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vengono trasferiti nelle altre tipologie di centri dove ha inizio il lungo

esigenze dei tempi moderni. Questi centri dovrebbero essere all’in-

viaggio attraverso la burocrazia d’immigrazione europea.

terno delle nostre città, come piccoli luoghi interculturali e d’integra-

L’Architettura può e deve offrire soluzioni migliori rispetto alle

zione con gli abitanti locali. Non vi è alcuna ragione umanitaria per

strutture improvvisate e sovraffollate che ad ora li ospitano. L’Ar-

isolarli e separarli dalla popolazione locale.

chitettura ha gli strumenti per offrire una migliore accoglienza e

B. La fase d’integrazione. Dopo aver ricevuto lo status di rifugia-

luoghi dove la dignità delle persone sia alla base del progetto e

to inizia il periodo d’integrazione. I comuni del Nord Europa sono

dell’integrazione con la comunità autoctona.

obbligati dalla legge a trovare delle soluzioni rapide ed efficaci per ricevere i rifugiati. Questi paesi utilizzano edifici pubblici e privati

Centri d’asilo in Nord Europa

per soddisfare l’esigenza: alberghi, camping, scuole, aeroporti abban-

Il Nord Europa, offrendo più opportunità lavorative ed essendo più

donati (aeroporto Tempelhof di Berlino), case di cura per anziani,

sviluppato economicamente, è la destinazione principale dei migran-

ecc. In Danimarca Emergency Architecture & Human Rights sta

ti che approdano in Europa. La permanenza si divide in due fasi:

sviluppando progetti che fondono gli spazi vuoti delle città con le

A. Centri d’accoglienza protetti. Germania e Scandinavia offrono

nuove esigenze abitative dei rifugiati. Non vi sono al momento re-

centri molto simili a campi profughi dove il periodo d’attesa per i

gole o criteri per disegnare e progettare questi spazi anche se, in

migranti dovrebbe variare da 1 a 2 anni. In realtà la maggior parte

collaborazione con il Governo Danese, li stiamo individuando. Si

di essi vivrà in questi centri tra 3 e 5 anni vedendo paralizzata la

ascrivono tra gli obiettivi: aumentare la sensazione di permanenza e

propria vita e senza poter contribuire alla crescita del paese di cui

appartenenza ai luoghi, eliminare la transitorietà, diminuire gli spazi

aspira a far parte.

collettivi, integrare i luoghi con centri comunitari esistenti. In altre

In Danimarca, ad esempio, il campo di Kongelund si trova in una

parole contribuire al raggiungimento dello status di cittadino che tutte

zona rurale a 16 km da Copenaghen e accoglie 350 persone che

le città dovrebbero dare all’essere umano per la sola ragione di esistere.

ricevono 6 euro al giorno (cifra irrisoria se si considera che un biglietto andata e ritorno per Copenaghen costa tra 7 e 8 euro). Non

Il sogno del ritorno

sono inoltre autorizzati a lavorare o a effettuare qualsiasi attività di

Questo viaggio non termina ottenendo il permesso di soggiorno.

volontariato nel mercato del lavoro.

Date le difficoltà incontrate dai migranti nel nuovo paese (mino-

La Croce Rossa afferma che in questi centri i richiedenti asilo re-

ri opportunità rispetto a quelle previste, difficoltà d’integrazione,

cuperano dalle malattie fisiche ma vi è una crescita esponenziale di

ecc.) il luogo d’origine si mitifica e inizia la rivalutazione della cul-

problemi psicologici provocati, nella maggior parte dei casi, dalle

tura da cui provengono. Molti dei migranti così iniziano a sognare

condizioni d’asilo, dalla mancanza di prospettive e dall’isolamento

un ritorno al loro paese d’origine e chi non può farlo in vita chiede

a cui sono sottoposti. Questi campi sono tra carceri e centri d’ac-

di essere sepolto nella città natale o che le ceneri siano disperse

coglienza e sono in una posizione intermedia indefinita dall’Archi-

nel fiume dell’infanzia passata, così da poter chiudere finalmente il

tettura. La nostra professione non ha dato risposte a queste nuove

16 OFFICINA*

cerchio di questo lungo viaggio. ♦

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OFFICINA*13  

lug-ago 2016

OFFICINA*13  

lug-ago 2016

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