Issuu on Google+

LA QUESTIONE MORALE

L’ONDA...VERDE

IL PALAZZETTO DELLO SPORT

L’ONDA...VERDE p.3

SERVIZIO RIFIUTI

di Maria Pina Sacco Cosentino

di Roberto Bozzaotre

di Silvana Pollio

di Roberto Bozzaotre

di Marzio Lembo e Enrico Romano

19 | Marzo | 2011

numero 2

rinnovamento

QUESTA CITTÀ STA MORENDO non serve per la ricerca di un posto di lavoro e dove il requisito essenziale è solo quello dell’appartenenza ad una delle lobby che controllano i tanti e diversi Palazzi del Potere. Questa città sta morendo, perché è morto il dialogo ed il confronto, perché non esistono o sono stati cancellati i centri di socializzazione ,luoghi, piazze , botteghe dove era facile incontrarsi e parlare ,oggi resiste solo la Chiesa luogo però deputato al culto. Questa città sta morendo ,perché non sa più progettare il suo futuro, perché il viaggio che un tempo era rivolto ad approfondire nuove conoscenze o a scoprire nuovi orizzonti, ora non è altro che la fuga verso effimeri e fatui paradisi lontani al sole. Questa città sta morendo, perché sta perdendo la sua identità dove l’omologazione dei costumi è arrivata cancellando quella capresità naturale, sta morendo perché non ha saputo conservare le sue botteghe artigiane, perché ha abdicato alla sua vocazione di essere paese diverso dove anche il diverso si sentiva di casa. Questa città sta morendo, perché forse vuole morire per diventare altra cosa , un luogo

Ringraziamo Anna Maria Boniello, giornalista ed esperta di comunicazione, per aver accettato il nostro invito ad inviare un contributo per la rubrica ONdemand di Anna Maria Boniello

Questa città sta morendo. Capri sta morendo. Questo luogo che da qualche anno ha cambiato pomposamente il suo nome da ‘Isola’ in “Città” sta morendo di lenta agonia. Sta morendo nelle sue strade deserte d’inverno ed in quelle affollate e caotiche di piena estate. Sta morendo nelle sue botteghe chiuse per tanti mesi l’anno che la fanno apparire simile ad una città evacuata e muore lentamente nella trasformazione costante della sua rete commerciale. Questa città sta morendo soprattutto a causa del lento ed inarrestabile esodo dei suoi figli più giovani che partono per sfuggire all’inedia di un luogo che non da più stimoli ma fuggono anche per la mancanza di un progetto per un futuro che li veda protagonisti. Scappano da un luogo dove la meritocrazia >> continua a pagina 2

IL PALAZZETTO DELLO SPORT di Mariano Bozzaotre

Alcune settimane fa sulla prima pagina del Corriere di Capri c’era un articolo a firma della sig.ina Marianna Esposito, dove l’assessore Vincenzo Ruggiero, spiegava ai lettori con dovizia di particolari il progetto di un restyling del vecchio e glorioso campo sportivo di Palazzo a mare, dove “nel giro di un paio di anni, uno per tutta la pratica burocratica e l’altro per la realizzazione tecnica, il vecchio campo di calcio verrebbe sostituito da una pista di atletica, un campo di bocce, un campo di calcetto, da spogliatoi e buvette e principalmente da una piscina coperta e riscaldata d’inverno e scoperta d’estate”. E’ giusto che l’assessore abbia a cuore la realizzazione finalmente di una piscina di cui a Capri si sente assolutamente la necessità. Necessaria, perché come pensa anche il nostro assessore, potrebbe servire per corsi di nuoto per adulti e bambini, sia perché potrebbe essere di aiuto a persone con >> continua a pagina 2

problemi osteoarticolari. Da una recente indagine statistica sembra che il problema più frequente per il quale i pazienti si recano dal proprio medico è la cura e la risoluzione del dolore. Il dolore, soprattutto per le persone non più giovani, è dovuto a problemi di artrosi. La terapia del dolore prevede l’uso di farmaci anti-infiammmatori, ma questi purtroppo, e i pazienti lo sanno benissimo, hanno numerosi effetti collaterali, dunque è necessario trovare anche e soprattutto terapie non farmacologiche. Il nuoto o comunque fare degli esercizi in acqua adeguatamente riscaldata è senz’altro un rimedio ottimo e privo di qualsiasi effetto negativo, dunque l’idea del nostro assessore mi sembra oltremodo pertinente e valida. Probabilmente, però, i tempi per la realizzazione del progetto sono molto lunghi, perché, come ha fatto notare la giornalista, oltre ai problemi burocratici ci sono anche difficoltà logistiche, come il trasporto dei materiali lungo strade tropppo strette per i materiali da usare per


2 rinnovamento

19 | Marzo | 2011

LA QUESTIONE MORALE di Maria Pina Sacco Cosentino

Le mie cugine mi hanno regalato un saggio: ‘’La questione morale’’ di una filosofa contemporanea, Roberta De Monticelli, che oggi mi offre lo spunto per riflettere su quanto sia importante assumersi le proprie responsabilità morali sulla situazione odierna del nostro paese: perché, si chiede l’autrice, constatiamo corruzione a tutti i livelli della vita politica e civile perché le risorse pubbliche sono piegate agli interessi privati e perché gli scambi di favori sono praticati da tutti senza un minimo di ritegno? Secondo la signora De Monticelli il male ha radici nell’antichità tanto da suggerire che la politica debba seguire le orme di Socrate. Non è mia intenzione sviscerare qui la tematica di questo saggio filosofico, ma riflettere insieme ai lettori sul fatto che l’etica è scaduta

L’ONDA...VERDE di Roberto Bozzaotre

Come ben sappiamo Capri passa dal frenetico ritmo del periodo estivo all’angosciante letargo dei mesi invernali. Questo è tutto sommato normale,è tipico delle località turistiche,però è altrettanto evidente che non sarebbe sbagliato provare ad organizzare qualcosa anche in periodi di bassa stagione. Ci sono persone,o meglio categorie di persone che sull’isola vivono anche d’inverno, perciò lasciare questi anziani,giovani e meno giovani al loro destino è assolutamente sbagliato. Dunque il mio appello si vuole rivolgere sia agli amministratori che a chi,come me,è un giovane che si trova a trascorrere l’inverno in questa sorta di isola deserta A chi ci governa chiedo di coccolare maggiormente i

per valore dal momento che ognuno di noi agisce in un certo modo solo perché, oggi, così è costume di tutti. Noi abbiamo il dovere di comprendere che c’è il bisogno d’un profondo rinnovamento in materia di coscienza morale politica e che ‘’le norme di legge nascono non solo come mezzo di protezione e garanzia, ma anche come mezzo di scoperta del dovuto da ciascuno a tutti’’. Un principio che invita a considerare l’impegno politico innanzi tutto come servizio civico, nelle grandi come nelle piccole cose. E’ in quest’ottica che mi muovo, insieme agli amici con i quali abbiamo dato vita alla compagine politica ‘’ L’onda di rinnovamento e sviluppo’’ e che ho aderito al comitato onDonna, voluto tempo fa da Silvana Pollio, e mediante il quale portiamo avanti l’iniziativa della prevenzione oncologica con il patrocinio della LILT ( Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori) con la collaborazione della sig.ra Anna Massa Lembo, il prezioso contributo nell’iniziativa del dott. Pasquale Ruffolo, di tutti gli altri medici dell’Istituto Pascale e la gentile concessione dello studio da parte del dott. Luigi Anastasio. Intendo, così, continuare l’opera di mio marito Costanzo che mai abdicò a quelli che riteneva i

suoi doveri morali e che mise sempre al primo posto i bisogni della comunità meno tutelata. Vorrei sottolineare che la necessità di guardare a fondo nella questione morale non è esigenza strettamente religiosa ma dovere di qualsiasi persona che voglia definirsi tale.

propri ragazzi,di investire di più su di noi. I giovani,al di là delle legittimissime e importantissime feste ed altre occasioni di divertimento,hanno soprattutto bisogno di fiducia,di qualcuno che possa mettergli a disposizione strutture nelle quali incontrarsi,confronta rsi,elaborare idee per crescere,imparare e contribuire al rinnovamento e allo sviluppo del proprio paese. Vivere su un’isola, talvolta, può voler dire rimanere “fuori dal mondo”,significa purtroppo non rendersi conto dei problemi che invece sono sin troppo noti a chi abita a terraferma. Questo periodo senza turismo,ritmo e vita rischia veramente di paralizzare il processo di crescita della nostra comunità; processo di crescita che inevitabilmente deve passare dall’ istruzione e preparazione degli abitanti più giovani che un domani si troveranno a fronteggiare le tante (troppe) problematiche di cui oggi patisce Capri. Sarebbe interessante (e penso anche non troppo complicato) organizzare una serie di dibattiti,proiezioni,concerti ed altri eventi in modo tale da far sentire viva l’isola anche quando è semivuota. E questo non vale solo per i ragazzi ma per l’intera collettività caprese,che

>> continua da pagina 1 di Mariano Bozzaotre >> continua da pagina 1 di Anna Maria Boniello

come tanti simili ad altri paesi di vacanza sparsi in ogni angolo del Globo. Capri però non merita questo e qualcuno dovrà cominciare a riflettere su questa lenta ed inesorabile agonia a cui tutti senza accorgercene ci stiamo assuefacendo. Cominciamo a cancellare quel nome Città’ che dovremmo sentire estraneo alle nostre tradizioni e cultura, torniamo se è possibile a riappropriarci di quelle caratteristiche che hanno fatto conoscere Capri nel mondo e fatto apprezzare i suoi abitanti per laboriosità , gentilezza , intelligenza e classe innata iniziamo a riprenderci il nome di ‘ Isola ‘ , sarebbe questo un primo punto di partenza per resistere all’ i inarrestabile declino sociale che potrebbe un giorno trasformarsi in un pericoloso declino economico .

la realizzazione del tutto. Vorrei, però, porre delle obiezioni e delle domande. Qualche hanno fa è stato progettato e costruito un edificio adiacente al nuovo campo di calcio, edificio esteticamente non bellissimo, di stile vagamente arabeggiante che tra l’altro mal si adatta con il gusto isolano. Ma questo edificio, che doveva essere nel progetto iniziale “Il Palazzetto dello sport di Capri”, non prevedeva, anche, o mi sbaglio, la realizzazione di una piscina coperta e riscaldata? Perché non è stata realizzata? Cosa è stato fatto al posto della piscina e perché? Perché ipotizzare un nuovo e costoso progetto quando uno già approvato, e dove c’era anche la copertura finanziaria, non è stato realizzato? Non vorrei fare delle polemiche, ma penso che sia più semplice e più logico che la nostra amministrazione, e l’assessore in particolare, prendano in esame l’idea di fare un restyling del palazzetto, di migliorare l’estetica dell’edificio e di riportarlo all’uso previsto nel progetto iniziale, piuttosto che cercare,oltretutto, in un periodo di grave crisi economica, degli improbabili finanziatori privati che si accollino gli oneri della realizzazione di una piscina coperta con la remota ed incerta speranza di recuperare le spese con la gestione dell’immobile stesso.


19 | Marzo | 2011

3 rinnovamento

>> continua da pagina 2 di Roberto Bozzaotre

esiste anche e forse soprattutto d’inverno, e tutti noi abbiamo bisogno di fare vita sociale, di sentirci parte di un progetto,di essere cittadini di serie A. Magari sarà sempre stato così, forse Capri l’inverno ha sempre “dormito”, però il mondo è cambiato e la comunità non può permettersi di chiudersi in se stessa; ha bisogno di eventi, di occasioni di incontro e crescita culturale anche per vendere con ancora più professionalità, gentilezza e cortesia il “prodotto Capri” a chi sarà gradito ospite da aprile a settembre. E poi, come dicevo, voglio rivolgere un appello ai miei coetanei:questo è il luogo dove siamo nati,dove siamo cresciuti,dove magari sognamo di sposarci e far nascere i nostri figli. Rimanere impassibili, disinteressati, significa aiutare Capri a raggiungere l’irreversibile stato comatoso a cui oramai è destinata. Bisogna reagire, e la reazione deve partire da noi; da noi che dobbiamo, in questi anni della nostra vita, si divertirci,ma anche lavorare

e studiare,per migliorarci, per acquisire cultura, preparazione e conoscenze importanti tali da poter aiutare l’isola. Di intervenire, di parlare, di farci sentire ce lo sta chiedendo proprio Capri con le ultime forze che le sono rimaste, e ignorare il suo richiamo sarebbe pure follia. Sin da oggi possiamo essere utili alla causa,affiancandoci a persone più esperte e mature che potranno aiutarci ad inserirci in ambienti per noi poco conosciuti,in modo che un domani si possa dar vita ad una nuova era per la nostra benamata isola. Vi invito a contattare me o anche gli altri membri dell’associazione se lo ritenete opportuno. Accetteremo consigli, critiche e saremo fieri di accogliervi fra di noi nel caso vogliate aggregarvi o collaborare. L’indirizzo email è: ondacapri@gmail.com.

CAPRI. ISOLA-MITO O META DEL TURISMO DI MASSA? di Chiara Cannavale Negli ultimi anni, diverse località hanno creato la propria immagine turistica, diventando mete abituali di turisti, che ricercano posti esclusivi nei quali trascorrere le proprie vacanze. Hanno fatto, come si direbbe tecnicamente, un buon marketing territoriale, individuando maniere efficaci di promuovere il proprio territorio e arricchendo quest’ultimo con una serie di servizi che potessero soddisfare i visitatori più esigenti. Negli stessi anni, già prima della recente e attuale crisi, l’Isola di Capri ha intrapreso un percorso opposto, riposizionando verso il basso la propria offerta turistica. Un’isola che aveva sempre attratto i turisti per le sue bellezze naturali e per il patrimonio storico di tutto rispetto, avrebbe dovuto investire nella riqualificazione di questa offerta attraverso l’individuazione di servizi di eccellenza, la forte cura dell’ambiente e la preservazione del territorio. Al contrario, nell’Isola di Capri, si è consolidato il turismo di massa, non dei gruppi di élite, ma del pendolarismo mordi e fuggi. Tre osservazioni evidenziano la gravità della situazione. In primo luogo, l’enorme flusso di turisti giornalieri è gestito da tour operator che controllano arrivi e partenze dei gruppi, riducendo al minimo la permanenza sull’isola, e che trattengono la stragrande maggioranza dei profitti. In secondo luogo, l’entità dei disagi creati in termini di pulizia, traffico e confusione per le strade è decisamente elevata. Ultimo, ma non meno importante, l’eccessivo flusso di turisti pendolari rende difficile la circolazione dei turisti indipendenti, che spesso preferiscono restare negli alberghi fino alla sera, per evitare la folla e la congestione dei trasporti. Il turismo di massa non deve essere, tuttavia, considerato come la causa di tutti i mali, né come un male in se stesso. E’ la non gestione del fenomeno che dovrebbe destare preoccupazione. E’ il completo abbandono del controllo di questi flussi a tour operator esterni che dovrebbe essere condannato. Quante volte si è parlato dell’eccessivo affollamento di Marina Grande nelle prime ore del mattino? Eppure non si evita che, a partire dal mese di aprile, quasi tutti i giorni alle corse ordinarie del mattino si sommino charter straordinari, che ripartono vuoti da Capri (ma quanto pagheranno mai questi tour operator per evitare alle compagnie di navigazione le perdite di un viaggio a vuoto?). Un esempio dei vantaggi che potrebbero derivare da una gestione più attenta dei flussi turistici è offerto proprio dal settore crocieristico. Nell’ambito di questo settore, vi sono anche gruppi di turisti che presentano un’elevata capacità di acquisto. Questa tipologia di crocierista

costituisce, di solito, il target delle navi da crociera più piccole ed eleganti, proprio come quelle che anni fa erano solite ormeggiarsi al largo di Marina Grande. Per problemi di natura organizzativa, queste navi hanno deciso di non ormeggiare più nei pressi dell’isola. Può essere giudicata opportuna la scelta di rinunciare a questo flusso turistico e di preferire ai crocieristi che sostano intorno all’isola, il turismo mordi e fuggi delle crociere che attraccano a Napoli? Una permanenza più prolungata dei turisti non costituirebbe una fonte di maggiore ricchezza? Non sarebbe auspicabile che i crocieristi avessero l’opportunità di spendere nei negozi capresi, mangiare nei ristoranti dell’isola e riempire le ormai malinconiche serate infrasettimanali della piazzetta? Certo, occorrerebbe offrire dei servizi, prevedere, ad esempio, come più volte sottolineato da alcuni imprenditori, un punto di accoglienza per i crocieristi, ma probabilmente il gioco varrebbe la candela. UN’INVERSIONE DI MARCIA L’esigenza di riqualificare l’offerta turistica dell’Isola di Capri non è nuova. Già l’indagine CENSIS del 1982 segnalava la necessità di una gestione attenta dei flussi turistici e di una maggiore programmazione delle attività legate all’ottimizzazione degli stessi, evidenziando anche l’importanza di una cultura maggiormente orientata all’ambiente e al territorio. Porre in essere interventi orientati in queste direzioni non è, tuttavia, semplice e richiede scelte coraggiose. In primo luogo, occorrerebbe puntare sulle leve che possono attrarre i turisti più qualificati. Non è un mistero che il numero di turisti americani sia calato (si dice a causa dell’euro forte, che però non impedisce agli stessi di orientarsi verso la Spagna e la Grecia), né che siano diminuiti i visitatori tedeschi o francesi, molto attenti alla cura dell’ambiente e alla qualità della vita. Per risolvere questa situazione ed invertire la tendenza, è necessaria un’azione decisa. Il patrimonio naturalistico dell’Isola non può essere ulteriormente trascurato. Poche settimane fa è ritornato alla ribalta il problema degli scarichi fognari e non è difficile, passeggiando, constatare lo stato di abbandono dei più noti percorsi paesaggistici (Piazzetta delle Noci, il Pizzolungo, l’Arco Naturale), nonché delle vie principali. Occorrerebbe dare priorità, in sede di assegnazione dei fondi di bilancio, alla tutela del patrimonio storiconaturalistico dell’Isola. Nel caso poi le risorse fossero davvero così difficili da trovare, si potrebbe, sulla linea di quanto discusso in queste settimane, prevedere, all’atto dell’acquisto dei biglietti per Capri, un contributo, anche contenuto (50 centesimi per esempio), per la manutenzione dei siti archeologici e naturalistici aperti ai turisti. Caricare il contributo sul biglietto dei trasporti

marittimi eviterebbe il dispendio delle risorse necessarie ad organizzare un servizio di biglietteria e, soprattutto, eviterebbe il rischio che il flusso di turisti eviti alcuni siti e si diriga verso altri o, peggio, che rimanga congestionato intorno alla piazzetta, amplificando il disagio cui sono esposti i turisti indipendenti.La riqualificazione dell’offerta turistica di Capri passa, inoltre, necessariamente, per l’organizzazione di eventi di alto profilo culturale. L’Amministrazione ha organizzato, in effetti, negli ultimi anni, una serie di eventi culturali che si sono aggiunti a quelli già previsti da altre associazioni, arricchendo le serate capresi. Tuttavia, affinché tali iniziative attraggano turisti e, soprattutto, invoglino questi ultimi ad allungare la permanenza sull’Isola, è necessario che la programmazione degli stessi sia realizzata e pubblicizzata in netto anticipo rispetto alla stagione turistica, già nei periodi in cui i potenziali ospiti visitano i siti internet delle varie località per decidere dove prenotare le proprie vacanze. Un’ambizione di questo tipo richiede investimenti importanti. E’ necessario mettere a sistema i diversi attori e coordinare la loro attività. Le amministrazioni e le diverse associazioni dovrebbero, infatti, confrontarsi e decidere assieme un calendario che eviti la sovrapposizione di eventi importanti, in modo da dare la giusta risonanza ad ognuno di essi. In molte località, un ruolo simile è ricoperto dalla Proloco; in altre, l’attività dell’Amministrazione è supportata da appositi Uffici Marketing. Anche Capri potrebbe dotarsi di una simile struttura; di certo non mancano sull’Isola le professionalità adeguate ad un’attività di questo tipo. A persone che hanno formato la propria esperienza sul campo, potrebbero essere, infatti, affiancati giovani isolani che hanno completato un percorso economico-manageriale. Non sono pochi, infatti, i laureati in materie economiche e, anche in management delle imprese turistiche, che potrebbero mettere le proprie idee e le proprie competenze a servizio di un progetto sistematico di marketing dell’Isola di Capri.

L’onda Periodico d’informazione ondacapri@gmail.com Autorizzazione del Tribunale di Napoli n 79/10 del 21.10.2010 Direttore Responsabile: Teodorico Boniello Capo Redattore: Ugo Canfora Redazione e amministrazione: via Marina Grande 28, 80073 Capri

Editore: Associazione “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” via Marina Grande 28, 80073 Capri

Progetto Grafico: BludiCapri Stampa: Tipografia Albano via Enrico Fermi,17 Napoli DISTRIBUZIONE GRATUITA


4 rinnovamento

19 | Marzo | 2011

Focus SERVIZIO RIFIUTI Marzio Lembo e Enrico Romano

Come fa una società che ha un giro di affari annuo di 4,6 milioni di Euro a sopravvivere se non ha incassato 2,6 milioni di Euro dai clienti? In queste condizioni una società normale sarebbe condannata alla paralisi, se non al fallimento, non disponendo dei fondi liquidi necessari a pagare personale e fornitori. Ma la Capri Servizi resiste. Perché la sostiene il Comune. Naturalmente con i soldi dei cittadini. La fantasia all’amministrazione comunale non manca. Nel 2008 ha destinato al servizio rifiuti la somma di 1,41 milioni di Euro iscritti nel bilancio comunale come “smaltimento rifiuti”. Nel 2009 questa voce è stata ridotta a 1,28 milioni di Euro, ma è stata affiancata da una “new entry”, 619 mila Euro iscritti come “servizi turistici”. La ragione presumibile di questa novità è che bisognava trovare un sistema per trasferire subito alla Capri Servizi i fondi che le sono indispensabili per sopravvivere, data la drammatica carenza di liquidità prodotta dalla mancata riscossione delle bollette. Nel bilancio di previsione del 2010 la nuova voce è salita a 1.100.000 Euro. Convinti che la disponibilità del Comune a pagare qualunque conto di gestione non costituisce certo un incentivo per l’efficienza di una società, e che bisogna pur mettere un freno a un aumento indiscriminato dei costi che si ripete anno dopo anno e che rischia di trascinare il Comune in un disastro finanziario, assieme ai consiglieri del gruppo “I Capresi per Capri” abbiamo segnalato in un esposto al Prefetto questa nuova voce del bilancio che è contraria alla legge. Lo scopo era quello di cancellare una voce di bilancio illegittima e sostituirla con altra legittima, che ottiene lo scopo di agevolare i cittadini ma che non è utilizzabile per mascherare carenze di gestione. Il fatto è che la somma contestata di 1.100.000 Euro poteva essere inclusa legittimamente nel bilancio sotto forma di contributi per i risultati di raccolta differenziata. In questo modo nulla sarebbe cambiato per gli utenti, ma l’amministrazione comunale si sarebbe dovuta impegnare per una gestione più efficiente. Perché non avrebbe potuto erogare alla società cospicue somme subito e senza verifiche di risultati, ma solo dopo aver acquisito i dati della raccolta differenziata, cosa che avrebbe certamente indotto ad una maggiore attenzione nell’organizzazione del servizio, ad uno sforzo per il contenimento delle spese, e a una maggiore cura nella riscossione delle bollette. Se poi fosse vero quello che la maggioranza ha dichiarato negli atti, ossia che la somma di 1.100.000 Euro serve anche a coprire il costo dei rifiuti prodotti dal turismo giornaliero, dovrebbero essere coloro che di tale turismo beneficiano a

LA PROPOSTA E’ certamente opportuno che la gestione del servizio rifiuti sia effettuata dal Comune, in modo da avere sotto diretto controllo un fattore determinante per il turismo, presupposto di ogni sviluppo sociale ed economico della nostra Isola. Ma questo non implica essere d’accordo su come il servizio è stato gestito negli ultimi quindici anni, da quando cioè il Comune lo effettua attraverso una propria società. Innanzi tutto va chiarito che perché il Comune gestisca in proprio il servizio rifiuti non è affatto necessario farlo attraverso una società di capitale, perché può farlo con una gestione diretta e questo sarebbe sicuramente un bene per la trasparenza e per il controllo sulle spese da parte del consiglio comunale. Ma se proprio si vuole gestire il servizio attraverso una società

pagarne il costo e non i cittadini che non ne traggono alcun vantaggio. Quando il Prefetto, constatata l’irregolarità, ha ordinato al Comune di correggere il bilancio, con gli altri consiglieri di opposizione abbiamo proposto che la somma da rettificare fosse reinserita nel bilancio quale agevolazione agli utenti secondo le disposizioni di legge, ma la maggioranza ha rifiutato di farlo. Perché questo? Forse temeva che l’operazione fosse vista come un’ammissione di responsabilità di fronte al Prefetto e alla Corte dei Conti. Forse non ha voluto rinunciare definitivamente a una forma di contribuzione che le consente di elargire qualunque somma alla società (come detto, si è passati dai 619 mila Euro del 2009 al milione e 100 mila Euro del 2010). Sta di fatto che la maggioranza, ritenendo di essere in grado di condizionare l’opinione pubblica, ha pensato di poter ribaltare la situazione a proprio vantaggio politico (pazienza, se a danno dei cittadini) e ha diffuso la “favoletta” che per colpa della minoranza era costretta ad aumentare la tariffa rifiuti. Per giustificare il rifiuto a reinserire in bilancio la somma di 1.100.000 Euro, la maggioranza ha sostenuto che la proposta non era legale. Peccato che la tesi sia smentita dalla stessa maggioranza. La quale ha dimenticato che questo tipo di agevolazione è presente in tanti comuni italiani (a Roma può arrivare all’80% della parte variabile della tariffa). Ha dimenticato anche che essa stessa ha impegnato per il servizio rifiuti 1.41 milioni di Euro nel 2008 e 1,28 milioni di Euro nel 2009 con motivazioni diverse da quella contestata di “servizi turistici”. Ma soprattutto ha dimenticato di aver già deliberato agevolazioni alle utenze per i risultati di raccolta differenziata (190 mila Euro nel 2008, e 454 mila Euro nel 2009), cioè proprio quello che ha rifiutato di fare per il 2010 su proposta della minoranza! Fatti questi che dimostrano l’assoluta inconsistenza della posizione della maggioranza. Ma se anche, per assurdo, come dice la maggioranza fosse necessario aumentare il costo del servizio rifiuti che grava sugli utenti, ciò potrebbe avvenire senza fare sborsare ai cittadini neppure un centesimo in più di quello che già pagano. Perché il milione e 100 mila Euro da correggere nel bilancio per disposizione del Prefetto non sono stati vinti a una lotteria ma provengono sempre dalle imposte comunali pagate dai cittadini. Perciò, basterebbe ridurre le aliquote ICI per gli alberghi, ridurre i canoni di concessione per suolo comunale e demaniale agli esercizi commerciali, ridurre l’addizionale comunale Irpef per tutti, cittadini e aziende (e, eventualmente, introdurre rimborsi su fondi sociali per le utenze domestiche), insomma basterebbe ridistribuire le aliquote delle varie imposte lasciando invariato il totale, per non aumentare di un centesimo quanto oggi i cittadini pagano.

esterna, allora bisogna farlo con criteri imprenditoriali, dando la responsabilità di gestione a professionisti, ponendo fine alla confusione tra compiti del consiglio di amministrazione e responsabilità di gestione, che di certo non giova all’efficienza e che presumibilmente è voluta solo per consentire all’amministrazione comunale di mantenere una forte ingerenza in ogni decisione della società. Con l’affidamento della responsabilità di gestione a professionisti, i cui compensi siano proporzionati ai risultati raggiunti, l’efficienza non potrà che aumentare e il costo del servizio non potrà che diminuire. Finché il costo non scenderà a livelli ordinari, sarà necessario prevedere agevolazioni per gli utenti nell’unica forma che la legge consente e cioè in proporzione ai risultati di raccolta differenziata: ciò, oltre ad alleggerire sensibilmente il peso del costo del servizio che grava

I fatti mostrano in modo incontestabile che l’affermazione dell’amministrazione secondo cui l’esposto della minoranza obbligherebbe ad aumentare i costi che gravano sugli utenti per il servizio rifiuti è frutto di pura fantasia. Al contrario, l’esposto impedendo all’amministrazione di rimediare a qualsiasi carenza nella gestione con la corresponsione di qualsiasi somma di denaro le sia chiesta, la costringerà finalmente ad una gestione più oculata del servizio e porterà a risparmi per tutti ponendo un freno agli aumenti indiscriminati dei costi. I numeri di una sconfitta Sono quasi quindici anni che il servizio rifiuti è gestito dal Comune di Capri attraverso una società esterna: prima con la società mista Capri Ambiente, nella quale il Comune era socio di maggioranza ed era affiancato da un imprenditore privato, e poi attraverso la Capri Servizi, che è una società “in house”, di cui cioè il Comune è unico socio. In questo periodo i costi del servizio sono aumentati vertiginosamente (oggi il servizio costa tre volte quanto costava prima che iniziasse la gestione con le società comunali), ma l’aumento dei costi non è stato accompagnato da un miglioramento del servizio. Una netta impennata dei costi si è avuta soprattutto da quando il Comune gestisce il servizio con la società “in house”. Lo sanno bene i cittadini che pagano ogni anni bollette più salate. L’estate scorsa vi è stata anche una protesta dei pensionati che chiedono riduzioni e giustamente non vogliono pagare i costi dei rifiuti del turismo al posto di chi ne trae vantaggio economico. Quello che probabilmente i cittadini non sanno è che attraverso la tariffa Tia essi pagano solo una parte del costo del servizio. Un’altra parte la copre il Comune di Capri attraverso i fondi di bilancio. E non è una parte trascurabile. Nel bilancio del 2008 vi sono 1.409.723 Euro destinati al servizio rifiuti, che sono saliti a 1.900.877 Euro nel 2009 (suddivisi in 1.282.264 per smaltimento rifiuti e 618.613 per servizi turistici). Si tratta di somme enormi che, naturalmente, sono sempre sostenute dai cittadini di Capri attraverso le imposte (ICI, addizionale IRPEF, Cosap, etc.) che pagano al Comune e che sono dirottate sul servizio rifiuti, sacrificando investimenti per altre finalità (servizi sociali, manutenzione delle scuole e delle strade, arredo urbano, impianti, etc.). Ma non è tutto. Perché negli ultimi anni è emerso un altro grave problema nell’attività della Capri Servizi. Questa società è incaricata anche di riscuotere le bollette Tia dagli utenti, ma non riesce a farlo: nei bilanci societari si legge che i crediti verso clienti non riscossi nel 2007 ammontavano a Euro 1.120.625, nel 2008 sono saliti a Euro 1.647.982, nel 2009 hanno raggiunto l’impressionante cifra di Euro 2.625.728.

sui cittadini, costituirà un incentivo alla collaborazione alla raccolta differenziata, con tutti i benefici che questo comporta.


Onda n 2