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immediata e piuttosto strana, dal momento che Webb era totalmente scettico riguardo all’occulto mentre Joyce Collin-Smith poteva dirsi tutto fuorché scettica, come scopriranno presto i lettori di questo libro. Tuttavia, lei possedeva esattamente ciò che faceva difetto a Webb: l’esperienza diretta nella “ricerca di certezze” e conoscenze nascoste. È possibile sentire l’influenza dell’amica nell’opera più considerevole di Webb, The Harmonious Circle, uno studio su Gurdjieff e Ouspensky che completò non molto tempo prima di suicidarsi nel 1980; e suppongo che questa influenza debba essere stata, in molti modi diversi, piuttosto disturbante. L’atteggiamento di Webb verso l’occulto consisteva nel genere di razionalismo saccente del tipo “so già tutto” che ci si potrebbe aspettare da uno studente universitario di Cambridge. Messo a confronto con questa straordinaria signora, si deve essere trovato dapprima a considerarla come un’eccentrica autoillusa, con le sue credenze nell’astrologia, nelle percezioni extrasensoriali e nella reincarnazione, dopodiché, non ho dubbi che iniziò a balenargli l’idea che lei fosse realista almeno quanto lo era lui, e che forse era il suo stesso approccio a risultare superficiale e semplicistico. Durante il periodo di intenso stress mentale che visse prima della sua morte, Webb ammise mestamente di essere caduto nella sua stessa trappola. Non sono affatto indifferente al dilemma di Webb, avendolo sperimentato in prima persona. Ho avuto una formazione da scienziato, poi ho deciso che avrei preferito essere uno scrittore di idee, ma la mia prospettiva rimase saldamente razionalista (e lo è tutt’ora). Quando, alla fine degli anni ’60, accettai di scrivere un libro su commissione sul tema dell’occulto non avevo dubbi sul fatto che si trattasse per lo più di pie illusioni e di autosuggestione. Ricordo di aver trascorso un pomeriggio con lo studioso di Shakespeare G. Wilson Knight cercando di nascondere il mio imbarazzo mentre parlava di spiritismo e descriveva come si era convinto che sua madre avesse comunicato con lui dopo la morte... Tuttavia, più studiavo casi di telepatia, premonizione, seconda vista, e perfino di reincarnazione, più diventavo consapevole del fatto che a loro supporto vi era un poderoso ammontare di prove scientifi-

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Joyce Collin-Smith – Nessun uomo è un Maestro  

Spazio Interiore 2013

Joyce Collin-Smith – Nessun uomo è un Maestro  

Spazio Interiore 2013