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LA

QUESTIONE UNGHERESE E L’U NIONE di Gabriele Principato

TRA OMBRE NAZIONALISTE, POPULISMO E CRISI ECONOMICA

I veri pericoli che porta con sè la crisi

economica sono gli stravolgimenti politici, poiché il rischio che l’insoddisfa-

zione sociale ed il declino del consenso

democratico portino al potere partiti na-

zionalisti e populisti è alto. Si potrebbe

prendere ad esempio quello che è acca-

duto in Ungheria, una nazione che, dopo

E UROPEA

“A l c u n i a s p e t t i d i t a l i r i f o r m e s o l l e v a n o gravi interrogativi dal punto di vista del

D i r i t t o n e l l ’ U n i o n e E u r o p e a ”. M a i l p r o -

blema ungherese è precedente a queste

iniziative e molto più articolato: dal-

l ’a p r i l e 2 0 1 0 , q u a n d o è s a l i t o a l p o t e r e i l

par tito conser vatore Fidesz, Alleanza dei

giovani democratici, con il 52,7 % dei

il crollo del comunismo, sembrava desti-

v o t i i n s i e m e a l l ’a l l e a t o p a r t i t o d i e s t r e m a

invece, nel giro di pochi anni, ha visto

voti, il governo ha iniziato una profonda

moneta e salire al governo un partito

zione in senso nazionalista. Ha intro-

nata ad una grande ascesa economica, ed

crollare la sua economia, svalutare la sua fortemente nazionalista. La situazione

ungherese è quantomai attuale per le nuove iniziative con le quali il premier

ungherese Viktor Orbán vorrebbe piegare

destra, Jobbik, che ha preso il 16,7 % dei

svolta autoritaria, riformando la Costitu-

d o t t o u n ’a u t o r i t à ( N m h h ) c o n l a f u n z i o n e

di punire con misure di censura e pesanti

m u l t e i m e d i a c r i t i c i v e r s o l ’o p e r a t o d e l

governo, rendendo conformi al volere del

teggiando

in

maniera

preoccupante

i

confini di quella Grande Ungheria che

s e t t e d e c e n n i f a f u a l l e a t a d i H i t l e r. L a

situazione

ungherese

inoltre

è

critica

anche economicamente; il Paese infatti

va verso la recessione, tanto da far ve-

n i r e m e n o l ’a u t a r c h i a i n n o m e d e l l a q u a l e

Orbán aveva rifiutato ogni richiesta di

aiuti esteri, aprendo ad un negoziato con

i l F o n d o M o n e t a r i o I n t e r n a z i o n a l e . L’ U n gheria infatti, dopo il declassamento di

rating del suo debito sovrano, avrebbe

bisogno di una linea di credito che po-

trebbe raggiungere i 15-20 miliardi per

scongiurare la bancarotta. Le ultime ini-

ziative del governo magiaro però hanno

messo fortemente in dubbio la possibilià

che questi aiuti si concretizzino, perché,

a l c o n t r o l l o d e l l ’e s e c u t i v o l a B a n c a c e n -

Pa r t i t o d i m a g g i o r a n z a l ’a m m i n i s t r a z i o n e

dole la sua autonomia e fondendola, in

provato una legge che dona ai cittadini

missario europeo agli affari economici,

controllo dei mercati finanziari; un altro

gine ungherese la doppia cittadinanza,

sione europea è preoccupata per l’inten-

eleggere il Parlamento nazionale, dove

a va n t i c o n l ’a d o z i o n e d i l e g g i c h e p o s -

trale, la Magyar Nemzeti Bank, toglienp r a t i c a , c o n l ’a u t h o r i t y g o v e r n a t i va d i

pubblica, le scuole, le università e apromeni, slovacchi, ucraini, serbi, di ori-

come ha dichiarato il portavoce del comOlli Rehn, Amadeu Altafaj, “La Commiszione delle autorità ungheresi di andare

progetto di legge, presentato dal suo

dandogli così il diritto di votare per

di due ter zi dello Or szaghàz, il Parla-

invece i rappresentanti delle minoranze,

sono potenzialmente limitare l’indipen-

mente simbolici, senza diritto di voto.

questi aiuti difficilmente Budapest potrà

partito, la Fidesz, che ha la maggioranza mento

nazionale,

che

vorrebbe

intro-

durre la nomina politica dei magistrati,

mettendo de facto la giustizia alle dipen-

denze del governo. Ovviamente non sono

tardati i richiami della Commissione Eu-

ad iniziare dai Rom, avranno seggi pura-

per un’Ungheria migliore che, tra le altre ossia

una

milizia

paramilitare

che

ri-

un

che, se non sarà scongiurato, potrebbe

china

ma ovunque stanno gli ungheresi, trat-

in

g n i d i l e g g e . L’ U n g h e r i a r i s c h i a c o s ì , d a

un lato, di andare verso un fallimento,

quella compresa nei suoi attuali confini,

comunicato ufficiale, ha affermato che

Reding,

sta approvando d’urgenza i relativi dise-

contagiare altri Paesi membri dell’Unione

rom, ritiene che l’Ungheria non sia solo

Viviane

Orbán non sembra avere alcuna inten-

chiama toni razzisti contro immigrati e

missaria europea del direttorato geneGiustizia,

Senza

zione di tirarsi indietro ed il Parlamento

cose, ha formato una Guardia Magiara,

rale

C e n t r a l e ”.

tadini ungheresi, ma è anche in linea con

si sono pronunciati in modo duro, criticando aspramentente queste iniziative e

Banca

evitare il default. Il governo del premier

le idee del par tito Jobbik, o Movimento

palesando la loro inquietudine. La com-

della

Questa legge nasce con l’idea di rimpin-

guare il numero, alquanto scarso, dei cit-

ropea, della Banca Centrale Europea e

del Fondo Monetario Internazionale, che

denza

E u r o p e a e d a l l ’a l t r o , d i a v v i a r s i s u u n a antidemocratica,

le

cui

conse-

guenze posso essere imprevedibili.


6

IN

C A D U TA L I B E R A

8

UN

MATTONE DI RIFIUTI

9 10 12 14 16

17 18

19 20 22

23 24 26 27 28 29 32

HYBRIS :

L A C O L PA

O LT R E I L L I M I T E

Q U A N TO UMANA?

‘ E R O I C A’

DI TENDERE

CONOSCIAMO I LIMITI DELLA MENTE

I C E H OT E L O LT R E

OGNI LIMITE

L IPPI

B OTTICELLI

U M B R I A G O S P E L F E S T I VA L C’ ERA UNA VOLTA A N ATALE E

“D I S C O R S O

SULL A CONTROVERTIGINE”

M ILLENOVECENTOPMUSIC - L A LA

SFIDA PROSEGUE

RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO

D AL 2012

E UTANASIA C URIOSITÀ PUBBLICO

IL

F ISCO

SAPRÀ TUTTO DI TUTTI

TRA DIRITTI E RESPONSABILITÀ NEL REGIME DELLE STRADE AD USO

A T L E T I S E N Z A P I S TA R OMA IN MUSICA

P E N S A N O D I L U I ... D EMOCRAZIA EDUCATIVA 10

GIOCHI PER I D EVICE

E SANA INDIGNAZIONE

E’ SEMPRE UNA QUESTIONE DI TECNICA... POLITICA G R I Z Z LY M AN ON

MAN WIRE


33 34 35 OltreRiga - Mensile Reg. Trib. di Perugia del 26/03/2010, n° 20/2010. WWW.OLTRERIGA.IT redazione@oltreriga.it DIRETTORE RESPONSABILE Andrea Checcarelli CAPOREDATTORE

Gabriele Principato IN REDAZIONE

Massimiliano Crusi, Lucio

Briziarelli, Antonella Tozzi, Luca Briziarelli, Maria Nicole

Iulietto, Carmine Pacelli, Maria Giulia Galli. IN QUESTO NUMERO

Lucia Rossi, Giulia Tozzi,

Elisa Cirilli, Daniele Chiappini, Francesco Diotallevi, Roberta

Filippini, Jacopo Nicolini, Lucia Ercolanetti, Marica Caposaldo, Paola Tempone, Fabio Ricci

(fric), Pierluigi Lely, Concettina Elia, Federica Mastroforti, Chiara Paoletti,

Luigi Sconocchia Silvestri, Roberto Sciarrone

In copertina “Caduta libera”

36 37 38 39

O N E D AY 18 A N N I U N L’O C C H I O

R I TO C C H I N O P E R R E G A L O

DELLE

PA R T E

MUSE

D A N E W Y O R K “ T E R R A !”, I L N U O V O A L B U M D I M A U R I Z I O M A S T R I N I , “ I L P I A N I S TA CHE SUONA AL CONTRARIO”

L A MAFIA UCCIDE D ’ ESTATE DI A NGELINO A LFANO I L T E M P O D E L N ATA L E N E L L ’ A R T E R ACCONTAMI

UNA STORIA , FATTA DI TANTE STORIE

G L I E S T R E M I D E L L ’ A L I M E N TA Z I O N E A LT R E N OT I Z I E E S T R E M E I L R IESLING


IN CADUTA LIBERA

Una scarica di adrenalina…un senso di libertà assoluta…un’esperienza che ti toglierà letteralmente il respiro…dubiterai che il tuo cuore possa reggere… Queste e altre frasi simili mi sono state dette e ripetute da chi aveva già sperimentato l’ebbrezza del paracadutismo prima che io la provassi. In effetti un volo in tandem con l’istruttore da 4000 metri di altezza era uno dei punti sulla mia “lista delle cose da fare” già da un po’; poi una scommessa con un’amica è diventata l’occasione per prendere insieme il coraggio, o forse, la pazzia, necessari per

fare questo salto nel vuoto. Quando siamo arrivate allo Skydive di Fano il tempo per pensare non è stato molto: gli istruttori ci hanno spiegato quello che avremmo fatto mentre ci imbracavano e il briefing non è stato per niente lungo come immaginavamo. Il tempo di vedere le facce sorprese di chi si stupiva che due ragazze stessero per lanciarsi e il n o s t r o aereo è arrivato: una volta a bordo è diventato difficile concentrarsi sulle indicazioni dell’istruttore e la tensione ha iniziato a farsi sentire. Per renderci conto della forza dell’aria, abbiamo messo la mano fuori dal portellone: immaginate di andare a 200km

orari in macchia e di tenere la mano fuori dal finestrino: la stessa forza dopo il lancio l’avremmo sentita su tutto il corpo. L’aereo continuava a salire e quando ancora eravamo “soltanto” a 700 metri sul mare, sembrava già di essere altissimi…il tempo che impiega per prendere quota sembra lunghissimo perché iniziano a venirti i dubbi più assurdi, ti preoccupi che tua madre (alla quale ovviamente non hai detto niente!), si arrabbierà tantissimo e ti viene persino la paura che potresti dare una testata all’istruttore al momento del lancio e fargli perdere i sensi. Poi finalmente sei a 4000 metri, il portellone si spalanca davanti a te e ti ritrovi seduta sul bordo dell’aereo con i piedi a penzoloni nel vuoto: 1…2…e via! Ti lanci e inizi a cadere (o forse è meglio dire


precipitare!) con l’attrito dell’aria come unico ostacolo…Per me è stato sensazionale: non c’è stata la minima paura, il respiro non si è bloccato e il cuore è rimasto al suo posto ma è stato incredibilmente divertente. Avrei voluto che quei 50 secondi di caduta libera non finissero mai: era così bello aver trovato un equilibrio sull’aria e sentirsi completamente liberi e sorprendentemente leggeri. Mi sembrava finalmente di vivere quel sogno ricorrente che facevo da bambina, in cui precipitavo dalla cima di un palazzo e avevo la vividissima sensazione di cadere, come se da sempre sapessi esatta-

mente cosa significasse cadere nel vuoto. Solo quando l’istruttore ha aperto il nostro paracadute e abbiamo quindi rallentato la velocità di discesa, mentre il cameraman continuava in caduta libera, mi sono resa conto di quanto andasse veloce: come nella vita, è difficile fare una valutazione quando non si hanno punti di riferimento! Con il paracadute aperto si impiegano altri 3-4 minuti per tornare a toccare i piedi per terra e sentirsi di nuovo così pesanti. Allora la scarica di adrenalina si fa sentire, alzi gli occhi al cielo e ti sembra impossibile essere sceso da lassù. Come per tutte le emo-

zioni più forti però, le parole non rendono l’idea. L’unico consiglio che posso dare a tutti è quello di provarlo. Infatti, come ha detto qualcuno, “tutte le spiegazioni su cosa si prova volando sono vaghe; andare lassù, in un modo o nell’altro, è l’unico modo per scoprire a cosa somiglia.”

TESTO

E FOTO DI

MARIA GIULIA GALLI


UN MATTONE DI RIFIUTI N e g l i u l t im i a n n i l ’i n d us t r i a edilizia s ta propon e n d o s o l u z i o n i m o l t o i n t e re s s a n t i re l a t i va m e n te a l r i u t i l i z z o d i r i f i u ti d i ori gi ne urbana o i n d u s t r i a l e p e r l a re a li z z a z i o n e d i m a te r i a l i d a c o s t r u zi o ne . U n o d e i c a s i più significativi viene da u n ’a z i e n d a d i Pa v i a , l ’ O f f i c i n a d e l l ’A m b i e n t e S p a , che, sottoponendo a trattamenti specifici le scorie da incenerimento ricava t e d a l t r a t t a m e n t o d e i r i f i u t i s o l i d i u r ba n i n e i termovalorizzatori, g i u n g e a d o t t e n e re u n iner te denominato “Matri x ”. Q u es to c o m p o s to è p o i f o rn i to a i c e m e n t i f i c i e d a l l e a z i e n d e p ro d u t trici di materiale edile c h e l o u t i l i z z a n o , i n pa r ziale sostituzione della pietra naturale tradizio-

nalmente usata come materia prim a, per otten e r c l i n ke r, c a l c e s t r u z z o , b l o c c h i e t a n t i a l t r i prodotti analoghi . Quindi, almeno sulla car ta , i va n t a g g i d i t a l e l a vo r a z i o n e n e i c o n f ro n t i d e l l ’a m b i e n t e s o n o d u p l i c i : riduzione della mole di r i f i u t i d a s m a l t i re ( o g n i anno vengono infatti trattati circa 250.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, che altrimenti andrebbero a finire i n d i s c a r i c a ) e m i n o re q u a n t i t à d i ro c c i a n a t u r a l e d a e s t r a r re d a l l e cave. Così facendo si mette in pratica uno dei principi fondamentali di una gestione dei rifiuti a va n z a t a : m i n i m i z z a re l a p ro d u z i o n e c o m p l e s s i va del rifiuto, recuperandolo prima dello smaltimento

p e r o t t e n e re m a t e r i a p r i m a se c o n d a r i a . I l r i s u l t a t o è a n c o r a p i ù a p p re z z a b i l e c o n s i d e r a n d o c h e l ’ i n e r t e è o t t e n u t o pa r t e n d o d a l l a pa r t e i n d i f f e re n z i a t a d e l r i f i u t o , q u e l l a c i o è s o l i t a m e n te c o n s i d e r a t a i n u t i l i z z a b i l e . O v v i a mente l’i mpie go di rifiuti compo r t a un ’a t te n t a e d e l i c a t a p ro c e d u r a d i va l u t a z i o n e e t r a t t a mento, in accordo con le severe normative che re g o l a n o i s e t t o r i d e l l o s m a l t i m e n t o r i f i u t i e d e l l a p ro d u z i o n e d i m a te r i a l i d a c o s t r u z i o n e . Ad esempio si evita il ricorso a trattamenti c h i m i c i d e l p ro d o t t o d i pa r t e n z a , u t i l i z z a n d o e s c l u s i va m e n t e p ro c e d i m e n t i d i t i p o f i s i c o m e c c a n i c o , o p p u re s i a d o t t a i l p r i n c i p i o “ k m z e ro”, l i m i t a n d o l a r a c c o l t a d e l r i f i u t o e l a c o m m e rc i a l i z z a z i o n e d e l p ro d o t t o n e l l e v i c i n a n z e d e l l ’a z i e n d a , a l l o s c o p o d i g a r a n t i re l a sostenibilità ambientale (ma anche economica) della produzione. Ovviamente esistono casi simili anche fuori dai confini nazionali: ad esemp i o u n i n g e g n e re d e l l ’ U n i ve r s i t à d i L e e d s s t a mettendo a punto il BituBlock, un mattone c o m p l e t a m e n t e c o s t i t u i t o d a r i f i u t i d i va r i o t ipo, uniti tra loro da un legan te b i t u m i n o s o . Il mattone, oltre ad avere ottim e qu a l i t à d i re s i s te n z a , p o t re b b e i n f u t u ro g a r a n t i re s i g n i f i cative riduzioni di immissione di rifiuti n e l l ’a m b i e n te e d u n n o te vo l e r i s pa r m i o e n e r getico ris petto all e normali tecn i c h e d i p ro d uzi one. Sembra quindi che coniug a re i va n t a g g i e c o n o m i c i e d a m b i e n t a l i d e l re c u p e ro e d e l riutiliz zo possa ben presto dive nt a re l a n u o va f ro n t i e r a d e l s e t t o re e d i l i z i o , t a n t o c h e s o n o o r m a i n u m e ro s e l e r i c e rc h e s c i e n t i f i c h e f i n a l izz ate al recu pero di sottoprod o t t i i n d us t r i a l i di vario genere per la fabbricaz i o ne di l a te ri z i ed altri ma teriali .

TESTO DI CARMINE PACELLI FOTO DI MARIA GIULIA GALLI


: la colpa ‘eroica’ di tendere oltre il limite

Hybris

M a i d i m e n t i c a re i l i m i t i

racconta di tentativi conti-

Non

più

s t o o rd i n e c o s t i t u i t o . C i

mondo

l’ingegno umano ai limiti

co t an te de s i d erio di s upe-

um ana dagli dèi. Nessuno,

mortale per la brama di

e s p re s s o c o n t a n t a i n s i -

c o n d i z i o n e e a t r a r re d a

n e s s u n o , p i ù d e i G re c i , h a

s ua s aggezz a. Esso s ignifi -

i m p o s t i a l l a natura umana. esiste

grande,

collettivo

c o l pa

nell’immaginario del

g re c o , d e l l a hy b r i s , i l t r a r a re

la

condizione

di

n u i e s f i d e p e re n n i a q u e -

più

dei

condizione

G re c i ,

ha

mai

tanto

ba t t e n t e

q u e s t ’o s -

c h i u n q u e a b b i a f re q u e n -

s e s s i o n e p e r l a p re c a r i e t à

capito, dalla quantità di

a l l ’e s s e re u o m o . I l v i a g g i o

tato il liceo classico avrà

si

t ro va va

t e s t e s s o” – n o n e r a , d e l

alla

mai manifestato in modo

“s u p e r b i a ”, “ t r a c o t a n z a ” e

che

imposti

bris

“e c c e s s o”,

oracolo

scritto

s te n z a q u e s to s e n t i m e n to ;

significa

loro discendenti . Il celebre

racconta di ribellioni del-

c o n o s c e re , d i s a p e re . L e t -

t e r a l m e n t e i l t e r m i n e hy -

ricade sui colpevoli e sui

e la limitatezza connessa

sul

f ro n t o n e

del

te m p i o d i D e l f i – “c o n o s c i

re s t o , u n ’e s o r t a z i o n e p e r l ’ u o m o a i n d a g a re l a s u a

quella stessa indagine la

c a va e s s e n z i a l m e n t e “c o nosci i tuoi limiti, ricordati

c h e s e i u n u o m o”. E p p u re ,

l’uomo sembra aver fatto spesso di testa sua, dai

volte in cui avrà sentito

di Ulisse è, per eccellenza,

G re c i f i n o a i g i o rn i n o s t r i .

quanto

nato desiderio dell’uomo

d e i p i ù e s t re m i s a c r i f i c i ,

n o m i n a re

questa

pa ro l a ,

fondamentale

fosse il concetto che la

stessa esprime nella cult u r a d e l l a Gre cia antica. La

h y b r i s e r a , p e r i G re c i , i l

più imperdonabile dei peccati, una sfida illegittima

c o n t ro l ’ord i ne cosmico ri-

gidamente

fissato

la metafora di questo in-

A qualsias i pre zzo, a costo

di s pinger si sempre oltre e

l ’anelito dell ’uomo a supe -

p r i o d e s t i n o . U s a re l ’ i n g e -

non è mai venuto meno.

d i e s s e re a r te f i c e d e l p ro -

g n o e q u i va l e , i n s o s t a n z a ,

n e l m o n d o g re c o , a t e n d e re o l t re l a m i s u r a e d i -

s t r u g g e re

il

limite.

Una

r a re i l i m i t i a l u i i m p o s t i

Nel terzo millennio, nulla

pa re

e s s e re

cambiato.

Cos’è ad esempio un film

come “Matrix” se non la

dagli

colpa ‘eroica’, ma pur sem -

mo derna trasposizione del

a l l e p i ù te rr ibili punizion i,

s e g u e , i n e s o r a b i l m e n te , l a

rubare il fuoco agli dèi per

d è i , u n a c o l pa d e s t i n a t a

condannata senza alcuna

re m i s s i o n e . Tu t t a l a l e t t e ratura greca (e non solo) ci

p re u n a c o l pa , a l l a q u a l e nemesis,

o v v e ro

la

ven-

implacabile,

che

detta degli dei. Una vendetta

t e n t a t i v o d i P ro m e t e o d i

s alvare i l mondo dall ’oscurità? “Pillola azzurra: fine

della storia, dom ani ti sve -

glierai in camera tua e cre-

derai a quello che vorrai.

Pillola

ro s s a :

re s t i

nel

pa e s e d e l l e m e r a v i g l i e e

vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio”.

D i Mar ia N icole Iulietto DOTTORESSA IN FILOLOGIA LATINA


Q UA N TO

CONOSCIAMO I LIMITI DELL A MENTE UMANA?

C h i u n q u e a b b i a u n m i n i m o di conos cenza del l ’es s e re u m a n o s i re n d e r à conto che quest’ul t i m o è t u t t ’a l t ro c h e u n e s s e re m o d e s t o n é ta n to m e no p ro n to a d a c c e ttare di buon grado l a s u a n a t u r a “ l i m i t a t a ”. L’a n t ro p o c e n t r i s m o c h e n e c o ns e g u e f a s ì c h e l’uo mo senta c he l e su e c a paci tà s i a n o a l d i s o p ra degli al tri esseri v i ve n t i s e n o n a l t ro pe rc h é : 1 . E ’ l ’ u n i c o e s s e re a d a v e r p ro d o t t o u n l i n g u a g g i o c o s ì a r ti c o l a to . 2. E’ colui che più degli altri esseri ha utilizzato i l p ro p r i o i n g eg no p e r costruire g l i s t r u m e nt i ch e g l i h a n no permesso di vivere m e g l i o e t r a va l i c a re i l i m i t i i m p o s t i d a l l a n a tu ra . C on ques t i pres uppo sti possiamo ben immagin a re q u a n t a c re a t i v i t à a b b i a m e s s o i n m o t o p e r r a gg i u n g e re o b i e t t iv i che con le sole doti b i o l o g i c h e i n p o s s e s s o n o n s a re b b e ro s t a t i ra gg i u n t i ; s i n d a l l a n o t te d ei tem pi, l’uom o ha c e rc a to d i m i s u r a r s i s i a c o n l ’a m b i e n te c i rc o s t an te ( c e rc a nd o di te n e r l o in pugno), sia con g l i a l t r i e s s e r i u m a n i ( a l l a r i c e rc a d i u n p r i m a to ). H a n o t ato q u a nto f oss e più lento della gazzella nella corsa e si è inventato il modo p e r s u p era rl a e pe r r a gg i u ngere zone lontane se n z a f a ti c a re p i ù di t a n to , ha notato che cacc i are a m a n i n u d e e r a t ro ppo pericoloso e si è inventato una congerie di strumenti per cacciare, ha notato che lavorare por tando pesi ecc e s s i v i è u s u r a n te e s i è i n ven tato le macchi ne i n d u s t r i a l i , h a n o t a to c h e p o r t a re u n a l e t te r a di per s ona richiede troppo tempo e si è inven t a to l a p o s t a e l e t t ro n i c a ! Tu t to c i ò n o n d e s t a o rm a i s t u p o re a i n o s t r i o c chi che oss er vano il mondo nel XXI secolo, ma sono stati eventi c h e h a n n o r i c h i e s to e n e rg ie, im pegno, genia li t à e s o p r at tu t to l a vo l on t à di superare i prop r i l i m i t i . G l i e s e m p i f a t t i p re c e d e n t e m e n t e q u a n t o a s t r u m e n t i p ro d o t t i d a l l ’ u o m o s o n o a p pa n n a g g i o d e l l a m a g g i o r pa r t e d e l l e p e r s on e p re s e n t i s u l p i a n e t a ; m a cos a s pinge al c u n i e s s e r i u m a n i a v o l e r a n d a re a l d i l à d e i

confi ni di ciò che viene repu tato com e “fattib i l e ” p e r l ’ u o m o ? S i è pa r l a t o p re c e d e n t e mente d e l l ’a n t ro p o c e n t r i s m o come caratteristica umana posseduta ormai da diver si secoli, ma c’è chi più della restante par te degli uomini sente la necessità di spingersi oltre la sog lia che viene c onsiderata normale: non a caso il guinness world record è ora c o l m o d i i n d i v i d u i c h e m e t to n o a l l a p ro va s e s t e s s i e s i c o n f ro n t a n o c o n a l t r i i n d i v i d u i a v e n t i l a s t e s s a n e c e s s i t à d i a c c a pa r r a r s i u n “primato” (dallo spaccare angurie a testate, all’immergersi per quanto più tempo possibile in acqua senza ossigeno ecc..). Esempi come q u e s t i f a n n o s i c h e s i p e n s i a l c o n c e t to d i l i mite come ad una sfida e non coma ad una condizione mutabile. In alcune culture, però, il limite assume un’accezione diver sa: il termine, i n l a t i n o l i m e n , v i e n e t r a d o t to c o m e c o n f i n e , l uogo da non valicare, m a in realtà è i l posto dove qualcosa finisce ma dove anche qualc o s ’a l t ro h a i n i z i o e n o n è d e t t o c h e q u e s t i d u e p o s t i d e b ba n o re s t a re s e pa r a t i m a p o s sono anche fondersi in alcuni frangenti. E’ questo il significato che ne attribuiscono alcuni m onaci tibetani quando parlano di medi tazione, poiché essa (la meditazione) porta l ’e s s e re i n u n a z o n a re m o t a , q u a s i i n c o n s c i a , ma egualmente esistente nella mente umana che sp esso però non è conos ciuta dai più ed è in grado di controllare il nostro corpo. Ne mmeno l e neurosci enze sono a conoscenza della totalità delle potenzialità della mente umana ed è per questo che molti ricercatori si so no intere ssati a lla capacità di questi monaci buddis ti di rim a nere s otto ba s s e tem per at ure senza abiti che li proteggano dal freddo, senza provoc are alcun danno al proprio corpo e anzi r i u s c e n d o a i n n a l z a re l a p ro p r i a t e m p e r a t u r a c o r p o re a s o l o a t t r a v e r s o l a m e d i t a z i o n e . Pe r a v e re u n ’ i d e a d i q u a n t o l a n o s t r a m e n t e s i a poco conosciuta e sfruttata il medico Herbet B e n s o n d e l l ’ u n i v e r s i t à d i H a r va rd r i p o r t a o s s e r va z i o n i e f f e t t u a te s u u n g r u p p o d i m o n a c i c h e r i s i e d e va n o a l l e p e n d i c i d e l l ’ H i m a l a y a , i

quali attraver so la tecnica di m e d i t a z i o n e c h e p re n d e i l n o m e d i g Tu m - m o r i u s c i va n o a r i durre il proprio metabolismo del 65% (durante i l so nno ogni uomo riesce ad a b ba s s a r lo s o l o del 17% circa e nel la meditazion e t r a d i z i on al e d i u n 2 0 , 2 5 % ) , i n n a l z a re l a t e m p e r a t u r a d i ma ni e piedi a 17 gradi quando ne l l ’a m b i e n te ci rco st ante se ne misurano 5 o 6 , e a d d ir i t t u r a r a c c o n t a d i a v e r a s s i s t i t o a u n a p ro va i n c u i ogni monaco in meditazione a stesse condizioni ambie ntali di prima, riusc i va a f a r as c i u gare 3 panni um idi im mer si in a c q u a f re d d a i n un gran numero di ore ed era p o s si b i l e o s s e rvare il vapore acqueo che fuoriusciva da questi panni freddi posizionati sulla sc h i e n a de i m on a c i . A pa r i t à d i c o n d i z i o n i u n q u a l s i a s i a l t ro uomo sarebbe già entrato in fa s e d i c o n g e l amento . Molti scienziati s ono inte re s s a t i a q u es t a t e c n i c a d i m e d i t a z i o n e p o i c h é p o t re b b e risultare alternativa o di ausilio a i t ra d i z i o n a l i farmaci o all e tradizionali terap i e m e d i c h e p e r un gran numero di malattie prodotte o esacerba t e d a l l o s t re s s c o m e a n s i a , p re s s i o n e a l t a , d e p re s s i o n e m e d i o ba s s a , i r re g o l a r i t à c a rd i a che, rabbia, insonnia e addirittura infertilità. Questa tecnica è ora usa ta per ca l m a re i n d i v i dui che hanno appena appreso notizie traumat i c h e c o m e l a m o r t e d i u n pa re n t e o l a d i a g n o s i d i g r a v i m a l a t t i e . Tu t to c i ò , p e r d i re quanto ancora l’uomo non sia cosciente del p o t e n z i a l e c h e h a d e n t ro d i s é e q u a n t o a n cora esso possa spingere il proprio limite semp re p i ù a l d i l à r i s p e t t o a q u a n t o a v re b b e i m maginato di poter fare.

DI

CONCETTINA ELIA


ICE HOTELS T ESTO DI C ARMINE P ACELLI - I NGEGNERE F OTO DI M. G. G ALLI

Temperature sotto zero e condizioni davvero ”da brivido”: ecco cosa si aspettano le migliaia di turisti che ogni anno visitano i numerosi ice hotels sparsi per il mondo. Sebbene ciascuno di essi abbia le proprie peculiarità, si tratta in tutti i casi di edifici costruiti interamente di neve e ghiaccio, a partire dalla struttura portante fino all’ultimo degli arredi. E si tratta sempre di strutture “precarie”, costruite ex-novo all’inizio della stagione fredda e che all’arrivo di temperature più miti inevitabilmente si sciolgono. Naturalmente esistono tutti i comfort necessari per impedire ai clienti di congelare: calde coperte per la notte, cibi calorosi per le scorte di energia, bagni bollenti per il giusto relax, ma anche abbondanti quantità di alcool per scaldarsi in maniera del tutto naturale. Oggi si possono trovare non solo alberghi ma addirittura interi villaggi di ghiaccio in ogni angolo del pianeta, dall’Estremo Oriente al Nord America, e qualcuno ha persino ipotizzato di realizzarne uno a Dubai, dove le temperature medie annuali sfiorano i 40 °C! Ma la vera patria degli hotel di ghiaccio è senza dubbio il Nord Europa ed in particolare la Scandinavia, sebbene non manchino esempi in altre zone del Vecchio Continente, Italia compresa. Tra tutti gli hotel di ghiaccio, è d’obbligo ricordare l’ICEHOTEL (http://www.icehotel.com), il primo al mondo, che da oltre 20 anni viene costruito a Jukkasjärvi, nella Lapponia svedese, a circa 200 km dal circolo polare artico. L’albergo, che quest’anno aprirà il 3 Dicembre, ha a disposizione alcune decine di stanze, la cui realizzazione ha richiesto migliaia di tonnellate di ghiaccio e di neve, necessarie ad ospitare i tantissimi turisti entusiasti

di godersi i -5°C dell’ambiente interno. L’ICEHOTEL non è un semplice albergo bensì un vero e proprio art project: tutte le stanze sono infatti artisticamente decorate e ovunque si trovano sculture di ghiaccio, realizzate sul posto sia da noti artisti sia dagli ospiti dell’albergo che seguono allo scopo specifici corsi. E molte altre sono le attività previste per i clienti: escursioni, sport estremi, safari fotografici e tanto altro ancora; inoltre, per chi non si accontenta di una normale vacanza, nell’ICEHOTEL c’è persino la possibilità di celebrare il proprio matrimonio all’interno della Ice Church, la splendida chiesa di ghiaccio interna alla struttura. Senza dubbio però l’attività più entusiasmante sarà quella che partirà nel 2014, quando la Virgin Galactic, società del vulcanico magnate Richard Branson, permetterà ai clienti dell’hotel di effettuare i primi viaggi commerciali nello spazio con l’aeronave SpaceShipTwo, per vivere davvero un’esperienza ai limiti dell’estremo!


O LTRE

OGNI LIMITE ..!

“Fenomenali poteri cosmici…in un minuscolo spazio vitale!” Così il genio di Aladdin nel cartone animato di Walt Disney definiva le sue strabilianti capacità, ma la stessa espressione può essere usata per descrivere le incredibili abilità del corpo umano. Esistono entusiasmanti storie di sopravvivenza nelle condizioni più estreme e record di resistenza che hanno dell’incredibile: ne abbiamo scelti alcuni per voi, alcuni numeri da capogiro per farvi capire che cosa può riuscire a fare il nostro corpo quando è spinto al limite delle sue possibilità. Tutti sappiamo che si può resistere anche molto a lungo senza mangiare, purché si introduca una sufficiente quantità di acqua: non per questo però, è

meno sorprendente sapere che il record di digiuno che appartiene a Kieran Doherty è di ben 73 giorni e che in realtà, con il giusto apporto di vitamine e acqua si può resistere anche oltre un anno senza alimentarsi. Si può trattenere il respiro sott’acqua per ben 11 minuti e 35 secondi (è questo il record di apnea che Stefane Misfud ha raggiunto grazie ad una lunga preparazione), si possono sollevare 457,5 kg dal pavimento alla coscia (record firmato Andy Bolton) e 263,5 kg fin sopra la testa. Si possono correre 100 metri in 9,58 secondi, ovviamente andando col passo di Usain Bolt, si può arrivare a 5000 metri d’altezza sul livello del mare senza essere allenati e senza avere grossi problemi, ma con un’adeguata preparazione alcuni alpinisti sono addirittura riusciti a scalare l’Everest (8848 metri!) senza il bisogno di ossigeno. Il record di cifre che è possibile memorizzare appartiene al cinese Chao Lu, in grado di ripetere a memoria le 67.890 cifre del pi greco, quello di sopravvivenza al freddo ad Anna Bagenholm sopravvissuta ad un calo di temperatura corporea fino a 13.7°C dopo essere caduta in un fiume ghiacciato e rimasta intrappolata per 80 minuti nell’acqua gelida. Se il record assoluto di insonnia, verificato scientificamente, appartiene ad un ragazzino di 17 anni di San Diego ed è di 11 giorni, di gran lunga più sorprendente è la leggenda vivente Thai Ngoc, sessantanovenne Vietnamita che non dormirebbe da ben 37 anni, senza per altro averne risentito in salute. Ma il più incredibile di tutti i record è forse quello di Vesna Vulovic: precipitata da 10.000 metri senza paracadute dopo che l’aereo su cui si trovava esplose in aria a causa di

una bomba, dopo un mese di coma si riprese e oggi gode di ottima salute. Quando ci si trova in condizioni estreme, come ci insegna Bear Gr ylls nelle sue avventure televisive, anche la carcassa di un animale può trasformassi in un rifugio per pas-


sare la notte e persino gli insetti più ripugnanti possono essere un pasto nutriente per placare la fame. E se si è spinti verso quel limite, che pensavamo non fosse possibile oltrepassare, perché costretti a scegliere tra la vita e la morte, allora l’istinto di sopravvivenza non si ferma neppure davanti al cannibalismo o alla necrofagia. Lo sanno i 16 superstiti del disastro aereo delle Ande del 1972, sopravvissuti per 70 giorni a 4200 metri di quota, cibandosi dei cadaveri dei compagni morti.

Lo sanno i 10 naufraghi de La Meduse, unici salvi dei 152 passeggeri a bordo di quella zattera da 20mx10m che ispirò Gericault per la sua celebre tela “La zattera della Medusa” e ancor meglio lo testimonia la storia della baleniera Essex, affondata nel 1820 dai colpi di un enorme capodoglio: dei 20 marinai che erano riusciti a salire a bordo delle scialuppe, dopo 3 mesi ne rimasero soltanto due, sopravvissuti per aver sacrificato un compagno estratto a sorte. E’ proprio questo l’episodio che

ispirò Melville nella stesura del suo famigerato Dick”. “Moby Che siano un qualcosa a cui tendere, una barriera da oltrepassare, una sfida che solo il più adatto può superare, in ogni caso i limiti sono limiti solo finché li riteniamo tali. Allora forse ha ragione Pollock: “no limits, just edges…no limiti, soltanto margini”.

T ESTO

E FOTO DI

M ARIA G IULIA G ALLI


A LZI

F ESTE NON HA IN PROGRAMMA LA CLASSICA USCITA A CACCIA DI P RESEPI , C ONCERTI E MANIFESTAZIONI VARIE … CERTO, TRA IL PESO N ATALE E LA PREOCCUPAZIONE DEL C APODANNO DA ORGANIZZARE , OGNI ANNO SCOVARE QUALCOSA DI NUOVO E DI INTERESSANTE DA FARE DI VENTA UN ’ IMPRESA , PER QUESTO ABBIAMO DECISO DI DARVI UNA MANO CON QUALCHE IDEA FUORI DAI SOLITI ITINERARI .. CE N ’ È PER TUTTI I GUSTI .. NON VI RESTA CHE SCEGLIERE .. LA MANO CHI PER LE

DEL PRANZO DI

U M B R I A G O S P E L F E S T I VA L

importanti kermesse di musica Gospel in Italia.

Umbria

Montefalco

d i Luca Briziarelli rata ricca di sorprese ed emozioni, un’esplo-

Città della Pieve, Gubbio, Città di Castello, Pa-

musica Funk, Soul ed R’n’B; eccellenti musicisti ad

Al successo della manifestazione contribuiscono

un super show condotto da straordinari artisti

gennaio 2012, toccheranno Paciano, Spoleto,

nicale, Corciano, Perugia, Castiglione del Lago.

la particolarità del genere musicale, e la sua formula itinerante che lo vede approdare nei teatri

e nelle chiese dei borghi più suggestivi del territorio, permettendo a residenti e turisti di sco-

prirne Per gli amanti del genere, ma anche per tutti gli

altri, il ricco cartellone di “Umbria Gospel Festi-

val - Soul Chismas”, edizione “natalizia” di Tra-

simeno Blues Festival, ormai una tra le più

l’enorme successo dell’anno passato, con una se-

Dieci concerti che dall'8 dicembre al primo

e apprezzarne le

bellezze naturali,

culturali e architettoniche culturali. Da non per-

dere l’Evento speciale della notte di capo-

sione di musica e di festa al ritmo della migliore

alternarsi sul palco ed un groove irresistibile per

oltre che coinvolgenti entertainers quali James

Thompson e Sherrita Duran.

Il programma completo dell’iniziativa è dispo-

nibile sul sito della manifestazione www.umbriagospelfestival.it.

danno "The Funk & Soul Night Explosion" in

programma all’Auditorium Urbani di Passi-

gnano sul Trasimeno, che punta a bissare

C’ E R A

U N A V O LTA A

N ATA L E

d i Luca Briziarelli

di

moka, or iginali, raffinate e con un a lto valore ecolo g i c o d a n n o a

a d u l t i e ba m -

nifestazione un programma ricco di spettacoli teatrali , l ab ora tori l u-

tando

per ragazzi. Per l’occasione, all’interno dei nei magnifici spazi espo-

Un

mese

eventi

per

bin i che, sf rut-

magica

nella

atmo-

sfera del Na-

t a l e e d e l C a p o d a n n o , a n i m e r a n n o l a r i n g h i e r a d e l l ’ U m b r i a . Tu t t o q u e s to è “ C ’e r a u n a vo l t a a N a t e l e ” i n p r o g r a m m a a M o n t e f a l c o

d a l 3 D i c e m b r e 2 0 1 1 a l 5 G e n n a i o 2 0 1 2 . L a m a n i f e s t a z i o n e , p ro m o s s a d a l C o m u n e i n c o l l a b o r a z i o n e c o n L’a s s o c i a z i o n e d i c u l t u r a

M O K A , s i ar r i c c h i s c e ogni anno di interessanti novità e m erita una g i t a f i n o a l l a c i t t à d e l S a g r a n t i n o . D a n o n p e rd e re , i l 3 D i c e m b re

i n P i a z z a d e l C o m u n e, l’ inaugurazione della manifestazio ne: un

immenso tappeto natalizio modifica la quotidiana percezione

dello spazio Piazza e le decorazioni fatte a mano dal gruppo

tu tto il centro stor ico un’atmosfera magica. Al l’inte rn o d e l l a m a -

dici, mo stre di presep i, proi ezio ni di animazion i per ba m b i n i e f i l m

sit ivi del mus eo di San Francesco la m os tra “C’era un a vo l t a … i l ba -

l o c c o” a c u r a d i S i s t e m a M u s e o e d e l M u s e o d e l g i o c o e d e l

giocattolo di Perugia (Inaugurazione domenica 11 Dicembre alle ore 17.00).

Il pro gram ma completo dell’iniziativa è disponibile s u l s i to u f f i ci al e del Co mune di Montefalco: www.comunemon te f a l c o . i t


e soprattutto l’attenzione per il disegno sottile e per il motivo grafico. Nel suo modo di fare arte non c’è un evidente plasticismo ma una mimica elegante e contenuta soprattutto nei quadri a soggetto allegorico-mitologico, tema a lui prediletto. Come non ricordare i due capolavori conservati agli Uffizi Primavera e Nascita di Venere? Prendendo spunto dal celebre maestro quello che qui si cerca di mettere in risalto è il talento più pacato del giovane Filippino: figlio di Fra Filippo Lippi e della monaca Lucrezia Buti, si avvicinò alla pittura grazie al padre ma è dal maestro Botticelli che riprende una sensibilità spiccata per il ritmo lineare caratterizzato tuttavia da un vivo senso dei valori cromatici e luministici. il sapiente percorso espositivo di questa mostra è tale da mettere in luce tutti i passaggi fondamentali e i capolavori della sua silenziosa vita artistica. L’Apparizione della Vergine a San Bernardo (1484-1485), capolavoro che spicca in fondo alla sala del primo piano, mostra figure gentili e graziose ma con un solido impianto compositivo, circondate da un paesaggio descritto con scrupoloso spirito analitico: l’ambientare scene religiose all’aperto è un’assoluta novità nella Firenze del primo Rinascimento. Attraverso un intenso dialogo artistico ed estetico col padre Filippo e col suo celebrato maestro di bottega, si può comprendere come Filippino non fu un semplice allievo o un artista di secondo piano ma un collaboratore alla pari, apprezzato anche dalla famiglia Medici e con commissioni di tutto rispetto. Tra il 1483 e il 1494 compì la decorazione di due CapFirenze nel Quattrocento è una fucina di talenti, di menti geniali, di creatività pelle: la Strozzi in Santa Maria Novella e la Cappella Carafa in Santa Maria sconfinata. Accanto ai grandi e celebrati maestri e alle loro botteghe i critici Minerva a Roma. Il periodo romano inoltre è esaldel Rinascimento riscoprono personalità che la stotato per la forte influenza che esercitò nei capolaria ha sottovalutato ma che al tempo godevano di vori realizzati successivamente a questo viaggio: il fama e riconoscenza. Riscoprirli oggi significa far riFILIPPINO LIPPI E SANDRO BOTfascino e le rovine dell’antico colpirono profondavivere un periodo magico per la storia dell’arte itaTICELLI NELLA FIRENZE DEL ‘400 mente Filippino, fornendo, come ricorda anche il liana, la nostra “età dell’oro” che così tanto ci SCUDERIE DEL QUIRINALE – ROMA Vasari nelle sue critiche, fonte di ispirazione e coinorgoglisce agli occhi del mondo. Alle Scuderie del VIA XXIV MAGGIO 16 stante motivo di studio e interesse nella seconda Quirinale è in corso un’altra mostra che dopo Cara5 OTTOBRE – 15 GENNAIO 2012 parte della sua produzione pittorica. Nei primi anni vaggio e Lorenzo Lotto celebra doverosamente aldel Cinquecento dominavano incontrastati la scena cuni dei nostri geni italici. E quale luogo migliore WWW.SCUDERIEQUIRINALE.IT fiorentina i grandi geni di Leonardo, Michelangelo e per farlo se non i suggestivi spazi espositivi ridiseRaffaello ma la pittura armoniosa e gentile di quegnati da Gae Aulenti nel 1999 di proprietà della Presti maestri meritava ancora una volta di essere celebrata. Meglio se nell’anno sidenza della Repubblica Italiana? Luogo ricco di fascino, curata dal grande del centocinquantesimo anniversario della nostra nazione e nel luogo che ineesperto del Quattrocento fiorentino Alessandro Cecchi, alle Scuderie del Quivitabilmente più la rappresenta. rinale si può ammirare fino al 15 gennaio tutta la grazia del primo Rinasci-

LIPPI E BOTTICELLI

LA GRAZIA E L’ARMONIA DELLA FIRENZE QUATTROCENTESCA ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

mento toscano. Una mostra per riscoprire il quasi dimenticato Filippino Lippi a confronto con uno dei suoi primi maestri, Sandro Botticelli, indiscutibilmente una delle eccellenze artistiche di quel tempo. Presente in mostra con pochi ma significativi capolavori, le caratteristiche che rendono il Botticelli subito riconoscibile agli occhi dei più esperti sono l’armonia dell’equilibrio compositivo

TESTO

E FOTO DI

ROBERTA FILIPPINI


“D ISCORSO

frasi del tipo: “ci vorrebbe una bella rivoluzione!!”. Gli indignados a loro modo ci stanno provando, facendoci sentire il clima, quasi dimenticato, degli anni DI ANTONELLA TOZZI settanta. Anche Ascanio Celestini in “Pro Patria. Senza prigioni, senza processi”, la sua nuova pièce teatrale, si interroga sulla più grande rivoluzione della storia italiana, quella che ha avuto l’ardire di portare il nostro paese all’unità. Si tratta di un dialogo con Mazzini, quello di Che valore hanno coloro che si sono immolati o si Celestini, per cercare di capire cosa succede duimmolano ancora per la loro patria? Che significato rante il risorgimento e dove finisce, una volta prohanno le rivoluzioni? Come si può arrivare a sovclamata l’unità, quella spinta, quel fervore, che ne vertire l’ordine e se vi si riesce come si mantiene il avevano caratterizzato gli inizi. La verità, ci dimosuccesso raggiunto? Ma è realmente possibile strastra l’autore, è che ogni rivoluzione, il risorgimento, volgere equilibri talvolta secolari? Sono interrogai movimenti partigiani e persino le lotte di classe tivi, questi, che non appartengono solo ad analisi degli anni di piombo, si esaurisce inesorabilmente storiche di epoche lontane, ma sono domande da vedendo i suoi più audaci esponenti, tornare tra le porsi costantemente. In effetti, molto spesso, in fila del potere costituito, che magari veste nuovi questi giorni difficili, ho sentito da più persone panni, ma nella sostanza rimane immutato. Cele-

SULLA

CONTROVERTIGINE ”

stini esorta Mazzini, in un dialogo con la storia, incalzandolo, spronandolo, chiedendogli se anche lui, come tanti giovani eroi, si fosse abbandonato alla controvertigine. La controvertigine non è voglia di lasciarsi andare, di abbandonarsi agli eventi, ma di letteralmente buttarsi in essi, diventandone i reali protagonisti, che come nota l’autore vengono facilmente dimenticati, per lasciare spazio a coloro che per motivi diversi vengono designati a simbolo di quel dato momento storico. Sono domande che gli uomini potrebbero porsi, in ogni tempo e luogo, per riflettere profondamente sul fenomeno rivoluzionario, cosa lo stimola, cosa lo alimenta e come si sviluppa. Ma Ascanio Celestini non riflette solo sugli stravolgimenti della nostra società, sottolinea anche la situazione dei carcerati e delle prigioni, in un parallelismo tra la situazione della metà dell’ottocento e oggi che sconvolge per la contemporaneità. Sembra quasi che il mondo odierno sia una fotografia anche un pò sbiadita risalente al 1849. Ora rimane solo che, sconvolti, si cominci a riflettere.


MILLENOVECENTOTOPMUSIC - L A “Millenovecentopmusic” è il nome di un contest canoro, ideato dalla mente geniale del Maestro Maurizio Mastrini, della durata di cinque mesi che si

tiene, a partire da novembre 2011, tutte le domeniche, presso il Millenovecento Pub (www.millenovecentopub.com) di Tavernelle (PG). Questa manifestazione si propone di essere un punto di ri-

ferimento per solisti e gruppi, di età compresa tra gli 11 e i 44 anni, che coltivano la passione per il canto, dando loro la possibilità di essere ascoltati e di vincere un contratto discografico con la MPC International Music (www.mpcinternationalmusic.com). Ogni domenica un solista ed un gruppo si sfidano, esibendosi con un repertorio di 40 minuti composto da cover e/o brani inediti. “Millenovecentopmusic” sarà dunque un concorso fuori dagli schemi che non mancherà di divertire ed emozionare sia i partecipanti che il pubblico. Gli inediti e le cover dei concorrenti sono già in distribuzione su tutte le più importante piattaforme digitali, una possibilità questa che è più unica che rara nei concorsi musicali e che la MPC International Music ha deciso di offrire a tutti i partecipanti. Il download degli inediti dalle piattaforme digitali darà diritto ai partecipanti a due punti voto, che si sommeranno al punteggio guadagnato durante le esibizioni

SFIDA PROSEGUE

Live. “Millenovecentopmusic” è dunque un concorso fuori dagli schemi che non mancherà di divertire ed emozionare sia i partecipanti che il pubblico.

Per info, regolamento e per scaricare il modulo di iscrizione: www.millenovecentopub.com


Daniele Chiap pini studia Giuris p r u d e n z a all'Università degli Studi di Perugia come studente lavoratore. Alle superiori ha svolto il ruolo di rappresentante di istituto dell'ITAS Giordano Bruno ed ha proseguito il suo impegno politico all'università come Senatore Accademico con la Sinistra Universitaria - UDU. Nel Partito Democratico ricopre il ruolo di Coordinatore della segreteria provinciale di Perugia.

L’Europa ci chiede un aumento dell’età pensionabile e l’eliminazione delle pensioni di anzianità. E secondo quanto emerge in questi ultimi giorni il governo sarebbe propenso a procedere su questa linea. Eppure dobbiamo valutare quanto è opportuno e quanto siamo disposti a modificare in relazione al tema delle pensioni. A livello nazionale, infatti, questo tema, insieme a quello della patrimoniale e della riforma della legge elettorale – che il PDL non vuole – è quello che ci differenzia sostanzialmente dal partito di Berlusconi/Alfano. La proposta del PD si basa sul principio di flessibilità contenuto nella riforma Dini del `95. Così si indica, dal luglio del 2012, un`età minima per andare in pensione pari a 62 anni e una sua proiezione fino ai 70 anni, a scelta del lavoratore per tutti coloro che, avendo iniziato a lavorare il primo gennaio del `96, adottano il sistema contributivo. A coloro che

La riforma del siste

hanno iniziato prima di quella data, deve essere permesso di scegliere se aderire alla nuova metodologia di flessibilità. Così si delinea un sistema di vantaggi/svantaggi economici per il lavoratore. Da questo sistema rimangono esclusi i lavori usuranti e coloro che hanno maturato i 40 anni di contributi. Infine, si prevede, per i giovani, una piena totalizzazione di tutti i contributi: ogni giorno di lavoro regolare deve concorrere alla formazione di un unico montante pensionistico. Le proposte del PD possono costituire la base di un confronto con le forze che sostengono il governo, con il governo stesso e con le parti sociali. Essendo però il dibattito ancora aperto io mi permetto di discutere di alcune idee personali. Sinceramente ritengo che prima di toccare le pensioni gli interventi da fare siano altri. In primis, come già discusso, l’abolizione dei vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali e il dimezzamento dello stipendio dei primi e l’omologazione di quello dei secondi a quello umbro (il più basso d’Italia). Una patrimoniale con un’aliquota allo 0,5% per i patrimoni oltre i 1,5 milioni di euro, darebbe un gettito di oltre 5 miliardi di euro l’anno. Inoltre un accordo con la Svizzera per tassare i capitali portati all’estero come hanno fatto Francia e Germania frutterebbe altri miliardi senza gravare sulla gente già in crisi. Questo è un punto di vista dal quale partire secondo me migliore rispetto all’aggressione delle pensioni, anche se, stante l’aumento della durata della vita l’aumento dell’età pensionabile non è più argomento eludibile.


ema pensionistico

Con l’intervento sulle pensioni si è capito definitivamente che il Governo sta facendo sul serio e anche che la crisi ha realmente portato l’Italia sull’orlo del baratro. Più volte il Presidente del Consiglio ha ribadito che nel mettere mano alla manovra avrebbe considerato alla stregua di una stella polare il contenuto della lettera inviata all’Italia dall’Europa e, più ancora, le 39 domande con le quali, impietosamente, gli ispettori arrivati da Bruxelles hanno messo il dito nella piaga dei più gravi e cronici problemi del nostro Paese. Tra questi la messa in sicurezza del sistema pensionistico sul piano della sostenibilità e l’eliminazione di alcune anomalie del sistema italiano sono certamente tra i più scottanti. Più ancora delle lacrime del ministro Fornero, sono tre gli elementi fondamentali ed epocali che danno la misura della portata dell’intervento: la data fissata per il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, prevista già per il 1 gennaio 2012; la forte accelerazione sull’innalzamento dell’età pensionabile e dei contributi minimi richiesti per il pensionamento (con l’eliminazione del sistema delle quote legate alla somma di età anagrafica e contributiva per le pensioni di anzianità.); la scelta di sospendere per due anni l’indicizzazione delle pensioni sopra i 1400 euro lordi. Fino ad ora, per qualsiasi Governo, sarebbe stato impensabile anche solo proporre provvedimenti simili, basti pensare alla levata di scudi delle organizzazioni sindacali (che per l’occasione hanno ritrovato l’unità perduta) ed ai forti imbarazzi dei partiti che sostengono il Governo e che costringeranno PDL, PD e Terzo Polo a nascondere il proprio voto favorevole dietro alla foglia di fico della richiesta di Fiducia da parte del Premier. L’analisi dettagliata dei provvedimenti, che al momento di chiudere l’articolo sono ancora in evoluzione, sarà facilmente reperibile, ciò che va sottolineato è, piuttosto, il cambio di approccio che la riforma sottende. Da un lato essa è presentata come il primo tassello di una riforma più completa che riguarderà anche il mercato del lavoro e degli ammor-

Luca Briziarelli è Assessore al Comune di Passignano sul Trasimeno e Vice Presidente dell’ANCI Umbria (L’associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Ha iniziato ad impegnarsi in politica dalle scuole superiori come rappresentante di Istituto al Liceo Scientifico Alessi di Perugia. All’Università ha ricoperto l’incarico di Senatore Accademico, contribuendo a costruire il Movimento Giovanile di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà poi. Attualmente è membro del Consiglio Nazionale del PDL giovani, responsabile regionale Enti Locali per il Popolo delle Libertà. tizzatori sociali, dall’altro i principi di equità, trasparenza, semplificazione e solidarietà sociale evocati spesso dal Professor Monti, vengono per la prima volta declinati non solo in senso “orizzontale” (all’interno cioè di una stessa generazione), ma anche in senso “verticale”, sottolineando la necessità di una sostenibilità e solidarietà tra generazioni: proprio l’orizzonte all’interno del quale il Governo ha dichiarato di volersi muovere e che troppo spesso è stato ignorato dall’attuale classe politica italiana.


ALBERO DI NATALE

DAL 2012 IL FISCO SAPRA’ TUTTO DI TUTTI

Dal 1° gennaio 2012, grazie al pacchetto antie va s i o n e d e l d e c re t o s a l va - i t a l i a , t u t t i g l i operatori finanziari saranno obbligati a comunicare all'amministrazione finanziaria tutte le movimentazioni finanziarie dei contrib u e n t i . O l t re a c o n o s c e re i g u a d a g n i m e d i a n te l e d i c h i a r a z i o n e dei reddit i, e, sem pre d a l 2 0 1 2 , l a c a pa c i t à d i s p e s a d e l c o n t r i buente tramite il nuovo redditometro, il Fisco a vr à p i e na s u p e r vi s i o n e a nche di tutte l e mo vimentazioni intrattenute con gli intermediari f i n a n z i a r i . L ' o b i e t t i vo d i c h i a r a to d a l l a s te s s a d i s p o s i z i o n e d e l d e c re t o l e g g e n . 2 0 1 / 1 1 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale da pochi giorni, è quello di consentire all'Agenzia delle E n t r a te d i p o te re ut i l i z z a re i dati del le com u n i c a z i o n i f o r n i te d a g l i o p e r a to r i p e r l ' i n d i v i duazione dei contribuenti cosiddetti a m a g g i o r r i s c h io d i e va s i o ne sui quali concent r a re m ag g i o rm e n te l e p rop rie strategie antie va s i o n e . L a n o r m a s u l l ' o b b l i g o p e r i o d i c o d e l l e c o m u n i c a z i o n i va l e t t a a b b i n a n d o l a a n c h e a l l e a l t re d i s p o s i z i o n i a n t i - e va s i o n e e che completano il monitoraggio del contri-

buente sul le sue m ovim entazioni finanziarie: da un lato c'è la tracciabilità sopra i 1.000 e u ro p e r i pa g a m e n t i t r a p r i va t i ( s i a b ba s s a u l t e r i o r m e n t e l a s o g l i a p e r i pa g a m e n t i i n c o n t a n t i g i à d e c re m e n t a t a l o s c o r s o a g o s to ) e d a l l ' a l t ro l ' i n d a g i n e f i n a n z i a r i a " d ' u f f i c i o" n e l re g i m e d i t r a s pa re n z a p e r i s o g g e t t i c h e risultano non congrui agli stud i di settore. I l n u o v o re g i m e d i " t r a s pa re n z a " p re v e d e c h e , per i sogg etti che non risultano in linea con gli studi di settore, verranno eseguiti dei controlli mirati, ar ticolati su tutto il territorio nazionale e tenendo conto delle apposite i n f o rm a z i o n i p re s e n t i n e l l a s p e c i f i c a s e z i o n e dell'anagrafe tributari a. Sempre nei confronti dei soggetti "non congrui" agli studi di setto re, viene sta bi lito che se gli stessi risultano anche "non coerenti" rispetto ai risultati degli indi catori degli studi, i controlli verranno effettuati prioritariamente con l'utilizzo dei poteri istruttori propri delle indagini finanziarie. Insomma, un utilizzo delle movimentazioni finanziarie a tutto campo.

di M. Crusi

Happy Christmas all’ombra di un abete vero o di plastica? L’amministrazione Usa con l’approssimarsi delle feste natalizie, invita i cittadini ad acquistare esclusivamente alberi veri. Il suggerimento non arriva da una strenna natalizia, bensì a cavallo di un nuovo contributo il cui gettito dovrebbe servire a promuovere una campagna pubblicitaria per dissuadere gli abitanti degli States dall’acquisto di alberi di Natale finti. Le vendite degli abeti naturali, infatti, dicono le statistiche, negli Stati uniti sono calate vertiginosamente. Il ritorno alla tradizione costerà ai silvicoltori 15 centesimi per ogni pianta coltivata o importata e il “gruzzolo” raccolto dovrebbe ammontare intorno a 2 milioni di dollari l’anno.

Testo di Massimiliano Crusi DOTTORE COMMERCIALISTA F O T O D I M. G. G A L L I Per chiarimenti o per porre altri quesiti: massimiliano.crusi@oltreriga.it


EUTANASIA: T RA DIRITTI E RESPONSABILITÀ Definita soppressione della vita altrui per pietatis causa, in realtà non è un fenomeno unitario. Esistono tre diverse condotte che possono definirsi eutanasia attiva, passiva e indiretta. La prima di queste contempla il caso in cui la vita di una persona viene soppressa da familiari, conoscenti o dal medico che ha in cura il paziente che versa in uno stato di sofferenza tale da essere insopportabile, spesso coincidente con la fase terminale di una malattia. Questa condotta può definirsi ‘commissiva’ perché è il fare qualcosa, magari somministrando una sostanza letale per il paziente, che causa la morte. Le ipotesi di eutanasia attiva, nel nostro ordinamento penale, possono integrare gli estremi dell’omicidio doloso, magari col richiamo ad attenuanti di valore sociale e morale che da soli non riescono però a mitigare il rigore della disciplina. A differenza della prima, l’eutanasia passiva è anche chiamata “rifiuto informato”: è il caso in cui un paziente decide di sospendere un trattamento per lui di sostegno vitale. In questo caso è possibile identificare la causa della morte nella naturale prosecuzione della malattia non contrastata da cure che ne rallentano il progredire. Il problema che qui si pone è circa la validità del consenso prestato dal paziente in relazione allo stato di salute e coscienza in cui questo versa. Nel caso di un paziente cosciente, capace di intendere e di volere, la decisione da lui presa di interrompere la terapia è l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito (secondo gli Artt. 13 e 32 della Costituzione, i quali sanciscono rispettivamente l’ inviolabilità della libertà personale e l’ impossibilità di essere obbligati a trattamenti sanitari, se non per obbligo di legge) di fronte al quale cessa l’obbligo giuridico di curare. Più drammatici in casi in cui il paziente ha una perdita irreversibile della coscienza e quindi non è in grado di esprimere la propria volontà: è difficile delineare i confini del curare, oscillanti tra il dovere di garantire le residuali speranze di vita e l’obbligo di evitare l’accanimento terapeutico. Il caso a noi più noto è stato quello di Eluana Englaro: sebbene la perdita della coscienza fosse per lei completa e irreversibile,

si conservavano le funzioni biologiche fondamentali come la respirazione o la circolazione. Nel suo caso la Cassazione, dando il via libera nel giugno 2008 alla sospensione della nutrizione e della idratazione artificiale, si è espressa in due direzioni: che il giudice può autorizzare la disattivazione dei presidi sanitari quando lo stato vegetativo sia irreversibile e quando l’ istanza di sospensione presentata dal rappresentante legale, nel suo caso il padre, sia rappresentativa della voce del paziente, quest’ultima ricostruita dal suo stile di vita, dalle sue inclinazioni o credenze religiose, dalle confessioni fatte agli amici, etc.. e non espressione della volontà del proprio rappresentante o condizionata dalla gravità della situazione. L’ eutanasia indiretta è invece più conosciuta come “terapia del dolore”: l’ utilizzo di cure palliative dirette a lenire il dolore ha come effetto secondario quello di anticipare la morte del paziente. Qui il Comitato Nazionale di Bioetica si è espresso osservando che il medico è sottoposto ad un doppio dovere: non solo quello di curare ma anche di dare sollievo alla sofferenza altrui, qualificando come non imputabile al sanitario l’evento- morte se diretta conseguenza di un comportamento conforme al dovere professionale. Nel nostro codice penale esiste il reato di omicidio del consenziente, il quale punisce chi causa la morte di un uomo col consenso di lui, ma la norma stessa disconosce espressamente la validità del consenso prestato da un infermo di mente o in condizioni di deficienza psichica, quindi anche di un malato terminale. Si capisce perciò come sia difficile far rientrare le diverse forme eutanasiche nel nostro ordinamento e come ciò possa comportare un’ingiusta e indiscriminata applicazione dell’omicidio doloso o colposo. Una risposta in questo senso è data dal disegno di legge sul testamento biologico, approvato durante questo anno, il quale prevede la possibilità di stilare una dichiarazione anticipata di trattamento (Dat). Non sono però mancate forti discussioni e dubbi circa il testo: innanzitutto la legge vieta l’ eutanasia e ogni forma di assistenza o aiuto al suicidio; nella Dat, che non è obbligatoria, dura cinque anni e prevede la nomina di un fiduciario, la persona esprime il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari in previsione di un’eventuale futura perdita della capacità di intendere e di volere ma si può esprime la valutazione riguardo la sola attivazione, e non anche la sospensione, di trattamenti medici, e non è possibile inserire indicazioni circa l’alimentazione e l’idratazione artificiale, alle quali non si può rinunciare perché considerate sostegno vitale e non terapie, ad eccezione del caso in cui risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari; il secondo punto contestato è che il medico curante non è assolutamente obbligato a seguire la volontà del paziente ma si limita a valutarla “in scienza e coscienza” e, in caso di controversia col fiduciario che rappresenta i desideri del paziente non in grado di esprimere le sue volontà, si avvarrà del giudizio di un collegio medico, anche questo non vincolante. Molte sono le perplessità da parte delle associazioni che da anni si battono per il biotestamento e che definiscono questo testo carta straccia: perplessità nel confronto col trend europeo che da tempo si muove nella direzione di un riconoscimento sempre più ampio dei diritti del paziente, e perplessità anche da parte dei medici, investiti da una responsabilità enorme, “costretti” anche a non rispettare il desidero dei pazienti.

TESTO

DI

LUCIA ERCOLANETTI - FOTO

DI

M . G. G A L L I


CURIOSITÀ NEL REGIME DELLE STRADE AD USO PUBBLICO

Le vie di comunicazione, dalle grandi arterie ai piccoli vicoli, danno origine a molteplici rapporti giuridici, e sono intessute di una fitta trama di norme sorte dalla necessità di contemperare, nel tempo, vari opposti interessi.

Per la complessità della materia, e per la notevole stratificazione di norme che incontriamo, questo è uno degli aspetti della vita moderna che più incontra fonti normative, tuttora vigenti, risalenti nel tempo. Ciò discende anche dal rapporto tra il diritto di proprietà individuale e i casi di asser vimento di un bene ad un uso comune, senza che vi sia l’attribuzione della proprietà ad un Ente Pubblico. Molte delle fattispecie in materia hanno origini enormemente risalenti nel tempo. A chi non sia un professionista che operi in una zona prevalentemente agraria sarà ben difficile conoscere diritti

d’uso e di livello, canoni o censi. Del tutto residuale è la possibilità di acquistare un terreno (magari per allargare il giardino di casa) e scoprire che su esso sussiste il diritto di “legnatico” a favore degli abitanti della frazione limitrofa, piuttosto che un censo o un canone a favore della parrocchia. Al contrario, vi sono altri casi di beni immobili vincolati e destinati all’uso collettivo molto più frequenti nella prassi, anche nelle aree più urbanizzate, che trovano la loro ragion d’essere dalla conformazione del territorio disposta dall’autorità amministrativa. In tali ipotesi frequentemente non è immediatamente chiaro quali siano gli effetti della sussistenza di tali diritti sulla proprietà dei suoli, né sulle opere realizzate. La soluzione, al di là delle speculazioni dei giuristi, è determinante per sapere, ad esempio, a chi spetti la manutenzione e chi debba risarcire eventuali danni causati a terzi. Il caso più frequente

nella vita di oggi è quello delle strade, e nello specifico delle strade private ad uso pubblico.

Per definire il diritto sussistente sul terreno sul quale insiste una strada ad uso pubblico, ove la proprietà rimanga in capo ad un privato, si è parlato di “servitù di uso pubblico”, nonostante non siano presenti tutti i requisiti per potersi parlare di “servitù”. Una servitù, a rigore di codice civile, consiste nell’imposizione che grava su un fondo, consistente in un peso o in uno svantaggio, per il vantaggio di un altro fondo. Il contenuto può essere il più vario e ampio, purché comunque legato ai fondi. Si è parlato quindi di servitù (impropria o atipica) “di uso pubblico” quando, su un determinato fondo, sussiste un peso non a favore di un altro fondo, bensì a favore della collettività. È necessario che i soggetti legittimati a godere della


utilità non siano individuati se non come appartenenti alla collettività. Ma in tal caso, chi potrà far valere il diritto se viene violato o, di converso, dovrà adempiere ai relativi obblighi? Si è affermato che il soggetto titolare del diritto sia il Comune nel cui territorio è posto il fondo, essendo l’ente esponenziale della comunità locale. Ne consegue che, ove vi sia un uso pubblico, esso consisterà in una corrispondente “servitù di uso pubblico”, i cui oneri e diritti saranno posti in capo al Comune. Come qualsiasi diritto, anche l’uso pubblico deve essersi costituito in un dato momento, anche se in tempi assai remoti. La costituzione, infatti, è possibile o in forza di una manifestazione di volontà del proprietario, con la quale questi ponga il fondo al servizio della comunità, (con un atto c.d. di “dicatio ad patriam”); oppure è possibile a causa dall’uso del bene, da parte della collettività, per un tempo c.d. “ab immemorabilia”. Il procedimento trova delle analogie con l’usucapione, ma non occorre individuare un momento preciso. Detta servitù potrà inoltre essere costituita mediante un atto negoziale (stipulato nei confronti del Comune) o un provvedimento ablatorio (ad opera del medesimo Comune). Si osservi che, in tutti questi casi, la proprietà rimane sempre dei privati, ma su di essa inciderà l’uso pubblico.

Per rilevare l’esistenza o meno di tale diritto, ad esempio, su una strada, sorgono notevoli incertezze, in quanto non è dirimente l’ispezione dei Registri Immobiliari, né, tanto meno, altri diversi registri o documenti (aventi rilevanza unicamente amministrativa). Detta “servitù”, infatti, non è un’effettiva servitù, e non sarà soggetta gli obblighi di pubblicità imposti per gli altri diritti reali. Non è nemmeno dirimente il Piano Regolatore Generale o la pianificazione particolareggiata, ove non siano state adottate le procedure idonee ad incidere sui diritti dominicali. Sussiste (o dovrebbe sussistere) presso i Comuni, un elenco, che ha però meramente valore dichiarativo, per cui, dall’inclusione in tale elenco, si può avere la presunzione che esista un uso pubblico, ma non la certezza. In mancanza del sorgere di un uso pubblico, si potrebbe essere in presenza di un caso di c.d. colla-

tione agrorum privatorum. Tale istituto, anch’esso di origine risalente e volto a disciplinare rapporti agrari, si sostanzia quando i proprietari di alcuni fondi mettono a disposizione una parte del proprio terreno per realizzare una strada destinata al servizio di loro soli, che rimarrà privata. La fattispecie non incontra ostacoli ad applicarsi a terreni che non abbiano destinazione agricola. Quale disciplina, in concreto? In generale, le norme del codice della strada si applicano anche alle strade private ad uso pubblico, assimilate alle strade comunali. Inoltre, è tuttora vigente il Decr. Luogotenenziale 1/09/1918, n. 1446, che impone ai Comuni, in presenza di un uso pubblico, di concorrere alla spesa per la manutenzione. In mancanza di tale diritto collettivo, ogni contributo rimane facoltativo. La medesima norma dispone che tale partecipazione sia gestita mediante un consorzio tra i privati e il Comune, la cui costituzione rimane soggetta all’iniziativa dei proprietari frontisti, in un numero tale che assumano tra loro almeno un terzo degli oneri. Successivamente è intervenuta la legge 12/02/1958, n. 126, poi quasi del tutto abrogata. L’unico articolo tuttora vigente ha reso la costituzione del consorzio, ove sussista un uso pubblico, coattiva. In mancanza d’iniziativa dei proprietari, sarà la P.A. a dover procedere alla costituzione. Nulla si è innovato ove sia assente qualsiasi uso pubblico, rimanendo in facoltà dei privati costituire un consorzio e chiedere al Comune una partecipazione. L’ente pubblico potrà decidere della propria obbligazione senza obblighi, ma secondo i principi di discrezionalità amministrativa. Quanto all’individuazione dei privati interessati, essi non sono necessariamente i proprietari del suolo, bensì i titolari di diritti reali che effettivamente fanno uso della strada. In giurisprudenza sono stati individuati tra coloro che, presuntivamente, traggono beneficio dalla strada in modo manifestamente superiore alla collettività. I medesimi principi si applicano anche in merito alla responsabilità per danni subiti da terzi, come è il classico caso del danno causato da malformazioni del manto stradale alle auto in circolazione. In generale, il Comune è tenuto a garantire che sull’in-

tera rete viaria la circolazione si svolga in sicurezza, con quel che ne consegue in merito alla segnaletica e alla corretta manutenzione. Ma affermare tale responsabilità non significa liberare i proprietari (rectius, gli utenti) da ogni gravame. Si è infatti affermato che nella fattispecie si può ravvisare una responsabilità concorrente, pro quota. Vi è infatti, secondo le norme, obbligo di manutenzione sia in capo al Comune, sia ai privati. Entrambi questi centri di interesse saranno responsabili se non dimostrano di aver fatto quanto in loro potere per evitare il prodursi di danni. L’Ente locale, regolando la segnaletica e attivandosi per la manutenzione, i privati provvedendo alla manutenzione. È pertanto opportuno che i proprietari che affacciano su strade private ma sulle quali sussiste un uso pubblico, prendano coscienza degli oneri e dei rischi che sui medesimi incombono.

TESTO

DI

LUIGI SCONOCCHIA SILVESTRI FOTO DI MARIA GIULIA GALLI


S E N Z A P I S TA

Roma

Tr e v i

AT L E T I

Il terreno giusto per giocare a calcio, il Palasport sempre perfetto per la partita di Basket, tutte le palestre disponibili per la Pallavolo. Quanti altri Sport oltre questi vengono promossi nelle nostre città? Pattinatori e pattinatrici senza pista, è questo che siamo. Per questo inverno i Los Angel’s Skating Club di Trevi si allenano all’agghiaccio. Per un altro sport si sarebbe trovato subito il modo. Per il Pattinaggio, come per altre

ROMA

I N M U S I C A . .. .

discipline ancora di nicchia, che non hanno l’ampio respiro delle sopracitate, non è così facile. Le palestre sono occupate? Abbiamo ancora le piste all’aperto. Tutti coloro che amano lo sport farebbero, anzi in questo caso FANNO, questo sforzo. Ma che si garantiscano almeno dei lavori di manutenzione! Alcune delle piste di Foligno e dintorni, ormai devastate dall’usura del tempo e non solo, sono impraticabili. Eppure una volta erano perfette per le nostre ruote… Risistemare questi impianti sarebbe non solo una ricchezza per noi, ma anche per la città che potrebbe ospitare manifestazioni e, perché no, anche gare.

Questo non è solo un articolo di informazione ma anche un appello a chiunque possa darci una mano. Tutti gli Sport vanno promossi, allo stesso modo. Dandoci la possibilità di lavorare bene potremmo impegnare tutte le nostre forze per portare in alto il nome del Pattinaggio e soprattutto degli “Angeli” nella nostra città.

Testo di Gi ulia Tozz i Foto di A nton ella Tozzi

di Chiara Paoletti

In pieno clima natalizio Roma è ancora più bella e gli appuntamenti che ci offre possono farci dimenticare, per qualche ora , anche la crisi. La meravigliosa cornice del Teatro dell’Opera ci propone, dal 20 al 30 Dicembre, un grande classico di Cajkovskij: Lo Schiaccianoci. Con la direzione di Kabaretti, l’orchestra e il corpo di ballo del teatro dell’opera, l’atmosfera è assicurata. Un’altro interessante appuntamento è quello, ormai consueto, con il Roma Gospel Festival all’interno del “Natale all’Auditorium” nel quale vengono ospitate alcune delle migliori formazioni corali e gruppi di spiritual e gospel provenienti dagli Stati Uniti. Il festival, diretto da Mario Ciampà, è giunto alla sedicesima edizione ed è ormai da anni un solido punto di riferimento per gli appassionati e i curiosi di questa particolare forma di blues strettamente collegata alla più profonda devozione religiosa. Due dei concerti da non perdere sono quelli del 21 Dicembre dei F.O.C.U.S., Sound of Victory, e del 30 Dicembre di Robin Brown & Triumphant Delegation. A Milano, invece, un appuntamento degno di nota è il concerto di Josè Carreras del 18 Dicembre, il Gran Galà di Natale al Teatro Smeraldo, in cui il prestigioso tenore spagnolo interpreterà un grande repertorio natalizio con arie,

romanze, accompagnato dalla grande Orchestra sinfonica del Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano diretta da David Gimenez. Occasioni, queste, insieme a tante altre, anche per un week end nelle principali città del nostro bel paese. Buone feste e.. buon ascolto!


Pensano di lui…

“Oggi dobbiamo purtroppo dire addio ad un dipendente meritevole. Silvio Berlusconi ha deciso di ritirarsi – di sua spontanea volontà – da questa colonna per perseguire nuove occasioni professionali. Vogliamo ringraziarlo così per gli anni di proficua collaborazione e gli auguriamo il meglio per i suoi progetti futuri. Senza di lui, questa colonna sarebbe rimasta spesso vuota. (…) Silvio Berlusconi è sempre stato un uomo di spirito (…) Ben 276 volte ha arricchito questa sezione con il suo nome e le sue idee. Il termine “Bunga-Bunga” si è sicuramente guadagnato il premio di parola dell’anno. Grazie, cavaliere!” Oliver Pink, Die Presse, 10.11.2011. “Houdini della politica”, “Spass-Premier ” (Premier del Divertimento) sono questi alcuni degli appellativi che nelle scorse settimane e nell’ultimo periodo in generale si potevano leggere sul quotidiano austriaco Die Presse. Lo stampo conservatore non ha impedito un taglio decisamente forte e critico nei confronti del nostro ormai ex- Premier. Lo Standard, quotidiano liberal, propone diversi pezzi tra i quali una biografia completa del

Premier, dalle origini agli scandali, intitolata “ Una vita per la televisione”, dove si ripercorre la storia dell’uomo. Ma l’articolo più rilevante è forse quello dell’ 8 Novembre con il titolo “Berlusconi darà le dimissioni”, ne riassumo una parte: Berlusconi come Gesù. Berlusconi aveva in precedenza respinto tutti i solleciti alle sue dimissioni dal 2008 ed è sopravvissuto a più di 50 voti di fiducia. “Non lascerò” (…). Il primo ministro con i membri del suo partito si sente come un Gesù rinnegato da Giuda: “Voglio vedere chi mi ha tradito, voglio guardarlo in faccia”. Der Standard, 8.11.2011. Inoltre Silvio non sconvolge solo sul piano giuridico. Anche qui si parla del finalmente possibile processo per induzione alla prostituzione. Gli austriaci parlano molto delle intercettazioni, del coinvolgimento di Fede, Mora e la Moretti, della bella Ruby. Nonostante l’appoggio morale agli Italiani per la “felice perdita”, l’Austria come l’Europa dubita fortemente di una veloce ripresa economica dell’Italia. “Le banche italiane sono sull’orlo del vulcano”. Siamo sotto osservazione, ogni mossa è controllata, giudicata discussa. Solo gli ultimi avvenimenti hanno fatto aprire gli occhi all’Italia su ciò che si pensa davvero all’estero. Austria, Germania, Francia, Inghilterra, ma anche tutti gli altri paesi hanno seguito le vicende di Berlusconi come se fossero divertenti show televisivi. Ed ora non credono più nella nostra capacità di rialzarci. Un popolo, una nazione intera, giudicata a causa suo del rappresentante, un solo uomo. Quanto tempo ci vorrà prima di liberarci da quest’ ombra?

DI GIULIA TOZZI

Democrazia educativa e sana indignazione DI

MARICA CAPOSALDO

media, capisco e giustifico la reazione degli studenti manifestanti, che rappresentano proprio l’indignazione della classe media, rispetto alla svalutazione del valore della laurea e del lavoro, alle difficoltà di assunzione e ai bassi livelli salariali, soprattutto se paragonati con il resto d’Europa, nonché rispetto al carovita. Ovviamente tale indignazione era rivolta verso l’obiettivo sbagliato: troppo facile cercare nella Bocconi e nell’anima dei banchieri la radice di tutti mali. Come senza dubbio è discutibile l’approccio leibniziano del “miglior governo possibile” in riferimento al neoinsediato governo. Per portare il discorso a livelli ancora più generali, mi sento ancora di giustificare l’indignazione esterna per un altro motivo: credo che sia dovuta anche al fatto che il concetto decantato nella Costituzione del “popolo sovrano” rimane nella memoria di tutti come un principio giustificazionista. Mario Monti è stato eletto in una situazione d’emergenza, per ricordare la recente teoria della Klein degli shock epocali, senza il consenso degli elettori, ed afferma di essere l’ambasciatore della politica Europea. L’indignazione nasce credo dalla domanda: chi governa chi, e secondo quali regole e principi? Soprattutto l’indignazione si erge a difesa di una possibile ricaduta, visto che negli occhi e nelle mani di tutti c’è ancora la crisi. Si concretizza di fatto una contrapposizione tra il volere del popolo sovrano e il volere dei mercati finanziari internazionali. E’ bene tuttavia ricordare all’opinione pubblica, nonostante la sana indignazione, della doppia anima degli economisti della Bocconi, da sempre: contributi teorici e poltrone nei più prestigiosi consigli di amministrazioni sono l’essenza della storia e del presente dell’ateneo. Credo che l’economista di oggi non possa essere scorporato dalla scena economica, non gli può essere chiesto di non essere parte di realtà economiche ed aziendali, sempre che non si scada in conflitti di interessi. Inoltre si ricorda lo spirito primordiale del fondatore, Ferdinando Bocconi, che non fu solo un promotore di cultura, di esercizio della responsabilità e difesa del pluralismo, ma anche il pioniere della grande distribuzione, il padre de La Rinascente. Insomma, tanto potere nelle mani della Bocconi c’è sempre stato: ed è un merito, la prova che l’università fa quello che deve fare, senza se e senza ma. Di fronte a tali attacchi la comunità di bocconiani si è realmente riunita a conclave. L’appartenenza all’ateneo è dapprima un merito, incarnazione del principio della meritocrazia, utilizzato per la selezione all’ingresso e lungo la carriera universitaria, ma anche un onere. Da un lato infatti si entra a far parte di una comunità dove la preparazione di docenti e colleghi è molto alta, nonché la competizione, la sana concorrenza se vogliamo dirla alla Monti: dall’altro lato si acquisiscono anche responsabilità, esistono solide regole da rispettare. Di fatto quindi, e cito testualmente dalle pagine della Bocconi, si incoraggiano “comportamenti positivi, che possano rafforzare spirito di gruppo, senso di appartenenza, valori condivisi, e contribuiscano a far crescere l’Università” e si disincentivano “comportamenti negativi, che danneggino non solo l’individuo o le persone coinvolte,


ma tutta la comunità Bocconiana.” Un esempio di democrazia educativa, capace di creare un forte senso identitario nel tempo, come tanti pensatori e filosofi sognano da millenni, che non vive sulla carta, ma che é una realtà concreta, il cui valore è riconosciuto a livello internazionale: ovviamente non si deve scadere nella mitizzazione della Bocconi, che avrà ovviamente le sue zone d’ombra. La comunità di studenti della Bocconi si è stretta in questi giorni intorno alle parole di una giovane studentessa, che ha riassunto il sentire comune di quanti credono nella Bocconi, riconoscono il valore della sua formula didattica e formativa. “La Bocconi non è il paradiso né l’inferno, ma è uno dei pochi luoghi in Italia che riesce a dare ai giovani l’orgoglio di un’identità”. Sono parole forti: sicuramente uno sfogo ai tanti attacchi provenienti da più fronti, ma al tempo stesso una difesa all’appartenenza. Non credo che si tratti di difendere o giustificare una scelta di investimento in istruzione, non è per questo che gli studenti della Bocconi hanno risposto agli attacchi esterni e dei media. Molti hanno parlato della Bocconi come un “mausoleo di Lenin” in riferimento agli edifici grigi della Bocconi e hanno parlato di “mannaia bocconiana” in riferimento al nuovo governo di tecnici, solo per citare alcuni commenti. Credo che sia necessario un po’ di buonsenso: non si parla di passaggio ad un governo di tecnici, ma di passaggio da una politica ad un’altra politica. Lo spirito democratico che si respira nell’ateneo bocconiano, la preparazione e le competenze dello “Zar dell’Antitrust” sono il riflesso dell’alta preparazione ed umiltà intellettuale dei bocconiani. Questo almeno, non dico che dovrebbe farci ben sperare, ma almeno non farci preoccupare fin da subito. Tra i bocconiani si sono alzati, è vero, cori da stadio, numerosi pseudoeconomisti sono usciti allo scoperto millantando decennali esperienze socio-politiche. Credo tuttavia si sia trattata di espressione di vicinanza al ruolo assunto da Monti e agli attacchi ricevuti, a difesa della democrazia educativa che la Bocconi rappresenta come istituzione. Esiste una comunità bocconiana, più o meno consapevole della sua identità, più consapevole del suo ruolo, forse, e di certo fiera della sua appartenenza.

TESTO DI PIERLUIGI LELY F O T O D I M . G. G A L L I

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GIOCHI PER IDIVICE

Questo mese vi proponiamo una selezione di 10 giochi per i nostri iDevice, cercheremo di presentarvi il miglior gioco per ogni categoria, iniziamo: - Fifa 12 [2.39€] La miglior simulazione calcistica, grafica splendida, animazioni dei calciatori realistiche e controlli migliorati. Potremo scegliere il nostro club preferito (tra 22 campionati), gestire tutto, dal mercato alla tattica per portare la nostra squadra sul tetto del mondo. Le squadre e i calciatori sono reali. In modalità multiplayer il nostro iPad diventerà lo schermo ed iPhone diventerà il controller. - Real Racing 2 [3.99€] Il miglior gioco di auto sullo store. La grafica lascia a bocca aperta, le auto e i tracciati sono estremamente curati. La fisica delle auto si comporta ottimamente. Dovremo vincere le gare per ottenere denaro e migliorare le nostre auto e comprarne di nuove. Poche auto, molti tracciati e competizioni, presenti le modalità carriera e m u l t i p l a y e r . - Infinity Blade [4.99€] Veniamo al gioco che ha segnato i tempi. Il primo che ha portato la tecnologia dell’“unreal engine 3” per ottenere grafiche fantastiche. Il gioco è un susseguirsi di combattimenti con spade, lance, scudi ecc., dove potremo schivare o parare gli attacchi, colpire i nemici fino ad arrivare al Re Dio. Uniche pecche: scarsa longevità e sviluppo della trama su percorsi prestabiliti. - BackStab [0.79€] Gioco d’azione splendido, impersoneremo un ufficiale della marina reale inglese, il quale è stato tradito, lo guideremo alla ricerca della fidanzata rapita e alla vendetta. Storia coinvolgente, piena d’azione e colpi di scena, un’avventura da non perdere, grafica superba cosi come la giocabilità. - Modern Combat 3 [5.49€] Non poteva mancare un FPS e “MC3” è l’ultimo nato. Impersoneremo un soldato americano impegnato a difendere il proprio paese dall’invasione di un’alleanza terroristica (trama molto originale). Dovremo portare a termine 13 missioni. Forse il gioco con le migliori prestazioni grafiche per iOS. Presenti le modalità multi-

player e single player. Ampia possibilità di potenziare il nostro soldato e condividere i nostri p r o g r e s s i . - Dungeon Hunter 2 [0.79€] Gioco di ruolo in stile arcade. Avremo la possibilità di scegliere la classe del nostro personaggio, scelta che poi modificherà non poco la nostra avventura. Possibilità di potenziare il nostro eroe vincendo duelli. Gioco molto longevo, con moltissimi livelli. - Monopoly [0.79€] Eccoci allo storico gioco in versione digitale, per giocare con amici e familiari. Il gioco è fedele all’originale, quindi scambi, trattative, ipoteche e lancio dei dadi sono presenti. Sarà possibile iniziare una partita e salvare i progressi per poi continuare. Grafica curata, 3 livelli di difficoltà e modalità m u l t i p l a y e r . - WeGuess [0.79€] Poteva mancare un quiz? No, ma vi proponiamo un quiz alternativo ai soliti, infatti, sarete voi a scrivere la risposta che crederete più esatta. Ogni partita dura pochi minuti e più andrete avanti, meno saranno le risposte possibili e le possibilità di errore, il tutto diventerà più difficile. Tre i livelli di difficoltà. - Cut the Rope [0.79€] Simpaticissimo puzzle game. Lo scopo è quello di nutrire un curioso animaletto con delle caramelle, per fare ciò, dovremo ingegnarci tagliando corde e superando tutti gli ostacoli che troveremo. La difficoltà aumenterà con l’aumentare dei livelli. Un simpatico passa tempo. - Jetpack Joyride [0.79€] Impersonerete Barry, in una frenetica avventura. Per muovervi userete dei jet pack, (zaini volanti). Dopo il decollo, vi basterà appoggiare il dito sul display per salire e toglierlo per scendere, per lanciare proiettili, o laser. Nel corso del gioco avrete modo di raccogliere denaro e acquistare nuovi oggetti. Vi serviranno riflessi pronti per evitare i molti ostacoli presenti sul percorso.

Non riteniamo che la selezione appena descritta rappresenti i migliori giochi in assoluto, sono scelte soggettive ed ognuno ha gusti diversi che possono non corrispondere a quanto riportato nell’ articolo. Allo stesso modo però, possiamo affermare con certezza che i giochi presentati rappresentino il meglio o quasi, nella sezione giochi dell’Apple Store. I prezzi delle App possono essere diversi da quelli inseriti al momento della realizzazione dell’articolo. Colgo l’occasione per augurarvi un Buon Natale e Felice Anno Nuovo, Auguri!!!


È SEMPRE UNA QUESTIONE DI TECNICA… POLITICA

L’arte e la tecnica. L’architetto e l’ingegnere. L’artista e il grafico. Il politico e l’economista. Avere le idee ma non ‘saper fare’ è un dilemma umano, profondo e radicato, un dissidio interiore o esteriore attraverso il quale ognuno di noi è passato almeno una volta. Il ruolo della tecnica, in quanto scienza del fare, riveste un ruolo sempre più importante: nel caso del nostro paese proprio quello del Presidente del Consiglio. Proprio così: Mario Monti

e la sua nuova squadra di tecnocrati e stud i o s i , personalità quanto mai riconosciute come di alta conoscenza e bravura, salverà l’Italia dalla crisi, farà diminuire il m a l e d e t t o spread che tanto angoscia tutti i cittadini italiani (?), creerà una magica concordia partitica al fine di attuare tutte quelle epocali riforme dormienti sui banchi dei deputati, le quali finalmente, potranno essere risvegliate e dis c u s s e . L’opinione pubblica italiana ci crede, la maggioranza degli elettori, anche ex-elettori di Berlusconi, hanno accettato il nuovo governo tecnico, riconoscendo che il Berlusconismo è roba per pochi eletti, per pochi irriducibili. Il governo che si trascinava con l’appellativo di ‘governo del fare’ è stato una dichiarazione palese del contrasto che anima, oggigiorno, la vita e l’azione politica: si vogliono fare governi di coalizioni quanto mai improbabili, costruire megalomanie

regionali come nel caso dei ministeri nordisti, mettere insieme un esercito di donne con un passato non troppo professionale alle spalle, fare la repubblica parlamentare delle banane con uno sfondo televisivo mediatico e tanta, troppa propaganda. Con questo cabaret politico, dove i ruoli di comico e di presentatore si fondono nella persona di Silvio Berlusconi, si arriva ad un punto dove non c’è che una scelta necessaria a risollevare le sorti di un paese: la via della tecnica. Una via estrema, se si vuole, che affida a veri e propri tecnici e studiosi la sopravvivenza di un paese. Una strada che si decide di intraprendere quando, fiducia o meno, ci si accorge delle triste realtà: la politica fatta di marketing e di barzellette, condita di risolini e brutte figure internazionali, condotta senza un minimo di serietà e di rispetto per le istituzioni, ha vita brevissima, ma lascia il segno: l’Italia dovrà rialzarsi, e tutti dovremmo sacrificarci. Un sacrificio, questo chiesto dal nuovo governo Monti, che sarà diverso da quello richiesto da chi “non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani ”: i costi che tutti gli italiani si troveranno a pagare, questa volta saranno necessari a rimettere in moto il paese e a finanziare progetti che sono necessari alla previdenza sociale e quindi al benessere di ognuno di noi (il primo punto dell’agenda di Monti è infatti il sistema pensionistico). Certo, ancora il governo Monti non ha la credibilità necessaria per potersi erigere a salvatore dell’Italia, e sicuramente non gli è stata data alcuna bacchetta magica al momento del giuramento; ma la tecnica ha vinto sulla politica del bunga bunga

e delle soubrette, ha vinto in Parlamento (parlamentari comprati e barattati esclusi), non ha vinto purtroppo in una delle maggiori università italiane come la Sapienza: gli studenti non accettano un governo di banchieri (in particolare di Corrado Passera, ex AD di Banca Intesa, alle Infrastrutture e allo Sviluppo economico), di bocconiani e luissini. Ebbene, ancora una volta, sotto la patina di un governo tecnico concepito favorevolmente dall’opinione pubblica stremata dal berlusconismo, serpeggia la questione privato/pubblico ricco/povero; un difetto tutto italiano, quello di non riconoscere mai oggettivamente se qualcuno ha le carte in regola (bocconiano oppure no) per governare e per farlo bene. Si chiede un uomo ‘del popolo’, un uomo ‘normale’, per poi lapidarlo sotto i colpi di una laurea mancata, di un concorso passato alla buona, sempre alla ricerca di una contraddizione da mettere in luce perché mai nulla ci va bene così com’è.

TESTO DI FEDERICA MASTROFORTI F O T O D I M.G.G A L L I


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Cos’è l’Ecdl? La famosa patente europea d e l c o m p u t e r è l ’a t t e s t a z i o n e d i c h i v u o l e m i s u r a re e d i m o s t r a re l a c a pa c i t à d i u s a re i l c o m p u t e r a f i n i l a v o r a t i v i come in aziende, enti pubblici e studi p rof e s s i o n a l i . I n o l t re h a va l i d i t à i n a m biti formativi come università e scuole dell’obbligo. Che valore ha l’ECDL?

L’ E C D L è u n a t t e s t a t o c h e c e r t i f i c a i l possesso di determinate c o m p e te n z e i n f ormatic he definite attr a ve r s o u n o s t a nd a rd i n t e r n a z i o n a l e , i l Sy l l a b u s . L a verifica di queste competenze è effett uata tramite 7 esami. L’ E C D L p u ò e s s e re pa r a g o n a t a a l l e c e r t i f i c a z i o n i c h e a t t e s tano le conoscenze lin g u i s t i c h e c o m e i l TOEFL o il Cambridge Cer tificate per l’Inglese. Queste, come l’EC D L , s o n o ba s a te s u e s a m i e s o n o r i c o n o s c i u te i n t u t to i l mondo. La super visione degli esami spetta ad AICA , Associazione Italiana per l ’Informatica ed il Calco l o A u to m a t i c o . È un ente di controllo ben distinto dai Test Center, che garantisce la regolarità degli esami nel rispetto delle n o rm e m e d i a n te f re q u e n t i v e r i f i c h e i s p e t t i v e c o n d o t t e senza preavviso. L’uniformità e impar zial i t à d e l l a va l u t a z i o n e d e g l i e s a m i è g a r a n t i t a d a l s of t w a re AT L A S . Q u e s t e garanzie fornite da AICA hanno permesso all’ECDL di otten e re m o l t i r i c o n os cimenti istituzionali . L’ECDL può aiutar mi a t ro va re l a vo ro ?

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L’ E C D L r a p p r e s e n t a u n a q u a l i f i c a va lida per i concorsi pubblici?

A i f i n i d e l p u n te g g i o n e i C o n c o r s i P u b blici per titoli, il Dipar timento della Funz i o n e P u b b l i c a d e l l a P re s i d e n z a d e l C o n s i g l i o d e i M i n i s t r i h a i n s e r i to i l C e rtificato ECDL fra i titoli culturali di m e r i to .

L a d e c i s i o n e è c o m u n q u e a d i s c re z i o n e d e l l e s i n g o l e C o m m i s s i o n i c h e d e vo n o va l u t a re s e i l l i ve l l o d i c o n o s c e n z e i n f o rm a t i c h e r i c h i e s t o è c o m pa t i b i l e c o n l a Pa t e n t e E u ro p e a d e l C o m p u t e r. L’ E C D L può quindi essere fatta valere ai fini dell ’a va n z a m e n t o n e l l a c a r r i e r a n e l l a p u b blica amministrazione ma la decisione è lasciata alle singole amministrazioni. L’ E C D L è u t i l i z z a b i l e c o m e c re d i to f o r m a t i vo ?

L’ E C D L è c o m u n e m e n t e a c c e t t a t o c o m e c r e d i t o f o r m a t i v o a g l i e s a m i d i St a t o negli istituti scolastici superiori e in m o l t e u n i v e r s i t à . Tu t t a v i a , o g n i s i n g o l o I s t i t u to s c o l a s t i c o è a u to n o m o i n m a te r i a d i c re d i t i f o r m a t i v i e n o n e s i s te u n a

situazione omogenea per quanto rig u a rd a i r i c o n o s c i m e n t i . O g n i e n t e d e c i d e i n p ro p r i o s e r i c o n o s c e re u n t i to l o c o m e c re d i to f o rm a t i vo e c he punteggio a s s e g n a rg l i .

A g l i e s a m i d i St a t o p e r l a m a t u r i t à l a va l u t a z i o n e d e i c re d i t i f o r m a t i v i , i n te r mini di punteggio, dipende dal Consiglio d i C l a s s e i n ba s e a n c h e a i r i s u l t a t i r a g g i u n t i d a l l o s t u d e n te d u r a n te l ’a n n o . I n base alla normativa sulle autonomie scol a s t i c h e , n o n e s i s te a l c u n a l egge che obb l i g a l o s t u d e n te d e l l e s c u o l e s t a t a l i d i o g n i o rd i n e e g r a d o a l c o n s e g u i m e n t o d e l C e r t i f i c a to E C D L .

A livello universitario è stato siglato un p ro to c o l l o d ’ i n te s a t r a i l M inistero della P u b b l i c a I s t r u z i o n e e l a C o n f e re n z a d e i Re t to r i d e l l e U n i ve r s i t à I t a l iane che san c i s c e i l r i c o n o s c i m e n t o p re s s o l ’ U n i v e r s i t à d e l c re d i t o f o r m a t i v o d e r i va n t e d a l l ’a v e r conseguito l‘ECDL. Questa certificazione entra quindi, a p i e n o d i r i t t o , n e l l ’a m b i t o u n i v e r s i t a r i o c o m e r i f e r i m e n to d e l l e a b i l ità informatic h e d i ba s e e d u t i l i z z a b i l e p e r o t te n e re l ’e s o n e ro d a d e t e r m i n a t i e s a m i p re s s o a l c u n i c o r s i d i L a u re a . Recapiti: Palestra Informatica S.R.L. Via Minghetti, 6 - 06131 San Marco (PG). Tel: 075-44845 - 347. 1752868

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S TAY

TUNED!

MAN ON WIRE

GRIZZLY MAN

Nel vasto panorama di avventurieri, sognatori e folli che hanno sfidato i limiti dell’umana esperienza un posto d’onore spetta alla tragica vicenda di Timothy Treadwell, ambientalista e documentarista statunitense, che visse per lungo tempo a stretto contatto con gli orzi grizzly, fino a desiderare di diventare uno di loro. Treadwell, dopo aver tentato invano di affermarsi come attore ed essere sprofondato nel baratro dell’alcolismo e della dipendenza da stupefacenti, trovò la sua catarsi nello studio e nella salvaguardia dei grizzly presenti nel Parco Nazionale e Riser va di Katmai in Alaska, con cui visse nel corso di 13 estati, dal 1990 al 2003. Nel settembre di quella tredicesima estate, Treadwell, e la sua fidanzata Amie Huguenard, furono assalti e sbranati da alcuni nuovi esemplari, probabilmente affamati e non abituati alla loro presenza. Nel 2005 , il regista Werner Herzog entrò in possesso dei materiali video raccolti da Treadwell negli

anni, e della registrazione audio della sua morte (la telecamera di Treadwell rimase accesa durante l’aggressione, ma con l’obbiettivo oscurato dal tappo di protezione). La scoperta di questi materiali coincise con la genesi di una delle opere più importanti e originali del regista tedesco, Grizzly man. Il film (il termine documentario sarebbe troppo riduttivo) ripercorre la storia di Treadwell alternando le riprese da lui realizzate ad interviste raccolte tra amici e parenti. Herozg, attraverso la storia di una persona ai limiti della follia l’autore, costruisce una delle più lucide riflessioni sui limiti e i pericoli della visione (Treadwell riusciva a cogliere con la sua macchina da presa lasciata in funzione senza regia l’imprevisto che differenzia la realtà dal cinema, arrivando all’eccesso di registrare le grida strazianti della propria morte), ma soprattutto una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Treadwell, autoproclamatosi “difensore” degli orsi in nome di un confuso panteismo new age, sogna un ritorno alla natura ed è così deciso nel suo rifiuto della società civile da preferire gli orsi agli uomini, tanto da atteggiarsi come uno di loro, vivere in mezzo a loro, sognare di diventare uno di loro … essere ucciso da uno di loro. Questa incapacità di integrarsi nel tessuto sociale, ma allo stesso tempo l’impossibilità di fondersi con la natura rappresenta in modo profondo e sintetico la condizione dell’uomo moderno. DI

LUCIO BRIZIARELLI

Quasi tutti conosciamo Alain Robert, il “the human spider ”, che negli ultimi due decenni è salito più volte alla ribalta della cronaca scalando gli edifici più alti e importanti del globo, dalla sede della National Bank of Abu Dhabi alle Petronas Twin Towers di Kuala Lampur, ma pochi di noi, probabilmente, conosco Philippe Petit, il primo uomo ad aver sfidato gli skyline delle principali metropoli del mondo, da Parigi e New York. Petit nasce nella Francia del dopoguerra, con il sogno di diventare regista teatrale e con una cronica incapacità a rientrare negli schemi sociali dominanti: abbandona la casa paterna, viene più volte arrestato per borseggiamento, si fa espellere da cinque scuole diverse perché si rifiuta di sostenere gli esami e via discorrendo. All’età di 17 anni inizia a esibirsi in pubblico come funambolo, affinando nel tempo quella tecnica e quella forma mentis che gli consentiranno nel 1974 di realizzare la sua impresa più importante e conosciuta: la traversata delle Twin Towers. In sospensione ad un’altezza di 415 metri, con il solo ausilio di un asta, Philipe Petit percorre la distanza tra le due torri per 8 volte, rimanendo sospeso nel cielo per quarantacinque lunghissimi minuti. Il funambolismo di Petit, lontano dall’arte di qualunque altro equilibrista, è qualcosa che trascende il gesto atletico o il facile virtuosismo. Siamo di fronte ad un uomo che è prima di tutto un realizzatore si sogni, e che costruisce la propria vita come un’opera d’arte. L’impresa, compiuta nell’assoluta illegalità – e infatti Petit verrà arrestato e processato – viene

raccontata nel bellissimo documentario di James Marsh, realizzato nel 2008 e vincitore dell’Oscar come Miglior Documentario nel 2009. Il film, lungi dal voler esprimere un giudizio morale sulla vita e l’opera di Petit (è forse un mistico? Un artista? O più semplicemente un pazzo esaltato?) ricorda a tutti noi che è esistito un tempo passato – e neanche troppo lontano – in cui era ancora possibile avere un sogno e realizzarlo. E in questo 2011, in cui sono ancora vive in noi le terribili immagini dell’11 settembre, fa piacere sedersi davanti al televisore e poter pensare che una mattina d’estate di tanti anni fa, un uomo ha avuto la fantasia e il coraggio di pensare alle Twin Towers come teatro di un folle numero circense. DI

LUCIO BRIZIARELLI


ONE DAY

One day (USA 2011), regia di Lone Scherfig, con Anne Hathaway, Jim Sturgess. Il percorso che ognuno di noi deve compiere per giungere a capire cosa davvero desideri e con chi voglia dividere la sua vita può durare tantissimo. Per Emma e Dexter è durato ventanni. Dopo aver passato una sola notte assieme, subito dopo la loro laurea, i due promettono di rivedersi ogni anno il 15 luglio, il giorno di San Swithin: secondo la leggenda, se in questo giorno pioverà, allora pioverà per i quaranta giorni che seguiranno; se invece ci sarà il sole, il cielo rimarrà sereno per altrettanti giorni. Ammetto subito di non aver letto il best seller David Nicholls "Un giorno" (edito in Italia da Neri Pozza), da cui il film è stato tratto, e dunque non posso, come invece molti hanno fatto, lamentarne la debolezza dell’adattamento cinematografico, opera della regista Lone Scherfig, autrice di "An

education” (la sceneggiatura è dello stesso Nicholls). Mi limiterò invece a parlare come una semplice spettatrice del film. La storia di One Day è una grande metafora della complessità e della diversità dei modi in cui un uomo e una donna, diversissimi fra loro, possono incontrarsi, piacersi e tuttavia non riuscire mai a concretizzare la loro aspirazione d’amore. Perchè esistono tempi e luoghi diversi in cui gli attori di una storia d’amore si muovono, e i nostri protagonisti sono così: del tutto diversi fra loro, a tratti scoordinati, e le orbite diverse che guidano i loro movimenti hanno un solo punto di contatto, una sorta di solstizio amoroso che cade in un giorno simbolico, quello in cui i due si sono amati per la prima volta. E il fragile equilibrio che regola il rapporto fra i due è regolato da leggi ferree e qualsiasi tentativo, da parte dei due, di dare forma e sostanza alla tensione amorosa che li ha dominati per vent’anni non può andare a buon fine. Perchè Emma e Dexter sono due creature destinate a godere solo per pochi attimi della perfezione della loro combinazione amorosa, solo per i pochissimi istanti di quella coincidenza fra orbite sentimentali destinate a toccarsi, per poi lasciarsi, ogni anno per un solo giorno. DI

PAOLA TEMPONE

18 ANNI E UN RITOCCHINO PER REGALO TESTO DI LUCIA ROSSI F O T O D I M . G.G A L L I Donne che si sentono invisibili. Ragazze nel pieno di una gioventù seducente che vogliono mascherare con un ritocchino. E un’epoca, come la nostra, che fa sentire molte di noi un po’ inadeguate e difettose. Questo è il tempo dell’intransigenza: le donne si convincono che il naso all’insù è chic ed il seno rifatto sexy. Quindi lo vogliono e non c’è compromesso ma il risultato spesso sfiora il ridicolo. Ventenni in topless e seni immobili come pandori. Giovanissime che al posto degli zigomi hanno posizionato due mandarini che vanno su e giù ogni volta che ridono. Ed altre ancora con labbra tanto carnose da far impallidire anche Angelina Jolie. Secondo alcuni esperti del settore, si tratta di una nuova tendenza che - cosa grave - colpisce particolarmente le giovani. Se infatti riconosciamo ammissibile e forse sottoscriveremmo sin da ora la possibilità di un ritocchino al viso intorno ai cinquant’anni (giusto una ‘riempitina’ qua e là tra una ruga e l’altra di troppo) per le giovanissime ricorrere alla chirurgia estetica significa sentirsi fisicamente adeguate alla moda del tempo. In realtà l’artificio per apparire migliori non nasce oggi: tutte le società, come confermano gli antropologi, sono da sempre intervenute sul corpo per abbellirlo. Così come non nasce oggi l’ossessione per la bellezza e l’etica del sacrificio per ottenerla. Oggi, però, il vero problema è un altro: quel senso di inadeguatezza,la vergogna di non essere all’altezza dei canoni di bellezza estetica accettati dai pari. E il mito dell’eterna giovinezza va a braccetto col chirurgo che si trova di fronte a madri che cercano di assomigliare alle loro figlie e viceversa, queste alle loro madri, come pure ai loro modelli femminili. Un circolo vizioso difficile da eliminare, tanto che non fa più scalpore leggere di mamme-botox, di childe-pageant, dei concorsi di bellezza per bambine che spopolano in America, di ragazzi cinesi che tentano di trasformare i loro connotati asiatici in volti occidentali,di 18enni che chiedono come regalo per la maturità un seno di due taglie più grandi. Tutto questo ci racconta di un corpo curato, forse più bello, scrupolosamente quasi perfetto. Ma sempre meno amato per quello che è. E il limite estremo di tutto questo è il rischio di diventare vecchi molto prima dell’età anagrafica.


L’ O C C H I O

DELLE

MUSE

Infestazioni Regal i Vivere è amare – compenetrandosi immersi nella vita - come amare è donare, e donare significa donarsi, sapendo intuire gli aneliti di chi riceve. Natale ce lo ricorda: il Bambino Re che viene al mondo per annunciare a tutti la possibilità della salvezza, ascoltandoci attraverso il suo sacrificio. E noi? Riusciremmo a donare noi stessi, anche soltanto attraverso un regalo veramente ispirato, durante le Feste di Natale? Ideandolo con dedizione nuova, per invertire il senso della prodigalità (materiale) verso sé e dell’indifferenza (umana) verso il prossimo, inconvenienti nelle celebrazioni che rimangono vacanza (vacue, di tutto?) Possiamo offrirci agli altri con intenzioni diverse: sia riferendoci a chi accoglierà il regalo, ai suoi bisogni o desideri, manifesti o riservati; sia considerando l’oggetto mediatore, nel suo intrinseco valore concreto o astratto; oppure potremmo ispirarci all’autore stesso, nelle condizioni o aspirazioni da egli assunte nel relazionarsi. Dipende. Dalla premessa auto o etero, indi o inter, endo o eso - dell’elargire. Regaliamoci, regolandoci. Se l’obiettivo essenziale (volendo, inconsapevole) della transizione, fosse lo sviluppo del contatto esistente fra persone, verso un sistema più estensivo di rapporti - all’opposto di interazioni riduttive (a scopo di risarcimento, esibizione, adulazione, soggezione) - risulterebbe favorevole, nell’ideare un regalo, trarre ispirazione, da: i vagheggiamenti del ricevente che lui stesso non riconosce, e che potremmo interpretare e svelargli; ma anche le capacità altruistiche e le finalità spirituali dell’ideatore; e ancora il valore ideale e simbolico dell’invenzione. Poiché infatti, il dono costituisce un primordiale messaggio affettivo – di accettazione, stima o conforto, nell’istintualità dei rapporti umani - sarebbe efficace potenziarne il senso naturale, connotandone le prerogative dei sentimenti: nel creare complicità tra soggetti, per esempio, piuttosto che misurarne le distanze, assoggettati a formule convenzionali o calcolatrici tra emittente e destinatario. Sublime sarebbe, per sviluppare l’intesa: …non richiedere cosa si vorrebbe ricevere …non nominarsi quando si compie un regalo …valorizzare il medium come catalizzante dell’unione; …affinché il comunicare (rendere comune) possa diventare organismo, sistema vitale, ricettivo, progredente. L’ispirazione su sé stessi di chi elargisce è un omaggio creativo, se riesce ad abbracciare motivazioni ed esigenze influenti sul destinatario: almeno adattandosi al ricevente nelle occasioni improvvisate e pretestuose (dono, da dare, anche dandosi); aderendo all’interessato specialmente in circostanze dove compare unico protagonista (regalo, dono al re); coincidendo infine immedesimati nell’altro nei contesti dedicati alla divinità, vera generatrice dell’altruismo (sacrum facere, sacrificare). Nel Natale allora è confacente donarsi al sacro, immediatamente rintracciabile nei più desiderosi d’aiuto.

f ric

Bianco Nero Bonaparte Napoleone. Black Notes. Belle di Notte. Blue Night. Big Narciso. Bugiardo Nato. Bellezza Negata. Bloccate le Nascite. Benigna Natura. Benessere Normale. Ben Nutrito. Brutta Notizia. Buone Nuove. Beffa Nota. Bel Niente. Bi Enne. Buco Nero. (B. N.) Benedetto Nome. Beata Nemesi. Barca che Naviga. Bomba al Neutrone. Barakka N. Basta Nuvole. Barzelletta Nuova. Basse Necessità. Botta Nera. Butta la Nonna. Bel Nipotino. Bravo Nonno. Bicicletta Ennesima. Buffa Nazione. Babele Nice. Brillante Naufragio. Bianco Neve. Babbo Navale. Bambino Nato. Buon Natale!

fri c

Preghiera innocente

Amen.

fric


riferimento agli elementi della natura, fulcro dell’ultimo tour del Maestro, l’Emotion Piano Tour Music, ma ad un’esclamazione, un grido, quello della prima vedetta delle caravelle di Cristoforo Colombo che nel lontano 12 ottobre del 1492 avvistò il nuovo continente. “Ho scelto l’America – dichiara il Maestro - nello specifico gli Avatar Studios di New York, perché avevo necessità di nuove sonorità, perché ‘ Terrà!’ conterrà, oltre ai miei brani, che rispecchiano il mio genere minimalista o, come l’ha definito qualcuno ‘suoni matematici’ o ‘quadri sonori’, anche svariate contaminazioni, a partire dalla gradita sorpresa dell’omaggio al grande Maestro Astor Piazzolla”. “Terra!” rappresenta, dunque, un viaggio metaforico su svariati influssi musicali, un viaggio di fantasia sonora che ci porta dai sapori jazz, stile ‘vecchia America’ con ‘No Smoking’ ad atmosfere partenopee, o meglio mediterranee, con ‘Tiè’, brano di assoluto virtuosismo suonato interamente solo con le corna delle due mani, cioè mignolo, indice e pollice. Mentre in “Astor ”( brano dedicato al grande Maestro Piazzolla e già molto apprezzato dalla critica) ed in altri brani si avvertono delle contaminazioni dal sapore del tango argentino. Ma la musica di Mastrini, così come abbiamo imparato a conoscerla, la ritroviamo in altri brani più ‘classici’ come: ‘Malinconia’, ‘Primavera …la rinascita’, ‘Il mio mondo al contrario due’. “Il lavoro compositivo di ‘ Terra!’ - spiega il Maestro - è nato circa due anni fa , si tratta di un’opera cesellata e curata in ogni sua sfaccettatura. Tengo tantissimo ad ogni brano, quest’album raccoglie tutte le emozioni che la mia attività mi ha fatto

PARTE DA NEW YORK “TERRA!”, IL NUOVO ALBUM DI MAURIZIO MASTRINI “IL PIANISTA CHE SUONA AL CONTRARIO” “Terra!” è il nome del nuovo album del M° Maurizio Mastrini, “il pianista al contrario”, uno dei più eclettici esponenti della musica classica contemporanea, l’album è uscito il 17 Dicembre ed è prodotto da MPC INTERNATIONAL MUSIC. Dopo lo strepitoso successo dei suoi ultimi album “Il Mio Mondo al contrario”, “Il Profumo della Musica” e “Contrario”, in cui il M° Mastrini suonava composizioni classiche ed originali al contrario partendo dall’ultima nota verso la prima, con un riscontro musicale sorprendente, ecco il nuovo e sorprendente album “Terra!” interamente registrato negli Avatar Studios di New York. Gli Studios hanno il merito di aver contribuito a lanciare artisti di fama mondiale quali: Dire Straits, Duran Duran, Bruce Springsteen, John Lennon e tantissimi altri. Al contrario di come si potrebbe pensare, questo titolo non fa

vivere in questi due anni, ricchi di emozioni dovute al pubblico che ai successi personali. Insomma consiglio vivamente a tutti di ascoltarlo.” Rispetto ai suoi colleghi pianisti, esecutori della nuova musica classica, Maurizio Mastrini abbina ad alcuni suoi brani delle immagini molto suggestive: “Credo che a volte solo il suono possa essere limitativo, inoltre per me che vivo in assoluta solitudine in campagna mostrare a chi mi segue da dove nascono i miei brani è importante. Credo il videoclip sia un valore aggiunto alla musica e sono convinto che nel ‘700 o nell’800 se la tecnologia di allora lo avesse permesso anche i grandi come Bach, Chopin etc. avrebbero utilizzato le immagini per completare le proprie opere.” Il videoclip di “Terra!”, girato a New York, è stato realizzato dalla videoartist Francesca Lolli, che recentemente ha preso parte alla 54esima Biennale di Venezia con il video “Non io”, presentato nel padiglione Tibet. Maurizio Mastrini è uno dei maggiori pianisti e compositori incontaminati del panorama musicale e strumentale internazionale. Le sue composizioni sono un anello di congiunzione tra i canoni classici della musica e la nuova Musica Classica Contemporanea, attraverso uno studio di ricerca colto ed emozionale, che si fonde, in alcune frasi, con la dodecafonia, ma senza recepire la durezza armonica di quest’ultima. Ci troviamo di fronte ad un artista anticonformista, che porta le treccine ed i rasta, suona scalzo - “La mia è una necessità – spiega il Maestro - perché il suono si calibra anche con l’uso dei pedali e per una maggiore sensibilità preferisco avere i piedi scoperti, altrimenti sarebbe come suonare con i guanti“ ed è assolutamente semplice sul palco come nella vita quotidiana, tanto che tra un brano e l’altro colloquia con il pubblico descrivendo i brani prima di eseguirli. La consacrazione della sua statura in campo internazionale come compositore è arrivata nel 2009 con la realizzazione del primo album “Il Mio Mondo al Contrario”, in cui il M° Mastrini suonava composizioni classiche ed originali al contrario partendo dall’ultima sino alla prima e negli ultimi tre anni il Maestro è stato impegnato in due tournèe che l’hanno portato a suonare in tutto il mondo. (www.mauriziomastrini.com). DI

G. P.


LA BIBLIOTECA

DI

BABELE

Da sempre l’uomo scrive di politica e da sempre si trovano libri, degli autori più disparati, che su qualsiasi argomento sostengono tesi tra loro contrarie. Ognuna di queste opere, immancabilmente, suscita sentimenti opposti, non solo da parte di chi il libro lo ha letto, ma anche da parte di chi è solito esprimere un giudizio in base al “colore” dell’autore, perché del libro non conosce nemmeno la copertina. Con questa rubrica non pretendiamo di dare giudizi definitivi o anche solo esaustivi, ma intendiamo fornire uno spunto di riflessione su opere a volte “scottanti” sperando che ciascuno, scevro da preconcetti, si avventuri da solo nella lettura scegliendo, idealmente, di arricchire la “biblioteca” delle infinite possibili recensioni che un lettore può dare di un libro, con quella che solo lui saprà scrivere.

LA MAFIA UCCIDE D’ESTATE DI ANGELINO ALFANO

Nel vasto panorama di avventurieri, sognatori e folli che hanno sfidato i limiti dell’umana esperienza un posto d’onore spetta alla tragica vicenda di Timothy Treadwell, ambientalista e documentarista statunitense, che visse per lungo tempo a stretto contatto con gli orzi grizzly, fino a desiderare di diventare uno di loro. Treadwell, dopo aver tentato invano di affermarsi come attore ed essere sprofondato nel baratro dell’alcolismo e della dipendenza da stupefacenti, trovò la sua catarsi nello studio e nella salvaguardia dei grizzly presenti nel Parco Nazionale e Riserva di Katmai in Alaska, con cui visse nel corso di 13 estati, dal 1990 al

2003. Nel settembre di quella tredicesima estate, Treadwell, e la sua fidanzata Amie Huguenard, furono assalti e sbranati da alcuni nuovi esemplari, probabilmente affamati e non abituati alla loro presenza. Nel 2005 , il regista Werner Herzog entrò in possesso dei materiali video raccolti da Treadwell negli anni, e della registrazione audio della sua morte (la telecamera di Treadwell rimase accesa durante l’aggressione, ma con l’obbiettivo oscurato dal tappo di protezione). La scoperta di questi materiali coincise con la genesi di una delle opere più importanti e originali del regista tedesco, Grizzly man. Il film (il termine documentario sarebbe troppo riduttivo) ripercorre la storia di Treadwell alternando le riprese da lui realizzate ad interviste raccolte tra amici e parenti. Herozg, attraverso la storia di una persona ai limiti della follia l’autore, costruisce una delle più lucide riflessioni sui limiti e i pericoli della visione (Treadwell riusciva a cogliere con la sua macchina da presa lasciata in funzione senza regia l’imprevisto che differenzia la realtà dal cinema, arrivando all’eccesso di registrare le grida strazianti della propria morte),

ma soprattutto una riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Treadwell, autoproclamatosi “difensore” degli orsi in nome di un confuso panteismo new age, sogna un ritorno alla natura ed è così deciso nel suo rifiuto della società civile da preferire gli orsi agli uomini, tanto da atteggiarsi come uno di loro, vivere in mezzo a loro, sognare di diventare uno di loro … essere ucciso da uno di loro. Questa incapacità di integrarsi nel tessuto sociale, ma allo stesso tempo l’impossibilità di fondersi con la natura rappresenta in modo profondo e sintetico la condizione dell’uomo moderno. DI

LUCIO BRIZIARELLI

LA MAFIA UCCIDE D’ESTATE DI ANGELINO ALFANO MONDADORI PAGINE: 356 PREZZO:€18,50

IL TEMPO DEL NATALE NELL’ARTE

APPROFONDIMENTI

La parola “Natale” attualmente suggerisce tutt’altro rispetto alla sua etimologia: nell’immediato evoca l’idea della corsa agli acquisti, ai regali, all’albero scintillante. Solo in un secondo momento alcuni, solo alcuni, considerano l’aspetto religioso e spirituale. Tuttavia, nei secoli, l’immagine del Natale, nella memoria collettiva, è scaturita dalla mano degli artisti che, con maggiore o minore devozione, si sono dedicati alla rappresentazione dell’episodio capitale del cristianesimo. La leggenda vuole identificare in San Luca il primo pittore cristiano; in realtà il terzo evangelista era un medico che probabilmente non prese mai in vita sua un pennello in mano. Tuttavia, qualche merito, nella creazione del Presepe nell’arte, l’ebbe comunque: scrisse infatti il testo dal quale poi attinsero tutti i pittori per trarre ispirazione nelle loro composizioni. “Ora, in quei giorni, uscì un editto di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’Impero .....Tutti partivano per farsi iscrivere, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe salì dalla Galilea, dalla città di Nazaret, in Giudea, alla città di David, chiamata Betlemme per farsi iscrivere con Maria, sua sposa, che era incinta. Ora, mentre essi si trovavano là, giunse per lei il tempo del parto, e partorì il suo figlio primogenito, e lo avvolse in fasce e lo pose a giacere in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo”. I personaggi citati sono quelli che componevano le prime rappresentazioni iconografiche della “natività”, genere che fece la sua comparsa nel campo figurativo a partire dal IV secolo d.C., ma che si affermò solo dopo l’esperienza francescana del “Presepe di Greccio”. L’episodio in questione, affrescato da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, riguarda quello che viene considerato tradizionalmente il primo presepe della storia, realizzato da san Francesco a Greccio la notte di Natale del 1223, per il desiderio di rivivere l’atmosfera di Betlemme. Il nucleo iconografico fondamentale della natività era la Sacra Famiglia i cui componenti sono sempre dipinti secondo lo schema di una precisa gerarchia: il posto centrale è occupato dal Bambino, che divide la centralità della scena con la Madonna, mentre subito dietro compare san Giuseppe. Giotto è stato uno dei primi pittori a narrare il Na-


Raccontami una storia, fatta di tante storie

-tale secondo uno stile nuovo alla ricerca di aderenza alla realtà, inserendo la scena sacra in un contesto storico della sua epoca e rappresentando Maria non serena ma con un’espressione turbata dai dolori del parto. Con il Rinascimento la pittura comincia a offrire alla rappresentazione della Nascita soluzioni sempre più elaborate e nuove con idee di natura formale (paesaggi e figure). Nelle immagini di Ghirlandaio e di Filippo Lippi, l’episodio narrato scaturisce dall’intreccio tra creazione artistica e devozione. Con Lippi trapela una sensibilità nuova che si rivela negli sguardi dolci, nella tenera intimità di una mamma che guarda con amore il suo bambino. L’ambientazione non è ancora vicina alla realtà e lo scenario è spesso rupestre, naturale, come nella Pala di Camaldoli o nella Vergine delle Rocce di Leonardo. Sarà Sandro Botticelli a inaugurare una nuova stagione artistica nella rappresentazione della Natività. La sua è una composizione fortemente allegorica, dove il Bambino è al centro della lotta fra il bene e il male circondato da angeli che si abbracciano e da demoni che si rincorrono. La storia del cinque-seicento vede la religione in posizione assolutamente centrale nel panorama sociale, sono gli anni della controriforma e si leva la necessità di recuperare tutta la valenza sacrale dei soggetti, che appaiono permeati da una luce nuova. I protagonisti di questa stagione sono il Correggio e poi Caravaggio, che sublimano il corpo di Cristo attraverso una luminosità soprannaturale in composizioni d’effetto estremamente emotivo. Successivamente la storia dell’arte subisce un’evoluzione avvicinandosi sempre di più alla rappresentazione delle vicende storiche. Si rafforza il suo legame con gli aspetti sociali della vita quotidiana e i temi religiosi cominciano a diminuire. Napoleone sconvolge la Francia e l’Europa e i nazionalismi esplodono nel sentimento collettivo. I nazareni, agli albori dell’800, tenteranno un timido ritorno all’arte basata su temi religiosi ma infarcita di patriottismo. Il passo che la separa dal definitivo allontanamento dalla fede è breve e i temi rappresentati si stanno modificando per sempre. Anche il Natale, di pari passo, cambia la sua connotazione religiosa in quella sociale, sempre meno mistica, e si avvia a legarsi a un senso laico che lo porterà a diventare gonfio di minilucciole al led ma sempre più spoglio di significato spirituale. DI ELISA CIRILLI

In tutte le librerie il nuovo libro di Giovanna Motta, suggestioni, fiabe e leggende dei popoli

Una Storia fatta di tante storie. Così, Giovanna Motta, termina l’introduzione al suo ultimo volume, edito da Franco Angeli, dedicato alle fiabe: Raccontami una storia, Fiabe, leggende e miti nella memoria dei popoli. La ricerca, svolta da studiosi di diversa estrazione disciplinare, coordinati dall’abile regia di Giovanna Motta, ha raccolto le tracce delle vicende originarie dei popoli d’Europa. Storie conservate e nascoste nelle fiabe che mostrano tratti specifici delle società del passato. Oltre ai singoli racconti sincretici emergono così le vicende di intere aree culturali, in cui si mescolano insieme realtà e finzione, eroi veri e personaggi fantastici che trovano ampio spazio nelle tante versioni del racconto popolare. Una responsabilità gravosa, così la definisce Giovanna Motta una ricerca sulle fiabe, per degli storici, come la stessa autrice e coordinatrice del progetto, abituati alla realtà del fatto concreto da interpretare, piuttosto che alla dimensione del fantastico da immaginare. Superba e immaginifica, l’idea dell’autrice di pescare fra i miti e le leggende dei popoli i segni fondanti della loro identità storica. Basta sfogliare l’indice del volume per capire l’accuratezza che Giovanna Motta ha dedicato al percorso narrativo del volume, congiungendo di-

verse suggestioni e facendo immergere il lettore in un mondo fantastico e fiabesco, che proprio in questo mese trova il suo contesto ideale e celebrativo. Dalle fate nella cultura francese alle avventure ed ai viaggi nei racconti popolari polacchi, dal Deutsche Marchenstrasse delle fiabe tedesche al viaggio iniziatico della Spada d’oro, dai racconti fiamminghi a quelli galiziani, dalla magia delle fiabe

greche all’incanto della steppa turca, dagli eroi, i giganti e le streghe georgiani alla Siberia caleidoscopio di tradizioni. Un ricco excursus che porta il lettore a viaggiare dal Portogallo agli Urali, passando per il Nord ed il Sud dell’Europa, lambendo sovente territori di confine. Emergono le vicende di intere aree culturali che hanno segnato il passato di comunità più ampie, legate insieme da tradizioni antiche. Secondo l’autrice è una buona messe per gli storici, allora, quella che le

fiabe promettono, la narrativa popolare, infatti, alimenta nell’Ottocento i sentimenti di appartenenza alla nazione dei vari popoli che lottano per la libertà. Inoltre dal punto di vista prettamente storico le canzoni popolari, le fiabe e le filastrocche, descrivono guerre, assedi, conquiste mentre la narrazione, a volte arbitraria, canta i suoi eroi e cosparge di forza eventi gloriosi. Giovanna Motta, nell’introduzione al volume, si muove tra le pieghe della storia europea riannodando i fili della letteratura del vecchio continente: dall’utilizzo del latino classico al volgare usato dal popolo, dal volgare come lingua letteraria alla scuola poetica siciliana, dall’affermazione dei Dante e dei Petrarca al ritorno dei classici latini nel XV secolo, dal bello rinascimentale al segno barocco seicentesco, dal trionfo teatrale di Shakespeare alla Spagna di Cervantes e di Lope de Vega, dall’illuminismo settecentesco ai racconti popolari dell’Ottocento. La fiaba, afferma Giovanna Motta apparecchia straordinari scenari fantastici, tesse i fili di misere vite alla ricerca di un riscatto, intreccia le vicende del paese alle esistenze di una moltitudine di uomini consumati dalla fatica e ancora immersi nella superstizione. Raccontami una storia, un libro per tutti, una suggestione fantastica alla scoperta dei molteplici particolarismi europei. DI

ROBERTO SCIARRONE


CULTURA DELL’ALIMENTAZIONE

G LI ESTREMI DELL’ALIMENTAZIONE Per rimanere in tema con questo numero, dopo le numerose diete descritte, parliamo di quelli che possono essere considerati degli “estremi” alimentari nelle diete stesse. Infatti in questo mondo sempre più innovativo ma anche trasgressivo, in tutti i campi, si cerca sempre di superare il “limite”. Ormai si rincorrono le notizie più stravaganti sulle nuove tipologie di alimentazione e su stili inediti che legano al cibo anche approcci di altra natura, quali quello culturale, filosofico finanche religioso. E’ il caso di un ristorante in Germania che ha un menù particolare per “cannibali”. Un ristorante di nuova apertura che fa rimanere disgustati gli abitanti della Germania, proprio per la particolarità di chiedere ai suoi clienti di donare parti del proprio corpo che saranno cucinate e servite agli avventori. Residenti e autorità locali non hanno approvato e si pensa anche che possa trattarsi di una pubblicità di cattivo gusto. Non si sa bene come siano le cose, fatto sta che questo ristorante tramite la stampa locale ha reso nota la notizia nella quale affer-

merebbe che chi vuole diventare membro è invitato a compilare un modulo dove si specificano i suoi dati anagrafici e soprattutto le sue abitudini di vita, se fuma, beve alcolici, abitudini alimentarie e se si è sottoposto ad interventi chirurgici. Dopo deve essere sottoposto a visite mediche e dichiarare quale parte del corpo è disponibile a donare. Nel menù del ristorante ci sono molti piatti dall’aria esotica, e prevalentemente tutto è a base di carne. A questo punto, viene da dire, di dubbia provenienza. Questo esempio è emblematico per dire che ormai le notizie sono le più stravaganti e se da una parte c’è qualcuno che è ancora legato alle vecchie diete ipocaloriche dalle semplici regole, ecco che molti si avventurano in nuovi “stili alimentari” che ricercano cose nuove oltreché nuovi approcci anche culturali. Ebbene sì, ormai non ci si deve più sorprendere di nulla anche delle novità più assurde, soprattutto nel mondo dell’alimentazione in cui forse più che in altri siamo legati al passato.

Di Francesco Diotallevi

ALTRE

NOTIZIE ESTREME

Eh sì, ce ne sono davvero tante di cose strane che si leggono in giro per il mondo e alcune lasciano davvero senza parole proprio perché ci sembrano tanto lontane. Si pensi ad esempio che una nota azienda americana, senza fare nomi ovviamente, lega il proprio successo all’immissione di cibi spazzatura (i cosiddetti “junk food”) nei vari mercati alimentari americani e non. In particolare, dopo aver sfondato con il ketchup verde, viola, rosa e arancione, punta adesso sul blu e spera di incrementare le vendite grazie al nuovo colore. Gli esempi precedenti sembrano dare ragione alle strategie dell’azienda: infatti da quando negli anni 2000, sono state introdotte le salse colorate, l’azienda stessa ha avuto un grande successo tanto che sono stati venduti oltre 25 milioni di barattoli di salsa colorata nel mercato statunitense……qualcuno si potrebbe domandare dove sia possibile acquistare questi prodotti, se non altro per togliersi la curiosità di vedere questi “colori”. Ebbene la risposta è semplice: tali prodotti che hanno un successo sfolgorante in alcuni mercati, in altri invece non riescono nemmeno ad entrare, vuoi per regole diverse

vuoi per approcci culturali completamente differenti. Simile è il caso di altre note catene specializzate nella somministrazione di colazioni che hanno un grande successo nei mercati anglosassoni ma invece non riescono a prendere piede nel mercato italiano: basti pensare alla differenza tra il cosiddetto caffè americano e il classico espresso. Sono quindi questi casi di “estremi” culturali che si identificano in estremi alimentari e che ci fanno capire come in un mondo ormai unico dove le distanze sono ormai facilmente colmabili, ci sono ancora dei contesti in cui sembra davvero di appartenere non solo a continenti bensì a pianeti differenti. Ma forse in certi casi si può pensare che sia un bene che tali differenze permangano e che si conser vi in un certo senso una differenza e una appartenenza ad approcci estremi.

Di Francesco Diotallevi


caratteristiche sono dovute alle precarie condizioni climatiche generali,

a un’insola zione insufficiente ed alle gelate tardive che i m p e d is c o n o i l

raggiungimento della m aturazione ideale degli acini. Re s t a i n f at t i d i f -

ficil e comp rendere ai più, come nella Mosella Centrale s i r i e s c a a p ro durre tra i più straordi nari, eleganti e durevoli vini bian c h i al m o n d o .

C i ò s i s p i e g a c o n l e pa r t i c o l a r i c o n d i z i o n i m i c ro c l i m a t i c h e , l a c o n f o r mazion e dei terreni e la scel ta di un grande vitigno com e i l R i e s l i n g . I l

suolo, principalmente composto da rocce d’ardes ia grigi a e ro s s a , p ermette di assorbire il calore dei raggi solari riflessi dalle acque del fiume

IL RIESLING

di Jacopo Nicolini

e di regol arne il clim a. Il sottile strato che ricopre le roc c e c os t r i ng e l e

r a d i c i d e l l e v i t i e c e rc a re i l p ro p r i o n u t r i m e n t o i n p rof o n d i t à c o n f e rendo ai vin i una for te e caratterist ic a nota minerale. L e e l e vate p e n-

d e n z e d e i v i g n e t i , e s c l u s i va m e n t e q u e l l i p e r f e t t a m e n t e r i v o l t i v e r s o

me ridione, usu fruiscono dell’id eale irradiazione del sol e pe rme t ten d o

una per fetta e len ta ma turazione delle uve. Grazie al fat to c h e i n q ue sta zo na d’Europa la fil ossera non si è propagata, esis ton o v i g n e m o l to vecchie con ceppi originali, alcune delle quali ultracente n a r i e. Q u e s te

caratteristiche consentono di produrre tra i m igliori Riesl i ng a l m o n d o ;

infatti il Riesling è un uva montana molto resistente al freddo e alle ge-

l ate, ha una m aturazione tardiva e si presta all’at tacco de l l a m u f f a n obile. Vendemmiata tra la metà d’ottobre e l’inizio di novembre si adatta per fettamente alle condizioni microclimatiche di questa zona in quanto

i suoi acini possono sviluppare eleganti aromi e intensi sapori pur man-

tenendo un livel lo di acidità elevato che permette un lu n g o i n ve c c h iam e n t o ; n o n o s t a n t e i l R i e s l i n g s i a p re s e n t e i n va r i pa e s i v i n i c o l i d e l

mo ndo questi vini rappresentano un punto per tutti gli al t r i pa es i p ro-

duttori. I vini si esprimono con aromi floreali e fruttati (pesca, albicocca

m e l a e m a n g o ) , e r ba c e i , s p e z i a t i e m i n e r a l i m e n t re c o n l ’ i n v e c c h i a -

m e n to e v o l v o n o i n s f u m a t u re d i i d ro c a r b u r i . L a q u a s i t o t a l i t à d i R i e -

s l i n g è p ro d o t t a c o n l ’a u s i l i o d i b o t t i o ba r r i q u e s , i n G e r m a n i a l e

Il R i e s l i n g h a o r i g i n e m i s teriose. Si crede infatti si tratti di una varietà

t i p o l o g i e s o n o c l a s s i f i c a te i n ba s e a l g r a d o z u c c h e r i n o r a g g i u n to d a i

X IV s e c o l o gr a z i e a m o n a c i cisterc ensi del monastero di Eberbach che

d u n q u e va r i a re d a s e c c h i , a b b o c c a t i e d o l c i , d i c u i i m i g l i o r i r a p p re -

au to c to na te d e s c a , i pr i m i inte ressi ver s o questa varietà nacquero nel

n e c a p iro n o i m m e d i a t a m e nte le potenzialità, così l e vigne es is tenti lasc i a ro n o i l p o s to a l l e n u ove varietà. Questo stupendo nettare si trova

principalmente nella regione Mosel Saar Ruwer nei pressi del fiume Mo-

sella e Reno. La regione include anche le due vallate laterali in cui scorro n o i s u o i du e a f f l ue nt i : S aar e Ruwer. Nel cor so dei seco li il fium e ha

sc a va to am p i e a n s e n e l l a roccia creando un paesaggio con caratteristi c he a s s o l u t a m e nte u ni c h e . La par te centrale della vall e che ci por ta da

Trier a Zell è considerata la zona enologica più prestigiosa, dove si trova n o t u t t i i m i g l i o r i v i g n e t i . C a u s a l a p o s i z i o n e g e o g r a f i c a d e l l a G e r m a n i a , s i t u a t a t r a i l 4 7 ° e d i l 5 0 ° pa r a l l e l o , l i m i t e m a s s i m o p e r l a

c o l t i va z i o n e d e l l a v i te d i qu al i tà, i v i ni p ro do tti s o no qu as i e s cl us i va mente bianchi spesso deboli, di basso grado alcolico ed aciduli. Queste

mosti al momento della vendemmia. I vini di qualità sup e ri o re pos s o n o sentanti sono cer tamente i Trokenberenauslese, vini straordinariamente

d o l c i , i n t e n s i e c o m p l e s s i o t t e n u t i d a a c i n i c o m p l e t a m e n t e a p pa s s i t i dalla m uffa.


OltreRiga dicembre 2011  

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