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INDEGNE BORGO DI SANT’ANNA, CONDIZIONI IGIENICHE INDEGNE di Ugo Canfora

MOBILITÀ AD OSTACOLI PER GLI STUDENTI

NUOVI ORARI, VECCHI PROBLEMI

CHE FINE HA FATTO LA RELAZIONE CENSIS?

di Roberto Bozzaotre

di Chiara Cannavale

di Marzio Lembo e Enrico Romano

29| Ottobre | 2011

numero 8

rinnovamento

I CAPRESI PRIMA DI TUTTO di Mariano Bozzaotre L’economia caprese era fino ai primi anni sessanta una economia chiusa, molti ricordarenno che l’agricoltura ricopriva un ruolo fondamentale e molte delle famiglie che vivevano sull’ isola avevano la possibilità di usufruire in un modo o in un altro di un pezzo di terra da coltivare, di uno spazio più o meno grande dove far crescere animali da cortile, molti allevavano maiali, altri producevano latte e latticini con le loro mucche. Si andava di rado sulla terraferma, solo per comprare qualcosa di importante come “il vestito buono”, un elettrodomestico o per motivi di salute, la situazione in pochi anni, però, è del tutto cambiata, abbiamo bisogno di importare da Napoli e dalla penisola praticamente tutto, prodotti alimentari, prodotti per l’edilizia ma anche e soprattutto manodopera specializzata e non. I nostri ragazzi spesso sono costretti al pendolarismo per motivi di studio, altri lavorano sulla terraferma e vivono a Capri, o viceversa. Dunque per gran parte degli abitanti dell’isola, ma anche per coloro i

quali quotidianamente sono costretti a venire per motivi di lavoro, è fondamentale avere dei mezzi di trasporto che permettano loro di viaggiare in modo sicuro e certo. Il problema dei trasporti è dunque di vitale importanza per l’isola e per i suoi abitanti. Fino a qualche anno fa la Caremar, azienda regionale che fa parte del gruppo Tirrenia, ha assicurato a tutti, in qualsiasi condizione metereologica, in condizione di mare più o meno mosso, ed anche quando l’utenza era minima collegamenti certi e puntuali con l’isola. Le aziende pubbliche sappiamo che spesso, purtroppo, sono state usate dai politici per puri fini clientelari. La Caremar, così come l’Alitalia, le Ferrovie dello Stato e tante altre, non è stata risparmiata da questa pratica nazionale con conseguente aumento a dismisura dei costi di gestione e con accumulo di una incente quantità di debiti. Tutto ciò è intollerabile e non è più possibile che questo andazzo possa continuare, però la Caremar e prima di essa la Span, hanno garantito trasporti sicuri, orari certi ed hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo economico della nostra isola. >> continua a pagina 2

Speakers’ corner

PER NOI CAPRI NON È IL PARADISO Ho letto il giornale on line, bella iniziativa, ci mancava. Condivido il vostro pensiero. E’ proprio così. Per Capri sarebbe necessario un centro sportivo completo, con una piscina coperta per l’inverno. Nuoto, tuffi, palla a nuoto sono proibiti qui. E pensare che paesi come Casoria, a nord di Napoli, hanno piscine invernali attrezzatissime! Salthill, un paesino sulla costa irlandese, ha un centro stupendo, con una serie di piscine coperte per grandi e piccoli. Non dico che dovremmo essere come gli irlandesi, ma una semplice, unica piscina? Magari condivisa dai due comuni in consorzio? Ero una ragazzina quando le prime promesse elettorali in tal senso furono fatte, e nulla è cambiato!!! E poi non potrebbe servire anche ai meno giovani? Riabilitazione, prevenzione, svago! Una zona marina protetta, questo è un bel sogno. L’ha realizzato Massa Lubrense e il suo mare si è ripopolato di pesci. Ma noi? C’è forse qualcuno che riesca a vedere oltre l’oggi? E poi è così difficile realizzare un piano-boe per regolamentare le barche d’estate? Cavallette multiformi fanno sparire la superficie del mare e arrivare sulle spiagge i loro rifiuti. E realizzare un piano commercio con una rotazione nella apertura dei negozi del centro? Altro sogno

impossibile? Il paese d’inverno non si trasformerebbe in una città fantasma! O vogliamo che la nostra isola divenga un resort che apre i battenti d’estate e li richiude d’inverno con poche anime a vagare come spettri per strade deserte sognando i tempi in cui in piazzetta si incontravano gli amici e si potevano anche fare quattro chiacchiere? Dopo la Confindustria, si chiude, e chi ha accumulato abbastanza soldi da comprare casa a Roma, Napoli o Londra, lascia l’isola per farvi ritorno in primavera. Noi abitanti saremo trasformati tutti a breve in Eloi e Morlocchi? E il termine “comunità” diventerà solo una parola del passato? Il prossimo inverno anche Villa Jovis chiuderà i battenti alcuni giorni a settimana. Se non è un segno inquietante questo!! E da chi dipende la regolamentazione dei trasporti marittimi? Regione, comuni, parlamento? Mega-aliscafi accavallano corse e riempiono l’isola come un uovo d’estate e ci lasciano a terra d’inverno, perchè anche quando non soffia un alito di vento le condizioni meteo-marine non consentono di effettuare la corsa! E i trasporti terrestri! Non dovrebbero funzionare al massimo per impedire a >> continua a pagina 2


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rinnovamento

BORGO DI SANT’ANNA, CONDIZIONI IGIENICHE INDEGNE di Ugo Canfora Sacchetti di rifiuti depositati a qualsiasi ora, deiezioni di cani e gatti randagi, cibo lasciato per loro in posti e modalità improponibili da compassionevoli “animalisti”, ed un tanfo insopportabile nell’aria : è stata questa l’estate di passione degli abitanti del borgo di Sant’Anna che solo con l’arrivo dell’inverno e di qualche provvidenziale pioggia hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Un problema che comunque si fa ancora sentire, e che ha portato addirittura gli abitanti del borgo a firmare una petizione alle autorità competenti per informarle della penosa situazione in cui si trova il caratteristico dedalo di viuzze del centro storico di Capri : sacchetti dell’immondizia che in alcuni punti, come l’arco di via Listrieri formano delle vere barricate in virtù anche al posizionamento forse non felicissimo di alcuni contenitori, escrementi di cani e gatti, che a loro

volta rovesciano e distruggono i sacchetti sparpagliando spazzatura ovunque. Una situazione che inizia a destare preoccupazioni, non solo di carattere estetico e di decoro, ma anche di natura sanitaria, a poche decine di metri dai luoghi simbolo di Capri, Piazzetta, Via Camerelle che naturalmente essendo il “salotto degli ospiti” godono di una pulizia decisamente migliore. Non è giusto nascondere la polvere sotto il tappeto : infatti non è plausibile che tutti i rifiuti che si trovano nel borgo di Sant’Anna siano prodotti solamente dai suoi abitanti. Le autorità preposte, e la società che si occupa della gestione dei rifiuti a Capri dovrebbero avere un occhio di riguardo per le zone più celate dell’isola. Tutto ciò ovviamente compatibilmente con le risorse umane e tecniche a disposizione, onde evitare che durante l’inverno e, peggio, durante la prossima estate la situazione rimanga la stessa. Ovviamente bisogna puntare l’indice anche verso le cattive abitudini delle

persone bisogna ricordare di depositare l’immondizia solo negli orari consentiti e curandosi di non ostruire il passaggio con oggetti ingombranti, che devono essere smaltiti con modalità ben precise. Per quanto invece riguarda il delicato argomento del rispetto e dell’amore per gli animali, esso deve essere comunque vincolato da norme di basilare convivenza civile fra umani. Piuttosto che nutrire colonie di animali che poi forse proprio per il tipo e la quantità di cibo a loro dato, sembrano non godere di buona salute, forse sarebbe meglio informarsi presso le associazioni animaliste, che sicuramente possono suggerire modalità più costruttive per aiutare i nostri amici a quattro zampe. Non esistono zone “sacrificabili” o quartieri di Serie A e di Serie B, dobbiamo pretendere lo stesso livello di pulizia per ogni angolo dell’isola, ma allo stesso tempo dobbiamo evitare di insistere in quelle che per noi possono sembrare solo “piccole” cattive abitudini.

>> continua da pagina 1 di Mariano Bozzaotre

Da quando i collegamenti marittimi sono invece stati monopolizzati da un consorzio di imprenditori napoletani tutto ciò e diventato una vera e propria chimera. Nel periodo estivo ci sono corse in continuazione, perchè oltre a quelle previste dall’orario vengono fatte un numero non precisato ed incontrollato di corse speciali. Corse speciali che fanno arrivare sulla banchina di Marina Grande una quantità enorme di persone in un brevissimo lasso di tempo che creano non pochi disagi e pericoli di ogni tipo, anche agli stessi turisti.

trasporti marittimo deve essere regolamentato, non si può tollerare che un’azienda che svolge un attività di pubblica utilità debba avere come unico scopo il guadagno e non tenere conto delle esigenze della popolazione. E’ compito dei politici regionali, ed anche delle nostre amministrazioni locali, recepire le esigenze dei cittadini locali. Anche se viviamo di turismo riteniamo che l’interesse del Capresi e dei pendolari debbano venire prima di quelli dei turisti.

Da ottobre in poi, venendo a ridursi il turismo pendolare, le corse vengono ridotte, ci sono lunghe pause tra una corsa e la successiva così gli utenti che sono solo lavoratori pendolari o residenti sono costretti a lunghe attese, per non parlare del pericolo costante di soppressione della corsa, ufficialmente per motivi di mare mosso, ma in realtà perchè il numero dei passeggeri è limitato. Questa gestione utilitaristica ed arrogante del trasporto marittimo da parte di questi sedicenti imprenditori marittimi, deve finire. Non siamo contrari per principio e per ideologia all’ imprenditoria privata, ma il capitolo

tutti di usare le auto private? Non sono le strade che devono essere allargate, sono le auto che devono essere ridotte!! E quale deterrente migliore di un efficiente trasporto pubblico? Barcellona, una metropoli, integra zone pedonali e biciclette comunali con un trasporto pubblico efficientissimo. E noi siamo solo una piccola isola!! O anche qui ci devono essere Eloi e Morlocchi? Quelli che “che importa, prendo il taxi” e quelli che si terranno in forma andando a piedi fino ad Anacapri, come facevano le nostre nonne! Dove stiamo andando? E’ questa l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli? I capresi sono destinati all’estinzione? (lettera firmata)

Risposta

Speakers’ corner

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Cara lettrice, hai sintetizzato perfettamente tutti i problemi della nostra isola. Problemi che nessuna delle ultime amministrazioni ha voluto e saputo affrontare: come hai potuto notare, i nostri amministratori badano soprattutto alla riconferma elettorale piuttosto che al bene dell’isola. C’è bisogno del contributo di persone come te per dare un impulso maggiore al nostro movimento e speriamo che, se vorrai inviarci altre tue riflessioni, tu voglia anche far apparire il tuo nome. MARIANO BOZZAOTRE


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MOBILITÀ AD OSTACOLI PER GLI STUDENTI di Roberto Bozzaotre L’estate ci ha salutati da oramai più di un mese, e con l’arrivo della stagione autunnale molti Capresi riprendono a partire frequentemente alla volta della terraferma per motivi di lavoro o di studio. Lasciare l’isola vuol dire, molto spesso, essere in balia del maltempo e soprattutto delle compagnie private che gestiscono i collegamenti marittimi. Come ogni anno, l’inizio della stagione autunnale è segnata da numerosi disservizi in questo campo. Mi sono trovato a partire per la prima volta quest’anno nel pomeriggio di domenica 2 ottobre, ed a causa dell’ingente presenza di gruppi turistici, tanti altri giovani ed io siamo stati costretti a prendere dei mezzi successivi (anch’essi gremiti) nonostante fossimo arrivati al porto abbondantemente in anticipo rispetto all’orario di partenza. E’ ovvio che essendo domenica pomeriggio, c’era più gente del solito, anche perché ai consueti gruppi di turisti vanno aggiunti gli ospiti del week-end che giustamente si apprestavano a rientrare in città. Però mi sono chiesto, ma è mai possibile che sugli aliscafi non ci siano posti riservati ai Capresi, la maggior parte delle volte partono per motivi di studio, lavoro o addirittura di salute? Veramente in nessuna legge, in nessun contratto con le compagnie marittime c’è un articolo, una clausola, che tutela il diritto

alla mobilità di noi isolani? Visti questi dubbi sono andato in Capitaneria e alla domanda: ”Ma non ci sono posti riservati a noi Capresi?” la risposta è stata : ”No”. Sono rimasto veramente molto perplesso e dispiaciuto. So benissimo che questa dei collegamenti marittimi è una di quelle problematiche ingarbugliate e di difficilissima risoluzione, e so benissimo che la parte principale nel risolvere questioni del genere tocca alla Regione ; però sono anche sicuro che presso questi Enti i nostri amministratori comunali debbano rappresentarci

con convinzione, sicurezza e credibilità e che tocchi loro, attraverso azioni decise e pragmatiche, far si che Capri possa essere rispettata anche ai piani più alti della politica.Il problema dei collegamenti è un problema serio. Con il primo maltempo, queste compagnie ci abbandonano nascondendosi dietro ad una impraticabilità dei mari a causa dei venti, che spesso sembra esagerata. L’estate invece i gruppi ci invadono : spesso ho viaggiato su aliscafi in cui molte persone hanno dovuto fare la traversata senza un posto a sedere. Si deve cominciare ad alzare la voce, e questo non può toccare esclusivamente a singoli o ad alcuni gruppi di cittadini più organizzati, ma deve toccare all’Amministrazione perché solo attraverso l’intervento della politica certe questioni possono risolversi. Con i collegamenti marittimi in queste condizioni e con la imminente e drastica riduzione delle corse degli Autobus quest’isola vive una vera e propria “Emergenza mobilità”. Adesso è giunta l’ora di intervenire, senza fare più troppe chiacchiere, perché quelle se le porta via il vento; adesso è il momento dei fatti. Mi auguro che l’argomento dei trasporti marittimi (e non solo) sia preso più seriamente in considerazione da chi ci amministra, perché se nessuno ci rappresenta con credibilità nelle sedi opportune difficilmente gli altri enti verranno incontro alle nostre esigenze!

NUOVI ORARI, VECCHI PROBLEMI di Chiara Cannavale Tra qualche giorno entrerà in vigore l’orario invernale e noi capresi ci troveremo, di nuovo, a discutere sul perché i nuovi orari siano peggiori dei precedenti e sulla logica incomprensibile che porta alla definizione degli stessi. I nuovi orari, estivi ed invernali, sono stati definiti dalla Giunta Regionale della Regione Campania e previsti nel c.d Piano Strategico dei Collegamenti Marittimi, che nonostante i buoni auspici del nome, sembra purtroppo incoerente con le esigenze degli isolani e dei turisti che utilizzano il servizio. In primo luogo, la diminuzione delle corse creerà, soprattutto nel periodo estivo, il presupposto per un numero ancor maggiore di charter speciali e, quindi, per l’impossibilità di controllare e coordinare il flusso di turisti pendolari. Riguardo, in particolare, alla linea CapriNapoli, non risultano comprensibili la posticipazione della partenza del primo aliscafo da Capri, di vitale importanza per i pendolari, l’anticipazione della corsa delle 8,10 alle 8,05 che, con il servizio sostitutivo funicolare, costringerà i pendolari ad anticiparsi di molto rispetto al passato e, soprattutto, l’anticipazione della partenza del primo traghetto da Capri. Avere la nave in partenza 15 minuti prima dell’aliscafo impedisce a chi si orienta per la corsa veloce di prendere, nel caso di condizioni meteo avverse o peggio di guasti dell’ultimo minuto (sempre più frequenti viste le pessime condizioni dei mezzi ormai vecchi) la nave. La stessa situazione si ripropone, al ritorno, per la nave delle 14,20, in partenza venti minuti prima dell’aliscafo. In questo caso il problema diventa ancor più serio se si considera che, viste le difficoltà di manovra a Calata di Massa, l’ultima corsa assicurata in caso di condizioni meteo avverse è proprio la nave delle 14,20. In un’ottica strategica, è possibile che non ci si renda conto ancora, dopo anni di rodaggio, delle

difficoltà di ormeggio/partenza da Calata di Massa? Tutti ricorderanno che, prima dello spostamento a Calata di Massa, l’ultima corsa della nave era sempre assicurata!! Riguardo agli orari, poi, possibile che non si riesca, neanche in un Piano Strategico, a coordinare le partenze? Sarebbe tanto difficile ipotizzare che gli orari delle navi siano successivi a quelli degli aliscafi? Per i moltissimi Capresi, lavoratori pendolari o viaggiatori occasionali, che ogni giorno devono confrontarsi con i disagi, le incertezze e gli imprevisti dei collegamenti marittimi è difficile comprendere le ragioni dell’apparente passività con cui gli amministratori comunali assistono alla definizione degli orari da parte della regione. Come è possibile che, su una questione così vitale per i cittadini, sia precluso alle amministrazioni delle Isole di intervenire nel dibattito cercando di far prevalere quantomeno il buon senso? Possibile che a seguito di un decreto di agosto, pubblicato nel BURC del 12 settembre, nessuna azione sia stata intrapresa, neppure per comunicare ai cittadini la riduzione delle corse oltre che l’assurdità degli orari previsti? Allo stato, l’unico ricorso avviato sembra essere quello proposto dal Consiglio Comunale

della Città di Ischia. Non resta che augurarsi, a questo punto, che i tempi del dibattito siano maturi e che si passi anche a Capri dagli slogan ai fatti, con provvedimenti concreti, attraverso i quali la nostra Amministrazione assuma, finalmente, un ruolo incisivo nei confronti della Regione. Questa necessità non può più essere ignorata, soprattutto se si considera che a breve sarà completata la privatizzazione della Caremar e che da parte di chi amministra dovrebbe esserci l’impegno di monitorare che gli interessi degli isolani e il loro famoso “diritto alla mobilità” risultino, almeno in questa circostanza, rispettati.

L’Onda è anche online all’indirizzo http://www. ondacapri.it

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L’onda Periodico d’informazione ondacapri@gmail.com Autorizzazione del Tribunale di Napoli n 79/10 del 21.10.2010 Direttore Responsabile: Teodorico Boniello Capo Redattore: Ugo Canfora Redazione e amministrazione: via Marina Grande 28, 80073 Capri

Editore: Associazione “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” via Marina Grande 28, 80073 Capri

Progetto Grafico: BludiCapri Stampa: Tipografia Albano via Enrico Fermi,17 Napoli DISTRIBUZIONE GRATUITA


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CHE FINE HA FATTO LA RELAZIONE CENSIS? di Marzio Lembo e Enrico Romano Che fine ha fatto la relazione Censis? La domanda nasce spontanea dopo un’estate che ha confermato come Capri sia sempre più sottratta al controllo dei suoi cittadini per diventare oggetto di speculazione commerciale da parte di soggetti esterni. A discrezione di questi l’isola è invasa da migliaia di turisti, per lo più provenienti dalle navi da crociera che fanno scalo a Napoli, i quali sbarcano contemporaneamente alla Marina Grande grazie alle corse charter effettuate con mezzi che trasportano fino a quasi settecento passeggeri, e spesso si trattengono sull’isola per non più di due o tre ore. I risultati sono: un buon affare per chi vende ai turisti le escursioni; l’impossibilità per i turisti di vedere effettivamente ciò che Capri offre, con scarsa o nulla soddisfazione degli stessi; un grosso contributo al peggioramento delle condizioni di vivibilità dell’isola per la congestione nei mezzi di trasporto e nella percorribilità perfino delle strade pedonali; un ulteriore danno al turismo residenziale a causa dei sempre più intensi disagi che si impongono a coloro che vorrebbero trascorrere a Capri le vacanze. Il disagio è crescente e palpabile, e a molti è capitato di ascoltare conversazioni di turisti o di persone che hanno a Capri la seconda casa, le quali lamentano come anno dopo anno Capri diventi sempre più invivibile. Si fa strada l’idea che Capri sia preda del turismo “mordi e fuggi” e che chi vuole tranquillità e riposo se li deve andare a cercare altrove: è questo il messaggio fin troppo esplicito comunicato anche da un servizio trasmesso da Rai Uno all’inizio dell’estate.

risorsa fondamentale della nostra economia. Significa rendersi conto di un fatto molto semplice: un’isola ha un territorio, una rete stradale e mezzi di trasporto limitati, che non possono ricevere qualunque numero di visitatori e che vanno in crisi quando questo numero supera un certo valore. Se il prossimo anno il movimento delle navi da crociera nel porto di Napoli raddoppiasse e le agenzie volessero portare in escursione a Capri un numero di viaggiatori doppio rispetto a quello di quest’anno, cosa succederebbe? E’ chiaro che l’amministrazione comunale deve fare qualcosa per mettere sotto controllo il fenomeno prima che ci travolga. La cosa è evidente da tempo e, a partire dal 2005, più volte il consiglio comunale su iniziativa dell’opposizione, di cui eravamo parte, ha deliberato che l’amministrazione

in carica assumesse provvedimenti per controllare il flusso di turisti giornalieri, indicando quali interventi prioritari il maggiore distanziamento temporale tra gli arrivi nel porto e la subordinazione delle corse straordinarie all’autorizzazione del sindaco in relazione alle condizioni di affollamento del comune. Ma l’amministrazione non ha fatto nulla di concreto e, all’avvicinarsi delle elezioni del 2009, pressata dagli albergatori e dai commercianti che sollecitavano l’adozione di provvedimenti, dichiarò che fosse necessaria un’indagine del Censis per disporre di elementi certi su cui operare. In consiglio comunale votammo contro la proposta perché ci sembrava che i fatti fossero fin troppo chiari, che non vi fosse alcun bisogno di indagini e che la proposta fosse finalizzata solo a prendere tempo per fare passare le elezioni senza far nulla e mantenere il consenso elettorale degli imprenditori che chiedevano interventi. I fatti ci hanno dato ragione. Sono passati due anni da quando il Censis ha consegnato la relazione che segnala la necessità inderogabile del controllo dei flussi turistici giornalieri e contiene forti critiche all’amministrazione comunale accusata di immobilismo e di mancanza di reattività. L’amministrazione continua a non fare nulla.

Vedere questo stato delle cose e parlarne non vuol dire essere contro il turismo giornaliero, che rappresenta una

ASCOM E FEDERALBERGHI SUL PROBLEMA TRASPORTI Abbiamo ricevuto dall’associazione degli albergatori, Federalberghi Capri, e da quella dei commercianti, Ascom Capri, due note riguardanti rispettivamente il problema degli orari invernali dei collegamenti marittimi e quello del taglio delle corse dei servizi di trasporto pubblico sul territorio dell’isola di Capri. Potrete trovare i due documenti sul sito web de L’Onda www.ondacapri. it. L’Associazione “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” condivide le istanze e le perplessità rappresentate nelle due note e, nel rilevare che le associazioni di categoria sono costrette a svolgere un ruolo di supplenza in assenza di idonei e tempestivi interventi da parte del Comune, auspica che l’attivo interessamento di tutte le parti coinvolte possa portare finalmente a soluzioni che tutelino adeguatamente il diritto alla mobilità dei cittadini.

L'Onda n8 del 29 Ottobre 2011  

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