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Alessandra Ciarmela

O

ggi, parlare di migrazioni appare un tema

Non esistono però solo muri di cemento e filo spinato: le barrie-

scontato e talvolta quasi abusato; basta

re più resistenti sono quelle sociali e culturali, barriere concet-

aprire un qualunque quotidiano e si fi-

tuali che con la loro forza ostacolano il progresso e la crescita,

nisce per essere sommersi dalle notizie

che alterano le percezioni e definiscono i punti di vista, che

che ci raccontano del dramma dell’im-

occludono il dialogo e limitano la condivisione.

migrazione, delle atrocità del viaggio e

È proprio a queste barriere che guarda questo nuovo numero di

dell’inadeguatezza delle risposte della politica. Termini come

OFFICINA*, con l’intento di leggere il fenomeno migratorio da

immigrato, clandestino, scafisti, barconi sono ormai parte della

punti di vista inusuali e differenti tra loro, a volte molto distan-

cronaca quotidiana dove tutto ciò che è “migrante” viene eti-

ti, ma non per questo meno capaci di costruire una relazione

chettato come “problema”, dimenticando che il migrare è un’a-

tra popoli e luoghi differenti. La migrazione sarà allora conta-

zione molto più diffusa e frequente di quanto si possa pensare.

minazione sociale tra migranti e abitanti, sarà trasformazione

Le migrazioni umane sono infatti solo una delle tante facce di

urbana o innovazione tecnologica, sarà contaminazione tra arti

un fenomeno che si proietta, a livello globale, su tutte le attività

e stimolo per il riciclo in un’economia circolare o ancora sarà

che riguardano essere animati e non: migrano persone, animali,

trasformazione della specie in un percorso evolutivo che vede

cose, idee e anche intere culture, contaminandosi l’un l’altra e

nella migrazione un potente motore di innovazione.

generando, in tal modo, innovazione, sviluppo e crescita.

Gli articoli, scritti da architetti, designer, urbanisti, antropolo-

Certamente gli spostamenti umani, specie quelli provocati da

gi, chimici e botanici dimostrano come il riflettere sul migrare

guerre, povertà o discriminazioni, si presentano come uno dei

richieda una particolare propensione al dialogo transdisciplina-

fenomeni di maggior evidenza del nostro tempo, sia sul piano

re, dove le barriere culturali lascino il posto alla contaminazio-

sociale che su quello geopolitico, ma ciò che risulta ancora più

ne, per dare forma a una visione nuova, multicentrica, e capace

evidente è la risposta, spesso scontata, che scaturisce da tale

di stare al passo con l’evoluzione del mondo che oggi abbiamo

questione. Nascono così muri, barriere e confini che tentano,

di fronte. ♦

spesso senza successo, di arginare la migrazione, senza in realtà cercare di affrontare e capire le sue ragioni più intime.

di Emilio Antoniol

N.13 LUG-AGO 2016 7

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OFFICINA*13  

lug-ago 2016

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lug-ago 2016

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