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Associazione di promozione sociale “Officina Creativa Interculturale” C.F. 97232760823 Indirizzo: Piazza Zisa, 17 90135 Palermo Tel: +39 3296653514 / +39 3297439670 Email: officreaintercultura@gmail.com Sito web: www.casaofficina.it

Newsletter n.13 n.13 settembre - ottobre 2011 FESTA DEGLI ALBERI 13 OTTOBRE


Accogliere significa immaginare la vita in forme mai uguali, aprirsi alla meraviglia dell'inaspettato, alla cura e all'attenzione per le cose minime e infinitamente grandi. Dalla singola foglia si può creare una foresta di alberi colorati. Il 13 ottobre si è svolta nell’Istituto Comprensivo "Amari - Roncalli" la Festa degli alberi, in cui si sono festeggiati gli alberi prodotti da tutte classi durante i laboratori d’accoglienza del progetto POR INTERCULTURA "Una scuola a colori. Parole e immagini per imparare a convivere". All’interno del progetto, sviluppato in rete con l’I.C. “Amari-Roncalli” e con la Scuola di Italiano per Stranieri dell’Università di Palermo, l’Officina Creativa Interculturale coordina le azioni di educazione interculturale e mediazione linguistico-culturale. I laboratori di accoglienza sono stati condotti da Rossella Silvestri, Şenay Boynudelik e Francesca Modica, con il prezioso aiuto delle tirocinanti Roselda Lo Verde, Lorena Scarcella e Alessia Soldano. Le esperte hanno lavorato con intensità e collaborazione, confrontandosi durante il percorso sui materiali e le scelte metodologiche da adottare nei differenti contesti di classe. Durante la festa, i gruppi hanno portato in corteo il proprio albero fino al cortile della scuola “Amari”, accompagnati dal suono della fisarmonica; hanno dato un nome all’albero, ispirati dalla forma, dai colori e dal senso che gli hanno attribuito durante la costruzione; lo hanno posto accanto e insieme agli altri alberi, fatti dalle altre classi; hanno infine donato ad una lanterna rossa che saliva al cielo i loro sorrisi e la speranza di un sereno e ricco anno scolastico. Il 27 ottobre anche nel plesso della scuola d’infanzia “Maestri del lavoro” è arrivata la musica della fisarmonica in onore del bellissimo albero fatto dai bambini con la cura e la dolcezza delle loro piccole mani.


Le parole dei ricordi Soddisfazione, più di tutto, nell’avere creato qualcosa in cui credo; Amarezza, ogni tanto, quando non sono riuscita a trasmettere lo spirito del progetto; Gratificazione, ogni volta che sono stata accolta con un sorriso; Ammirazione nei confronti di alcuni insegnanti e collaboratori che sempre e comunque trovano la giusta motivazione per entrare a scuola e condividere il loro patrimonio umano con chi a volte sembra non volere ascoltare; Gioia, infine, durante la festa degli alberi nell’accogliere le classi che eccitate accompagnavano il loro albero, le cui radici erano ormai saldamente legate alle mie. Rossella Silvestri

Articolo sulla Festa degli Alberi, pubblicato sul Giornale di Sicilia il 21 ottobre 2011

Grazie a Lucia Sorce, Preside dell'Istituto, per la fiducia e il coraggio. Grazie a tutti coloro che lavorano nell'Istituto, dalle scuole d'infanzia alla scuola media, passando per la scuola primaria, per aver contribuito con pazienza e curiosità alla realizzazione degli alberi. Grazie a tutti gli esperti e al gruppo di lavoro del progetto, che hanno creduto con noi che educare rende tutto possibile. Bisogna solo immaginarlo.


Laboratorio aboratorio interculturale sui

10 punti sulla convivenza interetnica di Alexander Langer 2222-24 SETTEMBRE A 50 anni dalla prima marcia per la pace Perugia-Assisi, promossa da Aldo Capitini nel 1961, cinque associazioni che in ambiti e modi diversi si occupano di formazione interculturale si sono incontrate nella Casa-laboratorio di Cenci, ad Amelia (Terni). Mettendo a confronto e condividendo con educatori, operatori e insegnanti le loro metodologie, hanno proposto diversi laboratori a partire da un testo particolarmente attuale e lungimirante: i 10 punti per la convivenza interetnica di Alexander Langer. Le giornate sono nate dall’esigenza di fermarsi, porsi in ascolto e costruire strumenti, percorsi e materiali di lavoro per l’educazione alla convivenza. La nostra partecipazione è stata ispirata dalla felice e plurima appartenenza all’Officina Creativa Interculturale e alla SIF del Movimento di Cooperazione Educativa. Ogni partecipante ha condiviso aspetti di vita, esperienze di lavoro, riflessioni teoriche sulla necessità di diventare sin dalla quotidianità “persone, gruppi, istituzioni che si collochino consapevolmente ai confini tra le comunità conviventi e coltivino in tutti i modi la conoscenza, il dialogo, la cooperazione”. Dall’intenso lavoro tutte le nostre appartenenze plurime ne sono risultate arricchite e rinnovate.

Riportiamo di seguito due punti tratti dal “Tentativo di decalogo

per la convivenza interetnica”di Alexander Langer, in cui l’impegno quotidiano della Casa-officina si riconosce fortemente. Nella speranza che ciò riesca a trasformarsi ogni giorno in corpo e voce, in pensieri e azioni, in valori e scelte, in incontri e ponti. 6. Riconoscere e rendere visibile la dimensione pluri-etnica: i diritti, i segni pubblici, i gesti quotidiani, il diritto a sentirsi di casa La compresenza di etnie, lingue, culture, religioni e tradizioni diverse sullo stesso territorio, nella stessa città, deve essere riconosciuta e resa visibile. Gli appartenenti alle diverse comunità conviventi devono sentire che sono "di casa", che hanno cittadinanza, che sono accettati e radicati (o che possono mettere radici). Il bi- (o pluri) linguismo, l'agibilità per istituzioni religiose, culturali, linguistiche differenti, l'esistenza di strutture ed occasioni specifiche di richiamo e di valorizzazione di ogni etnia presente sono elementi importanti per una cultura della convivenza. Più si organizzerà la compresenza di lingue, culture, religioni, segni caratteristici, meno si avrà a che fare con dispute sulla pertinenza dei


luoghi e del territorio a questa o quella etnia: bisogna che ogni forma di esclusivismo o integralismo etnico venga diluita nella naturale compresenza di segni, suoni e istituzioni multiformi. (Franjo Komarica, vescovo di Banja Luka, cità plurietnica a maggioranza serba in Croazia, oggi assai disputata tra serbi e croati, lo dice in modo semplice: "un prato con molti fiori diversi è più bello di un prato dove cresce una sola varietà di fiori".) Faticosamente l'Europa ha imparato ad accettare la presenza di più confessioni che possono coesistere sullo stesso territorio e non puntare a dominare su tutti e tutto o ad espellersi a vicenda: ora bisogna che lo stesso processo avvenga esplicitamente a proposito di realtà pluri-etnica; convivere tra etnie diverse sullo stesso spazio, con diritti individuali e collettivi appropriati per assicurare pari dignità e libertà a tutti, deve diventare la regola, non l'eccezione. 8. Dell'importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera. Occorrono "traditori della compattezza etnica", ma non "transfughi". In ogni situazione di coesistenza inter-etnica si sconta, in principio, una mancanza di conoscenza reciproca, di rapporti, di familiarità. Estrema importanza positiva possono avere persone, gruppi, istituzioni che si collochino consapevolmente ai confini tra le comunità conviventi e coltivino in tutti i modi la conoscenza, il dialogo, la cooperazione. La promozione di eventi comuni ed occasioni di incontro ed azione comune non nasce dal nulla, ma chiede una tenace e delicata opera di sensibilizzazione, di mediazione e di familiarizzazione, che va sviluppata con cura e credibilità. Accanto all'identità ed ai confini più o meno netti delle diverse aggregazioni etniche è di fondamentale rilevanza che qualcuno, in simili società, si dedichi all'esplorazione ed al superamento dei confini: attività che magari in situazioni di tensione e conflitto assomiglierà al contrabbando, ma è decisiva per ammorbidire le rigidità, relativizzare le frontiere, favorire l'inter-azione. Esplosioni di nazionalismo, sciovinismo, razzismo, fanatismo religioso, ecc. sono tra i fattori più dirompenti della convivenza civile che si conoscano (più delle tensioni sociali, ecologiche o economiche), ed implicano praticamente tutte le dimensioni della vita collettiva: la cultura, l'economia, la vita quotidiana, i pregiudizi, le abitudini, oltre che la politica o la religione. Occorre quindi una grande capacità di affrontare e dissolvere la conflittualità etnica. Ciò richiederà che in ogni comunità etnica si valorizzino le persone e le forze capaci di autocritica, verso la propria comunità: veri e propri "traditori della compattezza etnica", che però non si devono mai trasformare in transfughi, se vogliono mantenere le radici e restare credibili. Proprio in caso di conflitto è essenziale relativizzare e diminuire le spinte che portano le differenti comunità etniche a cercare appoggi esterni (potenze tutelari, interventi esterni, ecc.) e valorizzare gli elementi di comune legame al territorio.


MARCIA DELLA PACE PERUGIA - ASSISI 25 SETTEMBRE « Io non dico: fra poco o molto tempo avremo una società che sarà perfettamente nonviolenta... a me importa fondamentalmente l'impiego di questa mia modestissima vita, di queste ore o di questi pochi giorni; e mettere sulla bilancia intima della storia il peso della mia persuasione » Aldo Capitini - Elementi di un'esperienza religiosa - 1937

La Marcia della Pace è stata organizzata esattamente cinquant'anni ed un giorno dopo la prima Marcia, organizzata da Aldo Capitini il 24 Settembre 1961. Per festeggiare questo anniversario, la XIX Marcia per la Pace Perugia-Assisi ha avuto lo stesso tema della prima: "Per la pace e la fratellanza tra i popoli". Camminare per sei ore, per 24 km, raggiungere un’altra città a piedi è il segno concreto che ciò che ci si pone come obiettivo diventa realizzabile sin dal momento in cui si crede possibile. Migliaia di persone, tutte diverse nei modi di camminare, di muoversi, e allo stesso tempo tutte unite da un messaggio comune da voler portare avanti e fino alla meta, hanno dato realtà ad un pensiero condiviso.

L’Officina era lì, insieme agli amici della Scuola Interculturale di Formazione del MCE, a contare i passi, a stupirsi della forza, ad osservare i paesaggi, a ricevere e dare sguardi festosi e sorridenti. “Un viaggio di mille li comincia dal primo passo”, recita un proverbio cinese. E noi non smettiamo di sentirci in cammino.

Per ulteriori informazioni su Aldo Capitini e la Marcia della Pace: www.aldocapitini.it www.movimentononviolento.it


BI.BI.BARATTO nella Casa-officina 27 SETTEMBRE Il 27 settembre la casa-officina ha ospitato il baratto promosso dall'associazione Bi.Bi.Gas. Piccoli e grandi hanno portato i loro oggetti da barattare -libri, orologi, zoccoli di legno, chitarre, vestiti- e hanno esplorato la gioia e le difficoltà di uno scambio. Perché il baratto oggi non è solo un gioco, ma diventa un modo di entrare in relazione con persone e oggetti secondo regole diverse da quelle più diffuse: bisogna ascoltare i desideri dell’altro e riuscire a mediare con i propri, bisogna cogliere la differenza tra bisogni e desideri, si impara ad apprezzare la storia personale di ogni oggetto, andando oltre l’aspetto commerciale delle cose. Nella casa-officina, questo incontro è diventato un’occasione inaspettata e speciale di confronto e dialogo.

Il baratto ha radici antiche e praticarlo oggi, per noi, è stata una delle esperienze più interessanti e ricche. Il baratto : - ha una forte valenza ecologica, perché permette di proseguire il ciclo di vita dei propri oggetti e “schivare” l’inquinante ciclo dei rifiuti; - permette di riscoprire il valore degli oggetti in se stessi, come “testimoni” della nostra storia e delle nostre esperienze, al di là del peso economico o dello status sociale che eventualmente apportano; - ha un grande valore sociale e di solidarietà: molto di ciò che troviamo “vecchio” o “inutile” può piacere o essere utile ad altre persone; - è un’esperienza di incontro e socializzazione libera e non condizionata dal denaro. Grazie a Delia Russo e a Massimiliano Cecconi per aver reso possibile l'incontro tra persone diverse attraverso semplici e quotidiani oggetti.


CORSI DI LINGUA E INCONTRI Corsi di lingua inglese, cinese e araba per adulti Dal 10 ottobre sono ricominciati i corsi di lingua per adulti nella casa-officina: corso di inglese -principianti-; corso di cinese -principianti-; corsi di arabo principianti e intermedio-. I corsi, in moduli trimestrali, prevedono lezioni settimanali e incontri mensili informali per conoscere alcuni aspetti della lingua e della cultura che si sta studiando e per confrontarsi in un ambiente rilassato e informale. Nella biblioteca plurilingue della casaofficina, è possibile inoltre consultare i libri e i materiali in lingua originale. Alla fine del corso, verrà rilasciato un certificato di frequenza.

Gli incontri informali informali di lingua e cultura English Corner, Peng You, Al Aziz… Gli incontri informali dei corsi di lingua hanno nomi diversi, ma tutti mettono in pratica quell’idea di insegnamento-apprendimento delle lingue partecipativo e collaborativo, fatto di motivazione e di scoperta. Gli incontri informali che accompagnano i corsi di lingua non sono solo momenti di conversazione, ma spazi di libero apprendimento e di reciproco arricchimento: a partire da un tema, un argomento concordato, tutti contribuiscono ad approfondire aspetti differenti sulla base dei propri vissuti, dei libri letti, delle conoscenze personali. E poi, ci si mette in gioco con l’immaginazione e con uno squarcio allargato sugli orizzonti del linguaggio: giocare con le parole significa sfidare la lingua, renderla viva nella propria mente e nella propria voce. Infine, si rinforzano e si tessono i rapporti del gruppo di studenti: si scherza, ci si racconta, si scoprono aspetti nuovi dell’altro, ci si pone in ascolto. Tutto questo significa vivere con interezza le lingue e i linguaggi.


NATI PER LEGGERE IN TANTE LINGUE La casa-officina è uno spazio di ricerca educativa e di esperienze comuni di vita, e accoglie la prima biblioteca a Palermo che nasce con l’obiettivo di raccogliere testi in più lingue per l’infanzia. La convivenza di decine di lingue è il punto di partenza di un progetto educativo che intende costituire e sviluppare un modo nuovo di intendere e sperimentare l’intercultura. Mettere a disposizione una biblioteca plurilingue dedicata all’infanzia significa innanzitutto dare possibilità e occasione di scoprire ed esplorare la diversità in un luogo intimo e aperto allo stesso tempo. La scoperta di sonorità e di forme di scrittura differenti crea sempre spaesamento, vissuto insieme da grandi e piccoli. Il contesto accogliente e la felice convivenza dei libri offrono invece le condizioni favorevoli per rispondere alla complessità con un istantaneo senso di curiosità, con l’emozione di una nuova esplorazione, con un eccezionale gioco delle ipotesi in cui si provano a leggere, a interpretare i caratteri, ad indovinare i suoni che i libri contengono.

LETTURE A SCUOLA 12 OTTOBRE È con emozione ed entusiasmo che giorno 12 ottobre la casa-officina ha riavviato il suo ciclo di appuntamenti mensili con i bimbi della scuola d’infanzia “G. Pascoli”. Anche quest’anno, infatti, lettori volontari narreranno storie provenienti da paesi diversi, che leggere come farfalle danzeranno sino ai cuori dei loro piccoli uditori. Un rito magico e vivace che si ripeterà ogni secondo mercoledì del mese. Si ascolteranno così storie di giganti e di principesse, di animali parlanti e di oggetti incantati, storie che condurranno ogni piccino alla scoperta di terre profumate e variopinte, coltivando la sua fantasia ed accrescendo la sua curiosità. Giorno 12 ottobre i bambini sono volati in Sri Lanka con la storia “Il leone e la lepre”. Allora… “Occhi aperti, orecchie aperte, cuore aperto: comincia una nuova storia!” Grazie ad Antonio Arcidiacono e a Matilde Bucca, che hanno animato la lettura con suoni, voci e corpo. E che ogni giorno donano pensieri ed energia al sogno della casa-officina.


NARRAZIONE ITALIANO-INGLESE Elmer e l’arcobaleno l’arcobaleno – Elmer and the rainbow

15 OTTOBRE Si può ascoltare una storia in una lingua che non si conosce? Nella narrazione tutto parla: le vibrazioni della voce, i gesti e le espressioni del viso, l’atmosfera di un luogo protetto, la vicinanza di grandi e piccoli, i segni e i disegni, le immagini della mente e la meraviglia dei suoni. Tutto questo, e anche di più, può fare una narrazione bilingue… Grazie a Senay Boynudelik, che con la sua fantasia trasforma la lingua inglese in un mondo fantastico.

CORSO DI LINGUA INGLESE PER BAMBINI Per imparare una lingua è importante giocare con gli altri. La casa-officina è accogliente, i piccoli arrivano nella biblioteca plurilingue ed entrano a contatto con la lingua inglese sin dai primi anni di vita attraverso i libri, la musica e le filastrocche. Il laboratorio di inglese, condotto da un’insegnante madrelingua che da anni insegna ai più piccoli, è rivolto ai bambini dai 3 anni. Il corso prevede incontri settimanali di un’ora e mezza, in cui il piccolo gruppo di bambini scopre le parole, i suoni e i ritmi della lingua inglese in un ambiente familiare e sereno. Inoltre, ogni mese bambini e genitori insieme parteciperanno insieme ad un incontro speciale, chiamato “English Together”: durante questo incontro, che si terrà di sabato mattina, piccoli e grandi condivideranno un’esperienza di gioco e laboratorio in lingua inglese. Per far crescere la gioia, la fiducia, la motivazione nell’apprendimento della lingua inglese, ma soprattutto per nutrire la cura, la complicità e la serenità dei rapporti tra bambini e genitori. Per informazioni e iscrizioni, mandate una mail a: officreaintercultura@gmail.com


I RACCOGLITORI DI PAROLE GRUPPO DI RICERCA DELLA CASACASA-OFFICINA Una pratica educativa senza ricerca, senza riflessione, cammina zoppa. E non può andare lontano. Quest’autunno un piccolo gruppo di persone, che sperimenta il proprio modo di “fare educazione” dentro e fuori la casa-officina si incontra per ritrovare le radici del proprio lavoro e del proprio modo di essere nel mondo. Ciò che nasce è denso di narrazione, di appunti di scritture e va alla ricerca delle parole, delle parole che hanno un peso e un senso di cui spesso ci si dimentica. E come era pratica lenta e attenta la raccolta del cibo, ancor prima della comparsa dell’agricoltura, così la nostra ricerca si nutre di ciò che trova sul cammino, nel bosco, ma anche sull’asfalto urbano o tra le mura di una casa. E così come gli antichi raccoglitori, si scovano radici, frutti succosi ed erbe curative, di cui è fondamentale averne conoscenza e che è necessario distinguere per vivere.

UN LIBRO, UN DONO Questo mese la nostra biblioteca ha ricevuto questi libri: - Adele Cammarata (Palermo, Italia) ci ha donato di H. Gardner; - Daniela Vaccaro(Palermo, Italia) ci ha donato “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ispirata dal suo soggiorno in Inghilterra; - Giuliana Rizzuto (Palermo, Italia) ci ha donato alcune favole per bambini in arabo, al suo ritorno da Tunisi. Grazie per il vostro contributo! La biblioteca interculturale della casaofficina è un prezioso angolo di lettura: contiene libri in lingua originale provenienti da tutto il mondo, ma anche testi scientifici e racconti di esperienze che riguardano l’educazione interculturale e le diverse culture. L’iniziativa “Un libro, un dono” permette alla biblioteca di crescere e diventare sempre più grande. Continua soprattutto ad accogliere libri per l’infanzia in più lingue, che diventano un dono per i bambini che vengono a trovarci e uno strumento educativo per noi e per gli insegnanti. Di questo luogo tutti possono condividerne la ricchezza. Chi crede nella libertà della condivisione ha già scoperto una parte importante della casa-officina, forse la più intima. Chi volesse contribuire alla costruzione di questo patrimonio, può donare un libro alla biblioteca, inviandolo all’indirizzo: Associazione Officina Creativa Interculturale, Piazza Zisa n.17 90135 Palermo (Italia)


I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Seminario nazionale PAROLE PER ESSERCI Condividere esperienze esperienze per individuare buone pratiche di insegnamento dell'Italiano L2 come lingua per la cittadinanza 12 – 13 NOVEMBRE Ponte San Giovanni, Perugia L’insegnamento della Lingua ai non parlanti quella del paese ospite dovrebbe partire da questa premessa: gli apprendenti la Lingua 2 sono persone che hanno un ricco patrimonio di mezzi linguistici, non sono “tabula rasa”. Questo patrimonio di conoscenze e di linguaggi dovrebbe essere salvaguardato e rispettato, proprio perché è lì che insiste la prima radice dell’apprendimento linguistico più complesso e dell’apprendimento di un'altra lingua. Quali sono le strategie, i metodi, le tecniche che consentono di far evolvere in ciascuno competenze linguistiche che valorizzino e realizzino la propria unicità e autenticità espressiva? Ogni parlante è un “autore” e la lingua con la quale si esprime è uno strumento culturale generativo di relazioni di senso quando consente di affermare i propri diritti, di lasciare tracce di sé, di produrre cambiamenti, di affrontare in modo creativo l’inesprimibile che c’è nel nuovo. La persona, parla con il suo esserci, seleziona, costruisce e sceglie un senso comune, con l’altro. All’interno di tale processo è dunque basilare promuovere le parole del sé: il vissuto, la memoria e i suoi echi emotivi, l’impatto col nuovo nel presente, le routine spazio-temporali ed infine la dimensione progettuale, fatta di desideri, sogni e aspettative. Sulla base di questa prospettiva dell’educazione linguistica, nel corso del Seminario cercheremo di far interloquire, confrontare, connettere, e anche “contaminare” teorie e pratiche della Glottodidattica con il patrimonio di teorie e pratiche del MCE. Daremo altresì spazio al confronto di esperienze sul campo di insegnamento/apprendimento dell’italiano L2 con docenti che operano in differenti contesti (scuola, CTP, associazioni del privato sociale), con l’obiettivo di condividere con loro i criteri di una ricerca-azione, che verifichi la concretezza delle nostre ipotesi circa la necessità di “contaminazione” tra linguaggi, metodologie e strumenti che attingono a modelli diversi di insegnamento della Lingua 2. La partecipazione prevede un contributo di 10 €, comprensivo di cartellina. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione di 13 ore. È necessario iscriversi. Per informazioni sifmce@alice.it – 349 5652041; benerita@email.it – 3475920524


Cos’è la casacasa-officina? È un angolo urbano immerso nella natura, un piccolo rifugio dentro la città, circondato dalle verdure di un orto, dagli alberi di un giardino pubblico, dalle sculture barocche di una chiesetta e dall’imponente bellezza di un castello arabo-normanno costruito mille anni fa. È uno spazio aperto di confronto, un contesto intimo e familiare messo a disposizione di tutti, pensato in modo flessibile e creativo, funzionale all’accoglienza e alla condivisione. È un luogo di ricerca e sperimentazione educativa, vissuto nella quotidianità come laboratorio di idee, materiali e attività, come un’officina di macchine meravigliose e antropologia fantastica. Ci troviamo a Piazza Zisa n. 17, subito dopo l’arco Zisa. Potete trovarci su googlemaps cercando “Officina Creativa Interculturale”.

Per conoscere il nostro progetto educativo e le nostre attività, visitate il sito www.casaofficina.it. Per essere aggiornati sugli incontri e per proporre idee progettuali, scriveteci a officreaintercultura@gmail.com e sulla pagina Facebook.

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