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ONDA D’URTO Periodico degli studenti del Liceo ‘Porporato’ di Pinerolo - Anno VI, n.3, febbraio 2004 http://web.tiscali.it/liceoporporato/onda/onda_d'urto.htm — ins.resp. a.denanni

DOVE VA IL MONDO?

Indice:

Globalizzazione: sport pag. 5 Intervista doppia p. 6-7 Editoriale pag. 2 Commercio degli organi pg. 8 Intervista a Alma e Lila pag. 3 Commercio del sesso pag. 8 Globalizzazione: storia pag. 4 Un governo mondiale pag. 9

Adesso vi racconto Supplemento d’anima Wintricks Splash Un campione tra noi

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pag. 10 pag. 11 pag. 12 pag. 13 pag. 14

Test di cultura globale pag. 15 Tra una risata e l’altra pag. 16 Adozioni a distanza pag. 17 What is the Matrix? pag. 18 Un’Americana tra noi pag. 18

Mondo-Matrix Contagiare il mondo Lettere alla redazione Un angelo barbone Super Vto

pag. 19 pag. 20 pag. 21 pag. 21 pag. 22


Editoriale In questo numero di “Onda d’urto” abbiamo voluto confrontarci con il tema della mondializzazione. Un tema difficile, quasi da esame di maturità. Abbiamo voluto in particolare capire quello che sta avvenendo nel mondo con le guerre, lo squilibrio nord-sud del mondo, l’incontro-scontro delle culture. Insomma, ci accorgiamo tutti che il mondo sta diventando sempre più piccolo, nel senso che è facile andare in aereo anche nei paesi più sperduti, sapere tramite la televisione o internet quello che succede in Africa o in Asia, mangiare prodotti che arrivano da altri continenti, vestirsi con abiti fatti in Vietnam, in Cambogia o in Bangladesh, incontrare per strada giapponesi, senegalesi o indiani, andare a mangiare al ristorante cinese o arabo, usare sempre di più terminologie inglesi (computer, hard disk, mouse, ecc.), andare in vacanza in varie parti del globo, acquistare l’automobile o il lettore MP3 fabbricati in Indonesia, avere amici che praticano una religione che ha avuto origine in un altro continente... Non siamo più solo cittadini pinerolesi, italiani, siamo ormai cittadini del mondo. Sta nascendo “l’homo planetarius” dice padre Alex Zanotelli, un missionario che ha girato il mondo e di razze e culture diverse se ne intende. Sta nascendo una nuova umanità! Com’è, come sarà questa nuova umanità? Boh, certamente adesso è molto incasinata e i più grossi cambiamenti, ha detto un altro grande personaggio, non sono nel campo della materia, ma dello spirito, delle idee, delle culture. Stanno cambiando i punti di riferimento tradizionali, le culture stanno fermentando e questo a qualcuno, per esempio ai Ben Laden, non sta bene e scatenano le loro battaglie violente. In questo numero del giornalino abbiamo voluto toccare alcuni di questi fenomeni della mondializzazione, alcuni positivi ed altri negativi, che ci coinvolgono anche come studenti: siamo così partiti dall’episodio delle due studentesse musulmane francesi Alma e Mila, che sono state espulse dalle scuole pubbliche di Francia perché vi andavano con lo chador. Su questo abbiamo fatto un’intervista doppia ai proff. Denanni e Bresso. Parliamo poi degli aspetti negativi della globalizzazione come quello del commercio degli organi e del mercato del sesso e di quello positivo nel campo dello sport. Abbiamo sottolineato anche il bisogno di regole e di un governo mondiale (l’ONU). Nel giornalino abbiamo però anche temi più leggeri e più abbordabili come le solite rubriche: splash, un campione tra noi, le avventure di SuperVto, le lettere alla redazione, l’apertura di un dibattito su Matrix, ecc. La Redazione

La mondializzazione

Altra questione. "Se certi paesi in via di sviluppo hanno compreso come fare affidamento sulle forze della mondializzazione per accelerare il proprio progresso economico, que“A partire dagli anni Settanta, gli scambi di beni e servizi tra sto non è vero per tutti. Altri paesi incapaci di partecipare paesi e continenti si sono pressoché triplicati… Il gioco comall'espansione del commercio internazionale rischiano d'esbinato dell'allargamento di campo dell'economia di mercato, sere i dimenticati dell'economia mondiale: il mercato non ha dell'unificazione mondiale dei mercati monetari e dell'irruziocura dei poveri”. ne delle nuove tecnologie dell'informazione e della comuniMichel Camdessus, ex direttore del Fondo monetario internacazione ha creato condizioni molto favorevoli allo sviluppo zionale, CittàNuova n.21, 2002 dell'economia mondiale.

Un miscuglio di rischi e opportunità

… Viviamo in un pianeta che, pur trovandosi nel disordine e non senza molti guasti e sofferenze, si fa uno: per il meglio, per la rapidità senza tregua accresciuta dalla diffusione delle conoscenze, la moltiplicazione delle opportunità di viaggio e di contatti, la reattività stessa delle società alle disgrazie che avvengono nel più lontano angolo del mondo. Niente arresterà, sembra, questa marcia verso un'unificazione crescente del mondo ". Ovviamente, non tutto è oro. "Queste chances non saranno automaticamente massimizzate né rese accessibili a tutti i paesi e a tutti gli uomini. ...I rischi in corso sono: "incapacità dello stato nazione a far fronte a nuovi problemi che d'improvviso si manifestano a livello mondiale, livellamento culturale, minacce ecologiche, marginalizzazione dei più poveri e ineguaglianze stridenti". Il primo pericolo, però, è l'instabilità finanziaria… E non è tutto. "L'insorgere continuo di problemi di dimensione mondiale (clima, criminalità -, particolarmente finanziaria - droghe, pirateria informatica, migrazioni, epidemie tipo la Sars) valicano le frontiere dello stato-nazione e rendono i governi pietosamente disarmati. Incertezza e instabilità soprannazionali fanno sorgere una domanda: "C'è un pilota in questo aeroplano che attraversa turbolenze sempre maggiori?".

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Intervista ad Alma e Lila

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Abbiamo raccolto la testimonianza di Alma e Lila, le due ragazze francesi espulse dal liceo che frequentavano, perché indossavano il Chador, il tipico velo islamico. Siete di origine musulmana o vi siete convertite? Ci siamo convertite; nostro padre è un ebreo non praticante e nostra madre è un’algerina di religione cattolica. Questa scelta è stata solo nostra.

Il papà è un ebreo, la mamma è una cristiana algerina, lui fa l’avvocato, lei l’insegnante. Entrambi sono non credenti: le loro figlie, Alma e Lila, 16 e 18 anni, stanno scuotendo la Francia. In un paese che fa della laicità una bandiera e che vieta l’ostentazione dei simboli religiosi di qualunque religione nelle scuole pubbliche, le due ragazze si ostinano a portare il velo che copre loro tutta la testa. Per quel velo che viene considerato una ostentazione, le due ragazze sono Cosa simboleggia il velo nella religione mu- state espulse dal Consiglio d’Istituto del loro liceo, alla periferia di Parigi. Il sulmana? padre, Laurent Levy, simpatie a sinistra, attivista del Movimento contro il E’ un simbolo di pudore, di rispetto e di sottorazzismo, pur non condividendo la scelta della figlie, ha deciso di difenderle missione ad Allah, è scritto nel Corano e dob- fino in fondo e parla di apartheid scolastico. "Che senso ha obbligare due adolescenti alla trasgressione dei loro principi?" - ha commentato. biamo rispettarlo. Anche la madre che pensa a un plagio delle figlie, le difende: "Un giorno hanChe tipo di problemi avete avuto a scuola no deciso di non mangiare più carne di maiale. Poi hanno cominciato a vestirper il fatto del velo? si così. Sono certa che sono state plagiate, ma l’espulsione non potrà che radiCome tutti sanno ci hanno espulse, la Francia calizzare la loro scelta". è un paese laico e non tollera l’esibizione di La nonna ebrea delle due ragazze ha messo per iscritto – in una lettera per le nipoti – tutta la confusione di pensiero per quella scelta: "Detesto la conversimboli religiosi o politici in luoghi pubblici. In sione e il velo, ma le amo e spero che crescano con dignità. Un giorno forse un primo momento ci era stato proposto di innon avranno più bisogno dell’Islam che oggi per loro è necessario".. dossare dei foulard o delle bandane che laIntanto, la Francia è scossa dalle polemiche e l’Assemblea Nazionale ha apsciassero intravedere i lobi delle orecchie, provato una legge che vieta espressamente il velo islamico e tutti i simboli l’attaccatura dei capelli e il collo, ma noi abbia- religiosi vistosi nelle scuole.

mo rifiutato e quindi ci hanno espulse.

C’era qualche professore che era indifferente o era d’accordo col fatto che voi portaste il velo? No! Assolutamente! Gli insegnanti fanno rispettare lo spirito laico della legge. Alcuni insegnanti cercavano di persuaderci con frasi del tipo: << Sei bella e hai dei bei capelli! Perché devi coprirti in quel modo?>>. Che cosa prevede la legge francese riguardo all’esibizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici? La legge francese lo permette, ma solo se non c’è ostentazione. Secondo la commissione disciplinare, nel nostro comportamento c’era ostentazione. Accetterete mai di togliervi il velo per tornare a scuola? No! Abbiamo rifiutato di indossare bandane o foulard in alternativa! Non accetteremo mai di rinunciare al velo, è un pezzo della nostra religione! I vostri amici e i vostri compagni vi hanno mai escluso o disapprovato per il fatto del velo? No! Anzi ci hanno sempre appoggiato. Addirittura alcuni hanno partecipato con noi ad una manifestazione davanti al liceo, rischiando anche loro provvedimenti disciplinari. Le persone che incontrate sono indifferenti, vi appoggiano o vi disapprovano perché portate il velo? Alcuni lanciano sguardi freddi e disapprovanti, altri sono totalmente indifferenti e approvano senza alcun problema, perché hanno capito che anche se portiamo il velo siamo uguali a loro. Jessica 2^d/s La convivenza è possibile No alla poligamia e alle mutilazioni sessuali come l'infibulazione. Sì invece all'uso del chador, al diritto di voto nelle amministrative e al rispetto delle regole alimentari delle minoranze nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle caserme e negli ospedali. E' il testo dell'appello "La convivenza è possibile" promosso dal senatore verde Luigi Manconi, e sottoscritto dai massimi responsabili delle confessioni religiose presenti in Italia. Tra essi, i presidenti delle comunità ebraica e buddista, valdese e induista, esponenti rappresentativi della comunità musulmana e importanti figure del cattolicesimo italiano, come monsignor Ablondi e monsignor Ventorino, don Ciotti e don Albanesi. Il testo è stato firmato anche da Tullia Zevi, David Grossman, Daniel Cohn Bendit, Tarar Ben Jelloun, Moni Ovadia. "Il Manifesto" 16 novembre 2000 3


GLOBALIZZAZIONE: UN PO’ DI STORIA… 1975 Per la prima volta si incontrano i rappresentanti dei 6 paesi più sviluppati (G6) a Parigi e prendono due storiche decisioni, che segneranno la storia dell’economia: 1° liberalizzazione della circolazione dei capitali 2° privatizzazione di beni, imprese e attività dello Stato o di Enti pubblici Queste due decisioni hanno innescato il processo di globalizzazione, accelerato enormemente dalle nuove tecnologie informatiche e telematiche: il mercato dei capitali è aperto virtualmente 24 ore su 24, per tutti i giorni dell’anno, lavorando su computer che “annullano” tempo e spazio.

LE CARATTERISTICHE DI QUESTA GLOBALIZZAZIONE CAMBIA IL MODO DI PRODURRE: prima un’impresa era saldamente ancorata al territorio e al suo tessuto sociale e l’imprenditore assumeva responsabilità nei confronti della società locale di riferimento. Oggi un’impresa è “nomade”, può avere il suo centro decisionale in una città mentre la produzione avviene magari a migliaia di km di distanza . L’imprenditore così non ha più un contesto locale cui rispondere, bensì un universo di azionisti potenzialmente ‘dispersi’ in tutto il mondo. Le imprese multinazionali, oggi, dovrebbero più propriamente essere ridefinite imprese transnazionali.

CAMBIA IL RAPPORTO TRA POLITICA ED ECONOMIA: nella storia economica è sempre accaduto, dalla rivoluzione industriale in poi, che fosse il potere politico a fissare le priorità e le regole dell’attività economica e a farle rispettare. Oggi accade che i governi eletti dai cittadini devono cedere ‘quote di sovranità’ ad altri organismi economici, con la conseguente prevalenza delle decisioni economiche su quelle politiche. Un governo non può più fissare in modo autonomo una politica valutaria o fiscale (È impensabile, ad esempio, una pressione fiscale dissimile dagli altri paesi: si avrebbe un abbandono da parte delle imprese di quel paese). Viene dunque meno l’intervento della politica nella sfera dell’economia.

AUMENTA LA RICCHEZZA E AUMENTA LA POVERTA’: la globalizzazione aumenta le ricchezze ma le distribuisce in modo non equo, non solo tra il nord e il sud del mondo, ma creando disuguaglianze tra i diversi gruppi sociali, anche nelle nostre società del benessere (Oggi un licenziato di 40 o 50 anni ha molte difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro e ad avere un reddito). Aumentando le disuguaglianze, questa globalizzazione tende a diminuire la partecipazione alla vita democratica da parte delle fasce povere ed emarginate, nonché ad aumentare il rischio di guerre per l’accesso alle risorse primarie. LA GLOBALIZZAZIONE

L’OMOLOGAZIONE CULTURALE:

Aspetti positivi

Aspetti negativi

la trasmissione delle informazioni e la libera circolazione in tutto il pianeta di beni e servizi hanno reso possibile che gli stessi prodotti possano trovarsi in tutto il mondo, con le stesse caratteristiche e con lo stesso messaggio culturale di fondo (vedi Mc Donald’s, Coca Cola ecc,).

Apertura a tutto campo

Concentrazione del potere

Sprovincializzazione

Tendenze alla omologazione culturale

Policentrismo

Rischio del pensiero unico

Scambio planetario

Monopolio della comunicazione

Domanda di Governo Mondiale

Globalizzazione selvaggia a etica zero

Mobilità umana

Sradicamento culturale, perdita dell’identità

Oggi, chi acquista un bene di consumo acquista anche un modo di intendere, uno stile di vita, con un grande rischio…… l’appiattimento, l’omologazione culturale, il livellamento tra diversi popoli, che dovrebbero invece valorizzare le proprie differenti matrici culturali, le lingue, le tradizioni.

Riduzione del principio di sovranità Idolatria del mercato e darwinismo sociale economica dello stato Evaporazione del territorio, delocalizzazioRiscoperta del valore delle culture ne della produzione Attaccamento all’identità

Libero adattamento da Stefano Zamagni, docente di microeconomia, Univ.Bologna

alla

memoria

e Aumento delle patologie della insicurezza (stress, bisogno di certezze, fondamentalismo, new age...) www.saveriani.bs.it/cem/ Corsi/materiali/materia2.htm

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LO SPORT

Globa lizzaz ione n

ello s po

rt Il sito web Nel cosiddetto “villaggio globale” nel quale viviamo le barriere sportive, specie nel di alcuni giocatori stranieri

Il grande globalizzatore

mondo del calcio, sono crollate molto prima di quelle economiche. È sotto gli occhi di tutti la presenza di giocatori stranieri nelle squadre di calcio italiane e di giocatori italiani all’estero. La stessa cosa dicasi in molti altri sport: nell’automobilismo, nel ciclismo, nel basket, nel motociclismo, ecc. Per limitarsi all’esempio della Ferrari, i due piloti, Schumaker e Barrichello, sono uno tedesco e l’altro brasiliano, il d.s., Jean Tod, è francese. Il fatto poi che si svolgano dei campionati internazionali di club, i campionati d’Europa, del mondo, le Olimpiadi, ecc. dove atleti e tifosi vanno in varie parti del globo fanno dello sport un eccezionale veicolo per il diffondersi dei processi di mondializzazione e di intercultura, a volte anche di sviluppo di relazioni politiche: il disgelo tra la Cina comunista e gli Stati Uniti è stato anticipato da un torneo di ping-pong tra atleti cinesi ed americani. Da sempre lo sport rappresenta un qualcosa che, per natura, tende a mettere in relazione avvenimenti, fatti e persone creando una sorta di area comune, la quale viene condivisa tra i vari atleti che, per un’ora, due o più si ritrovano a gareggiare insieme accomunate da una stessa passione. Il più grande evento sportivo mondiale, che esprime questa pluralità di razze, di culture, di diversità umana sono le Olimpiadi, dove sono protagonisti persone di lingua, cultura, nazionalità e religione diverse, unite dallo spirito della competizione e dalla voglia di stare insieme. Un evento che si connota di sportività e di “fratellanza”, a cui nemmeno le vicende belliche internazionali possono opporsi. Un crogiolo di costumi che non vede differenze di pelle e di usanze, ma che fonda proprio sulla diversità il suo punto di interesse e di forza. Margherita e Georgia V A Ginn

I CINQUE PILASTRI CRIM… DELLA GLOBALIZZAZIONE Secondo Bruno Amoroso, docente di economia all’Università di Rotshild (Danimarca), molto critico verso la globalizzazione, l’economia mondiale si regge su cinque pilastri criminali: 1) La finanza. La redditività delle aziende non è data dalla vendita dei prodotti, ma dalle speculazioni finanziarie. 2) La ricerca militare. Bisogna sapere che molti oggetti che utilizziamo, come i telefonini, i computer e tutte le nuove forme di comunicazione sono gli scarti di questa industria. 3) La droga e la prostituzione Oggi sono industrie internazionali, con operazioni che si svolgono alla luce del sole e banche da cui passa il denaro, che, consapevolissime della sua provenienza, lo spediscono ai sistemi finanziari, che lo riciclano per alimentare questo mercato. Ci sono paesi, come il Messico o la Colombia, che si reggono proprio su questi commerci. 4) I materiali nocivi Al giorno d’oggi gran parte della produzione dei beni (le sementi, la manipolazione genetica, gli allevamenti) ha dietro una ricerca e una produzione di materiali nocivi. In che modo i prodotti manipolati creano guadagno? Semplice, usati una volta sono da buttare. Il seme, che è manipolato, non serve a produrre e poi riprodurre, bisogna ricomprarlo dopo una sola raccolta. È così anche per gli animali, che dopo una generazione sono sterili. In questo modo si monopolizzano prodotti che potrebbero essere fonte di guadagno incredibile. 5) Il commercio di organi. Se sei povero, devi aspettare un anno e più per un trapianto, ma se sei ricco no! Tutti gli organi hanno un prezzo e basta andare in un ospedale internazionale, dove i migliori medici specializzati ti faranno qualunque trapianto. Ovviamente gli organi devono essere reperiti da qualche parte e i 4/5 del mondo (povero) sono un’ottima riserva di materia prima! Valentina 3D Soc 5

Pinga - www.pinga.it Il sito ufficiale del piccolo attaccante Pinga Van der Saar Edwin - portiere degli "orange" www.ciaocampioni.com/edwinvandersar Matthaeus Lothar - www.lotharmatthaeus.com Il sito ufficiale del campione tedesco ex Inter Hamm Mia - www.miadirect.com Conoscete la più famosa calciatrice del mondo? Desailly Marcel - www.marcel-desailly.com Il sito ufficiale del campione del mondo Desailly Bergkamp Dennis - www.icons.com/DB/ Il sito ufficiale del campione olandese ex Inter Nakata Hidetoshi - www.nakata.net Il sito ufficiale del campione giapponese Shevchenko Andriy - www.shevamania.com Il sito ufficiale del fenomeno del Milan Giggs Ryan - www.icons.com/giggs/ Il sito ufficiale della stella del Manchester Kahn Oliver - www.kahn.de Il sito ufficiale del forte portiere tedesco Roberto Carlos - www.robertocarlos.com.br Il sito ufficiale del turbo terzino del Real Madrid Rivaldo - www.rivaldo.com.br Il sito ufficiale del fuoriclasse del Barça Lamouchi Sabri - www.sabrilamouchi.com Il sito ufficiale del centrocampista Lamouchi Frey Sebastien - www.freysebastien.com Il sito ufficiale del portiere Sebastien Frey Barthez Fabien - www.fabienbarthez.net Il sito ufficiale del portiere del Manchester e della Francia Ronaldo - www.r9ronaldo.com Sito ufficiale di Ronaldo Figo Luis - www.figozone.com Sito ufficiale del fuoriclasse del Real Thuram Lilian - www.lilianthuram.com Sito ufficiale del grande difensore della Francia Zanetti Javier - www.javierzanetti.com Sito ufficiale del capitano dell'Inter Cafu - www.marcoscafu.com Sito ufficiale del "pendolino" del Milan

I RAGAZZI DEL 2006 Un grosso evento di globalizzazione sportiva avverrà nel 2006 nel Pinerolese con le olimpiadi invernali e il conseguente arrivo di atleti da ogni parte del mondo, appartenenti a culture, tradizioni e religioni diverse. In preparazione di questo grande evento si è attivato il progetto "I Ragazzi del 2006". Questi sono gruppi di giovani che nel 2006 avranno un'età compresa fra 18 e 25 anni e praticano attività varie, quali giornalismo, intrattenimento, organizzazione di feste e manifestazioni, musica. Questo incontro con ragazzi e atleti di tutto il mondo sarà sicuramente un'ottima esperienza per noi giovani e per la nostra provincia. Ivan 3 A/L


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Intervista doppia

DOVE VA IL MONDO?

Sui temi della mondializzazione e della globalizzazione, dello chador e della laicità, della multiculturalità… abbiamo messo a confronto in un’intervista doppia le opinioni dei proff. Bresso e Denanni. Su questi argomenti così densi ed impegnativi ritorneremo in futuro. Prof. ANTONIO DENANNI

Prof. TIZIANA BRESSO

In questi giorni l’Assemblea Nazionale francese ha emanato la legge che proibisce l’ostentazione dei segni religiosi (velo, croci, kippa, ecc.) nelle scuole pubbliche. Che cosa ne pensa, è favorevole o contraria? Non è facile dare una risposta in merito a tradizioni e usi che sono così lontani dalle nostre abitudini. Certo, se pensiamo al velo che portano le donne appartenenti alla religione islamica viene da chiedersi quanto quel simbolo non sia, per loro, una “scelta imposta”. Se sono loro stesse ad affermare con forza la necessità di perpetrare la loro tradizione anche in un paese occidentale, si dovrebbe concedere loro di farlo, aspettando magari che l’autodeterminazione e il desiderio di emancipazione facciano spontaneamente la loro comparsa. Quanto alla croce, si tratta di un simbolo la cui presenza, in alcuni luoghi, non mi sembra possibile imporre. In una scuola laica, ad esempio, le coscienze e le religioni non dovrebbero essere costrette a far i conti con immagini che non appartengano anche a loro.

Sono contrario al divieto, perché va ad invadere la libertà di espressione della persona. Posso capire che lo Stato in un luogo di sua proprietà detti delle regole sull’arredo delle strutture, vietando l’esposizione di simboli religiosi, ma non condivido che queste regole invadano la libertà di espressione delle persone, che devono essere libere di vestirsi come vogliono, anche con abiti od oggetti che fanno riferimento al religioso. È una forma di integralismo all’incontrario.

In Italia qualcosa di simile è successo qualche mese fa per la presenza del crocifisso a scuola. Lei è per toglierli o lasciarli? Non sono per toglierli e neanche per metterli, perché mi sembra che la disputa abbia travalicato la realtà del problema, diventando ideologica. La presenza del crocifisso aveva senso qualche decennio o secolo fa, quando la simbologia religiosa faceva parte dell’identità delle persone e dello Stato. Oggi non è più così. Nella nostra scuola credo che ci siano una decina di crocifissi appesi nelle aule: difendo la loro presenza perché è stata decisa liberamente, con votazione. Se gli studenti della classe vogliono toglierli, facciano una libera votazione.

In effetti la mia risposta si desume chiaramente dalle riflessioni precedenti: in un mondo che cambia, e quindi in una scuola che deve essere pronta a valorizzare le diversità e non a farne un motivo di scontro, penso che quel simbolo possa lasciare le aule; i credenti non abbisognano di una croce per ricordare la loro fede, gli appartenenti alle altre religioni non si devono per forza confrontare con un simbolo religioso in un luogo che frequentano per accedere alla lingua e cultura del paese in cui si sono stabiliti.

Che cos’è per lei la laicità? La libertà di essere credente, non necessariamente praticante; non appartenere ad un ordine religioso né essere affiliati ad un’ideologia eccessivamente rigida che possa in qualche modo limitare le scelte di vita e l’esercizio del libero arbitrio.

Soprattutto dialogo e pluralismo di idee, che entrando in cortocircuito danno il meglio di sé. Ci sono due idee di laicità, in conflitto tra loro: una è incentrata sull’esclusione dallo spazio pubblico di ciò che fa riferimento al religioso: è la visione laicista-giacobina, alla francese. L’altra idea di laicità è legata al dialogo e al processo decisionale democratico: cioè tutti si possono esprimere, compresi quelli che fanno riferimento a un’idea religiosa. Nella scelta della decisione prevale l’opinione più convincente, espressa con una votazione a maggioranza. Quindi per me laicità non è esclusione del pensiero religioso, ma inclusione. Questo discorso riguarda il processo delle scelte, delle leggi. Per quanto riguarda il governo della cosa pubblica vi deve invece essere totale separazione tra Stato e religione.

Che cosa vuol dire scuola laica? Una scuola che non si faccia portavoce di alcun “credo” religioso o politico, né si faccia carico di imporlo od inculcarlo nelle persone che la frequentano.

Per me “scuola laica” vuol dire dialogo, opinioni diverse, pluralità, confronto, ricerca, studio, capacità di porsi domande. Fondamentalmente significa educare al metodo del dialogo, come ci ha insegnato il grande filosofo Guido Calogero (“Filosofia del dialogo”), che ha fatto del dialogo la “regola aurea” della comprensione e dell’apprendimento. 6


Nella scuola ci sono ormai ragazzi appartenenti a culture e nazioni diverse (al Porporato abbiamo americane, cinesi, rumene, africane, ecc.). Secondo lei sono integrati e accettati o ci sono discriminazioni? Non mi è possibile rispondere alla domanda nei termini in cui è posta, dal momento che non mi è ancora capitato di ospitare ragazzi stranieri nelle mie classi. Posso rispondere facendo riferimento ad un’esperienza passata, quando insegnai al Liceo Umerto I di Torino. Mi sembra che i ragazzi siano sempre disposti ad accogliere la novità, che la timidezza e le difficoltà di lingua siano facilmente superabili con un po’ di buona volontà. Se l’educazione al bello della diversità diventa abitudine quotidiana per docenti e allievi, come mi sembra che anche in questa scuola avvenga, discriminazione è una parola che non dovrebbe più appartenere alla possibile definizione di rapporti tra persone

A me risulta che siano accolti/e come qualsiasi altro/a ragazzo/a

Gli italiani e le scuole sono attrezzati ad accogliere questi extracomunitari? Cosa dovrebbero fare? Non credo che le scuole , almeno le superiori, siano ancora sufficientemente attrezzate ad affrontare l’accoglienza agli stranieri in modo adeguato. Non mi dilungo sulle cause perché non appartengono alla sostanza del quesito.

Credo che la scuola sia ancora troppo centrata sull’Italia, la sua storia e la sua cultura. Senza perdere la propria identità deve pian piano aprirsi alla dimensione globale. Ormai non siamo più solo cittadini pinerolesi, italiani, ma siamo anche cittadini del mondo, siamo parte di un “villaggio globale”

Secondo lei la globalizzazione è un fenomeno positivo o negativo? La globalizzazione impoverisce sempre di più i poveri del pianeta. Schiaccia e livella le diversità di cultura. Appiattisce la cadenza delle stagioni e rende il mondo un unicum nel senso deteriore del termine. Qualche beneficio lo avrà pur portato, ma per trovarlo mi tocca pensarci più a lungo, la riflessione andrebbe lontano e la risposta diventerebbe eccessivamente lunga.

È ambiguo: ha aspetti positivi e negativi. È un processo universale in atto di interscambio economico, culturale… che deve ancora essere governato con regole e diritti globali. È come un aereo senza pilota. C’è bisogno di un pilota, che secondo me dovrebbe essere l’ONU.

Di fronte all’arrivo degli extracomunitari, per accoglierli è giusto che noi rinunciamo alle nostre idee, usi e costumi, ad esempio quelli religiosi? Non è necessario rinunciare a nulla: convivere e condividere, accogliere e capire, questo dovrebbe accadere. Ascoltare l’”altro” vuol dire imparare qualche cosa di nuovo, non abbandonare ciò che già si conosce.

Ognuno deve rimanere se stesso. È sbagliato rinunciare alla propria identità. L’atteggiamento importante è il dialogo. È dal dialogo e dal confronto che nascono le nuove realtà. Io credo in un mondo dai molti colori e non monocromatico.

Crede che il processo di globalizzazione in corso richiederà in futuro il cambiamento dei programmi scolastici? Credo che questo sia inevitabile, anzi auspicabile. Vorrei aggiungere che la revisione dei programmi scolastici sia in molti casi una richiesta di tutta la scuola italiana, e non solo per rispondere alle esigenze create dalla globalizzazione: se sarà questo il modo per smuovere un po’ la situazione, ben venga.

Credo e spero proprio di sì, come ho risposto in precedenza. Anzi in qualche modo, con la sperimentazione, questi programmi dobbiamo anticiparli..

Intercultura o multiculturalità? Interculturalità. Il termine “intercultura” definisce un progetto o un’associazione e non un concetto.

Sicuramente la multiculturalità.

La diversità di culture, di razze, di costumi, di religione, ecc. secondo lei è un impoverimento o un arricchimento? Anche a questo credo di aver già risposto, ribadisco l’assoluta convinzione La diversità è sempre un arricchimento. È il che se il diverso non fa paura ci apre una, mille porte verso mondi affascidiverso da sé che arricchisce. nanti, a cui attingere a piene mani ricchezza…quella soloniana! Interviste di Margherita, Georgia, Alessandra 5 A Ginn A proposito di scuola laica

Una scuola laica è una scuola in cui non c’è mai nessuno che abbia ragione senza la possibilità e la probabilità che qualcun altro gli dia torto… Questo c’impone di preoccuparci sempre del fatto che nella scuola si ascoltino le voci più diverse (giacché quel che anzitutto rende adulti, nella formazione morale e civica degli uomini, non è tanto il far vedere certe cose in un certo modo, quanto il far vedere che ci sono altri uomini che le vedono altrimenti)… È vana, o almeno senza intrinseco fondamento, la nostra difesa del laicismo nella scuola, se anzitutto laici non siamo noi nel nostro modo di insegnare. Non è un laico – quali che siano le sue idee in sede religiosa o filosofica o politica – un professore che quando è in classe dice "qui il padrone sono io", e non tollera che i suoi scolari discutano quanto egli ha detto, e invece di conversare pacatamente con loro e di aiutarli a discutere anche tra loro in modo da scoprire a poco a poco le varie difficoltà e da aiutarli a superarle (educandoli così, proprio con tale continuo esercizio ed esempio, a quella legge del dialogo che è la regola fondamentale di ogni moralità e civiltà) si limita a dar loro cose da studiare a memoria, e poi a interrogarli per vedere se se ne ricordano, e a segnar voti sui registri, e a mettercene di cattivi in condotta se non stanno zitti. Non è un laico un professore che non la smette d’insegnare in quel modo autoritario e antiquato, anche se il Preside e il Ministro continuano ad imporglielo invece d’incoraggiarlo a fare il contrario.

Guido Calogero, filosofo, da "Il Mondo" del 6 dicembre 1955

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IL COMMERCIO DEGLI ORGANI

Il capitalismo globale e le tecnologie avanzate permettono ormai di fare il trapianto di un organo in qualsiasi parte del mondo. Spesso però, come ha denunciato in un articolo scientifico l’antropologa americana Nancy Sheper Hughes, questi trapianti avvengono in ambienti del sud o dell’est del mondo (Cina, Taiwan, India, Argentina, Cile, Brasile…), in cui chirurghi, pazienti, donatori di organi, riceventi e intermediari sono collegati con bande criminali. Negli slum di Bombay, Calcutta e Madras ci sono “organ bazar” dove i donatori sono pagati 2-3000 dollari a organo. Addirittura in Cina, gli organi sono prelevati dai condannati a morte in attesa di esecuzione. Per combattere la violazione dei diritti umani nella raccolta degli organi la Hughes, insieme a Lawrence Cohen ha creato l’associazione Organs Watch (http://sunsite.berkeley.edu/biotech/organswatc). Commercio degli organi umani

IL MERCATO MONDIALE DEL SESSO «La globalizzazione è un fenomeno di natura economica», afferma Dennis Altman, l’autore di “Global Sex”, un libro-denun cia sull’internazionalizzazione della prostituzione, «ma io non credo che la globalizzazione riguardi solo il mondo del lavoro, coinvolge anche altre realtà, come quella della prostituzione». Vi sono bande criminali che, assieme al traffico di droga e di armi, organizzano un vero e proprio traffico internazionale di donne e minori. Ogni anno nel mondo, secondo il rapporto Unicef «Stop the traffic», oltre un milione di bambini è vittima del traffico di esseri umani. Si stima che nell'industria del sesso ci siano coinvolte da 20 a 40 milioni di donne. Secondo il Forum sociale mondiale di Porto Alegre l'industria mondiale del sesso porta ogni anno nelle casse del crimine organizzato 52 miliardi di dollari. 4 milioni di donne e bambine vengono comprate e vendute nel mondo intero ogni anno a futuri sposi, a sfruttatori, a mercanti di schiavi. Nella sola regione del Sud-Est asiatico, circa 70 milioni di donne e bambini sono state vittime di traffico sessuale in 10 anni. L’internazionalizzazione della prostituzione, sia maschile che femminile, è un fenomeno generalizzato. Come in Thailandia dove la prostituzione anima un’industria del sesso internazionale. «A Bangkok, che è soprannominata “il bordello globale”, sono nati giornali in lingua inglese dove l’offerta di servizi sessuali comprende prostitute provenienti da decine di paesi differenti», dice Dennis Altman. «Le stime parlano di mezzo milione di donne e uomini che hanno lasciato la Russia per stabilirsi altrove a lavorare nell’industria del sesso». In particolare Budapest e Praga sono diventati importanti centri dell’industria pornografica, perché lì costa meno produrre film a luci rosse, oltre al fatto che attori e attrici essendo nuovi del settore, si spingono più facilmente a fare cose hard, magari senza preservativi. Dovunque arrivino le cosiddette missioni di pace e i loro missionari nel giro di poche ore sorgono giganteschi mercati del sesso con prostitute spesso bambine o adolescenti, talvolta rapite e altre volte costrette alla prostituzione con il consenso dei loro familiari. Il lato oscuro della globalizzazione del turismo sono i paradisi del sesso, dove il “prodotto tipico” prostituzione appare come uno dei tanti piaceri che il paese offre, assieme al sole, belle spiagge, monumenti… Il fenomeno è diffuso soprattutto nel Sud-Est asiatico, retaggio della presenza di numerose basi militari negli anni della guerra fredda, che hanno rappresentato un forte fattore di domanda. Ma anche l’America Latina rappresenta un importante meta del turismo sessuale. Tutti luoghi ove la prostituzione è tollerata o ammessa, compresa quella minorile, interessando sempre più bambini e bambine. Agostina 3 AL

INTERROGAZIONE SCRITTA di Claudio Fava alla Commissione Europea (con la risposta del Commissario europeo Patten) - 18 luglio 2000

In una corrispondenza dalla Malesia pubblicata il 15 giugno 2000 dall'International Herald Tribune, l'autorevole giornalista Thomas Fuller riferisce che nella Repubblica Popolare Cinese il traffico di organi espiantati da giovani condannati a morte e giustiziati "ad hoc" continua in circostanze che sono fra le più disumane e che nella sola Malesia sono saliti a più di mille i pazienti che si sono recati in cliniche cinesi di Stato ed hanno ottenuto trapianti di reni a prezzi di 10 000 - 12 000 dollari. Secondo il Fuller, il metodo delle esecuzioni - un colpo di pistola alla nuca - rende particolarmente richiesti questi trapianti in quanto non vengono lesi gli organi esplantati. Pratiche così barbariche, che apparentemente includono selezioni e date delle esecuzioni in funzione della "domanda" di organi, sono state in passato documentate e denunziate da Human Rigths Watch, da organizzazioni umanitarie e da enti internazionali. In una risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 14/05/1998 (Risoluzione B4-0496/98) queste pratiche atroci, di cui erano apparentemente beneficiari anche ricchi pazienti europei, venivano stigmatizzate e veniva chiesto alla Commissione e al Consiglio di intervenire presso la Repubblica Popolare Cinese per porre fine a questo commercio di organi umani. 1. Non ritiene la Commissione, sostenitrice dell'ingresso della Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, ferma restando la clausola del rispetto dei diritti umani, che l'orrore ingenerato nel mondo intero da pratiche così disumane crei sostanziali impedimenti ad un'ulteriore normalizzazione dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese? 2. Non ritiene la Commissione di dover precisare quali interventi abbia posto in atto o intenda porre in atto presso le autorità della Repubblica Popolare Cinese, le Nazioni Unite e l'Organizzazione Mondiale del Commercio, per porre fine a questo traffico di organi esplantati dai condannati a morte? 3. Non ritiene la Commissione di dover informare il Parlamento Europeo sulle modalità e sull'esito delle iniziative richieste nella risoluzione del 14/05/1998? Risposta del Commissario Patten 12 settembre 2000 La Commissione condivide le preoccupazioni degli onorevoli parlamentari circa il commercio di organi umani. Purtroppo, però, si tratta di un problema mondiale, la cui portata oltrepassa le frontiere della Cina. Nonostante i numerosi incidenti segnalati tutti gli anni, è alquanto difficile stabilire con esattezza le circostanze di ogni singolo caso. Si ricorda agli onorevoli parlamentari che nella lettera inviata al presidente del Parlamento il 25 maggio 1998 in seguito all'adozione, il 14 maggio 1998, di due risoluzioni che riguardavano, fra l'altro, il presunto coinvolgimento della Cina nel commercio di organi umani, l'ambasciatore cinese presso le Comunità dichiarava che tutte le forme di commercio di organi umani costituivano una violazione diretta della legislazione cinese ed erano rigorosamente vietate dal governo cinese. Considerata la dichiarazione inequivocabile dell'ambasciatore cinese circa la posizione del suo governo, e non disponendo di prove contrarie inoppugnabili, la Commissione non ha ancora affrontato la questione con le autorità cinesi. La Commissione s'impegna a sollevare la questione qualora emergano prove concrete e nel frattempo continuerà ad esaminare i possibili interventi delle Nazioni Unite e della comunità internazionale per metter fine a questo commercio disumano. La Commissione prosegue il dialogo sui diritti umani con la Cina nell'intento di migliorare concretamente la situazione in questo paese. L'importanza di questo dialogo è stata ribadita dal primo ministro cinese, recatosi in visita alla Commissione l'11 luglio scorso. http://claudiofava.netfirms.com/artman/publish/article_267.shtml

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Stefano 5 BL


UN GOVERNO MONDIALE

SCHE DA

carica 4 anni, rinnovabili.

LE NAZIONI UNITE

4. Il Consiglio Economico e Sociale di 54 membri: si occupano di libertà e cooperazione tra gli Stati membri;

In pillole

Sull’ONU si riflettono le crisi e le speranze del mondo. L’ONU dovrebbe far rispettare una legislazione mondiale, estrarre il cartellino rosso contro chi non sta al gioco. Ma basta un veto per bloccare una decisione sacrosanta o un intervento umanitario e così le «risoluzioni» si risolvono in bolle di sapone. Ancora non ha autorità sufficiente. Eppure in molti puntano gli occhi verso quel Palazzo di Vetro per bloccare una guerra, fermare un genocidio, aiutare i rifugiati, sconfiggere la fame, instaurare un Diritto internazionale… “C’è bisogno di un pilota in questo aeroplano del mondo che attraversa turbolenze sempre più grandi”.

5. Il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria: 5 membri che preparano l’ingresso nell’ONU degli 11 territori non ancora indipendenti (es: Isole del Pacifico - Palau - diventate 185° Stato membro); 6. La Corte Internazionale di Giustizia: 15 giudici con sede all’Aja, tribunale che emette sentenze sulle controversie tra gli Stati.

UN PO’ DI STORIA

· Una Società delle Nazioni è proposta l’8 gennaio 1918 dal presidente americano Woodrow Wilson. Il suo sogno si realizza all’indomani della seconda guerra mondiale; · atto di nascita, firmato da 51 Nazioni: 24 ottobre 1945; · la prima assemblea generale: Londra 10 gennaio ‘46;

CHE COS’È

· 1948: approvazione della Dichiarazione universale dei

L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) è la più importante assise mondiale al servizio della pace, della giustizia e dello sviluppo. Vi partecipano 191 Stati (ultimi due arrivi: Svizzera, 3 marzo 2002, e Timor Est, maggio 2002). Non ha l’autorità di un «vero governo» in quanto non emana leggi, ma fornisce i mezzi per aiutare a risolvere i conflitti e le emergenze.

diritti umani;

· La sede è a New York (dal 1952), la Corte Internazionale di Giustizia è distaccata a L’Aja (Olanda);

· 1956: battesimo dei «caschi blu» con il cessate il fuoco tra Francia/Inghilterra ed Egitto per il canale di Suez; · 1973: varie «risoluzioni» invocano un trattato di pace tra Egitto e Israele, dopo la guerra del Kippur; · 1991: autorizzazione della liberazione del Kuwait dall’invasione irakena; · 2003: grandi schermaglie tra falchi e colombe per evitare la guerra in Irak.

· Il simbolo: un globo tra due ramoscelli d’ulivo. Bandiera di colore azzurro, come i caschi dei soldati;

LA PACE IN 3 MOSSE

· il Palazzo: sull’East River di Manhattan, alto 166 metri, lungo 88, largo 22, su terreno donato dal miliardario John Rockefeller jr;

Gli interventi dell’ONU per la pace prevedono:

· peace keeping (= mantenimento della pace): caschi blu, creazione di zone-cuscinetto, rispetto del «cessate il fuoco», delle elezioni e dei diritti umani;

· dispone di un esercito, i caschi blu: «Al fine di contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, tutti i membri dell’ONU si impegnano a mettere a disposizione del Consiglio di sicurezza, a sua richiesta, le forze armate necessarie» (Art. 43, regolamento ONU). Nel 1988 fu assegnato il nobel per la pace ai 650 caschi blu di 58 Paesi che, dal ’45 in poi, sono stati impegnati in missione di pace.

· peace making (= pacificazione): azioni diplomatiche, negoziati per creare accordo tra le parti in conflitto; · peace building (= costruzione della pace): riprogettare le strutture distrutte dalla guerra.

ALCUNE «FILIALI» DELL’ONU

Svolge 4 azioni:

Sono oltre 30 le agenzie collegate all’ONU. Eccone alcune: · FAO: per la produzione e la vita dei lavoratori;

1. mantiene la pace e la sicurezza; 2. sviluppa relazioni amichevoli tra le nazioni; 3. coopera alla soluzioni dei problemi e promuove i diritti umani;

· UNESCO: per l’istruzione, libertà di stampa, scambi scientifici...; · WHO: per la salute, educazione sanitaria, vaccinazioni...;

4. coordina le iniziative internazionali (salute, sviluppo, rifugiati, alfabetizzazione, telecomunicazioni, anti-droga e terrorismo...).

COME FUNZIONA Comprende 6 organismi direttivi (totale dipendenti 52.938):

· UNHCR: per aiuti a profughi ed esuli;

1. L’Assemblea Generale: è il «parlamento» degli Stati membri. Le sue «risoluzioni» hanno valore di raccomandazione, non di decisione obbligatoria. 2. Il Consiglio di Sicurezza: è il vero «governo», formato da 15 membri: 5 permanenti (quelli che «contano» veramente e cioè i vincitori della seconda guerra mondiale: Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia) con diritto di veto e 10 a rotazione, ogni 2 anni. Prende decisioni «vincolanti» e fa intervenire i caschi blu. 3. Il Segretario Generale: è il massimo capo dell’apparato burocratico e amministrativo. Eletto dall’Assemblea, sta in

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· UNICEF: per assistenza sanitaria e scolastica dei bambini. (libero adattamento dalla rivista Mondo Erre) Per saperne di più: http://www.onuitalia.it/


ADESSO VI RACCONTO… ...LA MIA SCELTA DI FARMI PRETE Abbiamo intervistato Max (è un nome fittizio), che frequenta questo Liceo ed ha deciso di farsi prete. Per ovvie ragioni abbiamo deciso di non pubblicare il suo nome. Diciamo solo che ha più di diciassette anni e quindi la sua scelta è fatta con una certa maturità, che dovrà essere portata avanti con anni di studio e di riflessione, confermata da ulteriori scelte oppure cambiata. Da quanto tempo coltivi questa idea? Come è nata in te? È sempre esistita; fin da piccolo giocavo a fare il sacerdote. È maturata con una certa convinzione a 11-12 anni. Avevo un amico sacerdote, un po’ burlone, che in qualche modo mi ha ispirato. La scelta di farsi prete è una scelta di vita come un’altra o ha qualcosa in più? Non credo che abbia un particolare carisma in più. Tutti siamo chiamati: si tratta di riconoscere la chiamata. Nel mio caso la sento come il riempimento di un vuoto, che mi dà gioia. I voti che il prete s’impegna ad osservare sono: povertà, castità, obbedienza. Quale pensi sia più difficile da osservare? Più che la castità, forse l’obbedienza: l’essere limitati nella propria libertà di scelta. Intorno alla scelta di farsi prete girano tra i giovani tante battute… Rispetto al passato sicuramente meno. Comunque ciò che mi ferisce non sono le battute, che ci sono per tutte le categorie sociali, ma l’idea di qualcuno che pensa al prete come a una figura inutile. Qual è il modello di prete a cui ti ispiri? Il prete che fa vita di parrocchia al servizio della comunità, che studia e si prepara per affrontare i problemi della gente. I tuoi amici sanno di questa tua scelta? Cosa ne pensano? La conoscono gli amici più stretti, soprattutto seminaristi, quindi persone che condividono questo stesso ideale. Gli altri non lo sanno: sono convinto che prima di dirlo in giro bisogna maturare dentro, per vedere se si è all’altezza di questa chiamata, anche perché se poi si decide diversamente si è etichettati in negativo. I tuoi compagni di classe lo sanno? No, ma lo sospettano. Sei più incoraggiato o scoraggiato? I miei genitori hanno tentato di frenare il mio entusiasmo, ma non hanno fatto grosse resistenze. Ritorniamo al tema della castità o meglio del divieto di matrimonio, che è quello che più colpisce la mentalità contemporanea, specie giovanile. Questa regola incide poco o molto nel rifiutare a priori la scelta del sacerdozio? Secondo me il voto di castità incide poco nella scelta di farsi o non farsi prete. La controprova l’abbiamo nel mondo protestante, dove questa regola non c’è e il numero delle vocazioni non sono maggiori. Una delle cose più belle, pure più brutte, della vita del sacerdote è la solitudine, anche affettiva. Da una parte ti dà tanta libertà, dall’altra ti lascia solo nei momenti difficili. La dedizione ad un ideale più grande, nel mio caso quello di Dio, permette di sublimare questa forte componente umana; sublimazione che non è esclusiva del prete, ma è presente anche in altre realtà, ad es. nel matrimonio con la fedeltà di coppia. Che cosa ne pensi delle numerose fiction TV con personaggi religiosi (Don Matteo, Padre Pio, Papa Giovanni, ecc. )? Sono segnali di un bisogno di spiritualità, di una dimen- Auguri da parte della redazione e grasione umana più profonda. La presenza di preti in trazie per esserti “confessato” con noi. smissioni leggere però, non mi piace. Che augurio vorresti ti fosse fatto? Più che un augurio vorrei il regalo di una preghiera, come sostegno spirituale e morale per questa scelta che ho deciso di fare. a.d. 10


SUPPLEMENTO D’ANIMA Dibattito sulla spiritualità (by Irene)

DICHIARAZIONE PER UN'ETICA MONDIALE persona venga trattata in maniera umana - senza eccezioni. Dobbiamo praticare la pazienza e l'accettazione. Dobbiamo essere capaci di perdonare, imparando dal passato, senza però mai permettere che noi stessi rimaniamo prigionieri dei ricordi dell'odio. Aprendoci a vicenda il nostro cuore, noi dobbiamo abbandonare, per amore della comunità mondiale, le nostre ostinate controversie e, quindi, praticare una cultura della solidarietà e della reciproca appartenenza. Noi consideriamo l'umanità come la nostra famiglia. Dobbiamo sforzarci di essere cordiali e generosi. Non possiamo vivere soltanto per noi stessi, dobbiamo piuttosto servire anche gli altri e non dimenticare mai i bambini, gli anziani, i poveri, i sofferenti, gli handicappati, i rifugiati e le persone sole. Nessuno deve essere considerato o trattato o, non importa in quale modo, sfruttato come un cittadino di seconda classe. Tra uomo e donna dovrebbe esserci un rapporto fondato sulla parità dei diritti. Non possiamo approvare nessuna forma di immoralità sessuale. Dobbiamo lasciarci alle spalle tutte le forme di dominio o di sfruttamento. Noi ci impegniamo in favore di una cultura della non violenza, del rispetto, della giustizia e della pace. Noi non opprimeremo né danneggeremo, né tortureremo e tanto meno uccideremo altri uomini, ma rinunceremo alla violenza come mezzo di composizione delle differenze. Noi dobbiamo mirare a un ordine sociale ed economico giusto, nel quale ognuno ottenga uguali possibilità di realizzare tutte le proprie potenzialità umane. Dobbiamo parlare con sincerità e agire con simpatia, trattando tutti con gentilezza ed evitando i pregiudizi e l'odio. Noi non possiamo rubare. Dobbiamo piuttosto superare il predominio della sete di potere, prestigio, denaro e consumo, al fine di creare un mondo giusto e pacifico. La terra non può essere trasformata in meglio se non cambia prima la coscienza dei singoli. Noi promettiamo di ampliare la nostra capacità di percezione, disciplinando il nostro spirito con la meditazione, la preghiera o il pensiero positivo. Senza rischio e senza disponibilità al sacrificio non ci può essere un cambiamento radicale della nostra situazione. Ci impegniamo perciò per quest'etica mondiale, per una reciproca comprensione e per forme di vita socialmente aperte, promotrici della pace e rispettose della natura. Noi invitiamo tutti gli uomini, religiosi o no, a fare lo stesso.

Questo testo è la sintesi della più ampia “Dichiarazione per un’etica mondiale”, che è stata approvata dal Parlamento delle religioni mondiali nel 1993 a Chicago. Il testo completo si trova nel nostro sito alla pagina web: http://web.tiscali.it/liceoporporato/materiali/Per_un'etica_mondiale.htm

Introduzione Il mondo è in agonia. Questa agonia è così incombente e pervasiva che noi ci sentiamo spinti a indicarne le forme di manifestazione così da poter mettere in chiaro la profondità della nostra inquietudine. La pace ci sfugge - il pianeta viene distrutto - i vicini vivono nella paura - le donne e gli uomini sono reciprocamente estranei - i bambini muoiono. Tutto ciò è orribile. Noi condanniamo l'abuso dell'ecosistema della nostra terra. Noi condanniamo la miseria che soffoca la possibilità di vita; la fame che mina i corpi; le disuguaglianze economiche che minacciano di rovina tante famiglie. Noi condanniamo il disordine sociale delle nazioni; il disprezzo della giustizia, che emargina i cittadini; l'anarchia che invade le nostre comunità; e la morte assurda dei bambini provocata dalla violenza. In particolare condanniamo l'aggressione e l'odio in nome della religione. Questa agonia deve cessare. Essa deve cessare perché già esiste il fondamento di un'etica. Quest'etica offre la possibilità di un migliore ordine individuale e globale e allontana gli uomini dalla disperazione e le società dal caos. Noi siamo donne e uomini che aderiscono ai precetti e alle pratiche delle religioni del mondo. Noi confermiamo che nelle dottrine delle religioni si trova un comune patrimonio di valori fondamentali, che costituiscono il fondamento di un'etica mondiale. Noi confermiamo che questa verità è già nota, ma deve essere ancora vissuta con il cuore e nei fatti. Noi affermiamo che esiste una norma incontestabile e incondizionata per tutti gli ambiti della vita, per le famiglie e le comunità, per le razze, le nazioni e le religioni. Esistono già antichissime linee direttrici per il comportamento umano, che possono essere trovate nelle dottrine delle religioni del mondo e sono la condizione di un duraturo ordine mondiale. Noi dichiariamo: Noi tutti dipendiamo gli uni dagli altri. Ognuno di noi dipende dal benessere della totalità. Perciò dobbiamo avere rispetto per la comunità degli esseri viventi, degli uomini, degli animali e delle piante, e avere cura della salvaguardia della terra, dell'aria, dell'acqua e del suolo. Noi portiamo la responsabilità individuale di tutto ciò che facciamo. Tutte le nostre decisioni, azioni e omissioni hanno delle conseguenze. Noi dobbiamo comportarci con gli altri come vogliamo che gli altri si comportino con noi. Noi ci impegniamo a rispettare la vita e la dignità, l'individualità e la diversità, così che ogni

Parlamento delle religioni mondiali

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WINTRICKS I DIALERS Cosa sono I dialers (la parola arriva dal verbo inglese to dial, <chiamare>) sono dei programmi (file.exe) che ti connettono automaticamente il computer a dei numeri telefonici particolari senza che tu lo sappia. Generalmente questi numeri cominciano con 166, 899, 709ecc., oppure con prefissi internazionali 00.... I siti che hanno i dialers sono obbligati dalla I MOTORI DI RICERCA PIÙ CLICCATI legge a comunicare agli utenti SITO PAGINE VISITATE VISITATORI UNICI QUOTA % di che i loro contenuti sono a pagamento, (in migliaia) (in migliaia) penetrazione sul WEB ma quasi sempre questa informazione è occultata o poco chiara. Quindi non bisogna assolu- • google.com 20.964 1.261 8,90 378.511 5.460 38,53 tamente utilizzarli, perché il costo può arrivare • google.it • it.altavista.com 28.177 1.255 8,86 fino a 3 euro al minuto.

Come funzionano Quando vengono eseguiti sconnettono il modem dalla connessione al proprio provider e lo collegano a numeri a pagamento. I dialer funzionano soltanto se si è collegati con un modem analogico o ISDN, non funzionano se si è collegati con una linea ADSL.

• • • • • • •

search.virgilio.it 83.783 arianna.libero.it 24.488 ie.search.msn.com 6.185 it.search.yahoo.com 16.080 search.msn.it 9.546 search-dyn.tiscali.it 4.375 search.supereva.it 3.135

4.116 1.921 1.152 1.049 921 548 292

29,05 13,55 8,13 7,40 6,50 3,87 2,06

* un motore che sta avendo sempre più successo è www.overture.com

I Trojan horse e Spyware

Come difendersi

Bisogna fare la massi- Trojan , tradotto in italiano significa dietro alla porta. È un file esema attenzione, perché guibile che si è installato sul nostro computer e sta lì in attesa in i dialers possono trarre una porta di accesso per poter operare quando dall’esterno verrà in inganno installando- attivato tramite la connessione a internet (il numero della porta in si con un semplice attesa dipende dal trojan con cui si è stati infettati) . Cosa succede click. Quindi se si sta quando si ha un trojan o uno spyware sul proprio computer?.... navigando su un sito e Eccovi subito la risposta....qualsiasi persona dotata del client potrà si clicca su un link e intrudursi nel nostro amato computer facendo svaratissime cose del viene chiesto di scari- tipo; spiare nell’HD, prendere dei file, mettere nel nostro HD qualcare un file con esten- siasi file, formattare addirittura l’HD. sione .exe è probabile Come sganciarsi da un Trojan Horse o Spyware? che ci si trovi in preCi sono parecchi programmi gratuiti che potete trovare su vari siti , senza di un dialer. Per ad es. su www.ilsoftware.it. Con una bella scansione con un proevitare di scaricarlo ed installarlo sul computer bisogna gramma tipo Ad-aware o Spy-bot e il problema è risolto. premere sul tasto NO o annulla. Se invece si apre automaticamente la finestra Avviso di protezione che ti invita ad installare un certificato di protezione premi sempre su NO. Se premi su SI accetterai il certificato e sarai disconneso dal tuo provider e collegato al numero a pagamento. Oltre a questa cautela un modo per difendersi è quello di chiamare il 187 e chiedere la disabilitazione delle chiamate ai numeri166, 709, 899 e di tutte le altre numerazioni a pagamento. Si può aumentare la protezione disabilitando l’ActiveX e il download dei files.

In quali siti sono maggiormente presenti i dialers? 1. Siti web che offrono wallpaper (sfondi) per il desktop del PC. 2. Siti che offrono loghi e/o suonerie per cellulari. 3. Siti con contenuti pornografici . 4. Siti web che offrono brani MP3 e clip video. 5. Posta elettronica (mail) con allegati “.exe”.

Esempio di dialer

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Splash

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un campione fra noi... Questa volta non una, ma due sono le campionesse intervistate, giocatrici di hockey su ghiaccio in serie A femminile Come ti chiami? Martina Gili e frequento la 4° A linguistico

Eleonora Gonin e frequento la classe 4 B spp

In che squadra giochi?

Qual è il tuo ruolo?

Gioco nella squadra di serie A femminile di Hockey sul ghiaccio “ALL STARS PIEMONTE”. Il mio ruolo è attaccante e precisamente ala destra.

Gioco nell’ “ALL STARS PIEMONTE”, che partecipa al campionato di serie A e ci alleniamo a Torre Pellice. All’interno della squadra io sono un difensore.

Come ti sei avvicinata a questo sport? A che età? Ho iniziato con l’andare a vedere le partite di serie A maschile, a Torre Pellice . Mi è piaciuto subito, così ho frequentato un corso di pattinaggio a Pinerolo e dopo un mese il mio insegnante mi ha chiesto se volevo giocare a Hockey. Così ho iniziato ad allenarmi con la squadra maschile U. 14 di Pinerolo. L’anno successivo, avendo compiuto i 14 anni, sono stata inserita nella squadra femminile di serie A dove mi trovo tuttora.

Abitando in Val Pellice, dove l’Hockey su ghiaccio è uno sport diffuso e conosciuto da anni, non si può non accostarsi a questo sport. Io ho cominciato a giocare all’età di circa 9 anni. Inizialmente mi allenavo con le squadre giovanili miste cioè con i ragazzi fino a 14 anni, poi ho continuato con la squadra femminile, anche se mi allenavo con loro già da prima.

Quanto tempo ti impegna? Comporta molti sacrifici? Hai mai pensato di non sentirti all’altezza?

L’impegno è notevole, perché la maggior parte delle squadre sono del nord-est d’Italia (Trentino, Veneto) e quindi le trasferte sono lunghe e faticose. Inoltre gli allenamenti sono molto impegnativi a livello fisico, ma il lato positivo è che ci si sente sempre in ottima forma fisica ed essendo uno sport di squadra si creano dei forti legami di amicizia con le compagne.

Sinceramente impegna molto tempo. Oltre agli allenamenti (3 volte alla settimana), quasi tutti i weekend si gioca, a volte in casa, ma molto spesso in giro per l’Italia settentrionale. Ciò comporta delle lunghe trasferte, a volte facendo 9 ore di pullman. Bisogna fare molti sacrifici, come perdersi alcuni giorni di scuola, ed essendo le partite di domenica bisogna andare a dormire presto il sabato. Ma essendo uno sport che mi piace, i sacrifici si possono sopportare.

L’hockey è ritenuto uno sport violento e pericoloso. È vero? Questo può essere vero a livello di Hockey maschile, ma nell’Hockey femminile è proibito qualsiasi contatto fisico, tuttavia essendo uno sport molto veloce a volte possono esserci degli scontri fortuiti, fortunatamente attutiti dalle notevoli protezioni che abbiamo.

Assolutamente no, certo c’è il contatto fisico, ma si è totalmente protetti , per cui poche volte ci si fa veramente male.

In questo sport quanto conta la forza fisica? La forza fisica è importante, ma a pari livello ci sono velocità e tecnica.

Abbastanza, facendo 3 ore di allenamento i muscoli si sviluppano. Comunque penso che la forza fisica sia importante in tutti gli sport.

Pensi a un futuro in questo sport? Il mio futuro in questo sport, potrà essere condizionato dall’esistenza o meno di squadre femminili, perché purtroppo in Italia questo sport non è ancora molto considerato. 14

Penso che continuerò a giocare fino a quando lo studio e il lavoro me lo permetteranno. Valentina 3D Soc


1. Cos’è l’aeroboxe? a) Una combinazione di aerobica e boxe b) Un hangar per veicoli privati c) Un altoparlante che diffonde la musica dall’alto 2. Se a) b) c)

DIZIONARIO INGLESE - PIEMONTESE Ovvero l’inglese come non l’avete MAI letto!!!

usi la parola blog intendi.. Un sito personale su internet Un blocco mentale Un montaggio televisivo frenetico

3. L’inglese “to attend” non traduce… a) Dare ascolto b) Frequentare c) Aspettare 4. Cosa s’intende per scuola d’eccellenza? a) Una scuola di ambasciatori b) Un corso di formazione post-universitario c) Una scuola di bon ton 5. Perché gli stuzzichini spagnoli si chiamano “tapas”? a) Sono “tappe” di avvicinamento al pasto b) Tapas è l’anagramma di pasta c) Sono serviti sul bicchiere a mo’ di tappo 6. Qual è il nome degli abitanti di Togo? a) Togolesi b) Togolani c) Togolini

Ci hanno detto che i test di cultura generale sono troppo difficili… Per forza! Sono tratti dai test di ammissione all’Università!!!

7. Qual è il verso del pavone? a) Pavoneggiare b) Pavanare c) Paupulare

LIBRARSI Particolarmente raccomandato contro:

8. Come traduci rogue states? a) Stati che ammettono le rogatorie b) I cosiddetti “stati canaglia” c) Stati dove possono scoppiare focolai d’incendi 9. Chi a) b) c)

A-NEW-LOT: tipo di pasta ripiena BOOT-A-LEAN: persona rotondetta e di bassa statura CNN: “Qui non c’è “ CUP-LEAN: piccolo copricapo FEW-LEAN: ragazzino FOOL-AND-RUN: zuzzerellone HUMAN-TELL…: li abbiamo nel… LEE-MOON: limone ME-CAN’T-BEAN: io canto bene MORE-FELL: secrezione nasale PASS-TEA-SOON: persona confusionaria PAT-A-TRUCK: grosso guaio PEACE-A-CAN: fungo non commestibile PHIL-AT: taglio pregiato di carne P.SOON: persona incontinente PUMP-EAST: pane secco grattuggiato SEA-LANCE-HE: silenzio SEEN-DICK: sindaco SOUTH-HE-SOON: salsiccione THESE-COWS: scalzo THREE-FOOL-A: tartufo TO-SCAN: sigaro italiano US-US-IN: omicida, assassino VAN-COOL-POST: “Vai a quel paese!” WHO-SPEED-ALL: ospedale By Margherita V°A/ginn

— la noia delle sere d’autunno — la solitudine dei pomeriggi estivi — la paura degli esami (tanto non finiscono mai)

è stato il primo premio nobel per la pace? Theodore Roosevelt Henri Dunant Sully Prudhome

— l’euforia ingiustificata per una vittoria prematura — la tristezza di un addio (magari poi torna)

10. “Suspicion always haunts the guilty mind” a) W. Shakespeare b) A. C. Doyle c) A. Christie

— l’angoscia per l’ora che non passa — il terrore per la vita che sfugge (“e non s’arresta un’ora”) — il disappunto per il “NO” quando credevate “SI”

Buon divertimento!!!!!!! Romina & Milly 2° C/L

— la malinconia per i bei tempi andati (bei tempi? suvvia...)

Soluzioni: 1-a; 2-a 3-c; 4-b; 5-a; 6-a; 7-c; 8-b; 9-b; 10-a. 15

Attenzione: Librarsi può dare indipendenza!!


TRA UNA RISATA E L’ALTRA. 1) PER STARE COMODO IL TUO IDEALE E’: a. la sedia b. la poltrona c. la panchina (del parco, a bordo campo...)

Da 0 a 7 punti: La tribù dei musi lunghi. Questa singolare tribù ha trovato in te il suo degno capo. Per farti sorridere bisogna sottoporti alla tortura del solletico.. ...Per sorridere metti in moto solo 19 muscoli, per essere serio e imbronciato centinaia di più: ecco un ottimo motivo per sorridere di più.

2) HAI UN FOGLIO BIANCO ED UNA MATITA, QUAL E’ LA COSA CHE SCRIVI PER PRIMA? a. il tuo nome b. fai un disegnino nell’angolo in alto c. arrotoli e pieghi il foglio ma non scrivi nulla 3) IN UNA FAMIGLIA CI SONO SEI FIGLIE, OGNUNA DI ESSE HA UN FRATELLO. QUANTI FIGLI CI SONO IN TUTTO? a. 12 b. 7 c. 9

Da 8 a 14 punti: A denti stretti. Non sempre riesci ad affrontare quello che succede ridendoci su.. Ti capita di ritrovarti triste e di renderti antipatico quando non ridi alle battute o agli scherzi degli amici. Se tu fossi più sereno e meno preoccupato, riusciresti a superare con un sorriso le piccolezze che ti possono sembrare insormontabili.

4) SCIVOLI E FINISCI A GAMBE ALL’ARIA DAVANTI A MOLTE PERSONE: a. ti rialzi e scappi via pensando alla vergogna b. brontoli e fai finta di niente c. scoppi a ridere liberando l’ilarità generale 5) QUAL E' L'OGGETTO CHE PIU' DETESTI TRA QUELLI RIPORTATI? a. il pappilon a pois b. il telefono cellulare c. le bomboniere alle cerimonie

Da 15 a 20 punti: Mister sorriso. Ogni occasione è buona per ridere e scherzare. Porti con te il buonumore ed è bello perché chi sta con te si diverte e si sente a proprio agio. Attento però a non nascondere dietro questa grande positività la superficialità nell’affrontare qualsiasi evento. Ricordati di essere serio quando ce n’è bisogno.

6)

NON RINUNCI A VEDERE IN TV. a. un film d'avventura b. un thriller emozionante c. uno spettacolo di cabaret

7)

QUALE È TRA QUESTI IL PERSONAGGIO CHE PREFERISCI? a. Claudio Bisio b. Michael Shumacher c. Maurizio Costanzo

8) QUANDO LA MATTINA ESCI DI CASA, CHE FACCIA HAI? a. se è sabato sei allegro, altrimenti… b. sei scuro in volto e arrabiatissimo c. hai il sorriso stampato sul viso 9) L'ABBINAMENTO DI COLORE DEL TUO ABBIGLIAMENTO PREFERITO E': a. i rossi e gli azzurri b. i bianchi e il nero c. i colori pastello/chiari 10) TI RIVEDI IN UNA FOTO DI QUALCHE ANNO FA: a. pensi che sei decisamente migliorato b. ricordi l'occasione dello scatto c. ti fai prendere dalla malinconia

A B C

1 1 0 2

2 0 2 1

3 0 2 0

4 0 0 2

5 2 0 1

6 1 0 2

7 2 1 0

8 1 0 2 16

9 2 0 1

10 2 1 0


ADOZIONI A DISTANZA NO-LIMITS Ciao, anche quest’anno vi voglio ricordare l’appuntamento con le adozioni a distanza, un settore in cui il nostro Liceo è impegnato da alcuni anni in collaborazione con la Rishilpi Development Project, un’organizzazione di volontariato che opera in Bangladesh a diretto contatto con i poveri, dando loro un aiuto concreto. La Rishilpi è stata fondata nel 1976 da Graziella Melano e Vincenzo Falcone a Gopinathpur, un piccolo paese confinante con l’ India. Nel 1986 venne creato il nuovo centro della Rishilpi, al suo interno nel 1994 è stato costruito un asilo e poi una scuola elementare, che accolgono circa 450 bambini, un centro di fisioterapia per bambini handicappati. Altre 20 scuolette sono state realizzate nei villaggi a cui accedono più di 900 bambini. In Bangladesh, purtroppo, il tasso di alfabetizzazione è molto basso. Attraverso l’adozione a distanza si permette ad un bambino di studiare, di mangiare e di vestirlo rimanendo nella sua famiglia di origine; tutto questo con soli € 160 l’anno. Adottando un bambino a distanza non si aiuta solo lui, ma tutta la sua famiglia. Con il ricavato di tutte le adozioni viene dato lo stipendio a medici, insegnanti, comprato cibo e vestiario per i bambini, costruiti pozzi per l’acqua e per l’igiene. L’adozione a distanza al Porporato è stata iniziata alcuni anni fa da dei ragazzi che si chiedevano come aiutare, in modo concreto, le persone più disagiate del terzo mondo. Da allora all’interno del nostro istituto sono stati adottati oltre 50 bambini. Inoltre, esiste un gruppo che si occupa delle adozioni, il “Gruppo Bangladesh”, che ultimamente ha allargato le sue vedute occupandosi anche di altre tematiche riguardanti il volontariato e la solidarietà. Il gruppo è formato da studenti ed è accessibile a tutti. Jessica 2^D/S P.S. L’adozione a distanza è un modo per sentirsi parte attiva della società e invitiamo tutti voi a provare Come arrivano i nostri soldi ai bambini questa magnifica esperienza. I contributi raccolti sono versati nel c/c bancario della Rishilpi Development Project onlus a Pinerolo e da qui sono inviati tramite c/c bancario Nell’anno scolastico 2003/2004 abbiamo ai nostri referenti in Bangladesh della Rishilpi, i pinerolesi Enzo Falcomandato finora in Bangladesh € 5591 ne e Laura Melano, che li trasformano in stipendio per insegnanti, libri e quaderni, assistenza medica, cibo, vestiario e supporto di vario genere per il bambino e la famiglia come specificato nel grafico Education Profilo del Bangladesh Support Programme Activities qui sotto. “Il Bangladesh è uno dei più poveri paesi in via di sviluppo, con un PNL pro capite di 270 dollari USA ed una nuQuando nasce l'adozione a distanza? merosa popolazione di 125.000.000 di abitanti, insediata in un’area limitata. Più della metà della popolazione vive an- L’inizio dell’adozione a distanza si fa risalire al 1958 quando negli Stati Uniti alcuni cora sotto la soglia di povertà, un fenomeno particolarmen- missionari del PIME formarono il "Club Missionario dei Genitori Adottivi" al fine di aiutare a distanza i bambini orfani di una missione in Birmania. te esteso nelle zone urbane. La densità demografica è tra le In Italia le prime adozioni a distanza sono state avviate agli inizi degli anni settanta più elevate al mondo. Il Bangladesh è il paese più popoloso da missionari e da privati cittadini impegnati nell’aiuto ai Paesi del Terzo Mondo. tra quelli riportati nell’elenco dei meno sviluppati (PMS). Negli anni ottanta e novanta, anche a causa della crisi della cooperazione statale, A causa della sua particolare posizione geografica – il pae- questo tipo di solidarietà si diffonde sempre di più coinvolgendo un numero ampio se è situato sul delta del Gange e subisce le influenze sta- di persone, anche personaggi dello spettacolo che fanno da testimonial. gionali dei monsoni – e della costante crescita demografi- Secondo il governo ogni anno 1 miliardo di euro è donato attraverso l'adozione a distanza. Secondo il censimento del Forum delle Associazioni per l'adozione a ca, il paese è soggetto a gravi problemi ambientali e di ali- distanza i bambini sostenuti dagli italiani sono circa 1.000.000 mentazione (inondazioni cicliche, mancanza di acqua pota- Le prime due adozioni presso la Rishilpi risalgono al 1989. Oggi sono più di 3500. bile dovuta, in particolare, alla presenza di arsenico nelle I primi bambini adottati hanno ultimato gli studi superiori e oggi sono già inseriti nel mondo del lavoro. Questi giovani, che appartengono in prevalenza ai fuori casta, falde freatiche; distruzione dei raccolti). Sebbene nell’ultimo decennio sia stata attuata un’efficace attraverso la scuola sono stati preparati ad entrare nella società a testa alta. politica di pianificazione familiare, si continua a prevedere un notevole aumento della popolazione: a meno di una diminuzione del tasso di crescita demografica, la popolazione ammonterà a più di 200 milioni nel 2030. L’analfabetismo tra gli adulti è ancora estremamente elevato – pari al 62% - e il tasso di scolarizzazione di base, specialmente tra le ragazze, risulta estremamente basso”. ( dalla Relazione di accompagnamento del Parlamento europeo all’Accordo di cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica popolare del Bangladesh, 1999)

Education Support Programme Activities (Progetto adozioni a distanza) Education Support

Book, pen, pencil, khata, bag, shoes, dress, g. box, etc.

Economical

School tuition, Examination, Admission

Tuition Program

Teaching Program from class Two to five students in

Modification to the guardians of students

R.S.W.P.

Education support nonsponsor brilant

17

Health Support

Food Program

Extra Support

Preamary treatment for students from Rishilpi Health

Food distribute for nutrition Rishilpi school students

Distribute gifts as table, chair, goat, cow, dress, house repai-

Computer training to SSC above students from OCC


TO TTI A B DI

IX ATR M SU

WHAT IS THE MATRIX?

AL DI LÀ DEGLI ERRORI TRA FILOSOFIA E RELIGIONE

Nello scorso numero del giornalino sono stati segnalati gli errori di Matrix, ma probabilmente chi l’ ha scritto non ha colto il significato profondo di Matrix. Qualcuno lo chiama “film di fantascienza”, io preferisco chiamarlo “triller futuristico con richiami filosofici e religiosi”. Vi chiederete cosa può avere di filosofico o religioso un film in cui i protagonisti se le suonano di santa ragione volando e facendo ogni sorta di strana acrobazia. Beh, se lo guardate bene scoprirete che le citazioni di questo genere dominano la trama del film e vi segnalerò le più importanti. Innanzitutto la città dove vivono Neo, Trinity, Morpheus e tutti gli altri ribelli liberati da Matrix si chiama Zion, e se cercate sulla Bibbia potrete trovare la stessa città, ovvero Gerusalemme che nella Bibbia (in inglese) ha proprio il nome di Zion. Morpheus , dio dei sogni, in questo caso è Giovanni Battista. Guardate il ruolo di Neo, nel film è l’Eletto, colui che per salvare tutti gli altri abitanti di Zion sacrifica la sua vita: non vi sembra che

rispecchi la figura del Redentore? Dopo la sua morte, appare messo in posizione come se fosse crocifisso. Cypher, colui che in Matrix tradisce Neo e gli offre addirittura da bere, rappresenta Giuda! La nave di Morpheus si chiama Nabucodonosor, come il re babilonese del Vecchio Testamento che conquistò Gerusalemme. In Reloaded l’architetto dice che il futuro dell’umanità sarà affidato a 23 persone: 16 femmine e 7 maschi; sempre per arrivare dall’architetto occorrono 314 secondi e 27 sono gli isolati da neutralizzare. Neo in Reloaded cerca la Sorgente luminosa, e dopo aver scoperto il segreto di Matrix cade nell’acqua rappresentante la fonte battesimale. Tante sono ancora le citazioni che addirittura i Wachowski, registi del film, affermano che è quasi impossibile trovarle tutte. Se tutto questo vi ha incuriosito, vi consiglio di vedere “Matrix”, “Matrix Reloaded” e, tra poco in DVD, “Matrix Revolution”, e se non vi basta date un’occhiata agli Animatrix e fatevi una partitina con Enter The Matrix!!! Jessica 2^D/S.

Un’americana tra noi… c’è molta fretta e agitazione. Un difetto è la disorganizzazione pubblica, in particolar modo nei trasporti. Cosa ti manca di più del tuo paese? La famiglia, gli amici e… i grandi centri commerciali! Prima vivevo in una grande città piena di negozi, mentre ora abito in un paesino! Cosa hai provato l’11 settembre 2001, dopo l’attacco terroristico alla Twin Towers? Quando è successo eravamo in Italia. Ci eravamo trasferiti da poco e non abbiamo visto niente alla televisione. Ci ha telefonato un nostro amico dall’America per informarci. Siamo rimasti scioccati! Abbiamo continuato a tenerci aggiornati tramite Internet. Eravamo felici di essere in Italia, ci siamo sentiti al sicuro. Oltretutto un aereo era stato dirottato anche a Washington, sul Pentagono, vicino a dove avevamo vissuto noi. Ci siamo preoccupati molto, perché conoscevamo tante persone che lavoravano lì. Per fortuna non è successo niente a nessuna di loro. Cosa farai in futuro? Vorrei finire le superiori qui e poi tornare in America per laurearmi. Dopo si vedrà….! Sara 1BL

Bene, iniziamo. Come ti chiami e quanti anni hai? Sono Litia Frisby e ho 15 anni. Da quanto tempo sei in Italia? Sono qui da circa due anni e mezzo. Perché hai dovuto trasferirti? Per il lavoro di mio padre. Potevamo scegliere di andare in qualsiasi parte del mondo e abbiamo optato per l’Italia. Sei americana, ma precisamente dove vivevi? Negli Stati Uniti: prima a Washington DC e poi in Georgia. Quali sono stati i problemi più difficili da affrontare? Ovviamente la lingua, che mi ha creato delle difficoltà nel fare amicizia e nello studio, poi la cultura. È stato difficile anche per la mia famiglia, in modo particolare per mio fratello. All’inizio per lui è stato più facile abituarsi ai cambiamenti, ma dopo sono arrivati i problemi e le prese in giro. Comunque ora è tutto a posto e ci siamo ambientati benissimo! Dimmi un pregio e un difetto dell’Italia. Mi piace lo stile di vita, molto diverso da quello americano: le persone sono più rilassate, si concedono del tempo per uscire, per incontrarsi, per divertirsi. In America è tutto frenetico, 18


DIB ATT I

IL NOSTRO UN MONDO-MATRIX?! In questo momento siete convinti di toccare la carta stampata di “Onda d’urto”, seduti su una sedia, con i vostri corpi, i vostri vestiti e tutto il resto. Potrebbe non essere così! Filosofi, fin dall’antichità, si sono sbizzarriti ad ipotizzare la natura del nostro mondo; ultimamente anche gli scienziati hanno elaborato teorie non meno stupefacenti ed incredibili… degne dei film di fantascienza. Infatti, a quanto pare, non si può escludere che il mondo sia illusorio e la materia (invece che composta da atomi, come la conosciamo) potrebbe non essere altro che il risultato di stimoli elettrici creati artificialmente. Potremmo, insomma, vivere in un programma (come in Matrix) o in un sogno o sotto l’effetto di droghe. Ecco come la nostra mente potrebbe essere ingannata: 1) Il nostro cervello è collegato con cavi elettrici a un computer che gli trasmette emozioni e sensazioni di una vita corporea. Al posto del cervello potrebbe esserci una macchina o persino un’altra entità impossibile da concepire [filosofo Usa Hilary Putnam]. 2) La realtà è interamente una simulazione: esseri tecnologicamente evolutissimi hanno messo a punto un programma capace di simulare la nascita dell’universo, fino alla nascita e all’evoluzione della vita e alla comparsa di entità intelligenti e tecnologicamente evolute che a loro volta farebbero lo stesso [filosofo svedese Nick Bostrom] Premessa: si presume che le menti coscienti possano essere realizzate non soltanto con i neuroni (come nel cervello), ma anche in un substrato come un processore di silicio. Per cui almeno una di queste ipotesi potrebbe essere vera: a) le possibilità che una specie del nostro livello si estingua prima di diventare tecnologicamente matura sono elevate b) quasi nessuna civiltà di questo tipo è interessa-

TO S U

MAT RIX

ta a simulare menti come le nostre c) viviamo in una simulazione. La più verosimile sembra essere la C! 3) Il mondo fisico non esiste: esistono solo idee e sensazioni infuse direttamente da Dio dandoci l’impressione della realtà esterna. 4) “Esisto solo io, la mia coscienza pensante, la realtà, comprese le altre persone, sono create dal mio pensiero” 5) Viviamo in un sogno (come avviene nel film “Vanilla sky”). COME ACCORGERSI SE VIVIAMO IN UN PROGRAMMA? In ogni programma, anche il più perfetto, si verificano piccole anomalie: rilevandole potremmo verificare di vivere in un mondo virtuale. Questi sono i bug che dovremmo cogliere: 1) Approssimazioni; anomalie non spiegabili per mezzo delle leggi fisiche fondamentali (non sono mai state riscontrate). 2) La conoscenza degli esseri che gestiscono il programma è incompleta, ne conseguirebbero lacune ed errori nella riproduzione delle leggi fisiche. Sarebbero molto piccole, ma si accumulerebbero e la simulazione cesserebbe di funzionare, a meno che non si intervenisse aggiornando le leggi fisiche (cambiamenti potrebbero essere stati rilevati in campo astronomico). 3) Errori dovuti al deterioramento del supporto che esegue il calcolo. 4) Incoerenze interne: difetti, incongruenze con cui il programma continua a funzionare (ad esempio il fatto che le particelle elementari abbiano natura sia di onde sia di particelle fisiche). Se l’errore fosse fatale, accadrebbe qualcosa di imprevisto per cui ci renderemmo conto di essere in un softweare, o cesserebbe immediatamente la nostra esistenza. Per evitare anomalie ci sarebbero agenti capaci di individuare il problema e risolverlo…proprio come in Matrix! Francesca 3AL

NEOLOGISMI Ogni anno i dizionari si arricchiscono di centinaia di parole nuove, mentre altre invecchiano e alcune addirittura spariscono. Quali sono le parole più usate e abusate, le parole-tormentone? Eccovene alcune. FUSIONE CON PAROLE INGLESI baby: baby-calciatore; baby-lavoratore; baby-criminalità;… web: web-femminismo; web-sondaggio;… boy (= sostenitore): Ciampi-boy; Moratti-boy; Papa-boy;… COMPOSTI CREATI DA VARI AUTORI allarmologia neoguerra leccascarpe mozzapiedi glocalismo seattilino voltagabbanismo universitopoli

condonite attapirato TERMINI DERIVATI DA PERSONAGGI Berlusconi: berlusconata; berlusconiano; berlusconismo; Nanni Moretti: morettismo; nannismo TRASCRIZIONE DI SIGLE TG: tiggì PR: pierre CT: cittì DATI SUI NEOLOGISMI Dal 1998 al 2003 sono stati raccolti: 5000 neologismi 10000 in contesti giornalistici by Giulia 4 A Gin

TERMINI ECONOMICI cococò 19


LETTERE alla redazione

Lettera sul blocco delle gite

Cari amici di "Onda d'urto", ho letto con interesse il numero dedicato al blocco delle gite scolastiche. Ovviamente, dato che sono stato uno di quelli che ha proposto e promosso questa forma di lotta, non concordo con gli argomenti di quelli che si dichiarano contrari. Prima di tutto voglio ricordare che il blocco delle gite si sta diffondendo e ne stanno dibattendo in molte scuole in Piemonte e in Italia. In secondo luogo mi pare una forma di lotta corretta almeno quanto tutte quelle che, provocando un danno economico, mirano a modificare una situazione di disagio (che questa volta non è di tipo salariale ma normativo). Questo è l'obiettivo che ci siamo proposto: suscitare attenzione su una situazione che riteniamo di estrema gravità e che è il progetto di "demolizione" della scuola pubblica che il Governo e il Ministro stanno coscientemente praticando. Mi sembra che sia proprio questa la debolezza della stragrande maggioranza degli interventi (di studenti e insegnanti) che ho letto su "Onda d'urto": a mio parere non si mette in primo piano quella che oggi è la posta in gioco (di fronte alla quale anche una forma di lotta, "scomoda" e parziale quanto si vuole, com'è il blocco delle gite, mi sembra un piccolo, insufficiente inizio, MA ALMENO - UN INIZIO!). Non so se questo si percepisce tra di voi, ma io sento tutti i giorni aumentare il senso angoscioso di una deriva (qualcuno dice "argentina") fatta di continui attacchi alle istituzioni, disprezzo per la democrazia, contrazione dei diritti, oscurantismo culturale, proibizionismi di varia natura. E per la scuola: meno diritti, meno tempo, meno partecipazione democratica, abbassamento dell'obbligo scolastico (caso unico in Europa!). Non ho trovato detto da nessuna parte che il blocco delle gite è stato deciso in stretto collegamento con il blocco degli straordinari, dopo che - a parità di numero di studenti - due insegnanti hanno perso il loro posto di lavoro, non ci sono più ore a disposizione, per le supplenze, l'insegnamento di alcune materie è stato ridotto a "spezzoni" di due ore. E si potrebbe continuare con quanto ci riserva il futuro. Lo sapete che in Parlamento ci sono due proposte di legge che, se approvate, porteranno all'eliminazione delle rappresentanze sindacali nella scuola e alla trasformazione degli insegnanti in "funzionari", passivi esecutori degli ordini IL MALESSERE DELLA SCUOLA del Ministero? Per favore, rompiamo il silenzio, usciamo Occorre una riflessione profonda dal torpore gelido e conformista che avvol- Noi di “Onda d’urto”continuiamo ad essere contrari al blocco delle gite, perché colge le scuole superiori (non solo a Pinerolo). pisce solo gli studenti. Ci sembra che sia questo l’unico risultato finora raggiunto. Gli studenti di Berlino, Francoforte e Lipsia Per quanto riguarda i problemi più generali della scuola, compresa la riforma Mohanno cominciato. Contro il degrado del ratti e questo senso generale di demotivazione e di “angoscia”, vorremmo che si afsistema scolastico, contro i tagli all'istruzio- frontassero i problemi veri e profondi, uscendo dai vecchi schemi ideologici che ne, sui loro striscioni c'è scritto: "cultura e bloccano la diagnosi. Riflessione che ormai non può essere limitata solo al contesto sapere sono la ricchezza del paese, avete italiano, ma estesa, vista la globalizzazione in atto, a quello mondiale. Anche perché dimenticato che ribellarsi è giusto". la demotivazione degli insegnanti, la crisi dei sistemi educativi, i tagli salariali nel Con amicizia. servizio pubblico, la fuga dall’insegnamento... è mondiale, come affermano nel loro Marco Baltieri, RSU Liceo Scientifico Sta- messaggio agli insegnanti di tutto il mondo il Direttore Generale dell’UNESCO tale" M. Curie" - Pinerolo. 4/02/2004 Koichiro Matsuura, il Direttore Generale dell’ILO Juan Somavia, l’Amministratore dell’UNDP Mark Malloch Brown e il Direttore Esecutivo dell’UNICEF Carol Bellamy, nella Giornata mondiale degli insegnanti 2003 (http://www.onuitalia.it/frames/ frame0.html). Su queste tematiche della scuola noi di Onda d’urto torneremo nel numero di ottobre 2004, che avrà proprio come titolo “Dove va la scuola?”. Antonio Denanni Vi racconto la mia fede di protestante Il mio nome è Luca ed ho 15 anni e mezzo. Frequento l’ITIS “Ignazio Porro” con indirizzo liceo scientifico tecnologico a Pinerolo. Non sono di religione cattolica come la maggior parte della popolazione italiana, bensì faccio parte della Comunità Protestante Battista. In pratica sono di religione protestante. Per chi non conoscesse questa religione presento le sue caratteristiche. Le differenze principali che intercorrono fra il Protestantesimo e il Cattolicesimo sono essenzialmente quelle riguardanti la mancata credenza nella Madonna vista come Sacra Vergine e portatrice del seme del nostro Salvatore, poiché per noi, colui che ha il pieno merito di aver fatto nascere Gesù Cristo nostro Signore e Salvatore, non è altri che Dio; Maria invece non è altri che una semplice donna che ha avuto l’onore di partorire Gesù, ma sarebbe potuto benissimo essere chiunque altra persona con qualsiasi altro nome. Perciò per noi non deve essere ricordata come Santa o come qualcos’altro, perché non ha fatto proprio un bel niente se non partorire. Un’altra differenza è quella della mancata credenza nei santi: infatti noi non festeggiamo i nostri onomastici. Ma queste due differenze non sono particolarmente significative. Le vere differenze riguardano cosa c’è dopo la morte e il battesimo. I cattolici credono che per ottenere la salvezza bisogna fare opere buone, andare in chiesa, dire il rosario ecc. così facendo credono di assicurarsi la salvezza in Paradiso una volta morti. Per noi, invece, non basta fare opere buone o andare in chiesa se non si ha nel cuore la fede: solo se si crede fermamente in ciò che il Signore può fare, o se si resiste alle sue prove senza mai perdere fiducia in lui (come quando muore un nostro caro o veniamo colpiti da una malattia grave) si ha la sicurezza di poter venire salvati e vivere con lui per l’eternità nel Regno dei Cieli e non nel Paradiso (altra differenza). Per quanto riguarda il Battesimo invece, a differenza dei cattolici e dei valdesi (altro ramo del Protestantesimo) noi non ci facciamo battezzare appena nati, ma riteniamo che ogni persona abbia il diritto di scegliere se continuare a credere così o meno. In pratica si può venire battezzati solo se si crede nel Signore. L’uguaglianza che c’è tra le due confessioni è la fede nell’unico Dio, poiché entrambe fanno parte del ramo del cristianesimo. Il cattolico per definirsi non prende come riferimento altri cristiani Luca 2^ ITIS (protestanti, ortodossi) o appartenenti ad altre religioni, ma Gesù Cristo.

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LETTERE ALLA REDAZIONE

Angeli? Chi sono

From: Pyppi<agll@medialab.sissa.it> To: "Liceo Porporato" <liceoporporato@tin.it> Sent: Friday, January 16, 2004 10:59 AM Subject: sito web angelisullapelle.com

Vi segnalo un sito che mi è piaciuto molto: www.angelisullapelle.com Si presentano così: “Coordinato da un Gruppo di ricerca del quale fanno parte giornalisti, insegnanti, studenti e cultori della comunicazione, residenti in regioni e città diverse del Paese, il sito si muove sul terreno della ricerca e dello studio nel tentativo, da una parte, di andare al di là della facciata esterna e pubblica della vita privata e, dall'altra, di costruire un nuovo modo di comprendere gli eventi collettivi e la complessità delle vicende individuali. Una forma di ricerca che tenta di scavare, sotto i passi degli uomini misteri insondabili e dove il dicibile crea dall'indicibile, la luce secerne l'ombra, il non detto l'ignoto e l'inconoscibile. I nostri Angeli sulla pelle non hanno le ali ma volano liberi, ognuno, con la propria coscienza di sé. Non hanno padroni e non debbono rendere conto ad alcuna religione, ad alcun "maestro", ad alcuna ideologia o moda. Non si dividono per la loro fede religiosa, per la razza, per il sesso e per il luogo dove sono nati. Da sempre conoscono l'amore. E tutti a modo loro”.

Un angelo è un raggio di sole che ti entra nella stanza e si irradia dentro di te, un angelo è un fiorellino azzurro in un giardino di cemento, un angelo è una stella cadente. Un angelo è l'ombra luminosa di mio padre che sempre veglia su di me, un angelo è la neve quando comincia a cadere perchè ha voglia di abbracciarti, un angelo è la luna, quando si spoglia della nuvola per farti capire che sei sempre splendente. L'angelo è colui che porta l'arcobaleno dopo il temporale. Alessandra L'angelo é anche tutto questo fino a quando rimarrà inalterata la tua identità e la coscienza che tu hai di te. www.angelisullapelle.

Ha salvato 5 ragazze aggredite

Un angelo barbone: Natale Morea Una notte prima di natale 2003, Natale Morea, barbone pugliese che da anni vive di elemosina dormendo sulle panchine dei giardini di Roma, si trovava casualmente davanti all’uscita di una delle discoteche romane. Stavano uscendo cinque ragazze. Si avvicinano due uomini, armati di spranga, per rapinarle. Lui si mette in mezzo e fa scappare le ragazze. I due aggressori prendono Morea a sprangate, riducendolo in fin di vita. Per settimane è stato in ospedale fra la vita e la morte. Il primo gennaio è stato ufficialmente insignito da Carlo Azeglio Ciampi della medaglia al valor civile. La motivazione ufficiale lo definisce “fulgida testimonianza di generoso altruismo e di virtù civiche che ha riscosso l’unanime ammirazione della comunità nazionale”. "Il gesto di Morea è un simbolo per tutta Roma - ha spiegato l'assessore ai servizi sociali e sono qui per rappresentare la gratitudine dell'intera città. Credo che tutti noi gli dobbiamo rispetto e ammirazione: il suo coraggio ed il suo altruismo - pagati con un prezzo altissimo - meritano che l'intera comunità cittadina gli si stringa intorno con affetto e concreta solidarietà". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindaco Walter Veltroni: "Il gesto eroico di Natale contiene una testimonianza: i vinti dalla vita, gli uomini e le donne che vivono in solitudine e senza affetti, sono spesso i piu' disponibili a soccorrere chi ha bisogno d'aiuto, a rifiutare l'ingiustizia e a non rifugiarsi dentro la scorza dell'indifferenza". La grandezza del gesto di Natale Morea sta proprio in questo, nel conto che continua a pagare alla vita senza preoccuparsi di passare un giorno alla cassa... Nel suo gesto c'è la volontà di comportarsi come sempre: di scegliere la via più difficile senza pensare alle conseguenze. Di rifiutare le ingiustizie della vita pagando in prima persona le conseguenze delle proprie decisioni. Di essere, nella sua normalità, un uomo anormale. Le cinque ragazze che ha salvato, hanno detto: "Vorremmo parlargli, ringraziarlo. Quell'uomo ci ha salvato. Non sapeva nemmeno chi fossimo e ha rischiato la vita per noi. Speriamo che si rimetta completamente". Riduzione da giornali vari

Contagiare il mondo Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo ma con la voglia di arrivare e vincere. Mentre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull’asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Rallentarono e si guardarono indietro. Si fermarono e tornarono indietro… . Una ragazzina con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: “Adesso stai meglio?” Allora tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Tutti nello stadio si alzarono e gli applausi durarono parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia. Perché? Perché dentro di noi sappiamo che la cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa. “Una candela non ci perde niente nell’accendere un’altra candela ma entrambe illuminano più intensamente una stanza”. (tratto da: Sale e luce. Dalla giornata mondiale della gioventù alla vita quotidiana) By Sara 1 BL

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I nomi più gettonati al Porporato CHIARA SARA FRANCESCA ELISA VALENTINA GIULIA STEFANIA FEDERICA SILVIA ELENA ALESSANDRA ROBERTA ALESSIA MANUELA ANDREA LUCA ALESSANDRO MARCO SIMONE MATTEO LORENZO

= 39 = 39 = 35 = 35 = 33 = 32 = 30 = 24 = 23 = 22 = 22 = 21 = 20 = 20 = 11 = 10 = 8 = 8 = 6 = 6 = 5

I nomi unici POLA = 1 CRISTEL = 1 REOLA = 1 YARI = 1 KARIN = 1 TEODORA = 1 TIFFANY = 1 KETTY = 1 WENDA = 1 TINDARA = 1 NAHID = 1 YASMIN = 1 ELIANA = 1 CHANTA = 1 TOURIA = 1 IVAN = 1 KAREN = 1 DARIO = 1 NOEMI = 1 GIOACHINO = 1 JULIEN = 1 LORIS = 1 NISRINE = 1 XINMEI = 1 ERIKA = 1 FANNY = 1 ALINE = 1 ELOUISE = 1 LEOLUCA = 1 MOUNIA=1 - RAMONA= 1


Super Vto

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Onda d'urto Febbraio 2004  

N.3 Giornale degli studenti del Liceo Porporato

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