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OLIMPIA MILANO presents

Andrea Cinciarini

Vassilis Spanoulis

VS 1 4 M ARZO 20. 45 M EDI OL AN UM FO R UM


Vladimir Micov

OLIMPIA MILANO PLAYER


6 ANDREA CINCIARINI

12 20

14 22

ROSTER

VASSILIS SPANOULIS

OPEN TRYOUT

OLIMPIA INSIDER SOMMARIO


OLIMPIA MILANO PLAYERS ANDREA CINCIARINI - CHRISTIAN BURNS - JEFF BROOKS - MINDAUGAS KUZMINSKAS - MIKE JAMES - AMEDEO DELLA VALLE - DAIRIS BERTANS ARTURAS GUDAITIS - CURTIS JERRELLS - VLADIMIR MICOV - SIMONE FONTECCHIO - KALEB TARCZEWSKI - NEMANJA NEDOVIC


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ANDREA CINCIARINI L’esempio del Capitano Impegno, dedizione, serietà e la voglia di continuare a migliorare per essere un modello. Come è sempre stato, anche nell’arte di “farsi trovare pronto”. Sempre.

I gradi di capitano sono sempre un onore. Andrea Cinciarini li porta orgogliosi da tre stagioni. Ma era stato Capitano anche a Montegranaro e a Reggio Emilia. Non può essere un caso: i panni

del regista aiutano, ma è l’esempio, l’etica del lavoro, il rispetto guadagnato che autorizzano certe decisioni. Cinciarini non ha mai “tradito” la fiducia, è sempre stato un Capitano irreprensibile.

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Ci sono tanti tratti di Andrea Cinciarini che meritano di essere evidenziati: la longevità, la serietà, l’impegno, i geni buoni, ereditati da Franco Cinciarini, importante giocatore in Serie A negli anni ’70 e ’80, e dalle origini pesaresi. Cinciarini è anche il primo di sempre nei playoff negli assist e sta scalando la stessa classifica assoluta, attaccando un mostro sacro dietro l’altro. Attualmente è terzo di sempre negli assist in maglia Olimpia: davanti a lui ci sono l’irraggiungibile Mike D’Antoni e Alessandro Gen-

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tile, altro giocatore dell’era moderna, che ha dato tanto alla causa. Ma quello che rende unico Cinciarini è questa mostruosa serietà nel lavoro, quella che gli ha permesso, un allenamento individuale dopo l’altro, di diventare un rispettabile tiratore da tre punti. Non aveva questo tiro quando arrivò a Milano, ma non sopportava di essere “battezzato”. Sapeva che se si fosse costruito un buon tiro sarebbe stato soprattutto di aiuto alla squadra. E non è solo una questione di tiro da tre, ma anche di


una sorta di fade-away che riesce ad eseguire dopo aver raccolto il palleggio, da quattro o cinque metri. Il prossimo passo – ma richiede ancora un po’ di lavoro – è il “floater”, la vecchia specialità di Andrew Goudelock, quella sorta di lacrima, o arcobaleno, effettuato un attimo prima che il difensore arrivi a stoppare la parabola. E’ un tiro difficile perché va automatizzato e la parabola è altissima, il che normalmente riduce la precisione. Ma Cinciarini ci sta lavorando e ci arriverà. Ha giocato quattro Europei, Cinciarini, e forse giocherà anche un Mondiale la prossima estate: ad un certo punto è stato l’unico membro del quintetto della Nazionale che non giocasse nella NBA. Ma teneva le redini della squadra, accanto a Belinelli, Gallinari, Datome e Bargnani. Più Melli e Gentile dalla panchina. Non doveva tirare, non doveva

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segnare, doveva far giocare la squadra, guidarla e dettare il ritmo. Questo è sempre stato Cinciarini. In un altro momento della carriera sembrava che avesse finito, chiuso con l’azzurro: era anche giusto. Vista l’età, gli impegni con l’Olimpia. Poi l’hanno richiamato, perché non si sottovaluta mai il cuore di un campione. L’orgoglio di un campione, che si allena, si cura, mangia bene, nel tempo libero si gode esclusivamente la bella famiglia, la moglie Alessia e il figlio Alessandro che sembra già un predestinato. E’ venuto a

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Milano, Andrea, perché voleva cimentarsi nella competizione europea più importante, e perché voleva vincere più di quanto avesse fatto in precedenza. Ha capito il suo ruolo, si è adattato, “rubando” un minuto dopo l’altro, specializzandosi nell’arte di “farsi trovare pronto”, per giocare due minuti e farli diventare prima tre e poi sempre di più come successe lo scorso anno. Cominciò la stagione in panchina ma la finì in quintetto e infine sul parquet di Trento a portare via la retina del tricolore. Questo è Cinciarini.


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AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO

MINDAUGAS KUZMINSKAS ANDREA CINCIARINI

JAMES NUNNALLY

CHRISTIAN BURNS

JEFF BROOKS

NUM

NOME

ETÀ

ALTEZZA

RUOLO

00 2 5 7 13 15 16 19 20 21 23 32 55 92

Amedeo Della Valle Mike James Vladimir Micov Arturas Gudaitis Simone Fontecchio Kaleb Tarczewski Nemanja Nedovic Mindaugas Kuzminskas Andrea Cinciarini James Nunnally Christian Burns Jeff Brooks Curtis Jerrells Alen Omic

26 29 34 26 24 26 28 30 33 29 34 30 32 27

1.94 1.85 2.03 2.11 2.03 2.13 1.91 2.05 1.93 2.01 2.03 2.03 1.85 2.16

Guardia Playmaker Ala Centro Ala Centro Guardia Ala forte Playmaker Guardia-ala Ala-centro Ala forte Play-guardia Centro

Capo allenatore: Simone Pianigiani Assistenti allenatori: Massimo Cancellieri, Mario Fioretti, Andrea Turchetto, Marco Esposito, Stefano Bizzozero Preparatore atletico: Giustino Danesi, Luca Agnello (ass.)

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OLYMPIACOS PIRAEUS

NIGEL WILLIAMS-GOSS

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NOME

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Nigel Williams-Goss Vassilis Toliopoulos Axel Toupane Vassilis Spanoulis Janis Timma Nikola Milutinov Janis Strelnieks Sasha Vezenkov Georgios Printezis Kostas Papanikolau Vangelis Mantzaris Dimitrios Agravanis Gergios Bogris Zach LeDay

Capo allenatore: David Blatt

26 23 27 37 27 25 30 24 34 29 29 25 30 25

RUOLO Playmaker Playmaker Playmaker Ala Guardia Ala Centro Guardia Ala forte Ala forte Ala Playmaker Ala forte Centro Ala-centro

uismod tincidunt u t l a o nibh e reet my d o lor e m ag n

2 3 4 6 7 10 11 13 14 15 16 17 21 31 32

NIKOLA MILUTINOV

1.92 1.88 2.01 1.93 2.01 2.13 1.89 2.06 2.04 2.04 1.94 2.08 2.10 2.01

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NUM

VASSILIS SPANOULIS

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L’incredibile carriera di Kill Bill E’ leader di sempre in EuroLeague negli assist, si appresta a superare i 4.000 punti segnati, il primo dopo Navarro. Ma le cifre raccontano solo una parte della straordinaria avventura della guardia dell’Olympiacos.

Il Dio greco compirà 37 anni il prossimo agosto: per quella data sarà diventato dopo Juan Carlos Navarro il secondo scorer da 4.000 punti in carriera in EuroLeague. E’ già adesso il primo di sempre negli assist. Nel

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campionato greco è il primo di ogni epoca per punti segnati. L’enormità dei numeri dice tutto: Vassilis Spanoulis, detto Kill Bill, è uno dei più grandi giocatori europei della storia, un giocatore destinato alla Hall of Fame mondiale, uno che ha firmato quasi due decenni di pallacanestro nel vecchio continente. Spanoulis è il giocatore che ha vinto l’EuroLeague tre volte e con due squadre diverse, non due squadre qualsiasi ma le due grandi rivali del basket greco, Panathinaikos (la prima) e Olympiacos (le successive due) e in tutte e tre le vittorie è stato nominato MVP della Final Four. Spanoulis è stato tre volte il miglior giocatore di una squadra che ha vinto il titolo europeo, e almeno due volte contro pronostico. Nel 2013 è stato MVP della competizione, otto volte è stato incluso nel primo o nel secondo quintetto della competizione. Se andiamo a contare le imprese in Nazionale (un titolo europeo, un argento mondiale) e quelle in patria, l’elenco non finirebbe mai. Spanoulis ha superato i livelli astronomici dei due grandi “padri” del basket ellenico, Nick Galis e Panagi-


otis Yannakis. E’ stato più determinante del grande Dimitris Diamantidis. C’è un’altra caratteristica che lo accomuna a Navarro: anche lui ad un certo punto della sua carriera ha voluto sperimentare la carta NBA ma è tornato indietro dopo un anno (Navarro andò a Memphis). Successe nel 2006. La storia è questa: Spanoulis è cresciuto a Larissa ed è diventato “un giocatore” ad Atene, ma nel Maroussi che a quei tempi era una specie di terza forza del campionato ellenico, raggiungendo addirittura la finale del campionato nel 2004 quando a 21 anni conquistò anche una maglia per le Olimpiadi di Atene. In quell’estate fu scelto da Dallas al secondo giro (e

successivamente scambiato a Houston), lui spese un ultimo anno da protagonista al Maroussi e poi si trasferì al Panathinaikos con un pluriennale. Ma il contratto prevedeva un’uscita dopo una sola stagione: Spanoulis non solo guidò i verdi alla doppietta in Grecia ma segnò oltre 15 punti a partita in EuroLeague. A fine anno, il suo contratto non era più sostenibile. Il Panathinaikos gliene propose uno superiore a quanto avrebbe percepito nella NBA, ma lui comprensibilmente decise di tentare. I Rockets di allora erano la squadra di Tracy McGrady e Yao Ming. Puntavano al titolo. Ma non andò bene: lui aveva un gioco da protagonista che si adat-

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tava male a quello dei Rockets. Giocò solo 31 partite di stagione regolare e una di playoff. A fine anno venne acquistato da San Antonio. Con il senno di poi la mentalità internazionale degli Spurs – dove avrebbe trovato Manu Ginobili, Tony Parker e Tim Duncan – forse sarebbe stata ideale per lui. Ma Spanoulis non era soddisfatto della NBA e chiese di tornare indietro. Nell’estate del 2007 firmò un pluriennale con il Panathinaikos, la squadra di riferimento dell’epoca in Europa. Ad un certo punto ebbero lui, Diamantidis e Sarunas Jasikevicius nella stessa squadra, tre playmaker che riuscivano a giocare insieme portando la creativi-

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tà al livello massimo. Nel 2009 vinse la sua prima EuroLeague da MVP, un anno dopo da free-agent firmò il contratto più alto nella storia del basket greco con l’Olympiacos, una mossa clamorosa, che fece scalpore. Vinse il titolo europeo di nuovo nel 2012 e nel 2013: i suoi tre titoli di MVP delle Final Four lo pongono su un piedistallo nel quale è presente con lui solo Toni Kukoc. Da allora ha firmato con l’Olympiacos altre tre rinnovi. L’ultimo, l’estate scorsa, solo per una stagione il che tiene la porta aperta per il ritiro. Se allungherà la sua avventura di un anno diventerà il leader di ogni epoca di EuroLeague anche nei punti segnati.


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Giustino Danesi, il preparatore pluridecorato Giustino Danesi, 50 anni, teramano, è da sei stagioni il preparatore atleti- per l’Olimpia! Vieni a provare co dell’Olimpia ed è anche il più Sei giocatore di ha vinto sei ricco un di trofei. In carriera scudetti, Coppe Italia e basket natocinque tra il 2002 volteGiochi ha vinto la Supercoppa. ecinque il 2007? in un Eppure la sua èsolo stata club o magari al una carriera cominciata per caso. "Facevo atletiplayground, sognando ca, i 400 ostacoli: il mio allenatore un'opportunità, l'invito Claudio Mazzaufo mi disse che aveva di uno scout, la possiavuto un incarico con la Federazione bilità di sostenere un di atletica come responsabile dei vero "try-out" per la salti e mi propose di aiutarlo con il squadra 28 volte Cambasket. Nacque come cortesia, è pione d'Italia? Oppure, diventata la mia vita", spiega con vuoi vivere un'esperienuna punta di ironia. "Da atleta facevo za, quella del "try-out" uno sport individuale, forse è per (provino, in italiano), calcare un parquet famoso, in un ambiente professionquesto sentimento di contrappoale ma al tempo stesso gli familiare, sizione che ho scelto sport disotto gli occhi degli allenatori dell'Olimpia... pronti a darti un suggerimento, squadra", spiega Danesi. In realtà ha un'indicazione, un incoraggiamento? Tutto questo è possibile.e La lavorato ancheadesso nella pallamano nel Pallacanestro Olimpia Milano organizza un "Open per ragazzi nati tra il 2002 e il 2007quando il prossimo marzo tennis. E’ Tryout" stato a Livorno, Montegranaro ed è decollato venne28 chiama2019 sul parquet del Mediolanum Forum prima della gara con il Fenerbahce to a Siena ai tempi d’oro della Mens Sana. Personaggio estroso ed estroverso, Istanbul. viverecinema l'esperienza un allenamento giocatore dell'Olimpia amante diPer musica, e arte,dicurioso, ha i trattidasomatici dell’artista più è sufficiente riempire Eil form trovate sul www.olimpiamilano.com, in che dello scienziato. inveceche è laureato in sito giurisprudenza e da “bambino” ogni sua parte. In seguito lo staffResistette dell'Olimpia di inizio provò persino a lavorare in banca. unaindicherà settimana.l'orario Sui dettagli di quella settimana per preferisce fanno parte da dell'allenamento il quale sorvolare indosseraima materiale messo dell’aneddotica a disposizione dal trasferta. sa parlare al cervelloper deiqualcuno giocatori.potrebbero “La tecnoDopodiché club (deviUn’altra portare caratteristica: solo calze e scarpe). logia è sempre più importante, ci assicura un volume di dati che sostengono aprirsi le porte delle nostre squadre giovanili... il nostro lavorovieni ma l’aspetto psicologico può mai essere migliore. dimentiNon esitare, a scoprire il mondoe umano Olimpianon dall'osservatorio cato”, spiega. “In questi trent’anni sono cambiate tante cose: ormai i giocatori Quello del giocatore! sono entità individuali con esigenze individuali che vanno curati individualmente come atleti e poi armonizzati nel contesto di squadra”, argomenta.

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Il record di punti di Mike James Mike James ha stabilito nel corso di questa stagione il record di società di punti segnati in una singola campagna di EuroLeague che apparteneva dal 2014 a Keith Langford. Quella di Langford fu la prima stagione da almeno 400 punti nella storia del club. Mike James si appresta a diventare il primo scorer da almeno 500 punti. Langford quell'anno vinse la classifica marcatori con qualcosa oltre i 17 punti di media. L'Olimpia giocò 28 gare ma Langford non riuscì a giocarle tutte a causa di un infortunio. Si fermò a 25, abbastanza per segnare 439 punti. La nuova EuroLeague prevede un minimo di 30 gare e rende più abbordabili certi livelli realizzativi. Vlado Micov (che si è già ripetuto quest’anno con la media più alta della sua carriera) con 316 e Ricky Hickman (303) hanno superato i 300 punti stagionali con le 30 gare. Prima di loro, con la vecchia formula, c’erano riusciti solo Curtis Jerrells nel 2013/14 (315) e MarShon Brooks (308), la stagione successiva. Il record di James vale tantissimo perché ha battuto Langford con una media punti per gara che attualmente è superiore, oltre i 20 per gara. In questa stagione dovrebbe superare anche i 1.500 punti in carriera.

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EuroLeague | Round 26

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