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Corrado Malanga

CHEOPE LA FABBRICA DELL’IMMORTALITÀ La vera storia di chi eravamo

SPAZIO INTERIORE


Corrado Malanga Cheope. La fabbrica dell’immortalità © 2020 Corrado Malanga © 2020 Spazio Interiore Tutti i diritti riservati Edizioni Spazio Interiore Via Vincenzo Coronelli, 46 • 00176 Roma www.spaziointeriore.com redazione@spaziointeriore.com editing Elisa Picozza copertina e progetto grafico Francesco Pandolfi I edizione: ottobre 2020 ISBN 978-88-94906-43-1 Finito di stampare nell'ottobre 2020 presso Lineagrafica srl, Città di Castello (pg) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, archiviata o trasmessa in qualsiasi forma o attraverso qualunque mezzo, inclusi quelli elettronici, meccanici, di fotocopiatura o di registrazione, senza l’autorizzazione dell’editore. Le riflessioni, dichiarazioni e opinioni espresse sono quelle dell’autore, da lui liberamente manifestate ai sensi dell’art. 21 Cost., e non sono riconducibili né attribuibili all’editore e/o alla casa editrice. Spazio Interiore non può in alcun modo essere ritenuta responsabile per il loro contenuto, né per qualsivoglia danno, diretto o indiretto, morale o materiale, possa derivare da tali riflessioni, dichiarazioni e opinioni.


INDICE

premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Introduzione

la scoperta di un chiodo nel muro . . . . . . . . . . . . 11 Capitolo 1

cosa c’è che non va . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Capitolo 2

l’acqua nella piramide . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53 Capitolo 3

due più due deve fare quattro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75 Capitolo 4

da dove venivano i costruttori? . . . . . . . . . . . . . 111 Capitolo 5

cosa accadde . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131 Capitolo 6

una storia dentro la storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 171 Appendice

aztlán . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183


PREMESSA

Questo libro nasce dal mio desiderio di portare a compimento e affidare alla carta stampata alcune ricerche che ho effettuato negli ultimi anni e ho avuto modo di diffondere nel corso di alcune mie conferenze. In particolare, nel corso del convegno Il ritorno degli Dèi, tenutosi a Roma il 3 novembre 2018 insieme a Graham Hancock, ebbi modo di parlare del problema di cosa fosse e a che cosa servisse la Piramide di Cheope, proponendo un’ipotesi completamente nuova e mai trattata in precedenza. A distanza di due anni, ho sentito il bisogno di riprendere l’argomento, sistematizzarlo e completarlo affinché i concetti da me espressi in quell’occasione e il materiale fotografico a sostegno della mia ipotesi possano essere a disposizione di chiunque vi sia interessato, a prescindere dalla dimestichezza che ha con l’utilizzo della tecnologia, del web e del mondo digitale nel suo complesso. Inoltre, sono convinto che il fascino di un libro sarà sempre superiore a quello di un’esposizione orale riprodotta digitalmente che, per quanto arricchita da supporti audiovisivi, suonerà sempre come un po’ meccanicistica. Leggere un testo, dal suo canto, fa scattare dentro di noi un meccanismo immaginativo che ci conduce al di là di semplici immagini, suoni o sensazioni evocate. La lettura produce infatti un fenomeno fan7


tastico e creativo che è alla base della Consapevolezza con la quale gestiamo la Realtà che ci circonda. Chi non ha fantasia non ha creatività e di conseguenza si fa passivamente gestire dagli eventi esterni a sé. Chi invece è in grado di interagire con la Realtà, interpretandola, anche usando il mondo del fantastico, solitamente si propone come soggetto attivo nei confronti della vita e le proprie capacità creative gli permettono di comprendere. Le più grandi scoperte scientifiche sono state fatte da scienziati creativi e mai da scienziati scientisti, cioè semplici operatori della scienza. Non basta studiare per comprendere ma bisogna comprendere per capire. La differenza sta tutta nel significato di Consapevolezza, e la Consapevolezza non è data dal saper ripetere questo o quel tale dato o formula, facendo credere al proprio interlocutore che, per il semplice fatto che ci si ricorda che 2 + 2 fa 4, si sia capito perché 2 + 2 faccia 4. Il processo di comprensione secondo Piaget segue due strade: una convergente e l’altra divergente. Il processo convergente prevede di raggiungere la risposta a un quesito avvicinandosi per step successivi al target finale, mentre il sistema divergente prevede di andare in direzioni casuali per incappare prima o poi nella giusta soluzione. Mentre questo secondo approccio è all’evidenza inefficace – potrebbero infatti passare millenni prima di trovare, per puro caso, la soluzione al nostro problema – ecco che anche il primo mostra seri problemi allorché, nell’avvicinarsi all’obiettivo finale, sorgano difficoltà insormontabili. In quel contesto il soggetto che utilizza solo un approccio convergente si blocca e non va più avanti. Il miglior approccio secondo Piaget è quello di alternare i due metodi: e ciò vorrebbe dire anche saper utilizzare sia l’emisfero destro del cervello che quello sinistro, usare un pensiero lineare e circolare assieme, pensare come femmine e maschi contemporaneamente. 8


Nel campo della ricerca scientifica, invece, oggi esiste un certo marcato pragmatismo che secondo me rappresenta solo lo specchio dell’incapacità di assumersi la responsabilità da un lato delle proprie idee e dall’altro della mancanza di proprie idee. Il risultato finale è l’ottenimento di una scienza che vuole auto-conservarsi essendo incapace di modificarsi, non avendone il coraggio. Dunque, se prestigiosi storici di fama mondiale hanno sentenziato che le piramidi della piana di Giza, presso il Cairo, sono state costruite tra i tremila e i quattromila anni fa, da quel momento in poi tutti coloro che proveranno a dire il contrario verranno additati come ignoranti, complottisti o personaggi che vogliono fare soldi con indebiti scoop giornalistici. Dove il meccanismo convergente non funziona ma si ha comunque la necessità di fornire una risposta a un quesito irrisolto, ecco che il pragmatismo scientifico propone risultati che, a seguito di un esame scientifico anche grossolano, applicando semplicemente il buonsenso comune appaiono assurdi e risibili. Nel contesto dello studio della storia degli antichi popoli egizi, le illogicità che si trovano sui manuali di storia o che ci vengono raccontate in sedi universitarie, anche prestigiose, sono costantemente sotto gli occhi di tutti. Chi si azzarda a proporre visioni alternative della “storia ufficiale” viene etichettato come pseudo scienziato, che non può dare pareri a causa della mancanza dei prerequisiti necessari per comprendere la materia di cui egli stesso si illude di aver capito qualcosa. D’altro canto, la “scienza ufficiale” non avrebbe capito o terrebbe nascosta, per qualche misterioso motivo, la Verità con la V maiuscola. D’altronde, la “scienza ufficiale” considera dei cialtroni tutti coloro che non la pensano come il modello standard prevede. In questo libro vedremo dunque come, sulla questione legata alla storia e alla funzione della Grande Piramide di Giza, sia autorevoli scienziati che autorevoli cialtroni si siano fino ad oggi sbagliati. 9


Nel libro sono inserite le immagini essenziali affinché chi legge possa seguire lo svolgersi della mia ipotesi. Cionondimeno, suggerisco a chi lo vorrà di integrare la lettura di queste pagine con la visione su YouTube della conferenza di Roma, scaricando altresì le slide e gli altri materiali che ho messo a disposizione in rete.1

1. Il video integrale della mia conferenza su La Piramide di Cheope durante il convegno Il ritorno degli Dèi è disponibile sul canale YouTube di Spazio Interiore, dove è peraltro possibile scaricare le slide cliccando sull’apposito link. Sul mio sito corradomalangaexperience.com sono inoltre scaricabili due pdf dal titolo Keope e Teschi ed Evoluzione.

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CORRADO MALANGA Nato a La Spezia nel 1951, Corrado Malanga è stato Ricercatore in Chimica organica presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università degli Studi di Pisa. Autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, la sua grande fama nasce dalla ricerca nel campo degli ufo, portata avanti per oltre trent’anni e nell’ambito della quale ha formulato tesi di straordinaria originalità e importante stimolo, in particolare in merito al fenomeno delle abduction aliene, nonché dai suoi studi sulla Coscienza. Ideatore del Triade Color Test e del Triade Color Test Dinamico Flash, oggi i suoi studi convergono sull’idea e la realizzazione del Mondo Felice, quella società in cui ognuno è responsabile di se stesso, e dove l’aggettivo “felice” non vuol dire vivere tutti i giorni con il sorriso sulle labbra, ma vivere tutti i giorni in modo armonico. Con Edizioni Spazio Interiore ha pubblicato Genesi. Uomo, Universo e Mito (2013), Coscienza (2013), Evideon. L’Anima dei colori (2014), La geometria sacra in Evideon (2015), la nuova edizione de Gli ufo nella mente (2016), Il Mondo Felice non è utopia. Triade Color Test ed entropia nulla (2017) e Il Mondo Felice. Un viaggio verso i luoghi della Coscienza (2019).


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Corrado Malanga - Cheope. La fabbrica dell'immortalità  

La vera storia di chi eravamo - Edizioni Spazio Interiore 2020 - Collana Nonordinari - 216 pagine - 18 euro

Corrado Malanga - Cheope. La fabbrica dell'immortalità  

La vera storia di chi eravamo - Edizioni Spazio Interiore 2020 - Collana Nonordinari - 216 pagine - 18 euro

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