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IMMERSIONE

Trovarsi ai bordi Scenari di mutamento ai margini della città

Diari di Bordi è un gruppo di lavoro e ricerca indipendente sui temi della contemporaneità, che si occupa prevalentemente delle situazioni di margine all’interno e all’esterno del tessuto consolidato. e-mail: diaridibordi@libero.it

A marginal landscape is identified as a place without heritage and spatial or social references, unable to rise a feeling that could be called “paesamento”, which is, given a specific region, the ability of a human to place himself into acknowledged boundaries, with the purpose of building a picked out connection with his environment. In defining such edges and limits, humans bordered checked, measured and for these reasons came to know the surroundings, and in that way it gave them recognizable peculiarity, in the same way our ancestors took territories as their own. The act of crossing borders has always given birth to a feeling of change caused by the differences between two places in connection with laws, habits and customs. The main effect of an edge is precisely that stating a diversity.

58 OFFICINA*

U

di Diari di Bordi no dei risultati dei

trasformazioni che si verificano, acuiscono

fenomeni di urba-

l’incapacità di suscitare senso di apparte-

nizzazione diffusa

nenza nell’individuo. Quando il paesaggio,

che ha interessato

come nel caso dei territori di margine, vie-

la città contempo-

ne percepito e conosciuto come monotono,

ranea negli ultimi

anonimo e omogeneo dal punto di vista

decenni è stato quello della presenza, all’in-

ambientale, spaziale e sociale, è difficile che

terno e all’esterno del tessuto consolidato,

esso venga associato a un’immagine iden-

di aree di bordo: spazi residuali senza una

titaria definita, che sia quindi figurabile e

propria identità o funzione, aree degradate

legittimato.

o non integrate nel contesto morfologico e

Il paesaggio di margine si identifica come

sociale. Esse possiedono tuttavia una quali-

un luogo privo di memoria e di riferimenti

tà che a prima vista può non essere ricono-

spaziali e sociali, incapace di suscitare quel-

sciuta e che possiamo definire “simpatica”:

lo che Almo Farina chiama “senso del po-

la capacità di collegare, mettere in relazione

sto”, ossia una condizione che potremmo

e mediare due realtà spaziali distinte.

definire di “paesamento”. La condizione

Come Despina, città di confine che si frap-

di paesamento di un essere umano all’in-

pone tra due deserti non appartenendo nè

terno di un dato territorio è la sua capacità

all’uno nè all’altro, ma ricevendo la forma

di sapersi collocare rispetto a dei limiti che

dall’opposizione a entrambi, il paesaggio di

riconosce, volendo costruire un rapporto

confine presenta caratteri che appartengo-

identitario con il proprio ambiente di vita.

no contemporaneamente a entrambe le re-

Franco La Cecla descrive come già le co-

altà. Sono luoghi semanticamente periferici

munità primitive costruissero delle mappe

ma al contempo di potenziale riappropria-

mentali attraverso i parametri del limite e

zione della struttura latente che organizza

dell’orientamento, che hanno da sempre

e ordina i rapporti di appartenenza a un

determinato il loro stato di appartenenza

luogo.

ad un luogo.

Questa peculiarità dei territori di margine

“Il porre confini ai luoghi, definendone in

determina quel senso, geografico e menta-

questo modo bordi e contorni, è un atto ar-

le, di fuor di luogo, meglio noto come spa-

chetipo di presa di possesso del territorio

esamento; infatti la difficoltà di lettura ed

da parte dell’uomo: i confini, così segnati,

interpretazione che hanno questi spazi in

circoscrivono ambienti controllati, misura-

divenire, dovuta all’estrema velocità delle

ti e quindi riconoscibili.

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OFFICINA*13  

lug-ago 2016

OFFICINA*13  

lug-ago 2016

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