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N. 1

Marzo 2010

Magazine

Concroitrtsuora d i sc 18  Pagina

PRIMO PIANO: BELLEZZA A DOPPIO TAGLIO

Camerette sicure _ Bardill, il cantautore dei bambini _ Diamanti invece di lapidi


Bucus assicurativus

Una malattia che da noi non esiste.

La nostra assicurazione malattie garantisce una copertura senza lacune. www.oekk.ch


Indice

Editoriale

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La bellezza rende forti

06 PRIMO PIANO

Bellezza a doppio taglio _ Chirurgia estetica _ Cosa troviamo bello 16 ÖKK

Mondi da fiaba in ÖKK Club _ Concorso di scrittura _ Camerette sicure _ Tessera d’assicurato 30 FAMIGLIA

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Linard Bardill, il cantautore preferito dai bambini 38 RITRATTO CLIENTE

Diamanti ricordo in quel di Coira

Tacciamo spesso e volentieri la bellezza di superficialità. In tempi così difficili, effettivamente, la bellezza può sembrare un argomento assolutamente irrilevante. Ma non lo è. Lo dimostrano gli studi: una bella presenza gioca un ruolo – certamente non l’unico! – importante, specie se associata a un ambito professionale o sociale. In altre parole: bellezza e successo vanno spesso a braccetto. Inoltre, il bello si accompagna volentieri col bello. Anche questo è scientificamente dimostrato. Teniamo conto dell’aspetto di chi ci sta di fronte e presumiamo che anche l’altro faccia lo stesso con noi. Ci piace il fatto che i nostri valori interni siano visibili anche all’esterno. E, viceversa, riusciamo a captare l’intimo dell’altro da quello che lui ci mostra. Questo può portarci naturalmente a marchiani errori di valutazione, ma in molti casi invece ci azzecchiamo. Con un pizzico di conoscenza umana miscelata a curiosità, possiamo crearci un’immagine che spesso non è poi molto distante dalla vera personalità. Diamo dei pareri, facciamo complimenti. Noi stessi ne riceviamo e ce ne rallegriamo. Così la bellezza ci rende forti. La bellezza – ma possiamo usare anche la parola estetica – è un fattore che vale la pena mettere al centro dell’attenzione. Non facciamo quindi tanti complimenti e parliamone: in fin dei conti ci teniamo alle apparenze. Peter Werder

Impressum ÖKK Magazin / ÖKK Magazine _ rivista trimestrale per gli assicurati ÖKK _ Anno 22 _ 1/2010  TIRATURA 84’000  Editore ÖKK _ Bahnhofstrasse 9 _ 7302 Landquart _  Tel. 058 456 10 10 _ magazine@oekk.ch  CAPOREDATTORE Peter Werder  RESPONSABILE COORDINAMENTO Manja Liesch  REDAZIONE Brand Affairs AG _ Bernhard Widmer _  Christoph Kohler  COLLABORAZIONE REDAZIONALE Fadrina Arpagaus _ Michael Krobath _ Florian Leu _ Virginia Nolan  Foto Gian Marco Castelberg _ Daniel Winkler  DIREZIONE ARTISTICA  Advico Young & Rubicam _ Sandra Hofacker  TRADU­ZIONE E REVISIONE Luisiana Luzii _ Philip Stalder  Stampa gdz AG


Appena sfornate

ÖKK Magazine

APPENA RILEVATO _ _ Il mondo dei media e della moda predica questo prin-

cipio da anni: la donna deve essere alta e snella. L’evoluzione ha però altri progetti: la donna del futuro è destinata a essere piccola e paffutella, ma più sana e fertile rispetto a quanto non sia oggi. Questa previsione è il risultato di una ricerca condotta dalla Yale University sui dati relativi a 2’200 donne della cittadina di Framingham, nello stato americano del Massachusetts, rilevati dal 1948. Dai dati si evince infatti che le donne più piccole e corpulente, con bassi valori di colesterolemia e pressione del sangue, sono anche quelle che hanno partorito il maggior numero di figli. Caratteristiche ereditarie che hanno così trasmesso alle figlie. Se questa tendenza dovesse continuare, rispetto a oggi, la selezione naturale determinerà nelle donne del secolo XXV un abbassamento medio della statura di due centimetri e un aumento di un chilo del loro peso corporeo.

APPENA sFORNATO _ _ David Geisser di Wetzikon non

avrebbe mai e poi mai immaginato che il suo lavoro finale sarebbe un giorno finito negli scaffali delle librerie. Lo studente diciottenne ha raccolto, cucinato e fotografato 80 piatti, quattro per ogni nazione per un totale di 20 Paesi: tutto da solo! Complessivamente, per il suo progetto intitolato «Mit 80 Tellern um die Welt» (n.d.t.: «Giro del mondo in 80 piatti») ha investito 1’000 ore di lavoro. Il risultato è un «planisfero» culinario che affascina giovani e meno giovani. Il futuro apprendista cuoco ha poi fatto stampare di tasca propria 500 esemplari della sua opera: da un’idea è così nato un «piccolo Vissani svizzero»! > «Mit 80 Tellern um die Welt» costa 48 franchi e può essere ordinato presso l’autore stesso (d.geisser@hotmail.com). Nel concorso a pagina 23, ÖKK estrae a sorte tre copie del libro.


05

APPENA INVENTATO _ _ A tutti piacerebbe essere raggianti di felicità, ma a nessuno piacciono le radiazioni del telefono cellulare. Sebbene finora manchino le prove che le radiazioni del telefonino siano nocive per la salute, la scienza riconosce che i rischi a lungo termine non siano prevedibili. Per questo motivo, molte persone utilizzano il proprio cellulare con un po’ di disagio, soprattutto nel caso degli apparecchi che emettono molte radiazioni quali l’iPhone della Apple. Non è bello sapere che è stata sviluppata una custodia protettiva – proprio per l’iPhone – che grazie a un modulo integrato riduce del 60 per cento le radiazioni dirette alla testa? Qualora durante le conversazioni telefoniche il suo orecchio dovesse cominciare a surriscaldarsi nonostante la custodia della Pong, sappia che non è colpa del cellulare! > La custodia protettiva per iPhone della Pong è in vendita per i clienti ÖKK a 49 franchi al posto di 69 franchi, al sito www.pongresearch.com (codice «OEKK»).

APPENA sCOPERTO _ _ Senza figli la vita si allunga. Ciò che già nel secolo XVII e

XVIII era stato constatato tra i nobili inglesi è ora confermato dalle ricerche del

biologo specializzato in evoluzione Thomas Flatt, dell’Università di medicina veterinaria di Vienna: la minor fertilità viene premiata con una durata di vita più lunga. Anche gli esperimenti sugli animali lo confermano: separando i drosofilidi dai gameti, questi vivono in media 45 giorni invece di 30. Il motivo dell’aumento della durata di vita delle persone sterili non è ancora stato dimostrato in modo univoco. Si presume però che, come avviene per gli animali, la ragione sia da ricondurre alla minor produzione di ormoni nelle persone sterili.


Primo piano  ÖKK Magazine

Bellezza a doppio taglio Tutti vogliono essere belli. Le vie che portano alla bellezza possono però dare adito a polemiche. Una crema antirughe va bene, ma ricorrere al bisturi non è mera vanità? Un pizzico di moralismo «a due facce» s’insinua sempre quando si discute di bellezza e interventi estetici. Testo: Christoph Kohler _ _ Foto: Getty Images

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Fin dall'antichità è considerata bella e armonica la cosiddetta «sezione aurea»: il rapporto da 1 a 1,6 circa.


Primo piano  ÖKK Magazine

Se le capitasse un giorno di ritrovarsi in una situazione in cui le verrebbe da chiedere: «Scusi, non ho già visto da qualche parte il suo bel nasino?», vada a controllare tra i 15’000 nasi rifatti da Mang. Segni caratteristici: tipo gotico, inclinato a 110 gradi sul labbro superiore, modello per donna. Werner Mang è fondatore e primario della più grande clinica di chirurgia estetica d’Europa, la Clinica del Lago di Costanza. E se sui suoi profitti come pioniere della chirurgia estetica non c’è certezza, certa è invece la sua asserzione secondo cui la chirurgia estetica sia lo specchio della società. Filosofi, giornalisti, ecclesiasti, medici e politici: tutti partecipano appassionatamente al dibattito mentre sui media scandalistici si susseguono supposizioni e congetture sul naso di Nicole Kidman o domande del tipo: Karina Berger, la «madre» di tutte le miss svizzere, in passato ha rinvigorito il suo seno con il silicone per poter accedere alla remunerativa professione di modella di lingerie e costumi da bagno? Siamo noi quelli che fabbricano la spesso rimproverata smania di bellezza, e siamo sempre noi a giudicare mediante quali percorsi eticamente accettabili, riprovevoli o addirittura proibiti il desiderio di bellezza possa essere appagato. Un pochino di crema antirughe durante la notte va bene, ma interventi estetici col bisturi vanno troppo oltre. Essere belli però è un obiettivo di tutti.

Moralismo a due facce

Il dibattito diventa piccante al punto giusto grazie a un pizzico di doppio moralismo. Come interpretare altrimenti il fatto che chirurghi estetici del calibro di Werner Mang redigano libri con il titolo «Verlogene Schönheit» [Bellezza bugiarda]? Il nuovo motto recita: non esagerare. Michael Jackson, Sylvester Stallone, Cher, Donatella Versace non fanno una buona pubblicità al mercato della bellezza. Inoltre Mang, che guida una Porsche e gioca a golf, stigmatizza la società moderna «che rifiuta categoricamente qualsiasi forma di declino naturale e di

invecchiamento dovuto all’età» e in cui «la ricerca affannosa della bellezza finisce per diventare una spietata illusione che le si ritorce contro», sebbene proprio grazie a questa illusione guadagni i suoi milioni. Questo moralismo a due facce si evidenzia in toto nel constatare che le sale operatorie delle cliniche di bellezza svizzere e tedesche sono praticamente al completo ma, guarda caso, nessuno ammette apertamente di essere stato ricoverato in una di esse. Secondo una ricerca del settimanale «Die Zeit», in Germania nel 2008 sono stati eseguiti circa 1 milione di trattamenti al botulino. L’intervento, in cui le rughe del viso vengono levigate, prevede infiltrazioni sottocutanee con tossine botuliniche che bloccano l’impulso nervoso ai muscolidi. E poi ci sono gli interventi chirurgici: nel 2007, solo i 450 medici membri della società tedesca di chirurgia estetica hanno eseguito nelle rispettive sale operatorie 32’943 lifting, 11’632 liposuzioni, 8’818 blefaroplastiche, 6’179 rinoplastiche e 6’083 mastoplastiche additive su donne e 18’247 lifting, 4’638 blefaroplastiche e 2’671 rinoplastiche su uomini. E la statistica non è completa, perché mancano i numeri che andrebbero forniti da numerosi altri specialisti che offrono prestazioni in tale ambito.

«Gli svizzeri non vogliono apparire diversi da come sono, ma solo più giovani» Nessuna cifra alla mano per la Svizzera, ma da noi vale lo stesso principio che vige al di là della frontiera: la maggior parte delle operazioni avviene in segreto. Anche Karina Berger glissa sulle domande in merito al suo seno «cresciuto»: un intervento estetico sarebbe qualcosa di «personale» che riguarda esclusivamente l’interessato, afferma in un’intervista pubblicata sul «Blick».


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In Svizzera si preferiscono interventi discreti

Ugly – Agenzia di modelle per persone brutte L’agenzia londinese Ugly Models non richiede alle donne di portare in dote misure del tipo 60-90-60 e agli uomini di assomigliare a George Clooney. Fa lo stesso se il naso è grosso o una bella collezione di rughe è in bella vista sul volto, o se le gambe sono grasse e spuntano qua e là piercing e tatuaggi: da Ugly, a diventare modelle e modelli sono quelli che non soddisfano gli ideali di bellezza di tendenza. E con successo: i modelli Ugly sono già stati protagonisti delle campagne di Calvin Klein, Diesel e Levi’s. L’agenzia esiste dal 1969 e ha cominciato grazie a un’unica inserzione: da quel momento, l’impresa non ha più avuto bisogno di pubblicità. I casting hanno luogo ogni 18 mesi. I modelli di Ugly sono così fuori dal comune che spesso riescono a finire nel libro del Guinness dei primati: Sultan Kosen, con i suoi 2,46 metri, è l’uomo più alto del mondo, mentre Elaine Davidson, grazie ai suoi 2’520 piercing, è la creatura con più metallo in corpo sulla faccia della terra.

> www.ugly.org

Chi di contro ammette di essersi messo sotto i ferri per vanità, deve fare i conti con battute sarcastiche e cattiverie: sei anni fa, una testata italiana ha definito Silvio Berlusconi un incrocio tra l’interprete di Frankenstein, Boris Karloff, e un neonato, dopo che il premier italiano si era ricoverato in una clinica di bellezza svizzera. Nessuna meraviglia dunque se in Svizzera, la terra della riservatezza per antonomasia, i chirurghi estetici riferiscono che i loro clienti preferiscono «aggiustamenti» discreti a interventi stravolgenti. «Gli svizzeri non vogliono apparire diversi da come sono, ma solo più giovani», afferma il dott. Daniel Knutti, ex presidente della società svizzera di chirurgia plastica, ricostruttiva e estetica nonché chirurgo estetico di Bienne. I risultati dei trattamenti devono suggerire un lungo e rilassante viaggio piuttosto che un sanguinoso intervento eseguito con bisturi. È questa la vera arte dei chirurghi estetici: operare in modo tale che non ci si accorga dell’operazione.

La pressione cresce

Gli stessi chirurghi di bellezza non mancano di rilevare gli effetti positivi delle operazioni estetiche sulla psiche dei pazienti. Salute, secondo la definizione ufficiale, significa benessere psichico e fisico, sostiene Knutti. «Io aiuto le persone a sentirsi bene nella loro pelle». Ma cosa succede se la chirurgia estetica prende il sopravvento? Cosa succede con coloro che non pensano nemmeno a operarsi? Logico: quanto più le persone diventano belle grazie agli interventi, tanto più brutti si considereranno quelli che di operazioni non ne vogliono sapere. «L’ossessione che la bellezza debba essere sempre sinonimo di ringiovanimento», come riportato recentemente da «Die Zeit», crea già oggi una pressione non indifferente su chi è in età più avanzata. >


Primo piano  ÖKK Magazine

Anche i giovani non sono immuni all’immane sollecitazione generata dai canoni della bellezza. Due terzi delle ragazze in Svizzera vogliono dimagrire, eppure solo un quinto è davvero in sovrappeso. E se tra le giovani le cerette inguinali, compresa quella che va tanto di moda, la brasiliana, non comportano rischi di salute, davvero preoccupanti sono invece le asserzioni pubblicate sulla rivista per genitori «Fritz und Fränzi» di una chirurga, secondo cui la riduzione delle labbra vaginali sarebbe già diventata una moda per le giovani donne. Naturalmente un tale intervento è molto personale. I problemi che però sorgono a causa dell’illusione legata alla bellezza non lo sono. Se all’improvviso il 70 percento delle donne si operasse per esibire un seno perfetto

«Un difetto esclusivamente estetico non rientra tra i rischi (di salute) assicurati dalla LAMal» come si presume abbia fatto Karina Berger, tale parametro diventerebbe la norma. E il restante 30 percento dei seni o è naturalmente bello oppure mostruosamente brutto, poiché per lo stesso parametro in base a cui i seni rifatti sarebbero normali allo stesso tempo sono causa di discriminazione.

Quando la bruttezza diventa una malattia

In tali circostanze non meraviglia che presso le assicurazioni malattie stia aumentando a dismisura il numero di richieste di risarcimento dell’una o dell’altra operazione estetica. Poiché tuttavia le assicurazioni malattie coprono i costi dei trattamenti necessari a curare malattie, quando si valutano le richieste di risarcimento, bisogna chiedersi: quando la bruttezza diventa una malattia? Nell’ufficio del medico di fiducia di ÖKK, il dott. Géza Kanabé, c’è una pingue cartella contenente richieste, precedenti e decisioni del tribunale, alla quale spesso deve far riferimento. Il Tribunale federale, nel 2004, ha stabilito un precedente autorevole: «Un difetto esclusivamente estetico non rientra tra i rischi (di salute) assicurati dalla LAMal». Ciò significa che un difetto fisico che allontana un individuo dagli ideali di bellezza non è considerato patologico fintantoché non generi un disturbo delle funzioni fisiche dimostrabile. In concreto: un palpebra calante a causa dell’età non è bella, ma non è nemmeno una malattia. Lo sarebbe qualora pendesse talmente da comprometterne la vista. Solo allora l’assicurazione malattie sarebbe obbligata ad assumersi le spese del lifting. Anche il tema del sovrappeso è controverso: la collettività deve farsi carico dei costosissimi interventi chirurgici per la riduzione del grasso? Solo se vi è una reale obesità con disturbi di metabolismo.

La bellezza rende felici?

Domanda parecchio delicata, se a porla è chi sostiene che un disturbo funzionale psichico vada ricondotto a una «brutta» caratteristica fisica che andrebbe corretta: donne che si sentono discriminate per un seno troppo grande, troppo piccolo o troppo cadente, uomini che soffrono di ginecomastia. Il medico di fiducia Kanabé tuttavia ribadisce: «Le assicurazioni malattie non sono responsabili del benessere sociale degli assicurati». Per >


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Cosa trovano bello gli uomini nelle donne?

Cosa trovano bello le donne negli uomini?

Un nuovo studio degli atenei statunitensi Wake Forest e Queens College dimostra che gli uomini, nel valutare le donne, si lasciano condizionare per lo più dall’aspetto fisico e sembrano alquanto concordi su come le donne debbano essere per risultare ai loro occhi attraenti: magre, sicure di sé e con un linguaggio del corpo seducente. Si possono persino fornire i numeri della silhouette femminile ideale: gli uomini trovano irresistibile un rapporto tra fianchi e vita di 1:0,7 (una Jennifer Lopez, per intenderci). Quanto più le labbra sono carnose, il mento smorzato e gli zigomi rialzati, tanto più il volto femminile risulta bello. Responsabile di tali caratteristiche è l’ormone sessuale femminile, l’estrogeno, che stimola fertilità e salute. Anche l’attributo giovinezza gioca un ruolo rilevante per gli uomini: l’occhio viene catturato da donne più giovani di loro, in media di 3,5 anni. Questo spiega anche perché gli uomini del nostro tempo preferiscano le bionde: il colore biondo cresce in modo più naturale quando si è più giovani.

A differenza degli uomini, le donne non hanno alcuno schema preciso delle loro prede, questo il risultato delle ricerche condotte da Wake Forrest e Queens College. Certamente: un bel po’ di muscoli, un corpo snello, lineamenti virili e un mento volitivo vanno per la maggiore; ma le donne possono trovare attraenti anche uomini che si discostano da tale modello. Nel valutare un uomo bello, le donne vengono anche influenzate dal ciclo mestruale. Durante l’ovulazione, quando cioè le probabilità di fecondazione sono più elevate, risultano più desiderabili uomini dall’aspetto particolarmente virile che trasudano testosterone. Quando si tratta però dell’uomo per la vita, le donne preferiscono gli uomini dai tratti femminili, poiché sinonimo di sicurezza. In uno studio, la psicologa Martha McClintock dell’Università di Chicago ha fatto annusare ad alcune donne t-shirt indossate da uomini sudati. Risultato: le donne non solo preferiscono uomini con lo stesso colore di occhi e di capelli del proprio papà, ma anche quelli con lo stesso odore, che hanno cioè geni simili.

Legga come le ragazze cinesi abbiano dovuto storpiare i propri piedi per secoli per piacere agli uomini. Su www.oekk.ch/magazine


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questo sarebbero rari i casi in cui malattie psichiche sono riconducibili a un lineamento «deformato» e i trattamenti correttivi risarciti. Durante un congresso della società tedesca di chirurgia plastica e ricostruttiva sul tema «Chirurgia estetica ed etica», la filosofa svizzera Pia Jauch ha posto l’amletica domanda: «La persona bella è anche più felice?». Ci sono numerosi esperti che risponderebbero positivamente a tale domanda. Studi hanno confermato ad esempio che gli scolari attraenti vengono percepiti dal rispettivo insegnante come più intelligenti, più aperti e più sinceri. Ribaltando il discorso ciò significa: i meno belli vengono svantaggiati. La bellezza non è giusta. Fino a quando in una società ci sarà una minima rimanenza di varianza naturale, ci saranno i belli e i meno

Cosa troviamo bello? Se qualcuno è bello, lo decidiamo in una frazione di secondo. Ma cos’è bello? Su questo si dibatte da secoli. Oggi esistono due schieramenti di ricercatori in materia di bellezza. Gli uni ritengono che la percezione del bello sia innata e che pertanto ne siano dotati tutti gli esseri umani. Gli altri, di contro, ritengono che la bellezza sia una trovata culturale, come la moda. Gli ideali di bellezza si modificherebbero nel corso della storia e si differenzierebbero da cultura a cultura. Gli esempi che danno adito a questa teoria sono numerosi: durante il Rinascimento il doppio mento era considerato erotico, mentre oggi rappresenta non raramente il motivo per cui ci si rivolge al chirurgo plastico. Anche il desiderio di una pelle abbronzata è relativamente recente. Secoli fa, il pallore era indice di nobiltà, in quanto suggeriva ore trascorse ad oziare in casa piuttosto che a lavorare nei campi sotto il sole. La bellezza, questo argomenta una corrente di esperti, è dunque un concetto relativo, che risponde a norme soggette al processo di trasformazione storica.

belli, chi invecchia prima e chi più lentamente. Rinnegare tali realtà ricorrendo a interventi estetici provocherà un aumento di livello dei canoni di bellezza. Perché la bellezza è relativa. Se seni grandi e sodi diventassero una caratteristica normale tra le donne di 50 anni, prima o poi le coetanee con un seno naturale diverrebbero piuttosto brutte e stupide. Per questo è una stupidaggine considerare un intervento di chirurgia estetica una questione meramente «personale». Chi diventa più bello e più giovane in una sala operatoria senza che l’intervento sia reso necessario da un’impellente emergenza non agisce in modo personale, ma egoistico.

Ma anche i rappresentanti della tesi secondo cui gli ideali di bellezza siano universali e immutabili possono esibire delle prove. Alcuni studi hanno dimostrato che in culture diverse donne con un determinato rapporto vita-fianchi erano considerate belle e che visi simmetrici in tutto il mondo vengono ritenuti più belli rispetto a quelli asimmetrici. Su quest’ultimo aspetto gli esperti sono in grado di fornire anche una spiegazione di biologia evolutiva sul motivo per cui consideriamo determinate cose belle: troviamo belli alcuni lineamenti di persone che lasciano supporre di essere in salute e fertili. E difatti è così: la simmetria è indice di salute e il rapporto vita-fianchi trasmette indicazioni sulla fertilità di una donna. Considerata l’evidenza, entrambi gli schieramenti possono addurre prove a favore della relativa tesi tanto da lasciar presumere che possano avere ragione tutt’e due. Determinate preferenze estetiche come quella verso la simmetria, infatti, sono innate, ma non definiscono fino all’ultimo dettaglio cosa troviamo bello, bensì indicano solo una cornice astratta all’interno della quale si possono sviluppare concrete idee di bellezza differenti.


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Bellezza radiosa A 36 anni sono stato per la prima volta dall’estetista. Resoconto dell’esperienza di un piagnone che alla fine era raggiante. testo: Christoph Kohler _ _ Foto: Gian Marco Castelberg

Non cercavo il benessere, e neanche la bellezza interiore, bensì quella «bellezza raggiante» ed evidente promessa sulla pagina web del Grand Resort di Bad Ragaz. In seguito alla consulenza di un’esperta di bellezza, mi sono quindi deciso a sottopormi a un consistente trattamento del viso. In fin dei conti il viso è il nostro biglietto da visita, sostiene l’estetista Barbara Hausammann. Pertanto, va curato con particolare attenzione. Lei siede su uno sgabello girevole, sul mobile di servizio ci sono lozioni e strumenti, mentre sulla poltrona del paziente sono seduto anch’io. Rinuncio alla musica rilassante, tanto sublime è la calma e l’idea che da ora in avanti ogni rumore equivale a un intervento sul mio viso. La pulizia di fondo con spugnetta e schiuma detergente mi ricorda la mia infanzia: dopo mangiato, infatti, mia nonna soleva pulirmi il viso con un panno di spugna. La pulizia di fondo era così terminata. Ora invece sta per cominciare: per 80 minuti chiudo gli occhi e immagino che il mio viso sia un paesaggio inesplorato e la signora Hausammann una geologa facciale. Con le mani esplora il mio viso in cerca di solchi, rughe o corpi estranei. La secchezza la fa da padrona, sostiene. Dopodiché mi >

PRIMA

DOPO


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applica un peeling, il cui acido fruttato mi provoca un certo bruciore. Un bagno sterilizzante all’ozono di 10 minuti mi dà una sensazione di relax temporaneo, prima che il trattamento si faccia davvero doloroso. Con l’aiuto di una piccola lametta, la geologa facciale perfora la superficie della mia pelle nei punti in cui presume vi siano comedoni e depositi di sebo, che successivamente spinge in superficie con la sola pressione delle dita. Un tampone di ovatta con tonico disinfettante sancisce la definitiva espulsione dei corpi estranei. Successivamente, mi propone anche di dare più luce al mio viso. Mi salgono le lacrime agli occhi quando comincia a sfoltirmi le sopracciglia. L’uomo, altro che sesso forte. Il successivo massaggio facciale è stato accettato come una forma di scuse molto cordiale dalla mia pelle, che mai prima d’ora era stata trattata in modo così delicato. Finalmente i muscoli del viso si distendono. Comincio persino ad annuire. La mia pelle assorbe la conclusiva maschera idratante come se in passato fosse stata esposta a un lungo periodo di siccità. «La sua pelle avrebbe davvero bisogno di essere più idratata», ripete la mia geologa facciale. Al termine non posso esimermi dal portare le mani al viso. È morbido come il sederino di un bebè. Apro gli occhi e mi guardo allo specchio. Sono raggiante.

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Il Grand Resort Bad Ragaz è cliente aziendale di ÖKK. Si tratta del Resort per il benessere e la salute più importante d’Europa. Nel 2009, in seguito a un massiccio programma di ristrutturazione e rinnovamento costato 160 milioni di franchi, GaultMillau Svizzera l’ha eletto «Albergo dell’anno». Sempre nel 2009 sono state inaugurate le terme Tamina, aperte anche ai non ospiti dell’albergo. Si tratta di un’oasi del benessere di 7’300 metri quadrati con acque termali e settore sauna accessibile al modico prezzo d’ingresso di 19 franchi (più 7 franchi per la sauna). > www.resortragaz.ch

Legga su www.oekk.ch/magazine come mai Nicole Kidman stenta a ricevere altri ruoli nei film.


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Offerte da favola in ÖKK Club Chi è riuscito a superare indenne le insidie dell’inverno? Ce ne accorgiamo subito quando la primavera è alle porte: non siamo gli unici a mettere fuori il naso ai primi tepori... Anche dinosauri, draghi, cavalieri e tanti altri personaggi fiabeschi si risvegliano dal letargo! Dove e da chi grandi e piccini possono lasciarsi stregare e quali affascinanti itinerari in tutto il Paese si possono raggiungere quando le giornate diventano più lunghe lo svela il nostro quartetto di carte. A pagina 15 trova il carnet con gli sconti per i clienti ÖKK. Le auguriamo una primavera da… favola!

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Ne siamo convinti: i clienti ÖKK hanno molto da dire. Per questo in futuro pubblicheremo qui e premieremo contributi di clienti ÖKK, sempre pertinenti al tema del titolo. Il prossimo racconto si dedicherà al più emozionante liquido esistente al mondo: il sangue. Ci scriva la sua esperienza più emozionante con il sangue. ed esorti i suoi figli a mettere pure loro su carta le proprie esperienze o a scriverle in una mail. Naturalmente ÖKK spera che le storie raccontate abbiano un happy ending. Questi racconti brevi non devono superare le 1’500 battute. Invii i testi, indicando il riferimento «Concorso di scrittura», per e-mail a manja.liesch@oekk.ch oppure per posta a Manja Liesch, ÖKK, Bahnhofstrasse 9, 7302 Landquart. Il testo vincitore sarà pubblicato qui. L’autrice o l’autore riceverà un buono per: 1 visita di 2 giorni a Legoland per l’intera famiglia nella vicina Günzburg (D), comprensiva di ingressi e un pernottamento in albergo, per un valore di 600 franchi. Tra tutti gli altri partecipanti ÖKK estrarrà a sorte: 3 x 2 ingressi nell’incantevole hamam dell’hotel schweizerhof a Lenzerheide, per un valore di 130 franchi.

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La raccolta

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I frutti dell’albero tropicale del cacao vengono raccolti e aperti con uno speciale coltello. Dalla polpa vengono raschiati i semi di cacao. Questi si lasciano «fermentare» una prima volta sotto foglie di banano. Durante la fermentazione si sviluppano aroma e colore dei chicchi. Quindi questi vengono fatti asciugare al sole.


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La torrefazione

Semi di cacao di qualità diversa vengono poi mischiati, mondati dalle bucce e frantumati: rimangono soltanto i noccioli sminuzzati che diventano il cosiddetto «burro di cacao». Attraverso la torrefazione si definisce l’aroma.

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La macinatura Il burro di cacao viene macinato a lungo, fino ad ottenere una pasta di cacao liquida. Arriva nelle fabbriche di cioccolato in forma liquida in autocisterne riscaldate o compressa in blocchi compatti la massa di cacao.

di cao + burro massa di ca aroma di vaniglia + + zucchero al latte: Cioccolato tte in polvere dienti + la stessi ingre bianco: Cioccolato i cacao d senza massa

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i cioccolato d i tiCpioccolato fondenteca: cao

La miscelazione

Nel miscelatore vengono aggiunti gli ingredienti per un determinato prodotto e amalgamati fino ad ottenere una pasta densa: massa di cacao, burro di cacao, zucchero, latte in polvere, vaniglia e altri ingredienti e spezie.


La raffinazione

5

La pasta di cioccolato viene triturata in enormi laminatoi che riduce la pasta in cacao in polvere, affinché in seguito il cioccolato non risulti granuloso.

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Il concaggio

Per dare rotondità e gusto vellutato al cioccolato, la pasta viene versata in enormi catini, le «conche», e miscelata per almeno 48 ore nella cosiddetta «operazione di concaggio». Durante tale processo il cioccolato si riscalda e diventa liquido. Si eliminano le ultime tracce di acidità ed ecco, finalmente, un cioccolato squisito e delicato.

Ti diamo il benvenuto nella fabbrica di cioccolato!

La fabbrica Maestrani a Flawil è una delle poche fabbriche di cioccolato che puoi visitare.

Info: www.maestrani.

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Il modellaggio

Il cioccolato viene versato in stampi di metallo o legno, appoggiati su nastri in movimento lunghi oltre 10 metri. Le vibrazioni dei nastri lasciano fuoruscire le bolle d’aria. Quindi quella che è ormai diventata una tavoletta si solidifica gradualmente nel tunnel di raffreddamento. Da qui arriva ai macchinari di confezionamento.

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La barzelletta del lettore

CONsIGLIATO DA

Saperne di più, fare di più, divertirsi di più.

Davanti alla sc uola c’è un uo mo grasso che atte nde sua figlia per portarla a casa . Un insegnan te gli chiede: «A spetta un bam bino?» – «No» risponde il papà «io sono così grasso di natu ra».

A e B sono sul tetto. sa A salta e B lo segue. Co e. La – to? tet sul e riman

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Il cruciverba della salute

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ÖKK Magazine

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Orizzontali 1 Sostanza in grado di contrastare una forma di avvelenamento (8) 4 Moto fisico di un corpo (9) 6 Nel cuore del cervello (4) 7 Sport acquatico (5) 9 Violenta emissione d’aria dai polmoni (8) 10 Medicinale che 1 calma2 il dolore 3 (10) 4 14 Quella di eustachio si trova nell’orecchio (6) 16 Organo e idioma (6) 17 Istruzioni culinarie (7) 19 Farmaco (10) 20 Parte fluida del sangue (6) 21 Si occupa delle malattie infantili (8) Congratulazioni ai vincitori dell'indovinello della scorsa edizione. La combinazione di soluzioni esatte era la seguente: a = eva; b = Dominik; c = Tiziana; d = elia

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2 3 75 8 11 12 13 15 18

Verticali Cancella sgradevoli odori corporei (10) L’ultima parte dell’apparato digerente (9) L’organo 8 dell’olfatto (4) Segue la diagnosi (7) esagerata reazione ad una sostanza (8) Acqua allo stato solido (8) Organo presente nella cavità toracica (5) Veicolo per il trasporto dei malati (9) Periodo di sospensione del normale impegno di lavoro (7)

Invii la soluzione per posta elettronica all’indirizzo magazine@oekk.ch o per posta a ÖKK Magazine, Bahnhofstrasse 9, 7302 Landquart, parola chiave «Cruciverba». Con un pizzico di fortuna potrà vincere una delle tre copie del libro «Mit 80 Tellern um die Welt» di David Geisser del valore di 48 franchi ognuna (vd. pagina 4). Termine ultimo di invio è il 30 aprile 2010.


Aziende  ÖKK Magazine

La cameretta ideale Ha mai visto la cameretta dei suoi figli attraverso i loro occhi? Secondo l’architetto d’interni Patrick Rothmund*, è quanto di più auspicabile per evitare qualsiasi sorta di pericolo. intervista: Manja Liesch

bambina si trasforma in un pirata o una principessina. Si tratta tuttavia di concetti dalla vita breve. Nessun bambino o bambina vuole infatti restare un pirata o una principessina per sempre. Inoltre, questi mondi fantastici possono benissimo essere scoperti e ricreati dai bambini stessi, stimolandone al contempo fantasia, iniziativa personale e creatività. Che ruolo rivestono i colori della cameretta?

Signor Rothmund, cosa bisogna considerare in particolar modo quando si arreda una cameretta?

I fattori imprescindibili sono i seguenti: sicurezza, resistenza agli strapazzi, e funzionalità per i più piccini. Le forme semplici aiutano il bambino a gestire in modo adeguato l’allestimento della cameretta. L’importante è che armadi e comò abbiano sufficiente capacità, in modo da poter far sparire all’occorrenza tutti i giocattoli. Ciò ha anche uno scopo pedagogico, poiché in tal modo i bambini imparano a tenere in ordine il proprio spazio. Bordi e spigoli andrebbero protetti per evitare che i bambini si facciano male. All’acquisto della mobilia e l’arredamento consiglio di prestare attenzione al sigillo di qualità. Infatti, garantisce che gli oggetti siano stati verificati in materia di sicurezza. Esistono delle tendenze di arredamento per le camerette dei bambini?

La tendenza porta verso mobili essenziali, flessibili, dal design senza tempo e dall’elevata qualità in grado di durare lungo tutto l’arco dell’infanzia dei figli. In primo piano c’è nuovamente la qualità del prodotto. Mobilia massiccia, estensibile e senza fronzoli. Allestimento di base e mobilia essenziali consentono ai bambini di creare un proprio modo nella loro cameretta. Come valuta le camerette a motivo già pronte, come per esempio la cameretta dei pirati o delle principessine?

La struttura di questi allestimenti è armonizzata a ogni mobile o accessorio. In un battibaleno il bambino o la

I colori colpiscono immediatamente i sentimenti dei bambini. Pertanto la struttura cromatica di una cameretta per bambini andrebbe ponderata adeguatamente. Oltre alle varie preferenze cromatiche entrano in gioco altri fattori come ad esempio la varietà dei colori e i contrasti,

Lista di controllo per camerette dei bambini sicure Acquistare mobilia con profili o spigoli arrotondati oppure proteggere le parti pericolose con listelli protettivi o imbottiture (ad esempio con mezza palla da tennis). Molto pericolose sono le prese elettriche, poiché spesso sono facilmente raggiungibili in altezza dai bambini. Le prese non utilizzate andrebbero provviste delle dovute protezioni. Altrimenti utilizzare solo prese multiple con protezione per bambini. L’apertura delle finestre da parte dei bambini, e il conseguente rischio di pericolose cadute, può essere evitata tramite appositi fermafinestre. Molto comuni sono anche le cadute da letti a castello. All’acquisto di un letto di questo tipo bisognerebbe verificare che il produttore abbia rispettato le varie norme di sicurezza: tutti gli elementi (letto, scaletta, protezione anticaduta) devono essere avvitati assieme, il letto superiore andrebbe avvitato anche al muro, la protezione anticaduta applicata su tutti i quattro lati e gli angoli e i profili non devono presentare spigoli.


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il rapporto tra superficie e colore come pure la forma dei colori e la posizione delle superfici colorate all’interno della cameretta. Le colorazioni variano anche in funzione dell’età del bambino. Durante la primissima infanzia gli organi sensoriali non sono fortemente stimolati. La stanzetta dovrebbe quindi conferire calma, calore e sicurezza. Pertanto si consigliano tonalità pastello molto leggere. Con la crescita le colorazioni possono diventare più intense. L’importante è che i colori della cameretta lascino al bambino sufficiente spazio per sviluppare la propria creatività e fantasia. Dove si celano i pericoli in una cameretta per bambini?

Di regola le abitazioni sono progettate e costruite secondo standard per adulti. Per i bambini ciò può risultare fatale poiché le varie fonti di pericolo non vengono riconosciute come tali dagli adulti. Un esempio possono essere le sicurezze per finestre. In questo caso è molto utile guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Nelle camerette per bambini i pericoli si annidano spesso nelle «soluzioni provvisorie». Al momento di allestire una cameretta per bambini bisognerebbe concepirla come una soluzione permanente: mobili non fissati per bene, cavi sparsi ecc. sono di per sé fonti di pericolo. Quanto conta la qualità della mobilia?

Proprio nella cameretta dei figli il tema dell’igiene abitativa è essenziale. In generale, il consiglio è il seguente: prestare attenzione a che l’arredamento e la mobilia sia prodotta possibilmente con materiali dichiaratamente naturali. Il legno poroso e trattato è ad esempio un materiale ideale. Non è una questione di prezzo: questo tipo di legno è antistatico, assorbe l’umidità e la rilascia fungendo da regolatore per un ambiente salutare all’interno della cameretta. Il vantaggio di questi mobili in legno trattato è che le macchie, le ammaccature o i graffi possono essere rimossi facilmente. Com’è la cameretta dei bambini perfetta?

La cameretta perfetta dovrebbe in ogni caso essere fles-

sibile e poter soddisfare diverse funzioni. I bambini dovrebbero poter creare il loro proprio mondo all’interno di essa, un mondo modificabile quotidianamente. La trasformazione può interessare solo l’angolo giochi oppure l’intera stanza. La cameretta è un luogo dove poter dormire, giocare o lavorare. La scelta accurata di mobilia e accessori contribuisce a soddisfare appieno le esigenze menzionate precedentemente. Un ultimo consiglio ai genitori su questo tema?

Mettersi nei panni dei propri figli e cercare assolutamente di considerare il mondo dalla loro prospettiva. È il modo migliore per prevenire pericoli o incidenti. > Trova consigli utili per l’arredamento della cameretta su www.la-mia-cameretta.ch * Patrick Rothmund, architetto d’interni e padre di una bambina. È titolare della ditta Spacial Design a Trun GR .

ÖKK realizza i sogni dei bambini. Dall’8 marzo all’11 aprile 2010, ÖKK estrae a sorte settimanalmente una nuova cameretta dei bambini. Nuovi mobili, colori freschi e idee decorative originali: un esperto si occuperà di provvedere a un allestimento conforme alle esigenze dei bambini e nel rispetto delle norme di sicurezza cercando di creare il maggior spazio disponibile per il gioco. Come partecipare: registrarsi su www.la-mia-cameretta.ch. Fotografare o filmare la cameretta del proprio figlio o della propria figlia e caricare l’immagine o il video sulla pagina web. Invitare poi parenti, conoscenti e amici a votare per la propria cameretta. La cameretta che ogni domenica alle ore 24:00 avrà raccolto più voti si aggiudicherà l’allestimento completo. In totale ÖKK mette in palio cinque nuove camerette per bambini. In bocca al lupo!


Aziende  ÖKK Magazine

Asili nido KIMI: una grande idea per i più piccoli testo: Manja Liesch

Carenza di posti d’asilo nido in Svizzera

A fronte di un’elevata domanda di posti d’asilo nido, l’offerta è estremamente limitata: complessivamente, in Svizzera mancano 50’000 posti. E questo in tempi come i nostri, in cui l’uomo e la donna si spartiscono gli impegni famigliari e professionali e i genitori single sono alla ricerca di alternative. Consapevoli di questa problematica, Jürg Schumacher e Marco Spitz hanno fondato quattro anni fa la «KIMI Krippen AG». Insieme al partner ÖKK si sono prefissati di contrastare il fenomeno della carenza di posti d’asilo nido in Svizzera. ÖKK è la prima impresa privata che si sia attivata per affrontare questo problema, realizzando, insieme a KIMI, una rete di asili nido distribuita su tutto il territorio svizzero.

KIMI e ÖKK si sono posti come obiettivo l’apertura di dieci ulteriori asili nido. Di questi, tre saranno realizzati già durante l’anno in corso: – Freienbach SZ (inaugurazione a metà aprile) – Seewen SZ (inaugurazione a metà aprile) – Wangen-Brüttisellen ZH (inaugurazione in aprile)

I vantaggi per gli assicurati ÖKK

Ciò che rende KIMI speciale

I prezzi per un’intera giornata di assistenza variano dai 110 ai 115 franchi, a seconda dell’ubicazione. Agli assicurati ÖKK viene riconosciuto uno sconto del 5 percento per posto d’asilo, il che significa un risparmio di 1’500 franchi all’anno. Inoltre, il 50 percento dei posti d’asilo sono prenotati per i clienti ÖKK .

A prendersi cura dei piccoli sono operatori specificamente formati in pedagogia, che si confrontano con i genitori dei bambini per acquisirne e portarne avanti le linee educative. Un ufficio centrale si occupa dell’amministrazione. L’organizzazione in rete fa sì che gli operatori possano dedicarsi totalmente all’attività pedagogica, senza essere gravati da incombenze amministrative.

Tre nuovi asili nido KIMI

Insieme a ÖKK è stato possibile allestire finora cinque asili nido, a Baar, Bassersdorf, Thayngen, Schlieren e all’aeroporto di Zurigo. Entro il 2015 i due fondatori di

Vuole saperne di più? Visiti il nostro sito web www.oekk.ch/kimi oppure contatti il suo consulente alla clientela presso ÖKK.


In collaborazione con

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AMBINI B I I T T U T R E P I T N RTIME 10 17 e 18 ap ri le 20 10 ATTRAZIONI El SoDleIVE e 2 maggio 20 Bellinzona Piazza del Ghiacco comunale Pista de Biasca erra, Zona Cornaredo G lla de to ra er St Lugano Scuole Medie Stabio Canottieri, Zona Lido o en rr Te no ar oc L enica dalle 13.00 om D / 0 .0 19 le al 0 Sabato dalle 13.0

1 10 15 e 16 maggio 20 10 29 e 30 maggio 20 10 12 e 13 giugno 20 alle 18.00 www.giocolandia.ch


Sapere & salute  ÖKK Magazine

La nuova tessera d’assicurato: i punti principali in sintesi ÖKK segue una direttiva dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e introduce progressivamente la nuova tessera di assicurato. In cosa consistono i vantaggi? E ci sono svantaggi? testo: Iris Blättler

Passo dopo passo, negli anni venturi il sistema sanitario dovrà essere collegato in rete elettronicamente. «Strategia e-Health»: così si chiama il progetto a livello federale. La nuova tessera di assicurato è un passo importante in tale direzione. Fino a che punto un paziente può e deve essere «radiografato»? Se ne �� discusso molto nella fase precedente all’introduzione della nuova tessera; soprattutto per via del chip, su cui potranno essere memorizzate informazioni sulla persona assicurata. Possiamo tranquillizzarla: la protezione dei dati è garantita. Al momento della distribuzione, sul chip sono memorizzati soltanto i dati che sono anche stampati sulla tessera. Se lei vorrà potrà comunque fare memorizzare anche altri dati. Quali vantaggi tutto ciò le porta è spiegato nella pagina seguente. Le clienti e i clienti ÖKK che cambiano nome, perdono la tessera o per un qualunque altro motivo ne richiedono una nuova, riceveranno la tessera con il chip già dalla fine di febbraio 2010. Questo però riguarda solo le

persone che hanno l’assicurazione di base con ÖKK . Le persone che hanno soltanto assicurazioni complementari riceveranno la stessa tessera come prima, per ora senza chip. Per l’inizio del 2013 tutti i clienti ÖKK avranno la nuova tessera, che ÖKK introdurrà progressivamente. Questo modo di procedere viene a essere più conveniente per noi e anche per lei. Importante: la sua tessera rimarrà valida fino a quando riceverà quella nuova. Inoltre va detto che ancora non tutti i fornitori di servizi sono provvisti dell’infrastruttura necessaria per la lettura del chip. Al momento della consegna della tessera riceverà ulteriori informazioni, che le saranno recapitate su un foglio d’istruzioni a parte. Ha già domande sulla tessera di assicurato? Naturalmente la sua agenzia ÖKK sarà lieta di aiutarla, oppure può trovare le risposte su www.oekk.ch/FAQ


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Dati memorizzati sul chip: – Cognome – Nome – Sesso – Data di nascita – Numero AVS – Numero della tessera – Data di scadenza della tessera – «ÖKK» e numero d’identificazione UFSP

Fronte

Se vuole, può far memorizzare sul chip (es. dal suo medico di famiglia) dati sanitari per le emergenze, come a esempio: – Dati su gruppo sanguigno e trasfusioni – Dati su vaccinazioni – Allergie – Malattie e postumi di infortuni – Medicazioni – Indirizzi di contatto per le emergenze L’utilità per lei: In caso di bisogno/emergenza può ricevere rapidamente le cure giuste. Protezione dei dati: Può far bloccare questi dati con un codice PIN.

Retro

Questi sono i dati che può leggere anche stampati sulla tessera. Secondo l’ordinanza UFSP del Consiglio federale, sulla tessera ora deve essere riportato anche il suo numero AVS.

I vantaggi della sua nuova tessera: – Esibisca sempre la sua tessera di assicurato quando fruisce di una prestazione, come a es. per una visita medica, in ospedale o in farmacia. In questo modo il disbrigo delle pratiche amministrative tra lei, il fornitore di prestazioni e ÖKK sarà semplicissimo. – La tessera funge anche da tessera sanitaria europea per l’assicurazione di base obbligatoria per legge. Il retro della tessera di colore blu le consente di fruire delle necessarie prestazioni sanitarie dal medico o in ospedale, in tutta l’area EU e in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. – Sul fronte della tessera trova i numeri per le emergenze in patria e all’estero. Perciò porti sempre con sé la sua tessera.


«Cantore» si definisce Linard Bardill, qui 10 minuti dopo un’esibizione a Langenthal BE .


Famiglia  ÖKK Magazine

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Il gigante che incanta i piccini Cantare, ridere e danzare: tre ingredienti per ottenere la felicità dei bambini. Di più non serve al cantautore Linard Bardill. testo: Florian Leu _ _ Foto: Daniel Winkler

La fronte di Linard sembra un mare in tempesta. Stanno per arrivare i bambini, ma la musica non lo soddisfa ancora appieno. All’inizio della prova del suono il volume della sua chitarra è troppo elevato, poi troppo debole. Aggiusta le corde e ascolta i toni fino a quando non si perdono nell’etere. Finalmente il suono è impeccabile, e Linard sparisce dietro alle quinte. Prima di esporsi alle luci dei riflettori però avviene la sua trasformazione. Linard e il suo accompagnatore Bruno si tengono per mano e chiudono gli occhi. Ondeggiano e canticchiano una canzone. Le rughe scompaiono e un sorriso si fa strada in superficie. Dopodiché, Linard – che è grande quanto un trampolino di una piscina – imbraccia una minuscola chitarra come se l’avesse rubata a un folletto. La tenda si apre e lui si mette a ballare sul palco tanto da far scricchiolare e tremare le assi della tenda montata a Langenthal, presso Berna. Passa un po’ di tempo prima che la canzone intonata da Linard venga recepita dai bambini presenti. Poi, però, applaudono e battono i piedi dalla paura e dalla felicità. L’uomo sul palco è talmente grande che necessitano quasi di un cannocchiale per poterlo guardare negli occhi. Conoscono comunque le sue canzoni, che avranno ascoltato almeno 100 volte con i loro lettori musicali o nelle cuffiette. Cosa ci faccio in questo mondo?

Il sorriso di Linard sembra atterrato presto o tardi sul suo viso ed essergli rimasto impresso permanentemente. Gli angoli della sua bocca sono rivolti verso l’alto, come un po’ tutte le parti del suo viso. Le rughe generate dal sor-

riso per esempio. O le sopraciglia, in costante movimento dall’alto al basso. È come se un bambino avesse aperto un libro illustrato tempo addietro e Linard fosse saltato fuori dalle pagine saltando e allontanandosi ballando, con i suoi pantaloni larghi, la sua sciarpa rossa e i capelli che fuggono in tutte le direzioni. Le canzoni di Linard narrano di un giovane che vuole conoscere il perché della sua presenza al mondo. Tutti gli danno una risposta diversa, ma alla fine riceve quella che cercava: affinché tu possa porti questa domanda! Linard appoggia la chitarra accanto alla sedia e si trasforma nuovamente. Ora è un coniglio doppio, risponde al nome di Hoppelhase (coniglio saltellante), e ripete ogni cosa due volte: parlando col naso e parlando col naso. Poi si trasforma nell’orso Beltrametti, con la sua voce così soffice e soave tanto da solleticare le orecchie. Ogni volta che Linard si trasforma in un nuovo personaggio i bambini si spaventano e si muovono avanti e indietro. Poi lui li guarda negli occhi e loro smettono di far penzolare le gambe. Mani grandi come badili

Le mani di Linard sono grandi come badili e calde come se avesse in ogni singolo dito un calorifero. Le allunga verso l’alto e le scuote, raccontando e disegnando traiettorie nell’aria. Alla fine di un’ora – letteralmente volata via – fa cenno ai bambini di raggiungerlo sul palco. Per alcuni i gradini sono troppo elevati, e quindi si fanno spingere dagli altri su verso la luce del palcoscenico. Dopodiché si ritrovano su palco di legno, e sembra proprio di >


Famiglia  ÖKK Magazine

essere all’interno di una lampadina per giganti. Iniziano a cantare tutti assieme, un ragazzo non riesce a smettere di ridere: forse la sua gioia non trova più posto all’interno del suo corpicino. I più grandicelli sono rimasti seduti sui loro sedili neri e cominciano a estrarre le proprie macchine fotografiche. Cominciano a sentirsi i clic degli scatti e le luci dei flash lampeggiano qua e là. Molti degli spettatori più grandi paiono tristi, come se volessero prendere il posto dei più piccini per poter calcare anch’essi il palcoscenico assieme al loro beniamino. Poi ci sono gli adulti, che sembrano divertirsi più dei loro figli: i genitori ridono e applaudono tenendo il tempo della musica. Sembra quasi che siano stati i bambini ad accompagnare i genitori allo spettacolo di Linard, e non viceversa. Il concerto è terminato e alcuni dei bambini saltellano verso l’uscita canticchiando, i più grandi seguono in fila per due. L’automobile di Linard è stipata come fosse un ripostiglio. Il bagagliaio è colmo di libri, opuscoli di canzoni e CD. Potrebbe lasciare un regalo in ogni buca delle lettere di ogni abitazione davanti alla quale passa. Linard preme alcuni bottoni e comincia a uscire della musica dagli altoparlanti, che andrebbero ribattezzati «bassoparlanti». Infatti, a volte, la musica è così soave da far trattenere il fiato per poterla ascoltare fin nei minimi dettagli. Linard è diretto ad Andelfingen, nei pressi di Zurigo, dove si esibirà nella chiesa del villaggio quando sarà già buio. La melodiosa musica dei bassoparlanti ricorda a Linard le sue lacrime agli occhi la prima volta in cui ha avuto modo di ascoltarla. Nel frattempo pensa allo spettacolo che lo attende e riflette sulle canzoni da proporre. Non lo sa ancora. Ci penserà al momento di calcare il palcoscenico.

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Nid so schnell, Wilhelm Tell! Linard Bardill è autore e promotore del nuovo Singspiel «Nid so schnell, Wilhelm Tell». Si tratta di un racconto a canzoni che narra la fantastica storia della costituzione della Confederazione in un modo un po’ diverso, più contemporaneo. ÖKK proprone il CD di Linard Bardill firmato dall’autore dal titolo «Nid so schnell, Wilhelm Tell» a un prezzo di favore di 20 franchi, spese di spedizione incluse. Prenoti questo CD in edizione limitata su www.oekk.ch/tell_singspiel o lo ritiri nell’agenzia più vicina. Non appena ricevuti, gli ordini saranno evasi immediatamente. La spedizione su fattura avrà luogo prima della pubblicazione ufficiale del CD, nel marzo del 2010. Con l’uscita del CD, nell’aprile del 2010, Linard Bardill organizzerà inoltre tre workshop di una settimana dedicati ai bambini. Hanno diritto a parteciparvi i ragazzi di terza e quarta elementare. Alcuni di essi potranno poi accompagnare l’artista in una delle sue piccole tournée estive. ÖKK sorteggia in esclusiva 3 posti per prendere parte a un workshop. Fino al 12 marzo 2010 può partecipare all'estrazione a sorte su www.oekk.ch/tell_singspiel. Vuole iscrivere direttamente i suoi figli? Può farlo su www.bardill.ch.


Bruno al contrabbasso e Linard alla chitarra intonano ÂŤDas blaue WunderlandÂť.


Pianeta genitori   ÖKK Magazine

Gelosia tra bambini I miei due figli (di 5 e 7 anni) sono gelosi l’uno dell’altro. Ciascuno vuole quello che ha l’altro, con la conseguenza di liti continue. Come devo comportarmi? Signora A. da Z.

Kathrin Buholzer: Provi a concentrarsi sugli aspetti

positivi. Se per un attimo i bambini giocano tranquilli e sereni, un po’ più tardi vada da loro e dica: «è molto bello che abbiate giocato così bene e tranquillamente insieme». Non cada invece nel negativo, dicendo ad esempio: «Bello che per una volta non abbiate fatto baccano». Spesso può essere d’aiuto stabilire insieme ai bambini delle regole famigliari. Discuta assieme ai suoi figli degli atteggiamenti che vuole siano alla base dei rapporti interpersonali in famiglia. I bambini potranno quindi provare essi stessi a illustrare come ci si deve comportare affinché si stia tutti bene insieme senza litigare. Insieme ai bambini, scriva, disegni o incolli su un foglio dalle tre alle quattro regole (non di più) e lo appenda da qualche parte in casa in modo che sia ben visibile. Così i bambini sanno esattamente ciò che li aspetta in futuro. «Ma la sua fetta di torta è più grande della mia, voglio essere io a scegliere per primo, voglio sedere vicino alla mamma, ieri sei stato tu il primo, adesso tocca a me». Il più delle volte queste discussioni sfociano in urla sonore. Lei, come madre, è nel bel mezzo della lite e non riesce a ricordare a chi tocchi veramente scegliere. In questo caso può aiutare l’introduzione del «giorno di Luca» e

del «giorno di Sara». Nel «giorno di Luca», ad esempio, è Luca ad avere il diritto di scegliere il libro che lei dovrà leggere la sera, nel «giorno di Sara» sarà la volta della sorellina. Chi non accetta questa chiara regola e fa i capricci, il giorno dopo dovrà saltare di turno e l’altro avrà nuovamente diritto alla scelta. Affinché sia lei che i bambini sappiate chi è di turno, potete redigere insieme un programma settimanale. I bambini possono stampare o ritagliare la loro figura preferita e incollarla su una pinza da bucato che lei giorno per giorno sposterà alternatamente sul programma settimanale. I bambini comprendono perfettamente il concetto di lealtà, inoltre il programma offre sempre una base decisionale trasparente e verificabile. È importante stabilire esattamente a priori quali situazioni possono entrare nella lista dei «desiderata» dei bambini. Trova il link della piattaforma internet Pianeta genitori di Kathrin Buholzer con altre risposte su questioni educative e libri consigliati su www.oekk.ch/magazine. La piattaforma offre inoltre modelli di programma settimanale e divertenti figure del simpatico personaggio Sgubi.


La cifra

ÖKK Magazine

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63,6% È la quota di stranieri nella popolazione della città di Lussemburgo, che è quindi la più cosmopolita delle metropoli europee. soltanto in un’altra città europea i nativi sono la minoranza: nella capitale lettone Riga, dove gli stranieri sono il 57,7% degli abitanti. La città di Ginevra, la più internazionale della svizzera, occupa una delle prime posizioni nel confronto con le altre città europee: nel 2008 più del 37% dei suoi abitanti non era di nazionalità svizzera. Non male rispetto a Berlino (13,8% di stranieri), Parigi (14,5%) e Barcellona (15,4%). Le meno cosmopolite sono le città di sofia, Bucarest e Istanbul, con una quota di stranieri inferiore all’1%. > Fonte: Ufficio federale di statistica, www.bfs.admin.ch

Errori della medicina popolare

Vino su birra, te lo consiglio... «Wein auf Bier, das rat ich Dir, Bier auf Wein, das lasse sein.» Ovvero: vino su birra te lo consiglio, birra su vino lascia perdere; un brindisi vecchio quasi quanto il bere stesso. Ma chi crede, seguendo questa «pillola di saggezza», di poter evitare di stare male dopo una sbornia sbaglia di grosso. Che il vino sulla birra sia più innocuo di birra su vino finora nessuno scienziato ha potuto confermarlo, nemmeno quelli che l’hanno provato di persona. E sarebbe proprio buffo se fosse vero. In fin dei conti questa saggezza da bere è del tutto sconosciuta nei Paesi dove non si parla tedesco. In compenso anche la Francia ha un suo detto, però riguardo al mischiare vino rosso e bianco: «Blanc sur rouge, rien ne bouge, rouge sur blanc, tout fout le camp», ovvero bianco su rosso fa bene allo stomaco, rosso su bianco lo stomaco si ribella. Sebbene nessuno voglia negare che i francesi se ne intendano di vini e di bevute, anche in questo caso bisogna dire che la massima non è mai stata dimostrata scientificamente. Quali effetti abbia l’alcol dipende dalla quantità ingeri-

ta, dagli additivi contenuti nelle bevande e dagli alimenti solidi assunti insieme. In generale vale il principio: più l’alcol è puro e meno starà male il bevitore. A parità di quantità di alcol, una vodka bianca dà meno alla testa di un distillato di frutta a buon mercato o di un vino bianco ipersolforico. Anche alcuni alimenti invecchiati e contenenti albumina, come il formaggio stagionato o il pesce non freschissimo, possono sortire effetti sgradevoli se abbinati al vino. Potenziano l’assimilazione delle cosiddette ammine biogene, che possono portare a mal di testa, malessere e reazioni allergiche. In ogni caso si consiglia di bere sempre acqua per accompagnare le bevande alcoliche. La causa principale del mal di testa come postumo della sbornia è infatti la disidratazione (mancanza d’acqua) del corpo, e il conseguente disequilibrio (rapida sottrazione di sostanze dal sangue). Quindi meglio brindare dicendo: «Accompagnalo con acqua e la sbornia non ti darà problemi».


Escursione in famiglia

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Lode alle persone senza figli TeSTO & FOTO: Michael Krobath

Sta imperversando uno scontro di stili di vita, sostengono alcuni astuti imbrattacarte. Mentre i genitori tacciano le persone senza figli di essere egoiste irresponsabili, ai non genitori da sui nervi il crescente fondamentalismo della famiglia. Chiaramente il rapporto non è privo di tensioni. Ma proprio per questo, tracciare qui un solco insuperabile di pannolini sarebbe una stupidaggine. Le persone senza figli arricchiscono la nostra vita, e le nostre gite in famiglia. In primo luogo, hanno idee più avventurose perché credono di più nelle capacità dei bambini. Inoltre, il più delle volte sono organizzatori super-equipaggiati di eventi di primissimo livello. Prendiamo a esempio Priska e Thomas. Dobbiamo ringraziare questi due fanatici delle attività all’aperto, «outdoor freak» come ormai li chiamano in gergo, per alcune gite grandiose. Anche per questa: un’escursione in canoa sul suggestivo Hochrhein. Siamo partiti dall’attracco di barche a Rüdlingen SH, dove Thomas, come per magia, ha tirato fuori dallo zaino la sua canoa hightech di 18 chili. Mentre le donne s’incamminano sulla pista ciclabile lungo la riva, spingendo il passeggino con

dentro Paul (2), noi con Luis (6) ci lasciamo trasportare lentamente dalla corrente, costeggiando tane di castori e vigneti. C’è poco da pagaiare, perciò resta tempo per discorsi da uomini sugli indiani del Mississippi o sulla pesca con la mosca. Un’ora dopo incontriamo di nuovo le viandanti a Tössegg. Qui, dove il fiume forma un’ansa, il posto è ideale per una sosta. Chi non si è portato lo spuntino può andare a mangiare nel ristorante Tössegg, dove il pesce dev’essere squisito. Noi facciamo una grigliata sul grande prato lì vicino e poi andiamo a sguazzare in acqua, già che in questo punto il fiume è poco profondo. Nel secondo tratto della nostra gita può salire a bordo anche il piccolo Paul. Intoniamo canzoni di pirati, scansiamo i battelli di linea che ci vengono incontro e di tanto in tanto facciamo a gara con le altre canoe a chi pagaia più veloce. Dopo un’altra ora ecco apparire le case a traliccio di Eglisau e la nostra spedizione sul fiume sta per finire. Una gita estiva perfetta. Gente senza figli: grazie! > Informazioni e altri suggerimenti per gite in canoa su www.kanuland.ch


Movimento & relax

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I turchi fanno il vapore Nell’hotel schweizerhof di Lenzerheide nessuno viene messo nei cassoni per bagni a vapore. Nel più bell’hamam presente nelle Alpi svizzere il motto è: un velo di sudore con grandi effetti rilassanti. TeSTO: Christoph Kohler

Dire che gli stambecchi dei Grigioni hanno fatto un salto oltre il Bosforo sarebbe esagerato. Eppure, nell’hotel Schweizerhof bastano un paio di passi per aprire i battenti della cultura dei bagni orientali. Il bagno turco, l’hamam, non solo getta un ponte tra Oriente e Occidente, ma anche tra le arti: gli spazi sobri e sensuali in pietra e legno sono stati progettati dall’architetto svizzero Max Dudler, le pareti dai caldi rif lessi sono del pittore zurighese Mayo Bucher. uN RITuALE DI PuLIZIA __ Chi va all’hamam deve pren-

dersi tempo. Da un’ora e mezza almeno a due ore. E prima ancora un paio di minuti per togliersi tutti i vestiti e avvolgersi nel pestemal, un leggero telo bianco, indossato il quale le donne sembrano Cleopatra e gli uomini Giulio Cesare. Ma tutti sotto il pestemal sono nudi. La responsabile dell’hamam spiega pazientemente il procedimento. Gli ospiti non saranno mai in grado di pronunciare con la sua stessa facilità i nomi che distinguono le diverse stazioni del percorso di rilassamento: sogukluk, sicaklik, kese, bingül. Sembra di sentire una ninnananna tratta dalle Mille e una notte, il solo ascoltarla produce già un effetto distensivo in tutto il corpo. Dopo la doccia a pioggia, che propriamente è una doccia arcobaleno con luci cangianti, nel sogukluk ci attendono nubi di vapore dal gradevole profumo di erbe e catini in stagno color oro. Inizia il rituale della pulizia.

uN CENTRO CHIAMATO NABELsTEIN __ Al centro del-

la stanza si trova il nabelstein, luogo del riposo dopo ogni tappa. I piani in granito di Soglio sono riscaldati e inducono il fisico a un rilassamento totale, per cui qui ci si trova a guardare con stupore una sorta di parco di

sculture viventi in varie pose di distensione. Si continua con peeling, bagno, respirazione e riposo. Nel bingül, l’ultima stanza dell’hamam riscaldata a 45° C, sudano persino le pareti. Ma per gli habitué della sauna si tratta di una temperatura relativamente mite. Proprio in questo consiste la particolarità della cultura del bagno turco: il corpo non subisce shock termici nel passaggio da una stanza all’altra, anzi è sempre avvolto in un piacevole tepore. Per finire si arriva al camekan, la sala relax con lettini in pelle nera, una tavola riccamente imbandita con mele, mandarini, frutta secca e pasticceria turca, il tutto accompagnato da tè alla menta servito nei bicchieri e sciroppo dei Grigioni. Ci sono stati ospiti che qui sono caduti in un sonno profondo e dopo ore la responsabile dell’hamam ha dovuto svegliarli garbatamente. Ci decidiamo a uscire, con calma. Fuori, sulla via principale di Lenzerheide, il termometro indica tre gradi sotto zero. Be’, almeno la visita all’hamam ci ha scaldato il cuore per tutto il giorno. > Partecipi al concorso di scrittura ÖKK a pagina 18 e con un po’ di fortuna vincerà un ingresso per due persone presso l’hamam dell’hotel Schweizerhof di Lenzerheide per un valore di 130 franchi! Altre offerte e informazioni sull’hotel Schweizerhof su www.schweizerhof-lenzerheide.ch. Per le visite all’hamam è consigliata la prenotazione (081 385 25 11).


«Ogni diamante del ricordo è unico» afferma il giovane imprenditore Rinaldo Willy


Ritratto cliente

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Diamanti invece di lapidi «Rimembranza» in retoromancio si dice «algordanza»: e «Algordanza» è il nome della ditta di Rinaldo Willy e Veit Brimer. I due cittadini di Coira trasformano la cenere dei defunti in diamanti. TESTO: Virginia Nolan _ _ FOTO: Gian Marco Castelberg

Era una «perla d’uomo»: questa l’espressione più usata in molti memoriali. I due giovani imprenditori Rinaldo Willy e Veit Brimer di Coira hanno preso tale espressione alla lettera e trasformato la cenere dei defunti in diamanti, diventando leader del mercato mondiale in questo settore. RICORDO INTRAMONTABILE __ Che genere di persona

sceglie una pietra preziosa come ultima dimora? Secondo Willy non esiste un identikit preciso. L’idea dei diamanti piace molto più – sorprendentemente – ai cattolici che ai protestanti. Il maggior numero di urne che arriva a Coira presso la ditta «Algordanza», tra le 70 e 80 al mese, proviene dal Giappone e dalla Germania. «Gli svizzeri sono scettici» chiosa Willy. Eppure lui, che consegna ogni diamante ai cari del defunto personalmente almeno in Svizzera, ha sempre più da fare. Molte persone vogliono portare i loro amati scomparsi non solo nel cuore, ma anche, ad esempio, a una catenina, trasformati in diamanti che, contrariamente alla vita umana, sono eterni. Alcune famiglie, racconta Willy, scelgono un diamante al posto di una lapide anche per praticità: la scelta del luogo per una tomba convenzionale e le regole per mantenerla in ordine rappresentano spesso una complicazione, soprattutto se i parenti abitano lontano dal cimitero o l’uno dall’altro. Questo problema non si pone se si sceglie «Algordanza»: anziché una pietra tombale si possono semplicemente realizzare più pietre dalle ceneri del caro estinto in laboratorio, ovvero nel cuore della sede dell’altrimenti poco appariscente ditta sita nel quartiere industriale di Coira. Qui i chimici identificano la composizione della cenere, l’«impronta digitale»

chimica individuale che determina anche il colore del cristallo. «Ogni diamante è unico», dice Willy, «come la persona cara che si porta nel cuore». DALL’IDEA AL CRISTALLO __ Willy era studente di eco-

nomia e Brimer il suo docente, quando nel 2003 si ritrovarono tra le mani un articolo di uno scienziato russo che era riuscito a trasformare in diamanti il carbonio rimasto in resti vegetali bruciati. La Russia è leader nella produzione di diamanti realizzati mediante processo di sintesi, nel quale la grafite, sottoposta ad alta pressione, viene trasformata in cristallo di diamante. «Ci siamo chiesti se fosse possibile ricavare del carbonio anche da cenere animale», ricorda Willy. Alcuni mesi e tante telefonate dopo, il russo si unì al progetto. Per un anno gli scienziati si chiusero in un laboratorio preso in affitto presso l’ ETH tentando la sintesi con cenere animale, prima dunque che Willy e Brimer, nell’estate del 2004, creassero «Algordanza». Con la loro idea brillante, nel vero senso della parola, l’impresa non ha collezionato solo consensi: le critiche non si sono fatte attendere, il loro progetto è considerato macabro e eticamente scorretto. E anche disonesto: un diamante può costare dai 4’000 ai 20’000 franchi. Willy risponde a tono all’accusa di «fabbricasoldi», asserendo che i costi di ricerca e produzione dei diamanti sintetici sarebbero molto più elevati delle spese correnti di sepoltura, per le quali nella sola area germanofona si spenderebbero 6 miliardi di franchi l’anno. «Quello che noi assicuriamo», tiene a precisare Willy, «è un trattamento delle spoglie curato e rispettoso». Conservare il ricordo di una persona in modo dignitoso è dovere dei congiunti. Algordanza é un cliente aziendale di ÖKK


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