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A N A C S O T

Numero 38/ 2013 - Anno 3

UN GI OV E D I ' D I L OT T A Il 31 ottobre i bancari e i lavoratori dei pubblici esercizi scendono in piazza I segretari Romano e Bernardini: "GiĂš le mani dal Contratto nazionale" pagine 4-7 In primo piano Toscana, lo sciopero generale si farĂ  il 13 novembre pagine 2-3 "Il lavoro al centro": Lattuada alla Shelbox di Castelfiorentino pagine 8-9 Dalla Cigs alla ripresa: la storia della Magna di Guasticce pagina 10 Il rapporto Ires sull'economia, la lotta degli operai Lucchini pagine 11-12

La Newsletter settimanale

28.10.2013


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Editoriale

di Alessio Gramolati

Segretario generale CGIL Toscana

Segnatevi questa data: 13 novembre, la Toscana si ferma Siamo delusi, perché vediamo che, dopo tante parole rassicuranti dei ministri, la Legge di Stabilità non va nella direzione dell'equità e della giustizia. Siamo arrabbiati, perché ancora una volta i più deboli non vengono aiutati e tutelati come si dovrebbe, mentre una certa classe dirigente è sempre in soccorso di chi casca sempre in piedi. E siamo preoccupati, perché non sono state fatte le scelte che servivano per ridare sviluppo e lavoro a questo Paese, e perché è stata persa un'altra occasione per dare un segnale di inversione di rotta. Ma, detto tutto questo, la cosa più importante è che non siamo rassegnati. Proprio per niente. E lo diremo a chiare lettere mercoledì 13 novembre. E' in quel giorno che Cgil, Cisl e Uil della nostra regione hanno deciso di partecipare allo sciopero generale, ed è in quel giorno che la Toscana si fermerà per quattro ore. Ci saranno manifestazioni e presìdi in ogni capoluogo toscano. La Legge di Stabilità non determina il cambiamento necessario all'Italia, che resta in recessione e perde lavoro. Per questo i

sindacati incalzeranno le forze politiche perché vengano introdotte delle modifiche importanti durante l'iter parlamentare della ex legge Finanziaria, a partire da una redistribuzione a vantaggio delle categorie più deboli, lavoratori, pensionati, giovani. E, a metà novembre, le tre confederazioni riuniranno i loro organismi unitari per valutare i risultati ottenuti. Stupisce infine che il premier abbia definito la nostra iniziativa di sciopero “precipitosa”, quando la Legge di Stabilità è già stata presentata in Senato e ha già iniziato il suo iter. Il tempo stringe, il Paese rischia di perdere un'altra volta. E non possiamo permettercelo. Vedi tutti gli editoriali

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Primo piano Uno sciopero generale con 4 ore di stop in tutti i capoluoghi Lettera ai Segretari generali, Ai Segretari organizzativi delle Categorie Regionali e delle strutture provinciali di CGIL CISL UIL della Toscana: "In accordo con la decisione delle Segreterie Nazionali di CGIL CISL UIL di proclamare uno sciopero generale per cambiare la Legge di Stabilità 2014, le Segreterie regionali di CGIL CISL UIL hanno deciso di proclamare lo sciopero di 4 ore per mercoledì 13 Novembre 2013. Abbiamo pertanto provveduto ad inviare la relativa comunicazione agli Organi competenti: Commissione Garanzia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Prefetti della Toscana, Ass.ni datori di Lavoro. Le organizzazioni sindacali garantiranno, anche a livello locale, il rispetto della disciplina vigente in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, come previsto dagli accordi e dalle provvisorie regolamentazioni di settore. Le manifestazioni saranno a carattere territoriale. Le Categorie dovranno comunicare agli organi competenti (come da fac­simile allegato) le modalità di adesione allo sciopero entro i termini previsti". Firmato: le Segreterie Unitarie coi Segretari organizzativi Dalida Angelini (CGIL Toscana), Rossella Bugiani (CISL Toscana), Rodolfo Zanieri (UIL Toscana). LA PIATTAFORMA DELLO SCIOPERO "Cambiare la Legge di Stabilità 2014 ­ Dagli sprechi e dalle rendite più risorse ai lavoratori e ai pensionati"; ecco il testo della piattaforma dello sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil: "La Legge di Stabilità presentata dal Governo non realizza quella svolta nella politica economica necessaria al Paese per uscire dalla recessione e tornare a crescere. Da tempo tutti gli osservatori indicano in una significativa riduzione delle tasse a lavoratori, pensionati ed

imprese che investono, la via principale per operare questa svolta. Ribadiamo che è necessaria una nuova politica europea che liberi risorse per finanziare gli investimenti a sostegno dell’occupazione, dell’innovazione e delle politiche sociali. CGIL, CISL e UIL chiedono al Governo e al Parlamento di rifinanziare subito la cassa integrazione e di dare certezze a tutti i lavoratori esodati. È indispensabile una decisa modifica della Legge di Stabilità. Per gli interventi in materia fiscale l’iter parlamentare di approvazione della Legge di Stabilità deve essere l’occasione per diminuire realmente le tasse a lavoratori dipendenti, pensionati ed imprese che creano buona occupazione. In particolare bisogna: ­ varare un significativo aumento delle detrazioni sia per i lavoratori dipendenti che per i pensionati; misura, questa, orientata ad una maggiore equità e al sostegno al reddito di quelle categorie che contribuiscono a gran parte del gettito fiscale. In tal modo, si incrementerebbe il loro potere di spesa e, conseguentemente, aumenterebbero i consumi; ­ rafforzare e rendere strutturale la detassazione del salario di produttività che, inoltre, va estesa anche ai lavoratori del settore pubblico in modo da porre fine ad un’esclusione iniqua e ingiusta che colpisce milioni di lavoratori". LEGGI TUTTO

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31 ottobre di lotta/1 L'Abi disdetta il Contratto nazionale e i bancari scendono in piazza I bancari scioperano il 31 ottobre. Una scelta dettata dalla decisione assunta dall’Abi lo scorso 16 settembre di disdettare unilateralmente il contratto nazionale e contro la quale i sindacati riuniti oggi a Roma (Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl Credito e Uilca) risponderanno con una intera giornata di mobilitazione il prossimo 31 ottobre. Una protesta che sara’ accompagnata nei prossimi giorni da assemblee nei luoghi di lavoro, nonche’ dal blocco delle trattative in tutti i settori bancari, e che vivra’ il 31 ottobre di presidi, manifestazioni e azioni di solidarieta’ nei confronti dei cittadini ”perche’ la nostra e’ una scelta che vuole parlare all’intero paese e all’interesse generale”, come ha spiegato il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale. Nel corso di una conferenza stampa, il leader della categoria dei lavoratori del credito della Cgil ha sottolineato come ”il sindacato, tutti i sindacati del settore, rispondono alla disdetta unilaterale del contratto nazionale da parte dell’Abi, e in difesa del fondo di sostegno al reddito e all’occupazione, non solo con la proclamazione dello sciopero generale del 31 ottobre ma anche con il rilancio di una forte unita’ del sindacato e dei lavoratori. C’e’ una grande consapevolezza nel sindacato e tra i lavoratori – ha aggiunto – che difendere il contratto e’ per noi come difendere la Costituzione italiana e per questa ragione siamo in campo”. Megale ha quindi ribadito il significato di uno sciopero che va oltre la disdetta del contratto nazionale. ”Mentre il Paese vive una situazione di straordinaria emergenza economica e sociale – ha spiegato il dirigente sindacale – e con Confindustria impegnata con i sindacati nel patto di Genova, l’Abi e’ l’unica associazione che sceglie la strada della rottura e della drammatizzazione, mandando all’aria un’antica e proficua storia di positive relazioni

industriali. Quello della disdetta ­ ha spiegato Megale ­ e’ un errore che non guarda all’interesse del generale ma solo e soltanto agli interessi delle banche”. LEGGI TUTTO LA CAMPAGNA DI LOCANDINE Fisac nell'occasione lancia l'iniziativa “10 locandine per uno sciopero”. Ogni giorno verrà pubblicata una nuova locandina dedicata allo sciopero della categoria. Saranno distribuite tramite newsletter, social network e in formato cartaceo. L’invito è quello di utilizzare tutti i canali disponibili per distribuire il materiale ai lavoratori bancari e anche a tutti i cittadini. GUARDA TUTTE LE LOCANDINE

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31 ottobre di lotta/1 "Le persone come risorse: il modello di banca che proponiamo noi" pochissimi. Noi chiediamo anche un tetto ai compensi dei

Intervista a ANNA MARIA ROMANO (Segretario Generale Fisac Cgil Toscana)

super manager, e ribadiamo che gli errori dei presidenti e dei direttori generali delle banche non possono ricadere sui lavoratori”. La crisi finanziaria ha imposto la necessità di un nuovo

Anna

Maria

segretario

Romano,

generale

Fisac

modello per le banche? Quale è quello che vuole la Fisac?

Cgil Toscana, perché giovedì

“Faccio un esempio. Nel contratto disdettato c'è una norma

31

importante: la possibilità di contrattare il salario incentivante.

ottobre

scendete

in

Per le banche esso sarà lo strumento principale per retribuire

piazza? “Faremo uno sciopero unitario, che manca dal 2004, per

soprattutto i giovani. Chi entra a lavorare in banca oggi

difendere il Contratto nazionale e il valore sociale del credito.

prende 1.260 euro di base mensili: si rischia così di avallare

Abi ha disdettato il Contratto nazionale, con l'obiettivo di

un circolo vizioso pericolosissimo, il senso è 'se vuoi

ridisegnare il settore del credito: un cambio epocale, un

guadagnare di più devi vendere di più i prodotti offerti dalla

rischio enorme per i lavoratori e per l'economia tutta. Abi

banca'. La crisi finanziaria ci insegna quanto può essere

pensa a un settore tutto rivolto alla vendita dei prodotti, visto

rischioso un meccanismo come questo non adeguatamente

che la tradizionale intermediazione creditizia è diventata

controllato. La Fisac propone un modello di banca differente,

meno redditizia. Occorre fare molta attenzione: qui si vuole

che consideri i lavoratori delle persone e delle risorse, e lo

rifare un modello economico. E dunque quale banca, quale

stesso per i clienti: insieme, costituiscono il cuore dell'attività

risparmio, quale relazione tra credito e sviluppo passano

creditizia. Le banche non sono imprese come le altre, sono

anche da quale contratto Abi ha in mente”.

imprese speciali che hanno una valenza sociale dalla quale

Il contratto dei dipendenti bancari sarebbe scaduto a

non si può prescindere, a partire dal Contratto nazionale”.

giugno 2014. Il presidente di Abi Antonio Patuelli ha

Come è organizzata la giornata di mobilitazione?

sottolineato come altre volte la disdetta del contratto è

“Faremo dei presìdi in luoghi simbolici in tutti i capoluoghi

avvenuta alcuni mesi prima della scadenza naturale,

toscani, a Firenze ad esempio saremo la mattina davanti alla

anche per una presa di posizione del sindacato di

Prefettura. Sappiamo che lo sciopero è solo l'inizio di una

categoria.

lunga vertenza, l'auspicio è di avere come alleati dei

“Diciamo che noi avevamo rinunciato ad una serie di poste

lavoratori del credito le forze sociali e le istituzioni. Sappiamo

salariali, oltre a congelare il Tfr, in modo temporaneo, per

anche che tra la gente, in questo momento di crisi

superare la crisi. Abi ora vuole ridisegnare tutto. Si parlava di

economica, c'è un pregiudizio anti­banche, ma una cosa

una nuova occupazione passando dalla solidarietà di chi già

sono i banchieri e un'altra sono i bancari, stretti nella morsa

lavora in banca, e ognuno di noi ha ceduto una giornata di

dei primi. Quello che noi vorremmo come lavoratori è

lavoro per costituire un fondo per incentivare le assunzioni e

recuperare l'utilità sociale del nostro lavoro quotidiano, ma da

le stabilizzazioni dei giovani, visto che nelle banche, anche

soli non si può fare. E' necessaria un'alleanza tra tutte le parti

se non si dice, c'è molto precariato. Avrebbero dovuto

interessate: lavoratori, clienti, istituzioni e buona politica,

contribuire anche i manager, col 4% del loro reddito. E'

quella capace di dettare regole al mondo della finanza e non

andata così: i lavoratori hanno contibuito tutti, i manager in

solo di lottizzare i cda delle banche”.

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31 ottobre di lotta/2 Pubblici esercizi, uno sciopero per avvisare Fipe ed Angem È stato confermato per il prossimo 31 agosto, dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici esercizi, annunciato a fine luglio. Dopo le ottime iniziative organizzate a livello territoriale, e in assenza di sviluppi rilevanti sul tavole negoziale, le federazioni di categoria hanno deciso di confermare la proclamazione dello sciopero che vedrà impegnati tutti i dipendenti di bar, ristoranti e mense aderenti a FIPE Confcommercio ed ANGEM, le parti datoriali che hanno abbandonato la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo. “Il confronto si è svolto con tutte le parti firmatarie, FIPE inclusa”, affermano le organizzazioni sindacali, “con l’obbiettivo di definire un nuovo accordo in maniera responsabile, che armonizzasse le esigenze di lavoratori e aziende". Un progetto ambizioso, non raggiunto a causa dell’atteggiamento della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che pur avendo condiviso tutto il percorso assieme alle altre associazioni datoriali (Federalberghi, Fiavet e Faita), ha mutato improvvisamente strategia avanzando richieste restitutive insostenibili improntate all’abolizione di istituti quali gli scatti di anzianità e la quattordicesima mensilità e proponendo sensibili peggioramenti delle tutele riguardanti la malattia; provocando di fatto il blocco della trattativa, che è poi ripresa comunque con le altre associazioni datoriali ed è tuttora in corso". Nonostante i ripetuti inviti da parte dei sindacati a rivedere le proprie posizioni, FIPE ha mantenuto inalterate le proprie rigidità fino ad arrivare a prospettare la disdetta del Contratto nazionale. A fine maggio, l’associazione ANGEM, ha comunicato l’avvenuta sottoscrizione di un protocollo sulle relazioni sindacali propedeutico alla stipula di un Contratto di Settore con altra e

Una foto della manifestazione Filcams agli Uffizi del 31 agosto LEGGI TUTTO

diversa compagine sindacale, vanificando di fatto mesi di confronto; ed a tutt’oggi, nulla è cambiato per ripristinare dinamiche relazionali costruttive fra le parti. Comportamenti irresponsabili sia di FIPE che di ANGEM, che in questo modo, stanno complicando ulteriormente il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale di settore, già di per se reso difficoltoso dalla crisi economica che non risparmia il mondo del Turismo. I sindacati, quindi, di fronte a questo inedito e inaccettabile quadro, hanno deciso di attivare tutte le iniziative indispensabili a tutelare i rapporti di lavoro e a difendere un contratto nazionale applicato a più di un milione di addetti nel nostro paese: “Ormai Expo 2015 è alle porte” affermano, “il rischio concreto appare oggi che per la miopia delle controparti datoriali, si giunga a questo decisivo appuntamento, in un clima di conflittualità e tensione sociale". Nella mattina del 31 ottobre due le manifestazioni nazionali: a Roma in piazza Gioacchino Belli davanti alla sede di Confcommercio nazionale e a Milano in Corso Venezia, 47 davanti alla sede di Confcommercio Milano.

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31 ottobre di lotta/2 "C'è un attacco pesante ai diritti Turismo da tutelare non solo a parole" Intervista a CINZIA BERNARDINI (Segretario Generale Filcams Cgil Toscana) Il 31 agosto c'è stato un grande sciopero con manifestazione agli Uffizi di Firenze, come in altre parti d'Italia, per le difficoltà di rinnovo del Contratto nazionale. E ora, il 31 ottobre, i lavoratori dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, mense, ristorazione autostradale, commerciale, in appalto e concessione) faranno il bis, per l'intero turno di lavoro. Non è cambiato nulla in questi due mesi? “Ci sono stati degli incontri a livello delle rispettive rappresentanze nazionali, ma non ci sono stati sviluppi positivi. Si resta al fatto che Fipe ha presentato al tavolo di trattativa richieste inaccettabili, per noi da respingere, e che Angem ha disdettato il Contratto nazionale del turismo, senza mostrare interesse a riprendere un confronto per cercare soluzioni condivise. Con Federalberghi restano delle criticità ma la trattativa è in corso, c'è la loro disponibilità a trovare una soluzione che recepisca le difficoltà del settore senza snaturare il Contratto nazionale. Dalla manifestazione di giovedì, che è unitaria a livello confederale, vogliamo una spinta alla riapertura delle trattative”. Quali sono le richieste 'inaccettabili' delle associazioni datoriali? “C'è una crisi oggettiva del settore, basti pensare che il 60% delle famiglie non è andata in ferie. Ci chiedono la restituzione di parti fondamentali del Contratto. Si parla di abolizione della quattordicesima, peggioramenti dei trattamenti di malattia, smantellamento degli scatti di anzianità, nessun aumento salariale fino al 2015. E poi

viene messa a rischio la clausola di salvaguardia nei cambi di appalto, che finora ha tutelato il lavoro e senza la quale è facile perdere ore lavorative. Senza contare che senza quella clausola si abbassa la qualità del servizio, con un lavoro meno qualificato e meno retribuito. Insomma, noi comprendiamo che il settore è stato colpito dalla crisi, ma i consumi vanno ripotenziati e vanno rimessi soldi in tasca alle famiglie. Noi siamo disposti a rivedere alcune norme ma non nei termini prospettati: c'è un attacco pesante a un Contratto figlio delle lotte dei lavoratori. Tra l'altro non sappiamo cosa Angem, dopo la disdetta, applicherà dal primo gennaio”. Chi sono i lavoratori che verranno in piazza? “Nel settore la maggioranza sono donne, e il full time è solo per una minoranza degli addetti essendo molto diffuso ormai il part time. Si tratta di gente che prende da mille euro e rotti al mese in giù”. Politici e amministratori spesso dicono che l'Italia deve puntare forte sul turismo. Sono solo parole? “Lo dicono pure le associazioni datoriali: per tutti il turismo può essere una leva di ripresa occupazionale e di produzione di ricchezza. Siamo d'accordo, lo diciamo da tempo: il turismo è un settore che non si può delocalizzare. Prendiamo la Toscana: ha paesaggio, cultura, arte, tutti beni invendibili, è questo l'oro del nostro Paese, su cui si dovrebbe investire e non togliere i diritti a chi ci lavora”. Come si è organizzata la Filcams Toscana per la manifestazione? “Le manifestazioni nazionali sono due, entrambe la mattina. Una è a Milano, con corteo che si concentrerà sotto la sede di Confcommercio in corso di Porta Venezia. L'altra è a Roma: noi toscani saremo lì, dove è previsto un presidio in piazza Belli, sempre davanti alla sede di Confcommercio. Dalla nostra regione partirà una decina di pullman, molte sono già le prenotazioni, chi vuole venire contatti le nostre sedi”.

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La campagna

"Il lavoro al centro": Elena Lattuada alla Shelbox di Castelfiorentino In pieno svolgimento la campagna 'il lavoro al centro' della Cgil. Mercoledì pomeriggio la segretaria confederale Elena Lattuada ha partecipato all'assemblea con i lavoratori della Shelbox di Castel Fiorentino (FI). Ad attenderla i 147 dipendenti della fabbrica che produceva case mobili di ottima fattura, leader in Italia, ai vertici in Europa e fra i primi fornitori ONU. Una gestione scriteriata l'ha portata al fallimento ed è da allora, da 11 mesi ormai, che i lavoratori sono in presidio permanente, decisi a continuare, convinti che un futuro industriale per loro possa esserci. Difendono il proprio posto di lavoro e un pezzo di industria italiana sempre più a rischio deindustrializzazione. “L'Italia è quella dei luoghi di

GUARDA IL VIDEO

Lattuada si è detta poi d'accordo con la richiesta dei lavoratori di avere “la presenza anche delle associazioni d'impresa ai tavoli istituzionali”. L'assemblea ha preso il via con il racconto dei delegati di 11 mesi di mobilitazioni e di lotta, di formazione (corsi di inglese e francese tra l'altro) durante i quali si è messo in piedi anche uno spettacolo teatrale, replicato in 5 sedi diverse della zona. La mobilitazione e la lotta continueranno, lo garantiscono i lavoratori: intanto, è stata presentata anche una mostra di prossima inaugurazione su questi mesi della fabbrica. LEGGI TUTTO

lavoro, per conoscerla più e meglio, per confrontarci con uomini e donne in carne ed ossa, con i loro problemi, per accendere un faro su chi non trova ascolto, la Cgil ha lanciato la campagna 'Il lavoro al centro”: così Elena Lattuada arrivando alla Scelbox. Più tardi intervenendo all'assemblea si è detta 'disponibile ad azioni tendenti a portare la vertenza al tavolo del ministero, “pur sapendo che quella non è la sede delle soluzioni assicurate, per una che se ne chiude positivamente se ne aprono altre dieci”. n. 38 - 28 ottobre 2013


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La campagna

"Il lavoro al centro": fotogallery dell'assemblea nella fabbrica

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La storia Dalla Cigs al ritorno al lavoro: Magna, un sorriso da Guasticce Finalmente un piccolo segnale di ripresa. Alla Magna, azienda di componentisti ca auto a Guasticce (Livorno), ripartono gli impianti e i 600 lavoratori per lo più donne e giovani, tornano a lavoro dopo 5 anni di cassa integrazione straordinaria. "Dal 2008 ad oggi in questo

stabilimento molti lavoratori hanno rischiato il proprio posto di lavoro (nel dicembre 2011 la direzione comunicò un esubero di 120 posti) e tutti sono stati messi in cassa integrazione", spiegano Simone Puppo per la segreteria Fiom Cgil, Marco Nardini, Letizia Barbini, Alessandra Caroti e Federico Mirabelli Rsu Magna. Che aggiungono: "Oggi finalmente, dopo una serie di circostanze positive tra cui l'impegno delle Rsu e di tutti i lavoratori, l'azienda riparte con la produzione, dedicandosi in particolar moda alle serrature della Fiat Panda, della 500 L e delle Audi, impiegando un nuovo sistema di turnazione che ha permesso il reintegro di tutte le unità. Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato e ci auguriamo che questa situazione possa avere anche dei nuovi risvolti occupazionali. Il settore della componentistica deve essere valorizzato a partire da questa realtà livornese".

Massa e Cozzile, alla Panapesca in 28 verso il licenziamento Nessun accordo in extremis per i 28 lavoratori della Panapesca che ora rischiano seriamente di essere licenziati con decorrenza dal 26 novembre. I primi 45 giorni di trattativa sindacati­azienda (a partire cioè dall’apertura della procedura di mobilità) sono trascorsi senza esito e oggi nella sede dell’associazione industriali di Pistoia le parti hanno firmato il verbale di mancato accordo. A questo punto si apre un periodo di ulteriori 30 giorni in cui la trattativa proseguirà in sede di 'unità di crisi' della Provincia di Pistoia ma tra i dipendenti (presenti con un presidio davanti alla sede pistoiese di Confindustria) circola il pessimismo. ''Abbiamo chiesto – dicono i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – almeno di prorogare la data di chiusura del tavolo di confronto, così come consentito dalla legge, ma l’azienda ha risposto di no. Così come abbiamo registrato una chiusura totale all’ipotesi di ricorrere agli ammortizzatori sociali per dare un po’ di ossigeno ai lavoratori''. La Panapesca è una storica azienda della Valdinievole con sede a Massa e Cozzile (Pistoia) ­ ma con stabilimenti sparsi anche nel resto d’Italia e in alcuni Paesi esteri ­ specializzata in taglio, confezionamento e commercializzazione dei prodotti ittici. I dipendenti in Italia sono 256, dei quali 149 impiegati nello stabilimento di Massa e Cozzile. LEGGI TUTTO n. 38 - 28 ottobre 2013


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Il rapporto

Focus Ires sull'economia Toscana La ripresa c'è (un po') ma non si vede L'ANALISI DI CGIL E IRES TOSCANA

Rallenta la caduta dell'occupazione in Toscana: secondo l'ultimo rapporto Ires­Cgil presentato a Firenze, nel secondo trimestre 2013 in raffronto al 2012 lo stock degli occupati è decresciuto di ottomila unità, contro le 36.500 del primo trimestre. Il dato percentuale di disoccupati, che risente anche del dato stagionale, scende all'8,6%, in aumento sul 2012 ma in calo sul primo trimestre di circa un punto. Nel periodo gennaio­marzo 2013 il calo degli avviamenti al lavoro è stato del 12% (a Pistoia ­24%), con un aumento delle assunzioni a tempo indeterminato, oggi il 14% del totale, ma quasi per metà a tempo parziale. La fascia di età che risulta più penalizzata è quella dai 25 ai 34 anni (­14,7%) ma soprattutto quella degli over 55 (­19,2%), che a 3 anni dalla perdita del lavoro non sono riusciti in larga parte ancora a rioccuparsi. Secondo Daniele Quiriconi, responsabile mercato lavoro e attività produttive della Cgil Toscana, ''la profondità della crisi è tale che si rischiano molti anni con alti tassi di disoccupazione''. LEGGI TUTTO IL RAPPORTO

Secondo Cgil Toscana e Ires Toscana, rallenta la caduta, ma non ci sono segnali apprezzabili di inversione di tendenza sull’occupazione. Nel secondo trimestre 2013 in raffronto al 2012 scende “solo” di 8.000 unità lo stock degli occupati ( erano stati 36.500 nel primo trimestre) . Il segno più sia pure quasi impercettibile (+0,16%) si registra solo tra i lavoratori autonomi. Il dato percentuale di disoccupati, che risente anche del dato stagionale, scende al 8,6% in aumento sul 2012 ma in calo sul primo trimestre di circa 1 punto. Si conferma quindi il rischio di una ripresa senza lavoro che da tempo come CGIL paventiamo. Il dato sugli avviamenti è significativo: l’ultimo trimestre disponibile in modo organico riferito al periodo Gennaio­Marzo 2013 registra sul corrispettivo del 2012 un calo degli avviamenti al lavoro del 12% da 178.543 a 156.621 in valore assoluto. Il dato peggiore Pistoia con il ­24% il “ migliore” Prato con il ­9%. Il segno che il calo della domanda persiste e che si mostrano poco efficaci anche i bonus e gli incentivi. LEGGI TUTTO

LEGGI L'ARTICOLO SU REPUBBLICA FIRENZE

n. 38 - 28 ottobre 2013


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Primo piano Toscana Prima Napolitano, poi l'Aurelia I lavoratori Lucchini non si fermano traffico in entrambi i sensi di marcia. "Non crediamo alle idee di un progetto, vogliamo interventi concreti e risorse. Il forno deve restare in vita", sono le parole d'ordine della giornata. E alla fine c'era un po’ di luce in più nei volti dei lavoratori e dei loro familiari scesi in strada per dare vita all’ennesima manifestazione per salvare l’altoforno e il loro posto di lavoro. La speranza è stata riaccesa dall’incontro che una delegazione di sindacalisti ha avuto mercoledì 23 a Firenze, in occasione dell’assemblea dell’Anci con il premier letta e il presidente della Repubblica Napolitano, che hanno promesso il loro interessamento. LEGGI TUTTO GUARDA IL VIDEO DEL CORTEO

Una delegazione dei lavoratori della Lucchini di Piombino, in lotta contro lo spegnimento dell'altoforno dell'azienda siderurgica, si è incontrata mercoledì con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con il presidente del Consiglio Enrico Letta, a margine dell'assemblea nazionale dell'Anci a L'INIZIATIVA Firenze. All'incontro, che si è svolto in una saletta, hanno preso parte anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ed il sindaco di Firenze Matteo Renzi. "Siamo soddisfatti dell'incontro, ha detto Mirko Lami, rsu Fiom alla Lucchini ­ hanno riacceso la nostra speranza". "Letta è stato chiaro: novembre sarà uin mese decisivo ­ ha detto ­per trovare una soluzione e per avviare il processo di transizione che ci porti ad una produzione dall'altoforno tradizionale a quella con un'altoforno elettrico Corex. Noi abbiamo fatto le nostre proposte". LEGGI TUTTO IL CORTEO SULL'AURELIA La protesta dei lavoratori di Piombino sale di tono ed è giunta all'occupazione della superstrada Tirrenica, giovedì scorso. Duemila tra operai della Lucchini e lavoratori di Piombino, "rafforzati" dagli studenti lungo la carreggiata della superstrada all'altezza dello svincolo di Venturina hanno bloccato per un'ora il

FIRENZE, L'ACCADEMIA SI SPEGNE PER I LAVORATORI TARGETTI

n. 38 - 28 ottobre 2013

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Cgil Toscana I video della settimana del Canale YouTube LA PROTESTA Aeroporto di Firenze, sciopero per la tutela dei lavoratori L'ANGOLO SPI Ed ecco a voi i "nonni in carriera"

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LA RICERCA "Come la crisi ha cambiato i nostri consumi e le nostre spese alimentari" Intervista a Giuseppe Minigrilli (presidente Federconsumatori Toscana)

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n. 37 - 22 ottobre 2013


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La rubrica QUANDO IL DIRITTO DI REINTEGRA VINCE SUL LICENZIAMENTO COLLETTIVO Nelle procedure di licenziamento collettivo, come noto, la selezione dei lavoratori in esubero non è rimessa alla mera discrezionalità del datore di lavoro, ma è subordinata al rispetto di precisi criteri individuati con accordo sindacale, o, in mancanza, dall’art. 5 l. 223/91 (carichi di famiglia, anzianità, esigenze tecnico­ produttive e organizzative, in concorso tra loro). Entro sette giorni dall’intimazione dei licenziamenti, il datore di lavoro deve comunicare l’elenco dei lavoratori licenziati all’Ufficio regionale del lavoro, ai sensi del comma 9 art. 4 l. 223/91. Detta comunicazione, in particolare, ha il fine di consentire il controllo sulle modalità di applicazione dei criteri e deve contenere la specifica indicazione per ciascun lavoratore “del nominativo, del luogo di residenza, della qualifica, del livello di

inquadramento, dell’età, del carico di famiglia, nonché con puntuale indicazione delle modalità con le quali sono stati applicati i criteri di scelta di cui all’articolo 5, comma 1 (…)”. Secondo la Suprema Corte di Cassazione, non può ritenersi sufficiente una generica enunciazione del criterio utilizzato o la mera ripetizione delle espressioni legislative, è invece necessaria la precisa indicazione di come tali criteri abbiano consentito di individuare alcuni lavoratori in luogo di altri (ad esempio, Cass. 86/2003). Il principio appena delineato è stato ripreso da una recentissima Ordinanza pronunciata dal Tribunale di Firenze, dott.ssa Marilena Rizzo, che ha accolto la domanda del lavoratore reintegrandolo nel posto di lavoro proprio in ragione dell’incompletezza della comunicazione di cui al citato comma 9.

a cura dello Studio Rusconi

Via della Condotta 12, 50122 Firenze partita iva 05724800486 Tel. 055-2302805

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n. 38 - 28 ottobre 2013


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Arabia Saudita, donne al volante per i loro diritti: il plauso di Camusso

"Il 26 ottobre è stata un'altra giornata storica per le donne dell'Arabia Saudita e per i diritti delle donne”: così Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, manifesta la sua solidarietà e il suo appoggio alla giornata “Oct26Driving” in cui le donne saudite, velate, con la bandiera nazionale e la foto del re, per rendere evidente che la loro richiesta non ha nulla di “eversivo”, hanno guidato le automobili per le strade di Ryad e dell'Arabia ­ così come fecero nel giugno del 2001 ­ per affermare i loro diritti contro la fatwa religiosa del 1991 che vieta loro di guidare. La campagna “Oct26Driving”, così come la precedente “Women2drive” promette di proseguire ad oltranza finché il sovrano Abdullah non revocherà la disposizione. Due anni fa all'origine della protesta fu l'arresto di una donna 32enne, finita in carcere per due settimane perché aveva osato postare un video su internet che la ritraeva mentre guidava l'auto nelle parte orientale del Paese. Oltre tremila donne firmarono una petizione in suo favore rivolta al Re, mentre sulla sua pagina Facebook il numero delle sostenitrici raggiunse quota 24mila. Oggi, più di 20.000 donne, in tutto il paese, hanno sottoscritto la petizione sul sito di “Oct26Driving”, dichiarando che domani guideranno l'automobile,

anche contro il volere dei loro familiari maschi e sfidando la prigione e le punizioni corporali che furono già inflitte alla organizzatrici della protesta del 2011 invocate, con una chiassosa manifestazione davanti al palazzo reale, da 150 religiosi e studenti coranici. Molte le promesse fatte alle donne dell'Arabia Saudita, da otto anni a questa parte, senza che nessuna sia stata mantenuta. Dal diritto a guidare un'automobile, fino alla possibilità di uscire di casa o di prendere decisioni senza un tutore di sesso maschile. Neppure il diritto al voto delle donne è garantito. Otto anni fa, quando alle donne fu negata la possibilità di partecipare alle prime elezioni municipali del regno, la promessa fu che al prossimo appuntamento elettorale anche loro sarebbero potute entrare nelle cabine elettorali. Ma ancora alle elezioni del 2011 non ci sono state riforme incisive per consentire realmente il voto delle donne. “Sono certa che il coraggio delle donne saudite avrà la meglio e che con le loro coraggiose lotte sapranno affermare anche in quel paese i loro diritti. Quando ciò accadrà, non sarà per gentile concessione, ma per la forza delle donne stesse” ha concluso Susanna Camusso. GUARDA IL VIDEO

LA MISSIONE "SOCCORRERE IN MARE NON E' REATO" LA CGIL A POZZALLO: CERIMONIA PER GLI IMMIGRATI MORTI E DIBATTITO SULLE POLITICHE DI ACCOGLIENZA

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Gli appuntamenti Gli anziani e la questione casa CONVEGNO SPI CGIL TOSCANA: L'ABITARE DEGLI ANZIANI E LA RESIDENZIALITA' 31 ottobre, Firenze, Hotel Albani, via Fiume Ore 9,30 apertura lavori Coordina Daniela Cappelli (Segretaria Generale Spi Cgil Toscana) Comunicazioni: Bruno Calzolari e Simonetta Leo (Segreteria Spi Cgil Toscana) Interventi: Salvatore Allocca, Luigi Marroni, Gavino Maciocco, Simone Porzio, Sandra Cappellini, Ivan Pedretti Ore 13,30 buffet

Il cinema e il lavoro L'INTELLIGENZA DELLE COSE ­ IL CINEMA PER CONOSCERE LA REALTA' SOCIALE LA RASSEGNA DI MONTEVARCHI LUNEDI' 28 OTTOBRE Ore 21 CINE8­MULTIPLEX, proiezione del film ACCIAIO di Stefano Mordini (ingresso gratuito) MARTEDI' 29 OTTOBRE Ore 9,00 LICEO SCIENTIFICO VARCHI Incontro con le scuole sul tema del LAVORO. Intervengono: Nedo Migliorini, SUSANNA CAMUSSO, Stefano Beccastrini, Pierluigi Fabiano. Proiezione del film "Questo mondo è per te" di Franceco Falaschi. Ora 15 AUDITORIUM COMUNALE via Marzia presentazione del volume C’ERA UNA VOLTA IL LAVORO, I LAVORATORI DI TOSCANA SULLO SCHERMO DEL CINEMA. Intervengono: SUSANNA CAMUSSO, Francesco Maria Grasso, Stefano Beccastrini, Franco Vigni. Ore 16,30 IL LAVORO IN VALDARNO attraverso alcuni documentari dell’Associazione Culturale MACMA. Ore 17.30 proiezione del film METELLO di Mauro Bolognini MERCOLEDI' 30 OTTOBRE Ore 20,45 AUDITORIUM COMUNALE via Marzia proiezione del film DI TESSUTI E DI ALTRE STORIE di Teresa Paoli. Ore 21.30 proiezione del fi lm LA BELLA VITA di Paolo Virzì GIOVEDI’ 31 OTTOBRE Ore 20,45 AUDITORIUM COMUNALE via Marzia proiezione del film GIOVANNA di Gillo Pontecorvo. Ore 20,45 CANTIERANTI SENZA PADRONE­SOGNI E STORIE DELLE COOPERATIVE, musiche, parole e immagini sul lavoro dalle società di mutuo soccorso al kibbuz

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Cultura

I libri della settimana dall'archivio storico di Cgil Toscana SERVIZI, LAVORO E IMPRESA COOPERATIVA IL TERZIARIO IN LEGACOOP E NELLE ALTRE ORGANIZZAZIONI DI RAPPRESENTANZA (1975­2010) Autori: Giuliana Bertagnoni, Tito Menzania. Parole chiave: cooperative ­ politica sindacale ­ rappresentanza. Casa editrice: il Mulino. Pubblicato nel: marzo 2010 Pagine: 540. ISBN: 978­88­15­13664­0 Negli ultimi 40 anni il settore dei "servizi non distributivi" ha conosciuto una crescita inarrestabile. Questo volume intende offrire un primo contributo per delineare i contorni del settore e la sua forte crescita in prospettiva storica, prendendo come angolo di osservazione le sue rappresentanze imprenditoriali e sindacali. Partendo dalla nascita dell'Associazione nazionale cooperative servizi di Legacoop, il volume vuole allargare l'orizzonte alle rappresentanze.

LA

DISCORDE AMICIZIA:

LETTERE

SULLA SINISTRA

Autori: Fausto Bertinotti , Riccardo Terzi (con un dialogo conclusivo coordinato da Michele Prospero). Parole chiave: sinistra ­ politica. Casa editrice: Ediesse Pubblicato nel: settembre 2013. Pagine: 192. ISBN: 88­ 230­1787­0 Il libro raccoglie uno scambio epistolare tra Fausto Bertinotti e Riccardo Terzi, tra la nascita del governo Monti e le elezioni politiche del 2013, il cui significato vuole essere la necessità per la sinistra di organizzarsi come un campo plurale, nel quale sappiano convivere e intrecciarsi le diverse culture politiche. Il comune punto di partenza è la chiara percezione della sconfitta culturale e sociale che la sinistra ha subito, a partire dagli anni ’80, con il conseguente cedimento di tutti i suoi tradizionali punti di forza. Occorre quindi un lungo lavoro di ricostruzione, ed è su questa prospettiva che si confrontano i due rispettivi punti di vista.

I volumi possono essere presi in prestito per un periodo massimo di un mese Via Pier Capponi 7 ­ 50132 Firenze web: http://www.tosc.cgil.it/ftp/centrodocumentazione/docume_home.htm mail: centrodocumentazione.regionale@tosc.cgil.it ; Tel:055.5036288

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Taccuino L'OPPORTUNITA' LA FRATELLANZA POPOLARE DI SAN DONNINO NEI MESI DI NOVEMBRE E DICEMBRE ORGANIZZA VISITE "SOCIALI" DI PREVENZIONE CARDIOLOGICA PRENOTAZIONI AL NUMERO 055 899211 LEGGI TUTTO

L'INDAGINE IRES E' NATO IL SITO www.elaborazione.org SE SEI UN LAVORATORE DELLA CONOSCENZA ENTRA E COMPILA IL QUESTIONARIO DEDICATO AL TUO SETTORE GUARDA IL VIDEO

Da Rodi alla Sicilia Da Ischia a Cuba

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In breve

Firenze Fiera, revocati i tredici licenziamenti annunciati. Stop allo stato di agitazione Revocati i 13 licenziamenti annunciati nei giorni scorsi da Firenze Fiera, e revocato anche, per questo motivo, lo sciopero indetto per oggi dai sindacati per protestare contro questa decisione. E' quanto è stato spiegato da rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil nel corso di una conferenza sulla vertenza tenuta a Firenze. Proprio stamani, è stato spiegato, la presidenza di Firenze Fiera ha convocato per le ore 9.00 una riunione urgente con le organizzazioni sindacali e la rsu alla presenza di rappresentanti della proprietà tra i quali anche l'assessore Bugli della Regione Toscana. Nella riunione i sindacati hanno ribadito che un piano di riorganizzazione dell'azienda non poteva iniziare con il licenziamento del 33% del personale e conseguentemente per proseguire la trattativa con l'obiettivo comune di un rilancio dell'azienda doveva essere ritirata la procedura avviata per i licenziamenti. La presidenza ha accolto e sottoscritto il ritiro della procedura. Contestualmente le organizzazioni sindacali hanno revocato lo stato di agitazione. LEGGI TUTTO

A Castelfranco di Sotto il calzaturificio Lorbac porta fuori la merce, la rabbia dei lavoratori I lavoratori, insieme ai sindacalisti Contino (Cgil) e Calastri (Cisl) si sono radunati davanti ai cancelli del Lorbac in via Solferino a Castelfranco di Sotto per un’assemblea permanente dopo la notizia che il tribunale di Pisa, con una apposita ordinanza, ha autorizzato la fuori uscita della merce ancora in lavorazione dal Lorbac per destinarlo ad un altro calzaturificio. Operazione di cui, secondo quanto riferito ai lavoratori da Domenico Contino della Cgil, sarebbe a conoscenza anche il commissario nominato dallo stesso tribunale per la procedura di concordato. Già questa mattina (giovedì 24 ottobre) un camion è stato visto all’interno del piazzale del Lorbac con alcuni addetti intenti a caricare tomaie e quant’altro necessario per la lavorazione delle scarpe. “La cosa ci è stata segnalata da una lavoratrice che stava accompagnando il figlio a scuola – dice Domenico Contino della Cgil – subito quindi ci siamo recati sul posto e abbiamo seguito il camion, scoprendo che la sua destinazione era un altro calzaturificio della zona. Ho quindi telefonato al commissario – aggiunge Contino – chiedendo spiegazioni di quanto stava avvenendo e mi è stato spiegato che questa iniziativa, che in buona sostanza vede il ‘lavoro’ in giacenza al Lorbac venduto ad un’altra azienda, ha come obiettivo quello di reperire maggiore liquidità nell’ambito della procedura di concordato”. LEGGI TUTTO

Rimor, l'appello della Fiom Cgil di Siena:

"Solidarietà l'unica via per salvare il lavoro" La Fiom Cgil di Siena interviene così sul caso Rimor: "Continua purtroppo con evidenti e minacciose nubi all’orizzonte la vicenda della Rimor di Poggibonsi, nota azienda di assemblaggio e fabbricazione camper e autocaravans. Infatti, dopo la dichiarazione dello stato di crisi avvenuto poco prima delle ferie estive, tramite la richiesta di ammissione al concordato preventivo per difficoltà finanziarie (che in realtà si trascinavano ormai da diversi mesi) e la conseguente richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti, l’attività produttiva non si è mai interrotta totalmente. Grazie al buon portafoglio ordini che continua ad avere la Rimor, e alla totale disponibilità data dai lavoratori, l’Azienda sta riuscendo comunque a soddisfare le richieste provenienti dal mercato. Tutto risolto quindi? Assolutamente no! E’ da qui che cominciano ad addensarsi nubi scure e foschia sempre più fitta… Alla data odierna infatti le organizzazioni sindacali non sono ancora state informate sulla base di quale piano industriale la Proprietà stia pensando di proseguire l’attività, si vive quotidianamente cercando di capire ed interpretare le insistenti voci ed ipotesi che stanno circolando sul futuro dell’Azienda. La RIMOR occupa oggi 160 dipendenti circa che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro per colpe non certo loro". LEGGI TUTTO

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Numero 38 Anno 2013