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A N A C S O T

Numero 40/ 2013 - Anno 3

UNA S OL A F A C C I A MercoledĂŹ la Toscana si ferma: sciopero generale, iniziative in ogni territorio Gramolati: "In piazza il Paese reale contro il Paese delle chiacchiere" pagine 2-7 In primo piano Non studiano nĂŠ lavorano: sono 60mila i giovani toscani "neet" pagina 8 Pirelli, il Valdarno si mobilita e Tronchetti lancia avvertimenti pagina 9 Porti, il successo dello sciopero dei lavoratori: adesione al 90% pagina 10 Il sindacato europeo lancia il Piano-lavoro, Camusso plaude pagina 15

La Newsletter settimanale

11.11.2013


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Editoriale

di Alessio Gramolati

Segretario generale CGIL Toscana

In piazza con il Paese reale contro il Paese delle chiacchiere Da oggi inizia in tutto il Paese la mobilitazione di CGIL CISL e UIL per modificare la Finanziaria. In Toscana lo sciopero generale di 4 ore è previsto per mercoledì 13 novembre. E’ una iniziativa importante in un momento difficile. Eppure proprio perché scioperare in una situazione così non è semplice, l’iniziativa unitaria assume una forza straordinaria. Proprio questa forza oggi può cambiare il segno di una manovra che non ha equità e non sostiene la ripresa. Oggi in Parlamento sono in campo migliaia di emendamenti, spesso contraddittori. E come tali non danno un indirizzo, un’anima alla manovra finanziaria.

La mobilitazione di questa settimana può fare la differenza: perché se il Paese reale si rimette in moto, il Paese delle chiacchiere si ritrae e noi abbiamo bisogno di fatti concreti non di discorsi. E’ tempo di agire perché i problemi del Paese non possono più attendere. Non sprechiamo questa occasione: il 13 la Toscana che lavora faccia sentire la sua voce Vedi tutti gli editoriali

n. 40 - 11 novembre 2013


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Primo piano Sciopero generale di 4 ore: dove e come, il programma di mercoledì La Toscana si ferma mercoledì 13 novembre, giorno scelto da Cgil­Cisl­Uil della Toscana per l'adesione allo sciopero generale indetto dai sindacati nazionali con l'obiettivo di modificare la Legge di Stabilità, che il governo sta varando, con interventi in direzione dell'equità, del lavoro e dello sviluppo. Tra le richieste al governo: meno tasse a lavoratori e pensionati, investimenti a sostegno dell'occupazione, rivalutazione delle pensioni, efficientamento della spesa pubblica e rinnovo del Contratto nazionale del pubblico impiego, rifinanziamento della Cassa integrazione, lotta all'evasione fiscale, correzione delle iniquità della nuova tassazione immobiliare. Oltre allo sciopero (che sarà di quattro ore in ogni territorio toscano), in ogni provincia della Toscana ci sarà un'iniziativa di Cgil­Cisl­Uil. IL PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE FIRENZE: concentramento alle 9,30 in piazza Cavalleggeri a Firenze, corteo e comizio conclusivo in piazza Ognissanti (parlerà Domenico Proietti, segretario nazionale Uil) BUONCONVENTO (SIENA): alle ore 9 concentramento in piazzale Garibaldi. Ore 9,30 partenza del corteo, ore 10 arrivo in piazza Matteotti e interventi dal palco. Ore 11 conclusione LUCCA: presidio unitario in piazza Napoleone, ore 9. Comizio dei tre segretari generali provinciali Cgil, Cisl e Uil Franco Chiriaco, Massimo Bani e Antonio Malacarne PISA: concentramento ore 8,30 in piazza Vittorio Emanuele II, corteo per le vie cittadine e comizio conclusivo in piazza Mazzini (davanti alla Prefettura) PISTOIA: piazza del Duomo (lato Prefettura), presidio dalle 9 alle 13 LIVORNO: presidio in piazza Unità d'Italia di fronte

alla Prefettura dalle 9 alle 11 PIOMBINO: ore 9­11 presidio in piazza Caduti del lavoro, poi “catena umana” con comizio conclusivo in piazza Verdi. Interventi di uno studente e del segretario generale Uil Toscana Vito Marchiani MASSA­CARRARA: a Massa concentramento ore 10 in piazza Garibaldi, corteo e comizio in piazza Mercurio con intervento conclusivo di Nicola Nicolosi (segretario nazionale Cgil) GROSSETO: in piazza della Vasca presidio permanente dalle 10 alle 22 AREZZO: presidio dalle 10 in piazza San Jacopo PRATO: presidio in via Cairoli (davanti alla Prefettura), ore 10­12,30 PRATO: presidio in via Cairoli (davanti alla Prefettura), ore 10­12 LE MODALITA' DELLO STOP SCUOLA e AFAM: un'ora (la prima o l'ultima di servizio o lezione) per scuola statale, non statale e formazione professionale UNIVERSITA' e RICERCA: quattro ore TPL: Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno: TIEMME, dalle 8,30 alle 12,30. Impianti fissi e impiegati ultime 4 ore del turno di mattina. LEGGI TUTTO

n. 40 - 11 novembre 2013


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13 novembre

Facce da manifestazione/1 "Io sciopero perché..." CRISTINA PIERATTINI

SIMONETTA VALENTINI

(Slc, Maggio Musicale Fiorentino)

(Arezzo, Rsu Coop Service)

"Io ci sarò. La 'stabilità' non può inchiodare un "Cosa accade quando c’è crisi? Si tagliano i paese all'incertezza e condannarlo posti di lavoro. E quali sono i primi ad essere all'impotenza. La politica deve rispondere alle cancellati? Quelli delle pulizie. Il mio settore, richieste dei sindacati che domandano quello delle cooperative di pulizie, ha gli stipendi l'applicazione della nostra carta costituzionale: più bassi, la precarietà puiù alta, i rischi essere una repubblica fondata sul lavoro maggiori. E quando c'è da ridurre i costi, iniziano affinché vengano eliminate le disuguaglianze" da noi. Per questo farò sciopero"

MARCELLO GOSTINELLI

MAMADOU SALL

(Fiom, Pirelli Figline Valdarno)

(Filctem, Capp Plast Campi Bisenzio)

"E' importante esserci per chiedere alla politica quelle riforme che vadano incontro al mondo del lavoro e dell'impresa. Come fa ad andare avanti un'azienda che ha la pressione fiscale al 70% e deve fare i conti con la nostra burocrazia? Sta alla politica intervenire, e noi come sindacato dobbiamo chiederlo a gran voce"

"Per i lavoratori dipendenti e i cittadini stranieri sono aumentate le tasse. Per il rinnovo del permesso di soggiorno si paga sempre di più, ma si dovrebbe farlo in proporzione alle possibilità. E se non hai lavoro, niente rinnovo. Molte famiglie straniere tornano a casa perché qui non ce la fanno più economicamente"

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13 novembre

Facce da manifestazione/2 "Io sciopero perché..." GIUSEPPE MARTELLI

LUCA D'ONOFRIO

(Cgil)

(Camera del lavoro di Pisa)

"Scioperiamo perché a stare fermi non cambia nulla, e invece c'è bisogno che cambino tante cose, soprattutto per dare un presente e un futuro anche ai più giovani. E io sciopero anche perché ho 28 anni e non ho per niente voglia di smettere di lottare per un Paese che dia a tutti le stesse opportunità"

"E' giusto scioperare perché un Paese che non investe sulle nuove generazioni non ha futuro. E in questa Legge di Stabilità che il governo sta varando non c'è quello che serviva per determinare una vera svolta nella direzione della creazione di sviluppo e di lavoro per chi non ce l'ha"

LORETTA COMIOTTO

GIUSEPPE FERLATO

(Filcams, Colser Siena)

(Fiom, Rimor Poggibonsi)

"Anche in questi giorni vediamo come in questa "La Legge di Stabilità non risponde ai reali Legge di Stabilità mancano le risorse per coprire bisogni del Paese. Da tempo si assiste a una i buchi. La coperta resta corta, sia che si tiri di deindustrializzazione che sta diventando qua o di là, e qualcosa rimane sempre scoperto. desertificazione. Ora si lasciano in sospeso i veri C'è solo una cosa da fare: prendere risorse da problemi, come i posti di lavoro che si perdono e chi ce le ha, e non dai soliti noti cioè lavoratori e non si ritrovano. Il mio settore, ad esempio, ha pensionati" pagato un prezzo altissimo" n. 40 - 11 novembre 2013


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13 novembre

Facce da manifestazione/3 "Io sciopero perché..."

ENRICO PEDINI

ALEANDRA LABARDI

(pensionato Livorno)

(Livorno, operaia metalmeccanica)

"Sciopero perché questa manovra colpisce “Sciopero perché il governo deve rifinanziare ancora una volta noi pensionati già penalizzati immediatamente la Cassa integrazione per dare dal blocco della rivalutazione delle pensioni e un po' di certezze a quei lavoratori che dallo dall’aumento delle tasse. In questo quadro di scorso aprile sono senza alcun tipo di sostegno crescente disoccupazione, soprattutto giovanile, per andare avanti. E qui da noi a Livorno ce ne colpire le pensioni significa colpire un importante sono tanti, soprattutto nel settore strumento di sostegno al reddito" metalmeccanico”

GIOVANNI GOLINO

GIULIA DA MARIO

(dipendente pubblico)

(Cgil)

“Sciopero perché i tagli previsti da questa Legge "Io sciopero per l'Italia e per il lavoro. E perché è di Stabilità andranno a colpire ancora una volta i un diritto del lavoratore con cui può esprimere il dipendenti pubblici e tutti quei lavoratori, più dissenso verso manovre inique. Sciopero deboli e indifesi, che offrono ogni giorno quei perché oggi ho un lavoro a tempo determinato e servizi fondamentali per tutti i cittadini. E tutto voglio continuare a sperare che domani le cose questo si scaricherà rovinosamente anche cambieranno e anch'io, come altri precari, avrò sull’utenza” di nuovo diritto a progettare il mio futuro" n. 40 - 11 novembre 2013


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13 novembre

Facce da manifestazione/4 "Io sciopero perché..."

GINO PITTI

MARUSCA GAGGI

(Rsu Provincia Arezzo)

(Cgil)

"Noi dipendenti delle Province abbiamo una “Sciopero perché si torni a parlare di equità duplice ragione per scioperare perché siamo sociale, nella distribuzione delle risorse, nella doppiamente a rischio. Da una parte il blocco tassazione di stipendi e pensioni: oggi molti del contratto. Dall’altra la specifica situazione pensionati sono, in molti casi, unico sostegno con l’incertezza sul futuro dell’Ente, del nostro economico per famiglie. Sciopero per fermare il salario e del nostro lavoro. In Toscana continua continuo attacco allo stato sociale e per tutti quei a non esserci un’idea chiara su che accadrà" precari che non possono scioperare"

ALESSANDRO RAPEZZI

ALICE D'ERCOLE

(segretario generale Flc Toscana)

(Fp Cgil Toscana)

“Questa manovra è ingiusta perché non prende le risorse dove dovrebbe ma dai redditi da lavoro dipendente. Sciopero per difendere il potere di acquisto dei salari, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e per avere una maggiore equità nel contenimento della spesa pubblica"

"In piazza perché la Legge di Stabilità colpisce in particolare il pubblico impiego: niente certezze sulla stabilizzazione dei precari, taglio della vacanza contrattuale 2013 e 2014, non rinnovo del Contratto. E si continua col blocco dei fondi destinati alla contrattazione decentrata, con tagli che mettono a rischio i servizi essenziali"

n. 40 - 11 novembre 2013


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Il fenomeno Non studiano e non lavorano 60mila i giovani toscani rassegnati

Un giovane su cinque in Toscana è senza lavoro e, nel primo semestre 2013, per la prima volta la disoccupazione degli under 30 nella regione svetta le 100.000 unità, raggiunge quota 102.268. Ma il dato più impressionante riguarda i cosiddetti Neet (Not in education, employment or training), i ragazzi che non studiano, non cercano lavoro, non fanno formazione e tirocini, i rassegnati, quelli che nella rielaborazione dei dati Istat l’Irpet definisce inattivi: sfiorano i 60.000, rappresentano il 58% dei disoccupati, mostrano una ferita addirittura più profonda e dolorosa della piaga sociale della disoccupazione tout court. «E’ un fenomeno in crescita, esplosivo, un problema enorme» dice Nicola Sciclone, ricercatore dell’Irpet. Tra il 2008, ovvero prima della crisi, e il primo semestre 2013, la progressione della quota degli under 30 disoccupati è impressionante: 12% nel 2008, 16% nel 2010, 17% nel 2011, 18,5% nel 2012, 20% quest’anno con un salto in valore assoluto da 60.238 a 102.268 unità. Ma allarmanti sono anche altri dati che mostrano il fenomeno in tutta la sua gravità e certificano la peggiore qualità dell’occupazione giovanile. Se dal 2008 si sono persi in generale 38.000 posti di lavoro, questo dato è il saldo tra una minore occupazione giovanile pari a 55.000 unità e una maggiore occupazione di 18.000

persone tra gli over 30. «I giovani sono più esposti al ciclo economico negativo — spiega Sciclone — e in alcuni settori le aziende preferiscono assumere personale esperto e quindi più maturo». Per quanto riguarda la qualità dell’occupazione, a tempo determinato sono il 38% dei giovani e meno del 10% degli adulti, questi ultimi più presenti negli impieghi “protetti” come quello nella pubblica amministrazione: il 25%, mentre i giovani meno del 10%. A Villa La Pietra, una conferenza internazionale ha affrontato il tema «Generazione senza lavoro: giovani disoccupati e scoraggiati», ha analizzato l’andamento del fenomeno all’interno dei diversi paesi dell’Unione Europea e valutato le politiche della Commissione Ue. E così, oltre ai numeri, emergono le cause del boom dei Neet, cause che per quanto riguarda l’Italia e la Toscana non si fermano alla crisi economica globale. «Incide lo scollamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro» dice, ad esempio, Giampiero Gallo, professore di Economia all’Università di Firenze e tra gli animatori del meeting di La Pietra. LEGGI TUTTO

IL PROGETTO ADOTTARE LA "GARANZIA GIOVANI" LE PROPOSTE DELLA CGIL PER LA GENERAZIONE "NEET": CONTRATTO, TIROCINIO, CORSO O IMPIEGO PER GLI UNDER 29

n. 40 - 11 novembre 2013

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La vertenza

Pirelli, il Valdarno si mobilita Steel-cord, avvertimento di Tronchetti Lo scorso lunedì 4 novembre i lavoratori della Pirelli di Figline hanno scioperato e manifestato. La sera, al teatro di Figline, c'è stata un apartecipata assemblea sul futuro della fabbrica, a rischio per i piani della Pirelli intenzionata a venderla. "La serata di lunedì 4 novembre è stata bella e utile, c'è stata tanta gente e anche i parlamentari e i rappresentanti delle istituzioni ci hanno fatto sentire che non siamo soli. La Pirelli ha aperto molti stabilimenti a giro per il mondo grazie al know how italiano, e ora non può accettare che chiuda uno italiano. Auspichiamo che i parlamentari toscani si impegnino a salvare la nostra fabbrica", spiega Marcello Gostinelli (Fiom Firenze). LEGGI TUTTO E da Londra Tronchetti Provera spiega: "Lo steel­cord? Solo se conviene". LEGGI TUTTO

FIRENZE TARGETTI: EVITATI I LICENZIAMENTI, SI PROSEGUE CON LA SOLIDARIETA' CALOSI: "E' UNA VITTORIA DEI LAVORATORI" LEGGI TUTTO

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L'agitazione Sciopero dei porti, in Toscana ha aderito il 90% del personale 'contrattualizzare' elementi che possano snaturare l'impianto originario che, da tutta la comunità portuale nazionale, è stato fino ad oggi considerato un fattore importante per il rilancio dell'economia portuale fin dal 2000 e che dovrà esserlo anche per il futuro. Con lo sciopero diciamo no anche al tentativo di smembramento dell'impianto regolatorio della legge sui porti 84/94 che produrrebbe effetti devastanti sull'organizzazione del lavoro e sul mercato delle imprese a spese dei lavoratori dei porti. Serve, invece, il consolidamento ­ hanno chiesto i tre i sindacati ­ del modello di organizzazione del lavoro che vede la propria centralità nelle imprese autorizzate, l'unico soggetto al quale i terminalisti possono fare ricorso per lo svolgimento di lavoro portuale temporaneo ed inoltre serve la definitiva soluzione al problema legato alla irragionevole estensione ai dipendenti delle Autorità Portuali di norme riferite ai dipendenti pubblici. Su questi temi ­ hanno concluso ­ abbiamo impegnato il Governo ed il Parlamento presentando specifici emendamenti, chiedendo risposte concrete, efficaci e condivise”.

Sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori dei porti (venerdì scorso), in Toscana ­ a Carrara, a Livorno e anche Piombino ­ l'adesione del personale ha toccato picchi di oltre il 90%, in attesa di vedere il turno notturno. In ognuno dei tre porti, ai varchi di entrata e di uscita, ci sono stati dei volantinaggi sui perché dell'agitazione da parte dei lavoratori e dei sindacati. I lavoratori dei porti in Toscana sono circa 3mila diretti, più almeno altrettanti interessati dall'indotto. Commenta Riccardo Barontini, responsabile Attività portuali di Filt Cgil Toscana: “Un risultato ottimo, più che soddisfacente. Non dimentichiamo che scioperare costa, soprattutto in un momento di crisi economica. Ma il fatto che ci sia stata una così alta adesione testimonia che i lavoratori sanno come a rischio non ci sia solo il Contratto, ma il lavoro portuale in quanto professione. Oggi, dunque, è L'INIZIATIVA arrivato un messaggio che parla di una vera e propria presa di coscienza dei portuali: vogliamo difendere il nostro lavoro, la nostra identità, con grande determinazione. Ora aspetteremo l'evoluzione della trattativa nazionale coi firmatari del nostro Contratto”. Le ragioni dello sciopero indetto sono state così illustrate dalle segreterie nazionali di Filt­Cgil, Fit­Cisl e Uiltrasporti: “Le motivazioni risiedono principalmente nella fase di stallo in cui il negoziato ARRIVA L'EBOOK FISAC per il rinnovo del Contratto nazionale si è venuto a trovare con le posizioni dalle nostre controparti, a SULLO SCIOPERO DEI BANCARI DEL 31/11 oltre dieci mesi dall'inizio della trattativa, che SCARICA rimangono distanti. Ci rifiutiamo ­ hanno spiegato ­ di n. 40 - 11 novembre 2013


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La partita Cassa integrazione in deroga, mobilitazione nazionale il 19 novembre Cassa integrazione in deroga: un giudizio unanime sull'insostenibilità della situazione e sui rischi di pesanti ricadute su lavoratori e aziende, è stato espresso a conclusione dell'incontro, convocato dall'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, della Commissione regionale tripartita, che riunisce sindacati e associazioni di categoria. Nel corso della riunione l'assessore Simoncini ha riferito sugli esiti dell'incontro avuto mercoledì a Roma con il sottosegretario al lavoro dell'Aringa. Il governo stanzierà altri 330 milioni per coprire le richieste di cassa in deroga per il 2013, anche se, quasi sicuramente, queste risorse non arriveranno prima del gennaio 2014. Il ministero delle finanze dovrebbe, a giorni, sbloccare il decreto, fermo da agosto, che ha predisposto lo stanziamento di 500 milioni, di cui 33 per la Toscana. Da lunedì partiranno le autorizzazioni relative a questa tranche

di finanziamenti. Con l'ulteriore stanziamento di 330 milioni, la Toscana dovrebbe ricevere altri 22 milioni. "Sono risorse del tutto insufficienti ­ ha ribadito Simoncini ­ che qui in Toscana al massimo ci permetteranno di rispondere alle richieste pervenute fino alla fine di luglio. Mentre abbiamo, al 30 ottobre, oltre 6500 domande giacenti per un totale di quasi 23 mila lavoratori. Tutte le richieste arrivate da agosto in poi resteranno scoperte". LEGGI TUTTO MOBILITAZIONE IL 19 NOVEMBRE Per chidere somme adeguate alle domande presentate, per la certezza del finanziamento Cgil Cisl Uil hanno deciso una moblitazione nazionale. E' in programma per il prossimo 19 novembre un preidio nazionale al Ministero economia e Finanze. LEGGI TUTTO Assemblea Regionale dell’Area Programmatica LAVORO E SOCIETÀ ­ TOSCANA 22 NOVEMBRE 2013 ore 9:00 ­ 13:30 TEATRO PUCCINI, FIRENZE, Via delle Cascine, 41

Verso il 17° Congresso Cgil "Alzati giunco e affronta la tempesta" Relazione introduttiva di Sandra Cappellini, Segretaria CGIL Toscana Interventi di Quadri e Delegati Intervento di Alessio Gramolati, Segretario Generale CGIL Toscana Conclusioni di Nicola Nicolosi, Segr. CGIL Nazionale e Coord. Naz.le Lavoro e Società

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Cgil Toscana I video della settimana del Canale YouTube LA PROTESTA Meccanizzazioni postali in lotta per difendere il posto di lavoro LA MANIFESTAZIONE "Bancari non banchieri" Il corteo del 31 ottobre

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ANZIANI SOTTO SFRATTO Interviste a Porzio, Cappelli, Leo, Maciocco e Marroni L'ANGOLO SPI Vaccino anti influenza, gratis per gli "over"

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Cgil Toscana I video della settimana del Canale YouTube IL COMPLEANNO Il Caaf toscano compie 20 anni: un servizio da 500mila pratiche annue

Il convegno a Firenze Interviste a Farnesi, Graziani, Angelini, Ferrari e Martini

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L'ASSEMBLEA

Attivo dei quadri e dei delegati della Funzione Pubblica

Intervista a Salvatore Chiaromonte (segretario nazionale Fp) e Fulvio Tanini (Fp Firenze) GUARDA IL VIDEO

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La rubrica DILEMMA IN BUSTA PAGA INDENNITA' O SUPERMINIMO? Leggendo una busta paga, può capitare di imbattersi in voci di cui, vuoi per il frequente utilizzo di terminologia impropria da parte delle aziende, vuoi per la oggettiva complessità ed eterogeneità degli elementi che compongono la retribuzione del lavoratore, è oscura la natura. Un esempio è rappresentato da quelle voci, talvolta denominate indennità di mansione o di funzione, che potrebbero astrattamente essere qualificate sia come indennità che come superminimo. E ciò senza parlare dei casi in cui il datore di lavoro, magari con l’intento fraudolento di non aumentare la base imponibile per il calcolo del TFR, qualifiche le stesse voci come rimborsi spese (di spese in realtà mai sostenute). Sotto un profilo strettamente teorico, la differenza tra indennità e superminimo individuale (o “ad personam”) è chiarissima. Le indennità rappresentano infatti elementi della retribuzione erogate al lavoratore addetto allo svolgimento di compiti che comportano particolari oneri, disagi o rischi per la salute. Esse, pertanto, hanno la funzione di compensare il maggior disagio patito dal lavoratore per lo svolgimento di una specifica mansione o per le particolari modalità in cui essa è svolta e, di

norma, trovano la loro fonte nella contrattazione collettiva. Tali sono – solo per citare alcune delle ipotesi più note – l’indennità di cassa/maneggio denaro, l’indennità per lavoro notturno, per lavoro nel sottosuolo e per lavoro all’estero. Il superminimo, viceversa, scaturisce normalmente da una pattuizione individuale tra datore di lavoro e lavoratore e, per tale motivo, può essere connesso alle ragioni più disparate. Generalmente, comunque, esso è erogato in ragione di specifiche abilità, competenze o esperienza del lavoratore, oppure come strumento per incentivare il lavoratore (specie se particolarmente qualificato) a prestare opera per un’azienda piuttosto che in favore di un’altra, che magari non gli garantirebbe una retribuzione altrettanto alta. Tali differenze si riflettono direttamente anche sulla disciplina dei due istituti. Se, infatti, una indennità è strettamente connessa allo svolgimento di una mansione (o alle particolari modalità con cui è svolta), ciò significa che, ove vengano meno i presupposti per la sua erogazione, questa non è più dovuta. L’eliminazione del superminimo, invece, si traduce sempre in una riduzione della retribuzione, incompatibile con il dettato dell’art. 2103 codice civile.

a cura dello Studio Rusconi

Via della Condotta 12, 50122 Firenze partita iva 05724800486 Tel. 055-2302805

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NonSoloToscana

Il Ces (il sindacato europeo) lancia "un Piano per l'Europa e il lavoro" Investire ogni anno il 2% del pil (in aggiunta a quanto già stanziato) in crescita e occupazione sostenibili, per creare una nuova base industriale, lavori di qualità e opportunità di formazione. Un piano di stimolo per l’economia europea che dovrebbe durare 10 anni, così da creare fino a 11 milioni di nuovi posti di lavoro favorendo la ripresa sociale ed economica del continente. È questa la ricetta della Ces, la Confederazione europea dei sindacati, che oggi (7 novembre) ha lanciato il suo Piano per una nuova Europa (“A new path for Europe”) chiedendo al prossimo Parlamento europeo, che sarà eletto nella primavera del 2014, un “reale cambiamento” che consenta di “affrontare la crisi economica”. Il Piano del sindacato europeo sigilla iniziative analoghe già emerse, in questi mesi, a livello nazionale. Come ad esempio il Piano del lavoro della Cgil, o il Piano Marshall lanciato dal Dgb, la confederazione sindacale tedesca. Tutte proposte che hanno in comune la richiesta di una vera politica industriale e di sviluppo ispirata a impostazioni neo­keynesiane, e la convinzione che non si esce dalla crisi più grave da un secolo a questa parte semplicemente “lasciando fare” al mercato o peggio ancora con ricette di austerità, ma che occorre un protagonismo dei governi, degli stati, della politica, e scelte che rilancino l’economia a partire dal lavoro. Dopo 5 anni di crisi economica e sociale – sottolinea la Ces – le politiche di austerità hanno fallito nell’obiettivo di avviare la ripresa in

Europa. Le economie sono in piena stagnazione, i giovani sono costretti alla disoccupazione o a emigrare, e si allarga la divisione tra gli Stati europei”. Il Piano si basa invece su una “maggiore solidarietà in Europa” e sui princìpi della “democrazia, stabilità e coesione”. LEGGI TUTTO IL PLAUSO DI CAMUSSO “Considero di grande importanza il voto con cui oggi a Bruxelles il comitato esecutivo della Ces (Confederazione europea dei sindacati) ha, all'unanimità, approvato la proposta di un Piano europeo di investimenti per la ripresa, l'occupazione e la crescita”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sottolineando: “L’importanza di un risultato che giunge alla fine di un lungo percorso di convergenza e di avvicinamento delle rispettive posizioni tra sindacati di Paesi con diverse culture e tradizioni, che oggi parlano con una voce sola rispetto alla necessità di dire basta all'austerità e di affermare un principio di crescita europea solidale e attenta agli Stati più in difficoltà”. LEGGI TUTTO

LA PRESENTAZIONE L'INCA CGIL ILLUSTRA A LONDRA IL PROGETTO "ACCESSOR" LE LINEE GUIDA SULL'OCCUPAZIONE ATIPICA NELL'UNIONE EUROPEA FOCUS SUI NUOVI CONTRATTI IN 8 PAESI

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Gli appuntamenti Il dibattito: Barca, Gramolati e Rossi IL CAPITALISMO ITALIANO E LE PARTECIPAZIONI STATALI Mercoledì 20 novembre, ore 21 Circolo Vie Nuove, viale Giannotti 13, Firenze FABRIZIO BARCA Direttore generale Ministero Economia PIERLUIGI CIOCCA Economista ­ Accademia Naz.dei Lincei ENRICO ROSSI Presidente Regione Toscana ALESSIO GRAMOLATI Segretario Regionale CGIL Toscana

Convegno sui centri per l'impiego I SERVIZI PER L'IMPIEGO NELLA CRISI ECONOMICA UN SERVIZIO PUBBLICO DA DIFENDERE E RAFFORZARE 26 novembre 2013, Istituto Stensen, ore 15 Viale Don Minzoni 25, Firenze

Introduce Daniele Quiriconi, Segreteria CGIL Toscana Comunicazioni di Debora Giomi, Segreteria Funzione Pubblica CGIL Toscana Interventi: Operatori Centri per l’Impiego della Toscana, Alessio Gramolati (Segretario generale CGIL Toscana), Gianfranco Simoncini (Assessore regionale al lavoro) Conclude Serena Sorrentino (Segreteria Nazionale CGIL) Coordina Walter Bartolini (Dip.to MdL CGIL Toscana)

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Cultura

I libri della settimana dall'archivio storico di Cgil Toscana LA

STORIA DIMENTICATA: DAL DOPOGUERRA

LA STORIA DELLA SICILIA AD "OGGI" ATTRAVERSO

LA VITA DI UN UOMO CHE HA DATO TUTTO SE STESSO

Autore: Enrichetta Angela Casanova Infuso (prefazione di Leoluca Orlando) Parole chiave: Sud ­ Sicilia ­ Meridione ­ Luigi Infuso ­ lavoro ­ dopoguerra Casa editrice: Ediesse. Pubblicato nel: novembre 2013. Pagine: 312 ISBN: 88­230­1807­5 Il lavoro, la crisi della società e la sua frammentazione, la necessità di dare nuova vitalità ai valori della fratellanza, della solidarietà e dell’impegno sociale hanno spinto l’autrice a mettere insieme i vari tasselli di una vita, quella di Luigi Infuso, vissuta con passione e determinazione tra i lavoratori, con la condivisione dell’intera famiglia. Non si può costruire il futuro senza conoscere le radici.

LEZIONI

PER

PIETRO INGRAO

Autori: Pietro Barcellona ­ Andrea Camilleri ­ Alberto Olivetti ­ Edoardo Sanguineti ­ Mario Tronti. Parole chiave: politica ­ Pietro Ingrao ­ Partito comunista ­ Novecento. Casa editrice: Ediesse. Pubblicato nel: ottobre 2013 Pagine: 144. ISBN: 88­230­1804­4 Il volume raccoglie cinque lezioni magistrali tenute dagli autori, tra il 2006 e il 2013, su invito del Centro per la riforma dello Stato nel giorno natale di Ingrao. Gli argomenti trattati riguardano temi e questioni che illuminano aspetti interessanti ed attuali della complessa figura e dell’opera di Ingrao, affrontati nel più ampio orizzonte della cultura e delle vicende di mezzo secolo. Il libro contribuisce a precisare e indicare situazioni e problemi che assumono consistente rilevanza nel contesto dell’attuale dibattito politico e culturale.

I volumi possono essere presi in prestito per un periodo massimo di un mese Via Pier Capponi 7 ­ 50132 Firenze web: http://www.tosc.cgil.it/ftp/centrodocumentazione/docume_home.htm mail: centrodocumentazione.regionale@tosc.cgil.it ; Tel:055.5036288

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Taccuino IL ROMANZO PRESENTAZIONE DEL LIBRO "L’ITALIA S’È ROTTA" DI FABIO BOSCHERINI E FRANCESCO TUTINO FIRENZE ­ PALAZZO VECCHIO SALA DELLE MINIATURE MERCOLEDÌ 27 NOVEMBRE 2013

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In breve

Monteriggioni, è stato rinnovato il contratto integrativo aziendale alle Fonderie valdelsane Dopo l’approvazione da parte dell’assemblea dei lavoratori è stato siglato da Fonderie Valdelsane e rappresentanze sindacali l’accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. “Nonostante le congiunture economiche negative in atto nel paese ­ spiega la FIOM CGIL senese ­ gli investimenti realizzati da Fonderie Valdelsane per il miglioramento qualitativo e produttivo ed il concreto impegno dei lavoratori hanno prodotto una crescita dell’Azienda. Per il premio di risultato sono stati infatti confermati per il prossimo triennio gli indicatori precedenti, che hanno prodotto fino ad ora dei buoni risultati in termine di erogazione economica”. “Inoltre ­ prosegue il sindacato ­ è stato rafforzato il capitolo riguardante il mercato del lavoro, per monitorare e ridurre l’utilizzo del lavoro precario a favore della stabilizzazione”. FIOM CGIL sottolinea come la riproposizione nel tempo della contrattazione aziendale, pur in momento di estrema difficoltà del sistema economico, rappresenti un’importante occasione di risposta alle aspettative dei lavoratori. LEGGI TUTTO

Firenze, operaio muore sul cantiere. Il dolore e la denuncia di Fillea e Camera del lavoro La lettera di Marco Benati (Segr. Gen. FILLEA CGIL di Firenze): "I lavoratori edili di Firenze si stringono in un forte abbraccio attorno alla famiglia dei Gianfranco Fabretto, deceduto ieri mentre lavorava in cantiere e piangono per l'ennesima volta la morte di un collega di lavoro. Si tratta della perdita di un operaio esperto e, senza entrare nella dinamica dell'infortunio, restiamo in attesa dei risultati dell'indagine. Quello che ci preme sottolineare è che purtroppo in molti hanno sbandierato negli ultimi mesi dati di diminuzione degli infortuni nei cantieri, mentre in realtà se si rapporta il numero degli infortuni alla diminuzione del lavoro per la crisi e all'aumento del lavoro nero, l'incidenza degli infortuni in edilizia è certamente crescente. L'allarme per la sicurezza nei cantieri deve essere massimo e tale deve essere il livello di controllo dei cantieri, proprio perché la crisi ed imprenditori senza scrupoli, che danneggiamo quelli onesti, stanno spingendo il lavoro in edilizia a forme sempre più precarie, rendendo gli operai sempre più ricattabili con rapporti di lavoro anomali e strane “forme” di impresa in cui la formazione per la sicurezza ed il rispetto per chi lavora è al ribasso! Oggi anche nei cantieri di Firenze osserviamo sempre più forme anomale di impiego dei lavoratori: falsi lavoratori autonomi, soci di finte cooperative, associazione di impresa". LEGGI TUTTO

Comune di Siena, fallisce la conciliazione Lavoratori in mobilitazione, assemblee e presìdi Si sono riuniti presso la Prefettura di Siena alla presenza del Capo Gabinetto Dr. Rosa Inzerilli le Organizzazioni sindacali CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, DICCAP SULPM, la RSU del Comune di Siena ed i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale Dr. Francesco Ghelardi e Dr. Luciano Benedetti, per espletare il tentativo di conciliazione sulla vertenza in atto inerente il recupero forzoso da parte del Comune delle indennità ritenute ‘atipiche’ dall’Ispettore del MEF. L’interpretazione del Ministero è infatti fortemente contrastata dalle Organizzazioni sindacali, “considerato ­ spiegano CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, DICCAP SULPM e RSU ­ anche l’alto senso di responsabilità e disponibilità che ha da sempre caratterizzato il servizio svolto dai lavoratori”. Nell’incontro il Sindacato ha riconfermato “la legittimità della contrattazione decentrata determinata nell’ambito della piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro pubblico” e ha chiesto di conseguenza il ritiro degli atti dirigenziali relativi alla messa in mora e al recupero delle indennità corrisposte. L’Amministrazione Comunale ha invece ribadito che procederà senza indugio alla notifica a tutti gli interessati degli atti di messa in mora e al recupero delle indennità afferenti l’anno 2012, proseguendo successivamente alla messa in mora del quadriennio 2008­2011 per le stesse indennità. LEGGI TUTTO

n. 40 - 11 novembre 2013


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