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A N A C S TO

Numero 30/ 2012 - Anno 2

Focus Economia

Terzo Rapporto 2012

Continua e si aggrava la recessione Calano redditi, consumi interni e produzione industriale Crescono ancora i disoccupati, calano gli avviamenti, sempre piĂš precari Le politiche di rigore del Governo aggraveranno la situazione

La Newsletter del LunedĂŹ

23 . 07 . 2012


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Indice Editoriale di Alessio Gramolati 02 Il pregiudizio di economisti-esperti CT che fa vedere solo rigore, finanza… e pioggia!

Primo Piano 03 Camusso: Monti cambi o Paese non ce la farà 04 23 luglio: presidi contro spending review in Sanità Copertina 05 III Focus Economia Toscana 2012 Primo Piano Toscana 06 Festa Provinciale a Massa 07 Folle riorganizzazione alle Poste 08 Siderurgia, 27 luglio: sciopero comprensoriale a Piombino 09 Monte dei Paschi: intervento di Guggiari 10 Piaggio: la preoccupazione dei sindacati La rubrica - Appunti di diritto del lavoro 11 La Riforma delle Partite Iva Toscana in breve 12 Notizie dalle province toscane NonSoloToscana 15 Esodati: presidio il 26 luglio a Roma Promoturismo 16 Chi legge...viaggia ... in evidenza 17 sito, agenda


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Editoriale

di Alessio Gramolati

segretario generale CGIL Toscana

Il pregiudizio di economisti-esperti CT che fa vedere solo rigore, finanza… e pioggia! In Italia in economia come nel calcio tutti si sentono esperti, dei veri commissari tecnici. Nelle scienze economiche è paradossalmente persino più semplice dichiararsi competenti, dato che previsioni e valutazioni non si misurano nell'arco dei 90 minuti, cosicché anche di fronte al più macroscopico “granchio” si può sempre confidare nella memoria corta del pubblico. È così che ci siamo sorbiti per decenni una pletora di esperti di economia che hanno sempre fatto la “ola” alle scelte liberiste presentandone ogni volta le prodigiose proprietà salvifiche. Sappiamo quanto la realtà sia lontana da questa illusione (mistificazione). Questi CT dell'economia quando fanno i conti con i fallimenti di queste politiche tendono a rimuovere o a dissimulare stupore per i danni prodotti. Hanno tifato per la finanziarizzazione e contro l'economia produttiva e si dolgono per la nostra caduta competitiva. Hanno minimizzato la crisi etica e piangono lacrime di coccodrillo quando scoprono che in Italia non si investe perché c'è troppa corruzione. Hanno sostenuto il rigore senza se e senza ma e si sorprendono che le politiche

recessive abbiano messo in recessione il Paese. La scorsa settimana quando il Presidente Mario Monti sotto la pressione dei mercati finanziari ha attaccato il metodo della concertazione dandogli la colpa di aver affossato i nostri conti, essi hanno di nuovo enfaticamente plaudito. L'altro ieri le stesse società di rating che avevano declassato l'Italia hanno promosso i conti della Toscana. Credo che questi economisti “de noantri” sappiamo che in Toscana non solo c'è la concertazione ma persino una legge che la promuove e promuove il confronto tra governo regionale e parti sociali. Certo, i giudizi di queste società sono spesso parziali e noi per primi diffidiamo della loro affidabilità ma ancor più diffidiamo di chi legge i loro giudizi a proprio tornaconto considerandoli attendibili solo quando c'è da sostenere un taglio ai diritti dei lavoratori e allo stato sociale. Più che da giudizi sembrano animati da pregiudizi e con i pregiudizi non si cambiano le cose. Altro che esperti, sono conservatori. Gli spagnoli in queste ore lo stanno dicendo in maniera più forte ma efficace: ci urinano addosso e dicono che piove!


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Primo Piano Camusso: Monti deve cambiare altrimenti il Paese non ce la farà

«Anche se il presidente del Consiglio ha espresso commenti ingenerosi sulle parti sociali e sulla concertazione, anche se non vuol ascoltare le voci dei sindacati, vorrei chiedergli di cambiare strada al più presto perché così il Paese non ce la fa, non si salva e non si risolleva». Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, è «fortemente preoccupata per la situazione sociale, per quello che può succedere a settembre», perché dopo un anno di manovre e sacrifici «siamo ancora qui davanti a un’altra emergenza dello spread che giustifica tagli, licenziamenti, altre ingiustizie». Segretario Camusso, pensa che Monti possa davvero accogliere il suo invito? «Non credo, per come si è mosso finora. Il sindacato confederale può piacere o meno, ma ha ancora un grande ruolo in Italia, è capace di cogliere e rappresentare le preoccupazioni e gli allarmi che salgono dalle fabbriche, dalla società. Vorrei dire al presidente Monti che oggi l’Italia leale e onesta, i lavoratori e i pensionati che hanno pagato tutte

strada

le manovre, che hanno versato l’Imu si chiedono se questi sacrifici sono utili, se garantiscono un futuro sereno, una società più giusta. L’azione di governo di Monti non ha risolto il problema dello spread, ma in compenso ha colpito duramente i lavoratori, i pensionati, senza offrire speranze reali a giovani e donne, ai ceti più deboli. A settembre le condizioni del tessuto produttivo potrebbero essere peggiorate, si potrebbero aprire nuove crisi. In questa congiuntura l’unica preoccupazione di Monti è lo spread e come tagliare l’intervento pubblico ». Qual è il limite più grave del governo? «Si muove solo sul piano finanziario. Pensa solo a tagliare e mistifica come revisione della spesa quella che in realtà è un’altra manovra di tagli. Un conto è un intervento moralizzatore sulla spesa pubblica e potremmo dare qualche suggerimento se Monti ci ascoltasse, un altro è usare la mannaia sulla pubblica amministrazione, sulla sanità, sul trasporto locale. La spending review determinerà migliaia di licenziamenti. Il governo ne è consapevole o se ne ... LEGGI TUTTO ...


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Primo Piano 23 luglio, mobilitazione nazionale contro i tagli alla Sanità Invece

di operare una seria riorganizzazione della Sanità, e di colpire gli sprechi, il Governo con il decreto sulla spending review taglia ancora il finanziamento: altri 4,7 miliardi che si aggiungono agli 8 miliardi di tagli della manovra precedente (sono oltre 21 i miliardi i tagli che si sono cumulati nel triennio, e sono in arrivo tre miliardi di nuovi ticket).

Così non si fa

una vera “spending review” cioè una riqualificazione della spesa inappropriata. Anzi, con i tagli lineari si compromette il risanamento dei bilanci e si nega il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a ricevere cure di qualità.

Spetta al Parlamento

ora discutere il decreto del Governo: insistiamo perché i tagli al finanziamento dei servizi sanitari vengano scongiurati.

La CGIL chiede

di investire, con risorse adeguate, nel nostro Servizio Sanitario Nazionale come strumento di equità sociale e fattore di crescita, elementi indispensabili anche per affrontare la grave crisi che vive il nostro Paese.

Bisogna

selezionare alcune priorità, indispensabili per riqualificare i servizi e la spesa sanitaria ed evitare ancora ticket. E sostenere in modo mirato i processi di riorganizzazione - assistenza distrettuale e cure primarie: tutti i giorni h 24, integrazione socio sanitaria, non autosufficienza come alternative forti e visibili al solo ricovero ospedaliero (e per ridurre gli stessi gravi disagi nei servizi di pronto soccorso spesso sovraffollati).

Per

affrontare questa sfida impegnativa serve la partecipazione e la responsabilità di tutti.

Il diritto

alla tutela della salute e alle cure per tutti i cittadini senza distinzioni, tramite il servizio sanitario pubblico e universale, è stata, e lo è ancora, una grande conquista, da confermare e rinnovare.

L’obiettivo è

quello di garantire ai cittadini, in tutto il territorio nazionale i Livelli Essenziali di Assistenza (e di qualità !): garanzia che deve pesare quanto quella dell’equilibrio di bilancio. Questo può aprire una nuova fase per le regioni impegnate nei piani di rientro, passando dalle logiche dei tagli lineari, dell’inasprimento fiscale e dei ticket, alla riconversione dell’offerta dei servizi, e quindi della spesa inappropriata, causa principale dei disavanzi sanitari.

LE INIZIATIVE IN TOSCANA L'APPELLO LA SCHEDA SUL DL 95

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Copertina Focus Economia Toscana III Rapporto 2012

E' un quadro che preoccupa ancora di più quello emerso dal 3° Rapporto 2012 redatto da IRES e CGIL Toscana sulla situazione economica e sociale della regione. La Toscana si colloca in un quadro medio rispetto al resto del Paese, ma con indicatori sulla qualità della vita in rapido deterioramento. In modo particolare, continua l'esplosione del lavoro povero e precario, con gli avviamenti (in leggero calo totale) che per l' 89% risultano a termine. In ulteriore calo (-13,79%) il numero degli avviamenti a tempo indeterminato nel raffronto tra il primo trimestre 2012 con quello del 2011. Nel lavoro a termine cala quello interinale (-26%), il più tutelato tra i contratti temporanei, mentre esplode (+ 70%) il lavoro a chiamata. Preoccupante la riduzione delle trasformazione dei tempi determinati in tempo indeterminato (-5,8%) e da apprendista a qualificato (-5,3%). Questa quadro non pare possa essere modificato da una riforma come quella sul mercato del lavoro. La cassa integrazione risulta abbastanza stabile (23,3 milioni) sui valori del 2011. Esplode la mobilità che nel primo trimestre cresce come numero di nuove iscrizioni del 20% sull'analogo periodo 2011. Lo stock delle mobilità raggiunge le 47.119 unità (+ 7%). I percettori di disoccupazione ordinaria invece sono al 31 Marzo 52.082 (+ 19%).

In modo particolare la mobilità cresce maggiormente nelle provincie di Lucca (+ 41%) e Siena con (+50%) mentre la disoccupazione ordinaria cresce in maggior misura a Prato ( +43%) ed Arezzo (+40%). Il totale delle persone in cerca di lavoro si attesta sulle 136.000 e per quanto riguarda la disoccupazione maschile si torna ai livelli di oltre 20 anni fa con una media del 8,5%. Cala la produzione industriale (-4,2%) in raffronto al primo trimestre del 2011 a fronte di una performance spettacolare dell'export per quanto influenzata in parte (più di 400 milioni) dai metalli preziosi. Ciononostante, complessivamente, tutti i settori, sia quelli innovativi che quelli più tradizionali, segnano un arretramento. Ciò dimostra, come certificato dalla tabella sui consumi interni, (-5,4 complessivo con -4,8 per gli alimentari e -6,8 per il non alimentare) che le sole politiche di rigore che comprimono redditi, salari e stato sociale producono un avvitamento drammatico della crisi. Fatto 100 l’indice cumulato della produzione nel 2004, oggi siamo a 85. L'analisi sul campione delle 230.000 denunce dei redditi 2010 CAAF Toscana certifica una riduzione del reddito nel settore privato che in alcune realtà come Livorno e Massa Carrara sfiora rispettivamente con un - 700 e - 900 Euro annui. Ciò colpisce ancor più in relazione al fatto che il 2009 già risentiva pesantemente della crisi in atto. Le prime ... LEGGI TUTTO ...


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Primo Piano Toscana


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Primo Piano Toscana Poste Italiane: annunciate chiusure, previsti esuberi. E' stato di agitazione Da lunedi 23 luglio 2012 prende il via il folle progetto di ristrutturazione di Poste Italiane. Questo piano prevede da un lato, la chiusura di oltre un migliaio di Uffici Postali e dall’altro una razionalizzazione dei Centri di Meccanizzazione Postale e la riduzione drastica di molte zone di recapito. Questo vedrà interessate 5 regioni nel 2012 e tutte le altre nel 2013. La Toscana è fra le prime 5, sono previsti: un taglio di 426 zone nel recapito, la trasformazione del CMP di Pisa in Centro P che comporterà la riduzione di 130 unità, la chiusura di 172 uffici postali e la riduzione dei giorni di Sportelli per altri 26. “Questa operazione comporterà una riduzione della forza lavoro in Poste Italiane della Toscana di quasi 800 unità, generando esuberi difficili da ricollocare” spiegano Giuseppe Luongo SLC CGIL, Vito Romaniello SLP CISL e Luigi Ferraro FAILP-CISAL “Ne conseguirà un ulteriore peggioramento del servizio offerto alla cittadinanza, rendendo infattibile la distribuzione della corrispondenza, privando intere comunità,

specie in luoghi disagiati, di un servizio importante come quello offerto negli uffici postali. Appare chiaro che siamo di fronte a una mera riduzione di costi a fronte di una assenza assoluta di un piano di sviluppo per rilanciare un settore fortemente in crisi come quello del recapito. Noi diciamo NO a questa ulteriore razionalizzazione, la terza in sei anni, senza che prima sia stato presentato un vero piano di sviluppo e di rilancio del settore del recapito e insieme anche un’azione di trasformazione dei piccoli uffici postali in centri multi servizi utili alla comunità, mantenendo il presidio sul territorio e la conservazione dei posti di lavoro (come del resto ha detto in una intervista l’A.D. Sarmi sapendo di mentire). STATO DI AGITAZIONE: Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione che farà saltare la prima data di partenza prevista per il 23 luglio e che darà il via ad una serie di iniziative di protesta nella nostra regione che approderanno ad una mobilitazione generale e ad iniziative di lotta nazionali.


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Primo Piano Toscana

Crisi della siderurgia

Pombino: 27 luglio, sciopero comprensoriale «La crisi della siderurgia significa la crisi di Piombino: auspico che alla manifestazione indetta dai metalmeccanici per il prossimo 27 luglio aderisca anche la città». Lo ha dichiarato il segretario provinciale della Fiom-Cgil Luciano Gabrielli. Ieri mattina in piazza Cappelletti a Piombino si è riunito l`attivo dei delegati metalmeccanici del territorio (presenti le rsu di Lucchini, Magona, Dalmine e delle ditte dell`indotto) che ha deciso di indire per il prossimo 27 luglio uno sciopero comprensoriale con tanto di corteo. Fiom, Fim e Uilm stanno cercando di coinvolgere anche le relative sigle confederali: l`obiettivo è quello di arrivare allo sciopero generale. «Chiederemo l`adesione anche di Confesercenti, Confcommercio e di tutte le altre categorie economiche» aggiunge Gabrielli. «Buona parte del Pil di Piombinoaggiunge il coordinatore delle rsu Lucchini Mirko Lami - è legato alla siderurgia: la definitiva entrata in crisi di questo comparto determinerebbe pesanti conseguenze su tutta la città». Stesso ritornello da parte del segretario della Uilm

Vincenzo Renda: «La situazione d`allarme è grave: tra Lucchini, Magona e relativo indotto sono a rischio oltre 5mila posti di lavoro». L`eventuale ridimensionamento dei due storici stabilimenti, evidenzia il sindacalista, avrebbe pesanti ripercussioni su tutti gli altri settori e «la vertenza sulla siderurgia va giocata a livello nazionale: il governo e le forze politiche che lo sostengono hanno un ruolo fondamentale». Sul caso Lucchini sono intervenuti anche Idv e Udc. Roberto Rizzo, responsabile del dipartimento lavoro-welfare dell`Idv Toscana, invita il governo Monti «a diventare protagonista della vertenza Lucchini» e a mettere in campo «un piano nazionale della siderurgia». Secondo il segretario provinciale dell`Udc Luigi Coppola «gli scenari attuali lasciano ben poche speranze» e quindi «è ovvio che si debba tentare di aprire nuovi orizzonti con prospettive diverse». LEGGI ANCHE: "LAVORIAMO AD NUOVA ECONOMIA" - CLICCA QUI

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Primo Piano Toscana Monte dei Paschi: 27 luglio, sciopero

Guggiari: siano ascoltate le ragioni dei sindacati Si sta per chiudere questo mese di luglio e le prospettive che abbiamo di fronte non sono per niente rosee. Una grave ondata speculativa contro il nostro Paese nel mese di agosto sembra quasi un destino inevitabile. Di certo c'è che il capitalismo finanziario sta cercando di rimodellare, con qualche complicità, il sistema socio economico dell'Europa, da sempre più attenta che altrove alle compatibilità sociali. Siamo di fronte all'evidenza di ciò che rappresenta in termini politici la speculazione finanziaria, che trae origine anche dalla debolezza del nostro sistema produttivo. Possiamo dire che molti stanno arrancando mentre pochi stanno continuando ad accumulare ricchezza, come accade nel nostro territorio.

Non ci sono ricette univoche, ma quell'impegno sull'equità che il Governo Monti aveva in ipotesi progettato deve inderogabilmente manifestarsi. Tagli alla sanità, tagli ai servizi, inasprimento della tassazione, aumento della disoccupazione, aumento nell'utilizzo degli ammortizzatori sociali, diminuzione della produttività, confusionaria riorganizzazione istituzionale, aumento delle famiglie in stato di povertà, difficoltà nell'erogazione del credito: tutti segni evidenti di una condizione di progressivo deterioramento del Paese. Bisogna prendere atto che la ricchezza deve essere redistribuita a favore del lavoro e che lotta all'evasione fiscale, tassazione necessaria delle rendite finanziarie, patrimoniale sui redditi più alti e sui grandi patrimoni sono oramai ineludibili. Perché bisogna incentivare la crescita produttiva, l'occupazione giovanile, ... LEGGI TUTTO ...


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Primo Piano Toscana

Piaggio, la preoccupazione dei sindacati

C`è preoccupazione tra i sindacalisti dopo l`incontro col presidente e amministratore delegato di Piaggio, Roberto Colaninno. Le prospettive a lungo termine sono impossibili da fare, ma anche quelle a medio raggio sono difficili da definire. «Il fatto che abbia parlato di "decisioni non popolari per Pontedera se non cambierà il mercato", non ci fa sperare niente di positivo», spiega Marcello Casati, segretario provinciale della Uil-Uil. Si teme una lunga cassa integrazione dopo la pausa estiva per rallentare la produzione nel frattempo che il mercato assorba le enormi scorte di veicoli ferme attualmente in magazzino. «Piaggio non può permettersi di dipendere dalle banche - ha detto Marcello Franchi, segretario provinciale della Fiom-Cgil - e avere i magazzini pieni significa denaro fermo e quindi dover ricorrere a prestiti agli istituti di credito». Il quadro non è roseo, in questa maniera, neppure per le aziende dell`indotto, a cui sono rivolti i pensieri dei rappresentanti dei lavoratori. «Colaninno ha parlato di competitività per chi fornisce i pezzi a Piaggio - ha affermato Maurizio Iacoponi, segretario provinciale dell`Ugl metalmeccanici - Con i tempi che tirano è facile immagi- nare che le prime ripercussioni di eventuali scossoni per far quadrare i conti

arriveranno proprio per l`indotto». L`incontro di ieri mattina, com`era facile immaginare, è stato interlocutorio secondo i sindacati. Specie, perché Colaninno non ha parlato di numeri, aggiungendo anche una frase che la dice lunga sul momento. «Ha detto di tenerci stretti i soldi ottenuti nell`ultimo integrativo - sottolinea Casati - perché se dovessimo discuterne di nuovo adesso non ci sarebbero le condizioni per nessun aumento. Una frase che preoccupa. La prossima settimana si sono le assemblee con i lavoratori per presentare la piattaforma che abbiamo messo approntato per il confronto con l`azienda». Un confronto che, a questo punto, diventa molto difficile da ottenere. «Piaggio ha conti in ordine ha detto Franchi grazie alle vendite in India e Asia. In Europa e soprattutto in Italia le cose vanno molto peggio ed è normale che ci sia preoccupazione per quello che succederà nell`ultima parte dell`anno in corso. La nostra speranza è che questo non si rifletta troppo negativamente nei confronti di un indotto che non avrebbe certo bisogno di un rallentamento del flusso di lavoro». .. La prossima settimana ci saranno le prime assemblee coi lavoratori per discutere la piattaforma con le richieste per l`integrativo.


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La rubrica Ecco le novità per le partite IVA Com'era e come sarà

Continuiamo a parlare della l.92/2012, questa volta affrontando il tema delle partite IVA, settore in cui il Governo sostiene di aver fatto di più per la lotta al precariato. Vediamo cosa c'è davvero nelle nuove norme.

Com’era Novità rilevanti in materia di prestazioni rese da titolare di posizione fiscale ai fini dell’IVA (c.d. partite IVA), grazie alla formulazione del nuovo art.69-bis, d.lgs.276/03. Si tratta di prestazioni tipicamente riconducibili nell’ambito del lavoro autonomo, per questo sino ad oggi mai state oggetto di normativa di rilievo lavoristico. Chi svolge prestazioni a questo titolo, è cioè un lavoratore autonomo che, in quanto tale, “si obbliga a compiere verso un corrispettivo

un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione” (ex art.2222 c.c.). Manca in questo caso qualsiasi forma di integrazione nell’attività del committente, all’origine della situazione di dipendenza economica che giustifica i regimi speciali previsti per le ipotesi di c.d. parasubordinazione (in primis, il lavoro a progetto). Naturalmente, nel caso in cui il lavoratore non svolga in autonomia l’attività oggetto del contratto, può rivendicare la riqualificazione del rapporto di lavoro come subordinato dimostrando l’esistenza degli indici della subordinazione.

Cosa cambia Con la riforma viene introdotto un meccanismo ...

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TOSCANA in breve

Massa Carrara - Pisa - Livorno - Lucca

Massa Carrara - Luisa Pietrini, FIOM CGIL "non bastano i diritti, vogliamo dignità" La tuta blu si tinge di rosa e dal colletto spunta il sorriso di Luisa Pietrini, classe 1965, lunigianese, neoeletta segretario generale Fiom nella provincia di Massa-Carrara, la prima donna a ricoprire questo incarico in provincia e la settima in tutta Italia. Lunedì scorso il direttivo provinciale della FiomCgil mille iscritti in provincia - non ha avuto dubbi a scegliere lei e, dopo soli tre giorni dalla nomina, eccola al lavoro, Luisa, lei che il suo lavoro lo ha perso quattro anni fa e ... LEGGI TUTTO ...

Lucca - Eurosak di Porcari, operai pronti alla lotta. Sul fallimento si attende A.G. I lavoratori e i sindacati (Cisl e Cgil), di nuovo uniti, attendono con ansia la decisione della Corte d`Appello di Firenze. I giudici fiorentini dovrebbero pronunciarsi sulla propria sentenza che ha ribaltato il provvedimento del tribunale fallimentare di Lucca revocando il fallimento ed omologando il concordato preventivo della Eurosak. Oggetto del contendere l`immediata esecutività o meno della sentenza in forza della quale i vecchi proprietari hanno chiesto la restituzione dell`azienda. Un`istanza rigettata dal giudice delegato del tribunale di Lucca. Da lunedì pomeriggio l`attività produttiva nella ... LEGGI TUTTO ...

Livorno - Comparto chimico, energetico e manifatturiera: forte preoccupazione “Siamo fortemente preoccupati per la grave crisi industriale e occupazionale che sta colpendo il comparto Chimico, Energetico e Manifatturiero del nostro territorio” così spiegano le segreterie provinciali Filctem Cgil, Flaei Cisl, Femca Cisl e Uilcem Uil che hanno deciso di intraprendere una serie di iniziative comuni, ancora in fase di programmazione, finalizzate al rilancio del lavoro e dell’occupazione del settore. “Inoltre abbiamo individuato la necessità di attivare un tavolo sindacale di analisi e ... LEGGI TUTTO ...


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TOSCANA in breve

Firenze - Prato - Pistoia

Firenze - Ginori, sindacati dicono no allo spachettamento Il piano Lenox per rilevare la Richard Ginori non convince i sindacati. Anzi. Li fa essere molto preoccupati. Cgil, Cisl e Uil hanno infatti preso posizione in maniera piuttosto netta dopo le indiscrezioni, pubblicate ieri da l`Unità, relative all`intenzione del gruppo americano di procedere a una suddivisione della storica fabbrica di Sesto in due parti. L`una, sotto diretto controllo della stessa Lenox, che rileverebbe il marchio e la parte commerciale. L`altra, una NewCo in cui Lenox sarebbe socio di ... LEGGI TUTTO ...

Pistoia - Ansaldobreda, un anno per i pagamenti. Trema l'indotto Nell`ultimo coordinamento nazionale con i sindacati l`amministratore delegato Maurizio Manfellotto ha avuto parole incoraggianti per l`immediato futuro di AnsaldoBreda: il lavoro è rientrato, il trend di efficienza aziendale è migliorato. Sullo sfondo resta sempre reale la possibilità di vendita ad Hitachi, ma i sindacati hanno fatto presenti problemi più urgenti da risolvere: i tempi di pagamento dei fornitori si stanno allungando in maniera drammatica, anche fino ad un anno dall`ultimazione del lavoro o dalla consegna del materiale. Manca la liquidità necessaria a innescare quel meccanismo virtuoso che consente di far ... LEGGI TUTTO ...

Firenze - Bilanci dei comuni, welfare a rischio, cittadini tartassati oltre il limite di guardia Un forte allarme per il 2013 sulla sostenibilità dei servizi erogati dai Comuni visto lo stato delle finanze locali e il livello di pressione impositiva, anche locale, raggiunto. A lanciarlo Cgil, Cisl e Uil provinciali di Firenze e i relativi sindacati pensionati Spi, Fnp e Uilp, in una conferenza stampa, stamani nel capoluogo toscano, in cui è stato fatto il punto sul percorso concertativo intrapreso con i comuni della provincia sui bilanci preventivi 2012. All’incontro erano presenti Mario Batistini della segreteria provinciale Cgil, Giovanni Ronchi segretario generale aggiunto della Cisl di ... LEGGI TUTTO ...


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TOSCANA in breve

Arezzo - Siena - Grosseto

Grosseto - Mabro: CGIL, cassa integrazione non sia preludio al baratro IL DESTINO dell`azienda è in mano all`attuale proprietà. Perché il governatore Enrico Rossi è stato chiaro, nell`incontro di ieri a Firenze con le autorità locali, le Rsu e i sindacalisti: nessun imprenditore è interessato al progetto Mabro. Non che sia una sorpresa, visto che finora nonostante appelli e speranze - nessun potenziale socio ha tramutato i contatti in un accordo. Ma almeno le maestranze e la proprietà possono contare sul sostegno delle istituzioni: «Il presidente Rossi fanno sapere da Firenze - ... LEGGI TUTTO ...

Arezzo - Mabo, 219 lavoratori rientrano in fabbrica. Sì dei sindacati a strategia salvataggio CAMBIA NOME la Mabo, stipula un contratto di affitto per il ramo d`azienda che fa capo al vecchio stabilimento e richiama in fabbrica una parte del 330 dipendenti che operano nel territorio aretino. Ora, il futuro appare meno nero e per le maestranze si aprono i cancelli alla speranza dopo che hanno dovuto atto delle gravi difficoltà del gruppo, un colosso presente nel settore dei prefabbricati e delle energie rinnovabili. «I dipendenti- afferma Andrea Bertelli, responsabile del settore per la Cgil - hanno accettato un percorso che ha condotto alla nascita di una nuova realtà aziendale ... LEGGI TUTTO ...

Grosseto - Cala la cassa integrazione perchè aumentano coloro che perdono il lavoro Diminuisce il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, in provincia di Grosseto, nei primi sei mesi del 2012, ma non è certo una buona notizia. Il dato in sé parla di una riduzione dell`85% della cigs rispetto al primo semestre del 2011, ma non può essere letto da solo, perché i motivi per cui ci sono questi numeri tracciano una profonda crisi per tutta la Maremma. Intanto perché sono in crescita continua le ore di cassa integrazione ordinaria (+44%) e in deroga (+131%), ma soprattutto perché il mancato ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che comunque ... LEGGI TUTTO ...


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NonSoloToscana

Esodati: CGIL, CISL e UIL insieme a Roma il 26 luglio, con i tre segretari generali CGIL, CISL e UIL il 26 luglio promuovono un’iniziativa di mobilitazione per risolvere il problema di tutti i lavoratori esodati. In piazza a Roma con Camusso, Bonanni e Angeletti. Per CGIL CISL e UIL l’ampliamento dei lavoratori derogati dall’applicazione dei nuovi requisiti pensionistici (c.d. esodati) - attuata con il decreto Legge n. 95/2012 - è un primo importante passo ottenuto grazie alla mobilitazione del sindacato ma non sufficiente a risolvere il problema di centinaia di migliaia tra lavoratrici e lavoratori. CGIL CISL UIL ritengono infatti che debba essere rimosso ogni vincolo numerico rispetto ai soggetti che vanno salvaguardati. In questo senso un confronto di merito con il sindacato – più volte richiesto al Governo avrebbe consentito di definire da subito i contorni della platea trovando una soluzione adeguata all’intera vicenda. CGIL, CISL e UIL danno atto a tutti i gruppi parlamentari e alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati di aver in questi mesi lavorato per impedire che migliaia di persone fossero lasciati nell’incertezza più assoluta, senza stipendio e senza pensione. Alla luce però delle soluzioni soltanto parziali contenute nel D.L. n. 95/2012 chiediamo ora al Parlamento di migliorare il provvedimento in esame, tenendo conto delle osservazioni che sono state già formulate unitariamente dal sindacato nei mesi scorsi. Si tratta di una battaglia che CGIL, CISL e UIL portano avanti a difesa della certezza del diritto e della credibilità delle istituzioni che non possono violare oggi patti sottoscritti in passato, cambiando le regole in corsa e disconoscendo quindi ogni impegno preso. Per questi motivi, CGIL, CISL e UIL organizzano una nuova iniziativa nazionale di mobilitazione per il 26 luglio p.v. a Roma, con un presidio che si

svolgerà in Piazza della Rotonda (Pantheon) a partire dalle ore 9,30., nel corso del quale interverranno i Segretari generali delle Confederazioni Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Questa nostra iniziativa si inserisce nell’ambito di una generale mobilitazione del sindacato a difesa del lavoro, per lo sviluppo e per la crescita del Paese.


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