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IL SETTORE ALBERGHIERO OGGI di SERGIO GARGIULO ONDEMAND

Focus SULL’IMMAGINE TURISTICA DI CAPRI di Marzio Lembo Enrico Romano

Il NUOVO FORUM DEI GIOVANI

TURISMO STANZIALE O TURISMO PENDOLARE?

di Roberto Bozzaotre

di Chiara Cannavale

2 | Luglio | 2011

numero 5

rinnovamento

LETTERA APERTA AL SIGNORE DEL GOLFO di Mariano Bozzaotre Caro sig. Aponte, dopo aver lavorato in banca per un pò di anni, lei ha deciso di diventare un armatore. Le sue capacità hanno portato l’azienza di cui lei è proprietario e presidente, ad essere la seconda società al mondo, in termini di fatturato, per il trasporto di containers. Come tutti gli imprenditori di successo, lei ha, giustamente, diversificato gli interessi dell’azienda stessa, e ha capito che il turismo crocieristico sarebbe stato sempre più apprezzato nel futuro,e ,dunque, sicura fonte di guadagno. La MSC CROCIERE è diventata in pochi anni una realtà mondiale. Navi bellissime, piene di conforts, sempre più grandi,eleganti e capienti solcano i mari di mezzo mondo e sono il vanto dell’ imprenditoria italiana. A giudicare da ciò, oltre ad essere un grande imprenditore, lei ha anche un raffinato senso del bello. Allora mi chiedo e le chiedo, come può un imprenditore di grande successo, presidente e proprietario di una azienda di fama internazionale nata solo da pochi anni, fare di tutto per distruggere l’isola più bella del mondo. Da quando è diventato >> continua a pagina 2

LA METAMORFOSI DI VIA CAMERELLE di Pasquale Salzano Non era una novità parlare di moda a Capri, laddove esisteva la tradizione di una prima moda caprese e delle prime stravaganze tranquillamente tollerate, quando l’isola incantevole divenne il luogo ideale per una élite raffinata e bizzarra. Verso gli anni Cinquanta la famosa “Tessitrice dell’Isola” incantò con le bellissime sete dai colori favolosi. Anche i primi tessuti di Livio de Simone coloravano con grandi disegni solari ampi vestiti da gitana. Era tutto uno spettacolo di moda e di costume. Con il passare del tempo si continuò a parlare di moda caprese, a vestirsi piacevolmente, a fare del colore; le boutiques, i negozietti allegri, i laboratori artigianali disseminati sull’isola, continuavano a vendere migliaia di pantaloni e blouses, di sandali più belli del mondo, di costumi due pezzi (c’era chi veniva a Capri appositamente per il “bikini su misura”). Nel 1967 MareModaCapri fu la prima ed unica manifestazione di moda mare del mondo, originale e di alto livello, ideata da Rudi Crespi, poggiata sulla fama internazionale dell’isola e dell’artigianato locale. Il grande splendore mondano >> continua a pagina 3

TURISMO: DALL’ INCAPACITA’ DI REGOLARE I FLUSSI ALLA PAURA DI CHI PRODUCE di Teodorico Boniello Parlare di turismo è non assolutamente semplice, soprattutto per chi non è del settore e rischia di essere banale. Ci sono, però, dei dati oggettivi che vanno analizzati. Da tempo immemore il perno chiave dell’economia isolana è basato sul turismo, che nel corso degli anni ha subito concreti cambiamenti, considerando che l’economia mondiale ha semplificato gli spazi sia di movimento che di comunicazione. Cosi ha preso campo un turismo “diverso”, quello giornaliero, che si affianca a quello, considerato “di qualità”. L’isola azzurra sempre più si è organizzata ad ospitare migliaia di turisti che sovraffollano i suoi luoghi chiave: si pensi al borgo di Marina Grande, alla Piazzetta ed al Parco Augusto. Esiste, quindi, una microeconomia che questo tipo di turismo cerca di intercettare e sarebbe sbagliato demotivarla. Esso è per Capri una risorsa e va sostenuto, soprattutto in questo periodo, dove gli effetti della crisi si avvertono anche sull’isola azzurra. Questo settore non esula, però, da notevoli problemi, come quello del caos agli imbarchi, assenza di servizi per il visitatore e ressa nelle ore di punta nel centro; problemi derivanti dall’inerzia di chi governa il territorio, che non ha saputo regolamentare i flussi. Uno stato d’anarchia, che fa male a Capri, fa male al turista stanziale, ma fa male soprattutto allo stesso turista giornaliero, che è considerato, da chi lo ospita, più un’unità numerica che un cittadino del mondo. Bisogna organizzarsi per tentare di regolare questo settore, non di sopprimerlo, offrendo servizi per una civile permanenza, e tentando, in ogni sede, come quella prefettizia, di controllare l’ordine. Viaggiare è un diritto sacrosanto, costituzionalmente garantito, come quello di godere delle nostre bellezze, ma la dignità del viaggiatore è altrettanto considerevole. Fatto sta che sono inesisteenti strategie per tentare di indirizzare questo comparto, sempre più senza regole. Per quanto riguarda il turismo stanziale, qualcosa onestamente si sta pian piano muovendo. L’assessorato al Turismo, in sinergia con le associazioni operanti sul territorio, (giusto far riferimento alla cooperativa giovanile “Nesea”) con le poche risorse concesse loro, non ultimo il taglio dei fondi Regionali, sta iniziando a pianificare, partendo da zero, organizzando eventi che promuovono l’isola ed il suo patrimonio: dalle chiese ai monumenti, sino ai siti archeologici. Bisogna dare atto di ciò all’impegno anche di un amico, il prof. Marco Milano, che sta ricoprendo il ruolo di direttore artistico. I soli eventi, però, non bastano: bisogna avviare una politica per allungare la stagione turistica, con nuove iniziative, e con idee innovative, ma deve esserci una presa di coscienza anche e soprattutto da parte degli operatori turistici che devono “fare sistema” e la politica deve sostenerli. Ciò favorirebbe anche la nascita di occasioni di lavoro. Chi sta aperto sino a Capodanno, ad esempio, deve avere agevolazioni, a partire da sgravi sulle tasse comunali. Il processo di destagionalizzazione favorirebbe lo smaltimento dei flussi del turismo giornaliero in un arco di tempo più lungo, evitando quindi l’attuale caos. Tutti devono offrire il proprio contributo, a partire da chi esercita la propria attività imprenditoriale. E’ assurdo che si pensi solo a far cassa per poi scappare verso lidi tropicali. Ci vuole coraggio!!!


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2 | Luglio | 2011

TURISMO STANZIALE O TURISMO PENDOLARE? di Chiara Cannavale

ONdemand

Si discute, da tempo, della necessità di riqualificare l’offerta turistica di Capri verso un turismo di qualità. Molto spesso, tali discussioni si risolvono in un dibattito ideologico sul significato stesso dell’espressione “turismo di qualità”, sulla coincidenza di quest’ultimo con il c.d. “turismo di élite”, sulla contrapposizione tra turismo di qualità e turismo giornaliero. Ciò è senz’altro sbagliato. La diversificazione dell’offerta è oggi una realtà imprescindibile, oltre che opportuna. Il turismo giornaliero costituisce per molti esercizi commerciali, bar e ristoranti, la fonte primaria di guadagno; allo stesso modo, il turismo stanziale è l’unica risorsa in grado di garantire la sopravvivenza delle strutture alberghiere, delle boutique, dei laboratori artigianali, dei locali notturni e di molti ristoranti. Non è ipotizzabile, quindi, che il perseguimento della qualità porti a sacrificare alcune forme di turismo a vantaggio di altre. Al contrario, un’attenta politica del turismo dovrebbe

Sergio Gargiulo, Presidente di Federalberghi Capri, ha accettato l’invito dell’Onda e risponde alle nostre domande sulla situazione del turismo a Capri, le previsioni per quest’anno, le incertezze legate alle nubi della crisi che stentano a diradarsi, e commentando gli argomenti di più stringente attualità, come il turismo di massa e le iniziative dell’Amministrazione Comunale di Capri. D: Presidente, quali sono le sue considerazioni sulla situazione attuale del settore alberghiero a Capri e le prospettive per il futuro? R: Il settore alberghiero a Capri è in una fase di stallo in quanto stiamo cercando di superare questa grossa crisi economica globale che ovviamente ha interessato anche il turismo. Alla vigilia della stagione c’erano buoni segnali di ripresa, che purtroppo non si sono concretizzati : abbiamo avuto numerose prenotazioni, ma poi il numero si è affievolito durante Aprile e Maggio. Ed il mese di Giugno si prospetta in linea con quello dell’anno scorso. L’andamento è particolare perché si decide di muoversi per le vacanze o per i weekend solo all’ultimo momento. E’ un momento in cui settore alberghiero dovrebbe essere aiutato e supportato. Purtroppo alcune situazioni, come quella dei bed and breakfast vanificano quello che c’è di buono si fa nel turismo.Mentre è facile allestire un bed and breakfast, dall’altra parte gli alberghi devono sottostare a costi molto altri. C’è un altro dato preoccupante : negli ultimi anni sta cominciando ad affiorare la disoccupazione del personale caprese, non tutti gli

tendere alla convivenza armoniosa delle diverse tipologie di offerta, a ripristinare l’equilibrio tra turismo stanziale e turismo pendolare, proprio al fine di offrire servizi di qualità elevata a tutti i visitatori. Per muoversi in questa direzione, alcuni interventi risultano prioritari. L’Amministrazione dovrebbe svolgere un’azione forte, facendosi portavoce, verso le Autorità competenti, della necessità di diradare le corse e limitare i charter speciali. In tal modo si eviterebbe la congestione di Marina Grande e si darebbe, anche ai turisti giornalieri, la possibilità di muoversi meglio e più rapidamente sull’isola. Si dovrebbero, inoltre, adottare azioni tese a scoraggiare il turismo mordi e fuggi. Si potrebbe, ad esempio, studiare un sistema di tassazione differenziata delle tariffe gruppo, in modo da agevolare i tour operator che vendono permanenze più lunghe sull’Isola, con conseguente possibilità, per i giornalieri, di visitare meglio Capri, girare più serenamente per il centro, praticare shopping e così via.

isolani riescono a trovare occupazione come una volta perché si sta riducendo il personale. Tutto ciò ovviamente mai a scapito della qualità, ma rinunciando a servizi non essenziali. Ci auguriamo quindi la crisi venga superata e ci sia una ripresa del settore turistico. D: Come ci si sta organizzando per fare i conti con l’infausta situazione economica globale? R: La nostra offerta si è adattata al calo del mercato. Se a Capri continuano a venire turisti è perché gli alberghi stanno riducendo i prezzi, che sono fermi ai livelli di quattro cinque anni fa nei giorni infrasettimanali. Ma non deve essere però solo il comparto alberghiero a penalizzarsi : in un ideale pacchetto “Vivi Capri dal Lunedì al Giovedì” dovrebbero partecipare tutti coloro che sono nel settore turistico a cominciare dalle compagnie di navigazione. D: Cosa ci può dire sul fenomeno del turismo di massa. Incide in maniera significativa o al momento subisce allo stesso modo gli effetti della crisi economica? R: Secondo me il turismo di massa è un fenomeno che non è più forte come una volta, sta anch’esso avendo un certo contraccolpo. Non vedo più la folla di una tempo, è un fenomeno che si sta autolimitando. Ovviamente deve essere regolamentato, ma è un turismo che nei momenti di crisi comunque serve all’economia isolana. Il turismo crocieristico invece è un settore in cui bisognerebbe intervenire drasticamente, perché questi enormi gruppi che

Interventi di questo tipo allevierebbero anche il disagio degli ospiti delle strutture alberghiere capresi che, spesso, durante il giorno, tendono a rimanere all’interno delle strutture stesse. Si eviterebbe in tal modo il consolidamento di una pericolosa tendenza: i turisti stanziali girano meno per le strade, godono meno delle bellezze dell’Isola e, soprattutto, maturano l’idea che siano necessari solo pochi giorni per vivere a pieno Capri. Il ruolo attivo dell’Amministrazione è fondamentale per evitare che i segmenti turistici si fagocitino a vicenda e che Capri prosegua nella pericolosa direzione di subire i flussi turistici piuttosto che gestirli. Per rendere meno dispendiosi, ed anche più efficaci, i necessari interventi, risulta quanto mai attuale l’opportunità di costituire un’Agenzia di marketing territoriale, fatta di giovani professionisti isolani che, con la loro creatività e competenza, potrebbero efficacemente affiancare l’Amministrazione nella gestione degli eventi e delle attività di comunicazione, elementi necessari a preservare e rilanciare, in tutti i segmenti di mercato, il mito di Capri.

trascorrono sull’isola solo due o tre ore non portano nessun beneficio, ma al contrario danneggiano l’isola, mettendo in ginocchio il sistema di mobilità interna. D: Suggerirebbe qualche tipo di intervento urgente all’amministrazione? Quello che ultimamente ha fatto discutere è stato l’istituzione del biglietto d’accesso ai Giardini di Augusto, è favorevole? R: L’ho già detto apertamente in altre occasioni, è un iniziativa che non servirà a molto. Certamente sta portando degli introiti al Comune di Capri, ma non mi trova favorevole perchè Il contraccolpo di immagine che l’isola subisce a seguito di questo tipo di iniziative non è proporzionale al beneficio economico che ne trae il comune stesso. Piuttosto ci sarebbero tanti settori in cui intervenire, per esempio suggerirei all’amministrazione, ed è la prima cosa che mi viene in mente al momento, di continuare sulla falsariga dell’anno scorso con le manifestazioni che hanno animato l’estate caprese.

>> continua da pagina 1 di Mariano Bozzaotre

anche propetario di tutte le compagnie di trasporto privato operanti nel golfo di Napoli, e tra un pò, come ci dicono le cronache, anche della CAREMAR, o di quello che ne resta, lei, con l’appoggio interessato e trasversale di politici e politicanti locali, provinciali e regionali e forse anche nazionali, ha aumentato all’inverosimile sia il numero delle corse giornaliere, ma soprattutto la grandezza dei suoi mezzi di trasporto con conseguente arrivo quotidiano a Capri di un numero enorme di visitatori che in poche ore vengono fatti sbarcare dai suoi aliscafi,questi,poi, vengono portati nei negozi e nei ristoranti convenzionati e poi fatti ripartire,tutto ciò con gravi disagi per gli stessi crocieristi,per i residenti e per gli abituali turisti stanziali che sono costretti a zigzagare tra gruppi di persone che seguono una bandierina o un

ombrello o ultimo ritrovato una paletta numerata. Caro sig. Aponte, non possiamo più tollerare tutto questo,la prego faccia qualcosa per ridurre gli arrivi quotidiani, faccia qualcosa perchè Capri ritorni ad essere l’isola più bella del mondo.Poi un consiglio, se mi posso permettere, qualcuna delle sue bellissime navi le faccia approdare fuori dal porto di Capri, cosi’ i turisti possono scendere direttamente sull’isola utilizzando i motoscafi locali, in questo modo i crocieristi non corrono rischi, non vengono rapinati,malmenati o peggio ancora, come è successo qualche settimana fa. Un ultima cosa i suoi mezzi di trasporto svolgono anche un servizio pubblico e dunque penso che i nostri concittadini che si recano a Napoli per esigenze personali, per motivi di studio, di lavoro, di salute abbiano il diritto di poter rientrare sull’isola.Io non so se ci sia una regola che impone

un numero di posti riservati ai residenti. Se tale regola c’è, la faccia rispettare, se non esiste la introduca su i suoi mezzi. In assenza di una classe politica isolana degna di questo nome, mi sono permesso di scriverle.


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incrementava il turismo a Capri, ma MareModaCapri chiuse, portando i libri in Tribunale. Gli artigiani persero così, un valido supporto di sviluppo stilistico e di tendenze per la moda balneare. La moda, si sa, procede rapidamente e, finito l’artigianato, nelle vetrine delle nostre boutiques si esponevano sempre più capi di abbigliamento prodotti altrove. Il “buon gusto” delle nostre botteghe non era sufficiente a reggere il processo continuo e rapido della moda, dovendo sopportare discrete rimanenze stagionali e sostenendo costi fissi annuali. Laboratori artigianali, simbolo dello “stile di Capri”, ne sono per fortuna rimasti, per le fondamentali virtù creative e organizzative delle nuove generazioni: “la Parisienne” diretta dalle sorelle Francesca (stilista) e Luciana Settanni; “Carthusia” (che si colloca tra i leader nel settore dei profumi artigianali italiani) diretta dalla Dott. Virginia Ruocco; la maglieria e tessitura delle sorelle “Farella” – così come altri singoli laboriosi artigiani. In seguito spuntava “100% …” (che non è mai stato nostro artigiano). Disillusi, possiamo ricordare al Sindaco ed all’Assessore Delegato (per scuotere il loro immobilismo al riguardo) che non si sono fatte le cose per bene a tutela dei Capresi. Difatti il marchio di origine (100%=made) certifica la provenienza di un prodotto da una zona di produzione tipica. Vogliamo difendere quello che ci rimane, oppure dobbiamo ignorare il linguaggio speculativo promozionale? Il cambiamento globale del movimento turistico ha raggiunto Capri con il progressivo dilagare del turismo giornaliero. L’intensificarsi dei collegamenti

marittimi ha creato, così, una vera e propria invasione del turismo da carovana e Capri ha cominciato a sentirsi assediata, “cotta” su una graticola. E purtroppo i diversi settori dell’isola si sono rivolti a logiche prettamente economiche, nella tendenza a cogliere tutte le occasioni di guadagno senza porsi troppe domande circa la perdita di identità della nostra isola. Avevamo una prodigiosa capacità di fare turismo. Altri tempi, altre cure. Al presente emerge un paese mal diretto e senza regole e controlli, che ha subito tanti guasti e disservizi in tutti i settori e luoghi, arrivando finanche ai nostri giovani, nella loro mentalità notturna di “lasciare i bicchieri lungo le strade del passeggio”. Il clima, l’ambiente, il paesaggio, l’unicità dell’isola, la sua tranquillità e sicurezza personale; questi sono gli aspetti di un buon turismo che stiamo perdendo. Via Camerelle e Via Tragara rimangono la passeggiata eclettica più significativa dell’Isola. E’ sgradevole lo stato delle strade, rattoppate più che pavimentate. Potevamo curare la qualità del luogo e non limitarci ai vasi ornamentali in granagliato che rappresentano la creatività municipale dell’arredo urbano. D’accordo, adesso camminare per via Camerelle sembra di stare a via Montenapoleone. Avrebbe dovuto conservare la sua identità perché quella era la moda caprese. Dobbiamo riconoscere però che abbiamo nascosto la realtà, come la polvere sotto il bel tappeto, e venduto il mito di Capri come immagine pubblicitaria. E’ chiaro che abbiamo creato una facciata per il posto più famoso e ben agghindato, e le più prestigiose griffes hanno ritenuto ideale Capri per il loro merchandising ed hanno aperto punti vendita nella più caratteristica via di Capri per lo shopping. Ma, si badi bene - e questo è

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il cuore del loro investimento – hanno preso a riferimento per il loro marchio un turismo elitario, che (bontà loro) può ben offrire via Camerelle, gli alberghi di lusso e quindi Capri. Bisogna quindi ficcarsi bene in mente che l’utilità del turismo d’élite è vicendevole, sia per le griffes che per l’economia turistica dell’isola, e ne abbiamo assolutamente bisogno. Siamo consapevoli di questo o dobbiamo immaginare la sostituzione delle griffes con altre tendenze? Sta a noi risvegliare il Paese, offrire un’ospitalità eccellente e riflettere serenamente del “preludio” di inversione in atto. Basterebbe una semplice prospettiva di buon senso nell’offrire ai turisti percorsi, strade e stradine, sempre ben curate ed ordinate, conservando da un lato un percorso di puro stilismo griffato, prêt-á-porter e splendidi accessori, ed in altre pur prestigiose zone, una linea “etnica” o esotica afferenti ad artigianalità sia pur di diversa origine. Un buonsenso che dovrebbe arrivare nel palazzo municipale. Il flusso del turismo di massa è a Marina Grande ed Anacapri ed è dirottato, per fortuna stradale, al Parco Augusto. Quindi abbiamo relativamente circoscritto il percorso delle guide e possiamo camminare lungo via Camerelle con soddisfazione, perché percorrere la strada è percorrere un pezzo della nostra storia. Se viceversa si rileva che (come sfortunatamente si vuole vociferare) “via Camerelle, ora, non è più la strada esclusiva, prestigiosa e… inaccessibile”, allora abbandoniamoci pure al pessimismo e scommettiamo che per il prossimo restauro della pavimentazione stradale sarà sufficiente ricorrere alla tecnica d’altri tempi dell’astrico battuto con lapillo pozzolanico (selciato), così il Sindaco risparmia pure sul costo.

IL NUOVO FORUM DEI GIOVANI di Roberto Bozzaotre Domenica 5 giugno 2011 si sono svolte le elezioni del Forum dei Giovani di Capri ed io ho avuto l’onore di essere eletto Coordinatore di tale organo. Con questo articolo vorrei semplicemente fare delle considerazioni su quello che dovrebbe essere il ruolo di un Forum dei Giovani in un’isola come Capri. Abitiamo in un luogo meraviglioso che purtroppo però sta vivendo uno dei periodi meno felici della sua storia.Siamo in una fase di immobilismo dovuta soprattutto ai deboli, se non persino inesistenti, interventi di chi ha amministrato il paese a livello locale(e non solo)negli ultimi decenni.Quella che ci verrà consegnata dall’attuale classe dirigente è un’isola in stato comatoso ed è opportuno cominciare a rimboccarsi le maniche già da adesso. E’necessario presentare programmi concreti e realistici e non più progetti che nascono e muoiono sulle copertine dei giornalini della domenica. E allora i giovani devono essere il futuro,ma anche il presente.C’è bisogno di idee,di nuovo entusiasmo che forse solo noi possiamo trasmettere a chi ci amministra o intende amministrare. Il Forum dei Giovani deve essere capace di rappresentare i ragazzi di Capri ed è uno strumento grazie al quale possiamo finalmente con forza e serietà esprimere le nostre opinioni ed avere un peso nel quadro socio-politico dell’isola.La nostra generazione non può e non vuole accontentarsi di qualche serata in discoteca o di qualche evento all’insegna del divertimento ma vuole pure avere il coraggio di misurarsi con problemi reali,perchè oggi siamo giovani ma prima o poi saremo padri di famiglia ed avremo il dovere di restituire ai nostri figli un paese in condizioni di salute migliori rispetto a quelle attuali. Quindi la

nostra prerogativa sarà quella di stimolare l’attività delle forze politiche e amministrative presenti sul territorio non solo sulle problematiche giovanili ma anche su tematiche ambientali, turistiche, energetiche ecc. E’ evidente che questo organo lavorerà sempre nel rispetto dei ruoli e soprattutto senza condizionamenti politici di alcun genere. Sin dal primo incontro del nuovo Forum, si è respirata un’aria di grandissimo entusiasmo e di forte convinzione nei nostri mezzi e nelle nostre idee. Capri è piena di ragazzi volenterosi e preparati e attraverso progetti,iniziative e specialmente tramite un impegno costante e quotidiano siamo pronti a dimostrare tutto il nostro valore e a dare una mano determinante per la crescita e lo sviluppo di Capri. Spesso da queste pagine,noi dell’Onda abbiamo criticato le modalità con cui l’isola viene amministrata, poichè sovente abbiamo la sensazione che chi ci governa non ha veramente a cuore il bene comune, e rimaniamo della convinzione che la situazione attuale poteva essere evitata semplicemente con maggiore responsabilità, competenza e buon senso,però in questa occasione mi sento in dovere di ringraziare il Consigliere Comunale Salvatore Ruocco, per la grande fiducia ed attenzione che ha dimostrato nei confronti del neonato Forum sin dal giorno del suo insediamento.

L’onda Periodico d’informazione ondacapri@gmail.com Autorizzazione del Tribunale di Napoli n 79/10 del 21.10.2010 Direttore Responsabile: Teodorico Boniello Capo Redattore: Ugo Canfora Redazione e amministrazione: via Marina Grande 28, 80073 Capri

Editore: Associazione “L’onda – Rinnovamento e sviluppo” via Marina Grande 28, 80073 Capri

Progetto Grafico: BludiCapri Stampa: Tipografia Albano via Enrico Fermi,17 Napoli DISTRIBUZIONE GRATUITA


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Focus SULL’IMMAGINE TURISTICA DI CAPRI di Marzio Lembo e Enrico Romano

Il 3 giugno il programma TV7 di RAIUNO ha trasmesso un servizio sull’isola di Capri che comunica un messaggio molto chiaro: Capri è preda di un turismo di massa dilagante, chiassoso e molesto, e l’istituzione del biglietto di ingresso ai Giardini di Augusto ne costituisce l’ufficializzazione; il turismo residenziale desideroso di tranquillità, eleganza e contenuti, sceglie Anacapri. Il segnale è molto forte e non può essere ignorato. Non importa discutere fino a qual punto il messaggio corrisponda al vero: il fatto significativo è che il più importante canale televisivo nazionale diffonda un messaggio che solo alcuni anni fa sarebbe stato inconcepibile. Prima che sia troppo tardi e l’immagine di Capri riflessa dal servizio si consolidi e diventi irreversibile, occorre aprire una discussione seria su come si sia giunti a questo punto e su cosa si debba fare. Alla fine degli anni ’70 si verificò a Capri un incremento smisurato del numero di turisti giornalieri, con effetti mai visti prima con tale intensità: masse di turisti che occupavano il molo del porto commerciale, in movimento per le strade o stipate in file enormi in attesa dei mezzi di trasporto. Nel corso degli anni a questo (e a molto altro) si è fatta l’abitudine, ma all’epoca, quando Capri era un’altra Capri, che una località quasi mitica subisse una tale forma di invasione fece scalpore e richiamò una forte attenzione della stampa nazionale, con accesi dibattiti su quale dovesse essere il futuro di Capri. In un tale contesto le amministrazioni comunali dell’Isola incaricarono il Censis di effettuare uno studio sullo stato e sulle prospettive del turismo a Capri. I risultati dell’indagine furono presentati nell’autunno del 1982. Le conclusioni erano molto semplici: pur non essendo pensabile una rinuncia al turismo giornaliero, cui era già legata una quota importante dell’economia isolana, era necessario che le amministrazioni comunali uscissero dall’immobilismo e assumessero un ruolo di controllo e di direzione dello sviluppo del turismo, in particolare attraverso la disciplina dei flussi giornalieri. Purtroppo, i risultati dell’indagine non hanno avuto alcun riscontro nel comportamento del Comune e lo stato delle cose è progressivamente peggiorato.

LE RELAZIONI DEL CENSIS IN PILLOLE Indagine del 1982: - Vi è un problema di estrema delicatezza che riguarda la disciplina dei flussi turistici. - Capri rischia di essere irrimediabilmente intaccata in una delle sue più esclusive prerogative: la tranquillità. - Il turismo giornaliero provoca la saturazione delle risorse (viabilità, igiene, acqua, energia, ecc.) che consentono a una comunità di esistere e di offrirsi ai forestieri. - Certe pressioni, certi intasamenti non possono che rendere invivibile l’Isola a tutti coloro che si trovano a subirli siano essi residenti o ospiti. - L’economia caprese non può più tollerare di fare a meno di precise linee-guida e di un’opera di razionalizzazione e di indirizzo che compete alle due

Tra il 2005 e il 2008, per iniziativa dell’opposizione, il consiglio comunale di Capri discusse più volte dei gravissimi problemi causati dal turismo di massa dilagante, sfuggito ad ogni controllo e in misura crescente rispondente a interessi imprenditoriali esterni all’isola, con visitatori – soprattutto provenienti dalle navi da crociera che fanno scalo a Napoli – che arrivano in numero sproporzionato anche con corse straordinarie dei mezzi veloci e che si trattengono sempre meno sull’isola. Fu più volte deliberato che l’amministrazione dovesse assumere provvedimenti per la regolamentazione del movimento turistico giornaliero in modo da evitare gli eccessi che mettono a rischio vivibilità e sicurezza del paese. Ma nulla è stato fatto. Invece, nell’autunno del 2008 l’amministrazione ha tirato fuori l’idea di una nuova indagine del Censis. In consiglio comunale votammo contro tale iniziativa, interpretandola come un ulteriore espediente per prendere tempo senza far nulla e per simulare un’attività allo scopo di non perdere l’appoggio di albergatori e commercianti nelle vicine elezioni del giugno 2009 (non ci sbagliavamo, dal momento che sono passati altri tre anni senza che nulla sia stato fatto). I risultati della seconda indagine Censis, divenuti noti nell’autunno del 2009, sono stati presentati ufficialmente nell’aprile 2010. Anche le conclusioni del secondo studio sono chiarissime: l’esigenza primaria è la gestione dei flussi turistici che si riversano sull’isola, c’è bisogno di una nuova cultura di governo e di gestione dell’isola, il difetto principale dell’amministrazione comunale è l’immobilismo. Ma neppure questi severi ed espliciti richiami sono riusciti a smuovere l’amministrazione comunale che ha fatto trascorrere altri anni preziosi senza fare nulla di concreto. Nel frattempo la situazione è ancora peggiorata, si sono discesi ulteriori gradini sulla scala della qualità dell’offerta turistica e si è arrivati alla triste immagine di Capri trasmessa dal servizio di RAIUNO. Dopo quasi trenta anni dalla prima indagine Censis e dopo due anni dalla seconda, dovrebbe essere chiaro a tutti che questa amministrazione comunale non vuole o non è in grado di fare ciò che sarebbe necessario per salvare il salvabile dell’immagine turistica di Capri. Le responsabilità sono chiare e inequivocabili: è tempo che gli imprenditori turistici, le cui attività rischiano di essere soffocate da un turismo senza freni e senza regole alimentato da interessi esterni all’Isola, prendano le distanze da chi non può aiutarli e cerchino nuovi interlocutori.

amministrazioni locali. Indagine del 2009: - Il 43% dei turisti giornalieri e il 48% degli stanziali affermano che l’isola rischia di essere rovinata da un turismo sempre più di massa. - Il 43% dei turisti giornalieri si ferma sull’Isola meno di 5 ore, il 15% addirittura meno di tre ore. - Il traffico e la difficoltà di movimento sono indicati come il principale elemento di criticità dell’Isola dal 38% dei turisti giornalieri e dal 46% degli stanziali. - Il 41% dei turisti stanziali affezionati dichiara che l’Isola è peggiorata (per la pulizia del mare, per il traffico, per la qualità dei turisti presenti, per il rapporto qualità/prezzi). - Le trasformazioni in negativo trovano ragione nell’immobilismo e nella mancata reattività delle amministrazioni comunali.

LA PROPOSTA La questione non è di eliminare il turismo giornaliero, che costituisce una componente essenziale e irrinunciabile dell’economia caprese, ma di disciplinarne lo svolgimento per evitare gli eccessi insostenibili, devastanti per l’immagine di Capri, che minacciano di travolgere le attività turistiche tradizionali legate al turismo residenziale e che rendono insoddisfacente la visita a Capri anche per i turisti giornalieri. Si deve dare corso ai provvedimenti che già da anni il consiglio comunale ha deliberato su iniziativa dell’opposizione; in particolare: distanziamento adeguato degli arrivi nel porto e subordinazione ad una autorizzazione del sindaco delle corse straordinarie dei mezzi veloci, in modo da evitare insostenibili situazioni di sovraffollamento del porto, dei mezzi di trasporto e delle strade anche pedonali dell’isola. Secondo le indicazioni del consiglio comunale, questi provvedimenti dovrebbero essere concordati dal Sindaco col Prefetto di Napoli, in modo da agire in coordinazione nel quadro delle rispettive competenze in materia di ordine pubblico, incolumità pubblica e sanità.

- Capri ha bisogno di una nuova cultura di governo e di gestione dell’Isola. Deve iniziare a fare governo del turismo, cosa che non ha mai fatto. - L’esigenza primaria, che le amministrazioni non possono più evitare di affrontare, è la gestione dei flussi turistici che giornalmente si riversano sull’isola. - Nel corso degli anni si è consolidato un circuito di interessi che ha dirottato al di fuori dell’Isola una buona quota dell’economia derivante dalla vendita del “prodotto Capri” e che agisce con una logica predatoria.


L'onda - Rinnovamento e Sviluppo N.5