNICEF sulle mutilazioni genitali. 36

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VOLONTARI

HARAMBÉE:

l’incontro gioioso La parola Harambée è una parola swahili che significa comunità che si riunisce e che lavora insieme. E l’Harambée è proprio questo, un grande incontro gioioso tra giovani che provengono dal mondo dell’Animazione Missionaria salesiana di tutta Italia, accomunati da un grande interesse e impegno comune: l’interesse per il Sud del mondo, sperimentato in prima persona attraverso le esperienze estive nei Paesi poveri e l’impegno a prendersi cura gli uni degli altri, a camminare e agire insieme per costruire “un mondo possibile”. Harambée vuol dire anche 300 giovani che dopo un mese trascorso in Africa, America Latina, Europa dell’Est o anche nelle periferie dimenticate della nostra Italia, si ritrovano per scambiarsi riflessioni e progetti per il futuro attraverso canti, danze, testimonianze missionarie. Harambée vuol dire anche missionarietà, non come proselitismo ma come impegno a umanizzare il mondo, come ha sottolineato il Rettor Maggiore dei Salesiani don Pascual Chávez che, con queste parole, ha conferito il mandato missionario a 36 Salesiani, 16 suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) e 5 volontari laici, di cui 4 del VIS.

“Come ti cambia... il cuore” “Come ti cambia” è stato il titolo dell’Harambée 2013. “Come ti cambia il cuore” ha aggiunto il Rettor Maggiore proprio durante l’Harambée, mentre venivano presentati i missionari e i volontari internazionali in partenza. Questa frase racchiude, come in un vaso, tutte le emozioni, le sensazioni che ogni partecipante a questo “incontro festoso” ha potuto raccogliere e vivere. Siamo arrivati a Torino mossi dall’interesse, dalla curiosità e dal desiderio di condividere con altri l’esperienza vissuta la scorsa estate in un Paese in via di sviluppo. A Colle Don Bosco abbiamo ascoltato cinque missionari che hanno trascorso parte della loro vita in terra di missione. Dai loro occhi e dalle loro parole è stato facile capire quanta fe-

licità vi era nel loro cuore e come stava cambiando. “Abbiate il coraggio di mettere in discussione la vostra vita. La missione vi sorprende e vi cambia”. Esperienza di queste parole l’abbiamo fatta nei successivi gruppi di lavoro. A parlare non sono stati solo dei testimoni specifici ma ogni partecipante. Siamo diventati testimoni gli uni degli altri. Custodi di un cambiamento che solo il Signore è in grado di operare in ognuno. La giornata si è conclusa con un momento di danze prima della “Buonanotte” di Madre Yvonne, Madre Generale delle FMA, che ha consegnato simbolicamente ai tutti noi partecipanti tre frasi chiave da conservare per la nostra vita: Non abbiate paura, la fede è un dono che non si può tenere so-

lo per sé ma deve essere condiviso; prendersi cura, non si può essere felici da soli, bisogna donarsi al proprio fratello; fate della vostra vita un capolavoro, essendo persone disponibili ed aperte. “Oggi voi siete inviati da questo luogo dove Don Bosco iniziò e sviluppò la sua opera. Oggi siete chiamati a continuare il suo sogno. Diventate missionari dei giovani, abbiate a cuore i più poveri, portate loro il lieto messaggio della salvezza”, con questo augurio del Rettor Maggiore si è chiuso l’Harambée 2013. E ognuno di noi ha portato con sé questo cambiamento in modo da trasmetterlo e condividerlo con gli altri. Perché insieme è più bello. ■ Tratto da una riflessione di Stefania Postiglione (Ispettoria Meridionale)

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VITA ASSOCIATIVA

Il volto nuovo del VIS e dell’Animazione Missionaria Classe 1969. Nato a Campi Salentina nella provincia di Lecce, una laurea in Scienze dell’Educazione, attualmente responsabile per la formazione dei Salesiani in Italia, don Guido Errico è il nuovo Vicepresidente del VIS e delegato del Centro Nazionale Opere Salesiane. Ve lo presentiamo attraverso 7 domande e 7 risposte a cura di Alessandra Tarquini, VIS - Responsabile Ufficio Comunicazione a.tarquini@volint.it

e Francesco Loddo, Tirocinante settore comunicazione VIS

Diamo il benvenuto a don Guido Errico, neo Vicepresidente delegato CNOS al VIS. Si aspettava questo nuovo importante incarico? Come è arrivata la notizia? La notizia è giunta improvvisa e inattesa, per bocca del mio Superiore don Pierfausto Frisoli. Aveva consultato gli Ispettori d’Italia e, entrato nel mio

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ufficio di via Marsala a Roma, mi ha chiesto se avessi il passaporto e se fossi pronto a usarlo molto di frequente. L’idea di viaggiare per conoscere nuovi frammenti di vita della Congregazione Salesiana nel mondo mi ha sempre affascinato, insieme alla possibilità di esercitare maggiormente il mio inglese che corre il rischio di spegner-

si del tutto. Ho apprezzato la possibilità di condividere parte della ormai lunga storia del VIS, degli amici della sede romana e dei tanti volontari sparsi nel mondo. Quali ruoli e funzioni ha svolto prima di arrivare al VIS? Cosa si aspetta di ricevere da questa nuova esperienza? Sono originario dell’Ispettoria Salesiana Meridionale, con sede a Napoli, dove ho prestato diversi servizi, soprattutto nel campo della formazione e dell’accompagnamento vocazionale. L’esperienza da Vicario dell’Ispettore, dal 2005 al 2011, mi ha arricchito molto, abilitandomi di più ad accompagnare percorsi di discernimento e di comunione tra i confratelli salesiani e i membri degli altri gruppi della Famiglia Salesiana. Da ultimo, ho avuto la gioia di accompagnare un breve tratto del cammino della casa salesiana di Andria, nella responsabilità verso i confratelli e nell’oratorio. In questo nuovo servizio mi auguro di sperimentare la bellezza del servizio che il VIS realizza nell’accompagnare tante Ispettorie salesiane nel mondo, di maturare uno stile di cooperazione


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da spendere anche nei nostri contesti e di trasferire la sensibilità per i più poveri anche nei processi formativi dei confratelli in Italia. Tre pregi e tre difetti del suo carattere? Tra i pregi indicherei subito che sono contento della mia vocazione salesiana. Inoltre, una buona capacità di ascolto e, terzo, il desiderio di migliorarmi. Vedrete subito i miei difetti. Ma spero che siano solo questi: il disordine, la lunghezza nel parlare e risolvere i problemi all’ultimo momento. Il VIS si occupa di cooperazione e sviluppo da oltre 27 anni. Che significato dà a questa scelta? È stata una giusta intuizione iniziale che non deve assolutamente spegnersi. La visione di sviluppo integrale di Don Bosco è sale dell’azione quotidiana del VIS da oltre 27 anni ed è straordinario il lavoro che insieme, VIS e Ispettorie salesiane nel mondo, riescono a realizzare per e con le persone più svantaggiate e vulnerabili. Lavorare nella cooperazione è sicuramente ogni giorno più complesso, ma abbiamo delle forti motivazioni e competenze da investire. Il solco è

tracciato e abbiamo intenzione di coltivarlo nel modo migliore. Perché chi legge questa rivista dovrebbe continuare a sostenere il lavoro del VIS con i Salesiani di Don Bosco? Perché Don Bosco è garanzia di servizio privilegiato per i piccoli e i giovani del mondo, anche in contesti molto diversi dai nostri ed in culture che non hanno radici cristiane. L’azione educativa dei Salesiani è apprezzata per il suo sguardo complessivo sulla realtà dell’uomo a partire dal suo desiderio di costruire un futuro dove sia di casa la dignità di ciascuno. Perché il desiderio di un futuro migliore si inizia a realizzare in scelte attuali in favore dei giovani e che li vedano come protagonisti. Non si possono più rimandare alcune scelte, anzi è necessario investire nell’educazione integrale presso ogni contesto. Perché il VIS ha maturato una grande competenza e professionalità nei suoi 27 anni di prezioso servizio. È diventato un organismo ampiamente riconosciuto, partner ordinario dell’Unione Europea, del Ministero

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Affari Esteri e della Conferenza Episcopale Italiana. La sua azione capillare può raggiungere i più diversi contesti grazie alla presenza dei figli di Don Bosco presso tanti popoli. Lei ha avuto modo di visitare molti Paesi del Sud del mondo: una immagine, una storia, un episodio che ci vuole regalare perché particolarmente significativo? Il VIS è presente anche in Albania e, precedentemente, anche in Kosovo. Ho visitato più volte quelle terre. Con orgoglio possiamo constatare che, in circa 20 anni di presenza della Famiglia Salesiana lì, sono numerosi i Salesiani e le Suore Salesiane FMA originarie di quelle terre. Don Bosco ha assunto alcuni tratti del volto albanese. Qual è il mondo possibile che immagina? Credo in un mondo migliore frutto di validi percorsi educativi. Quindi immagino che ogni giovane possa vivere la sua crescita in una comunità significativa con adulti maturi che abbiano assunto la sfida di essere accompagnatori. ■

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annuario italiano dei diritti umani 2013

Chi si avvicina alla complessa architettura dei diritti umani a livello nazionale o internazionale si trova davanti ad uno scenario complesso spesso disorientante. Questa insicurezza non è una esperienza solo della persona comune, ma anche dello specialista che si ritrova a sperimentare questo passaggio, quasi un rito di iniziazione.

di Barbara Terenzi, VIS - Coordinatrice Ufficio Diritti Umani e Advocacy b.terenzi@volint.it

straordinario è che, superato il momento iniziale, ci si scopre proiettati in un modello armonioso dove ogni pezzo del rompicapo ha significato, collocazione e precisa ragione di esistere e senza il quale l’insieme finirebbe per perdere in coerenza. Si comprende allora il disegno sviluppatosi nel tempo grazie al lavoro costante di tanti e al sacrificio di molti, che hanno alimentato la perseveranza dei primi nella costruzione di un ideale universale capace di abbracciare tutti nel rispetto delle molteplici sfaccettature della realtà umana. Lungo questo percorso di scoperta, ci ritroviamo nuovamente oggi fra le mani, al termine del terzo anno consecutivo, un patrimonio di informazione e di aggiornamento sugli elementi fondamentali del grande paradigma dei diritti umani: l’Annuario italiano dei diritti umani del Centro Diritti Umani dell’Università di Padova. La pubblicazione rappresenta uno strumento completo per una visione integrata dei dispositivi a favore della promozione e protezione dei diritti umani. È possibile concreta-

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mente sperimentare lo stato dell’arte nel nostro Paese sia a livello nazionale che sub-nazionale, a livello regionale in Europa e al macro delle Nazioni Unite dove le politiche planetarie vengono progettate con il contributo degli Stati. L’Annuario, realizzato da una squadra di esperti di altissimo livello coordinata dal prof. Antonio Papisca e dal prof. Marco Mascia, figure centrali del nostro mondo accademico, è affiancato dalla regione Veneto che prima fra le regioni italiane opera organicamente nel settore della promozione dei diritti umani, della cultura, della pace e della cooperazione internazionale. Particolare enfasi in questa ultima edizione viene posta sulla Revisione Pe-

Antonio Papisca

VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO

Marco Mascia

riodica Universale a cui verrà sottoposta l’Italia nel 2014. La procedura rientra fra i meccanismi di tutela dei diritti umani a cui sottostanno gli Stati aderenti al sistema delle Nazioni Unite, per riconoscere il grado di adempimento degli impegni assunti in materia a livello internazionale da parte dello Stato in revisione. L’Annuario, nell’osservare lo scenario italiano, si sofferma anche sul ruolo giocato dalla società civile e in particolare ricorda il lavoro portato avanti dal Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani di cui il VIS è uno dei fondatori. E proprio in questo ambito viene riconosciuto l’importante lavoro di monitoraggio e di advocacy portato avanti dal VIS e dalle altre 88 organizzazioni non governative nella lotta per realizzare anche in Italia una commissione nazionale indipendente per i diritti umani, istituzione fondamentale per la promozione e protezione dei diritti fondamentali di cui ancora oggi il nostro Paese è mancante. ■



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