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Il saluto del presidente

Laura Bordoli Presidente Palio del Baradello President of the Palio del Baradello

Presentiamo quest’anno la 39a edizione del Palio del Baradello, prossimi ad un importantissimo anniversario, il quarantennale. Siamo orgogliosi dei progressi fatti negli ultimi anni grazie al Consiglio e soprattutto ai tanti volontari che lavorano e/o partecipano con entusiasmo a questa manifestazione che continua a crescere sia in presenze di comaschi che di turisti. Non possiamo vantare la tradizione umbra o toscana o di altri palii centenari, ma abbiamo constatato anche l’anno scorso che molte più persone chiedono di partecipare al corteo storico o agli altri momenti culturali e di rappresentazione storica. Tutto questo, oltre alla potenzialità turistica e culturale che il Palio può rappresentare per la nostra città, ci spinge a proseguire nel nostro impegno e ad accrescere le manifestazioni, grazie anche a sempre nuovi gruppi di rievocazione storica presenti alla “kermesse”. Vogliamo riuscire ad affinare sempre di più una corretta rievocazione di un momento storico e culturale vissuto dalla nostra città nel 1159, consapevoli del fatto che in questo modo possiamo promuovere in modo efficace la conoscenza della storia e della cultura locale fra i nostri concittadini, i nostri giovani, ma anche fra gli stranieri che sempre più numerosi vengono nella nostra città. Saranno 9 i borghi e i comuni che si sfideranno per la conquista del Drappo, dipinto quest’anno dall’artista Rita Lanzini. Il Palio del Baradello inizierà il 30 agosto, per concludersi il 21 settembre con il pomeriggio dedicato alle famiglie, con una grande festa in via Garibaldi, piazza Volta e Via Grassi, con giostre e giochi medievali, incursioni di Morgana e la sua carrozza; danze medievali, gli artigiani dell’epoca, i falconieri, gli sbandieratori, e... una piacevole sorpresa per i nostri ragazzini: la caccia al tesoro medievale. Dall’anno scorso abbiamo voluto rappresentare nella nostra manifestazione anche le famiglie più importanti della Como dell’epoca: abbiamo introdotto nella sfilata storica partecipanti che vestono i vessilli, i colori e gli scudi di due nobili famiglie comasche di allora, i Rusca e i Del Pero. Quest’anno si aggiunge un’altra importante famiglia, i Vittani. Non manca l’appuntamento per parlare di storia medievale comasca con la visita guidata alle mura occidentali con gli esperti dell’Associazione Archeologica Comense il giorno 12 settembre. Ci attende la magica serata con la Celtic Harp Orchestra il 4 settembre a San Giacomo intitolata “La dama e l’unicorno”. Ritornerà quest’anno la gara delle lucie nella spettacolare cornice di Villa Olmo l’8 settembre, la rappresentazione di “episodio” di vita medievale il 7 settembre in Piazza del Duomo, e a seguire la tradizionale cena in San Francesco con danze e giochi di fuoco. Sono previste, nel ricco programma pubblicato all’interno, tutte le location per le varie iniziative collaterali. Il grande corteo storico del 15 settembre, che attraversa la città, si è arricchito di gruppi e partecipanti. Un programma, dunque, ricco e ancora più completo, realizzato grazie all’impegno dei volontari e dell’Associazione Cavalieri del Palio, cui va il mio sincero ringraziamento, accanto a quello doveroso al Comune di Como e alla Regione Lombardia, agli altri enti che ci hanno dato il proprio patrocinio, e agli “amici” sponsor che non ci fanno mai mancare il loro decisivo sostegno. Vi aspetto per vivere insieme momenti di storia e di divertimento con il Palio 2019!


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Il grazie della città al regale alleato Il plauso al Barbarossa per la rinascita di Como Nato quasi quarant’anni fa per “raccontare” la storia della città soprattutto a chi vi era giunto ad abitare da poco, il Palio si è evoluto negli anni in una grande occasione per rivivere questa grande Storia insieme, cittadini e visitatori, con una serie di eventi che richiamano i festeggiamenti allestiti dai comaschi nel marzo 1159 per la prima visita dell’imperatore Federico Barbarossa. Federico I di Svevia fu infatti l’indispensabile alleato per la rinascita della città dopo la distruzione operata dai Milanesi al termine della sanguinosa Guerra Decennale e soprattutto dopo trent’anni di servaggio e angherie. Il casus belli nel 1118 fu il rapimento, da parte di un gruppo armato comasco comandato da Adamo del Pero, del vescovo designato Landolfo da Carcano, una nomina che non teneva conto della tradizione secondo la quale era il clero comasco a eleggere il nuovo presule. Durante il colpo di mano furono uccisi due familiari di Landolfo, e le cronache dell’epoca ricordano il dettaglio truce delle mogli che chiesero pubblicamente vendetta indossandone le camicie insanguinate. Naturalmente l’origine dell’inimicizia tra Como e Milano aveva il suo reale motivo nel desiderio di entrambe le città di controllare la via d’acqua costituita dal lago e i passi alpini, a scopi commerciali. Dopo dieci anni di guerra, inizialmente favorevoli alle milizie comasche, venne a mancare l’amatissimo Vescovo Guido Grimoldi, descritto dal poeta Anonimo Cumano come un novello Mosé che con le braccia levate al cielo in preghiera intercedeva per il popolo... da allora le sorti della guerra volsero a favore dei Milanesi, finché nell’agosto 1127 Como fu costretta alla resa. Gli abitanti fuggiti sui navigli dovettero assistere in lacrime alla distruzione delle mura della città romana e dei due borghi del Vico e della Coloniola. A ciò seguirono trent’anni di servaggio: ai Comaschi fu proibito di costruire in pietra, così che non potessero arroccarsi contro gli attacchi milanesi (bastava una freccia incendiaria a distruggere le case in legno), e soprattutto di commerciare al di fuori della città: conoscendo la vocazione mercantile dei Comaschi a tutt’oggi, è comprensibile che si sentissero soffocare, anche perché le angherie dei milanesi (prepotenze, ruberie...) erano all’ordine

del giorno. Quando nel 1152 fu eletto Imperatore l’energico duca di Svevia Federico, i Comaschi intravidero una difesa e una possibilità di riscatto. Il Vescovo di Como Ardizzone I Lucini fu il grande tessitore dell’alleanza, recandosi spesso in Germania. I Comaschi, come gli altri alleati imperiali (Lodi, Cremona e Pavia), presero parte al primo breve assedio di Milano nell’estate 1158, alla sfortunata battaglia di Carcano (1160), e alla definitiva distruzione di Milano nel marzo 1162: gli storici raccontano che essi chiesero al regale alleato un quartiere dell’odiata città da demolire con le proprie mani, per vendicare le mura comasche. I rapporti con l’Impero non si limiteranno però all’aspetto militare, toccando molteplici questioni giuridiche ed economiche, con concessione di diritti e privilegi da parte di Federico, arbitrati e risoluzioni di vertenze locali. E rimane chiaro che la scelta di campo dei Comaschi non fu dettata da viltà e opportunismo, come allude il famoso poema “Il Parlamento” di Giosuè Carducci (chi non ricorda quel verso... “Como è coi forti, e abbandonò la Lega” ?), bensì da necessità di sopravvivenza.


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Como e Federico detto “Barbarossa” La riconquista della libertà

Como vs Milano. Se oggi l’antagonismo è ormai superato e lascia spazio alla sinergia tra le due città, all’inizio del XII secolo non era proprio così. Il libero Comune di Como rappresentava una solida realtà politica ed economica, il cui territorio, corrispondente a quello della Diocesi, si estendeva a nord fino alla Valtellina e al Canton Ticino, mentre trovava il suo limite a est, ovest e sud nella potenza milanese. Como si sottraeva all’influenza ambrosiana a cominciare dal punto di vista religioso, avendo aderito secoli prima al cosiddetto Scisma dei Tre Capitoli e dipendendo quindi dal Patriarcato

di Aquileia. A Milano facevano gola, invece, le vie d’acqua e di terra in mano ai Comaschi. Questa la vera motivazione per lo scontro che opporrà le due città dal 1118 al 1127, narrato da un anonimo poeta nel Liber Cumanus, in cui l’Isola Comacina appare avversario odiato perfino più dei Milanesi stessi. La città capitola, ed è rasa al suolo in piena violazione dei termini della resa, il 27 agosto 1127. Per trent’anni i Comaschi arrancarono sotto le dure condizioni dei vincitori, con le rovine della città e dei due borghi fortificati di Vico e della Coloniola a memoria dei


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lutti e della crudele sconfitta. Quando nel 1152 fu eletto Imperatore l’energico duca di Svevia Federico, i Comaschi intravidero una difesa e una possibilità di riscatto. Il Vescovo di Como Ardizzone I Lucini iniziò a tessere una fitta tela di relazioni. Dopo il “gemellaggio” con il Barbarossa, i comaschi presero parte al primo breve assedio di Milano nell’estate 1158, alla sfortunata battaglia di Carcano (1160), e alla definitiva distruzione di Milano nel marzo 1162. I rapporti con l’Impero non si limiteranno però all’aspetto militare, toccando molteplici questioni giuridiche ed economiche, con concessione di diritti e privilegi da parte di Federico, arbitrati e risoluzioni di vertenze locali. LA VISITA DEL 1159 E L’OMAGGIO DELL’ISOLA COMACINA Ad accogliere l’Imperatore in occasione della sua prima visita non fu certo una città splendida e imponente: torri e mura erano distrutte, non esistevano ancora il Broletto, eretto agli inizi del ‘200, e neppure la Porta Torre, terminata nel 1192 a coronamento delle mura che il Barbaros-

sa diede licenza di edificare. Sempre su suo permesso venne ricostruito anche il Baradello, area fortificata già nella preistoria, dai Celti, dai Romani, e dove Federico stesso troverà rifugio a seguito di sfortunate imprese belliche. Resistevano le chiese, danneggiate ma non demolite dai Milanesi: la Cattedrale di Santa Maria Maggiore (sull’area dell’attuale Duomo), le vicine San Giacomo e San Provino, Santa Eufemia già rinominata San Fedele col suo battistero e la suffraganea San Pietro in Atrio, Sant’Eusebio, San Giorgio in Borgo Vico, e lungo la Via Regia la Basilica di Sant’Abbondio, l’annessa SS. Cosma e Damiano, e poco lontano San Carpoforo, per ricordare solo alcuni dei templi tuttora esistenti. Senz’altro vi era l’Episcopio, i cui resti medievali sono ora inglobati nell’attuale Palazzo Vescovile. Possibile che Federico col suo seguito venisse alloggiato proprio nel monastero di San Carpoforo, a fianco della Basilica: tale ospitalità infatti spiegherebbe la concessione, dopo pochissimo tempo, di alcuni privilegi da parte di Federico. Malgrado le difficoltà logistiche e anche economiche, i cittadini accolsero l’Imperatore con festeggiamenti degni del grande ospite: “Avanzando fino a Como vi viene accolto nel modo più onorevole e ne chiede e ottiene un trattato di alleanza e aiuto”, narra il cronista tedesco Rahevino (uno dei vari autori d’oltralpe che scrissero delle vicissitudini del Barbarossa e dei suoi nemici e alleati). Questo avvenne verosimilmente all’inizio di marzo, dopo la conclusione dei lavori alla Dieta di Roncaglia e tre mesi trascorsi da Federico tra il Piemonte, Marengo e Pavia. Dopo la trionfale accoglienza in città l’Imperatore con un piccolo seguito si imbarcò verso l’Isola Comacina, da sempre alleata dei Milanesi: non a caso nel poema anonimo noto come Liber Cumanus, unica fonte di parte comasca sulla Guerra Decennale, gli Isolani sono definiti “gente pessima” e appaiono odiati perfino più dei Milanesi! Questa azione dimostrativa evidentemente ebbe successo perché, “colpiti da una sorta di timore divino” (sono parole sempre di Rahevino), gli Isolani gli andarono incontro sulle navi, giurando fedeltà e presentando onorevoli doni. Non corrisponde dunque a verità la diffusa affermazione che Federico avrebbe addirittura distrutto l’Isola la cui rovina nel 1169, commemorata nello spettacolo pirotecnico della Sagra di San Giovanni, fu invece opera delle milizie comasche, che forti della nuova solida alleanza portarono a compimento l’agognata vendetta.


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Il Castello Baradello

Sentinella e baluardo, icona del Palio Una fortificazione sul Baradello esisteva in epoca gallica e romana; dopo il 196 a. C. il console Claudio Marcello, fece costruire un alloggiamento con doppia cinta muraria, sull’area precedentemente occupata dai primi abitanti della Comum Oppidum. Serviva per avvistamenti e segnalazioni; detto Baractelia fece parte, all’epoca delle invasioni barbariche, del Limes, la linea di confine instaurata dall’Impero Bizantino e a cui apparteneva tra gli altri, il castello dell’Isola Comacina. Ad erigere la torre all’interno delle mura, fu Barbarossa che vi si rifugiò dopo la disfatta del 1160. I Visconti, signori di Como negli anni fra il 1426-36, rafforzarono le mura ed elevarono la torre, trasformarono il complesso in una vera e propria rocca, poi smantellata dagli spagnoli nel 1527. In seguito, rimase integra solo la torre, denominata “il Castello”. L’ex fortezza divenne quindi un rudere, acquistato dalla fam. Venini nel 1773, venduto nel 1873 a G.Castellini e, dopo

la morte nel 1927 dell’ultima erede, la benefattrice Teresa Rimoldi, ceduto al Comune di Como. Nell’ultima guerra mondiale vi fu acquartierato un plotone di Bersaglieri. Un sommario riassesto fu terminato nel 1903 comprendente la sistemazione della scala d’accesso laterale alla torre nonché la sua divisione interna in quattro locali. Vari restauri culminano con il recupero nel 1971 grazie al sindaco A. Spallino e diretta dall’arch. L. M. Belloni, che portarono alla luce tratti delle mura e i resti di un edificio civile romanico la “palazzina”. Nel 1984 fu realizzata la scala interna alla torre, per salire al terrazzo sulla sommità, dal quale si gode uno spettacolo impagabile sulla città e sul primo bacino del lago. L’Associazione Cavalieri del Palio, ha avviato escursioni con visita animata da personaggi in costume. Oggi l’ente reg. Parco Spina Verde, con personale dedicato offre programmi per gitanti, cultori di storia e scolaresche.


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DEL BARADELLO 12 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

Antiche famiglie La bellezza del corteo del Palio del Baradello è data anche dai vessilli, dai gonfaloni e dalle bandiere che inondano con i loro colori le vie della città. Ma i colori, assieme a disegni di varia natura, non sono usati a caso, essi rappresentano le famiglie dei nobili che vissero anticamente e che attraversando il tempo giungono fino a noi. Questa miscela di immagini e colori per le persone del tempo era un codice di comunicazione, necessario per riconoscersi e schierarsi; venivano rappresentati negli abiti, riprodotti negli affreschi ed inseriti nelle pietre dei palazzi nobiliari. Da quest’anno cominciamo a citare, due per anno, quelle che furono le famiglie che dettero lustro e furono parte attiva nella crescita politica, sociale e culturale della città; rifacendoci alle fonti ed ai codici araldici medievali rievocheremo le casate nobili segnalate all’epoca di Federico Barbarossa; sfileranno nel corteo storico sfoggiando quelli che furono i colori e gli emblemi che li rappresentavano, per restituirci tutta la magnificenza dell’epoca. Anche chi non si occupa di storia troverà familiari questi nomi poiché appartengono alla toponomastica della città; se si lascia correre lo sguardo osservando gli edifici lungo queste vie si potranno scorgere tracce dell’antico splendore qua e la incastonate nelle trame della città moderna, segnando un filo di continuità tra antico e moderno. Introdotte nel 2018 le famiglie Rusca – Rusconi e i del Pero continuiamo quest’anno con la famiglia Vittani.

Casata Rusca Antica famiglia originaria di Como. Tra il 1194-98, Adamo, Loterio e Giovanni, furono consoli della città. Equitaneo Rusca, fu fondamentale nella vita medievale di Como. Della sua casata fu il valoroso Lamberto Rusca: fu capitano dei comaschi, e Console di Como nel 1124, sepolto nella chiesa di San Giacomo. Sarà un Rusca, Giovanni, grande oratore, a persuadere l’imperatore Federico I ad aiutare Como nella ricostruzione della città, rasa al suolo dai Milanesi, ottenendo per Como molti feudi e privilegi imperiali. Nel 1152 Federico Barbarossa creò Governatore Bernardo Rusca. La contrada Ruscona oggi via Rusconi deve il nome alla famiglia principale esponente “ghibellina” cittadina, che trionferà sui “guelfi” capeggiati dai Vitani.

Casata del Pero La famiglia si trasferisce a Como dallaValtellina. Si fregia di personaggi importanti per la vita della città; fu Console della Comunità e della Repubblica di Como Adamo del Pero che nella decennale guerra con i milanesi, guidò le truppe nella battaglia della Mosengia. L’attuale via Adamo del Pero era anticamente detta Contrada di San Giovanni in Atrio e prendeva il nome da uno degli edifici di culto più antichi della città. Lungo la via sorge il palazzo della famiglia, la facciata è originale del XII secolo, sulla chiave di volta dell’arco del portone d’ingresso spicca lo stemma Del Pero (sei pere: disposte a 3, 2, 1). Nello stemma le pere sono di color oro ad indicarne la maturità.


PALIO DEL BARADELLO| 13 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

I Vittani

Per tre volte consoli della città

La famiglia dei Vittani, o Vitani, compare nei documenti storici a partire dalla fine del XII secolo. Il primo personaggio noto è Vita de Vitanis che ricoprì tre volte la carica di console della città di Como, nel 1182, nel 1207 e nel 1244, ed è generalmente considerato il capostipite della casata dei Vittani. Dopo Giacomo de Vitanis, console nel 1266, sembra che i Vittani non abbiano più coperto cariche politiche all’interno della città, pur continuando a rappresentare la fazione guelfa cittadina, in opposizione alla famiglia dei Rusca, di fede ghibellina. In età comunale (XIII-inizi XIV secolo) la città di Como è teatro della continua contrapposizione tra la famiglia dei Rusca (o Rusconi), che hanno la loro dimora nel Castello della Torre Rotonda (dove attualmente sorge il Teatro Sociale) e i Vittani, residenti nella via che oggi porta il loro nome, da dove potevano meglio controllare le attività economiche del porto di Como. Le residenze dei Vittani conservano a tutt’oggi il loro antico aspetto. La loro antica dimora è generalmente identificata con l’attuale civico 22-24, un palazzo caratterizzato da una facciata a fasce alternate bianche, in marmo di Musso, e grigie, in pietra calcarea di Moltrasio, realizzato tra il XIII e XIV secolo. Accanto ai palazzi erano presenti anche diverse torri, la più famosa delle quali, torre Demorata (via Vittani 10, attualmente sede di una libreria), venne abbassata per volere dei Rusca allorché la loro fazione assunse il potere. Tra le case di loro proprietà o dei loro alleati è conservato anche un ambitus, ossia uno stretto spazio tra due edifici destinato allo scarico delle acque meteoriche e reflue. Dopo alterne vicende che videro prevalere ora i Vittani con i loro alleati milanesi Torriani, ora i Rusca spalleggiati dai Visconti, con la battaglia di Desio del 1277 i Vittani subirono una pesante sconfitta, con la conseguente cattura del capo della fazione guelfa, Napo Torriani, che venne rinchiuso in una gabbia appesa alla torre del Castello Baradello, dove trovò la morte dopo diversi mesi di prigionia. Il potere passò definitivamente ai Rusca che nel 1311 posero fine alla libertà comunale, istituendo la propria signoria sulla città. Questa nuova forma di governo perdurò anche con l’avvento dei Visconti: nel 1335 il nuovo signore di Como, Azzone Visconti, realizzerà intorno al Castello dei Rusca una piccola cittadella fortificata. Ma le contrapposizioni tra guelfi e ghibellini perdurano fino al XV secolo e il nome dei Vittani, che pure non annoverano più personaggi di spicco (tanto che Benedetto Giovio nel 1531 considera tale famiglia estinta), diventa sinonimo della fazione guelfa per la quale parteggiano le famiglie dei Lavizzari, dei Castelli, dei Lucini e dei Lambertenghi. Il casato dei Vittani ebbe un ruolo importante anche in Canton Ticino, fino alla conquista da parte degli Svizzeri nel XV secolo, e in Valtellina. In documenti valtellinesi databili tra il XIV e il XVII secolo, sono menzionati alcuni membri della famiglia Vittani con gli appellativi di “nobile”, magnificus dominus, indicando come ancora questo casato mantenesse un ruolo preminente nella società del luogo, mentre a Como questo cognome aveva ormai perso il suo antico lustro e solo sporadicamente viene citato nei documenti cittadini.

BIBLIOGRAFIA: - FABIO CANI, GERARDO MONIZZA, Como e la sua Storia. La città Murata, pp. 164-166, Como 1994 - GIORGIO LURASCHI, Alle origini della Cortesella, in La Cortesella, il cuore di Como (a cura di Arturo Della Torre), pp. 123-135, Como 1993 - GIUSEPPE ROVELLI, Storia di Como, 1794 - GIOVANNI VITTANI, “Vittani” in Enciclopedia Italiana Treccani, XXXV vol., pp. 495-497, 1949


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PALIO DEL BARADELLO| 15 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

The origins of Palio

Historical parade and games, a brief history “The city of Como gives him a hearty welcome with great feasts and revelry: big banquets, illuminations, contests and equestrian tournaments are organized in his honor”. This is what happened in the summer of 1159 when Frederick the 1st of Swabia (also known as Barbarossa, or Redbeard) arrived in the city, accompanied by his young bride, Beatrix of Burgundy and the Duke of Saxony, Henry the Lion. They arrived at the end of the siege of Milan, which had just concluded with the capitulation of the Lombard town. Historians acknowledge the importance of Federico I° Barbarossa in the rebirth of Como and consider the celebrations to be a form of thanks, from the captains, the bishop and the entire population. The Palio del Baradello, with its historical parade and traditional games, reminds us of the importance of those celebrations. The Palio is a historical reenactment, which was first held in 1981 in Camerlata. It involved a fancy-dress feast which allowed people to spend quality time together in a unique way on the Castle Baradello fields. The following year the Palio was expanded it transformed from a simple neighborhood feast to

something more important and it began to be linked to particular historical events of the Early Middle Ages. Today, thirty seven years later, the Palio has become an important event in Como’s cultural calendar. Over the last few years the event has gradually grown, the historical contents have been refined, but, above all, the city has become more and more involved. Previous celebrations had great results, however it’s imperative to include new things to directly involve city localities where important historical events took place. The splendid Romanesque basilicas hailed Redbeard entering the town

with his dignitaries and the city walls destroyed by the Milanese were rebuilt and crowned with the majestic Porta Torre thanks to our alliance with the great Emperor. Piazza del Duomo reminds us of a particularly sad moment for the city: one night, in 1127, women, children and the elderly boarded comballi (traditional boats) to leave their city which was soon to be invaded by the troops of Milan. In each of these places the Palio del Baradello wants to hold a specific event. It is one of the important ideas which christens a new era: Palio in the spots where historical events took place.


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Competizioni, sfide e tornei

Il divertimento nel Medioevo

Anche se il concetto di “tempo libero” come lo intendiamo noi è nato soltanto nella metà del Novecento, anche nel Medioevo, in cui vita e lavoro spesso coincidevano, vi erano feste e passatempi. Il quadro storico dei divertimenti medievali presenta sfu-

mature notevoli, legate alla scala sociale, alle diversità tra regioni e tra città e campagna. Tra questi, come non citare il torneo, le giostre militari o popolari, vere e proprie battaglie fittizie, relativamente ben regolate, dotate in genere di premi e soprattutto riservate a schermidori montati a cavallo e muniti di armi cavalleresche. Tali riunioni, la cui organizzazione implicava ingenti spese, erano tenute di tanto in tanto da re o baroni in occasione di grandi feste, vittorie, matrimoni principeschi e richiamavano contendenti da ogni luogo. Molti di loro erano cavalieri senza fortuna che trascorrevano la loro vita di torneo in torneo. Entravano in “lizza” nel chiuso dello steccato, armati di “armi cortesi” cioè lance terminanti in punta con un bottone di ferro o di legno, spade smussate o rotonde, mazze ferrate senza spuntoni né chiodi e tutti si contendevano il premio con grande accanimento. Prima del torneo, un araldo si recava di castello in castello annunziando la festa, recando cartelli di sfida ai cavalieri e invitando a combattere quelli che il signore riteneva degni. Nel luogo destinato al combattimento si rizzavano padiglioni di tela e di velluto per i campioni e per il loro seguito. Poi si costruiva l’anfiteatro circondato da gradinate per il pubblico e da palchi adorni di tappeti, arazzi, tende trapunte d’oro e d’argento, da cui le dame incoraggiavano i campioni e i giudici davano il loro verdetto. Il cavaliere che desiderava entrare in lizza compariva il giorno precedente il combattimento davanti agli araldi, al loro cospetto dava prove di nobiltà e consegnava lo scudo dipinto coi colori della sua casa e della sua dama o col suo stemma particolare o di famiglia. Il combattimento era preceduto dalla presentazione dei campioni e del loro tipo di armamento. Si combatteva fino a che uno dei due combattenti chiedeva grazia oppure, stanco, alzava la visiera. Nonostante i cavalieri fossero protetti dall’armatura e dalla corazza, spesso i duelli causavano feriti e, più raramente, morti. Gli sconfitti, poi, dovevano cedere il cavallo, l’armatura e pagare un riscatto per essere lasciati liberi dai vincitori, che oltre a ciò, ottenevano l’ammirazione della dama.

“Drappo 2018, opera di Nicoletta Brenna”


PALIO DEL BARADELLO| 17 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

I giochi del Palio

Il programma completo delle gare DOMENICA 8 SETTEMBRE ORE 17.00 - VILLA OLMO REGATA DELLE LUCIE TYPICAL BOAT RACE Borghi, contrade e comuni che partecipano alla trentanovesima edizione del Palio del Baradello si sfideranno a bordo delle Lucie, le tradizionali imbarcazioni di legno che per secoli hanno rappresentato il principale mezzo di trasporto delle persone sul Lario. La partenza avverrà dalla riva antistante Villa Sucota, dove i tipici battelli lariani, sospinti dai rematori, gareggeranno per i colori di appartenenza. Le Altezze Imperiali, la Corte e la Scorta assisteranno all’arrivo della gara di fronte a via Cantoni. Al termine della regata farà seguito la premiazione dei vincitori. SABATO 14 SETTEMBRE ORE 15.00 - PIAZZA DUOMO GARA UFFICIALE: IL TIRO ALLA FUNE TUG OF WAR La lotta tra il bene e il male. Con questo escatologico significato che l’accompagna dalla notte dei tempi, la gara del tiro alla fune è il momento topico del Palio del Baradello. È la gara che spesso arrischia di assegnare il drappo, il momento clou in cui i borghi proveranno a scavalcarsi in classifica. Da sempre apprezzato, il tiro alla fune era praticato sia come attività sportiva autonoma, sia come momento di allenamento per altre discipline sportive. Al termine della gara farà seguito la premiazione dei vincitori. SABATO 14 SETTEMBRE ORE 21.00 - PIAZZA DUOMO GARA UFFICIALE: LA CARIOLANA WHEELBARROWS RACE La serata culminerà con la faticosissima gara della cariolana, contesa che vede i partecipanti gareggiare lungo il circuito cittadino (piazza Duomo, piazza Grimoldi, via Pretorio, via Bertinelli, piazza Verdi, via Maestri Comacini, piazza Duomo e arrivo in via Plinio); ognuno degli atleti dovrà trasportare un passeggero sull’antica carriola di legno. Si tratta di un gioco molto diffuso nel Medioevo e che trovava grandi apprezzamenti proprio a Como. Al termine della gara farà seguito la premiazione dei vincitori.


PALIO DEL BARADELLO| 21 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

“Processo ad un eretico” Sabato 7 settembre 17.45 p.za Duomo ricostruzione di un processo ad un eretico. Spesso le eresie nacquero come movimenti di riforma interni alla Chiesa, evolvendosi poi in aperta contestazione e dotandosi di un “credo” diverso da quello cattolico romano. Ma a quei tempi la linea di demarcazione era molto labile tra la vera eresia e certi tipi di forte misticismo, una spiritualità singolare, una personalità trainante. San Francesco d’Assisi avrebbe potuto facilmente esserne sospettato, ma rivendicò solo di poter seguire il Vangelo “alla lettera” senza criticare chi non lo facesse e in piena sottomissione al Pontefice romano. Anche la grande amica e consigliera del Barbarossa, Ildegarda di Bingen (poi dichiarata santa da Papa Benedetto XVI), era un personaggio “borderline” non solo per come conduceva il suo monastero ma in quanto donna colta e volitiva, che scriveva e componeva musica, e inoltre mistica, veggente ed erborista..

Banchetto medievale Sabato 7 settembre alle 20.30, San Francesco: spazio al momento conviviale in compagnia dell’Imperatore, della bella Imperatrice Beatrice di Borgogna e dei nobili commensali. La cena sarà a base di portate tipiche della cucina del dodicesimo secolo. Era uso nell’antichità, durante i banchetti dei potenti, servire cibi rari con allestimenti scenografici delle vivande; il tutto accompagnato da spettacoli di danza e musica. Oggi come ieri a contorno delle cerimonie la cena sarà allietata da spettacoli. Si esibiranno Musici In Itinere, Gruppo danze Kalenda Maya e, spettacolo acrobazie Circovolante ASD e spettacolo di fuoco all’esterno. Per informazioni e prenotazioni:

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DEL BARADELLO 24 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

Programma XXXIX° edizione The program for the year 2019 VENERDÌ 30 AGOSTO 2019 BASILICA DI SANT’ABBONDIO ORE 20.30 - OFFERTA DEL CERO VOTIVO Offering of the votive candle during the celebration day of the city’s Patron In occasione della festività del Santo Patrono della città, i Capitani e i Gonfalonieri dei Borghi, delle Contrade e dei Comuni partecipanti al Palio del Baradello presenzieranno alla celebrazione dei Primi Vespri. Al termine avrà luogo la tradizionale cerimonia dell’OFFERTA DEL CERO VOTIVO durante la quale il Vescovo impartirà la benedizione al drappo e ai presenti.

DOMENICA 1 SETTEMBRE CASTEL BARADELLO ORE 15.00 - VISITA ALLA SENTINELLA DI PIETRA Visit and Holy Mass at the castle Esibizione di vari gruppi: gli Arcieri del Drago Alato, gli Sbandieratori e Musici di Tavernola, spettacolo con i Falconieri del Feudo e danze medievali con le Kalenda Maya. Visita alla Torre - Le Guardie Ecologiche Volontarie del “Parco Regionale della Spina Verde” illustreranno la storia del castello e accompagneranno i presenti a visitare la torre.

ORE 17.00 - CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA MERCOLEDÌ 4 SETTEMBRE 2019 SAN GIACOMO ORE 21.00 - CONCERTO CELTIC HARP ORCHESTRA A free Concert of Traditional and Sacred music La prestigiosa Celtic Harp Orchestra eseguirà un elevazione Spirituale dal titolo “La dama e l’unicorno” nella centralissima Basilica di San Giacomo. Ingresso libero.


PALIO DEL BARADELLO| 25 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

SABATO 7 SETTEMBRE 2019 PIAZZA CAVOUR, PIAZZA DUOMO E BROLETTO ORE 17.30 - SBARCO A COMO DELL’IMPERATORE FEDERICO DETTO “BARBAROSSA” Landing of the emperors from the lake, welcomed by the bishop and the consul Sbarco a Como dell’Imperatore Federico detto il Barbarossa. La coppia imperiale ed il seguito arriveranno dal lago a bordo di una flottiglia di “batell”. Allo sbarco dalle tipiche imbarcazioni lariane, conosciute anche come lucie, gli imperatori saranno accolti dal vescovo e dal console della città. Al termine si formerà un corteo che da Piazza Cavour raggiungerà Piazza Duomo dove i Dignitari umilieranno alle Loro Maestà le chiavi della città. Seguirà lettura dell’Editto di Roncaglia, il giuramento dei Capitani ed il processo ad un eretico con i Viaggiatori del tempo. A contorno delle cerimonie si esibiranno Sbandieratori e Musici di Tavernola, Musici In Itinere, Gruppo danze Kalenda Maya e, spettacolo acrobazie Circovolante ASD

ORE 20.30 SAN FRANCESCO CENA MEDIEVALE Medieval dinner Banchetto a base di portate della cucina del dodicesimo secolo. La serata sarà allietata da musiche dei Musici In Itinere, gruppo danze Kalenda Maya e spettacolo di Artisti medievali con le acrobazie del Circovolante ASD in compagnia degli Imperatori e aperto anche al pubblico. Alla fine spettacolo di fuoco Circovolante ASD. DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019 VILLA OLMO GARA UFFICIALE REGATA DELLE LUCIE E POMERIGGIO DEDICATO AI BAMBINI Official Boat Race and afternoon dedicate to children DALLE ORE 15.00 Giochi e spettacoli medievali con antichi giochi Dado d’Oro, Messer Luigi e il suo gioco da tavolo, Sbandieratori e Musici di Tavernola, Spettacolo di Falconeria con i Falconieri del Feudo, danze medievali con il Gruppo Malastrana, dimostrazione di pizzo al

tombolo con il gruppo Le Amiche e gli Amici del Tombolo, gazebo con cani levrieri San Guinefort. Rappresentazione di suppliche dei cittadini a cura dei Viaggiatori del tempo. Visite guidate nel Parco della Villa a cura delle guardie ecologiche volontarie. Gara con gli Equipaggi e i “Batell” messi a disposizione dalla Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso. ORE 17.00 DALLA RIVA ANTISTANTE VILLA SUCOTA PARTENZA DELLA PRIMA GARA UFFICIALE DELLE LUCIE Start of the first Official Boat Race I tipici battelli lariani, sospinti dai rematori, gareggeranno per i colori dei Borghi e dei Comuni di appartenenza. Le Altezze Imperiali, la Corte e la Scorta assisteranno dalla riva del lago all’arrivo della gara davanti all’ingresso di Villa Olmo. Al termine della regata farà seguito la premiazione dei vincitori.


DEL BARADELLO 26 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

GIOVEDÌ 12 SETTEMBRE 2019 ORE 17.00 - VISITA GUIDATA A CURA DELLA SOCIETÀ ARCHEOLOGICA COMENSE Free guided tour offered by The archeological society Tema: “Le mura occidentali”, passeggiata nel centro storico a cura della Società Archeologica Comense. Durata: circa un’ora e mezza. Appuntamento davanti alla Torre Gattoni. Partecipazione libera.

SABATO 14 SETTEMBRE 2019 PIAZZA DUOMO, BROLETTO, PIAZZA GRIMOLDI GARA DEL TIRO ALLA FUNE, FOCACCERIA MEDIEVALE, GARA DELLA CARIOLANA PIAZZA DUOMO ORE 15.00 GARA UFFICIALE: IL TIRO ALLA FUNE Tug of war contest Al termine della gara farà seguito la premiazione dei vincitori.

SOTTO IL PORTICATO DEL BROLETTO ORE 18.00 FOCACCERIA MEDIEVALE Medioeval bakery Focacce cucinate con piccolo forno a legna. ORE 21.00 PARTENZA DELLA GARA UFFICIALE: LA CARIOLANA Official competition: The wheelbarrows race Durante la giornata assisteremo alla cerimonia di imposizione delle mani a cura dei Viaggiatori del tempo, esi-


PALIO DEL BARADELLO| 27 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

bizione degli Sbandieratori e musici di Tavernola e del gruppo Ordallegri. Al termine della gara farà seguito la premiazione dei vincitori. La serata proseguirà allietata da uno spettacolo di fuoco con il Gruppo Ordallegri. DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019 AREA IPPOCASTANO PIAZZA CAVOUR GRAN CORTEO STORICO Historical Parade PARTENZA ORE 14.30 DALL’AREA IPPOCASTANO Con la partecipazione di tutti i Borghi e Comuni aderenti al Palio, l’Imperatore Federico e l’Imperatrice, col seguito di Nobili e Dame, Cavalieri, Militi, Armigeri e Guardie; seguiranno le Macchine da guerra e il Carroccio. Il Gran Corteo Storico sarà arricchito da numerosi gruppi medievali, Sbandieratori e Musici di Tavernola, gruppi di musici Vagus Animi, compagnia con cani levrieri San Guinefort, compagnia con cani bolognesi, compagnia medievale Gruppo Ordallegri, gruppo le Amiche e gli amici del Merletto, Gruppo Kalenda Maya, i

duellanti Jirga dalle lame nere, i Mercenari della rosa nera, i Trampolieri della Parada par Tücc, delegazioni medievali di Lugano, Colico e Cantù, Sbandieratori e musici di Alba, Sbandieratori e Musici di Fenegrò, il gruppo ABC merletti. S’inaugura il palio delle ragazze e dei ragazzi a cui partecipa la delegazione “Dal castello in aula e... oltre” da Crevenna. Il percorso si snoderà lungo le vie cittadine Via Aldo Moro, Via XX Settembre, Via Milano, Piazza Vittoria, Largo Gianfranco Miglio, Via Cesare Cantù, Via Paolo Giovio, Piazza delle Medaglie d’Oro, Via Vittorio Emanuele, Piazza Duomo, Via Plinio, Piazza Cavour dove, in attesa del suo arrivo, i presenti saranno intrattenuti dal gruppo di danze medievali Kalenda Maya. ORE 17.00 SPETTACOLARE ESIBIZIONE TUTTI I GRUPPI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA SFILATA.

DI

Al termine, ASSEGNAZIONE DEL PALIO ed alla PROCLAMAZIONE del BORGO VINCITORE del PALIO 2019 e CONSEGNA del DRAPPO.

In caso di maltempo il corteo sarà spostato a domenica 22 settembre 2019. SABATO 21 SETTEMBRE 2019 PIAZZA VOLTA VIA GRASSI VIA GARIBALDI GIORNATA DEI BAMBINI E DELLE FAMIGLIE Medieval festival for children ORE 14.30 PROGRAMMA: Investitura dei bambini a Cavalieri dell’Imperatore e a Dame dell’Imperatrice, mini corso di falconeria e spettacolo di falconeria con il Mondo nelle Ali, laboratori e scene di vita medievali, Arcieri del Drago Alato, mercatino di Artigiani hobbisti medievali, il Gruppo ABC merletti, giostre e giochi medievali, incursioni di Morgana e la sua carrozza; danze medievali con le Kalenda Maya, gruppo di Sbandieratori e musici di Fenegrò, gruppo amiche e gli amici del Tombolo, Messer Luigi e il suo gioco da tavolo. S’inaugura la caccia al tesoro medievale. In caso di maltempo la manifestazione sarà spostata a sabato 28 settembre 2019


PALIO DEL BARADELLO| 29 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

Lotteria del Palio 39° edizione Estrazione 23 ottobre 2019

Si ringrazia per la fattiva collaborazione il Sig sindaco Mario Landriscina, l’Assessore al turismo Carola Gentilini e tutti i loro collaboratori del Comune di Como; il Corpo di Polizia Locale della città di Como. ASSOCIAZIONE CAVALIERI DEL PALIO DEL BARADELLO - PRESIDENTE: Laura Bordoli, TESORIERE: Vanna Schiera, MAGGIORENTE: Nadia Tettamanti, SEGRETARIO: Luce Benedetti, CONSIGLIERI E COLLABORATORI: Donato Barone, Mario Biancucci, Moira Bigoni, Elena Bollini, Nicoletta Brenna, Bruno Busoni, Carmen Cangi, Fabio Facchinetti, Gigliola Foglia, Marco Magnarapa, Romualdo Marelli, Mario Minatta, Vincenzo Palmieri, Barbara Pezzoni, Ferruccio Prosdocimo, Vanna Schiera, Marianna Surianello, Sabatino Tafuni, Nadia Tettamanti, Wilma Visconti, Carlemilio Wittmann. GIUDICE SUPREMO: Mauro Maestri. seguici Webmaster del sito www.paliodelbaradello.it Chicca Ciapparelli - Officine bianche S.r.l. - Lomazzo su Facebook


PALIO DEL BARADELLO| 31 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

Concorso fotografico Photo competition Nel corso del periodo del 39° Palio del Baradello si potranno scattare foto che parteciperanno come tema specifico al “41° Concorso Fotografico Nazionale” Foto Cine Club Cernobbio 2019 10° edizione in fotografia digitale. Chiunque potrà mandare i file del 39° Palio del Baradello entro il 03.10.2019 Per le iscrizioni e modalità di partecipazione si rimanda ai siti: www.paliodelbaradello.it www.fotocineclubcernobbio.it La premiazione si terrà domenica 3 novembre 2019 alle ore 17.30 presso il Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio. Per informazioni: fotovasconi@virgilio.it

VINCITORI DELLA SCORSA EDIZIONE: 1° PREMIO Mauro Valli di Maslianico (CO) 2° PREMIO Marco Mason di Como 3° PREMIO Andrea Conca di Como


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DEL BARADELLO 34 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

CAMERLATA

Il cibo espressione di potere

Nel lontano 1980 alcuni amici invece che ritrovarsi al bar, si incontravano alla Circoscrizione 3 di Camerlata e pensarono di organizzare qualcosa di nuovo e bello per il quartiere, decisero di organizzare una piccola sfilata con costumi medievali, la prima ebbe luogo nel giugno del 1981 e si svolse sulla via Varesina, come pure

le prime gare che si tennero, anche loro, tra la via Varesina e piazza Camerlata. Negli anni, al primo gruppo fondatore, si unirono altri partecipanti a questa manifestazione che era tanto piaciuta alle persone; nel tempo abbiamo visto avvicendarsi contrade, borghi e comuni, ma Camerlata è l’unico tra i Borghi fonda-

tori rimasto per 39 anni consecutivi a partecipare al Palio del Baradello. Io come reggente del Borgo da 26 anni voglio ricordare tutti, ma in particolare i nostri cari amici Camerlatesi e non, che ci hanno lasciato in questi anni, ma che resteranno per sempre nei nostri cuori rossi verdi. Colgo poi l’occasione per ringrazia-


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re tutti coloro che hanno partecipato alle varie manifestazioni del Palio del Baradello con i colori del Borgo, senza dimenticare i nostri speciali atleti che si sono dimostrati dei veri amici e hanno dato il loro cuore per i rossi verdi, come non citare i nostri capitani che sono stati sempre attenti allo svolgimento delle varie gare, difficile citare tutti e per non fare torto a nessuno mi limito ad un ringraziamento corale che li abbraccia globalmente. Vorrei fare un augurio a tutti affinché

si possa trovare lo spirito giusto per far continuare e far crescere la nostra manifestazione che io personalmente amo tanto, infine ringrazio tutti gli sponsor che in questi anni ci hanno permesso di realizzare le nostre passioni, grazie grazie di vero cuore

rosso verde, e mi auguro che il palio possa crescere sempre e meglio per far comprendere a tutti come la passione per la storia possa diventare uno strumento di aggregazione, buon palio a tutti. Carmen Cangi

CAMERLATA, BRIEF HISTORY This borough on the hills south of Como has participated in the Palio del Baradello since 1981. Its name could derive from a tavern called “Portich dei düü merli” (Porch of the Two Blackbirds), or from a “cà merlata” (battlemented house). Its most important buildings are: St. Carpoforo’s Basilica, the first cathedral of Como; on top of the hill the Baradello Castle, which has stood since the time of the Roman Empire, and was expanded in 1159 by Emperor Frederick the Redbeard; and the modern fountain in the main square, which is a majestic combination of rings and spheres inspired by Volta’s battery.


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DEL BARADELLO 38 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

CAMNAGO VOLTA

L’ultimo mulino ad acqua della riviera del Cosia

Era il 12 dicembre 2009 quando per celebrare i 210 anni dall’invenzione della pila, la Circoscrizione di Camnago Volta organizzò, coinvolgendo l’associazione dei Cavalieri del Palio del Baradello di Como, una sfilata per le vie del rione in abiti medievali con fiaccolata verso il Mausoleo dove riposa lo scienziato comasco. Con la sfilata che si concluse all’Auditorium con il concerto d’arpa celtica della “Compagnia dei liberi arpisti”, Camnago Volta entrò ufficialmente a far parte dell’Associazione del Palio di Como. Nel gennaio 2010 l’entusiasmo di un gruppo di camnaghesi diede vita all’associazione “Amici del Palio di Camnago Volta”.

Si pensò subito allo stemma e all’unanimità si decise che doveva rispecchiare in parte lo stemma del Comune di Camnago Volta che era stato approvato con decreto reale del 2 dicembre 1932: un troncato semipartito dove nel primo di colore verde c’era la volta d’argento che richiamava lo stemma quattrocentesco dei Volta; nel secondo di colore blu con la folgore d’oro chiamata anche saetta che sparge la luce dappertutto e il terzo di colore rosso senza però la pila apice dell’invenzione del grande fisico Alessandro Volta e l’elettroforo generatore elettrostatico da lui ideato nel 1775. Per quanto riguarda il colore prin-

cipale del borgo fu il “blu savoia” tendente ai colori pervinca e viola ad essere scelto anche per distinguersi da altri borghi che già avevano per colore il blu. Per l’altro colore che è il bianco è inevitabile pensare che la scelta fu dovuta alla scarica elettrica e alla luce che il Volta ha donato a tutto il mondo. Si designarono pure i cinque rappresentanti ufficiali e il primo reggente del borgo fu Angelo Zerbi che nel 2010 trentesimo anno di fondazione del Palio del Baradello di Como, promosse la prima partecipazione degli “Amici del Palio di Camnago Volta” al corteo storico del Barbarossa e dal 2011 organizzò e coordinò la partecipazione del borgo


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anche alle gare tipicamente comasche quali “La Giostra”, “La Carriolana” e “Il Tiro alla Fune”. Il reggente Angelo Zerbi desiderava che la prima grande sfilata del borgo fosse partecipata da figuranti che potessero rivivere con più consapevolezza quelle nozioni storiche legate al territorio comasco e al grande Federico Barbarossa conclusesi con la trionfale visita a Como dell’imperatore e della consorte Beatrice di Borgogna. Fu così che l’11 giugno 2010 alle ore 21 nella Sala Consiliare della Circoscrizione di Camnago Volta il professor Sergio Masciadri tenne una conferenza dal titolo “Camnago Volta incontra Barbarossa”. La serata, apprezzata dal numeroso pubblico presente, ha permesso di far conoscere al borgo quegli avvenimenti

Angelo Zerbi, Sergio Masciadri e Sabatino Tafuni

che ogni anno regalano a tutti i partecipanti momenti magici in un’atmosfera pienamente medioevale. Finalmente arrivò il giorno tanto atteso: 19 settembre 2010. In qualità di matricola, il Borgo di Camnago Volta quell’anno partecipò solo al grande corteo storico per le vie del centro. La castellana Elena Bollini ricorda ancora le tantissime emozioni vissute quella domenica: “La mattina ci ritrovammo numerosi alla messa domenicale con lo stendardo del borgo raffigurante la Madonna, copia fedele di un’effigie che orna il muro di una casa prospiciente il sagrato della Chiesa ricevendo la benedizione del parroco. Alle 15 in un clima di euforia e di divertimento eravamo tutti pronti per la sfilata, dal Capitano, al Porta Gonfalone; dal Priore ai castellani; dai nobili, ai contadini che con il loro percorso, tutt’oggi ricordano come il borgo abbia sempre avuto una forte vocazione agricola. Numerosi camnaghesi erano assiepati lungo il percorso per ammirarci e sostenerci e molti furono gli applausi spontanei ricevuti al nostro passaggio per l’originalità dei nostri costumi. Alla fine eravamo stanchi ma felici dei consensi ricevuti che ci hanno spronato a proseguire con sempre più dedizione in questa bellissima esperienza”. Da allora effettivamente il borgo di Camnago Volta ne ha fatta di strada. Negli anni il gruppo si è sempre più

ingrandito conquistando sempre più simpatie. Tante le famiglie con bambini e ragazzi che hanno deciso di partecipare e tifare per il proprio borgo. Non mancano neppure i giovani e due di loro i fratelli Emanuele e Andrea Di Somma nel 2015, nel 2016 e nel 2017 tra un grande pubblico e tanto entusiasmo corrono nella gara della Cariolana per il borgo di Camnago Volta e si classificano tutti e tre gli anni al primo posto. L’entusiasmo e la voglia di crescere ha dato i suoi frutti e il borgo di Camnago Volta nel 2015 alla sua quinta partecipazione al Palio si aggiudicò per la prima volta l’ambìto drappo. Una gioia ed un’esultanza che si pensava irripetibile e che invece si poté ancora assaporare nell’edizione 2017 quando il borgo bianco-viola è riuscito con le tre gare in programma ad accumulare il maggior numero di punti.

CAMNAGO VOLTA, BRIEF HISTORY

prof. Sergio Masciadri

Pietra ruotante

Formerly known as Camnago San Martino, this borough situated on the hills of the Cosia Valley is now named after its most famous resident, Alessandro Volta, the inventor of the electric battery (1745-1827) and the celtic words meaning “residence of the lord”. It first joined the Palio in 2010. Its most relevant monuments are the villa and mausoleum of Volta, the parish church dedicated to St. Cecilia and the smaller church of St. Francis, ancient mills and furnaces as well as places of natural beauty, such as the Bottini Waterfall, gorges and the so-called “pots of the giants”.


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DEL BARADELLO 42 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

CERNOBBIO

Il Borgo e il Palio del Baradello L’esordio del Borgo di Cernobbio al Palio del Baradello risale al 1996. Per l’occasione, ventitre anni orsono, Cernobbio entrò a far parte dell’Associazione Cavalieri Palio del Baradello grazie alla passione per la Storia di Romualdo Marelli - il quale assunse l’incarico di primo Reggente del Borgo - e all’entusiasmo dell’allora Presidente della Pro Loco Cernobbio, Maurizio Riva, recentemente iscritto

nell’Albo d’Oro comunale tra i “benemeriti cernobbiesi alla memoria”. Gli inizi non furono facili. Gli organizzatori si riunivano presso i locali dell’ex Scuola di Piazza Santo Stefano. I loro obbiettivi consistevano nel ricercare persone disponibili a partecipare alla grande sfilata nella città di Como e dotarsi di costumi medievali da far indossare ai figuranti. In quell’ormai lontano inizio sfilarono

dieci comparse cernobbiesi. Apriva la sfilata del Borgo di Cernobbio il Gonfaloniere, a cui era affidato il compito di reggere il gonfalone comunale con impresso il famoso “Drago alato”. Alle sue spalle, nell’ordine, sfilarono il Priore, il Capitano, il Castellano e la Castellana seguiti da cinque figuranti in rappresentanza del popolo minuto. L’anno successivo il numero dei fi-


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guranti crebbe tanto che Cernobbio poté partecipare attivamente alle gare che permettevano di competere per la conquista dell’ambito trofeo del Palio: un drappo dipinto da un valente artista comasco. Tra queste gare vi era la cosiddetta “Gara del Saraceno”, una competizione spettacolare che chiamava cavalieri a cavallo a sfidarsi nel centrare un bersaglio pendente dal braccio teso del manichino del Saraceno. Qualche anno dopo questa gara trovò il suo terreno naturale dove svolgersi, proprio a Cernobbio, nell’ex Galoppatoio, area inserita nel parco secolare di Villa Erba che si affaccia sul lago. Da allora, la giornata in cui si disputa la “Gara del Saraceno”, solitamente la prima Domenica di Settembre, a Cernobbio si respira aria di festa. Cavalieri vestiti di coloratissimi abiti d’epoca, assisi su splendidi cavalli, vengono accolti dai figuranti di tutti i Borghi partecipanti in Piazza Risorgi-

mento, la cosiddetta Riva, dove prende avvio la sfilata in costume che, attraverso un percorso cittadino raggiunge il non lontano ex Galoppatoio per assistere alla sfida. L’evento, da sempre seguito da un pubblico folto e appassionato, suscita interesse anche per l’incitamento sfrenato dei figuranti nel sostenere il loro rappresentante in lizza. Il Borgo di Cernobbio, guidato dal Capitano Guido Mazzarisi, si aggiudicò il suo primo Palio nel 2003. Altre vittorie sono seguite nel corso degli anni e precisamente: nel 2008 e 2009 (capitano Giovanni Natale), nel 2010 e 2011 (capitano Claudio Peduzzi). Nel 2007 la reggenza del Borgo è stata raccolta da Mario Minatta il quale, in collaborazione con lo scrittore Giuseppe Salvioni, nel corso degli anni, ha dato avvio a una fitta serie di iniziative collaterali all’evento del Palio del Baradello organizzando

manifestazioni culturali legate alla divulgazione della storia del territorio cernobbiese. Le manifestazioni, che si concretizzano anche sotto forma di rappresentazioni teatrali, si sono svolte nel centro storico di Cernobbio o presso la sala pubblica comunale con una grande partecipazione popolare. Queste serate dedicate alla storia locale fanno parte delle attività promosse dall’Associazione “Rappresentanza Storica di Cernobbio”. All’interno di questo sodalizio è stato costituito anche un gruppo arcieri denominato “Arcieri del drago alato” i cui atleti partecipano alle sfilate storiche del Palio del Baradello che si svolgono nelle vie di Como a metà Settembre e, in particolare, all’esibizione di tiro con l’arco che ha luogo nel suggestivo prato del Castel Baradello. Mario Minatta

CERNOBBIO, BRIEF HISTORY This beatiful town on the western shore of the lake, north of Como, took its name from a “cenobium”, a Cluniac nunnery which had a troubled history. It has been a member of the Palio since 1996. Its main monuments are the old temples of St. Vincent and St. Mary, the more recent parish church dedicated to the Redeemer, the Sanctuary on Mount Bisbino, and lots of luxury villas, both historical and modern. Villa d’Este is one of the best hotels in the world and Villa Erba was home to the famous filmmaker Luchino Visconti.


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DEL BARADELLO 46 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

CORTESELLA Una Contrada cittadina La Cortesella è un quartiere della città murata ricco di storia e cultura ed anche all’interno del Palio la storia e le storie dei suoi animatori rispecchiano questo carattere. Negli anni 90 il Palio si era sviluppato moltissimo, aveva portato le sfilate e le gare in città ma mancava una componete fondamentale per completare la compagine dei partecipanti, una contrada all’interno delle mura, così nel 1995 venne chiesto all’Associazione “La Cortesella” se volesse partecipare ed il suo Presidente Giuseppe De Toma aderì alla richiesta organizzando la contrada. I colori scelti furono Nero argento e rosso e l’emblema della Contrada riproduce quello della famiglia Corticella storica famiglia da cui prende probabilmente il nome il quartiere. L’entusiasmo e l’organizzazione la portarono a vincere il Palio nel 1997. all’interno della Contrada, si organizzò anche il gruppo di danzatori medievali ”Pendragon” e la “Compagnia del Nibbio” compagine di rievocazione medievale. Bisogna anche sottolineare che questa Contrada ha organizzato numerosi incontri culturali dei quali restano le relazioni presso la Biblioteca Medievale dell’Associazione Cavalieri Palio del Baradello e pubblicato diverse riviste con all’interno inserti di carattere storico, curati da illustri studiosi, sulla vita, gli usi e i costumi del medioevo. Ma non finisce qui, per concretizzare questi usi nel 2002 ricostruì all’interno della contrada un banchetto medievale alla corte del Barbarossa con una lunga tavolata allietata da un menù adeguato alla festa, composto da: vivande di credenza, uva nostra-


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THE CORTESELLA,

Leo Callone nella e fichi, lardo col miele, carne mortada, sbattute d’uovo alle erbe fini, mescolanza di cipolle in brodo, stracotto d’asino con pasticcio di grano saraceno, impasto di mele al forno, acqua di sorgente e vino speziato. Nel 2015 il testimone passò alla Reggente Barbara Pezzoni che con

grande impegno riuscì a costruire un gruppo compatto che portò avanti la tradizione classificandosi primi nella gara delle Lucie nel 2016. In questi anni il Capitano è stato Emilio Cornelio. Dal 2018 è guidato dalla Reggente Mariangela Piazza ed ha visto partecipare al corteo storico, nei panni del Priore, il noto “Caimano del Lario” Leo Callone che ha attraversato a nuoto il lago di Como, quello di Loch Ness e il canale della Manica, conquistando il record del mondo, il 14 luglio 2013, con 100.000 km a nuoto percorsi lungo tutta la sua carriera, e la Regista Donatella Cervi, che su di lui ha realizzato il docufilm “100 milioni di bracciate” che vanta numerosi premi ricevuti in diverse manifestazioni cinematografiche dedicate allo sport; ha vestito i panni della dama della Cortesella nello stesso anno. Una Contrada davvero piena di sorprese, come quella che da secoli si nasconde in una finestra affrescata in via Vitani, che rappresenta una giovane donna affacciata, la “Dama della Cortesella”, suo simbolo peculiare.

TOWN-DISTRICT

The first centre of the roman colony, built upon marshland later reclaimed by Julius Caesar, was Cortesella. It includes the pristine harbour of the city and an amphitheatre. The Middle Ages saw workshops flourish in the small lanes around St. Nazaro church: joiners and wood-cutters in the present via Muralto, goldsmiths in via Plinio, bakers where Largo Boldoni stands today and butchers in the centre of the Cortesella on the precise spot where the Banca d’Italia (State Bank) now stands. The old district decayed and was demolished in 1938. The only evidence of its past are the remains of the Torre dei Mercanti (Traders’ Tower) in via Ballarini, the Bazzi House in via Olginati, and the Vitani family mansion with the Tower Demorata in via Vitani. The house of the Blessed Mother Giovannina Franchi, the founder of the Nurse-Nuns of Our Lady of Sorrows, can also be found in this district. She was canonised by the Church in September 2014. The colours of the Cortesella are black, silver and red. The emblem of the District is the Cortesella family’s coat of arms.

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QUARCINO Il villaggio del sole

La storia del “Borgo di Quarcino” potrebbe iniziare cosi come cominciano le favole: C’era una volta…. ...due amici di lunga data, Mario e Carmine, che scelgono di fare qualcosa per il loro quartiere e che decidono di lasciare un altro borgo del Palio del Baradello per crearne uno nuovo di zecca, posando così la prima pietra per quello che diverrà nel giro di pochi mesi un consolidato gruppo di amici che partecipano con entusiasmo a questa importante manifestazione comasca. Tutto ebbe inizio nel mese di ottobre del 2013, quando attorno ad un tavolo di un bar di Sagnino si incontrarono quattro persone per cominciare a sviluppare le prime idee sul nuovo Borgo, e dopo i primi momenti di difficoltà, senza quasi accorgersi, divennero un gruppo di lavoro di una dozzina di amici, che stabilirono i colori, il logo e soprattutto il nome della nuova contrada, nacque così il “Borgo di Quarcino”. Da allora il Borgo cominciò una crescita esponenziale, come membri, mezzi, attrezzature, vestiti, che portò nel giro di soli tre anni alla vittoria dell’edizione 2016 del palio del Bara-

dello. I colori ufficiali del “Borgo di Quarcino” sono il rosso e blu. Il logo riporta la bellissima Chiesetta di Quarcino (dedicata ai Santi Giacomo e Filippo che fu costruita tra il XI e il XVII secolo), un tronco di quercia colpito da un’ascia (a rappresentare l’origine del nome, derivato proprio dalle querce abbondanti dei boschi della zona) e una spada che divide in due parti lo scudo.

I componenti del Borgo sono persone semplici ma sincere, animate da vera amicizia con voglia di stare insieme e con la motivazione principale che li unisce che è quella della partecipazione al Palio del Baradello, ove rappresentano non solo il quartiere di Sagnino, ma anche quelli della zona nord di Como a ridosso del confine con la Svizzera, cioè Monte Olimpino e Ponte Chiasso.


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QUARCINO, BRIEF HISTORY

Molto importanti e significative sono le parole espresse dalla castellana del Borgo, Barbara: “Il mio cuore accelera ogni volta che indosso il mio vestito da Castellana, sono sempre emozionatissima in sfilata. Cosa vuole dire essere castellana per me? Prima di tutto essere stata accolta meravigliosamente in un nuovo gruppo di amici, tutti con lo stesso entusiasmo che ho io per questa manifestazione, e far conoscere la realtà del mio quartiere. La soddisfazione più bella è il calore dei comaschi in sfilata , l’emozione e lo stupore dei bambini vedendo i nostri costumi e per finire i turisti stranieri che letteralmente impazziscono per queste manifestazioni che rendono ancora più bella la nostra Città.” È bello vedere queste persone, dalle provenienze e storie più diverse che si ritrovano per rivivere la storia della città acquisita e con ciò pubblicamente ribadiscono l’appartenenza alla Comunità Comasca sfilando orgogliosamente sotto le insegne del Borgo e la guida dei loro Maggiorenti per le vie della Città. Il “Borgo di Quarcino” non si ferma mai, è una officina di idee in continua evoluzione per rendere unica e speciale ogni edizione, la favola continua. Termino con Viva Como - Via il Palio del Baradello - Viva il Borgo di Quarcino.

The primitive centres of the town-district Sagnino are: Quarcino (so called because of the local oak woods), Mognano and Folcino to the South-East, and Ponte Chiasso and Interlegno to the North-West. The surrounding area was country-side with millet, maize, raisin and potato fields, alongside the production of fodder plants and mulberry leaves to feed silkworms. The oldest town centre was around St. Giacomo and Filippo, a small church dating from the 10th century, which has one short nave with a semicircular apse and a bell-tower. The building was enlarged and altered several times. In 1970-1973 the local government of Como started restoration work, renovating old frescoes. The ancient castle of the noble family Reina (which included Lodovico, Alessandro Volta’s brother-in-law) still stands in the present via San Giacomo. After the end of the Second World War the whole district saw the arrival of hundreds of families who changed it into a populated village. Just half a century ago the new parish church of St. Paolo was built. Among the causes of the population explosion is the Rivarossi; the historic firm had its headquarters here from 1947 up to 2004. It owes its international renown to the precision of reproductions of its model trains. Its rich model collection is still partially shown to the public in the company’s Hornby branch in the UK. The symbol of this borough, together with the small church, is the arch of Reina castle with its battlements.


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REBBIO

La nascita del Palio Nella primavera del lontano 1980, anni in cui nella periferia di Como non esistevano molte possibilità di divertimento, alcune persone della circoscrizionie n 3 pensavano a qualcosa di particolare per il quartiere e per la nostra città. Pian piano quasi dal nulla, ognuno pensava a qualcosa per far nascere un interesse comune e, dopo alcune riunioni, prima in pochi poi pian piano con nuove idee e persone di varia estrazione, viene coinvolto il Presidente della Circoscrizione ed alcuni consiglieri per un progetto con valenze storico-culturali. Cominciarono le ricerche di persone qualificate che sono scaturite nella scelta di un fatto accaduto nell’anno 1158, legato all’imperatore Federico Barbarossa ed alla liberazione della citta, dopo 30 anni di di guerre, dal giogo dei Milanesi. Un giorno un bel gruppo di famiglie si trovarono al pratone del Castel Baradello detto parco delle Rimembranza per un pic nic …da qui nascono le prime basi per la nascita di una Rievocazione Storica con il nome Palio del Baradello.

Sono passati molti anni e alcuni di loro ci hanno lasciati “ma mai dimenticati “, ci sono stati momenti difficili e onerosi ma orgogliosi che il Palio del Baradello sia nato in circoscrizione 3 (Rebbio Camerlata Breccia Prestino) subito dopo si è aggiunto S Antonio e col passare degli anni altri borghi, contrade e comuni. di propo-

sito non sono stati citati nomi e cognomi delle persone sia per rispetto della privacy ma soprattutto per non dimenticare nessuno di quelle tante persone che hanno contribuito, in vario modo alla nascita ed alla crescita del Palio del Baradello. Abbiamo contribuito alla costruzione dal nulla del idea stessa del palio


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e non solo concettualmente ma fisicamente. Forse all’inizio l’attenzione alla filologicità non era al primo posto, ma con tanto entusiasmo e con la gioia di vivere un’esperienza costruttiva e formativa, e soprattutto divertendosi in compagnia. Abbiamo fisicamente costruito costumi e cose. La passione era tanta e tutti portavano il contributo, ognuno come poteva, delle loro competenze. La cosa più bella che tutti ricordiamo con nostalgia era la passione e la partecipazione di intere famiglie, con pochi mezzi si criusciva a costruire tante cose. Era prassi negli anni ottanta che ognuno dei borghi (5 in quel periodo) proponesse un gioco che veniva poi disputato nel borgo del proponente che strutturava ed organizzava il tutto. Abbiamo visto così il gioco delle pianelle, la corsa delle

botti, la liberazione della castellana, e tanto altro. Erano i tempi in cui la corsa delle cariole era appannaggio di Rebbio, memorabile l’evento in cui dopo la vittoria, sul percorso che si iluppava da Prestino e si concludeva in piazza Camerlata, l’equipaggio festeggia con un tuffo nella fontana, uno degli emblemi della città. Come in tutte le famiglie ci sono alti e bassi e purtroppo anche nel gruppo di Rebbio ci sono stati alcuni screzi che hanno portato ad un interruzione temporanea della partecipazione alla manifestazione. Ma ora si è ricostituito il gruppo che è ripartito grazie all’entusiamo ed all’impegno dell’attuale reggente Moira Bigoni e della sua famiglia. Un ricordo di chi era presente… Bruno Busoni

REBBIO, BRIEF HISTORY This town-district is situated on the hills south of Como, on the spot ofthe ancient site of Alebium (later Arebium) from the Roman age. Its oldest section is in the middle between the road to Milan and the road to Varese, and just there during the Middle Ages the first parish church was built and dedicated to St. Martin. In the second half of the 17th century a new church was built upon its remains. The newer church has been enlarged many times. Archaeological findings in the PianValle site prove that this area has been inhabited since the 10th century BC. The Ca’ Morta (Dead House) necropolis is especially interesting; it is where a 5th century BC ritual chariot was found (now among the most precious items of Como Museum). The medieval poem Liber Cumanus tells that in 1118 (at the beginning of the bloody Decennial War between Como and Milan) a cruel battle took place here and the Milanese were defeated; among the heroes of this battle we remember the famous condottiere Adamo del Pero. This borough

is listed in the Statutes of Como (1335) as an independent community having its own rights. Rebbio was an autonomous town until 1937, when it was joined to Como; since 1960 it has developed enormously, with intervention by famous architects such as the “rationalist” Giuseppe Terragni and Alberto Sartorio (whose global project was not completed). Modern buildings of interest are the “Villa of the Flower Farmer” in via Pasquale Paoli, by Terragni, and the La Provincia newspaper offices by architect Mario Botta. A famous Italian writer, Carlo Linati, lived and died in Rebbio; other V.I.P.s of this town-district are the actor Gil Baroni and the football-player Gianluca Zambrotta. Rebbio was among the four boroughs that founded the Palio in 1981, winning in 1981, 1982, 1984, 2005. After a few years’ absence it has rerturned for the historical procession and other events. Its colors are white and blue and its emblem represents the tower that existed here in older times.


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SAN MARTINO L’antica pieve ricca d’acqua Il Borgo di San Martino, i cui colori sono verde-nero, ha iniziato a partecipare al Palio del Baradello a decorrere dal 1999 e ancora non ha vinto alcuna edizione, ma si è distinto per la sportività con cui ha sempre affrontato tutte le gare. Va infine ri-

cordato che nello stemma del Borgo non poteva non essere riportata l’effige di San Martino che con la spada divide il proprio mantello per vestire un povero. Nel Borgo di San Martino si è tenuta per anni la tradizionale gara della corsa sui trampoli.

SAN MARTINO, BRIEF HISTORY

St. Martino borough, based around the bridge on the Cosia River just outside the southeastern corner of the city, has been participating in the Palio since 1999. Formerly known as “Borgo di Zezio”, it takes its name from a very old church and hospice for pilgrims, ruled by the religious order of the Humiliates who traditionally worked as textile craftsmen. Nowadays the main buildings are the two churches dedicated to St. Agatha. After destroying Como in 1127, the Milanese built a new castle (Castel Nuovo) in the surrounding area, but it no longer exists.


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SANT’AGOSTINO Il borgo baciato dal lago

Nella Coloniola c’era agitazione, si diceva che un gruppo di amici stesse organizzando una manifestazione cittadina che potesse inserire Como tra quelle città che, memori degli avvenimenti che avevano caratterizzato il proprio passato, ne intendevano riproporre i fasti in una rievocazione storica. Stava nascendo il Palio e il simbolo non poteva essere che la sentinella di pietra: il Baradello. Il borgo di Sant’Agostino, tanto fortemente comasco, quanto nobilmente distaccato in una autonomia retaggio del suo passato di Coloniola, non

poteva mancare al Palio fin dal primo appello. Raccolto dai giovani, l’impegno di organizzare la partecipazione all’evento si tradusse in riunioni vagamente carbonare e in un allegro saccheggio di tutto quanto poteva servire a trasformare l’entusiasmo del gruppo in una compagine organizzata e soprattutto medievale. Borgo di lavandaie e di robusti facchini (detti i brutt e capaci di passamano con i conci di sasso di moltrasio), ma anche erede di baluardi e di edifici fortificati, Sant’Agostino

vide così riapparire polverosi testi storici, mentre dai cassettoni delle nonne - non troppo misteriosamente - sparivano invece panni e lenzuola, vestigia di mai esaurite “doti” che, durante le serate di ago e filo, diventarono costumi, camicioni e perfino ceste di biancheria per la corsa delle anime stesse della riva: le lavandaie. Prima tra le profanatrici di questi involontari lasciti famigliari, nonché introduttrice della figura della castellana, Silvana Cavallini si assunse il compito di orchestrare la squadra femminile con l’aiuto del marito, Flavio Corengia che, noto parrucchiere da signora, mise a disposizione non solo la sua collaborazione per lo studio delle acconciature, ma anche il locale delle semisegrete riunioni. Altro fulcro della nascita e dell’allargamento del gruppo, il futuro reggente del Borgo Aldo Castiglioni, titolare di una storica posteria e panetteria, si rese interprete del simpatico ricatto col quale, minacciandoli soavemente di non fornirgli più il suo fragrante pan de Comm, ottenne la “spontanea” adesione e soprattutto i contributi dei ristoratori e dei negozianti allora presenti in zona.


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Grazie non solo a loro, ma anche a tutte le altre presenze più o meno conosciute e più o meno assidue, che meriterebbero di essere ricordate una ad una, scelto il solare gonfalone al centro del quale brilla l’azzurro del lago, il corteo di Sant’Agostino arrivò a partecipare al corteo storico con poco meno di una cinquantina di figuranti, senza escludere tra gli armati e i nobili, tra le popolane e i bruti,

la presenza dei religiosi dell’importante convento degli Agostiniani. Due le vittorie in tutte le gare che nel 2000 e nel 2002 videro assegnare al borgo l’ambito Palio. Richiamata oggi al suo posto, dopo un periodo sabbatico di matrimoni, cambi di residenze e qualche assenza “giustificata”, dal 2015 la Coloniola ha attivamente ripreso il suo ruolo con nuove forze.

SANT’AGOSTINO, BRIEF HISTORY According to tradition, this town district was founded in 77 BC by Lucius Cornelus Scipio “the Asiaticus”and called“Coloniola” because of the Greek-speaking Roman veterans who were displaced here; but other historians ascribe its birth to the Celts. The “little colony” was later protected by its own walls, which were then destroyed by the Milanese army in 1127 and later partially rebuilt during the fight between the Guelphs and the Ghibellines. Its harbour was very important, because local goods used to be sold here, as well as products from villages around the lake. The work of the washerwomen, washing their laundry in

the lake, also became very important. Only a few remains from the medieval borough are left, and there is only the memory of relevant buildings such as St. Augustine’s hospice, St. Sylvester’s hospital (later a convent dedicated to St. Anthony the Abbot), and St. Clement’s lazaret ( for patients in quarantine) on Geno promontory, where Roman and Early-Christian stone slabs were found. Luxurious villas have taken the place of the old silkmills, but we can still see traces of medieval houses and a tower. The parish church of St. Agostino, wonderfully frescoed with an adjacent convent, is Como’s singular example of a Gothic-style church and the only church with two cloisters.


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TAVERNOLA

Ma com’è nato il pellicano? Mi è capitato di parlare con diverse persone che si sono avvicinate al Palio del Baradello per partecipare alle attività del Borgo di Tavernola. Spesso incuriositi mi chiedevano: ma come è nato il Borgo? Cosa vi ha spinto a sobbarcarvi questa impresa che si ripete ormai da quasi quarant’anni? La risposta è una sola: la passione, passione da parte nostra e da parte degli organizzatori del Palio negli ormai lontani anni Ottanta. Romano Cattaneo, l’animatore della manifestazione fino ad allora confinata alla Circoscrizione 3 (Camerlata Rebbio Prestino Breccia), per il desiderio di rendere sempre più bella e più grande questa festa delle persone e della storia cercò l’appoggio di altri borghi nei quartieri periferici di Como, sempre con lo spirito di inclusione originale, coinvolgendo prima Sant’Antonio e poi nel 1985 Lora e Tavernola. Il nostro quartiere vantava una partecipazione molto attiva in diverse iniziative cittadine. L’Unione Sportiva Tavernola partecipava tutti gli anni alla sfilata di carnevale con carri allegorici. Detto fatto. Rino Ferrari,

dirigente dell’U.S. si mise subito in cerca di collaboratori e figure che potessero ricoprire i ruoli richiesti dal Palio: Capitano, Priore, Porta Gonfalone, Castellani. Cercò organizzatori e atleti per le gare, sarte e artigiani per i costumi e l’attrezzeria. Aldo Buzzi, una colonna portante dell’associazione, anzi direi di più vista la stazza, il menhir, si mise subito in cerca degli atleti, Vanna Schiera responsabile della pallavolo, venne reclutata per la gestione dei figuranti. Gaetano Protti divenne Priore ed a

me venne chiesto se volessi ricoprire il ruolo di Capitano. Io che vedevo tutti i giorni le foto della Festa Navale del Lario appese in casa mia, e sognavo di rivestire l’armatura di cavaliere ho accettato subito, così mi sono ritrovata alla guida dei miei borghigiani in sella ad un destriero, con l’elmo piumato in capo e la spada, troppo divertente! Si partecipa nel 1985 e il borgo l’anno successivo ha un exploit incredibile vincendo il Palio e poi ancora nel 1987 e ’89. Vanna si prodigava per


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aumentare il numero dei figuranti, tutti i suoi figli (tre maschi una femmina) hanno partecipato e partecipano al palio. Ci si inventò gli “Sbandieratori e Tamburini di Tavernola”, prima imitando i veri sbandieratori poi facendosi dare delle lezioni da esperti del Palio di Legnano. A poco a poco è stato costruito un gruppo che attraverso varie vicissitudini dura fino ad oggi. Simboli e colori del borgo sono stati decisi guardando a quelli dell’US Tavernola: bianco e rosso, il pellicano rappresenta l’abnegazione ed è anche il soprannome degli abitanti di Tavernola detti “Goss” cioè ingordi come il pellicano che ingoia il pesce intero. Agli albori del Palio la manifestazione si teneva in giugno e le gare disputate erano molte, la corsa delle carriole con due equipaggi più le gare ideate ed organizzate dai borghi. Quella proposta da Tavernola era il tiro alla fune che si svolge tuttora. Si aggiunsero nel tempo altre competizioni come il Torneo equestre e la Gara delle Lucie, mentre molte altre vennero abbandonate o sostituite. Ricordiamo la gara degli astieri disputata nei pressi del pontile di Brienno, che ci fruttò anche una partecipazione a Paperissima. Noi ci siamo sempre fatti onore con i nostri cavalieri e i nostri atleti. A poco a poco si sono realizzati i costumi e le armi grazie all’impegno di diversi borghigiani come Vincenzo Palmieri che è stato anche Priore e Reggente del borgo. Un laboratorio di sartoria si insediava ogni anno nella casa di Vanna, la Castellana veniva così rivestita da un costume appositamente ricamato per lei dalle abili

mani della signora Bruna Franzoso, con il pellicano simbolo del borgo. Novità nel palio anche le prime Capitane donne Nicoletta Brenna e Monica Panzeri a cui seguirono Corrado Riva, Roberto Tenace, ed infine Donato Barone. Tavernola ha anche dato i natali a due Imperatrici Antonella Noseda e Veronica De Angeli, che con la loro grazia e bellezza hanno saputo rappresentare questo importante ruolo al meglio. Ma non è finita qui. Nella sfilata ogni anno abbiamo portato un tema ispirandoci a tematiche e simbolismi storici e culturali, come ad esempio le arti e mestieri, i segni zodiacali, le stagioni ed i mesi, la misura del tempo e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo arricchito il corteo con rappresentazioni che richiamavano l’epoca come per esempio una meridiana per la misura del tempo oppure gli alchimisti, il Trivium e Quadrivium per poi volare su temi popolari riguardanti la vita nel medioevo come la taverna da cui prende probabilmente nome il nostro borgo con tanto di botti e di porchetta. Ma come non citare anche le oche portate in sfilata come simbolo del quartiere e ormai proverbiali rappresentanti del borgo amate da grandi e piccini. Ne sono successe di cose in questi anni episodi divertenti ripicche che tra i borghi, grandi liti che finivano davanti a una pizza. Ci sono stati anche lutti con la perdita di tanti amici che non verranno mai dimenticati. Un episodio divertente è stato quando più di 100 figuranti hanno dato l’assalto a un bus di linea perché quello a loro riservato per portarli al punto di partenza del corteo non era

arrivato. Immaginatevi lo sgomento del guidatore ed il divertimento dei passeggeri (per fortuna pochi: era domenica). Tanti ricordi tante persone che sono cresciute nel Palio e nel Borgo e che hanno fatto crescere la comunità di Tavernola intessendo amicizie e perfino amori. Il più bel regalo del Palio. Nicoletta Brenna

TAVERNOLA, BRIEF HISTORY

Its name comes from the Latin “tabernula”, the small inn that still exists on Via Regia, the main road to the Alpine passes. However the rural borough was formerly named by St. Bartholomew “into the woods” or “into the vineyards” (the new church is dedicated to Christ the King). Here on the shore of Breggia Stream an important battle was fought during the Decennial War between Como and Milan (11181127). Since the 19th century many “holiday houses” for wealthy people have been built near the lake: Villa Gonzales, Villa Sforni and Villa Bignami, among others.


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Eventi del Palio Mercoledì 4 settembre 2019 - San Giacomo ore 21 Concerto della Celtic Harp Orchestra “La dama e l’unicorno” Elevazione Spirituale. Ingresso libero

Nata nel 2002 è attualmente l’orchestra d’arpe più famosa al mondo e ha al suo attivo oltre mille concerti con tournée in Europa e in Asia, 5 Cd ufficiali e innumerevoli presenze su compilation; lo stile dell’Orchestra, da

sempre guidata da Fabius Constable, spazia dalla musica celtica al barocco veneziano, dal jazz al minimalismo, dal progressive rock alla musica antica. Importanti le collaborazioni con artisti di spicco del panorama della musica etnica e dell’arpa internazionale ma anche professionisti che hanno fatto la storia della cultura italiana ed europea, come Arnoldo Foà, Andrea Bocelli, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, il Trinity College di Dublino e molti altri. Tra i punti di forza della compagine, formata soprattutto da comaschi e milanesi, sono l’adattabilità a vari tipi di palcoscenici, nonché la professionalità e l’energia dei musicisti, liberi di dare il loro apporto e le loro opinioni nella creazione dello spettacolo e nell’arrangiamento dei pezzi. Da non dimenticare poi l’impegno umanitario con raccolte fondi, corsi di arpa gratuiti per giovani talentuosi ma senza mezzi, concerti di beneficenza ed esibizioni in scuole, ospedali, centri per rifugiati, carceri, grazie anche alla collaborazione di lungimiranti manager giapponesi.

Giovedì 12 settembre 2019 ore 17

VISITA GUIDATA a cura della Società Archeologica Comense Tema: “Le mura occidentali”, passeggiata nel centro storico. Durata: circa un’ora e mezza. Appuntamento davanti alla Torre Gattoni. Partecipazione libera

Ormai da molti anni si ripete questo interessante appuntamento con la storia e l’archeologia, grazie agli esperti cultori della Società Archeologica Comense che si prestano gratuitamente per illustrare anche al grande pubblico i reperti più interessanti o meno conosciuti del Medioevo

a Como. Tra gli itinerari più recenti, ricordiamo: la Basilica e il Chiostro di San Carpoforo, dove probabilmente alloggiò il Barbarossa; l’Episcopio e la chiesa romanica di San Giacomo; i palazzi delle grandi famiglie comasche con i loro stemmi araldici; l’affresco in San Giuliano che si dice raffiguri “il Beato Federico” coi suoi compagni, forse un ignoto pellegrino o forse lo stesso Barbarossa in viaggio per la Crociata dove trovò la morte. L’itinerario di quest’anno segue le Mura Occidentali della città, in parte esternamente e in parte internamente; appuntamento alle ore 17 alla Torre Gattoni in Viale Varese. Fondata nel 1902 e riconosciuta Ente Morale nel 1927, insignita dell’Abbondino d’Oro nel 2002 e dalla Medaglia al Merito della Cultura dal Presidente della Repubblica, “l’Archeologica” annovera oltre mille soci (non tutti comaschi!) molti dei quali impegnati in gruppi di lavoro volontario per scavi e sopralluoghi ma anche gite, conferenze, attività per scuole e gruppi. Quest’anno celebra con una mostra nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano il centenario della sua Rivista Archelogica Comense.


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Il Palio e i bambini Grande attenzione si sta dedicando ai più piccoli, con varie iniziative che li avvicinino alla cultura del medioevo con esperienze pratiche e coinvolgenti che, oltre a divertirli, possano stimolarli alla conoscenza della storia della propria città. DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019 DALLE ORE 15.00 VILLA OLMO GARA UFFICIALE: REGATA DELLE LUCIE E POMERIGGIO DEDICATO AI BAMBINI Nella splendida cornice del parco di Villa Olmo i più piccoli potranno divertirsi scoprendo vari aspetti del medioevo e della vita che vi si svolgeva. Ci sono danze e ricostruzioni di giochi antichi. Si potrà scoprire che rapporto avevano i nostri avi con gli animali, i fieri cani levrieri ed i falconi che i piccoli ospiti potranno portare sulla mano indossando il tipico guanto. DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019 AREA IPPOCASTANO P.ZZA CAVOUR GRAN CORTEO STORICO All’interno del corteo storico si inaugura una sezione dedicata al Palio delle ragazze e dei ragazzi. Sfileranno rappresentando i vari personaggi rappresentati dagli adulti; vedremo Barbarossa e l’imperatrice Beatrice di Borgogna; Enrico il Leone (cugino dell’imperatore) e la consorte la duchessa Clemenzia di Zähringen ed a seguire la corte composta interamente da ragazzi. SABATO 21 SETTEMBRE 2019 DALLE 14.30 PIAZZA VOLTA VIA GRASSI VIA GARIBALDI GIORNATA DEI BAMBINI E DELLE FAMIGLIE Grande festa di chiusura del Palio Investitura dei bambini a Cavalieri dell’Imperatore e a Dame dell’Imperatrice, mini corso di falconeria e spettacolo con falchi con Il Mondo nelle Ali, laboratori e scene di vita medievali, Arcieri del Drago Alato, mercatino di Artigiani hobbisti medievali, il Gruppo ABC merletti, giostre e giochi medievali, incursioni di Morgana e la sua carrozza; danze medievali con le Kalenda Maya, gruppo di Sbandierato-

ri e musici di Fenegrò, gruppi di giocolieri Circoliamo, gruppo di merletto col tombolo, gruppo Le amiche e gli amici del Tombolo, Messer Luigi e il suo gioco da tavolo. Si inaugura la caccia al tesoro medievale. IL PALIO DEL BARADELLO E LA CITTÀ DEI BALOCCHI Nella magnifica sede del salone del Broletto l’1 e il 2 dicembre 2018 il Palio del Baradello è stato ospite della Città dei Balocchi; appuntamento diventato un classico per i figuranti in costume, dove i più piccoli possono trovarsi a tu per tu con i personaggi che hanno visto sfilare qualche mese prima. In queste date si sono tenuti laboratori a tema medievale. Si sono realizzati cavalli, unicorni e draghetti giocattolo, con materiali di recupero; sono state celebrate investiture di damigelle e cavalieri alla corte dell’Imperatore Barbarossa e dell’Imperatrice Beatrice. I piccoli ospiti hanno potuto vedere scrivere con penne d’oca e calamaio, indossare i costumi d’epoca con scudi e corone calandosi nella magica atmosfera del Medioevo.


bar

Papilogia via Bellinzona 116 Como Tel. 342 3858720


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S. S. 35 dei Giovi, 11 Tel. 031.5686811

via Milano, 7/A Tel. 031.647111

viale Prealpi, 4 Tel. 031.647311

via G. da Fossano, 42 Tel. 031.7075811

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CANTÙ


DEL BARADELLO 74 |PALIO 30 AGOSTO 21 SETTEMBRE 2019

Albo d’oro CONTENDENTI AL PALIO 2017 COLORI CONTENDENTI VITTORIE Borghi Quartieri fuori le mura 9

ANNI

CAMERLATA

S. MARTINO

TAVERNOLA CAMNAGO VOLTA QUARCINO

5 1985 - 86 - 89 - 96 ex aequo - 2007 2 2015 - 2017 1 2016

REBBIO

4

1981 - 82 - 84 - 2005

S. AGOSTINO

2

2000 - 02

Contrada

CORTESELLA

1 1997

Comuni

Compresi nella Provincia

CASNATE con BERNATE

CERNOBBIO

90 - 91 - 94 - 96 ex aequo - 99 - ‘12 - ‘13 - ‘14 -’18

0 5

2003 - 08 ex aequo - 09 - 10 - 11

Vincitori ex partecipanti Borghi

BRECCIA

1 1988

PRESTINO

1 1987

S.ANTONIO Comuni

1 1983

Compresi nella Provincia

BLEVIO BRIENNO

1 2004 7 1992 - 93- 95 - 98 - 2001 - 06 - 08 ex aequo

ΩRIVISTA PALIO DEL BARADELLO: Testata Reg. 14/04 Trib. Como Dir. Resp. Alessandro Gini - Progetto grafico www.nuovaera.info • FONTI: si ringraziano Sergio Masciadri, Gigliola Foglia, Mimosa Ravaglia, Mauro Fuggiaschi. • FOTO: Patrizia Tettamanti, Marco Mason, Nicoletta Brenna, Massimo Tognazzi. • SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE: Comitato Provinciale di Como della FICSF, Associazione Sportiva Cernobbio 2010, Società Canottieri Lario “G. Sinigallia” 1891, Canottieri la Sportiva-Lezzeno, CanottieriUS. Bellagina-Bellagio, Canottieri Stella-Laglio, Associazione Amici della Lucia, Canottieri Tremezzina. Si ringraziano i comuni di: CERNOBBIO, MEZZEGRA, LAGLIO, LEZZENO, NESSO, MOLTRASIO, CARATE e Gruppo Manzoniano Lucie Lecco • SI RINGRAZIANO LE SEGUENTI ASSOCIAZIONI E AZIENDE: Consorzio Como Turistica, la Cappella Musicale della Cattedrale e l’Ente Duomo con responsabili e collaboratori, Cheltic Harp Orchestra, Sbandieratori e Musici di Tavernola, Associazione Amici e Amiche del Tombolo; LAURIA, via Del Lavoro, 30 Como; BALDAUTO, via Asiago, 25/b Tavernola-Como; ALMAR, via Polano, 69 Tavernola-Como; English Way, l Rita Lanzini realizzazione Drappo del Palio; Associazione ex Carabinieri; Associazione Nazionale Alpini; TASSEL piazza Cavour; Associazione Radioamatori ARI Sezione Como; Compagnia SAN GUINEFORT; Daniele Gianotti, Sarah Brocklebank, Luca Clerici, Centro Ippico LA MILONGA di Villaguardia, Patrizia Gini e Gaia Muscolino con i loro magnifici cavalli di razza Frisone, la Curia Vescovile, la Società Archeologica Comense, Fondazione Gabriele Castellini Scuola D’Arte e Mestieri, Associazione ABC Merletti, delegazioni Medievali di Lugano, Colico e Cantù. • MEDIA PARTNER: Il quotidiano La Provincia • L’Associazione Cavalieri Palio del Baradello ringrazia di cuore quanti, enti, sponsor, volontari e collaboratori, hanno reso possibile la realizzazione di questa 39° edizione e la pubblicazione di questa rivista • STAMPA: Color&More - Via Leopardi, 34 Grandate - Como


UNA GRANDE STORIA CHE HA ORIGINI NEL NOSTRO TERRITORIO. Bennet, leader della Grande Distribuzione, orgogliosamente e completamente italiano, nasce nei primi anni '60 a Como e si sviluppa negli anni raggiungendo gli attuali 63 punti vendita e 50 gallerie commerciali distribuiti in tutto il Nord Italia. Oggi, all’interno di ogni punto vendita, Bennet offre la qualità, l’assortimento e la convenienza che ne hanno decretato il successo. Bennet è presente a Como nei centri commerciali Lario e La Porta d’Europa, accanto a una grande varietà di negozi, dalle insegne locali alle catene più note, con prestigiose firme italiane e internazionali, oltre a bar e ristoranti, per un’accoglienza sempre impeccabile. E non solo: la sua presenza sul territorio si concretizza con il sostegno del grande corteo storico del 15 settembre che attraverserà la città di Como. Inoltre nelle Gallerie dei Centri Commerciali La Porta d’Europa a Montano Lucino, Lario a Como-Tavernola, Monticello a Cassina Rizzardi, Cantù 2000 e I Laghi a Erba, sabato 7 e domenica 8 settembre, potrai assistere all’esibizione degli sbandieratori e musici di Tavernola.

CENTRO COMMERCIALE LARIO

IPERMERCATO, BENNET DRIVE E 41 NEGOZI Via Asiago, Tavernola - Como

ORARIO DI APERTURA

da lunedì a sabato domenica

8.30 - 20.30 9.00 - 20.00

Cernobbio Tavernola

DOMENICA SEMPRE APERTO A9

CENTRO COMMERCIALE LA PORTA D’EUROPA

IPERMERCATO, BENNET DRIVE E 44 NEGOZI Via Varesina, Montano Lucino - Como

Como ORARIO DI APERTURA

da lunedì a venerdì sabato domenica

8.30 - 20.30 8.30 - 21.00 9.00 - 20.00

DOMENICA SEMPRE APERTO

Montano Lucino

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Palio del Baradello 2019  

Palio del Baradello 2019  

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