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A N A C S O T

Numero 22/2014 - Anno 4

Un mare di affetto e commozione per l'ultimo saluto a Sandra Cappellini a Cerreto LunedĂŹ prossimo tutti a Empoli per il Direttivo che la ricorda pagine 4-7 In primo piano Smaltimento Concordia, la Toscana insorge: "Tocca a Piombino" pagine 2-3 Il prof Ganugi dĂ  le pagelle ai Servizi pubblici Locali pagine 8-9 Mondo Ires: "cognitivi" su l'UnitĂ  e il rapporto sull'economia pagine 10-11 A Livorno il voto punisce la sinistra. Le parole di Strazzullo pagina 19 Microcredito e gli altri interventi, 18mila domande in regione pagina 26

La Newsletter settimanale

09-06-2014


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O I G G @ M CG I L T OS C A N A

Editoriale

di Alessio Gramolati

Segretario Generale Cgil Toscana

Un inchino è già costato troppo Il Governo convinca Costa Era il 13 gennaio 2012 quando, violando le leggi del “buon senso” (e qualcun'altra che sarà accertata in tribunale), la Costa Concordia naufragò sugli scogli dell’Isola del Giglio dopo aver abbandonato una rotta sicura per un “inchino”. La vanità e l’arroganza dell’uomo costarono la vita a 32 persone, altre 110 furono ferite, si è prodotto inoltre un danno enorme in termini economici e ambientali. Dai porti della Toscana, dai suoi ospedali, dalle caserme dei vigili del fuoco, dal volontariato e dalla protezione civile si mosse immediatamente la macchina dei soccorsi che prese in carico quella tragedia con un tempismo, un’efficienza e una generosità che tutto il mondo ha visto e apprezzato. Con analoga generosità da allora si è lavorato ininterrottamente per restituire al Giglio e ai suoi abitanti una vita normale. Ancora qualche mese e il relitto potrà essere trasportato in un porto sicuro per il suo smantellamento. Piombino si è prontamente attrezzato per ospitare e disarmare la nave in sicurezza e a settembre potrà accoglierla. Mentre accadeva tutto questo, con un po’ di cinismo, altri porti di altre regioni non coinvolte e non danneggiate dal naufragio si sono offerti di prendere il lavoro di smantellamento del

relitto. Da qualche giorno Costa ha indicato tra questi il porto di Genova. Di nuovo il buon senso viene messo da parte se anche le leggi del mare dicono che una nave in difficoltà o in avaria deve riparare nel porto più vicino. Dovrebbero bastare queste per scegliere Piombino, ma c’è di più: il relitto della Concordia è una bomba ambientale, contiene infatti liquidi contaminati, pericolosi non solo per la loro quantità ma anche perché la loro miscelazione potrebbe avere effetti moltiplicatori imperdonabili nell’impatto su uno dei luoghi più belli del Mediterraneo. E’ del tutto evidente che i rischi che questi si sversino in mare durante il tragitto devono essere ridotti al minimo, quindi dal momento che per arrivare a Genova serve un tempo 5 volte più lungo di Piombino, per il principio di precauzione è irragionevole prendere questo rischio. La Conferenza dei Servizi dovrebbe affermare questa semplice ovvietà e il Governo ha tutti i mezzi per convincere Costa a non sfidare l’interesse generale e di nuovo la sorte: un inchino è già costato troppo al Paese. I lavoratori della Lucchini questo l’hanno capito e manifestato chiaramente venerdì scorso coniugando tutela dell’ambiente e lavoro. Una lotta di “buon senso”… appunto.

n. 22 - 09 giugno 2014


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Piombino "La Concordia va rottamata qua" La Toscana va alla battaglia

Sindacati, istituzioni, lavoratori e cittadini hanno partecipato venerdì scorso alla manifestazione a Piombino per chiedere al governo e alla Costa che la Concordia sia rottamata lì e non a Genova. "Di inchini ne sono stati fatti tanti, uno è andato male. Io chiedo al Governo di non fare inchini alla Costa Crociere". Così ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Ma, allo stato attuale, Allo stato attuale il porto di Piombino, nonostante i lavori di adeguamento procedano velocemente, "non è idoneo a ricevere il relitto" e i lavori non saranno completati "prima di fine settembre 2014": "è pertanto da escludersi che il relitto possa essere portata a Piombino". Lo scrive Costa nella relazione cha

accompagna il "progetto di trasferimento e smaltimento". Il porto di Piombino, scrive Costa nelle considerazioni che hanno portato alla scelta di Genova e che accompagnano il Progetto di trasferimento e smaltimento, "allo stato attuale non è idoneo a ricevere il relitto, né è dotato di un cantiere di demolizione. Infatti il porto di Piombino richiede l'esecuzione di opere significative di ingegneria civile, incluso il dragaggio di un canale a ­20 metri e la costruzione di una diga di circa un km di lunghezza". Ma la Regione non ci sta. Manca il piano di

campionamento e monitoraggio delle acque durante il traino. LEGGI TUTTO IL MONITO DI LAMI E STRAZZULLO “Il ruolo del Dott. Gabrielli è tecnico e non il politico. Spieghi al paese tecnicamente perchè la Concordia non deve venire a Piombino e deve andare a Genova. Esterrefatti del fatto che a Roma sia stata convocata l'autorità portuale di Genova e non anche quella di Piombino”, dicono Mirko lami della Rsu della Lucchini (Fiom) e Maurizio Strazzullo, segretario della Camera del Lavoro di Livorno. LEGGI TUTTO

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Il lutto

Una donna, un'operaia, una ribelle, una sindacalista: ciao Sandra

GUARDA IL VIDEO/1

GUARDA IL VIDEO/2

Sandra era la compagna che aveva raccolto il testimone in Cgil Toscana di Mauro Lenzi, Andrea Montagni e Rossano Rossi, che avevano rappresentato la sinistra sindacale. Veniva dalla fabbrica e da un coerente percorso militante. Era una donna piena di vita e che amava la vita. Era molto femminile. Una grande umanità, un carattere dai modi di fare diretti. Chi l'ha conosciuta non ha potuto che amarla e chi non ha avuto questa occasione si farà l’idea di aver perso qualcosa. Una nota del segretario del PdCI di Empoli ricorda che Sandra spesso diceva “quest’anno la tessera tanto non la prendo!” e poi era sempre lì a dare mano. Perché era comunista e quando ci doveva essere c’era sempre. Un compagno ha ricordato che di fronte ad un documento troppo elaborato o ad una discussione sui massimi sistemi, era solita dire “troppa trama”, a sottendere troppe chiacchiere. Ma non vuol dire che non amasse la speculazione teorica o la discussione, solo voleva vederne rapidamente gli esiti. Un altro compagno nel ricordarla ha detto che Sandra era una delegata prestata al sindacato. Voleva dire una cosa importante, ma sbagliava: Sandra non era prestata, Sandra era il sindacato perché il sindacato è o dovrebbe essere dei lavoratori. (dalla redazione di "Reds")

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Il lutto

Lunedì 16 giugno il Direttivo regionale la ricorderà a Empoli Ricorderemo e saluteremo come CGIL la compagna Sandra Cappellini lunedì 16 giugno alle ore 9.30 ad Empoli presso il Cinema La Perla in via dei Neri 5, in occasione del Direttivo regionale. Vi aspettiamo davvero numerosi, perché Sandra merita questo, per la sua passione ed il suo impegno di operaia prestata al sindacato, per la sua militanza nella sinistra sindacale, per la sua dedizione ed identificazione nel quadratino rosso. Sul suo feretro due bandiere ha voluto, quella della Flai e quella della CGIL. Stringiamoci assieme a lei per l'ultima volta. (Maurizio Brotini)

GUARDA IL VIDEO/3

Dal profilo Facebook di Giulia Biagetti 6 giugno 2014 Stamani ero in trasmissione a Controradio con Alessio Gramolati, Segretario generale Cgil Toscana, per parlare dell'esperienza del Progetto Giovani della Cgil Toscana. Mentre cercavo un foglio per segnarmi alcuni argomenti da affrontare, ho ritrovato degli appunti presi per l'intervento al congresso confederale della Cgil Livorno. Quel giorno accanto a me c'era Sandra Cappellini, che mi sorrideva e che mi dava consigli: "Non perderti in discorsoni, dì quello che pensi e che senti senza aver paura di sbagliare", mi aveva detto. Cara Sandra, anche oggi ho fatto del mio meglio, ma manchi alla Cgil e manchi anche a me.

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Il lutto

L'ultimo saluto nella sua Cerreto Un mare d'affetto nelle strade

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Il lutto

Tantissimi messaggi di vicinanza arrivati alla famiglia e alla Cgil

Due papaveri rossi e le bandiere del sindacato sulla bara di una donna forte e carismatica, strappata troppo giovane all'affetto della propria famiglia e di tutti coloro che la conoscevano ed apprezzavano. A Cerreto Guidi, paese di Sandra Cappellini, un mare di affetto con anche bandiere con falce e martello al suo funerale. Alla famiglia e alla Cgil Toscana sono arrivati tantissimi messaggi di vicinanza per la morte di Sandra da persone, partiti, istituzioni, associazioni, soggetti della societĂ  civile.

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Servizi Pubblici Locali "Acqua ed energia settori sani La nota dolente sono i trasporti" ma, soprattutto, la grande debolezza del settore dei trasporti, dalla produttività alla forza finanziaria. Gli aspetti positivi sono riguardano principalmente acqua e energia: hanno una produttività per addetto elevatissima, quindi sono molto ricchi”.

Piero Ganugi, professore ordinario di statistica economica all'Università di Parma (Dipartimento di ingegneria), ha studiato insieme a Camilla Ferretti dell’Università Cattolica i bilanci delle aziende di servizi pubblici locali della Toscana, nel periodo 2003­2012, per conto di Ires e Cgil Toscana. Che metodologia è stata seguita? “Nel periodo in questione le imprese toscane che abbiamo considerato sono cresciute da 29 a 57. Questi bilanci sono stati sottoposti a u na riclassificazione di tipo macroeconomico. In termini molto immediati possiamo dire che ciascun bilancio è stato considerato come una piccolissima economia della quale abbiamo ricostruito i flussi fondamentali: il valore aggiunto e la sua distribuzione tra profitti e salari, l’investimento, il risparmio, il debito e il suo servizio da pagare alle banche. Una volta che questi flussi sono aggregati è possibile effettuare il confronto con le elaborazioni Istat”. Che quadro esce per le imprese partecipate toscane? “Le note dolenti sono i rallentamenti degli investimenti nel campo dell'energia e dell'ambiente

Come sono cambiate le cose con la crisi economica? “Dal 2008, con l'arrivo della grande crisi, in Italia il valore aggiunto dell'industria diminuisce notevolmente. Le imprese partecipate risentono della crisi e infatti smerciano quantità più basse rispetto al periodo precrisi. Possono però rifarsi con le tariffe sia perché offrono servizi essenziali, sia perché essendo degli oligopoli possono fare leva sulle tariffe”. E perché gli investimenti sono calati? “Gli investimenti, che per l'80% riguardano acqua ed energia, rallentano dal 2008. E' in questo indicatore che si è vista la crisi economica: senza investimento si perde la capacità produttiva. Un esempio: nel 2010 gli investimenti nell'energia non hanno compensato l'ammortamento”.

SEGUE A PAGINA 9

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Servizi Pubblici Locali "Il sindacato guardi alla Germania Qui ha diritto a contare di più" dolente”. “Per un euro di biglietto del bus o del tram, la Regione ne aggiunge due. Quello che il cittadino paga per una corsa è insomma solo un terzo del costo complessivo. E' un grosso problema. Le aziende non ce la fanno. La privatizzazione non risolve il problema perché senza sovvenzioni pubbliche la produzione del servizio è insostenibile. Negli ultimi anni si è rinnovato il parco macchine, ma le aziende restano fragili, deboli finanziariamente, indebitate. Spesso il cittadino non si rende conto della rilevanza dei contribuiti pubblici al mantenimento del servizio”.

CONTINUA DA PAGINA 8

Acqua ed energia restano dunque i settori sani. “Sono settori che producono ricchezza e che funzionano: vendono servizi essenziali e grazie alla forma di mercato possono imporre i prezzi. La produttività è alta: nell'acqua è cresciuta negli ultimi anni, fino ad arrivare ai livelli dell'energia, sui 140mila euro per addetto. Anche se sia l’acqua che l’energia devono destinare una parte dei profitti alla manutenzione degli impianti, che hanno grande dimensione, entrambi i settori sono caratterizzati da una profittabilità molto elevata”. L'ambiente e la gestione del ciclo dei rifiuti come se la passano? “L’ambiente è un settore meno ricco rispetto a energia e acqua, comunque con la stessa produttività del manifatturiero. I profitti sono contenuti, mentre i debiti sono alti seppur accettabili: come per l'acqua, a un euro di patrimonio netto corrispondono tre di debito. L’energia per fare un confronto ha invece un un debito molto più basso: un euro e mezzo per ogni euro di ricchezza netta”. E poi ci sono i trasporti, che lei ha definito “nota

Come renderlo in grado di stare in piedi meglio? “Secondo me si dovrebbe fare pagare il biglietto in base alle possibilità economiche del viaggiatore, dunque sgravando le fasce più deboli e alzando il prezzo per chi può permetterselo. In Germania il biglietto costa di più, in Inghilterra addirittura tre volte più che qui”. Che ruolo può avere il sindacato nelle aziende di servizi pubblici locali? C'è una specificità? “Nell'energia e nell'acqua, dove la produttività è alta, il sindacato secondo me dovrebbe avere un ruolo più forte nella direzione dell'impresa. Se i lavoratori ­ come dicono i numeri ­ producono così tanto, dovrebbero contare di più. In questo momento non hanno un peso proporzionale alla ricchezza prodotta e al contributo offerto. Faccio un esempio: nel 2003 il monte salari nell'acqua assorbiva l'80% della ricchezza prodotta, ora è sotto il 40%. Penso dunque al modello tedesco: là i lavoratori producono molto e i sindacati occupano posti nei consigli di amministrazione. Perché, chiedo, non potrebbero farlo anche qui?”.

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Ires/1

"Quei giovani disposti a cambiare" La studio sui "cognitivi" su l'Unità

di Bruno Ugolini Ecco una ricerca che dovrebbe interessare la ministra Marianna Madia, alla vigilia di un’operazione tesa a portare una ventata «rivoluzionaria» nel lavoro pubblico. Un settore dove sono preponderanti quelli chi chiamano i «lavoratori cognitivi», oppure «lavoratori della conoscenza». Sono insegnanti, operatori scolastici, formatori, ricercatori, musicisti. Chi con contratto stabile, chi con contratto a termine o di collaborazione. Chi precario. Sono i possessori di «saperi» da trasmettere anche se ormai questa caratteristica invade anche molte altre mansioni.La ricerca di cui parliamo è opera di tre Istituti di ricerche economiche e sociali (Ires) di Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Hanno condotto più di 100 interviste e raccolto 1.094 questionari. Una prima sintesi di tale iniziativa testimonia come questi lavoratori abbiano, tra le loro caratteristiche, una spiccata passione per quanto fanno. E tra le preoccupazioni principali quella di «innovare periodicamente il proprio bagaglio di saperi perché questi nel mio settore sono in continua evoluzione». Non intendono adagiarsi nelle proprie invecchiate conoscenze. E bisognerebbe sostenerli in questa «passione» innovativa. Non sempre avviene. Spesso sono costretti a rispondere all’esigenza di una autoformazione continua finanziandola con i propri

mezzi. E per la gran parte di quanti hanno risposto ai questionari, il canale privilegiato di acquisizione delle competenze è la formazione dal basso di «esperienze professionali». È interessante annotare altresì come la maggioranza di loro non sia desiderosa di rimanere inchiodata alla propria sedia. Ben il 93,6 per cento concorda con questa affermazione: «Non è importante svolgere per tutta la vita sempre lo stesso lavoro, l’importante è che la propria carriera professionale o lavorativa possa essere il frutto di una scelta libera ed autonoma». Mentre solo il 27,7 per cento rinuncerebbe all’attività­ professione corrispondente alle proprie passioni «in cambio di un lavoro sicuro anche se non aderente ai propri desideri». E il 68,1 per cento sarebbe «disposto a cambiare città e al limite Paese se questo fosse necessario per continuare a lavorare nel settore professionale dove ritengo possibile realizzarmi». Nessuna barriera dunque (87,3 per cento) nei confronti della «flessibilità occupazionale»: essa «sarebbe una condizione tollerabile se ci fossero i giusti ammortizzatori sociali e le necessarie tutele per rendere sopportabili i periodi di transizione da un lavoro ad un altro. IL DETTAGLIO C’è da dire che solo il 14,9% dei lavoratori cognitivi considerati «puri» (ovvero con mansioni totalmente legate alla conoscenza) ha un contratto a tempo indeterminato, il 27,7% è composto dai lavoratori autonomi e il 57,7% ha una forma di contratto a termine. Tra questi ultimi il 67,7% afferma che «non sa» cosa accadrà alla scadenza del contratto. L’instabilità, dunque, regna sovrana anche qui. Quali sono le loro rivendicazioni? Molte sono inerenti alla voce «gestione del tempo». LEGGI TUTTO

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Ires/2

Il rapporto sull'economia toscana "La produzione resta in affanno"

GUARDA IL VIDEO Sulla base del secondo rappporto Ires 2014 sull'economia toscana, l’analisi dei dati sulla cassa integrazione in Toscana per i primi 4 mesi dell’anno non consente particolare ottimismo. Il calo in valore assoluto del numero delle ore autorizzate dall’INPS infatti (17.413.643 in calo rispetto alle 19.729.089 dell’analogo periodo 2013) risente del sostanziale blocco delle autorizzazioni della cassa in deroga causato dalle note scarsità di risorse. La deroga infatti crolla di oltre 3,5 milioni di ore. Depurato da questo fatto tecnico, ma ricordiamo che anche con il pur positivo sblocco parziale dei periodi sospesi del 2013, non è stata concessa per l’anno in corso alcuna nuova autorizzazione, la solo cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria crescono del 6,6% con la sola straordinaria che si impenna del 33,2%. Dati raffrontati a quello che è stato l’anno con il record storico della cassa cioè il 2013. Le maggiori difficoltà risultano ancora concentrarsi nel quadrante metropolitano della Toscana centrale e nei settori, nel commercio, mentre per la prima volta da diversi anni assistiamo ad un calo nel settore costruzioni che auspichiamo possa essere un’inversione di

tendenza. In crescita disoccupazione (9%) e Neet (19,6% nel 2013) in crescita rispettivamente del +1,4 e +1,2%. Dati molto al di sotto della media nazionale ma tuttavia molto preoccupanti. Gli avviamenti al lavoro risultano in calo di circa 50.000 unità e soprattutto si conferma il dato della precarietà con 88% di essi a termine il 61% dei quali con contratto inferiore ai 3 mesi, il 36% inferiore a 1 mese e il 12 % pari a 1 giorno!!! I contratti a tempo indeterminato a tempo pieno attivati sono stati solo il 5,8% del totale con gli evidenti riflessi anche sulla qualità della retribuzione. La produzione industriale rimane saldamente ancorata allo zero anzi con un lieve arretramento che pare arrestare le timide speranza di un anno fa. Tiene l’export che depurato dall’oro cresce del 4% e i consumi arretrano nel corso di tutto il 2013 del ­4,7% anche se il dato è in miglioramento rispetto al ­6,7% del 2012. Cresce il turismo con livelli di spesa analoghi ai livelli pre­crisi , mentre il credito che continua a muoversi tra molte contraddizioni fa registrare un aumento degli impieghi sia verso i servizi che verso l’industria e le costruzioni. Potrebbe essere l’inizio di una fase di crescita? Secondo Daniele Quiriconi, segretario confederale con delega al mercato del lavoro per la CGIL Toscana “questi dati pur nella loro contraddittorietà, testimoniano di una grande sofferenza dei lavoratori e delle loro famiglie, certificano l’assoluta precarietà del lavoro che si crea anche nella nostra regione e dimostrano come l’idea di agire sulla flessibilità per rilanciare la domanda, sia assolutamente velleitaria come i fatti si incaricheranno di dimostrare. Vedremo nei prossimi mesi se il “bonus 80 euro” e la misura “Garanzia Giovani” potranno attenuare un quadro molto compromesso sul piano sociale. Per Fabio Giovagnoli, direttore di Ires Toscana “siamo di fronte ad un quadro che permane incerto". LEGGI TUTTO

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La fotogallery/1 La protesta dei lavoratori toscani dei Call Center (in piazza a Roma)

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La fotogallery/2 A Livorno nei Quartieri Nord apre una nuova sede dello Spi

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La fotogallery/3 Alla Camera del lavoro di Firenze show in rosa per i 70 anni dell'Anpi

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La fotogallery/4 In piazza dei Ciompi il flash mob della Flc: "La scuola è alla frutta"

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Firenze Esaote, sono i lavoratori e la Fiom a presentare un Piano industriale dell'azienda più di essa stessa. Proponiamo Interventi su costi, prodotti, clienti, brand ma non sull'occupazione. Non ragioneremo su esuberi, ma su proposte di rilancio: siamo un sindacato industriale propositivo. L'Esaote è importante per Firenze: trasferimento è come dire smantellamento", le parole usate dalla Fiom insieme alla altre organizzazioni.

Oggi presso la Sala Palazzeschi della Camera del Lavoro di Firenze c'è stata la conferenza stampa di Fim Fiom e Uilm Firenze per presentare il Piano Industriale redatto dalla Rsu di Esaote assieme alle organizzazioni sindacali. Il piano industriale, alternativo a quello illustrato dall'azienda, si pone l'obiettivo di evidenziare come sia possibile rilanciare l'attività senza ricorrere alle drastiche misure annunciate dalla dirigenza. Alla presentazione sono stati invitati anche il Comune di Firenze, la Provincia, la Regione Toscana ed i parlamentari del territorio che hanno partecipato all'incontro in Senato di martedì scorso. "Vogliamo rilancio perché crediamo nelle capacità

SEVES

ARRIVA IL VIA LIBERA ALLA CASSA INTEGRAZIONE LEGGI TUTTO n. 22 - 09 giugno 2014


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Firenze La mobilitazione paga: la Provincia proroga i contratti dei precari lavoratori nell'ambito della gestione e del funzionamento dei servizi" ma "sarebbe necessario che il legislatore impostasse definitivamente la soluzione del problema".

ACCORDO "PER L'ECONOMIA" ALLA CAMERA DI COMMERCIO CON SINDACATI E CONSUMATORI

GUARDA IL VIDEO Saranno prorogati i contratti, in scadenza il 31 dicembre, dei lavoratori precari della Provincia di Firenze nella Protezione civile, nei Centri per l'impiego e per la formazione professionale. E' quanto assicurato, spiega una nota, dal presidente dell'ente Andrea Barducci secondo il quale "stiamo cercando di risolvere il problema con soddisfazione, nei limiti del possibile e del consentito, ma tenendo conto che la Regione Toscana ha già stanziato le risorse necessarie". La protesta di sindacato e lavoratori (si veda il video) ha pagato. Dal primo gennaio 2015, infatti, l'attività della Provincia di Firenze verrà trasferita alla nuova Città metropolitana. Per Barducci si tratta di approvare "un atto che implica e coinvolge in larga misura il nuove ente: dobbiamo lavorare insieme al Comune di Firenze per condividere un indirizzo che consenta di approvare un atto non in sostituzione della Città metropolitana". "E' necessario ­ ha detto ancora ­ che l'atto abbia valenza anche dopo l'estinzione di ruolo e di funzioni della Provincia di Firenze". La Provincia, ha concluso, riconosce "la professionalità di questi

E' stata sottoscritta un’intesa fra le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e dei consumatori, ADICONSUM, ADOC E FEDERCONSUMATORI di Firenze, sui temi della rappresentanza nel Consiglio della Camera di Commercio di Firenze. L’intesa definisce la rotazione degli incarichi delle organizzazioni sindacali e dei consumatori durante il mandato camerale. In relazione a questa fase di rinnovo del Consiglio, le organizzazioni sindacali e dei consumatori ritengono preliminare all’elezione del Presidente, la definizione e condivisione, da parte del Consiglio, di indirizzi riformatori della Camera di Commercio, in particolare su: Trasparenza nella definizione degli atti sull’orientamento delle risorse alle imprese. Effetti sul versante del lavoro e ricadute occupazionali conseguenti allo stanziamento delle risorse. LEGGI TUTTO

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L'agitazione Domani sciopero di otto ore dei mezzi pubblici della Toscana SCUOLA

Domani è sciopero di otto ore dei mezzi pubblici di trasporto in tutta la Toscana. DOCENTI "USA E GETTA" Lo hanno dichiarato Filt­Cgil, Fit­Cisl, Faisa e Ugl. A SIT­IN DAVANTI ALL'USR Firenze, i bus di Ataf e di Li.nea si fermano dalle 15,15 alle 23,15; La tramvia, dalle ore 09,30 alle ore GUARDA LE FOTO 17,00; l’ex Sita dalle 14,30 alle 22,00. A Arezzo, Siena e Grosseto, i bus Tiemme scioperano dalle 08,30 alle ore 12,30 e dalle 17,30 alle 21,30. A Massa Carrara la fermata va dalle 09,00 alle ore MASSA E COZZILE 16,30. Quanto ai bus di Cct Nord, a Livorno si fermano dallee 15,00 alle 21,20; a Lucca dalle 08,30 alle 12,00 ­ e dalle 17,00 alle ore 21,30; a Pisa dalle 09,00 alle 17,00. I mezzi ex lazzi scioperano i tutta la Toscana dalle 08,30 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 21,30. I sindacati motivano la protesta con il fatto che, come dicono loro, «alcune province e comuni della Toscana hanno scelto, pur non obbligati, di mettere a gara i propri lotti deboli a condizioni normative ed economiche pesantemente negative per i diritti dei PANAPESCA, IN 39 lavoratori». E questo nonostante, dicono, gli accordi VICINI AL LICENZIAMENTO sindacali con la Regione in vista della gara unica regionale per l’affidamento del servizio di trasporto LEGGI TUTTO pubblico locale fossero assolutamente diversi.

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Politica Livorno, schiaffo al Pd. Vince il M5S La Cgil: "Non staremo sugli spalti"

La vittoria dei Cinquestelle a Livorno è netta. Filippo Nogarin, ingegnere aerospaziale candidato sindaco di Grillo, batte 53 a 47 Marco Ruggeri del Pd, sostenuto da tutte le forze del centrosinistra. Livorno è sotto shock, dopo 68 anni consecutivi, per la prima volta non sarà più la sinistra ad amministrare il Comune. Al Comitato di Ruggeri, in piazza del Duomo, i militanti sono talmente increduli di fronte ai risultati che per la prima mezz'ora sperano che sia andato in tilt il sistema informatico del Comune. Quando si rendono conto di aver perso, molti di loro tornano a casa, per vivere in solitudine la sconfitta. Ruggeri non si fa vedere per un bel po' ma a mezzanotte e mezzo andrà in Comune per stringere la mano al suo avversario. Nogarin è arrivato in piazza XX settembre, dove i suoi supporter hanno urlato per strada gli aggiornamenti del voto in tempo reale, e hanno cominciato poco dopo lo spoglio a fare festa, ed è stato accolto da applausi e abbracci. "Livorno fa la storia", gli ha gridato un militante. Da oggi a Livorno comincia un'altra era. La scarsa affluenza, di poco superiore al 50,3% contro il 64,5% del primo turno (alle 19 hanno votato il 34,9% degli aventi diritto contro il 47,5% di due settimane fa)

sembrava dovesse favorire Ruggeri. E invece così non è stato. "Ne vedremo delle belle. C'è da festeggiare non solo per il M5s ma per tutta la città, perchè questa città merita il meglio, c'è uno splendore dietro a quel governo che abbiamo fortemente criticato", ha detto Filippo Nogarin. L'ex sindaco, Alessandro Cosimi, reagisce così alla vittoria dei grillini: "Bisogna fare ora un'analisi molto seria sugli errori che sono stati fatti durante la campagna e vedremo come e su quali basi ripartire". Lo sconfitto, Ruggeri, dice: "E' una sconfitta pesante per il centrosinistra e per il Pd, dove ci saranno riflessioni e fortissimi cambiamenti da fare. Ma è una sconfitta di cui mi prendo per intero la responsabilità". Dice Maurizio Strazzullo, segretario della Cgil locale: "In democrazia si deve sempre accettare i risultati anche quando sono avversi al tuo pensiero, pertanto faccio i miei auguri al neo sindaco Nogarin. Ora Ia campagna elettorale è finita sono stati chiesti i voti contro i 70 anni di governo della città e i Livornesi vi hanno premiato, Adesso Sig.Sindaco dimostri di essere il sindaco di tutti, della livorno antifascista, democratica, multiculturale e solidale. Nella campagna elettorale abbiamo ascoltato tanti no, ora ci aspettiamo le vostre proposte e le vostre azioni per far uscire Livorno dalla crisi economica ,sociale e occupazionale. La Cgil come detto e scritto in campagna elettorale è pronta al confronto sulle cose concrete da fare senza pregiudiziali. ma non staremo sugli spalti, saremo in campo a giocare la partita e se necessario a lottare nell'interesse dei lavoratori, dei pensionati e della città". LEGGI TUTTO NARDELLA: "PUNITO COSIMI" ENRICO ROSSI: "PD DIVISO" LEGGI TUTTO

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Cgil Toscana I video della settimana del Canale Youtube SCANDICCI A EcoFirenze il sequestro inquieta i lavoratori La protesta fuori dai cancelli della fabbrica

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IL REPORTAGE Cantieri Pisa, tutto fermo da quattro anni Presto il possibile acquirente

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Cgil Toscana I video della settimana del Canale Youtube LA CAMPAGNA #NonStiamoSereni Dai pensionati le richieste a Renzi Due milioni di cartoline al Premier

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LA DIMOSTRAZIONE Addetti alla pulizie delle scuole in sciopero "Chiediamo il rispetto del contratto di lavoro"

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La rubrica IL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO La recente riforma attuata dal Governo Renzi con la legge 78 del

essere specificate), oggi il numero di proroghe di uno stesso

16 maggio scorso, che ha convertito, apportandovi alcune

contratto sale addirittura a 5 (oggi a­causali, al pari del primo

modifiche, il decreto legge 34/2014, stravolge completamente

contratto). Ove, peraltro, il datore di lavoro voglia proseguire

l’istituto del contratto di lavoro a tempo determinato ed è destinata

ulteriormente il rapporto di lavoro a termine, gli basterà stipulare

ad avere un effetto dirompente nel mercato del lavoro,

un nuovo contratto (a sua volta prorogabile), con l’unico

incrementando la precarietà. La previgente disciplina del contratto

inconveniente di dover attendere 10 giorni se il contratto

a termine, introdotta nel 2001, si fondava sulla necessità che il

precedente aveva durata inferiore a 6 mesi (comprese le

datore di lavoro, al momento dell’assunzione di un lavoratore a

proroghe) o 20 giorni se superiore. In tale contesto, l’unico

tempo determinato, indicasse nel contratto di lavoro le ragioni, di

ostacolo all’infinito proliferare di contratti in successione è

carattere transitorio e connesse a determinate esigenze aziendali,

rappresentato dal limite massimo di 36 mesi di durata del rapporto

che giustificavano l’apposizione di un termine al contratto stesso.

a termine tra lo stesso datore e lo stesso lavoratore per lo

Il Decreto Poletti, proseguendo sulla strada intrapresa con la così

svolgimento di mansioni equivalenti.

detta legge Fornero (l.92/2012), stravolge l’istituto, cancellando

Deroghe a parte, il superamento del predetto limite, insieme

qualsiasi riferimento alla causale ed attuando, per la prima volta

all’ipotesi di mancato rispetto dei periodi d’interruzione tra un

dal 1965, una generalizzata liberalizzazione del contratto di lavoro

rinnovo e l’altro, cui si è già accennato, è di fatto rimasto l’unico

a tempo determinato. Le novità, peraltro, non finiscono qui. Se

caso in cui il lavoratore, tramite ricorso giudiziale, può ottenere la

prima il contratto a termine poteva essere prorogato una sola

conversione del rapporto da tempo determinato a tempo

volta (ovviamente a fronte di ragioni oggettive, che dovevano

indeterminato. LEGGI

a cura dello Studio Rusconi

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NonSoloToscana

Camusso: "Solo tagli e precarietà In questo modo l'Italia non riparte" Irpef risolva il problema dell’impoverimento e del carico fiscale sul lavoro. C’è infatti il tema dei pensionati, sul quale abbiamo registrato una dichiarazione del presidente del Consiglio che si è impegnato a prendere provvedimenti nella legge di stabilità. E poi non bisogna dimenticare gli incampienti, quei lavoratori che percepiscono meno di 8 mila euro l'anno e che non rientrano in questa operazione. Quindi bene gli 80 euro, ma sappiamo che è solo l’inizio di una traiettoria di diversa redistribuzione del carico fiscale che è fatta da una riduzione del costo del lavoro ma anche dal riequilibrio sul fronte della tassazione dei grandi patrimoni». Da un lato l’impoverimento, dall’altro la disoccupazione schizzata al 13,6%. La Cgil ha però bocciato il decreto Poletti. Perché? «Il decreto Poletti è sbagliato. Il sistema produttivo italiano ha bisogno di know how, di competenze e qualità». LEGGI TUTTO

Intervistata dal Secolo XIX, il segretario della Cgil Susanna Camusso torna sui provvedimenti del governo Renzi: il decreto Irpef va nella giusta direzione, ma non può essere che l'inizio di una politica di ridistribuzione fiscale. E sul Jobs Act c'è "troppa confusione". Giudizio «positivo» sugli 80 euro in più in busta paga, purché diventi una misura strutturale e non un bonus una tantum. Più severa, invece, la valutazione sul decreto Poletti, un PUBBLICA AMMINISTRAZIONE provvedimento «sbagliato» e che si contraddice con gli annunci dello stesso governo che, almeno a parole, intende promuovere un lavoro «stabile e di qualità». E' una pagella farcita di luci e ombre quella che Susanna Camusso, Segretario della Cgil dà al governo targato Matteo Renzi. Segretario Camusso, il Parlamento si appresta ad approvare il “famoso” decreto degli 80 euro in più in busta paga. Quella di Renzi è stata una mossa azzeccata? «Il giudizio è positivo visto che si tratta di una restituzione fiscale ai lavoratori per cui noi ci siamo IL MINISTRO MADIA battuti. È una nostra rivendicazione che salutiamo CONVOCA I SINDACATI positivamente, in attesa che la misura diventi strutturale. Detto questo, non si può pensare che il dl

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Cultura

I libri della settimana dall'archivio storico di Cgil Toscana LAVORARE NEL COMMERCIO E NEL TURISMO CONDIZIONI DI LAVORO, SALUTE E SICUREZZA

Autori: Daniele Di Nunzio, Mario Giaccone, Irene Delaria (prefazione di Guliana Mesina). Parole chiave: sindacato ­ commercio ­ turismo ­ lavoratori ­ salute e sicurezza. Casa editrice: Ediesse Pubblicato nel: marzo 2014. Pagine: 100. ISBN: 88­230­1876­1

I CONSIGLI INDUSTRIALE E

GESTIONE E LA DEMOCRAZIA SOCIALE IN ITALIA: STORIA E PROSPETTIVE DI

Autore: Giusepe Amari (prefazione di Susanna Camusso). Parole chiave: sociale ­ sindacale ­ partecipazione ­ industriale ­ impresa ­ gestione ­ democrazia ­ controllo ­ consigli. Casa editrice: Ediesse. Pubblicato nel: giugno 2014 Pagine: 356. ISBN: 978­88­230­1810­5

I volumi possono essere presi in prestito per un periodo massimo di un mese Via Pier Capponi 7 ­ 50132 Firenze web: http://www.tosc.cgil.it/ftp/centrodocumentazione/docume_home.htm mail: centrodocumentazione.regionale@tosc.cgil.it ; Tel:055.5036288

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In viaggio con... Scatta la tua vacanza... e vinci un mini I-pad o una videocamera Andare in vacanza non è mai stato così conveniente! Approfitta dei tuoi giorni di relax, puoi vincere un iPad Mini, una videocamera digitale GoPro Hero3 White Edition o degli occhiali da sole NR200. Come? Registrati QUI e posta un elaborato della tua vacanza nell'apposita sezione, composto da una foto e un breve testo descrittivo. Ora non ti resta che chiudere gli occhi e trattenere il fiato, il vincitore potresti essere tu! GUARDA LE FOTO

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Taccuino TOSCANA SOLIDALE 18MILA DOMANDE PER GLI AIUTI A FAMIGLIE E LAVORATORI IN DIFFICOLTA': CONTRIBUTO PRESTITO足MICROCREDITO GARANZIE PER I DEBITI LEGGI TUTTO

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LA TRASMISSIONE "TOSCANA LAVORO" LA PRODUZIONE TV DI CGIL TOSCANA SU SINDACATO, SOCIETA', ECONOMIA IN ONDA OGNI SABATO ALLE 21,30 SU TOSCANA TV (CANALE 18 DEL DIGITALE TERRESTRE) REPLICA OGNI DOMENICA ALLE 13,50

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In breve

Cgil-Spi Toscana: "I conti di Saccardi non tornano Mancano 22 milioni sulla non autosufficienza" Dicono Cgil e Spi Cgil Toscana: "Riteniamo necessario un chiarimento urgente da parte della Regione rispetto al finanziamento del Fondo e gli impegni presi con le OO.SS. Gli accordi sottoscritti prevedono uno stanziamento per il Fondo pari a 80 milioni di Euro, tutti dalle casse regionali, implementati da 5 milioni come da intesa del luglio 2013 (Totale 85 milioni). Vogliamo sperare che quanto comunicato sia da addebitare ad un fraintendimento e che le risorse “aggiuntive” di provenienza statale siano utilizzate, come previsto, per ulteriori risposte verso persone già duramente colpite dalla non autosufficienza e verso le loro famiglie, attraverso la definizione di servizi e soluzioni concrete. Ricordiamo inoltre che, ai fini di una verifica generale, siamo ancora in attesa di conoscere il reale utilizzo del Fondo Regionale nell'anno in corso ed in quelli precedenti e la quantità e tipologia dei servizi resi ai cittadini non autosufficienti della nostra regione. Ci auguriamo che la Presidenza della Regione Toscana chiarisca al più presto la questione". LEGGI TUTTO

Firenze, la Rsu della Procura della Repubblica proclama uno stato di agitazione. Domani presidio Spiegano la Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp Confsal­Unsa, USB: "Il presidio davanti all'ingresso principale del Palagiustizia a Novoli di domani 10 giugno (h.11,00­12.30) dei dipendenti della Procura della Repubblica di Firenze vuole sensibilizzare i cittadini, le forze politiche di governo e di opposizione ed i vertici dell’Amministrazione Giudiziaria sul clima non sostenibile dell’ufficio, nonostante innumerevoli riunioni con l’Amministrazione, assemblee, note e richieste sindacali. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione e il 17 marzo scorso abbiamo effettuato in Prefettura il tentativo obbligatorio di conciliazione per dirimere la vertenza sul lavoro domenicale e festivo, ma l’atteggiamento di chiusura dei rappresentanti della Procura non ha portato ad alcuna soluzione. La vertenza vede su posizioni contrapposte lavoratori, RSU, OO.SS. territoriali e l’Amministrazione. Si tratta di una questione contrattuale (il lavoro domenicale) e di rispetto di criteri pattizi per garantire servizi e prestazioni fondamentali, unitamente alla certezza della retribuzione e al rispetto degli accordi esistenti sull’orario di lavoro. La stessa amministrazione ha ammesso che la questione del lavoro domenicale si trascina da anni. Le parti sindacali si sono sforzate di trovare un accordo tale da garantire il servizio tramite l’istituto della reperibilità e la presenza in ufficio". LEGGI TUTTO

Caos Tasi: i sindacati confederali fiorentini contro le sanzioni a chi paga dopo il 16 giugno La complessità del sistema tributario della finanza locale, le notizie contraddittorie , le novità dell’ultimo momento hanno creato un’enorme confusione per i cittadini contribuenti. In tale quadro le segreterie CGIL CISL UIL di Firenze vogliono segnalare le difficoltà operative relative al pagamento della TASI. I Comuni in elenco (Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Castelfiorentino,Cerreto Guidi, Figline­Incisa Valdarno. Gambassi, Inpruneta, Montatone, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, Rufina, San Casciano Val di Pesa, Sesto Fiorentino, Signa,) avendo deliberato in tempo debito, in merito alla TASI, non sono soggetti a proroghe. Da qui la grande difficoltà per i cittadini di questi comuni ha farsi calcolare la Tasi entro il 16 giugno, visto che i Caaf, in particolare quelli collegati a CGIL CISL UIL, sono impegnati nella fase più pressante delle scadenze relative a 730,UNICO, IMU. Tale problema sollevato anche a livello nazionale dalle nostre Organizzazioni ha spinto le segreterie provinciali dei sindacati ad inviare ai Sindaci dei Comuni segnalati la richiesta di non applicare sanzioni ai contribuenti che verseranno gli acconti della TASI oltre il 16 giugno. Nella lettera inviata ai sindaci si dice “ci sembra un doveroso segnale di attenzione verso i cittadini che si sentono sempre più avvolti in un reticolo spesso incomprensibile di norme e scadenze”. LEGGI TUTTO

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Numero 22 Anno 2014