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Robot: da schiavi senz’anima a s-oggetti sociali La trasformazione delle macchine e l’ascesa dei social robot

Francesco Ferrari è PhD Candidate, Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive, Università di Trento. e-mail: francesco.ferrari-1@unitn.it

Global changings are leading to a deep transformation in robotics and to the development of a new kind of machine, the social robot. This type of robot is created to interact with people and play a social role in human society, so the aim of social robotics is to understand how to improve the communication and the relation between robots and humans. The human-likeness of robots represents an open issue in social robotics and literature show different results and theories on possible effects in creating robots that resemble real persons. In this article different points of view on this theme are presented, focusing on the possible social-cognitive processes which can affect the interaction with humanlike robots and highlighting the importance of human psychological analysis within social robotics.

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di Francesco Ferrari

robot stanno cambiando e con loro il nostro mondo. Queste macchine, create inizialmente per lavorare nelle fabbriche ripetendo con estrema precisione la medesima operazione, sono state fi nora considerate alla stregua di servitori senza volontà. Il termine stesso “robot” deriva dalla parola ceca robota e significa appunto “schiavitù”. Tuttavia siamo davvero sicuri che il futuro dei robot sia quello di essere considerati per sempre dei nostri servi privi di alcuna caratteristica umana? Gli attuali cambiamenti sociali e i conseguenti nuovi sviluppi nella robotica sembrano suggerire il contrario. Il rapporto delle Nazioni Unite sul fenomeno dell’invecchiamento globale sostiene che nel 2050 le persone anziane sul nostro pianeta saranno oltre 2 miliardi, e in Europa rappresenteranno più di un terzo della popolazione totale. Di fronte a tale scenario, lo sviluppo di nuove tecnologie che siano in grado di dare assistenza all’uomo diviene una scelta necessaria per evitare il collasso della società. La tecnologia e la robotica del prossimo futuro non dovranno semplicemente sopperire alla mancanza di forza fisica e capacità razionale umana, ma creare artefatti in grado di svolgere anche compiti di natura sociale. Le macchine dovranno essere in grado di interagire con le persone e l’ambiente in cui queste vivono. Oggi possiamo assistere alle prime prove della futura convivenza tra esseri umani e robot, ad esempio negli ospedali per accogliere i pazienti, nelle carceri per controllare i detenuti, nei centri commerciali per fornire alle persone informazioni su negozi e prodotti. Siamo quindi di fronte ad una profonda trasformazione tecnologica e alla nascita di un nuovo tipo di macchina: il robot sociale. B.R. Duffy, ricercatore del Media Lab Europe, defi nisce questo nuovo tipo di robot come “un’entità fisica dotata di un corpo che si trova all’interno di un complesso e dinamico ambiente sociale, e che è in grado di mettere in atto comportamenti che mirano a raggiungere

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OFFICINA* 06  

maggio - giugno 2015

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maggio - giugno 2015

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