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Nutrizione in stalla Periodico d’informazione nutrizionale dedicato agli allevatori di vacche da latte. Anno 1 - numero 1 - Febbraio 2010

STORIE DI MESTIERE

Il senso della vacca Due nutrizionisti ci spiegano l’importanza dell’intuizione in stalla ALLEVAMENTO DI PRECISIONE

Diete e minerali Le tecniche più innovative per analizzare la dieta, dai Raggi X agli infrarossi

PIÙ FORAGGI MENO MANGIMI Come ripensare la redditività in azienda. A partire dai foraggi. - pag. 4 1


EDITORIALE

O

gni specie animale ha ben chiaro che nella vita vi sono solamente due soluzioni: soccombere oppure adattarsi. Solo nell’essere umano sembra esistere una terza condizione, che è quella del lamento perenne. Questo aspetto è sempre più presente nelle organizzazioni di persone, di qualsiasi natura: famiglie, aziende, associazioni e così via. Ritengo una cosa affascinante la struttura e l’architettura che contraddistingue le organizzazioni di individui. Come ad esempio un alveare di api, dove esiste una gerarchia assoluta e dove ogni elemento contribuisce in modo fattivo con il lavoro e le responsabilità a svolgere il proprio compito. Oppure un equipaggio di barca a vela, che trasuda in tutto il suo operato in modo chiaro e limpido quale sia il proprio obiettivo e la rotta che seguirà per raggiungerlo.

SCENARI

LA FOTO | di Ivano Demaria

LA REGINA L’abbiamo trovata così come la vedete, seduta e pronta in posa, come se aspettasse l’arrivo del fotografo per farsi ritrarre. Un istante difficile da immortalare nella vita di una vacca.

LA FILOSOFIA DELL’ELASTICO Cosa c’entra una pallina di elastici con l’azienda Nutristar? È un buon esempio per spiegare i principi dell’organizzazione. Che può funzionare solo se ognuno prende coscienza del gruppo. di Flavio Campana 2

IL BORSINO DELL’ALLEVATORE Chi scende e chi sale. La borsa dei formaggi tipici e l’andamento del prezzo del latte. Ecco su RY+ una selezione dei dati più interessanti per gli allevatori.

LA BORSA DEI FORMAGGI TIPICI - ITALIA

Gli esempi possono essere molteplici. Ma è certo che le organizzazioni più efficaci ed efficienti sono quelle che hanno ben chiari due principi propedeutici alla sopravvivenza del gruppo. Uno: escludere il lamento in ogni sua forma. Due: ognuno dei componenti del gruppo deve avere la consapevolezza di essere fondamentale - ma non indispensabile - per il raggiungimento degli obiettivi, di qualsiasi natura essi siano.

MISSION E VISION | Fare team

DAI MERCATI | Su e giù

Mantova - Grana Padano 14-16 mesi

+0,74%

Verona - Monte Veronese (a latte intero)

-0,99%

Milano - Panna a uso alimentare

-1,45%

Milano - Burro Zangolato

-5,88%

Milano - Burro Reg.CEE 1255/99

-3,57%

Milano - Burro Pastorizzato

-5,26%

Milano - Pecorino Romano, 5 mesi

-0,95%

Milano - Parmigiano (fino a 24 mesi)

+1,06%

Data ultimo rilevamento: Febbraio 2010. Fonte: Elaborazione CLAL.

Inoltre l’intelligenza di ogni individuo sta nel considerare le proprie caratteristiche e le proprie capacità come un valore aggiunto per tutti. Un patrimonio individuale che, posto all’interno dell’architettura dell’organizzazione, assume maggior forza e valenza.

PREZZO DEL LATTE ALLA STALLA Lombardia (Italia)* (€/100 lt.)

A prima vista, la pallina nella foto non è nient’altro che una aggregazione di elastici di diverse forme, colori e stati di tensione. Se gettata a terra, essa è in grado di rimbalzare, di opporsi alla forza che gli viene impressa. Ma ognuno di questi elastici, se fosse preso singolarmente e gettato a terra, non riuscirebbe a rimbalzare e a opporsi a nessuna forza. Una dimostrazione semplice - ma al tempo stesso straordinaria - che in gruppo si hanno doti che i singoli non possiedono. L’organizzazione di Nutristar si fonda su questi principi. Vivere all’interno di essa, indipendentemente da ruoli e responsabilità e grado, significa sentirsi parte di una organizzazione affiatata, presente e pronta a sostenere ognuno dei suoi componenti. Rispettare le regole e prendere coscienza del valore di appartenenza significa distinguersi e lavorare con valori ed obiettivi. Grazie, quindi, a ogni elastico. Grazie, perché permette a questa bella palla di essere il nostro simbolo.

Grattacieli dal grattacielo

1 variazione rispetto all'anno precedente * Euro per 100 litri 3,7% p.v. 3,25% p.v. (e) prezzo stimato (estimated price)

Mese

2008

2009

Gennaio

42,00

36,02 (e)

Febbraio

42,00

34,87 (e)

Marzo

42,00

34,54 (e)

Aprile

38,09

31,66 (e)

Maggio

38,09

31,66 (e)

Giugno

38,09

31,66 (e)

Luglio

39,59

30,43 (e)

Agosto

39,59

30,45 (e)

Settembre

39,59

30,73 (e)

Ottobre

38,59

31,83 (e)

Novembre

38,09

31,93 (e)

Dicembre

38,09

31,78 (e)

Media Variazione1 %

39,48

32,30

+14,63%

-18,20%

Data ultimo rilevamento: Febbraio 2010. Fonte: Elaborazione CLAL.

PREZZO DEL LATTE ALLA STALLA GENNAIO 2010 Lombardia (Italia)* (€/100 lt.)

33,16 3


NUTRIZIONE ANIMALE

NUTRIZIONE ANIMALE

ERBAI IN AZIENDA | I conti in tasca

FORAGGIAMOCI

1

D-ONE FRESCO

Densità prima dell’insilamento 2

ERBAIO D-ONE INSILATO

Densità dopo l’insilamento

Questi molteplici dati si relazionano tra loro in un equilibrio teorico ormai conosciuto, grazie a programmi informatici dedicati alla valutazione teorica della dieta. I più attuali sono basati sul sistema dinamico della Cornell, con il sistema CNCPS. C’è una cosa che manca, però, a tutti questi sistemi: una reale misurazione del foraggio ruminabile, cioè quella quota di fibra che sicuramente consente di mantenere una salivazione abbondante e dunque un pH stabile in quel “reale” unifeed. Nutristar risponde a questa esigenza mettendo insieme i dati reali ottenuti in laboratorio con i dati teorici elaborati. Ruminology è il programma nutrizionale di Nutristar che permette di avere un approccio decisamente pratico, consentendo di raffrontare costantemente i dati teorici delle diete con i dati reali estratti dalle analisi di campo. Come dire: la pratica con la grammatica.

RUMINOLOGY: COME FUNZIONA

Meno costi alimentari, più peso nel portafogli. I foraggi D-ONE e DRY-ONE sono il primo passo per ripensare la redditività aziendale, anche per gli allevatori più legati alla tradizione. Ecco come guadagnare nonostante le difficoltà del mercato.

COLTIVAZIONE AD ERBAIO Presso l’Azienda Agricola Cascina COMUNE a OFFLAGA - BS.

4

L’

efficienza di una dieta è una misura conosciuta, ma ingiustamente sottovalutata. È invece un controllo importante, un indice che guida il nutrizionista e l’allevatore alla stabilità delle produzioni e alla sanità della mandria. Misurare l’efficienza è il primo passo per individuare la dieta e i foraggi ideali per ciascun allevamento.

CALCOLARE L’EFFICIENZA L’efficienza di una dieta si misura tramite il rapporto tra Kg di latte prodotto e Kg di sostanza secca ingerita, con il valore del “latte energeticamente corretto” in relazione alla concentrazione di grasso e di proteine per quantificare l’energia di 1 kg e dunque per usare un’unità di misura omogenea. Più è alto il grasso e le proteine, maggiore è l’energia necessaria all’animale per produrre 1 kg di latte. L’ideale è avere un indice di circa 1,5, con una variabilità compresa tra 1,3 e 1,7

in base al periodo di lattazione. Questo è l’obiettivo del nutrizionista, e quindi anche dell’allevatore. Per raggiungerlo e mantenerlo stabile nel tempo, occorre prendere in esame alcuni valori: 1. quantità di fibra ingerita (Kg NDF) 2. quantità di fibra ingerita efficiente per la rumina zione (Kg peNDF) 3. quantità di energia ingerita (UFL o ENL) 4. quantità di proteine ingerite (Kg proteine) 5. quantità di frazioni proteiche ingerite (kg Frazione A, B,C) 5. quantità di carboidrati facilmente fermentescibili ingeriti (Kg NFC) 6. quantità di frazioni di carboidrati facilmente fermentescibili ingeriti (Kg frazione A B C) 8. dimensione delle particelle dell’unifeed (in mm e ds) 9. densità dinamico specifica delle particelle dell’unifeed (massa del ponte di foraggio) 10. fragilità della fibra sia totale sia della peNDF

Il laboratorio fornisce analisi di campioni ottenuti con l’ausilio degli strumenti di campo in dotazione alla rete tecnico commerciale: 1. il Mattometro, per l’analisi del “ponte del foraggio ruminale” 2. il Particometro per le dimensioni delle particelle 3. il Fecometro per definire la digeribilità reale delle frazioni di carboidrati. Una serie di correlazioni pratiche, basate su algoritmi ed espresse da indici di efficienza Nutristar, valuta la reale copertura dei fabbisogni per le produzioni quanti-qualitative, confronta la teoria con la realtà dell’allevamento esaminato, rileva i “difetti” e indica nel contempo le correzioni da fare anche di carattere pratico. Queste correzioni possono essere legate a: 1. densità delle particelle 2. macinatura 3. friabilità e fragilità della NDF 4. carenze o eccessi di degradabilità sia proteica sia di carboidrati Oggi noi di Nutristar preferiamo parlare di foraggi, anziché di mangimi. È un approccio che deriva da una pluriennale esperienza sul campo, un’esperienza teorica ma al contempo fortemente pratica.

INTEGRARE LA DIETA CON D-ONE e DRY-ONE 1

2

Nutristar è una ditta mangimistica, certo. E come tale ha l’obiettivo di produrre alimenti sani e adeguati alle reali esigenze del cliente. Ma non abbiamo difficoltà ad ammettere che un buon foraggio è più importante di un buon concentrato. Come è altrettanto vero che un concentrato deve essere scelto per adeguarsi ai foraggi presenti in azienda. Non dimentichiamo, infatti, che i carboidrati di una dieta sono circa il 70-80 %, e che per la maggior parte derivino dai foraggi aziendali. Ora, i foraggi aziendali cambiano in continuazione, non solo a seconda delle stagioni, ma anche in funzione dalla porzione di superficie aziendale da cui provengono. La valutazione di un foraggio da seminare in un piano agronomico deve essere vista anche sotto l’aspetto nutrizionale e non solo quantitativo. Occorre bilanciare: 1. quantità e digeribilità della NDF producibile per ettaro 2. qualità meccanica, in considerazione delle carat- tesistiche di lavorazione con il carro miscelatore e conseguente fragilità alla masticazione 3. livello proteico e di fibre solubili e zuccheri apportati e caratteristiche di degradazione di questi componenti 4. conservabilità, appetibilità e facilità d’uso.

Spesso la consuetudine e la disinformazione portano tantissimi imprenditori agricoli a non sfruttare tutte le potenzialità della loro azienda. D-ONE e DRY-ONE rappresentano per molti allevatori la prima esperienza concreta di ripensare i piani colturali, non in funzione della tradizione, ma della redditività aziendale. D-ONE e DRY-ONE sono miscugli di cereali e proteaginose autunno vernini adatti sia alle fasi di lattazione sia alle fasi di asciutta. Sono studiati dal centro di R&D di una ditta sementiera e dal centro di R&D di una azienda che si occupa di nutrizione animale e ruminale in particolare. Servono a massimizzare la produzione di zuccheri, fibre solubili, proteine e NDF Digeribile per ettaro. D-ONE contribuisce ad abbassare l’incidenza dei costi alimentari fino al 10-15%. È un mix di 6 specie di seme (frumento tenero, triticale, orzo, avena, pisello proteico, veccia) che contribuiscono a differenziare l’apporto e la qualità della fibra, dei carboidrati fermentescibili e delle proteine. È studiato per avere una finestra di lavorazione ampia ed è adatto sia alla fienagione sia all’insilamento. Se insilato, va usato dai 12 ai15 kg capo il giorno (con una SS del 35%) e apporta gli stessi grammi di proteina di 1.3 kg di soia farina d’estrazione. DRY-ONE è un mix di 5 specie di seme (avena bianca, avena strigosa, avena nera, loietto tetraploide, trifoglio incarnato) che contribuiscono a differenziare la qualità della fibra, dei carboidrati e delle proteine fermentescibili, ma anche a ridurre il livello di potassio (K) a beneficio del bilancio anioni e cationi (DCAD). L’ impiego e la raccolta di questi erbai, che avviene tra aprile e maggio, permette di contenere i problemi causati dalla recente aggravarsi del fenomeno legato alla diabrotica sulla coltura di mais. D-ONE e DRY-ONE non sono solo dei prodotti, ma costituiscono il primo passo di un sistema nutrizionale, per dare più efficienza alla dieta. Un sistema per rompere col passato, con la disinformazione nutrizionale sulle foraggere classiche e con i pregiudizi legati all’insilamento degli erbai. 5


STRUMENTI

STRUMENTI

ALLEVAMENTO DI PRECISIONE | Tecnologia in campo

Elemento

NON È PIÙ FANTASCIENZA Infrarossi, raggi X, calibrazioni. Ecco le tecniche analitiche più innovative per la determinazione del contenuto minerale negli alimenti e nelle diete. Nutristar è in una nuova era, dove i misteri di una volta sono già scienza. di Paolo Berzaghi, Lorenzo Serva, Jacopo Ferlito

COMPARAZIONE FRA VALORI DI CERTIFICAZIONE E XRF DI 9 CAMPIONI DI FORAGGIO CA %

P%

Y = 0.9839X - 0.0111 Y = 0.919X - 0.0012

R2 = 0.9981

R2 = 0.9761

S% Y = 0.9903X - 0.0078

Y = 1.0191X - 0.0367

R2 = 0.9976

R2 = 0.9952

X = XRF / Y = Certificazione

6

K%

R2

Errore di calibrazione

Numerosità

(ppm oppure %)

L

e conoscenze sulla nutrizione animale ed in particolare delle bovine da latte ha compiuto grandissimi progressi. Oggigiorno all’arrivo del nutrizionista in allevamento si può discutere, dati alla mano, sulla formulazione della dieta per i principali parametri nutrizionali quali il livello proteico ed il suo valore bypass, il contenuto di NDF e la sua efficacia di masticazione e la sua digeribilità, e poi l’amido ed i grassi, tutti parametri che hanno un effetto rapido e diretto sulla produzione e qualità del latte. In questo rapido progresso nelle conoscenze nutrizionali è rimasto però un grande vuoto che è quello che riguarda la nutrizione minerale delle bovine. Non possiamo dimenticare infatti che i prodotti lattiero caseari rappresentano la principale fonte di calcio per l’alimentazione umana e negli ultimi anni si è dimostrato il diretto coinvolgimento del bilancio di alcuni minerali nella determinazione di alcuni problemi sanitari della vacca da latte quali la febbre da latte ed il collasso puerperale e l’influenza di altri sul metabolismo microbiologico del rumine. Sappiamo i fabbisogni di ciascun minerale in ciascuna delle fasi della lattazione e asciutta, ma non ne conosciamo il loro contenuto nei singoli alimenti soprattutto foraggi. L’unica cosa che sappiamo per certo è che il contenuto minerale può essere molto variabile e la soluzione più comoda è stata sempre quella di somministrare una quantità di integratori tale da arrivare al soddisfacimento teorico dei

fabbisogni anche nel caso di carenze in alcuni degli alimenti. Questa modalità di somministrazione delle integrazione minerali si scontra però sia con gli eventuali problemi ambientali che possono insorgere (vedi il problema del fosforo), ma anche con problemi di costi degli integratori soprattutto in questo periodo in bassi prezzi del latte. Se da una parte l’integrazione minerale è necessaria per il mantenimento della salute della bovina, questa integrazione dovrebbe essere mirata a coprire le carenze degli alimenti aziendali.

Tecniche analitiche Il problema rimane la determinazione del contenuto minerale degli alimenti e poi delle diete. Per i macro nutrienti (proteina, NDF e amido) questo è stato risolto brillantemente con introduzione delle tecniche spettroscopiche all’infrarosso conosciute con l’acronimo NIRS (Near InfraRed Spectroscopy). Per i minerali si adottano tecniche sofisticate (assorbimento atomico oppure l’ICP) con costi di diverse decine di euro per ciascun elemento minerale determinato e quindi non compatibili con i budget di spesa aziendali e con tempi di risposta di diversi giorni o di alcune settimane. In realtà nella mineralogia è da anni adottata una tecnica rapida basata sulla fluorescenza ai raggi X che è di fatto diventato la tecnica standard per l’analisi degli elementi minerali per miniere e cementifici. Questa tecnica richiede una preparazione del campione che prevede la macinazione e pressatura

Minimo analitico

Massimo analitico

(ppm oppure %)

(ppm oppure %)

Fe

0.99

31

11

46

1140

Co

0.94

0

5

0

0

Ni

0.99

0

4

0

7

Cu

0.97

2

12

2

47

Mn

0.99

7

12

7

1330

Zn

0.99

2

11

8

82

Mo

0.98

0

6

0

6

Ba

0.94

4

4

4

33

Pb

0.99

0

5

0

25

Na

0.84

205

7

82

1297

Mg

0.94

207

10

489

2900

P

0.95

0.03%

11

0.05%

0.43%

S

0.99

0.01%

11

0.06%

0.36%

Cl

0.97

0.04%

11

0.04%

0.68%

K

0.98

0.17%

11

0.42%

3.78%

Ca

0.99

0.05%

11

0.04%

2.25%

del campione in una pastiglia compatta. Il campione viene esposto ai raggi X entro una cella completamente protetta e i diversi elementi minerali vengono quantificati in relazione agli specifici livelli di energia che questi emettono in risposta all’energia ricevuta dai raggi X. Le principali caratteristiche che rendono l’XRF una valida scelta all’analisi tradizionale, sono: • minima preparazione del campione (macinazione, eventuale miscelazione con leganti come ac. borico, vera, ecc..., impiego della pressa per i campioni solidi) • tempi di analisi ridotti (pochi minuti)

Scienze Animali dell’Università di Padova. Si è acquisito uno strumento S2 Ranger della Bruker, il quale permette l’analisi di tutti gli elementi con peso atomico compreso tra il Na e l’U, con precisioni che si avvicinano al ppm, in funzione della matrice e dell’elemento minerale considerato. Le calibrazioni sono state sviluppate impiegando 12 standard con internazionali certificati per la composizione minerale, mentre per i test di verifica si sono utilizzati 9 campioni di foraggio impiegati nei ring test per la certificazione di laboratori Americani. Infine grazie alla collaborazione con Nutristar srl si è avviato una indagine utilizzando oltre 100 campioni di unifeed.

• analisi multielementare

I risultati

• creazioni di semplici calibrazioni.

In Tabella 1 vengono riportati i risultati di calibrazione che dimostrano l’elevatissima accuratezza di questo metodo con limitati errori di calibrazione ed una altissima correlazione (R2). La stessa accuratezza è stata poi confermata con l’impiego dei campioni della certificazione Americana non impie-

L’attività di ricerca Grazie ad un progetto finanziato dla Ministero delle Politiche Agricole si è avviato una ricerca sull’impiego dell’XRF presso il Dipartimento di

DCAD = (K+ + Na+) (Cl- + S--) Un equilibrio importante sia in lattazione sia in asciutta È risaputo che una leggera acidificazione del pH ematico facilita la solubilizzazione del calcio osseo, prevenendo le carenze post parto. L’obiettivo può essere raggiunto somministrando all’animale una dieta ricca di anioni. Le diete anioniche, molto discusse ma poco applicate, sono impiegate nella fase finale di asciutta delle bovine da latte per prevenire l’insorgenza dell’ipocalcemia post partum. Ma non solo in asciutta è utile questo approccio. Anche in lattazione è importante osservare questo equilibrio elettrolitico, per accertarsi che si attesti sempre su valori > di 300 mE Kg di s.s., pena una possibile acidosi metabolica. Un inconveniente che, se abbinato a una acidosi ruminale, induce squilibri fisiologici, con conseguenti cali produttivi e di qualità del latte. Nella realtà non sempre si è sopra questo limite, in particolare quando sono presenti grosse dosi di silomais nella dieta. Questi casi si verificano spesso nelle aziende, più di quanto è in teoria ipotizzabile. Ciò dipende dalla variabilità della composizione minerale dei foraggi e del silomais. Sino ad ora, il limite è consistito nell’applicazione di un bilancio elettrolitico teorico della dieta. Oggi invece con il sistema XRF possiamo calcolare il DCAD di ogni dieta. Quello vero. Le sorprese che vediamo in questi primi mesi di studio sono tantissime e il futuro prossimo ci chiarirà le idee su un aspetto che oggi è applicato con metodologie approssimative. Nutristar scienza al lavoro.

7


STRUMENTI

BIBLIOGRAFIA

PRODOTTI Grafico 2

Distribuzione del contenuto di Calcio negli Unifeed analizzati Calcio, % N = 110, Media = 0.73, Dev.Std. = 0.15, Max = 01.33 Min = 0.41 - Fabbisogno Min 0.80, Max 1.0

ARTICOLI DEL JOURNAL DAIRY SCIENCE CHE APPROFONDISCONO ARGOMENTI SUL PROBLEMA DEI MINERALI NELLA DIETA M. Rérat, A. Philipp, H. D. Hess, and A. Liesegang Effetto di diversi livelli di potassio nel fieno sui livelli di acidi-base e l’equilibrio minerale in vacche da latte in periparto J Dairy Sci 2009 92: 6123-6133.  J. M. Ramos-Nieves, B. J. Thering, M. R. Waldron, P. W. Jardon, and T. R. Overton Gli effetti della integrazione di anione in diete pre-parto a basso tenore di potassio, sui livelli di macrominerali e sulle prestazioni delle vacche da latte in periparto J Dairy Sci 2009 92: 5677-5691.  G. Bertoni, E. Trevisi, X. Han, and M. Bionaz Gli effetti di stati infiammatori sull’attività del fegato nel periodo del Puerperio e le conseguenze per le prestazioni delle vacche da latte J Dairy Sci 2008 91: 3300-3310. 

X = Calcio %SS / Y = No. of obs.

Grafico 3

Distribuzione del contenuto di Fosforo negli Unifeed analizzati Fosforo, % Calcio, N = 110, Media = 0.36, Dev.Std. = 0.03, Max = 0.44 Min = 0.28 - Fabbisogno Min 0.35, Max 0.40

A. B. Peterson, M. W. Orth, J. P. Goff, and D. K. Beede Risposte di vacche Holstein prepartorienti multipare alimentate nel periodo preparto con diete con diverse concentrazioni di fosforo J Dairy Sci 2005 88: 3582-3594.  M. S. Morales and B. A. Dehority Fabbisogno di calcio ionizzato dei batteri cellulosolitici del rumine J Dairy Sci 2009 92: 5079-5091.  J. E. Nocek, M. T. Socha, and D. J. Tomlinson L’effetto delle sorgenti e della tracciatura dei livelli di fortificazione minerale e l’origine sulle prestazioni dei bovini da latte J Dairy Sci 2006 89: 2679-2693.  A. Liesegang Influenza dei Sali anionici sul metabolismo osseo in capre da latte e pecore prepartorienti J Dairy Sci 2008 91: 2449-2460.  A. N. Hristov, W. Hazen, and J. W. Ellsworth L’uso efficiente di magnesio, zolfo, rame e zinco importati, nelle aziende lattiere dell’ Idaho J Dairy Sci 2007 90: 3034-3043. 

X = No. of obs. / Y = Fosforo %

Grafico 4

Conclusioni

Zolfo, % N = 110, Media = 0.18, Dev.Std. = 0.02, Max = 0.26, Min = 0.13 - Fabbisogno Min 0.25, Max 0.30

Sebbene questi siano risultati preliminari, la tecnica XRF sembra estremamente promettente e se affiancata all’ormai irrinunciabile NIRS potrà complementare e completare le informazioni che possiamo utilizzare per migliorare l’alimentazione delle lattifere. Il fatto che per lo Zolfo si siano trovati contenuti nelle diete molto diversi da quelli raccomandati, ci fa capire quanto sia trascurato questo settore della nutrizione e ci offre ulteriore stimolo a continuare a lavorare a fine di portare questa nuova tecnologia a diventare un quotidiano supporto per i nostri alimentaristi.

Distribuzione del contenuto dello Zolfo negli Unifeed analizzati

T. R. Overton and M. R. Waldron Gestione nutrizionale di vacche da latte in transizione: strategie per ottimizzare la salute metabolica J Dairy Sci 2004 87: E105-119E. 

1.839.000 Numero di vacche da latte in Italia

8

gati in calibrazione (Grafico 1). Questi incoraggianti risultati ci hanno quindi portato ad impiegare la tecnica XRF su campioni di Unifeed provenienti da diversi allevamenti della Pianura Padana. I grafici successivi mostrano i risultati dell’indagine mostrano la distribuzione degli elementi minerali che per brevità abbiamo riportato solo per Calcio e Fosforo e per curiosità lo Zolfo. Dal grafico 2 per il Calcio, si nota abbastanza sorprendentemente, come solo una piccola frazione delle diete rientra nell’intervallo dei fabbisogni consigliato dalla Cornell University. Una buona frazione dei campioni sembrerebbe carente di Calcio fondamentale nella dieta delle lattifere. Ciò fà sospettare come il contenuto di Calcio degli alimenti fosse probabilmente sovrastimato in quanto le integrazioni delle diete, almeno sulla formulazione, era da considerare nella norma. Il Fosforo invece (Grafico 3) sembra essere meglio controllato nelle diete con la maggior parte delle diete entro o molto vicino ai limiti consigliati. Abbiamo deciso di inserire anche la distribuzione dello Zolfo (Grafico 4) principalmente a titolo di curiosità.Questo è un elemento un po’ trascurato di cui si sa poco anche se molto importante per le sintesi proteiche ruminali. Di fatto solo pochissime diete sono risultate contenere Zolfo in quantità sufficiente secondo quanto riportato dai fabbisogni.

X = No. of obs. / Y = Zolfo %SS

I FERRI DEL MESTIERE Due dei molteplici strumenti per utilizzare i boli

La linea NutriBoll

I BOLI SALVA-VACCA La Nutraceutica è una scienza relativamente recente al servizio dell’allevamento. Capace di salvare l’animale e la produzione. Spesso si sottovaluta il fatto che un semplice intervento preventivo, con una modesta spesa, può salvare un animale, la sua produzione e la sua veloce capacità riproduttiva. Questa possibilità è frutto delle ricerche della Nutraceutica, la scienza che studia gli alimenti “funzionali”, benefici per la salute dell’animale. Proprio con l’obiettivo di prevenire le più comuni patologie presenti negli allevamenti è nata la linea Nutriboll, una gamma completa di alimenti Nutraceutici costituita da pool di Probiotici e Prebiotici. Nelle diete equilibrate nei loro parametri fondamentali, se inseriti al momento opportuno i Nutriboll aiutano il superamento di momenti in cui l’organismo è sotto stress. La gamma dei prodotti Nutriboll è sempre in evoluzione, sia per le nuove acquisizioni scientifiche sui temi specifici del periparto, sia per le crescenti richieste del mercato, e in particolare della classe veterinaria.

PATOLOGIE

I prodotti MicroBoll sono studiati per prevenire o aiutare nella cura delle seguenti patologie:

IPOCALCEMIA CalciBoll - formato da 90 gr

Un pool di Sali di calcio, minerali e organici, che si ionizza nell’ambiente ruminale rilasciando il principio attivo e consentendo una lento assorbimento attraverso le pareti ruminali. Questa forma di calcio ha una azione anche a livello della di alcuni batteri costituenti la flora cellulosolitica.

Da impiegare in pre e post parto in animali con BCS anomalo o con più parti.

CHETOSI EnerBol - formato da 90 gr

È un pool di principi attivi e alimenti che si attivano al pH del rumine e consentono sia una notevole produzione di energia, sia l’attività glicolitica dei carboidrati presenti nella dieta. Ha azione diretta e indiretta sul metabolismo energetico.

Da impiegare nel post parto dal 4o giorno di lattazione per 3 giorni consecutivi.

PATOLOGIE RUMINALI

blocchi, ruminiti, post-dislocazione MicroBoll - formato da 90 gr

Pool di probiotici e prebiotici in grado di innescare flore ruminali depresse, favorisce la ripresa di attività ruminali nelle situazioni di acidosi o post operatorie seguenti dislocazioni dell’abomaso.

Da impiegare per tre giorni consecutivi al bisogno o nel post parto.

IPOFERTILITÀ

vacche in sincronizzazione per embryotransfer Somministrati attraverso i boli, ovvero i supplementi nutrizionali, i prodotti NutriBoll consentono ai nutrizionisti di attuare delle vere e proprie infusioni di vitamine ad alti livelli, ma con un lento rilascio che ne possa garantire la massima efficacia.

FertiBoll - formato da 25 gr

Pool di vitamine e provitamine che facilitano l’attività ovarica e ovulativa, particolarmente ricco di beta-carotene.

Da impiegarsi nelle fasi precedenti la fecondazione in tempi stabiliti e cadenzati a seconda del tipo di intervento veterinario prescelto.

9


PERSONE

STORIE DI MESTIERE | Nutrizionisti in azione

Il senso della vacca

PERSONE BUONGIORNO PIANURA PADANA!

«Il cow sense è una mistura di intuizione, scienza e sensibilità professionale, acquisita negli anni passati dentro le stalle, a stretto contatto con gli animali, col loro latte e con le loro feci»

L’arrivo in stalla dei nutrizionisti alle prime luci dell’alba.

Ogni mestiere ha il suo segreto. Alfredo e Luca, due nutrizionisti Nutristar che operano nel bresciano, ci raccontano come la professionalità nasca anzitutto dalla passione, e come la sensibilità per la stalla sia alla base di tutto

I

l lavoro del nutrizionista Nutristar somiglia a quello di un investigatore. Non ci sono omicidi e cadaveri in giardino, ma non mancano i misteri e i colpevoli. A volte può capitare che i risultati delle analisi non corrispondano alle aspettative. Una circostanza in cui il nutrizionista deve tirare fuori tutto il proprio talento, per valutare a fondo il problema e trovare una risposta efficace, in modo da correggere il tiro. È qui che entra in gioco il cow sense, il senso della vacca. Una mistura di intuizione, scienza e sensibilità professionale acquisita negli anni passati dentro le stalle, a stretto contatto con gli animali, col loro latte e con le loro feci. Alfredo e Luca, i due soci della ditta “Alimenta”, acquistano prodotti e servizi da Nutristar e li rivendono ai propri clienti, a cui offrono anche un servizio di assistenza continuo. I primi giorni della settimana sono solitamente riservati a una ricognizione sul campo, ovvero a una visita delle stalle per un’eventuale raccolta dei campioni, inviati al Nutristar Lab e analizzati in giornata. “Il nostro obiettivo è potenziare al massimo le capacità dell’allevatore, anche quando parte da un livello tecnologico basso, e anche quando la stalla non rende. Vogliamo farlo crescere, aumentare il suo fatturato. Vogliamo essere un punto di riferimento per ogni problema, e non dei semplici venditori di mangimi”. Individuare il passaggio sbagliato è sempre la fase più complessa, la prova del nove per un nutrizionista. “Abbiamo il compito di rintracciare cosa ha compromesso la validità del prodotto” – dice Alfredo. “In questi casi l’allevatore arriva anche a dubitare dei risultati di laboratorio. Ma quando si ripetono gli esami, e i risultati rimangono gli stessi, allora bisogna fare altri controlli. Magari andare lì alle 5 o alle 6 di mattina a fare il carro…”. Ma Alfredo e Luca sono dotati di 10

IN UFFICIO

IN STALLA

una buona dose di creatività e costanza, necessarie per capire dove si trova l’inghippo. Vanno alla ricerca di indizi, dati e prove per inchiodare il colpevole: un carro che ha girato troppo poco, una cella bruciata, la fibra che non galleggia come dovrebbe. Il cow sense guida nella lettura dei dati, perché le analisi in sé non equivalgono a verità assolute. In queste situazioni, quattro occhi sono sempre meglio di due. Insieme è più facile capire dove si è inceppata la catena. Soprattutto se alle spalle c’è un’azienda come Nutristar, che segue i propri consulenti in ogni fase, offrendo loro una serie di servizi per affrontare la stalla. “Questo è un lavoro che richiede passione”, afferma Luca. “Ci sono giorni in

cui hai il morale a terra e prenderesti tutto a badilate. Altri in cui invece tocchi il cielo con un dito perché l’allevatore va su di latte, e ti dà una pacca sulla spalla, perchè sa che è anche un po’ merito tuo”. Il rapporto nutrizionista-allevatore nasce in modo graduale. Nei primi incontri, il consulente può mettere da parte l’opportunità di vendere i prodotti e limitarsi ad aiutare l’allevatore nella preparazione del carro, tenendo conto delle abitudini alimentari degli animali. “A volte basta sistemare il carro, perché le vacche vadano su di latte. Allora, in un solo colpo, il cliente comincia a fidarsi di te”. Nel tempo, fra consulente e allevatore nasce un vero e proprio gioco di squadra. Ogni incontro comincia con una serie

Alfredo Pezzola ritratto nella sede di ALIMENTA la società distributrice dei prodotti Nutristar.

Luca Beldrighi qui ritratto in allevamento e - sopra - mentre si confronta con l’allevatore Ambrogio Massimo nel paddock.

di domande rituali: “Le vacche mangiano? Ti è arrivato il cartellino del latte? Facciamo un po’ di tutto. Siamo dei consulenti della nutrizione, ma anche dei consulenti zootecnici”. Ogni incontro è un’occasione per conoscere meglio le peculiarità di ciascun allevamento. L’assistenza e la presenza sono fattori fondamentali per costruire una collaborazione stretta con il cliente, per ottimizzare al massimo i risultati. Andare in stalla, per un consulente Nutristar, è un po’ come girare con una valigia piena di armi di ogni tipo. Mattometri, fecometri e congegni per i prelievi. “Sta a noi capire quand’è il momento di tirare fuori il bazooka o la pistola”, dice Luca. Il nutrizionista utilizza una serie di strumenti sempre aggiornati messi a disposizione da Nutristar, in modo da offrire un servizio completo. Un vantaggio di cui spesso non godono i nutrizionisti di altre aziende. “Lotto, Campana e Lacorte, i dirigenti-luminari di Nutristar, ci hanno insegnato come effettuare le misurazioni e i parametri da rispettare per raggiungere il massimo del latte”. Grazie a questo rapporto privilegiato fra azienda madre e nutrizionisti, Alfredo e Luca possono permettersi di effettuare per i propri clienti decine di analisi a costo zero per l’allevatore con trenta variabili analizzate, molto utili per capire meglio i propri clienti. “Ci è anche capitato che il latte calasse subito dopo la nostra visita”, racconta Luca. “Allora prendi il campione e lo porti subito ad analizzare, con l’obiettivo di calibrare al meglio la nutrizione animale, secondo le specificità di ciascun allevamento. Quando sai di avere in valigia le armi giuste, non hai nulla di cui preoccuparti. Puoi entrare in stalla ed essere sicuro che troverai la soluzione”. Un po’ come un investigatore, che a un certo punto dell’indagine mette fine all’interrogatorio e attacca a raccontare, per filo e per segno, come sono andate le cose. 11


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