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Mariavittoria Spina

RESILIENZA ALIMENTARE I segreti del benessere consapevole nel Nuovo Millennio

SPAZIO INTERIORE


Mariavittoria Spina Resilienza alimentare. I segreti del benessere consapevole nel Nuovo Millennio editing: Silvia Tusi © 2018 Mariavittoria Spina © 2018 Spazio Interiore Tutti i diritti riservati Edizioni Spazio Interiore Via Gabrino Fondulo 59 • 00176 Roma www.spaziointeriore.com redazione@spaziointeriore.com copertina e progetto grafico Francesco Pandolfi I edizione: gennaio 2018 ISBN 978-88-94906-08-0 Finito di stampare nel gennaio 2018 presso csr Centro Stampa e Riproduzione, Roma


INDICE

Avvertenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Capitolo 1

VITALITÀ E BENESSERE NEL NUOVO MILLENNIO . . . . . . . . . . . 9 Vis: la forza della conoscenza Capitolo 2

ALIMENTAZIONE DEL CORPO FISICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 Vis del corpo fisico • Nutrizione consapevole • Conoscenze preliminari • I nutrienti • Leggere le etichette • La piramide alimentare• Integratori naturali e “super cibi” • Spesa e fase di transizione • Pasti fuori casa • Riepilogo • Attività fisica regolare • Tono e circolazione dell’energia vitale • Riposo e attività cerebrale • Riepilogo • Respirazione profonda e luce solare • Ossigenazione e ventilazione • Nutrirsi di luce solare • Riepilogo Capitolo 3

ALIMENTAZIONE DELLA PSICHE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 Vis della psiche • Informazione cosciente • Svelare il mondo delle opinioni • Miti, usi e costumi da sfatare • Comunicazione responsabile • Etica pitagorica • Gestione del potere • Attività mentale sinergica • Mondi e realtà cosmiche • Vivere nel multiverso • Riepilogo Capitolo 4

BUONE ABITUDINI

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Vis delle buone abitudini • Pratiche regolari • Composizione dei pasti • Cura della persona • Acquisti e consumi etici • I fondamentali vis

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APPENDICE

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Efficienza e sicurezza in cucina • L’ambiente in cui muoversi • L’ambiente in cui respiriamo • Armonia delle stagioni

RISORSE UTILI

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Web • Letture consigliate

RINGRAZIAMENTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 191

INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 - Gli acidi grassi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 2 - I minerali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 3 - Le vitamine. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 4 - Valori nutrizionali di alcuni cibi proteici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 5 - Valori nutrizionali di alcuni cibi glucidici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 6 - Dichiarazione nutrizionale di prodotti a base di lupino. . . . . Tabella 7 - Composizione di una porzione di verdura cruda. . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 8 - I cinque colori del benessere nella verdura. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 9 - I cinque colori del benessere nella frutta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 10 - Classificazione della frutta in base al ph. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 11 - I germogli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 12 - Semi oleosi, frutta a guscio e frutta essiccata. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 13 - Oli vegetali, erbe aromatiche e spezie. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tabella 14 - Alimenti in frigorifero e in dispensa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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AVVERTENZA

Se mi si dimostra che le mie idee o le mie azioni sono sbagliate, sarò felice di cambiare, perché ciò che cerco è la verità, dalla quale nessuno ha mai ricevuto danno mentre ne riceve chi persevera nel proprio errore e nella propria ignoranza. Marco Aurelio

I contenuti di questo libro hanno carattere puramente informativo, devono essere considerati unicamente a motivo di studio e di ricerca personale e vengono intesi come parte di un percorso complementare e non sostitutivo di eventuali terapie mediche e/o psicologiche. Gli effetti derivanti dall’applicazione delle conoscenze e delle tecniche descritte dipendono esclusivamente da chi pratica e se ne assume ogni responsabilità.

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INTRODUZIONE

In questo mondo nuovo si chiede agli uomini di cercare soluzioni private a problemi di origine sociale, anziché soluzioni di origine sociale a problemi privati. Zygmunt Bauman

I metodi di dominio della popolazione di qualunque tempo e luogo sono principalmente due, gli stessi che consentirono all’Impero Romano di conquistare il mondo conosciuto e imporre per millenni le proprie regole: da un lato panem et circenses (lett. “pane e giochi circensi”), dall’altro divide et impera (lett. “dividi e comanda”). Ecco spiegate le origini della demagogia e della dittatura, più o meno esplicita, che il potere inumano unisce per far prevalere indisturbato i propri interessi, estinguendo o schiacciando ogni volontà di cambiamento grazie a un immenso e ingegnoso sistema di bisogni indotti, spettacolari distrazioni, alienazione individuale e disimpegno sociale. Solo una sana e consapevole resilienza alimentare consente di uscire dalla logica aberrante di questo sistema disumano, che intrappola le persone in una gabbia invisibile di paure, pregiudizi e consumismo sfrenato, fiaccandole nel corpo, distraendole mentalmente e isolandole dalla realtà contingente. Questo libro è stato scritto per coloro che sono stanchi di mangimi, intrattenimento, falsità e delusioni. È stato scritto per l’umanità, perché un futuro migliore è possibile, adesso. È stato scritto per te, che lasci risuonare queste parole fin dentro al luogo senza spazio e senza tempo in cui puoi sentirne la verità e affermare io sono, io voglio, io posso. Esci dall’illusione e comincia a vivere veramente. Attingi alla forza della conoscenza: presenza, consapevolezza, esperienza. Impara a riconoscere tutto ciò che è veramente benefico, vitale, integrale e salutare. Riappropriati del diritto di forgiare consciamente il tuo destino. Migliorare è sempre possibile. Ogni momento può essere decisivo e fare la differenza nella tua vita. Dipende solo da te. Tutto questo significa praticare la resilienza alimentare, i segreti del benessere consapevole nel Nuovo Millennio.

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Capitolo 1

VITALITÀ E BENESSERE NEL NUOVO MILLENNIO

Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in maniera tale che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto. Dalai Lama

Questo non è un libro comune, in quanto contiene e condivide i segreti per il benessere consapevole nel Nuovo Millennio, e poiché il suo intento è di spiegare nel modo più semplice possibile la pratica che consente di trasformare questi elementi sapienziali da principi di conoscenza a pilastri del benessere quotidiano, dovrà utilizzare qualche espediente che agevoli la comprensione. Il primo consiste nel cominciare dalla fine, ovvero dalle conclusioni alle quali tutti vorremmo arrivare: il conseguimento del benessere consapevole di ogni individuo su questo pianeta è possibile, anzi necessario a fini evolutivi, e non richiede eccezionali risorse o qualità. È tutto già previsto nel pacchetto del viaggio che chiamiamo “vita sulla Terra”, dove stare e sentirsi bene è possibile per chiunque lo desideri, poiché il benessere psicofisico autentico e duraturo è questione di consapevolezza e di scelte coscienti, giorno dopo giorno, passo dopo passo, lungo un percorso sempre più consapevole. Possiamo vivere a lungo, in salute e in armonia su questo meraviglioso pianeta, che ha ancora molto da offrirci. Possiamo realizzarci, evolvere e fare nuove entusiasmanti scoperte. Anche considerando una vita comune, dalla nascita alla morte, l'intensità dell'esperienza vitale racchiude un potenziale di forza e bellezza unico e irripetibile, che attende di essere rivelato, compreso e attuato. Vivere, amare, conoscere: un percorso senza fine, in cui la meta è il viag-

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gio e il senso profondo l'eterno viaggiare. Certamente, doversi muovere comporta anche il rischio di errare, vagando in territori insidiosi, talvolta oscuri, ma sempre con la possibilità di riscattarsi dal proprio smarrimento e ripartire verso orizzonti più luminosi. Il Terzo Millennio ha portato la necessità di un cambiamento sostanziale, di innovazione e di intraprendenza. Evoluzione o estinzione, è questa la scelta fondamentale alla quale siamo tutti chiamati dopo la crisi della coscienza ordinaria; ma anche in questa spietata dicotomia si rivela una grande opportunità per restituire un senso più profondo alla ricerca del proprio benessere e costruire un mondo migliore. Dipende da noi, dal Risveglio dell’Umanità. Risvegliarsi significa distaccarsi da qualunque sistema di illusioni e presunzioni in cui siamo sprofondati e riprendere il corso di un’esistenza libera e cosciente. Innanzitutto, rendiamoci conto che il benessere è una prerogativa dell’individuo consapevole, poiché costituisce un diritto e al contempo un onere per ogni essere umano, ma come tale necessita di venire esercitato e compreso appieno. La chiave scientifica del benessere è iscritta nel nostro patrimonio genetico, l’eredità non puramente materiale dell’umanità. Le ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il nostro dna virtualmente è quasi immortale, ma i numerosi fattori ambientali lo espongono a un logoramento tale per cui non può riprodurre se stesso a tempo indeterminato; nonostante questo, il nostro genoma è programmato per farci vivere in media fino a centoventi anni in buona salute. L’essere umano più longevo al mondo di cui si abbiano notizie certe è la francese Jeanne Calment, che ha lasciato questa vita all’età di oltre centoventidue anni. Diverse donne viventi superano i centoquindici anni, anche in Italia, in particolare nella regione sarda tra l’Ogliastra e la Barbagia, che appartiene alla “zona blu”, dove si riscontra il maggior numero di centenari, ma si tratta pur sempre di eccezioni dovute a una molteplicità di fattori difficilmente riproducibili in ogni situazione contingente. Ciò che tutti vogliamo e possiamo realmente migliorare è la qualità complessiva della nostra vita, che prima di influenzare la sua durata oggettiva ne implica un cambiamento positivo intrinseco, percettivo e soggettivo, e per farlo è necessario imparare a diventare resilienti. Resilienza è il termine utilizzato per definire la proprietà di un corpo di riprendere la propria forma dopo aver subìto un urto, e intende una resistenza dinamica, proattiva se esercitata in modo cosciente, adatta a

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essere eletta a qualità fondamentale per la sopravvivenza di quel barlume di umanità ancora presente nel genere umano. Dal punto di vista globale, il genere umano in media si ritiene superiore alle altre forme di vita, ma basta una rapida occhiata alla situazione in cui versa il pianeta Terra per constatare che questa specie estremamente aggressiva tende per lo più a sfruttare come un parassita le risorse dell’ambiente ospitante. D’altro canto l’umanità, che può emergere come caratteristica distintiva da ogni individuo della specie homo sapiens, rende l’essere umano capace di grandi atti di coraggio, generosità, immaginazione, bellezza e virtù, collocandolo a buon diritto tra le forme di vita più complesse, affascinanti e ricche di potenziale evolutivo. Finora, il confine tra istinto primordiale distruttivo del genere umano e impulso evolutivo costruttivo dell’umanità è stato labile e incerto, ma nel Terzo Millennio diventerà sempre più netto, poiché da esso dipende l’avvenire dell’essere umano sia come individuo che come specie. La resilienza deve essere soprattutto alimentare, in un’epoca in cui, come avremo modo di ricordare, l’intera umanità si trova gravemente piagata dalla malnutrizione e programmaticamente fuorviata dalla disinformazione, perché l’alimentazione comprende tutto ciò che concorre ad alimentare, ovvero a rifornire di energie vitali, l’essere umano, inteso come individuo sempre più cosciente, dinamico, creativo e in evoluzione, molto più della semplice unione tra un corpo senziente e una mente pensante.

Vis: la forza della conoscenza Vivere sani e in forma è possibile e a fronte delle conoscenze di cui disponiamo dovrebbe rappresentare la normalità per la maggior parte degli esseri umani. La qualità della nostra vita dipende in larga misura direttamente da noi, dalle scelte che compiamo ogni giorno, e questo è un fatto tramandato dalle tradizioni sapienziali di ogni tempo e luogo, dall’ayurveda all’alchimia, avvalorato dalle scienze all’avanguardia come nutrigenomica e fisica quantistica, ma sempre più riconosciuto anche negli ambienti istituzionali ortodossi. La stessa definizione di salute, presentata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dapprima in termini statici e astratti come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale che non consiste soltanto in un’assenza di malattia o infermi-

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tà» è stata aggiornata, e oggi appare più intelligibilmente connessa alle dinamiche dei soggetti coinvolti in quanto proprietà stessa del sistema vivente, definita come «condizione di armonico equilibrio, fisico e psichico, dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale». La salute è quindi un fattore intrinseco alla vita, e così, ricordando questa verità, possiamo considerare la parola vis, che in latino significa “forza, vigore”, come acrostico di vitale, integrale e salutare, ovvero dei tre principi che consentono di orientarci a ogni livello (fisico, psichico e olistico) per effettuare scelte sempre più consapevoli e benefiche. Vitale è la caratteristica distintiva di ogni essere vivente, pertanto conviene optare per un’alimentazione che mantenga e accresca la nostra naturale vitalità. A livello fisico, questo significa scegliere alimenti vivi, di elevata qualità vibrazionale, che nutrano il nostro corpo e lo mantengano agile e attivo in un ambiente idoneo a sostenere lo sviluppo della vita. A livello psichico, implica saper gestire le proprie emozioni e i propri pensieri, veicolandone l’energia in modo costruttivo in ogni circostanza. A livello olistico, consente di promuovere e sostenere l’evoluzione della vita in tutte le sue forme, rispettando la biodiversità e comprendendo le esigenze energetiche proprie e dell’ecosistema in cui si vive. Integrale a livello fisico rimanda all’integralità degli alimenti, che ci assicura un apporto nutritivo più completo a fronte di una minore sofisticazione delle sostanze di cui ci alimentiamo e dell’ambiente in cui viviamo. A livello psichico, è sinonimo di integrità, che attraverso la consapevolezza unitaria, coerente e coordinata delle proprie funzioni emotive e mentali contribuisce allo sviluppo di un individuo equilibrato e quindi integro. A livello olistico, ci ricorda la necessità di integrarci armoniosamente nell’ambiente in cui viviamo e di cui siamo parte integrante nel rapporto di scambio dinamico tra macrocosmo e microcosmo. In sintesi, mantenersi in salute dipende in gran parte dalle scelte che compiamo, a livello fisico attraverso un’alimentazione salutare (nutrizionalmente corretta ed equilibrata) ovvero adatta alle esigenze del nostro corpo, in un ambiente salubre, adatto allo sviluppo delle nostre facoltà psicofisiche, ma anche tramite una sana gestione della nostra psiche e del rapporto con l’ecosistema, che promuove le condizioni di salubrità ideali per il benessere di tutti i suoi componenti viventi e interagenti. Di qualunque natura siano i nostri obiettivi, dobbiamo avere libero accesso alla nostra energia vis, la forza della conoscenza che veicola gli

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scambi tra vuoto e forma, potenziale e manifestazione della materia, o se preferiamo utilizzare la terminologia della fisica quantistica, tra la dimensione ondulatoria e quella corpuscolare della realtà. Chiunque sia dotato di sufficiente spirito di osservazione potrà convenire che l’essere umano è molto più di un corpo senziente e di una mente pensante; ma è solamente grazie all’energia vis che, rendendosi conto di questa sostanziale verità, si può imparare a prendersi cura di se stessi seguendo la coscienza, lungo un percorso di conoscenza e innovazione che rispecchia i principi guida della filosofia di vitalità e benessere nel Nuovo Millennio, ovvero della resilienza alimentare: •• Nutrire il corpo fisico con cibi vitali, integrali e salutari. •• Saper riconoscere e assumere tutti gli alimenti necessari e adeguati al proprio benessere. •• Respirare, bere, mangiare, muoversi e riposare consapevolmente. •• Conoscere e rispettare se stessi e l’ecosistema ospite. •• Gestire il proprio potere di scelta, esercitandolo attraverso l’utilizzo ottimale di pensieri, parole e azioni. Nei prossimi capitoli, vedremo insieme come possiamo mettere in pratica questi principi, imparando a diventare resilienti e a infondere vis a ogni livello del nostro essere: nel corpo fisico, nella psiche e anche oltre, fino a coinvolgere la totalità della coscienza umana e planetaria nello sviluppo ottimale e sostenibile del nostro potenziale evolutivo.

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Capitolo 2

ALIMENTAZIONE DEL CORPO FISICO

Dall’alimento nascono le creature che si trovano sulla terra. Esse vivono invero di nutrimento e alla fine a esso ritornano. Poiché il nutrimento è il primo degli esseri, esso è chiamato la medicina universale. Taittiriya Upanishad, ii, 1

Qualunque sia il nostro orientamento metafisico, è evidente che la vita di ogni essere umano, dalla nascita alla morte e anche prima, durante la gestazione, si sviluppa grazie a un corpo fisico che necessita di essere alimentato, non potendo produrre autonomamente tutti gli elementi di cui si serve per il proprio funzionamento fisiologico. In questo senso è utile distinguere tra alimento, ciò che serve a mantenere in funzione un apparato, e nutrimento, ciò che fa crescere, durare e coltivare la vita. Gli esseri umani, al pari degli altri animali e dei sistemi inorganici, devono alimentarsi per sopravvivere a livello funzionale, introducendo un’adeguata quantità di energia, misurabile in calorie quando si tratta di cibi e bevande; ma per crescere, svilupparsi e quindi vivere pienamente devono nutrirsi, cioè assumere dei nutrienti, liquidi (acqua e altre bevande), solidi (cibi), gassosi (ossigeno) e fotonici (luce solare), qualitativamente adeguati al sostegno della loro specifica attività vitale. Considerando il rapporto tra alimentazione e nutrizione, a livello mondiale il genere umano versa in condizioni critiche: •• Circa ottocento milioni di persone soffrono la fame, sono quindi denutrite, disponendo di risorse insufficienti persino a raggiungere il fabbisogno calorico minimo indispensabile alla sopravvivenza.1

1. Dati fao 2015.

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•• La quasi totalità della popolazione mondiale rimanente, non arrivando nemmeno a sfiorare i cento anni di età in buona salute, soffre di invecchiamento e morte precoci, ricollegabili a un’errata alimentazione. Sono quindi persone malnutrite, per lo più iperalimentate (eccesso calorico a fronte di una vita sedentaria) e iponutrite (carenza di nutrienti). Tra di esse, più di due miliardi è già in sovrappeso.2 La fame nel mondo, che si affianca all’emergenza idrica in cui versano molte popolazioni denutrite, potrebbe essere debellata cambiando approccio riguardo all’utilizzo delle risorse alimentari. Da un lato, converrebbe destinare alla fruizione umana i cereali e l’acqua oggi consumati dall’allevamento, che rappresenta uno spreco di risorse suicida, considerando che per produrre due chili di carne sono in media necessari ventisei chili di cereali e la stessa quantità di acqua che soddisferebbe il fabbisogno idrico di un essere umano per un anno. Dismettere le pratiche di allevamento comporterebbe un aumento immediato di risorse destinabili a coprire il fabbisogno alimentare di chi ancora muore di fame nel mondo, un risultato di primaria importanza, anche senza considerare le ripercussioni positive che avrebbe sull’ambiente per la conseguente riduzione del disboscamento e della desertificazione dei terreni riservati al pascolo e la minore produzione degli scarti che, dalle deiezioni ai liquami, sono tra i principali fattori di inquinamento del pianeta. Inoltre, gli animali, in quanto esseri viventi senzienti complessi e affini all’essere umano, non andrebbero in nessun caso considerati macchine per produrre cibo, e il fatto che una specie che si ritiene evoluta e civile possa arrivare anche solo a valutare questa evenienza è indicativo del suo effettivo grado di sviluppo, decisamente primitivo, potendo vantare solo un avanzamento tecnologico che non libera dal brutale sfruttamento dei più deboli e anzi lo legittima, a fronte di profitti crescenti ma privi di qualsiasi riguardo verso la vita e la salute dell’ecosistema. La salute psicofisica degli stessi esseri umani ha tutto da guadagnare da un’alimentazione priva di prodotti di origine animale, correlati all’insorgenza di numerose patologie, nonché all’invecchiamento cellulare e

2. Dati oms 2016.

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alla morte precoce. D’altra parte, il passaggio a un’alimentazione a base vegetale su larga scala comporterebbe dei benefici ancora maggiori se prevedesse il graduale ma deciso cambiamento negli obiettivi fondamentali che si pone, preoccupandosi di nutrire e non semplicemente di sfamare la popolazione. Il caso del grano, uno dei cereali più coltivati al mondo, costituisce un ottimo esempio: si stima che a ogni riduzione del 10% della produzione di carne corrisponderebbe una disponibilità di grano sufficiente a sfamare sessanta milioni di persone, ma questo dato considera il grano come un cereale da cuocere, di cui occorrono circa 100 g per fornire un pasto, quando invece basterebbe una tazza dello stesso cereale germogliato, quindi crudo, per fornire a un essere umano adulto i nutrienti di cui necessita nell’arco di una giornata, e questo senza bisogno di attrezzi da cottura o di un’ingente aggiunta d’acqua. Passare dallo sfamare al nutrire il pianeta richiede un netto cambio di paradigma nell’alimentazione mondiale, da cui il genere umano trarrebbe enormi benefici pratici ed evolutivi. Nondimeno, considerando la situazione mondiale, colpisce l’assoluta emergenza della malnutrizione, un dato macroscopico per lo più ignorato, nonostante i numerosi chiari segnali di allarme già ampiamente rilevati nei paesi occidentali: •• Dopo i quarantacinque anni praticamente la totalità della popolazione assume abitualmente farmaci per alleviare sintomi e disturbi cronici o occasionali.3 •• Il 90% dei tumori e delle altre patologie degenerative (diabete, cardiopatie...) che costituiscono le maggiori cause di morte non violenta, ha tra le cause principali un’errata alimentazione, i cui primi sintomi generici sono sovrappeso, stanchezza generale e invecchiamento precoce.4 •• Obesità e sovrappeso, fattori di rischio imputabili a sedentarietà e a errate abitudini alimentari, che predispongono all’insorgere e all’aggravarsi delle patologie cronico-degenerative quali diabete, cancro, infarto, sono in aumento anche tra giovani e giovanissimi. In Italia un bambino su tre, tra i sei e i nove anni, è sovrappeso o obeso.5 3. Dati oms 2016. 4. Dati iarc 2015. 5. Dati iss 2016.

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•• In Italia quasi una persona adulta su due (46%) è sovrappeso e tra queste una su cinque è obesa, mentre nel mondo le persone sovrappeso sono oltre due miliardi, quelle obese seicento milioni, pari al 13% dell’intera popolazione mondiale.6 Ancora meno noti sono i risultati delle discipline scientifiche che, ricercando nuove soluzioni per la prevenzione e la cura delle malattie, convergono verso linee guida univoche: •• La nutrigenetica, che studia la risposta dell’individuo all’assunzione degli alimenti e le correlazioni tra l’alimentazione e il rischio o l’effettiva insorgenza di patologie, si occupa di migliorare le raccomandazioni nutrizionali per arrivare a una dieta personalizzabile in grado di promuovere la salute e la naturale longevità dell’essere umano. •• La nutrigenomica, che studia l’interazione molecolare tra sostanze nutritive e genoma, ci presenta un lungo elenco di bioattivi alimentari, sostanze che possiamo introdurre con i cibi e le bevande sulla nostra tavola, in grado di influenzare enormemente l’espressione genetica, potenziando o inibendo determinate vie metaboliche in modo da promuovere la nostra salute e longevità. •• La nutraceutica, che si occupa di individuare e rendere maggiormente disponibili quei principi nutritivi o nutraceutici presenti negli alimenti e in grado di esercitare un’azione benefica sulla salute, è considerata la farmaceutica del futuro, viste le crescenti prove scientifiche dello stretto legame tra cibo e salute. La nutrizione, insieme a un’adeguata attività fisica, costituisce la principale forma di prevenzione, com’è noto da tempo, e confermato dalle ricerche epigenetiche che rilevano la preminenza dei fattori esogeni (ambientali e abitudinari) rispetto a quelli endogeni (predisposizione genetica) nella manifestazione e nello sviluppo del fenotipo umano; ma ancora poco viene fatto a livello istituzionale per promuovere un’adeguata conoscenza di questo argomento chiave per la salute umana, anche quando si tratta delle più delicate fasi dello sviluppo, come quella pre-

6. Dati oms 2016.

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natale e neonatale. Sebbene il miglioramento della nutrizione materna e del primo periodo di vita sia fondamentale per ridurre il rischio di malattie croniche e di obesità nei bambini, dei cinquantuno paesi dell’Unione Europea solo ventinove prevedono raccomandazioni nutrizionali specifiche sul periodo prima del concepimento, quarantuno hanno raccomandazioni per il periodo gestazionale e trentatré per il periodo postparto.7 È evidente che occorre informare di più e meglio per promuovere la salute umana, a cominciare da un’efficace politica di prevenzione che non può prescindere dalle abitudini nutrizionali, e in generale alimentari, di ogni individuo.

Vis del corpo fisico Per comprendere appieno l’importanza e la pratica di un’alimentazione vitale, integrale e salutare, è indispensabile conoscere com’è fatto e come funziona il nostro organismo, l’apparato biologico umano, sul quale essa influisce enormemente. Dal punto di vista anatomico, il corpo fisico è la struttura più “solida”, ovvero tangibile, che compone un essere umano, ed è costituito da circa centomila miliardi di cellule, organizzate in organi che a loro volta si raggruppano in sistemi, contraddistinti da uno scopo comune e omogenei sia per funzione che per struttura, e in apparati, che pur avendo uno scopo comune includono organi con funzione e struttura diversa e spesso anche con diversa origine. Possiamo così individuare i sistemi nervoso, circolatorio, linfatico, immunitario, l’apparato respiratorio, quello locomotore, composto dal sistema muscolare e scheletrico, l’apparato digerente, quello urogenitale e infine l’apparato tegumentario e quello sensoriale. Pur nella notevole complessità delle sue funzioni fisiologiche, il corpo tende a preservare due fattori indispensabili per l’omeostasi, ovvero per assicurarsi la relativa stabilità necessaria alla propria sopravvivenza. Questi fattori di assoluta priorità sono l’equilibrio acido-base, misurabile attraverso il ph, e l’efficienza dell’ambiente cellulare riducente, che si misura in base al livello di stress ossidativo. Essi risultano strettamente

7. Dati oms Europa 2016.

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interconnessi e determinano il potenziale elettrochimico, misurabile dal valore orp, il parametro che attualmente meglio si adatta a esprimere l’idoneità di un alimento a sostenere l’energia vitale. Poiché lo scopo principale del corpo umano è sopravvivere, non importa a quale prezzo, ed è dalla sua sopravvivenza efficiente che dipende il nostro benessere organico, conoscere meglio questi fattori e le loro implicazioni pratiche può fare la differenza tra una vita in buona salute e un’esistenza afflitta, talvolta inspiegabilmente e inesorabilmente, da disturbi e disagi fisici di ogni genere. L’equilibrio acido-base (valori di ph) Il ph ottimale del sangue e dei tessuti è un parametro di primaria importanza, perché costituisce il presupposto per il corretto funzionamento di tutti i processi fisiologici dell’organismo. Nel complesso, il corpo umano è alcalino nella struttura anatomica e acido nella funzione fisiologica: il ph ottimale del sangue si attesta sul valore 7.365, leggermente alcalino, ma il metabolismo cellulare comporta delle scorie acide che il corpo deve neutralizzare, unitamente agli acidi ambientali e alimentari con i quali viene a contatto, per evitare l’iperacidità che interferisce con tutti i processi vitali delle cellule. L’acidosi è uno stato di iperacidità cronica del tessuto biologico, alla quale è possibile imputare l’insorgenza di ogni tipo di patologia e disturbo. I suoi fattori principali sono i seguenti: •• •• •• •• •• •• •• •• •• ••

insufficiente apporto di nutrienti alcalinizzanti (cibi e bevande); insufficiente apporto di liquidi (idratazione); insufficiente masticazione (digestione); eccesso di cibi e bevande acidificanti; stress psicofisico; sedentarietà; uso di nicotina, alcol; uso intensivo di farmaci e medicinali; sport intensivo; respirazione superficiale.

Conoscendo il ph ottimale della parte del corpo di cui intendiamo occuparci, è possibile sostenere i suoi naturali processi di omeostasi semplicemente introducendo abitudini che aiutino l’organismo a man-

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tenere l’equilibrio acido-base. Il succo gastrico è molto acido, con un ph tra 1 e 3, mentre quello pancreatico è decisamente basico, con ph 8, ed essenzialmente ha lo scopo di neutralizzare l’eccesso di acidi prodotti dai processi digestivi. In generale, considerando anche la variabilità dei valori di ph ottimali nelle diverse parti corporee, poiché nel sangue e negli altri fluidi occorre una concentrazione di sostanze alcaline circa venti volte maggiore rispetto a quella di ciascun acido da neutralizzare, è consigliabile condurre uno stile di vita alcalino, naturalmente salutare, che previene l’acidosi e risparmia dal dover ripristinare il ph ottimale attraverso cambiamenti drastici o urgenti. Utilizzando una cartina al tornasole (cartina reattiva per ph), acquistabile presso farmacie o negozi che vendono articoli salutistici, possiamo monitorare autonomamente il ph delle nostre urine, della nostra saliva e delle bevande che assumiamo, mentre per conoscere il ph del nostro sangue dovremo sottoporci all’apposito esame del ph sanguigno, anche se quest’ultimo è un indicatore non strettamente necessario a fronte delle misurazioni effettuate con il tornasole. L’organismo considera una priorità assoluta per la propria sopravvivenza mantenere il ph del sangue stabile: il valore ottimale, come si è detto, è 7.365; valori leggermente più alcalini (fino a 7.4) anche se spesso vengono considerati normali potrebbero indicare un’eccessiva acidificazione dei tessuti corporei, che l’organismo sta cercando di neutralizzare irrorando le cellule con sangue più alcalino del consueto, mentre qualunque variazione uguale o superiore a 0.4 punti, in positivo o in negativo, è spesso indice di uno stato patologico di gravissima sofferenza dell’organismo. Il ph delle urine, diversamente da quello sanguigno, ha delle oscillazioni molto ampie, essendo il rene uno degli organi principali deputato allo smaltimento degli acidi. Di norma l’urina è acida, con valori di ph ideali attorno a 6.5, anche per ridurre il rischio di infezioni urinarie; è più acida al mattino, perché durante il sonno il rene compensa l’acidosi respiratoria dovuta alla minore attività ossido-riduttiva del polmone, e neutra (7, massimo 7.5) quando il corpo è in grado di depurarsi senza sovrastimolare il funzionamento renale. L’efficienza dell’ambiente cellulare riducente (valori di stress ossidativo) Una corretta ossigenazione attraverso la respirazione e il movimento fisico è fondamentale per il corpo, in quanto tutte le cellule utilizzano l’ossigeno per le proprie funzioni vitali, ma poiché questa molecola è al-

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