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espressioni di una totalità complessa. L’immagine del rizoma mostra come un fenomeno possa intersecarsi con un altro ed esserne interdipendente, attraverso “un’evoluzione aparallela” e al contempo intrecciata che si manifesta per mezzo di principi di espansione come quelli di connessione, di eterogeneità, di molteplicità o ancora di rottura asignificante. “Qualsiasi punto del rizoma può essere connesso a qualsiasi altro e deve esserlo. È molto differente dall’albero o dalla radice che fissa un punto, un ordine […] anelli semiotici di ogni natura si trovano connessi a modi di codificazione molto diversi, anelli biologici, politici, economici eccetera, mettendo in gioco non soltanto regimi 03

differenti, ma anche statuti di stato di cose”4. Partendo dalla metafora del rizoma, un design che voglia farsi pro-

verse della conoscenza, articolandosi attraverso territori differenti.

pulsore di un processo d’innovazione profondo, necessariamente

La nomadologia deleuziana definisce, infatti, un tipo di pensiero

deve munirsi di uno scrupoloso percorso di conoscenze “aparal-

connettivo, tipico di una ricerca transdisciplinare, che opera per

lele”, al fine di proporre un pensiero innovativo, che ben affondi

congiunzioni tra le discipline e che “deterritorializza” e “riterrito-

le radici nella teoria così come nella pratica. D’altronde, un’attività

rializza” di continuo fenomeni tra loro distanti.

di ricerca finalizzata allo sviluppo di un progetto anticipatore, non

Come afferma l’antropologa Eleonora Fiorani, i “campi di confine

può che venire fuori da una prassi sperimentale aperta e sensibile a

non si limitano ad aprire o ritagliare i nuovi campi, contaminando

diverse conoscenze. Il nostro cervello stesso funziona per percorsi

concetti, categorie, metodologie, procedure, modelli, esperimen-

complessi e intricati, non sempre dicotomici, e di fatto “il pensiero

ti, saperi tratti da ambiti disciplinari separati differenziati, ma li

non è arborescente, […] la discontinuità delle cellule, il ruolo degli

elaborano e sviluppano dall’interno delle loro proprie metodolo-

assoni, il funzionamento delle sinapsi, l’esistenza di micro-fessure

gie, articolandoli in modelli, esperimenti, dispositivi, con effetti

sinaptiche, […] fanno del cervello una molteplicità che irrora il suo

di traslazione di senso e di apertura di nuove prospettive delle

piano di consistenza ogni suo flusso di cellule un sistema probabili-

metodologie, che vengono decontestualizzate e contestualizzate

stico incerto. […] Molta gente ha un albero piantato nella testa, ma

diversamente perché hanno poi ricadute nelle stesse discipline di

il cervello stesso è più erba di albero”5. Di fatto, scientificamente

provenienza”6.

il funzionamento naturale del nostro cervello corrisponde proprio

Quello che queste riflessioni mettono in luce è la necessità che il

a una rete antigerarchica, ricca di connessioni trasversali, e la sua

progetto debba nutrirsi di più rami della conoscenza, appartenen-

morfologia fisica è molto simile all’immagine del rizoma.

ti tanto al mondo scientifico che a quello umanistico. In questo

Riguardo le modalità con cui indaga il progetto di design, prendia-

senso, compito del progettista è reinterpretare la realtà, attraverso

mo in prestito sempre da Deleuze e Guattari un altro concetto, che

un’ingegnosa capacità di sintesi, al fine di costruire un progetto

è quello di “nomadologia”. Il design inteso come transdisciplina è

innovativo, compiendo “migrazioni” del pensiero che oltrepassino

nomadico poiché i percorsi della mente si propagano per collega-

le tradizionali dicotomie disciplinari, per un sistema di relazioni

menti continui tra saperi, fenomeni e dati, appartenenti a sfere di-

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diverso tra le culture, le tecnologie e i saperi stessi. ♦

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OFFICINA*13  

lug-ago 2016

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lug-ago 2016

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