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CITTÀ CITTADINO CITTADINANZA ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

Chiuso lunedi 15 aprile 2013

e-mail: vincenzo.ammirati@alice.it

Saviano, giovedì santo, 28 marzo 2013.

C’È UN NUOVO “FRASSO”! Peppe Genovese uigi frequenta la classe quarta della scuola elementare Maria di Piemonte. È un ragazzo sveglio e attento, vivace e gioviale, sportivo ed intelligente, anche se molto svogliato. È tutto preso dai suoi videogiochi, dall’I Phone della sorella, da Sky e Premium, dal calcetto e dal nuoto. Luigi è uno dei tanti bambini figli di Saviano. Oggi è tornato a casa, per nulla sereno, come di solito, anzi, un po’ turbato. “Cosa ti è capitato?” gli ho chiesto più volte! “Una cosa strana, molto strana!”, mi ha risposto. E continuando ha poi aggiunto: “Papà, ti ricordi di quel grande albero che chiamavi Frasso? Un giorno, dei signori lo hanno tagliato tutto, tutto, ed oggi, come per magia, è ricomparso anche se sembra un po’ più piccolo. Non ha foglie ma solo piccoli rami. Secondo te, lo hanno prima curato e poi lo hanno messo la un’altra volta? A me non sembra più lui, forse lo hanno sostituito!”. Sì, non è più lui! Sì, lo hanno sostituito! Luigi è uno dei giovani figli di Saviano, come Antonio, Giuseppe, Lucia, Anna…. Vincenzo! Luigi, è un nome di fantasia, ma esiste come esistono i nuovi figli di Saviano, nei quali quelli un pochino più vecchi si rivedono. È ricomparso il frasso! Ma non è lo stesso! È come adottare un bambino di 50 anni, te lo trovi per casa all’improvviso, neanche sai chi sia! Mi rivedo in una pubblicità che in Tv dice: “Non portarti uno sconosciuto a tavola!”. Qui abbiamo fatto di più, abbiamo “sostituito” il vecchio saggio del paese con una copia, niente di più! A che scopo? Per riempire il vuoto di un’aiuola? Semplicemente per tappare un buco! La gente, tanta gente, dice che un giovane “Frasso” poteva essere incastonato nel posto dove il Frasso, per cento e più anni, ha “osservato” Saviano ed i suoi figli. Una giovane pianta messa a dimora da Luigi, Antonio, Giuseppe, Lucia e con questi crescere e diventare adulta, così da poter, un giorno raccontare di quando, giovinetti, si andava sotto il Frasso a giocare. C’è un nuovo frasso…. W il “Frasso”. ■

N A S C E I L “ F O R U M P E R S AV I A N O ” Alessandro Amato all’esperienza del Comitato contro la Delibera scandalo sulla cementificazione selvaggia, è nato il Forum per Saviano. Un gruppo di associazioni, partiti e cittadini si sono riuniti per discutere e vigilare sull’andamento politico e sociale del paese, prefiggendosi l’oneroso compito della lotta alla mala politica e della sensibilizzazione dei cittadini savianesi alle regole civiche e legali. Sono stati fatti già molti incontri dove ci sono stati scambi culturali e di idee per migliorare Saviano nel suo insieme. La struttura organizzativa è semplice: non ci sono leader o rappresentanti, ma le cose vengono decise

insieme nel bene comune. Non ci sono regole particolari, ma è obbligatorio rispettare le reciproche idee. Infine voglio ricopiare il messaggio con il quale ho contattato gli esponenti attivi oggi con i quali sono orgoglioso di collaborare: “Buongiorno, il PD di Saviano si è diviso in varie aeree d'azione ed ha costituito vari forum tra cui quello relativo alla gestione del nostro paese. Il Forum mi è stato affidato nei pieni poteri per la sola organizzazione e gestione. Ho pensato, quindi, di portarlo oltre il confine del partito e aggregando le associazioni e le persone volenterose che vogliono un paese migliore.

Comunicato stampa Coordinamento Legge Rifiuti Zero Campania del 14 Aprile 2013 (dal Dott. Gennaro Esposito).

NOLA: FIRME RIFIUTI ZERO BUONA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ovanta firme raccolte a Saviano e centrotrenta a Nola. Un altro centinaio tra Marigliano e Cicciano. E' stata buona la risposta dei cittadini all'appello degli attivisti di Zero Waste, gli ambientalisti che propugnano la filosofia “rifiuti zero” entro il 2020. Tanti i gazebo in tutto l'agro nolano e grande entusiasmo intorno agli articoli di legge che rappresenteranno una vera rivoluzione per quel che riguarda materiali di consumo e materiali di scarto dei beni di consumo. "Entro il 2020 dovremo ridurre del 20% i materiali di imballaggio che ora diventano rifiuti - ha dichiarato Vincenzo De Luca di Rize-Up - Mentre nel 2050 questa percentuale salirà al 50%". Le finalità generali del presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici: far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta; rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986; rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti; assicurare l'informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti; riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla pro-

duzione del 2000; recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/ CE; recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali. Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo; spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo; contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali; ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l'incenerimento; sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale; Dettare le norme che regolano l'accesso dei cittadini all'informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti. In attesa dell'esito nazionale della raccolta di domenica (si spera nelle 100 mila firme, il doppio di quelle richieste dalla legge) si spera nella partecipazione degli altri cittadini indecisi. ■

Se sei uno tra questi, mi farebbe molto piacere che partecipassi, naturalmente senza alcun vincolo di tesseramento o collegamento al partito, ma solo un incontro di persone e rappresentanti. Il forum dovrebbe fare un opposizione costruttiva all'amministrazione comunale pro tempore tramite gli strumenti che ci sono e dettati dal regolamento comunale. Si discuterà di delibere, determine e qualsiasi atto che si porti in discussione. Spero che sarai uno dei nostri.....”. ■

In questo numero:  C’è un nuovo Frasso, di Peppe Genovese, p. 1.  Nasce il “Forum per Saviano”, di Alessandro Amato, p. 1. ● Nola: firme rifiuti zero, p. 1. ● Da Saviano ospiti al Carnevale di Patrasso, di Enzo Mauro e Luigi Ferraro, pp. 2-3. ● Un ragazzo a caccia di libri, di Pierluigi Perretta, p. 5. ● L’autostima: un modo di essere nel mondo, del dott. Salvatore Allocca, p. 5. ● Associazione “e ti porto in Africa”. Container con due ambulanze, di Felice Falco, p. 6. ● Il mio sguardo verso te donna, poesia di Gianluca Tufano, p. 6. ● Venerdi santo a Saviano tra novità e tradizione, di Felice Falco, p. 6. ● Le Basiliche paleocristiane di Cimitile, di Peppe Tufano, p. 7. ● Euro o non euro: questo è il problema, di Peppe Tufano, p. 8. ● Varie ed entuali, di Michele Fedele, p. 8. ● Il Trattato (XI), di Michele Fedele, p. 8. ● Saviano piange uno dei suoi figli migliori: Antonio Notaro, di Generoso Ardolino, p. 9. ● L’amicizia: poesie, parodie, satire, di Generoso Ardolino, p. 9. ● Chewing-Gum (III), di Gerardo Allocca, p. 10. ● “L’impero Romano e il Cristianesimo”, pubblicato da Giuseppe Casillo, p. 10. ● “Territorio e Archeologia” dell’Ager Nolanus. Una Pregevole pubblicazione curata da Nicola Castaldo, a cura di Vincenzo Ammirati, p. 11. ● Nola. Il decalogo della Festa dei Gigli, di Luigi Fusco, p. 12.  Cronaca cittadina, di Pasquale Iannucci, pp. 12-14. ● Cronaca teatrale, di Antonio Romano, pp. 14-15. ● Il proverbio della “provincia nolana” tra storia, cultura e tradizione, di Vincenzo Ammirati, p. 16. ● La voce del Palazzo. Determine e Delibere di Giunta Municipale, pp. 18-19. ● Inserto speciale su Antonio Ciccone nel 120° della morte, pp. I-IV. ■


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

IL CARNEVALE DI PATRASSO (GRECIA):

NEL CUORE E NELLA MENTE Enzo Giuseppe Mauro el Febbraio 2013, grazie a Paolino Mauro fidanzato con Andriana una ragazza Greca, Saviano ospita una delegazione di 30 cittadini di Patrasso nell’ambito delle manifestazioni del Carnevale Savianese. Durante la sfilata dei Carri e su alcune postazioni come quella di Radio ARCI MASANIELLO, accanto a quella Italiana, sventolava la bandiera Ellenica a sottolineare la presenza di un allegro e simpatico gruppo di persone vestite con costumi particolari e con strani cappelloni: erano i rappresentanti del “ Gruppo 94” del “Patras Carnival 2012”. Questi amici sono stati ospitati per alcuni giorni da famiglie Savianesi e da alcune persone che hanno cercato di rendere piacevole la permanenza con escursioni sul territorio e nelle città di Napoli e Roma e facendoli incontrare con altri amici di Saviano durante feste rionali o appositamente organizzate dall’Associazione Prospettive Fressuriello e dell’AGM. Nasce così l’idea di proporre il Gemellaggio ufficiale tra il meno famoso e importante e non per questo meno bello Carnevale di Saviano e quello di Patrasso che incomincia il 17/01/2013 fino al 18/03/2013 e che è al suo 160° anno di vita ed è annoverato tra i più famosi al mondo. Su richiesta del gruppo di amici savianesi ospitanti e su proposta del Sindaco il Consiglio Comunale di Saviano in data 28/02/2013 vota all’unanimità la delibera N° 5: “Gemellaggio tra i Comuni di Saviano e Patrasso (GRECIA)- Atto di Indirizzo”. Il 13 Marzo parte per Patrasso la delegazione organizzata e coordinata dal Tim GOLD RED di cui fanno parte alcuni amici di Radio ARCI Masaniello ai quali si aggrega successivamente il presidente della Pro Loco. I 31 savianesi vengono ospitati dal “Gruppo 94”, uno degli oltre 200 comitati che sfilano per le strade cittadine per un totale di circa 45.000 persone. Nel tardi pomeriggio del Venerdì 14 al porto intravediamo i primi volti amici che insieme a Paolino e Adriana avevano organizzato la macchina perfetta che ci ha accompagnato fino all’ultimo secondo in terra Greca. Dopo abbracci canti e foto di rito, secondo un puntuale elenco predisposto veniamo accompagnati a bordo di diverse auto alle abitazioni. L’approccio con Irene, una simpatica ragazza bionda non molto alta di statura ma di un cuore enorme, che ha ospitato nel suo appartamento me, mia moglie Maria, Gennaro Mauro e Lina, è simile a quello dei “Fratelli Capone a Milano”, i grandi e indimenticati Totò e Peppino, nello sforzo di intavolare un dialogo con il quasi perfetto inglese di Irene e il mio scalcinato, misto ad una sequela di gesti e battute ironiche che disperatamente cercavamo di trasmettere per stabilire un contatto meno formale possibile. Ci siamo capiti subito nonostante le difficoltà delle lingue parlate; da quel momento Irene è diventata la nostra ombra. Una breve sosta, un invito a pranzare e poi è partita la Folle Corsa. Alle 19,00 appuntamento con tutti gli amici Italiani per la visita al centro città, allo storico teatro, una sorta di piccolo S. Carlo di Napoli poi al “Patras Carnival Center” una moderna struttura Polifunzionale dove si ricostruisce la storia dell’ultra centenario Carnevale attraverso un mix perfetto di grafica, fotografia, mezzi audio visivi, bozzetti e miniature di carri allegorici, esposizione dei vestiti dei gruppi mascherati dell’anno 2013 e degli anni precedenti, stand informativi e di vendita di prodotti tipici e di Gadget del Carnevale, (un po’ come la nostra cittadella del carnevale?!?!) e dove acquistiamo tra le tante cose la spilla-Medaglia di Bronzo coniata in numero limitato di 1000 pezzi per anno 2013. Qui il Presidente e la Segretaria della Fondazione Carnevale ci hanno accolto con grande calore con il saluto di benvenuto guidandoci per i vari settori del Center e qui la prima scorpacciata di allegria e balli all’ascolto per filodiffusione della sigla del Carnevale di Patrasso. Poi di cor-

sa sotto una pioggia battente verso la sede del “Gruppo 94” dove gli amici avevano organizzato la grande festa di Benvenuto con gastronomia tipica condita da balli e musica, video proiezione della loro venuta a Saviano fino ad ora tardi. Nella sede facevano bella mostra di se lo striscione del programma fondazione carnevale Savianese 2013, le targhe ricordo della PRO-LOCO, dell’ARCI Masaniello e la statuina dell’amministrazione Comunale di Saviano. Tra la cucina, il bar, la postazione DJ compariva l’attività frenetica del laboratorio dei costumi e attrezzature per le sfilate dei giorni successivi. Venerdì 15 mattina visita all’azienda Comunale ai padiglioni dove le maestranze locali dipendenti, con tecniche varie (Cartapesta, polistirolo, vetroresina ecc.) costruiscono i bellissimi carri e le notevoli statue di vetroresina alte circa 4 metri che addobbano tutte le strade della città insieme alle tipiche luminarie con motivi e immagini Carnevalesche. Poi di corsa a bordo di auto dei nostri amici per la visita guidata alla “ACHAIA CLAUSS” cantina storica fondata nel 1861 dal bavarese GUSTAV CLAUSS, una struttura antica e straordinaria con Fusti e Botti enormi con Tombagnature di legno scolpito formanti

vere opere artistiche contenente vini invecchiati sin dal 1887 e dove ancora si produce notevole quantità di vino rosso liquoroso (simile al nostro Marsala) e ottimo vino bianco Moscato. Subito dopo visita all’incantevole Ponte sul mare che collega l’isola a Patrasso, tutti a pranzo nel ristorante già prenotato per noi. Dopo la pausa pranzo ritorno in città col treno e visita alla bellissima Chiesa Cattolica di S. Andrea. Ore 21,00 e fino a tarda notte cena in una tipica trattoria con piano bar e gruppi musicali. Sabato 16 alle ore 11,00 ci avviamo al punto di ritrovo prefissato dove incontriamo tra tanti amici la moglie del Sindaco e, dopo aver indossato gli abiti del corteo Storico “La Repubblica di Masaniello” sfiliamo fino al Comune ricevuti dal Sindaco per il discorso di benvenuto e consegna di doni. Subito dopo i ringraziamenti del sottoscritto per la calorosa accoglienza ricevuta, a nome della comunità Savianese, del Sindaco, dei Presidenti della Fondazione e Pro Loco, dei rappresentanti della Gold Red e Radio ARCI Masaniello, consegno la Delibera del Consiglio Comunale di Saviano e lo scambio di doni. Alla fine della cerimonia conclusasi con due brani classici Napoletani accompagnati dalla Voce e Chitarra di Aldo Manfredi e Mandolino con coro finale di tutti i convenuti il solo nostro corteo ha sfilato per le vie del centro fino alla Piazza principale accompagnati dalla musica a bordo di un carro allegorico che ci aspettava sotto al comune. Ancora di corsa tutti a pranzo per ritrovarsi alle ore

16,00 per la prima sfilata dei gruppi mascherati secondo l’ordine prestabilito a seguito di punteggio riportato nella caccia al tesoro che si svolge durante il carnevale e alla quale ha partecipato la delegazione di Saviano all’interno del Gruppo 94, con gli abiti cuciti su misura per ognuno di noi e preceduta dalle bandiere Italiana e Greca. Una macchina che a chi scrive è apparsa perfetta perché tra le tante cose consente alle circa 45.000 persone che sfilano di arrivare alla piazza di fine percorso in quattro ore circa e su un percorso interamente transennato da funi che vengono rimosse in tempo reale dagli addetti del comune, dove si balla su colonna sonora unica diffusa a mezzo impianti di amplificazione posti ogni 40 metri circa e dove viene rigorosamente rispettato l’ordine imposto dai componenti della Fondazione presenti e vigili sul percorso con la loro bella e caratteristica divisa. Dopo la sfilata, tutti nei locali a fare shopping a mangiare e bere e ballare fino a notte tarda, dove si è conclusa la nostra faticosa ma bellissima giornata. Domenica 17 ore 11,00 ultima sfilata dei carri e gruppi mascherati tra musica, canti, pioggia di coriandoli e tavolette di cioccolato dai balconi fino alle 15,00 circa ora del passaggio del gruppo mascherato 94 (oltre 300) in piazza dove il Sindaco seduto nelle tribune insieme a tutti gli altri presenziava alla manifestazione in una giornata assolata. Dopo una pausa ristoratrice e le innumerevoli foto di gruppo di nuovo in piazza ad assistere dalle tribune alla interminabile sfilata di costumi, colori e di sana allegria e di rispetto puntuale dei tempi e delle regole prefissate scandite e dettate con puntualità dai “generali” in divisa appartenenti alla organizzazione. Ancora di corsa in Taxi verso casa all’andata e ritorno, per la cena e il successivo appuntamento alle 19,30 presso il PATRAS CARNIVAL CENTER dove veniva distribuito alla delegazione Italiana il biglietto di ingresso all’Area riservata per la festa del gran finale della Kermesse. Scortati dai “Generali” della Fondazione attraverso il percorso riservato arriviamo sul porto proprio davanti al grande palco dove si esibiscono vari gruppi musicali e bandistici prima e dopo il breve discorso del Sindaco e del Presidente della Fondazione Carnevale si dava il via all’incendio del Carnevale; una grande Maschera posta su una piattaforma in mezzo al porto che prende fuoco insieme ai fuochi Pirotecnici che segnano il gran finale della manifestazione lungo tutto il molo del porto. Uno spettacolo straordinario che sottolineava la straordinarietà e la ricchezza di questa grande manifestazione nonché la perfetta e puntuale organizzazione. Per noi però la festa continuava fino alle sei del mattino in un locale dove i soliti noti del “gruppo 94” avevano organizzato una bella festa: Free Bar, spaghetti all’una di notte(?) e tanto divertimento. Lunedì 18 dopo una mattinata di riposo, alle 14,00 appuntamento per i saluti al Patras Carnival Center con tutti gli amici Italiani e Greci dove scopriamo che le amiche del gruppo alle sette del mattino invece di andare a dormire avevano organizzato in uno degli ambienti della struttura un pranzo a Buffet. Dopo il pranzo ogni Italiano veniva chiamato da un Greco per la consegna di Diploma ricordo e di un breve commento sulla propria permanenza con foto finale. Alla segretaria della Fondazione viene consegnata la maschera del carnevale Savianese in rilievo, di cartapesta, dell’artista Giacomo Savio inviata dal Presidente della Fondazione Carnevale di Saviano Pasquale Napolitano. La segretaria non ha voluto far mancare il suo saluto omaggiando ognuno di noi con una borsa di prodotti tipici e materiale illustrativo della Città del Carnevale di Patrasso. La commozione è stata tanta per l’accoglienza ricevuta, caratterizzata da calore umano e massima attenzione, tanto che non ci sono aggettivi adeguati per definirla in maniera compiuta. Tra gli abbracci e i saluti fino al porto per l’imbarco non era difficile incontrare occhi arrossati e volti rigati da qualche lacrima. Nei giorni successivi al ritorno a casa, camminando per le vie del paese notavo che la gente mi guardava strano: ricordando i nomi e i volti dei tanti amici conosciuti e dei magici e felici momenti trascorsi insieme, avevo salutato i miei compaesani con l’espressione greca: “Kalimera”. ■


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K A L I M E R A S AV I A N O Team Gold Red (Luigi Ferraro) ercoledì 16 marzo prende il via il secondo atto di una Amicizia nata dall’insieme di intuito, perspicacia, coraggio e sfrontatezza di due innamorati

Paolino ed Adriana, che spinti dall’affetto verso i loro rispettivi paesi, hanno promosso il “Gemellaggio” fra il Carnevale “Savianese” ed il Carnevale di “Patrasso”. La spinta motivazionale dei due Innamorati, ha trovato terreno fertile nel Team Gold Red che reduce dall’esperienza vissuta lo scorso mese di Giugno all’idroscalo di Milano nella manifestazione Internazionale della Red Bull Flugtag, che portò agli onori della gloria il nome di Saviano, quale unico team del Sud Italia, ha visto l’opportunità di valorizzare il nome di SAviano ancora una volta e per giunta oltreconfine. Così la macchina organizzativa si è avviata, con l’unico scopo di coinvolgere amici e conoscenti in un avventura unica, e consentitemi alla luce dell’esperienza vissuta irripetibile. Vivendo i momenti organizzativi nessuno di noi partecipanti, poteva immaginare il susseguirsi delle emozioni a cui si sarebbe andati incontro. Facendo tesoro del Carnevale Savianese, e degli attestati di gratitudine ricevuti dagli Amici di Patrasso, il “Team Gold Red” nella fase antecedente la partenza si è premunito di curare i minimi particolari, magliette, cappellini, badget identificativi, Gadget, Gonfaloni dei partecipanti, Delibera Comunale di Gemellaggio, ed altri piccoli ma non meno significativi particolati. Il tutto sponsorizzato dai soli partecipanti, quindi tutti pronti per la partenza. Sin dai primi passi si avvertiva la nascita di una strana atmosfera, ci si chiedeva come un gruppo così variegato per età, interessi e posizione sociale, può a-

malgamarsi e condividere per un periodo di 7 giorni praticamente tutto? Credetemi è successo. Il viaggio verso Bari è avvenuto con un pullman, sponsorizzato dai soli partecipanti, e guidato da un vero temerario del nostro beneamato paese. Durante il viaggio verso Bari, i nostri si sono resi conto che c’erano facce nuove, e facce storiche, ma giovani, come gli amici del Gruppo Arci Masaniello, che hanno dato una efficace ed energica collaborazione nell’organizzazione dell’evento, in poco tempo una strana magia è nata. L’accoglienza a Patrasso dopo un viaggio non certo da ricordare, per le condizioni del mare, è stato spettacolare. I Nostri Paesani sono stati accolti d’abbracci, baci, canti e tanta gioia, come non né hanno mai ricevuti, e quello è stato il segnale che una strana atmosfera ci circondava, poi ognuno con il proprio ospite. Alla prima riunione della sera, ci siamo resi conto che l’accoglienza all’arrivo era solo un assaggio. Nella sede del Museo del Carnevale di Patrasso siamo stati ricevuti come ospiti d’onore dalle principali istituzioni del Carnevale di Patrasso, compreso il Re del Carnevale di Patrasso, George Logaras. Guardandoci fra facce sconcertate e sorridenti nel nostro intimo ognuno di noi si chiedeva “cosa sta succedendo?, perché tanto affetto?” Ma ben presto ci siamo resi conto che era un loro modo di agire, e noi ci siamo ben calati nella realtà, del resto come si dice “Italiani Greci Una faccia una razza”, fatti dalla stessa pasta, figli del Mediterraneo. La nostra permanenza è stata piena di party a nostro favore, ed un’ospitalità indimenticabile, decifrare un momento particolare della nostra permanenza e dell’ospitalità ricevuta risulta difficile, ma fra i più significativi, è il caso di ricordare l’accoglienza, dopo una sfilata fra la Città di Patrasso con i costumi dell’associazione di Arci Masaniello, del Primo Cittadino che fra i suoi innumerevoli impegni ha voluto accoglierci con buona parte dell’ Amministrazione Comunale, del Presidente del Carnevale di Patrasso e relativi interpreti, dedicandoci un tributo e ringraziamento aldilà delle nostre aspettative, sulla scorta

del vissuto Savianese. Noi del resto non ci siamo tirati indietro e con un colpo di genio di uno dei nostri, Aldo e della complicità di Paolino abbiamo omaggiato il Sindaco con canti tradizionali Napoletani. Foto di rito consegna della Delibera Comunale e altri simboli e prodotti della nostra Saviano, fra gli altri copie di Obiettivo Saviano, poi tutti in strada a divertirci. Mi preme aggiungere anche l’ultimo rinfresco, in nostro onore, presso il Museo del Carnevale con i saluti ed i ringraziamenti del Sindaco e delle Principali Istituzioni del Carnevale di Patrasso. Questa per sommi capi è stata la nostra esperienza a Patrasso, ma quello che è rimasto, ognuno di noi lo porterà con se per sempre, diverso per ognuno, ma per tutti il denominatore unico sarà quello di aver vissuto una parentesi della propria vita fatta di sorrisi, felicità, complicità e cordialità difficilmente da dienticare, parlando fra di noi nel viaggio di ritorno ci siamo resi conto che si sono

rafforzati vincoli familiari rispolverate e rafforzate amicizie, superati tabù. Ciao a tutti vi lasciamo con il nostro tormentore Saviano-Patrasso OHOHOHOH. ■

OBIETTIVO SAVIANO Periodico di Informazione e Cultura edito dall’Associazione “Obiettivo Saviano” onlus, Via degli Orti, Saviano (NA). Autorizzazione del Tribunale di Nola N°550 del 22/06/1995. Direttore Responsabile Vincenzo Ammirati Posta elettronica: vincenzo.ammirati@alice.it Redazione: G. Ambrosino, F. Cappiello, Giovanna De Sena, F. Falco, G. Fedele, Anna Franzese, Anna Pia Franzese, A. Romano, P. Trocchia, V. Trocchia. Diffusione: E. Caccavale, D. Fabozzi, A. Iervolino, L. Liguori, P. Mirra, A. Napolitano, F. Simonetti. Elaborazione computerizzata a cura della Direzione, con la collaborazione dei cugini Antonio & Antonio Simonetti, e Paola Ammirati. Soluzione grafica dei caratteri di testa di Felix Policastro. Collaborazione aperta a tutti a titolo di volontariato gratuito che esclude l’instaurarsi di qualsiasi rapporto di lavoro. Gli scritti pubblicati riflettono l’opinione dei rispettivi autori, dei quali son le relative responsabilità rispetto alla legge. Conformemente allo spirito dello Statuto associativo, il giornale è espressione d’attività culturale di natura non commerciale: offerte volontarie provenienti da lettori durante la sua distribuzione s’intendono a titolo di solidarietà ed esclusivamente come contributo per le spese di produzione. Stampato dalla Tipolitografia Meo - Saviano (NA)


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Il Frasso, fra epifania pasquale e annuncio di resurrezione.

L’ H AN N O R I C O M PA R S O Felice Falco “l’hanno scomparso”: con tale titolo, volutamente sgrammaticato, che esprimeva al tempo stesso rabbia e sgomento, ma che aveva soprattutto il sapore di una forte denuncia, il Direttore di Obiettivo Saviano, Vincenzo Ammirati, riportava sulla prima pagina del numero di febbraio 2012, la notizia dell’abbattimento dell’antico Frasso (Obiettivo Saviano anno XVIII numero 2 febbraio 2012 - 143). Con un titolo altrettanto sgrammaticato, ma connotato di sentimenti diversi, annunciamo oggi la messa a dimora di un “nuovo Frasso”, un esemplare più “giovane” che ha preso il posto di quello “vecchio”. Non è lo stesso, eppure a guardarlo il cuore si apre ad una emozione indescrivibile. Non è delle nostre parti, (dicono che viene dalla Toscana) ma il suo aspetto è di quelli che ti attraggono e annullano ogni diffidenza. È più piccolo, è vero, ma ciò lo rende ancora più caro, un po’ come avviene per un cucciolo quando, in una famiglia, sostituisce l’animale adulto scomparso. Eccolo, dunque a far bella mostra di sé il “nuovo Frasso”. L’hanno fatto venire da un paese lontano, (perdonatemi la vicinanza all’espressione di Papa Francesco); non si è imposto, ma si è offerto con la semplicità di un bambino all’attenzione di quanti, pur non avendo dimenticato il vecchio Frasso, non avevano perso la speranza di vederne un altro in quello spazio disadorno. Il tutto è avvenuto in una sorta di epifania pasquale, una resurrezione sui generis attesa da tempo, ma anticipata di qualche giorno rispetto a quella di Nostro Signore, (giovedì santo 2013) per doveroso ossequio. Potrò sembrare profano, ma, come insegna il santo dei poverelli, noi sia-

mo parte integrante della natura come la natura è parte integrante del creato, creature di uno stesso Dio. Non è stato sufficiente un anno per abituarci alla mancanza del vecchio Frasso, vuoi o non vuoi, l’immaginazione sovrastava la vista fisica e restituiva alla mente sempre quella sagoma amica, compagna di tante storie, di attese e di appuntamenti, testimone di momenti felici ma anche di fatti drammatici, arbitro silenzioso di accese discussioni

politiche o di semplici chiacchiere di paese. Non per niente non avevamo mai smesso di usare l’espressione “Nce verimmo sotto ô Frasso” che, nella sua illogicità, si caricava di una valenza augurale che dava la misura di una speranza sincera, esprimeva un desiderio profondo, sollecitava un’azione d’orgoglio. A tutti coloro che seguivano il Cristo Morto venerdì santo e che non avevano assistito nel corso della giornata di giovedì alla messa a dimora del “nuovo” Frasso o che non ne avevano avuto notizia, ritrovarsi davanti agli occhi quella sagoma, sia pure non uguale a quella ancora viva nella memoria, deve essere sembrato un miracolo, un’autentica epifania pasquale. Certi “miracoli” sono frutto della volontà, sono sollecitati da comune sentire, sono resi possibili da azioni mosse da principi sani e coerenti. Fin da quel 9 febbraio 2012 singoli cittadini e varie associazioni avevano fatto giungere agli amministratori il loro profondo rammarico per la triste sorte del Frasso e richiamavano la necessità di porre rimedio allo scempio perpetrato ai danni di una creatura inerme ed inoffensiva. Il comune sentire ha incanalato il desiderio lungo i binari della concretezza ed il “miracolo” del ritorno del frasso, lì davanti alla vecchia scuola elementare Maria di Piemonte, si è realizzato. Onore ai cittadini e merito agli amministratori; Così ora potremo di nuovo dire, senza che l’espressioni suoni priva di logica: “Nce verimmo sotto ô Frasso”. ■

A SAVIANO IL NUOVO “FRASSO”: SCOSSA DI EMOZIONE Pasquale Iannucci ei primi giorni di Primavera, quando la natura si risveglia con i colori dei fiori e il rifiorire degli alberi, a Saviano, abbiamo assistito al rigoglìo, in modo sorprendente, del nuovo Frasso, albero, che è stato da sempre il simbolo del paese. L’Amministrazione Comunale con il Sindaco Dott. Carmine Sommese, in concomitanza col periodo religioso della Pasqua, ha sorpreso i cittadini Savianesi con un regalo, inaspettato, enormemente gradito. L’antenato albero, situato all’incrocio di Via Roma -Corso Italia - Via E.Gianturco- Via del Frasso, guardiano naturale del paese, imponente e vigoroso, che ha visto passare sotto i suoi rami diverse generazioni, suscitando diverse sensazioni emotive, ha finito la sua esistenza il 9 Febbraio 2012. La decisione degli Agronomi di abbatterlo perchè malato, è stata lungamente discussa, ma i motivi di sicurezza, data la sua imponente stazza, ne hanno stabilito, in modo definitivo, l’eliminazione.

Per molte ore, numerosi savianesi, amareggiati e increduli hanno assistito, all’agonia straziante del taglio dei suoi rami e tronco. Il torto fatto alla cittadinanza circa un anno fa, è stato ripagato dall’Amministrazione Comunale quest’anno con la deposizione, nello spazio ormai vuoto, triste e sconsolato di un nuovo “Frasso”, in data 28 Marzo 2013. Contemporaneamente al giorno della morte di Gesù, risorto poi dopo tre giorni, a Saviano dopo un anno, possiamo dire che assistiamo quasi per miracolo alla “resurrezione di una nuova vita”. La piacevole sorpresa dei cittadini avuta in occasione del passaggio della tradizionale processione del Venerdi Santo presso il luogo suddetto, nonostante il triste momento, ha salutato, con gradimento, l’avvenuta rinascita. Grazie al Sindaco di Saviano Dott. Carmine Sommese, che in questo periodo di Pasqua che è tempo di Resurrezione, di rinascita e di gioia, ha fatto rivivere nei nostri cuori un pezzo di storia del paese, che ormai sembrava essersi perso per sempre. Il “Giovane” Frasso ha origini siciliane, cresciuto per più di cento anni in Toscana, è stato scelto fra i tanti dopo un’accurata selezione. Con l’acquisto della pianta di 4000 Euro, la Ditta D’Ambrosio di Ottaviano in collaborazione con la Fioreria “Liguori” di Saviano, ha vinto una regolare gara d’appalto bandita dal Comune e si è interessata alla messa in opera del nuovo albero. Il lavoro da svolgere, inizialmente ha presentato alcune difficoltà per le condizioni di velocità e competenza nell’azione di sradicamento, trasporto e collocazione nel terreno.

Il nuovo albero, essendo di grande dimensione nel tronco e nei rami è quasi simile a quello precedente, per la nuova ubicazione e per la normale e prossima fioritura ha avuto bisogno della potatura dei rami principali, l’ingabbiatura della zolla di terreno alla radice, il trasporto immediato e la rapida operazione di piantagione. La struttura è stata arricchita con l’illuminazione di fari alogeni che garantiscono luce alla pianta senza arrecarle danni e la base è stata adornata con una colorata fioriera. ■


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

UN RAGAZZO A CACCIA DI LIBRI Pierluigi Perretta er un adolescente su tre leggere non è un piacere, secondo un’indagine condotta da Telefono Azzurro e dalla Biblioteca nazionale centrale di Roma. Il 22,7% dei ragazzi dichiara di leggere solo testi scolastici, un fenomeno più diffuso tra i maschi (27%) rispetto alle femmine (19%). Il 38% dichiara di leggere da 1 a 3 libri l’anno, il 22,5% arriva a leggere dai 4 ai 10 libri, e poi ci sono le fortunate eccezioni: l’8,3% degli adolescenti legge dagli 11 ai 20 libri nell’arco di un anno. La molla che spinge a iniziare può essere il desiderio di non apparire ignoranti o di non sfigurare rispetto a coetanei che sanno tutto su qualche titolo suggerito da un blog o da siti molto frequentati. Ma l’emulazione ha le gambe corte. La lettura attecchisce solo quando diventa nutrimento: quando chiacchierando tra amici o amiche i temi affrontati in un libro diventano un riferimento, un modo di parlare di sé, una possibilità di confrontare paure e desideri. Il libro affascina in adolescenza quando “acchiappa” la voglia di cambiare dei ragazzi e racconta le metamorfosi che riecheggiano le tappe importanti della giovinezza. Una conseguenza della disaffezione alla lettura può essere l’“assorbimento” mentale nella realtà virtuale: 240mila ragazzini e adolescenti italiani passano in media più di 3 ore al giorno dinanzi al pc, alcuni sono affetti dalla sindrome di Hikikomori (letteralmente “stare in disparte, isolarsi”). Il fenomeno, presente in Giappone dalla seconda metà degli anni 80, ha incominciato a diffondersi negli anni 2000 anche negli Stati Uniti e in Europa. L’adolescente frequenta la scuola con un profitto sufficiente e poi viene completamente assorbito dalla realtà parallela, non ha amici, e passa 10-12 ore quotidianamente in una dimensione virtuale. Si tratta di una dipendenza che si traduce in un vero e proprio isolamento caratterizzato dalla costante presenza del rapporto col pc fino a tarda notte. La scuola viene vissuta come un obbligo a cui non ci si può sottrarre, ma la vera vita è nel web. È difficile superare la barriera tra i giovani e la lettura. Un libro viene preso in mano, sfogliato, iniziato … poi abbandonato. Però a volte avviene una specie di miracolo, le pagine cominciano ad animarsi, diventano veri e propri mondi, e aiutano i sogni a diventare realtà. Per avvicinare alla lettura un adolescente a cui non piace leggere possono aiutare libri che raccontano di ragazzi speciali, ad esempio “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon o “L’amico immaginario” di Matthew Dicks che narrano di conquiste uniche e sudate in casi di autistimo. Si può partire anche col Pennac di "Come un romanzo” e di “Signori bambini”, o con la saga dei Malaussene (“Il paradiso degli orchi”, “La fata carabina”): ottima scrittura, trame avvincenti, niente infantilismi e testi accessibili anche a ragazzi poco avvezzi alle pagine di un libro. Anche Benni può essere un ottimo apripista con “La compagnia dei celestini”, frizzante e godibile, e magari gli si può affiancare un più tradizionale Calvino, con la splendida Trilogia dei nostri antenati (“Il barone rampante”, “Il cavaliere inesistente” e “Il visconte dimezzato”). Alcuni libri possono anche diventare cult quando lo stile di vita rappresentato regala la possibilità di fantasticare il proprio desiderio di libertà, come avviene ad esempio con l’intramontabile “On The Road” di Jack Kerouac. Per ragazzi curiosi e attratti dal mistero sono consigliabili i “Racconti del terrore” di E. A. Poe o i gialli di Sir Artur Conan Doyle (“Il mastino dei Baskerville”, “Il segno dei quattro”, “Le avventure di Sherlock Holmes”). Di sicuro effetto su caratteri timidi e un po’ introspettivi è l’affascinante “Il mondo di Sofia” di Jostein Gaarder. Per amanti di videogames, azione, fantascienza e cinema, si può tentare con il ciclo “Dune” di Frank Herbert o “Rapporto di minoranza e altri racconti” di Philip Dick. Da non perdere “Se questo è un uomo” di Primo Levi, per … accelerare il passaggio da adolescente ad “uomo”, un'analisi sulla tragedia della Shoah, ovvero sull'umiliazione e la degradazione dell'uomo. http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806176556 Se questo è un uomo Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una

compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio. 7,88 new EUR in_stock Altro imperdibile è il “Piccolo principe” di Antoine de

Saint-Exupéry , un libro che si rivolge ai ragazzi e “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più”. Proverei anche con l’intramontabile umorismo all’inglese, con “Tre uomini in barca (per non parlare del cane)” di Jerome K. Jerome, “Fool” di Christopher Moore, o, per chi è attratto dai vampiri, il geniale “Suck! Una storia d’amore” dello stesso autore, o anche “Intervista col vampiro” di An-

ne Rice. Stesso genere, ma contenuti più sdolcinati, nella saga “Twilight” di Stephenie Meyer, best sellers che fanno sognare milioni di ragazze. Per un ragazzo affascinabile dai viaggi nel tempo è congeniale il ciclo egiziano di Wilbur Smith (“Il Dio del fiume”, “Figli del Nilo” e “Il settimo papiro”). Per il genere fantascienza nessun dubbio sul ciclo dei robot di Asimov, a cominciare dall’avvincente “Abissi d’acciaio” o dal formidabile “I robot dell’alba”. A fare un salto nel genere fantasy è imprescindibile il “Signore degli anelli” di Tolkien. Ma per partire vanno bene anche il “ciclo di Shannara” di Terry Brook, “Cronache del mondo emerso” di Licia Troisi o “Il ciclo dell'eredità” (Eragon, Eldest, Brisingr, Inheritance) di Christofer Paolini. Altri must del fantasy sono “Stardust” di Neil Gaiman, che, sotto la fiaba, cela l'avventura di un ragazzino che diventa uomo , o anche “Pan” di Francesco Dimitri, un moderno Peter Pan che rivelerà molte sorprese al lettore. Menzione a parte per tutta la saga su “Harry Potter”, assolutamente irrinunciabile, senza lasciarsi condizionare dalla fuorviante idea che si possa essere troppo grandi per leggere cose da piccoli. A consigliare un classico occorre farlo con attenzione, cercando di capire innanzitutto se indirizzare l’adolescente verso i classici o verso la lettura in generale. Lo stile di alcuni autori classici, infatti, è piuttosto soporifero e può scoraggiare alla lettura. \Dostojevskij, ad esempio, letto “da piccoli” può essere incomprensibile, ma “da grandi” può riservare grandi sorprese. Sconsigliati anche alcuni vecchi autori italiani imposti a scuola che sono visti sempre con ostilità. Da evitare anche le storie già sentite e stra-abusate, di cui si conosce la fine prima ancora d'aver letto l'inizio. Ma con alcuni titoli si va sul sicuro, ad esempio l’avventurosa “L’isola del tesoro” di Stevenson, “Narciso e Boccadoro” di Hermane Hesse o “Dracula” di Bram Stoker. In generale punterei su romanzi usciti di recente, così che lo stile non sappia di stantio, ideali i libri di Paolo Coelho (“L’alchimista” e “Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduto ed ho pianto”, o anche "Veronika decide di morire”). Successo garantito anche da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi, sulla tematica del passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Menzione particolare meritano anche “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia, che mette a nudo sentimenti ed emozioni dei ragazzi e il rapporto conflittuale con i genitori, o anche “Acciaio” di Silvia Avallone, che parla di un'adolescenza mai vissuta, vinta, arresa, fusa come l'acciaio, l'età dell'entropia e del caos, quando i legami, anche quelli più forti, si spezzano e nell'aria resta solo una densa nube. Magari fallirà ogni libro, specialmente se suggerito da un adulto, salvo poi vedere scattare la scintilla per quel libro lasciato lì per caso, lasciato aperto su un tavolo, col dorso in bella vista che funge da richiamo… ■

L’autostima è una condizione di fiducia nella propria mente ed è la convinzione profonda che allenando le proprie potenzialità si possono raggiungere traguardi concreti e straordinari.

L’AUTOSTIMA: UN MODO DI ESSERE NEL MONDO! Dott. Salvatore Allocca *

’autostima è un modo di pensarsi, di vedersi, di giudicarsi e determina la nostra autovalutazione. In sintesi è l’immagine che ci siamo costruiti di noi stessi. È un’esperienza molto soggettiva ed è legata più all’idea che ci siamo fatti di noi stessi che a quello che pensano gli altri. Spesso, il giudizio più critico e determinante è proprio quello che ci attribuiamo noi. Quanto valore ci attribuiamo? Il valore che pensiamo di avere spesso si trova nella capacità di raggiungere i nostri obiettivi e sentirsi appagati. Molte persone hanno una scarsa fiducia in se stesse, poche sembrano essere quelle che hanno una buona auto considerazione. Purtroppo quando si soffre di bassa autostima, la qualità della propria vita è pessima perché si ha la convinzione di non essere capaci, di non essere come gli altri, insomma si ha una sensazione di inferiorità. La caratteristica principale della bassa autostima è la vulnerabilità al giudizio degli altri e per questo che ci si sente sempre osservati. Chi è affetto da bassa autostima ha molta difficoltà a esprimere i propri sentimenti, opinioni e ad affrontare le sfide della vita con un atteggiamento positivo.

Per mantenere un buon livello di autostima è fondamentale stare attenti ai pensieri perché gran parte della percezione delle persone con bassa autostima trae origine dall’immagine di Sé, che successivamente, viene proiettata nella loro mente. Le persone che soffrono di bassa autostima hanno un’immagine di Sè non reale perché tendono a dare maggior peso ai loro difetti piuttosto che ai lo pregi. Non si tratta di mentire a se stessi, ma al contrario di equilibrare i propri pregi con i difetti. Il più delle volte si ricordano benissimo i propri fallimenti ma si tendono a dimenticare i successi; è necessario per questo motivo un diario personale, in cui raccogliere quotidianamente i propri pensieri, le proprie esperienze (positive e negative). Questo può aiutare ad avere un’immagine più oggettiva dei risultati che si sono raggiunti. Conoscere se stessi, quello che si è affrontato e il modo in cui si è riusciti a farlo, può essere una spinta fondamentale per aumentare la fiducia in se stessi. Non bisogna assolutamente dimenticare che l’immagine di Sé può essere modificata. * Psicologo Clinico, Specializzato in Psicoterapia Cognitivo - comportamentale, Counseling, Tecniche di rilassamento e Ipnosi terapia. mail: dr.allocca@libero.it ■


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Associazione “e ti porto in Africa”

C O N TAI N E R C O N D U E AM B U L AN Z E in viaggio verso la Costa d’Avorio parcheggio del sig. Umberto Giugliano in via Crocifisso giovedì mattina. L’intero pomeriggio di mercoledì si è lavorato alla preparazione del container con l’inserimento di tutto ciò che è stato possibile inserire. Anche lo spazio interno delle due ambulanze è stato utilizzato; dovunque è stato possibile, tra lettini, portantine e le specifiche dotazioni proprie di un’ambulanza, sono stati inseriti pacchetti dono per i bambini adottati, pannoloni, medicinali, materiale sanitario e finanche una cinquantina di sacchetti pieni di noccioline e noci, schiaccianoci compresi. In un mondo come quello delle iniziative di solidarietà nel quale purtroppo non mancano fenomeni di speculazioni e inganni essere sicuri che il poco che si è donato arriva concretamente là dove è stato indirizzato rinfranca lo spirito e invoglia ad una generosità sempre maggiore. Vedere addosso ai bambini della Costa d’Avorio le magliette inviate o la bicicletta donata, l’acqua che sgorga dal pozzo realizzato con i fondi inviati, leggere le lettere di ringraziamento dei bambini Battipaglia sede della Croce Verde: la consegna delle due ambulanze al dott. Mallamaci e a padre Constant adottati, vedere pro-

ncora un piccolo miracolo quello realizzato dall’Associazione “e ti porto in Africa” presieduta dal dott. Enzo Mallamaci: un altro container pieno di materiali vari, tra cui un frigorifero, un purificatore dell’acqua un pozzetto congelatore, una pompa sommersa, un cassone (oltre un metro cubo di capacità) pieno di scarpe, un altro pieno di abiti per bambini, un altro ancora pieno di scatolami vari, una cicletta, ma soprattutto due ambulanze perfettamente funzionanti, è partito dal deposito-

Saviano operazioni di carico delle ambulanze nel container gredire la costruzione dell’orfanotrofio-ospedale “Oasi S. Francesco d’Assisi”, progettato a titolo gratuito dall’ing. Biagio De Risi, insomma cogliere la concretezza del proprio atto di generosità, fuga ogni dubbio, annulla ogni diffidenza e riduce ad alibi pretestuoso il rifiuto di un atto di generosità fondato sul dubbio o sulla diffidenza. Doveroso il ringraziamento a tutti coloro che con il loro impegno ed il loro contributo permettono all’Associazione di portare avanti le iniziative a favore dei bambini della Costa D’Avorio, ma è altrettanto doveroso, nella circostanza, ricordare che le due ambulanze sono state donate dalla Croce Verde di Battipaglia di proprietà del sig. Luca Signoriello unitamente all’infermiere sig. Enzo Conte, così come è giusto sottolineare l’impegno delle famiglie Liguori Luigi e Giugliano Umberto che mettono a disposizione spazi e mezzi nella raccolta dei materiali, per il loro imballaggio e per la definitiva spedizione. F.F. ■

Tra novità e tradizione

VENERDÌ SANTO enza alcun dubbio la processione del Venerdì Santo è il momento più sentito della Pasqua per i cittadini di Saviano, una processione che di anno in anno rinnova momenti tradizionali ma che ogni tanto introduce anche elementi di novità. Rientra nella migliore tradizione immutata ed immutabile la fase preparatoria sia del sepolcro del Cristo morto con la Madonna, sia la fase preparatoria del cristo sul catafalco processionale. Consolidata ormai anche quella dell’infiorata che quest’anno ha interessato anche le chiese della Croce e della Libera e che nella serata del tradizionale struscio ha visto code lunghissime davanti alle nostre chiese. Novità perfezionata e assolutamente positiva quella della filodiffusione soprattutto perché ha permesso di mantenere di più il raccoglimento trasformando la processione in una vera e propria via crucis. Mantenendo questa tradizione ci viene da dire che si potrebbe bene fare a meno della seconda banda. Solo un desiderio anche se non so a chi rappresentarlo: vorrei poter vedere tutto l’anno e non soltanto a pasqua la bella ed espressiva immagine del Cristo morto! ■

Foto notizia: Domenica 14 con partenza dal Cimitero di Saviano si è svolta la fiaccolata in onore e ricordo del soldato Erasmo Savino ma anche, come ricordava lo striscione che apriva il corteo, per non dimenticare tutte le vittime innocenti cadute nel servire la patria.

Poesia di Gianluca Tufano.

IL MIO SGUARDO VERSO TE DONNA… cchi fissi e aperti, ebbri di felicità. Aperti su infiniti mondi, affaticati dall’inseguimento, di una libertà d’ amare che schiava di un triste passato, non lascia spiragli di tregua. Illusi e al tempo stesso incantati, sospesi nella malinconia. La dolcezza brama insinuarsi nel tuo ventre,

caldo delle emozioni, che albergano da prima nel tuo cuore. Occhi fissi e aperti su infiniti mondi, invocano solo sentimenti, di estasiante amore. Gianluca Tufano è nato a Saviano nel 1984. Studia letteratura e filosofia. Vive e lavora in provincia di Torino. Per le Edizioni Seneca ha pubblicato la raccolta di poesie I sospiri dell’anima. ■


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S e r v i z i

a

c u r a

d e l l ’ A s s o c i a z i o n e

S a v i a n o M i g l i o r e

Consigli per una gita fuori porta facile ed affascinante

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile Continuiamo il viaggio nel nostro territorio, offrendo ai nostri lettori l’opportunità di conoscere e visitare uno dei luoghi più suggestivi del nolano Peppe Tufano on la primavera che (finalmente) ha fatto capolino nelle nostre giornate, SavianoMigliore continua il suo viaggio nelle meraviglie delle nostre zone, ricchezze che troppo spesso diamo per scontate, a volte senza averle mai viste. Il consiglio di questo mese è per una gita fuori porta oltremodo vicina. Con 5-10 minuti di automobile, infatti, ci si può imbattere nelle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. Fondamentale testimonianza nella storia della cristianità occidentale, il complesso basilicale di Cimitile comprende almeno tredici edifici fra chiese e resti di basiliche, spesso decorate con mosaici e affreschi, ed è un’importantissima testimonianza di arte paleocristiana, una delle più notevoli in Europa. Dopo le difficili operazioni di scavo e i notevoli lavori di restauro, è possibile oggi intuire la complessa stratificazione dalla basilica di S. Felice in Pincis, comprendente quel che resta della basilica originaria a due navate, alla quale Paolino addossò, perpendicolarmente, un nuovo edificio di culto, a tre navate, ampliando altresì la tomba del santo e cingendola di un’edicola a pianta quadrata, decorata da mosaici. Si aggiunsero in seguito la basilica di San Gaulonio e la chiesetta dei Santi Martiri, interamente affrescata. Quest’ultima è costruita con i materiali di risulta della preesistente necropoli romana e presenta pregevoli affreschi e ornamenti architettonici. Quindi, dal VI sec. d.C. in poi, furono aggiunte al complesso le basiliche dei Santi Stefano e Lorenzo, dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, di San Tommaso e la basilica medievale della Santa Vergine. Attualmente l’Antiquarium è parte del complesso archeologico delle basiliche, nel presbiterio della basilica vetus: vi si conservano epigrafi romane, un sarcofago romano riutilizzato nel V-VI sec. d.C., marmi riutilizzati, numerosi reperti ceramici, tra cui vasi e lucerne il complesso Basilicale di Cimitile. Complessa ed affascinante la storia dell’insediamento : nucleo originario del complesso, infatti, è la tomba di San Felice prete (San Felice in pincis), che fu sepolto, alla fine del III secolo, nella necropoli a nord di Nola. Nato da padre orientale, Felice ne ereditò il patrimonio, scegliendo tuttavia di abbracciare la vocazione e la carriera ecclesiastica. Durante le persecuzioni amministrò la chiesa locale

per l’assenza forzata del vescovo Massimo che si era rifugiato sui monti. Imprigionato, riuscì miracolosamente a fuggire grazie all’intervento di un angelo, soccorse l’anziano vescovo e lo riportò in città, dopo averlo ristorato con un grappolo d’uva prodigiosamente maturato fuori stagione. Alla morte del vescovo Massimo, essendo ormai ritornata la pace, Felice rinunciò a succedergli nella carica in favore del prete Quinto. Dopo aver vissuto gli ultimi anni della sua vita nella povertà ascetica, Felice morì il 14 gennaio di un anno a noi sconosciuto. La deposizione della sua salma nel sepolcreto a nord di Nola determinò la trasformazione dell’impianto per la costruzione di nuovi mausolei che successivamente condizionarono lo sviluppo del santuario. La prima chiesa, nata come aula del corpo, venne costruita con orientamento nord-sud, sfruttando la distruzione di tre mausolei. La tomba di S. Felice venne così a trovarsi in posizione eccentrica rispetto all’asse dell’aula ad corpus. Introno alla metà del IV secolo, ad est dell’aula fu realizzato un secondo edificio di culto con tre navate e l’abside ad est. Il culto per il santo e la necessità di spazi da destinare alla sepoltura determinarono una forte attività nell’area, ma fu con l’arrivo di Ponzio Meropio Paolino, vescovo di Nola dal 409 al 431, che sorse un grandioso complesso: venendo le sue numerose proprietà, Paolino restaurò gli esistenti edifici di culto e costruì una nuova basilica, nota come basilica nova. Per venire incontro alle esigenze dei numerosi pellegrini, lastricò la strada che conduceva a Nola, costruì alloggi per i

profughi e restaurò l’acquedotto proveniente da Avella. Eresse inoltre numerosi ambienti monastici per ospitare quanti volevano condividere con lui il ritiro nella pre-

ghiera presso la tomba di San Felice. Alla morte di Paolino il complesso comprendeva l’aula ad corpus, la basilica orientale, la nova e la basilica di S. Stefano, fu infatti interessata da importanti lavori di ristrutturazione che cambiarono profondamente l’assetto dei luoghi. Tra il VI e il VII secolo venne infatti costruita una nuova basilica dedicata a San Tommaso mentre nell’VIII, a seguito del crollo della basilica nova, venne eretta, sulle parti dell’edificio superstiti, la basilica di S. Giovanni. Forse questi lavori vanno attribuiti al vescovo Lupeno che eresse la cattedrale nolana agli inizi o alla metà del secolo IX. Sebbene tra le VIII e il IX secolo i Longobardi di Benevento trafugarono il corpo di S. Paolino e alcune reliquie di S.Felice, nel basso medioevo il santuario mantenne intatto il suo prestigio: tra la fine del XII secolo e la prima metà del XIII all’abside occidentale della basilica di S. Felice fu addossato il campanile. Al XIV secolo risalgono invece la facciata della chiesa di S. Giovanni e la Cappella di S. Maria degli Angeli. La basilica di S. Felice, che fungeva da parrocchiale di Cilìmitile, era retta dal preposito assistito da sette sacerdoti, detti ‘confrati’. Il capitolo della cattedrale di Nola fino al 1675 mantenne l’usanza di recarsi tre volte l’anno in processione alla basilica di S. Felice, dove, il 14 gennaio (festa del Santo), il 25 aprile (ricorrenza di S. Marco Evangelista) e la settimana in albis, prendeva parte alle solenni celebrazioni presiedute dal vescovo. Dopo l’eruzione del Vesuvio (ndr. la famosa eruzione sub-pliniana, elevata a modello dei moderni piani di evacuazione della zona), e nonostante l’attivismo della curia e della città di Napoli, il complesso finì, nell’800, in notevole stato di abbandono, pur continuando a raccogliere visitatori e pellegrini in gran numero. Dalla fine del XIX secolo, tuttavia, una serie di restauri, ce lo ha consegnato nell’attuale aspetto, consentendoci di recuperare e visitare un posto intriso di spiritualità ed arte, meta adatta anche a chi non può spostarsi molto, ma non intende per questo rinunciare ad una giornata diversa, ad un’opportunità unica per nutrire, assieme al corpo, ance lo spirito. (fonti: 1-C. Ebanista, F. fusaro, Cimitile, guida al complesso basilicale e alla città, 2010, pp. 19-28 2-http:// www.comune.cimitile.na.it/). ■


Servizi a cura dell’Associazione SavianoMigliore

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Il 9 maggio il nuovo convegno organizzato da SavianoMigliore

EURO O NON EURO: QUESTO È il PROBLEMA! Sempre più spesso si sente invocare il ritorno alla lira: sarebbe praticabile? Ma, soprattutto, sarebbe davvero utile? Peppe Tufano

te ha affiancato all’attività di ricerca e di insegnamento quella di divulgazione, prima collaborando con diverse testate fra cui “la voce” e mettendosi in proprio dal 2011 su goofynomics.blogspot.it/. Attualmente cura anche un blog su il fattto quotidiano : http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/abagnai/ Marco Esposito Diventa professionista nel 1993 a Milano, premiato dall'Ordine dei giornalisti del capoluogo lombardo per la migliore prova d'esame di quell'anno. Dopo tre anni di lavoro come redattore economico a Milano Finanza, passa a La Voce, il giornale di Indro Montanelli. In seguito alla chiusura nell'aprile 1995 del quotidiano montanelliano, Esposito si trasferisce a Roma dove inizia un'attività di free lance, fino all'assunzione al quotidiano la Repubblica. Nel 2000 il direttore de Il Mattino Paolo Gambescia lo chiama a Napoli per guidare la redazione economia del quotidiano partenopeo. Nel 2002 il governo degli USA seleziona Esposito tra le persone italiane ad alto potenziale e lo invita negli Stati Uniti per un progetto individuale di interscambio culturale durato tre settimane. Nel 2003 esce per la Laterza il saggio "Chi paga la devolution?". Nel 2011 pubblica con Gianni Pittella il saggio "Federalismo Avvelenato". Nel 2008 Esposito riceve il premio giornalistico Sele d'Oro per gli articoli sul federalismo fiscale, una campagna che ha frenato l'approvazione del disegno di legge della Lombardia come modello nazionale, nonostante tale modello fosse esplicitamente richiamato nel programma elettorale della coalizione di centrodestra, vincitrice nelle elezioni politiche del 2008. Nel dicembre 2009 Marco Esposito sospende l'attività giornalistica per un periodo di aspettativa ed è nominato da Antonio Di Pietro responsabile della sezione dipartimentale Politiche per il Mezzogiorno di Italia dei Valori. Esposito elabora cinque emendamenti per la finanziaria regionale 2010 della Campania - su nucleare, acqua pubblica, rc auto, bonus occupazione e bollette sociali - tutti approvati il 31 dicembre 2009. Contro la legge che sancisce il no al nucleare, il Pdl locale il 3 gennaio 2010 annuncia il ricorso alla Consulta. Nel giugno 2011 entra nella giunta De Magistris al Comune di Napoli come assessore alle attività produttive.

uro o non euro come Essere o non Essere: l’incerdea propria su uno dei momenti storico-economici più delitezza amletica ben simboleggia lo stato di confusiocati degli ultimi 60 anni. ne e preoccupazione della cittadinanza, tentata dalla Per tutti quelli che non voglio disinteressarsi o lavarsi dolcezza del ricordo (della lira…e del suo potere di acquile mani, ma intendono interrogarsi su come affrontare l’atsto), spesso a dispetto delle difficoltà, anche gravi, che tuale crisi, su come migliorare il loro quotidiano in questo e una scelta di questo tipo potrebbe comportare. negli anni a venire. Gli interrogativi da porsi, in proposito, sono molteplici: quali sono i problemi di natura economica e politica che comporterebbe un eventuale ritorno alla lira? O un ripenAlberto Bagnai samento dell’euro? A cosa si andrebbe incontro? I rischi Entrato in ruolo nell’università italiana nel 1996, dal supererebbero i benefici o viceversa? Quali le conseguen2005 insegna Politica economica presso l’Università Gaze per i cittadini ed i nostri territori? Quale il loro ruolo? briele d’Annunzio di Pescara. Collabora con il Centro di Sono questi i temi del nuovo convegno organizzato ricerca in economia applicata alla globalizzazione dell’Unida SavianoMigliore, che si propone di fornire ai Savianesi versità di Rouen (Francia). Nella sua attività di ricerca si è non tanto le risposte a questi annosi problemi, ma gli struoccupato soprattutto di problemi di sostenibilità del debito menti affinché ognuno possa trovare le “sue” risposte. pubblico ed estero, di economia europea e di economie L’occasione nasce dalla presentazione del libro di emergenti, e delle relazioni fra commercio e crescita, scriAlberto Bagnai, suggestivamente intitolato “Il Tramonto vendo saggi su riviste e volumi specialistici per lo più pubdell’Euro”. L’opera, prendendo le mosse da una rilettura blicati all’estero. In Italia ha pubblicato nel 2010 per Franco delle ragioni politiche ed economiche che hanno portato Angeli La crescita della Cina – Scenari e implicazioni per gli all’adozione nei termini attuali della moneta unica, opera altri poli dell’economia globale e ultimamente ho collaborato una riflessione sugli antecedenti storici e sulle possibili all’ebook Oltre l’Austerità (Micromega online. Recentemenconseguenze della soluzione auspicata dall’autore. Il prof. Bagnai, infatti, è assurto a notevole fama dopo il suo articolo pubblicato sul blog di beppe grillo il 10 febbraio di quest’anno, in cui l’accademico, ordinario di politica economica alla università Gabriele D’Annunzio di Pescara esponeva in nuce premesse e conclusioni del suo libro. Sull’onda di tale successo, si è scatenata un acceso dibattito in tutta Italia, che SavianoMigliore ha ritenuto di offrire anche alla valutazione dei Savianesi, organizzando Opere Chi paga la devolution?, Roma-Bari, Laterza, 200un convegno, per il giorno 09 maggio alle 3 ore 19.00, cui interverrà anche Marco EspoDomani a Mezzogiorno, Napoli, Guida, 2010 sito, giornalista economico, attualmente as(come coautore) sessore al Comune di Napoli. Federalismo avvelenato, Zefiro, 2011 (M.Esposito Sarà interessante osservare l’interae G.Pittella) zione tra l’euroscettico Bagnai e l’eurosostenitore Esposito, convinto meridionalista, Separiamoci, Milano, Magenes, 2013 Convegno Saviano 09/05/2013 ore 19.00. sperando in un acceso e proficuo dialogo, moderato dal giornalista Daniele De SomModera Daniele de Somma, giornalista professionista con esperienze a La Stampa di ma. Sarà un’occasione per tutti, dal proTorino, al Roma di Napoli ed al TG3, attualmente fessionista al cittadino qualunque. Per Foto notizia: prima manifestazione pubblica del Movimento 5 stelle di Saviano sul collaboratore, tra gli altri, de Il Mattino e L’ora Vechiunque voglia documentarsi e farsi un’i- problema del degrado ambientale e la mala amministrazione in genere suviana.■

I protagonisti del convegno

VAR I E E D EN T U AL I

IL TRATTATO (Capitolo XI)

Rubbrika a cura di M. Fedele

a cura di M. Fedele

otizie dalla cultura: Alcuni mesi orso no (licenza poetica), nel corso di un convegno nel quale ero delatore (altra licenza poetica) il cui titolo era “Semantica e saggistica nel 2000” mi capitò di discutere animatamente con altri intellettuali del mio livello su alcuni temi. Innanzitutto nessuno di noi sapeva che c…o significasse la parola semantica; la discussione si animò ancor più allorché, essendo il discorso caduto sulle funzioni religiose del periodo pasquale qualcuno parlò dei presbiteri. Un docente di filologia romanza (adesso però sono troppe, e che diamine!) sosteneva che il termine indica coloro che hanno una cattiva visione da vicino; il vice presidente dell’accademia della vrenna disse che chi non vede bene da vicino viene definito preside; mentre l’ambasciatore di S. Marino, ospite del convegno, stava cercando di dire che con quel termine si indica il capo di un istituto scolastico, fu subito zittito dal sottoscritto ch gli fece notare che i capi d’istituto sono chiamati presuli. La discussione si protrasse per alcune ore fino a quando, sfiniti, trovammo un punto su cui eravamo tutti d’accordo, cioè che ognuno rimanesse nella sua convinzione. Ricordi di gioventù: Quando ero molto giovane mi capitò di assistere ad una diatriba tra due dipendenti del Ministeri della Pubblica Istruzione, allora indicati con la qualifica di bidelli, a proposito di un episodio di cronaca ; uno dei due disse che la signora si era gettata dal nonimo piano e a nulla valsero i tentativi del collega di convincerlo che la dizione esatta era novesimo piano; io, naturalmente, mi mantenni neutrale. Che carogne siete! Dite la verità: avete subito pensato che la mia neutralità era il frutto della mia ignoranza su quale fosse il termine esatto. ■

ELOVIO CRIPTICO (SITUAZIONE PRAMMATICA ED ANALOGO PARERE) uando, nel 1726 il mandarino cinese Wang Ziao Ming, subito dopo la propria morte, sopravvenuta per emorragia cerebrale, confidò ai suoi discepoli il metodo elementare per formare una coesione paroparica, metodo denominato, in onore del suo elaboratore “Stesura finale del raggiante arcopintico”, accompagnò questo suo lascito ereditario con la famosa frase, divenuta ormai leggendaria:“ Guagliù, forza, chi si ferma è perduto” a cui i discepoli risposero in coro: “ Chi ha avuto, avuto, avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammoce ‘o passato, simmo ‘e Napule,paisà”(traduzione letteraria). I seguaci del maestro cercarono, nel corso dei secoli, di elaborare una nuova teoria partendo dal significato della frase del Maestro e, dopo alcuni anni di studio ne coniarono un’altra di pari effetto, pur se di significato lievemente diverso, anch’essa entrata nella storia dell’enologia; la frase, anche qui forniamo la traduzione letteraria, era:“ Si, vabbuò, e a me?” Bene, per spiagare ed in parte riassumere il significato di quanto esposto finora con questo trattato breve ma, supponiamo, chiaro nelle sue linee essenziali; possiamo armidare , fiduciosi di avere instaurato un rapporto con il lettore di assoluta venerazione, in quanto l’uomo, per sua natura, è grato a ciò ed a chi si geocentrizza e si espettora. I nihilisti in proposito sostengono una tspina bifida che, al pari di un teorema brignolico, ha sempre impedito che le loro teorie fossero prese sul serio; in ogni caso penso che tutti i lettori convengano che questo è un argomento che non interessa a nessuno. ■

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ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157) Saviano piange uno dei suoi figli migliori.

A N T O N I O

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Generoso Ardolino l 15 febbraio scorso è venuto a mancare al nostro affetto Antonio NOTARO, più noto come “Mast’Antonio ‘o stuccatore”, grandissimo lavoratore, uomo di grande rettitudine morale, immensa bontà e infinita propensione alla pace e all’amicizia. Antonio nasce a Saviano il 14 maggio del ’54 da Biagio, “O’ trumbettell’ “, e da Maria Abbondanza, primo di sette figli : sei fratelli e una sorella. Ancora in giovane età resta orfano di padre e si ritrova ad essere capofamiglia e, come tale, investito delle relative responsabilità. Forse fu proprio la perdita del padre che ne formò il carattere e fece di lui, non ancora maggiorenne, un uomo maturo, con un radicato senso del dovere, della famiglia e un instancabile lavoratore. Probabilmente il dover fare da padre a tanti fratellini lo forgiò anche come uomo di pace e d’amore. Per tutta la vita, Antonio, è rimasto tale: lavoratore instancabile, uomo di pace, di grande mitezza e onestà. Ho conosciuto mio cognato Antonio più di quarant’anni fa e posso sinceramente dire che non ricordo di averlo mai visto litigare con qualcuno o, semplicemente, alzare la voce più del dovuto, anche in accese discussioni. Fra l’altro, le “discussioni” a cui ho assistito erano sempre e soltanto dovute alla sua opera di “paciere” o a dispute sportive, nelle quali, comunque, non trascendeva mai. Antonio aveva “il senso della misura”, sapeva fermarsi in tempo e tacere prima che la discussione degenerasse, anche a costo di prendersi il torto laddove la ragione era dalla sua parte. Un’altra cosa che non ricordo sia mai accaduta, in tutti questi anni, è legata alla sanità fisica e mentale di Antonio: non l’ho mai visto ammalato; non si è mai lamentato di un malanno fisico e non ha mai perso la lucidità mentale neanche negli ultimi mesi di vita con il fisico segnato e devastato dalla terribile malattia che, pure, aveva aggredito anche il cervello. È stato lucido e cosciente fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo respiro. Negli ultimissimi giorni, quando ormai aveva preso coscienza dell’imminente fine, trovò la forza di sdrammatizzare e consolare noi che gli eravamo vicini, con una battuta di spirito e, quasi con un sorriso, disse: «A o’ Pataterno e’ serve nu’ stuccatore!». Ma vorrei raccontare della vita di questo “grande uomo” non della morte. Antonio sceglie il suo duro mestiere, “lo stuccatore”, per mera necessità, ciò nonostante lo svolge, sempre, per tutta la vita, con diligenza e con passione. Ben presto passa da operaio a imprenditore, formando una sua piccola squadra di lavoro e diventando così bravo ed apprezzato che, al sopraggiungere della crisi economica del settore edile all’inizio degli anni ’70, non ha nessun problema a trasferirsi a lavorare a Cento, provincia di Ferrara, dove ben presto fa giungere altri col-

leghi di lavoro e anche alcuni dei suoi fratelli, creando, in quella città, una vera e propria colonia di Savianesi. A tutt’oggi diversi nostri concittadini, fra cui anche Salvatore e Carmine, fratelli di Antonio, vivono in quelle lande, dove si sono creati una famiglia e perfettamente integrati nella Società locale. La parentesi Centese di Antonio dura alcuni anni fino al ’75, anno in cui sposa la moglie, Anna Cappella, e ritorna a vivere nei luoghi natìi. Anche e, soprattutto, nel matrimonio, Antonio si dimostrò uomo d’amore. Infatti, nonostante la loro unione non fosse stata allietata da nessun figlio, il legame d’amore che ha unito Anna e Antonio è rimasto immutato, indistruttibile e infinito fino alla fine e, sono certo, continuerà oltre la morte. Così come Antonio continuerà a vivere per sempre nei nostri cuori, nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere e in quelle di tutti coloro che l’hanno conosciuto. Gli sarà sicuramente pesata molto la mancanza di figli, ma, lui, non si è mai lamentato neanche di questo, ne è diminuita, per questo, la sua religiosità e la sua fede nel Signore. Al contrario, ha riversato l’inesauribile affetto di padre su tutti i ragazzi e sui suoi nipoti, specialmente sui miei figli, Antonio e Valeria, che sono stati i primi nipoti e che veramente ha amato, ricambiato, come un padre, tanto che molto spesso, chi non lo sapeva, vedendo il loro rapporto, pensava che fossero suoi figli. Non a caso, durante il suo funerale, sono avvenuti due episodi significativi: uno in Chiesa, dove più d’una persona, indicando mia figlia, che stava vicino alla zia Anna (che è anche sua madrina di battesimo), ha chiesto se fosse sua figlia. L’altro episodio è accaduto al cimitero, dove, dopo la tumulazione, un parente ha chiesto ad Anna chi fossero quei due ragazzi estranei che assistevano molto commossi, e, questi ultimi, hanno risposto ad una voce: «Siamo i ragazzi di mast’Antonio». La vita di Antonio è stata traboccante di virtù; non aveva alcun vizio, nemmeno quello del fumo, anche se “fumava” una sigaretta ogni tanto. Gli unici suoi hobby erano il Carnevale, a cui si dedicava anima e corpo per tutto l’anno collaborando con il Comitato carro W LA TV, e il calcetto, che ha continuato a praticare fino all’insorgere della malattia che lo ha stroncato e ucciso in otto mesi di lenta, dolorosa agonia. Come in tutte le sue cose, anche nel calcetto metteva il massimo impegno, tanto che, a detta dei suoi stessi, e molto più giovani, compagni di gioco, lui, più che cinquantenne, “dava dei punti” ai giovani ventenni. La seconda grande passione della sua vita, dopo la moglie, è stato il Napoli. E’ stato un così grande e appassionato tifoso del Napoli che mio genero, l’ultimo dei suoi prediletti nipoti, ha ritenuto opportuno chiudere il suo elogio

«Scritti, componimenti, poesie, parodie, satire, esternazioni o comunque le si voglia chiamare», insomma una «miscellanea ironico-demenziale». Così Generoso Ardolino definisce questi suoi scherzi a loro modo poetici. Si tratta di schizzi scanzonati, or di pacata interiorità or d’affabile parodia, che talora sfiorano la pasquinata. Il tutto ispirato dal più nobile dei sentimenti, ed espresso con lessico familiare insaporito di satira, ma anche di“pastiche” linguistico.

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A NICOLA FALCO (SAVIANO, 26/11/1969) Se mai mi venisse chiesto: che cos’è l’amicizia?, io le darei un nome: il tuo! Se poi se ne volesse prova, per te darei una vita: la mia! Prefazione alla poesia per Nicola Falco inviatagli con gli auguri natalizi - Nello scriverti mi sono ricordato di averti visto in piazza ieri, mentre “te la tiravi” circondato dalla tua corte di “beghini” e, di getto, mi è venuto di scriverti la seguente poesiola che, umilmente, ritengo degna di pubblicazione su “Obiettivo Saviano”, non fosse altro che per rendere merito al Deus ex machina dello “Jureco” savianese !... DOMENICA MATTINA (Saviano, 4/12/2006) La piazza di Saviano rumoreggia e gorgheggia. Grappoli di uomini la riempiono festosi. Il lazzo, il frizzo, la satira ed il pettegolezzo serpeggiano infidi ed imperano sovrani.

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D’un tratto tutto tace… Gli uomini si volgono rispettosi, timorosi, invidiosi… La piazza rende omaggio, quasi in “standing ovation”… “Si ferm’ ‘o jureco !”… Passa il suo massimo esponente: Nicola Falco !!! A NICOLA FALCO ’O RUTTORE Miscellanea ironico-demenziale avente per tema una grande amicizia: la nostra! (Saviano, 21/11/2007) Tu sei. / Così, percosso e attonito, Saviano al nunzio stà. / Muto, / pensando a cos’altro ti possa uscir di bocca, / né sa quando la smetterai di calpestar, dicendo mal, i suoi figli. / Tutto sei stato, / attraversando come una meteora l’arco politico-pettegolo nazional-paesano. / Tutti hai tacciato, / di questo o quel peccato, sol perché, nei tuoi, non ti hanno accompagnato. / Di me, / di me che compagno ti fui di lazzi e frizzi, di me che da sempre ti nomai “amico”, / di me dicesti “industriale del tessuto”, quand’io non avevo neanche di che vestirmi. / Di me ancor dici “Cavaliere Presidente”, quand’io non cavalco e non presiedo niente. / Di me che, di rimando, “Cavaliere Colendissimo” ti nomo, / in ricordo del

funebre, in Chiesa, con le parole: «Ciao Zio e sempre Forza Napoli». L’amore, l’affetto, l’amicizia, la carità che quest’uomo ha profuso a piene mani, a tutti e per tutto l’arco della sua vita, sono stati così tanti ed immensi che la partecipazione alle sue esequie è stata così grande, commossa e sentita da farla paragonare, con le dovute proporzioni, a quella seguita alla morte di SS. Giovanni Paolo II. No!, non è un paragone irriverente o inopportuno!, non ho mai visto tanta gente ad un funerale, c’era tutto il paese e non solo, anche tantissime persone venute da fuori. Ho visto piangere moltissima gente che non erano ne parenti ne amici, solo persone che lo avevano conosciuto o, che, semplicemente, venivano contagiate dalla commozione generale. Mai, come in questo caso, è stato appropriato un vecchio detto napoletano, che ho sentito più volte ripetere durante le esequie: «So’ chiagnen’ pure e’ pret’ d’’a via». Avrei tante cose da dire su Antonio, tanti aneddoti da raccontare, ma non mi bastano le parole e non reggo più le lacrime che stanno bagnando questi fogli; voglio solo aggiungere che io sono stato suo cognato, suo padrino, suo amico, ma mi sono sempre sentito, e sempre mi sentirò, suo fratello. Forse la vita di Antonio NOTARO, si puó riassumere con le semplici parole che ho sentito gridare da un’anonima donna, quando la bara usciva dalla sua casa: «Facciamo un applauso a questo Grande Uomo!». ■

tuo vate in perfidia, di quel tal Guglielmo dagli occhi celesti, / che Dio l’abbia in gloria, e che tu per Maestro avesti. / Nicola, rimembri ancor quel tempo della nostra vita adolescente, quando giocosi e festosi, / trascorrevamo il tempo in giochi e studi (??) senza pensiero alcuno del futuro?!? / Già allora ci legava un sentimento (non equivocar) d’affetto e d’amicizia che il tempo giammai corrode. / E così è ancora! Sarà così per sempre? / Ai posteri la facile sentenza. / Noi, io e il popolo Savianese, chiniamo la fronte, timorosi e riverenti, al tuo passaggio, / sperando che il taglio della tua lingua non sia rivolto verso le nostre membra. / Se ti sembra che anche la mia (lingua) sia abbastanza affilata, non ti resta che farti i complimenti, / perché, avendo te come maestro, la lezione ho ben imparato! Ciao. LO AUGURIO PER LO CARO AMICO NICOLA (Saviano, 29/11/2010 auguri natalizi) A lo Cavalier de lo cavallo privo, codesto Cavalier, che pur lo manca. onor si fregia di portar giulivo, non certo la vil moneta quotata in banca, ma, lo augurio de lo Natale Santo e de lo Novello Anno Felice tanto, naturamente esteso a la casata nobile e parimenti pòrto da la sua e da la figlia nubile. Invitotti a la magion dell’opra nostra Ove approntai la carta che i futuri giorni mostra, l’arma de lo poeta e altro picciol ornamento per tacitar lo sempre tuo falso e stridulo lamento. (Generoso Ardolino. Testi pronti per l’invio fin dal 5 dicembre 2012) ■


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(III puntata)

C H E W I N G - G U M Gerardo Allocca e casse venivano affastellate con ordine le une sulle altre, i lavoranti si affaccendavano e qualcuno sudava per la fatica, i più vecchi, in genere. Era ora. La merce invenduta doveva essere accatastata, prima dell’orario di chiusura e riposta entro le baracche oppure caricata sugli autocarri o furgoni. C’erano state mele, lattuga, carciofi, arance, pomodori, un vero orto esposto quel giorno, come gli altri: avanzava ben poco, il grosso era stato smerciato ai clienti, in linea di massima dettaglianti di frutta e verdura - Più gente del solito, oggi - disse Filippo Non mi è sembrato - oppose Salvatore - Chi sa dove avevi gli occhi! - . - Dove li avevi tu -. Risate, poi. - Allora non sono buoni. Cambiali - Cadde l’argomento, indi, continuando i due a maneggiare casse, uno accennò - Se le riempiono bene le tasche i nostri principali. Ci ballano, quelli, nei bigliettoni - Quell’emporio ortofrutticolo riforniva tutta la città, giornalmente venivano trafficate tonnellate di prodotti della terra. Provenivano per tre quarti dalla provincia, serbatoio fondamentale per esso, tranne quello, per esempio ananas o banane, di cui bisognava approvigionarsi da fuori per forza. Secondo voci, la Fruver, la ditta degli interlocutori appena pronunciatisi, deteneva la quota prevalente delle contrattazioni al mercato cittadino, la mole di affari più ingente, rinunciando a termini iperbolici - Chi saranno, alla fine questi nostri principali? Nessuno lo sa. Noi abbiamo a che fare con i pezzi piccoli, i loro sovrintendenti, ma i veri padroni chi li conosce? -. Effettivamente, l’impresa aveva corso molte vicissitudini, nonostante e anzi a causa della sua prosperità, passando perciò da certe mani in altre, aggregata ora a quella ora quell’altra società - Che vuoi che ne sappia io? Quella gente se le palleggia le aziende come al rugby. A me basta che mi paghino -, parlò così Filippo. Pensano che S. Chiara, alcuni è logico, sia la più bella chiesa che ci sia, meglio magari del duomo di Pisa o di S. Pietro. Dicono che, a vederla esternamente con la sua austera e lineare fisionomia sobriamente protesa verso il cielo, una gazzella di spirituale luminosità che, freddo calore dell’anima rapita nella contemplazione estatica dell’Infinito, filtra, sottile e appena afferrabile voce dell’eterno, attraverso le vetrate multicolori, si venga trasportati di peso nella storia, in un’altra, e ben lontana dimensione e avventura umana. Tra, dinanzi a quei marmi scolpiti a sbalzo, simili a terrecotte cesellate da una mano formidabile, sarcofaghi, pietre mummificate all’occhio, si ha come l’impressione di cogliere il cammino pauroso dello spirito, del tempo. Introdursi nel chiostro, illeggiadrito di maioliche dipinte, con il pozzo grazioso piantato nel mezzo, le piante e i fiori, dicono è come trovarsi nell’orto dell’aldilà. L’abazia ha due corpi di fabbrica. - Te l’ho ripetuto infinite volte che non voglio più sentirne parlare - e, nel proferir ciò, si staccò nervosamente dagli scaffali metallici, zeppi di libri e cartelle e si insediò, corrucciato dietro la scrivania del suo studio - Ti urta che te lo scodelli in faccia il nostro passato. Ti senti in colpa, allora -, fece lei, per nulla intimorita. Era addossata alla parete, un fermacarte con su dei fogli in mano, gli occhiali le erano un po’ scivolati sul naso. La sua persona, larga e piena ma non grassa, di ultratrentacinquenne era inguainata impeccabilmente da un tailleur spezzato, lo sguardo, dello stesso taglio della corporatura, lievemente infiammato. - Può darsi, non importa. Non intendo, come anche tu credo, impegolarmi in discorsi personali sui conflitti del mio inconscio. Mi interessano di più attualmente quelli della società. Tu sai quanto apprezzi il Marcuse di Eros e civiltà -: non era alto nel vero senso della parola, Luigi Mollo, aveva un aspetto medio in tutto, fisicamente sia chiaro, quanto a cervello, era assai fino e sapeva come una biblioteca. L’avevano fatto docente di Sociologia economica, però, con ritardo, ora ne aveva 45, dodici anni addietro, questioni politiche. Aveva il vezzo di portare i baffi, forse, su quel viso delicato e un po’ femmineo, servivano a dargli più sicurezza, più virilità. - A costo di indispettirti - eccepì Caterina Rungi - ti spiattellerò la verità spiccia. Noi fallimmo per causa tua soltanto: appena scopristi un inganno da parte mia, del resto innocente, sentimentalmente innocente, non intenzionale, sì, Raffaele, già, non fosti più tu; in me non la mente aveva mancato verso di te, che restavi l’unico nei miei pensieri, bensì il corpo, di cui ti sono note, attraverso i tuoi studi freudiani, le debolezze e le pretese bizzarre. Ma tu diventasti un altro, un essere distante e insensibile nei miei confronti. Soffrii molto allora. Il nostro sodalizio si ridusse all’osso: recitavamo in casa al marito e moglie, i nostri contatti praticamente cessarono. Capimmo che era troppo, bisognava farla finita. Non è così, forse? Vedi bene, dunque che nei tuoi congegni psicologici ci dev’essere qualche guasto, dovresti rivederli - Seguì un fiume di parole rabbiose, una scarica di livore che investì la donna -

Questo si chiama caccia alle streghe. Non mi fa meraviglia da una tua pari. Saresti capace di mandarmi alla ghigliottina, con le tue congetture gratuite. La nostra storia si è conclusa perché così doveva essere, per morte naturale. La solidarietà che ci unisce ancora, chiamala pure spesso nostalgia, non reggerebbe mai a un’altra prova, a un eventuale ricomposizione anagrafica e familiare. Da allora sono stato con più d’una, ora, lo sai, vivo con Cristina in provincia, dove sono nato, e non ho pentimenti. Dirigo questo Laboratorio sociale da tempo, ormai, e tu ne sei la segretaria; ti prego: svolgiamo coscienziosamente il nostro lavoro e teniamo fuori dai nostri discorsi i casi troppo intimi e personali. Non ci riguardano più - Lei non reagì, ma lasciò la stanza del direttore compostamente. Né, quella mattina di giugno tra i viali dell’orto botanico c’era più movimento, più passeggio del solito di quel periodo. Sotto un’acacia, albero nostrano, c’era una panca. Vengo sempre qui, se fa bello, a studiare, fuori di casa. Si sta tranquilli, c’è aria buona. Qua batte anche questo tiepido, gradevole sole. A casa torno a ora di pranzo. I soliti studenti attorno ai professori. Visitatori in giro, carrozzine con infanti. La botanica è sempre stata il mio forte a scuola, se non fosse stata per questa benedetta passione per le scienze sociali! Mia sorella Anna domani compie gli anni, s’è fatta quasi una signorina, fa il ginnasio. Egli teneva, seduto sulla panca indorata di luce, un volume sulle ginocchia, indosso un jeans e una giacchetta a fondo verdognolo e strisce incrociate più cariche, che copriva un pullover granata. Posò di nuovo gli occhi sul libro, mentre gli passavano davanti due vecchietti, che, camminando tra le aiuole confabulavano insieme. Guarda qui cosa scrive il chiarissimo: “ il movimento dialettico è stato sottoposto a revisione stringente da parte di Adorno, che ne ha smascherato i vizi, così come si delineano nella versione hegeliana. Esso è il fulcro della storia e degli accadimenti, non però, come apologia dell’identico e del positivo, che nella sintesi abbraccia ogni possibile conoscenza, quanto invece come tensione inarrestabile verso l’alterità e la diversità cristallizzata nel suo momento conclusivo, non ritorno all’idea, ma sua negazione razionale nel pensiero e, come tale materialismo. Questo poi, nel soffocarlo, in un’assurda corrispondenza totale di teoria e prassi, cioè nel rifiuto di ogni lievito contestatore che smentisca la realtà vigente nel concetto, genera l’oscurantismo del socialismo reale e si traduce in ideologia, nell’accezione di Manneim, cioè ottusa conservazione dei valori in corso, contro la quale insorge, se insorge e ne ha i mezzi, l’utopia, che prospetta il mutamento. Adorno adduce come esempio la narrativa di Kafka “. Penso Mollo si riferisca all’utopia di cui discetta Marcuse. A lezione ce ne ha riempito la testa. Però distingueva: in Dialettica negativa l’utopia è essenzialmente enunciazione intellettuale, laddove in Eros e civiltà è esplosione di energia istintuale sotto forma di fantasia. Dovrei chiarire meglio questo punto con lui. Tra poco meno d’un mese sosterrò la prova d’esame e sono al terzo anno. La tesi la svolgerò con lui, il chiarissimo Luigi Mollo. Secondo me, quei due sociologi sono due facce della stessa medaglia e illustrano bene che cos’è una scuola. L’uno più dottrinario, l’altro più psicologico. Mollo è più per il primo, da lui considerato il leader della corrente, io preferisco più l’altro, quando parla di una sublimazione non repressiva o Eros, come chiave per guarire l’umanità e la civiltà. La piena liberazione, dice dai bisogni naturali e fisiologici e, con essa l’instaurazione di una società in cui il lavoro diventi un puro gioco, scevro di costrizione da parte delle istituzioni sono la garanzia del futuro per l’uomo. Professore, noi studenti abbiamo una predilezione per Marcuse, come giudica questo? E Mollo - Ha espresso molte cose giuste, ma si è lasciato prendere soverchiamente la mano dalla psicanalisi, c’è troppo Freud in lui. Ritengo che il caposcuola sia più sistematico ed equilibrato -. Noi, inversamente amiamo proprio questo di lui. Siamo una schiera di universitari molto affiatati, studiamo gli esami spesso in gruppo e, maschi e femmine, siamo una sola famiglia, non afflitti da inibizioni e tabù. Per noi Mollo è un dio. Dai, su che si fa tardi qui, quindici pagine e ho finito il capitolo. Stasera ci vediamo all’Astor, noi della comitiva, proiettano l’ultimo film di ***. La Magna Grecia1 è passata di qui, prima di Roma. Su barconi e vele solcarono le acque, come Ulisse. Essi, sfidando le onde. Dall’isola di Eubea. Demofoonte (?), calcidese, disse - La traversata sarà ardua e piena di insidie mortali, ma il premio scaturirà dal nostro ardimento sarà lauto, come coppa di ambrosia destinataci dagli dei. Lì, terre vergini e feraci, lì lidi pescosi, lì porti per la navigazione e i traffici, lì merci in abbondanza. Osiamo. Il fato ci sarà secondo e faremo la nostra fortuna. Ci sarà una vita piena e ricca, una volta là - E Policrate, allora - Compagni, noi siamo nati per il mare e

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moriremo sulle acque. Che importa quando? Ebbene, se non è il soccombere che ci fa paura, che mai ci trattiene, se la promessa che ci arride è davvero superba, come dicono. Alziamo le vele, ai remi, coraggio! Sarà ospitale e propizio il luogo - Poi Euriloco, Trasimaco, Callicre, Agateo … finché il sole non fu alto sul cielo e salirono sulle navi. Fendevano i flutti, e Calcide si perdeva alla vista. Glissarono sull’Egeo, trapassarono il futuro Mare Latino, bagnarono, infine le chiglie nel Tirreno. Fiancheggiarono così Trinacria, salirono lungo le coste taglienti di Esperia. Vedendo un ampio golfo, al riparo dalle correnti e di ameno aspetto, Demofoonte esclamò - Lì! - Poi Callicre, Agateo, Policrate, Agateo, Euriloco, Trasimaco. Facendo festa, approdarono. La chiamarono Città Nuova. Milena Beck visitò quel giorno due o tre dei maggiori ospedali e si confermò nell’idea che s’era già fatta della situazione a dir poco scandalosa in cui versavano gli enti di cura di Pulcinellandia. Financo l’igiene, che sta davanti a tutto in un nosocomio, lasciava a desiderare lì dentro. L’edilizia ospedaliera, ella annotò, era in uno stato poco confortante quando non avvilente per la vetustà dei locali o la manutenzione inadeguata, l’assistenza del personale (malgrado alcuni clinici fossero di levatura internazionale) era definita dai degenti manchevole e inefficiente, c’erano lagnanze, giustificate, come aveva potuto sperimentare di persona, per il vitto e aveva potuto constatare che l’affollamento in corsia e nei reparti era raccapricciante, per un ricovero per accertamenti ci voleva la prenotazione spesso e, ad aspettare il turno si poteva anche andare all’altro mondo anzitempo. Si ritirò a casa molto depressa. Fece la strada in macchina, passando prima per il Rettifilo, dopo per piazza Garibaldi, seguì ancora via Casanova, piazza Nazionale e andò a infilarsi nella tangenziale, arteria per soli veicoli, che tagliava l’abitato da un capo all’altro. Vien fatto di domandarsi se siamo piuttosto in una società avanzata del XX secolo o in qualche tribù selvaggia dell’America. Guardò lo specchietto retrovisore, sorpassò, da un ponte si aprì lo scenario della distesa marina (continua). Nota 1. Il breve passo che segue ricorda la fondazione di Neapolis da parte di coloni greci. ■

Giuseppe Casillo è nato e risiede a San Giuseppe Vesuviano. «Docente di Latino e Greco nel Licei, entra nell’area della pubblicistica scolastica agli inizi degli anni ottanta, quando comincia a mettere a frutto le sue competenze derivanti da anni di studio sullo strutturalismo, la linguistica e la semiologia… I suoi interessi culturali, orientati per lo più verso lo studio della civiltà greca e latina hanno prodotto anche vari saggi critici pubblicati su riviste specializzate». Il saggio che qui presentiamo «è una storia del cristianesimo nel suo difficile rapporto con l’impero e il mondo pagano nei primi secoli dell’era volgare. Dalla narrazione emergono ben distinte le due fasi di questo conflitto… Nel ricostruire gli avvenimenti di questa storia abbiamo inteso seguire per lo più la documentazione ufficiale, costituita dal ricco patrimonio di leggi, decreti e ordinanze, che ci è pervenuto in varie raccolte…» (4ª di copertina) ■


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L A B A N D A M U S I C A L E D I S AV I A N O Felice Romano ovette essere la “bella Rosina”, al secolo “Rosa re le condizioni dello sconto. La giunta in evasione della deVercellana”, a ottenere da Vittorio Emanuele II°, la liberazione del consiglio ha emesso le seguenti condizioni facoltà di organizzare una banda musicale, in ogni accettate dalle singole parti, le quali formalmente vi si sottopaese del giovane Regno d’Italia, allo scopo di diffondere pongono. la conoscenza della musica e della teoria musicale anche Art 1. Per il maggiore sviluppo di essa banda e per agevolatra gli strati più bassi della popolazione. re lo sconto nel modo più sicuro dalla giunta si verrà alla L’esortazione celava l’intrinseco intento di favorire la nomina di un Ispettore, Direttore e Capomusica. rapida divulgazione dei canti e delle melodie che avevano Art. 2. La somma di L. 800 sarà depositata nelle mani dell’Iaccompagnato i patrioti durante l’epopea risorgimentale. spettore, Direttore e Capomusica, i quali cureranno che detLa bella “lolita”, figlia di una massaia rurale e di un ex ta cifra sia spesa con la massima esattezza nella compra di tamburino napoleonico, prima amante ufficiale, poi seconciò che è necessario alla banda, portando alla giunta l’anada moglie, sia pure morganatica, del giovane Savoia, rimalogo “notamento”, che sarà dalla stessa quietanzato sotsto vedovo di Maria Adelaide, si rese interprete della vocato ,loro responsabilità. zione musicale della popolazione ed in possesso delle Art 3. Ciascun musicante prenderà quel tanto a lui servibile chiavi del cuore di Vittorio, gli sottopose la proposta che per la compra, od accomodamento del suo istrumento, somnon poté essere rifiutata. ma che garantita da un’altra persona idonea, sarà portata Come, dove e quando cominciò l’attività delle bande da lui al Municipio nel modo che verrà appresso indicato. musicali in Italia, non sappiamo, ma dal 1861, il talamo Art 4 Ogni individuo è invitato a presentare il suo garante risultò determinate per l’incentivazione delle stesse, sebbealla Direzione, che riconoscendolo idoneo, gli sarà dichiarane la legislazione che ne sanciva la costituzione fu promulto che lui è solidalmente responsabile di tutto ciò che gata nel 1879, a firma di Umberto I° di Savoia. Di sicuro dal “potea” succedere, come a dire, di non consegna dell’ istru1861, fu incentivata e stimolata la loro formazione la cui mento od uniforme, quantunque per metà scontato in caso operatività fu spontanea di espulsione, e volontaria, sebbene in volontario licenassenza di una regolaziamento, salvo mentazione e di un obbliil caso di chiago di rendicontazione su mato al servizio cui fissare un carico fimilitare o morte. scale. Anche il Comune Art 5. Nessuno di Saviano, fu interessato servizio musicale a tale formazione bandipotrà essere stica. Essa fu di probabili intrapreso senza piccole dimensioni, impela scienza del gnata nelle varie ricorrenDirettore, dal ze, ed ogni qualvolta che quale il Capomusarebbe stata richiesta sica dovrà dipendal servizio Municipale, dere, perciò che con il compito di allietare riguarda il conin ogni dì festivo il paese tratto definitivo con pezzi musicali scelti. Nella foto, fornita dal Presidente Dott. Salvatore Iovino, suo padre Felice direttore del premio che I documenti reperi- della Banda Musicale di San Giovanni Gemini (Agrigento) alla fine degli anni ’40. spetta pel serviti, al riguardo, sono pochi zio, premio che e frammentari, quindi non possiamo fare nomi di persone sarà versato nelle mani del detto Direttore, unico responsache hanno allietato le giornate festive ai savianesi, al suobile presso la Giunta, il quale curerà di depurarlo dallo sconno di piacevoli note. Lasciamo, però, alla fantasia del lettoto prefisso, ed il rimanente per quel che spetta lo verserà a re immaginare i musicanti inquadrati, in sgargianti divise ciascheduno musicante. tirate a lucido, sfilare per le vie del paese e dare alle giorArt 6. Il Capomusica sarà strettamente responsabile solidalnate di festa un significato molto più profondo e solenne di mente col garante, dell’esatta osservanza di quanto sopra è quello che banalmente, oggi, le attribuiamo. prescritto sotto una penale corrispondente alla mancanza La banda musicale di Saviano fu costituita per interessacommessa, da stabilirsi dalla Direzione. mento del Consiglio Comunale del 1878, con la delibera di Art. 7. Lo sconto da versarsi al Municipio, sarà regolato dalun “imprestito” gratuito di Lire 800 (ottocento), per l’acla Direzione secondo l’importanza del servizio da non oltrequisto degli strumenti e di tutto il necessario per la costitupassare il quinto zione della medesima. La delibera ne regolava doveri, poArt. 8. Il Direttore curerà di versare al Tesoriere Municipale teri, organi, responsabilità, modalità di restituzione del presemestralmente ciò che avrà ricavato dallo sconto fatto dalla stito e funzionamento. musica, ritraendone analogo “ricivo” col visto dell’Ispettore, Riportiamo la trascrizione integrale della delibera rimanendo a suo carico esclusivo il non esatto. rinvenuta presso l’Archivio di Stato di Caserta, al fondo Art. 9. Terrà inoltre un registro dove individuerà il giorno, il Prefettura - 7° inventario - Fascio 3458. mese, ed il compenso ricevuto dalla Banda, e lo sconto ritePrefettura di Terra di Lavoro - Caserta 24 gennaio 187nuto, sottofirmato da lui dall’Ispettore e Capomusica. 9. Art 10. Tutti i componenti che fan parte, o “faran” parte Ci uniformiamo alla delibera del Consiglio Comunale della detta banda, che abbiano o non abbiano preso sovdi Saviano che ha determinato di dare in gratuito venzione sono obbligati a far parte della musica fino alla “imprestito” la somma di L. 800 ad una banda musicale totale estinzione del debito presso il Comune sotto la penale istituita in detto Comune . Alla cennata deliberazione si di L. 50 unisce anche apposito regolamento redatto dalla Giunta. Art. 11. Si obbligano altresì, per complimentare il municipio, DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SAVIANO DEL 27 che è sovvenuto ai loro bisogni, allietare in ogni dì festivo il DICEMBRE 1878, Sindaco Pasquale Caliendo – “Questo paese con scelti pezzi musicali, ed a qualunque servizio Consiglio Comunale con verbale del 29 ottobre 1878 deliMunicipale, che loro verrebbe richiesto, trovandosi non imbera L. 800 per anticipo alla banda musicale per la compra pegnati per servizio musicale fuori paese, obbligandosi sopdi strumenti ed altro che è necessario da prelevarsi dai perirvi il giovedì, perciò che concerne servizio di piazza. superi del 1878, ed in mancanza dalle impreviste del 1879, Detto obbligo però durerà finché non abbiano estinto totale ciò previo regolamento e col disconto a rate di detta mente il debito, rimanendo ulteriormente sciolti da qualunsomma”. que impegno. Con la stessa delibera si chiamava responsabile la Art. 12. Sarà anche in facoltà della Direzione sentita la Giunta per la compilazione di un regolamento che non solo Giunta formare un regolamento interno per evitare le manavesse garantito l’incasso di detta somma, contemporanecanze che potranno commettersi dai musicanti, il quale doamente che “si fusse speso il danaro a ragione veduta e vrà essere rispettato da ciascuno sotto una penale da non sicuro profitto della banda stessa. La Giunta in esecuzione oltrepassare le lire 2 (due), penali che saranno usate a bedella delibera ha compilato il regolamento e lo presenta in neficio della banda stessa. consiglio”. Detto Regolamento dietro la nomina fatta dalla Giunta dell’IREGOLAMENTO DELLA BANDA MUSICALE DI SAVIAspettore, Direttore e Capomusica, sarà sottoscritto dalle parNO - A migliore incremento delle arti belle e per sollevare, ti, con apposito verbale nominati, le quali pienamente vi si per quanto il consentono le forze municipali, la precaria riportano, che in caso di inadempimento potranno essersi condizione di taluni cittadini “iniziativi” di già dell’arte della astretti giudiziariamente. musica, e per portare anche un giovamento al paese, il Firmato: Caliendo Pasquale Presidente. Vincenzo Mascia, Consiglio Comunale di Saviano in seduta pubblica del giorGiuseppe Corsi, Trocchia, Stefano Corsi, Michele Allocca no 29 ottobre, deliberava a pro di questi un gratuito Segretario Comunale. “imprestito” di lire 800 da esser prelevato dai superi che Le giornate festive di quei nostri antenati non potevano ave“verificavansi” dal cadente anno, oppure dal fondo a calre un epilogo più piacevole, educativo ed attraente. colo del venturo anno, dando facoltà alla giunta di formulaPiazzolla 4/04/2013 ■

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PREGEVOLE PUBBLICAZIONE Curata da Nicola Castaldo

Il volume, di pagine 304, con ampio apparato di note a pié di pagina, con bibliografia finale, e riccamente illustrato con immagini a colori, è frutto di studi archeologici altamente specialistici condotti da noti studiosi e docenti universitari, ed ora raccolti a cura di Nicola Castaldo, Coll. Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, il quale, nel capitolo “Ricerche ed indagini di superficie nel Territorio Nolano”, con riguardo a reperti archeologici emersi a Saviano ed a Sirico, scrive: «SITO N. 42: Saviano, Via Curti-Via Vittorio Veneto località Masseria Tufano o Squarcione (quota m. 50 circa s.l.m.). Area subpianeggiante marginata da Via Vittorio Veneto e da Via Curti e posta ai limiti territoriali con Piazzolla di Nola. Durante lo scavo di una ridotta area per la collocazione di un serbatoio per carburante furono rinvenuti, sotto l’eruzione delle Pomici di Avellino, numerosi vasi d’impasto, ben conservati, tra cui alcuni di grandi proporzioni: olle, tazze di diverse fogge, sostegni a clessidra, tazze su alto piede, scodelle, vasi biconici, scodelloni. È stato possibile il recupero, negli anni scorsi, di parte degli oggetti tra cui un'olla quadriansata, uno scodellone monoansato con tre bugne allungate, un'olla biconica biansata. una tazza carenata e una tazza a calotta40 e, recentemente, di uno scodellone monoansato con labbro a tesa a profilo converso, frammentario (Fig. 40). SITO N. 43: Saviano, località Via Molino (quota m. 37 s.l.m.). Lungo la strada, durante lavori di sbancamento, sembra sia stata rinvenuta una base funeraria romana in calcare con iscrizione, forse da identificare con quella collocata in un giardino privato a Via Cimitero e recentemente prelevata e custodita presso i depositi del Museo Storico Archeologico di Nola (Fig. 41). SEMPRE A S AVIANO, in Via Emanuele Gianturco, due blocchi di calcare di diversa grandezza, forse pertinenti a un torcularium o a elementi strutturali, sono stati riutilizzati ai lati di un portale. Il più rande (m. 1,10 x 0,78 x 0,30 circa) presenta una grossa scalanatura ed incavi rettangolari, variabili per dimensioni e profondità, posti sia sulla faccia pianeggiante rilevata (cm. 31 x 22 x 8) sia all'interno della scanalatura (cm. 7 x 8; cm. 7 x 3) (Fig. 42); mentre il più piccolo (cm. 64 x 22) mostra, sulla faccia in luce, un solo incavo (cm. 8 x 7)» (a cura di V. A.). ■


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Nola.

IL DECALOGO DELLA FESTA DEI GIGLI Luigi Fusco 1. Riconoscere il valore della eredità culturale. • Riconoscere le radici del passato per costruire un futuro. • all'altezza della nostra tradizione. 2. Opporsi alla tirannia di un presente smemorato. • Non accettare con indifferenza la efferatezza con cui un presente analfabeta sta cancellando il nostro passato. 3. Agire e progettare con responsabilità. • Studiare i segreti dell'armonia tra azione e tradizioni e modellarlo fino ai nostri tempi. 4. Individuare e rispettare nuove regole. • Rafforzare le strutture pubbliche di tutela, specialmente l'Assessorato ai Beni Culturali e la costituente Fondazione. 5. Difendere la propria identità. • Modelli estranei, globalizzanti, spersonalizzano la festa, usi e costumi. 6. Integrare il passato con il presente. • Il dialogo con nuove culture si deve coniugare con la nostra tradizione integrandola e perfezionarla. 7. Promuove la partecipazione. • Partecipazione diretta alla tutela della festa per realizzare uno sviluppo integrato con i valori della conservazione. 8. Promuove la conoscenza del patrimonio. • La conoscenza del patrimonio come diritto di tutti e dovere dell'istituzione. 9. Educare attraverso l'esperienza diretta. • L'esperienze personali sono il veicolo per l'educazione al gusto e al riconoscimento della bellezza. 10. Conservare, vivere, integrare. • L'eredità culturale non deve essere conservata passivamente, ma usata, perfezionata e integrata. ■

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ASSOCIAZIONE “SAVIANO IN FIORE” resso la Parrocchia di S. Michele Arcangelo di Saviano, da due anni, è nata l’Associazione “Saviano in Fiore” con l’obiettivo di rappresentare in modo spontaneo e volontario, specialmente nel periodo Pasquale o Feste Floreali, un‘arte sacra e conviviale composta da fiori e materiale riciclabile. L’Associazione presieduta dall’Ing. Nino Pacchiano e promossa dal talento naturale Salvatore Palmieri si vanta di avere tra le sue file numerosi soci tra cui molti giovani e studenti desiderosi di imparare e conoscere i segreti di questa piacevole arte. Nell’esecuzione dei lavori non mancano le casalinghe, artigiani e professionisti che offrono, volonta-

riamente, le loro esperienze di vita a favore dell’Infiorata e del Tappeto di segatura. Il lavoro più importante è quello effettuato il giorno precedente alla composizione manuale. Si lavora fianco a fianco, come una grande famiglia, per il taglio dei fiori e la selezione dei petali colorati. L’infiorata è, quindi, la rappresentazione con vari tipi di foglie e fiori colorati, tagliati e altro materiale messi a collage e distribuiti liberamente sul pavimento, in modo da comporre con elementi colorati, le immagini e i riquadri decorativi e storici, prima disegnati e poi dipinti con il colore dei fiori. Ad essa varie volte si associa il tappeto di segatura, composto da segatura raffinata mescolata con il colore in polvere di ossido di ferro e versato con il procedimento “dita” sulla composizione disegnata. Il Materiale occorrente, spesse volte, è offerto dalle aziende come sponsor, dai contributi volontari dei cittadini, oltre a quello dei membri dell’Associazione.L’associazione “Saviano in Fiore” fa rivivere, in ogni occasione, questa famosa arte storica e regala ai molti cittadini interessati, la piacevole visione delle Immagini realizzate in modo perfetto a livello compositivo e scenografico...Quest’anno nella Chiesa di S. Michele Arcangelo l’associazione si è superata progettando delle composizioni stupende, a destra e a sinistra lungo le tre, delle quattro navate laterali della Chiesa: Dio “Chiama” i dodici Apostoli per farli diventare pescatori di uomini (Bozzetto n. 1); Dio, infuriato con chi opera contro la volontà del padre “Scaccia” i mercanti dal tempio di Gerusalemme (Bozzetto n. 2) . Ai piedi, poi, dell’altare della Reposizione collocata nell’abside destro della navata centrale è stato realizzato il tappeto di segatura che rappresenta “La Pieta”. Altre opere sono state progettate ed eseguite per la Chiesa dell’Immacolata da Ottavio Benvoluto e per la Chiesa della Libera da Antonio De Giulio (Saviano) Il Prossimo impegno dell’Associazione è probabilmente previsto al Vulcano Buono dove gli artisti Savianesi faranno di tutto per dimostrare la loro capacità e bravura. ■

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Primo Circolo Didattico di Saviano.

L A F E S TA D E L PA P À 2 0 1 3 l 18 Marzo di ogni anno ricorre la Festa del Papà in concomitanza con la Festa di S.Giuseppe che nella tradizione popolare è il Santo protettore dei poveri, gli orfani, le ragazze nubile e dei Falegnami. La Festa nasce negli Stati Uniti nel 1900 da una donna che decise di dedicare un giorno speciale a suo padre ed è caratterizzata da due tipiche iniziative che si ritrovano in molte Regioni d’Italia: il Falò e le Zeppole. Per l’occasione, in questi momenti di fine inverno, la tradizione vuole che mentre si bruciano i residui del raccolto nei campi, nell’attesa della fiamma che arde si preparano le Zeppole, famose frittelle che si mangiano in questo giorno di festa. Per l’occasione 100 alunni delle classi terze della Scuola Primaria del 1° Circolo di Saviano sez. A-B-C-D-E hanno voluto offrire, con le loro delicate voci bianche, gli Auguri a tutti i papà del mondo. I ragazzi, disposti sullo scalone centrale della Scuola Elementare “M.di Piemonte” e diretti dal bravo Prof. Salvatore Falco insieme alle Insegnanti delle 5 Sezioni: G.Maffettone, M.A. Napolitano, A. Caramiello, T. Carbone e M. De Falco, si sono cimentati in canti corali: canzoncine ritmate e allegre e nell’esposizioni di poesie famose e inedite dedicate al Papà. Durante l’esibizione canora è stato osservato un minuto di raccoglimento e silenzio in memoria della morte di Don Giuseppe Diana. Dopo sono intervenuti, con i ringraziamenti e gli Auguri, il ViceSindaco di Saviano Dott. Francesco Iovino e il Dirigente Scolastico Prof. Ernesto De Santis che hanno invitato i numerosi presenti e genitori a collaborare con la scuola e le istituzioni per la tutela e la crescita dei bambini all’insegna della serenità e legalità. Con l’applauso finale e la foto ricordo si è conclusa la manifestazione e i ragazzi della Scuola, con questa piacevole rappresentazione, hanno dimostrato il proprio affetto e l’amore per i genitori, regalando in particolar modo ai papà un attimo di gioia e felicità. ■


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Il SEMIN ARIO VESCOVILE DI NOL A tra religiosità, cultura ed archeologia Raffaele Grilletto on il tramonto della signoria degli Orsini che, a partire dalla metà del XIV secolo, aveva proseguito un'opera di riqualificazione della Città iniziata da Guido Monfort primo conte di Nola, si ha l'ascesa al trono di Carlo V. Pertanto Nola, con il trattato di Cateau Cambresis, fu assoggettata al dominio spagnolo ed inclusa nel Demanio Imperiale con il titolo di Città Regia ed il Vicerè Don Pedro di Toledo si adoperò per importanti opere edilizie ed incentivò l'ingegno degli Artisti. Durante la rivolta di Masaniello, però, Nola conobbe una grave decadenza economica e culturale. Nonostante ciò il Vescovo Mons. Troiano Caracciolo del Sole dispiegò in Città la sua opera illuminata fondando, tra l’altro, il nuovo Seminario Diocesano. La necessità di realizzare una nuova fabbrica del Seminario scaturì dalla inutilizzabilità del vecchio Seminario (che insisteva nelle vicinanze del Vescovado) divenuto oramai, così come definito dagli storici del tempo, “un luogo abbandonato e malsano” a seguito degli eventi disastrosi causati dall’eruzioni del Vesuvio e dalle alluvioni delle acque provenienti dalle colline circostanti. Il nuovo Seminario venne edificato ai piedi della collina di Cicala, luogo pittoresco e florido, onde ospitare sacerdoti e giovani studiosi. Esso costituisce parte dell'insieme di edifici ed opere pubbliche costruite durante il Regno di Carlo III di Borbone. Il progetto, in un primo momento erroneamente attribuito al Vanvitelli, si deve al Regio Ingegnere Luca Vecchione, operante a Napoli presso i Principi di Roccella. La costruzione ebbe inizio nel 1749 e fu completata, dopo numerose interruzioni, nel 1753. Il Vescovo illuminato, al fine di far diventare il Seminario un luogo conosciuto anche al di fuori dei confini del Regno, volle far realizzare una struttura dove per la prima volta si potesse accomunare la formazione religiosa con la pioneristica scienza dell’archeologia. Per tale arduo scopo Mons. Caracciolo si avvalse dell'opera indefessa del padre somasco Gianstefano Remondini (1700-1777). Nel Seminario venne istituita

una scuola divenuta famosa in tutto il Regno delle Due Sicilie e un museo che raccoglieva, per la prima volta, tutti i reperti archeologici ritrovati nel territorio diocesano. Ma il Vescovo Caracciolo volle soprattutto, per la formazione culturale e teologica dei suoi chierici, fondare la grande Biblioteca, cui donò la vasta libreria personale arricchendola di pregevoli e rare opere riguardanti svariate materie e scienze. Dalla fortunata collaborazione tra il vescovo Caracciolo del Sole e lo storico antiquario genovese Remondini, venne attuato un progetto educativo di grande modernità, pienamente in linea con il clima illuministico europeo nel quale Nola era inserita grazie a presenze di studiosi dell’autorevolezza di William Hamilton. Sin dalla fondazione la sede del Seminario custodisce, inoltre, il Lapidarium, una raccolta di lapidi con iscrizioni in Latino arcaico e in Etrusco ed altri reperti, ma soprattutto conserva il famoso "Cippus Abellanus", consiste in un blocco monolitico di pietra calcarea, risalente alla prima metà del II secolo a. C., recante un'iscrizione in lingua Osca su ambedue i lati che riporta un trattato intercorso tra gli alti Magistrati delle Città di Abella (Avella) e Nola per la giurisdizione in comune della parte di territorio a confine delle due Città sulla quale sorgeva il Santuario di Ercole. La Pietra, oggetto di studi da parte di archeologi e glottologi di tutto il mondo, scoperta per caso da Gianstefano Remondini, si può considerare il più completo documento al mondo sulla lingua Osca. Il Remondini rinvenne il Cippus nei pressi delle rovine del Castello di Avella, dove veniva utilizzato come soglia di una porta carraia. L’usura del tempo e più che altro il passaggio dei carri, oltreché degli uomini, avevano rovinato la scrittura del Cippus. Francesco Borzelli, Primicerio della Collegiata di Avella, ne ebbe una prima richiesta nel 1745; ma soltanto nel maggio del 1750, dopo che il Remondini aveva ottenuto l’approvazione della Collegiata di Avella, ed anche per intercessione del Vescovo Nola, poté rimuovere il raro reperto e portarlo a Nola. Una fitta pletora di letterati ed archeologi, sia Italiani che stranieri, studiarono, in seguito, l’importante docu-

mento; tra essi il Mommsen che nella prima metà del 1800 volle studiare da vicino il Cippus, sostenendo che esso era scritto in lingua Osca e non quella Italica (comunemente definita Etrusca) così come era stato sostenuto fino a quel momento dagli studiosi. Il nuovo Seminario nei secoli ha formato ed ospitato molti personalità tra cui anche il grande Dottore della Chiesa Sant’Alfonso Maria dei Liguori, che dettò gli esercizi spirituali ai giovani seminaristi. Oggi, l’imponente edificio del Seminario, modificato e ristrutturato nei secoli, è a pianta quadrilatera con chiostro rettangolare e si eleva per quattro piani fuori terra, oltre un piano entro terra, per un'area complessiva che supera i 5000 metri quadrati. Attualmente l'edificio, oltre ai rari monumenti prima descritti, ospita: la settecentesca Biblioteca Diocesana “San Paolino”, minuziosamente affrescata con motivi neoclassici e con la figura di Sant’Agostino (forse opera di Angelo Mozzillo), che custodisce opere di rilevanza Europea; il Seminario Vescovile; un Liceo Classico e Scientifico e l'Istituto Superiore di Studi Religiosi e Giuridici. ■

Il Cippus Abellanus che si conserva nel Seminario di Nola

In visita al Seminario Vescovile di Nola

I CAVALIERI DELL’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME Raffaele Grilletto abato 13 aprile u.s. si è svolto, nel settecentesco edificio del Seminario Vescovile di Nola, l’ incontro culturale mensile dei Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Delegazione Nola - San Paolino. Il convegno è iniziato con la Santa Messa concelebrata, nella Cappella del monumentale sito, dal Comm. Mons. Pasquale D’Onofrio, Vicario Generale della Diocesi di Nola; dal Comm. Mons. Sebastiano Bonavolontà, Cerimoniere religioso della Delegazione nolana e dal Rev. mo Don Gennaro Romano, Rettore del Seminario. Dopo il saluto del Delegato Gr. Uff. Ing.

Nunzio de Falco e del Cerimoniere laico Gr. Uff. Dott. Giuseppe Russo; la dott.ssa Antonia Solpietro, Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola, nonché dell’Archivio Storico della medesima, ha fatto visitare agli ospiti “crociati” il Lapidarium, la settecentesca Biblioteca diocesana San Paolino facendo, inoltre, ammirare ai convenuti il famoso "Cippus Abellanus" descrivendone la sua storia e la sua inestimabile importanza. Tra le Autorità intervenute c’è stata la presenza del Gr. Uff. Dott. Giannangelo Marciano, Preside della Sezione Napoli San Felice dell’O.E.S.S.G. La manifestazione si è conclusa con un’agape tenutasi nel refettorio del Seminario. ■


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

C r o n a c a c i t t a d i n a a c u r a d i P a s q u a l e I a n n u c c i continuare a fare ancora meglio. Formazioni: ASD “Città del Catapano 3, Coppola, Malafronte G., Poli. La Classifica SERIE D Carnevale Saviano”: Sabatino F., Nappi, Catapano, De Sedopo la 15ª Giornata di Campionato è: Città di Saviano na, Notaro, Brachi, Napolitano, De Risi, Coppola, Paradiso, 37 seguono: Stella Nascente 33, Castello di Cisterna SAVIANO CALCIO A CINQUE Ambrosino, Vecchione. Lu.Pe. Pompei: Aquino, Lanzaro, punti 31, Lausdomini 2010 p. 26, Lu.Pe. Pompei 25, Al nuovo centro sportivo di Via Crocelle – Saviano, il 6 Aprile 2013 si è assistito ad una eccellente prestazione della squadra di Saviano “Città del Carnevale”, che dopo la 15ª Giornata di Campionato di Calcio a Cinque Serie D, batte il Lu.Pe. Pompei per 5 -2 e si conferma capolista solitaria del Girone D. la Vittoria odierna, voluta e cercata fortemente dalla squadra Savianese, ha fatto aumentare ai tifosi i sogni e le speranze di una promozione nella categoria superiore. La squadra, cara al Presidente Pasquale Napolitano e ai suoi attivi Dirigenti tra cui: Annunziata R., Beracci L., Falco D., Ferrara F., Gaita R., Mazzocca I., Napolitano F., Rainone F., sul proprio campo ha sconfitto facilmente i temuti avversari di Pompei. ripagando con gli interessi agli avversari, l’amaro ricordo della batosta ricevuta nella 4ª giornata del girone di andata. La squadra di casa subito all’arrembaggio, regala in successione diverse emozioni al folto pubblico assiepato ai bordi del campo, sprigionando un gioco veloce, fantasioso e deciso. La gara, per i nero-verde si mette subito bene e già agli inizi del primo tempo, Catapano, autore incontrastato, realizza una tripletta di ottima fattura. Anche il secondo tempo è dominato dalla squadra Savianese, che con il suo pressing continuo rende inutile la sterile reazione dei bianchi, conquistando una vittoria di prestigio e di stimolo per

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Coppola, Amoruso, Malafronte A., Carotenuto, Donnarumma, Poli, Balzano, Sorrentino, Malafronte G. Monaco. Reti:

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Saviano – Teatro Auditorium – Successo per la compagnia “ Il quadrifoglio”

“HO SPOSATO MIA FIGLIA DUE SUOCERE E ….” onsenso di pubblico per la commedia “ Ho sposato mia figlia due suocere e …. “, un’opera scritta e diretta da Angelo Iozzi. La compagnia proveniente da San Anastasia, all’esordio, sul palcoscenico savianese, si costituisce nel 2002 con l’intento di rappresentare lavori teatrali che si discostano un poco dalla tradizione del teatro classico napoletano cercando di valorizzare e portare alla conoscenza di autori meno rappresentati ma meritevoli di attenzione. La compagnia ha vinto un premio importante alla IV

Rassegna del teatro amatoriale al Teatro Totò come miglior compagnia, miglior attrice protagonista e miglior attore caratterista. Prima dell’inizio spettacolo vi è stato un momento dedicato all’associazione di volontariato clown in ospedale, con una loro, tra altro, esibizione scenica. Una trama caratterizzata, nella sua sintesi, dal gioco degli equivoci. Il racconto scenico è ambientato in una Positano forse d’inizio novecento, con vista sul mare come testimoniano delle gigantografie poste a centro scena. All’apertura del sipario vi è il quadro festoso del dopo matrimonio di due sposi. Il clima di tranquillità non fa presagire nulla di quanto di complesso si annuncia. Attraverso un sottile gioco d’intrighi scavando nel passato delle precedenti relazioni si verrà a sapere di una fugace relazione dello sposo su di un treno anni fa. Un evento apparentemente innocuo nella dinamica dei fatti. Invece sarà proprio il centro della vicenda. Da lì tutta una serie di conseguenze: Enrico, questo il nome del protagonista interpretato da Onofrio Ogliasto, crederà che la sua sposa sia in realtà sua figlia. Un dramma e un incubo per il protagonista! La sposa che vorrebbe tenersi vicino a se il suo sposo, che gli dimostrasse il suo affetto, il suo amore travolgente nel percosso di vita appena iniziato, si vede inspiegabilmente allontanata da lui. Va detto che un ruolo caratteristico gioca la madre

Saviano - 21 marzo, data che segna l’inizio della primavera: la 18° edizione

“FESTA NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DEL MERLO MASCHIO” Si è tenuta la diciottesima edizione della “Festa del Merlo” presso, uno dei palazzi storici di Saviano, Palazzo Allocca: L’originale kermesse tratta i temi della libertà e della pace attraverso il linguaggio universale dell’arte e della poesia. Il tema della festa è notevole e di grande interesse, nei suoi intenti: La kermesse è dedicata a scienziati, artisti, poeti, che operano per la libertà. Promossa dall’associazione nazionale per la liberazione del merlo maschio con il Comune di Saviano, la festa, il cui vertice è rappresentato, letteralmente, dall’apertura della gabbia con la liberazione del merlo maschio. Questo volatile col becco giallo e piume nere, dotato di un canto melodioso, ha un valore simbolico, in tale contesto, “una metafora che inneggia a tutte le forme di libertà”. La manifestazione, in ogni edizione, ha la caratteristica di attuare un gemellaggio con altre realtà del nostro pianeta, con un luogo in cui si registrano, a loro parere, situazioni di oppressioni. Quest’anno, in questa diciottesima edizione, si è voluto far omaggio alla cultura del Tibet. L’azione si è aperta con un’introduzione di Ettore Massa sul tema “Buddismo Napoli” e una lettura di Ettore Nigro dell’Asylum

griv.Fontanovella p.15, Sirio S.Giorgio 14, Olimpia Capri p. 13, Partenope Soccer p. 9, Nola Five Soccer p. 6. ■

Anteatro ai Vergini ed è proseguita con la presentazione dei preziosi libri del merlo, collana da collezione, con testi dei poeti Francesco Filia, Gianni Fontana, Stefania Scateni, Antonio Vitolo abbinati con gli artisti Pasquale Coppola, Gabriele Marino, Rosella Restante, Lello Esposito. Secondo programma, molto interessante, spettacolare il video performance “GriecaLLle”, di Errico Grieco; con l’ausilio di un proiettore di immagini e animazioni si è assistito alla proiezione su di un muro perimetrale del giardino del palazzo dove si è tenuta di fatto la rappresentazione, alla riproduzioni di immagini astratte che si componevano e si disfacevano con tecniche di animazioni, disegnavano scenari di gran suggestione. Inoltre vi sono stati momenti teatrali di Giuseppe Sapio, rock anni ’50 del gruppo Lords, mentre il DJ Bondage ha presentato "merlo e che merlo". Poi le ceramiche raku, prodotte sul posto con l’aiuto di semplici, strumenti quali un piccolo forno di cottura, da Filippo Felaco. Il momento della gastronomia non è mancato, con i caratteristici, tra altro, dei “ merlottini all'uvetta” dolci tipici della kermesse. Anche quest’anno è stata presente una delegazione di “guru” dell’Istituto di Patafisica Partenopeo (Vittorio Avella,

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di lei, della sposa: Erminia personaggio interpretato da Elena Erardi ; Una donna tirannica, con grandi doti di scaltrezza, adoperate anche e soprattutto nei confronti del marito. Metterà in atto un piano perverso pur di contrastare le felicità dei due sposi e contrastare l’alleanza in famiglia contro le sue angherie. Altri personaggi entrano nella scena: un sacerdote interpretato da Gennaro della Corte, i servitori di casa, un ex spasimante della sposa, personaggio goffo e grezzo nei suoi modi di agire di grande comicità, una zia della sposa, quasi una seconda madre, una provocante e sensuale top model di altri tempi di nome Lou Lou interpretata da Emanuela Toscano. Lo stesso regista e autore della commedia assicura: “ una commedia nata sulla scia di quelle che sono state le pochade francesi”. È, in effetti, il caos scenico sembra dominare e il tutto sembra spingere verso il classico colpo di scena finale con un epilogo favolistico del vissero tutti felici e contenti. Non sarà così, il finale scontato non avviene! Si chiarirà che la sposa non è sua figlia. Tutto a posto allora? Per niente! La sposa, si verrà a sapere è in realtà sua sorella di cui s’ignorava l’esistenza. Sembrava tutto incanalarsi per il verso giusto; ecco che sopraggiunge l’inatteso e per il protagonista sposo, solo promesso in un languido matrimonio non consumato, un incubo che continua! Su tale incertezza e ritrovato disagio cala il sipario. Completa il quadro degli attori: Carlo Albano, Margherita Barbato, Silvia Spina, Nunzio Palmese, Tonia Granata, Eddy Ogliastro, Rebecca Mirabella, Carla Amato, Gaetano Amato, Francesco Panetta, Rosaria D’Aveta, Caterina Giacometti e infine Carmine Esposito. ■ Dario Giugliano, Mimmo Grasso, Raffaele Rizzo) e operatori culturali flegrei tra i quali Davide Carnevale, Enzo Gaito e infine Franco Lillini. Il manifesto pubblicitario di questa edizione è stato creato da Perino & Vele. Tanti i personaggi del mondo dell’arte che hanno dato i loro contributi artistici e organizzativi: Melania Acanfora, Sabato Angiero, Raffaele Avella, Vitaliano Spiezia e Giacomo Savio che hanno presentato un lavoro a quattro mani " gabbie quasi aperte", Alfonso Caliendo, Domenico Mennillo, Felix Policastro, Antonio Sgambati, Giacomo Savio e infine Veronica Vecchione. ■


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Saviano – Teatro Auditorium – In scena I Matt…Attori.

“IL TIRCHIO È COME IL PORCO… È BUONO DOPO MORTO!!!”

uccesso per la commedia portata in scena sul palcoscenico savianese, con teatro pieno in ogni ordine di posti: teatro da tutto esaurito come capita nelle grandi occasioni. Consenso di pubblico per “ Il Tirchio è come il porco…è buono dopo morto!!!” una commedia scritta e diretta da Thomas Mugnano con la super visione artistica dell’attore Lucio Ciotola. Il Gruppo Teatrale proveniente da Roccarainola ha voluto devolvere l’incasso della serata in beneficenza al proprio comune per iniziative di solidarietà. La commedia all’apertura del sipario, come nel suo epilogo, ha un suo impatto immediato sul pubblico introducendolo in una visione dantesca dell’inferno, in uno scenario di tenebra e di fitto mistero. Non mancano effetti speciali con veri lampi di fuoco incandescenti: effetti prodotti da alcuni congegni tecnici posti alla base del palcoscenico. È la storia di una persona avara, che rivede tutta la sua vita da quella triste realtà ultraterrena, personaggio interpretato dallo stesso Thomas Mugnano, che viveva con la sua famiglia, che mal sopportava il suo modo di agire. Non mancano istanti di comicità e momenti irreali non di questo mondo: cosi il rivedere della propria esistenza terrena è interrotto da figure di angeli e demoni, che hanno cen-

tralità scenica anche con effetti girevoli dei pannelli della scenografia, che spingono il personaggio secondo le proprie intenzioni. In effetti, è la scelta tra due opposte soluzioni; un bivio per scegliere quale strada percorrere. La scelta di Ciro Lamberti, questo il nome del personaggio principale, padrone di casa, si rivelerà non proprio la scelta giusta: morirà, odiato anche dai suoi stessi familiari, per mano del marito della sua amante. Lo stesso commediografo Thomas Mugnano racconta in una nota di regia: Quante volte nella mia vita mi sono imbattuto contro ideologie, comportamenti e modi di porsi che erano inequivocabilmente avvicinabili se non addirittura combaciabili “all’avarizia”? Tante, anzi tantissime volte e (per me che vivo la spilorceria come un malessere epidermico), mi sono chiesto: “ ma che vita può condurre una persona benestante se nel baricentro della propria esistenza mette sempre e soltanto il dio danaro” ? peggio ancora se all’avarizia c’è l’aggravante

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dell’avidità. Le due nozioni, talvolta confuse o usate indifferentemente, hanno dei significati dissimili: mentre l’avidità è il desiderio di accrescere il proprio “possesso”, l’avarizia è concentrata sulla conservazione meticolosa di ciò che già si possiede. Inoltre mentre la prima può essere ritenuta dannosa per la società per la società, poiché appare ignorare il benessere degli altri a favore del proprio, la seconda è diventata più accettabile, (a mio avviso solo perché camuffata da un vocabolo che ne allevia il significato aspro), e cioè: “ capitalismo”. Bastano queste parole di note di regia per comprendere il significato della proposizione scena che, di fatto, descrive questa piaga comportamentale. Lo stesso autore dell’opera teatrale precisa: “L’opera apre e chiude con delle scene decisamente surreali e con un tipo di recitazione che si avvicina molto allo stile “ Brechtiano”. Si passa subito, dopo, ad una tipologia di recitazione che va tra la farsa e il tragi-comico per descrivere l’attuale quotidianità, vista in tutte le sue sfaccettature, con momenti di forte ilarità, riflessione, surrealismi e anche piccole, ma immancabili trivialità ha sempre di più caratterizzato il nostro lessico affetto da esterofilia cronica”. Il quadro di tutti gli attori, oltre all’autore Thomas Mugnano: Marialuisa Gremito, Laura Alaia, Carmine Cavezza, Danilo Bens che ha curato le musiche di scena, Paolo Riccardi, Giuseppe Tudisco, Colomba Dello Russo, Giuseppe Napolitano, Luigi Corcione Esp. Felicya Sarno, Maria Sarappa, Marianna Coppola, Gennaro Meo che è il presidente dell’associazione I Matt… Attori, Michela Russo, Antonio Alfano, Luigi Esposito, Giovanni Meo, Mirko Mugnano, Michela Scudieri, Giuseppe Casoria e infine Natasha De Stefano. ■

Nola - Festa dei Gigli - Grande successo per la serata del Beccaio

“ APRÈS P ÂQUES EST FÊT E ENCORE” andata in scena ieri nell’incantevole ed elegante scenario dell’Hotel i Gigli la serata “APRÈS PÂQUES EST FÊTE ENCORE” (Dopo Pasqua è Festa ancora). Un’iniziativa che non vanta precedenti nella letteratura della tradizione giglistica, non essendo né la tradizionale questua né configurandosi tantomeno come prova musicale, bensì una serata festosa e d’integrazione tra: amici, fans e maestranze, ma soprattutto che mette in sistema tutte le componenti ed i valori che ruotano intorno al giglio del Beccaio voluto per fede dalle famiglie Grilletto e Napolitano, come asserito dal cav. Franco Grilletto, Presidente della Corporazione e dall’altro decano il cugino Arcangelo. Una serata destinata a segnare l’anno zero e nella quale ben si sono coniugate: la tradizione, lo spettacolo, la cultura ed i valori, che ha riscosso l’incondizionato plauso del Presidente Onorario il Dir. Isidoro Tardivo. Espressioni di zelo e abnegazione sono state profferite per l’impeccabile organizzazione, inoltre, dall’assegnataria del Giglio: l’ottuagenaria Maria Grilletto, ben coadiuvata dai Maestri di Festa Jr. Angelo, Vittorio e Francesco. Anche Angelo nel suo discorso introduttivo si è rivolto ai numerosi giovani presenti dicendo che essi devono ritornare a essere i veri protagonisti di questa festa millenaria, ed il Giglio del Beccaio ne rappresenta una tangibile occasione. Cominciando proprio dalla tradizione il Maestro Felice Forino, che è il responsabile della Divisione Musicale che accompagnerà il Beccaio, ha presentato il suo nuovo repertorio e ha accompagnato l’alzata del giglio opportunamente intonata dai cantanti Franco Di Palma e Franco Russo e dal titolo “Così Ti amo”. Una bella storia d’amore che narra “l’eterno dilemma di un amore controverso e combattuto, per il quale lottare contro tutto e tutti ma contro il quale, a volte, imprecare e, magari, avere voglia di farla finita. Se non fosse così come ci ha fatti innamorare, anche con i difetti e le stranezze che lo rendono unico, saremmo capaci di rendere su tela le sue luci e le sue ombre, come un qualsiasi pittore impressionista. Saremmo capaci anche di provare a stare lontano pur di non condividerlo con nessuno, ma siamo consci di non riuscirci nemmeno per un istante, tanto siamo condizionati nei pensieri e nell’anima. E, allora, ci sono attimi in cui quasi lo odiamo, quasi vorremmo dimenticare il suo sguardo da angelo capace di farci innamorare ma anche i suoi occhi da diavolo capaci di ingannarci. E’ un inno all’amore, al nostro amore, quello di cui noi non abbiamo mai abusato, forse abbiamo commessi dei piccoli errori mentre altri se ne sono completamente appropriati senza titoli e merito: e

questo ci ferisce ma ci rende capaci di trovare la forza per combattere e riportare a noi il nostro vero e unico grande amore: la nostra festa. E ci viene in soccorso il giglio, perché inconsapevolmente ci si ritrova sempre e comunque intorno al simbolo amato da ogni buon nolano, che sprigiona emozioni e passioni con la sua musica unica, con gli strumenti che la caratterizzano e che diffonderanno le NOTE DI FEDE tra il popolo in trepidante attesa. Parole semplici che riescano a descrivere un sentimento forte, il grido di ogni amante della festa: “COSI’ TI AMO’’. Questi i sentimenti tradotti magistralmente in versi dai bravi parolieri A. Mercogliano - M. Della Gala - F. Natalizio. Il Maestro Forino, nell’ambiente noto con l’appellativo “il generale”, ha ricevuto la visita di cortesia del cilentano Raffaele Tolomeo, sosia del vero Generale Giuseppe Garibaldi. Dicevamo serata anche di spettacolo presentato e condotto dall’abile e certosina maestria di Gabriele Blair, Attore Rai e Mediaset, che ha introdotto il varietà di Antonio Manganiello di Radio Kiss Kiss Napoli, il quale sarà anche il Coordinatore Artistico del Giglio del Beccaio. A seguire la presentazione, direttamente dal cast di un Posto al Sole, della Madrina del Giglio del Beccaio 2013: la giovane attrice Giorgia Gianetiempo, sul set cinematografico nel ruolo di Rossella. Altro ospite Carlo Paradisone che ha eseguito dei pezzi della canzone classica napoletana. Paradisone si è cimentato anche nell’interpretare l’alzata “Cosi Ti amo” partendo dal jazz per passare al funky per giungere al ritmo del giglio. Qualche pezzo della tradizione giglistica è stato interpretato da una new entry Enrico Napolitano, figlio del Maestro di Festa Michele Napolitano nella duplice veste di ingegnere del suono. Per l'occasione è intervenuta al gran completo la paranza I Tigrotti di Crispano che accompagnerà il Giglio del Beccaio nel suo percorso di Fede, che segnerà il loro esordio nella capitale dei gigli: Nola. Parole di stima e di filiale amicizia sono state rivolte al comitato da Gregorio Sorbo, Pasquale Vallante e Vincenzo Galante, Direttivo della Paranza. L’occasione è stata foriera per suggellare il “gemellaggio” di due popoli accomunati dal medesimo culto dei “gigli” e conclusosi con l’intonazione dell’Inno di San Paolino cantato dal sedicenne crispanese Angelo Falco. La Sezione Cultura ha visto sul “proscenio” l’intervento del Prof. Ennio Aloja che ha scritto per il Beccaio il libro dal titolo: “L’esemplare figura di San Paolino tra storia e leggenda e il Giglio del Beccaio”. Trattasi di un importante lavoro scientifico che secondo uno studio condotto dal Professore nel 1968 San Paolino, fu definito dai Grandi della Chie-

sa “L’usignolo di Dio”. Ha fornito la sua vicinanza anche Paolo Scudieri dell’Associazione Comunitaria Rerum Novarum che insieme ad Aloja stanno mettendo appunto un’interessante mostra fotografica per il giglio e fruibile da tutta la cittadinanza nel Giugno nolano. Presenti infine i Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme mediante i vertici proprio della delegazione di Nola San Paolino, i Grandi Ufficiali Ing. Nunzio de Falco e Dott. Giuseppe Russo, rispettivamente Delegato e Cerimoniere Laico.Nella Sezione Valori della serata trova piena collocazione il diminutivo e acronimo del Giglio, cioè BeC che sta per Bontà e Carità. Bontà e Carità è lo slogan del Giglio ed impresso sulle magliette che saranno indossate dal comitato, di colore azzurro e blu. Blu e azzurro i colori dell’altruismo sponsorizzate dall’antico Mulino Falco, rappresentato da Giovanni Falco, discendente di mugnai di antica generazione, che a giorni aprirà a Saviano un pastificio d’élite dedito alla produzione di formati speciali di pasta di semola di grano duro trafilata in bronzo. Molto apprezzata la vicinanza mostrata dalla PMI Italia International dove il settore delle Piccole e Medie imprese era rappresentato dal suo Direttore Generale il Dott. Salvatore Guerriero. Il Direttore Alfonso Guida dell’Hotel I Gigli per allietare questo Gran Galà d’eccezione ha preparato un delicato banchetto in tema con la tradizione giglistica, dove l’hanno fatta da padrona: pasta e patate con provola e pasta e fagioli con cozze, pietanze innaffiate da calici di vino di buona annata. Cartoline commemorative e celebrative del Giglio, a conclusione dell’intensa manifestazione, sono state date in omaggio ai graditi ospiti. ■


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Il Proverbio della provincia nolana tra storia, cultura e tradizione (XXVIII)

’ A TI RITUPPETTAPPA OVVERO QUANDO I NOMIGNOLI RIASSUMONO STORIE V. A. osì era soprannominata, la simpatica Zì Rusina ’e Gasparre, scomparsa più che novantenne nel febbraio del 2012. Il singolare nomignolo le era stato appioppato ch’era ancor figliulélla, allorché, svolazzando per le strade di Sirico, sprizzava gaiezza con zoccoli picchianti sui basoli ferrigni, producendo il tipico “tirituppe tiritappe”, che i paesani tradussero in “Tirituppettappa”, nomignolo che sembrava render la spumante vaghezza della fanciulla, che presto sarebbe diventata una leggiadra campagnola, come la “Campagnola bella” cantata da Luciano Virgili alla fine degli anni ’40, o come quella che faceva strasecolare Sgruttendio de Scafato nel primo Settecento napoletano: «Quanno te veo da sso cafuorchio ’scire, / e co ssi belle zuoccole passare, / sso tuppetuppe che me fai sentire / te dico ca me fa strasecolare».1 Ben presto, infatti, un genioso ragazzotto del paese aveva elevato il soprannome Tirituppettappa ad un’estasiante assonanza, “Guappa figlióla ’a tirituppettappa!”, dove il napoletano “guappa” voleva dir superbamente bella, tant’è che in spagnolo, ad esempio, «¡qué chica más guapa!» vuol dir «che bella ragazza!». E la nostra Rusina, ormai nel rigoglio degli anni, lo era davvero una bella ragazza, per la quale stralunavan gli occhi i timidi spasimanti paesani, come ancor ricordava negli ultimi anni ’50 Zì Giuvanne ’o chiacchiarone, che spesso, in mezzo alla Croce di Sirico, proverbiava tra i fumi del vinello paesano e i fumetti della pipa d’argilla pendolante dal cannello di bambù: «Femmena ’e casa, vale tant’oro quanto pesa»; «Femmena e ttéla nun se vedono a llume ’e cannéla»; «Si tiene tiempo, nun perdere ’o tiempo!»; «’A buscìa è nu juoco ca nun po’ sta’ annascuso»; «’A verità è figlia d’’o tiempo»; «L’acqua e ’a morte stanno arreto a’ porta»; «’A morte nun tene crianza»; «Chi ’e speranza campa, disperato more»; «’A vita è fatta a ffuósse: ciento ne scanze, uno t’affossa»; «Chi ’n’ha pruvato carcere e spitale, ’a vita c’ha campato poco vale»; «Belle tiempe ’e na vota!»; «’A vita è n’affacciata ’e fenesta!»; e finalmente, parlanno cu crianza, «Quanno ’ntorza ’a pastenaca, santa vraca se ’mbriaca», Quando la carota diventa turgida, santa braca s’inebria, proverbio inedito d’area nolana, che ricorda certi frizzi del “Vendemmiatore” tansilliano, e che il nostro Chiacchiarone alternava ad altri detti come «A’ vicchiaja, ’o cavallo caccia ’o trotto», «Ô viecchio ’e próde ’o cupierchio», «’O ffóttere è mmeglio d’’o ccórrere», «’O gallo primma fotte e po’ s’’o scorda», «’O diavulo, quanno è vviécchio, se fa monaco cappuccino», «’O diavulo, quanno è vviécchio, vo’ dìcere ’a messa», con i quali lo scanzonato vegliardo mostrava d’alludere alla sua millantata fregola, che egli chiamava «’O verrizzo», voce napoletana da un mediolatino “verrities”, il perverso capriccio maialesco, tant’è che “verres” era appunto il “porcus masculus”. Ma, tornando al nomignolo Tirituppettappa, vediamo che esso non era nuovo di zecca. Si trovava, infatti, usato già da secoli in area napoletana, quindi inserito in un canto d’amore del primo Novecento: «’Nu ’nnammurato mio se chiamma Tuppo, / n’àutro se chiamma Tirituppettappo; / iette a parlare nu iuorno cu’ Tuppo, / m’appiccecaie cu’ Tirituppettappo».2 Come dunque accennato, il nomignolo è voce onomatopeica, che nella forma estesa sarebbe «tiritùppete e tiritappa», che denota il picchiettare d’oggetti in movimento alternato su una superficie, o addirittura il fracasso d’un ruzzolone, ecc. Si noti, ad esempio, che in siciliano il nostro strùmmolo, oltre che strummula, si dice anche tuppettu,3 che certamente richiama al nostro tuppo (il cono di capelli che le donne annodano dietro la testa), ma che procede senz’altro dal francese “top”, monosillabo onomatopeico che vuol dir segnale, per lo più acustico. Ora, il nomignolo Tirituppettappa, sebben radicato nell’oralità popolare, risale tuttavia a fonti dotte, presenti specialmente nella letteratura napoletana del SeiSettecento. Qualcosa di simile, infatti, si legge in poema napoletano del ’600: «… no certo fraschetiello fatto à la moda, chiamato Fetente…. che perzò non sapenno l’arte de cocchiero, vrociolaie tirituppe à bascio…»; «E subbeto sentite p’ogne strata // lo tappa tappa de li tammorrine».4 Quindi, «Micco Passaro mò, ch’avea no core //

quanto a chillo d’Orlando, e forze cchiù, // e perché procedeva da Segnore, // e lo scemava taratappa bù, // disse no iuorno…».5 In dramma napoletano dello stesso secolo, poi: «Arrevann’io se sana; e pò sanato, / la freve se nnè venne a la via mia, / e le chiocche facevano tappe tappe»;6 mentre in fonte romanesca sempre di quei tempi: «E, nel marciare, ’l tara-tappa-tà // del sono de tamburi rebattendo, // venìase a repigliar co ’l nai-na-nà // da i pìfari più addetro respondendo…».7 Quindi, nel primo ’700: «Co ggire, e ttirituppe, e ttiritappe / spisso lo vide, e sse lo cride ncappe»;8 nel contempo il Partenopeo scriveva: «E, ciò dicenno, s’arma: e co gran furia / no’ scenne, nò, vrociolea pe le ggrade, / e tiritappa tuppe ’n terra cade», «Una fu ch’aparanno ’ncoppa l’astreco la cometa co la cannélla pe dinto, fece tirituppete a bascio co la capo sotta e non se sfrecoliaje lo caruso»;9 inoltre: «Na zitella / jonnolella / addorosa de migliaccio / la farina / cerne e affina / pe la panza de Setaccio. / Chella rota / che la vota, / tappa tappa n’è la chiave: / essa avanza, / chella ddanza / de le sfere cchiù soave».10 Finalmente, per denotar un “rumor graziosamente finto”, il settecentesco Galiani ricordava il verso «Lo core tappe tappe le facea ’n pietto»,11 mentre il tempestio dei dardi lanciati dai merli del castello sugli scudi dei nemici, era «lo tippe tappe de vrecce, e ddarde, che ssiscavano da li miérole».12 Né alla nostra rassegna poteva mancar l’opera buffa. Infatti, nella “Frascatana”, cioè la donna di Frascati, scritta nel 1774 da Filippo Livigni per la musica di Paisiello, Tiritappa è cognome di persona: «Arràggete, storzéllate / te voglio fa’ schiattà! Ma come, Violante non è già sposa di Pompeo Tiritappa? E il pastore non è già “nzorato” con Cecca Pallottola?». Appena un anno dopo, adattamento della “Frascatana”, fu “Il tutore burlato” (El tutor burlado), farsa in tre atti scritta dallo spagnolo Vicente Martín y Soler [1754 - 1806], nella nota del cui libretto Giuseppe De Matteis ha scritto: «… que Violante está “casada con su tutor Don Pompeo Tiritappa”. Parece que todo va viento en popa».13 Variante dell’onomatopeico “tiritappa”, è “tiritìppete”, presente ad esempio nel proverbio napoletano «S’aunìsce ’o strummolo a tiritìppete e ’a funicella corta»,14 Ci si mettono la trottola traballante e la cordicella corta. Anche “tiritùppete”, d’altronde, è onomatopea di senso simile, che si trova diffusamente usata, come ad esempio in una filastrocca della nonna: «Tiritùppete e stai contento / non essere malinconico / ché la gatta dello zio prete / ha fatto i micini / bianchi, rossi e piccolini…»; mentre in una frottolina d’area aretina, intitolata proprio Tirituppete, si legge: «Tirituppete mastr’Andrea, / chi t’ha fatto le calze a braca? / - Me le ha fatte la Zia Mea - / Tirituppete mastr’Andrea».15 In una frottola cilentana, invece: «Chiru povero carcararo / s’accirìa e suspirava / suspirava a cauce ’nculo / tirititupp a cauce ’nculo»16 (Quel povero carbonaro / senza posa sospirava, / sospirava a calci nel sedere, / tirititupp a calci nel sedere). In altro canto popolare napoletano: «Tiritàppete e statte contenta, / e non te pigliare malanconia; / tiritòmmola e ppane grattato, / e miètteme a llietto ca sto’ malato!».17 Il lemma taratappa, invece, imita il suono della tromba militare, «voce imitata dal taratantara di Ennio», ricordava ancora il Galiani. Da dir, d’altronde, che Tirituppe e tiritappa son dello stesso ceppo etimologico di Tuppi tuppi, che riproduce il battere alla porta con le nocche delle dita, come dicevano nel 1958 una canzone napoletana e un film di Bragaglia, intitolati entrambi Tuppe-tuppe Marisciá; mentre altre filastrocche abruzzesi per baloccare i bambini dicono: «Tuppi tuppi a la fontana; / una strevola e n’auta lava; / n’auta prega a santo Vito, / che li manna ’no marito»;18 «Tuppe tuppe a lu murtale, / s’ha ’mmalato lu speziale, / pe la troppa malatìa / s’ha vennuta ’a spizziarìja…»;19 similmente, un canto cilentano: «Tup tup calamaro / la Maronna mmiezz u mare / San Giuseppe a lu tempone / che spannìa li fasciature» (Tup tup calamaro / la Madonna in mezzo al mare / San Giuseppe alla collina / che stendeva i pannolini). Analogo discorso per l’espressione «Tìppete tàppete!» che denota il picchiettìo dei passi sul pavimento, e che dà nome a quel particolare ballo afroeuropeo che si chiama Tip tap.

A quanto fin qui detto s’aggiunge che anche il nomignolo di tal Giovanni, detto “’O ttùppete”, cavator di pozzi vissuto a Saviano fino alla metà del ’900, è riconducibile al medesimo contesto fonologico; in questo caso, infatti, la voce «tùppete» riproduce i colpi sordi del piccone che infrange la pietra sotterranea, mentre in circostanza diversa puó introdurre, ad esempio, un indovinello: «Tùppete cà, tùppete là, / tùppete sott’’o lietto sta».20 Similmente dicasi per altro nomignolo savianese attribuito sia al maschile che al femminile: «’o ttippe-ttippe» e «’a ttippa-ttippa». Venendo, infine, all’etimo del termine-nomignolo tirituppettappa, da dir che il prefisso tiri- del termine tirituppe, è pobabilmente lo stesso che si trova in tiritera, ed è un ibrido d’epoca tardo-bizantina, derivato dalla contaminazione tra il verbo latino trahĕre (prolungare) e quello greco téirein (molestare); il fonema -tuppe, invece, è tal quale il verbo greco týptō che vuol dir battere, percuotere, colpire, donde anche il napoletano tuzzà21 attraverso un basso latino *tuptiare, e il suo frequentativo tuzzulià (urtare e bussare alla porta), nonché l’espressione a ttuzzo a ttuzzo che denota reazione colpo su colpo di persone in alterco; sicché, anche il nostro tirituppe denota il ticchettìo di colpetti protratti nel tempo, spediti e monotoni, e fors’anche sgraditi all’udito. Siccome, poi, abbiam accennato ad un’onomatopea analoga, presente negli Annales del poeta latino Ennio, riferiamo l’intero verso di pertinenza, che dice: «At tuba terribili sonitu taratantara dixit»,22 la tromba di guerra fece sentir il suo taratàntara con suono terribile. Ma, nei poeti latini, come già in quelli greci, e come poi in quelli moderni, iterazioni lessicali, allitterazioni e assonanze con intento onomatopeico, non sembrano per niente attrezzi rari. NOTE 1. Filippo Sgruttendio, Tiorba a taccone, Corda III, sonetto. 4, A li zuoccole de Renza. Cito dal testo in appendice a Giulio Cesare Cortese, Opere Poetiche, a cura di E. Malato, Vol. I, Ediz. dell’Ateneo, Roma, 1967, p. 590; passim nell’opera. 2. Luigi Molinaro Del Chiaro, Canti Popolari raccolti in Napoli, Napoli 1916; VI. Canti di amore, di sdegno, di lontananza,di gelosia, di partenza, ecc., Canto 423, p. 293. 3. Rosario Rocca, Dizionario Siciliano-Italiano, Catania 1859, voce Strùmmula, p. 337. 4. Opere di G. C. Cortese, Napoli 1666, Lo stampatore a li leggeture; Micco Passaro, I, 8. 5. Giulio Cesare Cortese, Micco Passaro, I, 10. 6. Domenico Basile, Il pastor fido in lingua napolitana, Atto Secunno, Scena Primma, Ed. Egidio Longo, Napoli 1628, p. 37. 7. Gio. Camillo Paresio, Il Maggio romanesco overo il Palio conquistato, Canto Quinto, stanza 41. Cito dall’ed. Per Bernardino Pomatelli, In Ferrara 1688, p. 147. 8. Nunziante Pagano, Le bbinte rotola de lo valanzone, Porcelli, Napoli, 1787, Ruotolo Secunno, str. 6. 9. Giovanni D’Antonio, Lo Mandracchio ’nnammorato, V, 7; Lo Sciatamone ’mpetrato, I, 3. 10. Sgruttendio, Tiorba a taccone, IX, A Cola Facce Cuotto la laude de li maccarune, ed Porcelli, Napoli 1793, p. 240. Abate Galiani, Vocabolario Napoletano-Toscano, Porcelli, Napoli 1789, Tomo II, voce Tappe tappe. 12. Giovanni D’Antonio, Lo Sciatamone Mpetrato, Porcelli Tomo XXIII, Napoli 1787, Cap. V, pp. 273-274. 13. Giuseppe De Matteis, Il tutore burlato de Martín y Soler Notas al Programma, p. 2 del volume citato nel testo. 14. Il proverbio fu da noi pubblicato nel capitolo “Chesto è ’o lignamme e cheste só ’e strómmole” della serie “Il Proverbio della Provincia Nolana, tra storia, cultura e tradizione”, puntata VIII. “Obiettivo Saviano”, Saviano, giugno 2003. 15. Frottolina raccolta dall’insegnante di scuola elementare Virginia Carbellotti, Valmarecchia, AR. 16. I Circolo Capaccio, plesso di Tempa San Paolo, classi IV e V, ins. Lina Bernardo, Produzione letteraria orale. Le stanze della Memoria, p. 45, n. 10, II. 17. Luigi Molinaro Del Chiaro, “G. B. Basile - Archivio di Letteratura Popolare Napoletana”, Napoli 1883, § XXXVI, pp. 1516. 18. Luigi Molinaro Del Chiaro, Canti popolari raccolti in Napoli, Napoli 1916, III, 36, Giuochi fanciulleschi, p. 46. 19. Versi e musica dell’abruzzese Aniello Polsi, il cui nome nel 1983 diede origine all’omonimo Gruppo Folkloristico. 20. Luigi Molinaro Del Chiaro, Canti popolari raccolti in Napoli, cit., p. 43. L’indovinello si riferisce al vaso da notte. 21. Altri, impropriamente secondo noi, fa derivar il napoletano tuzzà dal latino tunsare, che vuol dir tosare. Crediamo, invece, che si tratti del greco týptō, battere, colpire, donde anche il napoletano tuzzà, dal greco typtìsō attraverso un basso latino *typtiare, presente tal quale nel napoletano tuppetià, bussar lievemente alla porta, e picchiar con le dita sulla spalla di qualcuno per attirarne l’attenzione. 22. Ennio, Annales, 143. Infatti, «il taratan è quel suono, che fa la tromba, e ch’Ennio espresse con una simile onomatopea in questo verso…» (Teofilo Folengo (Limerno Pitocco da Mantova), Orlandino, Londra 1773, Annotazioni Capitolo II, nota 50, p. 217). ■


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

Inaugurato a Nola

AUGURI N ASCITA

CENTRO ESTETICO - NINA VECCHIONE Pasquale Iannucci abato 13 Aprile 2013 è stato inaugurato dalla Maestra Nina Vecchione, nell’Agro Nolano il primo centro estetico legale Tattoo – Nail Points, situato presso lo studio di Camposano (Na) Via Provinciale 105. Nina Vecchione Diplomata all’Istituto d’Arte di Avellino con idonei corsi di Estetica specialistica, per amore della bellezza e dell’eleganza del corpo maschile e femminile si è dedicata da circa 15 anni a valorizzare e diffondere nel nostro territorio l’arte in tutte le sue forme. La sua esperienza e Il suo enorme bagaglio tecnico le consentono di effettuare con facilità e sicurezza, tatuaggi di varie specie, Trucco Tatuato permanente e tutte le forme di Nail-Art, utilizzando materiale sterile e sanitario. L’elegante ed il raffinato studio di estetica, gestito dalla suddetta professionista: Nina Vecchione è stato fortemente voluto dai propri genitori: Aniello e Angela Barone e dal proprio coniuge Francesco La Marca. Il locale, arredato da Tullio De Palma, diretto dall’Architetto Katia Campolongo con grafica di Mimma Rescigno ed eseguito dalla Ditta Antonio Della Pietra presenta tutti i confort necessari per l’esecuzione dell’incisione della pelle e della cicatrizzazione.

Il Tatuaggio, usato da tempo presso popoli e culture, ha sempre accompagnato l’esistenza umana evidenziando scopi diversi e motivi differenti. La cultura del Tatuaggio, in progressiva diffusione tra i giovani, contestatori e Hyppi, ha conquistato oggi ogni stato sociale e ogni fascia d’età. Esso si esprime sulla pelle con simboli che rappresentano uno stato affettivo, amoroso e contemplativo; un simbolo di forza e di energia, una riproduzione della realtà di mestieri, animali, persone o volti. Il Tatuaggio occidentale viene eseguito tramite una macchinetta elettrica, a cui sono fissati degli aghi in numero vario a secondo l’effetto desiderato; il movimento della macchinetta permette l’entrata degli aghi nella pelle i quali depositano il pigmento colorato. Tra le sostanze più usate ci sono il cinabro (usato per il rosso) il cromossido ( per il verde) e il cobalto (per il blu) o polveri fini di minerali, oro o argento. I tradizionali Tatuaggi durano per sempre (rimossi solo con metodi chirurgici). Se non vengono eseguiti da professionista si possono schiarire e provocare in genere effetti collaterali lievi o gravi a livello di dermatite e allergie. Auguri a Nina per un proficuo futuro. ■

LAUREA MAGISTRALE A NAPOLI

Laurea magistrale di MARIA TERESA IERVOLINO UNIVERSITÀ degli STUDI DI NAPOLI "L'ORIENTALE", facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea in Lingua e mediazione interculturale in area euromediterranea. Tesi di laurea: "Il secolo pazzo: primavere del dissenso nell'Europa Centro Orientale" incentrata sul fenomeno del Sessantotto e sulle sue conseguenze nei paesi dell'Europa Orientale, in particolare Cecoslovacchia e Jugoslavia. ObiettiVo Saviano si congratula CON Maria teresa con l’augurio di sempre nuovi successi ed esprime fervidi auguri a papà Antonio e mamma Carolina, nonché alla sorella Nunzia. ■

Dai coniugi Carifi Nicola (Serg. E. I.) e Sommese Patrizia (Terapista Neuro-Psico) l’8 Marzo 2013 presso la Clinica ”Madonnina“ di S. Gennaro Ves.no è nata Ludovica per la gioia non solo dei genitori ma anche dei nonni e zii. I Familiari e gli Amici le danno il benvenuto e le augurano una vita piena di gioia e felicità. ■


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

LA VOCE DEL PALAZZO D e t e r m i n e N° 71

72

73

74 75 76 77

78 79 80

OGGETTO (Descrizione ed eventuale beneficiario) Interventi necessari ed urgenti per il ripristino della funzionalità dell'I.P.I. di Via Feudo e loc. S. Erasmo. Impegno di spesa ed affidamento. Liquidazione per interventi necessari ed urgenti per il ripristino della funzionalità di alcuni tratti dell'I.P.I. del territorio comunale. Liquidazione competenze tecniche all'Arch. Giovanni De Sena per incarico di collaudatore tecnico - statico ed amministrativo in C.O. dei lavori di costruzione rete fognaria 2° stralcio - vasca volano. Fornitura e posa in opera di lastre di marmo per chiusura loculi - ossari recinto del Cimitero Capoluogo. Impegno e liquidazione. Liquidazione canone 2012 per manutenzione ordinaria dell'impianto di climatizzazione della casa comunale. Liquidazione saldo componenti UCC per censimento generale della popolazione 2011. Elezioni politiche di domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013. Integrazione alla determina n. 1 del 02.01.2013 settore AA.GG. Approvazione e sottoscrizione schema di convenzione per tirocini di formazione ed orientamento tra il Comune di Saviano e la seconda Università degli Studi di napoli. Legge 448/98 art. 66 e s.m.i. - Concessione benefici.

Legge 448/98 Art. 65 e s.m.i. - Concessione benefici. Impegno di spesa per acquisto materiale di cancelleria 81 occorrente per gli uffici comunali. Impegno di spesa e affidamento servizio amplificazione, 82 registrazione, dattiloscrittura e sbobinamento seduta consiliare. 83 Impegno e liquidaz. fatture Telecom I bimestre 2013. Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sen84 tenza n° 332/12 del G.D.P. di Nola nella causa Fiore Ciro C/Comune di Saviano. Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sen85 tenza n. 3132/08 del G.d.P. di Nola nella causa Genovese Tobia C/Comune di Napoli. Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sen86 tenza n. 464/11 del G.d.P. di Bisceglie nella causa Valente Giulia C/Comune di Saviano. Liquidazione per i lavori di costruzione di n. 7 fosse di 87 inumazione nel Cimitero Sant'Erasmo, a favore della ditta "Costruzioni Edili di Vincenzo Napolitano". Liquidazione lavori di somma urgenza per la costruzio88 ne di n. 7 fosse di inumazione nel Cimitero Capoluogo, a favore della ditta "Edil Costruzioni". Liquidazione fattura enel servizio elettrico Spa - periodo 89 gennaio 2013 - Campetto di Via Crocelle. Affidamento e impegno di spesa alla "Open software" 90 per la fornitura di moduli autoimbustanti. Servizio Smart Town Platform per il telecontrollo e la telegestione dell'impianto di pubblica illuminazione di 91 Via Miccoli e Via Madonnelle. Impegno di spesa ed affidamento alla Telecom Italia S.p.a. Liquidaz. per interventi necessari e urgenti per ripristino 92 funzionalità dell'I.P.I. di Via Feudo e loc. S. Erasmo. Restituzione oneri concessori relativi al permesso di 93 costruire n. 29 del 16.10.2012. Erogazione contributo economico R.D. N. 798/27 94 Es.m.i. - IV° trimestre 2012. Liquidazione fatture a diverse ditte buoni libro anno sco95 lastico 2011 - 2012. Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sen96 tenza n. 4468/11 del G.d.P. di Nola nella causa Rega Michela C/Comune di Saviano. Impegno di spesa per fornitura blocchetti mensa scola98 stica. Anno 2013. Impegno di spesa per affidamento servizio registrazione, sbobinamento e videoscrittura e fornitura e stampa 99 manifesti murali seduta consiglio comunale del 28.02.2013. Affidamento servizio. Liquidazione per i lavori di abbattimento del platano sito 99 all'incrocio tra Via Roma e C.so Italia, a favore della ditta "Vivaio Somma s.r.l.". Liquidazione per lavori di potatura alberi delle aree a 100 verde del territorio comunale a favore della ditta "Fiorerie F.lli Liguori". Servizio recupero rifiuti di imballaggi in materiali misti. 101 Liquidazione alla Soc. Campania Energia s.r.l.

Data Pubbl. 18/02/2013

18/02/2013

Importo €

5.995,00

9.075,10

103

10.615,00

Nola a caldo di automezzi per interventi di sistemazione 105 zona adiacente area mercato e area adiacente ex Cine- 15/03/2013 ma Italia. Impegno di spesa ed affidamento.

1.100,00

Servizio di fornitura e sostituzione di lampade e sostitu106 zione di lampade dell'impianto di pubblica illuminazione. 15/03/2013 Impegno di spesa ed affidamento.

2.200,00

Servizio integrato gestione rifiuti - Liquidazione alla Soc. 06/03/2013 Buttol srl canone mese di febbraio 2013.

98.831,10

15/03/2013

6.548,44

15/03/2013

6.050,00

15/03/2013

5.000,00

15/03/2013

1.800,00

15/03/2013

5.000,00

15/03/2013

4.128,70

15/03/2013

19.384,50

15/03/2013

8.000,00

15/03/2013

1.700,00

26/03/2013

9993,38

26/03/2013

37.894,30

26/03/2013

5.185,63

26/03/2013

340,00

26/03/2013

827 ,23

26/03/2013

4.152,19

26/03/2013

950,00

26/03/2013

1.215,65

131

Liquidazione alla Dog/Kannel per la cura e mantenimen26/03/2013 to dei cani randagi

1.046,55

132

Liquidazione alla ditta "Manzo Michele elettrauto" per il 26/03/201 servizio di lavoro straordinario mezzi comunali

1.436,27

133

Liquidazione alla "Cantalupo dal 1971" per la fornitura di 26/03/201 vestiario protezione civile.

1.300,00

Liquidazione per interventi necessari ed urgenti di ma104 nutenzione straordinaria per il ripristino della funzionali- 15/03/2013 tà di alcuni tratti dell'I.P.I. del territorio comunale.

107 18/02/2013

12.219,79

18/02/2013

1.500,00

18/02/2013

3.300,00

18/02/2013

8.433,00

18/02/2013

2.579,64

18/02/2013 21/02/2013 21/02/2013 26/02/2013

2.800,00

26/02/2013

217,80

26/02/2013

8.655,50

26/02/2013

1.310,47

26/02/2013

1.361,20

26/02/2013

1.681,12

26/02/2013

4.838,45

26/02/2013

4.818,00

27/02/2013

910,60

27/02/2013

1.016,40

Liquidazione per ulteriori lavori eseguiti per la sistema109 zione dei bagni del cimitero Capoluogo a favore della ditta "Del Vecchio Costruzioni s.r.l." Liquidazione alla tributaria per il servizio di noleggio del 110 misuratore di velocità. Liquidazione alla ENI S.P.A. per la fornitura di buoni 111 carburante. Liquidazione alla Società Buy Quick di Lusciano (CE) 112 per servizio di determinazione fondo risorse e contratto decentrato. 113 Liquidazione servizi Carnevale 2012. Elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Autorizza114 zione lavoro straordinario III° periodo decorrenza dal 01.03.2013 al 24.03.2013. Elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Liquidazione 115 lavoro straordinario 2° periodo dal 31 gennaio 2013 al 28 febbraio 2013. Servizio di recupero e smaltimento dei rifiuti indifferen116 ziati provenienti dalla manifestazione Carnevale 2013. Impegno di spesa ed affidamento. Impegno di spesa per incarico a tempo determinato 117 all'Ing. Pacchiano Pellegrino. Approvazione avviso e indizione gara a procedura negoziata per l'affidamento, mediante contratti di sponsorizzazione ex art. 26 del D.lgs. n. 163/2006, della realiz118 zazione di impianti fotovoltaici da installare sulla copertura dell'edificio pubblico scuola elementare di Fressuriello di proprietà del Comune di Saviano. Approvazione avviso e indizione gara a procedura negoziata per l'affidamento, mediante contratti di sponsorizzazione ex art. 26 del D.lgs. n. 163/2006, della realiz119 zazione di impianti fotovoltaici da installare sulla copertura dell'edificio pubblico scuola Elementare Via Miccoli di proprietà del Comune di Saviano. Approvazione avviso e indizione gara a procedura negoziata per l'affidamento, mediante contratti di sponsorizzazione ex art. 26 del D.lgs.n. 163/2006, della realiz120 zazione di impianti fotovoltaici da installare sulla copertura dell'edificio pubblico scuola Elementare Capocaccia di proprietà del Comune di Saviano. Approvazione avviso e indizione gara a procedura negoziata per l'affidamento, mediante contratti di sponsorizzazione ex art. 26 del D.lgs. 163/2006, della realizza121 zione di impianti fotovoltaici da installare sulla copertura dell'edificio pubblico palestra scuola Media Antonio Ciccone di proprietà del Comune di Saviano. Riaccertamento dei Residui attivi e passivi ai sensi del122 l'art. 228 comma 3 del D.lgs. 267/2000

04/03/2013

363,00

04/03/2013

5.995,00

04/03/2013

2.782,33

04/03/2013

5.115,00

04/03/2013

37,00

125

04/03/2013

543,75

126

04/03/2013

317,00

127

123 Liquidazione compenso accertamenti ICI. 124

128

05/03/2013

15/03/2013

100,00

129 130

15/03/2013 14/03/2013

Lavori di adeguamento del campo sportivo comunale 102 "P. Pierro" alla normativa vigente ed opere complemen- 15/03/2013 tari - II lotto - Incarico all'Ing. La Marca Virginia Maria.

42.389,54

16.457,82

Liquidazione per interventi di potatura alberi, piante e 15/03/2013 cespugli delle aree a verde del territorio comunale.

Assistenza ai cittadini diversamente abili - Impegno di spesa della quota a carico del Comune per l'integrazione socio-sanitaria. Compartecipazione alla spesa per integrazione sociosanitaria anno 2012 e genn.-febbr. 2013. Presa d'atto pagamento Sig.ra T. C. Abbonamento al servizio Internet "Ufficio Commercio.it". Pagamento fattura Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sentenza n° 2208/12 del G.d.P. di Nola nella causa Iovane Vincenzo c/Comune di Saviano Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sentenza n° 2153/12 del G.d.P. di Nola nella causa Fuschillo Antonia c/Comune di Saviano Liquidazione debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sentenza n° 529/11 del G.d.P. di Marigliano nella causa Fuschillo Filomena c/Comune di Saviano Liquidazione alla Dog-Kannel per la cura e mantenimento cani randagi

14/03/2013

14/03/2013

14/03/2013

14/03/2013

26/03/2013


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157) 134 Liquidazione fattura Pantalia n. 12/2012 Impegno di spesa per pagamento diritti SIAE per pro135 cessione venerdì Santo. Impegno di spesa per partecipazione corso di formazio136 ne Dirigente coordinamento Staff Organi di Governo Liquidazione per lavori ed interventi eseguiti dalla Soc. 137 Gruppo Caccavale s.r. l. Liquidazione terzo acconto per competenze tecniche di 138 D.L., redaz. progetto di variante e lavori complementari dei lavori di completam. e ampliamento di Via Crocifisso 139 Acquisto e messa a dimora di un “Platanus orientalis”. Affidamento servizi cimiteriali a ditta "La Regina sas" di 140 Ntaro Felice & C. da Saviano - Impegno e liquidazione. Rettifica determine n. 279 del 24.05.2012 e n. 391 del 141 3.08.2012 (struttura d’accoglienza “P. Girolamo Russo”) Concessione esenzione dal pagamento della quota di 142 compartecipazione alle spese per il servizio di refezione scolastica. 143 Rettifica determina n. 95 del 27.02.2013 (buoni libro) Contratto di noleggio con fornitura toner e ricambi per 144 diverse macchine da utilizzare negli uffici comunali.

26/03/201

3.000,00

26/03/201

315,00

LA VOCE DEL PALAZZO

26/03/201

300,00

DELIBERE DI GIUNTA MUNICIPALE 2013

26/03/201

18.486.49

26/03/201

16.000

29/03/2013

4.000

2/04/2013

8.928,00

2/04/2013

2.343,96

2/04/2013

1.084,50

2/04/2013

7.260

Liquidazione compenso professionale all'ing. Angelo La 145 Pietra per accatastamento della palazzina direzionale 2/04/2013 del 1° circolo didattico.

3.000,00

Liquidazione per interventi urgenti per la sistemazione 146 di alcuni condotti fognari e buche stradali in località Tommasoni, Capocaccia, Via Falcone e Borsellino. Liquidazione per servizio pulizia, disinfezione e sanifica147 zione delle strade interessate agli ultimi allagamenti. Liquidazione per interventi di adeguamento e sistema148 zione infissi scuola di Fressuriello. Interventi necessari ed urgenti per la sistemazione del manto impermeabile della copertura della casa comuna149 le e sistemazione ufficio protocollo. Impegno di spesa ed affidamento. Liquidazione competenze a favore dei componenti della 150 Commissione edilizia integrata per le sedute svolte dal 23.04.2009 al 26.04.2011. Liquidazione fatture Enel Energia SpA - Periodo luglio/ 151 novembre 2012. Impegno di spesa e liquidazione fatture Enel Energia 152 SpA - Servizio Enel elettrico e SNIE gennaio 2013. Impegno di spesa e liquidazione fattura Enel servizio 153 elettrico SpA - Periodo febbraio 2013 campetto di via Procelle. Liquidazione lavori di sistemazione alcune caditoie e 154 tratti fognari del territorio, oltre alla sistemazione della rete idrica del cimitero Sant'Erasmo. Liquidazione installazione fari ed altro - Carnevale sa155 vianese 2013. Restituzione acconto oneri per loculo ossario alla sig.ra 156 Morelli Maria. Liquidazione fattura alla ditta copy servizi per fornitura 157 materiale cancelleria occorrente agli uffici comunali. Rinnovo servizio di rilevazione delle infrazioni al codice 158 della strada mediante noleggio a canone fisso di un misuratore di velocità. Impegno di spesa. Contributo alla Chiesa di Sant'Erasmo per attività so159 ciali. Approvazione e presa atto delle risultanze di gara per affidamento del servizio di ricovero, mantenimento e 160 cura dei cani randagi - Gara n. 4749613, CIG n.. 482677089A. Avvio procedura negoziata. Servizio integrato gestione rifiuti. Liquidazione alla So161 cietà Buttol srl canone mese di marzo 2013. Impegno di spesa ed affidamento alla OPEN SOFTWARE srl per il servizio di assistenza, aggiornamento e 162 manutenzione del software gestionale visual polcity Anno 2013. Piano urbanistico comunale alla Via Cesare Battisti. 163 Pagamento alla S.I.S.P. di Pomigliano D'Arco per ritiro parere. Incarico alla ditta Sirio Soluzioni informatiche per la for164 nitura e assistenza del software per la stipula dei contratti pubblici mediante atto informatico. Liquidazione fattura alla ditta Grafica e stampa di Do165 menico Cacace per fornitura registri stato civile 2013. 166 Impegno e liquidazione fatture telecom II bimestre 2013. Liquidazione diritti di rogito al Segretario Generale Dott. 167 Giuseppe Sgariglia. Periodo dall'1.1.2013 al 31.3.2013. Servizio di trasporto scolastico anno scolastico 2012168 /2013. Esonero pagamento ticket. Impegno di spesa per registrazione testata giornalistica 169 del Comune presso il Tribunale di Nola, Lavori di recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti con170 tenente amianto - Approvazione verbale di gara informale. Impegno di spesa ed affidamento. Concessione lotto di suolo cimiteriale nel recinto del 171 Cimitero di S. Erasmo alla Signora Caccavale Giuseppina.

2/04/2013

02/04/2013

€ 3.020,00

02/04/2013

€ 800,00

02/04/2013

€3.751,44

05/04/2013

€ 2.500,00

05/04/2013

€ 1.180,00

05/04/2013

€ 90.93f ,04

05/04/2013

€ 43.350,07

05/04/2013

€,7923,6

05/04/2013

€ 6.050,00

05/04/2013

€ 3.960,00

05/04/2013

€ 700,00

05/04/2013

€ 979,78

05/04/2013

€ 6.050,00

05/04/2013

€ 583,34

08/04/2013

**********

09/04/2013

€ 98.&11,10

10/04/2013

€ 1.049,07

10/04/2013

€ 1.36,65

10/04/2013

€ 1.742,40

10/04/2013

€ 900,00

10/04/2013

€ 9.048,00

10/04/2013

€ 8.767,74

10/04/2013

**********

11/04/2013

€ 500,00

11/04/2013

€ 13.300,00

12/04/2013

€ 4.025,34

Delibera 1 / 2013 Nomina delegazione trattante di parte pubblica. 21/01/2013 Delibera 1/2013 documento 2 / 2013 Quantificazione somme non soggette ad esecuzione forzata ai sensi dell'art. 159 D.lgs. n. 267/2000 - Periodo Gennaio/Giugno 2013. 21/01/2013 Delibera 2/2013 documento 3 / 2013 Richiesta anticipazione di tesoreria. 21/01/2013 Delibera 3/2013 documento 4 / 2013 Nulla Osta tirocinio formativo di 75 ore al sig. Ferrara Giacomo 22/01/2013 Delibera di G.C. n. 4 2013 documento 5 / 2013 Nulla Osta tirocinio formativo di 75 ore sig.na Raffaela Fontanella 22/01/2013 Delibera di G.C. n. 5 2013 documento 6 / 2013 Nulla osta tirocinio formativo di 75 ore Sig. Leonardo Perretta. 22/01/2013 Delibera 6/2013 documento 7 / 2013 L.328/00 - Atto di indirizzo al Caposettore per la conclusione delle attività del Piano di zona 2012 - ed avvio Piano di zona 2013. 28/01/2013 Delibera 7/2013 ocumento 8/ 2013 Elezioni politiche di domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013. Disciplina della propaganda elettorale - Determinazione e delimitazione degli spazi per l'affissione di propaganda elettorale ai sensi dell'art. 2 della Legge 04.04.1956 n. 212 e successive modifiche. 28/01/2013 Delibera 8/2013 documento 9 / 2013 Adozione del Regolamento per la disciplina del sistema integrato dei controlli interni - D.L. N. 174/2012 convertito in legge n. 213/2012 Proposta di approvazione al Consiglio Comunale. 28/01/2013 Delibera 9/2013 documento 9/ 2013 Adozione del Regolamento per la disciplina del sistema integrato dei controlli interni - D.L. 174/2012 convertito in Legge n. 213/2012 - Proposta di approvazione al Consiglio Comunale. 28/01/2013 Delibera 10/2013 Individuazione spazi e determinazione tariffe per parcheggio in occasione del Carnevale di Saviano. Delibera 11/2013 documento 11 / 2013 Manifestazione di interesse per l'assegnazione ai Comuni per la riduzione della produzione dei rifiuti e l'incremento della raccolta differenziata ex DGRC n. 758/2011 - Decreto dirigenziale R.C. agc 21 - Settore 02 n. 33 del 30.12.2011. Approvazione schema di convenzione e progetto. 31/01/2013 Delibera 12/ 2013 Rinnovo e adeguamento canone fitto suolo pubblico di Mq. 1.500 al Corso Italia (Già Via Circumvallazione). 11/02/2013. Area servizio distribuzione carburanti. Delibera 13 / 2013 Elezioni politiche 24 e 25 febbraio 2013. Propaganda elettorale diretta. Camera dei deputati. Delimitazione, ripartizione ed assegnazioni spazi alle liste. 11/02/2013 Delibera 13/2013 documento 14 / 2013 Elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Propaganda elettorale diretta. Senato della Repubblica. Delimitazione, ripartizione ed assegnazioni spazi alle liste ammesse. 11/02/2013 Delibera 14/2013 documento 15 / 2013 Approvazione schema di convenzione per l'affidamento del servizio di tesoreria comunale per il periodo 01.07.2013 - 01.07.2016. 28/02/2013 Delibera g.m. 15/2013 documento 16/ 2013 Adozione programma triennale opere pubbliche - giusto art. 128 comma 4 del D.lgs. 163/2006 - D.M. LL.PP.del 21.06.2000 n. 5374.21.65 triennio 2013 - 2015 D.M. (Infrastrutture e Trasporti) 09.06.05. 28/02/2013 Delibera g.m. 16/2013 documento 17 / 2013 Fondo per le politiche di sviluppo per la produttività anno 2012. Presa d'atto C.C.D.I. Autorizzazione alla sottoscrizione. 01/03/2013 Delibera g.m. 17/2013 documento 18 / 2013 Approvazione dello schema tipo di convenzione per la fruibilità telematica delle banche dati del Comune di Saviano, da parte delle P.A. e dei gestori di pubblici servizi che ne facciano richiesta, ai sensi degli artt. 50 e 58 del D.lgs. 7.3.2005, n. 82 "Codice dell'Amministrazione digitale" (CAD). 05/03/2013 Delibera g.m. 18/2013 documento 19/ 2013 Approvazione atto di impegno tra Comune di Saviano ed Ente nazionale per il microcredito. 05/03/2013 Delibera g.m. 19/2013 documento 20/ 2013 Conferimento incarico di Responsabilile UTC nel settore LL.PP., Ecologia, Edilizia pubblica e privata in sostituzione del titolare Ing. Luigi Falco in congedo straordinario. 05/03/2013 Delibera g.m. 20/2013 documento 21 / 2013 Deliberazione di C.C. n. 2 del 13.02.2013 "atto di indirizzo per la manifestazione di interesse in ordine all'installazione di un impianto fotovoltaico sull'edificio comunale scuola elementare Fressuriello". 08/03/2013 Delibera di G.M. n. 24 del 2013 documento 22 / 2013 Deliberazione di C.C. n. 2 del 13.02.2013 - "atto di indirizzo per la manifestazione di interesse in ordine all'installazione di un impianto fotovoltaico sull'edificio comunale scuola elementare via Miccoli". 08/03/2013 Delibera G.M. 22 - 2013 documento 23 / 2013 Deliberazione di C.C. n. 2 del 13.02.2013 "atto di indirizzo per la manifestazione di interesse in ordine all'installazione di un impianto fotovoltaico sull'edificio comunale scuola elementare Capocaccia". 08/03/2013 Delibera G.M. 23 - 2013 documento 24/ 2013 Deliberazione di C.C. n. 2 del 13.02.2013 "atto di indirizzo per la manifestazione di interesse in ordine all'installazione di un impianto fotovoltaico sull'edificio palestra comunale scuola media Antonio Ciccone". 08/03/2013 Delibera G.M. 24 dell’8 marzo 2013. Deliberazione di C.C. n. 2 del 13.02.2013 - "atto di indirizzo per la manifestazione di interesse in ordine all'installazione di un impianto fotovoltaico sull'edificio palestra comunale scuola media Antonio Ciccone" . Delibera G.M. 25 del 19 marzo 2013. Atto di indirizzo per la locazione di immobili comunali all'Associazione "Accademia degli Svevi". Delibera G.M. 26 del 28 marzo 2013. Istituzionalizzazione “Festa del Merlo”. Delibera G.M. 27 del 28 marzo 2013. Approvazione Conto del Bilancio 2012. Delibera G.M. 28 del 28 marzo 2013. Sostituzione del “Vecchio Frasso” abbattuto [nel febbraio 2012]. Atto d’indirizzo. Delibera G.M. 29 del 9 aprile 2013. Modifica deliberazione di G.C. N. 62 del 16.11.2012: Concessione in locazione alla Mobilserv Cooperativa sociale Onlus "L'Immobile di Vua Mazini denominato Centro di accoglienza diurna per persone con disabilità". Delibera G.M. 30 del 9 aprile 2013. Associaz. Nazionale Carabinieri - Sez. di Saviano. Rimborso spese per servizio prestato presso il Centro Ecologico per l'ambiente - Atto di indirizzo. Delibera G.M. 31 del 9 aprile 2013. Proroga incarico responsabile U.T.C. Settore Lavori Pubblici, Ecologia, Edilizia pubblica e privata in sostituzione del titol. Ing. Luigi Falco in congedo straordinario. Delibera G.M. 32 del 12 aprile 2013. Estinzione contratto di Interest Rate Swap stipulato con la BNL in data 24 ott. 2002, Numero rif. 3095015. Delibera G.M. 33 del 12 aprile 2013. Regolamento nuovo orario di accesso del pubblico alla sede municipale (Lunedi-Mercoledi-Venerdi ore 9-12. Martedi-Giovedi ore 16,30-18).


ANNO XIX NUMERO 4 ● aprile 2013 (157)

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CELEBRAZIONE DELLA PASQUA 2013 A SAVIANO nche quest’anno il Comitato Religioso del “Venerdi Santo” ha organizzato a Saviano la Celebrazione della Pasqua, dal 15 AL 31 Marzo 2013. Le quattro parrocchie di Saviano: Chiesa di S.Michele Arcangelo – Chiesa dell’Immacolata – Chiesa di Sant’ Erasmo – Chiesa di Sirico, hanno effettuato le seguenti Funzioni Religiose: - dal 15 al 21 Marzo – Settenario in onore della Vergine Addolorata - Sante Messe con meditazione tenute dai Rev.mi Parroci e dal Clero Savianese. Venerdi 22 Marzo – Dopo la Messa solenne, celebrata dall’Arcivescovo Emerito di Salerno Gerardo Pierro, alla presenza dei quattro Parroci e di Don Prezioso De Giulio, si è concluso il Settenario dell’Addolorata e il corteo interparrocchiale si è unito nel momento di preghiera per la processione della Via Matris. La Banda Orchestrale “Città di Pagani” ha accompagnato, musicalmente, la rappresentazione dei sette dolori della Madonna: sono stati allestite stazioni presso i balconi di sette famiglie dislocate lungo il percorso tradizionale delle strade principali del Paese. La conclusione è avvenuta in Piazza Vittoria presso la famiglia Avv. E. Fuschillo con la Benedizione solenne del Sac. Don Andrea Pesapane. Domenica 24 Marzo – E’ Iniziato il periodo più intenso e profondo della Comunità Cristiana. In tutte le chiese c’è stata la Benedizione delle Palme a cui ha fatto seguito la celebrazione della Santa Messa con la commovente lettura della Passione e Morte di Gesù. In serata I giovani dell’ACR della Parrocchia Immacolata hanno fatto rivivere ai numerosi cittadini presenti la storica rappresentazione vivente della “Via Crucis” con i momenti della Crocefissione e morte di Gesù. Lunedi 25 Marzo – Per l’Associazione “Saviano in Fiore” è iniziato il periodo di lavoro di centinaia di persone che nella sacrestia della Chiesa di S.Michele Arcangelo, si sono adoperati nella selezione e taglio dei fiori per l’infiorata e contemporaneamente il gruppo artistico, ha steso nello spazio delle due navate laterali i bozzetti preparati, sui quali poi sono stati sovrapposti i fiori. Intanto nella parte centrale del transetto della chiesa, i ragazzi della Scuola Media ACR di 12-14 anni hanno dato vita ad un momento teatrale recitando il processo storico “Lo Stato contro Gesù” adattato e diretto dalla Prof.ssa Rosa Palmese. Giovedi 28 Aprile – Nel Duomo di Nola Il Vescovo, attorniato dai Sacerdoti della Diocesi, ha Benedetto gli Oli Santi: Oli dei Catecumeni, Olio Crismale e gli Oli degli Infer-

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mi. Dopo la celebrazione, gli oli sono stati distribuiti alle Parrocchie dove verranno usati per l’Amministrazione dei Sacramenti (Battesimo, Cresima e Unzione dei malati). Nella Celebrazione Vespertina gli oli sono stati portati, poi, in processione ed esposti nel presbiterio. Si è proseguito con la Celebrazione della S. Messa “COENA DOMINI” e l’adorazione del Santissimo, solennemente esposto nell’altare della Reposizione (Sepolcro). In serata, per tradizione è stata fatta visita ai Sepolcri, allestiti e addobbati con maestria e ricchezza di tendaggi, scenografie, piante e fiori.Il lavoro eseguito, da Salvatore Palmieri e Il gruppo dell’Associazione “Saviano in Fiore”, è stato ampiamente elogiato e gradito dall’intera Comunità Savianese. Per la Pasqua 2013 sono stati allestiti: nell’Abside a destra del transetto un raffinato e colorato tappeto di segatura rappresentante “La Pietà” e nelle due navate laterali la spettacolare Infiorata, che ha rappresentato due tematiche: ”Gesù chiama gli apostoli” e “Gesù caccia i mercanti dal tempio di Gerusalemme”. Venerdi 29 Marzo – Si è svolta, a Saviano, la tradizionale processione di Gesù morto, che rappresenta per tutto il mondo Cattolico il giorno religioso più sentito della Settimana Santa 2013. In Mattinata, la celebrazione religiosa ha avuto inizio con l’arrivo delle due Bande Musicali in Piazza Vittoria Saviano: l’Orchestra di Fiati “Città di Bracigliano” Maestro e Direttore Mario Cervo e il Gran Concerto Bandistico “Città di Bracigliano” Maestro e Direttore Carmine Santaniello. Nel pomeriggio nella Chiesa di S. Michele Arcangelo, si è effettuata la “Passione di Nostro Signore Gesù Cristo” con la partecipazione dei Rev.mi Sacerdoti e fedeli di tutte le Comunità Parrocchiali di Saviano. Quindi ha fatto seguito la tradizionale “Processione di Cristo morto e della Vergine Addolorata” con la lettura di alcuni passi del Vangelo e della Via Crucis sentiti attraverso impianti di filodiffusione per tutto il paese. L’imponente Processione è stata seguita dalle varie Associazioni Cattoliche, dalle Autorità Politiche, Militari e da una fiumana di persone. Durante tutto il percorso tradizionale, i due Concerti Bandistici per le strade del paese, hanno accompagnato il corteo con i famosi brani musicali, ideati dall’Avvocato Fuschillo e composti dal Prof. Antonio Cece. Come sempre, sei sono state le Sinfonie musicate: Strazio, Rimembranze, Passa la vita, Non è più, A mia madre, Elegia. In serata al rientro in Chiesa, la grande massa dei Fedeli si è accalcata con devozione in fila, per porgere l’ultimo saluto a Cristo morto e all’Addolorata e per ricevere il simbolico fiore “Fresia” che, essendo stato nelle mani di Gesù, ogni persona porta a casa in segno di amore per il nostro Signore.. Sabato 30 Marzo – In tutte le Chiese parrocchiali c’è stata la “Veglia Pasquale” e la Celebrazione della messa della “Resurrezione”.Domenica 31 Marzo – Messa Solenne di ringrazia-

R A P P R E S E N TA Z I O N E V I V E N T E D E L L A “ V I A C R U C I S ” A S AV I A N O resso la Parrocchia dell’Immacolata - Saviano, nel pomeriggio della Domenica delle Palme 24 Marzo 2013 si è svolta la 1° Edizione del Rito Religioso “La Passione Vivente della Via Crucis”. Alla Suddetta iniziativa, promossa dal Sac. Don Paolino Franzese con la collaborazione dei giovani dell’azione cattolica dell’Immacolata, hanno partecipato circa 50 figuranti di varie età, in costume d’epoca con fiaccole e attrezzature del martirio. Le varie scene presentate: il duro calvario sopportato da Gesù sotto il peso della croce, l’azione violenta delle guardie romane che percuotevano Gesù lungo il percorso delle 14 stazioni, il tocco ritmato dei tamburi intervallato dalla preghiera, hanno fatto rivivere quello storico evento in tutta la sua drammaticità. L’interpretazione, molto spettacolare e coreografica ha riscosso notevole successo, entusiasmando e commuovendo i numerosi fedeli presenti che hanno accompagnato, con fede e devozione per le strade del Rione Croce, la Via Crucis. Alla fine della Processione, tutti insieme, come una grande famiglia, si sono, poi, trasferiti presso il Sagrato della Chiesa, dove è avvenuto l’epilogo tragico della Crocifissione. Sono da menzionare, con elogi, i tre personaggi che hanno interpretato: Gesù – Giuseppe Carrella, Il Buon Ladrone – Marco Esposito e il Cattivo Ladrone – Giovanni Notaro, che come veri attori hanno saputo esprimere la veridicità degli eventi accaduti durante la Crocifissione e la morte del Cristo. ■

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mento e Chiusura della Festività Pasquale. Lunedi 1 Aprile In questo giorno di Pasquetta si sono evidenziati due Eventi importanti: La processione dei Battenti per la Madonna dell’Arco e la giornata di solidarietà a Saviano. Nell’ambito delle celebrazioni della Pasqua nei vari territori della Campania si svolge, come di consueto, il commovente rito di devozione alla Vergine dell’Arco, essendo un giorno sacro ai fedeli della Madonna di S. Anastasia. Lo scoppio dei petardi alle prime luci dell’alba annunzia l’inizio della partenza dei Battenti o Fujenti dal luogo di origine per il pellegrinaggio al Santuario dell’Arco. I numerosi gruppi e Associazione di Fede di varie età si preparano per affrontare il viaggio, vestiti di bianco e scalzi. Ogni gruppo con la bandiera del dolore e della miseria dopo un lungo percorso accidentale si inchina alla Vergine portando atti votivi e doni della grazia ricevuta. Da cinque secoli si rinnova il ricordo dei vari miracoli compiuti dalla Madonna dell’Arco che incoraggiano i flussi dei pellegrini e devoti alla processione frenetica verso la meta religiosa. tutti ricordano maggiormente il miracolo della Madonna sanguinante: si racconta che un giocatore di pallamaglio furioso per aver perso, lanciò il corpo contundente verso l’immagine votiva della Madonna che era situata in un edicola sotto un arco romano. Subito dopo, l’immagine colpita si mise a sanguinare e l’uomo per punizione cominciò a correre e a saltellare senza potersi fermare fino ad arrivare alla morte. Secondo la tradizione i Battenti o Fujenti chiedono protezione e grazia alla Madonna e con la loro corsa frenetica offrono l’espiazione del peccato dell’empio giocatore. La moltitudine di persone che arriva nel luogo sacro, prega e invoca la grazia con la speranza di un futuro migliore. Il secondo evento riguarda un gesto di solidarietà effettuato dall’Associazione il “Mosaico” di Saviano per le persone e famiglie bisognose. In questo giorno di Festa, i Volontari dell’Associazione con la Presidente Rosa Sommese, hanno organizzato un pranzo solidale per chi ha preferito rimanere fra le mura di case e non fare la solita scampagnata. L’iniziativa originale e solidale, completamente gratuita, ha offerto ai numerosi presenti un pranzo completo e l’Associazione si è impegnata a preparare e cucinare per tutti coloro che sono rimasti in città, che stanno attraversando un periodo di crisi a livello economico e psicologico e che hanno semplicemente desiderato trascorrere in compagnia un momento sereno e piacevole. L’incontro conviviale della solidarietà si è sviluppato presso la sala-locale della Scuola Musicale “Mimì Romano” diretta da Marilena Mirra nel Polifunzionale di Piazza A..Musco ed è stato allietato da musiche, canti e balli. ■

V I A M AT R I S A S AV I A N O enerdi 22 Marzo 2013 Le quattro parrocchie di Saviano: Chiesa di S. Michele Arcangelo – Chiesa dell’Immacolata – Chiesa di Sant’ Erasmo – Chiesa di S. Giovanni Battista unite hanno effettuato insieme momenti di preghiera e di aggregazione destinato ad unire ancora di più l’intera Comunità Savianese, con la Via Matris interparrocchiale. Alle ore 18,00 nella Chiesa Madre di Saviano si sono unite le varie Comunità Religiose e insieme hanno ascoltato la messa solenne dell’ Arcivescovo Emerito di Salerno Gerardo Pierro, che alla presenza dei quattro Parroci e di Don Prezioso De Giulio ha celebrato la chiusura del Settenario dell’Addolorata. I sette dolori della Madonna durante la passione di Gesù sono stati, poi, rappresentati con le stazioni dislocate lungo il percorso tradizionale delle strade principali del Paese e adibite presso i balconi di sette famiglie: 1°dolore: Maria accoglie nelle fede la profezia di Simeone Via G.Caliendo Famiglia A. Ambrosino con meditazione di Michele Napolitano; 2° dolore: Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe- Corso Garibaldi Famiglia L. Ferraro con meditazione di Giusy Catapano; 3° dolore: Maria cerca Gesù smarrito a Gerusalemme- Via A.Ciccone Famiglia N.Napolitano con meditazione di Sara Falco; 4° dolore: Maria incontra Gesù sulla Via del Calvario - Corso Umberto I Famiglia S. Tufano con meditazione di Carmine Trocchia; 5° dolore: Maria sta presso la croce del figlio- Corso V. Emanuele Famiglia N. Strocchiacon meditazione di Luigia La Marca; 6° dolore: Maria accoglie nel suo grembo Gesù deposto - Via Miccoli Famiglia Meo con meditazione di Sabatino Ambrosino; 7° dolore: Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù in attesa della Resurrezione- Via E. Gianturco Famiglia F. Caccavale con meditazione di Margherita Tufano, Conclusione in Piazza Vittoria Famiglia Avv. E. Fuschillo, con benedizione solenne del Sac. Don Andrea Pesapane. Il rito religioso è stato seguito con molta devozione da una moltitudine di persone, che con fede e commozione ha accompagnato la statua della Madonna e ascoltato in un mistico silenzio i sette dolori della Vergine per la morte del Figlio Gesù. ■

Aprile 2013, nr. 157  

Obiettivo Saviano nr. 157 - Aprile 2013

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