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Chiuso martedi 22 maggio 2012

CITTÀ CITTADINO CITTADINANZA ANNO XVIII NUMERO 5 ● maggio 2012 (146)

Domenica 6 e lunedi 7 maggio 2012

E L E Z I O N I C O M U N A L I A S AV I A N O IL CORAGGIO E LE PAROLE Michele Iovino

sempre, e con tanto coraggio, ha ripreso il percorso di innovazione. Un percorso silente senza troppi slogan ma con la fermezza di voler riuscire: da persona perbene. Il coraggio di doversi rimettere in discussione, dopo tante battaglie politiche vinte, per riportare la propria compagine alla vittoria, persa per un soffio alle passate elezioni. Lasciare posizioni e altre incombenze in momenti cosi delicati per la vita del paese e della nostra regione, per ritornare a combattere nel proprio paese e per le proprie idee, mettendoci la passione di sempre: sicuramente un atto di coraggio. Il coraggio e le parole hanno permeato tutte le tre compagini di questa tornata elettorale, e i tre rappresentanti, si sono fatti onore (alle 11:20 del 06.05.12 non sappiamo chi vincerà) Parte quarta i cazzi propri e la viltà - In questo periodo si sono contraddistinti purtroppo, anche, come sempre, personaggi che nulla hanno a che fare con i concetti alti della politica, o che presi da essa, hanno perso il buonsenso e il loro comportamento ha nauseato i concittadini, con il rischio di allontanarli dalla competizione, quando invece occorre partecipare perché “partecipare è libertà” come cantava G.

refazione breve - Questo articolo è trasversale a tutte le compagini che si sono battute per la campagna elettorale amministrativa. Parte prima - Domenica ore 10:15 giorno primo delle elezioni comunali. In cucina Miriam, Maria Luigia e mia moglie; sono sveglie dalle otto, stanno preparando tra sbuffi di farina e odori di vaniglia, la torta. L’intruglio ha un profumo forte di cocco, mia moglie impreca per le unghie che si rovinano, Maria Luigia ride, non riescono a prendere i valori del peso della farina sul “Bimbi”, Miriam prende il marsala e cerca di calcolare il volume. Io sono a tavola a bere il mio caffè al ginseng, calcolo velocemente il peso del marsala usando le formule mie, ma non parlo, mia moglie si incazzerebbe, mi distraggo e, passo in rassegna cosa è successo in queste tre settimane, le serate passate alla sezione, e con gli amici del partito, i giri tra le case dei conoscenti per la “questua elettorale”, il tempo impiegato per definire stile, slogan, e frasi, restate per la maggior parte li, causa i ridotti spazi elettorali su cui poter affiggere i nostri pensieri. Rientro con la mente in cucina, anche perché Miriam ha quasi bruciato la torta e l’odore del cacao è forte e mi riporta indietro. Chiedo alle due ragazze, “carducciane” per vocazione, le definizioni che mi occorrono per l’articolo: Miriam - Parole: insieme di grafemi a cui sono collegati concetti e significati, usate nella logica delle cose. Maria Luigia - Coraggio: Un valore, è la conoscenza del rischio e volontà di agire di conseguenza, il coraggio è la parte razionale della temerarietà, dove la mente si offusca e le azioni prendono il sopravvento. Parte seconda le parole - In questa competizione elettorale, più di tutto queste due parole hanno avuto modo di mostrare il proprio significato. Molte sono state le parole dette e scritElezioni comunali, in attesa dei risultati, Via Roma, Saviano, lunedi 7 maggio 2012. te: in piazza tra i capannelli di persone, mentre sorseggiano un caffè offerto, un aperitivo. Dai Gaber e io aggiungo “è democrazia”. palchi, con i nostri concittadini che si infervorano, o dalle Ho avuto serie difficoltà a spiegarmi alcune “cose” tante personalità invitate dai candidati a dare man forte accadute in questo tempo e vorrei condividerle con i nostri alla competizione. Parole scritte su manifesti, su brochure lettori: non trovo spiegazione logica per un cambio radicale colorate con da simboli sgargianti, su magliette; slogan di idee da parte di persone che hanno militato e gestito per incisivi che hanno cercato di smuovere coscienze e conanni un partito e adesso li ritroviamo in compagini politicavincere le persone che la lista giusta era quella e non le mente all’opposto; non mi si dica che a livello locale le cose altre due: ● SAVIANO SEI TU ● SAVIANO NUOVA ● INSIEME cambiano, mi spiace non è cosi: tutto il rispetto per gli avPER SAVIANO, i simboli delle tre compagini elettorali. Ogni versari, spesso parenti o stimati professionisti, ma se si è gruppo ha scelto slogan per i programmi: per l’ambiente, rappresentante di una idea politica non si può poi passare per la legalità, per le finanze. Per il mio gruppo è stato dall’altra sponda o in compagini appena nate con la sola scelto: ”io sto con Virgilia”, lo abbiamo messo su brochure, giustificazione di non essere d’accordo con le linee del parmagliette e nei manifesti, su tabelloni mai esposti… Le tito: Non lo trovo un atto di coraggio. Non credo sia corretto parole si sono sprecate, e i concetti che rappresentano, comprare la “fame delle persone più povere”, con pacchi ancora si sentono nell’aria delle piazze della nostra cittadidono specie di dubbia provenienza, abbiamo corso il rischio na: resteranno, sbiadendo, ancora per qualche giorno atdi una incursione di un famoso telegiornale satirico a livello taccate ai manifesti che lentamente si scoloreranno e con nazionale per “prendere sul fatto” personaggi che si aggiraricci barocchi si staccheranno dai pannelli, pochi, messi a no per le nostre periferie “regalando” pacchi dono alimentadisposizione per la campagna. ri, proprio in coincidenza del voto, per aiutarsi nella compeParte terza il coraggio - Alle parole dette e “sparse” in tizione. modo trasversale, sono seguiti atti di coraggio in tutte le Non c’è logica nell’organizzare un lista civica, per la tre compagini, e a volte il coraggio è stato temerarietà. Il quale sono stato anche convocato ad esprimere un parere, coraggio di mettersi in proprio per costruire una lista civica discutere sulla necessità di cambiare le cose nella nostra nuova, con giovani, spensierati, impavidi, e vogliosi di fare amata cittadina e poi, dopo una settimana, ritrovare queste qualcosa. Forse non sanno bene cosa e non si rendono persone in una compagine che si è avversato; ho perso conto del peso della gestione di una organizzazione pubquattro ore del mio tempo per ascoltare una presa in giro. blica, ma sono pieni di volontà, hanno fantasia efferveNon c’è logica ad andare a casa della gente, dire che ocscente, sono vitali per il paese. Il coraggio di gridare in corre cambiamento; che per ciò si metteranno in campo le piazza davanti ai propri sostenitori, le proprie convinzioni, proprie competenze “ereditate” dai genitori e “acquisite a duellando contro avversari di comprovata esperienza della livello di partito centrale perché tesserati da Napoli”, e poi politica cittadina. Il coraggio di lasciare una professione trovare il queste persone nel codazzo di politici avversari al soddisfacente in ospedale, mettersi in campo per una bat“Partito di Napoli”, durante le visite dei politici nazionali che taglia elettorale e civica in primis, con la poca esperienza si sono succeduti nella campagna. politica, ma con tanta voglia di fare propria delle donne, Prologo - Questi sono i fatti, queste le cose viste e sentite, toste, caparbie, con gli attributi, in un contesto difficile di e chi deve smentire abbia il coraggio di farlo... Atti di coragdelusione per il fallimento della passata compagine, le cui gio, che hanno fatto onore ai tre rappresentanti delle liste, cause sono sotto gli occhi di tutti. determinazione, forza, specie da parte delle donne che Il coraggio di riprendere in mano un partito dilaniato hanno avuto idee, hanno partecipato in strada e sui palchi. da defezioni, triste epilogo di alcuni militanti, che per scelPrendo atto delle prime tre parti di questi miei pensieri e te fatte nei propri interessi, abbandonano i compagni, docerco di scordare la quarta e i suoi squallidi attori. po anni di lotte furenti con gli avversari politici di sempre, Sono le ore 12:15 del 06.05.12; ho finito il pezzo di slancio; ora diventati riferimenti. Chi ha preso in mano il partito ha vado a mangiare la torta e non lo correggerò. ■ dovuto iniziare da zero, ma con l’aiuto dei compagni di

e-mail: vincenzo.ammirati@alice.it Aula consiliare del Comune di Saviano, domenica 29 aprile 2012.

INTERVISTA A L D O T T. S O M M E S E CANDIDATO A SINDACO a cura di Paola Ammirati rima della chiusura della campagna elettorale, i tre candidati a sindaco, dott.ssa Virgilia Strocchia, dott. Domenico Tafuri, dott. Carmine Sommese, risposero alle domande approntate da 15 Associazioni di Saviano. Il convegno, coordinato dalla prof.ssa Paola Ammirati, giornalista pubblicista, si tenne domenica 29 aprile 2012 nella Aula Consiliare del Comune di Saviano. Ecco le risposte date dal dott. Carmine Sommese, uscito poi sindaco dalla competizione elettorale. 1) Lei ritiene utile ed opportuno dare ai cittadini savianesi uno strumento di democrazia partecipativa per incitarli a condividere con l’amministrazione comunale le decisioni vitali per la città? Per esempio, istituendo i Comitati di quartiere quali organi di partecipazione diretta dei cittadini? R. Io ritengo che il programma sia nato già con questa dichiarazione. Mentre noi formavamo la lista, un gruppo di collaboratori si è curato di ascoltare il territorio . questo è un meccanismo esistente anche a livello regionale. Il gruppo di lavoro ha ascoltato tutte le associazioni del territorio e poi partecipando alla stesura del nostro programma, ne ha portato la voce. Credo che il territorio abbia già suggerito le indicazioni della partecipazione dei cittadini. Il spero che nel corso degli anni successivi ci possa essere una aggregazione vera, perché senza la partecipazione della gente non c’è soluzione comune ai problemi. I comitati di quartiere sono una realtà già in movimento (il Carnevale ne è dimostrazione reale), ma si dovrebbero organizzare ancora di più. Il sindaco, dopo aver ascoltato tutti, deve avere la autorevolezza di decidere la soluzione giusta. 2) Con quale criterio Lei procederà all’assegnazione delle cariche gestionali, con particolare riguardo agli assessorati e alla presidenza del Consiglio comunale? Procederà per competenze, oppure in base al peso elettorale dei designandi? Lei sarebbe disposta a servirsi anche di collaboratori esterni, che senza oneri di spesa aggiuntivi vogliano proporre soluzioni ai problemi della città? R. Sulla scelta di chi andrà ad amministrare non possiamo parlare prima che le elezioni siano ultimate, perché non sappiamo chi saranno i consiglieri eletti. Abbiamo una serie di novità che abbiamo messo in campo. Sicuramente per il Presidente del Consiglio, visto il cambiamento apportato nel regolamento comunale in uno degli ultimi consigli comunali, ci sarà da dibattere all’interno del Consiglio stesso. Per le cariche degli assessorati ci serviremo degli eletti; con al massimo due deleghe esterne, ossia due assessori esterni. Per ciò che riguarda l’intervento di aiuti esterni senza oneri aggiuntivi, noi siamo disponibilissimi, cosa che abbiamo sempre fatto finora. Se ci sono cittadini che hanno grande capacità di produrre progetti, fatto salvo il bilancio del comune, saranno ascoltati e assecondati. Le porte del Comune sono aperte ai cittadini. 3) Secondo Lei, riguardo alla dismessa fabbrica del Calzaturificio “De Risi”, il Comune potrebbe acquistare tale struttura, al fine di crearvi servizi pubblici a disposizione dei cittadini e della vicina scuola elementare? In caso affermativo, quali? R. Non possiamo entrare nel dettaglio perché non so esattamente cosa i proprietari del fabbricato De Risi abbiamo presentato al Comune. Credo che la struttura ha due proprietari e so che hanno depositato una pratica al Comune, di cui però non conosco i dettagli. Certamente sarebbe straordinario farne un territorio comunale, come abbiamo già fatto per l’ex Cinema Italia, ma il prezzo da pagare sarebbe troppo alto e quindi sarebbe una cosa difficilissima. Il cuore vorrebbe ma le monete non ci sono. Se questa progettualità viene presentata, il piano casa prevede che buona parte venga adibita ad attività sociali oltre al fatto si potrebbe realizzare un parcheggio interrato e sopra una palestra e una mensa per le scuole elementari. Certo che se questo progetto si realizzasse ci sarebbe grande peso sulle attività del territorio, perché il progetto può prevedere fino a 70 appartamenti. Continua a pagina 3


ANNO XVIII NUMERO 5 ● maggio 2012 (146)

L E T T E R A A P E R TA A I M I E I PA Z I E N T I Pino Fedele margine delle recentissime votazioni amministrative, approfitto di questo giornale (il mio giornale) per esprimere alcune considerazioni, rivolgendole alle persone che assisto (i più “vetusti” da oltre 35 anni) in qualità di medico di base o, come meglio preferisco definire il mio ruolo, di medico di famiglia. Premesso che queste note non hanno, né pretendono di avere, alcuna valenza di analisi politica o roba del genere, è mia intenzione delineare, innanzitutto, il ruolo che ho avuto all’interno della vicenda elettorale che si è appena conclusa. Circa tre mesi orsono, tra un incontro e l’altro dei tanti “aspiranti” amministratori della nostra cittadina (a diversi di questi colloqui ho partecipato personalmente), ha cominciato a prendere corpo l’ipotesi di candidare a Sindaco di Saviano Virgilia Strocchia, valentissima collega e carissima amica personale. L’idea mi è parsa subito eccellente e mi sono immediatamente iscritto al clan di quelli che dovevano convincere la poverina a schiudere la mano per accogliervi, magari con riconoscente sorriso, la bollentissima patata. Quando finalmente ha capitolato ed accettato la candidatura, Virgilia, al nostro ennesimo incontro, guardandomi negli occhi mi ha detto: “In cambio del mio “sacrificio”, ne chiedo uno anche a te, di candidarti nella mia lista: ho bisogno di amici al mio fianco e, soprattutto, di collaboratori di cui fidarmi ciecamente, se dovessi essere scelta alla guida del paese.” Con l’abituale e spietata sincerità, reggendo con coraggio il suo sguardo fiero, le ho risposto: “Ho sempre ritenuto che nella vita non è sensato provare a ricoprire due ruoli molto impegnativi contemporaneamente, rischiando di svolgerli male entrambi. Ho troppo rispetto per i miei assistiti da una parte e per gli ipotetici miei votanti dall’altra. Mi sembra più giusto continuare a dedicare tutto il mio tempo alla professione, per continuare ad essere un medico di famiglia quanto meno accettabile. Se proprio vuoi, posso provare a convincere mio fratello Michele ad accompagnarti in questa avventura.” L’ipotesi è stata immediatamente sposata dalla candidata in pectore, che ha aggiunto: “A parte la pari affidabilità etica ed umana, tuo fratello, rispetto a te, ha molto più tempo libero (è da un anno felicemente pensionato) e, per il ruolo svolto nell’ultimo ventennio (dirigente di distretto sanitario) ha certamente acquisito una consistente esperienza nell’ambito della pubblica amministrazione, che potrebbe tornarci utile, in caso di vittoria. Vai e convincilo.” Le resistenze di Michele, piuttosto labili in verità, sono state rapidamente vinte (con molte più difficoltà quelle della sua consorte) e, mentre lui ha cominciato la sua “campagna elettorale” presso amici, vicini e parenti, io ho cercato di fare la mia parte, sponsorizzandolo presso i miei “affezionati” pazienti, moltissimi dei quali amici di vecchia (o vecchissima) data; ho evitato quelli che avevano un candidato in famiglia (perlomeno quando ne ero a conoscenza), scusandomi immediatamente nei pochi casi di gaffe involontaria, quando cioè sono andato a caccia di voti già “impegnati”. Nel mio lungo girovagare, non ho preso in alcuna considerazione le promesse eccessivamente entusiastiche e incondizionate, tipo “Non ci sono problemi, in casa nostra ci sarà un plebiscito per vostro fratello” (avviso a chi farà in futuro campagna elettorale: quando vi parlano così, vuol dire che vi trovate in un ambiente dal quale non caverete uno straccio di consenso, neppure se minaccerete gli astanti con un kalashnikov). Mi sono limitato a spiegare le mie ragioni, a chiedere di rivelarmi con assoluta onestà se avessero impegni con altri candidati (il tipo di rapporto che ho da sempre instaurato con i miei assistiti mi consentiva di “pretendere” tale sincerità), in sostanza di anticiparmi se e quanti voti potevano essere assegnati a Michele. Tutti (o quasi) gli interrogati, guardandomi negli occhi (tale atto di apparente sincerità ha fuorviato l’ingenuo scrivente), mi hanno esposto la loro situazione e “contato” le preferenze su cui potevo fare affidamento. Ebbene i potenziali voti così “raccolti”, sottraendo al totale un 20% di “mentitori professionisti” presenti in qualunque tipo di consesso umano o presunto tale, dovevano largamente superare quota duecento: in realtà i voti andati a mio fratello sono stati 110 in tutto e, se a questa cifra si sottraggono 60/70 voti di parenti e dei suoi amici più inti-

mi, risulta chiaro che dei 200 (ed oltre) voti previsti ne sono arrivati non più di una quarantina, vale a dire il 20% (voto più, voto meno) di quelli promessi. Mi scuso per la lungaggine del preambolo, ma era indispensabile per fare intendere a tutti le mie conclusioni sulla vicenda, che, per chiarezza, vi espongo ponendomi delle domande e fornendo delle risposte a me stesso: deluso per lo scadente risultato di Michele? Giusto un po’, almeno in relazione all’impegno profuso. Amareggiato per la doppiezza di tante persone che si professano (e continueranno a professarsi) mie amiche? Tantissimo. Le elezioni sfilano via (in effetti fanno già parte del passato), l’ipocrisia, l’insincerità restano drammaticamente scolpite nelle menti e nei cuori degli uomini, almeno di coloro che danno peso a quelli che, con termine obsoleto, vengono definiti valori, vale a dire l’insieme di principi e convincimenti che delineano e caratterizzano l’onestà, la limpidezza, la credibilità, in ultima sintesi il profilo di un essere umano. Avevo chiesto agli “amici” solo di indicare la loro disponibilità e i termini in cui essa era quantificabile, li avevo pregato di attenersi alla più assoluta schiettezza, come io faccio da 37 anni, cioè da quando svolgo la mia professione: sarebbe bastato dirmi “Mi spiace, non posso”, ed io sarei andato via contento, quanto meno per aver visto ripagata la mia onestà intellettuale, esibita in tanti decenni di vita pubblica, come può esserlo quella di chi svolge la mia attività. A questo punto della storia è forse opportuno precisare che, se qualcuno pensa che io possa modificare il mio comportamento futuro nella vita o nell’attività professionale, cercando una qualche sorta di ritorsione per il torto subito, vuol dire che non mi conosce per nulla: sono e sarò quello che sono sempre stato, non riuscirei mai ad essere diverso: tuttavia, se qualche volta il mio sorriso impegnerà solo trentuno invece dei trentadue canonici denti, molti di voi ne conosceranno la ragione; se poi qualcuno di voi, anche solo per un momento, abbasserà lo sguardo mentre lo guardo negli occhi o, addirittura, riuscirà ad imporporare le sue guance, arrossendo anche solo un po’, ebbene in quel momento io toccherò il cielo con un dito. Voglio chiudere con un episodio di tenore opposto a quanto raccontato fino a questo momento, giusto nell’ottica di quella che è una mia filosofia di vita: c’è sempre del buono (basta essere attenti e coglierlo), anche all’interno delle esperienze più negative ed amare. Nel corso di uno dei primi giorni del mio “tour elettorale”, sono stato presso una famiglia che assisto praticamente da sempre, ricevuto con la consueta affabilità da mamma Lucia, che, capite le ragioni della mia visita, ha fissato il suo sguardo nel mio e mi ha detto con candore e fermezza insieme: “Certamente non lo sapete, ma un nipote di mio marito è candidato e noi gli abbiamo garantito tutti i nostri voti: se ne promettessi anche uno solo a voi, non sarei onesta, sapendo di non poter tenere fede alla parola data. Mi dispiace..”. Forse sono stato poco professionale, ma ho obbedito al mio istinto ed ho abbracciato con affetto e riconoscenza la signora. Questo accadeva molte settimane fa; oggi, ad urne chiuse, non mi resta che dire grazie a Lucia: il suo comportamento mi induce a ritenere che la parola lealtà possa continuare ad avere un senso in queste povere terre. P. S. Sottolineando ancora una volta, magari gridandolo ai quattro venti, che Virgilia Strocchia è stata una fantastica opportunità che il cielo (o chi per esso) ha offerto ai savianesi e che questi hanno sdegnosamente e colpevolmente rifiutato, voglio tranquillizzare tutti quelli che mi annoverano tra i grandi sconfitti di questa tornata elettorale, accusandomi di non aver fatto abbastanza per “promuovere” mio fratello e la sua lista; oltre a quanto riportato fin qui, aggiungo che ho fatto quanto ho potuto e quanto ho ritenuto di dover fare, sempre nel rispetto degli altri esseri umani, vale a dire senza avere la pretesa di coartare la volontà di chicchessia; garantisco che nessuno dei voti da me “smarriti” è andato alla lista avversaria, ma che si è solo spostato da un candidato all’altro di “Saviano sei tu”; concludo dicendo che, se nei giorni immediatamente precedenti le elezioni, alcuni amici e compaesani hanno invaso le case dei potenziali sostenitori di mio fratello, facendo sparire il suo nome e sostituendolo con quello di altri candidati, ebbene la conclusione non può essere che una, al di là di ogni ragionevole dubbio: questi signori avevano argomenti molto più “convincenti” dei miei. ■

Scrive l’Ing. Capolongo.

Domenico

A N A R C H I A E IGNORANZA LINGUISTICA

NEI NOSTRI COMUNI aro Vincenzo, dopo il caso archeologico [pubblicato sul numero scorso, n. d. r.], ti farò ridere (o piangere) su certe storture riguardanti la poca conoscenza dell’italiano e della propria storia nei nostri comuni. Ti presento due esempi eclatanti di uno stesso fenomeno, che potremmo definire del trionfo dell’ignoranza e del lassismo, con effetti deleteri sulla formazione culturale e civica delle giovani generazioni, nonché sulla povertà di immagine che diamo ai visitatori esterni del nostro territorio. Ti invito a fare un salto a Polvica, il centro urbano in forte sviluppo demografico diviso amministrativamente tra i comuni di Nola, San Felice a Cancello, Roccarainola, e, se non erro, anche Acerra. Da circa un anno svettano sulle sue strade alcuni vistosi cartelli stradali, attraversanti perpendicolarmente la carreggiata, che si rivolgono si suppone ai visitatori in transito, con le seguenti scritte cubitali: BENVENUTI POLVICA e ARRIVEDERCI POLVICA. Ne sono rimasto impressionato fin dalla prima volta che li ho visti, sperando che qualcuno li correggesse quanto prima, ma restano lì e probabilmente vi resteranno a lungo o fino a corrosione degli stessi, come esempi di involuzione della nostra bella lingua. Lascio a te il commento linguistico a un orrore che credo non ha pari in tutta Italia. Personalmente mi sono chiesto come puó nascere un tale equivoco e forse ne avrei trovato l’arcano nella seconda scritta “Arrivederci Polvica”, che potrebbe essere stata coniata sul tipo “Arrivederci Roma” o “Arrivederci Luigi”, come saluto a un luogo o ad un amico che si lascia; in questo caso sarebbe il visitatore in transito che affida le sue parole al cartello, ma il cartello, è evidente, non è stato scritto dal visitatore bensì si suppone dai locali, i quali, in questo modo, saluterebbero affettuosamente il proprio paese quando se ne allontanano. Più strano appare l’altro saluto “Benvenuti Polvica”, coniato evidentemente sulla scia del precedente, ma qua mi fermo passandoti la parola. Il secondo non è un caso isolatissimo come il precedente, al contrario mostra le caratteristiche di una rapida e irrefrenabile diffusione, quasi invasore biologico senza nemici naturali: l’uso improprio e per certi versi comico o patetico del titolo di “Città” per comuni che non ne posseggono la nomina. Nessuno lo stigmatizza, tantomeno i pubblici amministratori, con evidente dimostrazione di doppia ignoranza: della storia del proprio comune e delle limitazioni legali all’uso del titolo. Se non erro, nel Territorio Nolano possono fregiarsi di questo titolo solo Nola, Marigliano, Pomigliano (da pochi anni) e credo nessun altro comune. Ma tant’è, nessuno glielo spiega a scuola o quando qualcuno si stanzia nel comune, e nessuno corregge l’errore quando si produce in modo ufficiale o almeno pubblico. Potrei citarti casi in cui sono state definite “Città” addirittura piccoli centri abitati non sedi di comuni. Il vezzo è particolarmente diffuso, tra l’altro, nell’ambito sportivo, in particolare calcistico, per i nomi delle squadre. Peraltro, non mi risulta che sia prevista una ammenda a chi incorre in simile errore per cui ho l’impressione che tra poco tutti i comuni, almeno quelli della nostra zona, si autoproclameranno Città, con buona pace di quei pochi che a suo tempo ne hanno ricevuto la nomina per Regio o Presidenziale Decreto. Mala tempora currunt, caro Vincenzo. A noi resta l’amarezza che anche questi piccoli e apparentemente trascurabili errori, vengono accettati in silenzio, e, talora, addirittura difesi, diventando indicatori culturali di ignoranza diffusa, o, nel migliore dei casi, del permissivismo ormai dilagante in ogni aspetto della civile convivenza. ■


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circumvesuviana che collegava il centro con la periferia, ma non c’era persona viva, mai utilizzata. Questo per dire che questa vicenda del trasporto è una fantasia, perché oggi, con i mezzi a disposizione, nessuno ha bisogno di venire da Cerreto a Saviano e viceversa. Altro è il trasporto scolastico, quello va rafforzato. Ripeto, persone di Cera cura di Paola Ammirati reto Aliperti Tommasoni, non hanno mai il pulmino [….]. Le priorità di questo Co4) Lei come bonificherà gli innumemune sono altre. Oggi tutte le persone revoli siti di abbandono di rifiuti pesono motorizzate. ricolosi sparsi per il territorio di Sa10) Quanto alla trasparenza degli atti viano, come per esempio in via Piamministrativi, oltre a quelli da egna Spaccata dove, precisamente sporre per norma all’albo pretorio, nell’alveo Santa Teresella, sono acLei renderà noti assolutamente tutti catastati quintali di amianto assai gli atti amministrativi di pubblico indannosi per la salute pubblica? Inolteresse (es. criteri di procedura), ditre, ha previsto d’irrogare sanzioni ramandoli per via informatica sul sito certe per chi abbandona rifiuti per del Comune? strada, e d’attivare il servizio di teleR. La trasparenza amministrativa è un sorveglianza sul territorio comunaatto dovuto per legge e credo che nesle? Quali iniziative, infine, Lei intrasun amministratore può amministrare prenderebbe per tutelare l’area della senza l’applicazione di tali leggi. CertaCisternina, invasa da rifiuti di ogni mente si può migliorare con gli strumengenere? ti on line: abbiamo un sito del Comune R. La problematica dell’ambiente è che però non viene aggiornato sistemamolto sentita su tutto il territorio. Il Coticamente ma che noi stessi abbiamo mune ha sicuramente la sua responsacreato nel lontano 1998. Tutto, comunbilità sui rifiuti solidi urbani come quella que, viene pubblicato sul sito. Voi sapesui rifiuti tossici. Ci sono diverse aree te che la legge Bassanini ha dato il sul nostro territorio in cui c’è amianto, compito ai Dirigenti (anche comunali) di con zone sotto sequestro. Noi qualche fare le determine (come gli amministraanno fa vedemmo l’abbandono di due tori); sostanzialmente mi posso impebidoni con rifiuti tossici e per smaltirlo gnare a che prima che l’atto possa esci volle tanto tempo. Per fare la bonifica sere emanato, possiamo fare uno stradi un territorio c’è bisogno di grandi volgimento e renderlo ancora più trarisorse economiche. (Giugliano ha speIl Municipio di Saviano visto dall’attiguo giardinetto. Foto di lunedi 21 maggio 2012 sparente, pubblicando “l’intenzione” del so circa 50milioni di euro per una bonidirigente, facendolo diventare esecutivo, dopo la pubblicadiamo di eliminarla, dovremo trovare altre entrate, perché fica parziale del territorio). Chiaramente a Saviano bisozione all’albo pretorio, nel giro di una decina di giorni. Va senza entrate non possiamo fare niente. È anche vero che gnerebbe innanzitutto migliorare il controllo del territorio, da sé che, a seconda dell’importo, vanno pubblicate su non pensiamo di realizzare le opere enunciate prima con i attraverso tutte le forze in campo (Vigili, Protezione civile, giornali locali, sul BURC. Parlo ai giovani, soprattutto, di soldi delle tasse dei cittadini. La TARSU, ad esempio, serve Provincia). Nel 2005 abbiamo utilizzato tutte queste risorfarsi promotori di proposte concrete e progettuali, facendosolo per lo smaltimento stesso. (….) Qualcuno ha tirato in se per sorvegliare il nostro territorio. Ma senza l’aiuto dei ne magari anche oggetto di dibattito pubblico. Così sareballo la vicenda della Tesoreria comunale: è una vicenda cittadini noi il problema non lo possiamo risolvere. Dobmo ancora più trasparenti. delicata che non si può risolvere in due minuti. Io propongo biamo bonificare tutti i siti possibili. Ho chiesto alla Regio11) Come intende risolvere il problema del traffico, al candidato che sarà eletto sindaco, all’indomani mattina ne di avere una sola competenza delle tre (Patrimonio, oltre che nel centro storico, soprattutto su Corso Italia dalle elezioni, e la moderatrice si farà carico di mettere sul protezione civile e genio civile) sugli alvei, abbiamo bisoe Corso Europa? Realizzerà una pista ciclabile? Elimitappeto sistematicamente i problemi del Paese, di farne un gno di una task force affidata a uno solo tra i tre. La Cinerà barriere architettoniche, farà rispettare i divieti di dibattito pubblico, perché non si può risolvere in tre battute sternina è un problema drammatico. Dovremmo fare una sosta, rimuoverà paletti abusivi, renderà idonei i marquello che è stato un dramma per la nostra comunità che tavola rotonda a tre: sindaco di Saviano, sindaco di Napoha radici molto lontane, prima del ’90. Quindi non c’è da li e Governatore regionale. Finora il Comune di Napoli ciapiedi impraticabili che non permettono di spostarsi neanche a piedi? (figurarsi col passeggino o in carrozsorriderci su, è un problema molto serio. non ha mai voluto dare in comodato d’uso gratuito la zina!) struttura alla regione Campania, figuriamoci se la dà a 7) Come gestirà, e come valorizzerà le strutture e le areR. La domanda prevede troppi punti insieme. Abbiamo noi. Credo che solo mettendo insieme tutti gli interessati e comunali inutilizzate? Per esempio, ex Cinema Italia lavorato per troppo tempo senza Piano Regolatore Gene(Comune di Saviano, Comune di Napoli e Regione) si in via Crocelle, Campo Sportivo in via S. Paolino, area rale. È chiaro che su Corso Italia e Corso Europa ci sono potrà fare qualcosa e questo lo potrà solo il Sindaco di sportiva (o quasi!) in via Crocelle, area (parco giochi!?) delle zone molto critiche in particolari ore della giornata. Saviano. antistante il 2° Circolo didattico in via Miccoli, e la strutL’obiettivo è quello di trasformare in grande circumvallatura in via Mazzini? Saranno affidati in gestione a priva5) Nel nostro paese mancano completamente servizi zione il prosieguo di via Giancora, progetto iniziato negli ti? Ha pensato a una ridefinizione dei contratti di gee spazi verdi per i nostri figli. Lei pensa che sia fattibianni addietro. Poi ci siamo dovuti fermare perché il popolo stione già in essere? Con quali criteri di scelta procedele istituire un asilo nido comunale? E fornire di menha scelto diversamente [il sindaco]. C’è la necessità di rà ad eventuali nuovi affidamenti di gestione? Ha pensa le scuole elementari (40 ore settimanali)? E creare migliorare il traffico anche all’interno. Ricordo l’apertura di sato di destinare edifici comunali alle associazioni di a breve un parco giochi (perlomeno uno!), un’oasi via Manfredi [= Errico Manfredi]. Per la vicenda della cirSaviano? verde, anche periferica? Avremo una piscina comucumvallazione occorrono finanziamenti, finanziamenti euR. Alcune associazioni di Saviano sono già allocate i una nale? ropei. Noi immaginiamo di lavorare anche con i Comuni struttura comunale che è l’ex orfanotrofio “Allocca”, la ProR. Non concordo che a Saviano non abbiamo niente, vicini, perché facendo progetti comuni, si riuscirà ad acceloco, la Protezione civile e l’Ass. Carabinieri. Vorrei tranquilqualcosa l’abbiamo. Questo Paese non aveva nulla fino al dere ai fondi europei. La questione dei marciapiedi è un lizzare qui ora il maresciallo (Scognamiglio) riguardo al giar’94: ora ha l’Auditorium, Palazzotto dello Sport, l’unico problema molto serio: non si possono rifare e allargare ma dino del plesso Allocca, che tornerà presto al Comune. La problema è il campo sportivo che è fermo, la villa comusi possono migliorare, eliminando le tabelle pubblicitarie struttura di via Mazzini è uno scempio, essa andrà riattata e nale non viene valorizzata al meglio. Però mi piace dire che ancora vi insistono, bisogna creare un varco per i diaffidata all’associazione dei disabili, in quanto costruita con che qualcosa a Saviano lo abbiamo già. Dobbiamo misabili e per i passeggini. Il rispetto dei divieti di sosta è un i fondi della L.328. Per quanto riguarda via Miccoli, lì c’è un gliorare, questo sì. Per ciò che riguarda l’asilo nido comuobbligo: senza pressare sui cittadini, i vigili si pagheranno progetto molto più ambizioso, con la volontà anche di fare nale, già nel 2005 c’era già l’iniziativa di trasformare l’ex lo stipendio facendo il controllo del territorio. Quindi a qualcosa di diverso. Via Crocelle, sarà affidato a gruppi di mattatoio in asilo comunale, speriamo di andare in questa buon intenditor poche parole. Poi ci sono tante altre cose associazioni, come abbiamo già fatto per il Palazzetto dello direzione. La mensa scolastica è un altro punto su cui in da dire ma non posso dilungarmi a tempo scaduto. Sport, senza scopo di lucro, oppure affidata in gestione, passato già abbiamo lavorato, permettendo la mensa come l’Auditorium. Per l’Auditorium è necessario rendere a comunale per due giorni a settimana con tempo prolunga12) Come pensa d’organizzare il Carnevale Savianese? nome i camerini nella parte sottostante la struttura. to. Oggi che si va a tempo pieno non si può pensare a R. Da quando è stata istituita la Fondazione di Carnevale, una scuola senza mensa comunale. Per lo spazio verde 8) Quali iniziative intende realizzare per la lotta alla miil Carnevale si è messo su un circuito preciso in un contevi rimandiamo al capitolo “Patrimonio” del nostro procro criminalità (furti e rapine) e garantire maggiore sisto regolamentato e supportato dall’Amministrazione. Ovgramma. Vi ricordo solo che Saviano possiede un grande curezza ai cittadini, sia nelle ore diurne che notturne? viamente il Carnevale va valorizzato: bisogna pensare a appezzamento di terreno presso la zona cosiddetta R. Questo non è un argomento che il sindaco può risolvere come organizzarlo. L’organizzazione più o meno è sempre da solo. Ovviamente, come anche altre volte, c’è stato un “Montagnola” dove si può progettare di tutto. Infine è nola stessa, sul percorso, sul circuito, sulle sponsorizzazioni. coordinamento tra le forze. C’è bisogno di un confronto con stra intenzione rendere di nuovo accessibile l’area di via Quello che possiamo fare è quello di inserire il Carnevale le forze dell’ordine e c’è bisogno della collaborazione di tutti Miccoli. in un percorso che tenga conto delle realtà fisiche culturali per eliminare l’omertà e collaborare con le forze dell’ordine. 6) Quali aliquote Lei pensa d’applicare alla TARSU, del territorio dell’agro nolano: fare cioè anche visite guidaLavoreremo anche con le associazioni, soprattutto l’Assoc. all’IMU e all’addizionale comunale? te al Museo Archeologico di Nola, alle Basiliche PaleocriCarabinieri, creando una sinergia tra la gente e le forze delR. Riguardo la questione dell’IMU ci sono delle tabelle già stiane, al Castello Lancellotti. È chiaro che già si fanno l’ordine. Il sindaco ha la possibilità di chiedere sistematicastabilite sulla prima casa e purtroppo anche sulla seconda degli sforzi enormi: ringrazio i comitati che soprattutto nemente un tavolo tecnico. casa. Non condivido, anzi sono contrario in linea di princigli ultimi anni. Nonostante le manifestazione esistenti già pio a questa tassa però, come già ricordato, noi viviamo 9) Secondo Lei, come devono spostarsi i giovani di Saabbinate al Carnevale, bisogna crearne altre più forti aguna situazione economica drammatica. È chiaro che non viano, se non esistono mezzi pubblici che colleghino il greganti: per esempio una giornata culturale, con poeti è un problema soltanto di Saviano ma di tutti i Comuni. centro alle periferie? Quali occasioni d’incontro e punti artisti e scrittori del nostro territorio. Bisogna azzerare i Per quanto riguarda l’addizionale comunale, essa è una di ritrovo ha in mente di creare in caso di Sua elezione? campanilismi: la politica deve fare solo da guida. ■ prerogativa dei Comuni e con essa noi viviamo: se deciR. Voglio ricordare che per anni c’è stato un pulmino della

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Aula consiliare del Comune di Saviano, domenica 29 aprile 2012.

I N T E RV I S TA A L D O T TO R S O M M E S E


ANNO XVIII NUMERO 5 ● maggio 2012 (146)

TENGA PURE IL RESTO

Saviano ricomincia da tre con il Sindaco Sommese.

Joe Falchetto

IL RITORNO DI LUI

li exit poll non sono ancora previsti davanti ai Rivolto il giusto tributo al trionfatore delle elezioni, vengo ad seggi savianesi; collegamenti in tempo reale del- uno dei miei leggendari scoop, grazie ai quali sto ormai atla nostra piccola e poco significativa realtà con il tingendo a fama sovranazionale: Der Spiegel, Daily TeleViminale, con conseguente elaborazione dei dati da graph e le Figaro si contendono le mie collaborazioni a colpi parte degli esperti del Ministero, manco a parlarne. di vagonate di euro. Non resta che il metodo di acquisizione tradizionale di Ebbene: voci di strada parlerebbero non so di che voti e preferenze, quello che comporta l’utilizzo di vo- compensi che sarebbero stati corrisposti (in contanti, viveri, lontari inviati (con quanto entusiasmo, non è dato favori di vario genere) per i voti attribuiti a tale o a talaltro sapere) presso le varie sezioni per raccogliere infor- candidato alle comunali cittadine; quelli meno premiati dalle mazioni e comunicarle in tempo reale a tinelli e studi preferenze sarebbero i più poveri, o i meno intraprendenti o di casa, polverosi retrobottega, tristissimi tavolini in meno ambiziosi (a voi la scelta). plastica sistemati nei bar cittadini, tutti enfaticamente Per quanto concerne le elargizioni in danaro, sempre sedefiniti “comitati elettorali”: ebbene sì, sto parlando condo le malevole voci di strada, i voti sarebbero stati retridell’opera meritoria ed insostituibile dei mitici, impa- buiti mediamente con 50 euro, in taluni casi con 100. Le reggiabili galoppini, l’autentico motore delle consulta- cifre sarebbero queste, salvo che poi le voci non avrebbero zioni elettorali in salsa locale. spiegato il razionale della disparità di trattamento: alcuni Rispetto ai tempi eroici, quelli che ogni tanto parlano di somme proporzionate al carisma del personaggio fanno capolino nella nostra memoria, rigorosamente in da acquisire, altri di cifra rapportata al peso corporeo; i più bianco e nero, il lavoro di questi infaticabili eroi paesa- fantasiosi ipotizzano la possibilità di un tre x due, nel senso ni è supportato, negli ultimi anni, dall’utilizzo dei tele- di 50 euro per una, 100 per tre preferenze. Nella tarda serafoni cellulari (che sostituiscono le leggendarie scorri- ta di Domenica - insinuano ancora i rumors - ci sarebbe bande in bicicletta o in motorino da un capo all’altro stato un clamoroso crollo dell’entità delle dazioni (lo spredel paese) e dei computer, alla cui attività rapida e ad? La Grecia? I titoli in borsa? Mah …); gli ultimi voti sasilenziosa, è affidata la diffusione dei dati nelle case rebbero stati acquisiti anche per 10/20 euro (si sarebbe tratdei concittadini in trepida tato prevalentemenattesa. Ed anche stavolta il te di giovani, con sempiterno cliché si è riprogrosse esigenze posto: le prime notizie, nel spicce e scarse lungo pomeriggio di Lunedì 7 risorse economiche, Maggio, davano in leggero e perciò istintivavantaggio la lista della Strocmente propensi i ad chia; qualche ora dopo si è “accontentarsi”), avviata la lenta ma inesoracon gli addetti ai bile rimonta della compagine pagamenti ancorati sommesiana, cominciando a ai bancomat degli delineare ed a realizzare istituti di credito quello che ormai si può deficittadini, pronti a nire l’unico, autentico karma rifornirsi e a distridella realtà cittadina, cioè buire banconote di l’avvento (ed il ritorno assiepiccolo taglio. me) di Carmine Sommese Altra gradita nel palazzo comunale,inizio forma di ricompene fine, yin e yang del nostro sa sarebbe stata In attesa dei risultati elettorali, Saviano, 7 maggio 2012. percorso terreno di bravi rappresentata da savianesi. La classica manciata di voti, 4.904 generi di prima necessità: si sarebbe passati da un cartoc(46,47%) contro 4.744 (44,95%), ha deciso le sorti cio di pesce fresco (voto sicuro), ad uno di carne di maiale politiche cittadine per gli anni a venire. (voto possibile), fino ad un classico ma meno allettante AuTuttavia non sono stati 4904, ma 4905 i concit- ricchio (vedremo…). La parte del leone, come al solito, l’atadini che hanno esultato per il responso delle urne; vrebbero fatta le promesse riguardanti il lavoro, argomento anch’io ho brindato (anche se solo a Tavernello), gri- che più facilmente puó stuzzicare l’interesse immediato di dando a squarciagola: “Habemus o (meglio rehabe- tanti giovani e di tante famiglie. mus) NAS”: proprio mentre i veri autori di satira a livel- Una new entry sarebbe stata rappresentata dall’impegno lo nazionale hanno perso la loro principale fonte crea- per una promozione professionale (sembra s’alludesse al tiva (e le ultime amministrative non lasciano presagire mondo della scuola), che avrebbe solleticato le corde più nulla di buono per il politico più marrone della storia recondite di diversi lavoratori (“beati loro”, esclameranno i dell’umanità, con ovvio riferimento al colore del fondo- tanti disoccupati). tinta, non certo a quello degli incolpevoli escrementi Tale tipo di assicurazione avrebbe garantito anche umani), io ho la fortuna di ritrovare il mio NAS e, nel più di un voto da parte del beneficiato. Ben più appetibile mio piccolo, me lo tengo ben stretto, assieme ai suoi sarebbe poi risultata la lusinga di una occupazione lavoratiteodori, ‘ngiulilli, lorenziferrara e Pasqualisommese va nuova di zecca: in questi casi si sarebbero pretesi in vari, autentiche ventate di freschezza e di novità per cambio decine di voti, da raccattare dentro e fuori l’ambito Saviano. L’unico timore è che si possa trattare di un familiare, a qualsiasi costo. Il top, ovviamente, sarebbe conritrovamento “a termine”, col timer già impostato su sistito nell’elargire un posto di lavoro ancor prima delle votauno dei prossimi mesi, tutt’al più del prossimo anno, zioni: in tale evenienza (piuttosto rara, a dire il vero) qualche con il Nostro impegnato al congelamento del suo ser- sventurato, oltre a garantire paccate di suffragi, avrebbe batoio di voti in questa fase, ma già proteso ad una dovuto rassegnarsi a concedere il “jus primae noctis”; queprossima competizione di più alto livello: regionale? sta me l’ha insufflata il mio ineffabile sodale, senza tuttavia politica? vaticana? (nei mesi scorsi si è parlato con soffermarsi sull’entusiasmo mostrato dall’interessato. insistenza di possibili dimissioni di Papa Benedetto; Nota di colore a margine: l’utilizzo (pro tempore) di un perché accontentarsi e non mirare il più in alto possibi- pulmino del Comune sarebbe stato ripagato con un voto. In le?). questo caso il votante, per una forma di perversione difficile La mia unica difficoltà è tenere a bada il gagliof- a capirsi e giustificarsi, doveva essere necessariamente un fo che mi affianca tutti i giorni, che tutti conoscete e portatore di handicap. che risponde al nome di Woodstock: sostiene che se il A presto e benvenuti nell’ennesima era Sommese. Nostro Amatissimo Sindaco (tutto aumenta, volete che solo lui sia costretto a restare al palo, accontentandosi QUESTA MI È PIACIUTA di un miserabile “amato”?) non avesse brigato nel corso dei passati lustri, per “costringere” la popolazione “Una strategia punitiva nei confronti dei ricchi non porta svisavianese a restare sotto quota 15.000, a dispetto luppo”. Solo soddisfazione. Monti fu nominato commissario dell’infaticabile impegno di tante giovani coppie nel europeo da Berlusconi e confermato da D’Alema. Come tepore dei loro talami, oggi avremmo votato con il dop- non fidarsi di quest’uomo? C’è così tanta crisi che chi ha pio turno e la sua vittoria al ballottaggio non sarebbe dormito sotto i ponti ha dovuto prenotare con largo anticipo. stata così scontata: secondo me lo fa solo per indi- C’è così tanta crisi che la Juve agli arbitri ha regalato degli spettirmi, invidioso della mia ritrovata Musa ispiratrice. Swatch. ■

aviano elegge Sindaco il Dott. Carmine Sommese che si accinge a guidare il Comune per la terza volta. Auguri Sindaco. Lontano dai clamori caratteristici della campagna elettorale è tempo di prestare attenzione ai diversi e molteplici problemi attesi dai cittadini, questioni da Ella ben conosciute, avendone fatto oggetto del suo programma di governo della città. Alla maggioranza è richiesta piena collaborazione al Sindaco, una condivisione collettiva a rendere Saviano una città dove i bisogni dei cittadini, specie quelli che versano in condizioni disagiate, diventino priorità da risolvere. Alla minoranza, magnifica perdente, doverosa presenza in Consiglio Comunale, critica costruttiva e leale opposizione alle proposte che deprimono gli interessi ed il benessere della collettività. Tutti agiscano per una rigenerazione delle virtù civiche basate su principi morali autentici, affinché Saviano diventi punto di riferimento per iniziative culturali e officina di idee per una rinascita morale, culturale, sociale ed economica. La città è stufa della politica del lassismo, del tirare a campare, della sopravvivenza giornaliera, di atteggiamenti ostinati, di intrighi volti alla pratica di quella vocazione calzaturiera, produttrice di maggioranze instabili, labili e degradanti, il cui inevitabile sbocco è la paralisi amministrativa. All’Amministratore pubblico si richiede: Competenza, Trasparenza amministrativa, Snellimento della burocrazia, Lungimiranza nella progettazione di strutture pubbliche, sensibilità per gli interessi pubblici, poca attenzione agli interessi privati e clientelari. L’amministratore non uniformato a questi capisaldi naturali, forieri di una sana gestione delle risorse pubbliche è responsabile del ritardo nell’ammodernamento della città e di Amministrazioni discontinue. L’aspirazione della cittadinanza normale è l’attesa di un piano regolatore, di un assetto urbanistico architettonicamente gradevole, maggiore attenzione per l’edilizia pubblica, un progetto per una nuova e più sicura viabilità, un miglior presidio del territorio, collaborazione con le organizzazioni culturali. Tutti incarichi che le migliori risorse umane espresse dalla cittadinanza, chiamate a rendere il Comune più efficiente e meno costoso per i cittadini, dovrebbero farne questione personale di orgoglio ed onore, per evitare recite dove ad ogni Consigliere è assegnata una parte e dove passata la tornata elettorale tutto torna ad essere come prima, se non peggio di prima. In questo spirito auguro alla nuova Amministrazione buon lavoro per l’intero mandato e le migliori fortune di ogni bene per Saviano. Da cittadino contiguo non posso fare a meno di segnalare, almeno, quattro cose che potrebbero essere risolte o avviate a risoluzione: - Il Campanile della Chiesa Madre, luogo simbolo della città, da tempo è adorno di erbe infestanti; per un miglior decoro della città avrebbe bisogno di una ripulitura, intonacatura e tinteggiatura. - L’Alveo Rosario, di Borbonica memoria, funzionale a canalizzare le acque piovane, tra canneti e flora di macchia mediterranea, è confuso tra letto e argini, o meglio tra canyon scavati dall’acqua e argini; è ricettacolo di ogni specie di immondizia e l’acqua che scorre non sempre è sola piovana, i cui miasmi si avvisano sin nell’abitato cittadino. Il ripristino alla sua funzione originaria comporta benefiche ricadute ambientali ed economiche sulla cittadinanza, con buona pace di qualche cronista di livello nazionale. - Nel 1806 un possidente di Saviano della Contrada “Casa Borrocciello”, ricorreva alla Presidenza del Consiglio di Intendenza di Terra di Lavoro, per dei “fossi e controfossi” scavati, a sua insaputa, nel suo territorio “dalla Comune di Saviano”, “per raccogliere le acque piovane della “Comune medesima”. Il supplicante nel lamentare la perdita di valore del suo territorio, chiedeva che “la Comune” appianasse i fossi oppure “sborzasse” il valore del territorio e servirsene per uso proprio”. Allo stato attuale, appare che i fantasmi di quella lamentela si agitino ancora per la città. Si veda “Obiettivo Saviano” novembre 2011. Il Sindaco di Saviano del 1812, “Nicola Tufano”, chiedeva l’autorizzazione a costituire un “Archivio Comunale” per la conservazione dei documenti del Comune e dare la possibilità ai cittadini ad informarsi sulle disposizioni emanate. Sottopongo all’attenzione dell’Amministrazione il documento in calce alla presente, per praticare quella trasparenza amministrativa, da tutti invocata onde percepire il “Municipio” come “Casa Comune” dei cittadini di Saviano. Signori Amministratori: “Intelligenti pauca”. Egregio Signor Sindaco, Signori Amministratori, ho scelto di fare le segnalazioni in parola, per l’indignazione provocata in taluni politici virtuosi, i quali hanno espresso il loro disappunto alle mie costatazioni evidenti, naturali, documentate e quanto meno innocue. Per amore di chiarezza ho commesso l’errore di riproporle anche per iscritto, ne chiedo venia a Voi, ed ai lettori intelligenti, che, per veder chiaro, non hanno, affatto, bisogno che gli si accenda una lanterna in pieno giorno. Felice Romano. 09/05/2012. Note: Casa Borracciello: vedi Vincenzo Ammirati - Saviano, La storia nelle strade - Pag 175 . ■

Felice Romano


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S e r v i z i

a

c u r a

d e l l ’ A s s o c i a z i o n e

L’azione delle Associazioni locali ha portato ad un nuovo sopralluogo dell’Arpac destinato a portare chiarezza nell’intricata vicenda.

L’ U LT I M A PA R O L A S U L L’ A F FA I R E V I A M I C C O L I ? Nunzio Mirra l 27 aprile scorso, personale dell’ARPAC di Tufino è stato a Saviano per effettuare nuovi accertamenti nel parco giochi di via Miccoli (Ndr: sintetizzando per chi non ne fosse a conoscenza, il parco fu sequestrato nel 2008 dall’Autorità Giudiziaria a seguito delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia il quale asseriva che vi erano stati sotterrati rifiuti tossici, ma le analisi in tal senso hanno dato esito negativo). In particolare le nuove analisi effettuate sono state mirate alla determinazione delle concentrazioni degli elementi berillio,stagno,vanadio e rame,che in occasioni di precedenti accertamenti, sempre condotti dalla stessa Agenzia regionale, erano risultate superiori ai limiti previsti dalla normativa vigente. Successive analisi in terreni vicini non antropizzati (dove non c’è stata attività umana che l’abbia potuto inquinare) avevano poi rivelato che i metalli pesanti berillio, stagno e vanadio,sono da ritenere parte della naturale composizione del terreno di quel luogo mentre il rame è riconducibile ad un’attività umana inquinante. I campioni di terra prelevati nel terreno “vergine” (campioni di terra prelevati a circa 6 metri di profondità rispetto a 1,60 metri delle precedenti analisi) dovranno rivelare se c’è stato percolato di rame che ha inquinato così in profondità. Qualora le analisi dovessero essere positive, l’ARPAC richiederebbe immediatamente l’elaborazione di un piano di caratterizzazione del sito per la bonifica del terreno dal rame. Se invece le analisi fossero negative, il Comune di Saviano dovrebbe soltanto fare una caratterizzazione dell’ingente quantità di rifiuti solidi che permangono nel terreno (soprattutto materiale di risulta da cantiere edile e qualche immancabile copertone) ed una bonifica del sito per renderlo idoneo ad ospitare un parco giochi per bambini. Indubbiamente le nuove analisi, più approfondite, sono un buon passo in avanti per cercare di venire a capo dell’annosa “questione del parco giochi di via Miccoli”. Ma a questi nuovi scavi, non si è arrivati grazie ai nostri amministratori, bensì grazie all’impegno e alla dedizione dei cittadini. Avete capito bene, i cittadini. Il 28 febbraio u.s. si è svolto il primo tavolo di concertazione tra l’ARPAC, (presenti il Direttore Generale Avv. Episcopo, il Direttore Generale Tecnico dott.ssa Vito, il Dirigente della Sezione di Tufino dott. Ing. Lomazzo) e tre associazioni dell’agro nolano che avevano richiesto tale incontro, ossia le Associazioni SavianoMigliore, Assocampaniafelix e Comitato di Difesa dell’Agro Nolano (si è svolto anche un secondo incontro il 13 aprile u.s. che ha visto partecipe anche il rappresentante del consiglio dei genitori del secondo circolo didattico di Saviano, l’Avvocato Giuseppe Allocca). In particolare, durante il primo incontro, oltre a sollevare i problemi diffusi e particolareggiati riguardanti l’agro nolano che rientrano nella sfera d’interesse dell’ARPAC, noi abbiamo rappresentato la situazione di via Miccoli e la tensione ingenerata nei cittadini dalla scarsa chiarezza delle informazioni che in questi anni le istituzioni hanno dato a riguardo, e al permanere della delimitazione che bolla la zona come inaccessibile perché pericolosa, richiedendo al contempo un nuovo intervento da cui partire per una definitiva risoluzione del problema. Nella stessa sede abbiamo sollevato e richiesto nuove analisi più approfondite anche nei pozzi spia e nei terreni prospicienti la discarica Ardolino, al fine di capire se e quanto la falda acquifera sia stata inquinata e quindi per dare spunto agli organi competenti di intervenire e ripristinare quanto prima e più efficacemente possibile la situazione originaria. Abbiamo richiesto interventi sui regi lagni e lamentato la scarsa efficienza dell’agenzia ARPAC Multiservizi per la pulizia degli alvei. Al di là delle note d’informazione e delle specifiche tecniche e d’intervento, c’è soprattutto da prendere atto di una cosa importantissima: quest’azione dell’ARPAC ha avuto origine grazie ad alcuni cittadini, che prendendo a cuore il “bene comune” hanno agito in modo organizzato e competente esercitando null’altro che i diritti che la legge gli riconosce. Da ciò la dimostrazione che se il cittadino s’impegna in modo serio riesce ad ottenere dei risultati che hanno un impatto tangibile sul territorio nel quale vivono, è importante capire che il cittadino non è e non deve essere solo un critico osservatore di quel che lo circonda, ma deve prendere parte all’azione, deve farsi portatore d’interessi comuni, deve essere promotore di azioni di sensibilizzazione, di denuncia e di risoluzione dei problemi

della cittadinanza. Il cittadino è il protagonista della vita del paese e deve essere consapevole e responsabile di ciò che lo circonda. Il cittadino deve essere il primo attore e deve collaborare con le istituzioni al fine di rendere migliore l’ambiente nel quale vive e, ove si rendesse necessario, denunciare le istituzioni stesse inadempienti ai loro doveri. È pur vero che per fare ciò, dall’altra parte, il cittadino deve avere un interlocutore disponibile ed aperto al confronto, capace di ascoltare le esigenze e di mettere in campo le proprie risorse politiche e gestionali per affrontare e risolvere il problema. Per nostra fortuna, nel caso specifico, abbiamo trovato chi, a capo di un’Agenzia Regionale (Direttore Generale Avv. Episcopo), ha voluto accogliere il nostro invito ad instaurare questo tavolo di concertazione per il bene del territorio, e ancor più, chi, coscienziosamente si è calato nelle vesti del cittadino e con buon senso, celerità e competenza è intervenuto prontamente alle nostre segnalazioni, e con questo mi riferisco agli appartenenti alla sezione dell’ARPAC di Tufino guidati dal Dott. Ing. Lomazzo, che scrupolosamente e umanamente hanno fatto il proprio lavoro come noi avremmo fatto pensando ai nostri bambini. Voglio anche rappresentare l’importanza per il territorio di avere una sezione dell’ARPAC “sotto casa”, per la vicinanza e l’immediatezza del contatto. Tuttavia il lavoro da portare a termine è complesso e di proporzioni enormi, e i professionisti dell’ARPAC sono pochi e con pochi mezzi a disposizione e se è vero che l’aiuto gli deve arrivare dall’ente Regione (auspichiamo un rafforzamento delle risorse umane e tecniche nella sezione di Tufino), è anche vero che la prima spalla sulla quale devono fare affidamento è quella del cittadino per cui ogni giorno s’impegnano. Il protagonista, pertanto, non puó che essere il cittadino: miglioriamo l’ambiente nel quale viviamo e nel quale vorremmo vivessero i nostri figli, aiutiamoci. Questo piccolo esempio che abbiamo toccato con mano non è che la dimostrazione che se si vuole si può, ma dobbiamo rendercene conto tutti, e tutti insieme contribuire al bene comune. Tu che leggi (si, proprio tu) per primo, insieme a me. Non fare finta che non ti riguardi, l’orto è anche tuo e devi prendertene cura. Come vedi, molti lo stanno già facendo, ma aspettiamo fiduciosi anche il tuo aiuto. Quando sarai pronto. Per un futuro migliore, per una Saviano migliore. Da costruire insieme. ■

S a v i a n o M i g l i o r e ED ORA, TUTTI AL LAVORO! associazione SavianoMigliore prende atto dei risultati delle ultime elezioni amministrative, complimentandosi con la lista vincitrice “Insieme per Saviano” ed il suo Sindaco eletto, Dott. Carmine Sommese, per l’affermazione ottenuta. Abbiamo accolto con favore le prime parole della nuova giunta comunale, soprattutto laddove si è parlato della necessità di trovare un punto d’incontro che possa servire a pacificare gli animi di tutta la cittadinanza, dopo una competizione elettorale così serrata ed equilibrata. A nostro avviso, ciò si potrà ottenere solo con una solerte e lungimirante politica di azione sul territorio: i nostri migliori auguri alla neo insediata amministrazione ed alla neo eletta opposizione (formata dall’altro candidato Sindaco, dott.ssa Strocchia e dai consiglieri eletti della lista “Saviano sei tu”) perché sappiano, nel rispetto delle rispettive prerogative istituzionali, approntarla ed attuarla, pur in periodi così incerti come quello attuale. In tale ottica, l’associazione continuerà a proporsi come interlocutore, sempre pronto a fornire sostegno, a collaborare ad ogni iniziativa di interesse cittadino, ma anche e sempre pronto nel vigilare sull’azione amministrativa, nella convinzione che una giusta e solerte partecipazione popolare sia la linfa vitale di cui ogni amministrazione ha bisogno. ■

Tra le iniziative portate avanti in periodo elettorale, un originale memento storico porta la firma di SavianoMigliore.

G I O C O

A

T R E

Anna Luisa Meo i posteri l'ardua sentenza" ti verrebbe da dire ascoltando ancora una volta l'intervista ai tre candidati a sindaco per le comunali di Saviano che l'Associazione Savianomigliore ha contribuito a realizzare in periodo pre-elettorale. Un video in stile Iene, un'intervista tripla, in cui ai dott. Sommese-Strocchia-Tafuri, venivano fatte domande sui temi caldi della campagna elettorale, con risposte secche e sintetiche tipiche del nuovo linguaggio televisivo a cui siamo abituati. Ecco: se prima delle elezioni questo video poteva essere uno strumento supplementare al servizio del libero elettore, ora che i giochi sono fatti e che finalmente Saviano un sindaco ce l'ha, diventa un monito, un memoriale delle promesse fatte, degli ideali sventolati con così grande fervore in campagna elettorale, delle prese di coscienza dello stato in cui versa il nostro territorio. Perché, diciamocela tutta, alzi la mano chi ha letto approfonditamente e ricorda i programmi elettorali di tutte e tre le liste che hanno concorso in questa ultima tornata elettorale. Forse neanche i candidati stessi si sono presi tanto "scomodo". Mentre un video di poco meno di dieci minuti, per di più fatto veramente bene, con ritmo incalzante e in tono per niente serioso, è lo strumento migliore per far arrivare anche al cittadino più politicamente disinteressato le parole, le promesse, i punti di vista e le priorità di chi avrebbe voluto prendere sulle proprie spalle i problemi e le speranze di tutti i savianesi. Sia per la maggioranza che per l'opposizione, rimane comunque un documento indelebile, da tramandare negli anni prossimi, quando il fervore post elettorale sarà scemato, le promesse dimenticate, la ruotine avrà preso il sopravvento e l'attenzione e la vigilanza dei cittadini avranno ceduto il posto ad un comodo e rassicurante "tanto non cambierà mai niente". Allora potremo riascoltare le dichiarazioni che ci hanno convinto per l'una o l'altra fazione. Le promesse non saranno dimenticate, il fervore si riaccenderà, a qualcuno tornerà la voglia di lottare. In fondo è questo quello che manca ora al nostro piccolo paese: una memoria "storica" e l'effettiva voglia di cambiare. ■

SAVIANOMIGLIORE INAUGURA IL SUO CANALE SUL SITO YOUTUBE Peppe Tufano a realizzazione della video intervista di cui si parla altrove in questa pagina (“intervista ai candidati a sindaco al comune di Saviano”), in uno alla volotà/necessità di renderla sempre accessibile al pubblico perché costituisca una sorta di memento storico, è stata l’occasione giusta per inaugurare, sul portale video “youtube”, il canale della nostra associazione: una volta operato l’accesso sul famoso sito di videocontenuti, infatti, basterà digitare “savianomigliore” per avere rapido accesso a tutti i servizi e contenuti che di volta in volta appronteremo. Per ora, due sono i filmati disponibili, appunto “intervista ai candidati a sindaco al comune di Saviano” ed

un servizio sull’incresciosa situazione ambientale del territorio, approntato durante l’emergenza dell’autunno scorso, “agonia dei reggi lagni”. A breve saranno ivi disponibili i riflessi filmati ed audio del dibattito tra i candidati a Sindaco tenutosi alla sala consiliare. Il tutto senza perdere d’occhio l’attualità, e quindi ogni problematica che di volta in volta si presenterà all’attenzione della cittadinanza. Il canale youtube, infatti, così come il “gruppo si programmazione per una Saviano Migliore”, si propongono come strumento per tutti coloro che vorranno interessarsi allo stato del paese, alle sue sorti. Stay Tuned Saviano! ■


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A volte, per pensare meglio, bisogna pensare meno (S. A.).

LA MENTE E LA SUA TRAPPOLA Dott. Salvatore Allocca on sono poche le persone che almeno una volta nella loro vita hanno provato delle sensazioni fisiche e psichiche molto spaventose. Le sensazioni più frequenti possono essere: una grandissima paura di perdere il controllo della propria mente e del proprio corpo, una forte tachicardia, gola secca, aumento della sudorazione, tremore, senso di calore e, soprattutto, tanta voglia di scappare via. In quei momenti, la paura diventa così travolgente che si può avere la sensazione di essere intrappolati e molte persone pensano di impazzire, queste, insieme alla paura di morire sono le classiche sensazioni dell’attacco di panico. La paura è la più primitiva delle risposte emozionali coinvolge mente e corpo in un crescendo di reazioni e sensazioni. Spesso è un male immaginario che provoca tanta agitazione interiore. Purtroppo, molte persone che soffrono di questo disturbo non vengono realmente comprese dagli altri e questo fa aumentare ancora di più il loro disagio. Chi soffre di attacchi di panico non teme quello che è successo ma quello che potrebbe accadere se dovesse stare di nuovo male. Hanno paura della paura! Purtroppo, le persone che hanno avuto il primo attacco di panico tendono a concentrarsi sulle proprie sensazioni fisiche e si “specializzano” in questo. Sono capaci di sentire le più piccole variazioni del loro status corporeo. Ecco perché, l’”ascolto” del proprio corpo, con il fine di tenerlo sotto controllo, è la vera causa degli attacchi di panico. L’escalation di sensazioni di paura e i tentavi di controllo del proprio corpo finiscono per intrappolare la

mente, in questo modo si struttura l’evitamento delle situazioni ritenute “pericolose” e l’ansia aumenta sempre di più. Molte persone ansiose cercano continuamente di controllare le reazioni corporee rivolgendo la propria attenzione alla percezione del proprio battito cardiaco, del respiro, dell’equilibrio, dei propri pensieri, ecc… Siccome queste sono funzioni spontanee del corpo, il controllo razionale di esse ne altera la loro libera espressione, quindi si innesca un circolo vizioso: il soggetto percepisce delle alterazioni e si spaventa, queste sensazioni di paura fanno aumentare ancora di più la sua ansia e ciò altera ancora di più le “presunte” alterazioni somatiche. A questo proposito c’è un’interessante storiella di un millepiedi che viveva sereno e tranquillo, finché un rospo un giorno non gli disse per scherzo: "In che ordine metti i piedi l'uno dietro l'altro?" Il millepiedi incominciò a lambiccarsi il cervello e a fare innumerevoli prove. Il risultato fu che da quel momento non riuscì più a muoversi. Questo succede ogni qual volta si cerca di sostituire i movimenti automatici e le azioni naturali con altre studiate dalla mente. C’è una parte automatica della nostra mente che è deputata a far funzionare nello stesso tempo i muscoli, il cervello, gli organi, il metabolismo, la respirazione, il sistema immunitario e cosi via. Molte cose che avvengono nel nostro corpo devono essere lasciate alla loro naturale fisiologia. L’evoluzione ha impiegato milioni di anni per arrivare a organizzare e a coordinare tutto il nostro corpo. Alcune persone pretendono di sostituirsi alla naturalezza del proprio corpo e finiscono come il millepiedi dell'aneddoto. Il

I L T R A T T A T O (Capitolo VI) a cura di M. Fedele

Ingiunzioni e congiunzioni nella sinuosità onirica l fine di richiamare a monte la dialettica trascendentale si possono assestare i solfizzi. Ciò consente anche di conglobare la stilistica, propedeutica al termine sociale. A questo punto il lettore attento si chiederà: “È possibile diluniare in modo da sfiancare l’assunzione frazionata della sintesi torionometrica?” Certo che si! Anche se la riluttanza, ad una lettura superficiale, potrà sembrare fittizia, la scinderemo in più parti per creare nove cartagenetisti morbidi assimilabili separatamente ai druidi ottogonali. Alla luce di questa considerazione si può affermare che: a) la fonogenesi è la proiezione dell’orogenesi tridionale

NOZZE D’ORO

Domenica 13 Maggio 2012 alle ore 11,00 nella Chiesa di Fressuriello-Saviano, si sono celebrate le Nozze d’Oro tra i coniugi: FUSCHILLO Vincenzo e Savio Carolina. L’Amore e la Fede, che hanno accompagnato gli Sposi per i 50° anni di Matrimonio, siano di esempio e vi illuminino la vostra vita con ancora tanti anni di unione, salute e senenità. Felicitazioni e Auguri vivissimi dalla redazione del giornale”Obiettivo Saviano, Parenti ed Amici. ■

e coincide con la simbiosi liberale b) la piroleresi forma la fattispecie statica della parte agglomerata della fogenesi c) la catamalizzazione riproduce la forma tridimensionale della fogenesi agglomerata assunta come traslattica nella piroleresi. Riteniamo, con queste precisazioni, di aver fornito tutti gli elementi utili per chiarire i dubbi che potevano essere sorti dopo la lettura dei primi capitoli e di avere, altresì, contribuito ad arricchire di carofilite il bagaglio culturale dei lettori. Per poter mettere a disposizione dei lettori tutte queste note di aggiornamento e chiarimento abbiamo, soprattutto, fatto riferimento a ”Scillarà Demusa Nequeia” (sottotitolo:“opuscolo per coloro che non hanno nulla da fare e non hanno voglia di cercare soluzioni”), testo scritto nel 1824 da Karim Abdul Jabbar, professore associato di ermetica gigante presso l’Università di Yale; per maggior precisione si dovrebbe dire il testo che tentò di scrivere Karim Abdul Jabbar in quanto, mentre si accingeva a farlo, fu decapitato per aver tentato di violentare una giovane mucca nel centro di Calcutta. Nonostante tutto abbiamo riportato quanto sopra per consentire ai lettori la rispondenza denaturata dell’apposizione indiscriminata delle dizioni instradate ed unilaterali che si attengono a regole dioscalene nei riferimenti di conferma, quali che siano le loro origini. Appoggiandoci a questi concetti eziali non possiamo che semplificare ancora di più la questione remunerativa, esplosa in tutta la sua evidenza dopo l’exploit delle manifestazioni meritevoli ideate da bagagli debitamente schermati. Oltre a regalare talento opposto in cambio di consensi plebiscitari, supponiamo che molte gaffes siano state abbandonate da suggestivi personaggi di Salgari; in questi casi l’esito dipende da facoltà paranormali comunicate da certi aspetti dell’ultravioletto che spingono ad agire nell’ambiguità dei tabù. Attualmente risulta impossibile scendere a compromessi con chi non crede in se stesso ma riteniamo che, alla fine della rappresentazione, tutto resterà impresso nella mente. In conclusione di questo capitolo urge bissare che, ciò che si è denigrato con antimonio inconsapevolmente anche a fronte dei facinorosi, rimane completamente autonomo con il timpano regolamentato. ■

L a trad izio n e s i rin n o v a: M A IE TTA E M P O R I O IL T U O N E G O Z IO D A T R E G E N E R A Z IO N I B iancheria-M erc eria M aglieria- Intim o B ijou tteria-P ro fu m iP elletteria

V ia Na zario S a uro (S A VIA NO ) Do ve o gn i nuo vo ac q uis to è la c o nferma d i u na F id uc ia An tic a.

segreto per vivere più serenamente è lasciare il giusto livello di libertà al proprio corpo e vivere la propria spontaneità. Spesso la più semplice delle strategie per vivere sereni è: Pensare poco per pensare meglio. Il pensiero somiglia a quando si guarda fisso un punto per cercare di osservarlo bene, in quel momento succede una cosa particolare, l’immagine inizia a sfuocarsi. Ecco il pensiero, proprio come la vista, comincia a sfuocare se stesso. Questo è un comportamento molto frequente. Per capire meglio cosa succede quando cerchiamo di controllare un aspetto fisiologico del nostro corpo, provate ad ascoltare attentamente il vostro battito cardiaco con l’intento di regolarizzarlo, dopo un poco noterete che si altererà dando una sensazione di immediata paura. Qualunque tentativo di controllo produce l’effetto opposto. Spesso mentre si è in preda ad un attacco di panico se succede qualcosa di inaspettato, qualcosa di molto intenso, l’attenzione si sposta da se stessi a quell’evento esterno e, il circolo vizioso che poteva condurre all’attacco di panico, sorprendentemente, si arresta. Le persone che soffrono di attacchi di panico hanno la tendenza a evitare le situazioni che hanno associato alla sensazione di stare male. Inoltre, la tendenza alla ricerca di rassicurazioni non permette di verificare che in fondo non succede niente di irreparabile e ciò comporta un aumento della sintomatologia. Per superare le paure e fondamentale viverle con la consapevolezza piena di poterle superare. Bisogna passare attraverso le fiamme per imparare a non temerle! *Psicologo Clinico, Specializzato in Psicoterapia Cognitivo-comportamentale, Counseling, Tecniche di rilassamento e Ipnosi terapia - mail: dr.allocca@libero.it ■

V A R I E ED ENTUALI Rubbrika a cura di M. Fedele rasi lette da chi scrive o da amici per lo più fuori da negozi o esercizi commerciali delle nostre zone: Si vendono scarpe e si aggiustano anche Si vendono letti per bambini di ferro con palle di ottone Fitto negozio ma solo la parte davanti, il didietro è usato da mio marito Si vendono letti a castello per bambini di legno Qui si smacchiano antilopi Non andate altrove per farvi rubare, provate prima da noi Da Rosalia tacchini e polli, a richiesta si aprono le cosce Si vendono mobili del settecento nuovi Nuovi arrivi di mutande, se le provate non le togliete più Polli arrosto anche vivi Tutto per il vostro uccello Carne bovina ovina caprina suina pollina e coniglina Venite una volta da noi e non andrete mai più da nessuna parte Per suonare premere, se non risponde nessuno ripremere ( letta sul citofono di una caserma di carabinieri) Polli a legna Si vendono scarpe e si aggiustano anche (doveva trattarsi di un ortopedico che, per arrotondare, si dilettava anche nell’arte del ciabattino, o viceversa) Si vendono impermeabili per bambini di gomma Si riparano biciclette anche rotte Sega a due mani e a denti stretti: 50 euro Si inviano fiori in tutto il mondo, anche via fax Si ammazzano galline in faccia Si vendono uova fresche per bambini da succhiare Si vendono automobili incidentate ma non rubate Su un manifesto funebre: Improvvisamente come visse si è spento, all’età di 89 anni… Su di un altro manifesto funebre: Fortunato Pasquale non è più (quando lo lessi pensai che avrebbero potuto usare il più semplice “Pasquale è sfortunato” -Di recente ho letto su di un quotidiano a proposito dei moti popolari del Nordafrica: “Obama preoccupato per il bacino del Mediterraneo” (inizialmente avevo pensato si riferisse al bacino di zio Silvio alla mano di Gheddafi buonanima; buonanima ?!?). ■


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IL CENTRO DOCUMENTALE MILITARE DI CASERTA DONA AL MUSEO DI PIETRELCINA IL FOGLIO MATRICOLARE DI FRANCESCO FORGIONE MEGLIO NOTO CON IL NOME DI SAN PIO DA PIETRELCINA Raffaele Grilletto l museo dedicato a San Pio da Pietrelcina, meglio noto con il nome di Padre Pio (al secolo Francesco Forgione) si è arricchito del foglio matricolare del Santo. Infatti, una nutrita rappresentanza del Centro Documentale Militare di Caserta ha fatto dono al predetto Museo di una copia del foglio matricolare, concernente il servizio militare espletato dal Santo, affinchè tutti sappiano che Francesco Forgione cl. 1887, oltre ad aver servito Dio con tutto il suo cuore ha servito, con onore, anche le Istituzioni. Il soldato Forgione era seminarista quando, nel 1907, venne chiamato a visita per il servizio militare. Giudicato idoneo, fu però lasciato in riserva perché religioso. Ciononostante, nel 1915, con l'entrata dell'Italia in guerra, furono chiamati alle armi tutti i giovani idonei, conseguentemente anche il giovane fra Pio da Pietrelcina. La giovane recluta, però, malata di broncopolmonite, ottenne un periodo di convalescenza, al termine del quale svolse circa 4 mesi di servizio attivo. Nel 1918, sottoposto a visita, venne prima "riformato" dall'Ospedale Militare di Napoli per "bronco alveolite doppia", poi, nel luglio di quell'anno, posto in congedo con il giudizio "di aver tenuto buona condotta e di aver servito le Istituzioni con fedeltà ed onore". Francesco Forgione, nato il 25 maggio 1887, visse la sua infanzia e adolescenza serena e tranquilla in una famiglia contadina e timorata di Dio. Entrò nel noviziato cappuccino di Morcone il 22 gennaio 1903 e si chiamò fra Pio. Ordinato sacerdote il 10 agosto 1910 a Benevento, restò fra i suoi, per motivi di salute, fino al 1916. Nel settembre dello stesso anno fu destinato al convento di San Giovanni Rotondo e vi rimase fino alla morte. Il carisma, in particolar modo le stimmate, di cui Dio arricchì la vita di Padre Pio, richiamarono l'attenzione dell'Autorità Ecclesiastica e provocarono interventi del S. Uffizio, che comandò il suo trasferimento da San Giovanni Rotondo, affermando «non constare della soprannaturalità dei fatti a lui attribuiti» e gli vietò ogni esercizio di ministero, eccetto la messa, da dover celebrare privatamente nella cappella interna del convento. Fin da giovane Padre Pio comprese che, con l’aiuto della Divina Provvidenza, doveva colmare lo spazio che separa gli uomini da Dio. Attuò questo programma con tre mezzi: la direzione delle anime, la confessione sacramentale, la celebrazione della Santa messa.

Dai quattro volumi del suo carteggio si può intuire la statura dell'esperto scrutatore di anime, che fermamente vive e fa vivere le verità fondamentali della Fede. Confessarsi da Padre Pio non era impresa facile e con la prospettiva di un incontro non sempre carezzevole, eppure il suo confessionale era sempre assediato da moltitudini di suoi affezionati devoti. Ma il momento più esaltante dell'attività apostolica di Padre Pio era quello della Santa Messa. Le centinaia di migliaia di fedeli che l'hanno ascoltata hanno percepito in essa il culmine e la pienezza della sua spiritualità. Quell'intenso ministero sacerdotale richiamò intorno al primo sacerdote stigmatizzato una «clientela mondiale» (Paolo VI), che si muoveva da tutti gli angoli della terra per avvicinarlo, oppure affidare a innumerevoli lettere il proprio carico di problemi, materiali e spirituali. L'immagine di Padre Pio è inseparabile dalla corona del Rosario: segno della sua straordinaria tenerezza filiale verso la Madre di Gesù, «al quale si sentiva legato per mezzo di

I C AVA L I E R I C O S TA N T I N I A N I La rappresentanza di Nola ha commemorato San Giorgio, santo patrono dell’antico Ordine Cavalleresco. Raffaele Grilletto abato 21 aprile u.s., la Rappresentanza di Nola dei Cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, coadiuvata dal Cav. Prof. Antonio de Stefano, ha partecipato, insieme ai cavalieri della Delegazione di Napoli e Campania, all’appuntamento annuale dell’Ordine Costantiniano, il Pontificale di San Giorgio, tenutosi, anche per quest’anno, a Roma. La Sacra Funzione, collegata ai festeggiamenti del Santo Patrono San Giorgio, è stata celebrata, in rito romano antico, da S.E. il Cardinale Giovanni Battista Re presso la Basilica Magistrale di S. Croce al Flaminio. Era presente S.A.R. il Principe D. Pedro di Borbone Due Sicilie Orléans, duca di Noto e Gran Prefetto dell’Ordine, in rappresentanza del di lui padre Principe D. Carlos XI Gran Maestro dell’Ordine, nonché S.A.R. la Principessa Donna Ines Borbone Due Sicilie Orlèans. La cerimonia, inoltre, ha visto anche la presenza di vari membri dell’Ufficio Amministrativo Generale, quali S.E. il Barone Emmanuele Emanuele, Gran Tesoriere, S.E. D. Guy Stair Sainty, Vice Gran Cancelliere, e della Real Deputazione, quali S.E. D. Paolo dei baroni Pucci di Benisichi, Presidente, e di tutti i membri della Reale Commissione per l’Italia con a capo S.E. il Duca D. Diego de Vargas Machuca che ha il compito di proporre e coordinare le attività dell'Ordine

in Italia, S.E. conte D. Vincenzo Capasso Torre delle Pàstene, Presidente emerito, S.E. Principe D. Giuseppe Bonanno di Linguaglossa e Avv. Jacopo Fronzoni, Segretario, nonché la presenza dei Delegati e Rappresentanti di quasi tutte le Regioni d’Italia. Per la delegazione di Napoli e Campania: il Delegato Cavaliere di Giustizia, Avv. D. Carlo de Gregorio Cattaneo dei Principi di Sant’Elia, Marchese di Squillace, l'Avv. Jacopo Fronzoni, segretario, e tra gli altri l'Avv. Carlo Villari, il Nob. Patrizio Giancreco; per la Rappresentanza di Nola, invece, il Prof. Antonio De Stefano, referente per Nola, l'Avv Gesualdo Marotta, il Prof. Aldo Anzevino, il Prof. Alessandro D'Alessandro, il Mar. Raffaele Sguazzo ed

questa Madre» - «Divorato dall'amore di Dio e dall'amore del prossimo», egli visse sino in fondo la sua «vocazione a redimere» l'umanità, secondo la speciale missione che caratterizzò tutta la sua vita. Sul piano sociale, Padre Pio si impegnò molto per sollevare dolori e miserie di tante famiglie, principalmente con la fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza, inaugurata il 5 maggio 1956. Nel settore spirituale fondò i gruppi di preghiera, «vivai di fede, focolai di amore» (Padre Pio), «grande fiume di persone che pregano» (Paolo VI). Il sereno transito di Padre Pio avvenne il 23 settembre 1968. Il 2 maggio 1999 è stato beatificato ed è stato canonizzato il 16 giugno 2002. A donare una copia del documento militare del Santo, in occasione del 125° anniversario della nascita del Santo, il comandante pro-tempore del Centro Documentale Militare di Caserta, Colonnello Luciano Iannetta. La cerimonia si è tenuta, giovedì 26 aprile 2012, a Pietrelcina, presso la chiesa Sacra Famiglia, dove il prezioso cimelio è stato consegnato al padre guardiano del Convento: Reverendo Padre Guarino Marciano, alla presenza di numerose Autorità militari, civili e religiose. All’avvenimento hanno presenziato anche il Sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone; il Generale di Brigata Guido Landriani, vertice del Comando Militare Esercito Campania, e le principali autorità della Provincia di Benevento. ■

il Sig Felice Carifi. Lunedì 23 aprile, la Rappresentanza nolana ha proseguito i festeggiamenti in onore di San Giorgio, presso la Basilica Cattedrale di Nola dedicata a Santa Maria Assunta, dov’è stata celebrata una Solenne Messa officiata dal Canonico Don Domenico De Risi, Parroco del Duomo, da Don Angelo Masullo, Cancelliere della Curia di Nola, e da Mons. Cav. Sebastiano Bonavolontà, Cappellano della Rappresentanza Costantiniana di Nola, con la presenza di numerosi cavalieri, postulanti, familiari e amici dell'Ordine. ■


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Dalla nostalgia canaglia dei segni premonitori del '68 alla postuma luce del 2012

RICORDI DI UN VECCHIO SCOLARO Felice Biondi fu bisogno della prenotazione: ci presenn altro caso di errata diagnosi tammo al suo modesto ambulatorio in marcò dolorosamente la pueriorario di ricevimento visite, un pomerigzia di mio figlio Giuseppe. Me gio. Poche e scarse suppellettili ornavane ricorderò sempre in quanto angono il suo studio. Non aveva la sinecura e sciosamente fui magna pars delle la prosopopea di alcuni grandi luminari. sue sofferenze. Era nato a Napoli Fraricciardi era l'immagine di Giuseppe l'11 aprile 1975 all'ospedale Loreto Moscati, Raffaele Morelli, di Carmine Mare, peso Kg 4,100, altezza cm 57. Sommese, di Carmine Fuschillo, dei Era un neonato normale. Non era fratelli Franco, dei fratelli Fedele, dei necessario lavargli gli occhi, le orecCaliendo, dei Perretta, di Annunziata, chie o pulirgli il naso e la bocca. Per degli Strocchia, dei Falco, dei Re Giulio, la loro pulizia la natura aveva provdei Trocchia e della caterva di tanti altri veduto a liquidi e secrezioni, senza medici in odore di missionari. Esercitava bisogno di interventi esterni. Sporgeil dovere come collante sociale, l'onestà va normalmente la lingua oltre le come strumento di libertà, quali valori labbra. Presentava numerose macrecuperati persino nel periodo delle vacchioline rosse sulla pelle quale reache grasse. Percepiva un irrisorio onorazione al liquido amniotico che lo averio paradigmaticamente a “soldi quanto va circondato nell'utero. Esse scombasta”. Nel suo imo pectore pulsava un parvero nel giro di pochi giorni. Subì cuore, censurato dalla razionalità, quale una perdita iniziale di peso in quanto motore della vita. Altruista, semplice ed la madre ebbe il latte al terzo giorno umile non si considerava onnisciente, né dopo il parto; l'espulsione del mecotantomeno aveva fatto la folle corsa di nio (prime feci) e la traspirazione un grande e falso luminare o burocrate contribuirono a tutto ciò. L'allattain campo medico. mento al seno, o naturale costituiva Secondo la spicciola deontologia la sua alimentazione. Il latte materno, infatti, contiene tutti gli elementi Anno 1975 - Giuseppe Biondi, Ciniglio Giulia e medica del dottore – poeta Francesco Notaro – nostro beneamato conterraneo adatti affinché il bambino cresca e si Pino Biondi. che in queste colonne del giornale si sviluppi nel migliore dei modi. Esso è saluta consolando il suo grande dolore per la dipartita prepuro, sterile, alla temperatura giusta, ben digeribile. Per di matura del diletto figlio Pietro, capitano finanziere, con l'afpiù: ripara il bambino dalle malattie diarroiche. Il latte maflato mistico e l'avallo di tanti “De profundis”, recitati silenterno, inoltre, contiene sostanze immunizzanti che aiutano ziosamente nella pace della mia catapecchia e non solena proteggere il neonato dalle malattie. nemente, in quanto la semplice forza della preghiera vola a Un vantaggio psicologico per madre e bambino era Dio, facendo rivivere il rigoglioso Pietro nel sempiterno e costituito con l'allattamento al seno tramite il reciproco vivificante ricordo. Pietro è stato un chicco di grano, caduto contatto di vicinanze di entrambi. La madre usava queste in terra per produrre molto frutto (G. v.12,24) – ebbene, precauzioni generali: mangiava di tutto, includendo nella secondo la massima di questo medico, contristato padre, “ dieta mezzo litro di latte al giorno, uova, carne, frutta, vese vuoi far ragliare un asino, dagli la carica”. getali, cereali e beveva molti liquidi. Evitava cibi che proLa settaria ed attanagliante burocrazia, denunciata ducono meteorismo, come cavolo, cipolla e cioccolata. dai sessantottini, è stata causa di tanti malanni nel nostro Riposava molto, si rilassava, evitava gli stati di tensione e Paese. Alcuni politici costituivano e costituiscono anche di ansia, non beveva bevande alcoliche. Però fumava. oggigiorno i grandi pupari. Ricorrente è la domanda della L'allattamento al seno non la disturbava emotivamente. Il latinitas : quis custodiet custodes? Il virus del potere storibambino nei primissimi giorni dopo il parto aveva succhiacamente ha accecato tanti leader. La logica della politica to colostro. Il colostro è un liquido giallastro secreto dalle infatti, specialmente nel contesto odierno, non s'impone sui mammelle, prima che subentri la montata lattea, molto mercati selvaggi. L'epidemia finanziaria ora serpeggia in utile. Esso è ricco di proteine e contiene numerose sostanEuropa sul baratro dell'effetto domino tra nazioni. Risanaze immunizzanti che contribuivano a proteggere il bambimento finanziario e sviluppo nell' eurozona, anche se neno. La secrezione lattea vera e propria (montata lattea) cessari, risultano antitetici. Incentivare la crescita, infatti, iniziò al terzo giorno dopo il parto. non è possibile in quanto frenata dal rigore e dalla disoccuI pasti venivano dati a distanza di tre ore. Il bambipazione. Se non cresce la domanda non cresce l'occupano veniva allattato da entrambe le mammelle. Accadde, zione. però, che dopo sette o otto giorni il bambino, di tanto in L'Europa un tempo importava a basso costo materie tanto, diventasse cianotico. La cute e le mucose assumeprime e le trasformava in prodotti finiti con prezzi competitivi vano un colorito bluastro, con tonalità dal rosso scuro al ed accattivanti. Ora non più vuoi in quanto è finito anche il violaceo. Condizione patologica che allarmò noiatri genitocolonialismo di mercato con la globalizzazione, vuoi in ri. Si consultò allora il primario di un notissimo nosocomio quanto la fanno da padrone le multinazionali, vuoi in quanto per bambini di Napoli, con prenotazione. La prima infausta i salari delle maestranze sono diventati molto alti tanto da diagnosi fu: male di gola. Il bimbo fu sottoposto alle cure costringere gli imprenditori alla delocalizzazione della rete dell'accidente presunto senza sortire alcun effetto positivo. industriale, vuoi, infine, in quanto in un pianeta reale, finito Tramite un'altra prenotazione nel giorno e nell'ora stabilita con risorse limitate non ci può essere una crescita infinita. fu rivisitato dal noto primario che prospettò, oltre al mal di Oggi s'impone la realizzazione di economie utili alla salvagola, questa nuova diagnosi: sospetta ipertrofia del timo. guardia della Terra con il rispetto dell'ambiente e della natuGli furono prescritte delle iniezioni intramuscolari. Quando ra. L'uomo non deve essere un eterno parassita. La natura fu sottoposto a questa cura avvenne che, fatto quasi inauè stata sempre gelosa dei suoi misteri. Tutte le grandi opedito, irrigidisce talmente la regione glutea da far schizzare, re infrastrutturali dell'uomo che l'hanno violentata hanno fuori dall'ago della siringa, il medicinale. La natura dell'esdato origine a catastrofi. La prosperità senza crescita è posserino si ribellava, così, a trattamenti inopportuni e violenti. sibile sfruttando le risorse naturali bioeticamente ed ecoloI risultati di questa terapia procacciarono al bimbo due gicamente, trasformando tutti i prodotti dell'alma Terra, utiernie inguinali per gli sforzi fisici, e recalcitranti che faceva lizzando i rifiuti, evitando il superfluo. La frugalità è di per sé durante la somministrazione, tra infiniti vagiti, del mediciun frutto eccellente, salutare, ortodosso ed ecologico. Il nale. diritto alla sopravvivenza dell'io deve incapsulare ciò che è Di questo nuovo e procurato male patì per sei mesi, buono ed equo. È una legge prioritaria, cogente. Essa non tra la costernazione impotente di noi familiari e vicini di può andare contro la legge della natura. casa in quanto solo a sei mesi fu sottoposto ad intervento Per quanto riguarda l'odissea del malore iniziale di chirurgico per le ernie inguinali bilaterali. Intanto, perdumio figlio Giuseppe, essa si concluse positivamente con la rando al bimbo il malore iniziale, dopo aver girovagato visita medica di Fraricciardi. Costui, appena lo vide, senteninutilmente per i forbiti ed ampollosi studi di tanti luminari o ziò: questo bimbo ha l'epiglottide molle, è un fatto consueto eminenze grigie, fu consultato un pediatra di provincia e, che si curerà secondo natura. Pertanto non fu sottoposto precisamente, Fraricciardi di Palma Campania, seguendo alla radiografia del timo, né a medicinali. ■ il consiglio di un amico, il prof. Antonio Basilicata. Non ci

Domenico Cerullo, Piazze e strade di Roccarainola. tavolario edizioni, Febbraio 2012, pp. 278, densamente figurato con foto e illustrazioni in bianco e nero, anche a piena pagina nel testo. Introduzione di Domenico Capolongo. «Domenico Cerullo, già docente di Tecnologia presso l'istituto Comprensivo Statale "Morelli e Silvati" di Roccarinola, dottore in pedagogia, è costantemente impegnato nel dialogo con gli studenti della Campania sui temi della legalità e della sicurezza stradale. Da molti anni produce video educativi su tematiche sociali con il coinvolgimento attivo e partecipe dei suoi allievi e dei loro genitori. L'Amministrazione Comunale di Roccarainola, per il suo assiduo impegno a favore dei ragazzi, gli ha conferito, nel 2005, la Cittadinanza onoraria». «Mi piacerebbe che i ragazzi e le ragazze che leggeranno anche soltanto una delle storie - della strada in cui abitano o quella in cui è situata la loro scuola o della strada a cui si sentono particolarmente legati per ragioni che non c'è dato sapere - abbiano voglia di porsi più domande, che siano assetati di curiositа tanto da chiedere notizie, dettagli, su un passato da cui nessuno potrà mai prescindere. Il nome di quella strada in cui s'incontrano la sera potrebbe essere quella del bisnonno, del pro-zio o di una persona con cui non si condivide nessun patrimonio genetico, ma con cui ci tocca condividere la nostra storia» «E dopo aver viaggiato attraverso le strade di questo paese, a me caro, raccontandone le storie, siamo giunti alla fine. Tutte le cose della vita hanno necessariamente una conclusione. Ma quello che conta è tutto quello che c'è in mezzo. Mi auguro che chiunque legga questo libro possa essere più curioso nei riguardi dei percorsi che altri hanno vissuto prima di noi. Sarò ben contento se qualche volta, dandosi un appuntamento ad una via "...", - magari nell'attesa - ci si chiedesse quale fosse il volto e la storia di quel nome che fino ad allora nella nostra testa era solo una striscia di asfalto odi pietre. Domandare e ricordare con tutto il rispetto che il ricordo impone» (2ª, 3ª e 4ª di copertina). ■


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Dalla Croazia, Giacomo Scotti c’informa d’aver ricevuto il Premio “Istria Nobilissima” per il settore Poesia in lingua italiana. Il titolo del Premio istriano riporta direttamente a “Napoli Nobilissima”, la prestigiosa rivista mensile fondata nel 1892 da studiosi e letterati napoletani, fra i quali Benedetto Croce e Salvatore Di Giacomo, e stampata dal notissimo editore Luigi Pierro.

PREMIO POETICO A GIACOMO SCOTTI «Caro Vincenzo, sapendo che ne sarai contento, ti comunico che al tuo amico e conterraneo siricanosavianese Giacomo Scotti è stato assegnato il primo Premio “Istria Nobilissima” che da quarantacinque anni viene organizzato dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana della Croazia e Slovenia. Scotti è il vincitore dell’edizione 2012: nella categoria Poesia in lingua italiana per la silloge inedita “Il mattino era un pesce di fiume o di stagno”. Questa la motivazione della giuria italo-sloveno-croata: “Espressività concentrata e più distesa discorsività musicale caratterizzano questa silloge, filtrata da una chiara consapevolezza espressiva, ricca di arresti, umori e sentimenti, di coscienza critica, di forza memoriale e autobiografica” . I risultati del concorso “Istria Nobilissima” 2012 sono stati annunciati a Capodistria. La cerimonia della consegna dei premi comprendenti anche la narrativa, la saggistica, il teatro, la pittura, scultura e grafica, il cinema, la fotografia d’arte e il giornalismo, si svolgerà il 16 giugno a Portorose sul litorale sloveno dell’Istria» (Giacomo Scotti, mercoledi 16 maggio 2012). Congratulandoci con il nostro compaesano, pubblichiamo qui alcune poesie della silloge premiata.

UOMO TERRAGNO Mio padre non scriveva, raccontava con la voce e il silenzio, dietro l’aratro andava seminando assenzio. Risparmiava la luce in casa, a tarda sera, dopo il sole del giorno accanto al focolare per parlarci di un prossimo ritorno ai lavori di primavera. Il mattino era un pesce di fiume o di stagno; e di nuovo si andava sui campi dove tuttora cresce un pero piantato da lui uomo terragno. All’una si faceva una sosta per vino, sardelle e formaggio. Guardavo in faccia mio padre anziano sulla terra di maggio con il boccale in mano.

A MIO FIGLIO Non dar retta alle rughe che coprono la mia ferita, ascolta la fresca vita che in te porti e che intorno ti ronza. Non ascoltare L’età che mi abbronza, che ha conosciuto i porti di un lungo mare. Io me ne vado, torno alla fatale notte, mi scoloro; tu resta nel giorno, nell’oro.

CI VERSIAMO NEL MARE C’è sempre un mare che ci accomuna, un mare meraviglia di mugghi e di gorgogli con secche, isole, scogli, un mare che ci assomiglia. Noi siamo fiumi, acqua dai monti partita

che in quel mare si versano portando e cercando in esso la vita. Ma ormai ci riversiamo la tristezza di una imprendibile, smarrita, lontana giovinezza.

LE DOCILI PAROLE Un mio amico poetava di docili parole, fuscelli nell’aria. Le cerco sempre, ovunque, mentre volano per sparire lontano. Le docili parole d’oggi e di ieri: dei miei pensieri. Come questa che presto sarà sparita nei turbini di una vita che ho cercato serena.

IL MIO NOME Il mio nome son io ma con la voce di chi mi chiama. Quando non avrà più suono per me, lo scolpiranno sulla tomba. Il nome, ora in suoni diversi, e senza urgenza oltre la vita esisterà perfino nell’indifferenza.

ANELITO Il mio costante anelare ai segreti degli abissi del mare, il mio desiderio di amore altissimo e forte sono la crescita e la discesa verso la morte. ■

R I C O R D O

Saviano. Il maestoso Frasso, abbattuto il 9 febbraio scorso. Foto scattata da Via del Frasso il 5 giugno 2006. Rimane vivo nella memoria dei concittadini vicini e lontani. «Grazie per quanto mi scrivi. Con te posso ancora sperare di non essermi allontanato dall'aria di quel platano che a te fu tanto vicino. Un fraterno abbraccio da Giacomo» (Giacomo Scotti, giovedi 17 maggio 2012). ■

D I

A L F O N S O

G A T T O

di Giacomo Scotti ifficilmente il dolore mi fa piangere, ma quando lessi sui giornali ed ascoltai alla radio della tragica morte di Alfonso Gatto avvenuta l'otto marzo 1976, beh, non riuscii proprio a trattenere le lacrime. Quasi vergognandomi di quella "debolezza", le asciugai frettolosamente e andai a sfogliare qualche volume della mia biblioteca (ed oggi ripeto quei gesti) alla ricerca in esso del mio conterraneo scomparso. Sapevo dove cercare. Il primo libro a venir fuori fu l'Antologia poetica della resistenza italiana (1955) curata da Elio Filippo Accrocca (che me la donт durante un viaggio che compimmo insieme a Belgrado ed a Kragujevac) e da Valerio Volpini. Ma oltre alle poesie, tratte da Il capo sulla neve, nulla trovai di Gatto, nessuna annotazione che non fosse un'arida bibliografia. Nella Enciclopedia Garzanti della letteratura mondiale del 1972, alla voce Gatto, Alfonso, lessi: "La poesia di G., inizialmente legata ai modi dell'ermetismo, mira soprattutto a una sorta di decantazione del dolore quotidiano; ma ha dato voce anche ai temi della Resistenza e dell'impegno politico. Sul piano formale, essa è incline soprattutto a un andamento di canto”. Una nota biografica nell'Antologia dei poeti italiani dell'ultimo secolo curata da Giuseppe Ravegnani e Giovanni Titta Rosa, edita nel 1963, ricordava invece di Gatto: "La sua giovinezza fu inquieta e avventurosa, i suoi studi irregolari e ribelli" (e ci vidi qualcosa di me che mi

accomunava al grande poeta corregionale), "i suoi mestieri furono vari e umili" prima di approdare al giornalismo. "Uomo di aperta umanità, nemico di ogni compromesso, dà ai suoi giorni e alle parole il fervore dell'animo, con dura sinceritа". Esatto, era proprio questi il Gatto che avevo conosciuto. Quell'atroce notizia, tra l'altro, mi portava l'eco di versi gattiani lontani nel tempo che al mio cuore di esiliato volontario oltre i confini della Campania e dell'Italia, con gli occhi puntati sulla sponda occidentale dell'Adriatico e alle vicinissime Alpi che non conoscono frontiere statali, parlavano della mia patria: "Bei monti della sera / azzurra è già l'Italia"; "Odora giа l'Italia / di polvere e di rose". E "azzurro è il mio passato". Per me lo era anche il presente, essendomi trasferito da uno all'altro mare. Ricordai pure, in quegli attimi, un'altra poesia del mio amico falciato: "Un giorno dov'è l'ora della morte". E ritrovai la rassegnazione. Ad Alfonso Gatto ho pensato come a un caro amico per oltre quaranta anni, da quando lo conobbi la prima volta a Fiume nel 1948 fino alla sua morte. Come poeta rimane nei miei pensieri da sempre». (Dal saggio di Giacomo Scotti Ricordo di Alfonso Gatto, Collana “Casa della poesia”, Multimedia Edizioni, Baronissi - SA - 2009, pp. 3-4). ■


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Narrativa (3ª puntata)

GIANCARLO TINCA Gerardo Allocca da era una squisita compagna, dal carattere forte e deciso e una figura niente male, nonostante l’età non più giovane (vicina ai quaranta, come, più o meno il marito): asciutta, quanto ben tagliata, dava, coi suoi tratti marcati, la sua energia e prontezza, la disinvoltura della persona di tipo medio e ordinario, un’impressione quasi mascolina. Ciò, però si accordava assai bene con le grazie e le qualità muliebri, che non le difettavano punto, benché lei fosse, come teneva a mettere in chiaro allorché le capitava di cadere in argomento con altri, una figlia di questo mondo, una donna moderna. Si spiegava, così che sapesse con successo dividersi tra le occupazioni femminili e materne, da un lato, attendendo come meglio poteva alla conduzione della casa e alla cura del loro unico rampollo, una femminuccia cui avevano imposto il nome di Iolanda, e, dall’altro agli obblighi professionali, nella sua qualità di impiegata, lei avvocato, presso uno studio notarile, che le impegnava tre quarti della giornata. Del resto, Iolanda era già, di cinque anni oramai, abbastanza cresciuta e non le procurava grossi grattacapi; deliziosa fanciulla anche lei, ammise con soddisfazione l’ingegnere, e lui poteva proprio dirsi, da questo punto di vista degli affetti, un uomo fortunato. Tutta sua madre, ossia la nonna paterna, nei suoi occhioni splendenti color nocciola screziato, Iolanda le ricordava, poi in tanti atteggiamenti e movenze, quanto in numerosi particolari gli altri nonni e congiunti, il cui patrimonio umano, biologico e morale, condensato in lui, il padre e in Ada, si era infine assommato nella piccola, secondo il capriccio e l’arbitrio di un miscuglio di molecole chimiche. Gli passò per la testa Enghels e la sua Dialettica della natura: no, si disse, il Mondo non era una stregone senza cuore che operasse i suoi artifici magici nel laboratorio del caso, era, invece una Mente Meccanica, che regolava il suo agire secondo una legge intrinseca di evoluzione, mirante alla propria riproduzione illimitata nelle forme della prassi oggettiva, organica, inorganica, industriale. Iolanda rappresentava, perciò l’arancia necessaria sull’albero della vita, loro due, lui e Ada, il fiore germogliato su quel ramo, in obbedienza alla loro volontà connaturata di costruire nuovo Mondo. Non che essi si fossero inchinati a una causa superiore nel dare alla luce la loro creatura, quella causa, infatti era in loro stessi, nella loro libera iniziativa. Un piacere immenso egli riceveva dal solo specchiarla con gli occhi, Iolanda, tant’era graziosa, dal sentirsi dire papà, dallo stringersela al petto e baciarla dolcemente, dall’avviarla col proprio lavoro e gli insegnamenti che andava impartendole insieme alla madre ad avere un posto nella società. E Ada, lui non poteva dimenticarlo, per di più gli era di conforto anche nelle sue convinzioni e vedute personali, benché le origini di lei fossero abbastanza abbienti, essendo figlia di un noto legale del foro cittadino: il che coronava degnamente le sue gioie familiari. Infatti, la moglie l’aveva conosciuta la prima volta, proprio frequentando le riunioni di Azione Proletaria, l’organizzazione studentesca in cui era entrato in gioventù. Anche lei, col sopraggiungere degli impegni lavorativi e casalinghi aveva, come il marito, abbandonato l’agone politico, pur non distaccandosi dalle sue antiche idee. Queste ultime erano state all’origine del suo contrasto con il padre, l’illustre procuratore Elio Zinni, il quale aveva vivacemente avversato, altresì il matrimonio di Ada, giudicando, a ragione, stando al suo angolo visuale, l’uomo che ella aveva scelto non alla sua altezza sociale. E quei dissapori passati avevano lasciato una traccia nella loro vita coniugale, che, quantunque attenuata sussisteva tuttora, tant’è che gli incontri e la familiarità con i suoceri di lui, ancora viventi, non erano molto abituali e si limitavano allo stretto indispensabile. In cambio essi avevano alcune solide amicizie su cui contare e con cui intrattenevano ottimi e frequenti contatti, soprattutto Aldo e la moglie, collega, il primo di Giancarlo: con loro era come fossero parenti. Lì, guarda, sussurrò a un tratto una voce interna all’ingegnere nell’aeroporto, e lui lo fece diligentemente: a pochi passi da lui era in corso una scena decisamente avvilente, egli l’aveva adocchiata di sottecchi,

quindi ne era stato richiamato d’istinto e vi indirizzava ora di proposito la vista. Fu questione di attimi: poche parole appena (almeno così credette d’intravedere sulle prime) scambiate, uno scatto, una fuga repentina, un immediato inseguimento nella sala tra la folla, urla inorridite, pianti subitanei di piccoli presenti, poi l’arrivo dei rinforzi, l’uscita fulminea del fuggitivo sul ballatoio antistante la pista, le minacce ad armi in pugno (una pistola carpita con mano felina a una delle guardie avvicinateglisi), un colpo fragoroso partito attraverso il panico e l’uomo piombò sull’asfalto di fuori, abbattuto.

web - Immagini relative a Zeno Cosini. Il marasma, l’angoscia, la costernazione della gente; era andata così: due agenti si erano presentati all’ucciso, identificato come un temibile malvivente, nonostante egli naturalmente viaggiasse sotto mentite spoglie, comunicandogli l’arresto, ma quello s’era dato a gambe e, inseguito dai due come da alcuni altri poliziotti, venuti a dar man forte ai primi all’udire delle grida, era infine caduto sotto il fuoco di un proiettile esploso da uno degli uomini in divisa, al primo accenno di reazione armata da parte di lui. Erano stati, quelli, momenti di assoluto sbandamento e spavento indescrivibile, scesi subitamente, come un’ombra sinistra e livida che appannasse di punto in bianco una giornata tersa e assolata, sui tanti che si trovavano nel grande locale d’attesa. Lentamente, appena il cadavere, e ce ne volle, venne prelevato da un’ambulanza e la forza pubblica si fu allontanata, la ressa dei curiosi intorno al punto dove giaceva il corpo esanime scemò e tutto sembrò all’apparenza ricomporsi e riacquistare l’aspetto normale. Personalmente, l’ingegnere restò fermo al suo posto, e durante il movimentato incidente, dotato com’era di flemma nonché sprezzo per la propria incolumità (- A viso aperto -, era la sua massima), e dopo, sicuro di non poter essere di nessuna utilità, anzi, piuttosto d’intralcio e impedimento. Passato il pericolo, s’immerse nuovamente nella lettura, proprio mentre l’altoparlante annunciò il suo volo avrebbe portato un ritardo nel decollo di circa un quarto d’ora: poco male, si disse, non ho alcuna impellenza. Ma non gli riuscì di applicarsi su quelle pagine di cronaca che continuava a scorrere sul periodico, dal momento che il suo pensiero riandava continuamente all’accaduto di poc’anzi: evidentemente, e, del resto era naturale, ne era rimasto molto suggestionato. Gli era parso una cosa insensata, fuori di ogni logica, ed aveva aggravato, ulteriore prova a carico, il suo

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sconforto nei confronti dell’attualità dell’uomo. Era inammissibile che, con tutti i problemi che incombono sulla vita, si possa permettersi il lusso infantile di giocare a guardia e ladri (perché di gioco, in fondo in fondo si trattava, a un esame distaccato e obiettivo: un gioco stupido e tragico), e di troncare un’esistenza per mano nostra, come se la morte non disponesse di arti e trucchi bastevoli di per se stessa a compiere la sua opera spietata quanto ineluttabile. Non era proprio il caso di distruggere, quanto invece di erigere, ed erigere era per lui il vero obbligo di ognuno, erigere insieme agli altri l’edificio splendido e monumentale, a un tempo, del popolo. E lì, sotto i suoi occhi si era, inversamente demolito. Giancarlo sapeva che quella mostruosità di cui era stato testimone e che, d’altronde, così come si erano messe le cose, era inevitabile, non era stata perpetrata, peraltro incolpevolmente, meglio, provvidamente, avendo vietato al malfattore di nuocere con l’arma, dalla volontà del poliziotto che aveva sparato, ma da quella perversa e diabolica di uno ben più in alto: il Denaro. Lui era l’autore di tutta quella grazia che quella società, ad esso votata, l’occidente1, cioè, poneva quotidianamente a portata di mano dei suoi membri e di cui dianzi aveva offerto un saggio mirabolante e qualificante. Lui, la pianta cattiva e selvaggia che bisognava estirpare come il loglio per scongiurare che infestasse tutto il campo; ma tutto era marcio lì e anche lui, tutto sommato era corrotto, visto ch’era al Suo servizio e Ci andava a braccetto volentieri. Giocoforza, d’altronde, si giustificò Giancarlo: non c’era alternativa per lui alla vita che conduceva, a meno che non si volesse fuggire altrove, presso altre genti1. Così, inchinato a quell’idolo, l’oro, il cosiddetto mondo libero era, in pratica schiavo, succube di necessità concrete e contingenti da esso imposte e ad esso concatenate. La tùche, di ellenica memoria, da noi, nel paradiso degli affari e dei commerci, altro non consisteva che nell’essere completamente nelle mani e in potere dei quattrini, arbitri delle nostre fragili e inermi esistenze. Fece appello a qualche illuminante esempio attinto dalla sua cultura, né poca certamente, né, tanto meno enciclopedica, e dalla sua esperienza umana: Zeno Cosini, per dirne una, era la parodia in chiave grottesca della vita occidentale, quanto Rosso Malpelo ne rappresentava la cifra tragica e Isabel Archer il frutto tra i più significativi e tipici nelle alte sfere mercantili; e i tanti, tra cui alcuni a lui noti di persona, che erano precipitati nel vicolo cieco della droga non ne costituivano forse il risultato coerente e lo specchio fedele? Gli ritornò agli occhi lo spettacolo di cui era stato spettatore dianzi e si disse: ecco un’altra prova, se anche ne avessi ancora bisogno della scelleratezza di questo nostro modello sociale. Cadere sotto il fuoco di un’arma era per lui la più vuota assurdità: la guerra, ogni guerra, specie poi l’apocalisse atomica era un’offesa contro l’intelligenza e un ritorno alla ferinità, ancor più lo era la criminalità di sapore hobbesiano che popolava le pagine di cronaca: tutto un’idiozia bell’e buona, conseguenza logica dell’asservimento dell’individuo al ricatto della ricchezza. Mondare la vita da questo sconcio era il suo più vivo desiderio, che ci si potesse riscattare, un giorno dalle brutture da bassifondi, da ghenga o capestro e la legge servisse a fissare i doveri e non a punire squallidi e volgari aberrazioni. E ciò solo si poteva, abbattendo il simulacro dell’Oro e innalzando in sua vece quello dell’Uguaglianza. Un uomo nuovo sarebbe stato allora modellato, quello della matura coscienza di sé e delle cose, padrone, al pari di tutti e non più schiavo dei suoi bisogni elementari, legislatore del suo destino e non prono al volere di questo: brevemente, Giancarlo accoglieva in pieno l’escatologia e la soteriologia proletaria. Ma il suo pensiero, nel riflettere queste considerazioni, si era involato assai lontano, sollevandosi, per così dire da terra, sicché il suo orecchio, divenuto sordo all’esterno, non percepì l’annuncio dell’altoparlante che invitava i passeggeri del volo 404 per Buenos Aires ad avviarsi per l’imbarco e, immemore della sua persona continuò ad aggirarsi nelle quote elevate dell’astratta ponderazione, senza smuoversi d’un pelo da sedile dove stava comodamente assiso. (Segue) ____________ 1. Si tenga presente che questo racconto è degli anni ’80 ■


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Dopo secoli si è nuovamente popolato di Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

CASTELCICALA IL FARO DELL’AGER NOLANUS Raffaele Grilletto l Castello di Cicala (uno dei circa 600 Castra o Castelli d'Italia), è uno dei più antichi e famosi della Campania, se non, uno dei più ricchi di Storia, comunque uno dei meno danneggiati ed ancora recuperabile [1]. Esso sorge sulla collina di Cicala, piccola Frazione della Città di Nola, a m 229 slm ed è raggiungibile per una strada carrabile di circa tre chilometri, che parte dall’incrocio di Via Stella con Via della Repubblica, nei pressi dell’Ospedale Civile di Nola, e sale sulla collina omonima. La fortificazione occupa un’area di mq 42.000 circa, con una perimetrazione di forma circolare che si sviluppa per m 750 circa e racchiude la sommità della collina. L’analisi storico-architettonica dei resti della fortificazione presenta diverse problematiche che rendono la lettura del sito e della struttura difensiva abbastanza complessa. Diverse fonti, non confermate da testimonianze documentarie, danno la collina di Cicala già frequentata in epoca pre-romana e romana; frequentazione intensificatasi in epoca alto-medievale, probabilmente in seguito agli eventi bellici verificatisi nella zona che portarono alla decadenza della città di Nola [2]. Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato, però, che il Castello di Cicala, contrariamente a quanto avvalorato da storici locali, non assorbi mai del tutto la città di Nola poiché essa, sia pur devastata dalle incursioni barbariche, da calamità naturali, come l’eruzione del Vesuvio, le inondazioni del fiume Clanius, le ricorrenti epidemie di peste, non fu del tutto distrutta e protetta dalla sua cinta muraria, continuava ad esistere tanto che in essa stabilì la residenza il gastaldo Ausenzio [3]. Il primo documento, in ordine di tempo, di cui si ha notizia, circa l'esistenza del Castello, è la Cartula Vicariationis una preziosa pergamena del Secolo X conservata nell'archivio dell’Abbazia di Montevergine,dalla quale si rileva che Giovanni Vescovo di Nola nel 948 cede un terreno a Garamo e Solegrimo abitanti a Castelcicala [4], mentre altri studiosi ritengono che nel predetto manoscritto il Vescovo di Nola procedeva ad una permuta del Castello di Cicala, consistente in una vera e propria fortificazione lignea che, però, era in condizioni pessime, essendo stato distrutto da un incendio anni prima, con altri terreni [5]. Problematiche sono anche le notizie tratte dai primi documenti d’archivio che riguardano Cicala. La Chronica Monasterii Casinensis, nel riportare notizie sulla scorreria degli Ungari, che devastarono l’area nolana, non fa esplicito riferimento al castello di Cicala. Il Tropeano, invece, sposta la data del documento dal 948 al 1068. Lo spostamento di tale data lascia il sito di Castelcicala privo di fonti per il periodo longobardo. L’assenza di documenti fa ipotizzare che l’edificazione del castello sia avvenuta a seguito della conquista normanna [6] sulle rovine, però, della fortificazione in legno del periodo longobardo [7]. Tale ipotesi viene ulteriormente confermata dall’analisi delle strutture architettoniche in vista, dalle quali non si evince nessuna preesistenza del periodo longobardo, ma una certa omogeneità dei caratteri insediativi e delle caratteristiche architettoniche tipiche delle fortificazioni normanne. Le vicende del castello di Cicala durante il periodo normanno sono testimoniate da documenti d’archivio che, oltre a fornire notizie sull’organizzazione sociale, militare e religiosa del vasto territorio della contea, ci informano sul nome dei feudatari che vi esercitarono il potere: Aimo de Argentia, Guglielmo de Cigala, Gualterius de Molinis. Fra il 1130 e il 1140 durante i numerosi scontri tra i normanni guidati da Ruggero e Roberto, principe di Capua, ed i Napoletani alleati con il Papa, il castello di Cicala divenne una delle basi operative per tenere sotto assedio Napoli. A testimonianza della sua importanza strategica nell’organizzazione del regno normanno, Cicala fu sede del Catapano. Nel periodo svevo, conseguentemente alla politica accentratrice dell’imperatore Federico II, le contee normanne persero d’importanza. Esse furono progressivamente soppresse, tranne quelle di Manoppello, Chieti, Caserta e Acerra; quest’ultima, concessa a Tommaso I d’Aquino, comprendeva anche il territorio di Cicala. Altre notizie sul castello di Cicala ci vengono dal Mandatum de reparatione castrorum imperialium, elenco dei castelli imperiali da restaurare nelle provincie di Terraferma, nel quale si indica che il castello di Somma doveva essere riparato dagli abitanti del luogo, di Cicala, di Avella, di Rocchetta, di Acerra, di Ottaviano, di Palma e di Arienzo. I continui conflitti con l’imperatore portarono il Pontefice Urbano IV a chiedere l’intervento di Carlo I d’Angiò, fratello del Re di Francia Luigi IX. Dalla trattativa per l’investitura, documentata da una bolla datata 1263, si fa cenno esplicitamente alle terre che sarebbero rimaste alla Chiesa, tra le quali

figura anche Cicala. Gli Angioini, dopo la conquista del regno, confiscarono la maggior parte dei feudi sostituendo i baroni fedeli agli Svevi con i cavalieri del loro seguito. Anche Cicala subì la stessa sorte, entrando a far parte della vasta contea affidata a uno dei maggiori cavalieri del seguito di Carlo: Guido di Monfort. Questi, dopo le tragiche vicende di Viterbo nel 1271, fu privato della contea che riottenne nel 1274, dopo la assoluzione ed il perdono del Re. Sotto la dominazione an-

gioina cominciò un lento e progressivo declino di Cicala, poiché si andava riprendendo e consolidando il ruolo di Nola, dove si cominciarono a concentrare tutte le funzioni amministrative e militari della contea. La città, a partire da tale periodo, è interessata da un forte sviluppo economico- edilizio: si riedificano le mura urbane, si costruisce l’arce o castello di città, si erigono molte Chiese sui resti della città antica. Tali trasformazioni conferirono all’assetto urbano un aspetto completamente diverso da quello del periodo classico ed altomedievale. Lustro maggiore alla città ed alle sue istituzioni venne dalla famiglia Orsini, in seguito al matrimonio di Romano con Anastasia, discendente dei Monfort. Alle vicende della famiglia Orsini, che nel periodo aragonese fu una delle più potenti del Regno di Napoli, furono legate le sorti della contea per circa due secoli, durante i quali, attraverso varie concessioni, riuscì ad infeudarsi un territorio enorme, che andava dall’Agro Nolano alla Valle del Sarno. Il dominio di un territorio così vasto, le cambiate esigenze strategiche, nonché le diverse tecniche militari, determinarono un progressivo abbandono di Cicala, che venne utilizzato soprattutto come luogo di diporto della famiglia Orsini e veniva tenuto da un castellano. Dopo la guerra tra Francesi e Spagnoli, la contea di Nola fu smembrata e venduta a diversi feudatari; nel 1534 Cicala fu concessa da Carlo V a Dionigi Bellotto, il quale, a sua volta, la rivendette ad Antonio Maramonte. Dal 1546, anno in cui la principessa Mombell, sostenendo di esserne proprietaria, vendette il feudo a Luigi Dentice, la documentazione dei passaggi di proprietà diventa più complessa: si trovano titolari del feudo Raimondo Orsini, Laura Albertini nel 1563, la quale per 2.320 ducati lo cedette al suocero Pompeo Albertini, che a sua volta nel 1573 lo vendette a Marzia, moglie di Angelo Albertini. Nel 1586 il feudo giunse ad Annibale Loffredo che fu costretto a cederlo per 5.520 ducati. Nell’arco del XVII secolo con alterne vicende amministrative, che ne limitarono il territorio, il feudo di Cicala venne venduto a diversi signori tra i quali degno di nota è Ladislao Re di Polonia (1640) [8]. Nel 1719 il fondo di Castelcicala passa al Patrizio napoletano Fabrizio Ruffo, secondogenito del III° Duca di B agnara che viene insignito del titolo di I° Barone di Castelci cala. Con Paolo Ruffo II° Barone di Castelcicala 1720 – 172 9 il casato venne insignito del titolo di Principi di Castelcicala (diploma dell'Imperatore Carlo VI del 29-01-1729). A seguito del matrimonio di Giustina Ruffo, Principessa di Castelcicala e Duchessa di Calvello con il Marchese Giuseppe Corio di Sacconago e della successiva unione della di loro figlia Carolina Corio, Principessa di Castelcicala e Duchessa di Calvello, con Giuseppe Amedeo dei Conti Sallier de La Tour e dei Marchesi di Cordon, Ministro Plenipotenziario del Re d'Italia nei Paesi Bassi, il castello passa per discendenza ereditaria alla famiglia de La Tour nella persona di Filippo VI° Principe di Castelcicala e V° Duca di Calvello [9]. I Conti Sallier de La Tour che tennero le terre e vi abitarono probabilmente fino alla metà del seco-

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lo scorso, così come si evince dalle lapidi poste sulle tombe dei Ruffo-de La Tuor poste nell’antica Cappella del Castello dedicata a Sant’Antonio, oggi Cappella gentilizia dei diretti discendenti dei “Principi di Castelcicala”. Ulteriormente trasformate ed adattate nel corso degli ultimi decenni, le strutture principali del castello, oggi, a seguito di donazione avvenuta negli anni ’70, il castello è proprietà dei padri Cappuccini di Nola i quali a perenne riconoscenza per i Principi di Castelcicala in una delle stanze adiacenti la Chiesa di Santa Lucia, nel 2000 realizzarono un altare con un busto marmoreo recate la seguente epigrafe: “DUCA/ PAOLO SALIER DE LA TOUR CARIO/ DI CASTELCICALA/ I FRATI CAPPUCCINI A.D. 2000”. Il Castello in profondo abbandono a causa degli enormi costi per mantenerlo e non farlo ulteriormente distruggere ospita anche la sede del Parco Letterario “Giordano Bruno” che ha tra i compiti istituzionali quello di conoscere, valorizzare e divulgare la storia della collina di Cicala, del suo borgo e del territorio circostante, che ne ha delineato la peculiarietà propria e contribuisce a definire una cospicua parte dell’Ager Nolanus. Il Centro Studi, che opera su questo territorio dal 1982, ha da parte sua già promosso e contribuito a numerosie iniziative culturali, folcloristiche e religiose tra cui spicca la costituzione del Parco Letterario “Giordano Bruno”, che coinvolge ben trentacinque comuni di cui venti in provincia di Napoli e quindici in provincia di Avellino, che tra gli scopi fondamentali quello di raccogliere e diffondere le notizie relative alla vita, alle opere e tutto quanto si riferisce al grande filosofo nolano Giordano Bruno che proprio nei pressi della collina di Cicala, Filippo Bruno filosofo, scrittore e frate domenicano italiano nasceva nel 1548 per poi morir sul rogo, a seguito di condanna dell'Inquisizione della Chiesa romana, in Roma a Campo dei Fiori il 17 febbraio 1600. Sabato 21 aprile u.s., con un tuffo nel passato di circa dieci secoli, le vestigia della Fortezza Longobarda–Normanna-Sveva si sono magicamente ripopolate di Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - fondato da Goffredo di Buglione nel 1099 per la custodia e la difesa, armata del Santo Sepolcro dopo la liberazione di Gerusalemme - avvolti nei loro candidi mantelli fregiati della purpurea Croce Potenziata, stemma della casata di Buglione e della Provenza. Il primo Conte di Nola, Guido di Monforte, fu cavaliere e partecipò alla seconda Crociata e ciò ha rappresentato il legame storico con l’evento celebrato nell’antico Castello dagli attuali Cavalieri dell’Ordine la cui missione di oggi è l’impegno caritativo in Terra Santa per il sostentamento delle opere a favore delle tre confessioni, cristiana, ebrea e musulmana, governate dal Patriarca Latino di Gerusalemme, Gran Priore dell’Ordine. Da tutto ciò ispirata, e per far rivivere dopo anni di abbandono un sito storico di grande valore artistico e monumentale e di notevole valore scientifico da recuperare con urgenza, la Delegazione di Nola-San Paolino dell’O.E.S.S.G. ha perciò organizzato un incontro nella storica cornice del castello di Cicala. L’incontro ha avuto inizio con la Santa Messa concelebrata dal Priore di Delegazione, il Comm. Mons. Pasquale D’Onofrio, Vicario Generale della Curia Nolana e dal Comm. Mons. Sebastiano Bonavolontà, Cerimoniere Religioso della Sezione Napoli S. Felice. Alla funzione religiosa hanno partecipato con profondo spirito cristiano il Delegato di Nola, il Gr. Uff. Ing. Nunzio de Falco, il Delegato di Scafati, il Comm. Dott. Vincenzo Santonicola ed il Preside della Sezione Napoli San Felice,il Cav. di Gr. Croce Dott. Angelo Giovanni Marciano, numerosi Cavalieri e Dame con rappresentanze della Delegazione di Scafati e di Benevento. Il cerimoniale strettamente rigido è stato curato dal Cerimoniere laico della Delegazione nolana, il Gr. Uff. Dott. Giuseppe Russo. Tra le tante Autorità civili, militari e religiose sono stati presenti anche il Sindaco di Nola, l’Avv. Geremia Biancardi e l’Assessore alle Finanze,il Dott. Antonio Russo. Dopo la celebrazione gli ospiti hanno potuto gradire una interessantissima visita al Planetario,riattivato per l’occasione, per ferma volontà dell’Ing. de Falco e con la disponibilià dei Frati Cappuccini, dopo tre anni di totale abbandono, ed una presentazione del sito archeologico con l’assistenza di esperti di astronomia e di storia, rispettivamente il Prof. Abele Onnembo, coadiuvato dallo studioso di astri Giuseppe de Falco, laureando ingegnere, nonché il Prof. Alfonso Porciello, Presidente del “Centro Studi Castelcicala”. Successivamente si è sciolta la riunione con l’auspicio di tutti che l’Ordine cavalleresco si impegni a fondo, con spirito cristiano, anche in ambiti di interesse sociale nel territorio nolano [10]. (Fonti: [1], [5], sito web www.conteanolana.it; [2], [4], [6], [8] Federico Cordella, “A Guardia del Territorio- Castelli ed opere fortificate dell’Ager Nolanus” - ed. Centro Sudi CastelcicalaNola, 2007, pp. 101-106; [3] Vincenzo Quindici, “Nola durante il dominio Longobardo”, Obiettivo Saviano, n. 4, aprile 2012, p. 9; [7] fonti dirette del Prof. Alfonso Porciello, aprile 2012; [9] www.castelcicala.com; [10] comunicato stampa O.E.S.S.G. Delegazione Nola-San Paolino). ■


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L’Archivio Storico del Comune di Saviano in due secoli: maggio 1812 - maggio 2012.

D A « L’ A R C H I V I O C H E S I VA FA C E N D O » A L L’ A R C H I V I O C H E S ’ È FAT T O Vincenzo Ammirati iusto due secoli fa, il 18 maggio 1812, Nicola Tufanj, sindaco della Comune di Saviano - così era detto il Comune meridionale nato durante il decennio francese (1806-1815) - scriveva A Sua eccellenza L’Uditore al Consiglio di Stato Sotto Intendente del Distretto di Nola, esponendo la necessità di “costruire” l’archivio comunale, anche per conservarvi le leggi del Governo, che il sindaco suggeriva d’acquistar «ligate». E, siccome egli non poteva procedere alla relativa spesa senza esserne autorizzato dal Sotto Intendente di Nola, questo chiedeva appunto il nostro sindaco, anche perché la legge che istituiva la Comune, imponeva ai sindaci anche l’istituzione del relativo archivio storico. La richiesta del sindaco Tufanj risulta da un documento dell’Archivio di Stato di Caserta, passatoci dall’amico Felice Romano di Piazzolla, e del quale abbiam fatto la fedele trascrizione in chiaro, comprese talune distrazioni lessicali. Il testo del documento è il seguente: «Signore, bisogna [fare] in questa comune l’archivio in dove si possino conservare tutte le carti [sic] che alla stessa si appartengo [sic]; compiacciasi perciò di dare quelle disposizioni, che convengono, per la costruzzione [sic] del medesimo. Con tale occasione, conviene, che le faccia presente ancora, che tutte le leggi emanate dal presente Governo per la maggior parte non esistono [in questo archivio], e quelle, che forse possono esservi, sono manchevoli, bigna [bisogna] perciò, che si comprino ligate, per conservarsi nell’archivio che si andrà facendo. E perché tale spesa non posso fare, senza la sua autorizzazione, perciò la chiedo. In attenzione del riscontro approvativo di ambe le cose, mi fo l’onore di salutarla. Nicola Tufanj Sindaco». E, dunque, l’archivio comunale di Saviano, iniziato dal sindaco Tufanj, non ebbe una sede stabile per l’inesistenza del palazzo municipale, sicché spesso gli affari comunali venivano espletati nella residenza stessa del sindaco pro tempore. Solo alla fine degli anni ’20 del Novecento, funzionarono stabilmente da sede del Comune i locali a sinistra del piano rialzato della neonata Scuola Elementare “Maria di Piemonte”, dove anche le carte dell’archivio furo-

no sistemate in appositi stigli di legno. Nel 1981, finalmente, Saviano ebbe il suo palazzo municipale, costruito al posto della vecchia stazione ferroviaria; e tuttavia il grosso dell’archivio fu relegato a giacer in assoluto disordine in un seminterrato umido e buio, perfino imbrattato da animali diversi. Da ultimo, l’amministrazione comunale affidava il riordino dell’enorme miscuglio di carte alla dott.ssa Teresa Strocchia, nostra concittadina specialista in archivistica, la quale ha compiuto un eccellente lavoro di recupero e catalogazione del nostro archivio comunale, la cui inaugurazione ufficiale cadeva il 15 marzo scorso nella sua nuova sede, ovvero in ampio locale al primo piano dell’ex “Orfanotrofio Pietro Allocca”. Oggi, a giusto due secoli di distanza dall’Archivio che si andava facendo, nella Introduzione a “L’Archivio Storico del Comune di Saviano - Inventario a cura di Teresa Strocchia”, 175 pagine dattiloscritte, la Curatrice scrive: «Il recupero di un archivio storico comunale costituisce sempre un momento importante per la riscoperta di fonti per la storia sociale ed economica di un territorio… La documentazione così classificata è stata divisa in archivio storico (documenti anteriori al 1970), archivio di deposito (documenti dal 1971 al 2008 circa) e archivio corrente (pratiche ancora non concluse). Al termine di questa fase �� stato individuato un locale idoneo alla conservazione e consultazione del materiale documentario che, per il suo ciclo di vita, costituisce l'archivio storico. Il locale è stato scelto tenendo conto dei requisiti essenziali e strutturali di un archivio storico e della stretta vicinanza alla biblioteca comunale, così da dedicare l'intero piano del palazzo alla cultura e alla conservazione della memoria storica». A questo punto, confidiamo nella sensibilità della nuova amministrazione comunale, auspicando che renda realmente funzionante il neonato archivio, assegnando, sia ad esso che alla contigua Biblioteca Comunale, personale idoneo e sufficiente per l’effettivo funzionamento di questo prezioso polo culturale, alla cui effettiva frequentazione vanno incoraggiati studiosi e amatori della nostra storia, soprattutto i più giovani, e, opportunamente guidati, anche i ragazzi delle locali istituzioni scolastiche. ■

Ma il frate rivoluzionario, impiccato a Napoli per i fatti del 1799, non era di Saviano.

FRA’ MICHELANGELO CICCONE Vincenzo Ammirati diversi notisti locali, che iniziarono a scriverne alla fine degli anni ‘70, sfuggiva che Fra’ Michelangelo Ciccone, uomo di vasta dottrina e di conclamata sensibilità poetica, nonché vittima illustre della reazione sanfedista del ’99, non era di Saviano, come essi con certezza ed orgoglio affermavano, bensì d’una regione ben distante, seppur compresa nel Regno delle Due Sicilie. Erroneamente, infatti, per primo, non si sa come, lo ritenne di Saviano uno stimato maestro elementare di Nola, che insegnava nel Plesso di Fressuriello. Egli, in un suo fascicolo stampato dal Circolo Didattico di Saviano nel 1979, inseriva una breve nota biografica di Fra’ Ciccone, definendolo «Martire semisconosciuto che onora la cittadina di Saviano». L’asserzione fu replicata da detto autore in altro suo opuscolo (Saviano - Sydik era Nola) del 1981, quando era appena uscito il Vol. 25 del Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani, che di Fra’ Michelangelo Ciccone forniva un’esauriente scheda con apparato bibliografico. Fatto sta che non il contenuto di quella scheda, né d’altre numerose fonti storiche, bensì l’errata asserzione del citato maestro transitò passivamente in altri opuscoli locali; poi, l’inesattezza, compreso il falso luogo di nascita, fu postata anche su un sito istituzionale di Saviano («Umile monaco nato a Saviano...»), quindi su quello di un’Associazione culturale nolana, dove si legge che Ciccone Michelanghelo, peraltro definito modesto e stravagante, «nacque a Saviano...». E invano suggerimmo che il lapsus scomparisse dalla circolazione, ché la risposta era puntualmente la stessa: «… ma sta scritto nel libro». Nei libri che contano, invece, è scritto che Fra’ Michelangelo Ciccone nacque a Morro D’oro, provincia di Teramo, il 17 gennaio 1751, da colta famiglia borghese che lo mandò a studiare in un seminario di Napoli, salvo che vestì poi l’abito dei Chierici Regolari Minori, quindi, chissà come, quello dei Teatini, essendosene tornato dalle

sue parti nel 1790, per insegnarvi matematica e filosofia nei licei. Poi, i bagliori rivoluzionari del ‘99 lo richiamarono a Napoli, dove praticò con filosofi e politici di prima grandezza, come la Sanfelice e la Pimentel Fonseca, Ignazio Falconieri e Domenico Cirillo, Francesco Conforti e il francescano Marcello Scotti, Nicola Fiorentino e il palmese Vincenzo Russo, il frate calabrese Antonio Jerocades e Mario Pagano «al quale tutta la generazione riguardava con amore e con rispetto». Tutti mandati al patibolo. Durante la rivoluzione, Fra’ Michelangelo scese per le strade predicando il Vangelo in napoletano, e incitando la gente alla rivolta. La reazione del cardinale Ruffo lo spedì al patibolo in Piazza Mercato a Napoli il 18 gennaio 1800. Scrisse molto, e di cose ben apprezzate, perfino dal Foscolo che di Fra’ Ciccone parlava nel Frammento sulla Storia di Napoli (vedi Carlo Gemelli, Della vita e delle opere di Ugo Foscolo: Libri Tre, Firenze 1849, pp. 238, 247-248). Opere di Fra’ Michelangelo Ciccone: ● Il Vesuvio: canti anacreontici tra Fileno, e Fillide, Napoli 1779. ● Felice spedizione della flotta navale, fatta da S. M. contro Algeri nel 1783, Canzone in versi togati, 1783. ● Per la morte di Carlo III di Borbone, Teramo 1789. ● L’innesto del vaiolo, Poemetto, Teramo 1789. ● Al valorosissimo generale in capo e cittadin di Francia Championnet, Napoli 1799. ● La repubbreca spiegata co lo Sant’Avangelio a lengua nosta, Giornale repubblicano in dialetto napoletano, redatto insieme a Giuseppe Belloni. ● Spiega de lo Santo Evangelo a lengua nosta, foglio volante. ● Canto de lo Sebeto dedicato a li Patriuote, Napoli 1799. Altre sue opere son ritenute di dubbia attribuzione. Per ampliar lo studio su Fra’ Michelangelo Ciccone, oltre alla citata scheda inserita nel Dizionario Biografico Treccani, veder, fra l’altro, notizie varie nelle seguenti opere: • Il Monito________________

re Napoletano n. 1 del 2 febbraio 1799, e n. 20 del 16 aprile 1799 • Carlo Botta, Storia d’Italia dal 1789 al 1814, Capolago,

Il documento d’archivio fornito da Felice Romano Tipografia Elvetica 1833, Tomo V, Libro Decimottavo, p. 1719 • Luigi Catalani, Le Chiese di Napoli, Vol. I, Napoli 1845, pp. 124-125 • I martiri della libertà italiana dal 1794 al 1848, memorie raccolte da Atto Vannucci, Poligrafia Italiana, Livorno 1849, cap. XVIII, pp. 122-123; poi in 3ª edizione, Le Monnier, Firenze 1860, Cap, XVII, Vescovi, preti e frati martiri della repubblica, pp. 108-109 • Carlo Gemelli. Della vita e delle opere di Ugo Foscolo, Firenze, Tipografia Italiana, 1849, Sulla Storia di Napoli, Frammento, pp. 235, 247 • Luigi Cibrario, Descrizione storica degli ordini religiosi, Volume Secondo, Torino 1850, p. 89 • Luigi Priario, Quaresimale Politico del 1860, Genova, Enrico Monni Editore, 1860, pp. 121-122 • Francesco Lomonaco, Rapporto al Cittadino Carnot sulla catastrofe napoletana del 1799, Napoli 1861, p. 22 • Vincenzo Cuoco, Saggio storico sulla Rivoluzione di Napoli, Napoli 1861, § XLVII Disfatta di Marigliano, p. 163, § XLIX Persecuzione de’ Repubblicani, p. 173, § LI - Conclusione, p. 184 • Alessandro Dumas, I Borboni di Napoli, Voll. III-IV, Napoli 1862, p. 196 • Giuliano Gaeta, Storia del giornalismo, Vol. 1, Vallardi, Milano 1966, p. 407 • Benedetto Croce, La Rivoluzione Napoletana del 1799, Bari, Laterza, 1968, III, La Sanfelice e i Baccher negli ultimi mesi della Repubblica. Il 13 giugno, pp. 135136 • Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli, Volume 2°, Libreria Scientifica Editrice, Napoli 1969, nota 34 a pié di pagina 25 • Beniamino Costantini, I moti d’Abruzzo dal 1798 al 1860 e il clero, Studio bibliografico A. Pollo, 1986, p. 12 • Guido Santato, Il giacobinismo italiano. Utopie e realtà fra Rivoluzione e Restaurazione; sta in Armando Balduino (a cura), Storia Letteraria d’Italia, L’Ottocento, Tomo 1, Piccin Nuova Libraria S.p.A. Padova 199012, § 3, La pubblicistica del periodo rivoluzionario, p. 29 • Alfredo D’Ambrosio, Storia di Napoli dalle origini ad oggi, Edizione Nuova E. V., Napoli 1993, La Repubblica Partenopea, p. 164 • Francesco D’Ascoli, Letteratura Dialettale Napoletana - Storia I, Napoli 1996, p. 165 • Giovanni Pugliese Carratelli, Attilio Bartoli Langeli, La città e la parola scritta, Milano. Scheiwiller / Credito Italiano, 1997, p. 450 • Elena Urgnani, La vicenda letteraria e politica di Eleonora de Fonseca Pimentel, La Città del Sole, 1998, II.13 Il Monitore Napoletano, pp. 266-267 • Massimo Cattaneo, Santi e miracoli nell’Italia in rivoluzione: il caso di Napoli; in Angelo Massafra, a cura, Patrioti e Insorgenti in Provincia: il 1799 in Terra di Bari e Basilicata, Edipuglia, Bari 2002, p. 124 • Rosaria Capobianco, La pedagogia dei catechismi laici nella Repubblica napoletana, Liguori, Napoli 2007, p. 47. ■


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I L P I A C E R E D I L E G G E R E I N UN’EPO CA DI DI ST RAZI ONI

Poesia di Giovanni Taufer

’O STIVALE AZZOPPATO

Pierluigi Perretta i imbatto di frequente in persone che lamentano di non essere in grado di leggere con sufficiente attenzione. Non leggono, o leggono superficialmente. Non sono capaci di ignorare l’ambiente circostante e perdersi all’interno della narrazione. Capita con i libri, ma non solo: capita anche con gli articoli di giornale più lunghi. Ad un certo punto ci si inizia a chiedere se non ci sia altro di meglio in giro, a guardare il cellulare, a leggere i post ed i tweet. Ci si distrae e si diventa irrequieti poco dopo aver iniziato a leggere. Si perde il filo e si inizia a cercare altro da fare. La nostra mente è sempre più propensa alla distrazione a causa di continui flussi di informazioni, svaghi e alternative. Abbiamo sempre qualcosa da fare, oltre a quello che stiamo facendo, ma il problema non è il multitasking in sé e per sé, ma il fatto che siamo sempre in modalità multitasking, sempre interrotti da nuovi stimoli. È questa è la differenza, a mio avviso, rispetto al passato. Un interessante studio di settore mostra che, al contrario dell’opinione comune, i lettori non stanno diminuendo, anzi sono in aumento, ma che la maggior parte della gente non tragga piacere dalla lettura, ma la consideri solo uno strumento da cui ricavare informazioni. Si distinguono, in particolare, un tipo lettura “profonda” definita “deep reading“, in contrasto con lo “skim reading“, che consiste nello scandagliare velocemente una pagina riuscendo ad estrapolarne le informazioni principali, senza doverla leggere per intero. Questo tipo di lettura è praticata soprattutto in rete. Il deep reading comporta, invece, una lettura intensa, un’immersione nel testo, smettendo di interessarsi del mondo esterno per entrare all’interno del mondo narrato. Il deep reading è, da sempre, praticato da una piccola minoranza di persone, e comporta che uno tragga piacere da esso: leggere non per diventare più saggi, non per trarre informazioni da un libro, ma per il piacere di farlo. Per “gustare” una pagina è necessario leggere con calma, senza l’ansia di finire un libro per passare al successivo: non stiamo leggendo quel libro per poter dire agli altri di conoscerlo: lo stiamo leggendo perché l’azione ci procura del piacere. Secondo una recente indagine promossa da Libreriamo (un social book magazine per la promozione dei libri e della lettura), che ha raccolto pareri di esperti di comunicazione e critici letterari, il libro non deve essere più inteso solo come un'opera d'arte, un prodotto meramente culturale, ma diffuso e venduto come gli smartphone e la tv, capace di migliorare la propria cultura combattendo l'ignoranza (64%), aumentando il rispetto del prossimo (45%) e aiutando a sviluppare un maggior senso civico (36%). Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo (Gianni Rodari).

● L'IMPORTANZA DI LEGGERE L’analisi del rapporto tra vendita di libri e ricchezza, nei paesi più evoluti, dimostra che indici di lettura e sviluppo economico vanno di pari passo. Leggendo di più si combatte il qualunquismo e il degrado, stimolando una crescita personale ed economica. Il libro può e deve essere la base da cui far ripartire l'Italia: il mezzo di comunicazione di massa che può rilanciarci. I dati sulla lettura in Italia sono, però, allarmanti. Secondo quanto riportato dal rapporto "L'Italia dei libri - Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto", solo il 44% della popolazione italiana adulta ha acquistato un libro nel 2011, mentre il 49% ha letto un libro nello stesso arco di tempo, ed è sconcertante la diffusa indifferenza dei politici nostrani e dell’opinione pubblica di fronte a questo dato. Leggere produce ricchezza e progresso, non a caso la lettura è più diffusa al Centro-Nord ricco, benestante e istruito, mentre segna il passo nel Meridione. Per avere successo nel lavoro non servono soltanto conoscenze tecniche, ma competenze legate alla sfera psicologica: motivazione, capacità di introspezione, empatia, autostima, capacità di lavorare in gruppo nel rispetto degli altri, capacità di trasmettere le proprie conoscenze e il proprio entusiasmo, competere ma anche saper collaborare. Qualità che vanno sotto il nome di “intelligenza emotiva, e che possono essere sviluppate attraverso una formazione basata sulla lettura, non solo di libri attinenti alla psicologia, ma anche alla letteratura, alla poesia, e alla narrativa in genere. In Italia, però, il merito è poco riconosciuto, prevalgono le caste e spesso a far carriera sono i figli di papà, i

raccomandati, i clienti della politica. Conseguentemente siamo nelle ultime posizioni in alcuni settori strategici, ove c’è forte concorrenzialità internazionale. E a poco serve aumentare il numero di diplomati e laureati. Stiamo diventando un popolo di dottori ma non di lettori. Col risultato che il "pezzo di carta" certifica sempre meno la reale competenza. Non si può, d’altra parte, limitare l'importanza della lettura al solo ambito economico. In fondo, ci sono persone produttive e soddisfatte anche senza essere forti lettori. Piuttosto la lettura ci aiuta a vivere meglio: leggere rende più coscienti e consapevoli, più creativi, meno soggetti a pregiudizi e condizionamenti. La lettura è anche un piacere, fisico e psichico. Saper godere di una bella frase, dell’eloquenza di uno scrittore, dell'architettura ben progettata di un romanzo, è un piacere intellettuale e sensuale. La lettura, inoltre, stimola i sensi, la memoria, il ricordo. Leggere ci permette di dialogare con i massimi geni che l'umanità abbia prodotto, di interrogarli senza fretta, per tutto il tempo che vogliamo, sulle questioni che ci stanno più a cuore. Certamente ci sono uomini eccezionali che non sono lettori, tuttavia è provato che chi legge buoni libri, chi si forma sulla grande letteratura, ha una struttura mentale più ricca, flessibile e raffinata di qualsiasi non-lettore. Probabilmente lettori in gran parte si nasce, e sarebbe scorretto imporre di leggere poesia o narrativa a chi magari ha una mentalità prettamente pratica o mercantile. Ma lettori si può anche diventare e, comunque, si possono sempre migliorare le proprie propensioni. In Italia si fa poco per le iniziative culturali e per diffondere il gusto per la lettura. Le biblioteche, ad esempio, sono ancora poco diffuse o attrezzate. La scuola può fare molto per incrementare l'abitudine alla lettura. Insegnanti motivati ed entusiasti, che siano anche lettori forti, e che sappiano comunicare agli allievi la propria passione, possono fare moltissimo per rendere la lettura un'attività seducente. L'abitudine alla lettura sembra consolidarsi quanto più è precoce. Strategico è allora anche il ruolo della famiglia. Difficilmente un bimbo diventerà un lettore, se non vede l'esempio dei genitori, se nella sua casa non entrano libri e giornali. Petrarca scrive in una lettera a Boccaccio: "… quella degli studi letterari, del leggere e dello scrivere, che giova così a chi la esercita, come ad altri lontani da lui, e gioverà anche ai posteri”. E nelle ultime righe della lettera conclude: "Desidero che la morte mi trovi intento a leggere o a scrivere, o, se a Cristo piacerà, intento a pregare o a piangere". § Riferimenti bibliografici: Augias C. Leggere. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi, Milano, Mondadori, 2007. Detti E. Il piacere di leggere, Firenze, La Nuova Italia, 1987. Goleman, D. Intelligenza emotiva, Rizzoli, 1999. Goleman, D. Lavorare con intelligenza emotiva, Rizzoli, 2000. Varanini, F. Leggere per lavorare bene. Nuovi romanzi per i manager, Marsilio, 2007. ■

’O stivale azzoppato chillu cuorpo1 abboccato: cammenanno p’’a strata ggente triste ’ncuntrata.2 Chilli iuorne sunnate ’int’’o tiémpo passato: ianca e rrossa guardata chella faccia ’e pupata. ’Sta figliola ’ncuntrata comm’’a bbella iurnata: ’a canzone cantata chella voce ’e ’na fata. Chistu core scarfato3 c’’o calore mannato:4 chelli nnotte passate chillu suonno allungato. Â matina scetato5 tutto a posto truvato: ogneruno ha campato pe ’na mana a chill’ato. Poco tiémpo passato mo s’è tutto cagnato:6 chelli ccose accucchiate7 ’o curaggio p’’a strata. Chi ha futtuto8 ha penzato p’’o dimane turnato: ’a fatica lassata gratta e vince ’ha vasato. ’O stivale azzoppato ’a speranza affucata:9 mo s’è tutto scassato10 ’ntruppecanno11 p’’a strata. ________ Note dell’Autore 1. Corpo. 2. Incontrata. 3. Scaldato. 4. Mandato. 5. Svegliato. 6. Cambiato. 7. Unite. 8. Imbrogliato. 9. Soffocata. 10. Fracassato. 11. Inciampando ■

Poesia del dott. Franco Notaro A M A R A

D E L U S I O N E

Tutto un mare di verde che scende dal colle e lontano lontano si perde fino a baciare il grande monte, frastornato, perplesso, indifferente contemplo dalla grossa finestra del Monastero, con l'animo in preda a gran tormento severo. Non mi accorgo del rigoglioso rifiorir della natura, né del gioioso festeggiar di tutte le creature che insieme elevano lodi al gran Creatore. Inebetito dal gran tormento che in cuore mi porto, cerco la pace e la fine del dolore. Né delle centinaia di nidi il pigolìo, né degli uccelli l'inesauribile cinguettio, che ratti portano cibo ai loro pulcini affamati,

E

P E N T I M E N T O

né dei fringuelli i melodiosi gorgheggi elevati, né il grato soave profumo inebriante di candide zagare e di gelsomini rampicanti, il mio pensiero riescono a calamitare ed al mio spirito tormentato serenità a ridare. Solo quando dall'altura sovrastante mi giunge l'eco festosa dei rintocchi squillanti che l'argentea campana di Santa Lucia tinnisce, gioir posso e d'incanto rinsavisco: ritorno sereno e il mio grande amore limpido, indegnamente sciupato fino allora, con immensa gioia, grato, rivolgo al Signore. Finalmente posso riguardare negli occhi i sofferti Genitori. Cappuccini di Nola, 4.5.1955. ■


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T E R Z O

M O T O R A D U N O

D ’ E P O C A

A

S AV I A N O

Servizi e foto di A. Romano e P. Iannucci nteressante iniziativa a Saviano, la III edizione, “Moto raduno d’epoca città di Saviano”. Molte adesioni, sicuramente un momento d’aggregazione sociale, ripetuti consensi, e interessi per l’iniziativa. Gli appassionati del settore moto d’epoca non voluto mancare a quest’appuntamento: i collezionisti tengono particolarmente ai loro modelli per i quali cercano di trovare sempre pezzi di ricambio adeguati e quanto occorre per una perfetta manutenzione. Molti i collezionisti che si sono dati appuntamento per quest’importante occasione. La manifestazione è stata organizzata da Francesco Napolitano, Andrea Pierro e da Vesparicambisud, con Il patrocinio del Comune di Saviano, della Pro Loco “Il Campanile e della Fondazione Carnevale. Dei veri e propri “pezzi” d’antiquariato, perfettamente restaurati e circolanti, che hanno segnato diverse epoche. Alcune moto sono, ovviamente, scomparse dalla circolazione nei primi anni 50. Hanno garantito la presenza vari Vespaclub della zona. Secondo le previsioni erano presenti circa 175 moto. C’è stato il saluto del neo sindaco, alla prima uscita ufficiale e di tutti i consiglieri eletti nelle recenti elezioni. Dopo il giro del paese vi è stata la classica benedizione sacerdotale dei caschi con tanto di declamazione della preghiera del motociclista. Il rione Croce di Saviano ha offerto un modellino – ricordo di moto coniato per l’occasione e la Pro Loco ha offerto una riproduzione della foto del cosiddetto, secondo il gergo locale, “frasso” , l’albero secolare divenuto un poco il simbolo del paese e che tempo fa si è dovuto abbattere, purtroppo, per problemi legati alla sua stabilità. Non sono mancati gadget per l’occasione, per una giornata di festa per gli appassionati collezionisti, ospiti dell’evento (A. Romaomenica 13 Maggio 2012, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, si è svolto il III° Motoraduno d’Epoca “Città di Savia no”. La manifestazione è stata organizzata dall’Avv. Francesco Napolitano, dal Sig. Andrea Pierro e da Vesparicambi sud di Erasmo Ciccone, con il Patrocinio del Comune di Saviano, della Pro-loco “Il Campanile” e della Fondazione Carnevale Savianese. La IIIª Edizione del Motoraduno ha rappresentato per i cittadini un momento importante per la crescita culturale e storica del nostro territorio e ha fatto rivivere ai numerosi presenti attimi suggestivi, entusiasmanti e coreografici del progresso tecnologico e sociale. Quest’anno al raduno, gli amatori e curiosi hanno potuto ammirare, presso il parcheggio Comunale “E.De Nicola”, circa 150 esemplari d’epoca tra Moto, Vespe e Lambrette storiche provenienti da Vespa Club: Napoli, Pomigliano, Ottaviano e Maddaloni e sentire i dolci “rumori” dei motori delle diverse epoche. Il Programma del Motoraduno si è svolto nel modo seguente: alle ore 9.00 Accoglienza, Iscrizione e Colazione offerta dal Bar “La Rosa Blu” ai partecipanti; alle ore 10,00 Saluto del Presidente della Pro-Loco Donarto Allocca, del Sindaco di Saviano On. Dott Carmine Sommese e degli Organizzatori e Partenza per il Motogiro per le strade del Centro storico e periferico di Saviano; alle ore 12,30 Rientro, Preghiera e Benedizione dei Motociclistii da parte del Sac. Don Paolino Franzese e consegna Cadget con ricco buffet offerto dall’Associazione Culturale Rione Croce e dalla Fondazione Carnevale Savianese. Alla fine i dovuti ringraziamenti a tutta la cittadinanza con la speranza che la manifestazione sia stata gradita e che questa iniziativa spontanea e volontaria di alcuni appassionati locali si rinnovi nel tempo nel migliore dei modi ( P. Iannucci ). ■


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Saviano. Scolari del 1° Circolo didattico si sono esibiti nell’Auditorium.

P R O G E T T O SULL’ALIMENTAZIONE Paola Ammirati resso l’Auditorium di Saviano, il 17 maggio scorso, i bambini delle classi prime del 1° Circolo didattico si sono esibi ti sul palco per concludere il progetto extracurriculare sull’alimentazione. Invasi da mille prodotti dolciari e da mille pubblicità ingannevoli, noi dimentichiamo che una sana ed equilibrata alimentazione è necessaria per il benessere della nostra salute. Tutti i cibi sono utili, se consumati nella giusta quantità: carboidrati, vitamine, proteine, zuccheri e grassi, come in una piramide. I bambini, sotto forma di canzoni e di scherzosa diatriba, hanno svolto benissimo la loro parte: ora tocca ai genitori recepire il messaggio e proporre loro una corretta dieta alimentare. Bravi tutti i bimbi che hanno preso parte all’iniziativa e bravi i maestri che con pazienza cura e affetto hanno creduto in un progetto arduo da attuare con bambini di sei anni. Grazie a quanti lavorano nella scuola e per la scuola, a tutti gli educatori che svolgono tutti i giorni seriamente questo delicato e fondamentale ruolo sociale. Grazie ai maestri Lucia Allocca, Carmela Altobelli, Giovanna Alberelli e Filippo Tufano, che hanno dato a genitori e figli la possibilità di capire l’importanza di ciò che mangiamo e contemporaneamente ai piccoli scolari di superare l’emozione del palcoscenico. ■

Auguri alla nuova nata il

VARIE ED ENTUALI (2) Rubbrika a cura di Michele Fedele

18 aprile 2012 Martina Tafuto, dai nonni Domenico Fabozzi e Nunzia Iorio, e dai genitori Maurizio Tafuto e Michela Fabozzi.

Felicitazioni

anche da parte degli amici di Obiettivo Saviano. ■

OBIETTIVO SAVIANO Periodico di Informazione e Cultura edito dall’Associazione “Obiettivo Saviano” onlus, Via degli Orti, Saviano (NA). Autorizzazione del Tribunale di Nola N°550 del 22/06/1995. Direttore Responsabile Vincenzo Ammirati Posta elettronica: vincenzo.ammirati@alice.it Redazione: G. Ambrosino, F. Cappiello, Giovanna De Sena, F. Falco, G. Fedele, Anna Franzese, Anna Pia Franzese, A. Romano, P. Trocchia, V. Trocchia. Diffusione: E. Caccavale, D. Fabozzi, A. Iervolino, L. Liguori, P. Mirra, A. Napolitano, F. Simonetti. Elaborazione computerizzata a cura della Direzione, con la collaborazione dei cugini Antonio & Antonio Simonetti, e Paola Ammirati. Soluzione grafica dei caratteri di testa di Felix Policastro. Collaborazione aperta a tutti a titolo di volontariato gratuito che esclude l’instaurarsi di qualsiasi rapporto di lavoro. Gli scritti pubblicati riflettono l’opinione dei rispettivi autori, dei quali son le relative responsabilità rispetto alla legge. Conformemente allo spirito dello Statuto associativo, il giornale è espressione d’attività culturale di natura non commerciale: offerte volontarie provenienti da lettori durante la sua distribuzione s’intendono a titolo di solidarietà ed esclusivamente come contributo per le spese di produzione.

Stampato dalla Tipolitografia Meo - Saviano (NA)

i piace proporre una poesia di autore minore (nel senso di poco conosciuto al grosso pubblico) per rompere la monotonia degli interventi sulla politica e sull’attualità. La considero un intenso e delicatissimo atto d’amore e per questo ve la propongo.

TU CA SPARLE ’E NAPULE di Ugo Izzolino Comme si scarzo ’e core e sentimento, comme si “poco” e nun capisci niente, comme è asciutta chesta fantasia, comme tu puó capì na puisia? Si Dio, d’’e bellezze d’’o criato, a ’sta città c’ha dato ’o ccuncentrato tu, furastiero, vieni e staie a guardà na strada sporca e ggente ’npuvertà? Ma nun t’arriva ’o core e t’’o ccarezza n’aria cundita ’e mare, ’na frischezza n’addora d’èvera ’e scoglio delicata, acre, frizzante, fina e sublimata? Nun siente dint’all’anema ’na voce cu mille note ’e ’na canzona doce d’’o canto ’e Napule, ’sta terra mia eterna musica d’eterna puisia? E tu ne sparle; pe tte dà ’na posa vulisse disprezzà ’a cchiù bella rosa sulo pecché vicino ’o stelo tene qualche spinella ca te pogne appena? ■


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BUFERA SULLA RASSEGNA TEATRALE Dott. Gennaro Esposito ▓ Saviano, mercoledi 25 aprile 2012 - Polemica sulla rassegna teatrale. sclusivo - Rassegna teatrale di Saviano. Thomas Mugnano accusa: "Giuria pilotata, io non sono Eduardo, ma chi ha vinto e' anni luce sotto di me". Saviano Quando la poetessa Anna Verlezza sul palco dell'auditorium di Saviano ha detto - mentre riceveva il premio al posto dei Mattattori assenti : "Thomas Mugnano e' il nuovo Eduardo ", la platea ha emesso un lungo suono di stupore. E via con le polemiche. Cosa è successo? Perché cotanta provocazione durante una premiazione ufficiale? Abbiamo chiesto al brillante attore e regista ciccianese un commento sull'accaduto e sul lusinghiero giudizio della sua fan. "La poetessa ha espresso democraticamente una sua opinione, che non sta ne' in cielo ne' in terra. Io sono anni luce sotto Eduardo, ma chi ha vinto la Rassegna e' anni luce sotto di me". E monta la polemica. I toni accusatori di Mugnano aumentano: "Caro dottor Esposito, la giuria del Premio Carmine Mensorio quest'anno era pilotata, perche' aveva tra i suoi membri la cugina di un attore che poi ha vinto i premi piu' ambiti: quello della migliore compagnia (Gli amici del Signor G) e quello del miglior attore protagonista (Luigi De Risi )". "Ed ho le prove di quello che dico, e sfido chiunque a dimostrare il contrario". Chiosa il vulcanico regista, che anche quest'anno ha sfoggiato serate con il tutto esaurito e numerose esibizioni teatrali anche fuori regione con i suoi "Matt-attori". Ma cos'era successo? "Due giurati hanno abbandonato la giuria perche' avevano scoperto il favoritismo e i legami di parentela. Come puo' una giuria giudicare serenamente tante compagnie se all'interno due giurati sono una la cugina e il presidente un amico carissimo del miglior attore?". Allora chiediamo a Thomas: "Come giudica il giudizio di 'nuovo Eduardo' e ritiene che e' stata una evidente provocazione?". A qualcuno e' sembrato un intervento concordato. "Assolutamente no - sbotta Mugnano - la poetessa ha detto la sua, e' chiaro che io non condivido". "Ma la cosa piu' grave e' che la giuria e composta da persone non tecniche, che non sanno quello che giudicano". A Thomas sfugge che il presidente e' un regista teatrale, che un componete e' un attore professionista e un altro un critico teatrale, mentre gli altri sono tutti laureati e giornalisti. "Con tutto il rispetto, preferisco farmi giudicare da tecnici del settore...". Ma l'anno scorso aveva vinto proprio Thomas Mu-

gnano e i Mattattori, giudicati da una giuria non tecnica (Presidenti ProLoco...), con molti giurati assenti. Laconica la replica di Gigi Manfredi, presidente della giuria della Rassegna di quest'anno: "Nel rispetto della giuria che ho avuto l'onore e il piacere di presiedere, del patron che ha organizzato la rassegna e del pubblico che ha partecipato alle serate, nonche' nel rispetto di me stesso mi esonero da qualsiasi commento". Di certo abbiamo appreso che la cugina dell'attore era assente la sera dell'esibizione della sua compagnia e che tutti gli atti della giuria sono a distinzione di chiunque avanzasse dubbi, sospetti o accuse nei confronti della giuria e del suo

operato. ▓ Saviano giovedi 26 aprile 2012. Luigi De Risi: “Il teatro è una cosa seria e la mia è passione vera". "Le piazzate di Thomas Mugnano non possono fare altro che divertirmi, almeno quelle!” Non si placa la polemica dopo le dichiarazioni al veleno dell’attore e regista Thomas Mugnano, che a margine della Premiazione della Rassegna teatrale ‘Carmine Mensorio’ di Saviano aveva dichiarato che 'la giuria era pilotata' e che 'il livello artistico della sua compagnia teatrale ‘era anni luce al di sopra dei vincitori della rassegna di quest’anno’. Luigi de Risi, premiato come miglior attore dell’edizione 2012, chiamato in causa dal capo-comico ciccianese, replica: “Bisognava solo aspettare! Sento parlare di Thomas Mugnano da quando faccio parte degli Amici del signor G., non è mai

Saviano – Teatro Auditorium - Serata di solidarietà a favore dell’X fragile Di scena la commedia

Saviano

“È FELICE SUA ECCELLENZA” Antonio Romano na commedia “È Felice Sua Eccellenza” farsa in due atti di Gigi Manfredi proposta dal gruppo teatrale l’Accademia degli Svevi. Una storia scenica di grande effetto e collaudata comicità. Di scena una famiglia tipo con un padre un poco all’antica interpretato da Patrizio De Simone che vive con sua moglie, ruolo affidato a Rosa Catalano. Con loro vive la figlia alquanto ribelle nei confronti delle volontà familiari, personaggio interpretato da Susy Allocca. In tutta la trama vi è il gioco degli equivoci e uno dei ruoli preponderanti appare quello affidato a Luigi Fedele che interpreta un tipo spassoso di grande comicità, alquanto ritardato mentalmente. È rimasto, in un certo senso, all’età dell’infanzia. Non pare vero a lui che, una volta tanto, pare essere più informato di tutti, circa una messa in scena tramata da un pretendente della figlia del padrone di casa. Nell’epilogo tutto si risolve per il meglio e si accomoda tutto. Il quadro degli attori è completato da Antonella Manzi, Silvana Piccolo, Francesca Menna, Luigi Tuccillo, Giovanni Aliperti, Maria Teresa De Stefano, Silvio De Simone e infine Luigi Maione. All’inizio dello spettacolo è intervenuto il Prof. Chiurazzi Responsabile della Ricerca sull’X Fragile dell’ospedale “ Gemelli “ di Roma. La serata teatrale ha avuto questo breve momento introduttivo prima dell’inizio spettaco-

corso buon sangue fra Thomas e gli altri membri della mia compagnia, non so di preciso cosa ci sia alla base del malanimo, ma poco conta. Noi facciamo teatro!”. Ho letto molto di Thomas - continua De Risi - non mi riferisco ai testi di rievocazione Eduardiana, ai quali la sua amica Anna - che fra l'altro ho scoperto essere avvezza a scrivere favole - è tanto affezionata, ma agli interventi polemici e provocatori con i quali inquina ogni post dove, secondo il suo opinabilissimo punto di vista, si sta parlando indebitamente di teatro”. “Questa era una doverosa introduzione” - dice l’attore - " 'O camminatore, o' vanta 'a via nova!" “Neppure questa volta fallisce il detto antico, anzichè sventolare ai quattro venti i meriti dei quali egli stesso si ricopre e cullarsi sui numeri di persone che porta a teatro e sui parcheggi che riempie, dovrebbe ascoltare di più i giudizi che gli riservano i colleghi e gli appassionati di teatro”. E sulle accuse alla giuria? “Per quando riguarda le dichiarazioni sulla giuria, Thomas, la coerenza prima di tutto! Lo scorso anno, la stessa giuria, o meglio quello che ne restava, ha assegnato il premio come migliore compagnia ai Matta-ttori, la compagnia nelle sere successive si è riunita presso la sede dell' associazione per festeggiare l'evento, con tanto di video. Cavalcando l'onda del successo e prendendo spunto da quelle che erano le mode del momento, Thomas ha cominciato a rilasciare videomessaggi, senza mai dimenticare di tenere premi e targhe bene in vista poi, siccome la modestia non rientra tra le sue qualità, ha chiesto di partecipare fuori concorso alla Rassegna Mensorio di quest'anno, per poi architettare tutta questa buffonata”. Ma un giurato era sua cugina? Come è stato possibile? Thomas ha detto che non era imparziale… “Si mettesse d'accordo, come può una giuria essere un anno di parte e l'anno successivo no? Carla Sorrentino è stata scelta oltre che per la sua competenza, per la sua serietà. E' stata presente a tutte le rappresentazioni meno una, quella degli Amici del Signor G,. Thomas l'accusa di essere stata in grado di persuadere gli altri giurati a votare come avrebbe fatto lei. Beh! se è così complimenti alla cugina, farebbe bene a scendere in politica a questo punto”. Vittoria meritata allora? “Gli amici del G hanno vinto 4 edizioni del premio Mensorio ed io con "Punto e...basta" ho vinto anche in un'altra occasione il premio come migliore attore protagonista". Frecciata finale: “Thomas dovrebbe impegnare il suo tempo per qualcosa di costruttivo, cercasse altrove un rivale o il pretesto per mettersi in mostra. Il teatro è una cosa seria e la mia è passione vera, le sue piazzate non possono fare altro che divertirmi, almeno quelle!”. ■

lo; sul palco, tra altro, sono intervenuti: Gabriele Pierro, Andrea Pierro dell’associazione “Sport a 360 gradi”, Gennaro Esposito, medico chirurgo - Neurologo, Psichiatra, Psicoterapeuta Federazione Associazioni Ambientaliste Campania Felix. Il Prof. Chiurazzi ha parlato di questa sindrome dell’X Fragile o sindrome di Martin – Bell o Frax. Una malattia causata dalla mutazione del gene FMRI sul cromosoma X. Un momento medico - scientifico di grande interesse: questa sindrome si contente con quella di Down il primato come causa genetica più comune di ritardo mentale: le caratteristiche comportamentali possono essere movimenti stereotipati e sviluppo sociale atipico, timidezza e limitato contato con gli occhi dell’interlocutore. Non esiste una cura ma c’è molta speranza nella ricerca che possa portare a nuove terapie, assicura il Prof. Pietro Chiurazzi. Un’iniziativa per la solidarietà: già di recente, si era tenuta una partita di calcio, la Partita del Cuore tra Napoli Vincente Artisti e Saviano in Movimento allo Stadio Sporting club di Nola e si era raccolta la somma di cinquemila euro. A questa somma si è aggiunta quella dell’intero incasso della serata teatrale. Al Prof. Chiurazzi è stato, inoltre, donato, in segno di omaggio per il suo interessante lavoro di ricerca, il trofeo assegnato al gruppo vincitore dell’ultima Rassegna teatrale. ■

L'ANNIVERSARIO DELLA L IBERAZIONE CELEBRATO DALL’ASSOCIAZIONE COMBATTENTI E REDUCI Anniversario della liberazione d'Italia e la storia della Resistenza: sono queste le tematiche oggetto di celebrazione. La data del 25 aprile è festeggiata in tutto il territorio nazionale; rappresenta un giorno importantissimo: la fine dell'occupazione nazifascista al termine del secondo conflitto mondiale. Fu scelta questa data, perché il 25 aprile 1945; il giorno della liberazione di Milano e Torino. La Liberazione, va ricordato, mise fine a venti anni di regime fascista ed a cinque anni di guerra; simbolicamente rappresenta l'inizio di un percorso nuovo, una nuova pagina che porterà al referendum del 2 giugno 1946. Saviano non è voluta essere da meno rispetto ad altre località. In questa edizione la celebrazione è stata più sobria e più contenuta nei tempi e nei toni celebrativi: vi è stata la semplice deposizione di corona d’alloro ai piedi del monumento alato di piazza Vittoria e un’altra presso la lapide che ricorda il milite ignoto. Presenti solo simpatizzanti e rappresentanti dell’Associazione Combattenti e Reduci col Presidente Francesco Ferrara. Non presenti altre autorità amministrative, se non i Vigili Urbani in rappresentanza del Comune, non presenti, inoltre, delegazioni scolastiche come capitato in altre occasioni similari. A. R. ■

D is tri b uto re e s clus iv o G IO IE L LE R IA AC IE R N O

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Servizi a cura di Antonio Romano Nola: edita dal Centro Studi “Alcide De Gasperi ” la Rassegna Stampa su Bruno - Consegnata per l’occasione una targa a Antonio Gagliardi Medaglia d’Oro a Merito Civile

“RASSEGNA STAMPA” SUL NOLANO GIORDANO BRUNO uigi Fusco, maresciallo della Guardia di Finanza, in congedo, ha presentato una “Rassegna Stampa” Sul nolano Giordano Bruno, edita dal Centro Studi “Alcide De Gasperi ” Onlus Nola. La Rassegna consta di 454 articoli che comprendono il periodo che va dal 2007 al 2011, tratti da testate giornalistiche di diversa identità. Diversi i riconoscimenti provenienti da autorità istituzionali Civili e Militari, tramite lettere e telefonate e altri mezzi di comunicazione. L’Opera rende evidente attenzione giornalistica, nei confronti del filosofo Bruno. All’incontro, tenutosi nell’antica biblioteca del Convento di San Angelo in Palco di Nola, erano presenti Fra Pasquale Mauro a far gli onori di casa, il Presidente del Centro Studi “Alcide De Gasperi ” Arch. Vincenzo Meo, in qualità di moderatore Giovanni De Angelis, il Prof. Pasquale Gerardo Santella, Luigi Fusco l’autore del testo, il Prof. Luigi Simonetti, infine il Prof. Aniello Montano, Ordinario di storia della Filosofia all’Università di Salerno, Presidente della Fondazione Giordano Bruno. Per l’occasione è stata allestita una mostra di pittura contemporanea, all’ingresso del Convento, dell’artista Michela Prato. Nel corso della presentazione del libro è stata consegnata una targa quale attestato di stima, un ricordo per la sua attività di giurista, ad Antonio Gagliardi, Medaglia D’oro al Merito Civile. Quest’ultimo, dopo i ringraziamenti, ha affermato il suo attaccamento alla città di Nola. Emozionato anche per il fascino del luogo dove si stava tenendo la cerimonia, il convento di Sant’Angelo in Palco e la vicinanza del Seminario. Ha ricordato tempi lontani quando la filosofia bruniana era non proprio compatibile, con quello che era l’intendere del cattolicesimo dell’epoca. Comunque ha elogiato il filosofo nolano e la sua memoria. Nel corso del suo intervento ha voluto rendere omaggio a due sui colleghi caduti nell’adempimento del proprio dovere, leggendo una motivazione di commemorazione: Nicola Giacumbi, e Girolamo Minervini, entrambi vittime del terrorismo delle Brigate Rosse. Fra Pasquale Mauro ha parlato di fonti che contribuiscono a scrivere la storia: “Alzare lo Spread del sapere e dei

saperi”. Con questa battuta, presa dal gergo economico, ha voluto rimarcare l’importanza del momento. Ha poi ammesso: “Probabilmente, sottolineando probabilmente, Giordano Bruno era avanti alla Chiesa di allora!”. Pasquale Gerardo Santella che ha curato la prefazione del libro ha precisato di non essersi avventurato in un discorso filosofico e non aver espresso giudizi in merito. Un esame di articoli, un’attenta lettura di tutti, dei dati

secondo due distinti assi: quello diacronico e sincronico nel senso di variazione dello stesso tema. Oggi all’interno della Ciesa, sull’argomento, c’è sicuramente un dibattito più sereno; in tutte le letture riscontrate da Santella, c’erano solo degli articoli di una certa criticità, riscontrati solo sui due giornali: Liberazione e Avvenire. Una Rassegna che non appare fuori luogo ai tempi di Internet! Nell’era digitale! Ha riaffermato Santella: vi è il piacere della lettura, il toccare le pagine, il fruscio dei fogli. È di certo, a suo parere, meglio una lettura più ordinata. Di Giordano Bruno si parla ora in un film, ora a teatro, non manca la pubblicazione di testi di Poesia: un Bruno contaminato! Un dato positivo che si apre verso un pubblico più

Nola - Al via la 1ª Edizione

C E R TA M E PA O L I N I A N O i è tenuto il concorso per scuole indetto e promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con la Curia Vescovile, l’Associazione “Fag per Nola”, il Liceo Classico “G. Carducci”, la Fondazione “G. Bruno”, la Fondazione “Hyria Novla” e infine il Leo Club Nola “G. Bruno”. L’evento, di notevole spessore culturale, si è tenuto, secondo programma, da venerdì 11 a domenica 13 maggio, in prossimità dell’ anniversario della traslazione delle reliquie di San Paolino e ha compreso due sezioni: la prima rivolta agli alunni degli Istituti Superiori di tutta Italia, mentre la seconda agli alunni delle scuole medie cittadine. Ricco e articolato il programma stilato dagli Enti promotori. Alla prima edizione del concorso hanno aderito circa cinquanta ragazzi provenienti dai Licei della Regione Campania, che hanno affrontato la prova di traduzione e commento, tratta da un’opera di San Paolino. Per i docenti accompagnatori invece, è stato previsto un momento culturale, con il convegno dal tema “Paolino di Nola, Epistolografo e Poeta nella Campania Antica” e a seguire l’intervento della professoressa Teresa Piscitelli, docente di Letteratura Cristiana Antica presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Contemporaneamente gli alunni delle Scuole medie inferiori cittadine, presso i propri istituti di riferimento, si sono cimentati nell’elaborazione di un tema sulla figura di San Pao-

lino, secondo la traccia indicata dalla commissione esaminatrice. Gli alunni hanno avuto nodo, tra altro, di far tappa a Cimitile in visita al Complesso Monumentale delle Basiliche Paleocristiane e al Museo Diocesano di Nola. “Conoscere Paolino scrittore e poeta”. “Con questo spirito abbiamo dato il via al Certame Paoliniano a Nola” – ha dichiarato l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Saverio Barone. In seguito, con la cerimonia di premiazione nella cornice del Salone dei Medaglioni della Curia Vescovile di Nola, è andata in archivio la prima edizione. All’evento, in termini di bilancio finale, hanno partecipato trentaquattro alunni di vari licei campani, per la precisione di Nola, Napoli, Caserta, Frattamaggiore, Nocera, Cicciano, Pomigliano d’Arco e Ottaviano e 189 alunni delle classi “terze” delle scuole medie di Nola. Un’ottima performance di partecipazione, se si pensa che la manifestazione sia stata organizzata in tre mesi. “La Festa dei Gigli è legata tradizionalmente alla figura di San Paolino: chi è stato e quanto di lui rimane nella Festa” è stata la traccia sulla quale si sono confrontati gli alunni delle medie, mentre. La traduzione dal latino, della “Lettera 29 a Severo”, è stata la prova per i liceali. Tre i premi, di 300€ cadauno, sono andati al primo classificato dei tre istituti nolani: per la S.M.S. “MerlianoTansillo” ha vinto Rosa Ambrosio, per la S.M.S. “Bruno-Fiore” Tania Gennarelli e per la “Mameli” Francesco Tufano. Quattro, invece, i premi per i liceali: al terzo posto si è classificato Do-

vasto, un racconto del tempo, una biblioteca della mente ha terminato con riferimento al volume in presentazione. Non un raccoglitore estemporaneo ma storia vivente, un momento della vita. Santella ha citato a tal proposito personaggi storici come Cicerone e una sua massima “ la storia, vita memoria” oppure G. Battista Vico “ Storia Principio di civiltà” quale memoria etica. Per dire che se questo non è, è il caso di un cieco che cammina nelle tenebre. Il prof. Capasso ha letto due poesie sull’argomento di Lunetta e Adriano Spatola. Ha precisato una sua osservazione, che di recente è stato aperto un museo su Giordano Bruno a Nola, unico nel suo genere. Il prof. Montano ha ricordato, tra l’altro il recente Certame Bruniano, con intervenuti da tutte le regioni italiane. Un’allieva del liceo Carducci di Nola ha vinto uno dei premi. Per dire della centralità di Nola. Ha terminato l’autore dopo aver letto una dichiarazione di Giuliano Montaldo regista di un film su Giordano Bruno, invitato alla cerimonia e non presente, per diversi motivi. Nella sua missiva diceva, oltre alle giustificazioni, una precisazione: “ penso spesso all’ammonimento del Cardinale Bellarmino: “Quel rogo rischia di bruciare in eterno…” “e qualche secolo è già trascorso!”. L’autore ha citato una frase del Leopardi: “ Non saremo nulla senza la nostra memoria e anzi non sapremo far nulla senza di essa.” Non ha mancato anche di dire delle citazioni critiche quale augurio perché si possa fare di meglio: “ la prima, anno 2009 la I biennale su Bruno, quando il mondo della filosofia invase la città di Nola, ben undici nazioni”. Manifestazione non più ripresentata! La seconda citazione è stata sulla Fondazione Giordano Bruno. L’autore ha indirizzato ventisette inviti a sindaci nazionali e internazionali, dove Bruno e stato o si è fermato brevemente durante la sua vita, e tutti hanno ringraziato per l’invito. La città, a parere dell’autore, non si è mai presa sul serio, continua a raccontarsi favole mediocri, finendo per crederci e per smarrire così la propria identità. Invece Nola è ben degna di conservare tracce del suo passato. L’autore ha dato infine appuntamento ai presenti per la prossima Rassegna iconografica. ■ menico Raimo “500€”, al secondo Orsola Spiezia “700€” ed al primo Andrea Bonavita “1.000€”, mentre il premio speciale di 400€, dedicato alla memoria dello studioso di Paolino, Mons. Andrea Ruggiero e messo in palio dall’Associazione “FAG per Nola – Corteo Storico degli Orsini”, è andato ad Antonella Bruscino. Tutti i premiati sono studenti del Liceo Classico “G.Carducci” di Nola. Nel corso della premiazione, è stato comunicato che sarà realizzata una pubblicazione con i lavori del convegno di apertura del Certame e le prove degli studenti. ■

IN RICORDO DI ERASMO FORTUNATO Gli amici tutti, ad un anno dalla sua dipartita, vogliono ricordare l’amico Erasmo Fortunato che proprio nel giorno del suo onomastico, 02/06/2011, lasciò questa valle di lacrime. ■


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OGGETTO (Descrizione ed eventuale beneficiario) Integrazione ruolo ordinario tarsu anno 2011. Rettifica alla determina n. 667/11. Recupero importo relativo alla sentenza n. 313/2011 a della Corte dei Conti. Presa d'atto del pagamento dei contributi di costruzione della pratica edilizia n. 30/2011 intestata a Lasorsa Michele e Lecce Maria Maddalena mediante utilizzo dei contributi già versati per la pratica n. 49/2007. Adempimenti censuari - Acconto componenti U.C.C. Adempimenti censuari - Acconto compenso rilevatori e coordinatore 15° censimento. Elezioni amministrative 6-7 maggio 2012. Costituzione ufficio elettorale. Autorizzazione di massima lavoro straordinario per il periodo dal 12.03.2012 al 06.06.2012. Elezioni amministrative 6-7 maggio 2012. Autorizzazione lavoro straordinario I° periodo decorrenza dal 1 2.03.2012 al 07.04.2012. Impegno di spesa per registrazione contratti Rep. n. 7,8,9 e 10 del 15.3.2012. Pagamento contributo unificato commissione tributaria. Impegno di spesa per l'acquisto di un televisore 51 pollici per l'utilizzo degli impianti di video sorveglianza. Impegno di spesa per canone, Hosting, gestione mantenimento sito internet. Impegno di spesa per pagamento diritti SIAE per la processione del Venerdì Santo. Pagamento fatture Enel per fornitura energia elettrica. Liquidaz. competenze profess. all'Avv. M. Gragnaniello per giudizio Santoriello Silvestro/Comune di Saviano. Legge 448/98 Art. 66 e s.m.i. - Concessione benefici. Liquidazione per lavori di manutenzione straordinaria wc scuola media e riparazione perdita sulla rete idrica dell'Auditorium. Pubblicazione dell'estratto di gara sulla G.U. relativo all'affidamento del servizio di tesoreria comunale. Impegno di spesa e liquidazione. Liquidaz. fattura servizio elettrico S.P.A. - marzo 2012. Appalto lavori di realizzazione di un impianto solare termico a servizio del I Circolo didattico "Maria di Piemonte". Determinazione a contrarre del Responsabile del procedimento, ai sensi dell'art. 53, comma 2, D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163. PSZ anno 2012 servizio sociali professionale ed educativa specialistica - Trasferimento acconto al FUA. Pagam. fatture a Società Romagas per fornitura gas. Pagamento fatture alla OPTIMA Ialia s.p.a. per fornitura energia elettrica. Elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012. Approvazione preventivo, impegno di spesa ed affidamento fornitura materiale elettorale. Elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012. Impegno di spesa, indizione gara informale per l'affidamento dei servizi di installazione tabelloni per la propaganda elettorale e di allestimento seggi elettorali. Servizio integrato gestione rifiuti - Liquidazione alla Soc. Buttol s.r.l. canone mese di marzo 2012. Servizio di tesoreria comunale - Approvazione bando di gara e criteri di valutazione delle offerte. Impegno di spesa per abbonamento annuale del servizio memoweb avanzato. Liquidazione debiti fuori bilancio derivanti da sentenza n. 1286/11 del G.D.P. di Nola emessa nella causa Napolitano Agostino/Comune di Saviano e riconosciuti con delibera del Commissario Straord. n. 40 del 30.11.2011. Impegno e liquidaz. fattura TIM II° bimestre 2012. Liquidazione a Equitalia Sud per atto di pignoramento dei crediti verso nella procedura esecutiva n. 2012-257. Impegno di spesa per liquidazione competenze professionali all'Avvocato A. Manfredi per giudizio di appello Comune di Saviano C/Iovino Felicia. Interventi necessari ed urgenti per la sistemazione della cabina di alimentazione e della rete elettrica dell'impianto di pubblica illuminazione della frazione di Tommasoni. Impegno di spesa ed affidamento. Lavori complementari per il completamento ed ampliamento di Via Crocifisso (ex via Carcara). Affidamento. Fornitura di materiali per interventi di sistemazione delle strade com.li. Affidamento. Fornitura di materiali vari per interventi di manutenzione delle strade e degli immobili com.li. Affidamento. Liquidazione progetto obiettivo Punto Inps. Liquidazione progetto trasporto scolastico. Intervento urgente di manutenzione straordinaria dell'impianto di climatizzazione dell'Ufficio Assistenza e dell'Ufficio Anagrafe. Impegno di spesa ed affidamento. Servizio di manutenzione ed assistenza tecnica dell'impianto elevatore del plesso scolastico "Maria di Piemonte"- Impegno di spesa ed affidamento. Realizzazione impianto di climatizzazione nel piano seminterrato del plesso Polifunzionale da adibire a mensa scolastica. Impegno di spesa ed affidamento. Liquidazione fattura alla Società Leggi d'Italia professionale - Gruppo Wolters Kluwer.

Data Pubbl.

Importo

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Liquidazione alla Dog-Kannel per la cura e manteni165 mento cani randagi. Impegno di spesa per inaugurazione nuovo archivio 166 storico com.le. Rimborso oneri a Metronapoli per permessi retribuiti 167 consigliere Francesco Cappiello. Anno 2011. Impegno di spesa per organizzazione "Festa del Merlo 168 Maschio". Liquidazione diritti di rogito al Segretario Dott. Giuseppe 169 Sgariglia - Periodo 1.1.2012 - 31.03.2012. Elezioni amministr. 6-7 Maggio 2012. Approvaz. preventivo ed affidamento servizi d’installazione tabelloni per la 170 propaganda elettorale e allestimento seggi elettorali. Liquidazione alla ERG petroli per la fornitura di buoni 171 carburante. Impegno di spesa e affidamento alla "ferro sud snc" per 172 la fornitura di paletti in tubolari metallici. 173 Liquidazione fatture Optima dicembre 2011. Servizio integrato gestione rifiuti - Liquidazione alla Soc. Buttol srl per canone straordinario, per nolo a caldo e 174 freddo di automezzi e per trasporto a discarica. 175 Liquidazione fatture Optima spa - gennaio 2012. Restituzione contributi di costruzione relativi al permes176 so di costruire n. 42/2008 (pratica n. 75/2006). Impegno di spesa e affidamento servizi per le manife177 stazioni del carnevale savianese. Palco istituzioni Concessione patrocinio e contributo per la 15^ coppa 178 carnevale "Città di Saviano". Adeguamento canone di locazione al Sig. Manzo Gio179 vanni proprietario del plesso scolastico - Tommasoni. Integrazione impegno di spesa per liquidazione competenze professionali all'Avvocato Antonio Manfredi per il 180 giudizio Aievola Adelaide C/Comune di Saviano. Liquidazione fatture al Centro distribuzione libri di Aruta Pasqualino - buoni libro cedole librarie anni scolastici 181 2010/2011 -2011/12. Liquidazione acconto su compenso professionale all'Avvocato Gherardo Marone per il giudizio Prisma C/ 182 Comune di Saviano. Integrazione impegno di spesa per liquidazione competenze professionali all'Avvocato Antonio Manfredi per 183 giudizio Padula Pasqualino C/Comune di Saviano. Liquidazione primo trimestre 2012 canone, Hosting e 184 mantenimento sito internet alla società Pantalia. 185 Impegno di spesa per registrazione contratti. Impegno e liquidazione fatture Optima gennaio e feb186 braio 2012. Liquidazione per disinfezione e deodorazione dell'area 187 invasa dai rifiuti a seguito dell'alluvione del 06.11.2011. 188 Liquidazione fatture Optima Italia spa - febbraio 2012. Liquidazione compenso all'Avvocato Gherardo Marone 189 per parere reso - Laboratorio Analisi Salus. Pagamento fatture all'Enel Energia alla Optima Italia 190 s.p.a. e a Romagas per fornitura energia elettrica e gas. Pagamento fatture alla ditta Gori s.p.a. per fornitura 191 acqua. Elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012. Autorizzazione lavoro straordinario II periodo decorrenza dal 192 08 aprile al 05 maggio 2012. Elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012. Impegno di spesa e indizione gara informale per il servizio di pulizia e disinfestazione dei locali scolastici adibiti a sedi di 193 seggio elettorale. 194 Erogazione buoni libro - Anno scoastico 2011/2012. Affidamento incarico per il servizio di mantenimento normativo ed operativo gestione IVA ed IRAP (anni fi195 scali 2010, 2011). Liquidazione per incarico di coordinatore dei lavori di realizzazione di un sistema di videosorveglianza nel196 l'ambito del progetto "Losguardo sulla città". Liquidazione per lavori di realizzazione impianto di estrazione nel piano seminterrato del plesso Polifunzio197 nale da adibire a mensa scolastica. Liquidazione per incarico relativo alla redazione della documentazione DIA Sanitaria edificio Ex Orfanotrofio e per il rilascio dell'autorizzazione ai sensi dell'art. 56 198 D.lgs. 81/08 edificio Polifunzionale. 199 Liquidazione compenso accertamento ICI. Rendiconto Ufficio economato relativo al I° trimest re 200 2012. Indizione conferenza di servizi, ai sensi del D.P.R. 20.10.1998 n° 447 e s.m.i. per l'ampliamento dell'ed ificio produttivo sito alla Via Pigna Spaccata, della Soc. 201 "SAINT MICHEL s.n.c.". Impegno di spesa ed affidamento per acquisto server 202 alla Soc. ALPHSOFT s.r.l. Adempimenti urgenti per i piani di continuità operativa dei sistemi informativi comunali adesione al "Servizio 203 integrato sicurezza e continuità operativa". 204 Collocamento a riposo dipendente Ciccone Franco. Determina dirigenziale n. 142/2012 - Modifica ed inte205 grazione. Servizio recupero rifiuti biodegradabili di cucine e mense. Liquidazione alla Soc. Tortora Guido s.r.l. periodo 206 gennaio - febbraio 2012. 207 Impegno e liquidazione fatture telecom II bimestre 2012. Liquidazione per lavori di somma urgenza relativi alla rimozione di materiali e rifiuti di varia natura presso l'Alveo Santa Teresa a seguito dell'alluvione del 6 novem208 bre 2011.

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ANNO XVIII NUMERO 5 ● maggio 2012 (146)

Servizi a cura di Pasquale Iannucci

GIOCHI SPORTIVI STUDENTESCHI REGIONALI A SQUADRE – SEZ. SCACCHI 2012 resso la Palestra della S.M.S. “A.Ciccone di Saviano si sono svolte, nei giorni 20 e 21 Aprile, le gare Regionali dei Giochi Sportivi Studenteschi a Squadre – Sez. Scacchi della Regione Campania valide per la qualificazione ai Campionati Nazionali. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Scacchistica Savianese Arcimatto (Pres. Napolitano Maria Teresa e Vice-Pres. Falco Nicola), dal Comitato Regionale Campano Scacchi (Pres. Balzano Luigi) e dal Responsabile Regionale (Roviello Francesco). La fase Regionale è stata arbitrata dall’A.C.N. Trini Luigi e da un validissimo staff di arbitri di varie categorie. Venerdi 20 Aprile 2012 dalle ore 9,00 alle ore 15,00, hanno gareggiato le squadre della Scuola Primaria (Maschili e Femminili) e Scuola Secondaria di I° grado (Maschili e Femminile); Sabato 21 Aprile dalle ore 9,00 alle ore 17,00 si sono confrontate le squadre delle scuole Secondarie di II grado, Categorie Allievi – (Classi Biennio Maschile e Femminile) e Categorie Juniores –(Classi Triennio Maschile. e Femminile). Si sono qualificate alla Fase Nazionale di Acqui Terme (Al) dal 10 al 13 Maggio 2012, le seguenti squadre appartenenti alle suddette scuole: Scuola Primaria Maschile: C.D.

di Sorrento – I.C. Bozzaotra di Massa Lubrense 1° C.D. S.Mauro di Casoria ; Scuola Primaria Femminile: C.D. di Sorrento - 1° C.D. di Casoria – 53° C.D. Neghelli di Napoli; Scuola Sec. di I° grado Maschile: S.M.S.“A.Ciccone” Saviano –S.M.S. “L. da Casoria”, S.M.S. “L. Ariosto” di Arzano; Scuola Sec. di I° grado Femminile: S.M.S.”T.Tasso” di Sorrento- S.M.S. “L.da Casoria” di Casoria – S.M.S. I.C. di Contursi Terme. Scuole Secondarie di II° grado categoria Allievi maschili: I.S.I.S.” G. Albertini di Nola” – ITIS “L.Calvani” di Giugliano – I.S. di Contursi Terme; Scuole Secondarie di II° grado Categoria Allievi Femminili: Liceo A.M. De Carlo di Giugliano – I.I.S. De Sanctis di Lacedonia- L.S. N.Cortese di Maddaloni; Scuole Secondarie di II° grado Juniores Maschili: L.S. F. Severi di Castellammare di Stabia – L.S. N. Sensale di Nocera Inferiore – L.S. Pitagora di Torre Annunziata; Scuole Secondarie di II° grado categorie Juniores Femminili: I.S.I.S. G.Albertini di No-

IL CORO DEL 1°CIRCOLO DIDATTICO DI SAVIANO l Coro Scolastico “M. Di Piemonte” del 1° Circolo Didattico di Saviano, composto da alunni delle classi quarte e quinte della Scuola Primaria e guidato dal Prof. Salvatore Falco, ha partecipato al Festival nazionale dei Cori Scolastici “Ercolano in Canto”. Alla suddetta manifestazione, organizzata dall’UNICEF- Città di Ercolano – hanno partecipato circa 87 Cori provenienti dalle varie Regioni d’Italia. Il Coro del 1° Circolo Didattico di Saviano, nelle varie partecipazioni, ha sempre ben figurato e già l’anno scorso è risultato vincitore con un brano “inedito” sui diritti dei bambini. Quest’anno, il 3 Maggio, dopo aver vinto la gara eliminatoria presso l’Auditorium di Ercolano, è giunto alla Finalissima, disputata il 5 Maggio, classificatosi al 4°

Posto su oltre 50 Cori e ricevendo il Primo Premio nella cate-

AGISER - VIª EDIZIONE DELLA GIORNATA DEL SORRISO Associazione AGISER con il Presidente Donato Ferrara ha organizzato in data 12 Maggio 2012 a Saviano la VIª Edizione della Giornata del Sorriso, con l’0biettivo di far divertire, gioire e giocare con i bambini per tutto un pomeriggio. L’Associazione, quest’anno ha preferito come luogo d’incontro e di raduno il C.so Vittorio Emanuele - S.Erasmo (come nella Iª Edizione, mentre le precedenti Edizioni sono state effettuate nella villa Comunale). La manifestazione, iniziata alle ore 17,30 si è svolta fino a tarda sera con la partecipazione di numerosi bambini e Genitori che hanno assistito e collaborato a diverse iniziative culturali e divertenti preparate dagli organizzatori. Lungo il percorso pedonale sono state ammirate e ascoltate le seguenti proposte: le decorazioni degli artisti locali Palmie-

ri – De Giulio con la rappresentazione artistica di un tappeto floreale “La Vita”; le prime nozioni del “Pronto soccorso bambini”; la strana coppia di due giocolieri e illusionisti; i vari giochi di gruppo, la realizzazione scenografica di palloncini colorati e di diversa forma; lo spettacolare costume e le storielle del pagliaccio “Felice”: La Saetta Super Car cioè una Mini Ferrari testa rossa animata e presa d’assalto da una moltitudine di fanciulli. Tutto questo è stato accompagnato dal sottofondo musicale diretto dall’Agiser. È stato un pomeriggio trascorso tra i bambini all’insegna del divertimento, dell’allegria e della serenità, salutando l’avvenimento con un dolce e radioso sorriso. L’Agiser ha ringraziato, infine, tutti coloro che sono intervenuti e quelli che hanno contribuito a sostenere economicamente la manifestazione. ■

la- Liceo A.M. De Carlo di Giugliano, L.S. F.severi di Castellammare di Stabia. Complimenti a tutte le squadre partecipanti , un “in bocca al lupo”, alle squadre: ISIS Albertini di Nola (De Somma A.- Fuschillo M. – Napolitano R. – Franzese M. G. Strocchia A. Notaro G. – Trini F.G. – Notaro F. – Ambrosino A. – Guida M.A.- De Luca N.- Scala S.) e S.M.S. “A.Ciccone” di Saviano ( Salomone R. – Alfieri I.R. – Perretta M. – Galiano M. – Minichini D. – Murano G.A.) per le belle prestazioni offerte e un grazie al D.S.Prof. Paolino Scotti per la cordiale disponibilità e utilizzo della struttura Scolastica ■

goria speciale “Inediti” con un brano che, dalla platea presente, ha riscosso molti consensi e applausi. Il Premio è stato ritirato dal Prof. Salvatore Falco, responsabile e guida del Coro, in una serata speciale e con la presenza di una giuria composta da: Professori, Direttori d’Orchestra del Teatro S.Carlo, Sindaco di Ercolano, Politici e Presidente dellUNICEF. Si ringraziano: il Dirigente Scolastico Dott. Ernesto De Santis per la sua grande disponibilità, le Insegnanti: M.A. Annunziata – E. Simonelli e i tanti genitori per la fattiva collaborazione. E’ ancora doveroso precisare che quest’attività, promossa dai componenti del 1° Circolo Didattico di Saviano e priva di ogni scopo di lucro, si pone come Obiettivo fondamentale di offrire ai bambini della Scuola Primaria del 1° Circolo la conoscenza e la gioia di sentirsi amici attraverso il Canto, in riferimento al titolo del Progetto: “ Il Canto per Amico”. Il Prossimo appuntamento del Coro è Venerdi 1° Giugno nella piazza di Cicciano per la I° Edizione del Festival “Cori Scolastici” . Complimenti e Auguri. ■

FESTA DELLA MAMMA 2012 NELLA CASA DI RIPOSO “S.GIOVANNI B.” SAVIANO resso la Casa di Riposo “S.Giovanni Battista” Sirico di Saviano, in data 13 maggio 2012 alle ore 16,00, in occasione della festa della mamma, insieme ai nonnini, parenti ed amici si è svolta la festa in onore di tutte le mamme; la mamma è la figura che esprime diversi sentimenti: bontà, forza, compresione, tenerezza e perdono verso tutta l’umanità. La sua immagine è circondata da una luce di purezza e amore; essa è l’esempio vivente del sacrificio, del conforto e della sopportazione. I Dirigenti, le Assistenti e le Animatrici: Teresa Bocchino e Annalisa Caccavale, con tutto il loro impegno e la loro cordialità si sono prodigate per regalare ai cari nonnini, abitanti della casa, un momento di sollievo, di sorriso, di emozione e di gioia con una festa epressione di solidarietà, amicizia e affetto da parte dei numerosi presenti. I cuori dei cari nonnini, per circa tre ore, hanno vibrato e gioito al suono di alcuni brani musi-

cali e canti popolari della Tammorra eseguiti dal quartetto: P. De Simome, R.Catalano, S.De Simone e A.Napolitano e alla visione di alcuni balli e scenette divertenti. La festa ha avuto inizio con la lettura di un brano commovente eseguito da Tullio Pollio e di una poesia “’A Mamma” recitata da Paparo Maddalena. È seguita, poi, una recita in napoletano intitolata “L’amore infinito di una Mamma” interpretata, in modo perfetto, dai seguenti attori-anziani: Catalano A., Franzese A., Paparo M., Pollio T. La recita teatrale ha fatto rivivere alcuni ricordi e momenti commoventi della figura della mamma, a volte, un pò ansiosa e rompiscatole, amica e complice, tenera e severa, ma in ogni caso insostituibile. Alla fine si è passato a gustare il delizioso Buffet offerto dalla Direzione con i saluti e i ringraziamenti, a tutti i presenti, da parte del Prof. Carmine Nappi. Il Brindisi e l’ Augurio a tutte le mamme con un lavoretto floreale eseguite dalle animatrici ha concluso la lieta serata. ■


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