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IL RUOLO DELL’ IDENTITÀ NELLO SVILUPPO LOCALE L’identità di Calabria progettazione integrata.

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UNIONE EUROPEA

REPUBBLICA ITALIANA

REGIONE CALABRIA


scere da progetti pensati, impostati e realizzati insieme alle forze vive dei territori dove si interviene.

UNA COMUNICAZIONE EFFICACE PER LO SVILUPPO LOCALE DELLA CALABRIA Una sfida di buon governo capitanata dalla Regione Giacomo Mancini assessore regionale programmazione nazionale e comunitaria

In realtà in questa pagina si dovrebbe parlare di programmazione e progettazione integrata, di Por e di Qupi, di sviluppo locale. Quindi stiamo leggendo un body test, cioè un testo di prova per poter riempire lo spazio a disposizione e prendere le lunghezze del testo reale.


La progettazione integrata per lo sviluppo locale avviata dalla Regione Calabria ruota intorno a due cardini amministrativi strettamente correlati: l’uso estensivo e capillare della comunicazione el’applicazione del modello dell’amministrazione condivisa. GLI STRUMENTI DEL “FAVORISCONO” Ma l’effetto innovativo dell’applicazione del principio giuridico dell’amministrazione condivisa riguarda tutti gli elementi che compongono un’amministrazione, dalle funzioni all’organizzazione, dalle procedure ai mezzi, dal personale alla gestione delle informazioni. Le amministrazioni possono infatti “favorire” le autonome iniziative dei cittadini in vari modi. Possono limitarsi ad aspettare che i cittadini si attivino e chiedano sostegno, per intervenire poi anche solo con un semplice patrocinio, che però è importante perché serve a legittimare ulteriormente l’iniziativa. Ma possono anche costruire le proprie politiche insieme con i cittadini attivi, intersecando partecipazione e sussidiarietà, facilitando così da parte dei cittadini l’assunzione di responsabilità nell’interesse generale (e questa è la strada che stiamo proponendo noi in Calabria). Possono formare il proprio personale, a tutti i livelli, affinché sappia affiancare alle professionalità tradizionali le nuove competenze necessarie per amministrare insieme con (e non soltanto per conto dei) cittadini, individuando nell’ambito della propria struttura le articolazioni organizzative specificamente deputate a rapportarsi con i cittadini attivi. Ma possono anche approvare

regolamenti per rendere più semplice e più incisiva l’applicazione del principio di sussidiarietà e per disciplinare i rapporti con i cittadini attivi (emblematica la politica per l’infanzia della regione Liguria). Possono mettere a disposizione strumenti e mezzi per aiutare concretamente i cittadini a prendersi cura dei beni comuni, ma possono anche sostenere in generale l’attività di associazioni di cittadini mettendo a loro disposizione spazi, computers, strumenti, facilitando così la realizzazione di iniziative per l’attuazione della sussidiarietà (come accade nel caso dell’intervento trentino in materia ittica). Possono svolgere attività di comunicazione rivolta ai cittadini ed ai dipendenti pubblici per promuovere l’attuazione della sussidiarietà, usando la comunicazione sia per colmare le carenze di informazione che impediscono ai cittadini di attivarsi, sia per creare reti di soggetti pubblici e privati, accomunati dall’interesse alla cura di determinati beni comuni, ma possono utilizzare il bilancio sociale anche come strumento per valutare e valorizzare le attività svolte sulla base del principio di sussidiarietà (emblematica questa iniziativa del comune di Piacenza). In generale, possono avere un atteggiamento propositivo, non attendista nei confronti delle iniziative dei cittadini, stimolando l’emersione delle energie nascoste nelle rispettive comunità, svolgendo così un ruolo di “imprenditore” delle risorse dei cittadini. Questo è l’atteggiamento dell’amministrazione regionale calabrese che pensa che un reale sviluppo del benessere locale non possa che na-


LA FIDUCIA IN UNA AMMINISTRAZIONE CONDIVISA Quando lo sviluppo è il risultato della collaborazione tra pubblico e privato, tra amministrazioni e cittadini Arianna Tavano (Gerardo Castaldo) autorità di gestione Por-Fesr Calabria 2007-2013


Quello che segue è un body test, cioè un testo di prova per poter riempire lo spazio a disposizione e prendere le lunghezze del testo reale. Spesso, in tutti i campi, l’innovazione non consiste tanto nella scoperta di qualcosa che nessuno aveva mai visto prima, quanto nella combinazione inedita di fattori noti. Nel caso della programmazione e progettazione integrata scelta per la distribuzione di 400 milioni di euro per favorire lo sviluppo del benessere locale la scelta dell’amministrazione condivisa (e di sua sorella, la sussidiarietà orizzontale), rappresenta uno stimolo straordinario all’innovazione in campo amministrativo perché consente l’interazione di fattori noti, quali le pubbliche amministrazioni ed i cittadini, in modi imprevedibili e quindi con risultati innovativi a seconda delle infinite combinazioni possibili fra le risorse di cui dispongono le amministrazioni e quelle introdotte nel sistema amministrativo dai cittadini attivi. Oltretutto questi ultimi non sono, come le amministrazioni, vincolati nel fine e quindi possono mobilitarsi per perseguire l’interesse generale in modi e per obiettivi ogni volta potenzialmente diversi. Il risultato della interazione fra le risorse di cui sono portatrici le amministrazioni e

quelle di cui sono portatori i cittadini attivi non è una semplice somma aritmetica. Semmai è più simile al risultato che si ottiene mescolando fra loro i colori base. La sussidiarietà opera nella società e nel sistema amministrativo come il pittore che sulla tavolozza mescola i colori fra di loro, con risultati ogni volta diversi. E dunque anche le tonalità, per così dire, della collaborazione fra pubblico e privato saranno ogni volta diverse a seconda delle situazioni locali, delle risorse disponibili, delle modalità di interazione, e così via. SUSSIDIARIETÀ COME FATTORE DI INNOVAZIONE AMMINISTRATIVA

L’amministrazione condivisa è un principio destinato a realizzarsi soprattutto a livello locale, dunque in ciascuno degli oltre ottomila comuni italiani i cittadini attivi, singoli e associati, possono assumere iniziative nell’interesse generale, ma nessuno è in grado di prevedere come ciascuna di queste diverse iniziative sarà “favorita” (questo è il verbo utilizzato nella Costituzione italiana per dare digbità costituzionale al principio della sussidiarietà) dalle rispettive amministrazioni comunali e regionali e come si articoleranno concretamente le varie esperienze di amministrazione condivisa che scaturiranno dalla collaborazione fra cittadini ed amministrazioni.


LA BELLEZZA GUIDA I PROCESSI DI PROGETTAZIONE CONDIVISA

L’estetica dei comportamenti Luca Munari concept designer


La Regione Calabria lancia una sfida ai propri territori e ai partenariati sociali e istituzionali della regione: lo sviluppo del benessere dei territori dovrà nascere da una capacità progettuale espressa congiuntamente dalle amministrazioni pubbliche e dalle forze sociali ed economiche più sane ed attive.

gettualità le esigenze e le potenzialità espresse dalle popolazioni non poteva non intrigare profondamente chi ha scelto come mestiere la capacità di interpretare i bisogni e trasformarli in sintesi infuse di equilibrio ed armonia.

Sono queste le motivazioni che hanno guidato la mano dei designer nell’individuare gli elementi che avrebbero Il progetto politico è forte: l’intervento dovuto accompagnare questa sfida nei sul territorio è il frutto di una progettua- tanti incontri e strumenti che avrebbero lità, della capacità di disegnare, prima, aiutato per raggiungere l’obiettivo. e realizzare, dopo, una crescita economica sostenibile che migliori la qualità LE SCELTE PROGETTUALI I segni di questa identità vogliono esdella vita di chi, sul territorio, ci vive. L’audacia amministrativa si esprime sere forti per permettere un immediata nella scelta di un modello di governan- riconoscibilità ed una istintiva capacità ce originale ed innovativo, l’amministra- di capitalizzazione delle azioni di comuzione condivisa: cittadini e Stato insie- nicazioni; la cromia istituzionale declime, l’uno che favorisce gli altri. I primi nata ripetutamente per sottolineare la che aiutano il secondo a dare senso e complessità dell’integrazione. profondità al proprio ruolo. Un progetto nato sotto queste costellazioni non poteva non far propri i caUN PROGETTO POLITICO INTRIGANTE Un progetto amministrativo con queste noni e gli stilemi della bellezza come implicazioni di innovazione, di origina- rappresentazione dell’equilibrio e del lità, di coraggio; un progetto politico benessere aspirato. In questi segni graper la ricerca di un modello economi- fici si invoca un etica ed una estetica dei co sostenibile e basato sulla ricerca del comportamenti amministrativi che verbenessere di chi in Calabria ci vive; un ranno. progetto che mette al centro della pro-


GLI ARCHETIPI PROGETTUALI Dalla schematizzazione della complessitĂ  alla sintesi del logo.


+ Il percorso di progettazione del logo identitario nasce da una graficizzazione della multipolarità caratteristica della progettazione integrata

applicata sulla geo morfologia della Regione. L’opportunità, per un logo che dovrà essere declinato in numerose varianti, di un

tratto di sintesi conduce a rappresentare questa multipolarità riconducendola ai tre attori principali.


la Calabria


le ventisette stelle dell’Unione europea

l’Italia tifa azzurro


C:100 M:75 Y:0 K:5

Europa 0

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35

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lia Ita K:0 Y:0

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GLI ATTORI PRINCIPALI Europa, Italia, Calabria.

L’applicazione fondativa del logo è quella istituzionale che prende spunto dalla rappresentazione dei tre attori principali: l’Unione europea, la Repubblica italiana e la Regione Calabria.

La bandiera cromatica segue quelsta scelta. Il blu dell’Europa, l’azzurro dell’Italia e l’oro della Calabria.


L’ALFABETO DELLA PROGETTAZIONE INTEGRATA Il Din

Ci si è orientati verso un colore neutro che non entrasse in concorrenza con i colori istituzionali e, cercato, un carattere (font) deciso, ben leggibile, chiaro e dotato di forte personalità. La ricerca si è rapidamente indirizzata verso un carattere “industriale”. Dopo aver analizzato storia ed usi di diversi di questi caratteri si è scelta un’identità visiva di stampo prettamente

“regolatorio” e “ordinatore”. Il carattere “DIN” (Deutsches Institut für Normung), creato dall’Istituto tedesco per gli standard industriali nel 1936 come carattere-tipo per la tecnologia e i trasporti, venne, all’epoca, scelto perché aveva le caratteristiche perfette di leggibilità e riproducibilità. Due concetti che ben si attanagliavano alle attività di comunicazione previste.

0123 Din regular ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ abcdefghijklmnopqrstuvwxyz 1234567890$%&@ (,.:;#!?)


SFONDI E CAMPITURE PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA Le texture La semplice geometria del marchio e la sua simmetria consentono la creazione di tessiture che utilizzando la cromia istituzionale creano campiture personalizzati da utilizzare come sfondi, fregi e rifiniture delle varie applicazioni.


DECLINAZIONI CROMATICHE Restituire la complessità dell’integrazione Calabria progettazione integrata è la rete di laboratori che la Regione ha decentrato nelle cinque province per sostenere ed animare l’attività e la rappresentatività dei partenariati socio istituzionali locali che devono presentare progetti integrati di sviluppo locale (Pisl) o di sviluppo regionale (Pisr).

In particolare il Programma operativo regionale prevede l’aggregazione dei Pisl su quattro aree tematiche (turismo locale, qualità della vita, produzione locale e mobilità intercomunale) e dei Pisr su tre criticità territoriali (spopolamento aree interne, centri storici e borghi di eccellenza, patrimonio etnoantropologico).

Il semplice marchio istituzionale viene declinato cromaticamente modificandone anche il logotipo. La bandiera di Calabria progettazione integrata si arricchisce di sfumature.


L’integrazione tra cromia e iconografia rappresenta ed esplicita le linee previste per i progetti integrati di sviluppo locale con una comunicazione di comprensione istintiva.

ICONO•GRAFIA L’integrazione dei codici di comunicazione La declinazione settoriale dei marchi e dei logotipi che devono rappresentare la complessità dell’integrazione ambita da Calabria progettazione integrata si abbina alla declinazione del codice cromatico ed a una iconografia fotografica.


LA REGIONE È NELLE PROVINCE La rete territoriale dei laboratori di progettazione condivisa

Calabria progettazione integrata è un’attività sviluppata dalla Regione per assistere i partenariati socio economici delle cinque province nella costituzione e nel monitoraggio dei partenariati di progetto e, in supporto di questi ultimi, per migliorare la qualità delle proposte da presentare e finanziare in una procedura competitiva.

La proposta grafica cerca di restituire la complessità della rete geo-localizzata integrandola con le opzioni settoriali.


Catanzaro 1 luglio 201 Giovedì 28

Il PdC Il piano di ione comunicaz

Il piano di co

un po’ più in

municazione

GIACOMO

dettaglio

MANCINI ASSESSORE

Analisi di scenario, di clima Obiettivi dell’organizzaz ione, di comunic azione Pubblici segmentazione , diretti, di spo nda Messaggi articolati per pub blici

PROGRAMMAZIONE

Il piano di comunicazion e

06

GERARDO

CASTALDO FORMEZPA i o Mancin Giacom e assessor azione m m progra

lderini 68 ielmo Ca via Gugl ma 00196 Ro 41688 t 345 31 calabriapi.it i@ mancin .it pi calabria

SIMONA

COLANGELI AGENTE DI SVILUPPO


GIACOMO

MANCINI ASSESSORE

PROGRAMMAZIONE

L’IDENTITÀ IN CAMPO Le prime applicazioni dell’identità coordinata di Calabria progettazione integrata sono le conseguenze della natura relazionale dell’attività: assemblee, seminari, incontri con delegazioni.


Attività svolta nell’ambito dei progetti di sviluppo locale finanziati dal Fondo europeo sociale regionale per la programmazione regionale unitaria 2007 - 2013 Regione Calabria Dipartimento programmazione nazionale e comunitaria

assessore Giacomo Mancini direttore di dipartimento Arianna Tavano direttore Nucleo di valutazione Luigi Zinno

Concept design Luca Munari Graphic design Alessandro Ghezzi Testi Luca Pirani traduzione Maria Cristiana Rinaldi e Tracy Roberts

Questa pubblicazione fa parte dell’editoria del progetto che è composto dalle collane

Calabria progettazione integrata Gruppo di coordinamento Gerardo Castaldo Gino Rocca Sabrina Giuliano Teta Capua Comitato degli esperti Rino Capezzuto Raffaele Colaizzo Luca Massacesi

riferimenti 1. Quadro unitario della progettazione integrata 2. I Pisl: le regole 3. Guida per la presentazione dei progetti 4. Il Pisl borghi di eccellenza (in preparazione) strumenti 1. Il ruolo dell’identità nello sviluppo locale 2. La scheda di presentazione del progetto integrato (in preparazione) 3. Glossario dell’amministrazione condivisa e dello sviluppo locale (in preparazione) materiali di progetto 1. Priorità e coerenze territoriali case history 1. L’ospitalità diffusa. Modelli organizzativi 2. Gli itinerari tematici

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Il ruolo dell’identità nello sviluppo locale