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Amore e sesso fantareale Š Omero, Roma 2010. Tutti i diritti riservati. www.fantareale.it www.omero.it www.omeroeditore.it Isbn: 978-88-96450-02-4 Impaginazione e grafica di Luigi Annibaldi


Indice

Edward di Twilight di Alessio Cappelli Oh, Robin di Alessio Cappelli Mister fantastic di Alessio Cappelli Also Starring di Pietro Turco Da Anna a Veronica di Francesca Aucone My Funny Valentine di Simona Baldelli Ricambi d’amore di Patrizia De Luca


Massaggi di Clarissa Fidotti Mastice di Carlo Valenti Il matrimonio vichingo di Mario Abbati Dove per il west? di Fabio Cozzi Biogas di Stefano Marinucci Truffaldino Senza dire una parola di Fabio Colasanti Il pucchione di Milena Cannizzaro L’ottava moglie del lanciatore di coltelli quasi cieco di Pierluigi Marinelli Mia moglie di Marta Santostasi


Ali di Marta Santostasi La terrazza sul mare di Alessandra Schiavo Erano secoli di Fiammetta Lozzi Gallo Androidi sessuali di Stefano Sacchini Trappola retorica di Maria Beatrice Ratini Col sorriso stampato in faccia di Giuseppe Corrente Gonfia di rabbia di Laura Orsolini Orso, donna. Casa, bosco. di Tommaso D’Antrassi Senza vento di Stefano Vittorio Talone


Era un giornale di grande tradizione, conosceva il mondo e quindi anche le donne di Silvia Boccardi Perché i liocorni si sono estinti (o non si sa dove sono e a far che) di Filippo Agostini Eros cai sitos – Amore e cibo di Filippo Agostini Troppo veloce di Gino Falorni Cinque piani di Gino Falorni Scambisti, pastorelle e vecchie foto di sua madre di Lorenzo Abussi Bruce Willis a Torvaianica di Lorenzo Battino Miele di Ugo Piccioni Porno crupié di Luigi Annibaldi


Essere grogoniani di Luigi Annibaldi Bianco Winkelmann di Nicola Villa Note biografiche


Edward di Twilight di Alessio Cappelli

Edward di Twilight, amore mio, vieni il prima possibile, ti prego. Mio padre è un mostro e non vuole che vado a vedere il film dove ci sei te. Lo odio. Vieni, ti scongiuro, e aiutami. Ti dico subito dove sto. Tu arrivi a Roma, fai la Prenestina verso fuori, prendi il 112, o il Largo Preneste. Ah già, ma tu hai i superpoteri! Ok, allora fai la Prenestina verso fuori, superi villa Gordiani, poi passi pure la Togliatti, occhio al semaforo che è pericoloso attraversare col rosso. Dopo un po’ c’è l’incrocio con Tor Sapienza, lì devi girare. Non ti puoi sbagliare, amore mio: quando senti l’odore buono di cornetti, allora devi girare. Lì c’è la fabbrica della Cerbiatto, lo sai, quella dei cornetti. Poi fai tutta via di Tor Sapienza. Al 326 citofoni Fioroni, io sto lì. Ma ti prego vieni presto presto, amore mio, perché mio padre è uno stronzo e non mi vuole mandare a vedere il film con te. A volte lo vorrei vedere morto. TVTTTTB Fede 95. Quando, però, ho suonato alla porta, lei neanche ci credeva, prima le sono brillati gli occhi di bambina, poi quando ha 7


capito perché ero lì, ha cominciato a preoccuparsi. Quando ho scovato il padre, in fondo alla casa, sbracato sul divano davanti al televisore, e gli ho messo le mani addosso, ha cominciato a piangere. Quando gli ho stretto le mani attorno al collo, deciso ad assaporarne il sangue, mi è saltata addosso, la ragazzina, e mi voleva fermare. – Non lo fare, Edward, non lo fare! – gridava, e cercava di strappare via le mie mani strette attorno al collo grasso del padre, che non reagiva per la sorpresa, e cominciava a diventare rosso. La mocciosetta piangeva e si agitava e mi gridava: – Non lo fare, non lo fare – e mi è montata sulla schiena. E poi: – Maledetto figlio di puttana, ma tu sei finto, tu devi essere finto, tu non esisti, sei un film. Poi quando il padre si è fatto viola ha dovuto ricredersi, e ha ripreso piangendo: – Non lo fare, non lo fare! Ma insomma: Edward di Twilight mica si scomoda ad andare fino a Tor Sapienza per non concludere nulla.

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Also Starring di Pietro Turco

Erano stati i 60 euro meglio spesi della sua vita. In quel momento ne era assolutamente certo. Quando aveva letto sul giornale l’annuncio della casa di produzione, aveva dapprima pensato a una burla. Poi, preso coraggio, aveva chiamato il numero verde, e si era convinto della bontà della cosa. La pubblicità prometteva di realizzare con soli 60 euro qualche foto, materiale d’archivio e abili azioni di montaggio digitale, il sogno della vostra vita: essere il protagonista di un vero e proprio film pornografico! Il tutto per corrispondenza e in assoluto anonimato. “I sessanta euro meglio spesi della mia vita”, si ripeté Augusto. Aveva potuto scegliere anche il titolo e la trama: INCOMPRESO, storia di un uomo che si trova ad arrivare in una terra straniera di cui non conosce la lingua, e dove l’unica possibilità di comunicare con la popolazione locale è data dal sesso, orale e non. Quindi, per comprare un filone di pane, sesso con la panettiera; sesso con la farmacista per una confezione di aspirine; sesso con la cameriera e con la cuoca per farsi una pizza 9


margherita. E così via. Ora finalmente aveva in mano il dvd. Cercò subito il suo nome sulla copertina, tra i protagonisti. Un enorme sorriso gli si apri in volto leggendo “Starring Augusto Cavaliere”. E una serie di improbabili nomi di donna: Jessica Harrizzo, Tatania Lekkova, Vera Porquas, Rosy Bhindy e tante altre. Lo girò e rigirò tra le mani, e dopo aver dato una rapida occhiata alla lista dei contenuti speciali, prese il disco, lo inserì nel lettore e spinse il tasto play, lasciandosi andare contro lo schienale della poltrona. Alla quindicesima trombata Augusto era esausto. La poltrona una saponetta viscida intrisa di sudore. Nella confezione c’era scritto vi promettiamo il massimo realismo. Ma quello non se lo aspettava davvero. All’inizio del film, alla vista delle prime tette bionde gli era sembrato del tutto normale, e piacevole, sentire il suo uccello gonfiarsi a dovere. In fondo era lì per quello. Quando la vigilessa aveva iniziato a lavorare con le mani prima con la bocca poi, la sensazione di partecipare alla scena non fu più solo una questione di vista. Sentiva le sue mani scorrere lentamente su e giù su e giù su e giù. Poteva persino sentire le unghie di lei graffiargli lievemente la pelle. Per non parlare della bocca, dei denti, della lingua… – Cristo santo! – esclamò Augusto, aggiustandosi sulla poltrona. – Non è possibile… Era possibile invece. Vi promettiamo il massimo realismo possibile diceva la pubblicità. 10


La donna usava un profumo dolce e persistente. Troppo forte per i gusti dell’uomo. Ma in quel frangente fece buon viso a cattivo gioco e lasciò correre. Erano i momenti più eccitanti della sua vita. Non aveva in verità una vita sessuale particolarmente intensa, ma era certo che le ragazze, la farmacista, la panettiera la cuoca e tutte le altre, fossero delle vere professioniste. Ogni tanto, entrava in scena un uomo. Alla sua vista Augusto si allarmava leggermente. Dopo aver constatato che si trattava di comparse generiche non parlanti, si rilassava e tornava a concentrarsi sul copione e sulle sue battute. Più di una volta fece per alzarsi, per sgranchirsi un po’, ma vuoi perché una coppia di gemelline sadomaso lo frustò, vuoi perché fu costretto a confessarsi con Jessica Harrizzo vestita da suorina, dovette desistere dal farlo. Ma alla quindicesima trombata Augusto non ce la faceva davvero più. La scena bondage gli aveva dato il colpo di grazia, lasciandolo a terra. I lividi e le piccole ferite facevano un male cane. Sperando in una pausa, aveva deciso di farsi un panino e di stendersi un po’ sul letto, quando sentì suonare il videocitofono. Scocciato, si alzò per andare a vedere chi fosse e vide al cancello della sua villa un pulmino bianco e un’intera squadra femminile di Volley Ball, riserve, allenatrici, massaggiatrici e psicologa comprese, attendere vogliose e succinte l’apertura del cancello. 11


– Nooo. Non posso non posso, non ce la posso fare. Basta fermatevi. Le voci urlanti dal videocitofono: – Aprici! Aprici! Fu un attimo. Si infilò un paio di jeans, prese le chiavi della spider rossa e cercò l’uscita sul retro. Tutte le ville da film hanno un’uscita sul retro, pensò. La trovò, proprio nell’istante in cui potè sentire il rumore sordo del cancello scardinato. Non fu facile uscire dalla villa. Dovette travolgere l’allenatrice, decisa a non farlo passare, e scaraventare fuori dall’abitacolo l’alzatrice titolare, che si era tuffata decisa sul suo pisello. L’urto con Penny, la figlia sovrappeso della massaggiatrice lasciò un leggero bozzo sul cofano della spider. Per fortuna è rossa pensò Augusto, inseguito dalle grida delle amanti deluse. “Sono salvo,” pensò. “Non possono più raggiungermi. E con questa macchina sarò al confine dello stato in un batter d’occhio”. La sua corsa durò poco. Dietro una curva, una pattuglia di rangers gli sbarrava la strada. I fucili spianati. Tra lui e loro due cavalli di frisia occupavano l’intera carreggiata. Provò a fare inversione con un testacoda, ma non era abituato a guidare le macchine con il cambio automatico, e la manovra fallì. “Maledette macchine americane”, pensò. In pochi secondi i rangers gli furono addosso. Quattro enormi omaccioni, di cui due di colore, lo sollevarono di peso dal posto di guida e lo scaraventarono a terra, ricoprendolo di 12


insulti. Augusto sbatté violentemente la bocca sul pavimento della sala, e per poco non si ruppe un dente. – Aspettate, aspettate! Vi prego… non ho fatto nulla… parliamone… Ma loro niente. Sembrava non capissero. – È solo che non ce la faccio più… vi prego… non sono abituato… L’uomo che doveva essere il capo gli accarezzò il viso, e lo guardò in modo rassicurante, come a dire “Stai tranquillo, rilassati, tu non devi fare nulla, pensiamo a tutto noi”. In quel momento Augusto ebbe chiaro il suo destino. Completamente nudo, incastrato a terra tra la poltrona e il tavolino, provò a terrorizzarsi e a reagire. Ma era troppo stanco. E lasciò fare.

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Da Anna a Veronica di Francesca Aucone

Provo per loro un’attrazione viscerale. Di loro desidero tutto. Quella volta avevo approfittato di quell’attimo che Giorgia si era allontanata per andare in bagno, per rivestirmi velocemente; le mutande dal letto, i pantaloni da terra, camicia e cravatta dalla sedia e da sotto il letto… le scarpe… rosso fuoco, tacco a spillo. Mi ostinavo a cercare di accavallare l’alluce del mio 41 e mezzo con il mignolo, per comprimere il piede in quello spazio che doveva essere destinato sì e no a un 38 ristretto, e appuntito. Le ho infilate e incurante dell’imminente crampo al mio polpaccio sinistro, sono rimasto a contemplarle. Un rumore dal bagno mi ha fatto scattare in piedi per poi ritrovarmi subito dopo faccia terra e poi ancora a gattonare fino alla porta d’uscita dell’appartamento di Giorgia. Mi piace portar via qualcosa di loro. Anzi, scoprii presto che non ne potevo fare a meno. Dopo aver fatto sesso volevo che qualcosa mi rimanesse. Ma non sono sempre stato cosciente di questi piccoli furti. Credo che la prima volta sia successo con Anna; una cenetta 14


romantica, un dopo cena andato nel verso giusto, e quando a casa mi sono ritrovato in tasca l’accendino con il suo nome, ho pensato che probabilmente l’avevo usato e poi distrattamente tenuto, anche se a quei tempi non fumavo. Quando a notte fonda, prima di andar via, ho preso dal comodino di Barbara i suoi orecchini a cerchio, ero al verde. Ho pensato poi, che quelli non avrebbero certo risollevato le sorti del mio portafoglio, così ho fatto i buchi alle orecchie e li ho tenuti. Riguardo alla catenina che ho strappato a Debora, è stato veramente per un momento di passione, e poi l’ho tenuta al collo, come ricordo di uno strepitoso orgasmo. Le mutande di Chiara, l’insegnante di tennis più sexy che si fosse mai vista in circolazione, le ho quasi automaticamente messe in tasca mentre la spogliavo, e quando poi per la prima volta le ho indossate, ho fatto morir di invidia gli amici, che quelle mutande le avevano viste un sacco di volte sotto il gonnellino, e avevano tolto a tutti noi, non poche ore di sonno. Deve essere stato però quando ho messo il rossetto viola di Elisa, la truccatrice televisiva depressa, che ho cominciato a essere consapevole della mia… diciamo cleptomania. E così, a partire da Francesca la professoressa universitaria tutta precisina, e dal suo rimmel sottratto dalla borsetta mentre scopavamo in macchina, sono sempre stato cosciente dei miei piccoli souvenir d’amore, come mi piace chiamarli, e sono sempre alla ricerca di “bottini” sempre più intriganti. Loro si confidavano sempre di più con me, e io avevo voglia 15


veramente di ascoltarle e cosa ancora più incredibile, le capivo perfino! Strani hobby erano entrati nella mia vita. Andavo tutti i giorni a fare shopping, comprando le più inutili delle cose, chiacchieravo ore e ore dal parrucchiere senza poi ricordare di cosa, ed era diventata una questione di vita o di morte andare dall’estetista. Stranamente mi mettevano sempre di buon umore le visite del postino e camminavo avanti e indietro per la casa, cambiandomi cento volte la maglietta prima dell’arrivo dell’idraulico. Spesso mi accadeva di piangere. Mi sorprendevo a volte a litigare con me stesso, sulle cose più disparate, per questo o quell’altro abbinamento di colori, sul miglior ciclo di lavaggio della lavatrice se a 30 o 60 gradi, con o senza candeggina. O più spesso in cucina, mettevo e toglievo una tovaglia a fiori piuttosto che un’altra monocolore, apparecchiavo in cucina per poi spostare tutto in salotto, cercavo tutto il giorno di non mangiare dolci, per poi finirmi il barattolo di nutella la sera a letto davanti alla televisione. Non ho dimenticato nessuna delle mie amanti. Ciascuna di loro fa sempre parte della mia vita, pur non frequentandole più, o avendole viste anche quell’unica volta. Ma è stato con Ilaria studentessa diciottenne, con problemi di anoressia, che mi sono accorto per la prima volta che c’era qualcosa di serio che non andava in me. Avevo notato che da quando mettevo il suo profumo al posto del mio dopobarba, la barba non cresceva più. Quando poi ho cominciato a mettere le calze a rete di Natascia, 16


spogliarellista in segreto di notte e farmacista conosciuta di giorno, e sono spariti tutti i peli dalle mie gambe, non ho avuto più dubbi. Quella volta ho acceso una sigaretta e mi son guardato a lungo davanti allo specchio. Movenze familiari, a mio agio sui tacchi, senza peli, viso roseo, ciglia allungate, labbra viola, abbellito da tutti i miei souvenir, l’immagine che mi rimandava lo specchio poteva forse apparire inquietante, ma era per me l’insieme di tutte loro, presenti ovunque in me, in ognuno dei miei sensi. E quella minigonna di Mara, era incredibilmente provocante! Le sentivo mie. E volevo sempre di più. Volevo avere una parte fisica di loro, sempre con me. È stato con Romina, che ho cominciato a prendermi una parte di loro. Una giovane attrice di successo, sempre alla ricerca di nuove avventure, cambiava uomo ogni volta che le faceva comodo. Sotto la doccia, mentre le lavavo i capelli biondo platino, ne ho tagliato e portato via una ciocca. Ho raccolto di nascosto dal pavimento, le unghie di Sara, una donna minuta, sulla cinquantina, separata ed entrata in politica innamorata degli ideali di sinistra per poi rimanerne delusa. Ho preso dalla spazzatura, il dente spezzato di Tania, trentenne, sposata con una figlia, non perdonava a se stessa i suoi tradimenti, ma non li perdonava neanche al marito. Ma è con Veronica che tutto è finito. Mi aveva confidato che quando era adolescente era stata violentata da uno zio ubriacone, e finora se l’era sempre tenuto dentro per vergogna e paura, fino a quando non si era sentita 17


compresa e si era lasciata andare. Io sentivo che sarebbe stata l’ultima volta. La volevo. Durante il sonno, tagliai i peli del pube di Veronica, per tenerli sempre con me. Il giorno dopo davanti allo specchio mi guardavo sulla tazza del bagno, seduto, a fare pipÏ. Ero del loro mondo, e non avrei mai piÚ avuto il bisogno di possedere una di loro.

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Amore e sesso fantareale Short stories È la speranza di ognuno di noi: che l’Amore e il Sesso siano fantastici! E il Fantareale raggiunge i suoi apici in questa raccolta dove gli autori fanno scintille in ogni direzione, umana e non. Scoprirete cosa spinge una casalinga a evirare un benzinaio, come si fa a innamorarsi di una freak creata in un laboratorio genetico che le ha fatto nascere la tuba di Falloppio al posto della bocca. Vedrete il lato oscuro della forza di Batman, Robin e Mr Fantastic, saprete come si gestiscono le tette digitali e gli enormi nasi degli alieni. Vi spaventerete sapendo cosa succede se vostro marito si fissa con i giochi che lo fanno ringiovanire o quali sono le conseguenze a scrivere una lettera d’amore troppo accorata a Edward di Twilight. Ma non solo. Quanto di più maiale e romantico c’è nella quarta dimensione lo trovate qui. Mario Abbati, Lorenzo Abussi, Filippo Agostini, Luigi Annibaldi, Francesca Aucone, Simona Baldelli, Lorenzo Battino, Silvia Boccardi,Alessio Cappelli, Milena Cannizzaro, Fabio Colasanti, Giuseppe Corrente, Fabio Cozzi, Tommaso D’Antrassi, Patrizia De Luca, Gino Falorni, Clarissa Fidotti, Fiammetta Lozzi Gallo, Pierluigi Marinelli, Stefano Marinucci Truffaldino, Laura Orsolini, Ugo Piccioni, Maria Beatrice Ratini, Stefano Sacchini, Marta Santostasi, Alessandra Schiavo, Stefano Vittorio Talone, Pietro Turco, Carlo Valenti, Nicola Villa fanno parte di questa raccolta.

Per acquistare l’intero libro: www.omeroeditore.it 8€ - pp. 133 - 12x17cm www.omero.it, www.omeroeditore.it, www.fantareale.it


Amore e sesso fantareale - Short stories