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IMMERSIONE

Young Architects in Africa Un evento collaterale della Biennale di Venezia, di AS.Architecture-Studio

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opo le edizioni dei contest “Young Chinese Architects” (2010) e “Young Arab Architects” (2012), lo studio francese AS.Architecture-Studio, partecipa alla XIV Biennale di Architettura di Venezia, nel tentativo di dare maggiore visibilità ai giovani architetti stranieri, in questo caso provenienti dal continente africano, nell’esposizione aperta dal 7 luglio al 28 agosto scorsi, tra gli eventi collaterali della Biennale 2014. Come nelle due precedenti edizioni, gli esiti del concorso Young Architects in Africa, i progetti selezionati e i materiali pervenuti allo studio di Parigi, sono stati parte di un’esposizione che ha occupato il piano terra e il salone del piano nobile di Palazzo Ca’ Asi, in Campiello Santa Maria Nova. Tra i 194 progetti, provenienti da 26 Paesi africani, partecipanti al concorso indetto dallo studio parigino, sono stati individuati tre vincitori ex-equo: il progetto Seed, bleprint for libraries in South African Schools (Repubblica del Sud Africa), degli Architects of Justice, il Dorabis Community Spine (Namibia) di André Christensen e Mieke Droomer, e la Red Pepper house (Kenya), di Orko Sanchez. La giuria internazionale ha visto il coinvolgimento di personaggi di spicco del mondo dell’architettura e accademico africano. Essa, oltre che dai membri dello studio Martin Robain, Architetto associato e fondatore, Rodo Tisnado, Roueida Ayache e Amar Sabeh el Leil, era composta da Jean-Louis Cohen, Commissario del Padiglione Francese della quattordicesima Biennale di Venezia, l’architetto-artista Didier Faustino, il giornalista Frederick Edelmann, il direttore della

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di Francesca Guidolin traduzioni di Arianna Garatti*

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scuola d’architettura ESSECA, Jean-Jaques Kotto, l’architetto e membro dell’Accademia di Architettura Francese Nicole Roux Loupiac, e infine il presidente di Africa 24 TV Constant Nemale. L’esposizione, curata da AS con il contributo dell’artista Didier Faustino, conta più di 30 pannelli rappresentanti i 16 progetti selezionati, nonché due installazioni video. La prima, Mille Soleils di Mati Diop, si interroga sulla trasmissione simbolica e intellettuale attraverso un viaggio tra storia e geografia del Senegal1. Il secondo contributo video, [dis]connect IV & Loco-Metta, serie Fractal Scape di Emeka Ogboh, è un’opera sperimentale che indaga la megalopoli di Lagos, la sua natura complessa di città conosciuta attraverso i suoi punti di entrata e uscita.

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Bimestrale di Architettura e Tecnologia Settembre-Ottobre 2014

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