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OltreRiga - mensile - Reg. Trib. di Perugia del 26/03/2010 - n° 20/2010 - anno 1 - n° 3 - Luglio 2010.

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I n qu e s t o n u m er o

Intervista a Enrico Montesano Gli strumenti del sesso L’Italia che verrà Le detrazioni per i familiari a carico Visit Prague

I colori di Giotto Amsterdam, Oltre le canne c’é di più 55° Premio Termoli - IMAGO Bikini We love you Intervista ad un aquilano

L’informazione fuori dagli schemi


Il Cubo magico è il giocattolo più venduto della storia, con circa 300 milioni di pezzi acquistati. Erik Akkersdijk è arrivato a risolvere il celebre rompicapo in soli 7,08 secondi. Al contrario, Graham Parker ha stabilito il record negativo di ben 26 anni impiegati a risolverlo. Nella società contemporanea la comunicazione riveste un ruolo delicatissimo in quanto l’immagine dell’aziende non è una prerogativa scontata o una caratteristica intrinseca, ma un patrimonio che va creato, alimentato e mantenuto. Proprio come nel Cubo magico, anche nella comunicazione le combinazioni per tutelare questo patrimonio possono essere infinite e non tutte adeguate al raggiungimento del fine. La scelta di un partner affidabile, preparato ed innovativo diventa quindi fondamentale per ottenere i risultati più efficaci e duraturi. Archimede si propone come agenzia di comunicazione integrata. La nostra équipe è in grado di offrire strategie di comunicazione globali affiancando il cliente e aiutandolo a raggiungere più rapidamente i propri obiettivi.

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L’Editoriale

Mondadori conquista per la quar ta volta consecutiva il Premio Strega. “Canale Mussolini” è questo il titolo del libro vincitore q u e s t ’a n n o d e l l a 6 4 ° e d i z i o n e d e l p r e m i o . L’a u t o r e , A n t o n i o Pennacchi, è originario di Latina dove per lungo tempo ha lavorato in fabbrica come operaio. Nel 2003 si impose sulla s c e n a l e t t e r a r i a c o n “ I l Fa s c i o c o m u n i s t a ”, m a t r a i s u o i l i b r i s i annoverano altri successi come, “Shaw 150. Storie di fabbrica e d i n t o r n i ” e “ Fa s c i o e M a r t e l l o . V i a g g i o p e r l e c i t t à d e l D u c e ”. L’o p e r a c h e g l i h a p e r m e s s o d i a g g i u d i c a r s i l ’ a m b i t i s s i m o p r e mio letterario, racconta la storia di una famiglia contadina, c h e d a l l a p i a n u r a p a d a n a s c e s e n e l l ’a g r o p o n t i n o , c o n l a s p e ranza di trovare for tuna in questa terra appena bonificata. Questo libro trae ispirazione dalle sue vicende familiari, ed ancora una volta dimostra come la vita, la realtà con le sue vicissitudini riesca ad essere un’ispirazione capace di coinvolgere ed appassionare più della fantasia. Facciamo le nostre congratulazioni a Pennacchi, convenendo con lui sulla por tata rivoluzionaria della parola e sul fatto che essa ser va a costruire un cammino progressivo dell’umanità.

Gabriele Principato So mmar i o 5 8 10

In copertina Enrico Montesano. Foto gentilmente concessa dal suo Ufficio Stampa ufficiale.

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URAGANO MONTESANO L’I TALIA CHE VERRÀ PROVATE A CHIUDERE GLI OCCHI E AD IMMAGINARE. INTERVISTA AD UN AQUILANO BIKINI WE LOVE YOU VISIT PRAGUE GLI STRUMENTI DEL SESSO 55° PREMIO TERMOLI - IMAGO MORGAN DAGLI ESORDI ALLA CRISI CURIOSITÀ DA MANGIARE LE DETRAZIONI PER I FAMILIARI A CARICO


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MORIRE DI FAME PER FAME D’AMORE

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GOOD BYE DENNIS

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ART RAVE IL SOLITO, ALLA MANIERA DEL CONTE... I COLORI DI GIOTTO PROSPETTIVE E PROBLEMATICHE DEL REAL ESTATE ITALIANO

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LA DIVERSA NATURA DELL’ACCERTA-

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VIVA L’ITALIA...

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MENTO DEL NESSO DI CAUSALITÀ TRA ILLECITO CIVILE ED ILLECITO PENALE

MARADONA RICONQUISTA LE FALKLAND I LOVE AMSTERDAM. OLTRE LE CANNE C’È DI PIÙ I TRUCCHI DELLE DONNE I PRIMI EFFETTI DEI TAGLI DELL’OTTIMA RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ ITALIANA VOCI DALLE CITTÀ L’OROSCOPAZZO DI MAGO NICOLA I COLORI DELLA “FIORITA” I WANT TO BELIVE BETTONA, UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Errata corrige:

Nel nostro numero di giugno, l’articolo a pagina 38 e 39: “Bacco e Venere. Penetrante interrelazione” è stato scritto dall’Avvocato Jacopo Nicolini. La firma era sfuggita in fase di impaginazione. Ci scusiamo con l’autore.

L u n ed ì d a C a d a v e r i di Simone Casiero

Oggi è un lunedì da cadaveri, oggi siamo cadaveri tra altri cadaveri, oggi è un giorno senza specchi, e siamo tutti cadaveri inconsapevoli… oggi cerchiamo di evitare la vita invece che evitare la morte, si, oggi scappiamo dalla vita, oggi, solo per oggi, non cerchiamo una canzone per sentirci vivi… ma aspettiamo il nostro requiem eterno, oggi, solo per oggi, cerchiamo una canzone per sentirci morti.


Uragano Montesano INTERVISTA A ENRICO MONTESANO

Testo di Andrea Checcarelli Foto di Maria Giulia Galli Non potevamo scegliere un personaggio migliore da intervistare per la nostra rivista. A tratti incontenibile, furente, appassionato, è un Enrico Montesano in gran forma quello che abbiamo incontrato. Il titolo, come avrete intuito, la dice lunga sui contenuti del pezzo. Non mi dilungo oltremodo e lascio a voi scoprire perché. Partiamo dalla sua ultima fatica teatrale, “Sogno di famiglia”: la famiglia Torelli è una famiglia qualunque, bombardata dal sistema mediatico che, come lei mette in chiave ironica, ha diverse ripercussioni sulla quotidianità…

“Il mio spettacolo è una critica al sistema televisivo. Ad un sistema che attraverso la televisione condiziona la vita delle persone. Comportamenti, pensieri, tutti gli aspetti della vita, tutte le scelte delle persone. E’ un modello che alimenta uno stile di vita frenetico, urlato, basato sull’apparenza, sul “sembrare”, ma non sull’essere… In televisione ormai impazza la moda dei programmi dove tutti sono opinionisti, tutti parlano di tutto e si parlano l’uno sopra l’altro. Perché devo starmene a sentire, io telespettatore, la Parietti o Rubicondi che parlano di politica? E poi programmi in cui vengono spettacolarizzati fenomeni da baraccone: l’uomo più alto del mondo, l’uomo più grasso, chi mangia più scarafaggi, eccetera… Questo è un sistema che avvelena la famiglia e crea dei telespettatori-consumatori amorfi. Poi ci sono dei conduttori, dei giornalisti che si sentono degli attori, che si rivolgono al pubblico come in un delirio di onnipotenza.” Lei ha anche citato dei format che si ripetono incessamente da tanti anni in televisione. Non trova che ci sia


u n a c e r ta s t a g n a z i o n e d e i c o n te n u t i ?

“Si, non mi bastano, personalmente, 45 anni di carriera da attore per poter avere la possibilità di fare un programma innovativo. Sono altri i criteri di scelta dei programmi.”

Ma secondo lei, la responsabilità della stagnazione, anche culturale, del nostro paese, proviene più dalla classe dirigente, o dal popolo che non sa scuotersi e “rib e l l a r s i ” a c i ò c h e g l i v i e ne propinato ?

“E’ un connubio, un sistema che si è venuto a creare. Purtroppo le scelte non sono poi così molteplici per il cittadino, che non ha disposizione molti strumenti per scegliere. Forse non lo si vuol far scegliere, ma lo si vuol mandare in pasto alla “culo Tv”. Si nota anche da altre cose questa tendenza a svilire anche la nostra cultura. Prendiamo in esame la lingua, la nostra gloriosa lingua italica, di Leopardi, Petrarca e Dante. Ormai è contaminata dalle altre lingue, dall’inglese. Che io rispetto, la nobil lingua di Shakespeare, per carità. Ma bisognerebbe studiarle, le altre lingue, per usarle. Che bisogno c’è di usare termini inglesi, quando si possono dire le cose tranquillamente in italiano? Lo share: la percentuale di telespettatori. Il talk show: lo spettacolo della parola. Anche questo denota la tendenza al servilismo, tipica dell’italiano.”

Tornando alla sua carriera, ai suoi film. Cosa pensa del fatto che alcuni di essi, che in passato non avevano suscitato entusiasmo tra i critici, ora vengano rivalutati? “Io penso che pellicole come “Aragosta a colazione”, “Il conte Tacchia”, “Febbre da cavallo” o “Quà la mano”, siano delle commedie fatte molto bene. Cioè, erano commedie. Oggi non ci sono commedie, sono tutti film che intristiscono… o che vanno a rivangare in ambiti che… la prima “sega”, la prima volta, la prima masturbazione… e basta! Direi che più che altro, una volta c’era la critica che ci massacrava. C’erano i Fellini, gli Antognoni, i Dino Risi, gli Scola. E’ successo anche a Totò di essere criticato, e se lo è stato lui era il numero uno…”

Lei non ha proprio una buona considerazione del mezzo televisivo. E’per questo che non la vediamo da così ta nto tem po, in televisione?

“Io propongo cose, faccio progetti, ma questi non vengono accettati. I criteri di scelta non sono più legati al merito. La televisione di oggi fa leva sugli istinti più bassi di ognuno di noi, non si ripropone di migliorare le persone. Basti pensare a Ciao Darwin… è molto più stimabile Tinto Brass, almeno non è ipocrita! Quella che ci propinano è una televisione “presa per il culo”. Si è da poco sospesa una trasmissione sulla Rai, “Voglia di Aria

Diciamo che siamo abituati a bruciare alla svelta tutto quanto in questa società, tutto velocemente. In fondo, non si utilizzano i cervelloni che devono andare a fare ricerche all’estero, mi devo stupire se non utilizzano me ? Pensare che i francesi, invece, “francesizzano” i termini idiomatici stranieri. Da un eccesso ad un altro, ma magari un po’ più di orgoglio, non guasterebbe da parte nostra…

“Già, esatto. Sembra quasi che a noi, invece, vogliano lessa re i l c e r vel l o i n t ut t i i m odi!”

Lo scenario che emerge, non è di certo positivo. 1948 di G e o r g e O r w e l l è d i e t r o l ’a n golo … “Quel libro è uno di quelli che ho amato di più. La neolingua, appunto, la riscrittura della storia. Anche la Tv stessa, oggi produce storie, in cui spesso non si riesce a distinguere il vero dal falso e tutto ciò destabilizza l’individuo.”

Fresca”, anche se stava facendo 4 milioni e mezzo di telespettatori, di media. Perché non tener conto di quella parte di spettatori a cui stava


in un economia di mercato? Dovremmo deciderci… questo è socialismo, se così lo vogliamo chiamare, anche perché per accedere ai finanziamenti bisogna avere le conoscenze giuste nei posti giusti e non è che, torniamo sempre al solito discorso, i soldi vengono dati ai più meritevoli. Io propongo che il mondo dello spettacolo venga detassato, che i soldi del FUS vengano destinati in maniera paritetica, per decurtare le tasse a chi vuole produrre arte. Almeno si fanno partire tutti quanti sullo stesso livello e poi vediamo chi emerge.”

Parliamo un po’ ora della sua storia di artista. Q uale è l’attore al quale è pi ù legato?

“Oliviero Noschese, che è il primo attore con cui abbia recitato.” a cuore il programma? E poi le fiction… ormai le solite storie d’amore trite e ritrite tra carabinieri, medici, preti. E poi tutti in Umbria! Sono stato da poco a Gubbio… come è possibile che succeda tutto quello che succede nelle fiction a Gubbio? Diciamo che siamo abituati a bruciare alla svelta tutto quanto in questa società, tutto velocemente. In fondo… non si utilizzano i cervelloni che devono andare a fare ricerche all’estero, mi devo stupire se non utilizzano me? In Italia, artisticamente parlando, si diventa vecchi molto velocemente… Piero Angela è vecchio, Gino Paoli è vecchio. I Pooh sono vecchi. Anche Venditti è vecchio… mah, Paul Newman ha lavorato sino alla fine in America. Non perché mi senta come Newman, per carità, ma credo che il nostro paese sia un po’ ingeneroso con i suoi artisti. C’è solo una cosa che non cambia mai in Italia: i politici. Vorrei tanto che si applicasse lo stesso criterio di “svecchiamento” anche alla classe dirigente…”

A proposito di politica, lei nel ‘94 è stato candidato alle elezioni europee per il PD e fece un po’ scalpore il fatto che si dimise prima di raggiungere i minimi per poter aver accesso alla pensione. In questi giorni si sente parlare spesso di riduzione dello stipendio dei parlamentari. Si ritiene un precursore?

E quale film preferisce tra quelli che ha interpretato?

“Ce ne sono tanti, non saprei… Uno su tutti, “Il ladrone”, una bellissima storia, in cui io facevo “concorrenza” a Gesù…”

Ultima domanda, un po’ più leggera. Conosciamo tutti la sua passione per i colori biancocelesti, calcisticamente parlando. Cosa ne pensa di quello che è successo non molto tempo fa in Lazio – Inter?

“Mah, l’Inter è la squadra più forte, si sapeva che la Lazio avrebbe capitolato prima o poi. I giocatori si sono impegnati, ma l’Inter era semplicemente più forte… Poi gli sfottò del pubblico, erano di un’ironia unica e solo chi è di Roma può capirli fino in fondo: “oh, no!!!” e “scansamese” (alcune frasi tratte dagli striscioni allo stadio quella domenica, ndr). E poi diciamoci la verità… finito il campionato, è stato bello avere la città tranquilla… immaginati che cosa sarebbe successo se lo Scudetto lo avesse vinto qualcun altro!!! E poi è inutile che stanno a rimuginare su quella partita… lo hanno perso contro la Sampdoria il campionato.”

“Di quella esperienza, che, nel complesso considero un errore di immaturità, conservo il bel rapporto con la gente del collegio che mi ha eletto. E’ stato bello conquistare la loro fiducia. Riguardo la pensione… sfido chiunque a fare quello che ho fatto io!!!” E q u a l è l a s u a i d e a d i p o litica, ogg i?

“Per me la politica è guardare alle persone da cui si sono avuti i voti. Non mi sento più schierato da nessuna parte, come magari poteva essere tempo fa. L’importante è perorare gli interessi della collettività, con efficienza e moralità.”

Il ministro Sandro Bondi è stato molto criticato per il taglio del FUS (Fondo Unico per lo spettacolo). Lei cosa ne pensa?

“Sono sinceramente stufo di vedere che vanno avanti sulle spalle dello Stato, perché questo rappresentava il FUS, e rappresenta tutt’ora. Non è giusto che un film che non fa incasso venga incentivato dallo Stato. Siamo o non siamo

Le foto sono state gentilmente concesse dall’Ufficio Stampa di Enrico Montesano.


S INISTRA

VS

D ESTRA

Daniele Chiappini studia Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Perugia come studente lavoratore. Si inizia ad interessare di politica alle scuole superiori, divenendo rappresentante dell'ITAS Giordano Bruno per poi proseguire il suo impegno politico a seguito dell'iscrizione all'Università, aderendo alla Sinistra Universitaria UDU, che rappresenta in Senato Accademico. Ha aderito fermamente al Partito Democratico, in cui ricopre il ruolo di vicesegretario e Coordinatore della Segreteria di Perugia. “Viviamo in apnea, ma siamo sempre gli stessi[…] La società italiana è una società testardamente replicante. […] Nella psicologia collettiva [c’è] un dolente mix di stanchezza e vergogna per i tanti fenomeni di degrado valoriale, o almeno comportamentale, che caratterizzano la vita del Paese. E c’è di conseguenza la speranza di uscirne, con una propensione a pensare a una società capace di migliorarsi.” Questo è il quadro fotografato dal CENSIS quest’anno, dal quale emerge che i redditi bassi sono quelli più colpiti dalla crisi; che per gli italiani il maggiore motivo di orgoglio deriva dalla cultura, che però viene selvaggiamente tagliata dal governo; che il problema più sentito non è l’immigrazione, come certi giornalisti indottrinati vorrebbero farci intendere, ma la disoccupazione e la crisi. Una crisi che fino a pochi giorni fa non esisteva, o era stata brillantemente superata, mentre oggi la riscopriamo essere più spaventosa che mai. È un Paese dove solo il 2,2% dichiara di gua-

L’ I TA L I A dagnare più di 70.000 € ma in cui non viene data una forte risposta all’evasione fiscale in modo da attuare un onesto “pagare meno, ma pagare tutti”; un Paese che preferisce scaricare i costi della crisi economica sulle famiglie e sui redditi più bassi cancellando, ad esempio, l’assegno per le persone down. Già qualche anno fa il Censis descriveva una società italiana nella quale i valori collettivi lasciavano sempre più il posto agli egoismi, e oggi questo accade a qualunque livello: quando si nomina un Ministro (altro che risparmi) solo per sottrarlo ad un processo, o quando le uniche leggi che si fanno sono quelle che interessano ai potenti in modo da non permettere ai cittadini di sapere la verità. Come nel ddl intercettazioni: non è vero che siamo tutti intercettati, ma si strumentalizza una questione per ostacolare l’accertamento dei fatti sia in sede giudiziaria sia nell’opinione pubblica. In questo quadro il futuro non può essere roseo, a meno che non ci si interessi di più alla cosa pubblica, togliendola dalle mani di chi, da destra o da sinistra, la controlla da decenni e la usa per fini personali. Occorre smettere di accettare passivamente ciò che propina la televisione, imparando a documentarsi tramite il web e la stampa libera. Se vogliamo relegare al passato il quadro offerto dal CENSIS, serve una rivoluzione culturale nei nostri costumi, altrimenti trovare il colpevole dello scadimento dei livelli di democrazia sarà facile: basterà guardarsi allo specchio.

C


CHE

VERRÀ

Non è un paese per giovani. Potrebbe essere questo il titolo per l’Italia del 2030 secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto del CENSIS. Questi i dati principali che hanno trovato ampio risalto sulla stampa nazionale e locale: a fronte di un aumento del 3,2% della popolazione residente, che toccherà i 62 milioni 129 mila persone, i giovani lungo lo stivale saranno 1 milione e 200 mila in meno. La fascia d'età compresa tra i 18 e i 34 anni, che oggi rappresenta il 20% della popolazione, fra vent'anni rappresenterà il 17,4%. Sorte analoga toccherà ai bambini da 0 a 14 anni che diminuiranno: dal 14 al 12,9% del totale, gli over 65,per contro, arriveranno a costituire il 26,5% della’intera popolazione. Un quadro a tinte fosche dal quale emergono altri dati preoccupanti. Perché il debito pubblico non schiacci il nostro futuro occorreranno risorse immense, 12 miliardi all’anno di risparmi solo per scendere sotto la soglia psicologica del 100% del Pil. Il divario fra Nord e Sud continuerà ad aumentare e difficilmente il tenore di vita di oggi potrà essere mantenuto a meno di creare 480.000 nuovi posti di lavoro all’anno per i prossimi dieci anni. Tutto questo, secondo lo studio, non succederà per caso, ma per l’incapacità delle classe dirigente del nostro Paese di porre i giovani, e quindi il futuro, al centro dell’agenda politica. Quella dello studio è infatti una previsione che si basa sui dati odierni e li proietta avanti di vent’anni, è sul quadro attuale che bisogna intervenire se si vogliono evitare simili conseguenze. La ricetta per arrestare il lento e altrimenti inesorabile declino del nostro Paese è semplice: Più giovani, più la-

S INISTRA

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D ESTRA

voro e più benessere per tutti, in sintesi “Se noi diciamo che i giovani sono bamboccioni diamo una lettura del problema, se diciamo che i giovani sono necessari ne diamo un'altra". Ma la domanda - come direbbe il buon Gigi Marzullo – nasce spontanea: la soluzione dei problemi può essere lasciata nelle mani dell’attuale classe dirigente, responsabile degli errori commessi fino ad oggi e ben oltre gli “anta”? E’ giusto che dal processo decisionale siano esclusi proprio coloro che ne subiranno le conseguenze? E’ giunto il momento che un’intera generazione si assuma le proprie responsabilità e si occupi con maggiore forza della vita politica ed economica del nostro Paese, è da chi avrà 40 o 50 anni nel 2030 che deve arrivare la spinta per uscire da una palude che rischia di inghiottire non solo l’Italia di oggi, ma anche quella di domani.

Luca Briziarelli è Assessore al Comune di Passignano sul Trasimeno e Vice Presidente dell’ANCI Umbria (L’associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Ha iniziato ad impegnarsi in politica dalle scuole superiori come rappresentante di Istituto al Liceo Scientifico Alessi di Perugia. All’Università ha ricoperto l’incarico di Senatore Accademico, contribuendo a costruire il Movimento Giovanile di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà poi. Attualmente ricopre l’incarico di Coordinatore Regionale e membro del Consiglio Nazionale del PDL giovani.


“Provate a chiudere gli occhi e ad immaginare…” I NTERVISTA AD

UN AQUILANO

Testo di Viola Di Nicola U NIVESRISTÀ DI P ERUGIA PARLARE

OGGI DEL TERREMOTO DELL’A QUILA , DELLA SITUAZIONE ATTUALE , SIGNIFICA FONDAMENTALMENTE DISTRI -

CARSI TRA DUE VISIONI : QUELLA DEL MIRACOLO, DEL

G OVERNO

DEL FARE CHE HA GESTITO EFFICACEMENTE L’ EMER -

GENZA E RIDATO UNA CASA A TUTTI E QUELLA DI CHI SOSTIENE CHE QUEL MIRACOLO NON SIA MAI ESISTITO, MA CHE SIA FRUTTO SOLO DI PROPAGANDA .

ALL’ UNA O L’ALTRA VISIONE .

HO

PENSATO DI FARE UNA COSA DIVERSA DALL’AGGIUNGERE UNA VOCE , LA MIA ,

A SCOLTARE E FARVI ASCOLTARE E N D E P IETRA , UN AQUILANO. E NRICO ABITAVA A DUE PASSI DAL CENTRO STORICO : LA SUA CASA DOPO IL TERRE MOTO DEL 6 A PRILE È ANDATA QUASI TOTALMENTE DISTRUTTA . O RA VIVE IN UN ALLOGGIO DEL PROGETTO C.A.S.E., DOPO AVER VISSUTO PER MESI LONTANO DALL’A QUILA . D I RECENTE HA FONDATO SU FACEBOOK IL GRUPPO “D ITECI DI N OI ” CON L’ OBIETTIVO DI “ RACCOGLIERE LE OPINIONI E LE IMPRESSIONI SULL’A QUILA DOPO IL TERREMOTO DA PARTE DI CHI NON È AQUILANO.” RICO

HO

PENSATO CHE POTEVO STARE ZITTA E ASCOLTARE .

Cosa ti ha spinto a creare il gruppo "Diteci di Noi"? Certamente non una curiosità morbosa. E’ che ritengo che per noi aquilani, ancora alle prese con le conseguenze pesantissime del terremoto, la comunicazione è un fattore essenziale. Ma per comunicare nel modo giusto e nella giusta direzione è necessario anche sapere qual è stato l’effetto sull’opinione pubblica nazionale dell’informazione, per così dire, ufficiale. Quindi ho cercato di creare una sorta di “archivio” di opinioni sulla situazione all’Aquila, il più possibile diretto, senza intermediari ed evitando il più possibile di influenzare il tono e il contenuto degli interventi. Che idea ti sei fatto? Come pensi sia stata percepita la situazione aquilana dal resto d'Italia? Sostanzialmente ho trovato conferma di ciò che pensavo: chi non si accontenta delle voci ufficiali e si "costruisce" la propria informazione, soprattutto in rete, ha le idee sufficientemente chiare sulla situazione aquilana. Tanto più se in questi mesi si è preso la briga di fare un salto all'Aquila e di toccare con mano. Gli altri, temo la maggioranza, distratti o, peggio, assuefatti all'idea che è stata data di una città ormai in via di ricostruzione, dove tutti vivono in case confortevoli, nella quale la gente è persino privilegiata per tutti


i "benefici" che ha ricevuto, si sentono quasi infastiditi dalle rivendicazioni e dal malcontento degli aquilani. C'è stata, a tuo avviso, disinformazione o comunque è stata data un'informazione parziale. Ci racconti tu invece. C'è stata, a tuo avviso, disinformazione o comunque è stata data un'informazione parziale. Ci racconti tu invece come stanno le cose? Secondo me, più che disinformazione, c’è stata un’informazione parziale, nel senso che sin dall’inizio si è cercato, sui mezzi tradizionali, di mostrare solo i lati positivi della situazione aquilana, che pure, ovviamente, ci sono stati, anche perché non sarebbe stato facile per nessuno gestire un’emergenza di tali proporzioni, con quasi 100mila persone alle prese con le conseguenze di quel disastro. C’è però da dire che i media hanno raccontato L’Aquila fin quando ha fatto audience, poi man mano l’attenzione è venuta meno. Come stanno le cose oggi? Ci sono ancora, solo nel comune dell’Aquila, oltre 48mila persone assistite in vario modo, il che vuol dire che non sono ancora rientrate nelle loro case; più di 4mila sono ancora negli alberghi. Migliaia di aquilani vivono sradicati dai loro luoghi abituali. Centinaia di piccole aziende non hanno ancora ripreso l’attività, con migliaia di lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro; imprenditori in ginocchio e lavoratori ai quali si chiede di tornare a pagare le tasse e di restituire per intero quelle non pagate in questi mesi. Il centro storico è quasi interamente sbarrato; si procede ancora con i costosi e laboriosi lavori di puntellamento degli edifici, spesso inutili perché si tratta di edifici irrecuperabili o che potrebbero più semplicemente essere ristrutturati. Con l’eccezione di qualche piazza, le macerie sono ancora lì, nei vicoli, nelle piazzette, dentro gli edifici collassati su se stessi. Un centro storico morto, presidiato dai militari e dove, ad oggi, hanno riaperto i battenti non più di 20 attività commerciali. A tutto questo si aggiunge l’incertezza sui tempi della ricostruzione, sia per le abitazioni private che per i monumenti; gli unici lavori in corso sono quelli sui palazzi che hanno subito meno danni, la cosiddetta “ricostruzione leggera”, che però rischia di bloccarsi perché alle imprese edili non arriva un soldo da mesi. Hai mai pensato di “ricostruirti” una vita lontano dall’Aquila? Sono costantemente a caccia di buone ragioni per non andarmene dall'Aquila. Finora ne ho trovata solo una, ma decisiva: nonostante tutto, L'Aquila è ancora una città bel-

lissima. Prima hai parlato di una parte degli Italiani che sono "infastiditi" da quella che secondo loro è ingratitudine. Cosa si prova nell'essere etichettati così dopo aver subito una tragedia come quella del terremoto? Molti italiani ci hanno etichettati in mille modi: ingrati,

piagnoni, incontentabili, cialtroni, privilegiati, persino “menti fragili” e potenziali assassini. Co m e ci si sente? Per usare un’espressione colorita... Cornuti e mazziati! Noi siamo solo delle persone normali che chiedono di poter avere, come tutti gli altri, il diritto al futuro. A chi si sente infastidito dalle nostre rivendicazioni, chiedo solo una cosa: provate a chiudere gli occhi e ad immaginare che davanti a voi non abbiate alcuna prospettiva concreta se non quella di abbandonare la vostra città e fuggire non si sa bene dove... E’ dura eh? Questa intervista è stata realizzata il 14 Giugno scorso. Il 16 Giugno Enrico ha manifestato insieme ad altre 25 mila aquilani contro la reintroduzione delle tasse, insostenibili per una popolazione colpita da una calamità naturale. Il Tg1 e Il Tg2 non hanno ritenuto questa mobilitazione una notizia: dopo questo silenzio, le parole di Enrico “i media hanno raccontato L’Aquila fin quando ha fatto audience, poi man mano l’attenzione è venuta meno”, appaiono, dolorosamente, un eufemismo.

Foto di Enrico De Pietra e Samanta Di Persio


FASHION ADDICTED: ISTRUZIONI PER L’USO

BIKINI We love you....

Anni, anzi, secoli… e non sentirli! Di chi stiamo parlando? Ma di uno dei pezzi, o meglio, il due pezzi per eccellenza più trasgressivo e carico di sex appeal dell’armadio di ogni donna: il bikini. Tuttavia, dietro questa facciata di mezzo di liberazione ed emancipazione femminile si cela una lunga storia. Quanto si apprende infatti nella ricostruzione storica fatta dalla rivista "Focus" è che Comparve per la prima volta durante il periodo Imperiale Romano I-II sec. d.C. e "non serviva in origine per nuotare, perché all'epoca si nuotava nudi. Né serviva per prendere il sole in spiaggia, pratica diventata abituale parecchi secoli dopo. A quanto pare il bikini era utilizzato soprattutto per l'atletica, la danza e nelle scuole di ginnastica". Si possono trovare in molte raffigurazioni dell’epoca (uno dei più alti esempi sono senza dubbio i meravigliosi mosaici siciliani di Piazza Armerina), aggraziate signorine intente a fare ginnastica o a farsi belle nei loro bagni con indosso nulla più che due succinti pezzi di stoffa. Per l’accezione che diamo invece noi al due pezzi dobbiamo aspettare il 1946, quando, in Francia, lo stilista Louis Réard presenta in una collezione di costumi da bagno un modello antesignano del bikini che conosciamo oggi, rinominato atome, ribattezzato così proprio a causa delle ridotte dimensioni e pubblicizzato come il costume da bagno più piccolo al mondo. Proprio quell'anno gli Stati Uniti fecero esplodere nel Pacifico, su di un atollo chiamato Bikini (nelle isole Marshall), alcuni ordigni nucleari. Anche se su piani diversi, questo evento fece tanto scalpore quanto l'introduzione del nuovo costume, tanto da far ribattezzare agli stilisti l'ormai celebre capo d'abbigliamento con lo stesso nome dell'atollo. Considerato troppo osè, persino sconcio per gran parte dei benpensanti dell'epoca, nessuna modella osava indossarlo, fino a che Reard non trovò la persona giusta: Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris. Ci vollero ben quindici anni prima che il bikini fosse accettato in pieno negli Stati Uniti,nel 1951 i bikini vennero addirituttra proibiti al concorso per Miss Mondo. Il boom previsto da Reard, però, puntualmente si verificò nel 1958, quando il due pezzi indossato da Brigitte Bardot nel film 'E Dio creò la donna' spalancò le porte del mercato statunitense all'invenzione del sarto francese. Non sfuggi all’occhio attento di Hollywood che negli anni ci ha regalato indimenticabili esempi ormai divenuti storia del costume quali quello della Bond girl Honey Ryder in '007 Licenza di Uccidere' del 1962 di Ursula Andress, o quello di Raquel Welch nel film 'One Million Years B.C.' del 1966,o ancora Phoebe Cates in 'Fast Times at Ridgemont High' del 1982.Fu invece Lucia Bosè a far conoscere il bikini a noi italiani nel 1947 dalla passerella di Miss Italia. Ma si trattava di un due pezzi ben più morigerato rispetto alle future generazioni di bikini. Lo slip copriva accuratamente l'ombelico: l'Italia non era ancora pronta ad infrangere certi tabù, ebbe, tuttavia, un'impennata di popolarità quando ad indossarlo fu Sofia Loren, vincitrice del premio Miss Eleganza nel 1950. Da allora,anche in Italia, questo stuzzicante capo del guardaroba femminile è entrato prepotentemente a far parte dell'armamentario seduttivo del gentil sesso, variato e disegnato in mille maniere. Ma le tendenze di quest’anno in merito cosa ci dicono? Una delle maison più famose ed eleganti, La Perla beachwear, presenta colori e disegni rubati ai piumaggi degli uccelli sono l’ispirazione centrale di una collezione che trae la sua forza dagli elementi naturali. Ricami di pietre dure, scaglie di madreperla, lavorazioni in corda, intrecci e nodi. Victoria’s secret invece presenta una collezione primavera-estate 2010 variegata e costruita per accontentare qualsiasi tipo di esigenza: si va infatti dal classico bikini, al combinato, passando per il trendy 'tankini' e per l'elegante intero, quest'anno tornato più in auge che mai, questa maison cavalca certo le tendenze moda, ma con un occhio sempre attento alla femminilità e ad esaltare le forme del corpo per far sembrare ogni donna una vera e propria 'dea della spiaggia', e questo è anche il consiglio che ci sentiamo di darvi: di bikini meravigliosi ce ne sono per tutti i gusti, colori accesi, fantasie, tinte unite più sobrie, fiocchi, strass, pietre…ma quello che fa la differenza (essendo cosi poca la stoffa impiegata) è come e quanto donano a chi li indossa. Scegliete liberamente ciò che più vi piace, badando però a come si adatta alle vostre forme, un kiletto in più non è di certo una tragedia anzi, può essere un valore aggiunto se ben mascherato!

C HIARA P AOLETTI LUISS GUIDO CARLI Ll ucia Rossi LUISS GUIDO CARLI


STRUTTURE

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DAL MONDO

Foto d i S tefan ia G u id i

La D a n c i ng H o use di Praga “Dancing House” è il soprannome dato ad un singolare edificio di Praga che si trova lungo il fiume Moldava, a pochi kilometri dal centro, e che in breve tempo è diventato uno sei simboli della “nuova” città, impegnata nella ricerca di una nuova identità dopo gli sconvolgimenti politici degli anni '90. L'edificio è stato costruito tra il 1994 ed il 1996 per recuperare un angolo vuoto, creato dai bombardamenti del 1945, all'interno di una magnifica cornice di palazzi sette-ottocenteschi. La progettazione è stata curata dal croato Vlado Miluvić e dal celebre architetto canadese Frank O. Ghery (lo stesso del Guggenheim di Bilbao e di tante altre famosissime opere). L'edificio, attualmente sede di uffici e di un panoramico ristorante da cui è possibile ammirare il fiume e i numerosi monumenti della città, è costituito da due corpi adiacenti: una torre rivestita in vetro caratterizzata da una evidente rastremazione in altezza ed in larghezza e da pilastri curvi alla base, ed una torre in calcestruzzo impreziosita da rivestimenti “ondulati” e da finestre sfalsate. Ne risulta un complesso affascinante, ricco di curve e convessità. Il soprannome “casa danzante” è dovuto all'aspetto esterno, che a molti ha ricordato una coppia di ballerini: usando un po' di fantasia, la torre di vetro ricorda la donna con l'ampio ventaglio del vestito che si apre verso terra, sostenuta da leggiadre “gambe” in calcestruzzo e abbracciata all'altezza della vita dalla solida torre di cemento che

Visit rappresenta il maschio della coppia. Tanto bella appare questa figura che l'edificio si è guadagnato l'ulteriore soprannome di “Fred e Ginger” in onore alla celebre coppia di ballerini. In realtà Gehry ha sempre negato una ricerca iconica nel progetto, sostenendo di aver conferito questa particolare forma alla torre vetrata solo allo scopo di rendere visibile la Moldava anche dai palazzi adiacenti. Indipendentemente dalla ricerca antropomorfa, quello che colpisce è l'eleganza ed il coraggio con cui l'edificio si inserisce nella cornice regolare dei palazzi storici, distinguendosene con forza ma integrandovisi dolcemente, riuscendo nel suo scopo di fare angolo, ma senza ricorrere agli spigoli che la circondano. Insomma un riuscito mix di forza e dolcezza, il vero segreto di una perfetta coppia di ballerini.

Carmine Pa celli INGEGNERE

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TOURIST

Pr a g u e Ponte Carlo, il Museo Ebraico, il Teatro delle Marionette. Sono sicuramente queste le mete più ambite dai turisti a Praga. Ma com’è veramente questa città? Quali sono i suoi luoghi più autentici? I lettori di OltreRiga potranno scoprirlo tramite Alberto Sommaruga, guida turistica di origine italiana, che negli anni novanta si è trasferito li dopo un colpo di fulmine con la città. L’abbiamo conosciuto grazie al suo sito www.pragaconalberto.com, nel quale ha inserito consigli utili ed informazioni preziose per prepararsi al viaggio e dal quale è possibile prenotare una visita guidata della città fatta su misura per tutte le esigenze. Alberto, qual è stata la cosa che l’ha fatta innamorare di Praga, tanto da decidere di trasferirsi e cambiare la sua vita?

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TIPS

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Praga nel 1991, quando l’ho vista la prima volta, non si era ancora risvegliata dal torpore dei 41 anni di regime ed era ancora decadente, poco appariscente e, rispetto a oggi, sotto certi punti di vista più triste ma più vera. Unica. Forse non sapeva ancora di essere così bella. Un po’ come le donne ceche. Erano molto più belle quando non sapevano di esserlo e adesso, sia loro che la città, hanno imparato a commercializzare la loro bellezza perdendo un po’ la loro unicità, che era quella che mi aveva colpito allora. È riuscito ad ambientarsi subito o ha riscontrato delle difficoltà iniziali?

I primi anni sono stati difficili: non sapevo ancora la lingua e la burocrazia era ancora nel caos. Dopo aver imparato la lingua è stato tutto più facile e ho cominciato il percorso che mi ha portato a diventare guida.

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Sicuramente la sua attività di guida le ha permesso di sviluppare una conoscenza capillare della città. Cosa consiglierebbe di visitare ai turisti per vivere realmente l’atmosfera praghese?

In particolare un luogo fuori dal centro storico ma antico come il Castello. Si chiama Vysehrad ed è un bellissimo parco sulle mura del 1600, con panorama su tutta la città. Luogo molto frequentato dai praghesi. Poi consiglio di partire dal borgo del castello, Hradcany e alla sera scendere verso Mala Strana e perdersi nei vicoletti del quartiere.

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TOURIST

TIPS

. Ci sono invece dei luoghi che solitamente i turisti non scelgono di visitare che invece rappresentano l’identità della città e la sua autenticità?

Il centro storico di una città è quello che di solito si mostra ai turisti. Prendendo un tram o una metro fino alle fermate vicino al capolinea, invece si possono trovare i luoghi dove vivono i praghesi e le realtà diverse della città. Ad esempio nelle periferie di Praga convivono i quartieri popolari con dei quartieri che sembrano quelli dei telefilm americani.

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Quali sono i ristoranti più caratteristici dove è possibile assaggiare la cucina ceca e i locali da non perdere?

Per mangiare nei ristoranti veri cechi, frequentati dai praghesi bisognerebbe andare nelle periferie. Nella zona centrale consiglio in particolare un ristorante a Mala Strana nella piazza principale. Buon servizio, prezzi ottimi e vera cucina ceca. Lo stinco di maiale migliore di Praga. Si chiama Ceska Hospoda, http://www.ceskahos p o d a . cz oppure a pochi pass i dall a Piazza dell a Città Vecchi a http://www.staromacek.cz/

Cosa ne pensa del palazzo Dancing House o più comunemente conosciuto come Fred & Ginger? Ritiene che stoni con il resto della città oppure che abbia saputo integrarsi?

Penso che sia il palazzo giusto nel luogo sbagliato perché ha spezzato radicalmente il lungofiume con i suoi palazzi della fine del 1800. Non piace neanche ai lavavetri.

Leggendo i commenti lasciati dai turisti sul suo sito si capisce con quanta passione e dedizione porta avanti il suo lavoro. Com’è nata l’idea di creare un sito dove raccogliere tutte le informazioni utili per la visita della città?

Ho cominciato la mia carriera lavorando con grandi gruppi, ma questo non mi dava molte soddisfazioni perché mancava il rapporto umano. Mi sembrava di essere un registratore. Preferisco i dialoghi ai monologhi. Imparo ogni giorno cose nuove mentre lavoro, grazie al contatto quotidiano con persone diverse e quindi con realtà diverse. Ho capito che piano piano gli Italiani si avvicinavano al mondo d’internet e così ho creato questo sito frutto della mia esperienza quotidiana di lavoro.

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Antonella Tozzi

DOTTORESSA IN STORIA CONTEMPORANEA

Foto di A lberto Sommaruga :

1 PA N O R A M A

VERSO LA

C I T TÀ V E C C H I A

2 LE

CASE SULLA

P I A Z Z A D E L L A C I T TÀ VECCHIA

3 ANTICO MULINO 4 HRADCANY CA-

S T E L L O,

VICOLO

D ’O R O

5 PONTE CARLO

M O N TO S U L

5

TRAC A S T E L LO.


HOT

SEX

IN

H I S TO R Y

GLI STRUMENTI DEL SESSO IL DILDO: UN A MORE LUNGO 60 SECOLI

Il dildo, classico giocattolo sessuale, comunemente di forma fallica, oggi prodotto solitamente in silicone, in passato fu realizzato in pietra, legno, cuoio, cera e porcellana. Questo oggetto accompagna l’umanità da millenni, basti pensare che il più antico conservato, un fallo verde in pietra di giada, risale a ben 6000 anni fa, ed è attualmente esposto al Museo dell’Antica Cultura Sessuale Cinese nei pressi di Shanghai. In oriente testimonianze provengono anche dall’India e dal Tibet, da dove, il cosiddetto “membro vivente”, un fallo artificiale realizzato in una sorta di gomma, fu importato dai monaci buddisti alla corte dell’imperatrice Wu Tse T’ien (1685-1704 a.C.), alla quale il medico stesso ne consigliò l’utilizzo, per il suo sollazzo nel talamo regale. Ma, oggetti del genere, erano in uso in tutto il mondo; ve ne è testimonianza anche nel continente americano, dove uno di questi strumenti, di epoca precolombiana, è attualmente conservato nel Museo Archeologico di Esquipulas in Nicaragua. In occidente ne abbiamo testimonianze sin dall’età classica dove, realizzato con materiali deperibili come il cuoio, aveva grande diffusione. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476 d.C., ed il trionfo del cristianesimo, che condannava ogni attività sessuale, salvo i rapporti sessuali legittimi, il suo uso entrò nella clandestinità, ma non scomparve e continuò ad essere utilizzato e condannato. Nel Medioevo ne troviamo notizia nel Liber Decretorum di Worms del 1024 che, riportando una sorta di interrogatorio per le fanciulle peccatrici al fine di assegnargli le penitenze, ne descrive l’impiego con numerosi dettagli: “hai fatto anche tu ciò che certe donne son solite fare, cioè, fabbricato un certo oggetto o strumento in forma di membro virile, delle dimensioni che più ti erano gradite, lo hai legato con diverse cinghie alle parti vereconde tue o di chi era con te, in modo che altre donne con lo stesso strumento ( o con un altro strumento ) potessero fornicare con te? […] hai fornicato solo con te stessa?” Ecco in questo testo la testimonianza di un utilizzo non solamente a scopo autoerotico ma anche per rapporti lesbici. La descrizione nel testo di Worms, di questo fallo legato al bacino con cinghie è forse la prima testimonianza di quell’oggetto, oggi molto venduto che viene chiamato Strap-on dildo. Troviamo altre testimonianze del cosiddetto dildo, che hanno però più l’aria di essere leggende messe in giro per renderlo ancor di più “malefico”, in libri esoterici del Medioevo

e del Rinascimento, che ne narrano il suo utilizzo, allo scopo di congiunzioni demoniache, durante i sabba delle “streghe”. Il suo nome attuale nacque molti secoli dopo intorno al XVII secolo e sembra derivi dall’inglese Dil Doul, che significa letteralmente “pene eretto”. Questo termine apparse per la prima volta in una ballata americana del XVII secolo, intitolata: “The maids complaint for want of a dil doul” ossia “La protesta delle donne nubili che voglioni un dil doul.” A quel tempo, come nel secolo successivo, i più comuni erano prodotti in cuoio e riempiti di cotone o stracci, ma certamente ve ne erano di più elaborati, se proprio in quegli anni, intorno alla metà del ‘700, apparivano i primi “sexy shop” della storia, o meglio, negozi di strumenti sessuali, come quello, gestito a Londra, vicino Leicester Square, da una tale Mrs Philips. Per vederlo realizzato in gomma però, simile a come si trova oggi in commercio, dovettero passare circa duecento anni. Prima che ciò accadesse ne fu inventata una variante che ancor oggi riscuote un ampio successo: il vibratore. I primi, ad energia elettrica, furono realizzati intorno al 1880 da alcuni medici, non per scopi ludici, ma per curare disagi psichici di molte donne affette da isteria, provocandogli l’orgasmo con quella che noi oggi definiremmo masturbazione. Considerato un oggetto curativo e non uno strumento sessuale, si diffuse molto durante gli anni ’10, tanto che, venduto come “massaggiatore” se ne possono trovare reclame in giornali e cataloghi per donne. Intorno agli anni ’20 quando iniziò ad essere ampiamente usato nella pornografia, le connotazioni sessuali dell’oggetto divennero lampanti, ed il suo uso divenne scomodo in una società perbenista e bigotta. Il seguito, come si dice è storia, oggi dildo e vibratori di svariati tipi, forme e materiali sono venduti in tutto il mondo in milioni di pezzi e spesso sono perfino consigliati dai sessuologi. Un sondaggio, non so quanto reale, ma di certo significativo, realizzato della Durex del 2006, ha evidenziato che il 46% delle donne possiede un vibratore. In ogni caso, ancora oggi, ci sono degli stati, come ad esempio il Texas, la Virginia e il Massachussetts, in cui la loro commercializzazione è tecnicamente vietata, anche se poi si trovano in vendita con facilità. Se volete saperne di più, vi consiglio un libro di recente pubblicazione, ''Tecnologia dell'orgasmo'' di Rachel Maines edito da Marsilio editore.

G. P.


55° PREMIO TERMOLI

IMA GO

I L P REMIO T ERMOLI

È UNA STORICA MANIFESTAZIONE DEDICATA AL -

L’ARTE CONTEMPORANEA ISTITUITA NEL

1955. O GNI

ANNO IL CURA -

TORE PROPONE UN TEMA DIVERSO, INVITA ARTISTI AD ESPORRE E

ORGANIZZA QUESTA MOSTRA COLLETTIVA CHE PRESENTA UNA PANORA MICA SULLE RICERCHE PIÙ INTERESSANTI DEI GIOVANI CREATIVI ITA LANI .

U NA

SPECIALE COMMISSIONE NE DECIDE I VINCITORI E LE

OPERE DI QUESTI ENTRERANNO COSÌ A FAR PARTE DELLA COLLEZIONE PERMANENTE DELLA

P REMIO

G ALLERIA C IVICA

DELLA CITTÀ .

DA

QUESTO

SONO USCITI MOLTI NOMI NOTI DEL PANORAMA DELL ' ARTE

CONTEMPORANEA DEGLI ULTIMI DECENNI , SIA PER QUANTO RI -

GUARDA GLI ARTISTI CHE PER I CURATORI SCELTI PER LE VARIE EDI ZIONI .

L A CURATELA ANCHE QUEST ’ANNO È AFFIDATA A M IRIAM M IROLLA , CRITICA D ’ARTE E DOCENTE ALL’A CCADEMIA DI B ELLE A RTI DI R OMA . I L TEMA SCELTO PER L’ EDIZIONE 2010 È IMAGO, OVVERO L’ IMMAGINE , LA RAPPRESENTAZIONE DEL REALE SECONDO DUE DIVERSE PROSPETTIVE , IMAGO MUNDI E IMAGO MENTIS .

Abbiamo intervistato per voi Miriam Mirolla, curatrice per il secondo anno consecutivo della manifestazione.

Come mai la scelta di scommettere ancora su Termoli e il suo storico Premio?

Lo dici tu stessa, si tratta di uno dei primi premi dedicati ai giovani artisti, quindi un'operazione di grande lungimiranza che il Comune di Termoli ha avuto la forza di non interrompere mai, per oltre mezzo secolo. Oggi, grazie alle attenzioni crescenti del sistema dell'arte, la categoria "giovani artisti" è un ottimo cavallo di battaglia per verificare le teorie sulla creatività. IMAGO è il titolo dell’edizione di quest’anno. Spiegaci come è nata questa idea.

E' nata dal fascino straordinario di questa parola, così carica di usi e risonanze. E dal desiderio di collegare intimamente l'arte alla psicologia, l'opera allo spettatore e alle sue interpretazioni. E poi anche per chiarire che la polemica tra astratto e figurativo non ha proprio ragion d'essere, visto che la realtà non esiste in sé, ma esiste come "realtà di sistema"; un sistema in cui le fantasie dell'osservatore sono oggi inseparabili dalla realtà oggettiva e perciò ancora più interessanti. Insomma, quella che viviamo è sempre, prima di tutto, una realtà psichica. Per questo ho biforcato il concetto di imago in due strade maestre, imago mundi e imago mentis, che a volte si allontanano, entrano in con-

flitto, ma poi si ritrovano sempre. Infine, come stella polare per i 18 artisti selezionati su tutto il territorio italiano, ho invitato fuori concorso un artista straordinario, Roberto Galeotti, uno dei rari esempi italiani di ricercatore puro, un modello di riferimento per i più giovani che hanno bisogno del sostegno del mercato, ma soprattutto di valide teorie di riferimento.

La mostra sarà inaugurata il 17 luglio nella Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli e il catalogo, edito da Lampi di Stampa, sarà in vendita nelle migliori librerie. Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati che anche in vacanza non trascurano certe importanti iniziative culturali.

Roberta Filippini UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA” Galleria Civica d’Arte Contemporanea Piazza S. Antonio, Termoli Orario Mostra Luglio e Agosto: 10:00 - 12:00 / 20:00 23:00 Settembre 10:00 - 12:00 / 17:00 - 20:00


MORGAN

O FFSTAGE

MUSIC

dagli esordi alla crisi . . .

Eccentrico, logorroico, geniale, esuberante, antipatico e simpatico, Morgan è tutto questo e oltre. Non è facile definire con un aggettivo, o con un’etichetta come direbbe lui, un personaggio tanto controverso. Lui per primo, da sempre, nei testi dei propri pezzi tende a contraddirsi, a fare del trasformismo uno stile di vita, ad osannare l’apertura mentale, l’autocritica e il confronto. Di pacifico c’è che Morgan, in veste di bassista e cantante-leader della band “Bluvertigo”, è stato col suo gruppo fra i migliori artisti di pop-rock elettronico in Italia e nel Vecchio Continente per tutti gli anni Novanta, aggiudicandosi nel 1998 il premio agli “European Music Awards” come miglior gruppo emergente del Sud Europa. Dopo aver collezionato da solista elogi dalla critica per il primo disco “Canzoni dell’appartamento” e per l’ottima rivisitazione del capolavoro “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, nel 2007 Morgan esce con “Da a ad a”, album molto coraggioso in quanto complesso musicalmente, poco orecchiabile, molto introspettivo e introverso, ed inizia da qui la fase più controversa della carriera dell’artista. L’anno successivo, infatti, accetta di partecipare al talent show “X-Factor”, contraddicendo apparentemente la sua avversione per la televisione. E’

soprattutto con il grande schermo che gli italiani conoscono il bizzarro artista che, soprattutto nella prima edizione del programma, non ha filtri di alcun tipo nel contestare, spesso in maniera esagerata, lo show business

televisivo/musicale. Il magnetismo del personaggio, oltre alle indubbie qualità di “musical coach”, e la simpatia crescente che il pubblico nutre per lui, permettono ai cantanti sotto alla sua ala di vincere puntualmente in tutte le edizioni. Con il tempo Morgan appare però sempre più instabile e incomprensibile fino ad ammettere, in un’intervista per il mensile “Max”, l’abituale uso di cocaina a scopo “terapeutico”.

Le dichiarazioni fatte all’indomani del Festival di Sanremo 2010 gli costano gogna mediatica ed estromissione dalla Kermesse canora. Inoltre è di poche settimane fa la notizia del mancato accordo con la Rai per la quarta edizione di X-Factor, dovuto, stando alle dichiarazioni dell’artista, al disinteresse degli autori nel contattarlo e alle divergenze sulle modalità del format. Non mancano poi i problemi personali con l’excompagna Asia Argento, la quale non gli lascerebbe vedere la figlia nelle due visite mensili a lui consentite e vorrebbe fargli decadere la potestà parentale. In questi tre anni di riflettori televisivi l’anti-conformista è finito inoltre per impigrirsi come autore e paroliere di pezzi inediti, assuefatto dal successo mediatico che tanto criticava e detestava. Si limita ormai ad interpretare canzoni italiane degli anni Cinquanta e Sessanta, diventando così sempre più l’ombra della rockstar innovativa di un tempo capace di scrivere pezzi come “Fuori dal tempo” o “La crisi”. Anche se, come canta nel brano, “molto spesso una crisi è tutt’altro che folle, è un eccesso di lucidità”.

Andrea Montaldini UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

"C 'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo"


Prosegue la nostra avventura alla scoperta delle curiosità appartenenti al mondo dell’agroalimentare. Curiosità vero, ma che, se opportunamente tenute in considerazione, possono dare un aiuto al proprio stile di vita alimentare e, nei casi di persistente costanza, anche degli interessanti risultati. Nel primo numero abbiamo parlato del perché ogni tanto faccia bene andare al fast food. Oggi invece parliamo dell’esatto contrario! Perché non bisogna abusare di alcuni canali alimentari? Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, vi siete mai chiesti perché DI F R A N C E S C O D I O T A L L E V I ci piace tanto mangiare questo tipo di alimenti, anche a noi che, figli della cultura e tradizione italiana, siamo fermi sostenitori della tipicità e della qualità nonché della genuinità dei prodotti alimentari? Il principale motivo, sta nel fatto che questi cibi sono estremamente ricchi di grassi. E l’uomo ancestralmente si nutriva di ciò (sottoforma di cacciagione) e perciò abbiamo nel nostro retaggio genetico una qualche forma di abitudine e gradimento per tutto ciò che è costituito da grasso. Ancor più, i grassi sono di per sé estremamente saporiti e gradevoli per le nostre papille gustative e ciò comporta sicuramente una nostra propensione verso di essi. Intendiamoci!I grassi, nelle giuste dosi non fanno assolutamente male: un uomo in buona forma fisica dovrebbe avere una percentuale di grasso oscillante tra il 15% e il 18% della propria costituzione corporea, mentre una donna dovrebbe avere un range di circa 3 punti percentuale superiore (stime dell’OMS, 2010). I grassi svolgono importantissime funzioni sia a livello cellulare (mantengono la permeabilità delle membrane) sia a livello fisiologico (entrano nei cicli anabolici e catabolici). Il problema è che si fa presto ad abusarne e questo, lasciando stare tutti i meccanismi che entrano in gioco, comporta come conseguenza diretta un aumento in grasso del proprio peso corporeo e, in seconda battuta, tutta una serie di problemi a livello cardiocircolatori. Dunque andare tutti i giorni al fast food e mangiare cibi ricchi di grassi non è assolutamente salutare e non è neanche così facile farne a meno perché i grassi, specialmente quelli saturi, creano una sorta di dipendenza. Allora ogni tanto andiamo al fast food e facciamo una bella scorpacciata di grassi (ciò come detto nel primo numero ci serve anche per “svegliare” il metabolismo da diete persistenti) ma poi il giorno dopo consiglio una bella fettina di pollo con insalata a volontà e, perché no, un po’ di moto.

Curiosità da mangiare...

La raccolta differenziata: come farla

Stefania Guidi I NGEGNERE

principali dello smaltimento, ovvero quella di evitare i prodotti usa e getta allo scopo preventivo di ridurre i rifiuti. Nonostante ciò, ci troveremo con tante cose da buttare nell’immondizia. Pertanto, getteremo sicuramente tutti i resti delle pietanze nel secchio dell’organico (rigorosamente in sacchetti biodegradabili!)…ma piatti e bicchieri dove vanno? Ebbene, nonostante le apparenze dovremo buttarli nell’indifferenziata, i motivi sono essenzialmente due. Il primo è che tutti i rifiuti che risultano “contaminati” da residui organici non possono essere riciclati. Il secondo è puramente un motivo burocratico, infatti da normativa la plastica che può essere recuperata deve essere esclusivamente plastica “da imballaggio” e quindi in sostanza solo quella che è venduta per contenere qualcosa. Nessun dubbio quindi per le bottiglie di plastica…ma attenzione! Dopo aver schiacciato la bottiglia per ridurre lo spazio ricordiamoci di togliere il tappo che è fatto di un tipo di plastica differente. E il cartone della pasta? Può andare nella carta, insieme al giornale letto dal nostro amico, ma occhio alla carta da forno! La carta unta o bagnata è contaminata e non si può riciclare. Lo stesso discorso vale per le lampadine fulminate che non possono essere gettate nel vetro. E se si rompe uno specchio? Forse avrete sette anni di sfortuna ma per il momento ricordatevi di buttarlo nell’indifferenziata.

Foto di M.G. Galli

Sempre più spesso si sente parlare di differenziazione dei rifiuti; le amministrazioni locali, anche se ancora troppo faticosamente, si direzionano verso una politica di riciclaggio, a volte adottando la raccolta “porta a porta”, a volte riempiendosi la bocca di buone intenzioni senza poi prendere delle serie iniziative. La verità è che il primo protagonista del rispetto dell’ambiente è il cittadino, che dovrebbe rimboccarsi le maniche e far diventare un’abitudine quelle che sono solo parole. I più sensibili ecologisti sono già attrezzati con recipienti multicolore domestici da sostituire al classico cestino dell’immondizia, ma ci sono ancora molte persone che si crogiolano nella pigrizia o peggio ancora nell’ ignoranza. Il problema principale è come al solito culturale. Anche il cittadino più attento si trova spesso in difficoltà poiché non sufficientemente istruito su come differenziare i rifiuti, la domanda diventa quindi: tutti sappiamo che dobbiamo differenziare, ma COME dobbiamo farlo? In un mondo ideale dovrebbe essere il Comune a promuovere una buona educazione ambientale o a rifornire le famiglie di apposite istruzioni a riguardo. Tuttavia il buon senso è troppo spesso un’utopia e siamo noi stessi a doverci informare. E allora, immaginiamo di organizzare una bella cena con i nostri amici. E’ probabile che utilizzeremo piatti e bicchieri di plastica. SBAGLIATO! Siamo già andati contro una delle regole

DI


CONSIGLI

PER IL CONTRIBUENTE

VI SPETTANO LE DETRAZIONI PER FAMIALIARI A CARICO??? I f am i l i a r i p er i q u al i p ossono spettare le detrazioni ai fini IRPEF sono il coniuge, i figli, f ra te l l i e s o re l l e , s u o c e re, le nuore, i generi e al t re pa re ntel e p i ù p ro ssim e. Ovviamente bi s o g n a s t a re a t t e n t i c h e i l c o n i u g e e i f i g l i s i a n o f i s c a l m e n t e a c a r i c o e p o t re b b e ro e s s e rl o a nc h e s e n o n c o n vivent i. I nfatti, per es s e re c o n s i d e r a t i f a m i l i a r i a c a r i c o , i l re d d i to p e r s o n a l e c o m p l e s s i v o n o n d e v e s u p e r a re i 2 . 8 4 0 , 5 1 e u ro e va r i f e r i t o a l re d d i t o d i c i a s c u n f a m i l i a re . Pe r t a l i f a m i l i a r i a c a r i c o i l contribuente residente ha diritto ad una riduz i o n e d e l l ’ i m p o s t a I R P E F stabilita dalla legge i n m i s u r a f o r fe t t ar i a e d ovviame nte le detrazioni sono rappor tate a mese. Esse compe-

tono so lo per il periodo in cui si sono verifi cati i requisiti per usufruirne, a questo punto, s i ete s icuri di essere a carico della vostra famiglia? Siete sicuri che le spese mediche a voi c o m p u t a b i l i p o s s a n o a n d a re n e l l a d i c h i a r a z io ne dei vostri genitori? Onde evitare di ve der si recapitato a casa un avvis o dell’Agenzia d e l l e E n t r a te , q u a l s i a s i p e r s o n a c h e p ro d u c e reddito deve verificare se durante l’anno s ol a re h a s u p e r a t o i l l i m i t e s o p r a r i p o r t a t o . Molte vo lte capita che i figli, ma gari studenti u n i v e r s i t a r i , f a c c i a n o d e i l a v o re t t i d u r a n t e l ’a n n o e d è p ro p r i o q u i c h e i l c o n t r i b u e n t e può cadere in errore, o perché ignaro del redd i t o d e l f i g l i o o p e rc h é s o p r a a l t e t t o m a s simo riconosciuto per avere la qualif ica di fami liare a carico. I l g e n i t o re , n e l c a s o i n c u i i l fig lio produc a più di 2.840,51 euro di reddi to, non potrà detrarsi le spese mediche, le s p e s e u n i v e r s i t a r i e e d a l t re s p e s e a l u i r i f e r i te . Q u i n d i s e volete un consiglio, prima di f a r t r a s m e t t e re l a v o s t r a d i ch i ar az i one dei reddi ti , fa tev i due conti e verificate i requis it i per fam iliare a carico.

Massimiliano Crusi D OTTORE IN C ONSULENZA E CONOMICA E G IURIDICA D ’I MPRESA

WALT DISNEY

TA S S A

I P R O P R I S TA B I L I M E N T I

M. C.

Al contrario della stragrande maggioranza degli imprenditori, che cercano sempre un modo per pagare meno tasse, la Walt Disney fa una scelta controcorrente e si auto impone una tassa contro l’inquinamento prodotto dai propri stabilimenti. Tutte le sue sezioni interne saranno obbligate a partecipare alla”carbon tax”, tassa disneyana applicata in proporzione a quanta anidride carbonica producono. Tutti i nuovi ricavi, derivanti dall’applicazione della suddetta tassa, saranno devoluti a favore del salvataggio delle foreste tropicali. Infine verranno acquistate auto aziendali ecologiche e i rifiuti saranno ridotti della metà, grazie a questa politica interna, la Disney ,conquisterà la pole position nella classifica delle “aziende verdi”.

Per chiarimenti o per porre altri quesiti: massimiliano.crusi@oltreriga.it


“Italia di alberi”

Castelluccio di Norcia di Maria Giulia Galli


M o r i r e d i f am e p e r f ame d’am ore QUEL

M A L E D I V I V E R E C H I A M ATO

ANORESSIA U NIVERSITÀ

DEGLI

E

BULIMIA

Ilaria Latini S TUDI DI P ERUGIA

Foto di M.G. Galli

“Sono una ragazza di 19 anni, sono malata di anoressia da 7 anni e non sono ancora uscita da questo incubo. La malattia si è evoluta: ora sono anoressica, bulimica e autolesionista. Ho tentato più volte di suicidarmi…ma qualcuno lassù mi vuole bene. A scuola mi prendevano in giro e mi lasciavo mettere i piedi in testa da chiunque. In famiglia non c’era dialogo. Un giorno dopo una visita sportiva, scoprii di pesare più di mia sorella gemella e da quel momento cominciò la discesa verso l’abisso. Sono tanto stanca di stare male e nessuno sembra in grado di aiutarmi...” L’autrice di questa lettera è una delle migliaia di ragazze e ragazzi che soffrono di anoressia, la quale non è un disturbo dell’alimentazione come pensano in molti, ma una manifestazione di problemi affettivi rilevanti. L’anoressia non ha origini recenti, infatti è stata scoperta e riconosciuta dalla scienza medica almeno 300 anni fa e le caratteristiche che venivano segnalate erano l’evidente dimagrimento e il deperimento causati dalla mancata ingestione di cibo. Se chiedete ad una ragazza/o anoressica/o di spiegarvi il perché del suo comportamento alimentare, vi risponderà che il suo unico ideale è la magrezza e, nonostante abbia raggiunto un aspetto pericolosamente deperito, continuerà a sostenere di essere grassa/o. Al giorno d’oggi siamo bombardati dai mass-media e dalle riviste che ci mostrano modelle/i magrissime/i, ragazze e ragazzi che con un corpo filiforme entrano a far parte del mondo della moda e dello spettacolo, scatenando un’ideale distorto da raggiungere. La malattia di solito inizia con una dieta, con restrizioni alimentari mosse dal desiderio di migliorare la propria immagine per farla aderire al modello imposto dalla nostra società. Ci sono però anche altre cause legate a fattori emotivi come la morte di un genitore o di una persona cara, il divorzio dei genitori, gli abusi o le violenze sessuali, la fine di una storia d’amore particolarmente importante, l’essere oggetto di scherzi e bravate ecc…Questi fattori portano ad una perdita di fiducia e stima in se stessi e una tendenza ad isolarsi dal mondo rifiutando qualsiasi aiuto anche dalle persone più vicine. Se da sole/i o con l’aiuto dei loro parenti esse/i non riescono a guarire, esistono centri d’aiuto specializzati come l’Aba (associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari); il Cidap (centro italiano disturbi alimentari psicogeni); oppure siti internet come ad esempio: www.anoressia-bulimia.it.

FENOMENALI POTERI COSMICI IN UN MINUSCOLO SPAZIO VITALE

Se spesso i numeri sono l’esempio che meglio di tutti riesce a darci un’idea delle cose, provate a dare un’occhiata qui sotto. Ciascun polmone contiene all'incirca 150-200 milioni di alveoli. Nel loro insieme, le superfici alveolari raggiungono un'estensione impressionante di 75m2: l’equivalente di un campo da tennis e 40 volte la superficie esterna del nostro corpo. I nefroni in ciascun rene sono più di 1.000.000 e ogni giorno depurano circa 400 litri di sangue. Se il circolo renale venisse messo per esteso, svilupperebbe circa 160 km di lunghezza (poco meno della distanza tra Foligno e Roma!). Il numero dei neuroni che abbiamo alla nascita è dell'ordine delle centinaia di miliardi, di contro ai circa 5 miliardi presenti nello scimpanzé. Ancora più sbalorditivo è il numero delle connessioni (le sinapsi) che si generano fra i vari neuroni, numero che raggiunge, per l'intero impianto neuronale, al momento della pubertà, il milione di miliardi. La velocità dell’impulso nervoso varia da meno di 5 metri al secondo a 120 metri al secondo. Questo significa che al limite massimo

l’impulso puo’ percorrere in un’ora più di 400 km: molto più veloce di qualsiasi Ferrari! Durante una bella risata impegniamo qualcosa come più di 60 muscoli del corpo, mentre per piangere ne usiamo solo una ventina. In ogni cellula ci sono circa 2 metri di DNA per 3,2 miliardi di “lettere in codice” che codificano per le informazioni genetiche necessarie alla nostra vita e che rendono ragione di 103.480.000.000 possibili combinazioni che garantiscono la nostra unicità come singoli individui. Esso contiene informazioni pari a 600.000 pagine stampate, ognuna di 500 parole, pari a una biblioteca di 1.000 volumi. La lunghezza di tutto il DNA contenuto nel corpo umano è pari circa a 20.000 milioni di chilometri che equivale a più di 130 volte la distanza Terra-Sole (149.668.465 km). Di tutta quest’enorme mole di informazioni, si conosce il significato soltanto del 3%, mentre il 97% è detto DNA spazzatura: questo significa che c’è ancora molto da scoprire!

Mar ia Giulia G alli


S TAY T U N E D

GOOD BYE DENNIS

di Lucio Briziarelli

È passato più di un mese, ma qualcosa rimane, come una spina piantata nel fianco, che ti accompagna giorno per giorno: Il 29 maggio si è spento Dennis Hopper, 74 anni, portato via da un tumore alla prostata che lo ha consumato inesorabilmente. La notizia della sua morte è arrivata in sordina ed è passata ancor più velocemente, incalzata dalle celebrazioni per gli ottant’anni di Clint Eastwood (compiuti il 30 maggio), e rimane la sensazione che quest’uomo non abbia ricevuto il tributo che merita. Era un persona difficile, Dennis Hopper, ma anche un grande artista e un uomo capace di spaziare dall’arte, allo spettacolo, alla politica; campi in cui riuscì sempre a offrire il suo contributo e il suo originalissimo punto di vista, instaurando rapporti di amicizia con personalità come Andy Warhol, Martin Luther King, Marlon Brando, Miles Davis e tanti altri. La sua carriera iniziò nel 1955, al fianco di James Dean, in Gioventù bruciata ed è continuata per più di cinquant’anni e 200 film, tra cui vale la pena ricordare L’amico americano di Wenders, Apocalipse Now di Coppola, Velluto Blu di Lynch, e Colpo Vincente per cui ricevette la candidatura all’Oscar come miglior attore nel 1987. A causa della sua vita sregolata, fatta di eccessi, contraddizioni e provocazioni non riuscì mai a raggiungere lo status di star, e visse di alterne fortune, come alterne furono le sue vicende personali: spinto da pulsioni autodistruttive trascorse gli anni ’70 in balia dell’alcol e della droga, per poi disintossicarsi completamente negli anni ’80. Pur essendo stato un esponente della controcultura, si è sempre dichiarato un convinto repubblicano, salvo poi rimanere affascinato dalla figura di Barac Obama, che ha sostenuto alle passate elezioni. Il suo nome, però, rimarrà legato a Easy Rider, film che interpretò e diresse nel 1969, e che ancora oggi è considerato uno dei più grandi film della storia del cinema americano: i suoi protagonisti, Wyatt (Fonda) e Billy (Hopper,) attraversano gli Stati Uniti a cavallo di due chopper, scontrandosi con un paese colpito da una profonda crisi d’identità, combattuto tra le aspirazioni delle nuove generazioni e l’immobilismo dei padri. Il film uscì lo stesso anno di Woodstock e divenne il manifesto cinematografico della controcultura, e Hopper ebbe il merito di dare il via ad una nuova era del cinema in cui la vecchia Hollywood fu costretta a cedere il passo a una nuova generazione di cineasti come Francis Ford Coppola e Martin Scorsese.

di Giulia Tozzi UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

Beast Movie Awards

Abbiamo visto anche quest’anno l’evento MTV Movie Awards. Il 6 giugno scorso per la 19° edizione del festival sono state premiate le star più “clikkate” dell’ultimo anno. E anche questo anno ad imporsi sugli altri è stato il film evento dell’anno. “Avatar”, “ Bastardi senza Gloria”, “Alice in Wonderland”? No di certo. New Moon. Alle porte dalla terza parte della serie, la saga di Twilight vince 5 Awards su 13. Quante ore potremmo spendere a parlare di questo argomento? Potremmo chiederci la fascia di età di coloro che hanno votato così numerosi questo appassionante Romanzo rosa dallo sfondo dark e misterioso. Ma anche la saga di Harry Potter e altri film minori prendono il posto di lavori come Avatar, Inglorious bastards che erano stati introdotti dalla critica come film migliori dell’anno. E che fine ha fatto “Alice in Wonderland”? Il genio di Tim Burton stavolta non è bastato. Potremmo anche domandarci se sia giusto affidare un premio al solo voto del pubblico, senza tenere di conto il fatto che MTV è la TV dei giovani. E che i giovani guardano film da giovani. Perciò vinceranno solo ed esclusivamente film da giovani. Ma non mi crogiolerò in domande retoriche. Al fine, gli MTV Awards saranno stati creati forse con l’intento di trovare popolarità nel pubblico di internet. Ecco alcune delle categorie premiate. Miglior film: devo ripeterlo? Migliore performance Comica: Zach Galifianakis ha dato il meglio di sé in “ Una notte da leoni”.

Una vera commedia esilarante, da vedere, anche come monito per non rischiare di saltare le proprie nozze. Superstar Mondiale: Robert Pattinson, vittima di Voldemort solo qualche anno fa rinasce sotto le vesti di vampiro buono, sbanca ogni botteghino e vince. Miglior performance Maschile: Come sopra. “ Il vampiro fa un solo Boccone di Harry Potter” come diceva l’ USA TODAY. Miglior cattivo: Tom Felton, Draco malfoy in Harry Potter e il Principe mezzosangue, peccato che non abbia avuto il fegato di uccidere nessuno. Miglior momento “Ma che ca…”: Ken Jeong (Una notte da leoni) a dire il vero tutto il film è un “ ma che ca…” per i mille imprevisti che saltano fuori da ogni parte. Miglior bacio: Kristen Stewart e Robert Pattinson (The Twilight Saga: New Moon) Lui è da premiare, continua a resistere all’istinto di azzannarla. Miglior performance “Spaventato a morte”: Amanda Seyfried (Jennifer’s Body) A parte la categoria ilare, lei è davvero una giovane promettente, aspettiamo solo di vederla in ruoli sempre più importanti. Miglior star emergente: Anna Kendrick (Tra le nuvole) che emerse l’anno scorso da Twilight come amica di Isabella. Miglior performance femminile: Kristen Stewart (The Twilight Saga: New Moon) la nostra Bella umana. Soddisfatti? Insoddisfatti? In fondo però, è giusto così. Il pubblico pagante docet. Il prossimo anno però, se avete gusti migliori, fatevi sentire!


A R DI

P ERUGIA

Foto di Mar i a G i ul i a G al l i

C r istia no Croci U NIVERSITÀ DEGLI S TUDI

Muri di casse alti svariati metri, migliaia e migliaia di watt che si trasformano in musica martellante e inesorabile. Di fronte, a distanza di qualche decina di centimetri, corpi frastornati e ciondolanti che si muovono a tempo. Intorno fango, polvere, desolazione, droga. Questa è l’immagine che nelle nostre menti è allegata alla parola “rave”, perché come nella maggior parte delle volte le immagini che abbiamo in memoria non provengono dall’hard disk della nostra esperienza, ma da una hard disk esterno, a forma di scatola, con un vetro trasparente davanti, che sembra quasi che puoi veder cosa c’è dietro, ma in realtà non lo stai facendo. Viene voglia di saperne di più, di approfondire, per vedere se è vero che la realtà corrisponde all’immagine, o se invece c’è stato un “ritocco”, magari per deviare l’attenzione e canalizzare la rabbia della gente altrove. Spesso “la scatola” ci fa dimenticare che per conoscere ed essere informati, o per fare una tesi di laurea ad esempio, (ogni riferimento è puramente casuale) si hanno a disposizione un’infinità di altri mezzi. A cominciare dal buon vecchio libro, passando per il polveroso e caotico vortice di informazioni che costituisce internet, arrivando fino a quello che per un antropologo sicuramente è il metodo più efficace, la ricerca sul campo. Il rave-party è una tipologia di festa, nata alla fine degli anni ’80 in Inghilterra, parallelamente allo sviluppo della cosiddetta EDM (Electronic Dance Music), o come amano chiamarla gli addetti al mestiere, “Il Battito”. I club inglesi chiudevano obbligatoriamente alle 3 del mattino e le persone non capivano il motivo per cui, per ballare “Acid-House” o “Techno” c’era bisogno di stare agli ordini o agli orari di qualcun altro. Fuori si potevano trovare incantevoli boschi, o spaziosissimi hangar dismessi. E rave fu. Il fenomeno ha raggiunto negli anni una sua stabilità e continuità, sviluppando al suo interno modi di pensare e di vedere le cose, creandosi una propria personalità e diversificandosi in tal modo da gli altri tipi di “attività ricreative” (se mi è concesso il termine), acquistando cosi una forte valenza sociale, e a volte anche politica. Divenne l’emblema della voglia comune dei giovani di svincolarsi da regole, divieti e convenzioni imposte, della ricerca della libertà totale –sia fisica che mentale – che si esprimeva attraverso il consumo di sostanze psicotrope, il ballo sfrenato e il “delirio” ( “rave” in inglese, ndr.) . Nessun costo, nessun orario, nessun vincolo. Pura anarchia (anche se temporanea) tacitamente autogestita. In poche parole, si è creato quello che i sociologi chiamano “movimento giovanile”, come a loro tempo furono ad esempio quello psichedelico degli anni 60-70 o quello Punk degli anni 70-80. E come per tutti i movimenti e le subculture la nostra società, intesa come società occidentale capitalista, le ha riservato un bel posto: ai suoi margini. Antropologicamente parlando, il rave in quanto “rito collettivo”, ha dei tratti caratteristici molto interessanti. Primo fra tutti è il cosiddetto “delirio”, che si raggiunge attraverso il mix di sostanze psicotrope, musica alta e martellante e ballo sfrenato. Tecnicamente esso può essere chiamato “stato di rave” e fa parte della grande famiglia degli Stati Modificati di Coscienza (SMC), in cui sono compresi la transe, l’estasi, l’ipnosi, gli stati meditativi, ma anche gli stati onirici, il sonnambulismo, la schizofrenia e tanti altri. Di queste tipologie di “ritualità” ne è pieno il mondo, ma non fanno parte della nostra cultura. Da quando “i Greci si sbarazzarono dell’irrazionale”, come disse Dodds, la cultura occidentale ha sempre combattuto queste forme di espressione umana, considerate come influenze diaboliche, come malattie, o semplice follia. Paradossalmente la marginalità ha permesso a questo fenomeno di resistere per molti anni sotto i colpi delle istituzioni e delle forze dell’ordine, che hanno tentato di arginarlo fin dalla sua nascita, essendo il rave illegale per spirito e vocazione. Nel momento in cui queste feste cominciarono a riscuotere qualche successo, grazie anche alla musica di alcuni DJ che divennero famosi, venne firmata la condanna del movimento. Esso entrò nel vortice del sistema commerciale e consumistico della nostra società, svuotandosi di ogni principio e privandosi di senso, e cominciò una lenta ed inesorabile decadenza a cui tutt’ora si assiste.


SAPORE

Il solito, alla maniera del conte... Questo mese parliamo di un cocktail squisito e classico: il Negroni. Il suo nome deriva dal Conte Camillo Negroni che, negli anni ’20 del secolo scorso, frequentava il Caffè Casoni di Firenze, storico locale del capoluogo toscano. Questi, un giorno, stufo del solito aperitivo Americano, chiese al barman Fosco Scarselli una spruzzata di Gin al posto del seltz nel suo cocktail. Da lì in poi, per i clienti del locale di Via de’Tornabuoni, ciò che per il conte era “il solito”, divenne l’Americano alla maniera del conte Negroni. Nell’arco di pochi anni questa variante si diffuse in tutta la Toscana e poi, nel resto d’Italia, divenendo, semplicemente, il Negroni. In quello stesso periodo, un altro membro della famiglia Negroni, il Cav. Guglielmo, fondò a Treviso l’Industria Liquori Negroni, oggi Distillerie Negroni, che, tra i vari prodotti, ha appunto l’Antico Negroni 1919.

DI STORIA

Gabriele Principato DOTTORE IN STORIA CONTEMPORANEA

AMERICANO

Ingredienti: Vermouth rosso - Campari e seltz .

Si versano gli ingredienti direttamente nell’old faschioned o in un tumbler basso con alcuni cubetti di ghiaccio e si mescolano con lo stirrer. Si colma con soda water e si decora co una mezza fetta d’arancia e una scorza di limone. NEGRONI

Ingredienti: Gin, Vermouth Rosso, Bitter Campari.

Si versano gli ingredienti direttamente nell’old faschioned con alcuni cubetti di ghiaccio, si mescola e si guarnisce con una mezza fetta d’arancia. Se si vuole ci si può aggiungere una spruzzata di soda water.

Il croissant della vittoria

Quando la mattina, a colazione, ancora sonnolenti, mangiate un croissant, sappiate che state assaggiando un po’ di storia. Questa soffice brioche a forma di cornetto, fatta di morbida e croccante sfoglia, farcita di marmellata, crema, miele, nutella o quant’altro si vuole, che solitamente è associata alla Francia, nonostante il suo nome, “Croissant”, sia una parola francese che significa “crescente”, non è nata nella terra del Re Sole, ma bensì in Austria. La sua storia, come vedremo, è racchiusa nel significato stesso del suo nome: ”crescente”, infatti, non fa riferimento alla pasta lievitata, ma ad un grande pericolo scampato. Verso la fine del XVII i soldati turchi, attraverso i Balcani, si spinsero verso nord, giungendo, di conquista in conquista, a violare i confini dell’Impero asburgico, assediandone perfino la capitale, Vienna, nel 1683. Proprio durante quest’assedio, una notte, a salvare la città dall’invasione furono i fornai, che, intenti nel loro lavoro, udirono le voci dei soldati ottomani che scavavano, metro dopo metro, delle gallerie per oltrepassare le mura di cinta. Grazie a loro, che repentinamente diedero l’allarme, la città e la popolazione si salvarono. Finito l’assedio, dopo due mesi, con la sconfitta degli ottomani, su richiesta F oto d i M .G. Ga lli di re Giovanni di Polonia i panettieri crearono un dolce per celebrare questi eventi. Fu così che nacque questa particolare, ed ora comune, brioche, impastata da un panettiere viennese di nome Vendler. Il termine croissant, ossia “crescente” e la sua forma di mezzaluna, si ispirano a quella presente sui vessilli degli ottomani che tanto terrorizzò per secoli tutta l’Europa. In Francia il “croissant” arrivò con la sfortunata Maria Antonietta d’Austria, figlia dell’imperatrice Maria Teresa e moglie di Luigi XVI, che, seppur non fu molto amata dai parigini, tanto da finire ghigliottinata con il marito nel 1793 al culmine della Rivoluzione Francese, lascio ai francesi questa brioche che, con le coquille saint jacques e lo champagne, è oggi uno dei simboli culinari della nostra sorella d’oltralpe. G.P.


La polvere si “legge” come un libro...

E ’ l o s l o g a n d e i R i c e rc a t o r i d i U r a n i a , i l Centro di Ricerca di Per u g i a , c h e d a q u i nd i c i a n n i è a l s e r v i z i o d i t u t t i c o l o ro c h e s of f ro n o d i a l l e rg i e , p r u r i t o e d e r m a t i t i p ro v o c a t e d a p u n t u re d i i n s e t t i o a c a r i . Nei loro laboratori veng o n o a n a l i z z a te l e p o l ve r i d i t u t t a I t a l i a , d i t u t t i c o l o ro c h e h a n n o b i s o g n o d i s a p e re c h i l i p u n g e d e n t ro l a p ro p r i a c a s a , di tutti quelli che non si accontentano di spargere a caso inset ticidi tossici e inquinanti, ma vogliono s a p e re c o n c e r t e z z a dove si trovano “gli int r u s i ”, p e r p o t e r l i p o i c o m ba t t e re miratamente ed efficacemente. Questo esame si chiama E . D. P. A . o E s a m e D i re t to delle Polver i Ambienta l i , u n m e t o d o b re v e t t a t o a t t r a v e r s o i l q u a l e s i r i l e va n o l e tracce degli insetti e degli acari patogeni nella polvere di qualsiasi a m b i e n te c o n f i n a to , u n m e t o d o c h e consente di svelare la p re s e n z a d e i n o s t r i i ndesiderati “inquilini”. L’ E s a m e D i re t t o d e l l e Po l v e r i A m b i e n t a l i (E.D.P.A.) ha consentito di rilevare, in questi anni, nuovi agenti pa to g e n i c a u s a l i d i d e r m o pa t i a n e l l ’ u o m o ; a F i re n z e n e l 2 0 0 8 , n e l l ’a m b i t o d e l C o n g re s s o N a z i o nale di Dermatologia A l l e rg o l o g i c a

A l l e rg o l o g i c a P rof e s s i o n a l e e A m b i e n t a l e ( S I DA PA ) , è s t a t o a s s e g n a t o u n p re m i o alla prima segnalazione, in Umbria, di una minuscola formica, Solenopsis fugax, causa di lesioni b o l l o s e n e l l ’ u o m o , r i l e va t a c o n l ’ E D PA . S i t o r n e r à a parlare ancora ampiamente di questo e s a m e t r a i d e rm a to logi che inter verranno al X C o n g re s s o N a z i o n a l e S I DA PA c h e s i t e r r à a Perugia dal 4 al 6 novembre 2010 ( w w w. s i d a p a . o r g ) . C h i u n q u e n e abbia bisogno, potrà inviare la polve re d e l l a p ro p r i a a b i t a z i o n e , r a c c o l t a c o n s c o pa e pa l e t t a , a l s e g u e n t e indirizzo: Centro di Ricerca Urania, Via Cecchini 18 – 06129 Perugia . Tutte l e i n f o rm a z i o n i s u q u e s to e s a m e s o n o re p e r i b i l i c o n s u l t a n d o i l s i to : w w w. e d pa . i t Pe r c o n s i g l i e c h i a r i m e n t i s i p o t r à a n c h e te l e f o n are a l n u m e ro + 3 9 / 3 2 0 2 8 4 8 6 0 6 .

Didascalie alle figure:

A fianco: Si tratta di Pyemotes ventricosus, uno degli acari più aggressivi per l’uomo. Completamente invisibile, parassita del tarlo, vive principalmente nei mobili tarlati e, quando fuoriesce, punge l’uomo ripetutamente su parti coperte. La femmina di questo acaro deposita 300-400 acari già adulti e pronti a pungere. Quando partorisce si è spesso costretti ad abbandonare l’abitazione. La sua presenza viene svelata facendo l’Esame Diretto delle Polveri Ambientali (E.D.P.A.)

Sopra: si tratta di Ctenocephalides felis, la pulce tipica del gatto. Spesso gli animali domestici trasferiscono in casa una serie di parassiti che finiscono per pungere anche l’uomo. L’E.D.P.A. ci serve a svelare e prevenire spiacevoli infestazioni della nostra abitazione.


Un viaggio affascinante, in quella che è stata definita “La culla della storia dell’arte moderna”, dà la possibilità di immergersi nello splendore dei colori e delle luci del ciclo capitale di affreschi della pittura italiana così come era possibile ammirarlo appena conclusa la sua esecuzione.

L’immagine fotografica della navata della Basilica Superiore di San Francesco vista dall’Altare maggiore, apre il percorso della mostra che, differentemente dai tradizionali moduli espositivi, si propone di ricreare in un ambiente appena restaurato (il Palazzo del Monte Frumentario, ndr) la vera navata della Basilica. Le ventotto scene, raffigurate su supporto cartaceo e in dimensione ridotta, sono state riprodotte grazie ad uno studio scientifico condotto con l’ausilio di moderne tecnologie, che hanno permesso la presentazione del ciclo francescano nel suo aspetto originario. Oltre alla possibilità di ammirare lo splendore dei colori, in particolare l’azzurro degli sfondi, ormai quasi del tutto sbiadito negli originali, e l’oro delle aureole, schermi touch screen di HALTADEFINIZIONE permettono il confronto tra gli affreschi virtuali e quelli autentici nel loro aspetto attuale. Le riproduzioni multimediali consentono una visione tanto ravvicinata degli affreschi da poter distinguere le singole pennellate dell’artista, altrimenti non visibili a occhio nudo. Questo “recupero virtuale” degli affreschi, è stato effettuato grazie ad un supporto di cinquemila microfotografie che hanno consentito una ricostruzione accuratissima fin nei minimi e invisibili dettagli, rendendo possibile la ricostruzione delle fisionomie e dei volti insieme a quella delle architetture. L’unico brano francescano a non poter essere ricostruito è quello della “Canonizzazione”, per l’eccessivo grado di deterioramento dell’opera. Oltre alle scene del ciclo, sono state riprodotte in maniera altrettanto fedele le illusionistiche architetture che hanno l’aspetto di un finto loggiato

scandito da colonne tortili. La visita propone un altro ambiente in cui, oltre alla riproduzione di due scene a grandezza naturale, vengono esposti i materiali e gli strumenti usati dalla bottega grottesca, insieme alla riproduzione delle diverse fasi pratiche di costituzione del supporto murario adatto ad essere trattato ad affresco. Per l’immagine simbolo della mostra, “La conferma della regola” è stata scelta una ricostruzione virtuale in tre dimensioni, che consente ai visitatori un’immersione fisica nel momento in cui Innocenzo III benedice San Francesco e la sua Regola. Questo episodio è stato assunto a icona dell’intero evento, per le celebrazioni legate alle ricorrenza dell’ottavo centenario dell’Approvazione della Regola di San Francesco (12092009). Il percorso continua nella Basilica Inferiore di Assisi, nella Cappella di San Nicola, dove si possono studiare da vicino i restauri degli affreschi, salendo con un’ audio-guida sui ponteggi, così da poter avere una visione completa della tecnica e delle modalità di intervento che hanno caratterizzato le azioni di recupero seguite alla sciagura del terremoto del 1997. Proprio le drammatiche scene dei crolli seguiti alle scosse del 26 settembre chiudono la mostra, insieme alla documentazione video dell’organizzazione dei cantieri per i restauri e quindi di tutta la rimessa in pristino della Basilica, riaperta al pubblico il 28 novembre 1999. L’attività dei restauratori è stata guidata da Sergio Fusetti, mentre le ricostruzioni presenti nella mostra sono opera di un’équipe di tecnici dell’Istituto Centrale di Restauro (ICR di Roma, ndr) coordinata da Giuseppe Basile e Fabio Fernetti. Le ultime parole del video trasmesso sono proprio di Basile, a conclusione di tutte le operazioni di recupero e restauro di questo immenso patrimonio, infatti risuonano con orgoglio e soddisfazione: “Il nostro obiettivo è stato raggiunto”.

P E R I N F O E P R E N O TA Z I O N I 1 9 9 7 5 7 5 1 6 W W W. I C O L O R I D I G I O T TO. I T

Elisa Cirilli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA


D i G i a c om o B i l l i FUND MANAGEMENT AT RREEF F O N D I M M O B I L I A R I S G R S . P . A .

PROSPETTIVE E PROBLEMATICHE DEL REAL ESTATE ITALIANO

Dopo un periodo fortemente negativo, il mercato immobiliare sembra tuttavia essersi avviato verso la stabilizzazione anche se, nei primi mesi del 2010, nonostante i segnali di ripresa [come evidenziano i dati dell’Agenzia del territorio per il primo trimestre 2010, una crescita del +3,4% e del 12% rispetto al trimestre precedente] , vedo ancora un settore sostanzialmente contratto. Tuttavia rispetto agli anni precedenti la crisi, oggi tra gli “asset class” gli investimenti sono ritorntati a mercati base come il settore immobiliare che ha visto un aumento considerevole delle acquisizioni. Tale dato macroeconomico, a livello italiano, è dovuto oltre che dagli effetti generati dalla ripresa economica sostenuta dalle banche centrali di tutto il mondo, anche dal rientro, grazie allo scudo fiscale, di un’ingente quantità di capitali detenuti all’estero. Una percentuale significativa di tale rimpatrio, stimata attorno agli ottanta miliardi di euro, è destinata ad investimenti immobiliari. I processi di “asset allocation” sono dunque stati rivisti, questo determina interessi principalmente su trophy asset in prime location, come ad esempio Milano e Roma, che offrono sicuramente coefficienti di rischio minori e

che consentono di difendersi meglio da fasi di rallentamento del mercato recependo meglio le fasi di ripresa. Una problematica che allo stesso tempo potrebbe rivelarsi un’opportunità [strada appena intrapresa dal Governo con la normativa circa il federalismo demaniale] riguarda le potenzialità di valorizzazione del patrimonio immobiliare presente nel nostro territorio. Ad oggi, il nostro patrimonio è largamente costituito da edifici obsoleti, in cattivo stato di manutenzione e malamente gestiti. Questo implica una sostanziale arretratezza rispetto agli standard di qualità dei patrimoni immobiliari dei paesi europei. I motori che contribuiranno a far ripartire l’industria immobiliare e quella delle costruzioni saranno: - federalismo demaniale; - social housing. Dopo la stasi durata due anni, queste potrebbero essere chiare opportunità per una ripresa, soprattutto riguardo le nuove norme sul federalismo demaniale che porterà sul mercato nuovi assets, i beni demaniali, e nuovi operatori, gli enti locali, auspicando che questi sappiano cogliere questa occasione tesa a valorizzare il patrimonio pubblico.

L AVORO

E

F ONDI

Imprenditoria femminile e pari opportunità GLI ASPETTI TECNICI DELLA

Nel precedente articolo avevamo affrontato l’argomento in maniera generica cercando di capire quali fossero le possibilità per le agevolazioni relative all’imprenditoria femminile sul nostro territorio nazionale. Avevamo esposto sinteticamente una delle opportunità più interessanti rimandando ad una analisi tecnica riguardo la Legge 215/1922. Dunque, possono beneficiare della suddetta Legge, le piccole imprese (come definite dal decreto del Ministro dell’industria del 18/9/1997) a prevalente partecipazione femminile, situate su tutto il territo r i o n a z i on a l e e c o s ì c o stitu ite: -imprese individuali in cui il titolare sia una donna; -società di persone e società cooperative in cui il numero delle donne socie rappresenti almeno il

EUROPEI

L. N. 215/1992 Di Cristina Sensi

P RESIDENTE A SS . V ITA

60% della compagine sociale, indipendentemente dalla quota detenuta; -società di capitali in cui le donne costituiscano almeno i 2/3 del totale dei componenti dell’organo amministrativo e che detengano almeno i 2/3 delle quote di capitale. I settori ammessi sono Agricoltura, Manifatturiero e ass imilat i, Comm ercio,Turismo e Ser vi zi. Sono soggetti a particolari limitazioni o esclusioni derivanti dalla normativa comunitaria sugli aiuti di Stato alcuni settori definiti “sensibili” ed in particolare: il settore siderurgico, delle costruzioni e riparazioni navali, industria automobilistica e produzione di fibre sintetiche. Sono ammessi alle agevolazioni i programmi d’investimento


finalizzati a: a) avvio di attività imprenditoriali; b) acquisto di attività preesistenti (ad esclusione del caso in cui l’operazione avvenga tra coniugi o parenti entro il secondo grado) c) realizzazione di progetti aziendali innovativi d) acquisizione di servizi reali Sono ammissibili alle agevolazioni le spese, al netto dell’IVA e di altre imposte e tasse, relative a: impianti generali, macchinari e attrezzature, brevetti, software, opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% della spesa relativa ad “impianti generali”,“macchi-

nari e attrezzature”. Le spese di progettazione e direzione lavori non possono superare il 5% dell’importo per opere murarie, studi di fattibilità e piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, studi per la valutazione dell’impatto ambientale e quote iniziali dei contratti di franchising nel limite del 2% del costo dell’investimento complessivamente ammesso. I beni devono essere di nuova fabbricazione, ad eccezione di quelli rientranti in un programma di acquisto di attività preesistente. Per approfondimenti collegarsi al sito del Governo e cercare la Legge 215/92.

IL

GIUDIZIO DEL

F ORO

La diversa natura dell’accertamento del nesso di causalità tra illecito civile ed illecito penale I recenti orientamenti giurisprudenziali rendono opportuno, anche al fine di comprenderne significato e funzione, chiarire meglio la diversa natura dell’accertamento del nesso causale nell’illecito civile ed in quello penale. Definibile, in ambo i casi, quale relazione che lega tra loro un fatto e l’evento che da esso ne deriva, il nesso di causalità, rappresentando uno degli elementi imprescindibili all’accertamento di qualunque tipo di responsabilità, è elemento che - per struttura e c.d. “standards di certezza” -si differenzia nei due procedimenti, e lo fa con particolare riferimento al piano probatorio. Partendo dal presupposto che l’accertamento penale, fondato sul principio di non colpevolezza (oltre ogni ragionevole dubbio) dell’art. 27 Cost., svolge una funzione chiaramente differente rispetto alla ricerca di una riparazione e reintegrazione del danno ingiusto, scopo di quello civile, è preliminare interrogarsi sul perché di

una simile diversità nonostante le medesime radici normative fondate sulle lettere degli artt. 40 e 41 Cod. Pen.. Pur dovendo tralasciare, in questa sede, l’interessante disamina delle teorie desumibili dalle norme ora citate, è evidente che il diverso ruolo ricoperto dal nesso di causalità, che è mezzo per imputare

[...] nel processo civile vale oggi la regola del “più probabile che non” [...] mentre in quello penale, l’accertamento deve oltrepassare ogni ragionevole dubbio [...] al reo il fatto in quello penale, mentre è strumento di imputazione del solo danno ingiusto in quello civile, trovi ragioni nelle conseguenze dell’accertamento stesso. Mentre infatti con la pronuncia civile si soddisfa la richiesta di risarcimento del danneggiato, con quella penale il Giudice è chiamato a pronunciarsi su di un accertamento che

essendo di condanna porta con sé l’inflizione di una pena che in molti casi consiste nella privazione della libertà. Siamo pertanto di fronte a due piani eminentemente diversi che, com’è ovvio, necessitano quindi di diversi standards di certezza. Ne deriva che nel processo civile vale oggi la regola del “più probabile che non”, ove cioè la decisione è fondata sulla scelta dell’ipotesi che offra un grado di certezza di conferma logica superiore all’altra, mentre in quello penale, in cui l’accertamento deve oltrepassare ogni ragionevole dubbio, ha espressamente richiesto un’inversione di tendenza rispetto all’accertamento condotto su basi probabiliste che, per quanto necessariamente vicine alla certezza, pur garantendo il rispetto dei principi costituzionali non richiedeva il soddisfacimento di un onere probatorio così rigido e in alcuni casi davvero troppo stringente.

Riccardo Betti DOTTORE MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA


LO SPORT COME NON L’AVETE MAI VISTO . . . di Andrea Checcarelli

VIVA l’Italia . . .

Si dice che ci sentiamo veramente uniti sotto la stessa bandiera, solo quando gioca la Nazionale Italiana di calcio. A parte il classico piagnisteo italiano dopo la figuraccia sudafricana dell’Italia di Lippi, la peggiore Italia di sempre, (eccezion fatta per quella che addirittura fallì la qualificazione al Mondiale svedese del ’58), con la caccia al colpevole ed il falso, falsissimo rifiuto della Nazionale, apparentemente colmo di rancore, ma in realtà pieno di amore, il calcio è di certo uno dei momenti di aggregazione più importante nel nostro paese. Forse, però, non è così per tutti gli italiani che amano il calcio. Senza forse. Oltre alla FIFA, che tutti conosciamo, nel Mondo esiste un’altra Federazione Calcistica, che collabora con la FIFA, la NF-Board (in francece Nouvelle FédérationBoard; in inglese, New Federations Board; ufficiosamente anche Non-FIFA-Board) è un'organizzazione che raggruppa territori ed entità quasi-statali non completamente indipendenti, nonche' territori non indipendenti e non considerabili aspiranti tali, e non iscritte alla FIFA in quanto associazioni non appartenenti a stati sovrani. Tale associazione organizza la VIVA World Cup, mettendo in palio il Nelson Mandela Trophy, l’equivalente della Coppa del Mondo della Fifa. Nella FIFA l’Italia è la seconda potenza mondiale, dopo il Brasile, essendosi aggiudicata 4 volte la Coppa. Ma se nella FIFA siamo nel gotha, nella VIVA dominiamo. Dal 2003, anno di fondazione della NF Board, si sono disputate 4 edizioni della VIVA World Cup e per 3 occasioni a vincere è stata la Padania. La formazione del

Presidente Roberto Maroni e del team Manager Renzo Bossi, sembra non conoscere avversari tra i 32 affiliati della federazione. Fondatore e attuale Segretario Generale del NF-B è Luc Misson, avvocato dell'ex-calciatore belga Jean-Marc Bosman (famoso per avere vinto una causa che liberalizzò il mercato dei calciatori nella Comunità Europea, ponendo fine al tetto di stranieri che le federazioni nazionali di ogni stato imponevano ai loro clubs). Come dicevamo, sono 32 sono gli affiliati della NF Board, tra cui: Gozo, Occitania, Kurdistan, Lapponia, Isola di Pasqua, Cecenia, Zanzibar, Provenza, Vallonia, Rom e anche le italiche Cilento, Sardegna e Due Sicilie. E c’è stato proprio un derby, nell’ultima edizione della Coppa giocatasi a Gozo (Malta), a fine maggio di quest’anno, tra le Due Sicilie e la Padania, in semifinale. A vincere, è stata la Padania, 2-0, (che ha poi vinto anche la finale contro il Kurdistan), mandando in rete anche Maurizio Ganz, ex attaccante di Milan ed Inter. Cilento e Sardegna, sono due federazioni giovani, ma dietro Due Sicilie e Padania, ormai c’è un vero e proprio movimento culturale, che ha come intento ultimo quanto meno il federalismo, se non proprio il separatismo. La Padania, chiaramente, fa riferimento alla Lega Nord. Ad esempio, la fondazione lo scorso dicembre 2008 della Nazionale del regno delle Due Sicilie, ad opera del presidente Antonio Pagano, si è organizzata nell’ambito del convegno: “1860: Invenzione dell’Unità – 2008 Ufficializzazione della Nazionale di Calcio Due Sicilie”.

A LE MANS UNA BMW ARTISTICA

Si è disputata in giugno la 78esima edizione della 24 ore di Le Mans, la più importante corsa di durata dell’Automobilismo. A vincere è stata ancora una volta un’Audi, guidata da Timo Bernhard, Romain Dumas e Mike Rockenfeller. Pensate, nel primo decennio del XXI secolo, l’Audi ha trionfato 8 volte su 10, anche se ancora resta ben lontana dai 16 successi della Porche nella manifestazione, pur avendo raggiunto la Ferrari nell’almanacco, a quota 9. Ma in questo articolo ci soffermeremo su di una vettura che non ha certo brillato per competitività, ma che si è messa in luce sotto un altro aspetto, dato che non è la prima stagione che questa casa lo fa: parleremo del connubio tra gli artisti e la BMW. La BMW Art Car è una tradizione iniziata nel 1975 dal Alexander Calder e giunta alla 17esima riproposizione, in questo 2010, per mano dell’americano Jeff Koons. Koons è l’ultimo di una tradizione di grandi artisti che hanno prestato il loro genio per rivisitare le carene delle BMW, non ultimo Lichtestein, Stella e Wharhol. L’auto è stata presentata a “Le Centre Pompidou”, uno dei più importanti isituti culturali del Mondo per l’Arte Moderna e Contemporanea.


LO SPORT COME NON L’AVETE MAI VISTO . . . di Andrea Checcarelli

M a r a d o n a r i c o n q u i s ta l e F al kl an d Sono i quarti di finale di Messico 86. E’ il Mondiale che ha preparato con cura, con dedizione, allenandosi con uno spirito di sacrificio che raramente aveva utilizzato in precedenza e utilizzerà in futuro. E’ una partita che in patria aspettano da tempo: Argentina – Inghilterra. In Argentina è ancora fresca la ferita della guerra per il controllo delle isole Falkland, che a detta degli argentini, sono “occupate”, dagli inglesi. Mentre secondo gli inglesi, sono sotto la Corona della Regina Elisabetta in quanto conquistate legittimamente a fine ‘800. Il Regime militare argentino, nel 1982, a caccia di consenso, imbracciò la strada della guerra contro il Regno Unito, che mantenne il controllo dei territori agevolmente. Altresì, fu il regime militare argentino a cadere poco dopo la guerra. Nei sudamericani era viva la voglia di rivalsa sugli inglesi alla vigilia di questo match: lo sport è spesso una forma di evasione-rivincita sulla realtà, specie per le classi meno abbienti della popolazione. E quale miglior condottiero poteva trovarsi ad avere il popolo argentino, se non Diego Armando Maradona? Egli incarnava “l’argentinità”, era uomo simbolo, capitano, della sua squadra a 360° della Albiceleste. Senza di lui, l’Argentina non sarebbe stata la stessa. I suoi compagni, pendevano dalle sue giocate e trovavano nuove risorse dal momento che erano consci di avere al fianco uno dei migliori giocatori della storia del calcio. Forse il migliore. E nella gara contro l’Inghilterra, scrisse una delle pagine più importanti del calcio. Fu molto di più che un 2-1 (Maradona, Maradona, Lineker). Maradona mise in campo tutto se stesso, tutto il suo genio, tutta la sua sregolatezza. Tutta la sua scaltrezza e la sua insofferenza verso le regole e gli schemi, da vero artista qual era sul rettangolo verde. Secondo tempo. La partita stentava a sbloccarsi, quando una palla si impennò dentro l’area. Shilton, portiere degli inglesi, era in vantaggio sul “pibe de oro”. E poi la palla era alta, Maradona, con il suo metro e 65 scarso, ben poco sembrava poter fare. Ma la palla andò in rete. Solo dopo un paio di replay, ci si accorse che Diego la buttò dentro con la mano. “La mano de Dios” – la definì egli stesso a fine gara. Questa espressione idiomatica è una delle cose che resterà per sempre nella storia dello sport. Ed in essa c’era tutto il risentimento del popolo argentino, contro “i colonizzatori” inglesi. Come se Dio avesse deciso che gli inglesi

dovevano scontare l’onta fatta delle Falklans, con l’onta del gol di mano. Citando Dio, Maradona da profeta del calcio qual era, si pose quasi in posizione di intermediario tra la divinità, la giustizia divina, e la realtà. E a tutt’ora, Diego è venerato, in Argentina o a Napoli, come se fosse un Dio, tant’è la sua capacità di leadeship. E a vedere il secondo gol, viene anche agli scettici, un dubbio riguardo la natura del piccolo numero 10 argentino. Un giocatore normale non lo avrebbe nemmeno pensato un gol come quello che fece Diego. 11 tocchi fatati, dal centrocampo, alla porta inglese. 5 avversari saltati, come birilli. Il sigillo della sicurezza sul risultato. Un’altra onta per gli inglesi, profanati dal Pibe, stavolta stando dentro le regole, ma fuori dagli schemi. Argentina vittoriosa per manifesta superiorità del suo generale. Avrebbero potuto aver da ridire, dopo il gol di mano, sia gli inglesi, sia i critici. “Stavolta è tutto fatto con i piedi!”, commentò in diretta il celebre telecronista RAI Nando Martellini. L’Argentina vinse la partita, vinse poi anche i Mondiali, sempre presa per mano dal grande Diego. Quel Diego che ora vediamo sulla panchina della sua Nazionale Ambiceleste, quasi imbrigliato in quel vestito grigio a dare indicazioni ai suoi, che stanno facendo incetta di successi ai Mondiali sudafricani. Quel Diego che è l’unico vero personaggio del Mondiale sudafricano, l’unico che sia in grado di esprimersi in maniera “non politicamente corretta”, che stupisce sempre quando rilascia dichiarazioni. Quel Diego, che il 22 giugno 1986, contro l’Inghilterra, stupì e provocò il mondo, emozionò e incantò, che riconquistò le Falkland, anche se solo per 90’.


Oltre le canne c’è di più

APPUNTI DI VIAGGIO DA AMSTERDAM

Inizio Aprile, quattro amiche e un viaggio da affrontare: destinazione Amsterdam! Prima di partire, l’associazione della nostra meta a immagini del tipo “sesso, droga e tulipani” era la prima che mi veniva in mente e proprio per questo quello che ho scoperto girovagando lungo i canali di questa meravigliosa città mi ha tanto sorpreso, perché gli stereotipi di chi la vede soltanto come la città della perdizione non le rendono giustizia e ne dipingono un ritratto quanto meno limitato. Forse vi stupirete nel sapere che Amsterdam è la città con il più alto numero al mondo di musei per metro quadrato: da quello della marijuana al celeberrimo Museo Van Gogh, se ne contano in totale 51. Ci sono possibilità di divertimento davvero per tutti i gusti: potete scoprire i segreti di una delle bevande più famose del mondo nell’interattivo tour dell’Heineken experience oppure imparare tutto quello che c’è da sapere sui diamanti e sul loro taglio alla fabbrica Gassan, dove una simpatica guida peruviana vi farà provare anelli anche da 10.000 euro (esperienza da principessa per lei e occasione per fare colpo per lui!), potete vedere come Rembrandt preparava i

suoi colori partendo dai pigmenti naturali o come venivano stampate le acqueforti nella Casa Museo di Rembrandt, sentirvi delle star nella sala stampa dell’Amsterdam Arena, dove si arriva dopo un fantastico tour nello stadio oppure provare a capire che cosa significhi vivere per due anni in un appartamento senza vedere la luce del sole visitando la Casa di Anna Frank. Se un giro in battello lungo uno dei 165 canali è imperdibile, un’altra esperienza davvero olandese è il giro in bicicletta (ad Amsterdam ce ne sono circa 600.000!) attraverso i campi dei tulipani. Così, dopo un’abbondante colazione, magari con l’impareggiabile torta cocco e cioccolato della Croissanteriè, potreste arrivare in treno fino ad Haarlem, noleggiare delle biciclette e pedalare per una trentina di chilometri fino a Leiden, attraversando sterminati campi di tulipani in fiore (aprile-maggio), incrociando i caratteristici mulini a vento, facendo tappa obbligata nel meraviglioso e variopinto giardino di Keukenhof per poi arrivare, magari verso l’ora di pranzo, lungo la spiaggia a dune di Noordwijk aan Zee, scenario ideale per un bel pic-nic.


Un consiglio su tutti è quello di acquistare la card I Amsterdam che comprende l’accesso gratuito a tutti i musei, i trasporti, innumerevoli voucher-sconto e gadgets che potete ritirare in diversi punti della città. Puo’ sembrare un po’ costosa (48 euro per 48 ore) ma alla fine dei conti vi permetterà di risparmiare ed è senza dubbio il modo migliore per vivere al massimo la città e per scoprire anche quello che forse non avevate considerato. Alla fine vorrete allungare le giornate per conoscere tutto quello che questa meravigliosa città puo’ offrirvi, per perdervi nel suo dedalo di vicoli e canali, nella sua atmosfera così magica e nostalgica, per fotografare tutti i suoi scorci così pittoreschi o per fermarvi ad ascoltare una canzone a Leidseplein. Allora forse vi ricorderete che era proprio questa la città del distretto a luci rosse con le donne in vetrina e delle droghe legalizzate, ma per voi Amsterdam sarà anche molto altro!

Foto e testo di Maria Giulia Galli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA


I ‘trucchi’ delle donne Che alle donne piaccia piacere non è un mistero per nessuno. Così come non è una novità che le donne subiscano il sobillante fascino di un’ideale (per quanto variabile) di perfezione estetica: foss’anche inconsapevolmente, non esiste donna insensibile a tale richiamo. Ecco spiegato, in sintesi, il perché dell’ancestrale passione femminile per il maquillage; un’arte – perché di questo si tratta – che ha vissuto costantemente col pregiudizio di quanti vi hanno scorto, piuttosto, un emblema della vanità e della frivolezza femminile, un escamotage inventato per ingannare l’altro sesso e irretirlo con la frode dell’innaturalezza. Se ancora ci fosse bisogno di rispondere a queste ben poco lusinghiere insinuazioni, il mio consiglio è di non perdersi in troppi discorsi. Bastano i cento versi di un’operetta latina dal titolo “I cosmetici delle donne” (Medicamina faciei femineae), scritta sorprendentemente da un uomo – ancora una volta il nostro Ovidio – che evidentemente di donne ne capiva abbastanza. Quella di Ovidio si propone al lettore di tutti i tempi come un’apologia dell’estetica, una difesa serrata contro i falsi moralismi di chi vede nella cosmesi un’arte da cortigiane o un riflesso della debolezza femminile; in definitiva, la formulazione intelligente di una teoria della bellezza tutt’ora più che valida: “per l’eleganza le donne non meritano accuse” (v. 28), “anche piacere soltanto a se stessi è una gioia”(v. 31). Ed ecco il punto. Le donne amano la bellezza in quanto tale e amano, come prima cosa, piacere a se stesse. Farsi belle è, per le donne, un istinto naturale, non necessaria-

mente finalizzato alla seduzione. E quand’anche subentrasse un po’ di narcisismo e la volontà di suscitare l’ammirazione altrui, poco male. La stessa natura ci dimostra che si tratta di un’aspirazione del tutto legittima: anche il pavone, proverbialmente il più bello tra gli animali, dispiega infatti le sue penne variopinte e,quand’è osservato, inorgoglisce silenziosamente per la propria bellezza (vv. 33ss.). L’importante è, come sempre, non esagerare. L’arte è buona finchè tende alla naturalezza evitando l’artificio; l’arte è buona finchè si pone come corollario di una cura ben più importante: “per prima cosa, o donne, curate il vostro carattere: se l’indole è gradevole, piace anche l’aspetto” (vv. 43-44). È lo sp irito il vero sostegno dell a bel lezza.

Suggerimenti per “I Luoghi del Cuore”

Maria Nicole Iulietto D OTTORESSA IN F ILOLOGIA L ATINA di Antonella Tozzi

“Garibaldi l’ha unita, tu puoi salvarla”. Come abbiamo scritto nello scorso numero questo è lo slogan del FAI per il concorso de “I luoghi del cuore”, un concorso per riscoprire quei luoghi legati alla nostra identità culturale e valorizzarli. Questo mese ho deciso di suggerire un luogo conosciuto sicuramente per le sue emergenze nel panorama eno-gastronomico dell’Umbria, ma forse poco per la sua storia che ha origini addirittura protostoriche. Stiamo parlando di Colfiorito, frazione di Foligno a confine tra l’Appennino umbro e quello marchigiano. Qui tra gli altipiani, la nota palude, che ospita un ecosistema di eccezionale importanza, dimorano gli antichi resti del popolo umbro dei Plestini e quelli dell’antica città romana. Più precisamente, nella zona adiacente a dove oggi si può ammirare la chiesa di S. Maria di Plestia, di cui si ha notizia sin dal X sec., è stato ritrovato un complesso edilizio che testimonia la presenza di una città romana importante. La zona, in effetti, era un punto di snodo delle vie transappenniniche che collegavano le coste tirreniche a quelle adriatiche. I ritrovamenti consistono in una domus, con pavimentazione a mosaico e a pochi metri di distanza un grosso edificio pubblico, databili al I sec. a.C.. Si ipotizza che questo sito sia stato dimora di personaggi di un certo calibro viste le epigrafi rinvenute che attestano: octoviri, quattuorviri, questor, aedilis e un curator reipublicae Plestinorum. Ma perché tutto questo può essere appreso leggendo un vecchio cartello ingiallito sul ciglio della strada, mentre è quasi impossibile “toccare con mano” ciò che è stato rinvenuto, se non armati di buona volontà e grande fantasia, visto che la maggior parte del materiale è coperto da teli e il resto da una vegetazione gelosa di quello che si cela sotto le sue radici?


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POSTE RI L ' AR D UA S EN TE N ZA I PRIMI EFFETTI DEI TAGLI DELL’OTTIMA RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ ITALIANA (QUESTO

ARTICOLO È STATO SCRITTO SENZA COSCIENZA

PER SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DI

VITTORIO FELTRI.)

di Matteo Pascoletti Dottorando dell’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA


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ECO-VINTAGE SU DUE RUOTE

d i Marica Capos aldo

Per gli amanti delle pendenze e dei colori, dello stile e dei paesaggi, per i collezionisti, gli ambiziosi e gli sportivi. Non un semplice mezzo, ma un credo, una compagna di vita. Snella, agile e dinamica. Adatta sia per le passeggiate che per il triathlon estremo. Entra a pieno titolo tra le “avanguardie” della Milano del centro-Duomo e della periferia, e questa volta non solo per il popolo dei cicloamatori di Viale Monza, ma anche per impiegati e studenti, con un restyling all’altezza della capitale della moda. Lontana rimembranza del servizio postale dei Pony Express di San Francisco e New York, del trasporto delle missive su lunghe distanze: si utilizzava un mezzo robusto, semplice, che necessitava di poca manutenzione, con

poche parti da smontare o poter rubare. La bici a scatto fisso è tutto questo: telaio, ruote, movimento diretto tra pedali e ruota posteriore. Biciclette dal design essenziale e totalmente personalizzabile. Molti volti noti dello star-sistem americano, come William Pharrel, sono stati visti girare per New York con le loro “fixed bikes”. La tendenza d’oltreoceano si coniuga con la politica nazionale di incentivazione della circolazione su velocipedi, sul modello di paesi del nord Europa, come Olanda e Danimarca. La speranza è che oltre all’ indiscutibile bellezza, tali oggetti d’arte possano superare le barriere spaziali della moda per diventare quotidianità.

di Gabriele Principato Inaugurato da un concerto del M° Maurizio Mastrini, l’unico pianista al mondo che suona al contrario, è partita a Roma, lunedì 5 luglio, la IV edizione del Romafictionfest 2010. L’evento, che durerà sino a sabato 10, è tra i più importanti a livello internazionale per il mondo della fiction. In questi giorni, Roma , si trasformerà in una vetrina internazionale nell’ambito dell’audiovisivo, con grandi ospiti, eventi, anteprime nazionali e mondiali, ed un concorso per giovani talenti: “Crea la tua Fiction”. La kermesse, aperta a tutti e totalmente gratuita, è organizzata dalla Fondazione Rossellini, con la direzione artistica di Steve Della Casa. Madrina d’eccezione di questa edizione è Veronica Pivetti. Tra gli special guest internazionali Andy Garcia, Jim Caviezel, il protagonista di “The Prisoner”, miniserie presentata in anteprima nella sezione “eventi speciali”, Naveen Andrews, il Sayid Jarrah di “Lost”, Kevin McKidd, ossia il Dr. Hunt di “Grey’s Anatomy” e Jason Priestley, l’immortale Brandon di “Beverly Hills 90210”.

ROMA TRA RED CARPET E STAR PARTE IL

ROMAFICTIONFEST 2010

Tra le anteprime mondiali: “Blody of Proof”, nuovo medical drama con Dana Delany, già Katherine in “Desperate Housewives”, l’ultimo episodio della decima stagione di “CSI Las Vegas”, accompagnato in sala da Marg Helgenberger (aka Catherine Willows) che riceverà anche un premio, “Worried about the Boy”, sull’altalenante carriera di Boy George, “Stones in exile” e “Naked Lennon” ancora la “diatriba” tra Rolling Stones e Beatles. Dal fronte italiano, i titoli confermati spaziano dai temi sociali, alla musica, all’intrattenimento. “Le ragazze dello swing”, in cui la storia del Trio Lescano si intreccia con il tema delle leggi razziali, “Il sorteggio” con Beppe Fiorello e Giorgio Faletti che racconta la prima giuria popolare in Italia, nata nel corso del processo alle BR, ed “Il peccato e la vergogna”, amore e passione tra Gabriel Garko e Manuela Arcuri sullo sfondo di guerra e Fascismo. Per avere ulteriori informazioni ed accreditarvi, visitate il sito ufficiale del festival: http://www.romafictionfest.it .


LOroscopazzo    Ariete -

Le relazioni sentimentali si faranno sentire molto, soprattutto i coiti provenienti dalla casa del vostro vicino. Insonorizzare le pareti potrebbe non bastare, dato che il bastardo vicino vi telefonerà per farvi sentire i momenti clou! L'ultimo briciolo della vostra proverbiale felicità verrà dissolta di fronte al resoconto che il bastardo vi invierà via mail in formato PowerPoint! Amare può significare soffrire, ma soffrire non può significare amare… Non preoccupatevi, voi non soffrirete. Consiglio del mese:Regala delle mutande in fibra di mais, ogni peto è un mare di pop corn!!!

Toro -

La spia di riserva della vostra autostima è accesa. Vi ridurrete a vendere la vostra immagine come sponsor per un potente lassativo, aumentandone, solo con il vostro sorriso, la sua efficacia. Ma non è questo quello che volete! Voi desiderate la carriera, tanti soldi con il minimo sforzo, la fama ed il rispetto! Avrete la vostra opportunità quando il consiglio generale delle nazioni unite vi darà l’incarico di eliminare Hello Kitty dalla faccia della terra. Chi è allergico ai gatti è un fallito! Consiglio del mese: Prova a mangiare anatre vive, partendo dalle zampe.

Gemelli - Perderete mani e piedi in un bar dove serviranno il caffè in topless. Vi ritroverete a dover rubare in una notte 50 automobili di grande valore in quanto vostro fratello si è cacciato in grossi guai con il mafiosetto locale, ma vi schianterete con la vostra decappottabile. Il premier con un decreto legislativo, imporrà a tutti i nati a giugno di depi-

di Mago Nicola

larvi le ascelle a striscie trasversali, il vostro spirito rivoluzionario non accetterà tale iniziativa e la vostra depilazione sarà invece a striscie verticali. Consiglio del mese: un mutuo, accendi una banca.

Cancro - Condizione di benessere psicofisico e sociale di un individuo, che va oltre l’assenza di malattia. Il concetto di salute implica tanto il benessere fisico quanto quello psichico, considerati come espressione del buon funzionamento dell’organismo e di un soddisfacente inserimento del soggetto nell’ambiente socio-culturale in cui vive. Ogni volta che vi chiederanno “come stai?” pensateci due volte prima di rispondere “bene”! Consiglio del mese: Vai in chiesa vestito da muratore. Leone -

Nessuno potrà resistervi, ogni sera una cenetta romantica seguita da una notte infuocata, e sempre con partner diversi e bellissimi, anche più di due alla volta! Proverete delle fortissime emozioni e non ci sarà mai nessuno che vi romperà “i cabbasisi”. Ad ogni vostro alzabandiera, la banda dell’esercito intonerà l’inno nazionale, in una parata dove non si sprecheranno petali di rose lanciati dalla folla in ovazione. Anche la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori vi renderà omaggio! Consiglio del mese: Se nessuno ti ha visto, non sei stato tu.

Vergine - Verranno presto a trovarvi tre spiriti: uno che incarna le estati passate, un altro quella presente, l’ultimo l'estate futura.

Anche l’acqua ha i suoi segreti... In questo numero approfitto per ricordarvi una cosa molto importante: ovvero il fatto che bisogna bere

molta acqua, ancor di più se siamo nel periodo estivo.

Ok, tutti lo ripetono ogni anno, il sottoscritto però è abi-

tuato ad andare sempre un pochino oltre alla semplice

raccomandazione e cercare di capire il perché si consigli una determinata cosa. E spero che i lettori di OltreRiga abbiano la mia stessa impostazione! Innanzitutto

partiamo da un’affermazione risaputa: il nostro corpo è

costituito per il 90 % da acqua, viene da sé che quindi è

un elemento fondamentale. Innanzitutto l’acqua entra

F o t o d i G iulia T o z z i

in quasi tutti i cicli anabolici e catabolici del nostro organismo che, per trasformare grassi, carboidrati e pro-

teine in energia e fibre muscolari, ha bisogno di molte


Il primo spirito vi farà notare quanto eravate belli, felici e spensierati da piccoli, con il vostro bel nasino patatino. Il fantasma del presente verrà a farvi notare che avete il moccolo al naso. Il fantasma del futuro verrà a picchiarvi qualora non ve lo foste ancor pulito, nel caso contrario vi farà notare che avete proprio bisogno di una bella vacanza. Consiglio del mese: Il presente è passato, il futuro non esiste.

Bilancia - Salsiccia e patate sarà un piatto che

non farà spesso parte della vostra dieta. Il vostro istinto vi porterà comunque a scegliere gli ingredienti migliori per imbandire la tavola in quei pochi giorni di festa che trascorrerete durante tutto luglio. Salsicce spellate calabresi per lei e le migliori patate novelle sbucciate del nord europa per lui. Le coppie avranno comunque molto affiatamento nonostante il poco sesso, giocherete tutte le notti a Morra Cinese Reale, lanciandovi addosso sassi, forbici e rotoli di carta igienica sporchi. Consiglio del mese: Se nasci tonno, è meglio morire sott'acqua che sott'olio.

Scorpione -

L’Alitalia vi prenderà in considerazione per offrirvi un posto come pulitore di pneumatici da pantegane schiacciate, cicche e assorbenti di assistenti di volo; oppure un posto come passeggero nei crash-test per verificare i danni subiti dai passeggeri nei possibili incidenti, altrimenti, in base alle vostre spiccate doti sessuali, verreste assunti come assistenti di volo personali del pilota. Così anche voi potrete cantare: “Su di noi nemmeno una nuvola, su di noi l’amore è una favola, su di noi se tu vuoi volare…” Consiglio del mese: La fellatio salva le relazioni

Sagittario - Finalmente arriverà per posta,

direttamente da Gerusalemme vecchia, il kalashnikov che avevate ordinato mesi fa. Ora potrete risolvere tutti i vostri problemi con i vicini, per far valere, finalmente, le vostre ragioni. L'alternativa è

molecole di idrogeno di cui peraltro l’acqua è principalmente costituita. Se non ci sono queste molecole, ovvia-

mente, il processo non può avvenire. Inoltre l’acqua

assicura il perfetto funzionamento delle attività cellulari

che, appunto, utilizzano questo elemento come vettore

quella di offrire un bel caffè ricco di tavor all' "adorato", per poi riempirlo di mazzate nell'arco di tutta la durata del suo profondissimo sonno, e al suo risveglio sostenere di avergli salvato la vita dopo che un drago alato lo aveva morso da dietro e scaraventato fuori dalla finestra. Consiglio del mese: La fortuna aiuta chi le pare.

Capricorno -SeVerrete morsi durante un’escursione in acquascooter dall’irukandji, una medusa grande come l’unghia di un dito della statua della libertà, ma letale. Sopravviverete comunque all’incidente di percorso, perdendo solamente il braccio destro, che ritroverete mesi dopo conservato sott’aceto su ebay. Consiglio del mese: Se sei troppo avanti, rischi di rimanere indietro.

Acquario - Qualche lieve crampo agli alluci durante le vostre performance sessuali. Un brufolo sottopelle (non vostro) potrebbe convincervi una volta per tutte di smettere di ubriacarvi al venerdì sera. I maschietti saranno affetti dalla sindrome della bellezza di Brad Pitt e dalla sindrome di prestazione di Rocco Siffredi. Le femminucce vedranno crescere il proprio seno con la sola forza del pensiero! Consiglio del mese: Ogni tanto prendetevi il lusso di dire qualcosa di intelligente.

Pesci - Tutto questo amore, in materia economica, è sinonimo di ricca fonte di materia prima. Solleverete il mondo, e non solo, dalla profonda crisi che sta attraversando, portando finalmente la disponibilità dell’offerta, a livelli tali da soddisfare la domanda collettiva presente. Insomma, siete pieni d’amore! Ne avete tanto da vendere! Volete diventare ricchi? Fate due più due… Si consiglia l’utilizzo di un giubbino catarifrangente nelle ore notturne. Consiglio del mese: Chi russa si addormenta sempre per primo... Tu sveglialo! l’estate il fabbisogno di acqua aumenta per tutti perché,

tramite la sudorazione intensa, si perdono più liquidi. La sudorazione è lo strumento che ha il nostro corpo per

mantenere sempre costante la temperatura interna otti-

male, per il funzionamento fisiologico stesso. Si capisce

per gli scambi intra e intercellulari. Ancor più, l’acqua ha

banalmente che facendo più caldo, aumenta più facil-

che non servono al nostro corpo e che abbiamo bisogno

dorazione. Quindi l’invito è sempre quello: bevete

un effetto depurante, ovvero lega tutte quelle particelle

di espletare. Da tutto questo, ne consegue quindi che l’ac-

qua è estremamente importante per noi. In generale si

afferma che la quantità ottimale di acqua, per un individuo di media corporatura debba aggirarsi intorno al litro

e mezzo – due litri (OMS, 2000.), ma questo è un dato in-

dicativo, che cambia drasticamente a seconda della stazza, delle attività quotidiane, del periodo dell’anno, del

tipo di alimentazione e dell’età. In generale comunque

mente la propria temperatura e conseguentemente la su(ovviamente acqua liscia od oligominerale) di più, perché

comunque il consumo intensivo di acqua in generale è l’unico “eccesso” che non ha effetti collaterali.

Francesco Diotallevi D OTTORE IN A GRARIA


I COLORI DELLA “FIORITA”

Testo e foto di Maria Giulia Galli UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Un posto in cui l’uomo è un ospite ed è Madre Natura a dettare i tempi, un luogo in cui ti sorprendi quando il rumore rompe un silenzio che non sei più abituato ad ascoltare e in cui non finisci di stupirti per il meraviglioso caleidoscopio di colori che i prati sanno regalarti. Tutto questo e molto altro è Castelluccio di Norcia con la sua celebre “Fioritura”. Abbracciati dai monti che circondano le distese di Pian Grande e Pian Perduto, sovrastati da un cielo in cui le nuvole appaiono, corrono e scompaiono all’improvviso, dall’inizio di Giugno ai primi di Luglio la primavera si risveglia anche qui, a 1300 metri di altezza, e porta con sé la sua variopinta tavolozza di colori. Dal giallo della colza al rosso dei papaveri, dal viola-azzurro delle genzianelle al bianco delle margherite, camminando lungo i sentieri si incontrano anche narcisi, violette, ranuncoli, asfodeli, trifogli e acetoselle. Non c’è una data precisa per la “Fioritura”, ogni stagione ha i suoi ritmi e la Natura dipinge la sua tela a poco a poco, ogni giorno aggiungendo una nuova pennellata a uno scenario che cambia costantemente sotto i vostri occhi. Sul sito http://www.castellucciodinorcia.it/italiano/fioritura.ht m ci sono degli aggiornamenti costanti e se proprio dovesse succedervi, come è capitato a me, di arrivare troppo presto, troverete sicuramente il modo per trascorrere una splendida giornata: potete prendere qualche lezione di volo alla scuola Prodelta (deltaplano, parapendio e paramotore) oppure concedervi una selvaggia passeggiata a cavallo con i destrieri dei Sibillini’s Ranch, potete organizzare un pic-nic fra amici, passeggiare o pedalare immersi nel verde o ancora dedicarvi al relax più assoluto, col frinire dei grilli in sottofondo. "In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso" diceva Aristotele e, guardando la piana dall’alto, non si può che dargli ragione.


I want to belive

M a t t eo C o s t a n z i A l u n n o C e r bolini DOTTORE IN FISICA

TH

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D EN

?

Ormai siamo agli sgoccioli; com’è noto a molti, l’umanità, ha i giorni contati. Difatti i calendari Maya parlano chiaro, il 21 ( o forse il 23 secondo altri) Dicembre 2012 finirà un era, e questo giorno sarà segnato da una serie di eventi cataclismatici di violenza inaudita. Varie sono le ipotesi, tutte ugualmente valide, su quale sarà la causa della fine della nostra specie: inversione della rotazione terrestre, inversione dei poli magnetici, allineamento dei pianeti, collisione con un nuovo decimo pianeta del sistema solare. Grazie alle nostre conoscenze attuali possiamo fare una stima di quale sarà l’evento più probabile. Partiamo con la prima tesi. Come sappiamo ad ogni azione corrisponde una reazione, ovvero la variazione di stato di moto di un corpo avviene in seguito all’applicazione di una forza su di esso. Ora, la Terra è un corpo di massa pari a 5,9742 × 10^24 kg, che ruota sul suo asse a 465,11 m/s e sviluppa un momento inerziale di 8 x 10^37 kg-m^2, quale forza potrebbe agire su di essa per fermarla, e poi rimetterla in moto in senso opposto? La risposta è ovviamente nessuna, a parte un intervento divino, e quindi possiamo rigettare questa tesi. Passiamo alla seconda ipotesi: inversione dei poli magnetici. Tramite lo studio di rocce fossili è possibile risalire alla magnetizzazione della Terra durante le diverse ere geologiche; si ricava da questi che l’inversione magnetica è stato un fenomeno abbastanza frequente nella vita del nostro pianeta ( che ha circa 4,5 miliardi di anni), con una frequenza da qualche centinai di migliaia di anni, a quasi un milione. Visto che questo non è un evento così raro, in che modo potrebbe mettere a repentaglio l’umanità? E in secondo luogo, dato che l’inversione dei poli non è ciclica, come è possibile prevedere tale evento? Infine è utile notare il fatto che sebbene queste inversioni si verifichino non sono istantanee, ma si attuano molto lentamente, ed il campo magnetico, che ci protegge dalle tempeste solari comunque persiste anche se orientato in modo differente. Quindi anche questa ipotesi non è plausibile. Ragioniamo quindi sugli effetti di un allineamento della Terra con altri pianeti. Per prima cosa bisogna puntualizzare che per allineamento si intende più precisamente che i 5 pianeti visibili ad occhio nudo si trovano tutti entro una certa porzione di cielo; infatti, anche se possibile teoricamente, un perfetto allineamento è praticamente impossibile. Ma anche se tutti i pianeti fossero esattamente in linea con la Terra ed alla minima distanza possibile da essa, la somma delle forze mareali sarebbe equivalente a 1/6460 della media di quella solare. Di conseguenza, l'influenza sulla Terra sarà completamente trascurabile, e sicuramente non porterà a fenomeni tellurici, o maree catastrofiche. Analizziamo ora la possibilità di un impatto con un meteorite. Ormai è ben noto che intorno al nostro sistema solare orbitano un numero enorme di corpi rocciosi di varie dimensioni, e con orbite a volte imprevedibili. Tuttavia al giorno d’oggi sono migliaia gli occhi rivolti al cielo ogni notte, ed un eventuale pianeta ( chiamato Nibiru dai sostenitori della teoria) in rotta di collisione con la Terra sarebbe stato individuato anche da astrofili non esperti ormai già da tempo; inoltre non bisogna dimenticare che è attivo, ormai da anni, un programma della NASA atto a scovare eventuali asteroidi con un orbita che si avvicina a quella terrestre, in grado di individuare anche corpi rocciosi molto più piccoli che il fantatomatico Nibiru. Detto ciò, a chi vuol continuare a credere che la nostra fine è ormai vicina, non resta che prepararsi al peggio! OltreRiga - Mensile - Reg. Trib. di Perugia del 26/03/2010, n° 20/2010. DIRETTORE RESPONSABILE

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Andrea Checcarelli CAPOREDATTORE

Gabriele Principato IN REDAZIONE

Massimiliano Crusi, Antonella Tozzi, Chiara Paoletti. IN QUESTO NUMERO

Andrea Montaldini, Lucia Rossi, Giulia Tozzi, Carmine Pacelli, Luca Briziarelli, Matteo Costanzi Alunno Cerbolini, Daniele Chiappini, Nicola Farinelli, Elisa Cirilli, Simone Casiero, Viola Di Nicola, Maria Giulia Galli, Ilaria Latini, Riccardo Betti, Maria Nicole Iulietto, Matteo Pascoletti, Cristina Sensi, Cristiano Croci, Stefania Guidi, Lucio Briziarelli, Marica Caposaldo, Francesco Diotallevi, Roberta Filippini, Giacomo Billi, Simone Frascarelli. Per info o pubblicità: info@oltreriga.it - Per inviare contributi o quesiti: redazione@oltreriga.it


BETTONA

UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Di Andrea Checcarelli

GIORNALISTA PUBBLICISTA ISCRITTO

ALL'ALBO PROFESSIONALE DI PERUGIA

BETTONA – Anche Bettona è entrata a far parte del prestigioso brand de “I Borghi più belli d’Italia” e la cerimonia di Consegna dell’attestato e della Bandiera di appartenenza al club, avvenuta per mano del presidente dell’associazione, Fiorello Primi, si è svolta nel Palazzo Municipale, il 12 giugno scorso. Con immenso orgoglio il sindaco Lamberto Marcantonini ha ricevuto “i galloni” di appartenenza al club. “I Borghi più belli d’Italia” è un’iniziativa sorta dall'esigenza di valorizzare il grande patrimonio di Storia, Arte, Cultura, Ambiente e Tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti. Essa è diventata un’associazione molto rinomata, anche a livello internazionale e fa da punto di riferimento per il Turismo. Essere tra i 21 borghi umbri (l’Umbria è la regione che annovera il più ampio numero di paesi affiliati all’as-

sociazione), sarà di certo importante per l’immagine della cittadina di San Crispolto, anche in virtù della ristrettezza dei parametri attraversi i quali Primi ed i suoi collaboratori selezionano i paesi da inserire nel loro club. A presenziare alla cerimonia di consegna anche l’Assessore Provinciale Guasticchi e il Senatore della Repubblica Asciutti, che hanno tra l’altro dato vita, insieme a Primi e a Marcantonini, ad un vivace scambio di idee riguardante la valorizzazione delle sconfinate risorse artistiche del nostro territorio. Guasticchi e Primi hanno anche ventilato una collaborazione per appoggiare al meglio la candidatura di Perugia come Capitale Europea della cultura nel 2019, così come è stato fatto da parte dell’associazione di Primi per quanto Riguarda l’Expo in programma a Milano nel 2015.

Foto di Simone Frascarelli. Nell’immagine in alto il Sindaco di Bettona Lamberto Marcantonini con a destra il Presidente dell’Associazione Borghi più belli d’Italia Fiorello Primi. In quella in basso il Sindaco di Bettona con il Senatore Franco Asciutti.



oltreriga n.3 - luglio 2010