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c’è vita in città

BIOPOLIS Casalnuovo

NUMERO 7 OTTOBRE 2011

Biopolis contro una certa cultura “mafiosa” della politica

HANNO PROVATO A FERMARCI Peluso con appena il 23,5% dei consensi si atteggia a padrone di una città che non lo voleva e che ha “conquistato” con una serie di promesse mai mantenute

RISTABILITA LA VERITÀ

I Salzano sono galantuomini, la CoMaSa riaccende

Adesso andate via! Il gioco è finito, la Regione Campania smonta pezzo, pezzo le fantasiose tesi dell’amministrazione Peluso

Franco Terracciano Avrete certamente notato che Biopolis si è preso una lunga, lunghissima pausa estiva. Troppo lunga, nostro malgrado. In una delle ultime sedute del Consiglio Comunale, un consigliere di maggioranza, tale Ruotolo, giovane, capace, ma inesperto, nel corso di una attenta e precisa reprimenda contro l’opposizione che non c’è, ha riconosciuto al nostro free-press il ruolo di unica, vera opposizione cittadina alla Giunta di Antonio Peluso. Un ruolo che avrebbe dovuto svolgere chi solo e solamente sulla carta si dichiara avverso al Sindaco, ma agogna di fare il salto della quaglia, accomodandosi tra gli scanni di governo. Quanta verità nelle parole del giovane consigliere. Una verità che, col senno del poi, è anche una condanna per tutti noi di Biopolis. Antonio Peluso, infatti, si sa: non ama il dissenso. Lo innervosisce, lo manda fuori di testa. Soprattutto, se questo dissenso è reso pubblico. È da qualche mese che il nostro giornale è sotto attacco. Ambienti interni alla maggioranza hanno dapprima provato a intercettare le copie diffuse sul territorio per farle scomparire. A questa azione abbiamo risposto con un supporto di distribuzione pro manibus. Non Continua a pagina 2

E mo’ chi paga? Adesso che succede? Ora che, la Regione Campania ha messo definitivamente fine alla Conferenza dei Servizi, voluta fortemente dal Comune di Casalnuovo, che, chiedeva, di revocare l’autorizzazione al Cogeneratore a Biomasse di proprietà della CoMaSa, emettendo un Decreto Dirigenziale che, non solo non ritirava un bel niente, ma, addirittura chiariva che, sulla

faccenda, l’Amministrazione Peluso non ne ha azzeccata una, chi risarcirà l’enorme danno economico e di immagine procurato? In pratica, l’Ufficio Energia della Regione Campania, ha chiarito che la CoMaSa è stata chiusa per ben 12 mesi senza alcun motivo, in base a fantasiose congetture elaborate da una sfilza di incapaci; o meglio, siccome a pensare male si fa peccato, ma si azzecca

sempre, per una bella collezione di calunnie pretestuose, supportate da perizie fasulle, documentazione fittizia e accompagnate da ingannevoli petizioni. Il motivo? Sempre a pensare male, ma sempre inseguendo la verità, per un mero e schifoso tentativo di speculazione ai danni di onesti cittadini e di un’azienda modello del territorio. L’ombra di una grossa speculazione edilizia sarebbe già un buon motivo per chi, da decenni lascia cementificare a Casalnuovo. Se, poi, mettiamo che, nonostante sia in attività ininterrottamente dal 1971, in un piano commerciale, approvato da Antonio Manna, sindaco vicario di Antonio Peluso, e “ricusato” dal Prefetto di Napoli, la CoMaSa, era indicata come azienda dismessa e doveva essere riconvertita a centro commerciale, beh, allora l’affare pare essere davvero appetibile. L’inganno è venuto a galla e i Salzano hanno avuto ragione con l’evidenza dei fatti, dei documenti, delle certificazioni, dei blitz di Polizia Provinciale, Guardia di Finanza e dei NOE dei Carabinieri. Tutti d’accordo: la CoMaSa è legittima e non inquina. Sconfessata anche un’agguerrita cricca di Senatori, Onorevoli, Consiglieri del PdL, un bel po’ di simpatici esponenti di quella insaziabile casta dalla fedina penale non sempre immacolata, che, l’allegra comitiva che sverna dalle parti di Piazza Municipio, non ha esitato a schierare per supportare le loro poco nobili ragioni. Alla fine, però, tutti, di fronte alla verità, hanno dovuto abdicare. Non c’è posto per nessuna delle fantasiose elucubrazioni amministrative. Niente autorizzazioni fasulle, né fumi acri e neanche cattivi odori, dunque, niente di niente è stato provato contro la CoMaSa. D’altro canto, fumi e odori, nonostante l’impianto fosse spento da un Continua a pagina 4


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L’amministrazione non sempre sanziona gli abusi

Il Marsec: l’occhio strabico dal cielo Il sistema satellitare contro gli abusi si rivela niente più che un costoso fallimento Tutti, e non solo in Italia, oramai, sanno del rione totalmente abusivo costruito pietra su pietra sotto l’amorevole sguardo di vigili, tecnici, e consiglieri comunali. Una colossale vergogna per Casalnuovo. Un esempio, davvero poco edificante, usato dai soloni universitari per spiegare cosa può succedere quando si incontrano politici, imprenditori e tecnici comunali protesi a far soldi velocemente e senza badare ad alcuna regola. La giunta Peluso, però, tra le tante iniziative messe in cantiere, per la classica lavata di faccia senza levare il lezzo che si leva dalle stanze del Palazzo di Città, ha stipulato una convenzione con il sistema satellitare Marsec che, almeno sulla carta, promette di scovare i tanti abusi edilizi che continuano a perpetrarsi nei 7 km quadrati del nostro territorio. Bella trovata, c’è da pensare. Nulla affatto. Il sistema di controllo, in realtà, per combattere realmente le tante “marachelle” di costruttori e cittadini, dovrebbe avere alla base

una vera intenzione di operare contro l’abusivismo. Le foto che arrivano dal satellite, infatti, segnalano lo sbucare di una macchia imprecisata che va a coprire un area dove appena poco tempo prima non c’era nulla, vigili e tecnici vengono immediatamente inviati per un sopralluogo e se viene accertata una violazione questa viene duramente sanzionata. Peccato, però, che il Marsec, chiaramente, non può rilevare e rivelare, per esempio, i cambi illegittimi di destinazioni d’uso e segnalare che, un bel po’ di residence sono stati trasformati in civili abitazioni. Peccato che, l’occhio dal cielo, non può segnalare se gli occhi da terra vengono chiusi per evitare di rilevare mansarde, dependance, baracche, aumenti di volumetrie e quanto altro. Bisogna, tuttavia, giustificare nei fatti: l’enorme dispendio economico e i tanti bei proclami senza danneggiare parenti, amici, comparielli e affini. Bisogna dare prova che, dalle nostre parti

HANNO PROVATO A FERMARCI contenti i nostri detrattori hanno provato a screditarci con una azione certosina sul territorio, poi, ci hanno riempito di denunce, hanno raccontato la storiella che non avevamo alcuna autorizzazione e che eravamo una pubblicazione clandestina. Hanno “consigliato” ad alcuni nostri sponsor di guardare altrove, di non pubblicizzarsi sul nostro periodico e che, in caso contrario avrebbero potuto incorrere in “fastidiose” visite della Guardia di Finanza. Abbiamo deciso di continuare le pubblicazioni autofinanziandoci. Sono stati chiamati a raccolta alcuni imprenditori locali, alcuni pure amici, e gli hanno chiaramente detto che se Biopolis avesse continuato le pubblicazioni il Sindaco, si sarebbe innervosito e avrebbe potuto bloccare un bel po’ di attività sul territorio. Avrebbe, in pratica, bloccato il già difficile

si sanziona e pure aspramente. C’è pur sempre stata una svolta, seppure, hainoi, soltanto a parole. Ecco, allora, che si inizia a bastonare i poveri tapini che, avendo un fazzoletto di giardino, per poche decine d’euro hanno acquistato gazebo e ombrelloni. Avete capito bene i buontemponi del comune, caso più unico che raro, hanno inserito, senza pubblicizzarla, una norma nel regolamento comunale che obbliga, chiunque voglia godersi l’ombra, a chiedere la Dia per poter aprire un ombrellone da giardino o un gazebo. I trasgressori, ma anche qui c’è da fare il solito distinguo tra i classici figli e figliastri, vengono denunciati per il reato di abusivismo edilizio e sanzionati per alcune centinaia di euro. Incredibile, ma vero: i tanti furbetti del mattone continuano a farla franca, mentre chi cerca refrigerio sotto una tenda viene trattato da criminale, ma tant’è: siamo a Casalnuovo! Ma.Co.

OMBRE INQUIETANTI Perquisita la casa del Sindaco Antonio Peluso? Il 2 settembre scorso il quotidiano Roma, in un articolo a firma del collega Nino Pannella, ha dato notizia di una perquisizione, effettuata dai militari della sezione Tributaria della Guardia di Finanza, a casa del Sindaco Antonio Peluso. Il pezzo, abbastanza ricco di dettagli e arrivato dopo una compendiosa serie di altri articoli relativi sempre alla vita amministrativa di Casalnuovo, racconta di possibili coinvolgimenti del primo cittadino in una cocente inchiesta su “pressioni” per favorire un determinato centro medico con sede nella nostra cittadina. Nel pezzo, comunque, non si escludono altre ipotesi, pur lanciando la classica ciambella di salvataggio della presunzione d’innocenza, chiaramente, si sottolinea che una tale, imbarazzante situazione lancia inquietanti ombre sulla figura del capo dell’amministrazione cittadina. A tale articolo, chiaramente, Antonio Peluso risponde con rabbia e dopo vari tentativi, con l’intervento di persone vicine alla proprietà del giornale, riesce a far mettere il bavaglio al collega Pannella e a strappare una lettera di smentita sull’accaduto che, è apparsa molto poco convincente. Parrebbe, però, essersi guardato bene dal querelare per calunnia il giornalista.

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sviluppo della nostra cittadina. Questi signori, spaventati, ci hanno avvicinato, chiedendoci di sospendere le uscite, o di cambiare registro e di renderci conto che, a questo punto, avevamo una grossa, grossissima responsabilità su quanto stava succedendo e su quanto altro ancora sarebbe successo a Casalnuovo. Dinanzi a tali, ignobili, schifose “minacce” abbiamo vacillato e non poco. Abbiamo fatto riunioni su riunioni. Ci siamo più volte detti che, se il nostro silenzio, avrebbe potuto essere un mezzo perché questa amministrazione tentasse di occuparsi più dei problemi dei giovani, degli anziani, del lavoro, dei commercianti e di un sano sviluppo imprenditoriale e un po’ meno di affari propri e vecchie ruggini, favorendo i soliti compari e comparielli, beh, allora il nostro sacrificio sarebbe servito a

qualcosa e a qualcuno: alla nostra amata cittadina, ai nostri amati concittadini, e forse sarebbe stato giusto fermarci. Poi, però, ci siamo soffermati a riflettere se era giusto soggiacere a un tale spregevole ricatto, se dovevamo chinare mestamente il capo nei confronti di chi, approfittando del potere amministrativo, cerca con una cultura tipicamente mafiosa di condizionare la vita privata e imprenditoriale di un’intera comunità, se potevamo accettare di lasciare così spudoratamente imbavagliare la libertà di stampa e che cosa sarebbe potuto succedere se avessimo lasciato campo libero a tali meschini sciacalli? Ci siamo guardati negli occhi un attimo, un solo attimo e abbiamo rinnovato il nostro patto d’onore con noi, con i nostri lettori, con la nostra gente. Ci siamo detti che chi, come noi,

anela la verità, la giustizia e l’onestà avrebbe capito, ci avrebbe approvati. Costi quel che costi torniamo tra i casalnuovesi. Chiediamo alla nostra gente, ai tanti uomini comuni che ci leggono e ci apprezzano, agli amici imprenditori di sostenerci con il loro affetto, lottando con noi per il futuro di Casalnuovo e dei nostri figli, tutelando la dignità, la legalità, la trasparenza e la libertà. A loro e finanche ai nostri detrattori chiediamo di far proprio il famoso detto che recitava più o meno così: “Non sono d’accordo con quello che tu dici, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa continuarlo a dire!” Chiediamo, quindi, al Sindaco che se non dovesse centrarci nulla con quanto accade attorno a noi, di isolare i responsabili e di dare segnali positivi sia a noi, che alla città!


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Dove ha amministrato il primo cittadino Antonio Peluso dal 1997 a oggi?

Non vedo, non sento, non parlo Stretto d’assedio dai tanti articoli, Antonio Peluso, prende carta e penna e tenta una fragile difesa “…E io sono Babbo Natale!” è questa la prima e più benevola espressione che ci rimbalza in mente leggendo la lettera, sia ben chiaro lettera e non articolo, non intervista che, il nostro “beneamato” sindaco, Antonio Peluso, ha preteso e ottenuto dal quotidiano ROMA, non senza, come sussurrano i bene informati, aver scomodato persone vicine all’editore e deputato, Italo Bocchino. “Acquaio’ l’acqua è fresca?” chiedeva un assetato signore alla furba venditrice d’acqua che, con piglio malizioso, rispondeva: “Manco ‘a neve”. Cara, vecchia saggezza popolare: c’è da fidarci poco di chi, dovendo venderci qualcosa, ce ne decanta accoratamente le doti. Meglio sincerarci di persona di quanto ci vogliono propinare. Si evita di ritrovarci con il classico “pacco” tra le mani. La letterina che Peluso ha “imposto” al Roma, non senza aver fatto mettere il bavaglio al collega Nino Pannella, fa accademia. Leggendola sembra di vivere in un giardino fatato, pieno di frutta candita. La realtà, invece, ci risulta diversa. Casalnuovo è molto più vicina a una Repubblica delle Banane. “Tutti contro l’illegalità” starnazzano Peluso e i suoi boys. “Tutti per un netto taglio al passato”. Ma quale legalità, quale passato: quelli che, da qualche lustro a questa parte vede signore incontrastato Antonio Peluso o quello che, per un anno e mezzo, ha visto protagonista un signore solo tanto borioso, ma scarsamente dotato in altro? Lo stato di degenerazione politicoamministrativa in cui, la commissione d’accesso prefettizia, ha trovato il Comune di Casalnuovo non è cosa che si può mettere su in appena 18 mesi. Non

di certo da uno come il sindaco sciolto per infiltrazione, quel Antonio Manna che, trascorreva il proprio tempo in ridicoli esercizi di vanità maschile a buon mercato. Sia ben chiaro, con questo non vogliamo azzardare che il

devono averla appresa se, poi, si ritrovano con qualche “marachella” da farsi perdonare e da sanare. Leggendo, poi, il corposo scritto usato quale setaccio dall’attuale, auto referenziata, virtuosa realtà amministrativa leggiamo qualche

marciume sia stato pensato e realizzato dall’attuale primo cittadino. Certo è, però, che, l’evidenza ci parla, nella migliore delle ipotesi, di una sorta di Alice nel Paese delle Meraviglie che, nonostante un esercito di uomini neri si nasconda tra le siepi, incurante raccoglie odorosi e colorati mughetti e saltellante, accompagnandosi nel corso degli anni ad alcuni di questi, si avvia gaudente verso l’inevitabile baratro. Affidereste un centesimo a tanta ingenuità? Peluso e i suoi boys ripetono a mo’ di filastrocca che, nessuno degli ex amministratori citati nella relazione della Commissione d’Accesso è, oggi, in amministrazione. Meno male, ci viene da rispondere. Sbirciando gli elenchi, però, scorgiamo un bel po’ di signori che vi sedevano gomito a gomito e che, distratti da chissà quali pensieri, non si rendevano conto dell’abominevole giro da Filibusta tanto attivo attorno a loro. Alcuni di questi, però, qualche cosina

nome di dirigente “infedele” che, negli ultimi mesi è stato posto, con la sbandierata logica della presunzione di innocenza e del garantismo fino all’ultimo grado di giudizio, in settori delicatissimi della macchina comunale. Settori che potrebbero sistemare un bel po’ di abusi contestati proprio in quel tanto osannato setaccio. In pratica, è come se avessero affidato l’argenteria buona di famiglia a uno sospettato di soffrire di cleptomania. Quanta benedetta e smidollata purezza! Come se non bastasse, poi, nella lunga schiera di possibili dirigenti esterni ne hanno scelto qualcuno che è stato oggetto di interrogazioni parlamentari a firma del Presidente della Commissione Antimafia. Che opportunismo! Quanta legalità, poi, trasuda dall’affare CoMaSa, ad esempio? Si può parlare incondizionatamente di estremo esercizio della legalità quando ci sono un bel po’ di ordinanze messe a sopire, o altre costruite con enorme spirito di

fantasiosa architettura amministrativa? Ci spieghi, inoltre, l’illibata fascia tricolore come mai, in alcuni file che abbiamo registrato da You Tube, si sia lasciato andare a dure accuse contro imprenditori locali e, nonostante, dichiari di esserne a conoscenza da anni le abbia tirate fuori solo ultimamente? Esiste forse un cronometro della legalità o un’attenta e opportunista macchina del fango mascherata da legalità? L’insalubrità della Ramoil, dei roghi abusivi o dell’elevata presenza di a r s e n i c o nell’acqua di Casalnuovo fanno o non fanno parte di quella esasperata battaglia a difesa della salute pubblica rientrante nel loro concetto di legalità? L’esercizio dei due pesi e delle due misure da applicare ad amici o nemici non è, forse, un atto di spregiudicata illegalità? Può, infine, definirsi buona cosa il cercare con ogni mezzo di zittire il dissenso e, per giunta, utilizzando addetti stampa abusivi? Peluso urla e strepita: “Io sono un galantuomo!” E per la presunzione d’innocenza, per il momento, vogliamo pure crederci, anche se, spesso, lo notiamo piuttosto distratto su quanto gli accade intorno. Lo invitiamo, ufficialmente a un pubblico dibattito con il quale chiarire finalmente ai cittadini i tanti dubbi che assillano le nostre menti. Quante domande senza risposta, quasi quante le interrogazioni consiliari alle quali Antonio Peluso e i suoi assessori non hanno dato risposta, forse, perché intenti a scrivere lettere imbonitrici per decantare l’operato di chi vuol farci credere di vivere sull’isola che non c’è? MarConi


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Contro l’omertà e i ricatti arrivano le sentinelle della legalità

Sportello anti illegalità: padroni o amministratori? Meritoria iniziativa dell’Associazione Carabinieri per sopperire alla mancata istituzione della Commissione Trasparenza

Cittadini di buona volontà, con la cultura della legalità, si sostituiscono alla commissione trasparenza e legalità sempre negata dal Sindaco Antonio Peluso e dal Presidente del Consiglio Comunale, Nicola Esposito, rinviato a giudizio. L’Associazione Carabinieri di Casalnuovo ha raccolto per prima il grido d’allarme dei cittadini stanchi dei mille soprusi, della diffusa illegalità, delle mille inefficienze, dei ricatti piccoli e grandi che provengono dalla degenerazione dei valori, dalle istituzioni malate che ci rappresentano, contro la cultura dell’indifferenza e della rassegnazione a ogni tipo di male. Sul Roma, del 10 ottobre 2011, Nino Pannella scrive: “…dalla parte della gente, contro la cattiva gente, per la cultura della legalità e i valori della giustizia…sarà questo il motto e il principio per il quale i vertici locali dell’Associazione Nazionale Carabinieri, hanno inteso promuovere sul territorio uno sportello anti illegalità, insomma un avamposto della legalità al quale il cittadino comune potrà rivolgersi, anche in forma anonima, per segnalare diffuse illegalità, fornendo comunque e in ogni modo, gli essenziali elementi affinché le forze

dell’ordine e gli organi investigativi possano procedere, celermente, per stroncare sul nascere le illegalità…il lavoro da fare sarà tutto in salita, anche perché in questo territorio è forte e radicata la cultura dell’omertà e qualche volta anche quella del ricatto, che è quasi un’usanza comune”. Era ora che qualcuno, dall’esterno delle pubbliche istituzioni che di pubblico hanno ormai solo i soldi da sprecare, spesso a loro privata soddisfazione, si accorgesse della drammaticità, delle gravi condizioni di vita socioeconomiche e morali dei cittadini, ai quali è vietata ogni diversa opinione e l’eventuale, ma raro dissentire, li pone immediatamente a rischio di “spedizioni” punitive di ubbidienti vigili o tecnici, ben consapevoli del lavoro non proprio pulito a cui vengono comandati, ma tanto

E ADESSO ANDATE VIA!

è gli ordini sono ordini (come da hitleriana memoria). Le pene maggiori toccano, poi, a quei pochi cittadini irriducibili che “osano” comportarsi da uomini liberi; in questo caso, si scatena la cosiddetta “guerra istituzionale”, vengono attivate dai nostri rappresentanti, dall’alto della loro presunta neutralità e autorevolezza, tutte le macchinazioni per fare intervenire

altre istituzioni esterne, dalle Forze dell’Ordine a tutti gli enti preposti a ogni tipo di controllo, per annientare definitivamente ogni alito di libertà, di opinione che vuole sottrarsi e ribellarsi ai tanto sottili ricatti messi in essere da menti malate e disoneste, con il grave risultato che, a volte, le Forze dell’Ordine e gli altri enti esterni vengono usati diventando inconsapevoli strumenti di oppressione e repressione, finalizzate clamorosamente al rafforzamento dello stato d’illegalità e al mantenimento di una pubblica amministrazione violenta e prevaricatrice che, dà l’impressione di aver perso il senso della sua missione pubblica e di rappresentanza dei cittadini che l’hanno votata. I cittadini hanno eletto i propri amministratori, non certo i loro padroni, come purtroppo pare. F.T.

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anno, hanno continuato a infestare le narici della gente di Casalnuovo. Al Comune, però, proprio non riescono a ingoiare il rospo. Politicanti, dirigenti, consulenti e impiegati comunali, nel segreto delle stanze del Palazzo di Città, imprecano e pressano affinché si lanci una nuova offensiva contro l’impianto. Eppure, pochi minuti dopo la decisione della Regione, veniva diffuso un comunicato con il quale si esprimeva soddisfazione perché, “grazie all’amministrazione”, la Regione aveva imposto alla CoMaSa di montare accorgimenti tecnici “importanti”. In pratica, un bruciatore pilota: una sorta, cioè, di maxi accendino (imposto, tra l’altro, da una modifica legislativa sopravvenuta svariati mesi dopo che, il sindaco, Antonio Peluso aveva imposto il fermo dell’impianto – N.d.R.). Grazie a questo “portento della tecnologia” il vicesindaco dichiarava che il

Comune era ben soddisfatto e che la salute pubblica era finalmente tutelata. Inoltre, l’ARPAC, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, dovrà, così come chiesto ripetutamente e a gran voce dai Salzano, monitorare le emissioni dell’impianto e verificare una volta per tutte la salubrità del cogeneratore (anche questo, l’amministrazione se lo attribuisce a merito nonostante abbia tentato di scongiurarlo – N.d.R.). Allora, perché accanirsi con altre azioni legali se dietro non si cela altro? Come si fa, quindi, a non lasciarsi andare a cattivi pensieri? Come si fa, per giunta, ascoltando alcune telefonate “imprudenti” tra politici e consulenti, nel corso delle quali si pressava per la chiusura di quello che veniva, comunque, definito un impianto modello, non lasciarsi andare a esclamazioni poco edificanti verso l’onestà dei protagonisti in negativo della vicenda? Lo abbiamo sempre detto: la questione

era a un punto tale che, chiunque tra i contendenti avesse perso ci avrebbe fatto la figura del poco di buono e avrebbe dovuto darne conto all’intera comunità. Game over cari signori. Il gioco è finito. La verità è stata ripristinata. I Salzano sono dei galantuomini. Tutti gli altri prendano atto del primo di un bel po’ di “sganassoni” in arrivo. Politicanti, consulenti, dirigenti, vigili urbani, impiegati e co.co.co. un’allegra combriccola di varia umanità che, è imbarazzante ammetterlo, sembra essersi messa assieme con il solo intendimento di danneggiare, in maniera non lecita, una famiglia e un’azienda, tentando, tra l’altro di fargli terra bruciata intorno. Ora, è tutto chiaro! Il meteo politico s’incupisce e una bufera giudiziaria si addensa all’orizzonte. Una tempesta che annuncia di non risparmiare proprio nessuno. Mario Coni


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Spalleggiato da Don Oreste, allettato dai voti dei fedeli, il padre padrone comanda e i sudditi obbediscono

Tutti assieme decidono allegramente di svuotare le casse comunali Un milione di euro dilapidato dall’amministrazione per un’opera che poteva ottenere gratuitamente Il dottor Biagio Cusati è rimasto l’unico oppositore, dimostrando di avere i giusti attributi. Un patto scellerato con le opposizioni consenzienti e prostrate distrugge la democrazia a Casalnuovo, quasi azzera la rappresentanza di minoranza e tradisce le aspettative dei cittadini che l’ha votata. L’opera in questione è il parcheggio adiacente il bar Mosè, che realizzato da privati e in convenzione con il comune, sarebbe stato a costo zero per le casse comunali. Al posto di un’attività regolare e legale, si preferisce, ormai già da anni, sotto gli occhi di tutti, mantenere in piedi un’attività illegale di parcheggio abusivo che, la “legalissima” (si fa per dire) amministrazione Peluso fa finta di non vedere. Il generoso egoismo del parroco, che fa coincidere i suoi desideri, attraverso appropriate sollecitazioni pastorali, con presunte necessità dei fedeli (che invece vorrebbero un posto tranquillo per parcheggiare gratis e partecipare serenamente alle sacre funzioni), e la volontà del padre padrone Peluso di dimostrare che a Casalnuovo può fare ciò che vuole, unito ai religiosi sentimenti di vendetta verso gli oppositori e proteso all’acquisizione di “ex voto” elettorali e di indulgenti

indulgenze scontistiche sui tanti peccati, nonché per risparmiarsi gli anatemi e le eventuali scomuniche del focoso e minaccioso don Oreste e, non ultimo, per evitare l’insopportabile peso dell’invidia verso quei cittadini che guadagnano lavorando, hanno creato le condizioni per una Santa Alleanza che, al grido di un ipocrita interesse pubblico, soddisfano i loro repressi e pii desideri, coartando ai loro voleri il piano regolatore vigente, ai danni di tutta la città perché il comune, come esplicitamente dichiarato, dovrà ricorrere a un mutuo che pagheranno persino i nostri figli. Nella somma prevista di 520 mila euro si è artatamente dimenticati il reale valore dell’esproprio e gli inevitabili aumenti delle spese tecniche che, come già detto, alla fine sommeranno a oltre un milione di euro, per un’opera che, anziché risolvere i grossi problemi di parcheggio, per i fedeli e i cittadini, li andrà a complicare perché ridurrà drasticamente i posti auto che saranno lasciati alla gestione dei soliti abusivi. Nel consiglio comunale che ha partorito tale aborto urbanistico, Peluso, tra lusinghe, minacce, promesse e concessioni, ha cooptato l’opposizione per dare l’impressione

che una sua precisa e personale volontà fosse, invece, espressione dell’intera comunità. Il tanto plateale e goffo soggiogamento dell’opposizione ha, però, dimostrato, ancora una volta e di più, l’esatto contrario, come già riferito e notato dalle Forze dell’Ordine. I pagamenti delle pattuizioni con le forze d’opposizione sono già sotto gli occhi di tutti gli attenti osservatori.

Peccato, tra i tanti gravi peccati commessi, che, questa pseudolegalissima amministrazione Peluso non dimostra lo stesso zelo, nei tempi e nei modi dovuti, quando l’illegalità e gli abusi vengono perpetrati dai tanti suoi amici e sostenitori e tra questi il nostro pio don Oreste, bravo predicatore della parola di Dio. Beati gli umili, di essi sarà il Regno dei Cieli.

Inizio d’anno scolastico in piena emergenza igienico sanitaria

telefilm americani, sarà chissà cosa sarà, ma al vigile urbano in questione parrebbe essergli andato il cervello in corto circuito. Sono tante, infatti, le notizie che ci arrivano in redazione di cittadini che, per un nonnulla, finiscono con l’essere aggrediti, manco fossero deprecabili delinquenti, dall’irrequieto, quanto irascibile tutore dell’ordine viario. L’ultimo episodio, almeno di quelli che abbiamo da conto, pochi giorni dopo l’inizio del complicato anno scolastico. I bambini che frequentavano la scuola De Curtis, quella a ridosso della voragine di Via Strettola, sono stati indirizzati al plesso Cimminella a due passi dalla stazione della Circumvesuviana di Via Lucio Battisti. Sarà, però, per il fatto che i nostri amministratori sono, come al solito, distratti ad accaparrarsi i fondi PIU Europa, sarà

che sono totalmente assorbiti nell’elaborare angherie ai danni di casalnuovesi a loro invisi, o sarà per la solita manifesta incapacità, fatto è che la scuola in questione era ridotta in condizioni assai precarie: senza porte ai gabinetti e senza carta igienica. Subito è scattata la giusta levata di scudi dei genitori disgustati da una tale situazione. Genitori che chiedono l’intervento dei vigili e dell’assessore al ramo. Quando, però, i papà e le mamme presenti si rendevano conto del farfuglio di coloro che dovevano risolvere la situazione, un papà decideva che, forse, era meglio andare a riprendersi la figlia e tenerla nell’igiene di casa fino a che la situazione poteva essere ricondotta a livelli igienico-sanitari almeno accettabili. L’ignaro cittadino, quindi, si è avviato verso l’ingresso

dell’edificio scolastico: il naturale gesto si è rivelato un clamoroso errore. Il solerte e fin troppo adrenalinico guardiano dell’incrocio intasato, scattando come una molla e, con una mossa mutuata dal cinematografico repertorio di Silvester Stallone, ha “aggredito”, tra lo sbigottimento generale dei presenti, alle spalle, il genitore causandogli un bel po’ di danni fisici e, grazie al pronto intervento dei colleghi presenti, la situazione non è degenerata. Il tutore di chissà quale ordine è stato denunciato. Resta, però, da chiedersi se, viste le continue intemperanze di un individuo che, tra l’altro, è pure armato, per evitare il peggio, non sia il caso di passarlo ad altro incarico, o, almeno, dargli un lungo periodo di riposo per sbollire gli ardenti spiriti?

“AGGREDITO” UN ONESTO E INDIFESO CITTADINO C’è un Rambo all’amatriciana che si aggira per le vie di Casalnuovo I cittadini onesti dovrebbero e potrebbero, quindi, sentirsi al sicuro. Tutti possiamo abbandonarci a sonni tranquilli. C’è lui, un impavido ufficiale della locale Polizia Urbana a vegliare su ogni casalnuovese. Nulla di più falso, invece! Sarà la lo stress, saranno le scorpacciate di

Fra.Te.


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Quando il titolo di studio non fa il maestro o la dignità è legata a piccoli interessi

Suddito o zerbino? Il consigliere di minoranza Caliendo Antonio vota il riequilibrio di bilancio con la maggioranza!?! Ieri è toccato al consigliere Pirozzi Luigi detto Massimo, oggi il titolo di zerbino della maggioranza se lo aggiudica Caliendo Antonio. Stesso gruppo consiliare, stessa breve storia politica. Protagonisti, assieme agli altri dell’opposizione, dello scellerato patto politico del 28 luglio che ha mortificato l’istituzione consiliare, azzerando la minoranza politica della città. È un gruppo politico che di politica non ha niente; non ha né arte e né parte; ridotti a barcamenarsi nella difesa di piccoli interessi personali o clientelismo spiccio e di bassa lega, hanno abbandonato subito le posizioni di “opposizione” per assumere quelle di “minoranza” più congeniali alla loro mentalità opportunistica, giusto per dare quei segnali di ammiccamenti al “padrone” e confermare la disponibilità a entrare in maggioranza in qualsiasi

momento, ma a un prezzo che giustifichi il tradimento ai tanti cittadini che li hanno votati. A che serve avere un buon titolo di studio, quando non si ha la capacità d’utilizzarlo in modo giusto, per la propria dignità e nell’interesse dei cittadini che si rappresentano? Quali sono i veri motivi per cui il consigliere Caliendo ha votato vergognosamente e a favore della maggioranza, differenziandosi dal resto della minoranza che, in alcuni sussulti di dignità ha votato contro? Convinto o costretto a votare così e perché? In questa sudditanza centra qualcosa la gestione e l’utilizzo del palazzetto dello sport, con t a n t o d i “e q u i v o c a b i l e ” conduzione di bar interno? È questa “povera” e interessata e poco dignitosa non-politica che uccide la democrazia e lo sviluppo morale di Casalnuovo; ancora più grave quando questi

ignobili giochetti li fanno i consiglieri giovani che credevamo “promettenti”, che avrebbero dovuto rappresentare il nuovo, portare idee e progetti, costruire la nuova classe dirigente. Il futuro di Casalnuovo, con queste premesse, è veramente nero. Il nuovo è nato già vecchio! La maggior parte dei cittadini sono all’oscuro della insussistenza e della incapacità della classe politica che hanno votato. Tra padroni, cricche varie, clan familiari, affari e business da

realizzare, appalti, incarichi e consulenze da intascare, tra una maggioranza insulsa e senza valore e una minoranza succube per interessi o manifesta incapacità, Casalnuovo sta vivendo il periodo peggiore della sua storia politicoamministrativa; mai si era scesi così in basso. Ci vorrebbe un movimento popolare per liberare le stanze del Palazzo dagli incapaci e dai furbetti. Fr.Tr.

A Casalnuovo, ogni tre mesi, vengono erogati più di 100.000 euro

Ammortizzatori sociali ai soliti ignoti In altri comuni Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale hanno rinunciato ai gettoni di presenza I SOLITI IGNOTI è una trasmissione di successo che intrattiene la gente tutte le sere. C’è un concorrente che deve indovinare le professioni di alcune persone che partecipano a questo simpatico programma nel quale, chi ha una certa abilità, può anche vincere dei soldi. Ebbene questo gioco è una bella metafora della vita: molti sembrano ciò che non sono e al di là delle apparenze svolgono un mestiere molto distante dalle loro reali competenze. Prendiamo l’esempio del Consiglio Comunale di Casalnuovo: ci sono persone che, o svolgono i mestieri più disparati o, in certi casi, non ne hanno mai svolto alcuno, ma, da qualche anno, sono diventati consiglieri e politici di professione. Ormai si succedono le consiliature, ma I SOLITI IGNOTI restano attaccati alle poltrone del nostro consiglio! In ogni campagna elettorale si annuncia il rinnovamento e si sposa il motto “largo ai giovani”, ma, dalle urne, escono sempre più o meno gli stessi nomi. Sarà la gente pigra

e disinformata sui candidati più giovani o saranno le caste a monopolizzare i voti? Il dubbio resta! Ma c’è un altro aspetto da trattare, quello dell’esperienza. Si potrebbe obiettare che un politico con maggiore esperienza è anche un politico più competente. Peccato che invece si riscontra che “l’anzianità di servizio” spesso coincide con una maggiore superficialità e assenza di entusiasmo nel proporre nuove soluzioni per il territorio. Si punta sempre sulle stesse cose: sull’edilizia, sul rifacimento delle strade, che si “screpolano” senza soluzione di continuità, sull’aumento delle tasse e altri provvedimenti triti e ritriti. Forse questo accade perché nelle commissioni c’è sempre il più classico fuggi fuggi generale non senza essersi assicurati il gettone di presenza! Forse perché il politico di professione ormai non ha bisogno di sedersi, leggere e ragionare sui provvedimenti da prendere, ma si accontenta del “copia e incolla”? Peccato che per questi signori nel trimestre gennaio-

febbraio-marzo 2011 il Comune ha speso oltre 100.000 ¤uro. Questi soldi sono i soldi ricavati dalle tasse dei cittadini che si aspettano che i loro rappresentanti si alzino la mattina e vadano a lavorare nelle commissioni per migliorare le condizioni della città. Le commissioni, invece, sono, ormai, da tempo, deserte, esistono solo fogli firma e qualche eroico yes man che, prima di scendere a prendere il caffè al bar, approva l’ennesimo copia incolla. Yes man di cui è piena, zeppa la Giunta. Assessori fantoccio senza alcuna competenza e capacità messi li solo per ratificare ciò che in altra sede è stato deciso. Insomma, sarebbe più onesto parlare del compenso dei nostri rappresentanti comunali come ammortizzatore sociale per chi per la politica ha rinunciato alla propria dignità! Meno casta, più sociale. Firma la petizione dell’Associazione EMI – Insieme nel sociale, per la riduzione dei compensi ai nostri politici. Silvio Sorrentino


Casalnuovo

NUMERO 7 - OTTOBRE 2011

Casalnuovo sprofonda tra favori e accanimento di chi la governa

Casalnuovo città groviera

Morto, dopo circa due mesi di agonia, anche il secondo operatore della Falzarano Esiste una cittadina, a una manciata di chilometri a nord est dal centro di Napoli, che, da qualche anno a questa parte, riesce a conquistarsi prepotentemente le prime pagine dei media nazionali e, a volte, persino di quelli internazionali. Questa città, tra le dieci più popolose della Campania e con una densità abitativa tra le più alte del mondo, è Casalnuovo. Comune virtuoso? Manco lontanamente, anzi, la sua esposizione mediatica è dovuta solo all’inefficienza, per non dire altro, della sua classe politico-dirigenziale. Prima, intere aree del modesto territorio, appena 7 Km quadrati, vengono allagate dalle falde acquifere deviate dai lavori della Tav invadendo garage e cantinole, poi, un intero rione, oltre 700 appartamenti, è edificato senza l’ombra di concessioni edilizie e sotto il naso di tecnici, politici e polizia urbana. Poi ancora, tra una miriade di abusi, solo un centro commerciale risulta, in parte, privo di agibilità, mentre ci si dimentica di altri centri e di tante altre attività. Ancora, un impianto a biomasse vergini per la produzione di energia elettrica, un modello di tecnica e efficienza, è stato chiuso, su mere congetture teoriche e senza alcun riscontro tecnico oggettivo, dall’attuale Sindaco, chissà per quali oscuri motivi, e riaperto d’imperio, dopo 12 mesi di tribolazioni, dalla Regione, alla quale l’amministrazione si era

rivolta per farne revocare le autorizzazioni. Una sorta di enclave da “Repubblica delle Banane”, insomma, dove l’illegalità strisciante e l’arroganza amministrativa sembrano trovare una propria dimensione. Dove un’intera classe politico-dirigenziale fu messa alla gogna dalla Commissione Prefettizia che sciolse per infiltrazioni una delle ultime amministrazioni, ma che, alla fine, vede riconfermata, quasi nella sua pienezza, l’intera classe politica e tecnica tanto chiacchierata figlia e erede di tanti anni di degrado politico. L’ultima prima pagina Casalnuovo l’ha conquistata pochi giorni prima di Ferragosto, quando una voragine si è aperta al passaggio

di un autocompattatore della NU, inghiottendo l’automezzo e la vita di due operatori. Una disgrazia annunciata, visto che erano settimane che i cittadini segnalavano al Comune avvallamenti sospetti e improvvisi gorgoglii d’acqua. Una disgrazia annunciata anche perché sono tante le relazioni che, nel corso degli anni, hanno lanciato l’allarme del dissesto idro-geologico dell’intero territorio. In pratica, Casalnuovo è una città che pare destinata a accartocciarsi su se stessa e a essere inghiottita dalle cavità sottostanti. Cavità di decine di metri create nei secoli per procurarsi i materiali con i quali Casalnuovo stessa è stata costruita e che, senza interventi seri

Come si sprecano i soldi pubblici a danno degli onesti cittadini

FESTIVAL DELL’INSUCCESSO ORGANIZZATO Chiamateli flop, debacle o come volete, fatto è che, in meno che non si dica, l’amministrazione comunale ha messo su due iniziative rivelatesi delle incommensurabili cagate. Iniziamo dall’Estate Casalnuovese, la kermesse pensata e organizzata per chi resta in città, non è bastato il gran caldo, con la conseguente voglia di evadere e passare qualche ora all’aperto, e neanche l’offerta totalmente gratis per trasformare una serie di brocchi senza né arte, né parte in un accenno di artista che possa reggere e animare un cartellone di spettacoli estivi. Ben due assessorati e un’intera commissione, quella dello spettacolo, hanno ancora una volta dato il peggio del peggio dando vita al solito fiasco annunciato, al solito obolo elargito al parente e all’amico di turno. Che tristezza il colpo d’occhio offerto da piazze piene solo del palco, del codazzo dello “sgallettato” di turno e di un servizio d’ordine inutile quanto fatiscente affidato, incredibile ma vero, ad associazioni con pure qualche “problema” di abusi

di compiti istituzionali sul groppone. Tutti in piazza, quindi, tranne il pubblico, però, che, giustamente, ha preferito altro, perfino il dolce far nulla, ma si è guardato bene dal farsi coinvolgere da questo festival dell’insuccesso organizzato. E meno male, visto che, per non farsi mancare nulla, in quasi ogni serata si è registrata pure la giusta razione d’inconvenienti tecnici. Siccome, poi, al peggio non c’è mai fine, concludiamo con “La Provincia in vetrina” una manifestazione fortemente voluta da un terzo assessorato per ricambiare l’eccesso di ruffianerie messe in cantiere dalla neonata AscomConfesercenti di Casalnuovo e, come dicono a denti stretti ambienti vicini all’amministrazione, per aggraziarsi i favori di qualche grosso papavero di Palazzo Santa Lucia, in previsione dello sblocco dei fondi PIU Europa. Purtroppo, anche in questo caso, non si può trasformare un somaro in purosangue e quello che, si poteva pensare una fiera delle eccellenze della provincia si è rivelata

BIOPOLIS

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e definitivi, ora rischiano di segnarne la fine. Alla base del dissesto una rete idrica vetusta e ridotta a colabrodo che pompa litri d’acqua che, invadendo l’intreccio di grotte del sottosuolo minano le fondamenta degli edifici e la tenuta delle strade percorse da auto, mezzi pesanti e autobus di linea carichi di persone. Una rete idrica realizzata, nei primi dell’800, troppo in superficie e senza le dovute messe a terra finendo, quindi, con l’essere messa a dura prova dal passaggio dei mezzi pesanti e dalla famigerata “corrente parassita” che, non avendo altro sfogo, finisce con il perforare i tubi che appaiono mitragliati dall’alto. Eppure, l’Amministrazione cittadina sembra incurante di tutto ciò, sorda agli appelli di tecnici e cittadini. Fino dopo la disgrazia ha rifiutato di prendere atto del grave problema. Realizza piccoli e dispendiosi interventi tampone, emette qualche sterile ordinanza di sgombero per qualche caseggiato a rischio crollo. Ordinanze immediatamente disattese e che, nessuno fa rispettare, tanto è che, a un centinaio di metri dal luogo del disastro di Ferragosto, si lascia tranquillamente aperto un supermercato al piano terra di un edificio che ha le fondamenta totalmente erose dall’acqua. Un palazzo che, svariate perizie, ne consigliano lo sgombero e la chiusura ai mezzi pesanti dell’antistante arteria principale cittadina. Responsabile è, quindi, l’Amministrazione, ma non è da meno la GORI, l’azienda di gestione delle risorse idriche, che, all’indomani del referendum, è in fase di smobilitazione. Casalnuovo sprofonda, erosa dall’acqua, nel disinteresse generale e nell’attesa della prossima, evitabilissima disgrazia. MarConi

la peggiore espressione di una raffazzonata sagra della frattaglia e per giunta per pochi intimi. Per buona pace anche in questo caso del generoso contributo comunale. Soldi sprecati e basta. Possibile che, il meschino sistema della prebenda clientelare, tanto cara a una certa mediocrità politico-amministrativa, ci costringa a subire, sistematicamente, una miriade di vergognosi spettacoli da angolo dimenticato del terzo mondo? Casalnuovo meriterebbe ben altro, al pari delle fortunate cittadine limitrofe, uno, al massimo due eventi all’anno, ma che, lasciando a casa i mediocri con il solito merito di essere amici, parenti e affini, possano essere affidate a chi non è un oscuro improvvisato, ma un serio e apprezzato professionista del settore. Basta, quindi, con i soliti comici dimenticati, neomelodici bistrattati, dj inverosimili, cantanti un po’ stonati e, persino, show man improvvisati, basta, soprattutto, con questa casta politica dispotica, presuntuosa e incapace che, ruba solo braccia all’agricoltura convincendosi di essere qualcos’altro. M.C.



Oblo