Page 1

OltreRiga - mensile - Ed. Ermes - P.le Giotto 5, 06120 - Perugia - Reg. Trib. di Perugia del 26/03/2010 - n° 20/2010 Anno 2 - n° 9 - Gennaio 2011.

9

I n qu e s t o numero

Eco-quartieri: Friburgo Oltre il sipa r i o Natale e dintorni nell’antica Roma Al Macro arrivano le farfalle Le mode del 2011 Cos’é il redditometro?

Dalì, un genio Tron, il futuro è oggi La Repubblica degli stagisti A l l a c o r te d e l Re Il Pecorino Il Museo ebraico di Berlino


Som mar i o 6

O LTRE

IL

S IPARIO : I L

È UNA BRUTTA STORIA , MA

C ELESTINI 7

SA RACCONTARLA

O LTRE IL S IPARIO : A T U P E R CON ASCANIO CELESTINI “E L I O G E R M A N O

8 9 10 11 12 16

18 19 20 21 22 24 25

È

TU

T H O M PA I N ”

N ATA L E E D I N TO R N I N E L L’A N T I C A R O M A

26 29

DEBUTTA A NORCIA ‘PROCESSI INVERSI’ IL MUSEO

EBRAICO DI

BERLINO

A L M ACRO

ARRIVANO LE FARFALLE

30

LA

SITUAZIONE DOPO LA FIDUCIA

C OS ’ È IL REDDITOMETRO ? C HI TROPPO VUOLE NULLA IL PECORINO

STRINGE

31 32

CHI BEN COMINCIA... IL 2011 - L’ANNO DEGLI AMANTI DEI

33

U N ‘ANTRO

34

FUMETTI UN ASINO CHE VOLA

PUNTO DI VISTA

LE CRISI FINANZIARIE NELLA STORIA

E CO - QUARTIERI : F RIBURGO N OSTALGIA

ANNI

TAKE T HAT

L A R EPUBBLICA 17

RAZZISMO

T RON ,

90:

BENTORNATI

DEGLI STAGISTI

IL FUTURO È OGGI

UN NUOVO MILANO

A

S A L OT TO C I T TA D I N O

DALÌ’, UN GENIO CHE CONTINUA A

SORPRENDERE

CHRISTKINDLMARKT DI VIENNA F IRENZE

PER TUTTI I GUSTI

MUSEO DEL

A LLA

N OVECENTO

CORTE DEL

RE

S OMMERSI DAI CAPOLAVORI L E MODE DEL 2011

In copertina Scorcio di Milano. Di Maria Giulia Galli.


L’Editoriale

OltreRiga - Mensile - Reg. Trib. di Perugia del 26/03/2010, n° 20/2010. DIRETTORE RESPONSABILE

WWW.OLTRERIGA.IT

- redazione@oltreriga.it

Andrea Checcarelli CAPOREDATTORE

Gabriele Principato IN REDAZIONE

Massimiliano Crusi, Lucio Briziarelli, Luca Briziarelli, Antonella Tozzi, Chiara Paoletti, Viola Di Nicola. IN QUESTO NUMERO

Maria Giulia Galli, Andrea Montaldini, Lucia Rossi, Giulia Tozzi, Carmine Pacelli, Daniele Chiappini, Elisa Cirilli, Maria Nicole Iulietto, Francesco Diotallevi, Roberta Filippini, Jacopo Nicolini, Lucia Ercolanetti, Marica Caposaldo, Gabriele Galatioto, Cristiano Croci, Giovanni Ungaro, Stefania Guidi. Per info o pubblicità: info@oltreriga.it - Per inviare contributi o quesiti: redazione@oltreriga.it


Oltre il sipario

Testi e foto di Maria Giu lia Galli

PER IL NOSTRO ORMAI CONSUETO APPUNTAMENTO CON OLTRE IL SIPARIO, QUESTO MESE ABBIAMO VISTO PER VOI DUE SPETTACOLI: “IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA”, DI E CON ASCANIO CELESTINI, IN SCENA AL TEATRO MORLACCHI DAL 17 AL 19 DICEMBRE, E “THOM PAIN, BASATO SUL NIENTE” DI WILL ENO, CON E PER LA REGIA DI ELIO GERMANO, IN SCENA AL TEATRO CUCINELLI L’8 E IL 9 GENNAIO. SONO DUE SPETTACOLI INTENSI, COSTRUITI SULLE ECCEZIONALI CAPACITÀ DEI DUE INTERPRETI, ABILI NEL RACCONTARE STORIE CHE NON È FACILE NEMMENO ASCOLTARE.

“Il r az zis m o è u n a br u t t a sto r ia , ma Celes t i ni s a r a c c o n t a r l a ” A s c a n i o Ce l e s t i n i s i c o n f e r m a a n c o r a u n a volta attore straordinario e dalle indis c u s s e c apa c i tà o r a t o r i e, che sa ten er e in c o l l a t i g l i s pe t t a t o r i a l l e sedie con il r itmo se r r a t o d e i s u o i r a c c o n ti e l’anali si lucida di una realtà che non è mai stata così

r eale. In questo spettacolo voluto dall’Arci, Ce le st i ni ha messo insieme sto r ie vecchie e nuove di razzismo, violenza, politica e immigrazione in una trama che diventa riflesso dei nostri giorni. L’andamento in calz ant e e la r ipet itività ossessiva, avvi luppano lo spettator e in un tur bine di storie, di episodi che all’inizio sembrano s ur r ea li per poi diventar e incr edibilmente veri. Spesso si ride, ma è una risata amara , pu ngente, perché nasce dalla con sapevolezza di essere par te di questo mondo di stereotipi e pregiudizi, proprio quando ce ne cr edevamo distanti. Celestini cita episo di che tutti conoscia mo, r ipor ta pe n si er i che tutti abbiamo avuto e in que sto far sent ir e lo spettat or e protagon ista, r ie sce a metter lo in cr isi o, q uanto meno, a i n si nuar e il dubbio che, in fo ndo, ogn uno di no i è raz zis ta. L e musiche dal vivo ese g u i t e d a M a t t e o D ’A g o s t i n o e l a s c e n a completa mente spoglia, eccezion fatta per un grande paio d’occhial i indossati sul finale, concentrano ancora di più l’attenzione sui racconti che prendono vita sul palco grazie alle parole e ai vir tuosismi li n gu is tic i di un gran de affabulator e. “ B e l l a l a r e a l t à . Pe c c a t o c h e e s i s t a d a v ver o” è l’ultima tagliente battuta, con cui si chiude uno spettacolo che, se non può fornirci delle risposte, riesce almeno a farci por r e delle domande.


Incontra i protagoni sti A TU PER TU CON ASCANIO CELESTINI

NELL’AMBITO DELL’INIZIATIVA PROMOSSA DAL TEATRO MORLACCHI IN CUI GLI ATTORI INCONTRANO IN PUBBLICO, QUESTO MESE ABBIAMO CONOSCIUTO MEGLIO ASCANIO CELESTINI.

Quando gli viene chiesto come mai questo spettacolo, rispetto ad altri precedenti, è nato più in fretta, senza il lungo lavoro preparatorio abituale, Celestini risponde che l’urgenza per cui nasce questo spettacolo, più che quella di affrontare il tema del razzismo, è quella di enfatizzare l’importanza del linguaggio, che è violento e diretto. Attraverso sofisticate operazioni linguistiche, i termini vengono avvicinati tra loro come il fiammifero e la benzina: è il pregiudizio ad accendere il fuoco. E’ il linguaggio usato dai politici, dai giornalisti. Un linguaggio pericoloso perché produce violenza, invece di limitarsi a mostrare il meccanismo violento, come fanno, o almeno dovrebbero fare, il cinema e il teatro. Questi racconti mi interessano perché se subiamo questa trasformazione linguistica, se cambiamo il nome alle cose, allora tutto è possibile.

Nello spettacolo torna spesso la frase “Io non sono razzista, MA…”. Che cosa significa?

In realtà non siamo razzisti, ma classisti. Quello che ci infastidisce non è il colore della pelle, ma il fatto che i “diversi” appartengano alle classi subalterne. E’ un conflitto di classe. L’odio passa attraverso la condizione sociale. Pensi che si possa “guarire” o che questo male possa solo trasmettersi?

“Credo che “guarire” sia improprio, perché non è una malattia, ma una condizione che tutti vivono in quanto appartenenti ad una “fascia”, ad una “classe” che in quanto tale ne avrà alcune inferiori e altre superiori. Le relazioni tra fasce sono per forza conflittuali, l’importante è che non diventino violente. Bisogna esserne consapevoli e cercare di produrre relazioni. La cultura è relazione. Senza relazione non esiste nemmeno la nostra vita. Anche imparare le “parolacce” in un’altra lingua è un tentativo di entrare in relazione, ma non si tratta di ricchezza, è semplicemente la nostra vita.”

“Elio G e r m an o è T h o m Pa i n ”

UN’INCREDIBILE

PERFORMANCE CHE RAPISCE IL PUBBLICO

E’ un Thom Pain delirante, coinvolgente, disorientato, inquieto e incredibilmente affascinante quello interpretato da Elio Germano al Teatro Cucinelli. Sale sul palco a luci spente, provando inutilmente ad accendersi una sigaretta, si siede e, ancora a luci spente, inizia a leggere da un dizionario definizioni che non tornano. Poi la luce e l’inizio della storia. E’ un Thom narratore che intreccia storie realisticamente improbabili. Parla di un bambino e del suo cane morto, di una donna che l’ha lasciato perché non sapeva più dove cercarlo. Nel suo frenetico andare avanti e indietro, coi suoi ripetitivi tic cerca un contatto col pubblico, al quale fa spesso domande; si avvicina, scende in platea per poi scappare e fuggire da questa vicinanza. Thom soffre sul palco nella tragica ricerca di una spiegazione a questa vita, perde presto l’interesse per le storie che racconta, i suoi dubbi trovano spesso risposta in un “chi se ne frega” piuttosto che in un “boh”, le sue emozioni si susseguono in maniera disordinata, come disordinati sono i ricordi che riaffiorano, uno dietro l’altro, incalzanti, dalla sua memoria. Thom prova a ricostruire un filo e con i suoi


funambolici giochi di parole quasi ipnotiz z a l o s pe t t a t o r e, c h e non si perde n emm e n o q u a n do i l pr o t a g o nis ta si inter rompe pr o po n e n d o g i o c h i d i pr e stigio immagina r i o b a r z e l l e t t e c h e n o n r icorda, per po i r i prender e il racconto da un punto a cui non era ancora nemmeno arrivato. “Che cosa faresti se ti dicessero che ti resta un g i o r n o ? E c o s a s e t i d i ce ssero che hai an co r a 4 0 an n i d a v a n t i ? ” domanda r iv olto a uno spettatore. Ed è sconcer tante capire che forse riusciremmo a fare più cose in quell’unico gior no che in 40 anni. Elio Germano è bravissimo nel dare vita a questo co n f l i t t o , n e l f a r s e m b r ar e il s uo mo nolog o u n fl u s s o d i c o s c i e n z a e non un copione da r e c i t a r e : E l i o G e r m a n o è T h o m Pa i n . Co n la s u a pa u r a , c o n l e s u e fer ite aper te, con il suo dolore, ma soprattutto con il suo a mo r e pe r u n a v i t a c h e non r iesce a spie g a r e . E c o s ì i m pr o v v i s a me nte come all’ini zio, si spengono le luci e Thom ci lascia, a n c o r a u n a v o l t a , c o n una do manda: “no n è m e r a v i g l i o s o e s s e r e v i vi?”

Testo e f o t o d i M a r i a G i u l ia G a ll i UNIVESRITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

Deb u t ta a N o r c i a ‘PRO C E S S I I N V E R S I ’ L’8 gennaio, presso il Teatro Civico di Norcia ha debuttato lo spettacolo teatrale "Processi Inversi", ispirato alle poesie del giovane poeta anticonformista Diego Maria Porena. A leggere i versi e calare gli spettatori un un’atmosfera magica ci hanno pensato due artisti d’eccezione, Massimiliano Varrese, attore teatrale e cinematografico, e Maurizio Mastrini, compositore e pianista, uno dei più importanti interpreti italiani della nuova musica classica. Lo spettacolo ha stregato il pubblico creando un’atmosfera surreale, completata dal giovane poeta umbro, un mimo ed una ballerina. ‘Processi Inversi’ ha insomma preso vita sulla scena, dal libro al teatro, e siamo certi che il successo di questo debutto si ripeterà in molti altri teatri.


Natale e dintorni nell’antica roma

Foto di Maria Giulia Galli Le feste sono finite e, con un po’ di rammarico, si torna alla vita di sempre facendo un bilancio di quello che di bello ci ha portato il Natale. Non mancherà, forse, anche qualche piccolo ‘neo’: qualche chiletto in piú o qualche regalo che vi abbia magari fatto segretamente inorridire. Se il bon ton ci impone giustamente di mantenere un decoroso contegno di fronte ad un dono (per noi) di cattivo gusto, potrà far sorridere il fatto che i nostri avi romani avessero – in questi casi – molti meno peli sulla lingua di noi. Catullo, nel suo carme 14, si lamenta senza troppi problemi del regalo – che sospetta (maliziosamente) esser stato ‘riciclato’ – rifilatogli dall’amico Calvo in occasione dei Saturnali. Gli antichi romani, in occasione di queste feste che si tenevano nella seconda metà del mese di dicembre in onore del dio Saturno, usavano infatti scambiarsi dei regali. A quanto ci dice Marziale, i clienti erano soliti, in quest’occasione, pagare i loro avvocati (talvolta anche in natura!): un po’ come si usa fare ancora oggi con i ‘cesti’ natalizi, i romani erano soliti ringraziare i loro benefattori regalando vino, formaggi, salumi, dolci, oggetti da arredamento e via dicendo. Il tanto deplorato consumismo natalizio dei nostri tempi affonda quindi le sue origini proprio in questa antichissima festa pagana. Le cosiddette ‘strenne’ dei nostri mercatini natalizi altro non sono – infatti – che

discendenti delle strenae (‘regali di buon augurio’) che si scambiavano gli antichi in un periodo collegato al rinnovamento annuale: secondo Varrone l’usanza di offrire questi doni augurali in occasione dei Saturnali risaliva all’epoca della fondazione di Roma quando Tito Tazio colse un rametto di una pianta propizia (arbor felix) nel bosco della dea Strenia come buon auspicio per il nuovo anno. Anche la tradizione di addobbare gli alberi di Natale deriva, in parte, dalla pratica di appendere sugli alberi di pino – durante i Saturnali – piccole bambole di ceramica chiamate “Sigillaria”. Dopo le feste dei Saturnalia, il 25 dicembre i romani festeggiavano poi il dies natalis Solis invicti, importantissima festa dedicata al dio Sole. Il culto pagano del dio Sole era talmente vitale e diffuso nella popolazione – anche in epoca tarda – che, non a caso, i cristiani scelsero proprio la data del 25 dicembre per soppiantare la festa del Sole con quella della nascita di Cristo. Da questa sovrapposizione, fisica e ideologica, nasceva nel IV secolo d. C. il nostro Natale cristiano.

Maria Nicole Iulietto D OTTORESSA IN F ILOLOGIA L ATINA


Il M u se o e b r a ic o di Berlino

Il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle Forze Alleate, si celebra a livello internazionale il Giorno della Memoria, in commemorazione dello sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Uno dei luoghi più adatti per ripercorrere la storia recente (e non solo) del popolo ebraico è certamente il Museo Ebraico di Berlino, interessante sia per il suo significato storico-sociale, sia per l’intrinseca valenza dell’edificio ideato dal noto architetto Daniel Libeskind. Il progettista, figlio di due deportati ebrei sopravissuti ai campi di sterminio nazisti, ha impresso nella struttura caratteristiche che la rendono un vero e proprio monumento, superando la funzione di “contenitore” di oggetti, a tal punto da essere stata visitata, nei primi due anni di apertura, da 350.000 persone seppure ancora priva dell’allestimento interno. E dal 2001 i numerosi documenti e reperti presenti nel museo raccontano, in oltre 3.000 metri quadri di spazio, due millenni di cultura ebraica in Germania. La struttura crea immediatamente un forte impatto nel visitatore, grazie all’aspetto esterno in assoluto contrasto con il tessuto urbano circostante: l’edificio somiglia ad un’enorme saetta contorta, con pareti ricoperte di lamine di zinco e solcate da finestrature oblique e sottili che ricordano profonde cica-

trici. L’ingresso allo Jüdisches Museum avviene varcando un caratteristico portale che immette nelle sale interne, e prima di raggiungere le zone di esposizione vere e proprie l’edificio propone un tragitto che ripercorre i vari sentieri della storia ebraica. E’ così possibile entrare e smarrirsi nel vuoto e nel silenzio della Torre dell'Olocausto, una struttura spoglia, alta più di 20 metri, non climatizzata ed in cui la luce penetra solo da una stretta feritoia collocata in alto. Oppure si può raggiungere all’esterno il Giardino dell'Esilio, in cui si stagliano quarantanove colonne di cemento alte 6 metri, in sommità a ciascuna delle quali è piantato un olivagno. Infine ci si può trovare a calpestare un pavimento realizzato con migliaia di piastre metalliche raffiguranti volti umani dall’espressione disperata. Ognuno di questi luoghi, ed il museo nella sua interezza, nascondono precisi significati simbolici, finalizzati a coinvolgere emotivamente il visitatore, inducendo in esso sensazioni inusuali, a volte anche di disagio e sconvolgimento, per avvicinarlo alla tortuosa storia del popolo ebraico.

di Carmine Pac elli INGEGNERE

Foto di Stefania Guidi


ECO-QUARTIERI :

Friburgo

Come è noto, la Germania può essere considerata al primo posto per l’ecologia e il rispetto dell’ambiente, proponendosi spesso come stato pioniere riguardo all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Il quartiere di Vauban, a circa 10 minuti dal centro della città di Friburgo, rappresenta uno dei prototipi di eco-quartieri, coniugando sostenibilità, comfort ed elevata qualità della vita. Vauban era una ex caserma francese di 38 ettari, che ora ospita 5.300 abitanti in 2.000 appartamenti. Ha preso vita nel 1996 grazie al Project Group

pannelli solari per produrre acqua calda, pannelli fotovoltaici, e di un sistema di recupero dell’acqua piovana destinata all’irrigazione degli spazi verdi. In più, sono costruite ad una distanza tale da garantire, per ognuna, la massima esposizione al sole. La coibentazione e l’efficienza nell’utilizzo del calore consentono una riduzione di circa il 60% delle emissioni di CO2, inoltre è presente un impianto di cogenerazione alimentato esclusivamente da trucioli di legno e gas naturale, agganciato alla rete del riscaldamento. Per non trascurare

Vauban, supportato dalla consulenza dei cittadini, quando esigenze di riconversione del terreno ne hanno fatto il centro di un progetto di sviluppo della sostenibilità. Attualmente, tutto il quartiere è dotato di elevati standard di riduzione dei consumi ed un alto numero di unità abitative sono case passive o “Energy plus”, il che significa che producono più energia pulita di quanta ne abbiano bisogno. Le eleganti case di Vauban hanno larghi balconi e grandi porte-finestre che danno su tranquilli giardini, tutte le finestre sono dotate di tripli vetri ed un sistema di ventilazione garantisce il rinnovo dell'aria negli appartamenti. Tutte costruite con materiali eco compatibili e rivestite in legno, per ottimizzare l’isolamento termico, sono provviste di elettrodomestici a basso consumo, dotate di

nulla, si è puntato anche alla riduzione dei gas automobilistici: solo la via centrale e le due strade esterne sono aperte alle macchine, è vietato parcheggiare per strada e i prezzi dei garage sono salatissimi. Gli abitanti sembrano vivere all’interno di una pubblicità. Abitazioni moderne ed eleganti, immerse nel verde, bambini che giocano e piste ciclabili. Partecipazione di tutti alla gestione della vita comunitaria, assenza di criminalità, democrazia, vigilanza sulle relazioni di buon vicinato, associazioni per l’assistenza ai cittadini. Ci si chiede se questo mondo esista davvero, se sia una sorta di “Truman Show” o se semplicemente dovremmo solo imparare a vivere tutti così.

Testo di Stefania Guidi

INGEGNERE


AL MACRO ARRIVANO LE FARFALLE FINALMENTE APRE AL PUBBLICO LA NUOVA ALA PROGETTATA DA ODIL DECQ

C o n l ’a p e r t u r a d el n u o vo MACRO di Odil e D ecq, nasce nella capital e un nuovo polo di att r a z i o n e c u l t u r a l e . P ro t a g o n i s t a a n c o r a u n a v o l t a è u n ’a rc h i te t t u r a a u d a c e , b r i l l a n te , d a l l ’an i mo gi o van e e an ch e un po’ rock , altamente innovativa per qu esta città. Ad abbattere la c o n vi n z i o n e d i u na “Rom a passatista” ci hanno i nfatti pensato, nell’a nno appena trascor so, d u e re g i n e d e l l a s c e na architettonica mo ndiale: Z aha Hadid con il MAXXI e Odile D ecq per il MACRO. L’innovativo museo, che è andato a integrare la par te preesistente costruita negli e x s t abi l i m e n t i d e l l a B i rra Peroni, ci appare com e un mega organ ismo pulsan te, dove domi n a n o br i l l a n t i s s i m i i l n ero della hall e il ross o del gigantesco auditorium al centro di essa , c o n l a l e g g e re z z a d e l l e ve t r a te a s m o r z a re i to n i . F o r te m e n te vo l u to d a l l ’a m m i n i s t r a z i o n e c o m u n a l e c a p i t o l i n a e d i re t to i m p e c c a b i l m e n te d a l p i e m o n te s e L u c a M a s s i m o B a r b e ro , i l M u s e o d ’A r te C o n te m po ra nea di Rom a vanta nel l ’adi acente e s tori ca s e de non s ol o orm ai o l tre u n de ce n n i o d i e spos izioni ed eventi (e, da ricordare, una sede dista ccata a Testaccio, i l M a cro F u t u re ) m a s i avvia anche ad essere uno dei m usei pi ù all’ava nguardia del Paese , c o n u n o c c h i o s e m p re a t te n to a l l e s p e r i m e n t a z i o n i p i ù a u d a c i e c o n n o m i d i a z i e n d e i m por tantissime a s os tenere tali volontà.


L’a p e r t u r a d e l m u s e o è s t a t a a c c o m pa g n a t a d a l l ’ i s t a l l a z i o n e v i n c i t r i c e d e l c o n c o r s o E n e l Contemporanea Award 2010. Si tratta di un progetto nato tre anni fa atto a promuovere una r if l e s s i o n e s u l l ’e n erg i a attraver so il li nguaggio uni ver sale e mul time diale dell’ar te contem p o r a ne a : un ’a p p o s i t a c omm issi one s ceglie annualmente l e proposte di ar tis ti di fama i ntern a z i o n a l e i l c u i l a v o ro è v o l t o p e r l o p i ù a d u n ’a r t e d i t i p o a m b i e n t a l e e / o p u b b l i c a . L’i n i z i a t i va , d o p o e s s e re stata ospitata in varie sedi a Rom a e fuori, ha sub ito trovato il su o n a tu r a l e s o d a l i z i o s i a con il direttore del MACRO che con l’asse ssore Croppi che l ’ha for te m e n t e s o s t e n u t a . L’ i n t e n t o è o v v i a m e n t e q u e l l o d i u n a va l o r i z z a z i o n e re c i p ro c a : m e n t re l ’ E n e l v u o l s t i m o l a re me dia e opinione pubblica sul tem a dell e energie s os tenibil i e rinno va b i l i , p e r l a p o l i t i c a d e l m u s e o s i t r a t t a i n d u b b i a m e n t e d i u n i m p o r t a n t e s o d a l i z i o c o n u n ’a z i e n d a di ri l e va n z a m ondiale molto attenta alla cultura e alle sp eriment azio ni contem poranee. Il progetto ospitato per l’aper tura del MACRO è un’istallazione davvero imponente creata dal duo di ar tisti olandesi Bik Van der Pol. Si tratta di uno special e ecosistema all’ interno di una teca che riproduce il mi c ro c l i m a i d e a l e p e r l a v i t a d e l l e f a r f a l l e . L o s p e t t a to re p u ò a t t r a v e r s a re e v i v e re p e r q u a l c h e a t t i m o i n q u e s t o e n o r m e parallelepipedo arch itetto nicamente per fetto, li beramente is pi r a t o a d u n m o d e l l o d i c a s a m i n i m a l i s t a c re a t o n e g l i a n n i C i n q u a n t a d a M i e s Va n d e r Ro h e , d o v e v e n i va p o s t o a n c o r a u n a vo l t a l ’a c c e n to s u l l a re l a z i o n e t r a u o m o e n a t u r a . C o s ì , c o n u n proge tto innovativo e st upefacente, il Museo d’Ar te Contempo ranea di Roma st a pren dendo di diritto il suo posto tra l e strutt u re p i ù a m m i r a t e e a p p re z z a t e d e l pa n o r a m a a r t i s t i c o contemporaneo. … C h e l a “d o p p i e t t a ” a rc h i te t to n i c a m u s e a l e d i Ro m a i n q u e s to 20 10 abbia st avolta davvero oscurato, almeno per un po’, le su e me ravi gl ie antiche?

Testo di Roberta Filippini

DOTTORESSA

IN

STORIA

DELL’ARTE


PALESTRA INFORMATICA PRESENTA CALLAN SCHOOL:

SONO ATTIVE LE ISCRIZIONI IN PALESTRA PER I NUOVI CORSI DI LINGUA INGLESE CHE SEGUONO IL METODO CALLAN. IMPARARE L'INGLESE IN UN ¼ DEL TEMPO!

Con il Metodo Callan impari l’inglese in modo facile, rapido e interessante. Invece di impiegare le solite 350 ore per portare mediamente lo studente medio al livello del Cambridge Preliminary, il Metodo impiega solitamente 80 ore (6 mesi), 160 ore per il Cambridge First Certificate (1 anno). Non a caso la Callan School di Londra, fondata nel lontano 1960, è oggi uno dei più importanti centri di studio e perfezionamento della lingua inglese nel mondo. EFFICACIA Il metodo Callan è estremamente diretto, basato sulla conversazione, e coinvolge attivamente lo studente. Durante la lezione vengono introdotti mano a mano nuovi vocaboli che vengono inseriti poi in vari contesti tramite un sistema di domande fatte dall’insegnante e risposte che devono essere date dallo studente. In questo modo si acquisiscono quelli che sono i vocaboli, la grammatica e la struttura della lingua stessa, mediante un collaudato e vincente sistema che allena al dialogo.

RIPASSO COSTANTE Ogni lezione viene ripassata costantemente di modo che in ogni nuovo incontro con l’insegnante vi sia una parte dedicata al ripasso ed una parte nuova per consentire, quindi, una migliore acquisizione della lingua VELOCITÀ La lezione viene svolta alla naturale velocità della lingua parlata e questo previene lo studente dal pensare nella sua lingua.

ORGANIZZAZIONE I nostri corsi hanno una durata trimestrale con una frequenza di 4 ore alla settimana (2 ore + 2 ore) per un totale di 40 ore. Un livello corrisponde ad un trimestre, alla fine del quale, viene rilasciato un attestato di frequenza. Pertanto, gli orari sono pomeridiani, pre-serali e serali, in genere al lunedì e mercoledì o al martedì e giovedì. Nella seguente tabella vengono riportati i livelli dei nostri corsi con i relativi esami Cambridge e Ielts che possono essere effettuati nelle relative sedi: LIVELLI CALLAN Principianti Scolastico Intermedio Avanzato Avanzato Avanzato

LIBRI CALLAN Primo Primo e secondo Secondo e terzo Terzo e quarto 2 Quinto 3 Sesto

ESAMI CAMBRIDGE

PET certificate FIRST certificate CAE certificate (Advanced) CPE certificate (Proficiency)

ESAMI IELTS

Punteggio 4.5 – 5.5

Punteggio 5.5 – 6.5 Punteggio 6.5 – 7.5 Punteggio 7.5 – 9.0

RISULTATI Un dato su tutti: abbiamo il 95% di promossi al First Certificate, contro una media internazionale del 70% (i dati sono forniti dall’Università di Cambridge).

FINALMENTE UNA CALLAN SCHOOL A PERUGIA!


LA MISSIONE di PALESTRA INFORMATICA s.r.l.

Palestra Informatica srl nasce dalla sinergia tra due diversi ambienti: la scuola d’informatica e la palestra dove si fa attività fisica. Il progetto è di avere un contesto nel quale insegnare e diffondere cultura informatica nella maniera più semplice e chiara possibile: attraverso l’emulazione delle modalità di accesso e svolgimento delle attività utilizzate nei tradizionali centri fitness.

Se nella classica scuola d’informatica si ricorre al docente d’informatica da noi troverai invece un istruttore informatico ,anziché il tecnico di laboratorio un assistente di sala. Per sostenere corsi fitness nelle comuni palestre si utilizzano macchinari e attrezzi sportivi, per quanto riguarda i nostri corsi ci si avvarrà invece di computer, programmi e dell’uso di internet, non ci alleneremo nella classica sala pesi ma in un’aula confortevole...come nelle migliori palestre non mancheranno test per valutare lo stato di salute informatica, schede di allenamento personalizzato e una tessera personale per accedere all’utilizzo dei nostri servizi.

Palestra Informatica è un posto totalmente innovativo dove l’utente potrà dare vita alla sua creatività ed alla voglia di migliorare il proprio know-how informatico. Quante volte una persona ha seguito dei corsi senza essere sufficientemente motivata e non ha raggiunto i risultati prefissati? Palestra Informatica non permetterà che questo accada! L'apprendimento sviluppato in Palestra è pratico ed intuitivo. Allenandosi con noi il discente sarà parte integrante di un progetto formativo dove la nostra certificazione sarà la sua soddisfazione. PALESTRA INFORMATICA è la prima scuola di formazione professionale che converte i tradizionali corsi d'informatica in modo tale che il cliente ne assimilerà i contenuti come semplici automatismi, simili a quelli che apprendiamo allenandoci in palestra. Vieni quando vuoi, impara più che puoi!

• 1 0 0 M Q D I S U P E R F I C I E INF ORMATI CA • ISTRUTTORI QUALIFICATI • ASSISTENTI DI SALA • COMPUTER DI ULTIMA GENERAZIONE • TEST E PROGRAMMI SPECIFICI • CORSI DI GRUPPO ELEMENTARI E AVANZATI • PERSONAL TRAINING

Progetto Amico Web: Corsi d’informatica per tutta la famiglia:

I l c o m p ute r è e n tr ato a f ar par te delle nostre fam i g l i e c o n u n a f ac i l i t à c he, solo pochi anni fa, non ci saremmo aspettati. Al lo ste sso modo I nte rn e t d i ve n ta u n ve ro m ondo, uno specc hio della realtà att raver s o l a quale si pos sono com piere v i a g g i i n te re s s a n t i , m a c h e cel a anche insidie e pericoli. Tuttavia, come non si vieta ai bambini o a i r a g a z z i d i u s c i re p e r pa ura del m ondo reale, allo stesso m odo dobbiamo las ciare che es plorino I n t e r n e t . N o n p e rò s e n z a a v e r i n s e g n a t o l o ro c o m e a f f ro n t a r n e i r i s c h i . N a s c e c o s ì I l p ro g e t t o A MI CO W E B , u n a s e r i e d i cor si di inform atica prom ossi dalla Pales tra I nformatica S.r.l. di Perugia, c h e s i f a g u i d a pe r i n s e g nare ai ragazzi m inorenni in maniera sem plic e e chiara l’u so corretto del m e z z o i n f orm at i c o e d e l l a “Rete” a tutel a dei genitori e dei minor i.

STRUTTURA DEL CORSO Temi: u ti l i z z o d e l P C i n mod o ottim ale, uso di I nternet, Sicurez za Inform atica e S ocial Network . M a x p e r s o n e pe r l e z i o n e : 8 ragazzi + 8 Genitori. Sede del Corso: Pa l e s t r a I nformatica srl

Genitori: A l C o r s o s a r à p o ssib ile far par tecipare anche i genitori degli allie vi in modo che anche i l g e n i to re p o s s a s e g u i re e im parare l’uti lizzo al megl io dello s trumento i nformatico. Durata: L’ i n te ro c o r s o è c omp osto da 20 ore suddivise i n 2 appuntamen ti a setti mana.


O FFSTAGE

Nostalgia anni 90: bentornati Take That. I N “P ROGRESS ”

IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO

Non è una reunion normale, questa, per molti motivi. Perché una reunion c'è già stata, ed è quella dei 4 - Mark, Jason, Howard e Gary - che hanno pubblicato già due dischi da soli, con enorme successo. Perché di solito le reunion si fanno più timidamente - qualche live, una raccolta o un album dal vivo, per vedere come butta. Qua invece si inizia con il botto, con un disco vero e proprio registrato in gran segreto, per dimostrare che tutto è superato. Perché in questi 15 anni c'è stato di tutto: una prima separazione traumatica all'apice del successo, Robbie che diventa una star mentre gli altri vanno in crisi, gli altri che tornano ad essere delle star mentre Robbie va in crisi. Ma veniamo al disco. L'inizio è teatrale: “The Flood” (il singolo apripista del disco) parte con una base lenta, la voce di Robbie che entra, inconfondibile. Non poteva che essere così: il disco della reunion definitiva dei Take That si apre con il palcoscenico per il figliol prodigo, Robbie Williams. Poi arrivano gli altri quattro, poco a poco, e la canzone decolla, fino al ritornello, cantato a cinque voci. Altisonante e coinvolgente, trasmette una grandissima carica ed energia. Ma subito dopo iniziano le sorprese, perché su una canzone abbastanza tradi

MUSIC

R OBBIE .

zionale si intuiscono le novità elettroniche che si scopriranno in tutto il resto dell’album. Il disco prosegue nel migliore dei modi con “SOS”, “Wait” e “Kidz”; il sound qui si presenta di matrice più marcatamente pop rock: le ritmiche si spezzano, compare una chitarra acustica in un contesto magnificamente sintetico, le sei corde fagocitano un beat davvero incantevole. Questi pezzi permettono di apprezzare i timbri di voce, con un uso sapiente ed intelligente dei sintetizzatori. Sono suonate e cantate con gran maestria ed innovazione i brani “Pretty Things”, “Happy Now” e “Underground Machine”. Questi pezzi sono delle miscele chimiche elettro-pop ottime, il loro suono è uno scontro di sonorità diverse che danno vita a melodie sicuramente piacevoli a tutti. I Take That non perdono un colpo nemmeno con “What Do You Want From Me?” ottava traccia del disco, pregno di soluzioni personali e mai ripetitive. Rischiano però di rimanere a bocca asciutta le exadolescenti degli anni 90 in cerca di delicatezze alla "Back For Good; si dovranno accontentare del delizioso minuetto in chiave synth di "Pretty Things", della malinconica e sontuosa "Eight Letters" e di un pezzo tutto riverberi e atmosfere ovattate, la ghost track "Flowerbed", che sembra strappato a un George Michael d'annata. Oltremanica la stampa ha accolto quasi trionfalmente questo "Progress"; esagerano per patriottismo, forse, ma non si può negare che sia un album in grado di sorprendere e di gettare una luce diversa sui cinque non più ragazzi. Bentornati.

L A R EPUBBLICA

UNIVERSITÀ

di Andrea Montaldini

DEGLI

STUDI

DI

PERUGIA

DEGLI STAGISTI d i Viola Di N icola

«Il primo stage è il contrario del primo bacio: di solito è il migliore. Per varie ragioni: ha nel suo dna giovinezza, entusiasmo, innocenza. Al primo stage non ci sono aspettative né rancori né disillusioni: è il primo contatto di una persona con il mondo del lavoro, e nella maggior parte dei casi è emozionante». Ci sono quasi mezzo milione di stagisti ogni anno in Italia, spesso a titolo gratuito, senza nemmeno percepire un rimborso spese, giovani appena laureati che accettano tali condizioni sperando che lo stage sia una porta d’ingresso per il mondo del lavoro. Speranze spesso disattese. Le aziende fanno sempre meno contratti dopo lo stage: decresce infatti il già basso numero degli stagisti assunti dopo il periodo di formazione.


S TAY T U N E D

TRON IL FUTURO È OGGI di Luci o Briziarelli

Nell’ormai lontano 1981 un team di disegnatori della Disney – tra cui un giovanissimo Tim Bar ton – dettero vita a una delle esperienze visive più avvincenti della storia del cinema: Tron. Il film, in realtà, non ottenne ottimi risultati al botteghino (probabilmente perché troppo in anticipo sui tempi), ma col passare degli anni acquistò sempre maggior seguito diventando un cult che ha segnato gli anni ottanta, fissandosi nella memoria di generazioni di spettatori. La straordinarietà di Tron deriva dall’essere il primo film in cui la realtà virtuale irrompe con prepotenza nella narrazione, creando dimensioni e universi strabilianti, dove un algoritmo non è una semplice formula matematica, ma può dar vita a personaggi che si muovono, parlano, provano sentimenti, e interagiscono con persone in carne ed ossa. Ma, nonostante Tron sia un inno alla tecnologia informatica e alle sue infinite possibilità e potenzialità, il film seguì un processo di realizzazione alquanto tradizionale. Le maggior parte delle scene vennero girate in bianco e nero, con pellicola 70 mm ( il doppio del normale) e poi colorate a mano da una squadra di disegnatori. Le avveniristiche sequenze create totalmente in computer graphic, che rappresentano la vera novità dell’opera e segnano un contributo importante nell’evoluzione delle tecnica cinematografica, coprono, in realtà, un minutaggio ridotto rispetto alla durata complessiva del film. Per vedere di cosa sia veramente capace la computer graphic bisognerà aspettare le trasformazioni di Robert Patrick in Terminator 2 (1991), i dinosauri di Jurassic Park (1993), le peripezie di Woody e Buzz (Toy Story, 1995), e via di seguito fino al recente Avatar, in un escalation che sembra essere inarrestabile. Ma le origini di questo processo vanno ricercate proprio in Tron e nelle avventure del programmatore di videogiochi Kevin Flynn (Jeff Bridges) che, indagando sulla società Encom, viene colpito da un raggio laser che trasforma le cose in informazioni numeriche, e lo catapulta all’interno di un computer, dove sarà costretto a combattere contro Il Master Control Program. Da qui a Matrix (1999) il passo è breve, ma si potrebbero citare anche Il tagliaerbe (1992), Johnny Mnemonic (1995), Virtuality (1995) e tanti altri ancora. E ora, dopo quasi trent’anni, l’universo di Tron torna a vivere sugli schermi di tutto il mondo (Tron Legacy) e viene da chiedersi se sarà l’inizio di una nuova epoca, o solo il tuffo nel passato di un gruppo di nostalgici.

Così uno strumento potenzialmente utile, si trasforma nell’escamotage in cui le aziende risparmiano sul costo del personale. Perché assumere qualcuno se puoi avere tirocinanti a cui non devi stipendio e contributi? La giornalista Eleonora Voltolina, direttrice di La Repubblica degli stagisti, blog che cerca di far luce su questa situazione tutta italiana, ha scritto un libro, La Repubblica degli stagisti appunto, sottotitolo “come non farsi sfruttare”, pubblicato dalla casa editrice Laterza. Un manuale che raccoglie testimonianze e che cerca di fare da guida a chi si trova a valutare proposte di stage, dando riferimenti normativi e trucchi per tenersi alla larga dalle fregature. I racconti sono molti e si passa dalle esperienze negative (molte) a quelle positive, a cui è dedicata una ampia parte del libro, a dimostrazione del fatto che esistono programmi di stage seri e che davvero sono utili per giovani ragazzi che escono dall’università. Insomma un libro che può essere molto utile e soprattutto ci fa sentire meno soli: non capita solo a noi di avere esperienze negative, ma da quelle esperienze si deve imparare: va bene lo stage, ma mai gratis. Perché chi non ci paga per un servizio che offriamo non sta investendo su di noi, ci sta sfruttando.


Un nuovo salotto cittadino a Milano: la Stazione Centrale.

Dopo anni trascorsi sotto antiestetiche impalcature la Stazione Centrale di Milano torna finalmente ad un rinnovato splendore. Tanto affascinante per la sua monumentalità e la suggestiva commistione di stili architettonici, la Stazione Centrale è diventata adesso anche un accogliente ‘salotto’ ad uso di viaggiatori e residenti, luogo di shopping e teatro di manifestazioni culturali e musicali. L’imponente opera di ristrutturazione e riqualificazione iniziata nel 2005 si è infatti da poco conclusa: l’esito – nella migliore tradizione meneghina – è un connubio perfetto di funzionalità e design. Dei 60 mila mq ristrutturati, ben 30 mila sono dedicati a boutiques e a punti di ristoro, ascensori e rampe mobili (che danno quasi l’impressione di trovarsi in un aeroporto piú che in una stazione) per l’accesso ai binari. Oltre 60 sono gli esercizi commerciali aperti 365 giorni all’anno (dalle 8 alle 22); più di 600 i nuovi posti di lavoro. L’inaugurazione simbolica di questa ‘nuova’ Stazione Centrale – frequentata da oltre 120 milioni di viaggiatori l’anno – è stata lo scorso 13 novembre quando è stata dedicata a Santa Francesca Cabrini, patrona degli emigranti. Nel corso di dicembre l’atrio della Stazione Centrale ha fatto poi da palcoscenico ad un ricco palinsesto di appuntamenti musicali e culturali: per 22 giorni si sono alternate letture di fiabe per bambini, concerti gospel, spettacoli di cabaret. Un tripudio di eventi tra cui il concerto di Francesco Sarcina de “Le Vibrazioni” il 12 dicembre, quello del duo pop “Il Genio” il 15 e quello dei “Dari” il 18.

di Maria Nicole Iulietto


DALI’, UN GENIO

CHE CONTINUA A SORPRENDERE Sarà a Milano ancora fino al 30 gennaio la mostra “Salvador Dalì, il genio si avvicina”. Per chi come me ha fatto la fila fuori da Palazzo Reale durante le vacanze di Natale, si è avvicinato davvero a piccoli passi, dopo un’ora e mezza di attesa. Tempo speso a domandarmi che cosa una mostra tanto attesa potesse aggiungere al ritratto di quell’artista così eclettico e sopra le righe che avevo conosciuto a Figueras, nel suo personalissimo museo. Proprio la collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalì di Figueras e importanti prestiti nazionali e internazionali ci permettono però di conoscere un Dalì più spirituale, più religioso e, forse per questo, intimo, di quello che siamo abituati a immaginare. La geniale suddivisione in sezioni voluta dal curatore, Vincenzo Trione, ci guida alla scoperta del forte legame dell’artista con il paesaggio e negli apparati video che ripropongono le sue interviste, è proprio Dalì che racconta il suo attaccamento agli amati paesaggi della Catalogna, ma anche il rapporto privilegiato con Parigi e con l’Italia. Nella prima sezione “Paesaggi storici: guardare dietro di sé e intorno a sé” Dalì si confronta con l’arte del mondo greco, nella stanza dedicata alla Memoria, e con quella contemporanea, nella Stanza del Male. Il viaggio continua attraverso “Paesaggi autobiografici: guardare dentro di sé” in cui emerge il Dalì più surrealista, che nella Stanza dell’Immaginario si concentra sulle tematiche dell’inconscio e della ricerca di sé. E’ un surrealismo che prende vita e forma nella Stanza dei Desideri, in cui, grazie all’allestimento dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore dello stesso Dalí, viene ricostruita la celebre Stanza Mae West, dove il volto dell’attrice è richiamato dall’accostamento di due quadri, di un caminetto e del famigerato sofà Dalilips. Nell’ultima sezione “Paesaggi dell’assenza: guardare oltre di sé” la presenza della figura umana svanisce per lasciare il campo al trionfo del paesaggio. Nella Stanza del Silenzio e nella Stanza del Vuoto, Dalì sembra esortarci a perderci in qui pensieri che i colori e le forme di un paesaggio desolato evocano, senza nessuna umana distrazione. Prima di uscire un’altra sorpresa attende i visitatori: il cortometraggio Destino di Dalì e Walt Disney, mai proiettato prima in Italia, ulteriore conferma dell’eclettismo e della versatilità del grande artista. La sensazione che questa mostra mi ha lasciato addosso una volta uscita è stata quella di calma, di serenità. Credo sia proprio questo il motivo per cui adoro Salvador Dalì: perchè per quando i suoi quadri possano essere contorti e introspettivi, per quanto certi particolari a volte risultino crudi e raccapriccianti, Dalì sembra riuscire a dare un ordine alle cose, a esorcizzare col suo pennello il dolore e la solitudine, a espiare attraverso la perfezione delle forme e la brillantezza dei colori l’angoscia del (sur)reale. Una cosa posso dire con certezza: Dalì non delude mai per il semplice fatto che non potremo mai dire di conoscerlo fino in fondo. E’ un genio che continua a sorprenderci!

di Maria Giulia Galli

Foto di Maria Giulia Galli


Vienna

VO

C I

D A L L E

C

I T T À

CHRISTKINDLMARKT DI VIENNA Ogni città ha una sua veste ideale. Ci sono capitali che ci si immagina vestite di fiori in estate o in primavera, ce ne sono altre poi che sembrano fatte per essere viste con la veste fredda e bianca dell’inverno: Vienna è una di queste. I suoi grandi giardini, le sue fontane d’inverno non si possono ammirare, ma il tappeto di neve e ghiaccio che a partire da dicembre la ricopre, sembra restituirle la sua originale connotazione di città mitteleuropea. La visita di Vienna è un tuffo nell’ottocento, in una realtà in cui si fonde l’arte gotica con quella barocca e neoclassica, formando un insieme architettonico imponente. Se si eccettua il tradizionale tour intorno ai punti di interesse più suggestivi della città (Schönbrunn, Hofburg, Stephansdom, Prater, Danubio), quello che Vienna sa offrire nel periodo natalizio è unico. Tutte le piazze, con le statue impacchettate e le fontane prosciugate, offrono lo sfondo per i “mercatini di Natale”, che vengono allestiti con particolare attenzione al dettaglio e all’insieme di fronte ai monumenti più importanti. Per dimensione, collocazione e allestimento è im-

T e s to e foto d i Elisa Cirilli U NIVERSITÀ DEGLI S TUDI DI P ERUGIA

possibile non rimanere meravigliati da quelli posti di fronte alla Neue Rathaus. Il profumo che insaporisce l’atmosfera natalizia è quello del “punsch”, che in molti sorseggiano per scaldarsi o semplicemente per poter tenere la tazza come souvenir. Tuttavia c’è da sapere che, mentre noi italiani siamo abituati ad un orario alquanto elastico di apertura/chiusura delle attività, a Vienna, il periodo natalizio non sposta di una virgola gli orari in vigore nel corso dell’anno. La domenica sono chiusi quasi tutti i negozi e i ristoranti, mentre i musei osservano il riposo il lunedì. Se il tempo a disposizione è limitato, è preferibile evitare di prenotare per il fine settimana. A parte questo, la capitale austriaca sa regalare l’emozione di respirare la storia in ogni angolo, di rivivere le immagini, i suoni, i profumi di un passato glorioso e imperiale ancora molto presente.

Foto di Giovanni Ungaro


VO

C I

C

d i Chiara Paoletti

I T T À

Il nuovo anno a Firenze si apre con una serie di interessanti incontri per tutti i gusti. Per gli appassionati di moda, gli immancabili appuntamenti Pitti, dall'11 al 14 gennaio Pitti immagine uomo, dal 20 al 22 Pitti immagine bimbo, dal 26 al 28 Pitti immagine filati e contemporaneamente Pitti Moda tessuto; gli amanti del teatro invece potranno assistere al Teatro Verdi dal 22 al 25 Gennaio a "La parola ai giurati" tratto da "Twelve angry men" di Reginald Rose, con la direzione e l'interpretazione di Alessandro Gassman , inoltre il 31 gennaio, per la celebrazione del giorno della memoria, presso l'Istituto Francese di Firenze andrà in scena uno Spettacolo di parole e musica con letture di brani tratti dal celebre diario di Anna Frank,dal titolo "Le canzoni di Anna Frank. Per i bambini si terrà Domenica 27 gennaio alle 16 al Teatro Cantiere Florida di Firenze uno spettacolo di teatro d’attore e di figura con pupazzi e videoproiezioni,liberamente ispirato al racconto di H. C. Andersen. Per chi segue l'arte fino al 23 Gennaio Palazzo Strozzi a Firenze sarà il teatro in cui sarà possibile visitare la mostra che proporrà le opere di uno dei più grandi pittori toscani del '500 : il Bronzino, poeta e pittore alla corte dei De Medici; e ancora, sempre presso Palazzo Strozzi, saranno esposte anche opere di Andrea Mantegna, Tiziano e Paolo Veronese per 'ingannare' il visitatore e farlo immergere in un mondo di illusioni 'ad arte', fino al 24 Gennaio; infine, i capolavori custoditi nel deposito degli Uffizi vengono eccezionalmente esposti al pubblico fino al 31 Gennaio: "Il nudo" e "Medusa. Il mito,l'antico e i De Medici". Finiamo con gli appuntamenti musicali: l'8 Gennaio al teatro della Pergola si esibirà Gino Paoli, il 20 Max Gazzè al Teatro Puccini e i Modà il 22 Gennaio al Sashall.

Fir e nze

FIRENZE PER TUTTI I GUSTI

D A L L E


Milano

VO

C I

D A L L E

C

I T T À

IL MUSEO DEL NOVECENTO

In Piazza Duomo l’arte del XX secolo si affaccia al pubblico. Con il Museo del Novecento, Milano mette in mostra una selezione di opere di grande rilievo culturale, artistico ed emotivo. Il percorso cronologico si apre con il “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, considerata icona del Novecento perché datata proprio 1900; inoltre si riscoprono artisti come Boccioni, De Chirico, Morandi, Martini e Fontana, e si ripercorrono i movimenti dell’Avanguardia Internazionale, del Futurismo, degli Astrattisti, dei Post-impressionisti, del passaggio tra le due guerre, dell’Arte povera, della Pittura analitica. Un percorso cronologico che sottolinea la volontà dei progettisti “del chiudere”, del conservare, e “dell’aprire”, dell’esporre. Ed è il mitico Italo Rota a risolvere il problema della “Piazza Duomo monolaterale” con la riproposizione dell’architettura del Palazzo dell’Arengario: ovvero con il museo del Novecento si scopre il lato buio della Piazza, poiché solitamente l’attenzione del cittadino o viaggiatore è rivolta al lato sinistro, al Corso Vittorio Emanuele e alla Galleria adiacente, insomma al lato delle vetrine e dei negozi, del passaggio e delle luci. In questa ottica si giustifica la scelta di esporre come fosse in Piazza il “Neon” di Fontana, visibile dalle vetrate in alto del Museo, che guarda ai passanti per catturare la loro atten-

T esto e foto ti d i Marica Caposald o UNIVERSITÀ BOCCONI zione anche da quel lato, o come per invitarli e continuare a scrivere la storia, quella storia che nel Museo è raccontata fino al Novecento. Oltre all’esposizione, il Museo è anche centro di ricerca, con l’apertura degli archivi del Novecento. Dal 6 dicembre al 28 febbraio il Comune ha inoltre consentito l’ingresso gratuito: un’ottima iniziativa culturale, benché in realtà si riveli una pessima idea, poiché vi si incontrano quanti considerano i luoghi d’arte come momento ludico del sabato pomeriggio. L’aria diventa densa, gli sguardi per godere della storia iniziano ad incrociarsi e si perdono di vista le opere, ci si concentra sul movimento circostante. E dispiace vedere signore disattente che ridendo sfiorano con le borse le tele dei grandi della storia: un sussulto per chi dell’arte è innamorato. Inoltre ammirevole la predisposizione delle luci all’interno del Museo, puntate sulle opere, nella parte iniziale del percorso, meno affascinante nel seguito, poiché le opere si perdono in una luce uniforme e nei grandi spazi aperti delle sale espositive. Uscendo la riflessione che porto nel cuore è che la nostra fantasia è figlia dell’immagine del Novecento, e il Museo quindi, oltre ad esaltare le icone, esalta l’osservatore e il suo percorso nella storia.


Alla corte del Re

TOURIST

TIPS

Testo e foto di A ntonella Tozz i LUISS SCHOOL OF GOVERNMENT

Ebbene si, le vacanze sono finite. Si torna a far sul serio. Mentre diamo l’ultimo morso a qualche panettone e decidiamo quale sarà la dieta purificatrice, per i troppi strappi alla regola durante le varie cene e pranzi natalizi, voglio subito proiettarvi verso un luogo che merita la vostra attenzione per una varia ed eventuale scappatella, pausa di riflessione o se si preferisce parentesi dai vostri impegni quotidiani. Forse molti l’avranno già vista e sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare, ma secondo me è un luogo che almeno una volta nella vita vale la pena visitare: la Reggia di Caserta. Conosciuta anche come il Palazzo Reale è una dimora storica appartenuta alla famiglia Borbone di Napoli. Più precisamente fu voluta da Carlo III in quel di Caserta perché colpito dalla bellezza del paesaggio e desideroso di dare una sede e un simbolo dello stato borbonico che mostrasse potenza e grandiosità. Venne così commissionata la progettazione al Maestro Vanvitelli (Luigi Vanvitelli, nato Lodewijk van Wittel), che giunse a Caserta nel 1751 per iniziare il suo lavoro e dopo un anno, durante una solenne cerimonia veniva posta la prima pietra e ne venivano segnati i confini. Ma l’opera venne ultimata solamente nel 1845, anche se vi abitarono sin da subito i successori di Carlo III e anche Gioacchino Murat si impegnò nell’abbellimento del Palazzo. Oggi la possiamo ammirare nel suo splendore, all’interno con le sue maestose stanze barocheggianti e all’esterno per il suo interminabile parco, che fonde un giardino all’italiana sublime con un giardino all’inglese stupendo, quest’ultimo voluto dalla regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinado IV (successore di Carlo III). Tutt’intorno alla Reggia è sorta pian piano la città moderna di Caserta dove vale la pena fare una passeggiata e magari assaggiare qualche prelibatezza tipica della zona. Io consiglio vivamente la stracciatella: fili di mozzarella e panna assolutamente freschissima, una delizia. Però vorrei spostare subito la vostra attenzione verso un luogo che si trova più in alto, ovvero Caserta Vecchia, l’originale insediamento, arroccato in collina, alle pendici dei Monti Tifatini. Il Borgo venne edificato dai Longobardi su un pre-esistente villaggio romano, poi passato sotto la dominazione normanna con Riccardo I di Aversa che portò il paese al suo massimo splendore con la costruzione della Cattedrale. Oggi Caserta Vecchia ci appare come un delizioso Borgo Medievale, suggestivo per una visita e per una cena nei tanti localini situati al suo interno. Infine suggerisco una capatina al vicino paesino di S. Leucio, antico insediamento industriale, forse uno dei primi in Italia, voluto da Ferdinando IV di Borbone, che a partire dal 1789 diede inizio alla lavorazione della seta. Ancora oggi nel paesino ci sono delle vere e proprie boutique di artigiani locali che lavorano damaschi, broccati e tessuti jacquard per l’arredamento d’interni, come i loro antenati facevano per la maestosa corte dei Borbone. Curiosità: I L CELEBRE REGISTA DELLA SAGA DI S TAR WARS , G EORGE L UCAS , HA SCELTO COME SCENOGRAFIA DI DIVERSE SCENE DEI FILM L A MINACCIA FANTASMA E L’ATTACCO DEI CLONI , L’ INTERNO DEL PALAZZO RIPROPOSTO COME LA REGGIA DEL PIANETA N ABOO, INOLTRE È STATO TEATRO DI ALCUNE RIPRESE PER IL FILM A NGELI E D EMONI , OLTRE A SVARIATI FILM E SERIE TELEVISIVE ITALIANE .


Sommersi dai capolavori Inaugurata il 15 agosto 1809, giorno del compleanno di Napoleone allora Re d’Italia e imperatore dei francesi, la Pinacoteca di Brera raccoglie un numero notevole di capolavori della nostra storia. Il museo è stato allestito nei grandi “Saloni Napoleonici” del primo piano e appena entrati, in fondo al lungo corridoio principale, l’imponente statua di Napoleone come Marte pacificatore scolpita da Antonio Canova, accoglie i visitatori in tutta la sua maestosità ed eleganza. Nelle 38 sale che si succedono a disegnare un circuito ad anello, le opere sono esposte per scuole regionali e in ordine cronologico. Il percorso comincia con gli affreschi di Bramante e i polittici di Gentile da Fabriano e Andrea Mantegna, del quale è esposto anche il celebre Cristo morto e tre dolenti. Nella sala X e XI lo spazio è dedicato ai principali esponenti della Metafisica e del Futurismo: Boccioni, Carrà, Morandi e De Pisis hanno qui alcuni dei loro più grandi capolavori. Le opere di Tiziano, Tintoretto, Veronese e Piero della Francesca precedono lungo il cammino lo straordinario capolavoro di Raffaello: Lo sposalizio della vergine. Nella sala XXIX si può ammirare la seconda

d i Maria Giul ia G alli

strepitosa versione della Cena di Emmaus di Caravaggio (la prima si trova alla National Gallery di Londra). Attraversando le sale con i quadri di Rubens e Van Dyck, si arriva alle ultime due, dedicate alla pittura del XIX secolo. Qui si possono vedere alcuni dei dipinti più celebri della Pinacoteca, come l’imponente Fiumana di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Il quarto stato, versione definitiva dell’opera si trova nel Museo del Novecento di recente apertura a Palazzo dell’Arengario, vicino al Duomo), Il carro rosso di Giovanni Fattori, esponente dei Macchiaioli, e soprattutto le opere di Francesco Hayez, tra cui spicca Il bacio, icona della Pinacoteca e forse tra le opere più amate di tutta la pittura italiana dell’800. Le numerosissime opere non esposte per motivi di spazio, sono chiuse in due depositi visibili anche al pubblico ricavati nelle sale XXIII e XXXVIII. Nella sala XVIII grazie al box trasparente che lo delimita, si può vedere il laboratorio di restauro e i restauratori all’opera sulle tele del museo. Se vi capita di passare da queste parti, prendetevi un paio d’ore per passeggiare in mezzo a tanta bellezza!

FASHION ADDICTED: ISTRUZIONI PER L’USO

Le mode del 2011

Chiara Paoletti LUISS GUIDO CARLI

Lucia Rossi LUISS GUIDO CARLI

La scusa è quella di poteggerci dal freddo glaciale dell'inverno, ma la realtà è un'altra: le pellicce sono tonate di moda, e di che tinta, per far sentire noi donne tutte un po’ più regine delle nevi. Lunghe, corte, a bomber, a gilèt, vere o sintentiche, ma sono tornate! Passato il boom degli anni '80 ci eravamo un pò stancate; considerate negli ultimi anni capi "da nonne" le avevamo nascoste negli armadi sotto naftalina. Bene signore e signorine... è ora di tirarle fuori! Tutte! Dalle più ingombranti e lunghe , alle più smart per le più sportive. Quest'inverno il must , dal più cheap sintetico di H&M e Zara al più chic dei grandi nomi della moda è solo uno: Fur. Il consiglio è solo uno: spazio alla fantasia! Dalle borse rivestite, ai caldissimi Hug, alle più raffinate mantelline da sera, meglio ancora se addolcite da un romatico fiocco di seta come chiusura, è tutto concesso quest'inverno. La nostra proposta per il giorno è all'insegna della praticità: jeans, stivali bassi e bomber o giacchina corta di pelliccia e magari, per un tocco in più di carattere, un bel cappellino (ce ne sono per tutti i gusti!) ; mentre per la mezza sera potete azzardare una giacca sempre corta,ma a pelo lungo, con un abitino di lana stretch e uno stivaletto basso con tacco, l'accessorio che non deve mancare qui è una bella pochette, che sottolinei il carattere più rock della mise. Per le vostre serate più importanti invece, la moda Fur di questo inverno vi offre le più svariate possibilità; in questo caso la nostra proposta è una cappa corta con la mezza manica di visone o di più economico ma sempre grazioso lapin, abinata ad un abito da cocktail dal tessuto lavorato. Personalizzate il tutto con la decoltè che vi si addice di più, qui la regola è solo una : tacco vertiginoso. Scaldatevi con stile in questo freddo inizio di 2011 !


S INISTRA

VS

D ESTRA

Daniele Chiappini studia Giurisprudenza dell'Uni versità degli studi di Pe rugia come studente lavoratore. Alle superiori divenenta rappresentante di istituto dell'ITAS Gior dano Brunoe prosegue il suo impegno politico nell'Università degli studi di Perugia dove ha ricoperto il ruolo di Senatore Accademico nelle file della Si nistra Universitaria - UDU. Ha aderito al partito democratico, di cui è stato vicese gretario e Coordinatore della segreteria di Perugia. Quale è il significato del 14 dicembre? Berlusconi è ancora in sella, la Lega è più forte nel condizionare l’azione del governo (basti vedere i decreti sul federalismo fiscale che strozzeranno ancora di più i comuni sottraendogli risorse che saranno prelevate dai cittadini), ma la maggioranza ha solo tre voti in più alla Camera, compresi quelli dei ministri che normalmente non sono in parlamento. Non vale poi il confronto con i governi degli altri stati, perché l’Italia è diversa. Negli altri stati se crolla un importante reperto archeologico causa negligenza il ministro si dimette. Se un sottosegretario è accusato di essere un mafioso viene cacciato e un presidente con un conflitto d’interessi che gli permette di far guadagnare il 3% alle azioni delle sue aziende (Mediaset, 14 dicembre 2010) non potrebbe nemmeno essere eletto. Il vero significato è che oggi non c’è un governo in grado di fare quelle riforme di cui il paese necessita e che però non

LA SITUAZIO

FIDU

sono mai state fatte (7 anni di governo negli ultimi 9) sempre per colpa degli altri. La maggioranza cercherà di acquisire altri deputati offrendo anche poltrone ministeriali (legittimamente? legalmente? Questo lo determinerà la magistratura. Di certo non è la mia idea di fare politica) e si arenerà sui problemi giudiziari del premier. L’unica cosa certa dopo la fiducia è un governo annaspante che, come accadde a Prodi, traballerà fino a cadere. A quel punto l’attuale maggioranza cercherà di tornare al voto, sapendo che con tre poli nessuno avrà la maggioranza in senato dovrà esserci un accordo. Un altro governo che non sarà in grado di fare il suo dovere. L’Italia ha bisogno di un governo in grado di governare questa crisi, che ponga un freno ai deliri di onnipotenza di Marchionne che sta distruggendo il sistema di relazioni industriali nel nostro paese e riportando i diritti degli operai agli anni 50, e contemporaneamente sappia delineare una trasformazione dell’impianto produttivo italiano che salvaguardi produttività e posti di lavoro. Un governo che ponga l’istruzione al primo posto e non la distrugga con la “riforma” antimeritocratica della Gelmini, che finanzi adeguatamente scuola (-7 miliardi di euro) e università (-1,5 miliardi di euro, + 1 miliardo = - 500 milioni di euro) e che dia un futuro alle giovani generazioni. Ma nulla di questo succederà. Perché pur di non finire in prigione, il premier è disposto a mandare in rovina il paese. Il vero significatro è che siamo più poveri e meno fiduciosi.


ONE DOPO LA

S INISTRA

VS

D ESTRA

UCIA

Berlusconi ha vinto. L’opposizione ha perso, Fini ha perso più di tutti. Questa potrebbe essere la sintesi del risultato del voto di fiducia con il quale la politica ha di fatto salutato il 2010. Da allora sono successe altre cose importanti, le contestazioni delle frange estreme del movimento studentesco a Roma, l’approvazione definitiva della Riforma Gelmini, lo schiaffo del Brasile all’Italia sul caso Battisti e il discorso di fine anno di Giorgio Napolitano. Tutti temi fondamentali che sicuramente saranno oggetto di discussione nei mesi a venire, ma che non possono prescindere dalla situazione politica nazionale e dalle prospettive di durata del Governo. Difficilmente infatti, in assenza di un Esecutivo in grado di “Governare”, questi ed altri problemi potranno trovare soluzione. Come sempre la lettura data dalla maggioranza e dall’opposizione è diametralmente opposta: Il centrodestra canta vittoria sottolineando di aver ottenuto la fiducia sia al Senato che alla Camera; l’opposizione, particolarmente frastornata e a tratti litigiosa, risponde sostenendo che uno scarto di soli 3 voti alla Camera rappresenta una “vittoria di Pirro”: una fiducia numerica, ma non politica. I termini della questione in realtà sono diversi, la vittoria di Berlusconi è sicuramente politica: dimostra che nessun altro ha la maggioranza in Parlamento per ribaltare il voto popolare, tuttavia la fiducia rinnovata, che toglie dalla scena la possibilità di un Governo diverso dall’attuale, non basta ad assicurare la sopravvivenza della legislatura. Berlusconi (per fortuna)

non si accontenta di galleggiare e ritiene che il Governo possa andare avanti solo a patto di una robusta iniezione di deputati. Li troverà? La risposta a questa domanda dovrà arrivare in tempi brevi, altrimenti oltre all’immagine del Premier a risentirne sarebbero gli interessi nazionali, danneggiati da una politica che i cittadini faticano ogni giorno di più a capire e ad accettare. Se l’allargamento non ci sarà l’unica alternativa possibile rimarrebbero le elezioni e almeno in questo caso il quadro sarebbe chiaro: da una parte il centrodestra, con un programma concreto ed una maggioranza coesa, dall’altra un insieme eterogeneo di soggetti legati solo dalla volontà di “mandare a casa” Berlusconi, un “blob” privo di un progetto e di un programma condiviso che non è riuscito ad imporsi in Parlamento e che difficilmente riuscirebbe a farlo nel Paese. E’ facile comprendere quale sia la soluzione migliore per l’Italia, soprattutto in un momento di forte incertezza a livello internazionale.

Luca Briziarelli è Assessore al Comune di Passignano sul Trasimeno e Vice Presidente dell’ANCI Umbria (L’associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Ha iniziato ad impegnarsi in politica dalle scuole superiori come rappresentante di Istituto al Liceo Scientifico Alessi di Perugia. All’Università ha ricoperto l’incarico di Senatore Accademico, contribuendo a costruire il Movimento Giovanile di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà poi. Attualmente ricopre l’incarico di Coordinatore Regionale e membro del Consiglio Nazionale del PDL giovani.


La polvere si “legge” come un libro...

E ’ l o s l o g a n d e i R i c e rc a t o r i d i U r a n i a , i l Centro di Ricerca di Per u g i a , c h e d a q u i nd i c i a n n i è a l s e r v i z i o d i t u t t i c o l o ro c h e s of f ro n o d i a l l e rg i e , p r u r i t o e d e r m a t i t i p ro v o c a t e d a p u n t u re d i i n s e t t i o a c a r i . Nei loro laboratori veng o n o a n a l i z z a te l e p o l ve r i d i t u t t a I t a l i a , d i t u t t i c o l o ro c h e h a n n o b i s o g n o d i s a p e re c h i l i p u n g e d e n t ro l a p ro p r i a c a s a , di tutti quelli che non si accontentano di spargere a caso inset ticidi tossici e inquinanti, ma vogliono s a p e re c o n c e r t e z z a dove si trovano “gli int r u s i ”, p e r p o t e r l i p o i c o m ba t t e re miratamente ed efficacemente. Questo esame si chiama E . D. P. A . o E s a m e D i re t to delle Polver i Ambienta l i , u n m e t o d o b re v e t t a t o a t t r a v e r s o i l q u a l e s i r i l e va n o l e tracce degli insetti e degli acari patogeni nella polvere di qualsiasi a m b i e n te c o n f i n a to , u n m e t o d o c h e consente di svelare la p re s e n z a d e i n o s t r i i ndesiderati “inquilini”. L’ E s a m e D i re t t o d e l l e Po l v e r i A m b i e n t a l i (E.D.P.A.) ha consentito di rilevare, in questi anni, nuovi agenti pa to g e n i c a u s a l i d i d e r m o pa t i a n e l l ’ u o m o ; a F i re n z e n e l 2 0 0 8 , n e l l ’a m b i t o d e l C o n g re s s o N a z i o nale di Dermatologia A l l e rg o l o g i c a

P rof e s s i o n a l e e A m b i e n t a l e ( S I DA PA ) , è s t a to a s s e g n a to u n p re m i o a l l a p r i m a s e gnalazione, in Umbria, di una minuscola f o rm i c a , S o l e n o p s i s f u g a x , c a u s a di lesioni bollose nell’uomo, r i l e va t a c o n l ’ E D PA . S i to rn e r à a pa r l a re a n c o r a a m p i a m e n te d i q u e s to e s am e t ra i d e rm atologi che inter verranno al X C o n g re s s o Nazion a l e S I DA PA c h e s i terrà a Perugia dal 4 al 6 novembre 2010 ( w w w. s i d a p a . o r g ) . C h i u n q u e n e abbia bisogno, potrà inviare la polve re d e l l a p ro p r i a a b i t a z i o n e , r a c c o l t a c o n s c o pa e pa l e t t a , a l s e g u e n t e indirizzo: Centro di Ricerca Urania, Via Cecchini 18 – 06129 Perugia . Tutte l e i n f o rm a z i o n i s u q u e s to e s a m e s o n o re p e r i b i l i c o n s u l t a n d o i l s i to : w w w. e d pa . i t Pe r c o n s i g l i e c h i a r i m e n t i s i p o t r à a n c h e te l e f o n are a l n u m e ro + 3 9 / 3 2 0 2 8 4 8 6 0 6 .

Didascalie alle figure:

A fianco: Si tratta di Pyemotes ventricosus, uno degli acari più aggressivi per l’uomo. Completamente invisibile, parassita del tarlo, vive principalmente nei mobili tarlati e, quando fuoriesce, punge l’uomo ripetutamente su parti coperte. La femmina di questo acaro deposita 300-400 acari già adulti e pronti a pungere. Quando partorisce si è spesso costretti ad abbandonare l’abitazione. La sua presenza viene svelata facendo l’Esame Diretto delle Polveri Ambientali (E.D.P.A.)

Sopra: si tratta di Ctenocephalides felis, la pulce tipica del gatto. Spesso gli animali domestici trasferiscono in casa una serie di parassiti che finiscono per pungere anche l’uomo. L’E.D.P.A. ci serve a svelare e prevenire spiacevoli infestazioni della nostra abitazione.


CONSIGLI

PER IL CONTRIBUENTE

Cos’è il Redditometro I l re d d i to m e t ro c o s t i t u i s c e u n a p ro c e d u r a d i accer tamento rivolta alle persone fisiche, fo n d a t a s u l l a ve r i f i c a d i alcuni elementi e circostanze che lasciano presumere una capacità d i s p e s a c o r rel a t a a d e s bor si di somme di den a ro , o v ve ro a s p e s e d i gestio ne da confron t a re c o n i l re d d i to i m p o nibile dichi arato. Tal e p ro c e d u r a r a p p re s e n t a u n o s t r u m e n to d i a c c e r t a m e n to c h e s i f o n d a sull a divergenza tra l a c a pa c i t à d i s p e s a d e l c o n t r i b u e n t e , o d e l s u o n u c l eo f a m i l i a re , e l'ammo ntare del red d i to d i c h i a r a to d a l l o s te s s o . I l l e gi s l ato re h a disciplinato tale tipologia di accer tamento d e te rmi n an do i l pa ni e re dei beni e ser viz i in d i c i d i c a pa c i t à c o n t r i b u t i va , l ’a m m o n t a re d i re d d i t o p o t e n z i a l m e n t e a s c r i v i b i l e a l p o s sesso degli stessi e i coefficienti necessari per l a d e t e r m i n a z i o n e i n v i a p re s u n t i va d e l re d d i to . S i s e g n al a c h e g l i i mpor ti del valore dei b e ni ve n go n o p e r i o d i c a mente aggiornati con a p p o s i t i p ro v ve d i m e n t i . Q u e s t i s o n o s o l o a l c u n i d e i b e n i e s e r v i z i s u i quali l’Amm i ni s trazione Finanziaria presta maggiore attenzione: A e ro m o b i l i q u a l i a e re i d a t u r i s m o , e l i c o t te r i d a t u r i s m o , a l i a nt i e m o toalianti, ultraleggeri e d e l t a p l an i a m o to re ; I mbarcazi oni; Par ti col ar i m e z z i d i t r a s p o r to ; Cavalli da cor sa o da e q u i t a zi o n e ; e tc ….

IMPO RTANTE Non rientrano nella ricostruzione del reddito imponibi le quei beni riconducibili all’attivit à d i i m p re s a o d i l a v o ro a u t o n o m o c o n r i l e va n z a f i s c a l e e s c l u s i va m e n t e n e l l ’a m b i t o d i accer tamento del reddito del le re lative categorie.

D OTTORE

IN

Massimiliano Crusi C ONSULENZA E CONOMICA E G IURIDICA D ’I MPRESA

CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE!!! E ’ s u cce s s o i n s i c i l i a . Povero ma talmente povero da non poter si nemme no permettere d i pa g a re u n a v vo c a to. Un pre giudicato s ic iliano, dovendosi dife ndere in tribunale, ha r ic h i es to e d o tte nu to il gratuito patrocini o in quanto nullatenente. Questo astuto cont r ib u e n te e r a, s e c o n do l a sua dic hiarazione dei redditi, verame nte nullatenente. In ef f e t t i n e l s u o U n i c o n o n v i e r a a s s o l u t a m e n t e t r a c c i a d e l l e s u e n u m e ro s e v i l l e , a u t o , terreni di proprietà. Vi ricordate il detto: “se si tira troppo la corda alla fine c’è il rischio c h e s i s p e z z i ? ? ? ? ”. L’Am min istrazione Fi nanziaria ha su bito me sso i n mo to la sua mac china ed ha avviato i controlli richiesti dalle norme sulle spese di giustizia, una volta inc ro c i a t i i d a t i c o n i l re d d i t o m e t ro , n o n è s t a t o d i f f i c i l e p e r l a G u a rd i a d i F i n a n z a s m a s c h e r are i l p re s u nto nullatenente e attuare le intuibili cons eguenz e.

Per chiarimenti o per porre altri quesiti: massimiliano.crusi@oltreriga.it


IL Pecorino SAPORE

Tr a i v i t i g n i a u to c to n i i l Pe c o r i n o , a l u n g o d i m e n t i c a to e c o n f i n a to a i m a rg i n i d e l l a p ro d u z i o n e , è d i s i c u ro u n o d i q u e l l i c h e p o s s o n o re g g e re l a c o nd u z i o n e i n purezza ed eccellere i n q u a n to ta l e . La m a gg i oranza dei nostri viti g n i , p re s i a u n o a d u n o , n o n s o n o s e m p re i l m e g l i o e , p u r t ro p p o , s i c o n t i n u a s u l l a s t r a d a d e l “ m o n o va r i e t a l e ” a s c a p i t o d e l t a g l i o , c h e p o t re b b e d i g r a n l u n g a m e g l i o i d e n t i f i c a re e r a p p re s e n t a re l ’o r i g i n e t e r r i t o r i a l e d e l n o s t ro va s to e va r i eg a to pa no r ama . Il taglio in fondo è l ’a s p e tto p re t t a m e n te c ulturale del vino, e la scarsa attitudine al Suo uso e sviluppo è il segno della forma mentis di retroguardia di cui s of f re l ’e n o l o g i a i t a l i a n a r i s p e t t o a i c u g i n i francesi. Il vitigno in questione è una delle tante varietà d’antico ceppo che caratterizzano i l n o s t ro t e r r i t o r i o , p ro ba b i l m e n t e d ’o r i g i n e marchigiana (è ben presente nella zona attorno a d O f f i d a) e d a q u i e s te s osi al vic ino Abruzzo. Sono queste le due regioni dove è più coltivato e d a c ui s t a ri n a s c e n d o a nuova vita. Res ta un m i s te ro c o m e i n A b r u zz o si sia data così ampia e d i f f u s a c o l t i va z i o n e a l Tre b b i a n o , q u a n d o i l Pe c o r i n o è u n v i t i g n o p i ù nobile e dall e straordinarie potenzialità sui contraffor ti del Gran S a s s o d ’I t a li a . Q u i i n q u o ta, sui terreni poveri, a i l i m i t i d e l l ’a r i d i tà , p u ò sfiorare vette d’eccel l e n z a c h e l o a v v i c i n a n o a i g r a n d i C h a rd o n n a y d e ll a B o rg o g n a . A d o n o r del vero, sembr a pro pri o l o C h a rd o n n ay d’A b r uzzo: stessa epoca di m a t u r a z i o n e ( p re c o c e ) , o t t i m a d e f i n i z i o n e d e l f ru tto , f an ta s ti c a e d e c c e llente struttura acida u n i t a a u n a c e r t a p l a s t i c i tà, e la prerogativa di brillare di luce propria contenendone senza rem o re i re n d i m e n t i . E ’ f i n e z z a e p u l i z i a a ro m a ti c a e , c o m e i l f r an c e s e , in grado di leggere e t r a s m e t t e re l a m i n e r a l i t à s o t t e s a a i s u o l i p i ù a d a t t i , q u e l l i c h e p o s s o n o s o s te n e re l a v i te e n i e n t e p i ù . I ro n i a d e l l a s o r t e , s o n o a n d a t i i n c e rc a f u o ri d a i c on f i n i pe r dar si un tono intern a z i o n a l e , q u a n d o a v e va n o s u l l ’ u s c i o d e l l a c a s a l a m i g l i o r va r i e t à p o s s i b i l e p e r l o s c o p o .

DI STORIA

Tanta è stata l a cecità che il territorio che dall ’A q u i l a r i s a l e l e p ro pa g g i n i d e l G r a n S a s s o , dove questo vitigno sembra aver trovato il prop r i o b ro d o v i t a l e , è e s c l u s o d a l l ’ u s o d e l l a d e nominazione d’origine. Eppure, se c’è un’amara c o n s t a t a z i o n e d a f a re , è c h e i l Tre b b i a n o p u ò rovina re il Pecorino, ma questi può solo e comunque nobilitarlo. Ecco come la riflessione su q u e s t a va r i e t a l e p u ò r i v e l a r s i u n ’ u l te r i o re o c c a s i o n e d i s v i l u p p o p e r l e s t e s s e p ro s p e t t i v e del Trebbiano e per una ridefinizione della Doc che tenga conto dell e gerarchie del territori o, nei suoi limiti e nelle sue eccellenze. Non è f o r s e u n ’e n o r m e c o n t r a d d i z i o n e i n te r m i n i a f fermare che il miglior vino proviene dai declivi collinari e poi constatare che uno degli scenari migliori, dove geologia e condizioni pedoclimatiche offrono condizioni invidiabili, sono rel e g a t i n e l l a f a s c i a ba s s a d e l l a r i ve n d i c a z i o n e ? Ora pi ù che mai dopo la concessione del Mini s t e ro d e l l e p o l i t i c h e a g r i c o l e a l l ’ u s o d e l c a r t o n e a n c h e p e r i v i n i d i o r i g i n e c o n t ro l l a t a , ser ve d e f i n i re i va l o r i del territorio. L a c o n c e s s i o n e i n f a t t i n o n è c h e l ’a n t i c a m e r a per met te re mano ai disciplinari , i qu ali cer to non so no l e tavole dell a legge ma resta da ve dere come si intende operare. Ben vengano più l i b e r t a e p i ù m e rc a t o , m a a l c o n t e m p o a n c h e se rietà, rispe tto alle regol e e, soprattutto, cert e z z a i n e q u i v o c a b i l e d e l l ’o r i g i n e . Pe r i l m o me nto tra i tanti dubbi circa il valore reale di molti dei nostri vitigni autoctoni vi è la certezza che il Pecorino è varietale di assoluto val o re i n u n pa n o r a m a d i v i t i g n i b i a n c h i i t a l i a n i c h e s o n o i l n o s t ro t a l l o n e d ’a c h i l l e . L’A b r u z z o e l e M a rc h e b e n c o n o s c o n o i t e r r i t o r i d ’e l e z i o n e , i l v i t i g n o s te s s o l i h a m a rc a t i , a l o ro i l comp ito della valorizzazione us ando il vitigno come m ezzo e non come fi ne.

di Jacopo Nicolini AVVOCATO

FOTO

DI

MARIA GIULIA GALLI


Francesco Diotallevi D OTTORE IN AGRARIA

Eccoci ormai di ritorno dalle fatidiche feste natalizie e, come ogni anno, iniziamo a fare i conti con la nostra bilancia. E, a meno che non abbiate il celeberrimo verme solitario dentro di voi, la bilancia segna sempre e indissolubilmente qualche chilogrammo in più. Perfetto! Non è molto grave, anzi, se vogliamo è indice del fatto che avete passato delle belle festività in buona compagnia e sicuramente questo vi ha rasserenato e caricato per partire con il nuovo anno in maniera splendida. E’ chiaro, d’altra parte, che aumentare di peso non fa piacere a nessuno, ed allora è il caso di porvi rimedio subito. Già in un articolo precedente si è accennato al fatto che i chili presi in fretta si possono anche perdere in fretta e viceversa. E’ infatti esclusivamente una questione di continuità come tutto quanto concerne il nostro fisico ed il nostro metabolismo. Se infatti non si procede subito a smaltire i chili presi in, approssimativamente, 15-20 giorni, il nostro corpo si abituerà in fretta d essere “aumentato” e successivamente l’impresa di dimagrimento risulterà più ostica. E allora qual è il segreto? Molto davvero molto semplice. Si tratta di seguire delle regole generali che, per una persona normale, non dovrebbero comportare assolutamente nessun sacrificio eccessivo. Queste, specifico, non sono regole ma consigli di chi, vuoi per (de)formazione professionale, vuoi per esperienza, ne ha visto i risultati

Foto di M. G. Galli

Chi ben comincia....

positivi. Innanzitutto eliminare subito le rimanenze delle feste che senza dubbio ognuno di noi ha. Il che non vuol dire né buttarle né mangiarle tutte insieme e subito. Più semplicemente organizzate una tantum una cena/aperitivo con i vostri amici in cui si stuzzicano tutte le rimanenze. Nulla di più direi. Parallelamente, anche per chi non è avvezzo, si consiglia comunque di procedere con un leggero aumento di marcia per quanto concerne l’attività fisica. Una semplice passeggiata dopo il pasto serale può determinare dei benefici sia interni che esterni (e quindi anche visibili) di cui non si sospetta minimamente. Per il resto non vi è nulla di granché rilevante da aggiungere. E’ chiaro che una cena, una ricorrenza, una qualche occasione di convivialità c’è sempre durante l’anno. Il segreto è sempre lo stesso: far si cioè che i cosiddetti “sgarri” rimangano sempre abbastanza isolati rispetto al normale iter alimentare. Infine, anche il sottoscritto si unisce al coro di coloro che sconsigliano vivamente il digiuno “compensativo” che pareggi subito gli sgarri delle feste. Senza dibatterci in questioni di biochimica sappiate semplicemente (ed ormai grazie ad internet è facile informarsi) che il digiuno, oltre che ad una serie di problemi di carattere neurologico, in più di un caso, può determinare, anche il risultato opposto a quello sperato e cioè un aumento di peso.


Il 2011 l’anno degli amanti dei fumetti Amanti dei fumetti, è ufficiale, il 2011 è il nos t ro a n n o . C o n s i g l i o a t utti gli i nteressati di fare una tessera di sconti con il vostro cinema p e rc h é q u e s t ’a n n o c ’ è pa re c c h i o d a v e d e re . S a r à f or s e p er c o l pa d e l la rinata passione per i l f u m e t t o , o p i ù p ro ba b i l m e n t e d e l l a m o d a c h e r i pro p o n e i n c h i a ve “cool” l’im magine di r a g a z z i i n te l l e t t u a l i c o n g l i o c c h i a l o n i … m a c h e v o i s i a te a p pa s s i o n a t i d e l l a p r i m a o r a o semplici curiosi avrete veramente qualcosa da g u a rd are . Le u s c i te s o n o davvero tante , ecco q u e l l e p i ù at te s e : I n n an zit utto abbiamo KickAss. Con il video della colonna sonora di Mika a bb i a m o s c o p e r to u n p o’ del nostro eroe in ve n t a to . La M a r ve l c i h a confezionato questa s t u p e n d a c o m m e d i a e g r a z i e a l p ro d u t t o re M a t t h e w Va u g h n e i l s u o co- Brad P it t è arri va ta s u l l o s c h e rm o . S e mpre dall a Mar vel arriva n o C a p i t a n A m e r i c a , d i J o e J o h n s t o n , e T h o r. I l p r i m o è l ’e ro e c on lo sc udo viene tras f o r m a to d a l l ’ u o m o d e b o l e e m a l a t i c c i o c h e e r a i n s u p e r s o l d a t o i n g r a d o d i r i ba l t a re l e s o r t i d e l l a g u e r r a c o n t ro i N a z i s t i . T h o r r i p re n d e l a s to r i a d e l s e m i-Dio che dop o aver s c a t e n a t o l ’ i r a d e l pa d re O d i n o v i e n e c o -

stretto a vi vere sulla terra. La regia è di Kenneth Branagh. Da questi capolavo ri Mar vel ci aspettiamo grandi rese! Tra gli eroi dell a DC Co mics abbiamo Lanterna Verde, il supere roe con l ’anello, e Red, l’ex agente del l a CIA che riforma il suo vecchio team dopo essere sfuggito ad un attentato tecnologico. Ma ancora T h e G re e n H o r n e t , l ’a c t i o n m o v i e c o n S e t h Ro g e n e Ja y C h o u ; D y l a n D o g , i l f u m e t t o d i Tiziano Sclavi che diventa un lungometraggio; il prequel della storia di X-Men, The Fir st Cla ss. Ol tre ai fumetti vanno ci tati altri fenomeni cinematografici. Tra i quali due che concl uderanno (si spera) le loro saghe nel 2 011. Il primo sarà Pirati dei Caraibi oltre i confini d e l m a re , a m a g g i o , e H a r r y Po t t e r e i d o n i d e l l a m o r t e pa r t e 2 , a l u g l i o . Tr a n s o r m e r s : Dark of the Moon, iI tre Moschettieri ed I fantastici viaggi di Gulliver sono solo altri 3 degli attesissimi film del 2011. A questo p u n t o , p o s s o s o l o a u g u r a re B u o n A n n o e…preparate i Pop Corn!!

UN ASINO CHE VOLA

UNIVERSITÀ

DEGLI

di Giulia Tozzi

STUDI

DI

PERUGIA

S e u n g i o rn o l a te l e v i s i o n e ci dovesse dare una notizia ad esemp io circ a un’i mmin ente fine del mondo quanti di noi si porrebbero il problema di verificare se il contenuto di quell’ informazione s i a ve r a o n o ? Pe rc h é s i attribuisce così tanta credibi lità a ques to me zz o? Nel 193 8 un mili one di a m e r i c a n i cre d e t te c h e l a Terra stava per essere attaccata dai ma r ziani. Or son Well es le sse alla r a d i o u n r a c c o n to c h e , s ebbe ne dal contenuto fantascientif ico, pre sen tava tutti i caratteri di un ve ro e p ro p r i o n o t i z i a r i o giornalist ico . Si scatenò il panico, sop rattutto tra coloro che si erano s i n to n i z z a t i a pro g r am m a già cominc iato e ci fu addirittura chi , s coper ta la fin zion e, fece causa alla CBS per riavere indietro i soldi spesi per salire dentro ad un autobus e scappare dallo sbarco a l i e n o . R i m a n d i a l o c al i t à esistenti, aggiornamenti in tempo reale e pre cisi i nter venti di espe r ti professori univer sitari e componenti della più ampia comunità scientifica furono gli elementi che p i ù c on t ri b u i ro n o a f ar s cattare l ’ allarme tra la popolazi one e a far crede re che il suolo ameri c a n o s t a va da vve ro p e r e ssere violato da extra-terrestri con i ntenzi oni non prop riam ente pacifi che.


UN ”ANTRO” PUNTO DI VISTA “M A , PRECISAMENTE , COS ’ È L’ANTROPOLOGIA ?” “C OSA STUDIA IN PARTICOLARE ?” S o l i t a m e n te s o n o q u e s te l e d o m a n d e c h e c i s i f a q u an d o s i t ro va s c ritta o si s ente la paro l a a n t ro p o l o g i a . A l l ’ i nizio il mi stero, l ’am biguità del suo stesso significato ti attrae: “ D i s c o r s o s u l l ’ u o m o”… H a u n n o n s o c h e d i p rof e t ic o . Po i s c o p r i i suoi studi, la su a sto r ia , i s u o i p e r s o n a g g i e cominc i a capirne di p i ù , m a l a d i f f i c o l t à n e l r i s p o n d e re a q u e l l e d o m a n d e t i r i m a n e . P ro ba b i l m e n t e l a d i f f i coltà è data dal f atto che si consi deri l’antro pologia come una disciplina, con una sua specifica definizione, con un suo specifico oggetto di studio. Essa è piuttosto un meto d o , u n p u n to d i v i s t a , con i quali s i os ser va l a re a l t à , d i cu i l ’ u o m o fa par te ed esistendo pa r te c i pa a l l a s u a c re a z i o n e . C o s ì d a i r i t u a l i d i s c a m b i o d e l l e p o p o l a z i o n i d e l l a Pa p u a N u o va G u i n e a , a l d i ba t t i t o s u l c o n c e t t o s a lute e malattia per l’Organizzazione Mondiale d el l a S a ni t à , d a l l e t ar an te s alentine ai film di D z i g a Ve r to v, tu tto f a par te dell’oggetto del l ’o s s e r va z i o n e d e l l ’a n t ro p o l o g o . L e s c i e n z e s o c i a l i , m a a n c h e l a s to r i a , l e a r t i , l a f i l o s o f i a , l a re l i g i o n e , p e r s i n o l a biologi a e la m e d i c i n a , s o n o s o t to po s te allo sguardo attento e critico dell’antropologia. Per questo spesso l e s p e c i f i c h e a re e d i s t udio sono sempre acc o m pa g na te d a un a g gettivo che le qualifica

e n e r i d u c e i l c a m p o d ’a z i o n e : e s i s t e i n f a t t i un’antropologia medica, un’antropologia dell ’a m b i e n t e , u n a n t ro p o l o g i a v i s u a l e , u n ’a n tro polo gia dello spettacolo, un antropologia f i s i c a e t a n t e a l t re a n c o r a . Pa r t e c o s ì c o n i l nuovo anno un piccolo viaggio a puntate all’interno di questo mondo, che attraverso c u r i o s i t à e p i c c o l i a n e d d o t i c e rc h e r à d i esplorare alcuni dei paradigmi più impor tanti d e l l ’a n t ro p o l o g i a , d a l l e “s o c i e t à d i o s s e r va z io ne dell’ uomo” di fi ne settec ento fino all e a n t ro p o l o g i e “ u r ba n e ” d i C l f f o rd G e e r t z e M a rc A u g è , te n t a n d o d i re n d e rn e u n a pa n o r a m i c a i l p i ù p o s s i b i l e c h i a r a . N e s s u n a p re tesa. L’obbiettivo prefissato, ben al di là della p re s u n z i o n e d i e s a u s t i v i t à e c o m p l e te z z a d i i nformazio ne, è la sti molazione all’approfondimento e al dibattito, per una disciplina che c i d a l a g ran d e p o s s i bi l i t à d i ve d e re l e c o s e d a u n a l t ro p u n t o d i v i s t a , p o s s i b i l i t à c h e oggi, se mi è concesso un personale pens i ero, è se mpre più rara. Il pros s imo mese faremo qual che passo i ndietro ritornando agli albori dell’a ntropologia e conoscendo i s uoi per sonaggi principali.

UNIVERSITÀ

di Cristiano Croci

DEGLI

STUDI

DI

PERUGIA

Uno studio successivo a questo evento mise in luce come, su sei milioni di radioascoltatori, solo u n a p i c c o l a pa r te a ve va proceduto a dei controlli per verifica re la veridicità di quanto si s tava u d e n d o a l l a ra d i o , a d e s empio andando a controllare sui giornali la s caletta dei programmi che sarebbero stati messi in onda. Questi soggetti furono quelli che dimostrarono di possedere quella f a c o l t à ch i a m at a a b i l i t à c ritica che non è altro che la capacità di re agire ad uno st imolo coglien done le caratteristiche essenziali e valutandole in modo appropriato. Nell’ America degli anni ’30 il mezzo radiofonico era sicuramente quello che, più della stampa, fungeva da cer tificazione della re a l t à . O g g i i n ve c e q u a n te vo l te pa r l a n d o c o n q u a l c u n o e s t u p i t i d i q u e l l o c h e c i s t a va n o r a c contando sentiamo risponderci che “..l'ha detto la televisione!...”? E se fossimo consumatori di pal i n s e s t i f o r s e t ro p p o d i s t ratti?

UNIVERSITÀ

di Lucia Ercolanatti

DEGLI

STUDI

DI

BOLOGNA


“Le crisi finanziarie della storia” UN CONVEGNO PRESSO LA FACOLTÀ DI ECONOMIA HA APPROFONDITO I TEMI DELLA GRANDE RECESSIONE ORIGINATASI NEL 2008 CON UN PARALLELO SULLE CRISI ECONOMICHE PASSATE.

Un convegno sull’Economia e finanza nello scenario attuale, in particolare riferimento alle crisi finanziarie della storia, si è tenuto presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Perugia Venerdì 10 dicembre 2010, organizzato dal Prof. Tommaso Sediari, docente ordinario della Cattedra di Economia Agraria e di Economia dell’Unione Europea, in collaborazione con l’Associazione studentesca “Idee in Movimento” e il periodico mensile “OltreRiga”. Prima dell’intervento del Funzionario della Banca d’Italia i lavori sono stati aperti con i saluti del Preside della Facoltà di Economia Prof. Pierluigi Daddi in un’aula con un numeroso pubblico di giovani studenti attenti a questa tematica cosi attuale. Nell’introduzione il Prof. Tommaso Sediari ha presentato il Dott. Riccardo Bonci, Funzionario della Banca d’Italia, quale operatore del settore bancario che ha tangibilmente vissuto nel proprio organismo bancario la crisi in essere. Il Funzionario ha infatti inizialmente spiegato che prima del 2008 era stato riscontrato un aumento dei prezzi delle azioni e delle abitazioni, e in parallelo c’era stato un periodo di liberalizzazione finanziaria di diritto o di fatto. Nel 2008 si sono poi realizzati alcuni eventi particolari: l’illusione di poter eliminare il rischio di credito re-distribuendolo all’infinito ha spinto le società finanziarie a concedere prestiti (mutui immobiliari) a famiglie che non erano in grado di ripagare il debito. Il valore dei beni offerti in ga-

ranzia, ovvero gli stessi immobili, è crollato (bolla immobiliare), creando forti perdite per le banche. Sono quindi nati dei dubbi sulla solvibilità di alcuni inter-

mediari, e questo ha creato un crollo di fiducia sul mercato interbancario della liquidità. C’è stata quindi una fortissima incertezza sui mercati finanziari che ha spinto un aumento vertiginoso dei premi per il rischio d’insolvenza sui mercati interbancari. Le cause microeconomiche della crisi sono stati gli incentivi distorti, problemi alla misurazione e gestione del


rischio, e lacune nella regolamentazione e nella vigilanza che hanno consentito al settore finanziario di contabilizzare profitti troppo presto, troppo facilmente e senza gli appropriati aggiustamenti per il rischio al quale erano sottoposte. Le cause macroeconomiche possono riassumersi negli squilibri globali nelle posizioni creditorie e il prolungato periodo di bassi tassi d’interesse reali a partire dal 2001, che hanno portato ad un’errata valutazione delle attività e hanno alimentato il boom del credito, la bolla immobiliare e l’eccessiva assunzione del rischio alla ricerca di maggiori rendimenti. Dagli Stati uniti la crisi si è diffusa velocemente in tutto il resto del mondo grazie ad alcuni elementi chiave. Prima tra questi l’integrazione commerciale, che ha rafforzato i legami internazionali aumentando la sincronia tra le fluttuazioni cicliche di sistemi economici anche molto lontani tra loro; poi l’integrazione finanziaria che ha reso i prezzi delle attività finanziarie nei diversi paesi altamente correlati tra loro; la divisione internazionale del lavoro -detta anche delocalizzazione- ha permesso il diffondersi su scala mondiale di problemi che altrimenti sarebbero rimasti locali e l’elevata leva finanziaria con l’eccessiva assunzione di rischio sono i fattori per i quali la crisi si è estesa su scala mondiale. La fase acuta della crisi – ha continuato il dott. Bonci - si è avuta nella seconda metà del 2008, creando forti tensioni sui mercati finanziari, e ciò ha causato il repentino aumento dei premi per i rischi di controparte e di liquidità sul mercato monetario, ovvero il prestito di liquidità tra le banche; sono anche aumentati i premi per il rischio sulle obbligazioni societarie e l’aspetto più tangibile alla vista anche dei “non addetti ai lavori” è stato il forte calo dei prezzi delle azioni: l’indice Standard & Poor 500 Statunitense ha perso oltre il 50% del proprio valore, e il Dow Jones Euro Stoxx, indice di riferimento dell’area euro, ha perso oltre il 60% del valore iniziale. Le banche centrali hanno evitato il collasso del sistema finanziario internazionale garantendo liquidità alle banche con misure quali l’abbassamento dei tassi ufficiali d’interesse fino a livelli prossimi allo zero. La crisi è quindi passata dal mondo finanziario al mondo reale poiché si è subito sentita la difficoltà delle banche di finanziare gli investimenti, creando un calo della produzione, il quale calo ha causato un incremento della disoccupazione. Abbassandosi il reddito delle imprese e delle famiglie, la fiducia è calata e si è innescato il meccanismo tramite il quale si è spinti ad acquistare di meno, creandosi cosi un calo della domanda di mercato. Il quadro congiunturale dell’economia reale ha acuito quindi ancora di più i

problemi finanziari, in quanto la minor redditività d’impresa e la minore solidità delle famiglie ha aumentato il rischio di credito, aumentando i cosiddetti “crediti in sofferenza” causando in ultimo un ancora minore finanziamento dell’economia reale da parte delle banche. La produzione industriale è calata di oltre 20 punti percentuali, e per questo la crisi attuale è stata da tutti denominata “La Grande Recessione”. In Italia nella primavera del 2009 si sono prodotte quantità comparabili solamente a quelle del 1987, ovvero 22 anni prima. Facendo un paragone con le altre crisi della storia, questa è stata la peggiore per quanto riguarda il calo del commercio internazionale, ma la Grande Depressione del 1929 è stata ben peggiore per quanto riguarda il calo dell’occupazione, che all’epoca segnava il -20,5% a fronte di un -5,3% odierno, mentre il calo delle quotazioni azionarie era stato del -84,8%, a contro un -50,8% medio della crisi odierna. Rispetto alla crisi del ’29 la risposta della politica economica è stata immediata e vigorosa, sia negli USA che nell’area Euro. L’impatto sui mercati finanziari, e quindi sull’economia reale, è stato molto attutito. In assenza di interventi la caduta del PIL americano si stima che sarebbe stata di un - 12% a fronte un -4%, e la disoccupazione avrebbe superato il 16%. Concludendo, un aforisma di Mark Twain ci fa capire quanto sia rischioso speculare in borsa: “Ci sono due casi in cui l’uomo non deve speculare in borsa: quando non ha i soldi e quando i soldi li ha”.

D OTTORANDO

d i Gabri ele G alatioto R ICERCA IN I NTERNAZIONALIZZ . DELLE PMI - U NIV . D I P ERUGIA

DI


Il Cubo magico è il giocattolo più venduto della storia, con circa 300 milioni di pezzi acquistati. Erik Akkersdijk è arrivato a risolvere il celebre rompicapo in soli 7,08 secondi. Al contrario, Graham Parker ha stabilito il record negativo di ben 26 anni impiegati a risolverlo. Nella società contemporanea la comunicazione riveste un ruolo delicatissimo in quanto l’immagine dell’aziende non è una prerogativa scontata o una caratteristica intrinseca, ma un patrimonio che va creato, alimentato e mantenuto. Proprio come nel Cubo magico, anche nella comunicazione le combinazioni per tutelare questo patrimonio possono essere infinite e non tutte adeguate al raggiungimento del fine. La scelta di un partner affidabile, preparato ed innovativo diventa quindi fondamentale per ottenere i risultati più efficaci e duraturi. Archimede si propone come agenzia di comunicazione integrata. La nostra équipe è in grado di offrire strategie di comunicazione globali affiancando il cliente e aiutandolo a raggiungere più rapidamente i propri obiettivi.

soluzioni per la comunicazione

Graphic Design Corporate identity Advertising Multimedia & Web Printing solutions Problema solving PR & Events planning Press office

Via Ponchielli, 30 - 06074 Ellera di Corciano, Perugia - Italy Phone & Fax +390755173688 info@archimedeservizi.com www.archimedeservizi.com

OltreRiga Gennaio 2011  

OltreRiga Gennario 2011 - Anno 2

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you