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NOME SOCI E TÀ

A N N O VI — N UM E RO V I M AGG IO 2012

M agg io 2012

Giornalino del Liceo Ginnasio Statale G. Carducci


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L’Editoriale di Chiara Compagnoni e socialmente alle classi che hanno per la maggior parte occupato cortei e manifestazioni del primo maggio, e come da sempre avviene non hanno ancora toccato i benefici e le agevolazioni alla classe dirigente. Il segretario generale di Cgil, Susanna Camusso, chiede al governo di intervenire “abbassando le tasse sul lavoro dipendente”, mentre Raffaele Bonanni, segretario Cisl, dichiara necessario “tagliare subito le tasse sui lavoratori e sui pensionati, sterilizzare le tasse sulla benzina, dare credito d'imposta per chi investe”. Le voci provenienti dal governo sembrano auspicare una prossima crescita, eppure le speranze dei cittadini calano (secondo i dati forniti dai settimanali sondaggi del TG La7), rispecchiandosi nella discendente fiducia dimostrata nei con-

da poco trascorso il primo maggio, giornata di festa internazionale del lavoro, e nonostante i commossi e sentiti discorsi di Presidenti e Ministri la situazione lavorativa italiana non sembra cambiata. Il tasso di disoccupazione resta (anzi aumenta dell’1,7% rispetto allo scorso anno) pari al 9,8% della forza lavorativa totale, mentre quella giovanile raggiunge quasi il 36%. Mentre il Presidente della Repubblica sostiene la necessaria “crescita per i giovani” ammettendo di trovarci ora in un “momento brutto”, il Ministro del welfare Elsa Fornero propone di “riflettere sulle ragioni di questa crisi” ritenendo che adesso si debba “soprattutto agire”. Le ultime azioni del ministero del lavoro non sono però risultate essere favorevoli economicamente

È

fronti dei partiti tradizionali (con il nuovo calo di consensi per il Pd) e soprattutto nei confronti dello stesso governo Monti (che si aggira intorno al 48%). Numerosi sono stati in questo primo maggio le proteste e gli scontri, che aumentano rispetto agli scorsi anni, delineando un malcontento generale diffuso. Come afferma la Professoressa Fornero oggi “la precarietà viene sperimentata soprattutto dai giovani e dalle donne, il che è un disvalore”: pare che però gli unici che possano risolvere tale situazione di precarietà e disvalore siano gli stessi giovani: solo tramite le nostre forze e la nostra volontà, non sicuramente tramite misure per la facilitazione dei licenziamenti, sarà possibile rovesciare la situazione attuale e riacquisire l’antica “virtus”, di lavoratori e dunque di cittadini. Buona lettura attiva

La Redazione dell’Oblò

Redattori:

Martina Brandi 3E Martina Calcaterra 1E Maria Calvano 2B Alessandra Ceraudo 3B Chiara Checchetto 1D Claudia Chendi 2B Ines Chillemi 1E Chiara Conselvan 3E Elisabetta Festa 4F

Jacopo Malatesta 3C Chiara Mazzola 2B Alessandra Pozzi 1C Anna Quattrocchi 4F Federico Regonesi 4A Beatrice Sacco 1D Beatrice Servadio 3B Carlo Simone 4D Alessandra Venezia 2B Dario Zaramella 4A

Collaboratori esterni:

Impaginatrice:

Direttore:

Francesco Bonzanino 3E Morgana Grancia 4E Edo Mazzi 3E Mariam Ndiaye 2B Andrea Sarassi 3E

Martina Brandi 3E

Chiara Compagnoni 5G

Correttrici di bozze:

Capo Redattore:

Chiara Compagnoni 5G

Eleonora Sacco 4F

Silena Bertoncelli 3C

Capo Vignettista:

Responsabile Internet:

Silena Bertoncelli 3C

Vignettisti:

Jacopo Malatesta 3C

Docente Referente:

Silena Bertoncelli 3C Federico Regonesi 4A

Giorgio Giovannetti


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A T T U A L IT À

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NO TAV: protesta civile o pretesto politico? di Andrea Sarassi creato sotto il monte del Frejus, che colleltimamente sta diventando ga storicamente la Francia con l’Italia. La sempre più rilevante e conside- ferrovia collega la val di Susa con la val rata la causa del movimento No Moriana snodandosi e inerpicandosi sulle TAV. Tutti i muri delle scuole e montagne; raggiungendo di conseguenza delle principali vie di Milano sono stati tap- un’elevata pendenza. La pendenza e la pezzati di manifesti a sostegno di tutti colo- tortuosità del percorso ferroviario sono ro che vi aderiscono attivamente in Val di caratteristiche alle quali si appella il moviSusa. Purtroppo, come spesso capita per le mento “Sì TAV” per dimostrare la necessigrandi proteste però, si è diffusa una com- tà dell’alta velocità.

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ponente di disinformazione e anche fra i sostenitori del movimento vi sono dubbi , perplessità e confusione sui termini reali del problema di che cosa si stia effettivamente parlando. Alcune domande sorgono spontanee: “Che cos’è in realtà il movimento No TAV?”; “Per quale motivo e contro cosa protestano quelli che vi prendono parte?”

me questo, per la realizzazione di un progetto che potrebbe essere evitato, non sia politicamente ed economicamente saggio. Questi, anche se ce ne sarebbero molti altri, sono i principali punti della protesta. Solamente a conoscenza di queste indispensabili premesse, è possibile dare un giudizio non superficiale sulla protesta del movimento No TAV. Premesso ciò, mi sento in dovere di esprimere la mia opinione su quello che adesso sta accadendo in Val di Susa. Al cittadino medio sono state date numerose chiavi di lettura della protesta dai media. Ai tg, sui giornali, nei dibattiti,… si è parlato e si parla della Val di Susa solamente quando ci sono degli scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti, i quali vengono descritti quasi sempre come violenti attivisti, facinorosi e anarchici.

In effetti, un treno ad alta velocità, deve poter percorrere una pendenza notevolmente inferiore, con riduzione dei tempi di percorrenza e un relativo minor consumo di energia elettrica. Tutto ciò, però, sarebbe solo un vantaggio: inevitabilmente, infatti, ci sarebbero dei consumi molto maggiori a causa dei treni, che avrebbero la necessità di raffreddare e ventilare una No TAV è un movimento di opinione di pro- linea in gran parte in galleria, e Dico quasi sempre perché, per fortuna, testa contro la realizzazione di una nuova dell’enorme quantitativo di roccia scavata ogni tanto qualcuno si pone la domanda se tutto ciò sia vero. Ho già detto che il linea ferroviaria Torino-Lione che doNo TAV è un movimento di opinione vrebbe collegare la Francia all’Italia. Il di larga portata, quindi chi potrebbe progetto risale all’inizio degli anni mai protestare? Lavoratori, studenti, novanta e nel corso del tempo ha supensionati, ma soprattutto cittadini! bito molte trasformazioni. Un punto In Val di Susa tutta una popolazione si fondamentale, rimasto invariato, è la è mossa e, anche ammettendo che creazione di una galleria, percorsa da tra i manifestanti ci siano dei facinodue tunnel a binario semplice, lunga rosi o degli anarchici, questi protesta57 chilometri (12 km sul territorio no insieme a estremisti di sinistra e di italiano e 45 km sul territorio francedestra o, semplicemente, a qualsiasi se), che attraversando la Val di Susa e uomo che si è sentito in dovere di la val Moriana, arriverebbe fino in opporsi all’esproprio non necessario Francia. Questa linea, indicata come della propria casa. In Valle non c’è “corridoio n° 5”, rientra in un progetto più ampio della Commissione Europea che da portare in discarica durante e dopo la distinzione tra manifestanti e non, in valle ha progettato di creare una Rete ferrovia- costruzione dell’opera. Inoltre, è da sotto- tutti sono No TAV! Questo non capiscono o ria Trans-europea, le Reti di trasporto trans- lineare che la pendenza e le caratteristi- non vogliono evidenziare i media: lo spirito europee(TEN-T). Il progetto originario era che della linea già esistente sono analo- della protesta. Lo spirito che spinge tutti i quello di creare una ferrovia Lisbona-Kiev, ghe ad altre linee ferroviarie, il cui traffico, cittadini di una valle, per quanto di idee e ma è stato sostituito nel 2004 dal nuovo è in graduale aumento; mentre il traffico status sociale diversi, a opporsi a un’ impoprogetto “prioritario n°6 Lione-Kiev”, che di merci verso la Francia, secondo uno sizione per loro ingiusta dello Stato e a collegherebbe Francia, Italia, Slovenia e studio compiuto dalla stessa Rete Ferro- scontrarsi contro la polizia. Quanto agli Ungheria. Per quanto riguarda la tratta viaria Italiana(RFI), non solo, ma anche a scontri che ci sono stati, è innegabile che i della Torino-Lione, l’ipotesi di realizzazione causa di un incidente stradale avvenuto No TAV abbiano usato violenza contro le di tale progetto ha favorito un dibattito di nel tunnel del Frejus nel 2005, è diminuito forze dell’ordine. E’ innegabile. Bisogna, portata internazionale, al quale partecipa o, comunque, rimasto stabile. Ultima, ma però, vedere come si è potuti arrivare da anche l’Italia. Infatti, il progetto ha sosteni- non per importanza, c’è la motivazione presupposti di protesta civili a lanci di lacritori in larga parte nel mondo politico italia- economica. Nonostante stia avvenendo mogeni ad altezza uomo e a retate contro no, e ha oppositori in primis in tutta la po- una scarsa informazione da parte dei prin- la polizia. Infine, ci tengo a dire un’ultima polazione della Val di Susa, e poi ha trovato cipali mezzi d’informazione su tutto ciò cosa. Lasciando stare tutti i motivi più o largo appoggio anche in numerosi studenti che riguarda la TAV e la sua realizzazione, meno contestabili della protesta, una doe lavoratori che costituiscono il movimento le stime dei prezzi per la realizzazione del manda credo sorga spontanea: come è progetto oscillano tra i 18 e i 20 miliardi di possibile che, nel 2012, in uno Stato demodi protesta No TAV. euro. Tale è la stima dei costi oggettivi. cratico come l’Italia, col pretesto di giovare I punti della protesta sono molteplici e hanall’efficienza e allo sviluppo di un Paese, si Comprensibilmente, a seconda che si chieno lo scopo di confutare le motivazioni che i ignorino totalmente i bisogni e si vada conda a una delle due parti contendenti, i Sì TAV portano a favore del progetto. Anatro quegli stessi cittadini italiani che lizziamo, dunque, entrambe le posizioni. costi aumentano o diminuiscono. I No (almeno a livello teorico) dovrebbero non TAV, e anche io stesso, ritengono, per le Prima di tutto, la protesta evidenzia solo rappresentare lo Stato visibile, ma motivazioni appena citate, che una tale l’inutilità di una nuova ferrovia. E’ presente, anche poterne influenzare il governo? spesa di denaro, in un periodo di crisi coinfatti, dal 1871 un altro tunnel ferroviario,


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Il tempo della nuova liberazione di Alessandra Venezia una scusa per celare una spietata indiffe“Vedete, io non credo che più il tempo passa, renza. Più spesso infatti sembra che il nopiù si allontani la necessità di commemorare, stro passato e la nostra storia non ci riguardi ricordare, di festeggiare. Credo invece che dino, dato che non ci coinvolgono persopiù il tempo passa, più noi abbiamo bisogno nalmente. Allora io mi chiedo come si posdi ricordare”. Inizia così il discorso del sinda- sa non essere minimamente toccati dalla co di Milano Giuliano Pisapia, pronunciato in storia degli uomini che sono morti per noi. piazza Duomo alla fine della manifestazione Forse abbiamo del 25 Aprile. Il sindaco parla ad una piazza d i m e n t i c a t o piena di giovani che sembrano essere desi- che diritti quali derosi di cambiare, per migliorarla, la nostra il pensare, il Italia. Penso che per chi come me vi ha par- sognare, il cretecipato, la manifestazione sia stata dere e l’amare persone un’esperienza travolgente ed emozionante. da libere non sono Eppure in quella piazza non erano presenti tutti i milanesi, tutti gli studenti, che pur non da dare per Noi avevano scuola; e ciò non perché il 25 Aprile scontati. ora li abbiamo sia una data sconosciuta, dato che si legge in un qualsiasi libro di storia moderna. Proba- grazie alla lotta bilmente molti hanno preferito festeggiare e al sacrificio di da soli nelle proprie case; forse non hanno uomini e donne del passato. Bisogna stacsentito il bisogno di condividere questa gior- carsi dalla convinzione che tutto ci sia donata di festa. Questa sarebbe l’ennesima vuto, come se noi, figli del XXI secolo, proconferma dell’ormai diffusa visione individu- venissimo dal nulla, non avessimo delle alista del mondo, della vita, della democrazi- origini, non dovessimo niente a nessuno. a, dello Stato, della storia, della politica, Persuadiamoci invece che dobbiamo eccodella scuola, che prevede una tale concen- me; dobbiamo il nostro presente a coloro trazione sul proprio Io da portare poi al com- che hanno lottato per noi nel passato, pleto distacco dalla collettività e al totale mentre a coloro che verranno dopo di noi disinteresse dal voler appartenere ad una nel futuro dobbiamo delle testimonianze, comunità. Talvolta questa stessa forma indi- dei ricordi e la speranza di una vita migliovidualista di cui ho parlato non è altro che re. Proprio ora infatti è nostro compito

commemorare uno dei momenti storici più importanti per il popolo italiano. Quindi ricordate, non lasciate che la storia rimanga esclusivamente nel “loro” passato, ma riportatela in ogni gesto, in ogni pensiero del vostro presente. “Facciamo Liberazione quando investiamo sulla cultura libera e plurale. Facciamo Liberazione quando ci battiamo per il diritto allo studio, quando difendiamo l’ambiente e il diritto alla casa. Facciamo Liberazione quando non cediamo alla falsa retorica della paura del diverso e dello straniero. Facciamo Liberazione quando facciamo buona politica insieme alla gente. Facciamo Liberazione quando pratichiamo la parità di genere, dentro e fuori dalle istituzioni. Facciamo Liberazione quando ci impegniamo per il diritto al lavoro e all’eguaglianza. Facciamo Liberazione anche quando costruiamo una memoria comune: una memoria che non dimentica chi stava dalla parte giusta”.


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Inspire a generation Cronaca di una città in fermento di Chiara Conselvan nite le Olimpiadi “sostenibili”, anche se Londra quest’anno i consueti non è tutto oro quello che luccica. Addio rinnovamenti di una città sempre infatti al “lenzuolo” creato con materiale in mostra progrediscono in modo sostenibile dove avrebbero dovuto essere più evidente rispetto al solito e esposte le opere di giovani artisti: la copercomincia a delinearsi un’atmosfera spumeg- tura che circonderà lo stadio è diventata di giante. E’ infatti un anno notevole questo plastica ed esporrà i loghi degli sponsor. E 2012 per la capitale europea, che farà di non solo, perché tra gli sponsor non emertutto per incrementare la sua fama di città gono quelli che detengono la migliore fama di ecologisti, anzi sarà la Dow Chemicals a all’altezza delle aspettative. esporre il suo E’ l’anno in cui logo. Nel la regina di 1984 la socieInghilterra tà, prima che festeggia i suoi fosse acquisessant’anni di stata e camregno, un rebiasse nome, cord di presenè stata la za sul trono responsabile che ha diffuso del disastro di il simpatico Bophal, città motto: “keep indiana che a calm and reign causa della on”, che è allo fuoriuscita di stesso tempo un augurio e un tributo alla tonnellate di gas tossici degli impianti indunaturalezza responsabile con cui Elisabetta striali di questa azienda ebbe venticinquegoverna. Intanto a Londra già fervono i pre- mila vittime e ancora oggi le conseguenze parativi per le cerimonie di giugno per le della disgrazia innalzano il tasso di mortaliquali si attendono, tra i tanti eventi, una tà del luogo. Ma non è stato l’unico sponregata storica di mille imbarcazioni sul Tami- sor criticato: c’è anche Adidas, che di regi e una mostra a Buckingham Palace che cente ha manifestato la sua indifferenza ripercorrerà le tappe del regno attraverso per i diritti dei lavoratori e, in minor misuuna sensazionale collezione di diamanti. ra, Mc Donald’s e Coca Cola, il cui markeProprio nella stessa estate gli insaziabili lon- ting va contro l’idea di vita sportiva e saludinesi affrontano con entusiasmo l’enorme tare. Questi e altri preparazione dei Giochi Olimpici che dal 27 sono gli stessi luglio al 12 agosto ospiteranno 204 Paesi sponsor che voglioche, con i loro diecimila atleti, concorreran- no la protezione no in 300 gare di 39 diverse discipline sporti- del marchio da ve. A soli cento giorni dalle Olimpiadi è stato Internet e da evenCameron, il primo ministro britannico, a dire tuali plagi; per quanto sia importante per Londra sfruttare a questo è stata crepieno l’opportunità di ospitare i giochi per la ata una “polizia dei terza volta, come nessun altro ha fatto nella brand” che protegstoria. Come i Giochi precedentemente ac- gerà i partner delle colti nel 1908 e nel 1948 dopo la guerra Olimpiadi. mondiale, anche questi non avranno solo lo scopo di essere ricordati per la loro magnifi- Problemi sono stati anche cenza, ma soprattutto di migliorare la vita presenti nell’organizzazione dei londinesi mantenendo vivo anche a posteriori lo spirito delle Olimpiadi. La prima della mobilità, poifra tutte le proposte che si stanno rapida- ché gli ingorghi mente realizzando è quella di creare un nuo- previsti saranno senza dubbio inestricabili vo quartiere di fronte al parco olimpico e ingestibili e anche per questo Stratford, nell’est di Londra per costruire uffici e incre- quartiere degradato sistemato e rinnovato mentare posti di lavoro. Per non limitare i per l’occasione, dovrebbe diventare benefici di tutto questo intenso lavorio un’area “no traffic” come tante altre nella all’area inglese è stato creato città, ma gli imprenditori della zona hanno l’“International Inspiration Programme” al avuto di che contestare ritenendosi boicotfine di promuovere lo sport per i giovani di tati, per giunta in un periodo di crisi. Tra le 20 Paesi. Soprattutto queste sono state defi- problematiche emerge inoltre un paradosso non trascurabile: la grande banca

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“Lloyds” sponsorizza i giochi, mentre la sua grande concorrente “Barclays” ha impresso il proprio marchio sulle biciclette che offrono il servizio di bike sharing per la città. Non essendo “Barclays” uno degli sponsor è stato vietato l’accesso delle bici al parco olimpico. Pertanto alle Olimpiadi ecologiche per eccellenza le biciclette con un marchio diverso da quello dello sponsor ufficiale sono state bandite. Le incertezze sussistono anche in un campo di interesse maggiore: la sicurezza. La spesa statale in questo ambito è stata superiore al miliardo di sterline, cifra resa tale anche grazie all’intervento degli Stati Uniti che non consideravano sufficienti i piani precedentemente adottati da Londra e avevano intenzione di mandare aiuti. Ma un’azione dimostrativa di un attivista contro l’organizzazione delle Olimpiadi su come i controlli avrebbero potuto essere facilmente superati ha diffuso la paura di attentati. Per aumentare la protezione sono stati quindi posti dei missili sui tetti di alcune aree residenziali: nella capitale l’ultimo dispiegamento di forze che ricorreva ad armi di tal genere risaliva alla seconda guerra mondiale. E mentre l’orologio di Trafalgar Square scandisce il conto alla rovescia, Londra comincia “preventivamente” ad aumentare i costi degli alberghi, fino a raddoppiarli da giugno in poi e neppure i londinesi ne sembrano troppo entusiasti. Alcuni di loro sono pronti perfino ad abbandonare la città. Nell’ambito sportivo il pugilato femminile rappresenta la novità assoluta introdotta quest’anno. Il pugilato, infatti, era rimasto l’unico sport solo maschile. A evidenziare la magnificenza dei Giochi lo stadio olimpico di Stratford, contenente ottantamila posti a sedere e circondato d’acqua come fosse un’isola, ospiterà prove di atletica, cerimonie di apertura e di chiusura. E ora che è stato rivelato lo slogan “Inspire a generation” proprio non manca nulla: non ci resta che aspettare e fare un grande in bocca al lupo alla città che tutti abbiamo nel cuore. E a chi decidesse di recarsi nella metropoli, attenzione a non perdersi: la famosissima mappa della Tube ha cambiato i nomi di tutte le sue fermate per rendere omaggio ai grandi atleti olimpici della storia,


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S P E C IA LE C I S S

Convegno Italiano di Stampa Studentesca Ogni anno, dopo cruente faide, solo cinque redattori (più qualche imbucato) per giornalino possono partecipare al Convegno, ospitato dall’Ijf e organizzato dal Liceo Parini di Milano. Tre intensi giorni di conferenze, dibattiti, scambi ma anche divertimento uniscono per sempre ragazzi di tutta Italia. Tanto che, all’ultima sera, c’è chi già parla di SummerCISS. Ecco qui foto e appunti concentratissimi di questa fantastica IV edizione.

Accenti diversi, stesse ambizioni Premesso che il CISS è un’esperienza meravigliosafantastica-geniale-sorprendente che gli altri partecipanti sapranno descrivere meglio di me, è fondamentale sottolineare che è organizzata da soli studenti. Quelli che sono i rappresentanti dei giornalini più attivi d’Italia hanno convissuto per tre giorni e dunque condiviso modi di fare, espressioni dialettali, abitudini culinarie (indirizzate sempre dal mitico Bondì del Giornalotto) e altro ancora. Per lo stupore di molti, le provenienze erano le più disparate; infatti le regioni che non hanno partecipato sono solo Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino, Marche, Abruzzo, Calabria e Sicilia, ma per l’anno prossimo ci sono ambiziosi propositi. Tutti insieme abbiamo dato vita a un confronto costruttivo: ora sappiamo che quando ci troviamo in difficoltà nel portare a compimento la nostra idea di giornalino non siamo soli, perché dall’altra parte dell’Italia c’è qualcuno proprio come noi. E non simile a noi perché si trova nella stessa situazione, ma uguale a noi perché realizzerebbe, anzi, sta realizzando, proprio quello che noi vogliamo concretizzare. — Chiara Cons

La Redazione Bucolica

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Fate... CIIIIIISS!

CISS 2012 Perugia, 27-29 Aprile Il

CISS

nell’International

Journalism

Festival

Il CISS è ospitato annualmente dall’International Journalism Festival di Perugia, appuntamento che vede la partecipazione di giornalisti delle più diverse nazionalità e di importanti esponenti della società culturale italiana e straniera (uno dei più celebrati fu il Premio Nobel Al Gore nel 2010). Quest’anno a calcare le scene del festival Beppe Severgnini, Caparezza, Marco Travaglio e in serata di chiusura il caso mediatico Michele Santoro, conduttore del nuovo “Servizio Pubblico”. Purtroppo noi studenti abbiamo poco tempo da poter dedicare a tali incontri, perciò l’unica conferenza che ho potuto personalmente seguire è stata quella presentata da Travaglio, Peter Gomez e Gianni Barbacetto (de “il Fatto Quotidiano), che hanno delineato la storia di Manipulite, condannando la corruzione della classe politica italiana (di Travaglio la frase “la corruzione dei soldi ha corrotto anche il linguaggio”, riferita tra gli altri ad alcuni giornali italiani). È stato piacevole e rincuorante l’incontro con il fondatore di un giornalino di Bari, ora ventottenne, che si aggirava al festival ormai in possesso del tesserino “press”, giornalista a tutti gli effetti, a suo parere anche grazie all’attività svolta al liceo. - Chiara Compa

da sx Doris, Chiara, Ele, Marti, Sile & Jacopo + Chiara in treno


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S P E C IA LE C I S S

Lati positivi e negativi del CISS. Lati posi.. Oh, coraggio! Ci sarà pure qualche lato negativo, no? Su, oltre agli svizzeri e alla loro canzoncina ripetitiva (ma geniale) alle 4.30 di notte, i kilometri per raggiungere l'ostello (su, che sarà mai! Ci saremo persi.. un paio di volte al massimo.. e alla terza abbiamo incontrato un tizio di Dubaj che era appena stato rapinato, che parlava arabo alternando storpiature in inglese e italiano, ma questa è un'altra storia..), le quattro ore per notte di sonno, ma in sostanza quali davvero possono essere considerati lati negativi? Nessuno. Il clima che si era creato tra noi ragazzi era fantastico, everybody taken well, pimpanti, attenti, interessati, non riuscivi a non sentirti coinvolta. I pasti, come ogni altro momento della giornata e della nottata - erano in compagnia e, oltre all'ottimo cibo (ecco, lato negativo: credo di aver messo su qualche chilo), la compagnia era fantastica: ho conosciuto gente in gamba, imparato a non valutare un cervello in base ad una faccia da pirla (si può dire?) e capito che esprimere le proprie opinioni e fare parte di un dibattito aiuta a crescere e maturare. Che dire? È stato bello sentirsi parte di qualcosa di grande. Di qualcosa di speciale. Di qualcosa che sento mio, perchè condiviso da persone come me. - Sile

Foto e pensieri

Chiara, Silena e Doris

È tradizione

Chiara

Santo CISS, se non ci fossi bisognerebbe inventarti!

“Un treno, ma un treno è sempre così banale...”

Dire che sia stata una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto non basta. Potrei raccontare molte cose, rievocare numerosi momenti eppure ciò su cui vorrei maggiormente soffermarmi è il lato umano, le persone, gli amici. Già, gli amici, tutti quei meravigliosi ragazzi che in tre giorni ho conosciuto e ai quali sono ormai indissolubilmente legata. Ciò che più mi ha sorpreso, e che, lo ammetto, non mi aspettavo, è stata la serietà, l’interesse e il rispetto reciproco con cui tutti abbiamo lavorato nella più completa autonomia, mossi soltanto dalla passione comune per un progetto, com’è quello del giornalino scolastico, attraverso il quale possiamo dare libero sfogo ai nostri giovani pensieri. E forse è stata proprio la condivisione di questo interesse che ci ha resi un gruppo così unito e coeso: poco importa in che punto di Italia sia dislocato ciascuno. Già sono in programma diverse rimpatriate, ma intanto ci si tiene in contatto con ogni mezzo disponibile (piccione viaggiatore incluso!) e si lavora in gemellaggio con redazioni di ogni parte d’Italia. E intanto, per non sentire la malinconia, cissini milanesi già si trovano ogni week-end, per commemorare le serate passate all’insegna dell’allegria (e della musica) in Piazza IV Novembre, nel cuore dell’arroccata Perugia. — Marti

Se non è un treno della prateria, cantava Guccini. Locomotiva e fantasia… e papaveri rossi fra le traversine dei binari. Finestrini rotti e graffiati dipingono d’acquerello opaco il paesaggio collinare di castelli e arbusti, borghi di pietra. Conosci due o tre visi, forse meno, ma chiedi chi sa suonare: rispolveri la discografia Beatles, poi De André, poi Guccini, poi le canzoni comunotte che ci fanno sembrare seri davanti al capotreno, per poi chiudere con i tre accordi della Canzone del Sole. Canta ché ti passano il caldo, la sete, la fame, le sette ore di viaggio; canta ché al cambio ti perdi gli svizzeri, canta ché in un attimo sei nel cuore d’Italia. Canta, canta ancora, canta tutto quello che sai cantare, e alla fine quegli altri duecento visi li conosci come se foste amici da una vita. E canta fino a perdere la voce, a piangerla insieme alla pioggia di Reggio Emilia. Canta fino all’ultimo su quelle due pennate di chitarra, ché siamo quasi a Centrale. — Ele

L’auditorium di S. Cecilia

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Perugia È facile, per noi poveri e grigi milanesi, rimanere stupiti di fronte al sapore "medievaleggiante" di Perugia, di fronte ai suoi scorci suggestivi, ai suoi rozzi ma originali mezzi di trasporto — una "minimetro" sopraelevata che termina le corse poco dopo le nove di sera —, alle sue sfiancanti salite e all'impressionante concentrazione di pizzerie d'asporto; è forse ancora più facile fregarsene dei mezzi e affidarsi unicamente alle proprie gambe, e nel farlo scovare vicoli nascosti, scorciatoie miracolose e rovine sotterranee, oppure passare un pomeriggio placidamente accampati in un parco soleggiato, prima che il dovere ci richiamasse all'acropoli. La fortuna di avere un auditorium in pieno centro, poi, ci ha permesso di gravitare, nel tempo libero, attorno agli splendidi edifici che si affacciano su Piazza IV Novembre, da Palazzo dei Priori alla Cattedrale di San Lorenzo, sulla cui gradinata non è raro trovare sciami di giovani esuberanti. E l'esuberanza, a dirla tutta, era soprattutto nostra, immersi com'eravamo in una Perugia più vitale che mai nel pieno del festival del giornalismo! - Doris

Carducci & Volta


L A F OT O D E L ME S E

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A N N O VI — N U M ER O VI

di Eleonora Sacco

La Foto del Mese | Aprile un po’ Maggio In questi tempi duri ed insolitamente piovosi le uscite dell’Oblò hanno perso l’equilibrio e la cadenza mensile — colpa del Monsone Mediterraneo —, così anche questa piccola rubrica si ritrova un bel po’ sfasata; colgo l’occasione per scusarmi anche con chi si è lamentato della precedente FdM, a suo parere “troppo corta”. Questa volta — “mese” non c’entra più nulla — ho scovato, oltre all’affezionata e talentuosa Gaia De Luca di 5H, un interessantissimo scatto di Luca Gironi di 4C. Due sagome fiere, anonime ma che ci guardano negli occhi, si staccano con grinta — e forte contrasto — dallo sfondo, pur nella loro staticità: sono però irraggiungibili. Ci guardano andare via, lontano; a dividerci sono ostacoli impossibili: il fascio di luce diffusa e chiara, il fosso, la rete, le staccionate e il vetro della macchina (se guardate attentamente si vede il riflesso). Noi abbiamo il sole in viso che ci abbaglia, loro sono solo un profilo scuro, il sogno di un’ombra dai bordi dorati; sono amici e alleati, ci intimidiscono, ci squadrano dall’alto in basso con pose decise, sicure, orgogliose ma naturali. Noi siamo in movimento, loro sono fermi. Noi di qui e loro di lì. Ma forse non ci sono ostili: il loro non è uno sguardo di discriminazione. Forse quello è solo un modo per dirci un triste e fiero “addio”.

Luca Gironi | “South of San Francisco”. Nikon D60 + 55-200mm. Auto, 200 Iso 1/250 F7,1.

I due scatti di Gaia sono più tenui. Il fuoco interamente concentrato sulla campana fa svanire e confondere i ricci di Josephine con gli alberi dello sfondo. Il forte contrasto e la tromba richiamano un’opaca atmosfera jazz da New Orleans. La pelle e la sigaretta — dettaglio davvero particolare e interessante — bianche riflettono i primi raggi di sole primaverile, ci illuminano, mentre ci perdiamo sulle note cantate dagli occhi chiusi e sognanti. Svaniscono le ombre, svaniscono i capelli, svaniscono le immagini e i pensieri della mente: restano a galla, in questa musica, solo le mani che

Gaia De Luca |→ “Eziologia familiare”. Nikon D80 + 50mm fisso. Manuale, 800 Iso 1/125 F2,2. Gaia De Luca |↓ Senza Titolo. Nikon D80 + 50mm fisso. Manuale, 200 Iso 1/1000 F1,8.

trasformano l’aria in un gioco di suoni. L’ultima fotografia prosegue la serie di lavori, già in parte pubblicati nei precedenti numeri, sulla casa e sull’ambiente familiare. Tra gli attenti rocchetti di filo, nastri, forbici e puntaspilli si legge una bellezza semplice, materna, affettuosa. Dalla linea della tappezzeria scollatasi e dalla scritta a pastello di un bambino lì a fianco emerge quello che l’Anonimo avrebbe definito “l’eco di un alto sentire”: un semplice imperfetto accostato ai dettagli più lievi di chi si ama, il Sublime. Alla maniera di Amélie Poulain, però.


L A B I B L I O B U S SO L A

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di Carlo Simone Buongiorno buonasera & buonanotte a tutti voi carissimi lettori della Bibliobussola! In questo numero della nostra rubrica fate i bagagli e preparatevi a partire: vi porterò conducendovi per mano in mondi oscuri e meravigliosi, e proverò a incuriosirvi riguardo a due fantasy molto diversi fra loro ed egualmente stupendi... Mettiamoci in marcia!

La strada un fantasy atipico, duro e travolgente. Un uomo e suo figlio, entrambi senza nome, s'aggrappano con tutte le loro forze a un'esistenza disperata, nel loro viaggio epico verso sud in un’America post apocalittica. Il loro mondo pullula di orrori ancestrali e ogni giorno i due devono proteggersi da infiniti nemici e dal mostro tremendo della fame, ricercando costantemente una via di fuga, una forma di salvezza. Questo romanzo è una statua dedicata all'amore, a quell'amore strenuo e immortale del padre che si

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sacrifica in ogni momento per il figlio, che dona tutto se stesso, per garantirgli, nonostante la situazione tragica in cui versa il mondo, di poter continuare per la sua strada e di mantenere vivo il diritto a sperare. Perché l'amore è una realtà invincibile che continua ad esserci: che viaggio incredibile, allora, partire per scoprire se là fuori nell'America post catastrofe nucleare e qui fuori nell'Italia del 2012 c'è ancora qualcuno disposto a sacrificarsi per mezzo di questa forza invincibile che sta alle radici dell'essere

umano e che l'ha sempre spinto: l'amore, appunto. Nient'altro che un inno all'amore. Una storia dura ed efficace, ve lo assicuro. Violenta, vi avverto: non vi lascerà indifferenti, questo mai. Certi incendi non si spengono mai, nel fondo del nostro cuore; romanzi come questo possono concretamente risvegliarli. Consigliato a chiunque desideri toccare con mano la grandezza dell'essere umano, dipinta con pennellate ferme e decise in un fantasy breve e moderno dalla potenza commovente.

La storia infinita

i è difficile raccontarvi di questo romanzo. E' come se tentassi di farvi balenare nella mente un colore che non avete mai visto: com'è possibile soltanto immaginarlo, se non lo si ha mai toccato con mano? La Storia Infinita è esattamente questo: un mondo in cui si deve per forza entrare per averne un'idea. L'autore Michael Ende, figlio d'arte, disertore dell'esercito nazista, attore fallito e genio inventivo indiscusso, è riuscito a mettere in piedi una sorta di Bibbia del fantasy che trascende l'ambito dell'immaginazione e invade tutto il nostro mondo. Ci sono infinite chiavi di lettura per interpretare questo capolavoro, come infinite sono le storie che lo compongono: proverò a darvi un'idea seguendo il sentiero principale che serpeggia lungo tutta la trama. Il protagonista del romanzo è Bastiano, un ragazzino sfigato. Una mattina di pioggia ruba un libro -chiamato appunto La Storia Infinita-, si nasconde nella soffitta della sua scuola e inizia a leggerlo. La telecamera della narrazione si sposta allora dal nostro mondo fino a dentro il mondo della Storia, dove Bastiano si appassiona sempre di più alle avventure mozzafiato di Atreiu, un ragazzo eroico e valoroso, impegnato a trovare il modo di salvare il regno di Fantàsia dal terribile Nulla che tutto divora. Premesso che banalmente la storia di Atreiu basterebbe per dare vita ad un ottimo fantasy, il mistero per i personaggi e soprattutto per il lettore s'infittisce quando da una serie di dettagli emerge che i personaggi de La Storia hanno modo di vedere Bastiano, e per

qualche motivo sembra che soltanto lui possa salvare Fantàsia dall'annientamento. Bastiano, superate le ovvie incertezze iniziali, capisce che è proprio di lui che si sta parlando nelle pagine del romanzo, e così scopre il modo di poter entrare nella Storia. Inizia allora la seconda parte della trama in cui Bastiano, divenuto personaggio e creatore del libro al tempo stesso, dovrebbe cercare un modo per tornare a casa, ma invece a poco a poco inizia a dimenticarsi da dove viene... Cos'è allora la fantasia? Speculazione inutile, valida per fuggire dalla monotonia del mondo ma che non ha a che fare con me concretamente, o è invece una realtà che mi coinvolge, al punto tale da rapirmi? Quant'è importante per l'uomo inventare storie? Tutta La Storia Infinita si basa su questa idea fondamentale: l'essere umano diventa schiavo delle idee degli altri e delle menzogne, del Nulla, appunto, se non si immerge nell'immaginazione, in quelle storie che aiutano a capire chi si è. La prima metà del romanzo è dedicata a comprendere il pericolo di una vita insulsa, succube, priva di colori, una vita che non è nient'altro che una morte che respira, mentre nella seconda l'impegno è quello di capire chi sono io lettore -io uomo- e che sono qui sulla Terra a fare, io con le mie passioni, io con i miei desideri, anche io con i miei limiti e difetti. Il pericolo di perdere se stessi correndo dietro a voglie futili. Permettetemi il paragone azzardatissimo, ma quello raccontato in questo romanzo è il viaggio di un'anima, del tutto simile a quello di Dante

nella Divina Commedia, che alla fine della storia porterà il protagonista ad imparare ad amare gli altri, arrivando perfino al sacrificio di sé. Una salita vertiginosa dentro le profondità del proprio animo, in quell'angolo remoto del cuore che è la fantasia, che qui diventa una realtà parallela, ausiliaria, che ci aiuta a scavare dentro di noi: perché ogni storia ci tira in ballo, ogni storia ci coinvolge, ci rende i protagonisti, gli eroi e le vittime, i vinti e i vincitori. Ogni vicenda umana ci riguarda tutti. Tutto questo viaggio alla ricerca del vero amore è incastrato in un mosaico di rara bellezza, una costellazione di mondi meravigliosi e stupendi, ricco di vicende umane, appassionanti, divertenti ma anche terrificanti, e soprattutto è raccontato con una semplicità disarmante: l'idea narrativa è quella di comporre un libro adatto perfino ai massimi intenditori di storie del mondo, cioè i bambini, e nella sua schiettezza e libertà vale il doppio: può essere tanto una splendida storia da leggere per impegnare il tempo, quanto un romanzo quasi iniziatico, dal sapore sacro, totalizzante. Un capolavoro a 360 gradi esplorabile da... infinite porte diverse. Forse ciò che lo eleva tra i massimi romanzi del '900 è proprio la capacità che questo romanzo ha di parlare a ciascuno di noi, a ognuno con un tono diverso, con una voce multiforme, capace di penetrare nel cuore con la perfezione che soltanto la chiave giusta può avere. Perché proprio qui sta il meraviglioso mistero di questo libro: ha a che fare con noi perché i protagonisti de La Storia Infinita siamo noi. Come negarlo? Ogni uomo è qui per raccontare la sua storia infinita!


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Audio-philes Una rubrica a cura di Francesco Bonzanino e Edo Mazzi

Peter Gabriel – So (Charisma Records, 1986)

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eter Gabriel, dopo aver ottenuto un notevole successo con i Genesis, di cui è stato fondatore, raggiunge, con questo quinto album, l’apice della sua carriera da solista. “So” si può infatti definire un vero capolavoro dell’artista, e forse uno dei suoi album più famosi e meglio riusciti. In quest’album ricco dei temi più vari, Gabriel riesce con estrema capacità a passare in rassegna con ogni canzone generi diversi, che da sempre caratterizzano il suo inconfondibile stile, dal Rock Progressivo dei tempi dei Genesis, al Pop Rock, fino alla World Music, ricca di melodie etniche, unite ad elementi di musica Pop. L’album inizia con quella che è poi diventata una canzone simbolo dell’artista stesso, “Red Rain”, in cui è abilmente ripreso in un ritmo Pop, attraverso le percussioni e il basso, il tema di un sogno ricorrente del cantante, nel quale immaginava di nuotare in un mare rosso. Segue la celeberrima “Sledgehammer”, canzone dal forte tema a sfondo sessuale, che è caratterizzata dal ritmo molto acceso del Pop Rock; di questa canzone vi segnaliamo anche il particolare video musicale, che l’ha resa celebre nel mondo, realizzato in stop motion dalla Aardam Animation. La canzone successiva, uno dei singoli dell’album, “Don’t Give Up”, affronta i temi della disoccupazione e della povertà, seguendo però un ritmo molto lento e dolce, in cui Peter Gabriel, in un sottofondo in cui riecheggia un magnifico basso, nel canto è accompagnato dalla splendida e soave voce di Kate Bush, storica amica del cantante. Il lato A del disco, infine, si chiude con l’acceso ritmo di “That Voice Again”. Anche nel lato B ritroviamo lo stesso tipo di alternanza tra i ritmi delle diverse canzoni. Apre le danze la splendida “In Your Eyes”, seguita dal ritmo melodico, accompagnato da alcuni elementi di World Music, che richiamano all’udito alcuni motivi orientaleggianti, di “Mercy Street”, ispirata ad un’opera della poetessa Anne Sexton. Gabriel riprende in maniera molto simile il ritmo Pop Rock di “Sledgehammer” in “Big Time”, che ha però, come singolo, riscontrato meno successo dell’altro brano. L’album si chiude, almeno nell’edizione in LP, con la malinconica “We Do What We're Told (Milgram's 37)”, nella quale l’artista fa riferimento all’agghiacciante esperimento dello psicologo statunitense Stanley Milgram, attraverso il quale si è avuta conferma degli spaventosi comportamenti che un uomo potrebbe avere in circostanze particolari.

"La pop music aveva una grande energia, che è stata dissipata. Al tempo dei Beatles c'era una sorta di monocultura musicale, ma col tempo l'offerta si è centuplicata. Dobbiamo solo metabolizzare la transizione dal disco all'iPod. Ma sono anche convinto che se un album ti piace come "Sgt Pepper's" vorrai averlo tra le mani, non ti basterà scaricarlo". [Peter Gabriel]

Rod Stewart-Every Picture Tells A Story (Mercury Records, 1971)

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anto per cominciare è un disco di musica rock di un artista inglese, del 1971, e già questo basterebbe a renderlo un disco più che rispettabile; se poi aggiungiamo che si tratta del terzo disco da solista del giovane Rod Stewart, probabilmente nel momento migliore della sua carriera (o perlomeno quando ancora lavora come Dio comanda), allora sarebbe molto saggio da parte vostra tralasciare le inutili parole che state per leggere e correre ad ascoltare questi quarantuno minuti di grande musica: perciò fate finta di non aver mai letto questa breve prefazione. Il disco inizia in modo appassionato e libero con la title-track: si tratta di uno spontaneo e un po’ grezzo riff made in Ron Wood (sì, esatto, lo stesso arruolato qualche anno più tardi nelle “Pietre Rotolanti”), sostenuto da un semplice ed elegante drumming in stile Keith Moon e sul quale si snoda il cantato ruvido ed emancipato da schemi – perché no? - anche musicali di Rod the Mod. La seconda traccia è “Seems Like a Long Time” ballata potente e fragile al contempo, ruota attorno ai cardini di un pianoforte il quale sostiene la roca voce di Rod che nel finale, quasi fosse stanca e addolorata, è aiutata da una seconda voce femminile; pezzo dalla musica e dal testo semplici, sinceri ed efficaci. Dopo la terza traccia “That’s Alright”, interessante rivisitazione del classico Rock ‘n’ Roll di Cudrup,il disco prosegue con un’altra cover stupenda : “Tomorrow Is a Long Time” di Bob Dylan. Saggia, dolce e triste, interpretata magnificamente da Stewart, a mio avviso, è la migliore versione di questa canzone, altro che Nick Drake, Joan Baez, o perfino il Re, che si cimentarono nell’emulazione di queste splendide note e di questi saggi versi. Questa versione mi piace a tal punto che se non temessi la blasfemia, la definirei anche migliore dell’originale scritta da Dylan attorno al ’63; è cantata con voce più dolce, più ferita, che non crede più nel futuro della sua persona e perciò risulta anche più vera. Il lato A è chiuso da un breve rifacimento di “Amazing Grace” in versione acustica: breve e sofferta, ma in modo pacato senza forse l’attitudine blues delle origini sebbene ciò che esprime la voce di Rod è più che compatibile con questo genere di musica. Il lato B si apre con “Maggie May” canzone dal riff struggente e vissuto, adatto al testo che parla della perdita della verginità dell’autore con una donna più vecchia di lui; canzone interessante, con un testo a tratti ironico, a tratti disperato, ma con una sorta di ottimismo nascosto. La seconda traccia è “Mandolin Wind” e provate, ma non riuscirete a pensare per questa un titolo più azzeccato, più suo di questo, dal primo all’ennesimo ascoltato. La voce cartavetrata di Rod conferisce alla canzone un’atmosfera soffusa, incerta con crescendo e diminuendo di volume e tensione: tutto questo è quanto di più dolce, maturo, puro e profano le mie orecchie possano ascoltare. Da lasciarti tranquillo e scosso insieme. E’ il momento di “(I know) I’m Losing You”, divertente e sicura di sé, quasi sprezzante di un pericolo che già il titolo presagiva potesse accadere. Niente affatto! Orgoglio e quasi superbia in questa vivace canzone che diventa quasi un’ammissione di libertà di qualcuno che non ha paura, pur sapendolo, che sta per perderti e che lo dice con un basso, un pianoforte, un testo beffardi. Chiude “Reason to Believe” di Tim Hardin, grandissimo compositore che non trovò mai la fama che meritava a causa della sua dipendenza da eroina. Il messaggio di questa canzone come di tutto l’album passa, passa eccome dall’interpretazione di Rod: quando si vive di musica, non c’e’ distinzione tra vita privata e carriera, ma la musica pervade la vita e la musica è pervasa da tutto ciò che è vita, gioia, dolore, spontaneità, speranza, rassegnazione, orgoglio ferito, fiducia delusa e riconquistata.


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Intervista ai Pashmak qualcosa, ma Castro tira fuori l'archetto e lo qualcosa di nuovo, di nostro e di originale, fa tacere con qualche vecchio trucco dei cercando al contempo di usare un linguagtempi della rivoluzione)” gio che possa emozionare e in questo modo comunicare, portare lontano, oltre le mura Di cosa trattano i testi? Sono in italiano o in inglese? E a cosa vi siete ispirati per scri- delle nostre stanze, oltre gli schermi che ci sembrano finestre su infiniti mondi. Per verli? capire davvero di cosa stiamo parlando Damon: (incomincia a parlare in Farsi, sottolineando alcune parole con versi gutturali bisogna ascoltare la nostra musica: crediamo che solo gli altri possano definirci". e gesti scimmieschi, credo stia cercando di vendermi un tappeto) Avete mai registrato un disco? Dove e Ano: "I testi sono la narrazione in prima quando? persona delle incredibili gesta del leggenda- Julienne: "Abbiamo registrato a febbraio il rio camminatore persiano Arabsol, di come nostro primo EP "Magnetic Knife Strip", di una volta nel deserto del Karakum abbia cui potete/dovreste ascoltare le prime due abbattuto un rinoceronte in carica con la tracce su Youtube "Africa" e "New sola puzza delle sue ascelle, oppure di come York" (attenti a non incappare nel video di la sua lunga treccia ispida e la sua chitarra due iraniani pelosissimi che si fanno la docA cura di Martina Calcaterra sdentata abbiano conquistato la regina del cia). L'EP uscirà nelle prossime settimane e uanti sono i componenti del grup- Bhutan. Abbiamo tradotto tutto dal Farsi in sarà reso disponibile in free download; ogni inglese, e in qualche caso sporadico e parti- canzone (l'EP ne contiene 6) sarà accompapo e come si chiamano? colare in italiano. Purtroppo a volte siamo gnata da un'illustrazione di Simone Peracchi Giuliano: "Allora la ricetta del Pashmak è molto semplice...( Martin stati costretti per volontà dell'autore a la- della collettiva Secondary Action. Abbiamo registrato al Blap Studio di Milano, sotto la gli tira un coppino), eddai stavo scherzando! sciare qualche parola in lingua originale". Dicevo, i Pashmak sono composti da un miQual è la vostra canzone preferita del professionale supervisione di Antonio Dalmolto-oro. Se volete andarci e un enorme stico vagante persiano fissato con l'empatia gruppo? Com'è nata? di nome Damon Arabsolqualcosa, leggendaDamon Arabsolgar. rio per la sua puzza, da Stefano il Grasso, un Damon: (Continua a parlare in modo incomprensibile, percussionista nero un po' sbiadito, nato a Foto di Giada Fanti New Orleans da genitori brasiliani, da Giulia- agitandosi sempre di più, no Pascoe (per gli amici "Giuli", talvolta solo come una scimmia in calo"Ano") discendente da una famiglia di mina- re) tori del Michigan che tra le pause sfruttava- Giuli e Ano: (Fanno il verso no i loro enormi calli neri per suonare e da del cavallo che sbuffa) Martin Castro, violinista argentino legato a Martin e Stefano: (Si guarCuba da discutibili legami familiari. Ah didano e fanno spallucce) menticavo Eso (per l'anagrafe Stefano Fiori), Eso: "E' pronto da mangiada dov'è che veniva?” re?" (Si guarda intorno, Il Grasso: "Da Cimiano" (Eso alza gli occhi non ottenendo risposta, dalla chitarra, si guarda attorno, torna a torna a suonare) suonare) Vi ispirate a qualche grupPerchè avete deciso di chiamare il gruppo po famoso? così? Di chi è stata l'idea? Giul'ano: "Credo che uno

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Damon: "Beh visto che è stata una mia idea dei nostri punti di forza sia vorrei..." (Castro e il Grasso lo trattengono la grandissima varietà delle nostre influencon la forza) ze: ognuno di noi viene da esperienze musiGiuli: "Taci tu! non sei nemmeno qui! Allora cali molto diverse tra loro e porta un partiil Pashmak è dolce iraniano della consistenza colare contributo. Le influenze spaziano sia della barba bianca di un vecchio, composto, dal punto di vista del genere sia storicamena seconda delle diverse leggende, da lacrime te: dalla musica classica del '900 al Jazz, dal di formica, pelo di pecora o baffi di vecchia. Blues all'elettronica dei nostri giorni, fino al Credo che la descrizione stessa basti come Rock, con tutta l'approssimazione del termimotivazione. (Damon prova ad aggiungere ne e gli sviluppi che ha conosciuto. Non vogliamo lasciarci condiMartin Nicastro. zionare da un'unica direzione o da un genere Foto di troppo ben definito: facEleonora Sacco ciamo quello che ci sentiamo di fare".

buttafuori non vi fa entrare dite che vi manda Big D". Progetti per il futuro?

Ciuli: "Vorremmo portare Damon a vedere un po' di civiltà, New York dovrebbe andare bene, cucinare e mangiare palle di cammello in Marocco, svegliarci al suono di una campana tibetana sul freddo pavimento di un tempio, illuminato, attraverso le nebbie dell'Himalaya, dal sol levante, correre nel deserto inseguiti dai beduini, tuffarci nelle acque verdi come smeraldo dell'Oceano Indiano, arrampicarci su un baobab nella savana, bagnarci la faccia con la neve dell'Etna, diventare poligami per poi sceCome definireste la vo- gliere comunque una donna sola. E naturalstra musica? mente fare sempre meglio ciò che già facGiugliano: "Questa è una ciamo". domanda difficile, perchè L'intervista è stata scritta da Martin Nicase c'è una cosa che abbia- stro, con il consenso di Stefano Grasso, mo capito è che non riu- Damon Arabsolgar, Giuliano Pascoe e Stefasciamo a darci un'etichet- no Fiori (si teme che date le tempistiche gli ta che ci definisca. La ultimi due non l'abbiano nemmeno letta). I nostra speranza è di fare Pashmak sono tutti carducciani, classe 91,


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reve e misera introduzione, in questo numero, ma il motivo non è (solo) la pigrizia del sottoscritto: la rubrica abbandona

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per questa volta la sua tipica struttura per lasciare spazio a due articoli "corposi", sia per contenuti che per lunghezza. Si parte con una riflessione ad ampio respiro sul recente "film denuncia" di Daniele Vicari, Diaz, nelle sale dallo scorso 13 aprile. Il

di Martina Brandi psicologica, lascio a voi la sorpresa, mettendo in chiaro solamente una cosa: quando dico uesto non vuole essere un articolo agghiaccianti non lo dico per enfatizzare, lo informativo, né la recensione di un dico perché io stessa sono uscita dalla sala bel film. Questo è un articolo di con un profondo senso di nausea. Ecco dundenuncia, nonché l’invito a vedere que che il film ha raggiunto il suo scopo: rendi persona il film di Daniele Vicari “DIAZ don’t dere noto al maggior numero possibile di clean up this blood”. Il lungometraggio, persone ciò che realmente è accaduto quella com’è intuibile dal titolo, ricostruisce, con notte, traumatizzarle per accendere in loro estrema precisione e impressionante realiquell’indignazione che di fronte a un fatto di smo, le dinamiche del massacro avvenuto tale portata non deve mai affievolirsi. Le nella notte tra il 21 e il 22 Luglio 2001 a Gevittime di questo episodio sono rimaste tali nova nella scuola media Diaz, che in anche parecchi anni dopo i fatti: molti, come quell’occasione fungeva da dormitorio per i minimo, non hanno più rimesso piede in manifestanti riuniti in occasione del G8, e del Italia, altri hanno subito un trauma psicologitrattamento riservato in seguito ai detenuti co così profondo che oggi, undici anni dopo, nel carcere di Bolzaneto. Ogni scena si rifà non si sono ancora ripresi completamente. alle numerose testimonianze delle vittime, e i Come sorprendersi d’altra parte? Ma il traufatti fanno riferimento agli atti processuali: ma, nei mesi successivi, non fu vissuto solo tutto vero, dunque, terribile e crudo. La visiodalle vittime: per alcuni mesi l’Italia intera ne del film è sconsigliata a chiunque intenda rimase sotto shock per quanto era accaduto passare due orette piacevoli. Il film non cenin un Paese che si definisce civile e democrasura in alcun modo la violenza (fisica e psicotico. La frase con cui il film è stato pubblicizlogica) subita dai manifestanti, anzi la proietzato “la più grande sospensione dei diritti tata sul grande schermo senza alcun tipo di democratici in un paese occidentale dalla filtro. Una lunga introduzione presenta allo Seconda Guerra mondiale” in questo caso spettatore i personaggi di cui il film seguirà le calza a pennello; com’è altrimenti definibile singole vicende, e attraverso l’intreccio delle l’assalto ad una scuola-dormitorio di quattrovarie storie viene poi a costruirsi l’intero film; cento poliziotti, che irrompono nell’edificio in questo modo lo spettatore si “affeziona” ai con una violenza non razionale contro cui è singoli personaggi ed è così in grado di immevano ogni tentativo di salvezza? Probabildesimarsi (e indignarsi) maggiormente in ciò mente molti erano stati drogati, a mente che vede: in due ore vive un’esperienza fredda un uomo non si accanirebbe mai con drammatica ma protetta e questo produce tanta crudeltà contro un suo simile, si spera… un mutamento interiore. Strategica è anche Dal film non emerge un (valido) motivo che la scelta cronologica con cui gli eventi vengosia uno, che potrebbe giustificare degli accano raccontati: molte volte, infatti, la narraziodimenti simili. Ma d’altra parte esistono mone torna indietro per raccontare nuovamente tivi abbastanza validi? La domanda è retorica, un episodio da un diverso punto di vista (es. perché la risposta è no, assolutamente, in manifestanti/polizia/giornalisti) o evidenziare ogni caso no! Anche se i manifestanti fossero un particolare che diventerà importante in stati Black Bloc, ma non lo erano, nonostante seguito. Delle scene agghiaccianti da macellea lungo la polizia abbia sostenuto di crederlo, ria messicana, o di vera e propria tortura essa non aveva il diritto né tantomeno il do-

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secondo e ultimo articolo non è altro che un ricco speciale sulla figura di Catwoman, di come e da chi è stata via via interpretata nel corso degli anni, in vista anche dell'ormai imminente interpretazione di Anne Hathaway ne Il cavaliere oscuro — Il ritorno. Buona lettura, e au revoir! Doris

vere di picchiare e infierire, anche dopo l’arresto, su quei manifestanti, su quelle persone: stiamo parlando della polizia, quell’organo che DOVREBBE riportare ordine là dove è stato violato. E dunque dal film non emerge un tale motivo, una causa scatenante, semplicemente perché non c’è. Forse, lo spettatore che esce dalla sala dopo aver visto il film avrà in testa molti quesiti irrisolti a cui il film non dà risposta: oltre al perché di quanto è accaduto, si domanderà chi ha organizzato l’assalto, chi ha permesso che tutto ciò avvenisse. E in effetti Vicari decontestualizza totalmente l’evento, con appena un accenno all’occasione per cui i manifestanti si trovavano a Genova: il G8. Ma d’altra parte, come sostiene lo stesso regista, andrà a vedere il film chi già sa, chi già conosce il quadro generale della situazione, oppure chi di quei fatti sa poco o niente e allora il film sarà lo spunto buono per informarsi sui fatti di Genova, tutti molto ben descritti negli atti processuali pubblicamente consultabili (processig8.org). Aggiungo infine, per cultura generale, un piccolo appunto, che compare sulla schermata nera prima dei titoli di coda: molti dei poliziotti che furono processati per le violenze e l’abuso di potere furono poi promossi a cariche superiori e nessuno fu condannato per il reato di tortura, non previsto dalla Costituzione italiana. Eclatanti sono i casi di Michelangelo Fournier, che dopo essere stato condannato a 4 anni e 2 mesi ascese al vertice della Direzione Centrale Antidroga, e del cosiddetto “medico in mimetica”, Giacomo Toccafondi, tristemente noto per i fatti della caserma di Bolzaneto e impiegato oggi, dopo la prescrizione del processo, come dirigente medico nella Asl 3 Genovese. Il film si conclude con un flash tratto da un telegiornale, nel quale ha la parola Silvio Berlusconi, l’allora Presidente del Consiglio.


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Catwomen di Morgana Grancia lan è assoluta, e rimando ogni altra considerazione a fine agosto, a quando avrò rmai il trailer de “Il cavaliere visto il film. oscuro – Il ritorno”, probabilmente il film più atteso dell'an- Nel 1991, fu invece Tim Burton a dover no, è da qualche settimana scegliere l'attrice perfetta per interpretare proiettato nelle sale cinematografiche ita- il ruolo di Selina Kyle, la timida segretaria liane. La Warner Bros ne ha annunciato di Max Schreck, che poi si trasforma in Catwoman, per il suo “Batman - Il ritorno”. l'uscita per il 20 luglio La prima scelta cadnegli Stati Uniti, e già, de su Annette Bein alcuni cinema amening, che però doricani, sono aperte le vette rinunciare prevendite ed è possiperchè incinta. Burbile quindi assicurarsi ton chiamò allora le file centrali della Michelle Pfeiffer, a sala con mesi di anticital punto entusiasta po. Sarà la conclusioche accetto la parte ne, “epica” secondo il senza neanche finiregista Christopher re di leggere la sceNolan, della nuova neggiatura. Chi non saga sull'eroe di Goera d'accordo era la tham City, che vede capricciosa Sean come protagonista Young (famosa per il l'attore Christian Bale. ruolo di Rachael in Questa saga cinema“Blade Runner”) tografica fu anche tristemente nota per la che, per attirare l'attenzione e ottenere la partecipazione di Heath Ledger nel ruolo parte al posto di Michelle Pfeiffer, si preJoker, il quale morì poco dopo la fine delle riprese del secondo capitolo. Nel 2008, sentò a sorpresa negli studi della Warner quando uscì “Il cavaliere oscuro”, furono vestita da Catwoman, lamentandosi di una immediati i paragoni tra Heath Ledger e “Hollywood ingiusta” e indirizzando una Jack Nicholson, attore che ebbe lo stesso folla di accaniti giornalisti contro un ragazruolo in “Batman” (film del 1989, diretto da zo, che lavorava alla promozione del film, Tim Burton). Lo stesso Nicholson volle in- scambiato per Tim Burton. Nonostante le tervenire riguardo il tema e criticò dura- proteste di Sean Young, la felina Michelle mente la scelta del cast e il fatto che la sua Pfeiffer dimostrò di aveopinione su l'attore che avrebbe dovuto re le caratteristiche giusostenere il ruolo, che vent'anni prima gli fu ste per interpretare il tanto caro, non solo non fu considerata, ma personaggio e rimane memorabile nella splenneanche richiesta. dida sequenza, tipicaQuando invece fu annunciato che ne “Il mente burtoniana, della cavaliere oscuro – Il ritorno” sarebbe stato sua trasformazione nella introdotto il personaggio di Catwoman, celebre donna gatto. subito i fan più accaniti hanno avanzato Dopo di lei fu però il ipotesi, alcune molto fantasiose, su quale turno di Halle Berry, che sarebbe stata l'attrice che avrebbe interpre- nel 2004 fu protagonista tato l'enigmatica donna gatto. Le voci più di “Catwoman” (diretto accreditate, seppur non ufficiali, sosteneva- dal regista francese Pino che Marion Cotillard (che già aveva reci- tof): un film che fu un tato con la regia di Christopher Nolan in fiasco, addirittura classi“Inception” nel 2010) sarebbe stata Catwo- ficato tra i peggiori film man: perfetta, a mio parere, per il partico- mai realizzati (secondo la classifica del sito lare colore degli occhi e uno sguardo, ap- “Rotten Tomatoes”). Di “Catwoman” in punto, felino; e fui molto delusa quando la fondo si ricorda soltanto qualche scena in produzione annunciò che sì, Marion Cotil- cui l'attrice, Halle Berry, è simile, più che lard avrebbe fatto parte del cast, ma non ad una donna gatto, ad una lottatrice di nel ruolo che molti speravano: il ruolo di wrestling. Catwoman andò infatti alla bellissima, ma di una bellezza forse troppo comune, Anne Chi sarebbe allora la mia donna gatto ideaHathaway. Nonostante una buona dose di le? Sicuramente la affascinante Simone scetticismo, la mia fiducia nel genio di No- Simon, attrice francese che fu protagonista

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del film “Cat People” (il titolo italiano è “Il bacio della pantera”), un Bmovie del 1942, ma ormai un cult imperdibile! Intrigante e misteriosa, Simone Simon riesce ad inquietare lo spettatore nella parte di una disegnatrice serba di nome Irena, colpita dalla maledizione del proprio villaggio natale. Nella prima scena del film, disegnando all'aperto, davanti alle gabbie degli animali esotici di un parco, Irena attira l'attenzione di Oliver Reed, che subito viene affascinato da quella misteriosa e carismatica donna. Tra i due nascerà una problematica storia d'amore, ostacolata dalla paura (reale?) di Irena che, una volta caduta nella trappola dell'amore, teme possa trasformarsi in una pantera, il più ammaliante e il più pericoloso dei felini. Lontano dal cadere nel ridicolo, il film è carico di suspance: alcune sequenze del film sono così efficaci da aver influenzato autori di film horror contemporanei (la scena ambientata in piscina, e la scena dell'inseguimento notturno, per esempio, sono state riprese da Dario Argento nel suo “Suspiria”). I costi non permisero la realizzazione di effetti speciali e costumi particolari, pertanto il clima di terrore viene creato dal gioco di ombre che scatena l'immaginazione dello spettatore. Decisiva per la riuscita del film è ovviamente l'interpretazione di Simone Simon, donna indifesa e contemporaneamente enigmatica, molto simile, in fondo, al personaggio di Selina Kyle. Per il personaggio di Catwoman, quindi, penso occorra

ispirarsi alle misteriose attrici del passato: oggi più che mai c'è bisogno di un personaggio che non sia solo una donna sexy in un costume di pelle nera, ma una donna forte in tutti i sensi. Sarebbe possibile oggi, come fece Simone Simon nel 1942, trovare un'attrice in grado di sembrare un gatto selvatico con un solo sguardo? Aspetto con ansia quest'estate: come se la caverà Anne Hathaway?


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A N N O VI — N U M ER O VI Romanzi raccolti da Jacopo Malatesta

di Anna Quattrocchi Que esta la fiesta Tacatà. La gente bailando il Tacatà, tu mondo gridanRomano&Sapienza feat. Rodriguez — Tacatà do Tacatà. Aaah ahhh… O yeah, si. Suona il volume de Tacatà. De nuova… De Rrrrodriguez party. Muovi tuo culito Tacatà, tambien il bacito. Tacatà. Tacatà. Romano & Sapienza Tacatà. Tu sabe que es il Tacatà? Oh yeah, para la gente que le gusta el Tacatà, Te gusta il Tacatà? ahora digo Atacabrò, ataca yo que no es mi A me me gusta cuando la mamita hasta il Tacatà tambien. Atacatàbrò! La gente bailando et tu bla bla bla. Taca mamasita Tacatà (x8) Que es y ataca yo, que es battaglià. Le tette muchacho, yo vuelta Tacatà. Mira me lo disse mi Tacatà.

Que todos gusta ai mama. Inventa una cosa nueva: la house. Taca mamasita Tacatà (x8) Mira mi lo disse mi Tacatà. Que esta la fiesta Tacatà. La gente bailando il Tacatà, tu mondo gridando Tacatà. Suona il volume de Tacatà. Muovi tuo culito Tacatà. Tambien il bacito. Tacatà. Que esta la fiesta Tacatà. Está criticando mi música buena. Yo soy candela, tu sabe yo soy el rey de la mena. Uela muchaco, Tu sabe yo soy candela, tu sabe yo soy el rey de la nena.


A N IM I R E L A XA T I O

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Elisa dice: “E la miglior canzone ke ho senti- piamente superata da questo nuovo e to dovrebbe esser il tormentone di tutta meraviglioso successo che ascoltiamo già da un po’, nelle piazze, nei negozi, e solo l'estate secondo me” Secondo Giulio ADDIRITTURA: “bellisima nei migliori telegiornali-edizione del pomeriggio. meglio di ai se eu te

metà si riparerà sul Tirreno, clima soleggiato e brezza tiepida, per seguire il meteo direttamente sui vostri cellulari e smartphone abbonatevi al servizio chiamando il 46%8w92:)

Ascoltate comunque il trascinante (si scatena una discusritmo latino del sione feroce su chi sia duo Romapiù bravo a far ballare no&Sapienza fea“laggente”) turing Rodriguez, Un anonimo puritano: lasciatevi incanta“Questa canzone é re dal "Tacatà" e bella ma da quel che vedo non é una canzo- rimuovete finalmente dai vostri cervelli (… ne decente. Gente che pensa che dovrebbe il greco dovrebbe occuparli, altroché!) Ai essere SUPER sta canzone, mah @-@ Per Se Ei Fu Siccome Imm… Circa. me é un pó troppo provocante… Poi boh ve Anche se il singolo è uscito il 5 Gennaio la vedete voi è-é” mezza Italia si augura che il tormentone Sulla pagina del sito è abbastanza evidente duri fino all’estate per poterlo ballare che Ai Se Eu Te Pego Bla Bla Bla è stata am- sulle migliori spiagge dell’Adriatico. L’altra

Se volete un’opinione diversa dalle entusiastiche affermazioni dei blog rivolgetevi pure a me, oppure, ancora meglio, fate una cosa tipo nonciclopedia.wikia.com/wiki/Tacatà.

pego di Michel Teló”

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Adiòs Tacabrò, alla prossima! Tenetevi pronti a ballare sulle note del duo, ma conservate nei recessi del vostro cuore il lontano ricordo di Ai Se Eu Te Prego Basta e dell’ancora più remota Danza Kuduro.

A cura di Mattia l’Enigmista Sanvito 12

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Ogni vostro dubbio verrà fugato, tranne uno il più terribile e enigmatico dei misteri: checcccosa significa Tacatà?

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ORIZZONTALI: 1. Improvvisamente – 13. L’ultimo dei gioielli della Apple – 17. Insostituibili – 18. Sto arrivando … nei messaggi – 19. Organismi che vivono in assenza di ossigeno – 21. Mezzo di trasporto – 22. Si strappano quando si è innamorati – 24. Movimento islamico palestinese – 25. Suffisso medico per indicare l’apparato uditivo – 26. Terra di Ilio – 27. “Quando” si diceva così in Greco – 29. Sono pari in abate – 30. Nobile professore del nostro Liceo – 32. Fu guarito da Gesù – 35. Grande sacrificio propiziatorio – 39. Può esserlo un cittadino – 41. Lo è quella falciforme o mediterranea – 42. Quella generale è causata da una bella battuta – 44. Verso di un cane – 46. Inghippo amoroso segreto – 47. Non forzuto – 48. A noi – 49. “Dove” latino – 51. Responsabilità Civile Auto – 52. Bagnasco ne è il presidente – 53. Gustoso succo di frutta – 55. Un ragazzo timido e silenzioso – 58. Air Force – 60. Due frequenze radio – 62. Di forma allungata – 63. Dio egizio – 64. A metà della cena – 65. Identità – 66. Negazione – 68. Sono doppie della cassa – 69. “Andato” in poesia – 70. Conferma ufficiale – 72. Imbarcazione allungata – 75. Uno dei sette colori dell’arcobaleno – 77. Fosse comuni tristemente rese note da Tito – 78. Esteso… nel senso – 79. Sanguinaria come una Maria di Inghilterra – 80. Tutto e… il contrario di tutto VERTICALI: 1. Fa paura quello sospetto – 2. Locale per gli amanti del vino –3. Antico nome di Delfi – 4. Vuole avere sempre l’ultima parola – 5. Né sì né no – 6. Lago del Nord Italia – 7. La seconda festa cristiana per importanza – 8. Gironi dell’inferno dantesca – 9- Società leader nell’energia italiana – 10Napoli – 11. Teoria geologica – 12. Un mito platonico – 13. Codice applicato sui libri di testo – 14. Fa coppia con Pam – 15. Slogan nemico delle forze pubbliche – 16. Terribile malattia degenerativa – 20. Holly calciatore (iniz.) – 22. Eterogenei – 23. Antica divinità greca – 27. Proprio adesso – 28. Non nostrani – 31. Quello burocratico in Italia è molto lungo – 28. L’ultima prova di maturità – 26. Giunone greca – 36. Il greco di Omero – 37. Avalla il potere delle mafie – 38. Alcolico leggero aromatizzato – 40- Religione a scuola – 43. Indispensabile per la produzione di energia da parte del nostro corpo – 45. Presidente russo appena rieletto – 50- Ben Affleck – 52. Schiavo della colonia – 54. Imola – 56. Nome maschile – 57. Paese d’origine – 59. Vestito elegante per uomini – 60. Anione inglese – 61. Si raccontano ai bambini – 64. Sesta lettera – 67. Uccello acquatico – 70. Famoso Charles cantante – 71. Citazione (abbr.) – 73. Doppie in Mattia – 74. Gruppo sanguigno - 76. E’ in mezzo all’Adda


P A GIN A 16

R E TR O

C O PER TIN A D I

G IU LIA S C IG LIA N O

A N N O VI — N U M ER O VI


L'Oblò sul Cortile Maggio 2012  

Anno VI, Numero VI

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