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Arte Milano

LUGLIO - AGOSTO 2009

Museo d’Arte e Scienza di Milano Un percorso unico fra emozione ed apprendimento per imparare le tecniche pittoriche di Leonardo e scoprire la diversità fra autentico e falso

Milena Moriconi

U

na famiglia di Dresda. Inizio secolo scorso. Una famiglia colta e raffinata, fondatrice di una scuola di pittura, mossa da diversificati e profondi stimoli culturali, una famiglia che vuole trasmettere agli altri la sua passione per l’arte e per la scienza in una maniera originale, evidenziando gli aspetti che, partendo dall’una, sfiorano o si compenetrano addirittura con l’altra. Sulle tracce segnate da un Leonardo che, mirabilmente, era riuscito a fondere in modo unico queste due espressioni del cuore e della mente, nasce l’idea, da parte dei signori Matthaes, di una istituzione che esponga opere belle ed interessanti nel contesto di un percorso didattico soffice e stimolante, senza saccenteria e noia per lo spettatore. Così prende vita questo Museo, raccolto e sofisticato, che si articola su 3 percorsi: il primo dedicato a Leonardo da Vinci, il secondo ad una variegata mostra d’arte africana e buddista, ed il terzo, unico ed interessantissimo, che prende idealmente per mano il visitatore e gli insegna, anche con l’ausilio di strumentazioni speci-

fiche, a distinguere i manufatti autentici da quelli falsi. Nell’esposizione dedicata a Leonardo, si evidenzia la tecnica da lui usata, nel dipingere e nel disegnare, per il raggiun-

Famiglia Matthaes

gimento di quella perfe- soggezione. Qui, al Museo zione sempre cercata ma, a d’Arte e Scienza, grazie suo erroneo e troppo mo- al modo in cui viene prodesto dire, mai raggiunta. posto, si veste di abiti più Leonardo col suo ecletti- “alla buona”, più vicini alla quotidiana normalità e, quindi, ci diventa più simpatico ed accessibile. I suoi insegnamenti, miscellanea perfetta fra arte e scienza, dal come donare bellezza e mobilità ai volti, a come definire proporzioni corporee corrette, a come utilizzare colori, sfondi e luci, per l’ottenimento degli effetti voluti, sono memorizzati dallo spettatore con divertimento e curiosità crescente. Un esempio per tutti. A descrizione del vestiario di una figura lignea della metà del XIX sec., esposta al Museo, ben si adatta l’opinione leonardesca che recita:”I panni che vestono le figure debbono mostrare di essere abitati da esse figure”, e quindi non pali coperti da sacchi, ma curve morbide esaltate da stoffe che accompagnano, pur ricoprendole, la loro forza e rotondità. La seconda esposizione, dedicata all’arte nell’Africa Nera ed all’Arte buddista, costituisce una delle maggiori mostre permanenti italiane del genere. Per smo potente, col suo sape- ciò che concerne l’Africa re tutto su tutto, dal come Nera, in 5 sale, diversificate costruire una chiusa sul per tipologia di argomenNaviglio a come dipinge- to (Il mondo della donna re un’Ultima Cena senza / Maschere / Divinazione uguali, incute rispetto ma, / Il mondo dell’uomo / nello stesso tempo, anche Accertamento del vero e

del falso) si offre una panoramica, espressa soprattutto da sculture lignee, che spazia dalla vita di tutti i giorni, alle credenze religiose, alle abitudini e ruoli sociali dell’uomo e della donna. Qui ci si aspetta di

trovare lavori semplici ed ingenui, espressivi, questo sì, ma anche rudimentali e di grossolana rifinitura; ed è invece una sorpresa notare con quanto amore per il dettaglio e con quanta abilità siano stati plasmati oggetti e figure, identificando le specificità delle varie etnie, con contorni i più precisi possibili. La datazione del legno e l’autenticità dell’oggetto si ottengono con l’analisi scientifica dei materiali e con l’esame di diversi fatto-

ri, fra cui la corrosione, dovuta a sostanze aggressive presenti nell’aria od il semplice sudore, l’abrasione causata dalle mani là dove hanno toccato l’oggetto, i colori, il tipo di lavorazione etc.. Il settore dedicato all’arte buddista comprende circa 200 fra sculture ed oggetti d’arte in pietra, bronzo, avorio ed altro ancora, tutti provenienti dal sud-est asiatico. Dal confronto con varie tipologie di Budda, diverse per provenienza ed anzianità, si ottiene un buon tracciato iconografico. Arriviamo ora al settore più particolare del Museo: una fantastica passeggiata fra cose vere e cose fasulle, dove anche il più profano dei profani, può farsi una mini-cultura in materia. I campi dell’antiquariato sottoposti a questo tipo di esame sono i dipinti, le icone, i tappeti, gli arazzi, i mobili, il vetro, la ceramica e l’avorio. E’ sorprendente entrare in una stanzetta, osservare due oggetti identici, all’apparenza ambedue d’avorio, spegnere la luce e rimanere a bocca aperta nel notare che, accendendo la luce di Wood, l’uguaglianza scompare, e l’oggetto autentico si manifesta con una maggiore intensità di luce fluorescente rispetto all’oggetto che, incredibile a credersi, è fatto invece in plasti-

ca. Ancora, sempre in tema di luce di Wood, si riescono a distinguere fra loro diversi tipi di vetro, quelli contenenti minori impurità, come il cristallo di rocca, da quelli meno pregiati. A seconda dell’oggetto analizzato, la tipologia di

MUSEO D’ARTE E SCIENZA Via Q.Sella, 4 – 20121 Milano Tel. 0272022488 e-mail: info@museoartescienza.com

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esami da effettuare, per affermarne l’autenticità, può essere vastissima. A cascata, si parte dalla rilevazione dei materiali che, se inesistenti all’epoca che si vuole attribuire all’opera, ne denunciano immediatamente, e senza ulteriori controlli, la falsità, per proseguire poi con gli accertamenti tipici per quel manufatto. I raggi X, o la riflettografia infrarossa, che servono entrambi nella pittura per rintracciare strati sottostanti, consentono di appurare se, al di sotto della superficie, emergono i tratti propri di uno specifico artista. Molto ampio si fa il discorso riguardo ai mobili, in cui subentra la verifica dell’usura e corrosione, della patina del legno, delle tecniche di lavorazione, dell’impiallacciatura, dell’uso di vernici e colle. Va da sé che la strumentazione deve essere affiancata dall’occhio di un esperto, ottimo conoscitore della materia, che sappia mettere a frutto esperienza e cultura specifica, poiché è solo dal binomio strumento / conoscenza che si possono ottenere risultati eccellenti. L’argomento è vastissimo ed in questa sede non si può far altro che darne un vago cenno. Chi lo desidera, attraverso il percorso al Museo, e col supporto di testi, consulenza di esperti e, a richiesta, visite guidate, può effettuare tutti gli approfondimenti voluti. Questo Museo è stimolante per tutti, possessori di importanti opere e non, scolaresche ed amanti del sapere in genere perchè, credetemi, costituisce un’occasione per fare cultura in modo ameno, imparando moltissimo senza appesantimenti inutili e trascorrendo qualche ora di sano apprendere, al di fuori dei soliti schemi didattici. Qui mi fermo, non senza informare il lettore che il laboratorio scientifico, all’interno del museo, è aperto a terzi per datazioni ed esami su opere in legno, ceramiche antiche e dipinti, oggetti d’avorio o in bronzo. Inoltre, sfruttando la presenza di una saletta riunioni e di un bar, è possibile organizzare meeting, inserendoli nel piacevole diversivo della visita ad un museo peculiare molto, molto accogliente.

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OK ARTE Rivista di cultura di Milano, Lombardia, Italia