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Differenziata DIFFERENZIATA: PERCHÉ A CAPRI NON DECOLLA?

IL RITARDO DI LARGO DUE GOLFI

LE PROPOSTE DE “L’ONDA”

di Roberto Bozzaotre

di Pasquale Salzano

di Marzio Lembo e Enrico Romano

26| Novembre | 2011

numero 9

rinnovamento

COESIONE

Marina Grande, vittima sacrificale di un clientelismo criminale!

di Mariano Bozzaotre

di Teodorico Boniello

La crisi che da qualche anno ha colpito l’intero sistema economico e produttivo mondiale non ha precedenti nella storia moderna ed ha coinvolto tutte le nazioni economicamente più sviluppate, compresa l’Italia. Gli schieramenti politici italiani, sempre rissosi e polemici fra loro, hanno, come per incanto, smesso di litigare, forse per una sorta di amore per la nostra nazione che precedentemente non avevano quasi mai manifestato o forse soprattutto perchè i nostri parlamentari temono di perdere il loro ricco stipendio e l’ancor più ricca indennità pensionistica. E’ nato così, un governo di unità nazionale, fatto di tecnici e da personalità al di sopra delle parti, che ha ottenuto in breve tempo un ampio consenso tra le forze politiche, ma soprattutto è stato accolto molto bene dalla popolazione, stufa ormai delle continue polemiche e dei toni a dir poco accesi che i parlamentari dei vari partiti usavano precedentemente. Il clima politico è dunque cambiato.

I recenti incresciosi episodi accaduti negli ultimi mesi nel borgo marinaro di Marina Grande, non possono che non dare spunto ad una breve ma necessaria riflessione a cui gli organi competenti devono dare dovute spiegazioni, senza sminuire la portata di essi. Squarciare un gommone, in particolare, e bruciare un motorino nella notte non rappresentano soli atti vandalici o intimidatori, ma c’e’ di piu. Sono avvenimenti di una gravità inaudita, considerando il contesto dove essi sono stati compiuti. Il clima di anarchia ed il rozzo clientelismo praticato da anni da buona parte degli amministratori locali, hanno aiutato a fomentare ed alimentare un clima d’odio che ha, di conseguenza, provocato beceri atteggiamenti delinquenziali, in virtù, anche, del fatto che la popolazione si è trovata suddivisa in fazioni, da un lato i fruitori dei piaceri spiccioli, dei posti barca, delle concessioni demaniali, delle licenze e via dicendo, dall’altro da chi è scontento e cerca di tirare acqua al proprio mulino. Sia ben inteso non vogliamo assolutamente criminalizzare gli abitanti della zona che di questa situazione restano vittime, e probabilmente non sono loro gli artefici materiali degli episodi, ma lo è il clima praticato, la deregolamentazione, che ha favorito, probabilmente, anche l’inserimento di persone, non della zona, che hanno trovato estrema facilità a far valere le proprie ragioni. In una situazione del genere la popolazione deve unirsi tentando di superare eventuali divisioni per chiedere garanzie e maggiore sicurezza e per eliminare eventuali barriere. E’ inspiegabile, tra l’altro, che tali episodi siano accaduti a pochi metri dal porto commerciale di Marina Grande che rappresenta in ogni caso uno scalo paragonabile ad un aeroporto, dove abitualmente, transitano migliaia di turisti al giorno. Incomprensibile, in ultimo, che le forze dell’ordine devono faticare tanto, forse troppo, per raccogliere notizie, testimonianze, dove riscontrano solo omertà, forse dovuta alla paura di ulteriori ritorsioni. Vergognosa l’assenza nella zona di un dovuto sistema di videsorveglianza, quasi come se a Marina Grande non ci fosse un porto commerciale, ma una serie di banchine galleggianti. Marina Grande può e deve reagire. Ce l’auguriamo, ma mandiamo a casa chi la sta distruggendo, senza regolamentazione, adottando provvedimenti ad personam, per amministrare il consenso.

>> continua a pagina 2

IL RINNOVAMENTO DIPENDE DA NOI di Silvana Pollio Ripetersi è sempre cosa noiosa, per chi scrive come per chi legge. Se fate caso, sulla stampa locale si scrive più o meno sempre delle stesse cose, e cioè delle stesse disfunzioni e degli stessi problemi che da anni non trovano soluzione. Il ripetersi sicuramente non è colpa di chi scrive gli articoli. Il motivo è che da troppi anni a questa parte la politica caprese non ha svolto il proprio ruolo. Il risultato di questa “non politica” è stato ed è l’immobilismo totale della nostra isola. La maggior parte dei Capresi si rende conto benissimo dell’attuale situazione, conosce bene le disfunzioni e i problemi perché li vive quotidianamente, però li subisce. Vi ricordate quanto tempo è passato dalla realizzazione dell’ultima opera pubblica degna di questo nome nel nostro paese? Sicuramente alcuni decenni. Questo perché non si è pensato a governare ma soltanto a gestire il potere (ossia i voti). I nostri amministratori non si sono mai confrontati con la realtà del territorio che lentamente peggiorava anno dopo anno, non hanno saputo o voluto capire i segnali negativi che arrivavano da tutti i settori per porvi >> continua a pagina 2


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26| Novembre | 2011

DIFFERENZIATA: PERCHÉ A CAPRI NON DECOLLA? di Roberto Bozzaotre Qualche giorno fa, navigando in internet mi sono imbattuto in un sito davvero molto interessante nel quale sono consultabili tutti i dati relativi alla raccolta differenziata dei comuni campani. Ho avuto piacere nel notare che i nostri “coinquilini isolani” di Anacapri raggiungono, stando a quei dati, una percentuale di circa il 70 %. Purtroppo non ho potuto fare a meno di verificare che invece a Capri la percentuale non supera il 37 %. Oltre ad Anacapri ci sono tantissimi comuni più virtuosi di noi, che poi a ben vedere hanno talvolta condizioni territoriali e geografiche non troppo diverse dalle nostre. Ricordo che quando si introdusse la raccolta differenziata a Capri, accolsi la notizia con molto entusiasmo e ho sempre provveduto a separare i rifiuti con grande attenzione. C’è però bisogno di una Amministrazione che organizzi ed incentivi tale operazione e guardando quei dati credo proprio che si debba fare di più. Da parte di chi ci governa vi dovrebbe essere una maggiore dinamicità, servirebbero idee nuove per non arrestare la raccolta ma anzi migliorarla, perfezionarla e riuscire

così a raggiungere una percentuale superiore. Spesso ho sentito dire che questo tipo di raccolta dei rifiuti porta un aumento dei costi come se si volesse dire al cittadino: ”io la differenziata la organizzo, però te lo dico: poi dovrai pagare delle somme in più”. Ecco, un atteggiamento come questo è per forza scoraggiante nei confronti del cittadino. Invece ci si dovrebbe sforzare di migliorare il servizio, visto che servirebbe semplicemente qualche idea, maggiore organizzazione e buona volontà. Mi chiedo, ad esempio, perché non si incentiva seriamente il compostaggio domestico, dal momento che tantissime delle nostre case sono dotate di ampi giardini? Per far decollare l’iniziativa basterebbe garantire un reale risparmio sulla tassa dei rifiuti, e mettere a disposizione un bidone per il compostaggio di buona qualità e non quelli che vengono distribuiti attualmente, che finiscono per essere inutilizzabili dopo poche settimane. Mi chiedo, poi, perché nelle strade del passeggio non ci siano bidoni per differenziare i rifiuti. Nelle nostre case siamo (giustamente) chiamati a separare ogni bene che intendiamo cestinare, mentre camminando per strada dobbiamo infilare nello stesso contenitore plastica,

carta, organico ecc.; a me questa pare un’assurdità! Ci si munisca di contenitori esteticamente compatibili con l’ambiente e li si metta in Via Camerelle, Via Tragara, Via Roma ecc. Probabilmente oltre ad incrementare la differenziata faremmo anche una figura più degna con i nostri ospiti! Ed infine credo proprio che sia il caso di iniziare una raccolta porta a porta. Così soltanto si può fare un passo avanti deciso. Con i carrelli elettrici si può coprire gran parte del territorio e anche in questo caso un po’ di organizzazione e buona volontà renderebbero possibile questo tipo di raccolta, che è più incisiva e che sarebbe in grado di selezionare ed individuare i cittadini maggiormente virtuosi e meritevoli. Guardando le percentuali di differenziata dei comuni campani è chiaro che Capri, anche da questo punto di vista, è ancora troppo indietro. Ma attenzione: a nessuno salti in testa di prendersela con i cittadini, perché se i dati non sono incoraggianti è solo per colpa del mediocre servizio offerto e della poca attenzione che gli amministratori danno ad una tematica così importante. Ché poi, tutto sommato, fare la differenziata non è niente altro che una questione di civiltà!

>> continua da pagina 1 di Mariano Bozzaotre

Una delle parole che più spesso si sente negli ultimi giorni pronunciare un pò da tutti è la parola COESIONE. Ma cosa significa coeso o coesione? Il termine coesione significa, secondo i più importanti dizionari della lingua Italiana, aggregazione, compattezza, legame profondo. Dunque l’Italia ha bisogno di un legame profondo tra tutti i cittadini, tra i cittadini e la classe politica, tra il nord ed il sud, tra gli imprenditori e gli operai, tra le classi più ricche e coloro i quali, per un motivo od un altro, vivono in condizioni disagiate. Abbiamo finamente capito che solo se siamo uniti e coesi tra noi potremmo uscire da questa situazione di disagio.

da chi ha responsabilità politiche. Coesione significa, per esempio, far rinascere il mercatino comunale facendolo diventare una sorta di polo alimentare dove ci siano dei locali puliti e ben sistemati,indipendenti fra loro da dare in fitto a prezzi modici ai commercianti che ne facciano richiesta Coesione significa ristrutturare il palazzetto dello sport che, sebbene sia stato costruito di recente, sembra molto più vecchio della sua età. La mancanza di una piscina coperta e riscaldata è una grave carenza dell’isola, questa, l’abbiamo più volte sottolineato, servirebbe non solo per scopi ricreativi, ma sarebbe utile a tutte le persone non più giovanissime che sono colpite da problemi osteoarticolari.

Anche i Capresi dovrebbero imparare bene il significato di questo vocabolo. Perchè da sempre, ma soprattutto negli ultimi anni, gli abitanti dell’isola hanno dimostrato di non conoscere cosa sia la coesione, cosa significa compattezza, cosa voglia dire aggregazione, cosa sia la solidarietà. Il significato di questi termini,però, ci sembra che sia ignorato soprattutto

Anche a Capri forse sarebbe auspicabile una sorta di governo di unità nazionale perchè l’attuale amministrazione non sembra in grado di poter o di voler risolvere i problemi quotidiani che affliggono la popolazione.

>> continua da pagina 1 di Silvana Pollio

rimedio. Le responsabilità sono dei nostri politici ma anche di noi Capresi che abbiamo continuato a votare per le stesse persone pur sapendo bene che più di quello non potevano o non sapevano dare. Noi del movimento “L’onda” siamo convinti che per migliorare la situazione generale della nostra isola, occorre “in primis” che tutti noi cambiamo modo di pensare. Non possiamo più accontentarci del piccolo favore da ricambiare poi col voto pur sapendo che la persona votata non potrà mai fare il bene del paese. Abbiamo il dovere di riprenderci la dignità che appartiene ai veri Capresi. In che modo? Nel sapere dire con forza NO nei confronti di questi comportamenti, per poi guardare con occhi diversi al futuro nostro e del paese. In questo modo riusciremo sicuramente a cambiare anche la classe politica che ci rappresenta. Come movimento politico questo è l’obiettivo principale che ci siamo posti

e per il quale ci stiamo impegnando. Quando sette anni fa l’attuale sindaco fu eletto, l’organo d’informazione dell’amministrazione uscì col titolo “Liberazione”, con tanti buoni intenti, tante promesse di cose da fare. All’epoca pensammo che forse qualcosa sarebbe cambiato. Invece la delusione è stata grande perché in tutti questi anni non è stato fatto assolutamente niente, con la grave conseguenza di portare il nostro paese a una lenta agonia. In conclusione oggi Capri non ha certo bisogno di “liberazione” ma di “resurrezione”.


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IL RITARDO DI LARGO DUE GOLFI di Pasquale Salzano

Le proposte de “L’onda”

La strada carrozzabile che congiunge Capri ed Anacapri venne completata nel 1877 e segnò l’inizio di una fase di più intensi rapporti tra le due Comunità. Venne ampliata via Roma, abbattendo le mura medioevali, per creare un asse di collegamento con la piazza di Capri (e dotarla di una piazzola di sosta per le carrozzelle). Nel 1878 fu la volta della carrozzabile per Marina Grande (mentre nel 1930 venne costruita quella per Marina Piccola). Nel 1929 la Sippic si assicurò il monopolio dei trasporti pubblici. Con l’apertura delle strade carrozzabili e l’inaugurazione della funicolare (1907) aveva avuto luogo un generale miglioramento del sistema dei trasporti. Purtroppo, dopo due generazioni, dobbiamo riconoscere che la inaudita confusione della mobilità stradale ha fracassato il nostro mito, molto invidiato, del “muoversi a piedi” a vantaggio di poche auto. Gli interessi economici degli armatori e degli operatori turistici – e, per ultimo, delle navi da crociera – hanno portato ad una organizzazione dei collegamenti marittimi che oggi consente l’accesso all’isola a migliaia di passeggeri ogni giorno ed a centinaia di autoveicoli e automezzi pesanti. Di tempo in tempo sono stati eseguiti lavori di adeguamento delle strade carrozzabili (prevalentemente per Anacapri), ma bisogna chiedersi se, ai tempi recenti, queste strade possono reggere (sotto l’aspetto sia strutturale che funzionale) l’assalto così numeroso di veicoli e se continuare a tollerare e talvolta favorire il passaggio di pesanti automezzi. Questa situazione critica richiede interventi per cose da fare, piccole e grandi, a partire dalla zona “Due Golfi” che rappresenta il fulcro del movimento veicolare e pedonale. L’abnorme transito veicolare nel tratto “Cimitero- Due Golfi” con pericoli pedonali evidenti, suscitò la proposta di collegare direttamente la strada provinciale di Marina Grande (a valle) e quella di Anacapri (a monte) attraverso una “BRETELLA STRADALE” al di sotto della zona Cimiteriale, evitando l’attraversamento del tratto “Cimitero-Due Golfi-Ospedale”. Ci sono opere che paiono visionarie ma preparano al futuro. E’ un disegno che ha alle

di Marzio Lembo e Enrico Romano, consiglieri comunali del movimento politico “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” Vi sono dei luoghi comuni, delle frasi fatte, che in particolare nelle discussioni in consiglio comunale, ma anche in occasione di incontri pubblici o con categorie e associazioni, esponenti della maggioranza pronunciano con l’intento di difendere se stessi, di tentare di giustificare errori e insuccessi, e per affermare una presunta inadeguatezza politica dell’opposizione. Una di queste frasi fatte, spesso ricorrente, è che “l’opposizione sa solo criticare ma non fa proposte”. Su questo punto va innanzi tutto precisato che, nel governo di un comune come di ogni organismo elettivo, alla maggioranza spetta il compito di amministrare, di attuare il programma proposto agli elettori e quindi di dimostrare di essere o meno all’altezza del compito di guidare il paese, e alla minoranza spetta il compito di assicurare un controllo sull’operato della maggioranza per evitare che vi siano distorsioni o abusi nell’esercizio del potere. In atri termini, chi si è proposto per governare non può chiedere soccorso all’opposizione perché non

spalle una storia lunga (40 anni) ma non fu riconosciuto prioritario. Senza recriminazioni, il problema si è ingrandito e richiede interventi di alleggerimento. Tra il 1958 e il 1965 via Roma venne ampliata e dotata di slarghi e terrazzamenti; Piazzale Europa fu quindi scelto quale zona di sosta degli autoveicoli pubblici, turistici e taxi, nonché dei camion di merci e materiali. L’obiettivo da perseguire oggi : i camion non devono entrare più in Piazzale Europa; bisogna creare un freno selettivo, consentendo il transito solo per il trasporto di prodotti deperibili e di immediato consumo. L’idea è di spostare lo scarico degli automezzi nello spazio antistante la zona Cimiteriale, con accesso direttamente dalla provinciale di Marina Grande, e lì creare un Terminal per la movimentazione commerciale, con vantaggi ambientali e infrastrutturali. Non è uno schema astratto, perché questo luogo può diventare il “polo logistico” di sosta, deposito e smistamento di merci e materiali; con questa soluzione, limitare il traffico veicolare lungo la strada che converge ai Due Golfi. Ciò può attuarsi con interventi di poca spesa, senza dover approntare un “business plan” perché la gestione del Terminal andrebbe assegnata agli operatori del settore, adatti alle varie capacità, desiderosi di riunirsi in cooperativa o consorzio, consapevoli di avere finalmente un sistema ottimizzato di distribuzione. Non si tratta consapevolmente di edificare o stravolgere lo stato dei luoghi (di per sé già attualmente stravolto) ma di sistemare l’esistente con appropriato uso. Altro alleggerimento da perseguire è il pur breve tratto di strada da Due Golfi a Cimitero, attraversata frettolosamente da persone mosse dalle esigenze quotidiane verso i vari negozi o all’unico ed affollato supermercato, nonché per coloro (soprattutto anziani) che vanno in visita ai propri cari al Cimitero. E’ lo snodo centrale di un fitto e complicato traffico veicolare e pedonale, ma è anche una corsa al disordine, al lasciar fare (vedi l’uso improprio dei parapetti che appartengono alla sede stradale) e al lasciar passare (soste temporanee che in quanto continue diventano permanenti). Qui i pedoni hanno quasi la difficoltà a muoversi, sconvolti, con la sensazione di

è in grado di farlo. Ma, a parte questa considerazione che potrebbe essere utilizzata per eliminare alla radice la questione, certamente non si può dire che i consiglieri comunali e tutti coloro che fanno parte del movimento politico “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” siano, o siano stati, avari di proposte e di indicazioni su come risolvere i problemi che il comune deve affrontare. Senza riferirci alle moltissime iniziative avanzate in consiglio comunale, alcune delle quali presentate in modo formale e tradotte in deliberazioni consiliari, né al contributo fornito alla predisposizione di provvedimenti di natura urbanistica di interesse dell’intera cittadinanza, come la recedente delibera che consente ai residenti stabili di frazionare gli appartamenti per creare abitazioni autonome per i familiari, vogliamo di seguito richiamare brevemente alcune delle proposte che sono state presentate sulle colonne di questo periodico. Riteniamo che, per la conoscenza e la valutazione delle posizioni politiche de “L’onda”, possa riuscire utile avere una visione di assieme delle iniziative concrete di cui il giornale si è fatto promotore.

dover superare un percorso di guerra per mettersi in salvo. Nasce, finalmente, la sensibilità comunale (cresciuta a margine della burocrazia della Provincia, per la titolarità della strada) che propone un “piano preliminare” con due piccoli marciapiede (da un lato a ridosso del supermercato e dall’altro con arretramento di parte del terrapieno). Il piano (pur apprezzabile) non affronta il problema nella sua interezza e si limita solo all’afflusso al supermercato. Si deve invece risistemare, partendo dalla fermata degli autobus (largo Due Golfi) per arrivare fino alla curva del Cimitero. Facciamo un po’ di ordine: eliminare il paletto di accesso alla zona parcheggio (stranamente posto sul marciapiede) ed evitare l’occupazione coi motorini; rendere agibile quel tratto pedonale sino all’inizio della provinciale, con diretto accesso al supermercato (ampliando o arretrando l’attuale varco di ingresso); spostare la colonnina per consentire la “rotatoria” degli autoveicoli più a sinistra, senza interferire con lo spazio pedonale. Demolire i parapetti che seppur liberi in alcuni tratti, in altri sono stati già da molti anni occupati con manufatti di edilizia privata; recuperare lo spazio di questi parapetti per allargare la striscia pedonale a sinistra della strada, in direzione Cimitero; ed ancora, se possibile, un minore utilizzo di muri e spazi cortilizi per ottenere una curva di raccordo con la Traversa alla Provinciale; infine ripristinare i bordi del calpestio (anche in corrispondenza all’accesso a negozi e case), ormai impraticabile perché si trova al di sotto del livello della strada stessa a causa del sovrapporsi nel tempo di strati di asfalto, senza mai togliere e rinnovare il sottofondo precedente. La sicurezza va preliminarmente garantita al cittadino-pedone, rispetto a quella degli autoveicoli. Il senso unico alternato (garantito dalla “manualità” del vigile) e tutto l’armamentario che la tecnologia mette a disposizione, attuando interventi di poca spesa, alla fine ritroveremo una nuova percorribilità della strada. Non sono più consentiti alibi se si vuole Capri per le persone e non solo per le auto (o per gli aliscafi)

L’Onda è anche online all’indirizzo http://www. ondacapri.it

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L’onda Periodico d’informazione ondacapri@gmail.com Autorizzazione del Tribunale di Napoli n 79/10 del 21.10.2010 Direttore Responsabile: Teodorico Boniello Capo Redattore: Ugo Canfora Redazione e amministrazione: via Marina Grande 28, 80073 Capri

Editore: Associazione “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” via Marina Grande 28, 80073 Capri >> continua a pagina 4

Progetto Grafico: BludiCapri Stampa: Tipografia Albano via Enrico Fermi,17 Napoli DISTRIBUZIONE GRATUITA


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Le proposte de “L’onda”

>> continua da pagina 3 di Marzio Lembo e Enrico Romano

Palazzetto dello Sport e Ospedale

Flussi Turistici

Mercatino Comunale

Sono passati oltre dieci anni da quando il comune ha acquistato Villa Fersen. In tutto questo tempo non si è riusciti a dare una destinazione all’immobile che è stato usato solo per qualche mostra, qualche ricevimento e come foresteria per un gruppo di studenti tedeschi. Nel frattempo la mancanza di manutenzione ha reso sempre peggiore lo stato di conservazione della villa e del giardino. E’ chiaro che il Comune non può permettersi gli investimenti di milioni di Euro che sarebbero necessari per ristrutturare e mantenere in efficienza l’immobile. Perciò, piuttosto che continuare a spendere soldi pubblici nella Villa, “L’onda” propone di venderla (il suo valore è stimato tra gli otto e i dieci milioni di Euro). Parte dei proventi della vendita (è necessaria una somma di circa cinque milioni) sarebbe impiegata per completare finalmente il Palazzetto dello sport di Palazzo a Mare, dotandolo anche di una piscina da utilizzare per attività sportive e terapeutiche. La somma rimanente (da tre a cinque milioni) sarebbe destinata ad iniziative sociali di carattere prioritario, come il potenziamento della struttura Anffas, il miglioramento del servizio dialisi e la creazione di un centro per la chemioterapia presso il nostro ospedale, integrando il fondo donato da un privato per la ristrutturazione del Capilupi. In questo modo si riuscirebbe a fare, una buona volta, qualcosa di concreto per i giovani e per l’intera cittadinanza.

Il turismo giornaliero costituisce una risorsa insostituibile dell’economia caprese. Ma occorre disciplinarne lo svolgimento, evitando gli eccessi di affollamento che provocano la paralisi dei trasporti interni e perfino l’intasamento delle strade pedonali, con effetti devastanti sulla qualità della vita dei turisti e dei cittadini. Lo stato di cose che si è determinato da alcuni anni rischia di mettere in crisi il turismo alberghiero e di travolgere le attività turistiche tradizionali legate al turismo residenziale. “L’onda” chiede che l’amministrazione comunale dia attuazione ai provvedimenti che già da anni sono stati deliberati più volte dal consiglio comunale su iniziativa dei consiglieri di minoranza. Precisamente, “L’onda” chiede che gli arrivi dei mezzi di navigazione nel porto siano adeguatamente distanziati in modo da evitare pericolosi sovraffollamenti del molo e file interminabili ai mezzi di trasporto, e chiede che le corse straordinarie dei mezzi marittimi siano subordinate all’autorizzazione del sindaco che potrà negare il permesso di effettuarle se le condizioni di affollamento del comune sono tali da creare pregiudizio all’ordine pubblico, alla sicurezza e alla sanità pubblica. Lo scopo di questi provvedimenti non è di impedire ma di distribuire nel tempo gli arrivi in modo che non si verifichino gli eccessi di affollamento che mettono in crisi l’intero sistema di accoglienza turistica e la normale vivibilità del comune. Sul piano operativo, tali provvedimenti dovrebbero essere concordati dal sindaco col Prefetto di Napoli, in modo da agire in coordinazione nel quadro delle rispettive competenze.

“L’onda” è contraria al progetto della maggioranza che vorrebbe eliminare il mercatino comunale di Piazza Ungheria e trasformare i locali in nuova sede dell’ufficio tecnico. Attuare questo progetto sarebbe un errore doppio: perché, a fronte della progressiva chiusura dei negozi alimentari del centro che è in atto, e in un momento di crisi economica generale, priverebbe i cittadini di un mercato comunale il cui scopo è di assicurare la concorrenza nel commercio dei prodotti alimentari e di contenerne i prezzi, e perché sarebbe un errore separare l’ufficio tecnico, che gestisce i settori fondamentali e delicatissimi dell’edilizia e dei lavori pubblici, dal municipio in cui sono gli uffici del sindaco e degli assessori comunali, ossia di coloro che devono indirizzare, coordinare e seguire l’attività degli uffici. “L’onda” ritiene che il mercatino debba essere riaperto al più presto e che il Comune debba curarne la riorganizzazione per renderlo funzionale e adeguato alle attuali esigenze della cittadinanza, realizzando una struttura moderna che ospiti i negozi alimentari che oggi sono costretti a trasferirsi fuori del centro o a chiudere. La soluzione del problema di una nuova sede per l’ufficio tecnico comunale è inclusa nella proposta de “L’onda” di riorganizzazione degli uffici comunali.

Riorganizzazione degli Uffici L’ufficio tecnico attualmente dispone di spazi insufficienti nel Municipio, ma per dotarlo di ambienti adeguati non è affatto necessario trasferirlo nei locali del mercatino di Piazza Ungheria. “L’onda” ha proposto due possibili soluzioni al problema. La prima è di assegnare all’ufficio tecnico ulteriori spazi nel Municipio: si potrebbe trasferire l’ufficio della Polizia municipale nei locali del piano terra ora occupati dall’ASL e dall’economato, che potrebbero trovare collocazione nel fabbricato comunale dell’ex-albergo Internazionale. Gli uffici della ragioneria sarebbero spostati dal primo piano del Municipio al piano terra, nei locali resi liberi dalla Polizia municipale. Il settore lavori pubblici dell’ufficio tecnico sarebbe collocato nei locali al piano primo resi liberi dalla ragioneria e gli uffici del piano secondo sarebbero destinati tutti al settore edilizia privata dell’ufficio tecnico. La seconda soluzione proposta da “L’onda” è di trasferire completamente il Municipio nei fabbricati dell’ex-albergo Internazionale. Il piano superiore del centro congressi ospiterebbe la sala consiliare e gli uffici del sindaco, degli assessori e del segretario (la sala inferiore continuerebbe ad essere utilizzata per cinema e congressi). Gli uffici comunali sarebbero trasferiti nel fabbricato principale dell’ex-albergo, utilizzando i locali già disponibili e quelli che man mano si renderanno liberi, anche attraverso lo spostamento degli inquilini in altri immobili comunali più adatti ad essere utilizzati quali residenze. In tale soluzione l’attuale Municipio diventerebbe la sede di rappresentanza del Comune, destinata alla promozione turistica e culturale, che potrebbe fra l’altro ospitare le mostre e le manifestazioni di alto livello che oggi si svolgono in sedi lontane e difficilmente raggiungibili, cosa che ne pregiudica fortemente il risultato.

Centro Congressi L’azione di un comune deve avere finalità di interesse generale e non può farsi scudo della realizzazione di presunti guadagni – come se un comune potesse porsi obiettivi imprenditoriali – per tentare di giustificare scelte altrimenti insostenibili. Dopo i fallimentari tentativi di affidare il centro congressi alla gestione di un imprenditore privato, “L’onda” ritiene si debba tornare alla gestione da parte di un consorzio di operatori turistici capresi, con lo specifico scopo di favorire lo sviluppo turistico e l’occupazione giovanile. L’impianto deve essere utilizzato in conformità alle finalità originarie che ne consentirono l’esproprio, e quindi deve essere destinato alla organizzazione di congressi, esposizioni, attività culturali e scientifiche, volte a qualificare l’offerta turistica e a determinare il prolungamento dell’attività turistica oltre la stagione estiva. Al fine di creare nuove opportunità di lavoro per i giovani, il contratto di concessione dovrebbe comprendere l’obbligo di impiegare, per tutti le attività connesse al funzionamento della struttura, giovani capresi da assumere individualmente e in forma associata in cooperative.

Servizio Rifiuti “L’onda” ritiene che la gestione del servizio rifiuti debba essere effettuata dal Comune, ma non nel modo in cui è stata fatta da questa maggioranza negli ultimi quindici anni, con costi del servizio che sono aumentati vertiginosamente e qualità del risultato, a dir poco, molto insoddisfacente. Vi sono due possibili strade per migliorare i risultati e ridurre i costi. La prima è che il comune effettui il servizio in modo diretto e non attraverso una società esterna. Con la gestione diretta il servizio diventerebbe una attività degli uffici comunali; ciò sicuramente sarebbe un bene per la trasparenza e per il controllo sui costi e sulle scelte di gestione da parte del consiglio comunale. La seconda strada è di mantenere, se le leggi lo consentiranno, la gestione attraverso una società di capitale comunale, ma cambiarne radicalmente l’attuale impostazione per effettuarla con criteri rigidamente imprenditoriali. Occorre dare la responsabilità delle scelte di gestione a professionisti il cui compenso sia commisurato ai risultati ottenuti in termini di qualità del servizio e contenimento dei costi. Occorre porre fine alla confusione tra compiti del consiglio di amministrazione e compiti di gestione, confusione che è stata determinata dall’impostazione data alla società dalla maggioranza, che certamente non giova all’efficienza e presumibilmente è stata voluta per mantenere una forte ingerenza politica in ogni decisione della società. Qualunque sia la forma di gestione, occorre dare nuovo impulso alla raccolta differenziata e, in attesa che la maggiore efficienza gestionale porti alla diminuzione dei costi del servizio, per ridurre gli oneri che i cittadini pagano occorre stabilire agevolazioni agli utenti nell’unica forma consentita dalla legge e cioè in proporzione ai risultati della raccolta differenziata. Ciò ridurrà il peso del costo del servizio e costituirà un incentivo alla collaborazione all’incremento della raccolta differenziata.


L'Onda - Rinnovamento e Sviluppo n.9 26.11.2011